MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 7 luglio 2006 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 7 luglio 2006

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 7 luglio 2006 - Recepimento della direttiva n. 2005/43/CE della Commissione del 23 giugno 2005, che modifica gli allegati della direttiva n. 68/193/CEE del Consiglio, relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della vite. (GU n. 211 del 11-9-2006)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 7 luglio 2006
Recepimento della direttiva n. 2005/43/CE della Commissione del 23
giugno 2005, che modifica gli allegati della direttiva n. 68/193/CEE
del Consiglio, relativa alla commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione vegetativa della vite.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la direttiva n. 68/193/CEE del Consiglio relativa alla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite e successive modifiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 dicembre 1969,
n. 1164 recante norme sulla produzione e sul commercio dei materiali
di moltiplicazione vegetativa della vite;
Visto il decreto ministeriale 4 luglio 1970, recante norme per
l’applicazione del decreto del Presidente della Repubblica
24 dicembre 1969, n. 1164, relativo alla disciplina della produzione
e del commercio dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1974, n.
543, recante norme regolamentari per l’applicazione del decreto del
Presidente della Repubblica 24 dicembre 1969, n. 1164, recante norme
sulla produzione e sul commercio dei materiali di moltiplicazione
vegetativa della vite;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 maggio 1982, n.
518, relativo all’attuazione delle direttive numeri 71/140/CEE,
74/648/CEE, 74/649/CEE, 77/629/CEE, 78/55/CEE e 78/692/CEE relative
alla produzione ed al commercio dei materiali di moltiplicazione
vegetativa della vite;
Vista la legge 19 dicembre 1984, n. 865, relativa all’attuazione
della direttiva n. 82/331/CEE della Commissione del 6 maggio 1982 che
modifica la direttiva n. 68/193/CEE del Consiglio del 9 aprile 1968,
relativa alla produzione ed al commercio dei materiali di
moltiplicazione vegetativa della vite;
Visto il decreto ministeriale 2 luglio 1991, n. 290 istitutivo del
regolamento recante l’indicazione supplementare in etichetta per i
materiali di moltiplicazione della vite;
Visto il decreto ministeriale 24 giugno 1997, recante norme di
produzione e commercializzazione di materiali di moltiplicazione di
categoria standard di varieta’ di viti portinnesto;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 ottobre 1997,
n. 432 che emana il regolamento recante modificazioni al decreto del
Presidente della Repubblica 24 dicembre 1969, n. 1164, in materia di
produzione e di commercio dei materiali di moltiplicazione vegetativa
della vite;
Visto il decreto ministeriale 22 dicembre 1997 che stabilisce il
protocollo tecnico per la micropropagazione dei materiali di
moltiplicazione di varieta’ di portinnesto della vite;
Visto il decreto ministeriale 30 maggio 2001 che modifica il
decreto ministeriale 24 giugno 1997, relativo alle norme di
produzione e commercializzazione di materiali di moltiplicazione di
categoria standard di varieta’ di viti portinnesto;
Vista la direttiva n. 2002/11/CE del Consiglio del 14 febbraio 2002
che modifica la direttiva n. 68/193/CEE relativa alla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite e che abroga la direttiva n. 74/649/CEE;
Visto il decreto ministeriale 8 febbraio 2005 «Norme di
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite» ed in particolare l’art. 5;
Vista la direttiva n. 2005/43/CE della Commissione del 23 giugno
2005 che modifica gli allegati della direttiva n. 68/193/CEE del
Consiglio;
Acquisito il parere favorevole dell’Unita’ di coordinamento di cui
agli articoli 3 e 4 del predetto decreto ministeriale 8 febbraio
2005, nella seduta del 24 maggio 2006;
Ritenuto di dover adeguare la normativa nazionale in materia di
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite alle norme comunitarie, cosi’ come modificate dalla direttiva n.
2005/43/CE;
Decreta:

Art. 1.
Gli allegati I, II, III e IV del decreto ministeriale 8 febbraio
2005 sono sostituiti dagli allegati al presente decreto.

Art. 2.
Ulteriori disposizioni applicative degli allegati di cui all’art. 1
sono emanate con decreto dirigenziale del Ministero delle politiche
agricole, alimentari e forestali, sentita l’Unita’ di coordinamento
di cui all’art. 4 del decreto ministeriale 8 febbraio 2005.
Il presente decreto e’ inviato alla Corte dei conti per la
registrazione ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 7 luglio 2006
Il Ministro: De Castro

Registrato alla Corte dei conti il 31 luglio 2006

Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 4, foglio n. 33

Allegato I

CONDIZIONI RELATIVE ALLA COLTURA

1. La coltura deve presentare identita’ e purezza della varieta’
e se del caso, del clone.
2. Lo stato colturale e lo stato di sviluppo della coltura devono
consentire controlli sufficienti dell’identita’ e della purezza della
varieta’ e, se del caso, del clone.
3. Devono esistere garanzie sufficienti che il suolo o, se del
caso, il substrato di coltura non sono contaminati da organismi
nocivi o loro vettori, in particolare nematodi, che trasmettono
alcuni agenti di malattie virali. Le viti-madri ed i vivai sono
piantati in condizioni atte ad evitare ogni rischio di contaminazione
da organismi nocivi.
4. La presenza di organismi nocivi che riducono il valore di
utilizzazione dei materiali di moltiplicazione deve mantenersi nel
limite piu’ ridotto possibile.
5. In particolare, per quanto riguarda gli organismi nocivi di
cui alle lettere a), b) e c), si applicano le condizioni di cui ai
punti da 5.1 a 5.5, fatto salvo il punto 5.6:
a) agenti del complesso della degenerazione infettiva della
vite: virus dell’arricciamento della vite (GFLV) e virus del mosaico
dell’Arabis (ArMV);
b) agenti del complesso dell’accartocciamento fogliare della
vite: virus 1 associato all’accartocciamento fogliare della vite
(GLRaV-1) e virus 3 associato all’accartocciamento fogliare della
vite (GLRaV-3);
c) agente del complesso del legno riccio: virus A della vite
(GVA);
d) agente della maculatura infettiva della vite: virus della
maculatura infettiva della vite (GFkV) (soltanto per i portinnesti);
5.1. Le viti-madri destinate alla produzione dei materiali di
moltiplicazione iniziali devono risultare esenti dagli organismi
nocivi di cui al punto 5, lettere a), b), c) e d) in seguito a
un’ispezione ufficiale. Quest’ultima si basa sui risultati delle
analisi diagnostiche condotte utilizzando l’indexaggio o un altro
metodo equivalente accettato a livello internazionale e relativo a
tutte le piante. Tali risultati devono essere confermati dai test
condotti su tutte le piante ogni 5 anni per ricercare gli organismi
di cui al punto 5, lettere a), b), e c).
Le piante infette devono essere eliminate. I motivi della
mancanza di ceppi dovuti ai summenzionati organismi nocivi o ad altri
fattori devono figurare nel fascicolo di certificazione in cui sono
registrati i dati relativi alle viti-madri.
5.2. Le viti-madri destinate alla produzione dei materiali di
base devono essere risultate esenti dagli organismi nocivi di cui al
punto 5, lettere a), b) e c) in seguito a un’ispezione ufficiale.
Quest’ultima si basa sui risultati di analisi fitosanitarie relative
a tutte le piante. Le analisi si effettuano almeno ogni 6 anni,
iniziando dalle viti-madri di 3 anni di eta’.
Nei casi in cui le ispezioni annuali ufficiali in campo sono
effettuate su tutte le piante, le analisi fitosanitarie devono
svolgersi almeno ogni 6 anni a partire dalle viti-madri di 6 anni di
eta’.
Le piante infette devono essere eliminate. I motivi della
mancanza di ceppi dovuti ai summenzionati organismi nocivi o ad altri
fattori devono figurare nel fascicolo di certificazione in cui sono
registrati i dati relativi alle viti-madri.
5.3. Le viti-madri destinate alla produzione di materiali
certificati devono risultare esenti da tutti gli organismi nocivi di
cui al punto 5. lettere a), b) e c), in seguito a un’ispezione
ufficiale. Quest’ultima si basa sui risultati delle analisi
fitosanitarie condotte per campionamento secondo metodi di
analisi/controllo conformi a norme generalmente accettate. Le analisi
si effettuano almeno ogni 10 anni, iniziando dalle viti-madri di 5
anni di eta’.
Nei casi in cui le ispezioni annuali ufficiali in campo sono
effettuate su tutte le piante, le analisi fitosanitarie devono
svolgersi almeno ogni 10 anni a partire dalle viti-madri di 10 anni
di eta’.
La proporzione delle viti-madri mancanti dovuta agli organismi
nocivi di cui al punto 5, lettere a), b)e c), non deve superare il
5%. Le piante infette devono essere eliminate. I motivi della
mancanza di ceppi dovuti ai summenzionati organismi nocivi o ad altri
fattori devono figurare nel fascicolo di certificazione in cui sono
registrati i dati relativi alle viti-madri.
5.4 Nei vigneti di viti-madri destinate alla produzione di
materiali di moltiplicazione standard, la proporzione dei ceppi
mancanti dovuta alle malattie virali causate dagli organismi nocivi
di cui al punto 5, lettere a), b) e c), non deve superare il 1…

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