MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 14 luglio 2010 | Chimici.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 14 luglio 2010

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 14 luglio 2010 - Obiettivi programmatici relativi al patto di stabilita' interno per il periodo 2010-2012 delle provincie e dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. (10A09217) - (GU n. 176 del 30-7-2010 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 14 luglio 2010

Obiettivi programmatici relativi al patto di stabilita’ interno per
il periodo 2010-2012 delle provincie e dei comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti. (10A09217)

IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO

Visto l’art. 77-bis, comma 14, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n.
133, in cui e’ previsto che, per il monitoraggio degli adempimenti
del patto di stabilita’ interno, le province e i comuni con
popolazione superiore a 5.000 abitanti trasmettono semestralmente al
Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
ragioneria generale dello Stato – entro trenta giorni dalla fine del
periodo di riferimento, utilizzando il sistema web appositamente
previsto per il patto di stabilita’ interno nel sito
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it, le informazioni riguardanti le
risultanze in termini di competenza mista, attraverso un prospetto e
con le modalita’ definiti con decreto del predetto Ministero, sentita
la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali. Con lo stesso decreto
e’ definito il prospetto dimostrativo dell’obiettivo determinato per
ciascun ente ai sensi dei commi 6 e 7 dell’art. 77-bis del citato
decreto-legge n. 112/2008;
Visto l’art. 77-bis, comma 14, terzo periodo, del decreto-legge n.
112/2008, convertito, nella legge n. 133/2008, in cui e’ previsto che
la mancata trasmissione del prospetto dimostrativo degli obiettivi
programmatici al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato costituisce
inadempimento al patto di stabilita’ interno;
Ravvisata l’opportunita’ di procedere – al fine di dare attuazione
alle disposizioni di cui all’art. 77-bis, comma 14, secondo periodo,
del decreto-legge n. 112/2008 – all’emanazione del decreto
ministeriale concernente il prospetto dimostrativo dell’obiettivo
determinato per ciascun ente ai sensi dei commi 6 e 7 del suddetto
art. 77-bis e, successivamente, all’emanazione del decreto relativo
al prospetto e alle modalita’ – per il monitoraggio degli adempimenti
del patto di stabilita’ interno e alla verifica del rispetto degli
obiettivi del patto di stabilita’ interno;
Visto il comma 5, dell’art. 77-bis del decreto-legge n. 112/2008
che fa riferimento al saldo finanziario tra le entrate finali e le
spese finali, calcolato in termini di competenza mista e pari alla
somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra
accertamenti ed impegni, per la parte corrente e dalla differenza fra
incassi e pagamenti, per la parte in conto capitale, al netto,
rispettivamente, delle entrate derivanti dalle riscossioni di crediti
e delle spese derivanti dalle concessioni di crediti, considerando
come valori di riferimento quelli risultanti dai conti consuntivi;
Visto il comma 3, dell’art. 77-bis del decreto-legge n. 112/2008
che introduce, ai fini della individuazione del concorso alla manovra
di ogni ente, le percentuali di variazione dei saldi finanziari di
competenza mista registrati nell’anno 2007, determinate in funzione
del segno del saldo stesso ed in funzione del rispetto o meno delle
regole del patto di stabilita’ 2007;
Visto il comma 7-bis, dell’art. 77-bis del decreto-legge n.
112/2008, introdotto dall’art. 2, comma 41, lettera b), della legge
22 dicembre 2008 n. 203 (legge finanziaria 2009), che esclude dal
saldo finanziario di cui sopra gli accertamenti, per la parte
corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale, delle
risorse provenienti dallo Stato per l’attuazione delle ordinanze
emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di
dichiarazione dello stato di emergenza, nonche’ gli impegni di spesa
di parte corrente e i pagamenti in conto capitale connessi alle
predette risorse provenienti dallo Stato;
Visto il comma 4-novies, dell’art. 4 del decreto-legge 25 gennaio
2010, n. 2, convertito, con modificazioni, nella legge 26 marzo 2010,
n. 42, che ha espressamente equiparato, ai fini del patto di
stabilita’ interno, gli interventi realizzati dagli enti locali in
relazione allo svolgimento delle iniziative per le quali e’
intervenuta la dichiarazione di grande evento e rientranti nella
competenza del Dipartimento della protezione civile – di cui all’art.
5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401 –
agli interventi di cui al citato comma 7-bis, dell’art. 77-bis;
Visto il comma 9, lettera a), dell’art. 7-quater, del decreto-legge
10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, che ha abrogato il comma 8, dell’art. 77-bis,
come sostituito dall’art. 2, comma 41, lettera c), della legge
finanziaria per l’anno 2009, che prevedeva l’esclusione dal saldo
finanziario delle risorse derivanti dalla cessione di azioni o quote
di societa’ operanti nel settore dei servizi pubblici locali e dalla
distribuzione di dividendi determinati da operazioni straordinarie
effettuate dalle suddette societa’, qualora quotate sui mercati
regolamentati, nonche’ le risorse derivanti dalla vendita del
patrimonio immobiliare, se tali risorse erano destinate alla
realizzazione degli investimenti o alla riduzione del debito;
Visto il comma 10, dell’art. 7-quater del decreto-legge 10 febbraio
2009, n. 5, che ha previsto, per tutti gli enti locali che hanno
approvato il bilancio prima del 10 marzo 2009 e, cioe’, in vigenza
del comma 8, dell’art. 77-bis, escludendo le entrate straordinarie di
cui sopra sia dalla base di calcolo che dai risultati utili per la
verifica del rispetto patto di stabilita’ interno 2009, la
possibilita’ di avvalersi del nuovo quadro normativo delineato
dall’abrogazione del predetto comma 8;
Visto il comma 4-quinquies, dell’art. 4 del decreto-legge n.
2/2010, che ha fornito un’interpretazione autentica del comma 10,
dell’art. 7-quater, disponendo che gli enti che hanno operato
l’esclusione delle citate entrate straordinarie nell’anno 2009 sono
tenuti ad operare la stessa esclusione anche per gli anni 2010 e
2011;
Visto il comma 9-bis, dell’art. 77-bis del decreto-legge n.
112/2008, come introdotto dall’art. 4, comma 4-septies, lettera b),
del decreto-legge n. 2/2010, che, a partire dal 2009, prevede per gli
enti che, nell’anno 2007, hanno percepito dividendi derivanti da
operazioni straordinarie poste in essere da societa’ quotate sui
mercati regolamentati operanti nei settore dei servizi pubblici
locali, presentano un saldo di competenza mista positivo o pari a 0
(ai sensi del comma 3, lettera b), del citato art. 77-bis) ed hanno
rispettato il patto per lo stesso anno, le percentuali indicate nel
citato comma 3, lettera b), si applicano non piu’ al saldo di
competenza mista 2007, ma alla media dei saldi relativi al
quinquennio 2003-2007, calcolati sempre in termini di competenza
mista, ai sensi del successivo comma 5, dell’art. 77-bis e con
riferimento ai dati desunti dai conti consuntivi;
Visto il comma 6, dell’art. 77-bis del decreto-legge n. 112/2008
che, per ciascuno degli anni 2010 e 2011, stabilisce per gli enti che
presentano un saldo finanziario di competenza mista 2007 negativo,
che lo stesso saldo deve essere migliorato nella misura risultante
dall’applicazione delle percentuali di cui al comma 3, lettere a) e
d), a seconda che gli enti abbiano rispettato o meno il patto di
stabilita’ interno per l’anno 2007;
Visto il comma 7, dell’art. 77-bis del decreto-legge n. 112/2008
che stabilisce che, per ciascuno degli anni 2010 e 2011 per gli enti
con un saldo finanziario di competenza mista 2007 positivo, lo stesso
saldo di competenza mista 2007 puo’ essere peggiorato nella misura
risultante dall’applicazione delle percentuali di cui al comma 3,
lettere b) e c), a seconda che gli enti abbiano rispettato o meno il
patto di stabilita’ per l’anno 2007;
Visto il comma 4-septies, lettera a), dell’art. 4 del citato
decreto-legge n. 2/2010 che introduce il comma 7-quater, all’art.
77-bis del decreto-legge n. 112/2008 che esclude sia dal saldo
finanziario 2007, assunto a base di riferimento per il calcolo
dell’obiettivo 2010, che dal saldo valido per la verifica del
rispetto dell’obiettivo, le risorse provenienti, direttamente o
indirettamente dall’Unione europea, nonche’ le corrispondenti spese
correnti ed in conto capitale;
Visto il comma 4-septies, lettera a), dell’art. 4 del citato
decreto-legge n. 2/2010 che introduce il comma 7-quinquies, all’art.
77-bis del decreto-legge n. 112/2008 che prevede che qualora l’Unione
europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai fini
dell’applicazione di quanto stabilito dal summenzionato comma
7-quater, l’importo corrispondente alle spese non riconosciute e’
incluso tra le spese del patto di stabilita’ interno relativo
all’anno in cui e’ comunicato il mancato riconoscimento ovvero in
quello dell’anno successivo se la comunicazione e’ effettuata
nell’ultimo quadrimestre;
Visto il comma 11, dell’art. 77-ter del decreto-legge n. 112/2008
che ha introdotto la facolta’, per le regioni, di «adattare» le
regole e i vincoli posti dalla normativa nazionale (art. 77-bis),
sulla base dei criteri stabiliti in sede di Consiglio delle autonomie
locali, in relazione alle diverse situazioni finanziarie degli enti
locali compresi nel proprio territorio, fermo restando l’obiettivo
determinato complessivamente sulla base delle regole statali del
patto di stabilita’ interno per gli enti locali;
Visto il comma 7, dell’art. 7-quater, del decreto-legge 10 febbraio
2009, n. 5 che, ai fini dell’applicazione del comma 11, dell’art.
77-ter, stabilisce che ogni regione definisce e comunica agli enti
locali il nuovo obiettivo del patto di stabilita’ interno per gli
anni 2009-2011, determinato sulla base dei criteri stabiliti in sede
di Consiglio delle autonomie locali;
Ritenuto opportuno che, in assenza di specifiche disposizioni
legislative e al fine di consentire una corretta programmazione
finanziaria per il bilancio pluriennale 2010-2012, l’obiettivo
programmatico per l’anno 2012 possa essere determinato nella stessa
misura dell’obiettivo programmatico individuato per l’anno 2011;
Visto il comma 17, dell’art. 77-bis dello stesso decreto-legge n.
112/2008 che prevede per gli enti istituiti negli anni 2007 e 2008
l’assoggettamento alle regole del patto di stabilita’ interno a
partire, rispettivamente, dagli anni 2010 e 2011, assumendo, quale
base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze dei conti
consuntivi, rispettivamente degli esercizi 2008 e 2009;
Considerato che nel 2007 non sono stati istituiti nuovi enti con
obbligo di assoggettamento alle regole del patto di stabilita’
interno;
Sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali che ha
espresso parere favorevole nella seduta del 23 giugno 2010;

Decreta:

Articolo unico

1. Le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti trasmettono al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della ragioneria generale dello Stato – le informazioni
concernenti gli obiettivi programmatici del patto di stabilita’
interno per il triennio 2010/2012 di cui al comma 14, dell’art.
77-bis, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, con le modalita’ ed
i prospetti definiti nell’allegato A al presente decreto.
2. I prospetti devono essere trasmessi – utilizzando esclusivamente
il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilita’
interno nel sito www.pattostabilita.rgs.tesoro.it – entro trenta
giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto nella
Gazzetta Ufficiale.
3. Gli enti locali che, ai sensi del comma 11, dell’art. 77-ter del
decreto-legge n. 112/2008 e del comma 7, dell’art. 7-quater, del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, rideterminano i propri
obiettivi, provvedono a trasmettere i nuovi obiettivi, secondo le
modalita’ di cui al comma 2, entro 15 giorni dalla loro
rideterminazione.
4. Le province e i comuni con popolazione superiore ai 5.000
abitanti che non provvedono ad inviare il prospetto dimostrativo
degli obiettivi programmatici nei modi e nei tempi precedentemente
indicati sono considerati, ai sensi del citato comma 14, dell’art.
77-bis del decreto-legge n. 112 del 2008, inadempienti al patto di
stabilita’ interno.
5. Terminato l’anno di riferimento non e’ piu’ consentito variare
le voci determinanti l’obiettivo del medesimo anno. Per l’anno 2010,
eventuali rettifiche o variazioni possono essere apportate
esclusivamente tramite il sistema web di cui al comma 2 entro e non
oltre il 31 dicembre 2010.
6. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
ragioneria generale dello Stato – provvede, previa comunicazione
all’ANCI e all’aggiornamento degli allegati del presente decreto a
seguito di nuovi interventi normativi volti a prevedere esclusioni
e/o modifiche del saldo utile per la determinazione dell’obiettivo o
modifiche alle regole del patto.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 14 luglio 2010

Il ragioniere generale dello Stato: Canzio

Allegato A

Il presente allegato risulta strutturato secondo il seguente schema
1. DEFINIZIONE DEL SALDO FINANZIARIO
1.1 DICHIARAZIONE DI STATO DI EMERGENZA
1.2 DICHIARAZIONE DI GRANDE EVENTO
1.3 ESCLUSIONE DELLE ENTRATE STRAORDINARIE
1.4 ADOZIONE DELLA BASE QUINQUIENNALE
1.5 RISORSE PROVENIENTI DALL’UNIONE EUROPEA
1.6 RIDETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI – REGIONALIZZAZIONE
1.7 TRASFERIMENTI STATALI E REGIONALI
2. DETERMINAZIONE DEL CONCORSO ALLA MANOVRA PER GLI ANNI 2010, 2011
E 2012
2.1 PROCEDURA PER GLI ENTI CON SALDO FINANZIARIO DI COMPETENZA
MISTA 2007 NEGATIVO
2.2 PROCEDURA PER GLI ENTI CON SALDO FINANZIARIO DI COMPETENZA
MISTA 2007 POSITIVO O PARI A ZERO
3. DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI PER GLI ANNI
2010,2011 E 2012
3.1 ENTI CON SALDO FINANZIARIO DI COMPETENZA MISTA 2007 NEGATIVO
3.2 ENTI CON SALDO FINANZIARIO DI COMPETENZA MISTA 2007 POSITIVO O
PARI A ZERO
4. ENTI COMMISSARIATI
5. ENTI DI NUOVA ISTITUZIONE
6. Nuovi COMUNI ASSOGGETTATI AL PATTO DI STABILITA’ INTERNO PER
SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEI 5.000 ABITANTI
7. ELENCO PROSPETTI ALLEGATI
1. DEFINIZIONE DEL SALDO FINANZIARIO.
Il saldo finanziario, come per lo scorso armo, e’ definito dalla
differenza tra entrate finali (primi quattro titoli di bilancio
dell’entrata) e spese finali (primi due titoli di bilancio della
spesa) ed e’ espresso, come previsto dal comma 5 dell’articolo 77-bis
del decreto legge n. 112/2008, convertito, con modificazioni, nella
legge n. 133/2008, in termini di “competenza mista” ossia pari alla
somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra
accertamenti ed impegni, per la parte corrente, e dalla differenza
fra riscossioni e pagamenti (in conto competenza ed in conto residui)
per la parte in conto capitale, al netto delle entrate derivanti da
riscossioni di crediti e delle spese derivanti da concessioni di
crediti. Come indicato espressamente ai commi 6 e 7 dell’articolo
77-bis, i valori di riferimento devono essere quelli registrati nei
conti consuntivi.
Pertanto, ai fini della determinazione del saldo obiettivo
mediante l’apposita procedura web, si e’ ritenuto opportuno
aggiornare automaticamente i prospetti informatici A/10/P e A/10/C
con i dati 2007 desunti dai certificati del conto del bilancio 2007
presentati dagli enti locali al Ministero dell’interno;
conseguentemente, gli enti non dovranno inserire le informazioni
contabili relative ai primi quattro titoli delle entrate e ai primi
due delle uscite nonche’ alle riscossioni e alle concessioni dei
crediti.
1.1 DICHIARAZIONE DI STATO DI EMERGENZA
Come per il 2009, ai sensi del comma 7-bis, introdotto
dall’articolo 2, comma 41, lettera b), della legge finanziaria 2009,
nel saldo non sono considerati gli accertamenti, per la parte
corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale, delle
risorse provenienti dallo Stato (e non anche da altre fonti), anche
se trasferite per il tramite delle regioni, per l’attuazione delle
ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito
di dichiarazione dello stato di emergenza. Analogamente, sono esclusi
dal saldo gli impegni delle relative spese correnti nonche’ i
pagamenti in conto capitale connessi con le citate risorse
provenienti dallo Stato.
L’esclusione opera anche se le spese sono effettuate in piu’ anni
e, comunque, nei limiti complessivi delle risorse assegnate.
L’esclusione di cui sopra opera anche in relazione ai mutui ed ai
prestiti con oneri di ammortamento ad intero carico dello Stato e,
quindi, la stessa non si estende a quelli contratti dall’ente locale
con oneri a carico del proprio bilancio.
Al fine di consentire alla Presidenza del Consiglio dei Ministri –
Dipartimento della Protezione Civile – di effettuare le opportune
verifiche sulla natura delle spese oggetto di esclusione in
attuazione delle disposizioni in esame, si ritiene necessario che
l’elenco che gli enti interessati sono tenuti ad inviare ai sensi
dell’articolo 77-bis, comma 7-ter, del decreto legge n. 112/2008,
debba contenere, oltre all’indicazione delle spese escluse dal patto
di stabilita’ interno, ripartite nella parte corrente e nella parte
capitale, anche le risorse attribuite dallo Stato, per permettere il
riscontro tra le spese sostenute e le suddette risorse statali.
1.2. DICHIARAZIONE DI GRANDE EVENTO
L’articolo 4, comma 4-novies, del decreto legge 25 gennaio 2010,
n. 2, convertito, con modificazioni, nella legge 26 marzo 2010, n.
42, ha espressamente equiparato gli interventi realizzati dagli enti
locali in relazione allo svolgimento delle iniziative per le quali e’
intervenuta la dichiarazione di grande evento e rientranti nella
competenza del Dipartimento della protezione civile – di cui
all’articolo 5-bis, comma 5, del decreto legge 7 settembre 2001, n.
343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n.
401 – agli interventi derivanti dalle dichiarazioni di stato di
emergenza, di cui al punto precedente.
Anche l’esclusione delle entrate e delle relative spese connesse
ai grandi eventi, sebbene effettuate in piu’ anni, e’ operata nei
soli limiti dei correlati trasferimenti a carico del bilancio dello
Stato. Ne consegue che sono escluse dal patto le sole entrate e le
sole spese effettuate utilizzando i trasferimenti dal bilancio dello
Stato e non anche le altre tipologie di entrata e di spesa (ad
esempio le spese sostenute dal Comune per il grande evento a valere
su risorse proprie).
Nel merito delle opere e della tipologia di finanziamenti, si
rappresenta l’opportunita’ che i chiarimenti in materia vengano
indirizzati, sia con riferimento agli stati di emergenza che con
riferimento a i grandi eventi, al Dipartimento della Protezione
Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
1.3. ESCLUSIONE DELLE ENTRATE STRAORDINARIE
A seguito dell’abrogazione del comma 8 dell’articolo 77-bis del
decreto legge n. 112/2008, operata dall’articolo 7-quater, comma 9,
lett. a) del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, le riscossioni in
conto capitale inerenti alle cessioni di azioni o quote di societa’
operanti nel settore dei servizi pubblici locali, nonche’ le risorse
derivanti dalla distribuzione dei dividendi determinati da operazioni
straordinarie poste in essere dalle predette societa’, qualora
quotate nei mercati regolamentati, e le risorse relative alla vendita
del patrimonio immobiliare, destinate alla realizzazione di
investimenti o alla riduzione del debito non possono piu’ essere
escluse dal saldo finanziario preso a base di riferimento (anno 2007)
e dal saldo degli anni di gestione del patto di stabilita’ interno
(anni 2010 e 2011). Il successivo comma 10 del citato articolo
7-quater, ha previsto, per gli enti locali che hanno approvato il
bilancio di previsione prima del 10 marzo 2009 (ossia in vigenza del
predetto comma 8) escludendo le entrate straordinarie di cui sopra
sia dalla base di calcolo che dai risultati utili per la verifica del
patto di stabilita’ 2009, la possibilita’ di avvalersi del nuovo
quadro normativo delineato dall’abrogazione del citato comma 8.
Pertanto, solo gli enti che hanno approvato il bilancio di previsione
prima del 10 marzo 2009 e che non hanno ritenuto di’ avvalersi del
nuovo quadro normativo delineato dall’abrogazione del richiamato
comma 8 hanno potuto escludere le suddette entrate straordinarie sia
dal saldo finanziario 2007 assunto come base di riferimento, sia dal
saldo utile ai fini del rispetto del patto di stabilita’ interno.
L’articolo 4, comma 4-quinquies del richiamato decreto legge n.
2/2010 ha fornito un’interpretazione autentica al suddetto comma I O
dell’articolo 7-quater, disponendo che gli enti che hanno operato
l’esclusione delle citate entrate straordinarie nell’anno 2009 sono
tenuti ad operare la stessa esclusione anche per gli anni 2010 e
2011.
Per tutti gli altri enti, invece, le entrate straordinarie in
questione sono incluse sia nella base di riferimento 2007 sia nei
risultati 2010 e 2011.
1.4. ADOZIONE DELLA BASE QUINQUENNALE
Ai sensi del comma 9-bis dell’articolo 77-bis del decreto legge n.
112/2008, come introdotto dall’articolo 4, comma 4-septies, lett.b),
del decreto legge n. 2/2010, a partire dal 2009, per gli enti che,
nell’anno 2007, hanno percepito dividendi derivanti da operazioni
straordinarie poste in essere da societa’ quotate sui mercati
regolamentati operanti nel settore dei servizi pubblici locali,
presentano un saldo di competenza mista positivo o pari a 0 (ai sensi
del comma 3, lett. b) dell’articolo 77-bis) e hanno rispettato il
patto per lo stesso anno, le percentuali indicate nel citato comma 3,
lett.b), si applicano non piu’ al saldo di competenza mista 2007, ma
alla media dei saldi relativi al quinquennio 2003-2007, calcolati
sempre in termini di competenza mista, ai sensi del successivo comma
5 dell’articolo 77-bis e con riferimento ai dati desunti dai conti
consuntivi. Ovviamente il riferimento alla base quinquennale non e’
applicabile agli enti che gia’ adottano l’esclusione delle entrate
straordinarie di cui al paragrafo precedente.
1.5. RISORSE PROVENIENTI DALL’UNIONE EUROPEA
Il comma 7-quater dell’articolo 77-bis del decreto legge n.
112/2008, introdotto dal richiamato articolo 4, comma 4-septies,
lett.a), del decreto legge n. 2/2010, prevede che non sono
considerate nel saldo finanziario 2007 assunto a base di riferimento
per il calcolo dell’obiettivo 2010, le risorse provenienti,
direttamente o indirettamente dall’Unione Europea, nonche’ le
corrispondenti spese correnti ed in conto capitale. Tale esclusione
opera a partire dal 2010.
Per risorse provenienti indirettamente dall’Unione Europea si
intendono quelle risorse assegnate per il tramite della Regione o
della Provincia di appartenenza.
L’esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in
piu’ anni, purche’ la spesa complessiva non sia superiore, negli
anni, all’ammontare delle corrispondenti risorse assegnate. In
proposito, occorre precisare che l’esclusione delle entrate e delle
relative spese opera prescindendo dalla tempistica con cui sono
effettuate e quindi indipendentemente dalla sequenza temporale con
cui si succedono. In altri termini le esclusioni sono effettuate
anche se le entrate avvengono successivamente alle connesse spese o
viceversa.
Si segnala, inoltre, che il comma 4-septies, lett. a), del citato
articolo 4, introducendo il comma 7-quinquies all’articolo 77-bis del
decreto legge n. 112/2008 stabilisce che, qualora l’Unione Europea
riconosca importi inferiori a quelli considerati ai fini
dell’applicazione di quanto previsto dal summenzionato comma
7-quater, l’importo corrispondente alle spese non riconosciute e’
incluso tra le spese del patto di stabilita’ interno relativo
all’anno in cui e’ comunicato il mancato riconoscimento ovvero in
quello dell’anno successivo se la comunicazione e’ effettuata
nell’ultimo quadrimestre.
Infine, si rappresenta che le risorse provenienti dall’Unione
Europea sono escluse dal saldo finanziario di cui al comma 5
dell’articolo 77-bis del decreto legge n. 112/2008 anche nell’ipotesi
di cofinanziamento. In tal caso, l’esclusione opera solo per la parte
proveniente direttamente o indirettamente dall’Unione europea e non
anche per la parte inerente ai cofinanziamenti nazionali (statali,
regionali o dell’ente).
1.6. RIDETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI- REGIONALIZZAZIONE
Gli obiettivi rideterminati in virtu’ di quanto disposto dal comma
11 dell’articolo 77-ter del decreto legge n. 112/2008 e dal comma 7
dell’articolo 7-quater, del decreto legge 10 febbraio 2009, n. 5, a
seguito della comunicazione della regione di residenza, devono essere
trasmessi entro 15 giorni utilizzando esclusivamente il sistema web
appositamente previsto per il patto di stabilita’ interno nel sito
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it.
Il nuovo obiettivo 2010, determinato mediante compensazione con
gli obiettivi degli altri enti residenti nella medesima regione, e’
inserito nella apposita cella denominata “SALDO OBIETTIVO
RIDETERMINATO (patto regionale)” degli allegati al presente decreto.
Giova ribadire che la mancata trasmissione del nuovo obiettivo
secondo le modalita’ previste determina, ai sensi del citato comma 14
dell’articolo 77-bis del citato decreto legge n. 112 del 2008 nonche’
del comma 4 dell’articolo unico del presente decreto, inadempienza al
patto di stabilita’ interno.
1.7. TRASFERIMENTI STATALI E REGIONALI
Si rammenta inoltre che, come per il 2009, i trasferimenti statali
e regionali devono essere considerati nella misura registrata nei
conti consuntivi e, pertanto, nel saldo finanziario 2007 assunto a
base di calcolo per l’individuazione del saldo obiettivo, i
trasferimenti erariali e regionali incidono per il totale accertato
(per le entrate correnti) e per il totale riscosso (per la parte in
conto capitale) sulla base dei dati registrati nell’anno e desunti
dal conto consuntivo.
Giova ribadire, infine, che, tra le entrate finali non si deve
tener conto dell’avanzo di amministrazione e del fondo di cassa (si
vedano in proposito i quadri generali riassuntivi dei modelli 1, per
i comuni, e 2, per le province, di cui all’articolo 1, comma 1,
lettere a e b, del D.P.R. 31 gennaio 1996, n. 194).
2. DETERMINAZIONE DEL CONCORSO ALLA MANOVRA PER GLI ANNI 2010, 2011 E
2012
Per l’anno 2012, in assenza di specifiche disposizioni
legislative, si ritiene opportuno che venga confermato lo stesso
obiettivo programmatico individuato per l’anno 2011 e, quindi, le
percentuali da applicare, per la determinazione del concorso di
ciascun ente relativo all’anno 2012, sono le stesse utilizzate per
l’anno 2011.
Cio’ premesso, il saldo finanziario programmatico per gli anni
2010, 2011 e 2012 e’ ottenuto sommando al saldo del 2007, espresso in
termini di competenza mista e determinato con le modalita’ di cui al
punto 1, un valore pari al concorso di ogni ente alla manovra
complessiva del comparto.
Come per il 2009, al fine di determinare il concorso alla manovra,
sono stati individuati quattro gruppi di enti in funzione del segno
del saldo di competenza mista registrato nel 2007 ed in funzione del
rispetto o meno delle regole del patto di stabilita’ 2007. Per gli
enti appartenenti a ciascuno dei quattro gruppi e’ stata individuata
la variazione del saldo 2007 che e’ necessaria per determinare il
saldo programmatico per ciascuno degli anni 2010/2012.
In particolare, per gli enti adempienti al patto del 2007 e con
saldo positivo o pari a zero e’ stata prevista la possibilita’ di
peggiorare il saldo, mentre, per gli enti con saldo negativo, e’
stato previsto un miglioramento del saldo del 2007. Diversamente, per
gli enti inadempienti al patto del 2007 e con saldo positivo e’
previsto come obiettivo il medesimo saldo dell’anno 2007, mentre per
gli enti con saldo negativo, e’ stato previsto un miglioramento del
saldo del 2007, ancor piu’ consistente rispetto agli enti adempienti.
Sia l’entita’ del peggioramento che del miglioramento e’
differenziata, infatti, in funzione del rispetto o meno del patto del
2007.
I procedimenti per l’individuazione dei saldi obiettivo degli enti
appartenenti a ciascuna delle quattro classi sono di seguito
descritti.
2.1 PROCEDURA PER GLI ENTI CON SALDO FINANZIARIO DI COMPETENZA MISTA
2007 NEGATIVO
In caso di saldo finanziario di competenza mista 2007 negativo,
gli enti dovranno conseguire, per ciascuno degli anni 2010, 2011 e
2012, un saldo finanziario, determinato sempre in termini di
competenza mista, non inferiore al saldo finanziario 2007, migliorato
dell’importo derivante dall’applicazione delle percentuali di cui
all’articolo 77-bis, comma 3, lettere a) e d), distinte per comparto
e distinte in funzione del rispetto o meno del patto di stabilita’
nell’anno 2007. Piu’ precisamente:
1) per gli enti che hanno rispettato il patto di stabilita’
nell’anno 2007:
– per le province, le percentuali di riferimento per gli anni
2010, 2011 e 2012 sono, rispettivamente, pari a 62% , 125% e 125%;
– per i comuni, le percentuali di riferimento per gli anni 2010,
2011 e 2012 sono, rispettivamente, pari a 97%, 165% e 165% .
2) per gli enti che NON hanno rispettato il patto di stabilita’
per l’anno 2007:
– per le province, le percentuali di riferimento per gli inni
2010, 2011 e 2012 sono, rispettivamente, pari a 80%, 150% e 150%;
– per i comuni, le percentuali di riferimento per gli anni 2010,
2011 e 2012 sono, rispettivamente, pari a 110%, 180%, e 180%.
Il prodotto, considerato con il segno positivo, tra la percentuale
individuata ed il saldo di competenza mista 2007, rappresenta il
concorso alla manovra, ossia l’entita’ di miglioramento del saldo di
competenza mista 2007, strumentale alla determinazione del saldo
obiettivo per ciascun anno considerato.
Non e’ piu’ vigente il comma 9 dell’articolo 77-bis che, per i
soli comuni con saldo finanziario 2007 di competenza mista negativo,
prevedeva che l’entita’ del concorso alla manovra fosse determinata
individuando il minore fra dei due importi ottenuti attraverso
l’applicazione delle percentuali di cui ai punti 1) o 2) e di quello
corrispondente al 20% dell’ammontare delle spese finali espresse in
termini di competenza mista
2.2 PROCEDURA PER GLI ENTI CON SALDO FINANZIARIO DI COMPETENZA MISTA
2007 POSITIVO PARI A ZERO
Per ciascuno degli anni 2010, 2011 e 2012, gli enti con il saldo
finanziario di competenza mista non negativo dovranno conseguire un
saldo finanziario di competenza mista non inferiore al corrispondente
saldo 2007, peggiorato dell’importo derivante dall’applicazione delle
percentuali di cui all’articolo 77-bis, comma 3, lettere b) e c),
distinte per comparto e a seconda che’ l’ente abbia rispettato o meno
il patto di stabilita’ nell’anno 2007. Piu’ precisamente:
1) per gli enti che hanno rispettato il patto di stabilita’
nell’anno 2007:
– per le province, le percentuali di riferimento per gli anni
2010, 2011 e 2012 sono, rispettivamente, pari a 10%, 0% e 0%;
– per i comuni, le percentuali di riferimento per gli anni 2010,
2011 e 2012 sono, rispettivamente, pari a 10%, 0% e 0%.
2) per gli enti che NON hanno rispettato il patto di stabilita’
per l’anno 2007:
– per le province, le percentuali di riferimento per gli anni
2010, 2011 e 2012 sono, rispettivamente, pan a 0%, 0%© e 0%;
– per i comuni, le percentuali di riferimento per gli anni 2010,
2011 e 2012 sono, rispettivamente, pari a 0%, 0% e 0%.
Il prodotto tra la percentuale individuata ed il saldo di
competenza mista 2007 rappresenta l’entita’ massima consentita di
peggioramento del saldo 2007, strumentale alla determinazione del
saldo obiettivo per ciascun anno considerato.
3 DETERMINAZIONE DEGLI OBIETTIVI PROGRAMMATICI PER GLI ANNI 2010,
2011 E 2012.
3.1 ENTI CON SALDO FINANZIARIO DI COMPETENZA MISTA 2007 NEGATIVO
Una volta calcolata, secondo quanto indicato nel punto 2.1,
l’entita’ del concorso alla manovra, gli enti determinano gli
obiettivi del patto di stabilita’ interno per ciascuno degli anni
2010, 2011 e 2012 correggendo della suddetta entita’ il saldo
finanziario dell’anno 2007 definito al punto 1. Quindi il saldo
obiettivo sara’ determinato sommando al saldo finanziario 2007,
espresso in termini di competenza mista, il contributo, considerato
con il segno positivo, individuato al punto 2.1
A titolo esemplificativo, un comune che ha registrato un saldo
2007 pari a -100 e che nel 2007 ha rispettato il patto, nel 2010
concorrera’ alla manovra per un importo pari al 97% di 100 = 97 per
cui il suo obiettivo sara’ pari a -100+97=-3.
Sempre a titolo esemplificativo, un comune che ha registrato un
saldo 2007 pari a -100 e che nel 2007 non ha rispettato il patto, nel
2010 concorrera’ alla manovra per un importo pari al 110% di 100= 110
per cui il suo obiettivo sara’ pari a -100+110=+10.
3.2 ENTI CON SALDO FINANZIARIO DI COMPETENZA MISTA 2007 POSITIVO O
PARI A ZERO
Per gli enti che hanno rispettato il patto di stabilita’ interno
nell’anno 2007, l’obiettivo programmatico, per ciascuno degli anni
2010,2011 e 2012, e’ pari al saldo finanziario 2007 di cui al punto
1, peggiorato dell’importo derivante dall’applicazione delle
percentuali, di cui all’articolo 77-bis, comma 3, lett. b),
individuato secondo la procedura descritta al punto 2.2.
Il saldo obiettivo sara’, quindi, determinato sottraendo dal saldo
finanziario 2007, espresso in termini di competenza mista, l’entita’
del peggioramento determinato al punto 2.2.
A titolo esemplificativo, un comune che ha registrato un saldo
2007 pari a +100 e che nel 2007 ha rispettato il patto, potra’
peggiorare il proprio saldo 2010 per un importo pari al 10% di 100 =
10 per cui il suo obiettivo sara’ pari a +100 -10=+90
Diversamente, gli enti che non hanno rispettato il patto di
stabilita’ interno nell’anno 2007, dovranno perseguire, per ciascuno
degli anni 2010, 2011 e 2012, un saldo obiettivo di competenza mista
pari al corrispondente saldo finanziario 2007 di cui al punto 1,
posto che le percentuali di riferimento sono tutte pari a 0% (comma
3, lett. c) e che quindi l’entita’ di peggioramento risulta pari a
zero.
4 ENTI COMMISSARIATI
Il comma 4 dell’articolo 77-bis prevede che per gli enti
commissariati negli anni 2004 e/o 2005 ai sensi dell’articolo 141 del
T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, poiche’ non
soggetti al rispetto del patto di stabilita’ 2007, si applicano le
medesime regole valide per gli enti che hanno rispettato il patto per
l’anno 2007 e che presentano un saldo di competenza mista positivo
(comma 3, lettera b, dell’articolo 77-bis).
Per cui, a titolo esemplificativo, se per un ente:
– il saldo finanziario in termini di competenza mista era pari a
-100, il saldo 2010 non potra’ essere inferiore a -110 (ad esempio il
saldo potra’ essere -109, -108, ecc.);
– il saldo finanziario era pari a +100, il saldo 2010 non potra’
essere inferiore a +90 (ad esempio il saldo potra’ essere +91, +92,
ecc.).
Gli enti commissariati ai sensi dell’articolo 143 del TUEL n.
267/2000 e, cioe’, a seguito di scioglimento dei consigli comunali e
provinciali conseguente a fenomeni di infiltrazione e di
condizionamento di tipo mafioso sono soggetti alle regole del patto
di stabilita’ dall’anno successivo a quello della rielezione degli
organi istituzionali (articolo 77-bis, comma 18). Sino ad allora,
pertanto, tali enti rimangono esclusi dall’assoggettamento al patto
di stabilita’ interno.
Ai fini dell’individuazione degli obiettivi del patto per gli anni
2010/2012 per gli enti che nei 2007 non erano assoggettati al patto
di stabilita’ in quanto commissariati ai sensi dell’articolo 143 del
TUEL, trovano applicazione – in analogia con quanto previsto per gli
enti locali commissariati negli anni 2004-2005 ai sensi dell’articolo
141 TUEL – le medesime regole previste per gli enti che hanno
rispettato il patto per l’anno 2007 e che presentano un saldo di
competenza mista positivo (comma 3, lettera b, dell’articolo 77-bis).
5 ENTI DI NUOVA ISTITUZIONE
Ai sensi del comma 17 dell’articolo 77-bis del citato decreto
legge n. 112 del 2008 gli enti istituiti negli anni 2007 e 2008 sono
soggetti alle regole del patto di stabilita’ interno,
rispettivamente, dagli anni 2010 e 2011, assumendo, quale base di
riferimento ai fini della determinazione degli obiettivi
programmatici, rispettivamente, le risultanze dell’esercizio 2008 e
2009.
Tali enti sono equiparati agli enti rispettosi del patto 2007 e
con saldo positivo o negativo sulla base delle risultanze gestionali
relative, rispettivamente, agli anni 2008 e 2009. Nel 2007 non sono
stati istituiti nuovi enti con obbligo di rispetto del patto di’
stabilita’ interno.
6 NUOVI COMUNI ASSOGGETTATI AL PATTO DI STABILITA’ INTERNO PER
SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEI 5.000 ABITANTI
I comuni non assoggettati al patto 2007 in quanto con popolazione
inferiore a 5.000 abitanti, ma che superano tale soglia il 31
dicembre 2008 (termine di riferimento ai fini del patto 2010) sono
assoggettati al patto di stabilita’ interno dell’anno 2010 e, ai fini
del calcolo del contributo alla manovra, sono equiparati agli enti
rispettosi del patto 2007 e con saldo positivo o negativo sulla base
delle effettive risultanze gestionali dell’esercizio 2007.
7 ELENCO PROSPETTI ALLEGATI
Nei prospetti allegati sono definite le modalita’ di calcolo per
la determinazione del concorso alla manovra per le province e per i
comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
– Allegati A/10/P (per le province) e A/10/C (per i comuni), con
cui sono’ acquisite le informazioni per individuare il gruppo di
appartenenza e, quindi, le relative percentuali con cui correggere il
saldo finanziario del 2007 per determinare il saldo obiettivo. Piu’
precisamente e’ evidenziata la procedura di calcolo del saldo di
competenza mista 2007 sul quale applicare le percentuali e
l’informazione circa il rispetto o meno del patto 2007.
– Allegati B/10/P (per le province) e B/10/C (per i comuni) che
evidenziano la procedura di calcolo del concorso alla manovra e degli
obiettivi programmatici per le province e per i comuni, con un saldo
di competenza mista 2007, cosi’ come determinato mediante gli AH.
A/10/P e A/10/C, negativo e che HANNO rispettato il patto di
stabilita’ interno 2007. L’Allegato B/10/C evidenzia altresi’ la
procedura di calcolo per i comuni che partecipano al patto in quanto
la popolazione di riferimento supera nel 2008 la soglia dei 5.000
abitanti e registrano un saldo negativo nel 2007.
– Allegati C/10/P (per le province) e C/10/C (per i comuni) che
evidenziano la procedura di calcolo del concorso alla manovra e degli
obiettivi programmatici per le province e per i’ comuni, con un saldo
di competenza mista 2007, cosi’ come determinato mediante gli All.
A/10/P e A/10/C, negativo e che NON HANNO rispettato il patto di
stabilita’ interno 2007.
– Allegati D/10/P (per le province) e D/10/C (per i comuni) che
evidenziano la procedura di calcolo del concorso alla manovra e degli
obiettivi programmatici per le province e per i comuni, con un saldo
di competenza mista 2007, cosi’ come determinato mediante gli
Allegati A/10/P e A/10/C, positivo o pari a zero e che HANNO
rispettato il patto di stabilita’ interno 2007. Gli stessi allegati
evidenziano la procedura di calcolo delle medesime grandezze per gli
enti commissariati, nel 2004 e/o 2005, ai sensi dell’articolo 141 del
TUEL, ovvero per gli enti che sono stati commissariati ai sensi
dell’articolo 143 del TUEL. L’Allegato D/10/C evidenzia, altresi’, la
procedura di calcolo per i comuni che partecipano al patto in quanto
la popolazione di riferimento supera nel 2008 la soglia dei 5.000
abitanti e registrano un saldo positivo o pari a zero nel 2007.
– Allegati E/10/P (per le province) e E/10/C (per i comuni) che
evidenziano la procedura di calcolo del concorso alla manovra e degli
obiettivi programmatici per le province e per i comuni, con un saldo
di competenza mista 2007, cosi’ come determinato mediante gli All.
A/10/P e A/10/C, positivo o pari a zero e che NON HANNO rispettato il
patto di stabilita’ interno.
Si allegano, altresi’, i prospetti che definiscono le modalita’ di
calcolo per la determinazione del concorso alla manovra per le
province e per i comuni che, ai sensi del comma 9-bis dell’articolo
77-bis del decreto legge n. 112/2008, come introdotto dall’articolo
4, comma 4-septies, lett.b), del decreto legge n. 2/2010, adottano la
base di riferimento quinquennale.
– Allegati A/10/P QUINQ (per le province) e A/10/C QUINQ (per i
comuni), con cui sono acquisite le informazioni per individuare il
gruppo di appartenenza e, quindi, le relative percentuali con cui
correggere il saldo medio finanziario 2003-2007 per determinare il
saldo obiettivo. Piu’ precisamente, e’ evidenziata la procedura di
calcolo del saldo medio di competenza mista 2003-2007 sul quale
applicare le percentuali, considerando che tali enti sono rispettosi
del patto 2007 e presentano un saldo di’ competenza mista 2007
positivo o pari a zero.
– Allegati B/10/P QUINQ (per le province) e B/10/C QUINQ (per i
comuni) che evidenziano la procedura di calcolo del concorso alla
manovra e degli obiettivi programmatici per le province e per i
comuni con un saldo medio 2003-2007 in termini di competenza mista
cosi’ come determinato mediante gli All. A/10/P QUINQ e A/10/C QUINQ,
negativo. L’Allegato B/10/C QUINQ evidenzia altresi’ la procedura di
calcolo per i comuni che partecipano al patto in quanto la
popolazione di riferimento supera nel 2008 la soglia dei 5.000
abitanti e registrano un saldo medio in termini di competenza mista
negativo nel periodo 2003-2007.
– Allegati D/10/P QUINQ (per le province) e D/10/C QUINQ (per i
comuni) che evidenziano la procedura di calcolo del concorso alla
manovra e degli obiettivi programmatici per le province e per i
comuni, con un saldo medio 2003-2007 in termini di competenza mista
cosi’ come determinato mediante gli All. A/10/P QUINQ e A/10/C QUINQ,
positivo o pari a zero. L’Allegato D/10/C QUINQ evidenzia altresi’ la
procedura di calcolo per i comuni che partecipano al patto in quanto
la popolazione di riferimento supera nel 2008 la soglia dei 5.000
abitanti e registrano un saldo medio in termini di competenza mista
positivo o pari a O nel periodo 2003-2007. Gli stessi allegati
evidenziano, infine, la procedura di calcolo delle medesime grandezze
per gli enti commissariati, nel 2004 e/o 2005, ai sensi dell’articolo
141 del TUEL, ovvero per gli enti che sono stati commissariati ai
sensi dell’articolo 143 del TUEL.
Al fine di facilitare la determinazione dell’entita’ del concorso
alla manovra e del connesso obiettivo programmatico di ciascun ente,
sul sito www.pattostabilita.rgs.tesoro.it e’ disponibile
un’applicazione informatica che calcola automaticamente l’entita’ del
concorso alla manovra e gli obiettivi programmatici per ciascuno
degli anni 2010, 2011 e 2012.
Gli enti che intendono avvalersi di detta applicazione inseriscono
i loro dati contabili e l’applicazione calcola, evidenziandone le
modalita’, sia l’entita’ del contributo annuo alla manovra dell’ente
che l’obiettivo programmatico.

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 14 luglio 2010

Chimici.info