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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 30 dicembre 2004, n.42: Rinnovo degli inventari dei beni mobili di proprieta' dello Stato. Istruzioni ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 2002, n. 254, articolo 17. (GU n. 24 del 31-1-2005)

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 30 dicembre 2004, n.42

Rinnovo degli inventari dei beni mobili di proprieta’ dello Stato.
Istruzioni ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
4 settembre 2002, n. 254, articolo 17.

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato generale
Alle amministrazioni centrali dello
Stato – Gabinetto
All’amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato
Al Consiglio di Stato
Alla Corte dei conti
All’Avvocatura generale dello Stato
Agli uffici centrali del bilancio
presso le amministrazioni centrali
dello Stato
All’ufficio centrale di ragioneria
presso l’amministrazione autonoma dei
Monopoli di Stato
Alle ragionerie provinciali dello Stato

Introduzione.

Nel supplemento ordinario n. 209/L alla Gazzetta Ufficiale n. 266
del 13 novembre 2002 – serie generale – e’ stato pubblicato il
regolamento concernente le gestioni dei consegnatari e dei cassieri
delle amministrazioni dello Stato, emanato con il decreto del
Presidente della Repubblica 4 settembre 2002, n. 254 (di seguito
denominato regolamento) ed entrato in vigore il 12 gennaio 2003.
Lo stesso ha abrogato le disposizioni del precedente regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 novembre 1979, n.
718.
Le innovazioni piu’ significative introdotte dalla nuova normativa
riguardano, tra l’altro:
a) l’obbligo di iscrizione nell’inventario dei soli beni mobili
«che non hanno carattere di beni di consumo» ed «aventi un valore
superiore a cinquecento euro, IVA compresa» (art. 17, comma 1).
Tuttavia, al fine di evitare che, per effetto di tale innovazione, in
taluni casi, qual e’ quello delle dotazioni degli arredi d’ufficio,
vi sia una inventariazione parziale, si e’ convenuto che gli stessi
siano trattati alla stregua delle «universalita’ di mobili», secondo
la definizione dell’art. 816 del codice civile. Pertanto, in
attuazione di quanto riportato al paragrafo 4), punto i) della
circolare n. 2 del 16 gennaio 2003, nell’inventariare uno studio, un
salotto, una postazione di lavoro informatica, ecc., si terra’ conto
del complesso degli elementi che li compongono e si attribuira’ un
numero unico d’inventario all’universalita’, attribuendo agli
elementi che la compongono un sottostante numero d’ordine
identificativo. In tale elencazione, inoltre, dovranno essere
indicati i valori dei singoli componenti, al fine di consentire
discarichi parziali in caso di danneggiamento o deterioramento degli
stessi. Si rammenta che i beni non aventi carattere di beni di
consumo e di valore non superiore a cinquecento euro, IVA compresa,
andranno iscritti nel cosiddetto «registro dei beni durevoli di
valore non superiore a cinquecento euro, IVA compresa»;
b) il rinnovo periodico – almeno ogni cinque anni – degli
inventari, previa effettiva ricognizione dei beni, secondo le
istruzioni emanate da questo Ministero (art. 17, comma 5).
Ulteriori novita’ intervenute nell’ambito della gestione dei beni
mobili si riferiscono:
a) all’obbligo di apposizione per ogni bene del codice «SEC ’95»
– in attuazione del decreto interministeriale del 18 aprile 2002,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 24 del 30 gennaio 2003, per il
quale sono state impartite istruzioni con la circolare n. 13 del
12 marzo 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 51 del 29 marzo
2003 – rispondente alle esigenze dell’attuale tipo di rendicontazione
del conto generale del patrimonio basata su una nuova classificazione
dei beni, riportata nell’allegato 1 al citato decreto
interministeriale, raccordata con quella fondata sulla suddivisione
in categorie;
b) all’utilizzo del sistema di gestione e di controllo (GECO), ai
sensi della circolare n. 41 del 15 novembre 2002;
c) all’applicazione, ai fini dell’attribuzione del valore, del
criterio dell’ammortamento, secondo le prescrizioni dell’art. 17,
comma 20, della legge 15 maggio 1997, n. 127 (apparecchiature di
natura informatica acquisite prima dell’anno 2000), e del decreto
ministeriale del 22 aprile 2004, emanato in attuazione dell’art. 10
del decreto legislativo 7 agosto 1997, n. 279, recante «Principi e
regole contabili» del sistema unico di contabilita’ economica
analitica fondata su rilevazioni per centri di costo delle pubbliche
amministrazioni (beni acquisiti a partire dall’anno 2000).
Premesso quanto sopra, al fine di consentire un completo e regolare
svolgimento delle operazioni di rinnovo inventariale, si dispone
l’effettuazione delle medesime con riferimento alla situazione
esistente al 31 dicembre 2005.
Ai sensi dell’art. 2, comma 1, del regolamento le presenti
istruzioni non si applicano:
a) alle amministrazioni dotate di autonomia amministrativa e
contabile;
b) agli organismi delle Forze armate (Esercito, Marina,
Aeronautica, Carabinieri) e delle Forze di polizia (Polizia di Stato,
Corpo forestale dello Stato, Polizia penitenziaria e Guardia di
finanza) nonche’ al Corpo nazionale dei Vigili del fuoco.
Resta inteso che le citate amministrazioni e i suddetti organismi,
quantunque non ricadenti nell’ambito di applicazione del citato
regolamento in considerazione dei loro ordinamenti speciali,
provvederanno ad emanare apposite istruzioni alle dipendenti
strutture per rinnovare ed aggiornare gli inventari dei beni mobili
in uso, alla luce anche delle ulteriori novita’ indicate alle lettere
a), b) e c). Inoltre, ai sensi dell’art. 19, comma 6, del
regolamento, tali soggetti dovranno fornire ai competenti uffici
riscontranti della ragioneria generale dello Stato, attraverso il
prospetto delle variazioni nella consistenza dei beni mobili, gli
elementi necessari alla compilazione del conto generale del
patrimonio dello Stato, comprendente i beni classificati nelle
categorie appresso elencate, anche se diversamente considerati dagli
ordinamenti speciali, muniti del codice «SEC ’95». A tal fine, si
precisa che detta nuova classificazione riguarda i beni presi in
carico a partire dal 1° luglio 2003.
Paragrafo I
Beni da inventariare – classificazione in categorie e raccordo con il
codice «SEC ’95»

Si premette che formano oggetto dell’inventario tutti i beni
mobili, ai sensi dell’art. 20, comma 1, lettera a) del regolamento di
contabilita’ generale dello Stato acquistati o fatti costruire
direttamente con i fondi dello Stato o ricevuti in dono da terzi.
Con riferimento alle disposizioni contenute nell’art. 19, comma 5,
del regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica
n. 254/2002, i beni mobili vanno suddivisi nelle seguenti categorie:
categoria I: beni mobili costituenti la dotazione degli uffici,
beni mobili delle tipografie, laboratori, officine, centri
meccanografici, elettronici con i relativi supporti e pertinenze non
aventi carattere riservato; beni mobili di ufficio costituenti le
dotazioni di ambulatori di qualsiasi tipo;
categoria II: libri e pubblicazioni sia ufficiali (raccolta
annuale delle Gazzette Ufficiali e degli atti normativi della
Repubblica italiana, ecc.) sia non ufficiali costituenti la dotazione
dell’ufficio. Non devono essere inventariati in questa categoria
tutti i libri e le pubblicazioni acquistati per essere distribuiti
agli impiegati quali strumenti di lavoro. Questi beni vanno iscritti
nel «registro dei beni durevoli di valore non superiore a 500 euro,
IVA compresa»;
categoria III: materiale scientifico, di laboratorio, oggetti di
valore (esclusi gli oggetti d’arte, perche’ considerati immobili agli
effetti inventariali), metalli preziosi, strumenti musicali,
attrezzature tecniche e didattiche nonche’ attrezzature sanitarie
diagnostiche e terapeutiche per gli ambulatori medici;
categoria IV: beni assegnati alla conduzione di fondi rustici,
macchine e strumenti agricoli, nonche’ animali adibiti alla coltura
dei fondi e quelli di proprieta’ dello Stato;
categoria V: armamenti, strumenti protettivi ed equipaggiamenti.
Le divise, gli effetti di vestiario e le scarpe devono essere
contabilizzati nella categoria in parola fino a quando non vengono
immessi in uso;
categoria VI: automezzi, velivoli, natanti ed altri beni iscritti
nei pubblici registri;
categoria VII: altri beni non classificabili.
In ordine al piu’ appropriato inserimento di taluni beni in
determinate categorie, anziche’ in altre, le amministrazioni stesse
avranno cura, nei casi in cui dovessero sorgere perplessita’, di
seguire il concetto della «strumentalita» che i beni medesimi
rivestono rispetto all’attivita’ svolta dall’ufficio.
Come gia’ detto, ai sensi dell’art. 17, comma 1, del regolamento,
vanno inclusi nell’inventario i beni «che non hanno carattere di beni
di consumo» ed «aventi un valore superiore a cinquecento euro, IVA
compresa». Il successivo art. 22, comma 3, dispone che ciascuna
amministrazione, d’intesa con l’ufficio riscontrante, disciplina con
apposito provvedimento le modalita’ di gestione e di controllo del
materiale di facile consumo. A tal fine si precisa che, per
l’individuazione, la gestione e il controllo dei beni di facile
consumo, si applicano le istruzioni contenute nell’art. 99 del
decreto ministeriale del 20 giugno 1987 nonche’ quelle contenute nel
punto 5) della circolare del Dipartimento della ragioneria generale
dello Stato – Centro nazionale di contabilita’ pubblica n. 32 del
13 giugno 2003.
E’ appena il caso di precisare che gli impianti fissi ed
inamovibili costituiscono pertinenza degli immobili in cui si trovano
e pertanto non vanno inventariati.
Sara’ cura quindi di ogni consegnatario degli uffici centrali e
periferici conformare le proprie scritture contabili alla
classificazione sopra esposta, predisponendo, se del caso, i
necessari trasferimenti da una categoria all’altra.
Al fine, poi, di rappresentare l’attivo patrimoniale secondo una
logica economica, che si differenzia dalle esigenze
giuridico-amministrative, sulle quali si strutturano le suddette
categorie, occorrera’ considerare le nuove classificazioni «SEC ’95»,
introdotte con il decreto interministeriale del 18 aprile 2002.
Paragrafo II
Ricognizione dei beni mobili ed eventuali sistemazioni contabili

Si fa presente che secondo le disposizioni contenute nell’art. 17,
comma 5, del regolamento, i consegnatari devono provvedere al rinnovo
degli inventari, previa effettiva ricognizione dei beni stessi.
Poiche’ si ravvisa la necessita’ di improntare detta operazione ai
principi della trasparenza, ai fini anche dell’accertamento di
eventuali responsabilita’, si conviene che la stessa venga effettuata
da una commissione costituita da almeno tre persone dell’ufficio da
cui dipende il consegnatario, tra cui il capo dell’ufficio stesso od
un suo delegato ed il consegnatario medesimo; nel caso di ufficio in
cui le funzioni di consegnatario siano esercitate dal titolare dello
stesso, le operazioni anzidette dovranno essere effettuate da
quest’ultimo e da altri due impiegati dell’ufficio.
La suddetta commissione dovra’ essere nominata con provvedimento
formale del capo dell’ufficio da cui dipende il consegnatario.
Le operazioni di cui trattasi dovranno risultare da apposito
processo verbale da redigersi in triplice copia e da sottoscriversi
da parte di tutti gli intervenuti (allegato n. 1).
Il processo verbale dovra’ prevedere l’elencazione dei:
a) beni esistenti in uso, ivi compresi quelli rinvenuti in sede
di ricognizione e non assunti in carico nonche’ gli errori materiali
(eventuali) rispetto alle precedenti scritture, riscontrati in sede
di ricognizione (allegato n. 1/A);
b) beni mancanti (eventuali) (allegato n. 1/B);
c) beni non piu’ utilizzabili o posti fuori uso per cause
tecniche (eventuali) e cioe’ beni da destinare alla vendita o da
cedere gratuitamente alla Croce Rossa, ad organismi di volontariato,
di protezione civile iscritti negli appositi registri operanti in
Italia ed all’estero per scopi umanitari nonche’ alle istituzioni
scolastiche. Qualora tale procedura risultasse infruttuosa e’
consentito l’invio di questi beni alla distruzione nel rispetto delle
disposizioni vigenti in materia ambientale e di smaltimento dei
rifiuti (allegato n. 1/C).
Inoltre lo stesso processo verbale si dovra’ concludere con un
riepilogo che evidenzi il quadro di raccordo tra le operazioni di
rinnovo inventariale e le scritture contabili (allegato n. 1/D).
Si precisa che sulla base di detto verbale sara’ compilato il nuovo
inventario.
Una copia del verbale stesso dovra’ rimanere agli atti dell’ufficio
del consegnatario mentre le altre due copie saranno inviate,
unitamente al nuovo inventario (originale e una copia), ai competenti
uffici riscontranti per gli adempimenti previsti dalla normativa
vigente.
Completate le operazioni di ricognizione materiale dei beni
esistenti, la commissione, sulla base delle scritture contabili
tenute dal consegnatario, avra’ cura di completare il processo
verbale con l’indicazione del valore dei beni inventariati.
Al riguardo potranno verificarsi i seguenti due casi:
1) i beni esistenti rinvenuti con la ricognizione corrispondono
esattamente con quelli risultanti dalle scritture contabili. In tal
caso, dopo aver effettuato le operazioni di aggiornamento dei valori,
di cui si dira’ piu’ avanti, si chiudera’ il verbale;
2) i beni elencati nel verbale di ricognizione (situazione di
fatto) non corrispondono con quelli risultanti dalle scritture
contabili (situazione di diritto).
In quest’ultimo caso si dovra’ procedere alle opportune
sistemazioni contabili tenendo conto che:
a) in caso di beni rinvenuti e non registrati, accertata
l’effettivita’ del titolo, sara’ necessario procedere prontamente
alla loro assunzione in carico tra le sopravvenienze nella categoria
di appartenenza, annotando ogni utile notizia. La presa in carico
sara’ effettuata mediante emissione di buoni di carico. Per quanto
concerne il valore da attribuire ai cennati beni si precisa che, ove
non fosse possibile desumerlo dalla documentazione esistente agli
atti dell’ufficio, lo stesso dovra’ essere determinato dalla
commissione che avra’ effettuato la ricognizione con le modalita’
piu’ avanti illustrate a proposito dell’aggiornamento del valore dei
beni medesimi;
b) in caso di meri errori materiali di scritturazione od errori
dipendenti da non corrette interpretazioni delle disposizioni vigenti
ovvero di errori conseguenti ad iniziative assunte in casi dubbi o
non disciplinati espressamente dalla normativa in vigore, che
potrebbero comportare modifiche quantitative nella reale consistenza
dei beni rispetto alle vecchie scritture, allora dovra’ procedersi
alla loro correzione regolarizzando con le dovute variazioni in
aumento o in diminuzione le diverse situazioni riscontrate;
c) per i beni risultanti mancanti, per i quali esiste regolare
autorizzazione allo scarico e mai scaricati, occorrera’ procedere
alla loro eliminazione dall’inventario emettendo regolare buono di
scarico.
In caso di beni mancanti per i quali non esiste una regolare
autorizzazione al discarico, appurata la natura e il quantitativo dei
beni nonche’ il motivo della deficienza, dovra’ farsene segnalazione
all’amministrazione competente da cui dipende il consegnatario per
l’accertamento delle eventuali responsabilita’ e dei conseguenti
addebiti, nonche’ al competente ufficio riscontrante.
Per i beni mancanti, deteriorati o distrutti, nei casi contemplati
dall’art. 194 del regolamento di contabilita’ generale dello Stato,
il discarico inventariale, sotto il profilo contabile, dovra’
avvenire mediante l’emanazione di un apposito provvedimento da parte
del titolare del centro di responsabilita’, da cui dipende il
consegnatario, o di un suo delegato.
Tale provvedimento deve essere corredato della copia dei documenti
giustificativi dai quali deve evincersi che il danno subito
dall’amministrazione, o la diminuzione del valore delle cose mobili,
non e’ imputabile al consegnatario stesso.
Conseguentemente si provvedera’ all’emissione dei buoni di scarico,
allorquando sara’ ultimato il relativo iter procedurale, allegandovi
copia del predetto decreto che autorizza il discarico, corredato
della copia dei relativi documenti giustificativi.
Non e’ superfluo sottolineare che il decreto di discarico vale a
porre in regola la gestione del consegnatario nei rapporti
amministrativi ma non produce alcun effetto di legale liberazione
rimanendo integro e non pregiudicato il giudizio della Corte dei
conti sulla responsabilita’ del consegnatario stesso, giudizio che
sara’ promosso dall’amministrazione di appartenenza o, in caso di
inerzia, dall’ufficio riscontrante.
Se, durante la ricognizione dei beni mobili, la commissione
riconosce che alcuni beni non risultano piu’ utilizzabili per le
esigenze funzionali dell’amministrazione o posti fuori uso per cause
tecniche, gli stessi dovranno essere individuati e sottoposti al
parere della commissione allo scopo istituita dal titolare del centro
di responsabilita’ o da un suo delegato, ai sensi dell’art. 14, comma
2, del regolamento.
Acquisita la dichiarazione di tale commissione, detti beni
potranno:
essere posti in vendita sul mercato, con le modalita’ stabilite
dal regolamento emanato con decreto del Presidente della Repubblica
13 febbraio 2001, n. 189;
oppure, ai sensi del citato art. 14, comma 2, essere ceduti alla
Croce Rossa Italiana, agli organismi di volontariato di protezione
civile iscritti negli appositi registri operanti in Italia e
all’estero per scopi umanitari nonche’ alle istituzioni scolastiche,
con provvedimento del titolare del centro di responsabilita’ o di un
suo delegato;
oppure, ai sensi dell’art. 14, comma 3, qualora sia stata
esperita infruttuosamente la procedura prevista dal comma 2, essere
inviati alle discariche pubbliche, distrutti ovvero sgomberati nel
modo ritenuto piu’ conveniente dalle amministrazioni, nel rispetto
della vigente normativa in materia di tutela ambientale e di
smaltimento dei rifiuti, con provvedimento del titolare del centro di
responsabilita’ o di un suo delegato.
I timbri, i suggelli, i conii, i punzoni, ecc., che devono essere
consegnati agli archivi di Stato per la loro conservazione, oppure
all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato per la deformazione,
potranno essere discaricati soltanto dopo che questi enti avranno
dichiarato per iscritto di averli ricevuti; detta dichiarazione
costituira’ documento giustificativo da allegare al buono di scarico.
Si raccomanda alle amministrazioni interessate ed agli agenti
responsabili di avviare sollecitamente, subito dopo la fase della
ricognizione, le prescritte procedure per la sistemazione contabile
dei beni in parola per fare in modo che, all’atto dell’impianto del
nuovo inventario che dovra’ tener conto anche della nuova
classificazione «SEC ’95» nei termini di cui sopra – siano state
portate a termine tutte le suddette operazioni.
Per un esempio di rinnovo inventariale di un ipotetico ufficio
statale, si fa rinvio all’appendice della circolare n. 88 del
28 dicembre 1994.
Paragrafo III
Aggiornamento dei valori

Esaurite le operazioni di ricognizione dei beni e delle eventuali
sistemazioni contabili, la commissione dovra’ procedere ad effettuare
le operazioni di aggiornamento dei valori soltanto dei beni
effettivamente esistenti in uso che andranno a formare il nuovo
inventario alla data del 31 dicembre 2005.
Nell’operazione di aggiornamento dei valori, rendendosi necessaria
l’utilizzazione di criteri diversi, sebbene sempre rientranti tra
quelli previsti dal piu’ volte citato decreto interministeriale del
18 aprile 2002, occorrera’, in primo luogo, distinguere i beni con
riferimento all’anno di acquisizione:
A) beni acquisiti anteriormente all’anno 2000;
B) beni acquisiti a partire dall’anno 2000.
A) Per quelli del primo gruppo, la commissione procedera’
all’attribuzione dei nuovi valori sulla base del «criterio dei
coefficienti».
A tal uopo sono state predisposte le tabelle allegate (allegati
numeri 2 e 3), alle quali si dovra’ fare riferimento ed i cui
parametri tengono conto di quanto disposto dal menzionato decreto
interministeriale circa l’attribuzione del valore di mercato.
Ove, pero’, detto criterio non dovesse apparire congruo, la
commissione, sempre per i beni del gruppo A), dovra’ ricorrere al
«criterio della stima prudenziale» tenendo conto dei prezzi di
mercato e dello stato di conservazione dei beni o ad altro criterio
come quello del prezzo di copertina per i libri e le pubblicazioni,
ecc.
In sostanza, per i beni di detto gruppo, la commissione
applichera’, in via principale, il «criterio dei coefficienti» ed in
via sussidiaria, il «criterio della stima prudenziale» o l’altro
criterio come sopra precisato.
Nell’ambito di ciascuna categoria si dovra’ individuare il bene a
cui applicare il criterio dei coefficienti o il criterio della stima
prudenziale.
Limitatamente ai predetti beni, la proprieta’ mobiliare dello
Stato, ai fini di un piu’ organico trattamento per l’aggiornamento
dei valori, potra’ essere ulteriormente raggruppata, in via
esemplificativa, come segue:
1. beni ai quali sara’ applicato il criterio dei coefficienti:
a) mobilio, materiali tecnici ed oggetti d’uso, utensili
(allegato n. 2);
b) autoveicoli, motoveicoli (allegato n. 3);
2. beni ai quali sara’ applicato il criterio della valutazione in
base a stima:
a) arredi, drapperie ed altri beni similari;
b) beni di pregio od aventi caratteristiche artistiche ed
oggetti di valore, costituenti dotazione dell’ufficio. Nei casi di
particolare pregio la commissione dovra’ avvalersi dell’opera di
qualificati funzionari dell’amministrazione per i beni e le attivita’
culturali, tenendo conto delle disposizioni che riguardano cose di
interesse storico ed artistico soggette alla normativa di tutela,
nonche’ considerati «immobili» ai sensi dell’art. 7 del regolamento
di contabilita’ generale dello Stato. Per i predetti beni, ai fini
della loro valutazione, trovano applicazione i criteri riportati
nell’allegato n. 3 del decreto ministeriale del 18 aprile 2002;
3. casi particolari:
a) i libri e le pubblicazioni di carattere non ufficiale
andranno valutati al prezzo di copertina, anche se pervenuti in dono.
Ove necessario si potra’ far stimare l’opera da esperti
dell’amministrazione statale competente. Le pubblicazioni di
carattere ufficiale (Gazzette Ufficiali, raccolte di leggi e decreti)
riceveranno un valore di inventariazione pari al prezzo di copertina,
maggiorato eventualmente delle spese di rilegatura oppure sulla base
di indicazioni che potra’ fornire l’Istituto Poligrafico e Zecca
dello Stato;
b) i metalli preziosi dovranno essere conteggiati sulla base
del valore intrinseco di mercato (peso del metallo moltiplicato per
la quotazione ufficiale);
c) per i velivoli, i natanti in genere, in considerazione della
grande varieta’ dei tipi e delle loro caratteristiche tecniche, i
criteri riguardanti sia la durata media sia le aliquote di
deperimento annuale dovranno, invece, richiedersi all’Agenzia del
territorio;
d) i computers e le altre attrezzature del sistema informatico,
acquisiti prima del 2000, andranno valutati secondo i criteri
stabiliti dall’art. 17, comma 20, della legge 15 maggio 1997, n. 127.
Ove, in seguito all’aggiornamento cosi’ effettuato, il valore risulti
azzerato, il bene passera’ nel registro dei beni durevoli di valore
non superiore ai cinquecento euro, IVA compresa;
4. altri beni, che, comunque, non rientrano nei punti precedenti
andranno valutati, a seconda della loro specie, con gli stessi
criteri dinanzi enunciati.
Ai fini dell’individuazione del valore a cui applicare i vari
coefficienti dovra’ scegliersi quello iscritto nell’ultimo inventario
o nel giornale (Mod. 96 CG).
Per quanto riguarda l’individuazione dell’anno di riferimento
indicato nelle tabelle allegate, dovra’ considerarsi, per i beni
iscritti nell’ultimo inventario, la data di quest’ultimo, mentre per
quelli iscritti successivamente nel mod. 96 C.G. la data del loro
acquisto o di stima; il computo dovra’ essere per anno intero,
considerando tale anche la frazione di anno superiore a sei mesi.
Per i beni, invece, acquisiti anteriormente alla data limite
fissata nelle tabelle, la commissione potra’ rifarsi al valore di
stima tenendo conto dei prezzi di mercato e dello stato di
conservazione dei beni.
Il valore residuale cosi’ calcolato non dovra’ essere comunque
inferiore ad 1/10 del costo storico.
B) Per quel che riguarda i beni acquisiti a partire dall’anno
2000, la commissione dovra’ procedere all’attribuzione dei nuovi
valori basandosi sul criterio dell’ammmortamento, secondo quanto
stabilito nell’ambito dei principi contabili del sistema unico di
contabilita’ economica analitica per centri di costo delle pubbliche
amministrazioni fissati con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze del 22 aprile 2004 (pubblicato nel supplemento
ordinario n. 85 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana –
serie generale – n. 106 del 7 maggio 2004).
A tal fine la commissione utilizzera’ le aliquote annue di
ammortamento indicate nella tabella di cui al punto 4.14 del citato
decreto, qui riprodotta per le voci che interessano:

Mezzi di trasporto stradali leggeri | 20%
Mezzi di trasporto stradali pesanti | 10%
Automezzi ad uso specifico | 10%
Mezzi di trasporto aerei | 5%
Mezzi di trasporto marittimi | 5%
Macchinari per ufficio | 20%
Mobili e arredi per ufficio | 10%
Mobili e arredi per alloggi e pertinenze | 10%
Mobili e arredi per locali ad uso specifico | 10%
Impianti e attrezzature | 5%
Hardware | 25%
Equipaggiamento e vestiario | 20%
Opere artistiche | 2%
Materiale bibliografico | 5%
Strumenti musicali | 20%
Animali | 20%
Opere dell’ingegno (Software) | 20%

Al riguardo, occorrera’ tener presente che nelle suindicate
categorie, peraltro contemplate anche nella classificazione «SEC
’95», confluiscono, rispettivamente, i seguenti tipi di beni:
mezzi di trasporto stradali leggeri: veicoli di piccole
dimensioni che possono essere usati per trasportare persone o cose
sulla superficie terrestre via terra (autovetture, motociclette,
biciclette, motocicli, furgoni, volanti, ecc.);
mezzi di trasporto stradali pesanti: veicoli di grandi dimensioni
che possono essere usati per trasportare persone o cose sulla
superficie terrestre via terra (camion, autobus, autoblindo, ecc.);
automezzi ad uso specifico: mezzi stradali particolarmente
attrezzati da destinare a specifici scopi ed esigenze (ambulanze,
veicoli antincendio) oppure automezzi utilizzati per particolari
attivita’ (ruspe, gru, macchine escavatrici, ecc.);
mezzi di trasporto aerei: veicoli che possono essere usati per
trasportare persone o cose sulla superficie terrestre via aerea
(aerei, elicotteri, ecc.);
mezzi di trasporto marittimi: veicoli che possono essere usati
per trasportare persone o cose sulla superficie terrestre via mare
(navi, motovedette, cisterne, sommergibili, ecc.);
macchinari per ufficio: beni in dotazione agli uffici per lo
svolgimento e l’automazione di compiti specifici;
mobili e arredi per ufficio: oggetti per l’arredamento di uffici,
allo scopo di rendere l’ambiente funzionale rispetto alle sue
finalita’;
mobili e arredi per alloggi e pertinenze: oggetti per
l’arredamento di ambienti destinati ad alloggio, ristorazione e
rappresentanza, mense;
mobili e arredi per locali ad uso specifico: oggetti per
l’arredamento per ambienti destinati allo svolgimento di particolari
attivita’ (comprensivi di quelli per ambienti di pertinenza delle
amministrazioni che aventi corpi civili o militari hanno propri
ordinamenti speciali);
impianti e attrezzature: complesso delle macchine e delle
attrezzature necessarie allo svolgimento di una attivita’
(comprensivi anche di attrezzature e macchinari per altri usi
specifici, cioe’ di beni appartenenti alle amministrazioni che aventi
corpi civili o militari hanno propri ordinamenti speciali);
hardware: macchine connesse al trattamento automatizzato di dati;
equipaggiamento e vestiario: beni che costituiscono
equipaggiamenti per persone e animali, necessari allo svolgimento di
specifiche attivita’ il cui valore presuppone la necessita’ di
ammortizzare il costo (ad es. divise da piloti militari);
opere artistiche non soggette a tutela: insiemi di opere
artistiche formanti una collezione e opere cui si riconosce un valore
estetico e artistico (collezioni di quadri o statue, raccolte
discografiche, quadri, statue, ecc.);
materiale bibliografico: libri, pubblicazioni, materiale
multimediale di valore tale da essere suscettibile di ammortamento;
strumenti musicali: strumenti musicali di proprieta’ dello Stato;
animali: animali utilizzati come ausilio in attivita’ operative
(cani, cavalli, ecc.);
opere dell’ingegno: software.
Per i beni acquisiti a partire dall’anno 2000, ai fini
dell’individuazione del valore a cui applicare le varie aliquote di
ammortamento, dovra’ considerarsi quello iscritto nel giornale (Mod.
96 CG), che corrisponde al prezzo di acquisto.
Non saranno sottoposti all’aggiornamento dei valori i beni
acquisiti nel secondo semestre 2005.
Al termine delle operazioni di aggiornamento dei valori, si dovra’
emettere un buono di carico o di scarico per un valore pari alla
differenza tra il totale dei valori dei beni risultanti dalle vecchie
scritture (vecchio inventario e giornale) e quello degli stessi beni
che saranno iscritti nel nuovo inventario.
Occorre chiarire, infine, che, per quanto riguarda i beni
inventariati fino al 30 giugno 2005, andranno assunti nel nuovo
inventario solo quelli che, rivalutati, abbiano un valore comunque
superiore a cinquecento euro, IVA compresa.
I beni ammortizzabili, il cui costo storico e’ superiore a
cinquecento euro, IVA compresa, invece, andranno mantenuti in
inventario anche qualora abbiano raggiunto un valore pari o inferiore
alla predetta soglia, avendo cura di apporre la seguente annotazione:
«beni in corso di ammortamento».
A tutti i beni che saranno riportati in inventario sara’ apposto il
codice «SEC ’95».
Paragrafo IV
Nuovo inventario

Terminate le operazioni di ricognizione, di sistemazione contabile
e di aggiornamento dei valori dei beni, operazioni che dovranno
risultare tutte dal processo verbale, sara’ compilato il nuovo
inventario – mod. 94 C.G. (allegato n. 4), in originale e due copie,
il quale comprendera’ tutti i beni esistenti in uso alla data del
31 dicembre 2005.
Una copia dovra’ rimanere agli atti dell’ufficio del consegnatario
mentre l’originale e l’altra copia, unitamente alle due copie del
processo verbale, dovranno essere inviati entro il 15 febbraio 2006
(in concomitanza dell’invio del mod. 98 C.G. – prospetto delle
variazioni avvenute nella consistenza dei beni mobili nell’esercizio
2005) al competente ufficio riscontrante che, dopo aver effettuato il
relativo riscontro con le proprie scritture, vi apporra’ il visto di
concordanza o solo il visto nei casi in cui esso non sia in possesso
di precedenti scritture, restituendo l’originale dell’inventario e un
esemplare del processo verbale all’ufficio di appartenenza del
consegnatario.
La copia dell’inventario e l’altro esemplare del processo verbale
rimarranno agli atti dell’ufficio riscontrante.
Si, ha in tal modo, la possibilita’ di stabilire l’effettivo carico
dei beni consegnati all’agente responsabile e di fissare anche un
punto di partenza nelle indagini dirette ad accertare le eventuali
responsabilita’ nei casi di discordanza dei dati nel raffronto delle
vecchie con le nuove scritture.
Paragrafo V
Altre istruzioni particolari

Su tutti i beni mobili inscritti nel nuovo inventario dovra’ essere
apposto, a cura dei consegnatari, possibilmente a mezzo di targhette
metalliche o di altro sistema idoneo (es. lettore ottico, ecc.) il
nuovo numero d’inventario e quello della categoria di appartenenza.
I consegnatari dovranno inoltre aggiornare la scheda gia’ mod. 227
P.G.S. (allegato n. 5) nella quale saranno descritti i beni mobili
contenuti in ciascuna stanza o locale d’ufficio, con l’indicazione
del codice «SEC ’95» nonche’ del numero d’inventario e della
categoria.
La scheda, debitamente firmata dal funzionario di grado piu’
elevato o piu’ anziano e controfirmata dal consegnatario, dovra’
essere esposta nella stanza o locale relativo, agli effetti delle
future ricognizioni; altro esemplare della stessa sara’ conservato
dal consegnatario. Eventuali variazioni nella dislocazione dei beni
per spostamenti o deperimento dovranno risultare da entrambe le
schede.
Le amministrazioni in indirizzo sono pregate di portare a
conoscenza dei propri uffici dipendenti le istruzioni della presente
circolare e di vigilare affinche’ vengano tempestivamente e
scrupolosamente osservate.
Si raccomanda, infine, agli uffici centrali del bilancio ed alle
ragionerie provinciali dello Stato di fornire, in occasione del
rinnovo inventariale di che trattasi, ogni utile forma di consulenza
ai consegnatari, dando loro gli opportuni chiarimenti sugli eventuali
quesiti posti. Cio’, anche allo scopo di evitare che i consegnatari
stessi si rivolgano direttamente a questo Dipartimento creando
problemi organizzativi in considerazione del loro elevato numero.
Ovviamente resta fermo che, ove esistano problemi interpretativi, gli
uffici riscontranti potranno, a loro volta, chiedere tutti i
necessari chiarimenti per il tramite dei rispettivi direttori.

Roma, 30 dicembre 2004

Il ragioniere generale dello Stato: Grilli

Allegato 1
PROCESSO VERBALE *
per il rinnovo dell’inventario
dei beni mobili di proprieta’ dello Stato

Categoria …………

Il giorno ….. del mese ……………… dell’anno ……….
presso l’Ufficio …………………………. si e’ insediata la
commissione composta da:
1. ……………………………………;
2. ……………………………………;
3. ……………………………………;
appositamente costituita con provvedimento &ul;, per effettuare il
rinnovo dell’inventario dei beni mobili di proprieta’ dello Stato, ai
sensi dell’art. 17 del decreto del Presidente della Repubblica
4 settembre 2002, n. 254 e con l’osservanza delle istruzioni
impartite dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della ragioneria generale dello Stato, con circolare n. …… del
……….
Le operazioni di rinnovo hanno avuto inizio il giorno &ul; del
mese ………………. dell’anno ………….. ed hanno dato i
seguenti risultati di cui agli allegati 1/A – 1/B – 1/C e 1/D.
A. Beni esistenti in uso (compresi eventuali beni rinvenuti ed errori
materiali) – n. ………. Euro ……………………
B. Beni mancanti – n. ………. Euro ……………………
C. Beni non piu’ utilizzati (destinati alla vendita e/o alla cessione
gratuita alla Croce Rossa o ad altro ente previsto dall’art. 14,
comma 2, del regolamento – n. ………. Euro
……………………
D. Quadro di raccordo – n. ………. Euro ……………………
Le operazioni si sono concluse il giorno …………… del
mese……….. dell’anno …………….
Il presente processo verbale, firmato dai componenti della
suddetta commissione, e’ stato redatto in triplice esemplare.1
La commissione
………………………..
………………………..

Data ………………….
Visto: il direttore dell’ufficio riscontrante …………….;2

* Trattasi di processo verbale «aperto» che sintetizza le diverse
operazioni effettuate per il rinnovo inventariale, operazioni che
dovranno necessariamente concludersi il 31 dicembre 2005.
1 Una copia del presente verbale dovra’ rimanere agli atti
dell’ufficio del consegnatario, mentre le altre due, unitamente
all’originale ed ad una copia del nuovo inventario, saranno inviate
al competente ufficio riscontrante il quale, dopo aver effettuato i
riscontri di propria competenza, restituira’ l’originale ed un
esemplare del processo verbale all’ufficio di appartenenza del
consegnatario per la conservazione.
2 Ufficio centrale del bilancio o Ragioneria provinciale dello
Stato competenti al riscontro.

—-> Vedere Allegato da pag. 47 a pag. 50 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato 2

Per la determinazione del nuovo valore d’inventario alla data del
31 dicembre 2005, al prezzo di acquisto o all’originario valore di
stima dei beni si applica l’aliquota di deperimento del 10%. Il
computo e’ per anno intero, considerando tale anche la frazione di
anno superiore a sei mesi e con l’avvertenza che quella inferiore
viene trascurata. La stessa aliquota del 10% si applica ai beni gia’
aggiornati nei valori in occasione di precedenti rinnovi
inventariali, tenendo conto che per l’individuazione dell’anno di
riferimento indicato nella tabella dovra’ considerarsi la data
dell’ultimo inventario.
Valore da attribuire ad un bene mobile acquistato o stimato
originariamente per 1.000,00 Euro.

—-> Vedere Tabella a pag. 51 della G.U. in formato zip/pdf

Per calcolare il valore dei beni in base alla suddetta tabella,
si moltiplica il coefficiente di aggiornamento per il valore
originario del bene, secondo la formula seguente: X = Y x Vi dove Y
e’ il coefficiente di aggiornamento, Vi e’ il precedente valore di
inventario, X e’ il valore da attribuire a seguito
dell’aggiornamento.
Esempi:
1) si desidera conoscere il valore aggiornato di un bene
mobile, non dichiarato fuori uso, acquistato nel 1996 ed iscritto in
inventario per 600,00 euro.
Dal 1996 al 2005 = 9 anni
X = 0,387 x 600,00 = euro 232,2
Il bene cosi’ rivalutato, venendo ad assumere un valore inferiore
a 500 euro, non sara’ incluso nel nuovo inventario.
2) Si desidera conoscere il valore aggiornato di un bene
mobile, non dichiarato fuori uso, acquistato nel 1998 ed iscritto in
inventario per 1.200,00 euro.
Dal 1998 al 2005 = 7 anni
X = 0,478 x 1.200,00 = euro 573,6
Il bene cosi’ rivalutato, venendo ad assumere un valore superiore
a 500 euro, sara’ incluso nel nuovo inventario.

Allegato 3

Per la determinazione del nuovo valore d’inventario alla data del
31 dicembre 2005, al prezzo di acquisto o all’originario valore di
stima dei beni si applica l’aliquota di deperimento del 25 %. Il
computo e’ per anno intero, considerando tale anche la frazione di
anno superiore a sei mesi e con l’avvertenza che quella inferiore
viene trascurata. La stessa aliquota del 25 % si applica ai beni gia’
aggiornati nei valori in occasione di precedenti rinnovi
inventariali, tenendo conto che per l’individuazione dell’anno di
riferimento indicato nella tabella dovra’ considerarsi la data
dell’ultimo inventario.
Valore da attribuire ad un bene mobile acquistato o stimato
originariamente per 1.000,00 Euro.

—-> Vedere Tabella a pag. 52 della G.U. in formato zip/pdf

Anche nel caso in esame la formula da applicare e’ la medesima
del mobilio di cui all’allegato n. 2, e cioe’: X = Y x Vi dove Y e’
il coefficiente di aggiornamento, Vi e’ il precedente valore di
inventario, X e’ il valore da attribuire al bene a seguito
dell’aggiornamento.
Esempi:
1) La valutazione di un’autovettura, iscritta in inventario per
4.000,00 euro, dopo 10 anni di uso e’ la seguente:
X = 0,057 x 4000,00 = euro 228,00
Il bene cosi’ rivalutato, venendo ad assumere un valore inferiore
a 500 euro, non sara’ incluso nel nuovo inventario.
2) La valutazione di un’autovettura, iscritta in inventario per
6.000,00 euro, dopo 6 anni di uso e’ la seguente:
X = 0,179 x 6000,00 = euro 1.074,00
Il bene cosi’ rivalutato, venendo ad assumere un valore superiore
a 500 euro, sara’ incluso nel nuovo inventario.

Allegato 4
MOD. 94 C.G.

AMMINISTRAZIONE …………………………….
UFFICIO…………………………………….
IN:………………………………………..

(1)
CODICE UFFICIO CONSEGNATARIO

(2)

INVENTARIO

DEI BENI MOBILI DI PROPRIETA’ DELLO STATO

esistenti al…../…./….. consegnati al signor……..

CATEGORIA…….

(3)

(1) indirizzo, citta’
(2) attribuito dall’Ufficio centrale del bilancio o della Ragioneria
provinciale dello Stato (cod. ragioneria, cod. amministrazione,
progressivo ufficio)
(3) vedi retro

—-> Vedere Tabella a pag. 54 della G.U. in formato zip/pdf

CLASSIFICAZIONE DEI BENI MOBILI IN «CATEGORIE»

I beni mobili affidati in gestione ad agenti responsabili vengono
suddivisi nelle seguenti categorie:
categoria I: beni mobili costituenti la dotazione degli Uffici,
beni mobili delle tipografie, laboratori, officine, centri
meccanografici, elettronici con i relativi supporti e pertinenze non
aventi carattere riservato; beni mobili di ufficio costituenti le
dotazioni di ambulatori di qualsiasi tipo;
categoria II: libri e pubblicazioni sia ufficiali (raccolta
annuale delle Gazzette Ufficiali e degli atti normativi della
Repubblica italiana, ecc.) sia non ufficiali costituenti la dotazione
dell’ufficio. (Non devono essere inventariati in questa categoria
tutti i libri e le pubblicazioni acquistati per essere distribuiti
agli impiegati quali strumenti di lavoro. Questi beni vanno iscritti
nel «registro dei beni durevoli di valore non superiore a 500 euro,
IVA compresa»);
categoria III: materiale scientifico, di laboratorio, oggetti
di valore (esclusi gli oggetti d’arte, perche’ considerati «immobili»
agli effetti inventariali), metalli preziosi, strumenti musicali,
attrezzature tecniche e didattiche nonche’ attrezzature sanitarie
diagnostiche e terapeutiche per gli ambulatori medici;
categoria IV: beni assegnati alla conduzione di fondi rustici,
macchine e strumenti agricoli, nonche’ animali adibiti alla coltura
dei fondi e quelli di proprieta’ dello Stato;
categoria V: armamenti, strumenti protettivi ed
equipaggiamenti. Le divise, gli effetti di vestiario e le scarpe
devono essere contabilizzati nella categoria in parola fino a quando
non vengono immessi in uso divenendo in tal modo beni di facile
consumo;
categoria VI: automezzi, velivoli, natanti ed altri beni
iscritti nei pubblici registri;
categoria VII: altri beni non classificabili.

Allegato 5

—-> Vedere Allegato a pag. 56 della G.U. in formato zip/pdf

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

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