MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 20 dicembre 2006 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 20 dicembre 2006

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 20 dicembre 2006 - Metodi ufficiali di analisi per il controllo degli alimenti per animali «Presentazione ed interpretazione dei risultati d'analisi» - Supplemento n. 20. Recepimento della direttiva 2005/6/CE. (GU n. 42 del 20-2-2007)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 20 dicembre 2006

Metodi ufficiali di analisi per il controllo degli alimenti per
animali «Presentazione ed interpretazione dei risultati d’analisi» –
Supplemento n. 20. Recepimento della direttiva 2005/6/CE.

IL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI
Ispettorato centrale repressione frodi
di concerto con
L’AGENZIA DELLE DOGANE, IL MINISTERO DELLA SALUTE
E IL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
Visti l’art. 43 del regio decreto-legge 15 ottobre 1925, n. 2033,
convertito, nella legge 18 marzo 1926, n. 562, riguardante la
repressione delle frodi nella preparazione e nel commercio di
sostanze di uso agrario e di prodotti agrari, e l’art. 108 del
regolamento di esecuzione dello stesso R.D.L., approvato con regio
decreto 1° luglio 1926, n. 1361, i quali prescrivono che le analisi
occorrenti in applicazione delle norme contenute nelle suddette
disposizioni nazionali dovranno essere eseguite dai laboratori
incaricati con i metodi prescritti da questo Ministero, di concerto
con il Ministero delle finanze, il Ministero della sanita’ ed il
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Visto l’art. 44 della legge 20 febbraio 2006, n. 82 «recante
disposizioni di attuazione della normativa comunitaria relativa
all’OCM del vino», che prevede l’istituzione presso questo Ministero
di una commissione consultiva per l’aggiornamento dei metodi
ufficiali di analisi relativi ai prodotti disciplinati dal citato
R.D.L., la presenza, in qualita’ di componenti di detta commissione,
di rappresentanti dei Ministeri concertanti e di enti o istituti
specializzati nei settori nonche’ la possibilita’ che la commissione
stessa sia articolata in sottocommissioni composte da esperti
competenti per singole materie;
Visto l’art. 1 del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181
«disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri, con il quale,
tra l’altro, e’ stata stabilita la seguente nuova denominazione di
questo Ministero e del Ministero delle attivita’ produttive,
rispettivamente «Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali» e «Ministero dello sviluppo economico»;
Visti il decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282, convertito, con
modificazioni, nella legge 7 agosto 1986, n. 462; il decreto-legge
21 novembre 2000, n. 355, convertito, con modificazioni, nella legge
19 gennaio 2001, n. 3; il decreto-legge 11 gennaio 2001, n. 1,
convertito, con modificazioni, nella legge 9 marzo 2001, n. 49; il
decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali 13 febbraio
2003, n. 44, modificato con il decreto 11 novembre 2004, n. 294; il
decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182, convertito, con
modificazioni, nella legge 11 novembre 2005, n. 231 e da ultimo il
decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali del
19 dicembre 2005, relativi all’Ispettorato centrale repressione
frodi;
Visto l’art. 57, comma 1 del decreto legislativo del 30 luglio
1999, n. 300, in base al quale alle agenzie fiscali sono trasferiti i
«rapporti giuridici, poteri e competenze» relativi alle funzioni
esercitate in precedenza dai dipartimenti del Ministero delle
finanze, disponendo che tali rapporti giuridici, poteri e competenze
«vengono esercitati secondo la disciplina dell’organizzazione interna
di ciascuna agenzia»;
Visto l’art. 63, comma 1 del citato decreto legislativo n.
300/1999, che stabilisce che «all’Agenzia delle dogane spettano tutte
le funzioni svolte dal Dipartimento delle dogane del Ministero delle
finanze, incluse quelle esercitate in base ai trattati dell’Unione
europea o ad altri atti e convenzioni internazionali»;
Visto l’art. 68, comma 1 del citato decreto legislativo n.
300/1999, in base al quale «il direttore rappresenta l’Agenzia»;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive
modificazioni;
Visto il Regolamento (CE) n. 882/2004 in materia di controlli
ufficiali nei mangimi e negli alimenti, che dispone all’art. 11 –
Capo III Campionamento ed analisi, che: «i metodi di analisi
utilizzati nel contesto dei controlli ufficiali sono conformi alle
pertinenti norme comunitarie»;
Visto il decreto ministeriale 21 settembre 1971, con il quale sono
stati approvati i «Metodi ufficiali di analisi degli alimenti per uso
zootecnico», modificati ed integrati da ultimo con il decreto
20 febbraio 2006 – supplemento n. 19;
Vista la direttiva 2005/6/CE della Commissione del 26 gennaio 2005,
che modifica la direttiva 71/250/CEE per quanto riguarda la
presentazione e l’interpretazione dei risultati di analisi;
Visto il decreto ministeriale 28 maggio 1982, di approvazione di
«Metodi ufficiali di analisi per il controllo degli alimenti per
animali – Supplemento n. 6, con il quale, tra l’altro, sono state
recepite disposizioni comunitarie di modifica della direttiva
71/250/CEE per quanto riguarda la presentazione e l’interpretazione
dei risultati di analisi;
Considerato che per assicurare un approccio armonizzato nell’ambito
del controllo ufficiale delle sostanze indesiderabili di cui al
decreto legislativo n. 149/2004, e’ di grande importanza che i
risultati di analisi vengono presentati ed interpretati in modo
uniforme;
Ritenuto necessario adottare le opportune disposizioni per
conformare le norme nazionali a quelle prescritte dalla direttiva
comunitaria 2005/6/CE;
Decreta:
Art. 1.
La presentazione e l’interpretazione dei risultati di analisi
relativi al controllo ufficiale delle sostanze indesiderabili devono
essere eseguiti in conformita’ ai criteri descritti nel supplemento
n. 20, allegato al presente decreto.

Art. 2.
Il decreto ministeriale 28 maggio 1982 «approvazione di metodi
ufficiali di analisi per il controllo degli alimenti per animali» –
supplemento n. 6, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana – serie generale – n. 265, del 25 settembre 1982,
e’ pertanto modificato come segue:
1. all’art. 2 dopo il secondo comma e’ aggiunto il seguente: «per
quanto riguarda le sostanze indesiderabili ai sensi del decreto
legislativo n. 149/2004, comprese le diossine e i PCB di tipo
diossina, si applica il punto C3 dell’allegato al presente decreto»;
2. il supplemento n. 6, nella parte I «disposizioni generali
concernenti i metodi di analisi degli alimenti degli animali “lettera
C” applicazione dei metodi di analisi ed espressione dei risultati»
e’ integrato con il punto 3, conformemente all’allegato al presente
decreto.

Art. 3.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana ed entra a far parte della Raccolta ufficiale dei
metodi nazionali.
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione.
Roma, 20 dicembre 2006
p. Il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali
Lo Piparo
p. L’Agenzia delle dogane
Guaiana
p. Il Ministero della salute
Ferri
p. Il Ministero dello sviluppo economico
Bianchi

Allegato
METODI DI ANALISI PER IL CONTROLLO UFFICIALE
DEGLI ALIMENTI PER ANIMALI
Supplemento n. 20
Presentazione ed interpretazione
dei risultati di analisi delle sostanze indesiderabili
1. Disposizioni generali concernenti i metodi di analisi degli
alimenti per gli animali.
C. Applicazione dei metodi decreto-legge analisi ed espressione
dei risultati.
3. Per quanto riguarda le sostanze indesiderabili ai sensi del
decreto legislativo 149/2004 e successive modifiche, comprese le
diossine e i PCB di tipo diossina, un prodotto destinato
all’alimentazione animale e’ considerato non conforme al limite
massimo fissato, quando il risultato dell’analisi e’ giudicato
superiore al limite massimo, tenuto conto dell’incertezza di misura
estesa e della correzione per il recupero.
La concentrazione analizzata corretta per il recupero e
l’incertezza di misura estesa sottratta, e’ utilizzata per la
valutazione della conformita’ nei casi in cui il metodo di analisi
consenta la stima dell’incertezza di misura e della correzione per il
recupero (ad esempio, cio’ non e’ possibile in caso di analisi
microscopica).
Il risultato dell’analisi e’ riportato come segue (quando il
metodo di analisi permette di valutare l’incertezza di misura ed il
tasso di recupero):
a) corretto o non corretto per il recupero, indicando il modo
di presentazione ed il livello di recupero;
b) nella forma» x +/- U «dove x e’ il risultato dell’analisi, U
l’incertezza di misura estesa, calcolata per mezzo di un fattore di
copertura 2 che da’ un livello di affidabilita’ del 95% circa.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 20 dicembre 2006

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