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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 31 gennaio 2007

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 31 gennaio 2007 - Legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007), articolo 1, comma da 736 a 739. Circolare esplicativa. (GU n. 29 del 5-2-2007)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 31 gennaio 2007

Legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante: Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2007), articolo 1, comma da 736 a 739. Circolare
esplicativa.

Alle regioni
Alle province autonome di Trento e
Bolzano
Alla provincia autonoma di Aosta
Alle province
Ai comuni
Alle comunita’ montane
Alle comunita’ isolane
All’Unione dei presidenti delle
regioni
All’UPI
All’ANCI
All’UNCEM
Alla Conferenza unificata
Stato-regioni
Alla Ragioneria generale dello
Stato – IGEPA
Alla Corte dei conti
Alle delegazioni regionali della
Corte dei conti
All’Avvocatura generale dello Stato
Ai distretti regionali
dell’Avvocatura generale dello
Stato
Alla Banca d’Italia
All’Associazione bancaria italiana

La legge 27 dicembre 2006, n. 296, recante «Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2007)» ha introdottoulteriori disposizioni in merito
all’operativita’ in strumenti derivati delle regioni e degli enti di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ampliando la
definizione di indebitamento contenuta nell’art. 3, comma 17 della
legge 14 dicembre 2003, n. 350, alla luce della recente posizione
assunta da Eurostat.
Al riguardo appare opportuno chiarire alcuni aspetti
interpretativi, al fine di una corretta applicazione delle norme in
questione, fermo restando quanto previsto dalle disposizioni in
materia di monitoraggio ed in particolare dagli adempimenti previsti
dal decreto ministeriale 1° dicembre 2003, n. 389, recante
«Regolamento concernente l’accesso al mercato dei capitali da parte
delle province, dei comuni, delle citta’ metropolitane, delle
comunita’ montane e delle comunita’ isolane, nonche’ dei consorzi tra
enti territoriali e delle regioni, ai sensi dell’art. 41, comma 1,
della legge 28 dicembre 2001, n. 448».
1) Art. 1, comma 736 (Principi fondamentali di coordinamento della
finanza pubblica).
Il comma introduce alcuni principi cui gli enti dovranno attenersi
nell’attivita’ legislativa/amministrativa finalizzata alla gestione
del proprio debito tramite operazioni in strumenti derivati.
L’utilizzo dello strumento della norma di principio e’ chiaramente
volto a coniugare il doveroso rispetto dell’autonomia della finanza
locale con l’imprescindibile riguardo all’economicita’ complessiva
delle operazioni poste in essere dagli enti per la gestione del
debito. In quest’ottica vanno, pertanto, lette le proposizioni
contenute nel comma.
Le linee guida che si evincono dalla norma possono essere cosi’
dettagliate:
1. Obiettivo dell’attivita’ in strumenti derivati deve essere
quello di conferire maggiore solidita’ al bilancio degli enti
attraverso il contenimento del costo finaledelle operazioni, da
valutarsi in relazione all’esposizione ai rischi di mercato assunti
con le stesse operazioni poste in essere. In altre parole, le
condizioni delle operazioni dovranno essere il risultato di un
bilanciamento tra le due variabili: costo complessivo e rischio di
mercato.
2. Deve sussistere una corrispondenza tra il nominale della
passivita’ e quello della posizione in strumenti derivati che la
copre. E’ possibile concludere operazioni derivate che abbiano come
sottostante un’altra operazione derivata solo nel caso in cui l’ente
si trovi nella necessita’ di ristrutturare una posizione in
conseguenza della variazione dell’ammontare del sottostante, ipotesi
peraltro gia’ contemplata nella circolare del 27 giugno 2004
(esplicativa del decreto ministeriale n. 389 del 1° dicembre 2003),
cui si fa espresso rinvio.
3. Contenimento dei rischi di credito assunti. Anche in questo
caso viene elevato a livello di principio generale un comportamento
prudenziale gia’ introdotto nell’ordinamento con il regolamento di
attuazione dell’art. 41 della legge 448/2001 (decreto ministeriale n.
389 del 1° dicembre 2003). Tale principio, come gia’ il suo
presupposto di natura regolamentare, deve trovare attuazione nella
verifica da parte dell’ente del merito di credito delle controparti
con cui conclude operazioni in strumenti derivati. Tali controparti
dovranno, infatti, essere dotate di un rating sufficientemente
affidabile, assegnato da almeno una delle principali Agenzie di
Rating riconosciute a livello internazionale (attualmente S&P,
Moody’s e Fitch Ratings). Inoltre, anche la gestione dell’esposizione
creditizia assunta con la costituzione del fondo o dello swap di
ammortamento, previsto per le operazioni con rimborso unico alla
scadenza, dovra’ essere improntata agli stessi criteri di
affidabilita’.
2) Art. 1, comma 737 (Art. 41, comma 2-bis e ter, della legge 28
dicembre 2001, n. 448). Si ricorda che gli enti contraenti, al
momento della chiusura delle singole operazioni, debbono essere in
possesso di tutta la documentazione contrattuale finale relativa a
ciascuna transazione. Qualora alle singole operazioni siano associate
altre strutture, comprese quelle a garanzia (quali a titolo
esemplificativo – ma non esaustivo – le delegazioni di pagamento,
credit support annex, credit support deed, ecc.), anche la relativa
documentazione contrattuale, definitiva e completa, dovra’ essere in
possesso degli enti contraenti al momento della chiusura delle
singole operazioni.
L’introduzione di questo comma nasce dall’esigenza di rafforzare il
dettato dell’art. 41, laddove prevede il monitoraggio
dell’indebitamento, in quanto si ritiene che una preventiva
informazione al Ministero dell’economia e delle finanze delle
operazioni concluse permetta un censimento piu’ puntuale delle
stesse. In tal modo si e’ fornito al monitoraggio il supporto
costituito dall’inefficacia del contratto in caso di omessa
trasmissione preventiva, la quale consentira’ inoltre di effettuare
un controllo incrociato con i dati delle comunicazioni trimestrali di
cui al decreto direttoriale MEF del 3 giugno 2004, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 168 del 20 luglio 2004 (giorno 15 dei mesi di
febbraio, maggio, agosto, novembre).
L’obbligo di trasmissione, che deve avvenire prima della
sottoscrizione, si riferisce ai contratti corredati dalla ulteriore
documentazione contrattuale in essi eventualmente richiamata,
specificando altresi’ le operazioni sottostanti. Tale trasmissione
deve essere effettuata al Dipartimento del Tesoro al numero di fax:
06-47613197 o, alternativamente, all’indirizzo e-mail:
«dt.direzione2.ufficio4@tesoro.it».
Per documentazione delle operazioni deve intendersi, a titolo
esemplificativo, ma non esaustivo, la Confirmation o altro contratto
con il quale si definiscono le condizioni economiche e tutti gli
elementi identificativi delle operazioni – ivi compresa la
denominazione della controparte dell’ente locale – e, qualora
richiamata, la Schedule o documento equivalente utilizzato nella
prassi dei mercati, le eventuali strutture a garanzia, come sopra
specificate, e qualsivoglia altro contratto o documento predisposto
per la costituzione di fondi di ammortamento, charge, pledge, credit
support annex, credit support deed o di altre strutture associate
alle operazioni di cui al comma 737 previste dalla prassi dei
mercati.
Le disposizioni di cui sopra si applicano anche nel caso di
operazioni la cui data di contrattazione (trade date) e’ antecedente
alla data di entrata in vigore della legge 27 dicembre 2006, n. 296,
ma i cui contratti, a quella stessa data, non siano ancora stati
sottoscritti, nonche’ nel caso di modifica, rimodulazione, novazione
o rinegoziazione di operazioni in essere. Per le comunicazioni
incomplete, trasmesse nell’arco di tempo che va dall’entrata in
vigore della legge alla pubblicazione della presente circolare,
dovranno essere inviate comunicazioni integrative relative ai dati
mancanti. A partire dalla data di pubblicazione della presente
circolare, le comunicazioni dovranno attenersi alle disposizioni
sopra citate, con l’eccezione dei dati non rilevabili sul mercato al
momento della sottoscrizione del contratto, che potranno essere
comunicati appena disponibili. A puro titolo esemplificativo, si
potra’ posticipare la comunicazione dell’entita’ di un tasso che
viene rilevato a posteriori rispetto alla chiusura dell’operazione
gia’ trasmessa.
Per quanto concerne, poi, il contenuto dell’art. 2-ter dell’art. 41
della legge n. 448/2001, lo stesso…

[Continua nel file zip allegato]

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