MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 16 dicembre 2010 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 16 dicembre 2010

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 16 dicembre 2010 - Disciplina dei concorsi enologici, in applicazione dell'articolo 21, comma 3, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61. (11A00708) - (GU n. 28 del 4-2-2011 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 16 dicembre 2010

Disciplina dei concorsi enologici, in applicazione dell’articolo 21,
comma 3, del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61. (11A00708)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007, recante l’organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli, regolamento
unico OCM;
Visto il regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio del 29 aprile
2008, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in
particolare il titolo III, Capo III, IV e V, recanti norme sulle
denominazioni di origine, le indicazioni geografiche e le menzioni
tradizionali;
Visto il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio del 25 maggio
2009, recante la modifica del regolamento (CE) n. 1234/2007, con il
quale in particolare il regolamento (CE) n. 479/2008 e’ stato
inserito nello citato regolamento (CE) n. 1234/2007, regolamento
unico OCM, a decorrere dal 1° agosto 2009;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, recante la
tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche
dei vini, in attuazione dell’art. 15 della legge 7 luglio 2009, n.
88;
Visto l’art. 21 del citato decreto legislativo n. 61 del 8 aprile
2010 relativo alla disciplina dei concorsi enologici e, in
particolare, il comma 3 che prevede che con decreto del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali sono da stabilire le
disposizioni per il riconoscimento degli organismi ufficialmente
autorizzati all’organizzazione dei concorsi enologici, per la
partecipazione delle relative partite di vino al concorso, ivi
compresa la composizione delle commissioni di degustazione, del
regolamento di concorso, nonche’ per il rilascio, la gestione, il
controllo ed il corretto utilizzo delle distinzioni attribuite;
Tenuto conto dell’esito positivo della consultazione della filiera
vitivinicola e delle Regioni e Province autonome sullo schema di
decreto in questione;
Ritenuto di dover adottare le disposizioni applicative di cui al
citato comma 3 dell’art. 21 del decreto legislativo n. 61/2010,
concernenti la disciplina dei concorsi enologici;

Decreta:

Art. 1

Distinzioni e loro utilizzo

1. Per distinzione di cui all’art. 21 del decreto legislativo 8
aprile 2010, n. 61, si intende qualsiasi riconoscimento (medaglia,
diploma, premio, trofeo, menzione in etichetta, bollino, ecc.)
attribuito ad una partita di vino che abbia partecipato con esito
positivo ad un concorso enologico autorizzato ai sensi del presente
decreto.
2. Le partite dei vini a denominazione di origine controllata e
garantita (DOCG), di origine controllata (DOC), ad indicazione
geografica tipica (IGT), nonche’ dei vini spumanti di qualita’,
possono fregiarsi di una delle distinzioni di cui al comma 1.
3. I concorsi enologici sono organizzati da enti ufficialmente
autorizzati al rilascio di distinzioni dal Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, di seguito denominato Ministero,
sentito il Comitato nazionale vini DOP e IGP di cui all’art. 16 del
decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61.

Art. 2

Organismo ufficialmente autorizzato
in materia di concorsi enologici

1. L’ente autorizzato ai sensi dell’art. 1, comma 3,
all’organizzazione dei concorsi enologici ed al rilascio delle
relative distinzioni e’ denominato «organismo ufficialmente
autorizzato».
2. L’organismo che intende organizzare concorsi enologici e
rilasciare distinzioni, ne richiede l’autorizzazione al Ministero,
Dipartimento delle politiche competitive del mondo rurale e della
qualita’, almeno 4 mesi prima dell’inizio del concorso, allegando la
seguente documentazione:
a) il proprio atto costitutivo e il regolamento del concorso
enologico;
b) esemplare o copia o foto delle distinzioni di cui all’art. 1,
comma 1, che si intendono attribuire.
L’autorizzazione e’ rilasciata nel termine di sessanta giorni dal
ricevimento della domanda.
3. Ottenuta l’autorizzazione, l’organismo ufficialmente autorizzato
deve:
a) due mesi prima dell’inizio delle selezioni, comunicare al
Ministero: l’avvenuta pubblicazione per estratto del regolamento del
concorso su almeno due quotidiani o riviste specializzate nel settore
enologico a larga diffusione, a livello nazionale od a livello
regionale, in relazione all’ambito di svolgimento del concorso
medesimo; la composizione del comitato organizzatore; il luogo e la
data della manifestazione e delle operazioni di selezione; il nome
del notaio, o di altro pubblico ufficiale incaricato alla
anonimizzazione di cui all’art. 5; il nome del responsabile della
segreteria e della tenuta della documentazione contabile; il nome del
presidente delle commissioni di degustazione responsabile della parte
tecnica del concorso;
b) quindici giorni prima dell’inizio delle selezioni, comunicare
al Ministero l’elenco dei componenti le commissioni di degustazione,
specificando nome, cognome, qualifica professionale e mansione
ricoperta da ciascun componente.
4. L’organismo ufficialmente autorizzato e’ il diretto responsabile
nei confronti del Ministero di tutti gli adempimenti e procedure
connesse all’organizzazione dei concorsi enologici ed al rilascio
delle relative distinzioni di cui al presente decreto.
5. Il Comitato organizzatore del Concorso, dopo aver ricevuto
l’autorizzazione da parte del Ministero, puo’ variare il regolamento
solo previa autorizzazione dello stesso Ministero.

Art. 3

Regolamento del concorso enologico

1. Il regolamento del concorso enologico, predisposto dallo stesso
organismo che richiede l’autorizzazione all’organizzazione del
concorso ed al rilascio delle relative distinzioni, e’ trasmesso al
Ministero ai sensi dell’art. 2, comma 3, e deve stabilire:
a) le finalita’ del concorso;
b) i tipi di vino ammessi, anche suddivisi per categorie, e
quantitativo minimo delle relative partite;
c) la struttura della partita che deve essere costituita da
bottiglie aventi una capacita non superiore a due litri e non
inferiore a 0,375 litri. Soltanto per concorsi a carattere locale,
ossia non di ambito nazionale o internazionale, e’ consentito che i
vini siano detenuti anche in recipienti di capacita’ superiore,
purche’ ne sia garantita la consistenza quantitativa della partita,
attraverso idonee metodologie di controllo disposte dall’organismo
organizzatore del concorso;
d) i requisiti delle aziende produttrici partecipanti;
e) le modalita’ di prelievo, di trasporto, di deposito e di
anonimizzazione dei campioni;
f) la composizione delle commissioni di degustazione e loro
funzionamento;
g) il criterio di valutazione e punteggio minimo richiesto per
l’attribuzione della distinzione;
h) il tipo di distinzione da attribuire:
i) le modalita’ di soluzione di eventuali controversie relative
all’espletamento del concorso.
2. Per i concorsi di ambito internazionale il regolamento deve
prevedere che la percentuale dei campioni partecipanti al concorso di
provenienza estera non deve essere inferiore al 20 % del totale.
Qualora nell’ambito dei controlli previsti durante lo svolgimento del
concorso la predetta percentuale non venisse raggiunta, il concorso
decade automaticamente dal suo ambito internazionale a quello
nazionale e l’Organismo autorizzato non potra’ rilasciare le relative
distinzioni internazionali.
3. Il regolamento del concorso garantisce parita’ di condizioni a
tutte le aziende produttrici partecipanti e puo’ prevedere un
contributo di adesione ed una quota di partecipazione, che comunque
devono essere contenute entro il limite delle effettive spese di
organizzazione.
4. Il regolamento prevede espressamente il divieto di rendere noto
l’elenco delle aziende che hanno partecipato al concorso.

Art. 4

Partecipazione al concorso

1. L’azienda produttrice che intende partecipare ad un concorso
enologico organizzato da un organismo ufficialmente autorizzato, deve
farne domanda all’organismo medesimo specificando:
a) i dati di identificazione dell’azienda;
b) la qualita’ e la tipologia della partita di vino;
c) la categoria di partecipazione al concorso;
d) l’impegno a consentire l’accesso in azienda del personale
incaricato ad effettuare il prelievo dei campioni.
2. L’azienda di cui al comma 1 e’ tenuta, inoltre, a trasmettere
all’organismo che organizza il concorso enologico per ciascun vino
iscritto:
a) apposita scheda contenente i principali dati analitici;
b) tre copie della etichetta con la quale si intende designare la
partita di vino.
3. Il Ministero e l’organismo ufficialmente autorizzato effettuano
gli opportuni controlli, anche mediante eventuali sopralluoghi presso
le aziende produttrici partecipanti al concorso enologico, per
constatare la veridicita’ e la regolarita’ di quanto specificato in
domanda e nella predetta documentazione allegata.
4. Qualora i controlli di cui al comma 3 evidenzino divergenza tra
i dati dichiarati e quelli riscontrati, la partita di vino
interessata e’ automaticamente esclusa dal concorso e le eventuali
irregolarita’, ove le stesse si configurino come fatto illecito, sono
denunciate all’ufficio competente per territorio del Dipartimento
dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualita’ e della
Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del Ministero.
5. Non sono ammessi al Concorso i vini presentati da produttori
singoli o associati, o da aziende che abbiano avuto a loro carico,
con sentenza passata in giudicato, procedimenti giudiziari dovuti a
frodi o sofisticazioni.

Art. 5

Prelievo ed anonimizzazione dei campioni

1. Il prelievo dei campioni dei vini partecipanti ad un concorso
enologico, le cui modalita’ sono previste nel regolamento del
concorso stesso, e’ effettuato da un pubblico ufficiale o
direttamente da un responsabile dell’azienda tramite
autocertificazione, secondo quanto specificatamente previsto dal
predetto regolamento.
2. Per ciascun vino partecipante al concorso e’ redatto apposito
verbale di prelievo, contenente:
a) le generalita’ del prelevatore con l’indicazione
dell’organismo che lo ha incaricato o del legale rappresentante
dell’azienda;
b) la specificazione del vino prelevato, e, in particolare, del
nome, dell’annata e della categoria, nonche’ gli elementi
caratteristici del campione;
c) l’indicazione della consistenza quantitativa della partita di
vino dalla quale e’ stato prelevato il campione. Nel caso di vino
imbottigliato, la consistenza quantitativa della partita di vino e’
individuata anche attraverso l’indicazione del numero delle bottiglie
utilizzate. Nell’eventualita’ che il vino sia detenuto in contenitori
di capacita’ superiore a due litri, la consistenza quantitativa e
qualitativa della partita deve essere garantita attraverso
l’identificazione dei singoli recipienti.
3. Il verbale di prelievo dei campioni e’ redatto in due copie,
delle quali una e’ trattenuta dall’azienda produttrice e una e’
trasmessa all’organismo ufficialmente autorizzato assieme ai relativi
campioni. In caso di prelievo da parte di un prelevatore ufficiale
sara’ prodotta una terza copia del verbale per il medesimo.
4. Dei campioni prelevati, tre esemplari sono conservati presso
l’organismo ufficialmente autorizzato ed organizzatore del concorso
per sei mesi dal termine della manifestazione per consentire i
controlli in caso di eventuali contestazioni.
5. I campioni di vino, prima di essere sottoposti all’esame
organolettico da parte delle commissioni di degustazione, sono
anonimizzati mediante l’utilizzo di due appositi codici: il primo da
attribuire al campione dall’organismo ufficialmente autorizzato nel
momento della sua consegna all’organismo medesimo; il secondo da
attribuire al campione, da parte di un notaio o di un pubblico
ufficiale o da un esperto formalmente incaricato dall’ente
organizzatore, prima della presentazione del campione in questione
alla commissione di degustazione. L’organismo ufficialmente
autorizzato si riserva altresi’ di adattare le opportune misure atte
ad assicurare che in sede di presentazione alla commissione di
degustazione non emerga alcun segno distintivo nei campioni stessi,
in particolare nella porzione di bottiglia esterna al contenitore
anonimizzante.

Art. 6

Commissioni di degustazione

1. Le commissioni di degustazione per i concorsi enologici sono
nominate, nel rispetto delle indicazioni contenute nel regolamento
dei concorsi medesimi, dall’organismo ufficialmente autorizzato e
sono composte, da non meno di cinque componenti.
2. Le commissioni sono composte in maggioranza da tecnici
degustatori aventi i seguenti titoli di studio e requisiti:
a) diploma di perito agrario specializzato in viticoltura ed
enologia od enotecnico (corso sessennale);
b) titolo di enologo ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 129;
c) titoli equipollenti conseguiti nell’Unione europea o
all’estero.
3. I professionisti di cui al comma 2, lettere a), b) e c) devono
aver svolto almeno un anno di attivita’ nel settore vitivinicolo.
4. Per i concorsi di ambito internazionale le commissioni di
degustazione devono essere costituite con la maggioranza dei
commissari esteri, rispettando altresi’ la maggioranza dei tecnici
degustatori di cui al comma 2.
5. Qualora sia previsto per una commissione di degustazione il
presidente, questi e’ nominato tra i tecnici degustatori.
6. Le commissioni non possono degustare, in ciascuna seduta, piu’
di quindici campioni e non possono effettuare piu’ di quattro sedute
al giorno opportunamente intervallate.
7. Le valutazioni degli esami organolettici sono espresse su
apposite schede secondo il metodo di analisi sensoriale «Union
internationale des oenologues». Non e’ consentito comunque
l’attribuzione di distinzioni se il risultato e’ inferiore agli
80/100.
8. Le valutazioni di cui al comma 7 sono espresse individualmente
da parte di ciascun componente la commissione, ovvero collettivamente
da parte della commissione; in tale ultimo caso, la commissione deve
risultare composta in numero dispari.
9. Qualora le valutazioni, ai sensi del comma 8, siano espresse
individualmente, il risultato e’ calcolato operando la media
aritmetica delle diverse valutazioni, espresse su apposita scheda,
previa eliminazione della valutazione piu’ elevata e di quella piu’
bassa.
10. In ogni caso, il computo dei risultati e’ effettuato in
presenza di un notaio o di un pubblico ufficiale, che ne garantisce
la correttezza.
11. Quando il regolamento del concorso enologico lo preveda, i
campioni possono essere sottoposti all’esame di piu’ commissioni. In
tal caso, le valutazioni sono espresse individualmente ed il
punteggio finale e’ comunque calcolato operando la media aritmetica
di tutte le schede delle diverse Commissioni, previa eliminazione
della valutazione piu’ elevata e di quella piu’ bassa.
12. Quando il regolamento del concorso enologico lo preveda, le
aziende partecipanti al concorso possono richiedere copia delle
schede di valutazione relative ai vini presentati. In tal caso, dalle
schede e’ stralciata la parte contenente nomi e firme dei commissari,
che devono restare anonimi.

Art. 7

Disciplina delle distinzioni

1. Le distinzioni di cui all’art. 1 del presente decreto, da
applicare sulle confezioni dei vini DOCG, DOC, IGT, nonche’ dei vini
spumanti di qualita’, non possono contenere caratteri, diciture e
disegni che traggano in inganno sull’origine geografica e sulla marca
commerciale. In ogni caso, non possono contenere nomi geografici
riservati dalla regolamentazione internazionale ad altri vini e
devono essere conformi alla normativa comunitaria e nazionale in
materia di etichettatura e presentazione.
2. L’organismo ufficialmente autorizzato, organizzatore del
concorso enologico, rilascia le distinzioni ai vincitori nella
quantita’ e con le modalita’ idonee a garantire che a fregiarsi della
distinzione stessa sia esclusivamente la partita del vino vincitore
di concorso nella consistenza quantitativa inizialmente individuata
ai sensi dell’art. 5. comma 2, lettera c) e risultante dal verbale di
prelievo dei campioni.
Il presente decreto sara’ trasmesso all’Organo di controllo per la
registrazione e sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 16 dicembre 2010

Il Ministro: Galan

Registrato alla Corte dei conti il 12 gennaio 2011
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 12

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 16 dicembre 2010

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