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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 3 febbraio 2004, n.5: «Patto di stabilita’ interno» per gli anni 2004-2005

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 3 febbraio 2004, n.5: «Patto di stabilita' interno» per gli anni 2004-2005 per le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti. (GU n. 33 del 10-2-2004)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 3 febbraio 2004, n.5

«Patto di stabilita’ interno» per gli anni 2004-2005 per le province
e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.

Alle province
Ai comuni con popolazione superiore
a 5.000 abitanti
Ai collegi dei revisori dei conti
delle province e dei comuni con
popolazione superiore a 5.000
abitanti
e, per conoscenza:
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato generale
Al Ministero dell’interno –
Dipartimento affari interni e
territoriali – Direz. centr.
finanza locale
Alle ragionerie provinciali dello
Stato
All’A.N.C.I.
All’U.P.I.
Alla Corte dei Conti – Segretariato
generale – Sezione enti locali

A. Premessa.
A differenza del passato, la legge 24 dicembre 2003, n. 350 (legge
finanziaria per il 2004) non ha sostanzialmente modificato le regole
per il patto di stabilita’ interno per l’anno 2004 delle province e
dei comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti definite
dall’art. 29 della legge finanziaria n. 289 del 2002, e modificate,
in minima parte, dall’art. 1-quater, comma 13, del decreto-legge
31 marzo 2003, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge
20 maggio 2003, n. 116.
Pertanto, la presente circolare – dopo aver ripreso alcuni aspetti
relativi al patto di stabilita’ interno per il 2003 – si sofferma
sulle predette e ridotte modifiche rinviando, per tutto cio’ che non
risulta trattato, alla circolare dello scrivente n. 7 del 4 febbraio
2003 (pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 39 del 17 febbraio
2003).
B. Il Patto di stabilita’ interno per l’anno 2003.
B.1. Obiettivi del patto di stabilita’ interno per l’anno 2003 e
loro verifica.
In proposito, si ritiene opportuno ricordare che le regole del
«patto» per l’anno 2003 (commi 5 e 7 dell’art. 29 della legge n. 289
del 2002) hanno previsto il raggiungimento di due obiettivi in
termini di disavanzo finanziario (in questo contesto definito «saldo
finanziario» data la possibilita’ di assumere valori positivi e
negativi):
I) saldo finanziario per la gestione di competenza;
II) saldo finanziario per la gestione di cassa.
Per la determinazione dei suddetti saldi si deve far riferimento,
per la gestione di competenza, alla differenza tra accertamenti e
impegni degli anni 2001 e 2003 e, per la gestione di cassa, alla
differenza tra riscossioni totali (competenza + residui) e pagamenti
totali (competenza + residui) sostenuti negli anni 2001 e 2003.
In ordine alla determinazione dei due saldi, si soggiunge che, per
la determinazione del saldo finanziario 2003, non e’ indispensabile
l’approvazione formale del conto consuntivo dello stesso anno 2003;
infatti, sia per la gestione di competenza che per quella di cassa,
il saldo puo’ essere determinato con riferimento alle scritture di
bilancio (partitari) definite dal Servizio finanziario dell’Ente
locale, tenuto altresi’ conto che e’ lo stesso Ente che provvede –
con le forme e le modalita’ che ritiene piu’ opportune – alla
autocertificazione del raggiungimento dei due obiettivi del patto
(art. 3, comma 60, della legge n. 350 del 2003).
Si precisa, tuttavia, che l’approvazione del conto consuntivo
individua il termine ultimo per la verifica da parte del Collegio dei
revisori dei conti del raggiungimento degli obiettivi del patto.
B.2. Limitazioni in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi.
Qualora l’Ente non dovesse raggiungere entrambi o anche uno degli
obiettivi (saldo di competenza e saldo di cassa) sara’ soggetto,
nell’anno 2004, alle seguenti limitazioni (comma 15 dell’art. 29
della legge finanziaria 2003):
a) divieto di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi
titolo, anche avvalendosi di eventuali deroghe disposte per il
periodo di riferimento;
b) divieto di ricorrere all’indebitamento per finanziare
investimenti. A tale proposito, appare utile richiamare l’attenzione
sulle disposizioni recate dall’art. 3, commi da 16 a 21, della legge
n. 350 del 2003 in merito all’indebitamento;
c) obbligo di ridurre almeno del 10%, rispetto al 2001, le spese
per acquisto di beni e servizi.
C. Il patto di stabilita’ interno per l’anno 2004.
C.1. Modifiche alle poste che determinano il saldo finanziario 2003
e 2004.
La legge finanziaria per l’anno 2004 ha apportato alcune modifiche
alle poste che determinano il saldo finanziario del patto di
stabilita’ interno a decorrere dall’anno 2003, come definito dai
commi 5 (per le province) e 7 (per i comuni con popolazione superiore
a 5.000 abitanti) dell’art. 29 della legge n. 289 del 2002.
Considerato che il meccanismo di calcolo del saldo finanziario per
l’anno 2004 (comma 10 del piu’ volte citato art. 29) si basa sul
saldo finanziario 2003, le modifiche sono da considerarsi applicabili
anche per il 2004.
In particolare, per effetto dell’art. 3, comma 50, della legge
24 dicembre 2003, n. 350, e’ consentito non considerare ai fini del
calcolo del saldo finanziario di cui al cennato art. 29 della legge
n. 289 del 2002, le spese che gli enti locali soggetti al patto
sostengono a decorrere dal 2003 per spese di personale relative a:
C.1.1. Maggiori oneri di personale per il biennio contrattuale
2002-2003.
Trattasi, in particolare, degli oneri previsti dall’art. 33, comma
1, della legge n. 289 del 2002, per l’applicazione del CCNL
2002-2003, relativi al solo incremento retributivo dello 0,99%
riconosciuto, in seguito agli accordi tra Governo e Organizzazioni
sindacali del 4 e 6 febbraio 2002, quale recupero del differenziale
tra i tassi di inflazione programmata e quella effettiva del biennio
precedente. Non potranno, pertanto, essere portate in detrazione le
spese connesse con gli altri oneri correlati al rinnovo contrattuale.
Le somme da portare in detrazione dalle spese di personale, ai fini
del calcolo del saldo finanziario di cui al predetto art. 29 della
legge n. 289 del 2002, corrispondono allo 0,99% del «monte salari»
dell’anno 2002.
La determinazione del «monte salari» dell’anno 2002 va effettuata
utilizzando i dati inviati da ciascun Ente, ai sensi dell’art. 60 del
decreto legislativo n. 165 del 31 marzo 2001, in sede di rilevazione
del conto annuale 2002 (nello specifico: tabelle 12, 13 e 14).
Per i criteri da seguire per la determinazione delle somme da
portare in detrazione si veda l’allegato «D/04» alla presente
circolare. La dicitura «04» indicata in tutti gli allegati alla
presente circolare consente di distinguere gli allegati alla
circolare dell’anno 2004 (appunto «04») da quelli delle precedenti
circolari;
C.1.2. Maggiori oneri di personale per l’attivita’ istruttoria del
condono.
Tali spese riguardano le spese di personale per l’attivita’
istruttoria connessa al rilascio delle pratiche di condono di cui
all’ultimo periodo del comma 40 dell’art. 32 del decreto-legge n. 269
del 2003 convertito nella legge n. 326 del 2003.
Per maggiore chiarezza, negli allegati A/04 (per le province) e
B/04 (per i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti) alla
presente circolare, sono rappresentati gli schemi esemplificativi in
cui sono evidenziate le componenti di entrata e di spesa, attualmente
vigenti, da prendere in considerazione per il calcolo del saldo
finanziario.
C.2. Determinazione dell’obiettivo programmatico per l’anno 2004.
Per determinare il saldo finanziario programmatico per l’anno 2004,
si deve far riferimento, sulla base di quanto stabilito dal comma 10
dell’art. 29 della legge n. 289 del 2003, al saldo finanziario
programmatico per l’anno 2003 incrementato del tasso d’inflazione
programmato per l’anno 2004 risultante dal D.P.E.F. 2004-2007, pari
all’1,7%.
Si precisa, al riguardo, che la percentuale dell’1,3%, segnalata al
punto E.2.1. della circolare n. 7 del 2003 quale tasso d’inflazione
programmata per l’anno 2004, e’ da intendersi superata in quanto
relativa alla previsione indicata dal precedente D.P.E.F. 2003-2006
e, quindi, ormai assorbita dalla nuova indicazione dell’ultimo
D.P.E.F.
Per le modalita’ di calcolo del saldo finanziario 2004, si veda
l’allegato «C/04» alla presente circolare in cui sono riportate due
esemplificazioni relative al caso di saldo finanziario negativo e di
saldo finanziario positivo distintamente per le province e per i
comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti.
D. Il patto di stabilita’ interno per l’anno 2005.
Il legislatore non ha previsto, in sede di approvazione della legge
finanziaria per il 2004, alcuna modifica alle regole per la
determinazione del saldo finanziario per il patto di stabilita’
interno per l’anno 2005, per cui la normativa di riferimento rimane
quella prevista dai commi 11 e 12 dell’art. 29 della legge n. 289 del
2002 con le istruzioni in proposito fornite al punto E.2.2. della
circolare dello scrivente n. 7 del 4 febbraio 2003.
E. La programmazione trimestrale dei flussi finanziari.
E.1. Ulteriori chiarimenti rispetto alla circolare n. 7 del 2003
(punto E.6.1.).
Il comma 13 dell’art. 1-quater del citato decreto-legge 31 marzo
2003, n. 50, ha introdotto, in materia di programmazione trimestrale
dei flussi finanziari del patto di stabilita’ interno, una modifica
al comma 17, terzo periodo, dell’art. 29 della legge n. 289 del 2002
in base alla quale, a seguito dell’accertamento del mancato rispetto
dell’obiettivo trimestrale, gli enti locali soggetti al patto devono
riassorbire lo scostamento nel trimestre successivo attraverso una
azione di contenimento sui pagamenti tale da consentire il
raggiungimento degli obiettivi. Con la modifica e’ stato, cioe’,
eliminato il riferimento ai pagamenti effettuati nell’anno 2001.
E.2. Le informazioni da inviare agli uffici della Ragioneria
generale dello Stato.
E.2.1. Anno 2004 – Allegato «E/04».
Come per il 2003, gli enti locali soggetti al patto devono
predisporre anche per il 2004 un prospetto (allegato «E/04» alla
presente circolare) contenente gli obiettivi programmatici
trimestrali e l’obiettivo annuale del saldo finanziario cumulato in
termini di cassa per l’anno 2004 che, dopo la valutazione di coerenza
del Collegio dei revisori, deve essere trasmesso entro il mese
di febbraio 2004:
dalle province e dai comuni con popolazione superiore a 60.000
abitanti, al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato
I.Ge.P.A., utilizzando il sistema web «Monitoraggio patto di
stabilita’ interno» gia’ utilizzato per l’acquisizione dei dati
dell’anno 2003. Il sistema informatico di cui sopra sara’
opportunamente modificato al fine di consentire l’acquisizione delle
informazioni contenute nell’allegato «E/04» direttamente dagli Enti
tenuti al monitoraggio (province e comuni con popolazione superiore a
60.000 abitanti). Istruzioni specifiche sui tempi e sulle modalita’
di accesso/utilizzo del sistema verranno fornite via e-mail, dal
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato I.Ge.P.A. – alle
province e ai comuni con popolazione superiore a 60.000 abitanti;
dai comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 60.000 abitanti,
alle Ragionerie provinciali dello Stato competenti per territorio.
Si coglie l’occasione per ribadire che il saldo finanziario
programmatico annuale e’ la risultante di un procedimento
predeterminato dalla normativa e quindi teoricamente immodificabile.
Gli obiettivi trimestrali di detto saldo sono, invece, frutto di
previsioni e di andamenti che, nel corso dell’anno, potrebbero essere
addirittura di segno opposto all’obiettivo annuale.
Possono, tuttavia, verificarsi situazioni in cui – a seguito di
ulteriori modificazioni legislative o interpretazioni in via
amministrativa – l’obiettivo annuale puo’ essere rideterminato cosi’
come, per l’andamento della gestione, possono essere rideterminati
gli obiettivi trimestrali: in questi casi, potranno essere compilati
e trasmessi allegati «E/04» di rettifica a quelli precedentemente
inviati con le medesime procedure previste per la compilazione e
trasmissione del primo allegato «E/04».
In considerazione che con decreto del Ministero dell’interno del
23 dicembre 2003 e’ stato prorogato il termine per la deliberazione
del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2004 al
31 marzo 2004, si ritiene che il termine (febbraio 2004) per la
predisposizione delle previsioni trimestrali cumulate in questione
possa coincidere, al massimo, con la data di deliberazione del
bilancio di previsione 2004.
E.2.2. Anno 2003 – Allegato «E».
Si richiama l’attenzione dei comuni con popolazione compresa tra
5.000 e 60.000 abitanti che alcuni allegati «E» (relativi alle
previsioni finanziarie trimestrali per l’anno 2003) risultano ancora
non pervenuti: si invitano, pertanto, gli enti inadempienti a voler
trasmettere, con la massima urgenza, detti prospetti agli indirizzi e
con le modalita’ di cui al precedente punto E.2.1.
Si coglie, altresi’, l’occasione per rappresentare che, qualora
l’obiettivo annuale 2003, a suo tempo gia’ trasmesso, fosse variato a
seguito di modifiche legislative (ad esempio: le modifiche di cui al
precedente punto C.2.) o interpretazioni amministrative, e’
necessario riprodurre, con le medesime modalita’, un nuovo allegato
«E» relativo al 2003.
E.2.3. Comunicazione del mancato rispetto degli obiettivi
trimestrali.
Anche per l’anno 2004, il Collegio dei Revisori dei conti deve
inviare al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato la
comunicazione dell’eventuale mancato rispetto dell’obiettivo
trimestrale.
Al riguardo, si precisa che la norma fa riferimento ad una
comunicazione e, pertanto, non deve essere trasmesso il verbale del
Collegio dei revisori ma solo una comunicazione del mancato rispetto,
per cui e’ possibile la trasmissione via e-mail agli uffici centrali
o provinciali (vedi precedente punto E.2.1. a seconda della
popolazione dei comuni) della Ragioneria generale dello Stato.
F. Il monitoraggio trimestrale.
F.1. Province e comuni con popolazione superiore a 60.000 abitanti.
Cosi’ come previsto dal comma 13 dell’art. 29 della legge n. 289
del 2002 (norma a regime e, quindi, vigente anche per il 2004), sono
soggetti al monitoraggio trimestrale del patto di stabilita’ interno
2004 le province e i soli comuni con popolazione superiore a 60.000
abitanti.
Per l’anno 2003, con decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze del 24 giugno 2003 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
158 del 10 luglio 2003), sono stati predisposti i modelli di
rilevazione per il monitoraggio del «patto» e le sue modalita’ di
trasmissione.
Considerato che la legge finanziaria 2004 ha apportato alcune
modifiche alle poste che determinano il saldo finanziario si ritiene
necessario provvedere alla emanazione di un nuovo decreto che
definira’, per l’anno 2004, il monitoraggio del patto di stabilita’
interno. Pertanto, per i nuovi modelli di rilevazione e le necessarie
istruzioni, si fa rinvio alla emanazione del suddetto decreto; sino
alla sua emanazione gli enti non dovranno trasmettere alcuna
informazione relativa al monitoraggio trimestrale del patto per il
2004.
Relativamente al monitoraggio del patto per l’anno 2003 (situazione
al 31 dicembre 2003), si precisa che i modelli 2a, 2b, CN/a e CN/b,
per le province, e i modelli 3a, 3b, CN/a e CN/b, per i comuni con
popolazione superiore a 60.000 abitanti, devono essere trasmessi
attraverso la procedura web attualmente operativa entro il mese
di gennaio 2004.
In ogni caso, qualora tale situazione di pre-consuntivo si
differenziasse da quella di consuntivo, e’ necessario riprodurre i
nuovi modelli con i dati definitivi, non appena disponibili, secondo
le modalita’ previste dal sistema di acquisizione via web.
F.2. Province e comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 60.000
abitanti.
I comuni con popolazione compresa tra 5.000 e 60.000 abitanti non
sono, invece, soggetti al monitoraggio trimestrale, per cui non sono
tenuti all’invio alle – Ragionerie provinciali dello Stato di alcuna
situazione con esclusione degli adempimenti di cui al precedente
punto E.2.1. – sugli andamenti trimestrali e annuali del patto di
stabilita’ interno.
G. Ulteriori chiarimenti.
G.1. I riflessi delle regole del «patto» sulle previsioni di
bilancio.
Come per lo scorso anno, le regole del «patto» 2004 non fanno
riferimento alle previsioni di bilancio quindi, nella predisposizione
del bilancio di previsione dell’esercizio 2004 (redatto in termini di
competenza), le regole del «patto» di stabilita’ interno possono
incidere solo indirettamente.
Infatti, tenendo conto che gli obiettivi del patto devono essere
riscontrati soltanto in fase gestionale (accertamenti/impegni e
riscossioni/pagamenti) il riferimento alla fase previsionale (sia
iniziale, sia assestata che definitiva) e’ puramente indicativo:
durante la gestione di competenza avvengono situazioni di scostamento
tra previsione e gestione che possono incidere sul saldo finanziario
sia positivamente (maggiori accertamenti e minori impegni rispetto
alle previsioni definitive) e sia negativamente (minori accertamenti
rispetto alle previsioni definitive).
Tuttavia, e’ ragionevole ipotizzare che il «patto» produca effetti
sulla determinazione degli stanziamenti del bilancio di previsione (o
nella fase iniziale o nel corso delle successive variazioni), atteso
che non appare realistica un’azione strutturale di riduzione dei
disavanzi che non abbia conseguenze sul processo di formazione dei
bilanci e quindi sulle previsioni di competenza.
G.2. Ambito soggettivo di applicazione della normativa del patto di
stabilita’ interno.
G.2.1. Popolazione di riferimento.
Il comma 1 dell’art. 29 individua l’ambito soggettivo di
applicazione della normativa del «patto» per il 2004 facendo
riferimento alle amministrazioni provinciali ed ai comuni con
popolazione superiore a 5.000 abitanti.
Per la determinazione della popolazione di riferimento, da
considerare ai fini degli adempimenti connessi con il «patto», si
applica il criterio previsto dall’art. 156 del Testo unico degli enti
locali (popolazione residente calcolata alla fine del penultimo anno
precedente secondo i dati ISTAT e, cioe’, per il 2004, quella al
31 dicembre 2002).
G.2.2. Comuni di nuova istituzione.
L’art. 1-quinquies della richiamata legge n. 116 del 2003 ha
apportato una modifica all’art. 29 della legge n. 289 del 2002,
inserendo il comma 6-bis in cui e’ stabilito che «i comuni di nuova
istituzione per i quali non e’ possibile operare il confronto con
l’anno 2001 sono considerati quali comuni con popolazione inferiore a
5.000 abitanti». Tale norma, a parere dello scrivente, e’ da
interpretare in senso dinamico, cioe’ con riferimento esclusivo non
solo all’anno 2001 ma in un’ottica di sequenza temporale: pertanto,
per l’anno 2004, possono essere considerati quali comuni con
popolazione inferiore ai 5.000 abitanti (e quindi non soggetti al
patto di stabilita’ interno) i comuni che sono stati istituiti nel
2003 e nel 2004.
Per i comuni istituiti nel 2001 o nel 2002, la determinazione del
saldo finanziario programmatico per l’anno 2004 puo’ essere
effettuata con riferimento al saldo finanziario effettivo dell’anno
2003, calcolato secondo le regole di cui ai commi 6 e 7 dell’art. 29,
incrementato del tasso d’inflazione programmato (pari all’1,7%).
H. Il patto di stabilita’ interno per gli enti locali delle regioni a
statuto speciale e delle province autonome.
Anche in questo caso, la normativa di riferimento (art. 29, comma
18, della legge finanziaria 2003) non ha subito modifiche per cui per
gli enti locali delle regioni a statuto speciale e delle province
autonome di Trento e di Bolzano possono verificarsi due situazioni:
H.1. Qualora entro il 31 marzo 2004 sia stato raggiunto l’accordo
sul patto di stabilita’ interno 2004 tra questo Dipartimento e le
regioni o le province autonome di Trento e di Bolzano, le autonomie
speciali provvedono a definire le regole del «patto» a cui devono
attenersi gli enti locali dei rispettivi territori.
In questo caso, ai fini del monitoraggio del patto di stabilita’
interno, si ritiene opportuno che – ai soli fini conoscitivi e di
valutazione degli andamenti di finanza pubblica, con particolare
riferimento a quella locale – questo ufficio venga a conoscenza, per
il tramite della regione o provincia autonoma, ovvero direttamente
dagli enti locali (soluzione da definire in sede di accordo previsto
dal primo periodo del comma 18), degli andamenti trimestrali del
«patto»;
H.2. Qualora le regioni a statuto speciale e le province autonome
di Trento e di Bolzano non raggiungano l’accordo con questo
Dipartimento entro il 31 marzo 2004, agli enti locali dei rispettivi
territori si applicano le regole sul «patto» 2004 (oggetto della
presente circolare) previste dall’art. 29 della legge finanziaria del
2003, valide per gli altri enti locali del territorio nazionale.
Naturalmente, si applicheranno agli enti locali le regole dettate
dalla legislazione statale nel caso in cui le autonomie speciali non
abbiano provveduto a disciplinare le regole del «patto di stabilita’
interno».
In questo caso, ai fini del monitoraggio del patto di stabilita’
interno, i predetti enti locali saranno soggetti alle regole del
monitoraggio applicabili agli enti del restante territorio nazionale
di cui al punto F della presente circolare.
I. Riferimenti per eventuali chiarimenti sul patto di stabilita’
interno.
I.1. Normativa di riferimento.
Si segnala che gli atti amministrativi, emanati dal 1999 ad oggi,
in applicazione delle precedenti normative relative al patto di
stabilita’ interno, sono consultabili sul sito internet
http://www.tesoro.it/web/docu
indici/Area Normativa/patto stabilita int monit.htm
I.2. Richieste di chiarimenti.
Le innovazioni introdotte dalla normativa inerente il «patto» per
l’anno 2004 potrebbero generare da parte degli enti locali o delle
Ragionerie provinciali dello Stato una serie di richieste di
chiarimenti che, per esigenze organizzative e di razionalita’ del
lavoro di questo ufficio, e’ necessario pervengano:
per gli aspetti generali e applicativi del patto di stabilita’
interno, esclusivamente via e-mail all’indirizzo pattostab@tesoro.it;
per i quesiti in materia di personale correlati alla normativa
del patto di stabilita’ interno, all’indirizzo: Ragioneria generale
dello Stato – I.G.O.P., via XX Settembre, 97 – 00187 Roma (fax
06/4819587).
Roma, 3 febbraio 2004
Il Ragioniere generale dello Stato: Grilli

Allegati

—> Vedere allegati da pag. 55 a pag. 59 della G.U. in formato zip/pdf

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