MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 22 luglio 2010 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 22 luglio 2010

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 22 luglio 2010 - OCM Vino - Modalita' attuative della misura «Promozione sui mercati dei Paesi terzi» - Campagne 2010-2011 e seguenti. (10A09738) - (GU n. 185 del 10-8-2010 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 22 luglio 2010

OCM Vino – Modalita’ attuative della misura «Promozione sui mercati
dei Paesi terzi» – Campagne 2010-2011 e seguenti. (10A09738)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22
ottobre 2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento
unico OCM), come modificato dal regolamento (CE) 491/2009, del
Consiglio, del 25 maggio 2009;
Visto il regolamento (CE) n.3/2008 del Consiglio, del 17 dicembre
2007, relativo ad azioni di informazione e di promozione dei prodotti
agricoli sul mercato interno e nei Paesi terzi;
Visto il regolamento (CE) n. 555/2008 della Commissione, del 28
giugno 2008, recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE)
n. 479/2008 del Consiglio relativo all’organizzazione comune del
mercato vitivinicolo, in ordine ai programmi di sostegno, agli scambi
con i Paesi terzi, al potenziale produttivo e ai controlli nel
settore vitivinicolo;
Visto, in particolare, l’art. 3 del citato regolamento(CE) n.
491/2009, che, nel disporre l’abrogazione del regolamento (CE)
n.479/2008, dispone che i riferimenti si intendono fatti al
regolamento (CE) n.1234/2007 secondo la tavola di concordanza di cui
all’allegato XXII dello stesso regolamento;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 recante «Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche» e in particolare l’art. 4 riguardante la
ripartizione tra funzione di indirizzo politico-amministrativo e
funzione di gestione e concreto svolgimento delle attivita’
amministrative;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 2009, n.
129 recante la riorganizzazione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, a norma dell’art. 74 del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazione
dalla legge 6 agosto 2008, n. 133;
Vista la nota ministeriale 30 giugno 2008, prot. 1488, con la quale
e’ stato notificato alla Commissione europea il Programma nazionale
di sostegno al settore vitivinicolo;
Visto il decreto ministeriale 8 maggio 2009 recante «Disposizioni
nazionali applicative del regolamento (CE) n. 479/08 del Consiglio,
relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in
ordine alla misura della Promozione sui mercati dei Paesi terzi»,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 230
del 3 ottobre 2009;
Vista la nota ministeriale 30 giugno 2009, prot. 1712, con la quale
e’ stata notificata alla Commissione europea la modifica al Programma
nazionale di sostegno;
Visto l’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428,
concernente disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti
dall’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee (legge
comunitaria per il 1990) cosi’ come modificato dall’art. 2, comma 1,
del decreto-legge 24 giugno 2004, n. 157, convertito, con
modificazioni, nella legge 3 agosto 2004, n. 204, con il quale si
dispone che il Ministro delle politiche agricole e forestali,
nell’ambito di sua competenza, d’intesa con la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, provvede con decreto all’applicazione nel
territorio nazionale dei regolamenti emanati dalla Comunita’ europea;
Ravvisata la necessita’ di rivedere le modalita’ di attuare la
misura in questione per introdurre semplificazioni operative;
Vista l’intesa sancita, nella seduta del 8 luglio 2010, dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le
Province autonome di Trento e Bolzano;

Decreta:

Art. 1

Definizioni

1. Ai sensi del presente decreto si intende per:
Ministero: Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali;
Organismo pagatore: AGEA – Organismo pagatore;
Regioni: Regioni e Province autonome;
regolamento: il regolamento (CE) n. 1234/07 e successive
modifiche;
regolamento attuativo: il regolamento CE n. 555/2008;
Programma nazionale di sostegno: l’insieme delle misure attivate
dall’Italia comunicate a Bruxelles , ai sensi dell’art. 103-duodecies
del regolamento (CE) n. 1234/07;
autorita’ competenti: il Ministero e le Regioni e Province
autonome;
beneficiario: il soggetto che presenta il progetto e sottoscrive
il relativo contratto;
attuatore: il soggetto delegato a realizzare il progetto;
soggetto pubblico: organismo pubblico avente personalita’
giuridica di diritto pubblico (ente pubblico) o personalita’
giuridica di diritto privato (societa’ di capitale pubblico), con
esclusione delle Amministrazioni rappresentative dello Stato Membro
(Amministrazioni centrali dello Stato e Amministrazioni decentrate:
Regioni, Province e Comuni);
produttore di vino: l’impresa, singola o associata, che trasforma
uno o piu’ prodotti a monte del vino e/o commercializza vino di
propria produzione o di imprese ad essa associate o da essa
controllate;
fondi quota nazionale: la quota di finanziamento gestita
direttamente dal Ministero, pari al 30% dei fondi complessivamente
assegnati alla misura;
fondi quota regionale: la quota di finanziamento, pari al 70% dei
fondi complessivamente assegnati alla misura, gestita direttamente
dalle Regioni.
Invito alla presentazione dei progetti: decreto dipartimentale
che definisce, annualmente, le modalita’ operative e procedurali
attuative del presente decreto.
Aiuto integrativo: quota integrativa di aiuti pubblici non
comunitari.
Paesi Terzi: Paesi singoli o Aree come riportati nella tabella
allegata all’invito alla presentazione dei progetti.

Art. 2

Norme generali

1. Con il presente decreto sono emanate le disposizioni applicative
della misura «Promozione sui mercati dei Paesi terzi», prevista
all’art. 103-septdecies del regolamento.
2. Sono ammissibili a finanziamento a valere sui fondi di quota
nazionale i progetti che riguardano la filiera vitivinicola di almeno
3 Regioni.
3. I requisiti di rappresentativita’ delle produzioni sono
determinati dalla media delle produzioni dichiarate dai soggetti
obbligati nel triennio precedente ai sensi delle disposizioni
applicative adottate in conformita’ dell’art.103-septdecies del
regolamento.
4. I riferimenti alle produzioni dei soggetti beneficiari
riguardano la media del totale delle dichiarazioni di produzione vini
presentate, nel triennio precedente, in conformita’ alla normativa
vigente.
5. I progetti presentati ai sensi del presente decreto sono
finanziati con la quota nazionale dei fondi assegnati alla misura
nell’ambito del quadro finanziario relativo alle campagne 2010/2011 e
seguenti.
6. Le modalita’ operative e procedurali di attuazione del presente
decreto sono emanate con l’invito alla presentazione dei progetti
definito, in accordo con le Regioni ed AGEA, dal Ministero con
proprio provvedimento emanato dal Dipartimento competente, tenuto
conto dei termini e modalita’ fissati dalle disposizioni comunitarie.
7. Per i progetti a valere sui fondi quota regionale, le Regioni
adottano proprie disposizioni per emanare bandi in conformita’ a
quanto previsto nel presente decreto e nell’invito alla presentazione
dei progetti e li comunicano al Ministero e all’Organismo Pagatore
AGEA.
8. Eventuali criteri selettivi diversi sono individuati dalle
Regioni e Province autonome in base a parametri oggettivi e non
discriminatori, e riguardano uno o piu’ tra i seguenti aspetti:
categoria di vino da promuovere; beneficiari eleggibili per la
presentazione dei programmi; paesi di destinazione; soggetti
attuatori; azioni ammissibili e durata dei programmi (annuale,
biennale, triennale), nonche’ la griglia dei punteggi per la
valutazione.
9. Le Regioni che non adottano le modalita’ attuative della misura
con propri provvedimenti, si avvalgono delle disposizioni contenute
nel presente decreto e nell’invito alla presentazione dei progetti.

Art. 3

Soggetti beneficiari e requisiti

1. Possono accedere ai fondi recati dalla misura i seguenti
soggetti:
a) le organizzazioni professionali, purche’ abbiano tra i loro
scopi la promozione dei prodotti agricoli;
b) le organizzazioni interprofessionali, riconosciute ai sensi
del regolamento (CE) n. 1234/2007, articoli 123, paragrafo 3,
125-sexdecies, paragrafo 1, lettera b) e paragrafo 2, secondo comma;
c) i Consorzi di tutela, riconosciuti ai sensi della normativa
vigente, e loro associazioni e federazioni;
d) le organizzazioni di produttori, riconosciute ai sensi del
decreto legislativo 102/2005;
e) i produttori di vino che abbiano ottenuto i prodotti da
promuovere, indicati all’art. 5, dalla trasformazione dei prodotti a
monte del vino, propri o acquistati;
f) soggetto pubblico con comprovata esperienza nel settore del
vino e della promozione dei prodotti agricoli.
g) le associazioni, anche temporanee di impresa e di scopo tra i
soggetti di cui alle lettere precedenti;
2. Un beneficiario con comprovata esperienza in materia di
promozione dei prodotti agroalimentari puo’ attuare direttamente le
azioni previste al successivo art. 7, qualora dimostri di possedere
le necessarie capacita’ tecniche.
3. I progetti sono presentati per una durata massima di tre anni.
Durante la realizzazione di tali progetti, il medesimo beneficiario
puo’ presentare nuovi progetti purche’ riguardino Paesi terzi
diversi.
4. I beneficiari di cui alle lettere a), b) e c) nonche’ i
produttori di vino di cui alla lettera e), purche’ aggregati in forma
associativa o in societa’ consortile, del precedente comma 1 possono
presentare piu’ progetti per la stessa annualita’ ma in Paesi
diversi, purche’ le aziende compartecipanti siano diverse.
5. I soggetti di cui alle lettere a), b), e c) che presentano
progetti a valere sui fondi di quota nazionale devono rappresentare
almeno il 5% della produzione nazionale di vino calcolata sulla base
delle dichiarazioni di produzione degli ultimi 3 anni.
6. I soggetti di cui alle lettere a), b), e c) che presentano
progetti a valere sui fondi di quota regionale devono rappresentare
almeno il 3% della produzione regionale.
7. I soggetti di cui alle lettere d) e) e g) possono presentare
progetti se procedono al confezionamento di una percentuale pari ad
almeno il 25% della loro produzione o all’imbottigliamento di almeno
600.000 bottiglie ed abbiano, altresi’, esportato almeno il 15% del
totale prodotto. Le Regioni, se del caso, stabiliscono nei propri
provvedimenti parametri diversi per l’imbottigliamento e/o per la
quota di export che, comunque non puo’ essere inferiore al 5%.
8. Il soggetto pubblico promuove la partecipazione dei beneficiari
ai progetti nell’ambito delle Associazioni di cui alla lettera g),
partecipa alla loro redazione ma non contribuisce con propri apporti
finanziari e non puo’ essere il solo beneficiario sia per i progetti
a valere sui fondi quota nazionale che regionale.

Art. 4

Soggetti attuatori

1. Il beneficiario che non realizza direttamente tutte o parte
delle azioni inserite nel progetto, designa un soggetto attuatore,
con comprovata esperienza in materia di promozione sui mercati dei
Paesi terzi nel settore agroalimentare, scelto tra i seguenti
soggetti:
a) organizzazioni interprofessionali di cui all’art. 3, lett. b);
b) consorzi di tutela riconosciuti ai sensi della normativa
vigente;
c) soggetti privati;
d) soggetti pubblici.

Art. 5

Prodotti

1. La promozione riguarda tutte le categorie di vini a
denominazione di origine protetta, i vini ad indicazione geografica
di cui all’allegato XI-ter del regolamento nonche’ i vini spumante di
qualita’, i vini spumante aromatico di qualita’, i vini senza
indicazione geografica e con l’indicazione della varieta’, secondo le
disposizioni attuative dell’art. 118-septvicies del regolamento. I
progetti relativi ai vini senza indicazione geografica ed i vini con
indicazione varietale non formano oggetto esclusivo di promozione.
2. Le caratteristiche dei vini di cui al comma 1 sono quelle
previste dalla normativa comunitaria e nazionale vigente alla data di
presentazione del progetto.
3. I vini sono ammessi alle misure promozionali verso i Paesi terzi
a condizione che siano destinati al consumo umano diretto.
4. Nelle azioni di promozione e di informazione per i vini igt doc
docg e’ indicata l’origine dei vini.

Art. 6

Progetti multiregionali

1. Il Ministero «riserva» un terzo dei fondi della quota nazionale
al finanziamento dei progetti che coinvolgano finanziariamente almeno
2 Regioni, dando priorita’ a quelli presentati da un maggior numero
di Regioni e, subordinatamente, a quelli presentati dalle Regioni che
abbiano un maggiore grado di rappresentativita’ con riferimento alla
propria produzione rispetto a quella nazionale. Tale quota di accesso
alla riserva e’ modificata dal Ministero, previa consultazione delle
Regioni, senza adire la Conferenza Stato-Regioni.
2. I progetti multiregionali accedono alla riserva di cui al comma
precedente nella misura massima pari al 50% del totale dei contributi
regionali.
3. La domanda di accesso alla riserva e’ formulata al Ministero
dalla Regione capofila, scelta dalle Regioni medesime, che raccoglie
le valutazioni ed i pareri espressi in merito ai progetti presentati,
in conformita’ a quanto stabilito al successivo art. 10.

Art. 7

Azioni ammissibili

1. Sono ammissibili le seguenti azioni da attuare, anche
singolarmente, in uno o piu’ Paesi terzi:
a) la promozione e pubblicita’, che mettano in rilievo i vantaggi
dei prodotti di qualita’, la sicurezza alimentare ed il rispetto
dell’ambiente e delle disposizioni attuative del Regolamento, da
attuare a mezzo dei canali di informazione quali stampa e
televisione;
b) la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di
importanza internazionale;
c) campagne di informazione e promozione, in particolare, sulle
denominazioni d’origine e sulle indicazioni geografiche, da attuarsi
presso i punti vendita, la grande distribuzione, la ristorazione dei
Paesi terzi;
d) altri strumenti di comunicazione (ad es.: siti internet,
opuscoli, pieghevoli, degustazioni guidate, incontri con operatori
e/o giornalisti dei Paesi coinvolti da svolgersi anche presso le
aziende partecipanti ai progetti).
2. Nell’invito alla presentazione dei progetti sono dettagliate le
singole sub azioni rientranti nelle lettere di cui al precedente
comma nonche’ le modalita’ di esecuzione delle stesse.
3. Le azioni di cui al comma 1 riguardano anche i marchi
commerciali. In tal caso, qualora si tratti di Associazioni
temporanee di impresa di cui al precedente art. 3 comma g), le azioni
possono anche essere svolte dalle singole aziende dell’Ati, nel
quadro di una coerente strategia complessiva, purche’ realizzate in
uno stesso Paese terzo. Qualora si tratti di azioni programmate in
un’unica citta’ del Paese terzo, le stesse sono svolte in modo
coordinato da tutte le aziende partecipanti al progetto.
4. Qualora i beneficiari decidano di svolgere una sola delle azioni
di cui al precedente comma 1, motivano la scelta sulla base di
valutazioni connesse alle strategie commerciali e investimenti
promozionali complessivamente attuati dal beneficiario.
5. Le Regioni che adottano propri bandi individuano, tra quelle
indicate all’articolo 103-septdecies del Regolamento CE 491/2009, le
azioni ammissibili specificando anche i Paesi terzi ove le stesse
sono realizzate.
6. Le attivita’ sono effettuate entro il 30 agosto dell’anno
successivo a quello di stipula del contratto con richiesta di saldo
in pari data qualora i soggetti non richiedano il pagamento
anticipato o chiedano l’anticipazione in forma parziale ( 30% del
contributo). La procedura e la tempistica di richiesta dell’anticipo,
di rendicontazione e di erogazione del contributo, e’ la medesima
prevista dal reg. Ce n. 501/2008. Limitatamente alla campagna
2010/2011 le azioni sono effettuate entro il 30 agosto 2011.
7. Qualora i soggetti chiedano il pagamento anticipato, in forma
integralmente anticipata, previa costituzione di una cauzione pari al
120%, le attivita’ sono effettuate entro il 15 ottobre dell’anno
finanziario comunitario successivo a quello di stipula del contratto
La relazione e la documentazione giustificativa sulle attivita’
svolte e’ presentata all’Organismo Pagatore Agea entro il 15
dicembre.
8. Il messaggio di promozione e/o di informazione deve basarsi
sulle qualita’ intrinseche del vino e deve essere conforme alle
disposizioni legislative applicabili nei Paesi terzi ai quali e’
destinato.

Art. 8

Contenuto del progetto

1. Il progetto contiene le seguenti informazioni:
a) il/i Paesi terzi interessati e i prodotti coinvolti, con
elenco completo delle denominazioni di origine protetta, delle
indicazioni geografiche e dei vini senza indicazione geografica e con
l’indicazione della varieta’;
b) le attivita’ che si intendono realizzare con descrizione
dettagliata in relazione ai prodotti e ai Paesi terzi destinatari;
c) la durata del progetto che, comunque, non puo’ essere
superiore a tre anni per beneficiario e per Paese terzo;
d) un calendario dettagliato delle singole azioni e la/le
localita’ in cui si realizzeranno; in caso di azioni realizzate
tramite media, indicare la testata, l’emittente e il sito; in caso di
azioni relative ad incontri con operatori e/o giornalisti presso le
Aziende, indicare i soggetti coinvolti ed il calendario degli
incontri, specificando come tale azione si inquadri nel piano
strategico del progetto presentato e fornendo, altresi’, elementi
oggettivi che permetta di misurare l’efficacia di tale azione.
e) il costo delle singole azioni con le quali vengono realizzate
le attivita’ scelte, e descrizione dettagliata delle attivita’ e
servizi in relazione alla congruita’ del costo proposto, nonche’ la
dichiarazione che i costi delle azioni proposte non siano superiori
ai correnti prezzi di mercato;
f) i motivi per i quali e’ stato presentato il progetto in
relazione alla realta’ produttiva coinvolta dal/dai beneficiari, e le
motivazioni specifiche adottate per l’individuazione dei Paesi e
delle azioni in relazione ai prodotti oggetto di promozione, anche
sulla base di adeguate e coerenti analisi di mercato;
g) gli obiettivi che si intendono realizzare con le azioni
proposte e l’impatto previsto della realizzazione delle azioni
medesime in termine di sviluppo della notorieta’ dei prodotti
coinvolti nel progetto e l’incremento delle loro vendite nei mercati
obiettivo;
h) la metodologia di misurazione dei risultati attesi di cui alla
precedente lettera g), prevedendo – per i progetti pluriennali –
valutazioni intermedie annuali.
2. Il beneficiario dichiara i requisiti soggettivi, la
rappresentativita’ in termini di produzione di vino, la percentuale
di contributo richiesta. Il beneficiario dichiara, altresi’, che non
ha in corso di realizzazione altri progetti, riferiti al medesimo
Paese.
3. Al fine di assicurare la tracciabilita’ amministrativa del
finanziamento erogato, tutti i materiali realizzati per ciascuna
azione sono contrassegnati con il logo e la dicitura di cui
all’Allegato IV dell’invito alla presentazione dei progetti.
Nell’invito alla presentazione dei progetti, a decorrere dalla
campagna 2011/2012, potra’ essere individuato un logo/messaggio
comune identificativo dei progetti presentati in attuazione della
misura, fornendo altresi’ le modalita’ procedurali per l’utilizzo
dello stesso.
4. Le autorita’ competenti verificano la sussistenza dei requisiti
soggettivi ed oggettivi previsti nel Regolamento, nel Regolamento
attuativo, nel presente decreto e quelli individuati nell’invito alla
presentazione dei progetti e, ai sensi dell’art. 4, ultimo paragrafo
del regolamento attuativo, ammettono modifiche al progetto approvato
ed effettuano comunicazione al Ministero e ad Agea.
5. Le modifiche apportate devono, ai sensi dell’art. 4, ultimo
paragrafo del regolamento attuativo, essere migliorative del progetto
e non possono in nessun caso riguardare azioni di cui all’art.
103-septdecies del regolamento e/o Paesi non previsti nel progetto
approvato.
6. Il beneficiario che intende apportare modifiche al progetto
approvato motiva le stesse presentando apposita relazione compilando
il modello allegato 10 all’invito alla presentazione dei progetti.
7. Qualora le modifiche richieste riguardino l’inserimento di
azioni o Paesi non previsti nel progetto approvato, lo stesso dovra’
essere nuovamente sottoposto alla valutazione del Comitato di cui al
successivo art. 9.

Art. 9

Comitati di valutazione

1. Sono istituiti, presso il Ministero e presso le Regioni e
Province autonome, appositi Comitati di valutazione dei progetti
presentati, per procedere alla selezione di apposita graduatoria con
particolare riferimento a:
possesso dei requisiti soggettivi dei beneficiari;
ammissibilita’ delle azioni;
spesa ammissibile tenuto conto anche degli obiettivi posti.
2. Ai fini della corretta valutazione puo’ essere richiesta
documentazione integrativa anche a dimostrazione che i costi delle
azioni proposte non siano superiori ai correnti prezzi di mercato.
3. Qualora i Comitati, nelle loro valutazioni, ritengano non
ammissibili azioni di un progetto fondamentali per il raggiungimento
degli obiettivi e per l’attuazione della strategia nel suo complesso,
lo stesso e’ escluso dal contributo comunitario.
4. Qualora sulla base delle valutazioni effettuate dai Comitati si
attui una decurtazione di azioni non strategiche ovvero una
decurtazione di quota parte della spesa stimata delle azioni inserite
nel progetto, che non ne pregiudichi la validita’ strategica
complessiva, i beneficiari possono richiedere una rimodulazione dello
stesso in modo da renderlo strategicamente coerente con gli obiettivi
prefissati e con la previsione della normativa comunitaria.
5. La rimodulazione di cui al precedente comma puo’ riguardare
esclusivamente una eventuale diversa ripartizione della spesa ammessa
a contributo all’interno delle stesse voci di spesa dichiarate
ammissibili, al fine di rendere piu’ efficace la spesa complessiva.
6. Le determinazioni dei Comitati di valutazione sono comunicate ai
beneficiari.
7. I progetti rimodulati di cui ai precedenti commi 4 e 5, sono
presentati alle autorita’ competenti entro 10 giorni dalla
comunicazione di cui al precedente comma 6 ai fini del loro esame
secondo la procedura di cui al presente articolo. Successivamente,
gli stessi sono trasmessi dalle autorita’ competenti ad Agea.
8. Il Ministero e le Regioni con propri provvedimenti dichiarano
ammissibili i progetti sulla base della graduatoria di merito e delle
risorse finanziarie disponibili.
9. Nel caso di progetti multiregionali, la valutazione del progetto
e’ affidato al Comitato istituito presso la Regione capofila.

Art. 10

Comitato per la strategia ed il coordinamento della misura

1. E’ istituito il Comitato per la strategia ed il coordinamento
della misura, composto da 4 rappresentanti del Ministero, di cui uno
in veste di presidente, 6 rappresentanti delle Regioni e Province
autonome, 4 rappresentanti della filiera vitivinicola, 1
rappresentante di Buonitalia Spa e 1 rappresentante di AGEA, con le
seguenti finalita’:
valuta la coerenza dei progetti ammessi a beneficio con le
campagne nazionali di promozione e con quelli presentati in
conformita’ al regolamento (CE) n. 3/2008;
garantisce il monitoraggio dell’applicazione della misura, in
conformita’ alla normativa comunitaria ed al del programma di
sostegno nonche’ definisce gli indicatori necessari alla valutazione
dell’efficacia della misura rispetto agli obiettivi;
redige, in base alle elaborazioni fornite da Agea sulla banca
dati dei progetti, prospetti indicativi dei costi standard per
attivita’ e servizi omogenei, al fine di supportare i comitati di
valutazione, nazionale e regionali, in termini di congruita’ dei
costi;
valuta i fabbisogni prioritari di promozione della filiera
vitivinicola in relazione ai mercati dei Paesi terzi, anche
promuovendo specifici studi di mercato;
propone l’adozione di indicazioni comuni per la realizzazione
delle azioni ammissibili (es. logo, messaggi di comunicazione);
propone la revisione dei criteri di priorita’ da applicare alla
selezione dei progetti.
2. Il Comitato di cui al comma 1 opera in due sottogruppi:
Monitoraggio e coordinamento della misura e Strategia di promozione
pluriennale.
3. Le funzioni di segreteria per il Comitato e per i sottocomitati
sono assicurate dal personale della Direzione generale dello sviluppo
agroalimentare e della qualita’.

Art. 11

Entita’ del sostegno

1. L’importo dell’aiuto a valere sui fondi comunitari e’ pari, al
massimo, al 50% delle spese sostenute per svolgere le attivita’
indicate; la residua percentuale e’ a carico del soggetto proponente.
2. La percentuale di intervento pubblico, in caso di integrazione
del contributo comunitario con fondi nazionali e/o regionali, puo’
essere elevata fino al massimo del 70% qualora i progetti presentati
riguardino i prodotti di cui al precedente art. 5.
3. Qualora il programma presentato contenga anche una sola azione
rivolta in modo inequivocabile e diretto alla promozione ed alla
pubblicita’ di uno o piu’ marchi commerciali, l’integrazione di cui
al precedente comma 2 non puo’ essere erogata.
4. Non e’ consentita la cumulabilita’ con altri aiuti pubblici
anche ai fini della percentuale massima di intervento di cui al comma
2.
5. Sono ammissibili, a valere sia sui fondi quota nazionale che
regionale, progetti aventi un costo complessivo minimo per Paese
terzo non inferiore a 100.000 euro per anno.

Art. 12

Modalita’ di presentazione

1. I progetti per l’accesso ai fondi di competenza nazionale sono
presentati in originale all’Agea – Organismo pagatore ed in copia al
Ministero. I progetti per l’accesso ai fondi di competenza regionale,
sono presentati in duplice originale di cui uno alla Regione
territorialmente competente, in relazione alla sede legale del
richiedente, ed uno all’Organismo Pagatore Agea ed in copia al
Ministero.

Art. 13

Dotazione finanziaria

1. Le risorse finanziarie assegnate alla misura sono di seguito
riportate con l’indicazione dell’anno di riferimento:
campagna 2010-2011: euro 48.444.440,00;
campagna 2011-2012: euro 82.380.817,00;
campagna 2012-2013: euro 102.164.449,00.
2. La ripartizione dei fondi di cui al comma 1 tra le Regioni e
Province autonome e’ effettuata sulla base dei seguenti criteri:
40% sulla base della superficie vitata regionale;
40% sulla base della superficie rivendicata DO/IGT regionale
risultante dalla dichiarazione di raccolta presentata nell’anno 2008;
10% sulla base del volume di export di vino riferito agli ultimi
3 anni (2005 – 2006 – 2007 fonte Commercio estero – elaborazione
INEA);
10% sulla base del valore prodotto vino (valore prezzi correnti
riferiti agli ultimi 5 anni – fonte ISTAT).
3. Il piano di riparto e’ effettuato con provvedimento del
Direttore generale delle Politiche comunitarie e internazionali di
mercato sulla base dei criteri di cui al comma 2, ovvero, di nuovi
parametri, comunicati alla Direzione generale delle politiche
comunitarie e internazionali di mercato, stabiliti Regioni.

Art. 14

Disposizioni finali

1. Le Regioni comunicano al Ministero ed all’Agea Coordinamento,
entro il 15 febbraio o il 15 giugno di ciascun anno, gli spostamenti
di fondi tra le misure ai fini della modifica del programma nazionale
di sostegno.
2. Entro 30 giorni dalla stipula dei contratti Agea comunica al
Ministero ed alle Regioni il numero dei contratti stipulati e
l’importo di ciascuno, in modo da consentire l’eventuale
ridistribuzione ad altre misure delle risorse non utilizzate. Inoltre
comunica gli importi complessivamente erogati per il finanziamento
dei progetti sia nazionali che regionali, in tempo utile per le
richieste comunicazioni alla Commissione UE.
3. Nell’avviso alla presentazione dei progetti saranno definite le
modalita’ ed i termini per lo scambio delle informazioni tra il
Ministero, le Regioni e l’Agea in merito sia alla fase che precede la
stipula dei contratti sia a quella successiva.
4. Le spese relative ai progetti presentati ai sensi del presente
decreto sono effettuate a decorrere dal 16 ottobre dell’anno di
inizio della campagna di riferimento, anche nel caso di approvazione
anticipata rispetto a detto termine.
5. Al fine di assicurare maggiore efficacia della spesa, il
calendario di cui all’art. 8 comma 1 lett. d) sara’ reso pubblico
secondo disposizioni impartite con l’invito alla presentazione dei
progetti.

Art. 15

Abrogazione e proroga temporanea dell’efficacia

1. Il decreto ministeriale 8 maggio 2009 e’ abrogato con effetto
dal 16 ottobre 2010. Esso continua tuttavia ad applicarsi ai progetti
presentati ed approvati a valere sui fondi di pertinenza delle
campagne 2008/2009 e 2009/2010.
Il presente decreto e’ trasmesso all’Organo di controllo per la
registrazione ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 22 luglio 2010

Il Ministro: Galan

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 22 luglio 2010

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