MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 20 dicembre 2006 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 20 dicembre 2006

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 20 dicembre 2006 - Disciplina della Camera nazionale arbitrale in agricoltura. (GU n. 43 del 21-2-2007)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 20 dicembre 2006
Disciplina della Camera nazionale arbitrale in agricoltura.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Visto il decreto legislativo 27 maggio 1999, n. 165, e successive
modificazioni, concernente la soppressione dell’AIMA e istituzione
dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA), a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;
Visto lo Statuto dell’AGEA;
Visto il regolamento (CE) n. 1663 del 7 luglio 1995 della
Commissione che stabilisce modalita’ di applicazione del regolamento
(CE) n. 729/70 per quanto concerne la procedura di liquidazione dei
conti del FEOGA sezione «Garanzia»;
Visto il regolamento (CE) n. 1257 del 17 maggio 1999 del Consiglio
e successive modificazioni, sul sostegno allo sviluppo rurale da
parte del FEOGA «Orientamento» e «Garanzia»;
Visto il regolamento (CE) n. 1258 del 17 maggio 1999 del Consiglio
e successive modificazioni, relativo al finanziamento della politica
agricola comune;
Visto il regolamento (CE) n. 1259 del 17 maggio 1999 del Consiglio
e successive modificazioni, che stabilisce norme comuni relative ai
regimi di sostegno diretto nell’ambito della politica agricola
comune;
Visto il regolamento (CE) n. 1260 del 21 giugno 1999 del Consiglio
e successive modificazioni recante disposizioni generali sui Fondi
strutturali;
Visto il regolamento (CE) n. 2390 del 25 ottobre 1999 della
Commissione e successive modificazioni ed integrazioni, recante
modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n. 663/1995 per quanto
riguarda la forma e il contenuto delle informazioni contabili che gli
Stati membri devono tenere a disposizione della Commissione nel
quadro della liquidazione dei conti FEOGA, sezione «Garanzia»;
Visto il regolamento (CE) n. 1685 del 28 luglio 2000 della
Commissione e successive modificazioni recante disposizioni di
applicazione del regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio per
quanto riguarda l’ammissibilita’ delle spese concernenti le
operazioni cofinanziate dai Fondi strutturali;
Visto il regolamento (CE) n. 963 del 17 maggio 2001 della
Commissione e successive modificazioni, recante modalita’ di
applicazione del regolamento (CE) n. 1259/1999 del Consiglio per
quanto riguarda il sostegno supplementare comunitario e la
trasmissione di informazioni alla Commissione;
Vista la decisione 94/442/CE del 1° luglio 1994 della Commissione,
relativa all’istituzione di una procedura di conciliazione nel quadro
della liquidazione dei conti del FEOGA, sezione «Garanzia»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile 2000, n.
118, e successive modificazioni, recante norme per la semplificazione
del procedimento per la disciplina degli albi dei beneficiari di
provvidenze di natura economica, a norma dell’art. 20, comma 8, della
legge 15 marzo 1997, n. 59;
Considerato che i regolamenti comunitari sopra richiamati, nonche’
il regolamento CE n. 445/2002, prevedono la rendicontazione da parte
dell’AGEA delle spese legittimamente sostenute nell’annualita’ di
riferimento, ponendo l’esigenza di definire tutte le controversie
eventualmente insorte entro tale termine;
Considerato che i tempi occorrenti per l’espletamento dei relativi
giudizi in via ordinaria rendono estremamente difficile rispettare
tale termine e che una significativa quantita’ di controversie in
ragione di tali possibili ritardi rischia concretamente di non
consentire la tempestiva rendicontazione delle relative spese;
Valutato che la situazione determinatasi comporterebbe il non pieno
utilizzo delle risorse assegnate all’Italia dalla U.E., producendo un
danno sia ai beneficiari sia allo Stato stesso;
Considerato peraltro che per far fronte in modo tempestivo alle
eventuali necessita’ finanziarie derivanti dalla possibile
conclusione del contenzioso a favore dei beneficiari in annualita’
successive occorrerebbe realizzare, con fondi nazionali, stanziamenti
suppletivi utili a coprire tali esigenze e che cio’ violerebbe i
profili di concorrenza comunitaria, oltre che essere estremamente
oneroso per le risorse statali;
Ritenuto di risolvere il problema attraverso la organizzazione di
apposite procedure di conciliazione e procedure arbitrali a cui
devolvere la risoluzione, in via semplificata, delle predette
controversie nel pieno rispetto dei diritti dei beneficiari e nella
positiva considerazione dell’urgenza di rispettare i termini posti
dall’ordinamento comunitario;
Valutata positivamente la possibilita’ di ricorrere a tali
procedure di risoluzione delle controversie, alternative alla
giurisdizione ordinaria, perfettamente aderenti con i contenuti del
nostro sistema normativo, ed espressione del potere di organizzazione
dei soggetti pubblici, in piena sintonia con l’ordinamento
comunitario, assicurando procedure facilmente accessibili e meno
onerose per una equa, tempestiva e trasparente composizione delle
controversie;
Visti gli articoli 806 e seguenti del codice di procedura civile,
come modificati dal decreto legislativo n. 40/2006, che prevedono la
possibilita’ di ricorrere, al fine di semplificare le procedure di
risoluzione delle controversie, a procedure arbitrali nonche’ di
conciliazione;
Vista la deliberazione del commissario straordinario AGEA n. 31 del
7 giugno 2002 con la quale sono stati definiti i principi cui devono
ispirarsi le procedure di risoluzione semplificata delle controversie
di competenza AGEA, mediante la realizzazione di una camera arbitrale
e di uno sportello di conciliazione;
Visto il decreto ministeriale 1° luglio 2002, n. 743, con cui e’
stata approvata la succitata delibera n. 31 del 7 giugno 2002 del
commissario straordinario dell’AGEA;
Visto il decreto legislativo n. 99 del 29 marzo 2004 con cui sono
affidati alla Camera nazionale arbitrale in agricoltura nuovi compiti
relativi, in particolare, alla certificazione della definizione delle
posizioni dei soggetti istanti per l’ottenimento di una specifica
tutela del credito;
Visto il decreto ministeriale 5 agosto 2004 in cui all’art. 14 si
prevede l’inserimento della clausola arbitrale nell’ambito delle
determinazioni relative alle domande della nuova PAC;
Visto il decreto legislativo n. 40/2006 in materia di riforma
dell’arbitrato e della conciliazione;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
3 marzo 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 maggio 2006,
n. 100;
Visto sempre il decreto legislativo n. 99/2004 che all’art. 16,
comma 3 prevede la competenza del Ministro delle politiche agricole e
forestali all’approvazione del decreto relativo alla definizione
delle nuove procedure arbitrali e di conciliazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2005, n.
79, che nel prescrivere la riorganizzazione del Ministero delle
politiche agricole e forestali, attribuisce, come disposto dall’art.
3, al Dipartimento delle politiche di sviluppo, la competenza
relativa all’istituzione della camera arbitrale;
Ritenuto di procedere agli adempimenti previsti dal decreto
legislativo n. 99/2004 attraverso la definizione, mediante il
presente decreto ministeriale, di una nuova disciplina della Camera
nazionale arbitrale in agricoltura sia con riferimento alle procedure
arbitrali che di conciliazione;
Ritenuto, infine, di collocare, in ossequio alle determinazioni
ricordate, la suddetta camera presso il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali.
Visto l’art. 17, comma 3 della legge 23 agosto 1988, n. 400 e
successive modificazioni, che prevede la competenza ministeriale
all’approvazione del relativo decreto quando una fonte legislativa ne
preveda l’emanazione conferendo espressamente tale potere;
Decreta:

Titolo I
FINALITA’, ISTITUZIONE
ED ORGANIZZAZIONE

Art. 1.
Finalita’ ed istituzione della camera arbitrale
e degli organismi di conciliazione
1. Il presente decreto ministeriale recepisce le novita’ introdotte
in materia di arbitrato e di conciliazione dal decreto legislativo n.
40/2006 e disciplina l’istituzione, l’organizzazione ed il
funzionamento della camera nazionale arbitrale in agricoltura e del
comitato di conciliazione, ai sensi dell’art. 16, comma 3, del
decreto legislativo n. 99/2004.
2. Il presente decreto realizza la semplificazione e la riduzione
dei tempi per la risoluzione delle controversie nelle quali AGEA e’
parte, definendo modalita’ operative facilmente accessibili e meno
onerose per una loro equa, tempestiva e trasparente composizione,
mediante il ricorso a strumenti quali l’arbitrato e la conciliazione,
alternativi ai giudizi ordinari.
3. Della camera arbitrale e del comitato di conciliazione possono
avvalersi anche le regioni o gli organismi pagatori da esse
eventualmente istituiti, previa sottoscrizione di apposita intesa
operativa.

Art. 2.
Norma organizzativa
1. La camera arbitrale e’ struttura costituita presso il Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali, in attuazione del
decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 2005, n. 79, con
particolari autonomie funzionali ed organizzative atte a garantirne
la necessaria indipendenza nella gestione delle procedure di
contenzioso o di conciliazione.
2. La camera arbitrale e’ …

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