MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 12 dicembre 2006, n.43 - Beni mobili di proprieta' dello Stato | Chimici.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 12 dicembre 2006, n.43 – Beni mobili di proprieta’ dello Stato

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 12 dicembre 2006, n.43 - Beni mobili di proprieta' dello Stato - Approfondimenti di taluni aspetti particolari della gestione. (GU n. 296 del 21-12-2006)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 12 dicembre 2006, n.43

Beni mobili di proprieta’ dello Stato – Approfondimenti di taluni
aspetti particolari della gestione.

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato generale
Alle Amministrazioni centrali dello
Stato – Gabinetto
All’Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato
Al Consiglio di Stato
Alla Corte dei conti
All’Avvocatura generale dello Stato
Agli Uffici centrali del bilancio
presso le Amministrazioni centrali
dello Stato
All’Ufficio centrale di ragioneria
presso l’Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato
Alle Ragionerie provinciali dello Stato
Premessa.
Com’e’ noto, con la circolare 30 dicembre 2004, n. 42, sono state
impartite istruzioni per il rinnovo degli inventari dei beni mobili
di proprieta’ dello Stato.
Ora, tenuto conto della portata innovativa del quadro normativo
delineatosi col nuovo regolamento dei consegnatari e dei cassieri
emanato con il decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre
2002, n. 254, si ritiene opportuno, anche alla luce dei quesiti
pervenuti in ordine alle modalita’ operative da seguire nella
gestione dei beni mobili, fornire ulteriori precisazioni su alcuni
concetti-chiave, quali l’universalita’ di beni mobili e
l’ammortamento, nonche’ impartire istruzioni di carattere pratico
riguardanti, in particolare, le modalita’ di applicazione del
criterio dell’ammortamento dei beni in questione.
Inoltre, con l’occasione, stante le sollecitazioni pervenute in tal
senso, si espongono anche gli esiti di approfondimenti
giuridico-normativi condotti sui temi della delega e del comodato.
Preliminarmente e’ apparso utile fornire qualche precisazione in
ordine ai cosiddetti «beni durevoli».
Ad ogni buon conto si precisa che sono tuttora validi, per tutte le
tematiche sopraindicate, i chiarimenti e le indicazioni contenuti
nelle circolari 7 dicembre 2005, n. 39, e 17 maggio 2006, n. 22, alle
quali, per quanto di interesse, si fa rinvio.
Quale ultima notazione, va posto in luce che la disciplina inerente
alla gestione dei beni mobili statali, in virtu’ delle istruzioni
succedutesi negli anni passati, presenta ancora alcune regressive
incongruenze che dovrebbero avere definitiva composizione in sede del
prossimo rinnovo inventariale, pronosticato al 31 dicembe 2010,
giusta lettera dell’art. 17, comma 5, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 254/2002.
Beni durevoli di valore non superiore a cinquecento euro, IVA
compresa.
Il regolamento concernente le gestioni dei consegnatari e dei
cassieri delle amministrazioni dello Stato, emanato con il decreto
del Presidente della Repubblica n. 254/2002, disciplina espressamente
il regime giuridico e contabile dei beni mobili da iscrivere in
inventario e del materiale di facile consumo, lasciando in ombra il
regime contabile di quei beni che non rientrano in nessuna delle due
categorie. Infatti, come noto, i beni da inserire in inventario, a
norma dell’art. 17 del citato regolamento, devono avere un valore
superiore a cinquecento euro, IVA compresa, e non essere
riconducibili ai beni di facile consumo.
Al fine di colmare la rilevata lacuna, la circolare 13 giugno 2003,
n. 32, in via interpretativa, ha provveduto a ricavare la disciplina
per i beni con un valore pari o inferiore a cinquecento euro, IVA
compresa, definendoli, al paragrafo 5, «beni durevoli di valore non
superiore a 500 euro» (di seguito «beni durevoli»). Soprattutto, con
il chiaro intento di fornire un supporto concreto ai compiti che
incombono al consegnatario, la medesima circolare ha previsto
l’istituzione di un distinto registro per tali beni in modo da
poterne sorvegliare l’utilizzo e la movimentazione. Tale registro e’
stato anche attivato nel sistema informatico di gestione e controllo
dei beni mobili dello Stato GE.CO., che, peraltro, contiene l’intera
procedura gestionale dei beni durevoli.
Le scritture dedicate ai beni in rassegna hanno esclusivamente
finalita’ di vigilanza e monitoraggio, senza nessun riflesso sul
Conto generale del patrimonio dello Stato. Tali scritture, pure in
assenza di una specifica modulistica ufficiale, possono essere tenute
similmente a quelle in uso per i beni inventariati. Per la
registrazione delle movimentazioni si puo’ ricorrere ad un registro
strutturato in modo analogo al giornale di entrata e di uscita – mod.
96 C.G., opportunamente adattato e semplificato in funzione delle
finalita’ perseguite (cosi’, ad esempio, non sara’ necessario
prevedere l’indicazione delle causali ne’ del capitolo di spesa). Per
di piu’, si mette in luce che il valore annotato, nel caso di specie,
costituisce un mero elemento descrittivo, a nulla influendo, com’e’
stato piu’ sopra riferito, sulla determinazione delle risultanze del
Conto generale del patrimonio. Del pari, per le movimentazioni
potranno essere emessi appositi buoni di carico e di scarico numerati
progressivamente, ai quali allegare la documentazione relativa.
Per i beni durevoli, inoltre, l’attribuzione della classificazione
SEC ’95 risponde alle esigenze derivanti dall’introduzione della
contabilita’ economica per centri di costo e a quelle di agevolare un
eventuale successivo passaggio di tali beni in inventario, mentre
risponde ad esigenze di monitoraggio la loro elencazione nella scheda
dei beni mobili (gia’ mod. 227 P.G.S.), giusta chiarimenti contenuti
nella circolare n. 39/2005.
Quanto al regime giuridico dei beni durevoli, esso e’ pure
riconducibile, per alcuni versi, a quello dei beni inventariati. In
particolare, per le modalita’ di dismissione e per quelle di
discarico dovra’ essere seguita la disciplina prevista per i beni di
maggior valore (cfr. art. 14 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 254/2002 e art. 194 del regio decreto 23 maggio 1924,
n. 827).
Per quanto riguarda altri aspetti, invece, si trovano punti di
contatto con il regime giuridico previsto per i beni di facile
consumo. Cosi’, ad esempio, devono essere osservate le modalita’ di
rendicontazione all’ufficio riscontrante previste dall’art. 22,
comma 4, del citato decreto del Presidente della Repubblica n.
254/2002.
Pertanto, alla fine di ogni esercizio, il dirigente responsabile
degli acquisti di beni e servizi provvedera’, anche per i beni
durevoli, a trasmettere al titolare del centro di responsabilita’ ed
all’ufficio riscontrante il rendiconto annuale, corredato di una
relazione volta ad illustrare le modalita’ di acquisizione dei beni
stessi.
In via generale, non sembra superfluo sottolineare che i
consegnatari hanno la responsabilita’ sulla conservazione e sulla
gestione dei beni mobili dello Stato insieme alla vigilanza sugli
stessi, nonche’ sul loro regolare e corretto uso, senza distinzione
circa il valore e la tipologia dei beni (art. 10, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica n. 254/2002), ad esclusione
degli oggetti di cancelleria e del materiale di facile consumo, per i
quali la responsabilita’ attiene fondamentalmente alla gestione ed al
corretto uso.
Universalita’ di beni mobili.
Sulla figura dell’universalita’ di beni mobili, specie in occasione
del rinnovo delle operazioni inventariali, sono state rappresentate,
in particolare, da parte dei consegnatari per debito di vigilanza,
varie difficolta’, talora di carattere operativo, talaltra di natura
piu’ strettamente concettuale.
In considerazione della cennata circostanza, si e’ convenuto circa
l’utilita’ di fornire ulteriori chiarimenti sull’argomento.
Al riguardo, appare decisamente opportuno, sebbene si tratti di
concetti noti, svolgere qualche breve cenno preliminare in ordine
alle competenze del consegnatario ed alla funzione delle scritture
contabili legate alla gestione dei beni mobili di proprieta’ dello
Stato, allo scopo di meglio cogliere le finalita’ sottese agli
adempimenti richiesti in materia.
Il consegnatario, avvalendosi delle apposite scritture
inventariali, da un lato svolge un compito di vigilanza sui beni
mobili affidatigli, dall’altro deve soddisfare una serie di esigenze
di natura conoscitiva, tra le quali, oltre a quanto previsto
dall’art. 19, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n.
254/2002, particolare importanza assume la rendicontazione della
gestione ai fini della compilazione del Conto generale del patrimonio
dello Stato. Sono, dunque, dette finalita’ che possono fornire un
solido ausilio nell’analisi interpretativa diretta alla ricerca di
possibili soluzioni, qualora dovessero insorgere problematiche
applicative nello svolgimento delle attivita’ correlate alla gestione
dei beni mobili statali. Peraltro, le medesime finalita’ si pongono
alla base dell’impianto del relativo sistema di scritture contabili.
Cio’ ricordato, occorre pure richiamare, quantunque per grandi
linee, la nozione di «universalita’ di mobili» e la sua valenza nel
conte…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 12 dicembre 2006, n.43 – Beni mobili di proprieta’ dello Stato

Chimici.info