Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, decreto 25 febbraio 2016 (acque reflue, effluenti, effluenti di allevamento, digestato, agronomia) | Chimici.info

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, decreto 25 febbraio 2016 (acque reflue, effluenti, effluenti di allevamento, digestato, agronomia)

Criteri e norme tecniche generali per la disciplina regionale dell'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle acque reflue, nonche' per la produzione e l'utilizzazione agronomica del digestato. (16A02762) (G.U. n. 90 del 18-4-2016 - Suppl. Ordinario n. 9)

Titolo I

DISPOSIZIONI COMUNI
Capo I

Disposizioni generali

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE,
IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI, IL MINISTRO DELLO
SVILUPPO ECONOMICO, IL MINISTRO DELLA SALUTE

Vista la direttiva n. 1991/676/CE del Consiglio del 12 dicembre
1991, relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento
provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole;
Vista la direttiva n. 2000/60/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 23 ottobre 2000, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria in materia di acque;
Visto il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 18 dicembre 2006, concernente la registrazione,
valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche
(REACH) e l’istituzione dell’Agenzia europea per le sostanze
chimiche;
Vista la direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti;
Visto, l’art. 2, paragrafo 1, lettera f), della direttiva n.
2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre
2008, che disciplina l’esclusione dall’ambito di applicazione della
direttiva delle «materie fecali, se non contemplate dal paragrafo 2,
lettera b), paglia e altro materiale agricolo o forestale naturale
non pericoloso utilizzati nell’attivita’ agricola, nella selvicoltura
o per la produzione di energia da tale biomassa mediante processi o
metodi che non danneggiano l’ambiente ne’ mettono in pericolo la
salute umana»;
Visto l’art. 2, paragrafo 2, lettera b), della citata direttiva n.
2008/98/CE, che esclude dal campo di applicazione della direttiva,
qualora contemplati da altra normativa comunitaria, i «sottoprodotti
di origine animale, compresi i prodotti trasformati contemplati dal
regolamento (CE) n. 1774/2002, eccetto quelli destinati
all’incenerimento, allo smaltimento in discarica o all’utilizzo in un
impianto di produzione di biogas o compostaggio»;
Visto il considerando n. 12 del regolamento (UE) n. 142/2011 della
Commissione del 25 febbraio 2011, secondo cui «nell’interesse della
coerenza della legislazione dell’Unione, i processi volti a
trasformare sottoprodotti di origine animale e prodotti derivati in
biogas o in compost devono essere conformi alle norme sanitarie del
presente regolamento, nonche’ alle misure di tutela ambientale di cui
alla direttiva 2008/98/CE» e che tale conformita’ si deve intendere
riferita anche alle misure di tutela da rispettare per sottoporre un
residuo di produzione al regime dei sottoprodotti;
Visto il regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 dicembre 2013 sul sostegno allo sviluppo rurale da
parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che
abroga il regolamento (CE) n. 1698/2005 del Consiglio;
Visto il decreto del Ministero per le politiche agricole e
forestali del 13 settembre 1999, recante «Approvazione dei metodi
ufficiali di analisi chimica del suolo», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 21 ottobre 1999, 248;
Visto il decreto del Ministro per le politiche agricole del 19
aprile 1999, recante «Approvazione del codice di buona pratica
agricola», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 maggio 1999, n. 102;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante «Norme
in materia ambientale», ed in particolare i Titoli III e IV della
Parte Terza recante la «Tutela dei corpi idrici e disciplina degli
scarichi» e la Parte Quarta recante «Norme in materia di gestione dei
rifiuti e di bonifica dei siti inquinati»;
Visto l’art. 185, commi 1, lettera f), del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, di recepimento dell’art. 2, paragrafo 1, lettera
f), della direttiva 2008/98/CE, che determina l’esclusione
dall’ambito di applicazione della Parte Quarta del decreto
legislativo delle materie fecali non contemplate al comma 2 lettera
b) del medesimo art. 185, nonche’ di paglia, sfalci e potature e
altro materiale agricolo o forestale naturale non pericoloso
utilizzati in agricoltura, nella selvicoltura o per la produzione di
energia da tale biomassa mediante processi o metodi che non
danneggiano l’ambiente ne’ mettono in pericolo la salute umana;
Visto l’art. 185, comma 2, lettera b), del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, di recepimento dell’art. 2, paragrafo 2, lettera
b), della direttiva 2008/98/CE, che esclude dall’ambito di
applicazione della Parte Quarta del decreto legislativo medesimo, in
quanto regolati da altre disposizioni normative comunitarie, ivi
incluse le rispettive norme nazionali di recepimento, i sottoprodotti
di origine animale, compresi i prodotti trasformati, contemplati dal
regolamento (CE) n. 1774/2002, eccetto quelli destinati
all’incenerimento, allo smaltimento in discarica o all’utilizzo in un
impianto di produzione di biogas o di compostaggio;
Visto che, ai sensi dell’art. 2, paragrafo 1, lettera f), e
paragrafo 2, lettera b), della direttiva n. 2008/98/CE, come recepito
dall’art. 185, comma 1, lettera f), e comma 2, lettera b), del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, le materie fecali sono
escluse dal campo di applicazione della disciplina europea sui
rifiuti, sia in qualita’ di sottoprodotti di origine animale e come
tali disciplinate dal regolamento (CE) n. 1069/2009, sia in tutti gli
altri casi di utilizzo nell’attivita’ agricola, nella selvicoltura o
per la produzione di energia mediante processi o metodi che non
danneggiano l’ambiente, ne’ mettono in pericolo la salute umana, in
virtu’ dell’esclusione di carattere generale di cui all’art. 2,
paragrafo 1, lettera f), della direttiva 2008/98/CE;
Visto il decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e in particolare
l’art. 52, comma 2-bis, ai sensi del quale e’ considerato
sottoprodotto ai sensi dell’art. 184-bis del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, «il digestato ottenuto in impianti aziendali o
interaziendali dalla digestione anaerobica, eventualmente associata
anche ad altri trattamenti di tipo fisico-meccanico, di effluenti di
allevamento o residui di origine vegetale o residui delle
trasformazioni o delle valorizzazioni delle produzioni vegetali
effettuate dall’agro-industria, conferiti come sottoprodotti, anche
se miscelati fra loro, e utilizzato ai fini agronomici» e prevede che
«con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, sono definite le caratteristiche e le
modalita’ di impiego del digestato equiparabile, per quanto attiene
agli effetti fertilizzanti e all’efficienza di uso, ai concimi di
origine chimica, nonche’ le modalita’ di classificazione delle
operazioni di disidratazione, sedimentazione, chiarificazione,
centrifugazione ed essiccatura»;
Visto l’art. 184-bis del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
che recepisce l’art. 5 della direttiva n. 2008/98/CE e individua i
requisiti al ricorrere dei quali una sostanza od oggetto derivante da
un processo di produzione puo’ essere classificato “sottoprodotto”, e
come tale essere escluso dall’ambito di applicazione della disciplina
sui rifiuti;
Visto il regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 21 ottobre 2009, recante norme sanitarie relative ai
sottoprodotti di origine animale e ai prodotti derivati non destinati
al consumo umano, che abroga e sostituisce il regolamento (CE) n.
1774/2002 (regolamento sui sottoprodotti di origine animale);
Visti in particolare gli articoli 3, numeri 20) e 22), 4, 9,
lettera a), 13, paragrafo 1, lettere e) e f), 14, lettere f) e l),
15, paragrafo 1, lettere c) e i), 21, 22, 23, 24 e 32 del regolamento
(CE) n. 1069/2009, che includono nel campo di applicazione del
regolamento medesimo lo stallatico e disciplinano l’uso dei
sottoprodotti di origine animale per la produzione di biogas e l’uso
dei residui della digestione derivati dalla trasformazione in biogas,
nonche’ gli obblighi di controllo, tracciabilita’, registrazione e
riconoscimento a carico degli operatori;
Visto l’Accordo, ai sensi dell’art. 9, comma 2, lettera c), del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le
Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano e le Autonomie
locali sul documento recante: «Linee guida per l’applicazione del
regolamento (CE) n. 1069/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio
del 21 ottobre 2009 recante norme sanitarie relative ai sottoprodotti
di origine animale e ai prodotti derivati non destinati al consumo
umano e che abroga il regolamento (CE) n. 1774/2002»;
Vista la legge 11 novembre 1996, n. 574, recante «Nuove norme in
materia di utilizzazione agronomica delle acque di vegetazione e di
scarichi dei frantoi oleari» che disciplina l’utilizzazione
agronomica delle acque di vegetazione dei frantoi oleari;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
del 6 luglio 2005, recante «Criteri e le norme tecniche generali per
la disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica delle acque di
vegetazione e degli scarichi dei frantoi oleari, di cui all’art. 38
del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152», pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 19 luglio 2005, n. 166;
Visto l’art. 1, comma 423, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e
successive modificazioni e integrazioni;
Visto che, ai sensi dell’art. 112 del decreto legislativo n. 152
del 2006, il Ministro delle politiche agricole e forestali, di
concerto con i Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio,
delle attivita’ produttive, della salute e delle infrastrutture e dei
trasporti, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
stabilisce con proprio decreto i criteri e le norme tecniche generali
per l’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento, delle
acque di vegetazione dei frantoi oleari sulla base di quanto previsto
dalla legge 11 novembre 1996, n. 574, nonche’ dalle acque reflue
provenienti dalle aziende di cui all’art. 101, comma 7, lettere a),
b) e c), e da piccole aziende agroalimentari;
Visto il decreto legislativo 29 aprile 2010, n. 75, recante
«Riordino e revisione della disciplina in materia di fertilizzanti a
norma dell’art. 13 della legge 7 luglio 2009, n. 88»;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
del 7 aprile 2006, recante «Criteri e norme tecniche generali per la
disciplina regionale dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di
allevamento, di cui all’art. 38 del d.lgs. 11 maggio 1999, n. 152»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 maggio 2006, n. 109;
Ritenuto di procedere all’aggiornamento dei criteri e norme
tecniche generali definiti con il decreto ministeriale 7 aprile 2006,
sulla base dell’esperienza maturata nel primo periodo di applicazione
dei programmi di azione elaborati dalle regioni e dalle province
autonome sulla base di quanto previsto nel medesimo decreto;
Acquisita l’intesa della Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
nella seduta del 27 novembre 2014 sullo schema di decreto «Criteri e
norme tecniche generali per la disciplina regionale
dell’utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento e delle
acque reflue di cui all’art. 112 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, nonche’ per la produzione e l’utilizzazione agronomica
del digestato di cui all’art. 52, comma 2-bis, del decreto-legge 22
giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7
agosto 2012, n. 134»;
Vista la notifica da parte del Ministero dello sviluppo economico
dello schema di decreto alla Commissione europea per il preventivo
esame come “norma tecnica”, ai sensi della direttiva n. 98/34/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998;
Visto il parere circostanziato della Commissione, emesso ai sensi
dell’art. 6, paragrafo 2, della direttiva (UE) n. 2015/1535 del
Parlamento europeo e del Consiglio del 9 settembre 2015, con il quale
la Commissione ha rilevato che l’art. 32 «Condizioni di
equiparabilita’ del digestato ai concimi di origine chimica» dello
schema notificato, non e’ conforme alle disposizioni della direttiva
nitrati;
Ritenuto di dover recepire il parere della Commissione e di dover
quindi eliminare l’art. 32 ed il connesso art. 33 dello schema di
decreto;
Vista la presa d’atto da parte della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, nella seduta dell’11 febbraio 2016, delle modifiche
apportate al presente decreto a seguito del parere circostanziato
della Commissione europea.
Acquisito il concerto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare con nota n. 3978/GAB del 19 febbraio 2016, del
Ministro della salute con nota n. 1766 del 24 febbraio 2016, del
Ministro dello sviluppo economico con nota n. 4728 del 24 febbraio
2016 e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti con nota n.
6956 del 22 febbraio 2016.

Decreta:

Art. 1

Finalita’ e principi generali

1. Il presente decreto disciplina i criteri e le norme tecniche
generali per l’utilizzazione agronomica dei materiali e delle
sostanze di cui all’art. 2, commi 1 e 2, al fine di consentire alle
sostanze nutritive ed ammendanti in essi contenute di svolgere un
ruolo utile al suolo agricolo, realizzando un effetto concimante,
ammendante, irriguo, fertirriguo o correttivo sul terreno oggetto di
utilizzazione agronomica, in conformita’ ai fabbisogni quantitativi e
temporali delle colture.
2. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano disciplinano le attivita’ di utilizzazione agronomica di cui
al comma 1, ovvero adeguano le discipline esistenti, nel rispetto dei
criteri e norme tecniche generali previsti nel presente decreto,
garantendo la tutela dei corpi idrici e del suolo, ai sensi della
normativa vigente.
3. Il presente decreto si integra con l’applicazione delle
disposizioni della Parte Terza del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, ed in particolare del Capo I del Titolo III recante la
disciplina delle «Aree richiedenti specifiche misure di prevenzione
dall’inquinamento e di risanamento», e delle disposizioni della Parte
Seconda del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, relative agli
impianti di allevamento intensivo di cui al punto 6.6 dell’allegato
VIII alla medesima Parte Seconda.
4. Fatte salve le previsioni dell’art. 92 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, e del Titolo V del presente decreto,
l’applicazione delle prescrizioni del codice di buona pratica
agricola, sono raccomandate anche nelle zone non vulnerabili.
5. E’ fatta comunque salva l’applicazione delle norme
igienico-sanitarie, di tutela ambientale ed urbanistiche comunque
applicabili.
6. Le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano, anche
in ragione di particolari situazioni locali e sulla base delle
indicazioni delle Autorita’ di bacino competenti, possono prevedere
discipline piu’ restrittive rispetto a quelle del presente decreto.
7. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e
di Bolzano provvedono alle finalita’ del presente decreto in
conformita’ ai rispettivi statuti e norme di attuazione, nel rispetto
delle competenze speciali loro riconosciute.

(Omissis)

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