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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 30 giugno 2004: Misure fitosanitarie d'emergenza intese a prevenire la propagazione nella Comunita' della Diabrotica virgifera virgifera Le Conte: recepimento della decisione della Commissione n. 2003/766/CE del 24 ottobre 2003. (GU n. 297 del 20-12-2004)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 30 giugno 2004

Misure fitosanitarie d’emergenza intese a prevenire la propagazione
nella Comunita’ della Diabrotica virgifera virgifera Le Conte:
recepimento della decisione della Commissione n. 2003/766/CE del 24
ottobre 2003.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

Vista la legge 18 giugno 1931, n. 987, recante disposizioni per la
difesa delle piante coltivate e dei prodotti agrari dalle cause
nemiche e sui relativi servizi e successive modificazioni;
Visto il regolamento per l’applicazione della predetta legge,
approvato con regio decreto 12 ottobre 1933, n. 1700, modificato con
regio decreto 2 dicembre 1937, n. 2504;
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 536, relativo
all’attuazione della direttiva del Consiglio n. 91/683/CEE del
19 dicembre 1991 concernente le misure di protezione contro
l’introduzione negli Stati membri di organismi nocivi ai vegetali ed
ai prodotti vegetali;
Visto il decreto ministeriale 31 gennaio 1996 concernente le misure
di protezione l’introduzione e la diffusione nel territorio della
Repubblica italiana degli organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti
vegetali e successive modifiche;
Vista la direttiva del Consiglio n. 2000/29/CE, dell’8 maggio 2000,
concernente le misure di protezione contro l’introduzione negli Stati
membri di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e
contro la loro diffusione nella comunita’;
Visto il decreto ministeriale 21 agosto 2001 concernente la lotta
obbligatoria contro la diabrotica del mais (Diabrotica virgifera
virgifera Le Conte);
Vista la decisione della commissione n. 2003/766/CE del 24 ottobre
2003 relativi a misure d’emergenza intese a prevenire la propagazione
nella comunita’ di Diabrotica virgifera virgifera Le Conte;
Considerato che nel 2002 la Francia e l’Austria hanno informato gli
altri Stati membri e la commissione di aver constatato, per la prima
volta, la presenza nei rispettivi territori di focolai di Diabrotica
virgifera virgifera Le Conte e delle misure adottate per
controllarli;
Considerato che le regioni Lombardia, Piemonte, Veneto,
Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna e la provincia autonoma di
Trento risultano interessate dalla presenza dell’insetto;
Considerato che da una recente ricerca condotta dalla comunita’,
relativa alle possibilita’ di insediamento dell’organismo sul
territorio comunitario, risulta che i principali fattori occorrenti
per tale insediamento, come le condizioni trofiche e climatiche, sono
presenti nella comunita’;
Considerato che la direttiva n. 2000/29/CE vieta soltanto
l’introduzione e la diffusione dell’organismo nella comunita’.
Tuttavia non esistono misure da applicare quando gli Stati membri
rilevano nuovi focolai in zone fino ad allora esenti o quando la
presenza dell’organismo e’ accertata in una fase iniziale di sviluppo
della popolazione. Occorre pertanto definire tali misure, allo scopo
di eradicare l’organismo entro un ragionevole lasso di tempo;
Considerato che le misure vanno applicate al fine di controllare la
diffusione dell’organismo nella comunita’, la delimitazione delle
zone, i movimenti delle piante ospiti, della terra e dei macchinari,
nonche’ la rotazione delle colture nelle zone delimitate;
Considerata la necessita’ di recepire la decisione della
commissione n. 2003/766/CE del 24 ottobre 2003 relativa a misure
d’emergenza intese a prevenire la propagazione nella comunita’ di
Diabrotica virgifera virgifera Le Conte;
Acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
ai sensi dell’art. 2, comma 4, del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, reso nella seduta del 29 aprile 2004;
A norma dell’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428;

Decreta:

Art. 1.
I. I servizi fitosanitari regionali verificano, nel territorio di
propria competenza, la presenza, presunta o confermata, di Diabrotica
virgifera virgifera Le Conte (in appresso «l’organismo») e ne danno
comunicazione al servizio fitosanitario centrale.
2. I servizi fitosanitari regionali effettuano ogni anno controlli
ufficiali per individuare la presenza dell’organismo nelle zone del
rispettivo territorio in cui viene coltivato il granturco.

Art. 2.
1. Quando i risultati del controllo di cui all’art. 1 confermano la
presenza dell’organismo in una regione precedentemente considerata
esente, i servizi fitosanitari regionali delimitano alcune zone che
comprendono le seguenti parti:
a) una zona del focolaio che circonda il punto in cui e’ stato
catturato l’organismo ed ha un raggio di almeno 1 km; e
b) una zona di sicurezza che circonda la zona del focolaio ed ha
un raggio di almeno 5 km. Inoltre gli Stati membri possono definire
una zona tampone che circonda le zone del focolaio e di sicurezza.
2. L’esatta delimitazione delle zone di cui al paragrafo 1 deve
essere decisa sulla base di solidi principi scientifici, della
biologia dell’organismo, del livello di infestazione nonche’ del
particolare sistema produttivo esistente nella regione di cui
trattasi per le piante ospiti dell’organismo.
3. Se la presenza dell’organismo viene confermata in un punto
diverso da quello in cui detto organismo e’ stato inizialmente
catturato nella zona del focolaio, occorre modificare di conseguenza
le zone delimitate.
4. Se non sono piu’ effettuate catture dell’organismo nei due anni
successivi all’ultimo anno in cui si’ e’ verificata una cattura, la
zona delimitata e’ abolita e non sono necessarie le ulteriori misure
di eradicazione previste all’art. 4.
5. I servizi fitosanitari regionali informano il servizio
fitosanitario centrale sulle aree in cui si trovano le zone di cui al
paragrafo 1, trasmettendo le corrispondenti mappe in scala.

Art. 3.
1. Tramite adeguate trappole a feromoni, da disporre a reticolato e
da controllare regolarmente, i servizi fitosanitari regionali
controllano la presenza dell’organismo in ogni parte delle zone
delimitate. Il tipo ed il numero di trappole nonche’ la metodologia
da utilizzare sono decisi in base alle circostanze locali ed alle
caratteristiche delle zone delimitate.
2. Oltre a quanto previsto al paragrafo 1, i servizi fitosanitari
regionali verificano che nella zona del focolaio:
a) non vengono trasportate al di fuori della zona in questione
piante allo stato fresco di Zea mais L. o loro parti allo stato
fresco nel periodo dell’anno in cui si rileva la presenza
dell’organismo nocivo, stabilito in base alla biologia dell’organismo
in questione, al livello di catture dello stesso e alle condizioni
climatiche dominanti nella regione di cui trattasi, per impedire la
diffusione dell’organismo in esame;
b) la terra dei campi di granturco che si trovano nella zona del
focolaio non puo’ essere trasportata al di fuori della zona in
questione;
c) il granturco non e’ raccolto nel periodo dell’anno in cui si
rileva la presenza dell’organismo, stabilito in base alla biologia
dell’organismo in questione, al livello di catture dello stesso e
alle condizioni climatiche dominanti nella regione di cui trattasi,
per impedire la diffusione dell’organismo in esame;
d) nei campi di granturco e’ attuata una rotazione delle colture
in cui per ogni periodo di tre anni consecutivi il granturco e’
coltivato una sola volta, oppure nell’intera zona del focolaio non e’
coltivato per i due anni successivi all’ultimo anno in cui si e’
verificata una cattura;
e) contro l’organismo, fino alla fine del periodo di deposizione
delle uova, viene effettuato un adeguato trattamento dei campi di
granturco nell’anno in cui l’organismo e’ stato rilevato ed in quello
successivo;
f) le macchine agricole utilizzate nei campi di granturco vengono
ripulite da terra e resti di altro materiale prima di essere portate
fuori dalla zona in questione;
g) le piante spontanee di granturco sono rimosse dai campi non
coltivati a granturco.
3. Oltre a quanto previsto al paragrafo 1, i servizi fitosanitari
regionali verificano che nella zona di sicurezza sia almeno:
a) attuata una rotazione delle colture in cui per ogni periodo di
due anni consecutivi il granturco e’ coltivato una sola volta; oppure
b) effettuato un adeguato trattamento dei campi di granturco
contro l’organismo, nell’anno in cui questo e’ stato rilevato ed in
quello successivo.
4. Oltre a quanto previsto al paragrafo 1, i servizi fitosanitari
regionali possono decidere l’attuazione nella zona tampone di una
rotazione delle colture in cui per ogni periodo di due anni
consecutivi il granturco e’ coltivato una sola volta.

Art. 4.
1. Entro il 30 novembre di ciascun anno, i servizi fitosanitari
regionali trasmettono al servizio fitosanitario centrale informazioni
relative:
alle aree delle zone di cui all’art. 3, paragrafo 5;
ai periodi stabiliti e le relative giustificazioni di cui
all’art. 4, paragrafo 2, lettere a) e c);
al trattamento attuato, di cui all’art. 4, paragrafo 2, lettera
e) e all’art. 4, paragrafo 3, lettera b).
Il presente decreto sara’ inviato all’organo di controllo.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 30 giugno 2004
Il Ministro: Alemanno

Registrato alla Corte dei conti il 26 novembre 2004
Ufficio di controllo Atti Ministeri delle a…

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