MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 14 maggio 2012 | Chimici.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 14 maggio 2012

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 14 maggio 2012 - Investimenti nei settori della trasformazione e della commercializzazione di cui agli articoli 34 e 35 del Reg. (CE) 1198/2006, per il finanziamento di interventi multi regionali nelle Regioni Fuori Convergenza. (12A08424) - (GU n. 176 del 30-7-2012 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 14 maggio 2012

Investimenti nei settori della trasformazione e della
commercializzazione di cui agli articoli 34 e 35 del Reg. (CE)
1198/2006, per il finanziamento di interventi multi regionali nelle
Regioni Fuori Convergenza. (12A08424)

IL DIRETTORE GENERALE
della pesca marittima e dell’acquacoltura

Visto il Regolamento (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio
2006 relativo al Fondo europeo per la pesca;
Visto il Regolamento (CE) n. 498/2007 della Commissione del 26
marzo 2007 recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
1198/2006 del Consiglio relativo al Fondo europeo per la pesca;
Visto il vademecum FEP della Commissione della comunita’ europea
del 26 marzo 2007;
Vista la decisione della Commissione europea C(2010) 7914 dell’11
novembre 2010 che ha approvato il Programma operativo revisionato
inerente l’intervento comunitario del Fondo europeo per la pesca in
Italia per il periodo di programmazione 2007/2013;
Visto il documento «Linee guida per la determinazione delle spese
ammissibili del programma FEP 2007-2013»;
Visto il decreto direttoriale n. 13 del 21 aprile 2010 con il quale
e’ stato approvato il Manuale delle procedure e dei controlli
dell’Autorita’ di gestione;
Vista la modifica dell’art. 3 dell’Accordo Multiregionale,
approvata nella seduta del 22 febbraio 2012 della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie
autonome di Trento e Bolzano;
Ritenuto opportuno, a seguito della modifica dell’art. 3
dell’accordo Multiregionale, attivare un bando di attuazione della
misura «Investimenti nei settori della trasformazione e della
commercializzazione» di cui agli articoli 34 e 35 del Reg. (CE)
1198/2006, per il finanziamento di interventi multiregionali nelle
Regioni Fuori Convergenza;
Ritenuto opportuno destinare a detta iniziativa fondi gestiti
dall’Autorita’ di gestione per un importo totale di euro
3.750.000,00, fatta salva l’assegnazione di ulteriori risorse resesi
disponibili;
Ritenuto opportuno adottare le modalita’ attuative della misura 2.3
«Investimenti nei settori della trasformazione e della
commercializzazione» a carattere multiregionale;

Decreta:

Art. 1

Finalita’ della misura

1. Ai sensi di quanto disposto dagli articoli 34 e 35 del Reg. CE
1198/2006, la misura attuata con il presente decreto e’ finalizzata
al miglioramento delle condizioni del settore della trasformazione e
della commercializzazione, intesa come l’insieme delle seguenti
operazioni:
preparazione che alteri l’integrita’ anatomica dei pesci come
l’eviscerazione, la decapitazione, l’affettatura, la sfilettatura, la
trituratura, la pelatura, la rifilatura, la sgusciatura, ecc.;
lavatura, pulitura, calibratura e depurazione dei molluschi
bivalvi;
conservazione, congelamento e confezionamento, compreso il
confezionamento sottovuoto o in atmosfera modificata;
trasformazione, ovvero processi chimici o fisici quali
riscaldamento, affumicamento, salatura, disidratazione o marinatura,
ecc., di prodotti freschi, refrigerati o congelati, anche associati
ad altri alimenti, o una combinazione di vari processi;
commercializzazione all’ingrosso dei prodotti ittici.
2. Gli investimenti, ammessi al finanziamento ai sensi del presente
decreto, devono perseguire uno o piu’ dei seguenti obiettivi:
miglioramento delle condizioni di lavoro;
miglioramento e monitoraggio delle condizioni di igiene o della
qualita’ dei prodotti;
produzione di prodotti di alta qualita’ destinati a nicchie di
mercato;
riduzione dell’impatto negativo sull’ambiente;
incentivazione dell’uso delle specie poco diffuse, dei
sottoprodotti e degli scarti;
produzione o commercializzazione di nuovi prodotti, applicazione
di nuove tecnologie o sviluppo di metodi di produzione innovativi;
commercializzazione di prodotti provenienti soprattutto dagli
sbarchi e dall’acquacoltura locali;
promozione dell’occupazione sostenibile nel settore.

Art. 2

Area territoriale di attuazione

Sono considerati ammissibili gli interventi attuati o da attuarsi
nei territori delle Regioni ricadenti nell’obiettivo Fuori
Convergenza.

Art. 3

Interventi ammissibili

1. Le tipologie di intervento ammissibili a finanziamento ai sensi
del presente decreto sono:
costruzione e acquisto di impianti ed immobili per la
trasformazione e la commercializzazione dei prodotti della pesca e
dell’acquacoltura;
acquisto di nuove attrezzature per la trasformazione e la
commercializzazione dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura;
applicazione di nuove tecnologie destinate, in particolare, a
migliorare le condizioni ambientali, la competitivita’, a
incrementare il valore aggiunto dei prodotti, a favorire l’uso di
energie rinnovabili;
adeguamento igenico-sanitario delle strutture e degli impianti;
ampliamento/ammodernamento di impianti esistenti.

Art. 4

Soggetti ammissibili a finanziamento

1. Possono essere ammessi al finanziamento le micro, piccole e
medie imprese, come definite nella Raccomandazione 2003/361/CE della
Commissione Europea, e le imprese diverse dalle micro, piccole e
medie imprese, che occupano meno di 750 persone o realizzano un
fatturato inferiore a 200 milioni di euro.
Non possono fruire delle agevolazioni previste dal presente
decreto/bando i soggetti che, alla data di presentazione
dell’istanza, risultino debitori di un finanziamento ai sensi del
Programma SFOP e/o FEP, sulla base di provvedimenti di revoca dei
benefici concessi.
2. Non possono essere ammesse a finanziamento le imprese sottoposte
a procedure di concordato preventivo, amministrazione controllata,
fallimento, scioglimento o liquidazione, ne’ a procedimenti per
l’applicazione di una delle misure di prevenzione di cui alla legge
n. 575 del 31 maggio 1965 e s.m.i.
3. Le imprese per essere ammesse al finanziamento devono essere in
regola con gli adempimenti connessi al rispetto del Contratto
collettivo nazionale del lavoro del settore di appartenenza ed alle
leggi sociali e di sicurezza sul lavoro.

Art. 5

Modalita’ e termini di presentazione della domanda

1. Sono ammissibili a finanziamento i progetti presentati dai
soggetti indicati all’art. 4, che prevedono uno o piu’ interventi di
cui all’art. 3, su due unita’ produttive dislocate in due distinte
regioni ricadenti nell’obiettivo fuori convergenza, la cui
realizzazione abbia inizio successivamente alla data di pubblicazione
del presente decreto, fatto salvo quanto previsto al successivo comma
2.
2. Sono ammissibili altresi’ a finanziamento gli interventi
effettuati, limitatamente ad una delle due unita’ produttive, la cui
realizzazione abbia avuto inizio a partire dal 1° gennaio 2010, a
condizione che tali investimenti siano stati oggetto di domanda di
finanziamento presentata alle competenti Autorita’ regionali,
risultando idonea a finanziamento FEP e non ammessa a contributo per
carenza di fondi. Resta salvo quanto disposto dal comma 1 per gli
interventi inerenti la seconda unita’ produttiva.
3. Sono in ogni caso esclusi gli investimenti riguardanti il
commercio al dettaglio, cosi’ come gli investimenti che comportino la
sostituzione di beni che abbiano fruito di un finanziamento pubblico
nel corso dei cinque anni precedenti.
4. La domanda di ammissione al contributo, in originale e in carta
semplice, contenente l’elencazione dei documenti prodotti, deve
essere compilata utilizzando il modello di cui all’Allegato «A» e
sottoscritta dal/dai richiedente/i ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica n. 445/2000, corredata, a pena di
irricevibilita’, da copia del documento di identita’ in corso di
validita’ del/dei soggetto/i istante/i.
5. La domanda, completa della relativa documentazione, deve
pervenire, a pena di esclusione, presso la Direzione generale della
pesca marittima e dell’acquacoltura – Viale dell’Arte, 16 – 00144
Roma Segreteria della Direzione (III° piano), con qualunque mezzo
entro il 75° giorno decorrente dal giorno successivo a quello di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale. Qualora
il termine di scadenza coincida con un giorno festivo, la data limite
si intende protratta al primo giorno feriale utile.
Ai fini dell’accertamento del rispetto del termine di
presentazione, richiesto a pena di esclusione, fara’ fede unicamente
il timbro della Segreteria della Direzione, con l’indicazione del
giorno e dell’ora di arrivo.
L’orario di ricezione della Segreteria e’ dalle ore 9,00 alle ore
12,00 e dalle ore 15,00 alle ore 17,30 di tutti i giorni lavorativi,
con esclusione dei giorni festivi e prefestivi.
L’inoltro della documentazione e’ a completo ed esclusivo rischio
del concorrente, restando esclusa qualsivoglia responsabilita’ della
Direzione ove, per disguidi postali o di altra natura ovvero per
qualsiasi altro motivo, il plico non pervenga all’indirizzo di
destinazione entro il termine perentorio sopra indicato.
Sono considerati irricevibili i plichi pervenuti oltre il suddetto
termine di scadenza, anche per ragioni indipendenti dalla volonta’
del concorrente ed anche se spediti prima del termine indicato. Cio’
vale anche per i plichi inviati a mezzo di raccomandata A/R o altro
vettore, a nulla valendo la data di spedizione risultante dal timbro
postale. Tali plichi potranno essere riconsegnati al concorrente su
richiesta scritta dello stesso.
6. La certificazione a corredo della domanda, in originale o copia
conforme, deve essere in corso di validita’ alla data di
presentazione della domanda, o alla data di spedizione in caso di
invio a mezzo raccomandata.

Art. 6

Documentazione richiesta per accedere alla misura

1. I soggetti che intendono accedere alle agevolazioni finanziarie
di cui al presente decreto dovranno presentare la seguente
documentazione in corso di validita’, unitamente alla domanda:
a. Dichiarazione rilasciata ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 445/2000, come da allegato «B», con allegata
copia del documento di identita’ in corso di validita’ del/dei
soggetto/i istante/i;
b. progetto almeno preliminare relativo alle due unita’
produttive oggetto di finanziamento, costituito da cronoprogramma,
relazione tecnica e descrittiva degli interventi con riferimento
all’eventuale integrazione dell’attivita’ tra le due unita’
produttive;
c. piano finanziario complessivo degli investimenti oggetto della
domanda di finanziamento, come da allegato «C»;
d. Allegato «D»: Richiesta di attribuzione del punteggio;
e. per le persone giuridiche: dichiarazione sostitutiva di atto
di notorieta’ ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n.
445/2000, sottoscritta dal legale rappresentante attestante di essere
regolarmente iscritto al registro delle imprese della Camera di
commercio, industria, artigianato ed agricoltura della Provincia in
cui l’impresa ha sede, certificando i seguenti dati:
numero di iscrizione;
data di iscrizione;
forma giuridica;
codice fiscale;
partita IVA;
sede legale;
estremi dell’atto di costituzione;
capitale sociale;
durata della societa’;
oggetto sociale;
f. per le persone giuridiche: copia conforme dell’Atto
costitutivo, dello Statuto, dell’estratto Libro Soci;
g. per le persone giuridiche: dichiarazione sostitutiva di atto
di notorieta’, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica
n. 445/2000, sottoscritta dal legale rappresentante attestante di non
trovarsi nello stato di fallimento, di liquidazione coatta, di
concordato preventivo o di qualsiasi altra situazione equivalente e
l’insussistenza di procedimenti in corso per la dichiarazione di una
di tali situazioni;
h. per le persone giuridiche: dichiarazione sostitutiva di atto
di notorieta’ ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n.
445/2000, sottoscritta dal legale rappresentante, attestante
l’insussistenza delle cause di divieto, di decadenza o di sospensione
di cui all’art. 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575;
i. dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, sottoscritta dal
legale rappresentante, attestante di non aver commesso violazioni
gravi, definitivamente accertate, alle norme in materia di contributi
previdenziali e assistenziali, secondo la legislazione italiana. Al
riguardo dovranno inoltre essere indicati gli indirizzi degli uffici
competenti INPS e INAIL relativamente al luogo dove ha sede legale la
societa’ ed in particolare la Matricola INPS e il numero di P.A.T.
(Posizione Assicurativa Territoriale) dell’INAIL;
j. presentazione di una dichiarazione rilasciata da uno o piu’
istituti di credito che attesti una capacita’ finanziaria adeguata
per il progetto di investimento;
k. dichiarazione di assenso alla pubblicazione dei dati, ai sensi
dell’art. 30 del Reg. CE 498/07.
Inoltre i soggetti che intendono accedere alle agevolazioni
finanziarie in oggetto, dovranno presentare, per ogni unita’
produttiva oggetto degli interventi previsti, la seguente
documentazione in corso di validita’:
l. riepilogo dei singoli investimenti previsti, come da allegato
«E», e relativi preventivi;
m. copia delle fatture di spesa relative agli investimenti
realizzati a far data dal 1° gennaio 2010;
n. nel caso di intervento consistente in opere edili e/o
impiantistiche, progetto, anche preliminare, contenente:
n 1) relazione tecnica;
n 2) planimetria generale e di dettaglio;
n 3) limitatamente alle opere edili e/o di impiantistica:
Computo metrico estimativo redatto dal direttore dei lavori, e
vistato per congruita’ da un ufficio tecnico pubblico o da un tecnico
abilitato iscritto all’albo.
n 4) documentazione fotografica con veduta generale e
particolare dei luoghi e delle strutture oggetto dell’intervento;
n 5) preventivi di spesa delle opere edili e/o impiantistiche;
o. per gli impianti esistenti: copia del certificato di
agibilita’ o copia della domanda di rilascio dello stesso;
p. copia delle previste autorizzazioni, pareri, nulla osta
necessari per la realizzazione dell’intervento;
q. dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, sottoscritta dal
legale rappresentante, concernente la richiesta delle previste
autorizzazioni, pareri, nulla osta necessari per la realizzazione
dell’intervento. La dichiarazione va allegata anche se negativa;
r. per l’acquisto di terreni e/o beni immobili:
r 1) compromesso o atto di acquisto, o perizia giurata
rilasciata da un tecnico qualificato indipendente nella quale si
dichiari che il prezzo di acquisto non e’ superiore al valore di
mercato;
r 2) dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 445/2000 attestante che il terreno/l’immobile non
sia stato oggetto, nel corso dei 10 anni precedenti alla
presentazione della domanda, di un finanziamento pubblico e che non
sia gia’ adibito all’esercizio di attivita’ inerenti la pesca e
l’acquacoltura;
s. dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 445/2000 attestante che negli interventi previsti nel
progetto, di cui alla domanda, non e’ contemplata la sostituzione di
beni che abbiano fruito di un finanziamento pubblico nel corso dei
cinque anni precedenti la data di pubblicazione del decreto;
t. nel caso in cui il richiedente non sia proprietario
dell’immobile o dell’impianto: dichiarazione sostitutiva di atto
notorio, a firma del proprietario, di assenso alla esecuzione delle
opere nonche’ all’iscrizione dei relativi vincoli di cui al
successivo punto t., e documentazione attestante la disponibilita’
dell’immobile o dell’impianto;
u. dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 445/2000, di impegno a mantenere la proprieta’ o la
disponibilita’ del bene, oggetto del finanziamento, per un periodo di
almeno cinque anni;
v. dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 445/2000, attestante che il progetto relativo
all’unita’ produttiva per la quale si chiede il finanziamento non e’
stato oggetto di ammissione a contributo da parte delle Autorita’
regionali competenti. Deve essere indicata la localita’ in cui e’
dislocata l’unita’ produttiva oggetto di finanziamento e dove sono
realizzati gli interventi;
w. nel caso di progetto presentato presso la competente Autorita’
Regionale, risultato idoneo a finanziamento FEP e non ammesso a
contributo per carenza dei fondi, deve essere presentata altresi’ la
seguente documentazione:
w 1) dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente
della Repubblica n. 445/2000, attestante che il medesimo progetto
relativo all’unita’ produttiva per la quale si chiede il
finanziamento e’ stata oggetto di domanda di finanziamento presentata
alla competente Autorita’ Regionale, risultando idoneo a
finanziamento FEP e non ammesso a contributo per carenza di fondi.
Deve essere indicata la sede in cui e’ dislocata l’unita’ produttiva
oggetto di finanziamento. Deve essere indicata la localita’ in cui e’
dislocata l’unita’ produttiva oggetto di finanziamento e dove sono
realizzati gli interventi;
w2) copia della graduatoria emessa dall’Autorita’ Regionale;
w 3) copia della lettera di rinuncia irrevocabile alla
richiesta di finanziamento FEP per l’unita’ per la quale si chiede il
finanziamento, da cui risulti il timbro di ricezione da parte della
competente Autorita’ regionale. Deve essere indicata la localita’ in
cui e’ dislocata l’unita’ produttiva oggetto di finanziamento e dove
sono realizzati gli interventi;
x. nel caso che dagli interventi previsti sull’unita’ produttiva
per la quale si chiede il finanziamento, derivi un incremento
occupazionale di personale assunto con contratto a tempo
indeterminato:
x 1) copia del libro matricola o altro documento probante, dal
quale sia rilevabile la situazione ex-ante in termini occupazionali;
x 2) dichiarazione sostitutiva di atto notorio di cui al
decreto del Presidente della Repubblica n. 445/2000, a firma del
legale rappresentante contenente l’indicazione dello stato
occupazionale ex/post previsto.
L’Amministrazione si riserva di richiedere, ai sensi dell’art. 6
della legge n. 241/90, integrazioni alla documentazione presentata.
Tutte le dichiarazioni sopra indicate dovranno essere rese ai sensi
del decreto del Presidente della Repubblica n. 445/200 e a ciascuna
delle quali dovra’ essere allegata a pena di
irricevibilita’/esclusione copia fotostatica del documento di
identita’, in corso di validita’, del soggetto firmatario o di altro
documento di riconoscimento equipollente ai sensi dell’art. 35
secondo comma del decreto del Presidente della Repubblica n.
445/2000.

Art. 7

Spese ammissibili

1. Al fine del raggiungimento degli obiettivi della misura, sono
considerate ammissibili le seguenti spese:
acquisto di macchinari e attrezzature di pertinenza degli
impianti di trasformazione o di commercializzazione;
spese per il miglioramento delle condizioni igienico sanitarie,
delle condizioni ambientali, dei sistemi di produzione anche
attraverso l’adozione di innovazioni tecnologiche;
acquisto attrezzatura informatica e di laboratorio;
impianti di energia rinnovabili e tecnologia per il risparmio
energetico;
opere murarie e impiantistiche strettamente inerenti agli
impianti e/o agli accessori;
adeguamento dei mezzi alle esigenze aziendali ovvero,
coibentazione/impianti frigoriferi;
acquisto di terreni, purche’ funzionale alla realizzazione
dell’operazione, nei limiti del 10% della spesa riconosciuta
ammissibile;
acquisto di beni immobili, purche’ direttamente connessi alle
finalita’ dell’operazione prevista che non siano stati oggetto, nel
corso dei 10 anni precedenti alla presentazione della domanda, di un
finanziamento pubblico e che non siano gia’ adibiti all’esercizio di
attivita’ inerenti la pesca e l’acquacoltura;
spese generali, nel limite massimo del 12% del totale delle spese
preventivate e ritenute ammissibili, al netto delle spese generali.
Rientrano tra le spese generali: le spese per garanzie fideiussorie,
le spese progettuali, le spese tecniche di collaudo, le spese per la
realizzazione delle targhe esplicative e della cartellonistica
finalizzate alla pubblicita’ dell’intervento, previste dall’art. 32
Reg. (CE) 498/2007.
3. E’ ammissibile l’acquisto dei beni di cui sopra in leasing, nel
rispetto delle seguenti modalita’:
Aiuto concesso attraverso il concedente
a) il concedente e’ il beneficiario diretto del cofinanziamento
comunitario che viene utilizzato al fine di ridurre l’importo dei
canoni versati dall’utilizzatore del bene oggetto della locazione
finanziaria;
b) i contratti di locazione finanziaria devono comportare una
clausola di riacquisto oppure prevedere una durata minima pari alla
vita utile del bene oggetto del contratto;
c) in caso di risoluzione del contratto prima della scadenza del
periodo di durata minimo, senza la previa approvazione delle
autorita’ competenti, il concedente si impegna a restituire
all’Autorita’ nazionale interessata la parte della sovvenzione
comunitaria corrispondente al periodo residuo;
d) l’acquisto del bene da parte del concedente, comprovato da
fattura quietanzata o da un documento contabile avente forza
probatoria equivalente, costituisce la spesa ammissibile al
cofinanziamento. L’importo massimo ammissibile al cofinanziamento
comunitario non deve superare il valore di mercato del bene dato in
locazione;
e) non sono ammissibili le spese attinenti al contratto di
leasing (tasse, margine del concedente, costi di rifinanziamento
degli interessi, spese generali, oneri assicurativi ecc.);
f) l’aiuto comunitario, versato al concedente, deve essere
utilizzato interamente a vantaggio dell’utilizzatore mediante una
riduzione uniforme di tutti i canoni pagati nel periodo contrattuale;
g) il concedente deve dimostrare che il beneficio dell’aiuto
comunitario verra’ trasferito interamente all’utilizzatore elaborando
una distinta di pagamenti dei canoni o con un metodo alternativo che
fornisca assicurazioni equivalenti;
h) i costi indicati al punto e), il beneficio di eventuali
vantaggi fiscali derivanti dalla locazione finanziaria e le altre
condizioni del contratto, devono equivalere a quelle applicabili in
assenza di interventi finanziari della Comunita’.
Aiuto all’utilizzatore
a) l’utilizzatore e’ il beneficiario diretto del cofinanziamento
comunitario;
b) i canoni pagati dall’utilizzatore al concedente, comprovati da
una fattura quietanzata o da un documento contabile avente forza
probatoria equivalente, costituiscono la spesa ammissibile al
cofinanziamento;
c) nel caso di contratti di locazione finanziaria contenenti una
clausola di riacquisto o che prevedono una durata contrattuale minima
corrispondente alla vita utile del bene, l’importo massimo
ammissibile al cofinanziamento comunitario non deve superare il
valore di mercato del bene. Non sono ammissibili le altre spese
connesse al contratto (tributi, interessi, costi di rifinanziamento
interessi, spese generali, oneri assicurativi, ecc);
d) l’aiuto comunitario relativo ai contratti di locazione
finanziaria di cui al punto c) e’ versato all’utilizzatore in una o
piu’ quote sulla base dei canoni effettivamente pagati. Se la durata
del contratto supera il termine finale per la contabilizzazione dei
pagamenti, ai fini dell’intervento comunitario, viene considerata
ammissibile soltanto la spesa relativa ai canoni esigibili e pagati
dall’utilizzatore sino al termine finale stabilito per i pagamenti ai
fini dell’intervento;
e) nel caso di contratti di locazione finanziaria che non
contengono un patto di retrovendita, la cui durata e’ inferiore al
periodo di vita utile del bene oggetto del contratto, i canoni sono
ammissibili al cofinanziamento comunitario in proporzione alla durata
dell’operazione ammissibile.
Vendita e locazione finanziaria (lease-back)
Nel caso di vendita e locazione finanziaria (cosiddetto
Lease‑back) possono costituire una spesa ammissibile i canoni pagati
dall’utilizzatore, come previsto nel caso precedentemente esposto.
Non sono, invece, ammissibili i costi di acquisto dei beni (oneri
accessori).

Art. 8

Spese non ammissibili

1. Non sono ammissibili a finanziamento, ai sensi del presente
decreto, le seguenti spese:
investimenti relativi al commercio al dettaglio;
investimenti riguardanti la trasformazione dei prodotti della
pesca e dell’acquacoltura per fini diversi dal consumo umano, salvo
gli investimenti concernenti il trattamento, la trasformazione e la
commercializzazione degli scarti dei prodotti della pesca e
dell’acquacoltura;
investimenti finalizzati a garantire il rispetto delle norme
previste dalla normativa comunitaria in materia di ambiente, salute
dell’uomo o degli animali, igiene o benessere degli animali, qualora
le suddette norme diventino vincolanti per le imprese;
interventi di riparazione e/o manutenzione ordinaria;
contributi in natura;
canoni delle concessioni demaniali;
nel caso di acquisto con leasing, i costi connessi al contratto
(garanzia del concedente, costi di rifinanziamento degli interessi,
spese generali, oneri assicurativi, ecc.);
i materiali di consumo connessi all’attivita’ ordinaria del
beneficiario e per i quali non sia dimostrata l’inerenza alle
operazioni finanziate;
spese relative ad opere in subappalto;
interessi passivi;
spese di alloggio;
spese per procedure amministrative, brevetti e bandi di gara;
acquisto di arredi ed attrezzature d’ufficio diverse da quelle
informatiche e di laboratorio;
opere di abbellimento e spazi verdi;
IVA;
tributi o oneri (in particolare le imposte dirette e i contributi
per la previdenza sociale su stipendi e salari) che derivano dal
cofinanziamento FEP, a meno che essi non siano effettivamente e
definitivamente sostenuti dal beneficiario finale;
spese di consulenza per finanziamenti e rappresentanza presso le
pubbliche amministrazioni.
2. Non sono comunque ammissibili le spese sostenute
antecedentemente al 1° gennaio 2010, fatto salvo quanto previsto
dall’art. 5, comma 2.

Art. 9

Quantificazione delle risorse e misura del contributo

1. Agli interventi di cui al presente decreto sono assegnati euro
3.750.000,00 a valere sui fondi dell’obiettivo Fuori Convergenza,
fatta salva l’assegnazione di ulteriori risorse resesi disponibili.
2. Gli investimenti ammessi possono fruire di un contributo a fondo
perduto pari al 40% della spesa totale ammessa, a valere sui fondi
comunitari e nazionali di cui alla misura 2.3 del reg. CE 1198/96.
3. Il contributo e’ ridotto del 50% per le imprese beneficiarie che
non siano una micro, piccola e media impresa come definite nella
raccomandazione 2003/361/CE della Commissione europea del 6 maggio
2003, ma abbiano un numero di dipendenti inferiore a 750 unita’,
ovvero un volume di affari non superiore a 200 milioni di euro.
4. Il contributo di cui al presente decreto non e’ cumulabile con
altre agevolazioni richieste ed ottenute dal beneficiario per le
medesime spese.
4. Per l’intero progetto e’ fissato un limite massimo di spesa
ammissibile pari ad euro 5.000.000,00 e per ciascuna unita’
produttiva e’ fissato un limite massimo di spesa ammissibile pari ad
euro 3.000.000,00.

Art. 10

Istruttoria delle istanze

1. L’Amministrazione concedente provvede, alla ricezione delle
istanze, all’attribuzione di un numero di protocollo di arrivo e di
un codice alfanumerico univoco da utilizzare nelle comunicazioni
dirette al richiedente.
2. L’Amministrazione provvede a svolgere la fase di istruttoria
delle domande e ad assegnare un punteggio di merito a ciascuna
istanza sulla base dei criteri di selezione di cui al successivo art.
11.
3. Se le domande presentano irregolarita’ considerate non sanabili
rispetto alla normativa di riferimento, le stesse vengono archiviate.
Tra le irregolarita’ da considerare non sanabili vanno ricomprese
le seguenti fattispecie:
l’arrivo della domanda oltre il termine di ricezione indicato
all’art. 5;
la mancata sottoscrizione della domanda;
mancanza della fotocopia del documento di identita’ allegato alle
dichiarazioni rese ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 445/2000.
4. Le istanze valutate positivamente sono inserite in una
graduatoria adottata con decreto del Direttore generale e pubblicata
sulla GURI e sul sito del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali. A parita’ di punteggio, prevarra’ la data e
l’ora di recezione della domanda apposto sul timbro dalla Segreteria
della Direzione generale.
Nella graduatoria saranno indicati per ciascun progetto:
numero identificativo del progetto;
nominativo del beneficiario/ragione sociale;
codice fiscale o P. IVA;
spesa ammessa a contributo;
quota contributo comunitario;
quota contributo nazionale;
punteggio.
Le istanze inserite nella graduatoria sono ammesse a contributo
fino ad esaurimento delle risorse disponibili, secondo l’ordine
derivante dalla graduatoria.
5. Per i progetti il cui contributo e’ superiore a 154.937,00 euro
l’emanazione del provvedimento di concessione e’ subordinato
all’acquisizione da parte del Ministero del certificato antimafia
rilasciato dalla competente Autorita’ ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica n. 252/98.
6. Al termine della realizzazione degli interventi effettuati su
entrambe le unita’ produttive e prima della liquidazione dell’ultimo
pagamento, il beneficiario dovra’ dimostrare i criteri di selezione
in base ai quali e’ stato assegnato il punteggio ai sensi del
successivo art. 11, ovvero i criteri accertati da parte
dell’Amministrazione, in fase di verifica, dovranno comunque
determinare un punteggio sufficiente per il mantenimento
dell’iniziativa all’interno della graduatoria dei progetti finanziati
sulla base delle risorse disponibili.
7. Le informazioni relative a ciascun beneficiario saranno inserite
nella procedura informatica di monitoraggio.

Art. 11

Criteri di selezione

Punteggi attribuibili:

Parte di provvedimento in formato grafico

Art. 12

Tempi e modalita’ di esecuzione dei progetti

1. Per ciascuna unita’ produttiva il beneficiario e’ tenuto a
comunicare all’Amministrazione la data di inizio lavori.
2. I lavori di realizzazione degli interventi previsti per ciascuna
unita’ produttiva dovranno terminare ed essere rendicontati
all’Amministrazione entro dodici mesi dalla data di notifica del
decreto di concessione del contributo.
3. La maggiore spesa sostenuta non comporta un aumento del
contributo concesso.

Art. 13

Varianti in corso d’opera

1. Per variante progettuale si intende un’alterazione dei contenuti
progettuali rispetto a quanto ammesso a contributo, che comporti la
realizzazione di linee di intervento e/o l’acquisto di forniture non
previste nel progetto approvato, ovvero la soppressione di alcune
linee di intervento.
2. E’ possibile concedere una sola variante per gli interventi
previsti per ogni unita’ produttiva.
3. Le varianti progettuali che comportano la realizzazione di
interventi e l’acquisto di forniture non previste nell’iniziativa
approvata, ovvero la soppressione di alcuni interventi, sono
sottoposte all’esame dell’Amministrazione che provvedera’ alla
valutazione condizionandone l’approvazione alla coerenza con gli
obiettivi del progetto approvato, al mantenimento dei requisiti di
ammissibilita’ e di un punteggio di merito che consenta la permanenza
dell’iniziativa stessa nella graduatoria di quelle ammesse.
4. L’esecuzione delle varianti accertate in sede di verifica e non
sottoposte alla preventiva autorizzazione da parte
dell’Amministrazione concedente, potranno comportare il mancato
riconoscimento delle stesse e l’eventuale riduzione proporzionale o
revoca del contributo concesso.
5. E’ consentita la realizzazione in corso d’opera, di adattamenti
tecnici consistenti nella sostituzione di impianti, macchinari,
attrezzature previsti nel progetto con altri funzionalmente
equivalenti e di cambiamenti minimi (modifica di dettaglio,
cambiamenti fornitori etc.) che non incidono sulla conformita’
progettuale.

Art. 14

Proroghe

1. E’ possibile richiedere, per ogni singola unita’ produttiva, una
sola proroga dei termini per l’ultimazione dei lavori per un periodo
non superiore a sei mesi.
2. Saranno valutate richieste di proroga di maggiore durata,
determinate da eventi eccezionali, o da cause di forza maggiore, non
imputabili al richiedente, debitamente documentate, che comunque
dovranno essere compatibili con il limite temporale di chiusura del
programma FEP.
3. La proroga dovra’ essere formalmente autorizzata
dall’Amministrazione concedente.

Art. 15

Vincoli di alienabilita’ e di destinazione

1. I beni oggetto di finanziamento non possono essere venduti o
ceduti, salvo autorizzazione preventiva, ne’ distratti dalla
destinazione d’uso prevista dal progetto di investimento, nei cinque
anni successivi decorrenti dalla data di accertamento amministrativo.
2. In caso di vendita o cessione previamente autorizzata, il
beneficiario e’ tenuto alla restituzione del contributo erogato,
maggiorato degli interessi legali, secondo il principio pro-rata
temporis; in caso di vendita o cessione non autorizzata il
beneficiario e’ tenuto alla restituzione dell’intero contributo
erogato, maggiorato degli interessi legali.
3. In caso di fallimento o procedura di concordato preventivo
l’Amministrazione provvedera’ ad avanzare richiesta di iscrizione
nell’elenco dei creditori.

Art. 16

Modalita’ di erogazione dei contributi

1. L’iniziativa si puo’ ritenere conclusa quando il livello di
realizzazione, ovvero la spesa sostenuta e ritenuta ammissibile, per
la singola unita’ produttiva, e’ pari almeno al 70 % della spesa
ammessa a contributo.
2. Il contributo puo’ essere liquidato secondo le seguenti
modalita’:
a) anticipo fino al 50% del contributo concesso per la
realizzazione dell’intero progetto, quale somma dei contributi
concessi per ogni singola unita’ produttiva, previa presentazione di
garanzia fideiussoria, prestata da imprese di assicurazione
autorizzate ad esercitare le assicurazioni del “ramo cauzioni” di cui
alle lettere b) e c) della legge 10 giugno 1982, n. 348, ovvero di
fideiussione bancaria, a garanzia dell’importo anticipato. La
fideiussione dovra’ avere durata illimitata e potra’ essere
svincolata dall’Amministrazione previa apposita richiesta del
beneficiario del contributo;
b) stato di avanzamento lavori per ogni singola unita’
produttiva. La domanda di pagamento di stato avanzamento lavori puo’
essere presentata soltanto se le spese sostenute dalla ditta
beneficiaria sono pari almeno al 50% delle spese ammesse a
contributo. L’erogazione del contributo e’ subordinato alla verifica
da parte dell’Amministrazione. Nel caso in cui la ditta beneficiaria
abbia usufruito di un anticipo, verranno erogati gli importi
eccedenti le somme gia’ corrisposte a titolo di acconto;
c) in un’unica soluzione, per ogni singola unita’ produttiva,
allo stato finale dei lavori.
3. La richiesta dello stato di avanzamento lavori, relativa ad ogni
singola unita’ produttiva, dovra’ essere accompagnata dalla seguente
documentazione:
1. domanda di liquidazione, come da allegato n. «F» al presente
decreto;
2. modelli come da allegato «G» e «H»;
3. fotocopia delle fatture e relative dichiarazioni liberatorie.
Le fatture delle forniture devono contenere la specifica indicazione
del bene acquistato e, ove presente, il numero di matricola di
fabbricazione. Le dichiarazioni liberatorie emesse dalle ditte
fornitrici, oltre a riportare gli elementi, quali il numero, data e
importo della fattura di riferimento, devono indicare le modalita’ di
pagamento;
4. fotocopia della documentazione probante l’avvenuto pagamento
delle fatture (fotocopia bonifico, assegno, estratto di conto
corrente, etc.);
5. dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ sottoscritta
dal legale rappresentante ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 445/2000, attestante che la societa’ non si trova in
stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo
o di qualsiasi altra situazione equivalente e l’insussistenza di
procedimenti in corso per la dichiarazione di una di tali situazioni;
6. copia della concessione edilizia e/o eventuali autorizzazioni,
pareri ecc. necessari per la realizzazione dell’investimento, qualora
non allegati alla domanda di finanziamento;
7. limitatamente alle opere edili e/o di impiantistica: Computo
metrico a consuntivo redatto dal direttore dei lavori, e vistato per
congruita’ da un ufficio tecnico pubblico o da un tecnico abilitato
iscritto all’albo.
L’amministrazione si riserva di richiedere eventuali documenti
ritenuti opportuni ai fini dell’istruttoria della domanda di
liquidazione.
4. La richiesta della totalita’ o del saldo del contributo,
relativa ad ogni singola unita’ produttiva, dovra’ essere
accompagnata dalla seguente documentazione:
1. domanda di liquidazione, come da allegato «I» al presente
decreto;
2. modelli come da allegato «G»e «H»;
3. fotocopia delle fatture e relative dichiarazioni liberatorie.
Le fatture delle forniture devono contenere la specifica indicazione
del bene acquistato e, ove presente, il numero di matricola di
fabbricazione. Le dichiarazioni liberatorie emesse dalle ditte
fornitrici, oltre a riportare gli elementi, quali il numero, data e
importo della fattura di riferimento, devono indicare le modalita’ di
pagamento;
4. fotocopia della documentazione probante l’avvenuto pagamento
delle fatture (fotocopia bonifico, assegno, estratto di conto
corrente, etc.);
5. dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ sottoscritta
dal legale rappresentante ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica n. 445/2000, attestante che la societa’ non si trova in
stato di fallimento, di liquidazione coatta, di concordato preventivo
o di qualsiasi altra situazione equivalente e l’insussistenza di
procedimenti in corso per la dichiarazione di una di tali situazioni;
6. copia della concessione edilizia e/o eventuali autorizzazioni,
pareri ecc. necessari per la realizzazione dell’investimento, qualora
non allegati alla domanda di finanziamento;
7. limitatamente alle opere edili e/o di impiantistica: Computo
metrico a consuntivo redatto dal direttore dei lavori, e vistato per
congruita’ da un ufficio tecnico pubblico o da un tecnico abilitato
iscritto all’albo;
8. copia del certificato di agibilita’;
9. copia del libro matricola o altro documento probante, dal
quale sia rilevabile la situazione ex-post in termini occupazionali.
L’amministrazione si riserva di richiedere eventuali documenti
ritenuti opportuni ai fini dell’istruttoria della domanda di saldo.

Art. 17

Obblighi del beneficiario

1. Il beneficiario ha l’obbligo di provvedere a:
a) mantenere un sistema di contabilita’ separata (conto corrente
dedicato) o una codificazione contabile adeguata (es. codice FEP
nelle causali di pagamento/fatture). Da tale obbligo sono escluse le
spese sostenute prima della pubblicazione del bando;
b) effettuare il pagamento di tutte le spese sostenute per la
realizzazione del progetto ammesso a finanziamento con: bonifico,
ricevuta bancaria, assegno circolare non trasferibile, assegno di
conto corrente, carta di credito, contanti entro il limite
complessivo per progetto di 1.000 euro;
c) assicurare la conservazione della documentazione
giustificativa, in originale, delle spese sostenute fino alla data
del 31 dicembre 2019;
d) assicurare il proprio supporto per le verifiche e i
sopralluoghi che l’Amministrazione concedente, responsabile degli
accertamenti tecnico-amministrativi, nonche’ i servizi comunitari,
riterranno di effettuare, nonche’ l’accesso ad ogni altro documento
utile ai fini dell’accertamento;
e) in caso di investimenti superiori a 500.000 euro prevedere la
collocazione di una targa che riporti il logo dell’Unione europea ai
sensi della normativa sull’informazione e la pubblicita’.
2. Qualora il beneficiario contravvenga agli impegni assunti,
ovvero a quanto previsto dalle disposizioni generali di attuazione
della misura nonche’ alle disposizioni del presente decreto, incorre
nella perdita dei benefici concessi.

Art. 18

Controlli

Controlli amministrativi, in sede e in loco, sono previsti per
verificare il rispetto delle condizioni di concessione e dei relativi
impegni assunti.
I controlli saranno effettuati secondo le disposizioni procedurali
generali ai sensi del Manuale sulle verifiche di I livello elaborato
in seno alla cabina di Regia, di cui al Programma Operativo.

Art. 19

Revoca del contributo e recupero delle somme erogate

1. Il contributo e’ revocato a seguito di rinuncia da parte del
beneficiario o, previa intimazione rivolta ai sensi delle norme
vigenti, in tutto o in parte nei seguenti casi:
per mancato rispetto del requisito della multiregionalita’, fatte
salve cause di forza maggiore debitamente documentate ed accolte
dall’Amministrazione;
per coefficiente di realizzazione inferiore al limite stabilito
di cui all’art. 16;
qualora il punteggio accertato in fase di verifica dello stato
finale dell’intero progetto non consenta il mantenimento
dell’iniziativa all’interno della graduatoria dei progetti
finanziati;
per la mancata realizzazione del progetto d’investimento entro i
termini previsti;
in caso di vendita o cessione non autorizzata dei beni oggetto
del finanziamento di cui all’art. 15;
per rinuncia del beneficiario;
per effetto di esito negativo dei controlli.
2. Nelle ipotesi di cui al comma 1 si procedera’, previa
intimazione rivolta ai sensi delle norme vigenti, al recupero delle
somme eventualmente liquidate, anche attraverso la decurtazione da
somme dovute ai beneficiari dalle Amministrazioni centrali per
effetto di altri strumenti normativi.
3. Le somme da restituire/recuperare, a qualsiasi titolo, verranno
gravate delle maggiorazioni di legge.
Il termine previsto per la restituzione di somme a qualsiasi titolo
dovute, e’ fissato in 30 giorni dalla data di ricevimento del
provvedimento con il quale si dispone la restituzione stessa. Decorso
inutilmente tale termine, si procedera’ all’escussione della
fideiussione presentata a garanzia dell’eventuale acconto liquidato,
ovvero sara’ dato corso alla fase di esecuzione forzata previa
iscrizione a ruolo degli importi dovuti.
4. Eventuali ulteriori responsabilita’ civili e/o penali saranno
denunciate alle Autorita’ competenti secondo quanto previsto dalle
norme vigenti.

Art. 20

Riferimenti normativi

Reg. (CE) n. 1198/2006 del Consiglio del 27 luglio 2006 relativo al
Fondo Europeo per la pesca;
Reg. (CE) n. 498/2007 della Commissione del 26 marzo 2007 recante
modalita’ di applicazione del Reg. CE n. 1198/2006 del Consiglio
relativo al Fondo Europeo per la pesca;
Piano strategico nazionale per il settore della pesca;
Programma operativo nazionale approvato dalla Commissione con
decisione C(2007)6792 del 19 dicembre 2007, la cui revisione e’ stata
approvata con decisione della Commissione europea C(2010) 7914
dell’11 novembre 2010.
Roma, 14 maggio 2012

Il direttore generale: Abate

Registrato alla Corte dei conti il 12 giugno 2012
Ufficio di controllo atti MISE – MIPAAF, registro n. 7, foglio n. 135

Allegato A

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato B

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato C

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato D

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato E

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato F

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato G

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato H

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato I

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 14 maggio 2012

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