MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 22 marzo 2011 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 22 marzo 2011

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 22 marzo 2011 - Criteri e modalita' applicative per la prestazione di garanzie. (11A11994) - (GU n. 210 del 9-9-2011 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 22 marzo 2011

Criteri e modalita’ applicative per la prestazione di garanzie.
(11A11994)

Titolo I

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

di concerto con

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Visto il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, recante
«interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole a norma
dell’art. 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38»;
Visto in particolare l’art. 17, comma 5, che prevede che con
decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, di natura non
regolamentare, sono stabiliti i criteri e le modalita’ di prestazione
delle garanzie previste dal presente articolo, tenuto conto delle
previsioni contenute nella disciplina del capitale regolamentare
delle banche in merito al trattamento prudenziale delle garanzie;
Visto il decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, recante
«Testo unico delle leggi in materia creditizia e bancaria» e
successive modificazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 31 marzo 2001, n.
200, recante il riordino dell’ISMEA;
Visto l’art. 1 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228,
recante «Orientamento e modernizzazione del settore agricolo»;
Visto l’art. 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 226,
recante «Orientamento e modernizzazione del settore della pesca e
dell’acquacoltura»;
Visto l’art. 13, comma 61-bis, della legge 24 novembre 2003, n.
326, di conversione in legge del decreto-legge 30 settembre 2003, n.
269;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze in data 14
febbraio 2006, recante Attivita’ di rilascio di garanzie a norma
dell’art. 17, comma 5, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102;
Visto il decreto legislativo 18 aprile 2008, n. 82, concernente
modifiche al decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, recante
interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, a norma
dell’art. 1, comma 2, lettera i), della legge 7 marzo 2003, n. 38;
Visto il decreto del Direttore Generale del Tesoro del 24 marzo
2006, con il quale, in attuazione dell’art. 10, comma 8, lettera b),
del decreto-legge 2005, n. 35, convertito dalla legge 14 maggio 2005,
n. 80, vengono stabiliti i criteri, le condizioni e le modalita’ per
la concessione della garanzia dello Stato quale garanzia di ultima
istanza;
Vista la decisione C 2006/643 def della Commissione Europea in data
8 marzo 2006, relativa all’aiuto di Stato NN/54/B//2004, secondo la
quale le garanzie rilasciate ai sensi dell’art. 17 del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 102, non costituiscono aiuti di Stato;
Vista la comunicazione della Commissione sull’applicazione degli
articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di Stato concessi sotto
forma di garanzie 2008/C 155/02;
Considerato che, ai fini della quantificazione della commissione di
garanzia, la valutazione di rischiosita’ delle imprese ha luogo
mediante l’utilizzo di sistemi statistici di valutazione idonei a
prevedere adeguatamente il rischio di credito;
Visto l’art. 1 del decreto legislativo 18 aprile 2008, n. 8, che,
modificando il decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, ha
previsto, tra l’altro, che «la garanzia puo’ essere concessa anche a
fronte di transazioni commerciali effettuate per le medesime
destinazioni»;
Ritenuto opportuno modificare il decreto del 14 febbraio 2006 del
Ministro delle politiche agricole e forestali di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, per contemplare, tra l’altro,
le fattispecie introdotte dal citato decreto legislativo 18 aprile
2008, n. 8;

Decreta:

Art. 1

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
«Garante», l’ISMEA o sua societa’ strumentale alla quale sia
delegata l’attivita’ di rilascio di garanzie disciplinata dal
presente decreto;
«Garanzia», la garanzia diretta prestata direttamente a favore di
banche ovvero di cessionari ed acquirenti di beni dalle imprese;
«Garanzia di finanziamento commerciale» la garanzia rilasciata a
fronte di transazione commerciale da parte dell’impresa beneficiaria;
«Controgaranzia», la garanzia prestata a favore dei Confidi e
degli altri Fondi di garanzia;
«Cogaranzia» la garanzia prestata direttamente a favore dei
soggetti finanziatori e congiuntamente ai Confidi e agli altri Fondi
di garanzia;
«Banche», le banche iscritte all’albo di cui all’art. 13 del
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, gli intermediari
finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del
decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385 e gli altri soggetti
autorizzati all’esercizio del credito agrario ai sensi dell’art. 153,
comma 3, del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385;
«Confidi», i Confidi operanti nel settore agricolo,
agroalimentare;
«Altri Fondi di garanzia» i fondi di garanzia gestiti da
intermediari finanziari iscritti nell’elenco speciale di cui all’art.
107 del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, nonche’ i
fondi di garanzia pubblici;
«Imprese» le imprese agricole di cui al decreto legislativo 18
maggio 2001, n. 228, qualificate rispettivamente micro, piccole e
medie nell’allegato I al regolamento n. 800/2008 della Commissione
del 6 agosto 2008 che dichiara alcune categorie di aiuti compatibili
con il mercato comune in applicazione degli articoli 87 e 88 del
trattato (regolamento generale di esenzione per categoria);
«Giovani agricoltori», agricoltori cosi’ come definiti dal
Regolamento CE n. 1257/1999 e dagli articoli 1 e 2 della legge n.
441/1998;
«Transazione commerciale», vendita o acquisto a termine, da parte
delle imprese, di beni prodotti e/o servizi realizzati nell’ambito
delle attivita’ agricole dalle imprese stesse esercitate;
«Mancata consegna del prodotto», consegna avvenuta in tempi,
luoghi, modalita’, quantita’ o qualita’ di prodotto difformi da
quanto convenuto nel contratto e che dia comunque luogo ad una
richiesta, da parte del compratore, di liquidazione di una penale
contrattualmente prevista a carico del venditore;
«Finanziamenti», concessioni di credito alle imprese effettuata
da parte di Banche anche mediante locazione finanziaria;
«Portafoglio» insieme di esposizioni verso le imprese agricole,
aventi le medesime caratteristiche e facenti capo ad una singola
banca.

Titolo I

Art. 2

Finalita’

1. Il presente decreto stabilisce i criteri e le modalita’
applicative per la prestazione di garanzie da parte del Garante, in
base a quanto disposto dall’art. 17, comma 5, del decreto legislativo
29 marzo 2004, n. 102.
2. Il Garante risponde nei limiti delle disponibilita’ finanziarie
previste per gli interventi di cui all’art. 17, comma 5, del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 102.
3. Le operazioni disciplinate dal presente decreto riguardano la
concessione alle imprese di:
a) fideiussioni a fronte di finanziamenti;
b) controgaranzie e cogaranzie in collaborazione con confidi ed
altri fondi di garanzia pubblici e privati, anche a carattere
regionale, a fronte di finanziamenti;
c) garanzie a fronte di transazioni commerciali;
d) garanzie a fronte di porzioni di portafoglio costituite da
esposizioni di durata residua non inferiore a diciotto mesi e di
importo residuo medio non superiore a 1 milione di euro.
4. In capo al medesimo soggetto, l’ammontare delle garanzie in
essere in tutte le forme disciplinate nel presente decreto, non puo’
superare il limite di 1 milione di euro per le micro o piccole
imprese e di 2 milioni di euro per le medie imprese.

Titolo II GARANZIE SUI FINANZIAMENTI BANCARI VERSO LE IMPRESE

Art. 3

Beneficiari, oggetto e limiti della garanzia

1. Le operazioni di garanzia sono attivabili per finanziamenti, a
breve, medio o lungo termine, destinati, alle attivita’ agricole e a
quelle connesse ed in particolare a:
a) la realizzazione di opere di miglioramento fondiario;
b) gli interventi per la ricerca, la sperimentazione,
l’innovazione tecnologica, la valorizzazione commerciale dei prodotti
e la produzione di energia rinnovabile;
c) la costruzione, l’acquisizione o il miglioramento di beni
immobili per lo svolgimento delle attivita’ agricole e di quelle
connesse;
d) l’acquisto di nuove macchine e attrezzature per lo svolgimento
delle attivita’ agricole e di quelle connesse;
e) la ristrutturazione del debito finalizzata con particolare
riferimento alla trasformazione a lungo termine di precedenti
passivita’ anche a breve e a medio termine;
f) l’acquisto dei beni o servizi necessari alla conduzione
ordinaria dell’impresa;
g) la ricostituzione di liquidita’ dell’impresa.
2. La garanzia puo’ essere concessa entro il limite del 70% del
finanziamento, da elevarsi all’80% per i giovani agricoltori, e fino
all’importo massimo garantito in essere di euro 1.000.000 per le
micro e piccole imprese e di euro 2.000.000 per le medie imprese.
3. La garanzia copre, entro il limite massimo dell’importo
definitivamente rilasciato e, ferma restando la percentuale di
copertura iniziale, l’esposizione per capitale, compresi gli
interessi contrattuali.
4. Il valore monetario della garanzia, nel corso dell’ammortamento
del finanziamento, si riduce progressivamente in relazione al
rimborso del capitale, in modo da mantenere costante l’originario
rapporto fra importo della garanzia e somma iniziale.

Titolo II GARANZIE SUI FINANZIAMENTI BANCARI VERSO LE IMPRESE

Art. 4

Richiesta della garanzia

1. Ai fini dell’ottenimento della garanzia, la banca finanziatrice
dovra’ presentare al Garante una circostanziata relazione nella quale
devono essere precisati analiticamente elementi relativi a:
a) l’imprenditore e l’azienda;
b) il finanziamento, ivi comprese le condizioni di tasso
praticate in considerazione della presenza della garanzia di cui al
presente articolo e di quella dello Stato quale protezione di ultima
istanza;
c) la sostenibilita’ e validita’ del progetto.
2. Nel caso di finanziamenti erogati in favore di imprese con
obbligo di bilancio, occorre trasmettere copia degli ultimi tre
bilanci approvati, corredati dalle relazioni degli amministratori e
del Collegio sindacale.
3. Il Garante puo’ richiedere alle banche interessate tutte le
notizie, i dati e la documentazione che ritiene opportuni riguardanti
le menzionate richieste di intervento. Tali notizie potranno essere
acquisite anche mediante richiesta diretta al beneficiario del
finanziamento.

Titolo II GARANZIE SUI FINANZIAMENTI BANCARI VERSO LE IMPRESE

Art. 5

Commissioni di garanzia

1. Fatti salvi eventuali regimi di aiuto autorizzati, a fronte
della garanzia di cui all’art. 3, e’ dovuta al Garante da parte
dell’impresa una commissione una tantum pari ad una percentuale
dell’importo della garanzia concessa.
2. La misura della percentuale e’ stabilita dal Garante a
condizioni di mercato in relazione alla rischiosita’ dell’operazione,
calcolata sulla base delle caratteristiche dell’impresa, della
finalita’, della durata e dell’importo del finanziamento da garantire
e delle eventuali malleverie collaterali che lo assistono.
3. Ferme restando eventuali rateizzazioni concordate che assicurino
comunque l’indifferenza finanziaria per il Garante, l’ammontare
complessivo delle commissioni dovute sara’ versato tramite la banca
erogante, entro trenta giorni dal termine del trimestre di
riferimento, su uno dei conti correnti indicati dal Garante, con
valuta ultimo giorno del trimestre stesso. Per i versamenti tardivi,
sono dovuti interessi di mora dall’ultimo giorno utile a quello
dell’effettivo accredito nella misura del tasso legale tempo per
tempo vigente.
4. In caso di richiesta della garanzia di cui all’art. 3, non e’
applicabile la garanzia di cui all’art. 1, comma 512, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, e non e’ dovuta la relativa trattenuta.

Titolo III CONTROGARANZIE E COGARANZIE

Art. 6

Beneficiari e limiti della controgaranzia

1. Sono assistibili dalla controgaranzia del Garante le garanzie
rilasciate da confidi ed altri fondi di garanzia pubblici e privati,
anche a carattere regionale a fronte dei finanziamenti di cui al
comma 1 dell’art. 3.
2. La controgaranzia puo’ essere concessa entro il limite del 70%
dell’ammontare garantito e fino all’importo massimo garantito in
essere di euro 1.000.000 per le micro e piccole imprese e di euro
2.000.000 per le medie imprese.
3. In caso di operazioni di importo eccedente i predetti limiti di
euro 1.000.000 ed euro 2.000.000, la percentuale di controgaranzia
del Garante si riduce proporzionalmente nel rispetto di tali limiti.

Titolo III CONTROGARANZIE E COGARANZIE

Art. 7

Richiesta della controgaranzia

1. La domanda di controgaranzia deve essere presentata dai soggetti
di cui all’art. 6, comma 1 entro 6 mesi dalla data di delibera della
garanzia diretta.
2. I soggetti che inoltrano domanda al Garante devono presentare:
a) copia della documentazione comprovante l’iscrizione
nell’apposita sezione dell’elenco di cui all’art. 106 ovvero
nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del decreto legislativo 1°
settembre 1993, n. 385;
b) copia dell’ultimo bilancio approvato;
c) informazioni riguardanti la propria struttura ed attivita’;
d) copia delle convenzioni sottoscritte dal soggetto richiedente
con le banche.
3. Il Garante puo’ richiedere alle imprese tutte le notizie, i dati
e la documentazione che ritiene opportuno.

Titolo III CONTROGARANZIE E COGARANZIE

Art. 8

Commissioni della controgaranzia

1. Fatti salvi eventuali regimi di aiuto autorizzati, a fronte
della controgaranzia di cui all’art. 6, e’ dovuta al Garante una
commissione una tantum pari ad una percentuale dell’importo della
garanzia concessa.
2. La misura della percentuale e’ stabilita dal Garante a
condizioni di mercato in relazione alla rischiosita’ dell’operazione,
calcolata sulla base delle caratteristiche del soggetto garantito e
di quello controgarantito, della finalita’, della durata e
dell’importo del finanziamento da garantire e delle eventuali
malleverie collaterali che lo presidiano.
3. Ferme restando eventuali rateizzazioni concordate che assicurino
comunque l’indifferenza finanziaria per il Garante, l’ammontare
complessivo delle commissioni dovute deve essere versato, entro
trenta giorni dal termine del trimestre di riferimento su uno dei
conti correnti indicati dal Garante, con valuta ultimo giorno del
trimestre stesso. Per i versamenti tardivi, sono dovuti gli interessi
di mora dall’ultimo giorno utile a quello dell’effettivo accredito
nella misura del tasso legale tempo per tempo vigente.

Titolo III CONTROGARANZIE E COGARANZIE

Art. 9

Cogaranzia

1. Sono assistibili dalla cogaranzia del Garante le garanzie
rilasciate da confidi ed altri fondi di garanzia pubblici e privati,
anche a carattere regionale a fronte di finanziamenti di cui al comma
1 dell’art. 3, che abbiano stipulato apposita convenzione con il
Garante.
2. La convenzione regola i criteri, le modalita’, le procedure di
concessione e di liquidazione della cogaranzia nel rispetto dei
requisiti previsti dal presente decreto per la garanzia diretta.

Titolo IV GARANZIE SU TRANSAZIONI COMMERCIALI

Art. 10

Operazioni garantibili e limiti della garanzia

1. La garanzia puo’ essere richiesta dalle imprese agricole anche a
fronte di transazioni commerciali. Essa puo’ essere, altresi’,
richiesta in nome e per conto delle imprese agricole a cura della
controparte contrattuale.
2. La garanzia puo’ essere concessa, entro il limite del 70% del
valore del contratto sottostante, elevabile fino all’80% per i
giovani agricoltori, e per un importo massimo garantito di euro
1.000.000 per le micro e piccole imprese e di euro 2.000.000 per le
medie imprese.
All’attivita’ di rilascio di garanzie ai sensi del presente
articolo puo’ essere destinata una quota fino al 20% delle risorse
finalizzate agli interventi di cui all’art. 17, comma 5, del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 102.
3. La garanzia copre:
a) nel caso di contratto di vendita, l’obbligazione dell’impresa
agricola venditrice derivante dalla mancata consegna, totale o
parziale, del prodotto;
b) nel caso di contratto di acquisto, l’obbligazione dell’impresa
agricola acquirente, derivante dal suo mancato adempimento, totale o
parziale.
4. La garanzia non puo’ eccedere il limite massimo periodicamente
fissato dal Garante.
5. La garanzia copre, entro i predetti limiti, le perdite che le
controparti dimostrino di aver sofferto, secondo le modalita’ ed i
criteri stabiliti dal Garante ai sensi dell’art. 14 del presente
decreto.

Titolo IV GARANZIE SU TRANSAZIONI COMMERCIALI

Art. 11

Richiesta della garanzia

1. Le domande di garanzia devono essere presentate dalle imprese o
dalle loro controparti entro 30 giorni dalla data di stipula del
contratto di cessione o di acquisto di beni e servizi conformemente
ai criteri ed alle modalita’ di cui all’art. 14 del presente decreto.
2. L’ammissione all’intervento del Garante e’ subordinata alla
esistenza delle disponibilita’ impegnabili.

Titolo IV GARANZIE SU TRANSAZIONI COMMERCIALI

Art. 12

Commissioni della garanzia

1. A fronte della garanzia di cui all’art. 11, e’ dovuta al Garante
da parte delle imprese una commissione una tantum pari ad una
percentuale dell’importo della garanzia concessa.
2. La misura della percentuale e’ stabilita dal Garante a
condizioni di mercato in relazione alla rischiosita’ dell’operazione,
calcolata sulla base delle caratteristiche delle imprese, della
tipologia e durata della transazione.
3. L’ammontare complessivo della commissione dovuta dovra’ essere
versato dalle imprese, entro trenta giorni dalla data di
sottoscrizione del contratto di vendita o di acquisto di beni e
servizi su uno dei conti correnti indicati dal Garante. Per i
versamenti tardivi, sono dovuti gli interessi di mora dall’ultimo
giorno utile a quello dell’effettivo accredito nella misura del tasso
legale tempo per tempo vigente.

Titolo V ALTRE GARANZIE

Art. 13

Garanzie di portafoglio

1. Il Garante puo’ fornire garanzia a fronte di porzioni di
portafoglio in capo a singole banche.
2. Il Garante definisce, sulla base di linee guida all’uopo
definite ai sensi dell’art. 14 del presente decreto:
a) le caratteristiche comuni delle esposizioni da assoggettare
alla garanzia di portafoglio;
b) i limiti, le modalita’ della concessione e della liquidazione
della garanzia;
c) le modalita’ di individuazione della rischiosita’ media delle
esposizioni interessate ai fini della quantificazione della relativa
commissione per la concessione della garanzia;
d) le cause di nullita’ o di decadenza della garanzia prestata.
3. Il Garante puo’ affidare a parti terze la valutazione del
portafoglio da assoggettare a garanzia.

Titolo VI DISPOSIZIONI FINALI

Art. 14

Istruzioni applicative

1. Il Garante, trasmette al Ministero delle politiche agricole e
forestali e al Ministero dell’economia e delle finanze lo schema di
istruzioni applicative del presente regolamento volte a definire i
criteri, le modalita’, le procedure di concessione e di liquidazione
nonche’ i limiti, le sanzioni e le cause di decadenza relativi agli
interventi di cui al presente decreto. Le istruzioni applicative, in
assenza di osservazioni da parte dei predetti Ministeri nei 30
successivi dal ricevimento dello schema, divengono operative.

Titolo VI DISPOSIZIONI FINALI

Art. 15

Disposizioni finali

1. A decorrere dalla data in cui divengono operative le istruzioni
applicative di cui all’art. 14, il presente decreto sostituisce il
decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze in data 14
febbraio 2006, che viene abrogato.
2. Le fideiussioni rilasciate prima dell’entrata in vigore del
presente decreto dalla Sezione speciale del Fondo Interbancario di
Garanzia continuano ad essere disciplinate dalle norme regolamentari
di cui all’Allegato al decreto ministeriale 5 agosto 1986, fino alla
estinzione delle operazioni alle quali si riferiscono.

Roma, 22 marzo 2011

Il Ministro
delle politiche agricole
alimentari e forestali
Galan

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Tremonti

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 22 marzo 2011

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