MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - CIRCOLARE 19 Gennaio 2004, n. 1: Regolamento (CEE) n. 1907/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, sulla commercializzazione delle uova e del regolamento (CE) n. 2295/2003 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – CIRCOLARE 19 Gennaio 2004, n. 1: Regolamento (CEE) n. 1907/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, sulla commercializzazione delle uova e del regolamento (CE) n. 2295/2003

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - CIRCOLARE 19 Gennaio 2004, n. 1: Regolamento (CEE) n. 1907/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, sulla commercializzazione delle uova e del regolamento (CE) n. 2295/2003 della Commissione, di applicazione. (GU n. 41 del 19-2-2004 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

CIRCOLARE 19 Gennaio 2004 , n. 1

Regolamento (CEE) n. 1907/90 del Consiglio, del 26 giugno 1990, sulla
commercializzazione delle uova e del regolamento (CE) n. 2295/2003
della Commissione, di applicazione.

Al Ministero della salute – D.G.
della sanita’ pubblica veterinaria,
degli alimenti e della nutrizione
All’Ispettorato centrale
repressione frodi
Alle associazioni di settore
interessate

Si informano le amministrazioni e le organizzazioni in indirizzo
che, nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee, serie L n. 305
del 22 novembre 2003, e’ stato pubblicato il regolamento (CE) n.
2052/2003 che modifica il regolamento (CEE) n. 1907/90 del Consiglio,
relativo a talune norme di commercializzazione applicabili alle uova,
mentre il regolamento di applicazione della Commissione n. 2295/2003,
del 23 dicembre 2003, e’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunita’ europee n. L 340 del 24 dicembre 2003.
Analogamente nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
219 del 20 settembre 2003 e’ stato pubblicato il decreto legislativo
29 luglio 2003, n. 267, che reca le norme di attuazione delle
direttive 1999/74 CE e 2002/2002/04 CE per la protezione delle
galline ovaiole e la registrazione dei relativi stabilimenti di
allevamento.
Tali provvedimenti introducono alcune importanti novita’, di
seguito evidenziate, che comporteranno, nel prossimo futuro, anche
l’adattamento della normativa nazionale che nella fattispecie e’
rappresentata dal decreto del Ministero delle politiche agricole e
forestali 19 giugno 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana n. 166 del 17 luglio 2002.
Tuttavia, nelle more dell’emanazione dell’adeguamento della
normativa nazionale, che ai sensi dell’art. 29, par. 2 del
regolamento 2295/2003 deve essere inoltrata all’Esecutivo comunitario
anteriormente al 1° luglio 2004, si ritiene utile fornire a tutti i
soggetti interessati, delle linee guida cui attenersi nello
svolgimento della propria attivita’.
Nello specifico, si porta l’attenzione sul fatto che a partire dal
1° gennaio 2004, le uova dovranno essere classificate dai centri
d’imballaggio solamente in due categorie di qualita’:
uova «A» (o «uova fresche»), destinate al consumo umano;
uova «B», destinate alle industrie alimentari e non alimentari.
Scompare quindi la categoria «C» che e’ ora ricompresa nella
categoria «B».
I dispositivi di etichettatura delle uova «B» destinate
all’industria alimentare e non alimentare rimangono, tuttavia,
invariati.
Quando le uova di categoria «A» sono consegnate all’industria con
l’indicazione «uova di calibro differente», la classificazione per
categorie di peso non e’ obbligatoria. In tal caso, prima di lasciare
il centro d’imballaggio, ogni contenitore e’ contrassegnato con:
la categoria di qualita’;
il nome, l’indirizzo e il numero distintivo del centro
d’imballaggio;
il nome, l’indirizzo e il numero distintivo del produttore;
il numero di uova o il relativo peso;
il giorno o periodo di deposizione;
la data di spedizione.
A questa regola generale si affiancano due possibilita’ di deroga
che non riguardano pero’ l’Italia:
1) gli Stati membri che tradizionalmente attuano il lavaggio
delle uova – Svezia e Olanda, potranno continuare a commercializzare
sul loro territorio tali uova per la vendita diretta al consumatore
per un periodo transitorio (fino al 31 dicembre 2006);
2) le uova destinate alla vendita al minuto nei Dipartimenti
francesi d’oltremare, possono essere spedite verso quei territori in
forma refrigerata.
Sempre a far tempo dal 1° gennaio 2004, sugli imballaggi delle uova
di categoria «A» dovra’ essere riportata la dicitura relativa ad uno
dei tre sistemi di allevamento previsti dalla norma: «Uova da
allevamento all’aperto», «Uova da allevamento a terra» e «Uova da
allevamento in gabbie», mentre le uova in essi contenute dovranno
recare stampigliato sul guscio un codice che identifica il produttore
e il sistema di allevamento delle ovaiole (esempio: 3IT001TO036, dove
il numero 3 identifica il sistema di allevamento in gabbia, IT
identifica lo stato italiano, 001 e’ il codice Istat del comune di
Torino, TO e’ la sigla della provincia e 036 e’ un numero progressivo
che identifica l’allevamento). A tal fine si precisa che il numero 1
identifica l’allevamento «All’aperto», il numero 2 l’allevamento «A
terra», il numero 3 l’allevamento «In gabbie» e il numero 0 la
«Produzione biologica».
La timbratura delle uova con il codice del produttore puo’ essere
effettuata sia presso l’azienda di produzione sia presso il centro
d’imballaggio che effettua la classificazione.
Per l’attribuzione del codice identificativo, in particolare per
quanto riguarda il sistema di allevamento, le ASL si attengono alle
disposizioni contenute negli allegati del decreto legislativo
29 luglio 2003, n. 267, che riprendono anche quanto previsto
dall’allegato III del regolamento (CE) 2295/2003.
La stampigliatura del guscio con il codice in parola si
applichera’, a partire dal 1° luglio 2005, anche alle uova non
classificate vendute direttamente dal produttore su un mercato
pubblico locale.
Nel caso di vendita di uova sciolte non classificate o di uova
sfuse originariamente contenute in un grande imballaggio, dovra’
essere spiegato su di un cartello separato o sul contenitore delle
uova il significato del codice distintivo del produttore o il sistema
di allevamento delle ovaiole.
In virtu’ di tale disposto, gli articoli 1, 2, 3, 4 e 5 della
vigente normativa nazionale – decreto ministeriale 19 giugno 2002,
che prevedono la facoltativita’ delle diciture sul sistema di
allevamento delle ovaiole, sono da considerarsi non piu’ validi e
pertanto gli interessati si atterranno alle seguenti disposizioni che
derivano dalle recenti innovazioni della succitata normativa
comunitaria: tutti i produttori di uova (allevatori) devono, entro il
4 gennaio 2004, presentare domanda per il rilascio del codice
distintivo alla ASL di competenza, secondo quanto previsto dal
decreto legislativo 29 luglio 2003, n. 267. Per consentire
all’amministrazione di adempiere agli obblighi che derivano dalla
specifica normativa comunitaria, i produttori sono iscritti in un
elenco nazionale tenuto dal Ministero delle politiche agricole e
forestali (MiPAF) a seguito di comunicazione per via telematica, da
parte del Ministero della salute o, in casi particolari, dalle ASL,
del codice attribuito. Il Ministero della salute comunichera’
tempestivamente al MiPAF ogni variazione, aggiunta o cancellazione
dei codici suddetti.
Resta inteso che anche i produttori gia’ in possesso del codice
identificativo del sistema di allevamento rilasciato dal MiPAF, ai
sensi dell’art. 4 del decreto ministeriale 19 giugno 2002, devono
provvedere a richiedere il nuovo codice sulla base delle disposizioni
del decreto legislativo precitato.
Le uova provenienti dai produttori che hanno ottemperato
all’obbligo della presentazione della domanda entro i termini
prescritti, 4 gennaio 2003, ma che non abbiano ricevuto dalla ASL il
codice identificativo in tempo utile, possono continuare ad essere
commercializzate fino al 4 aprile 2004 senza il codice, tenuto conto
delle disposizioni dell’art. 3 del decreto legislativo 29 luglio
2003, n, 267.
I centri d’imballaggio debbono riportare sugli imballaggi delle
uova l’indicazione del sistema di allevamento delle ovaiole mentre
sulle uova e’ obbligatoria solamente la stampigliatura del numero
distintivo del produttore, tuttavia, resta facoltativa la marchiatura
delle uova con la dicitura relativa al sistema di allevamento. I
marchi sulle uova riguardanti il numero distintivo del produttore, la
data di deposizione, l’alimentazione delle galline ovaiole e
l’origine regionale delle uova possono essere apposti dal produttore.
In virtu’ dell’art. 4 del regolamento (CE) n. 2295/2003, tutti i
numeri distintivi attribuiti dalla scrivente ai centri d’imballaggio
di uova ricadenti nel territorio nazionale sono automaticamente
variati sostituendo l’iniziale numero 4 con il codice IT (es. 44539
diventa IT4539). Tuttavia, per consentire lo smaltimento dei vecchi
imballaggi, i numeri distintivi autorizzati anteriormente al
31 dicembre 2003 possono essere ancora utilizzati fino al 31 dicembre
2004.
Qualora le uova siano consegnate da un produttore ad un centro
d’imballaggio situato in un altro Stato membro, sono contrassegnate
col numero distintivo del produttore prima di lasciare il luogo di
produzione. Alla predetta regola generale puo’ essere concessa una
deroga da parte dello Stato membro dove si situa la produzione se il
produttore e il centro d’imballaggio (sito nell’altro Stato membro)
hanno siglato un contratto che preveda che le uova da timbrare con il
numero distintivo del produttore siano lavorate esclusivamente da
quel centro d’imballaggio e purche’ nel contratto stesso emerga
l’obbligo di rispettare i termini e le norme di marchiatura. Per
poter usufruire della deroga, gli operatori interessati debbono
ottenere il preventivo benestare del proprio Stato membro e di quello
in cui si situa il centro d’imballaggio. In tal caso il trasporto e’
accompagnato da una copia di …

[Continua nel file zip allegato]

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