MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 25 Luglio 2007 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 25 Luglio 2007

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 25 Luglio 2007 - Interventi di protezione delle risorse acquatiche riferite all'anno 2007. (GU n. 234 del 8-10-2007 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 25 Luglio 2007

Interventi di protezione delle risorse acquatiche riferite all’anno
2007.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
concernente la disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, recante
“Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura, a norma
dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38”;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153, recante “Norme
di attuazione della legge 7 marzo 2003, n. 38, in materia di pesca
marittima”;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante “Regolamento di esecuzione alla legge n. 963/1965”;
Visto il regolamento CE n. 1860/04 della Commissione europea,
relativo all’applicazione degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli
aiuti de minimis nei settori dell’agricoltura e della pesca, che
prevede la possibilita’ di concedere aiuti, non corrispondenti ai
criteri dell’art. 87, paragrafo 1, del Trattato CE, e quindi non
soggetti all’obbligo di notifica di cui all’art. 88, del Trattato
stesso;
Considerato che e’ in corso di pubblicazione il nuovo regolamento
relativo all’applicazione degli aiuti per il settore della pesca che
aumenta il limite massimo di aiuti erogabili agli imprenditori
ittici;
Visto il regolamento (CE) n. 1198/06 del 27 luglio 2006 relativo al
Fondo europeo per la pesca e il regolamento n. 498/07, che
definiscono modalita’ e condizioni delle azioni strutturali
comunitarie nel settore della pesca;
Visto il regolamento (CE) n. 1967/06 del 21 dicembre 2006 relativo
alle misure di gestione per lo sfruttamento sostenibile delle risorse
della pesca nel Mar Mediterraneo e recante modifica del regolamento
n. 2847/93;
Vista legge 23 dicembre 2005, n 266, recante “Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2006)” che all’art. 1, comma 15, istituisce un fondo da
ripartire delle dotazioni di bilancio relative ai trasferimenti
correnti alle imprese;
Visto l’art 15 del decreto-legge del 2 luglio 2007, n. 81, recante
“Disposizioni urgenti in materia finanziaria”, che individua le
ulteriori risorse per consentire l’attuazione del fermo biologico;
Ravvisata l’opportunita’ di garantire un migliore equilibrio fra le
risorse biologiche e l’attivita’ di pesca attraverso un piano di
protezione delle risorse acquatiche per l’anno 2007;
Considerato necessario garantire un migliore equilibrio fra le
risorse biologiche e l’attivita’ di pesca attraverso uno strumento
che conservi le misure del piano di protezione delle risorse
acquatiche per l’anno 2006 in attesa dei futuri piani di gestione;
Considerato che gli interventi proposti si inseriscono nell’ambito
di politiche a sostegno della pesca responsabile attraverso misure
miranti a migliorare la sostenibilita’ dell’attivita’ di pesca
marittima, predisposte, inoltre, di concerto con la ricerca
scientifica e che prevedono la valutazione delle misure in questione
al fine di verificarne l’efficacia;
Sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca e
l’acquacoltura nella seduta del 19 luglio 2007;

Decreta:

Art. 1.

Interruzione temporanea della pesca per l’anno 2007

1. Le interruzioni temporanee della pesca di cui al presente
decreto riguardano le unita’ autorizzate ai sistemi di pesca a
strascico e/o volante, ad esclusione delle unita’ abilitate alla
pesca oceanica che operano oltre gli stretti.
2. Le regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna disciplinano,
con le eventuali misure sociali di accompagnamento a carico dei
rispettivi bilanci, per le navi iscritte nei relativi compartimenti
marittimi, ad esclusione delle unita’ abilitate alla pesca oceanica
che operano oltre gli stretti, le interruzioni temporanee della pesca
in conformita’ al presente decreto, attraverso lo strumento degli
aiuti de minimis, ovvero in base alle rispettive legislazioni
regionali.

Art. 2.

Modalita’ dell’esecuzione dell’interruzione temporanea obbligatoria
delle navi abilitate alla pesca a strascico e volante

1. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Trieste a Ortona, e’ disposta l’interruzione temporanea
obbligatoria della pesca per ventisei giorni consecutivi dal
30 luglio al 24 agosto.
2. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Termoli a Bari, e’ disposta l’interruzione temporanea
obbligatoria della pesca per ventisei giorni consecutivi dal 6 agosto
al 31 agosto. Qualora gli armatori che rappresentino almeno il 60%
delle imbarcazioni iscritte nel medesimo compartimento, abilitate ai
predetti sistemi, producano entro il 30 luglio dichiarazione
irrevocabile nella quale attestino la volonta’ di effettuare il fermo
in due periodi di tredici giorni consecutivi, rispettivamente dal
5 agosto al 17 agosto e dal 16 settembre al 28 settembre, la
sospensione e’ disposta entro il 3 agosto con ordinanza del Capo del
Compartimento Marittimo, affissa all’albo della Capitaneria di Porto
e comunicata agli armatori interessati.
3. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Brindisi a Imperia, e’ disposta l’interruzione
temporanea obbligatoria della pesca per quattordici giorni
consecutivi dal 9 settembre al 22 settembre. Tali imprese di pesca
possono prolungare l’interruzione temporanea della pesca per
ulteriori sette giorni consecutivi qualora gli armatori che
rappresentino almeno il 60% delle imbarcazioni, abilitate ai predetti
sistemi, iscritte nel medesimo compartimento producano entro il
4 settembre dichiarazione irrevocabile nella quale attestino la
decisione di aderire all’interruzione temporanea per l’ulteriore
periodo; la relativa sospensione e’ disposta entro il 9 settembre con
ordinanza del Capo del Compartimento Marittimo, affissa all’albo
della Capitaneria di Porto e comunicata agli armatori interessati.

Art. 3.

Modalita’ di esecuzione

1. Per i periodi di interruzione temporanea di cui all’art. 2 sono
corrisposte le misure sociali di cui al successivo art. 6 ad
esclusione delle unita’ autorizzate al sistema draga idraulica
ancorche’ abilitate ai sistemi strascico e/o volante. Tali misure non
sono erogate nei casi in cui, per lo stesso titolo, l’interessato
abbia ricevuto altra misura da parte delle regioni, delle province,
dei comuni o di altri enti pubblici, fatta salva la possibilita’ di
integrazione nella misura massima consentita a carico dei predetti
enti pubblici.
2. Durante il periodo di interruzione temporanea della pesca e’
fatto divieto di esercitare l’attivita’ di pesca, nelle acque del
Compartimento in cui si attua la misura, anche alle navi da pesca
provenienti da altri compartimenti abilitate ai sistemi di pesca
interessati. La violazione del presente divieto e’ punita in base
alla normativa vigente.
3. Le navi da pesca che operano in aree diverse dai compartimenti
di iscrizione possono effettuare l’interruzione temporanea nel
periodo previsto in tali aree, previa comunicazione scritta
all’ufficio di iscrizione della nave entro cinque giorni precedenti
l’interruzione ivi prevista e possono svolgere operazioni commerciali
e tecniche nei porti di iscrizione o di base logistica ottemperando
alle disposizioni impartite dell’Autorita’ marittima per il transito
nell’areale in fermo.
4. Le navi abilitate all’esercizio con altri sistemi di pesca,
oltre allo strascico e/o volante, nonche’ quelle autorizzate al
pesca-turismo possono optare, con rinuncia alle misure sociali di cui
all’art. 6, per la continuazione dell’attivita’, nel periodo di
interruzione obbligatorio, con gli attrezzi da posta, palangari e
circuizione, previo sbarco delle attrezzature per lo strascico e/o
volante. A tal fine l’armatore deve dare comunicazione scritta, entro
e non oltre il giorno precedente l’inizio dell’interruzione
temporanea obbligatoria, al capo del compartimento di iscrizione o
all’autorita’ marittima del porto di base logistica. Effettuata
l’opzione, le navi in questione possono riprendere ad operare a
strascico e/o volante solo a partire dall’inizio della nona settimana
dopo la conclusione del periodo di fermo cui avrebbero dovuto
partecipare.
5. Le navi da pesca che effettuano la pesca mediterranea e dei
gamberi di profondita’ nello Ionio, nel Ligure, nel Tirreno e nel
Canale di Sicilia, possono effettuare l’interruzione delle attivita’
di pesca di cui all’art. 2 del presente decreto, in maniera
cumulativa al termine del periodo di pesca del gambero, dandone
comunicazione preventiva all’Autorita’ marittima del luogo di
iscrizione dell’unita’ stessa.

Art. 4.

Misure tecniche

1. Fermo restando quanto previsto dal contratto collettivo
nazionale di lavoro in ma…

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