MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 18 luglio 2006 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 18 luglio 2006

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 18 luglio 2006 - Interventi di protezione delle risorse acquatiche, relativi all'anno 2006. (GU n. 211 del 11-9-2006)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 18 luglio 2006
Interventi di protezione delle risorse acquatiche, relativi all’anno
2006.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche
concernente la disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante il regolamento di esecuzione alla legge n. 963/1965;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, che agli
articoli 4, 14 e 14-bis stabilisce gli obiettivi d’intervento
previsti per il settore della pesca e dell’acquacoltura;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153;
Visto il regolamento (CE) n. 1626/94 del 27 giugno 1994 del
Consiglio, e successive modifiche, che istituisce misure tecniche per
la conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo;
Visto il regolamento (CE) n. 2369/02 del 20 dicembre 2002 del
Consiglio, recante modifica al regolamento (CE) n. 2792/99, che
definisce modalita’ e condizioni delle azioni strutturali comunitarie
nel settore della pesca, ed in particolare l’art. 12, paragrafo 6,
relativo alla possibilita’ da parte degli Stati membri di varare
misure di accompagnamento per i membri dell’equipaggio dei
pescherecci interessati, finanziate a livello nazionale, per
promuovere l’interruzione temporanea dell’attivita’ di pesca nel
quadro dei piani di protezione delle risorse acquatiche;
Vista la legge 23 dicembre 2004, n. 266, recante «Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2006)» che all’art. 1, comma 15, istituisce un fondo da
ripartire delle dotazioni di bilancio relative ai trasferimenti
correnti alle imprese;
Visto l’elenco n. 3, allegato alla legge finanziaria sopra
indicata, e il decreto-legge 27 gennaio 2004, n. 16, convertito dalla
legge 27 marzo 2004, n. 77, e la legge 30 dicembre 2004, n. 311
(legge finanziaria 2005);
Ravvisata l’opportunita’ di garantire un migliore equilibrio fra le
risorse biologiche e l’attivita’ di pesca attraverso un piano di
protezione delle risorse acquatiche per l’anno 2006, elaborato in
base al regolamento (CE) n. 2792/99;
Considerato che il piano di protezione suddetto si inserisce in una
strategia complessiva sotto il profilo temporale e ambientale che
prevede l’attuazione delle interruzioni tecniche della pesca a
partire dal 2007 in via obbligatoria per tutti i mari presi in
considerazione dal citato piano 2006;
Sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca e
l’acquacoltura nelle sedute del 20 e del 27 giugno 2006;
Decreta:

Art. 1.
Piano di protezione delle risorse acquatiche

1. Gli interventi regolati dal presente decreto, relativi all’anno
2006:
a) fanno parte del piano triennale 2004-2006 per la protezione
delle risorse acquatiche;
b) si inseriscono nell’ambito di politiche a sostegno della pesca
responsabile attraverso misure progressive miranti a migliorare la
sostenibilita’ dell’attivita’ di pesca marittima;
c) prevedono la valutazione scientifica delle misure in questione
al fine di verificarne l’efficacia.

Art. 2.
Interruzione temporanea della pesca per l’anno 2006

1. Le interruzioni temporanee della pesca di cui al presente
decreto riguardano le navi autorizzate ai sistemi di pesca di seguito
individuati, ad esclusione delle unita’ abilitate alla pesca oceanica
che operano oltre gli stretti.
2. Le regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna disciplinano,
per le navi iscritte nei relativi compartimenti marittimi, ad
esclusione delle unita’ abilitate alla pesca oceanica che operano
oltre gli stretti, le interruzioni temporanee della pesca in
conformita’ al presente decreto oppure in base alle rispettive
legislazioni regionali e con le eventuali misure sociali di
accompagnamento a carico dei rispettivi bilanci.

Art. 3.
Modalita’ dell’esecuzione dell’interruzione temporanea obbligatoria
delle navi abilitate alla pesca a strascico e volante

1. Per le navi da pesca di cui all’art. 2, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Trieste a Termoli, e’ disposta l’interruzione temporanea
obbligatoria della pesca per ventisei giorni consecutivi dal
31 luglio al 25 agosto.
2. Per le navi da pesca di cui all’art. 2, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Manfredonia a Bari, e’ disposta l’interruzione
temporanea obbligatoria della pesca per ventisei giorni consecutivi
dal 7 agosto al 1° settembre.
3. Per le navi da pesca di cui all’art. 2, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Brindisi ad Imperia, e’ disposta l’interruzione
temporanea obbligatoria della pesca per quattordici giorni
consecutivi dal 4 settembre al 17 settembre. Tali imprese di pesca
possono prolungare l’interruzione temporanea della pesca per
ulteriori dodici giorni consecutivi qualora gli armatori che
rappresentino almeno il 60% delle imbarcazioni iscritte nel medesimo
compartimento producano entro il 4 settembre dichiarazione
irrevocabile nella quale attestino la decisione di aderire
all’interruzione temporanea per l’ulteriore periodo; la relativa
sospensione e’ disposta entro il 15 settembre con ordinanza del Capo
del compartimento marittimo, affissa all’albo della Capitaneria di
porto e comunicata agli armatori interessati.

Art. 4.
Modalita’ di esecuzione

1. Per i periodi di interruzione temporanea di cui all’art. 3 sono
corrisposte le misure sociali di cui al successivo art. 7. Tali
misure non sono erogate nei casi in cui, per lo stesso titolo,
l’interessato abbia ricevuto altra misura da parte delle regioni,
delle province, dei comuni o di altri enti pubblici, fatta salva la
possibilita’ di integrazione nella misura massima consentita a carico
dei predetti enti pubblici.
2. Durante il periodo di interruzione temporanea della pesca e’
fatto divieto di esercitare l’attivita’ di pesca, nelle acque del
compartimento in cui si attua la misura, anche alle navi da pesca
provenienti da altri compartimenti abilitate ai sistemi di pesca
interessati. La violazione del presente divieto e’ punita in base
alla normativa vigente.
3. Le navi da pesca che operano in aree diverse dai compartimenti
di iscrizione possono effettuare l’interruzione temporanea nel
periodo previsto in tali aree, previa comunicazione scritta
all’ufficio di iscrizione della nave entro cinque giorni precedenti
l’interruzione ivi prevista e possono svolgere operazioni commerciali
e tecniche nei porti di iscrizione o di base logistica.
4. Le navi abilitate all’esercizio con altri sistemi di pesca,
oltre allo strascico e/o volante, nonche’ quelle autorizzate al
pesca-turismo possono optare, con rinuncia alle misure sociali di cui
all’art. 7, per la continuazione, durante il periodo di interruzione
obbligatorio, della pesca con gli altri sistemi, previo sbarco delle
attrezzature per lo strascico e/o volante. A tal fine l’armatore deve
dare comunicazione scritta, entro e non oltre il giorno precedente
l’inizio dell’interruzione temporanea obbligatoria, al Capo del
compartimento di iscrizione o all’autorita’ marittima del porto di
base logistica. Effettuata l’opzione, le navi in questione possono
riprendere ad operare a strascico e/o volante solo a partire
dall’inizio della nona settimana dopo la conclusione del periodo di
fermo cui avrebbero dovuto partecipare.
5. Le navi da pesca che effettuano la pesca mediterranea e dei
gamberi di profondita’ nello Ionio, nel Tirreno e nel Canale di
Sicilia, possono effettuare l’interruzione delle attivita’ di pesca
di cui all’art. 3 del presente decreto, in maniera cumulativa al
termine della campagna di pesca dandone comunicazione alla
Capitaneria di porto del luogo di iscrizione dell’unita’ stessa.

Art. 5.
Misure tecniche

1. Fermo restando quanto previsto dal contratto collettivo
nazionale di lavoro in materia di riposo settimanale, in tutti i
compartimenti marittimi, e’ vietata la pesca con il sistema a
strascico e/o volante nei giorni di sabato, domenica e festivi. Con
specifico provvedimento direttoriale e’ autorizzato, in deroga al
suddetto principio, lo svolgimento dell’attivita’ di pesca
esclusivamente in coincidenza con le festivita’ natalizie.
2. Non e’ consentito nei giorni di sabato e domenica il recupero di
eventuali giornate di inattivita’ causate da condizioni meteomarine
avverse.
3. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle navi da pesca
esercitanti il pesca-turismo, previo sbarco degli attrezzi ovvero
apposizione dei sigilli da parte della autorita’ marittima.
4. Dall’entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 ottobre
2006 e’ vietata, nelle acque dei compartimenti marittimi
dell’Adriatico, ad eccezione di quelli di Monfalcone e di Trieste, e
dello Ionio la pesca a strascico e/o volante entro una distanza dalla
costa inferiore alle 4 miglia ovvero con una profondita’ d’acqua
inferiore a…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 18 luglio 2006

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