MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 14 luglio 2010 | Chimici.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 14 luglio 2010

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 14 luglio 2010 - Monitoraggio semestrale del patto di stabilita' interno per l'anno 2010 per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. (10A09282) (GU n. 178 del 2-8-2010 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

DECRETO 14 luglio 2010

Monitoraggio semestrale del patto di stabilita’ interno per l’anno
2010 per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000
abitanti. (10A09282)

IL RAGIONIERE GENERALE DELLO STATO

Visto l’art. 77-bis, comma 14, del decreto-legge 25 giugno 2008, n.
112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.
133, in cui e’ previsto che per il monitoraggio degli adempimenti
relativi al patto di stabilita’ interno e per acquisire gli elementi
informativi utili per la finanza pubblica, le province e i comuni con
popolazione superiore a 5.000 abitanti trasmettano semestralmente al
Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del
periodo di riferimento, utilizzando il sistema web appositamente
previsto per il patto di stabilita’ interno nel sito
«www.pattostabilita.rgs.tesoro.it», le informazioni riguardanti le
risultanze in termini di competenza mista, attraverso un prospetto e
con le modalita’ definiti con decreto del predetto Ministero, sentita
la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali;
Visto il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze n.
60780 del 2010 con cui e’ stato definito il prospetto dimostrativo
dell’obiettivo determinato per ciascun ente ai sensi dell’art.
77-bis, commi da 2 a 9-bis, dello stesso decreto-legge n. 112 del
2008;
Visto il comma 5 del citato art. 77-bis che fa riferimento al saldo
finanziario tra le entrate finali e le spese finali, calcolato in
termini di competenza mista, quale somma algebrica degli importi
risultanti dalla differenza tra accertamenti ed impegni, per la parte
corrente, e dalla differenza fra incassi e pagamenti, per la parte in
conto capitale, al netto, rispettivamente, delle entrate derivanti
dalle riscossioni di crediti e delle spese derivanti dalle
concessioni di crediti, considerando come valori di riferimento
quelli desunti dai conti consuntivi;
Visto il comma 3 del sopra richiamato art. 77-bis che introduce, ai
fini della individuazione del concorso alla manovra di ogni ente, le
percentuali di variazione dei saldi finanziari di competenza mista
registrati nell’anno 2007, determinati sia in funzione del segno del
saldo stesso sia in funzione del rispetto o meno delle regole del
patto di stabilita’ 2007;
Visto il comma 7-bis dello stesso art. 77-bis, introdotto dall’art.
2, comma 41, lettera b) della legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge
finanziaria 2009), che esclude dal saldo finanziario di cui sopra gli
accertamenti, per la parte corrente, e le riscossioni, per la parte
in conto capitale, delle risorse provenienti dallo Stato per
l’attuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei
Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza, nonche’
gli impegni di spesa di parte corrente ed i pagamenti in conto
capitale connessi alle citate risorse provenienti dallo Stato;
Visto il comma 4-novies dell’art. 4 del decreto-legge 25 gennaio
2010, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010,
n. 42, che ha espressamente equiparato, ai fini del patto di
stabilita’ interno, gli interventi realizzati dagli enti locali in
relazione allo svolgimento delle iniziative per le quali e’
intervenuta la dichiarazione di grande evento e rientranti nella
competenza del Dipartimento della protezione civile – di cui all’art.
5-bis, comma 5, del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401 –
agli interventi di cui al citato comma 7-bis dell’art. 77-bis;
Visto il comma 4-septies, lettera a), dell’art. 4 del citato
decreto-legge n. 2/2010 che introduce il comma 7-quater all’art.
77-bis del decreto-legge n. 112/2008 che esclude dal saldo di cui al
comma 5 dell’art. 77-bis le risorse provenienti direttamente o
indirettamente dall’Unione europea, nonche’ le connesse spese di
parte corrente ed in conto capitale sostenute dalle province e dai
comuni;
Visto il comma 4-septies, lettera a), dell’art. 4 del suddetto
decreto-legge n. 2/2010 che introduce, altresi’, il comma 7-quinquies
all’art. 77-bis del decreto-legge n. 112/2008 che prevede che,
qualora l’Unione europea riconosca importi inferiori a quelli
considerati ai fini dell’applicazione di quanto stabilito dal
summenzionato comma 7-quater, l’importo corrispondente alle spese non
riconosciute e’ incluso tra le spese del patto di stabilita’ interno
relativo all’anno in cui e’ comunicato il mancato riconoscimento
ovvero in quello dell’anno successivo se la comunicazione e’
effettuata nell’ultimo quadrimestre;
Visto il comma 1, lettere o) e p) dell’art. 6 del decreto-legge 28
aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
giugno 2009, n. 77, che per la provincia dell’Aquila e per i comuni
della regione Abruzzo colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, cosi’ come
individuati all’art. 1 del citato decreto-legge, prevede anche per
l’anno 2010 l’esclusione dal saldo delle spese sostenute per
fronteggiare il predetto evento e le entrate allo stesso titolo
acquisite da altri enti o soggetti pubblici o privati;
Visto il comma 42 dell’art. 2 della legge 23 dicembre 2009, n. 191
(legge finanziaria 2010) che prevede, per gli enti della regione
Abruzzo di cui all’art. 1 del decreto-legge n. 39 del 2009,
l’esclusione dal saldo del patto di stabilita’ interno 2010, per un
importo complessivo non superiore a 15 milioni di euro, dei pagamenti
per le spese relative agli investimenti degli enti locali per la
tutela della sicurezza pubblica nonche’ per gli interventi temporanei
e straordinari di carattere sociale immediatamente diretti ad
alleviare gli effetti negativi del sisma dell’aprile 2009, a valere
sulle risorse di cui all’ art. 14, comma 1, del predetto
decreto-legge n. 39 del 2009, secondo le modalita’ di attuazione
dettate da apposito decreto del Ministro dell’interno, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali sentita la Conferenza unificata di
cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Visto il comma 9, lettera a), dell’art. 7-quater, del decreto-legge
10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9
aprile 2009, n. 33, che ha abrogato il comma 8 dell’art. 77-bis, come
sostituito dall’art. 2, comma 41, lettera c), della legge finanziaria
per l’anno 2009, che prevedeva l’esclusione dal saldo finanziario
delle risorse derivanti dalla cessione di azioni o quote di societa’
operanti nel settore dei servizi pubblici locali e dalla
distribuzione di dividendi determinati da operazioni straordinarie
effettuate dalle suddette societa’, qualora quotate sui mercati
regolamentati, nonche’ le risorse derivanti dalla vendita del
patrimonio immobiliare, se tali risorse erano destinate alla
realizzazione degli investimenti o alla riduzione del debito;
Visto il comma 10 dell’art. 7-quater del citato decreto-legge n.
5/2009 che ha previsto, per tutti gli enti locali che hanno approvato
il bilancio di previsione prima del 10 marzo 2009 e, cioe’, in
vigenza del comma 8 dell’art. 77-bis, escludendo le entrate
straordinarie di cui sopra sia dalla base di calcolo che dai
risultati utili per la verifica del rispetto patto di stabilita’
interno 2009, la possibilita’ di avvalersi del nuovo quadro normativo
delineato dall’abrogazione del predetto comma 8;
Visto il comma 4-quinquies dell’art. 4 del decreto-legge n. 2/2010
che ha fornito un’interpretazione autentica del comma 10 dell’art.
7-quater, disponendo che gli enti che hanno operato l’esclusione
delle citate entrate straordinarie nell’anno 2009 sono tenuti ad
operare la stessa esclusione anche per gli anni 2010 e 2011;
Visto il comma 4-sexies dell’art. 4 del suddetto decreto-legge n.
2/2010 che ha prorogato anche per l’anno 2010 le disposizioni di cui
al comma 1, lettere a) e b), e al comma 3 del citato art. 7-quater
del predetto decreto-legge n. 5/2009, che prevede l’esclusione dal
saldo utile per il rispetto del patto di stabilita’ interno di alcune
spese per investimenti nei limiti dell’ammontare autorizzato dalla
regione di appartenenza ai sensi del comma 3 del medesimo articolo;
Visto il comma 11 dell’art. 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n.
78, che prevede, per le province e i comuni con piu’ di 5.000
abitanti che hanno rispettato il patto di stabilita’ interno relativo
all’anno 2009, l’esclusione dal saldo rilevante ai fini del rispetto
del patto di stabilita’ interno 2010 dei pagamenti in conto capitale
effettuati entro il 31 dicembre 2010 per un importo non superiore
allo 0,78% dell’ammontare dei residui passivi in conto capitale
risultanti dal rendiconto dell’esercizio 2008;
Visto il comma 12 dell’art. 14 del suddetto decreto-legge n.
78/2010 che prevede la non applicazione, per l’anno 2010, dei commi
numeri 23, 24, 25 e 26 dell’art. 77-bis del decreto-legge n.
112/2008, inerenti l’assegnazione della premialita’ agli enti piu’
virtuosi;
Ravvisata l’opportunita’ di procedere – al fine di dare attuazione
alle disposizioni di cui all’art. 77-bis, comma 14, del decreto-legge
25 giugno 2008, n. 112 – all’emanazione del decreto ministeriale
recante il prospetto e le modalita’ per il monitoraggio degli
adempimenti del patto di stabilita’ interno e, successivamente,
all’emanazione del decreto ministeriale concernente la verifica del
rispetto degli obiettivi del patto di stabilita’ interno;
Considerato che gli allegati del presente decreto, previa
comunicazione alla Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali,
all’ANCI e all’UPI, possono essere aggiornati dal Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, a seguito di successivi interventi normativi
volti a prevedere esclusioni dai saldi rilevanti ai fini del patto di
stabilita’;
Sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali che ha
espresso parere favorevole nella seduta del 23 giugno 2010;

Decreta:

Articolo unico

Le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti
forniscono al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato, le informazioni per il
monitoraggio semestrale del patto di stabilita’ interno per l’anno
2010 – di cui all’art. 77-bis, comma 14, del decreto-legge 25 giugno
2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto
2008, n. 133 – con le modalita’ e i prospetti definiti dall’allegato
A al presente decreto. Detti prospetti devono essere trasmessi con
riferimento a ciascun semestre, utilizzando il sistema web
appositamente previsto per il patto di stabilita’ interno nel sito
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it
Gli enti locali che, ai sensi del comma 3 dell’art. 7-quater del
decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con modificazioni,
dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e del comma 4-sexies dell’art. 4,
del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 2, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 marzo 2010, n. 42, beneficiano delle
esclusioni ivi previste, provvedono a trasmettere il valore degli
importi esclusi, secondo le modalita’ di cui al comma 1, entro 15
giorni dalla loro comunicazione da parte della regione.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 14 luglio 2010

Il ragioniere generale dello Stato: Canzio

ALLEGATO A

MONITORAGGIO DEL PATTO DI STABILITA’ INTERNO

Il presente Allegato si sofferma sulle regole, sulle modalita’ e
sui i modelli di rilevazione del monitoraggio del patto di stabilita’
interno per il 2010 ed e’ strutturato secondo il seguente schema:
Il presente Allegato si sofferma sulle regole, sulle modalita’ e
sui i modelli di rilevazione del monitoraggio del patto di stabilita’
interno per il 2010 ed e’ strutturato secondo il seguente schema:

A. ISTRUZIONI GENERALI
A. ISTRUZIONI GENERALI
A.1. Prospetti da compilare e regole per la trasmissione
A.1. Prospetti da compilare e regole per la trasmissione
A.2. Specifiche sui prospetti del monitoraggio
A.2. Specifiche sui prospetti del monitoraggio
A.3. Creazione di nuove utenze
A.3. Creazione di nuove utenze
A.4. Requisiti informatici per l’applicazione web del patto di
stabilita’ interno
A.4. Requisiti informatici per l’applicazione web del patto di
stabilita’ interno
A.5. Altri riferimenti e richieste di supporto
A.5. Altri riferimenti e richieste di supporto

B. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO MONIT/10/CPM PER LE
PROVINCE ED I COMUNI
B. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO MONIT/10/CPM PER LE
PROVINCE ED I COMUNI
B.1 Esclusioni dal saldo utile ai fini del monitoraggio del patto
di stabilita’ interno B.1.1 Risorse e spese correlate a dichiarazione
di stato di emergenza
B.1 Esclusioni dal saldo utile ai fini del monitoraggio del patto
di stabilita’ interno B.1.1 Risorse e spese correlate a dichiarazione
di stato di emergenza
B.1.2 Risorse e spese correlate a dichiarazione di grande evento
B.1.2 Risorse e spese correlate a dichiarazione di grande evento
B.1.3 Risorse provenienti dall’Unione Europea e spese connesse
B.1.3 Risorse provenienti dall’Unione Europea e spese connesse
B.1.4 Risorse e spese correlate agli eventi sismici in Abruzzo
B.1.4 Risorse e spese correlate agli eventi sismici in Abruzzo
B.1.5 Entrate “straordinarie”
B.1.5 Entrate “straordinarie”
B.1.6 Esclusione di spese per investimenti nei limiti
dell’ammontare autorizzato dalla regione di appartenenza
B.1.6 Esclusione di spese per investimenti nei limiti
dell’ammontare autorizzato dalla regione di appartenenza
B.1.7 Esclusione di pagamenti in conto capitale effettuati entro
il 31 dicembre 2010
B.1.7 Esclusione di pagamenti in conto capitale effettuati entro
il 31 dicembre 2010
B.2 Effetti finanziari delle sanzioni
B.2 Effetti finanziari delle sanzioni
B.3 Avanzo di amministrazione
B.3 Avanzo di amministrazione
B.4 Trasferimenti statali e regionali
B.4 Trasferimenti statali e regionali
B.5 Verifica del rispetto del patto
B.5 Verifica del rispetto del patto

C. MONITORAGGIO DEGLI ENTI COMMISSARIATI E DI NUOVA ISTITUZIONE
C. MONITORAGGIO DEGLI ENTI COMMISSARIATI E DI NUOVA ISTITUZIONE

D. INDICAZIONI OPERATIVE INERENTI AL PRIMO INVIO DEI DATI
D. INDICAZIONI OPERATIVE INERENTI AL PRIMO INVIO DEI DATI
ISTRUZIONI GENERALI
ISTRUZIONI GENERALI
A.1. – Prospetti da compilare e regole per la trasmissione
A.1. – Prospetti da compilare e regole per la trasmissione
I prospetti che le province ed i comuni con popolazione superiore a
5.000 abitanti devono compilare, con riferimento a ciascun semestre,
sono individuati dal modello MONIT/10/CPM, allegato al presente
decreto.
I prospetti che le province ed i comuni con popolazione superiore a
5.000 abitanti devono compilare, con riferimento a ciascun semestre,
sono individuati dal modello MONIT/10/CPM, allegato al presente
decreto.
Le risultanze del patto di stabilita’ interno devono essere
trasmesse esclusivamente tramite l’applicazione web predisposta dal
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e gia’ utilizzata
per il monitoraggio del patto di stabilita’ interno negli anni
scorsi.
Le risultanze del patto di stabilita’ interno devono essere
trasmesse esclusivamente tramite l’applicazione web predisposta dal
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e gia’ utilizzata
per il monitoraggio del patto di stabilita’ interno negli anni
scorsi.
Le regole per l’accesso all’applicazione web ed al suo utilizzo
sono consultabili all’indirizzo:
www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME 1
/Patto-di-S/regole-per-il-sito-patto-di-stabilit.pdf .
Le regole per l’accesso all’applicazione web ed al suo utilizzo
sono consultabili all’indirizzo:
www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e-GOVERNME 1
/Patto-di-S/regole-per-il-sito-patto-di-stabilit.pdf .
A.2. – Specifiche sui prospetti del monitoraggio
A.2. – Specifiche sui prospetti del monitoraggio
– Cumulabilita’ – I modelli devono essere compilati dagli enti con
riferimento a ciascun semestre, indicando i dati cumulati a tutto il
periodo di riferimento (es.: i dati concernenti il primo semestre
devono essere riferiti al periodo che inizia il 1° gennaio e termina
il 30 giugno 2010).
– Cumulabilita’ – I modelli devono essere compilati dagli enti con
riferimento a ciascun semestre, indicando i dati cumulati a tutto il
periodo di riferimento (es.: i dati concernenti il primo semestre
devono essere riferiti al periodo che inizia il 1° gennaio e termina
il 30 giugno 2010).
Il sistema effettua un controllo di cumulabilita’ che prevede un
blocco della procedura di acquisizione qualora i dati del periodo di
riferimento risultino inferiori a quelli del periodo precedente. Per
le voci di parte corrente, poiche’ e’ possibile che gli impegni siano
provvisori (specie riguardo alle scadenze infrannuali), non e’
previsto il blocco ma solo un messaggio di avvertimento (warning), di
cui l’ente dovra’ tener conto per la corretta quadratura dei dati.
Il sistema effettua un controllo di cumulabilita’ che prevede un
blocco della procedura di acquisizione qualora i dati del periodo di
riferimento risultino inferiori a quelli del periodo precedente. Per
le voci di parte corrente, poiche’ e’ possibile che gli impegni siano
provvisori (specie riguardo alle scadenze infrannuali), non e’
previsto il blocco ma solo un messaggio di avvertimento (warning), di
cui l’ente dovra’ tener conto per la corretta quadratura dei dati.
– Variazioni – In presenza di errori materiali di inserimento
ovvero di imputazione, e’ necessario rettificare il modello relativo
al periodo cui si riferisce l’errore.
– Variazioni – In presenza di errori materiali di inserimento
ovvero di imputazione, e’ necessario rettificare il modello relativo
al periodo cui si riferisce l’errore.
– Dati provvisori – Relativamente all’invio di dati provvisori, si
rappresenta che il monitoraggio sul patto dovrebbe contenere, in
linea di principio, dati definitivi (in particolar modo con
riferimento alle voci in conto capitale considerate in termini di
cassa); tuttavia, qualora la situazione trasmessa non fosse
definitiva, e’ necessario apportare le variazioni non appena saranno
disponibili i dati definitivi. A tal riguardo, si fa presente che,
nel caso ne sussistano i presupposti, i dati sono modificabili entro
un mese dalla data ultima prevista per l’approvazione del consuntivo
dell’anno 2010. Trascorso tale termine non e’ piu’ possibile
apportare variazioni ai dati comunicati.
– Dati provvisori – Relativamente all’invio di dati provvisori, si
rappresenta che il monitoraggio sul patto dovrebbe contenere, in
linea di principio, dati definitivi (in particolar modo con
riferimento alle voci in conto capitale considerate in termini di
cassa); tuttavia, qualora la situazione trasmessa non fosse
definitiva, e’ necessario apportare le variazioni non appena saranno
disponibili i dati definitivi. A tal riguardo, si fa presente che,
nel caso ne sussistano i presupposti, i dati sono modificabili entro
un mese dalla data ultima prevista per l’approvazione del consuntivo
dell’anno 2010. Trascorso tale termine non e’ piu’ possibile
apportare variazioni ai dati comunicati.
A.3. – Creazione di nuove utenze
A.3. – Creazione di nuove utenze
Per la creazione di nuove utenze (User-ID e password) e per la loro
abilitazione al sistema di rilevazione dei dati, e’ necessario che
ciascun ente comunichi, inviando esclusivamente via e-mail mediante
la pagina del sito “www.pattostabilita.rgs.tesoro.it”, ovvero
inviando all’indirizzo di posta elettronica assistenza.cp@tesoro.it,
le informazioni sotto indicate:
Per la creazione di nuove utenze (User-ID e password) e per la loro
abilitazione al sistema di rilevazione dei dati, e’ necessario che
ciascun ente comunichi, inviando esclusivamente via e-mail mediante
la pagina del sito “www.pattostabilita.rgs.tesoro.it”, ovvero
inviando all’indirizzo di posta elettronica assistenza.cp@tesoro.it,
le informazioni sotto indicate:
a. nome e cognome delle persone da abilitare alla rilevazione dei
dati;
a. nome e cognome delle persone da abilitare alla rilevazione dei
dati;
b. codice fiscale;
b. codice fiscale;
c. ente di appartenenza;
c. ente di appartenenza;
d. recapito di posta elettronica e telefonico.
d. recapito di posta elettronica e telefonico.
Si precisa che ogni utenza e’ strettamente personale per cui ogni
ente puo’ richiedere, con le procedure suesposte, piu’ utenze.
Si precisa che ogni utenza e’ strettamente personale per cui ogni
ente puo’ richiedere, con le procedure suesposte, piu’ utenze.
Si invitano gli enti non ancora accreditati al sistema ad
effettuare con la massima rapidita’ la procedura sopra descritta.
Si invitano gli enti non ancora accreditati al sistema ad
effettuare con la massima rapidita’ la procedura sopra descritta.
A.4. – Requisiti informatici per l’applicazione web del patto di
stabilita’ interno
A.4. – Requisiti informatici per l’applicazione web del patto di
stabilita’ interno
Si ricorda, inoltre, che per l’utilizzo del sistema web relativo al
Patto di stabilita’ interno sono necessari i seguenti requisiti:
Si ricorda, inoltre, che per l’utilizzo del sistema web relativo al
Patto di stabilita’ interno sono necessari i seguenti requisiti:
– dotazione informatica: disponibilita’ di una postazione di lavoro
dotata di browser di comune utilizzo (Explorer 5.5 o superiore,
Netscape 7.0) con installata la JVM (java virtual machine) dal sito
http://www.java.com/it/ (con i relativi aggiornamenti sui pc dove si
opera); applicazione Acrobat Reader (aggiornato) per le stampe;
– dotazione informatica: disponibilita’ di una postazione di lavoro
dotata di browser di comune utilizzo (Explorer 5.5 o superiore,
Netscape 7.0) con installata la JVM (java virtual machine) dal sito
http://www.java.com/it/ (con i relativi aggiornamenti sui pc dove si
opera); applicazione Acrobat Reader (aggiornato) per le stampe;
– supporti operativi: le modalita’ di accesso al nuovo sistema e le
istruzioni per l’utilizzo dello stesso, sono disponibili,
nell’apposita area dedicata al Patto di stabilita’ interno del sito
del Ministero dell’Economia e delle Finanze
(www.pattostabilita.rgs.tesoro.it), sotto la dicitura “Regole per il
sito”.
– supporti operativi: le modalita’ di accesso al nuovo sistema e le
istruzioni per l’utilizzo dello stesso, sono disponibili,
nell’apposita area dedicata al Patto di stabilita’ interno del sito
del Ministero dell’Economia e delle Finanze
(www.pattostabilita.rgs.tesoro.it), sotto la dicitura “Regole per il
sito”.
A. 5. – Altri riferimenti e richieste di supporto
A. 5. – Altri riferimenti e richieste di supporto
In linea di principio, si segnala che, riguardo ad alcuni criteri
generali concernenti la gestione del patto di stabilita’ interno, le
Province e i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti
possono far riferimento alla circolare n. 15 del 30 marzo 2010 del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato visionabile sul
sito:
In linea di principio, si segnala che, riguardo ad alcuni criteri
generali concernenti la gestione del patto di stabilita’ interno, le
Province e i Comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti
possono far riferimento alla circolare n. 15 del 30 marzo 2010 del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato visionabile sul
sito:
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/CIRCOLARI/2010/Circolare-del-3
0-marzo-2010-n15.htm asc 1 .pdf
http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/CIRCOLARI/2010/Circolare-del-3
0-marzo-2010-n15.htm asc 1 .pdf
Eventuali chiarimenti o richieste di supporto possono essere
inoltrate ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
Eventuali chiarimenti o richieste di supporto possono essere
inoltrate ai seguenti indirizzi di posta elettronica:
– assistenza.cp@tesoro.it per i quesiti di natura tecnica ed
informatica, compresi eventuali problemi di accesso e/o di
funzionamento dell’applicazione, indicando nell’oggetto “Utenza
sistema Patto di Stabilita’ – richiesta di chiarimenti”. Si prega di
comunicare, anche in questo caso, il nominativo e il recapito
telefonico del richiedente per essere ricontattati; per urgenze e’
possibile contattare l’assistenza tecnica applicativa ai seguenti
numeri 06- 4761.2375/2125/2244 con orario 8.00-13.00 / 14.00-18.00;
– assistenza.cp@tesoro.it per i quesiti di natura tecnica ed
informatica, compresi eventuali problemi di accesso e/o di
funzionamento dell’applicazione, indicando nell’oggetto “Utenza
sistema Patto di Stabilita’ – richiesta di chiarimenti”. Si prega di
comunicare, anche in questo caso, il nominativo e il recapito
telefonico del richiedente per essere ricontattati; per urgenze e’
possibile contattare l’assistenza tecnica applicativa ai seguenti
numeri 06- 4761.2375/2125/2244 con orario 8.00-13.00 / 14.00-18.00;
– pattostab@tesoro.it per i quesiti di natura amministrativa e/o
normativi;
– pattostab@tesoro.it per i quesiti di natura amministrativa e/o
normativi;
– drgs.igop.ufficio14@tesoro.it per gli aspetti riguardanti la
materia di personale correlata alla normativa del patto di stabilita’
interno.
– drgs.igop.ufficio14@tesoro.it per gli aspetti riguardanti la
materia di personale correlata alla normativa del patto di stabilita’
interno.

B. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO MONIT/10/CPM PER LE
PROVINCE ED I COMUNI con popolazione superiore a 5.000 abitanti
B. ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DEL MODELLO MONIT/10/CPM PER LE
PROVINCE ED I COMUNI con popolazione superiore a 5.000 abitanti
Il comma 3, dell’articolo 77-bis, del decreto legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive
modifiche prevede, come per il 2009, che il saldo finanziario
obiettivo sia determinato solo in termini di competenza mista.
Conseguentemente, anche il saldo valido per la verifica del rispetto
del patto di stabilita’ e’ espresso in termini di competenza mista.
Il comma 3, dell’articolo 77-bis, del decreto legge 25 giugno 2008,
n. 112, convertito, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive
modifiche prevede, come per il 2009, che il saldo finanziario
obiettivo sia determinato solo in termini di competenza mista.
Conseguentemente, anche il saldo valido per la verifica del rispetto
del patto di stabilita’ e’ espresso in termini di competenza mista.
Con il modello MONIT/10/CPM sono acquisite le informazioni
finanziarie, cumulate a tutto il periodo di riferimento, per la
determinazione del saldo individuato come differenza tra entrate
finali (primi quattro titoli di bilancio dell’entrata) e spese finali
(primi due titoli di bilancio della spesa); piu’ precisamente, ai
fini della competenza mista, il saldo e’ pari alla somma algebrica
degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti ed
impegni, per la parte corrente, e dalla differenza fra riscossioni e
pagamenti (in conto competenza ed in conto residui) per la parte in
conto capitale, al netto delle entrate derivanti da riscossioni di
crediti e delle spese derivanti da concessioni di crediti. Come
indicato espressamente ai commi 6 e 7 dell’articolo 77-bis, i valori
di riferimento devono essere quelli desunti dai conti consuntivi.
Con il modello MONIT/10/CPM sono acquisite le informazioni
finanziarie, cumulate a tutto il periodo di riferimento, per la
determinazione del saldo individuato come differenza tra entrate
finali (primi quattro titoli di bilancio dell’entrata) e spese finali
(primi due titoli di bilancio della spesa); piu’ precisamente, ai
fini della competenza mista, il saldo e’ pari alla somma algebrica
degli importi risultanti dalla differenza tra accertamenti ed
impegni, per la parte corrente, e dalla differenza fra riscossioni e
pagamenti (in conto competenza ed in conto residui) per la parte in
conto capitale, al netto delle entrate derivanti da riscossioni di
crediti e delle spese derivanti da concessioni di crediti. Come
indicato espressamente ai commi 6 e 7 dell’articolo 77-bis, i valori
di riferimento devono essere quelli desunti dai conti consuntivi.
B.1. – Esclusioni dal saldo utile ai fini del monitoraggio del
patto di stabilita’ interno B.1.1 Risorse e spese correlate a
dichiarazione di stato di emergenza
B.1. – Esclusioni dal saldo utile ai fini del monitoraggio del
patto di stabilita’ interno B.1.1 Risorse e spese correlate a
dichiarazione di stato di emergenza
Ai sensi dei commi 7-bis e 7-ter, dell’articolo 77-bis del decreto
legge n. 112/2008, come introdotti dall’articolo 2, comma 41, lettera
b), della legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria 2009),
nel saldo non sono considerati gli accertamenti, per la parte
corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale, delle
risorse provenienti dallo Stato per l’attuazione delle ordinanze
emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri a seguito di
dichiarazione dello stato di emergenza. Analogamente, sono esclusi
dal saldo gli impegni delle relative spese correnti nonche’ i
pagamenti in conto capitale connessi con le citate risorse
provenienti dallo Stato. L’esclusione concerne anche le ordinanze
gia’ adottate, purche’ le relative entrate e spese non siano gia’
state rilevate nei patti degli anni precedenti.
Ai sensi dei commi 7-bis e 7-ter, dell’articolo 77-bis del decreto
legge n. 112/2008, come introdotti dall’articolo 2, comma 41, lettera
b), della legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria 2009),
nel saldo non sono considerati gli accertamenti, per la parte
corrente, e le riscossioni, per la parte in conto capitale, delle
risorse provenienti dallo Stato per l’attuazione delle ordinanze
emanate dal Presidente del Consiglio dei ministri a seguito di
dichiarazione dello stato di emergenza. Analogamente, sono esclusi
dal saldo gli impegni delle relative spese correnti nonche’ i
pagamenti in conto capitale connessi con le citate risorse
provenienti dallo Stato. L’esclusione concerne anche le ordinanze
gia’ adottate, purche’ le relative entrate e spese non siano gia’
state rilevate nei patti degli anni precedenti.
L’esclusione delle spese, inoltre, opera anche se esse sono
effettuate in piu’ anni, purche’ la spesa complessiva non sia
superiore all’ammontare delle corrispondenti risorse assegnate.
L’esclusione delle spese, inoltre, opera anche se esse sono
effettuate in piu’ anni, purche’ la spesa complessiva non sia
superiore all’ammontare delle corrispondenti risorse assegnate.
L’esclusione di cui sopra opera anche in relazione ai mutui ed ai
prestiti con oneri di ammortamento ad intero carico dello Stato e,
quindi, la stessa non si estende a quelli contratti dall’ente locale
con oneri a carico del proprio bilancio.
L’esclusione di cui sopra opera anche in relazione ai mutui ed ai
prestiti con oneri di ammortamento ad intero carico dello Stato e,
quindi, la stessa non si estende a quelli contratti dall’ente locale
con oneri a carico del proprio bilancio.
Eventuali chiarimenti applicativi su tale disposizione dovranno
essere rivolti direttamente al Dipartimento della Protezione Civile
della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Eventuali chiarimenti applicativi su tale disposizione dovranno
essere rivolti direttamente al Dipartimento della Protezione Civile
della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E4, E11, S2 e S8
del modello MONIT/10/CPM.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E4, E11, S2 e S8
del modello MONIT/10/CPM.
B.1.2 Risorse e spese correlate a dichiarazione di grande evento
B.1.2 Risorse e spese correlate a dichiarazione di grande evento
L’articolo 4, comma 4-novies, del decreto legge 25 gennaio 2010, n.
2, convertito, con modificazioni, nella legge 26 marzo 2010, n. 42 ha
espressamente equiparato gli interventi realizzati dagli enti locali
in relazione allo svolgimento delle iniziative per le quali e’
intervenuta la dichiarazione di grande evento e rientranti nella
competenza del Dipartimento della protezione civile – di cui
all’articolo 5-bis, comma 5, del decreto legge 7 settembre 2001, n.
343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n.
401 – agli interventi derivanti dalle dichiarazioni di stato di
emergenza, di cui al punto precedente.
L’articolo 4, comma 4-novies, del decreto legge 25 gennaio 2010, n.
2, convertito, con modificazioni, nella legge 26 marzo 2010, n. 42 ha
espressamente equiparato gli interventi realizzati dagli enti locali
in relazione allo svolgimento delle iniziative per le quali e’
intervenuta la dichiarazione di grande evento e rientranti nella
competenza del Dipartimento della protezione civile – di cui
all’articolo 5-bis, comma 5, del decreto legge 7 settembre 2001, n.
343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n.
401 – agli interventi derivanti dalle dichiarazioni di stato di
emergenza, di cui al punto precedente.
Anche l’esclusione delle entrate e delle relative spese connesse ai
grandi eventi, sebbene effettuate in piu’ anni, e’ operata nei soli
limiti dei correlati trasferimenti a carico del bilancio dello Stato.
Ne consegue che sono escluse dal patto le sole entrate e le sole
spese effettuate utilizzando i trasferimenti dal bilancio dello Stato
e non anche le altre tipologie di entrata e di spesa (ad esempio le
spese sostenute dal Comune per il grande evento a valere su risorse
proprie).
Anche l’esclusione delle entrate e delle relative spese connesse ai
grandi eventi, sebbene effettuate in piu’ anni, e’ operata nei soli
limiti dei correlati trasferimenti a carico del bilancio dello Stato.
Ne consegue che sono escluse dal patto le sole entrate e le sole
spese effettuate utilizzando i trasferimenti dal bilancio dello Stato
e non anche le altre tipologie di entrata e di spesa (ad esempio le
spese sostenute dal Comune per il grande evento a valere su risorse
proprie).
Nel merito delle opere e della tipologia di finanziamenti, si
rappresenta l’opportunita’ che anche i chiarimenti in materia di
grandi eventi siano indirizzati al Dipartimento della Protezione
Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nel merito delle opere e della tipologia di finanziamenti, si
rappresenta l’opportunita’ che anche i chiarimenti in materia di
grandi eventi siano indirizzati al Dipartimento della Protezione
Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E5, E12, S3 e S9
del modello MONIT/10/CPM.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E5, E12, S3 e S9
del modello MONIT/10/CPM.
B.1.3 Risorse provenienti dall’Unione Europea e spese connesse.
B.1.3 Risorse provenienti dall’Unione Europea e spese connesse.
Il comma 7-quater dell’articolo 77-bis del decreto legge n.
112/2008, introdotto dall’articolo 4, comma 4-septies, lett. a), del
decreto legge n. 2/2010, prevede che non sono considerate nel saldo
utile ai fini del rispetto del patto di stabilita’ interno le risorse
provenienti, direttamente o indirettamente, dall’Unione Europea,
nonche’ le corrispondenti spese correnti ed in conto capitale.
Il comma 7-quater dell’articolo 77-bis del decreto legge n.
112/2008, introdotto dall’articolo 4, comma 4-septies, lett. a), del
decreto legge n. 2/2010, prevede che non sono considerate nel saldo
utile ai fini del rispetto del patto di stabilita’ interno le risorse
provenienti, direttamente o indirettamente, dall’Unione Europea,
nonche’ le corrispondenti spese correnti ed in conto capitale.
Per risorse provenienti indirettamente dall’Unione Europea si
intendono quelle risorse assegnate per il tramite della Regione o
della Provincia di appartenenza.
Per risorse provenienti indirettamente dall’Unione Europea si
intendono quelle risorse assegnate per il tramite della Regione o
della Provincia di appartenenza.
L’esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in
piu’ anni, purche’ la spesa complessiva non sia superiore, negli
anni, all’ammontare delle corrispondenti risorse assegnate. In
proposito, occorre precisare che l’esclusione delle entrate e delle
relative spese opera prescindendo dalla tempistica con cui sono
effettuate e quindi indipendentemente dalla sequenza temporale con
cui si succedono. In altri termini, le esclusioni sono effettuate
anche se le entrate avvengono successivamente alle connesse spese o
viceversa. In particolare, le risorse in parola sono escluse dai
saldi finanziari per un importo pari all’accertamento (per la parte
corrente) o all’incasso (per la parte in conto capitale) avvenuto
nell’anno di riferimento. Circa le spese connesse con le suddette
risorse, si rappresenta che queste sono escluse nei limiti
complessivi delle risorse accertate/incassate e nell’anno in cui
avviene il relativo impegno/pagamento. Ne consegue che tali spese
possono essere escluse anche in anni diversi da quello dell’effettiva
assegnazione delle corrispondenti risorse dell’Unione Europea.
L’esclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in
piu’ anni, purche’ la spesa complessiva non sia superiore, negli
anni, all’ammontare delle corrispondenti risorse assegnate. In
proposito, occorre precisare che l’esclusione delle entrate e delle
relative spese opera prescindendo dalla tempistica con cui sono
effettuate e quindi indipendentemente dalla sequenza temporale con
cui si succedono. In altri termini, le esclusioni sono effettuate
anche se le entrate avvengono successivamente alle connesse spese o
viceversa. In particolare, le risorse in parola sono escluse dai
saldi finanziari per un importo pari all’accertamento (per la parte
corrente) o all’incasso (per la parte in conto capitale) avvenuto
nell’anno di riferimento. Circa le spese connesse con le suddette
risorse, si rappresenta che queste sono escluse nei limiti
complessivi delle risorse accertate/incassate e nell’anno in cui
avviene il relativo impegno/pagamento. Ne consegue che tali spese
possono essere escluse anche in anni diversi da quello dell’effettiva
assegnazione delle corrispondenti risorse dell’Unione Europea.
A titolo esemplificativo si riportano alcune possibili fattispecie:
A titolo esemplificativo si riportano alcune possibili fattispecie:
Risorse di parte corrente:
Risorse di parte corrente:
1. L’ente nell’anno 2009 o precedenti ha accertato 100; gli impegni
a valere sui 100 sono esclusi nei rispettivi anni in cui vengono
assunti (2010, 2011, etc.);
1. L’ente nell’anno 2009 o precedenti ha accertato 100; gli impegni
a valere sui 100 sono esclusi nei rispettivi anni in cui vengono
assunti (2010, 2011, etc.);
2. L’ente, nell’anno 2010, accerta 100 a fronte di impegni gia’
assunti a valere su altre risorse negli anni 2009, 2008;
l’accertamento di 100 e’ escluso dal saldo 2010 mentre non possono
essere escluse ulteriori spese a valere sui 100;
2. L’ente, nell’anno 2010, accerta 100 a fronte di impegni gia’
assunti a valere su altre risorse negli anni 2009, 2008;
l’accertamento di 100 e’ escluso dal saldo 2010 mentre non possono
essere escluse ulteriori spese a valere sui 100;
3. L’ente, nell’anno 2010, accerta 100 a fronte di impegni che
saranno assunti negli anni 2011, 2012; l’accertamento di 100 e’
escluso dal saldo 2010 mentre gli impegni saranno esclusi dai saldi
del 2011, 2012.
3. L’ente, nell’anno 2010, accerta 100 a fronte di impegni che
saranno assunti negli anni 2011, 2012; l’accertamento di 100 e’
escluso dal saldo 2010 mentre gli impegni saranno esclusi dai saldi
del 2011, 2012.
Risorse in conto capitale:
Risorse in conto capitale:
1. L’ente nell’anno 2009 o precedenti ha incassato 100; le spese a
valere sui 100 sono escluse negli anni in cui vengono effettuati i
rispettivi pagamenti (2010, 2011, 2012, etc.);
1. L’ente nell’anno 2009 o precedenti ha incassato 100; le spese a
valere sui 100 sono escluse negli anni in cui vengono effettuati i
rispettivi pagamenti (2010, 2011, 2012, etc.);
2. L’ente, nell’anno 2010 incassa 100 a fronte di spese gia’
effettuate a valere su altre risorse negli anni 2009, 2008; l’incasso
di 100 e’ escluso dal saldo 2010 mentre non possono essere escluse
ulteriori spese a valere sui 100;
2. L’ente, nell’anno 2010 incassa 100 a fronte di spese gia’
effettuate a valere su altre risorse negli anni 2009, 2008; l’incasso
di 100 e’ escluso dal saldo 2010 mentre non possono essere escluse
ulteriori spese a valere sui 100;
3. L’ente, nell’anno 2010, incassa 100 a fronte di spese che
saranno effettuate negli anni 2011, 2012; l’incasso di 100 e’ escluso
dal saldo 2010 mentre i correlati pagamenti saranno esclusi dai saldi
del 2011 e 2012.
3. L’ente, nell’anno 2010, incassa 100 a fronte di spese che
saranno effettuate negli anni 2011, 2012; l’incasso di 100 e’ escluso
dal saldo 2010 mentre i correlati pagamenti saranno esclusi dai saldi
del 2011 e 2012.
Si segnala, inoltre, che il comma 4-septies, lett. a), del
richiamato articolo 4, introducendo il comma 7-quinquies all’articolo
77-bis del decreto legge n. 112/2008, stabilisce che, qualora
l’Unione Europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai
fini dell’applicazione di quanto previsto dal summenzionato comma
7-quater, l’importo corrispondente alle spese non riconosciute e’
incluso tra le spese del patto di stabilita’ interno relativo
all’anno in cui e’ comunicato il mancato riconoscimento ovvero in
quello dell’anno successivo, se la comunicazione e’ effettuata
nell’ultimo quadrimestre.
Si segnala, inoltre, che il comma 4-septies, lett. a), del
richiamato articolo 4, introducendo il comma 7-quinquies all’articolo
77-bis del decreto legge n. 112/2008, stabilisce che, qualora
l’Unione Europea riconosca importi inferiori a quelli considerati ai
fini dell’applicazione di quanto previsto dal summenzionato comma
7-quater, l’importo corrispondente alle spese non riconosciute e’
incluso tra le spese del patto di stabilita’ interno relativo
all’anno in cui e’ comunicato il mancato riconoscimento ovvero in
quello dell’anno successivo, se la comunicazione e’ effettuata
nell’ultimo quadrimestre.
Infine, in caso di cofinanziamento, l’esclusione opera solo per la
parte proveniente direttamente o indirettamente dall’Unione Europea e
non anche per la parte inerente ai cofinanziamenti nazionali
(statali, regionali o dell’ente).
Infine, in caso di cofinanziamento, l’esclusione opera solo per la
parte proveniente direttamente o indirettamente dall’Unione Europea e
non anche per la parte inerente ai cofinanziamenti nazionali
(statali, regionali o dell’ente).
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E6, E13, S4 e S10
del modello MONIT/10/CPM
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E6, E13, S4 e S10
del modello MONIT/10/CPM
B.1.4 Risorse e spese correlate agli eventi sismici in Abruzzo
B.1.4 Risorse e spese correlate agli eventi sismici in Abruzzo
Anche per il 2010, per gli enti della Regione Abruzzo colpiti dal
sisma del 6 aprile 2009, cosi’ come individuati all’articolo 1 del
decreto legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, sono escluse dal saldo le spese
sostenute per fronteggiare il predetto evento e le entrate allo
stesso titolo acquisite da altri enti o soggetti pubblici o privati,
come previsto dall’articolo 6, comma 1, lettere o) e p) del citato
decreto legge.
Anche per il 2010, per gli enti della Regione Abruzzo colpiti dal
sisma del 6 aprile 2009, cosi’ come individuati all’articolo 1 del
decreto legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, sono escluse dal saldo le spese
sostenute per fronteggiare il predetto evento e le entrate allo
stesso titolo acquisite da altri enti o soggetti pubblici o privati,
come previsto dall’articolo 6, comma 1, lettere o) e p) del citato
decreto legge.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E7, E14, S5 e S11
del modello MONIT/10/CPM.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E7, E14, S5 e S11
del modello MONIT/10/CPM.
Inoltre, ai sensi dell’articolo 2, comma 42, della legge 23
dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010), per gli stessi enti
dell’Abruzzo, sono esclusi dal saldo del patto 2010, per un importo
complessivo non superiore a 15 milioni di euro, i pagamenti per le
spese relative agli investimenti degli enti locali per la tutela
della sicurezza pubblica nonche’ per gli interventi temporanei e
straordinari di carattere sociale immediatamente diretti ad alleviare
gli effetti negativi del sisma dell’aprile 2009, a valere sulle
risorse di cui all’articolo 14, comma 1, del predetto decreto legge
n. 39 del 2009, secondo le modalita’ di attuazione dettate
dall’emanando decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, sentita la Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281. In
particolare, la misura agevolativa, corrispondente alla esclusione
delle suddette spese dal saldo del patto, e’ individuata per i vari
enti secondo i criteri di riparto stabiliti nel citato decreto
interministeriale.
Inoltre, ai sensi dell’articolo 2, comma 42, della legge 23
dicembre 2009, n. 191 (legge finanziaria 2010), per gli stessi enti
dell’Abruzzo, sono esclusi dal saldo del patto 2010, per un importo
complessivo non superiore a 15 milioni di euro, i pagamenti per le
spese relative agli investimenti degli enti locali per la tutela
della sicurezza pubblica nonche’ per gli interventi temporanei e
straordinari di carattere sociale immediatamente diretti ad alleviare
gli effetti negativi del sisma dell’aprile 2009, a valere sulle
risorse di cui all’articolo 14, comma 1, del predetto decreto legge
n. 39 del 2009, secondo le modalita’ di attuazione dettate
dall’emanando decreto del Ministro dell’interno, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del lavoro e
delle politiche sociali, sentita la Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997 n. 281. In
particolare, la misura agevolativa, corrispondente alla esclusione
delle suddette spese dal saldo del patto, e’ individuata per i vari
enti secondo i criteri di riparto stabiliti nel citato decreto
interministeriale.
Le poste da escludere trovano evidenza nella voce S12 del modello
MONIT/10/CPM.
Le poste da escludere trovano evidenza nella voce S12 del modello
MONIT/10/CPM.
B.1.5 Entrate “straordinarie”
B.1.5 Entrate “straordinarie”
L’articolo 7-quater, comma 9, lett. a), del decreto legge 10
febbraio 2009, n. 5, convertito nella legge 9 aprile 2009, n. 33 ha
abrogato il comma 8 dell’articolo 77 bis del decreto legge n.
112/2008, come sostituito dall’articolo 2, comma 41, lett. c) della
legge n. 203/2008, che prevedeva l’esclusione delle risorse originate
dalla cessione di azioni o quote di societa’ operanti nel settore dei
servizi pubblici locali nonche’ quelle derivanti dalla distribuzione
dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere
dalle predette societa’, qualora quotate in mercati regolamentati, e
le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare, sia
dalla base assunta a riferimento nel 2007 per l’individuazione degli
obiettivi sia dal saldo utile per la verifica del rispetto del patto
di stabilita’ interno, se destinate alla realizzazione di
investimenti o alla riduzione del debito.
L’articolo 7-quater, comma 9, lett. a), del decreto legge 10
febbraio 2009, n. 5, convertito nella legge 9 aprile 2009, n. 33 ha
abrogato il comma 8 dell’articolo 77 bis del decreto legge n.
112/2008, come sostituito dall’articolo 2, comma 41, lett. c) della
legge n. 203/2008, che prevedeva l’esclusione delle risorse originate
dalla cessione di azioni o quote di societa’ operanti nel settore dei
servizi pubblici locali nonche’ quelle derivanti dalla distribuzione
dei dividendi determinati da operazioni straordinarie poste in essere
dalle predette societa’, qualora quotate in mercati regolamentati, e
le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare, sia
dalla base assunta a riferimento nel 2007 per l’individuazione degli
obiettivi sia dal saldo utile per la verifica del rispetto del patto
di stabilita’ interno, se destinate alla realizzazione di
investimenti o alla riduzione del debito.
Il successivo comma 10 del citato articolo 7-quater ha previsto,
per gli enti locali che hanno approvato il bilancio di previsione
prima del 10 marzo 2009 (ossia in vigenza del predetto comma 8)
escludendo le entrate straordinarie di cui sopra sia dalla base di
calcolo che dai risultati utili per la verifica del patto di
stabilita’ 2009, la possibilita’ di avvalersi del nuovo quadro
normativo delineato dall’abrogazione del citato comma 8.
Il successivo comma 10 del citato articolo 7-quater ha previsto,
per gli enti locali che hanno approvato il bilancio di previsione
prima del 10 marzo 2009 (ossia in vigenza del predetto comma 8)
escludendo le entrate straordinarie di cui sopra sia dalla base di
calcolo che dai risultati utili per la verifica del patto di
stabilita’ 2009, la possibilita’ di avvalersi del nuovo quadro
normativo delineato dall’abrogazione del citato comma 8.
L’articolo 4, comma 4-quinquies del richiamato decreto legge n.
2/2010 ha fornito un’interpretazione autentica al suddetto comma 10
dell’articolo 7-quater, disponendo che gli enti che hanno operato
l’esclusione delle citate entrate straordinarie nell’anno 2009 sono
tenuti ad operare la stessa esclusione anche per gli anni 2010 e
2011.
L’articolo 4, comma 4-quinquies del richiamato decreto legge n.
2/2010 ha fornito un’interpretazione autentica al suddetto comma 10
dell’articolo 7-quater, disponendo che gli enti che hanno operato
l’esclusione delle citate entrate straordinarie nell’anno 2009 sono
tenuti ad operare la stessa esclusione anche per gli anni 2010 e
2011.
Pertanto, solo gli enti che nell’anno 2009 hanno escluso le entrate
straordinarie di cui sopra sia dal saldo finanziario 2007 assunto
come base di riferimento, sia dal saldo utile ai fini del rispetto
del patto di stabilita’ interno, ai sensi del comma 10 del citato
articolo 7-quater, sono tenuti ad operare la stessa esclusione anche
per gli anni 2010 e 2011.
Pertanto, solo gli enti che nell’anno 2009 hanno escluso le entrate
straordinarie di cui sopra sia dal saldo finanziario 2007 assunto
come base di riferimento, sia dal saldo utile ai fini del rispetto
del patto di stabilita’ interno, ai sensi del comma 10 del citato
articolo 7-quater, sono tenuti ad operare la stessa esclusione anche
per gli anni 2010 e 2011.
Per tutti gli altri enti, invece, le entrate straordinarie in
questione devono essere incluse sia nella base di riferimento 2007
sia nei risultati 2010 e 2011.
Per tutti gli altri enti, invece, le entrate straordinarie in
questione devono essere incluse sia nella base di riferimento 2007
sia nei risultati 2010 e 2011.
Ai fini dell’esclusione, tali entrate straordinarie devono essere
destinate alla realizzazione degli investimenti o alla riduzione del
debito. Al riguardo, si sottolinea che sono da considerare
investimenti le spese indicate dal comma 18 dell’articolo 3 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350 e codificate, secondo il glossario
SIOPE, con i codici: 2.01 – 2.02 – 2.03 – 2.04 – 2.05.62 – 2.06 –
2.07 (escluso le voci economiche 18 e 19) – 2.08 – 2.09.
Ai fini dell’esclusione, tali entrate straordinarie devono essere
destinate alla realizzazione degli investimenti o alla riduzione del
debito. Al riguardo, si sottolinea che sono da considerare
investimenti le spese indicate dal comma 18 dell’articolo 3 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350 e codificate, secondo il glossario
SIOPE, con i codici: 2.01 – 2.02 – 2.03 – 2.04 – 2.05.62 – 2.06 –
2.07 (escluso le voci economiche 18 e 19) – 2.08 – 2.09.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E8 ed E15 del
modello MONIT/10/CPM.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci E8 ed E15 del
modello MONIT/10/CPM.
B.1.6 Esclusione di spese per investimenti nei limiti
dell’ammontare autorizzato dalla regione di appartenenza
B.1.6 Esclusione di spese per investimenti nei limiti
dell’ammontare autorizzato dalla regione di appartenenza
Il comma 1, lettere a) e b), dell’articolo 7-quater del citato
decreto legge n. 5/2009 ha previsto l’esclusione, dal saldo utile per
il rispetto del patto di stabilita’ interno per l’anno 2009, di
alcune spese per investimenti nei limiti dell’ammontare autorizzato
dalla regione di appartenenza ai sensi del comma 3 del medesimo
articolo.
Il comma 1, lettere a) e b), dell’articolo 7-quater del citato
decreto legge n. 5/2009 ha previsto l’esclusione, dal saldo utile per
il rispetto del patto di stabilita’ interno per l’anno 2009, di
alcune spese per investimenti nei limiti dell’ammontare autorizzato
dalla regione di appartenenza ai sensi del comma 3 del medesimo
articolo.
L’articolo 4, comma 4-sexies del decreto legge n. 2/2010 ha
riproposto, per l’anno 2010, l’applicazione delle disposizioni di cui
al comma 1, lettere a) e b), e al comma 3 del citato articolo
7-quater.
L’articolo 4, comma 4-sexies del decreto legge n. 2/2010 ha
riproposto, per l’anno 2010, l’applicazione delle disposizioni di cui
al comma 1, lettere a) e b), e al comma 3 del citato articolo
7-quater.
Quindi, anche per il 2010, gli enti locali possono escludere dal
suddetto saldo i seguenti importi:
Quindi, anche per il 2010, gli enti locali possono escludere dal
suddetto saldo i seguenti importi:
a) i pagamenti in conto residui, inerenti a spese per investimenti,
effettuati nei limiti della disponibilita’ di cassa a fronte di
impegni regolarmente assunti ai sensi dell’articolo 183 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni;
a) i pagamenti in conto residui, inerenti a spese per investimenti,
effettuati nei limiti della disponibilita’ di cassa a fronte di
impegni regolarmente assunti ai sensi dell’articolo 183 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni;
b) i pagamenti per spese in conto capitale per impegni gia’ assunti
finanziate dal minor onere per interessi conseguente alla riduzione
dei tassi di interesse sui mutui o alla rinegoziazione dei mutui
stessi, se non gia’ conteggiati nei bilanci di previsione.
b) i pagamenti per spese in conto capitale per impegni gia’ assunti
finanziate dal minor onere per interessi conseguente alla riduzione
dei tassi di interesse sui mutui o alla rinegoziazione dei mutui
stessi, se non gia’ conteggiati nei bilanci di previsione.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci S13 e S14 del
modello MONIT/10/CPM.
Le poste da escludere trovano evidenza nelle voci S13 e S14 del
modello MONIT/10/CPM.
Ai sensi del comma 4-sexies del citato articolo 4, possono
beneficiare di tali esclusioni solo le province e i comuni con
popolazione superiore ai 5.000 abitanti che soddisfano
contestualmente tutte le seguenti condizioni:
Ai sensi del comma 4-sexies del citato articolo 4, possono
beneficiare di tali esclusioni solo le province e i comuni con
popolazione superiore ai 5.000 abitanti che soddisfano
contestualmente tutte le seguenti condizioni:
– rispetto del patto di stabilita’ interno nell’anno 2008;
– rispetto del patto di stabilita’ interno nell’anno 2008;
– rapporto tra numero dei dipendenti e abitanti inferiore alla
media nazionale individuata per classe demografica;
– rapporto tra numero dei dipendenti e abitanti inferiore alla
media nazionale individuata per classe demografica;
– un volume di impegni per spesa corrente nel 2009, al netto delle
spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso
il segretario generale provinciale e comunale, di ammontare non
superiore a quello medio corrispondente registrato nel triennio
2006-2008.
– un volume di impegni per spesa corrente nel 2009, al netto delle
spese per adeguamenti contrattuali del personale dipendente, compreso
il segretario generale provinciale e comunale, di ammontare non
superiore a quello medio corrispondente registrato nel triennio
2006-2008.
B.1.7 Esclusione di pagamenti in conto capitale effettuati entro il
31 dicembre 2010
B.1.7 Esclusione di pagamenti in conto capitale effettuati entro il
31 dicembre 2010
Il comma 11 dell’articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n.
78 ha previsto, l’esclusione dal saldo rilevante ai fini del rispetto
del patto dei pagamenti in conto capitale effettuati entro il 31
dicembre 2010 per un importo non superiore allo 0,78% dell’ammontare
dei residui passivi in conto capitale risultanti dal rendiconto
dell’esercizio 2008. Tale esclusione opera solo per le province e i
comuni con piu’ di 5.000 abitanti che abbiano rispettato il patto di
stabilita’ interno relativo all’anno 2009. Pertanto, gli enti locali
interessati possono escludere dal computo del saldo valido ai fini
della verifica del rispetto del patto di stabilita’ interno del 2010
un ammontare di pagamenti in conto capitale (sia in conto competenza
che in conto residui) non superiore allo 0,78 per cento
dell’ammontare complessivo dei residui passivi in conto capitale
risultanti a tutto il 31 dicembre 2008 (residui di provenienza degli
esercizi precedenti il 2008 e residui della competenza 2008).
Il comma 11 dell’articolo 14 del decreto legge 31 maggio 2010, n.
78 ha previsto, l’esclusione dal saldo rilevante ai fini del rispetto
del patto dei pagamenti in conto capitale effettuati entro il 31
dicembre 2010 per un importo non superiore allo 0,78% dell’ammontare
dei residui passivi in conto capitale risultanti dal rendiconto
dell’esercizio 2008. Tale esclusione opera solo per le province e i
comuni con piu’ di 5.000 abitanti che abbiano rispettato il patto di
stabilita’ interno relativo all’anno 2009. Pertanto, gli enti locali
interessati possono escludere dal computo del saldo valido ai fini
della verifica del rispetto del patto di stabilita’ interno del 2010
un ammontare di pagamenti in conto capitale (sia in conto competenza
che in conto residui) non superiore allo 0,78 per cento
dell’ammontare complessivo dei residui passivi in conto capitale
risultanti a tutto il 31 dicembre 2008 (residui di provenienza degli
esercizi precedenti il 2008 e residui della competenza 2008).
B.2 Effetti finanziari delle sanzioni
B.2 Effetti finanziari delle sanzioni
Il regime sanzionatorio (comma 20 dell’articolo 77-bis, il comma 10
dell’articolo 61 ed il comma 4 dell’articolo 76, richiamato dal comma
21 del predetto articolo 77-bis) prevede l’applicazione delle
seguenti sanzioni:
Il regime sanzionatorio (comma 20 dell’articolo 77-bis, il comma 10
dell’articolo 61 ed il comma 4 dell’articolo 76, richiamato dal comma
21 del predetto articolo 77-bis) prevede l’applicazione delle
seguenti sanzioni:
a) i trasferimenti ordinari dovuti dal Ministero dell’interno sono
ridotti di un importo pari alla differenza, se positiva, tra il saldo
programmatico e il saldo reale e, comunque, in una misura non
superiore al 5%;
a) i trasferimenti ordinari dovuti dal Ministero dell’interno sono
ridotti di un importo pari alla differenza, se positiva, tra il saldo
programmatico e il saldo reale e, comunque, in una misura non
superiore al 5%;
b) gli impegni di spese correnti, identificate dal titolo 1° della
spesa (secondo la classificazione di cui al D.P.R. n. 194 del 1996),
senza alcuna esclusione, non possono superare il valore annuale piu’
basso del corrispondente ammontare annuo degli impegni effettuati
nell’ultimo triennio (comma 21, lettera a));
b) gli impegni di spese correnti, identificate dal titolo 1° della
spesa (secondo la classificazione di cui al D.P.R. n. 194 del 1996),
senza alcuna esclusione, non possono superare il valore annuale piu’
basso del corrispondente ammontare annuo degli impegni effettuati
nell’ultimo triennio (comma 21, lettera a));
c) il ricorso all’indebitamento non e’ consentito anche se
finalizzato agli investimenti; naturalmente, non rientrano nel
divieto le operazioni che non configurano un nuovo debito, quali i
mutui e le emissioni obbligazionarie, il cui ricavato e’ destinato
all’estinzione anticipata di precedenti operazioni di indebitamento,
consentendo una riduzione del valore finanziario delle passivita’.
c) il ricorso all’indebitamento non e’ consentito anche se
finalizzato agli investimenti; naturalmente, non rientrano nel
divieto le operazioni che non configurano un nuovo debito, quali i
mutui e le emissioni obbligazionarie, il cui ricavato e’ destinato
all’estinzione anticipata di precedenti operazioni di indebitamento,
consentendo una riduzione del valore finanziario delle passivita’.
d) il divieto di assunzione del personale (come previsto
dall’articolo 76, comma 4). Tale divieto opera per le assunzioni a
qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia di contratto, anche con
riferimento ai processi di stabilizzazione. E’ fatto, altresi’,
divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti
privati che si configurano elusivi della citata disposizione.
d) il divieto di assunzione del personale (come previsto
dall’articolo 76, comma 4). Tale divieto opera per le assunzioni a
qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia di contratto, anche con
riferimento ai processi di stabilizzazione. E’ fatto, altresi’,
divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti
privati che si configurano elusivi della citata disposizione.
e) riduzione delle indennita’ di funzione ed i gettoni di presenza
(articolo 61, comma 10, del decreto legge n. 112/2008). Gli
emolumenti degli amministratori di cui all’articolo 82 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni sono
rideterminati con una riduzione del 30 per cento rispetto
all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008.
e) riduzione delle indennita’ di funzione ed i gettoni di presenza
(articolo 61, comma 10, del decreto legge n. 112/2008). Gli
emolumenti degli amministratori di cui all’articolo 82 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni sono
rideterminati con una riduzione del 30 per cento rispetto
all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2008.
Il comma 22 del piu’ volte richiamato articolo 77-bis prevede che
gli effetti finanziari conseguenti all’applicazione della sanzione
relativa alla riduzione degli impegni per spese correnti (precedente
punto b) e della sanzione che vieta di procedere ad assunzioni di
personale a qualsiasi titolo (punto d), non concorrono al
perseguimento degli obiettivi assegnati per l’anno in cui le sanzioni
vengono attuate. L’ente sanzionato non potra’, quindi, considerare
nel saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto di
stabilita’ interno 2010 la minore spesa derivante dall’applicazione
delle sanzioni. A tal fine, nel modello MONIT/10/CPM e’ prevista la
voce SANZ 10 in cui l’ente sanzionato indica l’effetto finanziario
migliorativo del saldo correlato all’applicazione delle sanzioni. In
altri termini, l’ente dovra’ inserire nella voce SANZ 10 la stima
della minore spesa connessa all’imposizione di un limite agli impegni
di spesa di parte corrente e connessa all’introduzione del divieto di
assunzione di personale.
Il comma 22 del piu’ volte richiamato articolo 77-bis prevede che
gli effetti finanziari conseguenti all’applicazione della sanzione
relativa alla riduzione degli impegni per spese correnti (precedente
punto b) e della sanzione che vieta di procedere ad assunzioni di
personale a qualsiasi titolo (punto d), non concorrono al
perseguimento degli obiettivi assegnati per l’anno in cui le sanzioni
vengono attuate. L’ente sanzionato non potra’, quindi, considerare
nel saldo valido ai fini della verifica del rispetto del patto di
stabilita’ interno 2010 la minore spesa derivante dall’applicazione
delle sanzioni. A tal fine, nel modello MONIT/10/CPM e’ prevista la
voce SANZ 10 in cui l’ente sanzionato indica l’effetto finanziario
migliorativo del saldo correlato all’applicazione delle sanzioni. In
altri termini, l’ente dovra’ inserire nella voce SANZ 10 la stima
della minore spesa connessa all’imposizione di un limite agli impegni
di spesa di parte corrente e connessa all’introduzione del divieto di
assunzione di personale.
L’effetto finanziario della riduzione della spesa corrente e’
individuato dalla differenza tra la spesa “tendenziale” del 2010,
ossia la spesa prevista in assenza di sanzioni, e la spesa correlata
all’applicazione della sanzione. Per la determinazione della spesa
tendenziale l’ente puo’ riferirsi, a titolo esemplificativo, alla
spesa 2010 prevista nel bilancio pluriennale 2009-2011. Ovviamente,
qualora la spesa tendenziale risultasse inferiore a quella connessa
con l’applicazione della sanzione, l’effetto finanziario sara’ pari a
zero. Analogamente, l’effetto finanziario della sanzione sul
personale e’ pari alla spesa per assunzioni prevista, per il 2010,
nella programmazione del fabbisogno di personale per il triennio
2009-2011.
L’effetto finanziario della riduzione della spesa corrente e’
individuato dalla differenza tra la spesa “tendenziale” del 2010,
ossia la spesa prevista in assenza di sanzioni, e la spesa correlata
all’applicazione della sanzione. Per la determinazione della spesa
tendenziale l’ente puo’ riferirsi, a titolo esemplificativo, alla
spesa 2010 prevista nel bilancio pluriennale 2009-2011. Ovviamente,
qualora la spesa tendenziale risultasse inferiore a quella connessa
con l’applicazione della sanzione, l’effetto finanziario sara’ pari a
zero. Analogamente, l’effetto finanziario della sanzione sul
personale e’ pari alla spesa per assunzioni prevista, per il 2010,
nella programmazione del fabbisogno di personale per il triennio
2009-2011.
Nella voce SANZ 10 andra’ indicato solo il maggiore dei due effetti
e non la loro somma.
Nella voce SANZ 10 andra’ indicato solo il maggiore dei due effetti
e non la loro somma.
B.3 Avanzo di amministrazione
B.3 Avanzo di amministrazione
Giova ribadire, infine, che tra le entrate finali non si deve tener
conto dell’avanzo di amministrazione e del fondo di cassa (si vedano
in proposito i quadri generali riassuntivi dei modelli 1, per i
comuni, e 2, per le province, di cui all’articolo 1, comma 1, lettere
a e b, del D.P.R. 31 gennaio 1996, n. 194).
Giova ribadire, infine, che tra le entrate finali non si deve tener
conto dell’avanzo di amministrazione e del fondo di cassa (si vedano
in proposito i quadri generali riassuntivi dei modelli 1, per i
comuni, e 2, per le province, di cui all’articolo 1, comma 1, lettere
a e b, del D.P.R. 31 gennaio 1996, n. 194).
B.4 Trasferimenti statali e regionali
B.4 Trasferimenti statali e regionali
Si rammenta inoltre che, come per il 2009, i trasferimenti statali
e regionali devono essere considerati nella misura registrata nei
conti consuntivi e, pertanto, nel saldo utile ai fini del rispetto
del patto di stabilita’, come nel saldo finanziario 2007 assunto a
base di calcolo del saldo obiettivo, i trasferimenti erariali e
regionali incidono per il totale accertato (per le entrate correnti)
e per il totale riscosso (per la parte in conto capitale) sulla base
dei dati registrati nell’anno e desunti dal conto consuntivo.
Si rammenta inoltre che, come per il 2009, i trasferimenti statali
e regionali devono essere considerati nella misura registrata nei
conti consuntivi e, pertanto, nel saldo utile ai fini del rispetto
del patto di stabilita’, come nel saldo finanziario 2007 assunto a
base di calcolo del saldo obiettivo, i trasferimenti erariali e
regionali incidono per il totale accertato (per le entrate correnti)
e per il totale riscosso (per la parte in conto capitale) sulla base
dei dati registrati nell’anno e desunti dal conto consuntivo.
B.5 Verifica del rispetto del Patto
B.5 Verifica del rispetto del Patto
Il rispetto del patto da parte dei singoli enti viene valutato
confrontando il risultato conseguito al 31 dicembre 2010 con
l’obiettivo annuale prefissato. Il sistema web e’ predisposto per
effettuare automaticamente tale confronto onde consentire una piu’
rapida ed immediata valutazione circa il conseguimento o meno
dell’obiettivo programmatico.
Il rispetto del patto da parte dei singoli enti viene valutato
confrontando il risultato conseguito al 31 dicembre 2010 con
l’obiettivo annuale prefissato. Il sistema web e’ predisposto per
effettuare automaticamente tale confronto onde consentire una piu’
rapida ed immediata valutazione circa il conseguimento o meno
dell’obiettivo programmatico.
A tal proposito, si rammenta che gli obiettivi rideterminati in
virtu’ di quanto disposto dal comma 11 dell’articolo 77-ter del
decreto legge n. 112/2008 e dal comma 7 dell’articolo 7-quater del
decreto legge n. 5/2009, a seguito della comunicazione della regione
di appartenenza, se regolarmente trasmessi entro 15 giorni
utilizzando esclusivamente il sistema web appositamente previsto per
il patto di stabilita’ interno nel sito
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it, sono inseriti automaticamente
nell’apposita voce “OB” del modello MONIT/ 1 0/CPM.
A tal proposito, si rammenta che gli obiettivi rideterminati in
virtu’ di quanto disposto dal comma 11 dell’articolo 77-ter del
decreto legge n. 112/2008 e dal comma 7 dell’articolo 7-quater del
decreto legge n. 5/2009, a seguito della comunicazione della regione
di appartenenza, se regolarmente trasmessi entro 15 giorni
utilizzando esclusivamente il sistema web appositamente previsto per
il patto di stabilita’ interno nel sito
www.pattostabilita.rgs.tesoro.it, sono inseriti automaticamente
nell’apposita voce “OB” del modello MONIT/ 1 0/CPM.
Inoltre, al fine di evitare le difficolta’ interpretative
riscontrate negli anni passati circa il significato da attribuire al
segno (positivo o negativo) derivante dalla differenza tra risultato
registrato e obiettivo programmatico, anche per il patto 2010 e’
stabilito che, se tale differenza al 31 dicembre 2010 risulta:
Inoltre, al fine di evitare le difficolta’ interpretative
riscontrate negli anni passati circa il significato da attribuire al
segno (positivo o negativo) derivante dalla differenza tra risultato
registrato e obiettivo programmatico, anche per il patto 2010 e’
stabilito che, se tale differenza al 31 dicembre 2010 risulta:
– positiva o pari a 0, il patto di stabilita’ per l’anno
– positiva o pari a 0, il patto di stabilita’ per l’anno
2010 e’ stato rispettato;
2010 e’ stato rispettato;
– negativa, il patto di stabilita’ interno
– negativa, il patto di stabilita’ interno
2010 non e’ stato rispettato.
2010 non e’ stato rispettato.
Si rammenta infine che, qualora il prospetto del monitoraggio venga
redatto in modo non esaustivo e/o risulti incoerente con i dati di
consuntivo, non potra’ ritenersi valida la conseguente certificazione
inoltrata ai sensi del comma 15 dell’articolo 77-bis del decreto
legge n. 112/2008.
Si rammenta infine che, qualora il prospetto del monitoraggio venga
redatto in modo non esaustivo e/o risulti incoerente con i dati di
consuntivo, non potra’ ritenersi valida la conseguente certificazione
inoltrata ai sensi del comma 15 dell’articolo 77-bis del decreto
legge n. 112/2008.

C. MONITORAGGIO DEGLI ENTI COMMISSARIATI E DI NUOVA ISTITUZIONE
C. MONITORAGGIO DEGLI ENTI COMMISSARIATI E DI NUOVA ISTITUZIONE
In relazione a quanto gia’ in proposito indicato nella citata
circolare n. 15 del 2010, gli enti commissariati sono tenuti, in ogni
caso, a comunicare mediante il sistema web dedicato al patto di
stabilita’ interno (www.pattostabilita.rgs.tesoro.it) lo stato di
ente commissariato, al fine di essere esclusi dalle regole del patto
per l’anno 2010.
In relazione a quanto gia’ in proposito indicato nella citata
circolare n. 15 del 2010, gli enti commissariati sono tenuti, in ogni
caso, a comunicare mediante il sistema web dedicato al patto di
stabilita’ interno (www.pattostabilita.rgs.tesoro.it) lo stato di
ente commissariato, al fine di essere esclusi dalle regole del patto
per l’anno 2010.
Gia’ a partire dal 2009, non sono piu’ esclusi dall’assoggettamento
alle regole del patto gli enti commissariati ai sensi dell’articolo
141 del TUEL negli anni 2004/2005.
Gia’ a partire dal 2009, non sono piu’ esclusi dall’assoggettamento
alle regole del patto gli enti commissariati ai sensi dell’articolo
141 del TUEL negli anni 2004/2005.
La normativa per il patto 2009/2011 dettata dal comma 4
dell’articolo 77-bis del decreto legge n. 112/2008, infatti, prevede
che per detti enti si applicano le medesime regole del patto dei
cosiddetti “enti virtuosi”, cioe’ quelli che hanno rispettato il
patto per l’anno 2007 e che presentano un saldo di competenza mista
positivo (comma 3, lettera b, dell’articolo 77-bis). A tal proposito
si rinvia alla Circolare n. 15/2010, paragrafo A.3.3
La normativa per il patto 2009/2011 dettata dal comma 4
dell’articolo 77-bis del decreto legge n. 112/2008, infatti, prevede
che per detti enti si applicano le medesime regole del patto dei
cosiddetti “enti virtuosi”, cioe’ quelli che hanno rispettato il
patto per l’anno 2007 e che presentano un saldo di competenza mista
positivo (comma 3, lettera b, dell’articolo 77-bis). A tal proposito
si rinvia alla Circolare n. 15/2010, paragrafo A.3.3
Al contrario, il comma 18 del citato articolo 77-bis prevede che
gli enti sottoposti a commissariamento a seguito di fenomeni di
infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso (articolo 143 del
T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) non sono
soggetti alle regole del patto di stabilita’ previste per l’anno 2010
ma alle regole dell’anno successivo a quello della rielezione degli
organi istituzionali. Tale disposizione si applica, ovviamente, sia
agli enti che verranno commissariati nel corso dell’anno 2010, sia a
quelli che sono stati commissariati prima del predetto anno e per i
quali, nell’anno precedente, non vi e’ stata la rielezione degli
organi istituzionali.
Al contrario, il comma 18 del citato articolo 77-bis prevede che
gli enti sottoposti a commissariamento a seguito di fenomeni di
infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso (articolo 143 del
T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali) non sono
soggetti alle regole del patto di stabilita’ previste per l’anno 2010
ma alle regole dell’anno successivo a quello della rielezione degli
organi istituzionali. Tale disposizione si applica, ovviamente, sia
agli enti che verranno commissariati nel corso dell’anno 2010, sia a
quelli che sono stati commissariati prima del predetto anno e per i
quali, nell’anno precedente, non vi e’ stata la rielezione degli
organi istituzionali.
In entrambi i casi, l’ente deve rispondere affermativamente al
quesito posto dal sistema web all’atto dell’acquisizione di qualunque
modello.
In entrambi i casi, l’ente deve rispondere affermativamente al
quesito posto dal sistema web all’atto dell’acquisizione di qualunque
modello.
Si ribadisce, infine, che secondo le disposizioni dettate dal comma
14 dell’articolo 77-bis, la mancata comunicazione al sistema web
dello stato di commissariamento determina per l’ente inadempiente
l’assoggettamento alle regole del patto di stabilita’ interno.
Si ribadisce, infine, che secondo le disposizioni dettate dal comma
14 dell’articolo 77-bis, la mancata comunicazione al sistema web
dello stato di commissariamento determina per l’ente inadempiente
l’assoggettamento alle regole del patto di stabilita’ interno.
Giova ribadire che, per gli enti che nel 2007 non erano
assoggettati al patto di stabilita’ in quanto commissariati ai sensi
dell’articolo 143 del T.U.E.L., trovano applicazione – in analogia
con quanto previsto per gli enti locali commissariati negli anni
2004-2005 ai sensi dell’articolo 141 T.U.E.L. – le medesime regole
previste per gli enti che hanno rispettato il patto per l’anno 2007 e
che presentano un saldo di competenza mista positivo (comma 3,
lettera b, dell’articolo 77-bis).
Giova ribadire che, per gli enti che nel 2007 non erano
assoggettati al patto di stabilita’ in quanto commissariati ai sensi
dell’articolo 143 del T.U.E.L., trovano applicazione – in analogia
con quanto previsto per gli enti locali commissariati negli anni
2004-2005 ai sensi dell’articolo 141 T.U.E.L. – le medesime regole
previste per gli enti che hanno rispettato il patto per l’anno 2007 e
che presentano un saldo di competenza mista positivo (comma 3,
lettera b, dell’articolo 77-bis).
Per gli enti istituiti nel 2007 e 2008, il comma 17 dell’articolo
77-bis dispone che gli stessi sono soggetti alle regole del patto di
stabilita’ interno a decorrere, rispettivamente, dagli anni 2010 e
2011. Nel 2007 non sono stati istituiti nuovi enti con obbligo, nel
2010, di rispetto del patto di stabilita’ interno.
Per gli enti istituiti nel 2007 e 2008, il comma 17 dell’articolo
77-bis dispone che gli stessi sono soggetti alle regole del patto di
stabilita’ interno a decorrere, rispettivamente, dagli anni 2010 e
2011. Nel 2007 non sono stati istituiti nuovi enti con obbligo, nel
2010, di rispetto del patto di stabilita’ interno.

D. INDICAZIONI OPERATIVE INERENTI AL PRIMO INVIO DEI DATI.
D. INDICAZIONI OPERATIVE INERENTI AL PRIMO INVIO DEI DATI.
Ai sensi del comma 14, dell’articolo 77-bis, del decreto legge n.
112/2008, il primo invio delle informazioni semestrali da parte di
province e comuni e’ previsto entro un mese dalla scadenza del primo
semestre di riferimento (ossia entro il 31 luglio 2010). In ogni
caso, qualora il Decreto fosse emanato in data successiva al 31
luglio, la data ultima per l’invio del prospetto del monitoraggio del
primo semestre e’ fissata a 30 giorni dopo la data della
pubblicazione del Decreto stesso.
Ai sensi del comma 14, dell’articolo 77-bis, del decreto legge n.
112/2008, il primo invio delle informazioni semestrali da parte di
province e comuni e’ previsto entro un mese dalla scadenza del primo
semestre di riferimento (ossia entro il 31 luglio 2010). In ogni
caso, qualora il Decreto fosse emanato in data successiva al 31
luglio, la data ultima per l’invio del prospetto del monitoraggio del
primo semestre e’ fissata a 30 giorni dopo la data della
pubblicazione del Decreto stesso.
Le risultanze del patto di stabilita’ interno per l’intero anno
2010, invece, devono essere inviate entro la data del 31 gennaio
2011.

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – DECRETO 14 luglio 2010

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