MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI - CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7618 | Chimici.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI – CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7618

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI - CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7618 - Criteri per il rilascio dell'autorizzazione ai Laboratori per l'esecuzione e certificazione di prove su terre e rocce di cui all'articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001. (10A13001) - (GU n. 257 del 3-11-2010 )

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL
CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI

CIRCOLARE 8 settembre 2010 , n. 7618

Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per
l’esecuzione e certificazione di prove su terre e rocce di cui
all’articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n.
380/2001. (10A13001)

Premesse
Nel testo delle Norme Tecniche sulle Costruzioni di cui al decreto
ministeriale 14 gennaio 2008, come nella successiva Circolare
esplicativa, si prescrive che sia le prove sui materiali da
costruzione che le prove geotecniche, devono essere effettuate e
certificate da uno dei laboratori di prova di cui all’art. 59 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001.
Il decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001
– testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia edilizia – all’art. 59, che sostanzialmente riprende l’art.
20 della legge n. 1086/71 integrato con le prove sui terreni e sulle
rocce, dopo aver definito al comma 1 i Laboratori Ufficiali, al comma
2 prevede che «Il Ministro per le infrastrutture e i trasporti,
sentito il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, puo’ autorizzare
con proprio decreto, ai sensi del presente capo, altri laboratori ad
effettuare prove sui materiali da costruzione, comprese quelle
geotecniche su terreni e rocce. L’attivita’ dei laboratori, ai fini
del presente capo, e’ servizio di pubblica utilita’.».
Fino ad oggi le autorizzazioni ai laboratori per le prove su terre
e rocce sono state rilasciate sulla base dei criteri contenuti nella
Circolare ministeriale n. 349/STC del 16 dicembre 1999, non piu’ in
vigore. La predetta circolare ministeriale aveva definito una
regolamentazione tecnico-amministrativa atta ad assicurare alle prove
su terre e rocce un adeguato livello qualitativo e conferire loro
carattere di certificazione ufficiale.
Sulla base di quanto sopra, al fine di semplificare l’iter
procedurale per il conseguimento dell’autorizzazione, di migliorare
l’applicazione delle piu’ recenti norme tecniche nel settore dei
lavori e delle opere di ingegneria civile e garantire migliori
condizioni di qualita’, affidabilita’ ed indipendenza nelle attivita’
di prove e certificazione, si ritiene oggi necessario ridefinire i
requisiti richiesti ai soggetti che operano nei settori delle terre e
delle rocce, tenendo anche conto dell’esperienza maturata, del quadro
normativo introdotto dall’entrata in vigore delle recenti norme
tecniche e delle disposizioni del citato art. 59 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 380/2001.
In aderenza agli obbiettivi posti dalla Direttiva Europea n.
89/106/CEE ed in conformita’ ai principi che disciplinano
l’abilitazione degli organismi di certificazione, ispezione e prova
ed il loro operato in ambito europeo, nonche’ ai principi del Diritto
comunitario (Direttiva europea n. 89/123/CEE riguardante i servizi),
nel definire i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui
alla presente Circolare, si e’ tenuto conto, per quanto applicabili,
delle disposizioni contenute nel Decreto Interministeriale n. 156 del
9 maggio 2003, recante «Criteri e modalita’ per il rilascio
dell’abilitazione degli organismi di certificazione, ispezione e
prova nel settore dei prodotti da costruzione, ai sensi dell’art. 9,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993,
n. 246».
Il presente provvedimento sostituisce la precedente Circolare n.
349/1999, restando confermata la validita’ delle autorizzazioni gia’
rilasciate.
1 – Disposizioni generali
1.1 Campo di applicazione
Con riferimento al disposto del comma 2 dell’art. 59 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001 nonche’ alle
vigenti norme tecniche sulle costruzioni, le autorizzazioni
disciplinate dalla presente Circolare riguardano i seguenti settori
di prova e certificazione:
Settore A
Comprendente le prove sulle terre
Settore B
Comprendente le prove sulle rocce
La richiesta di autorizzazione per un laboratorio potra’ riguardare
uno o entrambi i settori sopra indicati.
Ai fini di quanto riportato nella presente circolare, per
«Laboratorio» che effettua le prove e le certificazioni si intende
l’insieme costituito da personale, locali ed attrezzature.
I laboratori autorizzati per lo svolgimento e la certificazione
delle prove devono essere in grado di effettuare, documentare e
certificare almeno le prove elencate nel seguito ed essere dotati di
tutte le apparecchiature ed attrezzature a cio’ necessarie, e
comunque dell’attrezzatura minima indicata al successivo punto 6.
1.2 Soggetto gestore
Il soggetto gestore del laboratorio puo’ essere una ditta
individuale, una societa’ o un ente pubblico.
Sono esclusi dalla autorizzazione le ditte individuali e le
societa’ i cui soci, i rappresentanti legali od altre figure
equivalenti, siano direttamente interessati in attivita’
imprenditoriali di esecuzione di opere di ingegneria civile.
1.3 Garanzia di Qualita’
Il laboratorio deve operare in regime di garanzia di qualita’
dotandosi di un Sistema di Gestione della Qualita’ (SGQ) che
sovraintenda all’attivita’ del laboratorio, coerente con la norma UNI
EN ISO 9001 in corso di validita’, nonche’ con la norma EN 17025 per
quanto attiene l’organizzazione generale e la gestione della
struttura. La conformita’ del SGQ alla norma UNI EN ISO 9001 deve
essere certificata da parte di un organismo terzo indipendente ed
accreditato, di adeguata competenza ed organizzazione.
A tale scopo ogni laboratorio deve dotarsi di un proprio Manuale
della Qualita’, gestito in modo autonomo da un «Responsabile della
Qualita’», appartenente al personale del laboratorio, che custodisce
il Manuale stesso ed e’ responsabile della sua corretta gestione ed
implementazione.
Il Manuale della Qualita’, che deve fare riferimento anche alla
norma EN 17025, deve essere riesaminato ed eventualmente aggiornato
periodicamente.
Una copia del Manuale della Qualita’, anche in formato elettronico,
e’ depositato presso il Servizio Tecnico Centrale.
2 – Direttore del laboratorio
2.1 Requisiti
Il Direttore del laboratorio deve essere in possesso di laurea in
ingegneria, architettura o geologia, quinquennale ovvero magistrale,
o di altro equipollente titolo di studio.
In ogni caso il Direttore deve possedere specifiche competenze nei
seguenti settori:
delle caratteristiche fisico-meccaniche dei terreni e delle
rocce;
delle procedure sperimentali;
della normativa nazionale ed internazionale di riferimento;
del funzionamento delle macchine e delle attrezzature.
Il Curriculum vitae, la qualificazione e l’esperienza del Direttore
devono essere adeguatamente documentate con riferimento a studi ed
attivita’ rientranti nel campo specifico delle prove di laboratorio
su terre e rocce.
2.2 Compiti, mansioni e limitazioni
Il Direttore del laboratorio:
sovrintende al funzionamento del laboratorio ed all’esecuzione
delle prove;
adotta le corrette procedure operative sperimentali;
presta con continuita’ la propria attivita’ professionale nel
laboratorio;
vigila con continuita’ sul rispetto delle procedure, sia tecniche
che amministrative, da parte del personale addetto;
assicura i rapporti tra laboratorio ed utenza;
sottoscrive i certificati ufficiali relativi alle prove eseguite.
Al Direttore del Laboratorio viene attribuita la piena
responsabilita’ della corretta esecuzione delle prove e dei risultati
ottenuti e della relativa certificazione.
Al Direttore e’ fatto divieto di assumere contestualmente la
direzione di piu’ di un laboratorio, salvo diverse autorizzazioni per
attivita’ svolte nella stessa sede. Il Direttore puo’ svolgere,
compatibilmente con il proprio titolo di studio, attivita’
professionale di progettazione, direzione e collaudo di opere con
l’obbligo di non effettuare nel laboratorio del quale e’ Direttore,
prove su terre e rocce per le quali sia richiesta certificazione
ufficiale, relative a lavori nei quali lo stesso abbia operato o
operi come progettista, direttore dei lavori o collaudatore.
In caso di temporanea indisponibilita’ del Direttore, per malattia
o altri gravi motivi, il laboratorio deve formalmente incaricare di
tali mansioni un sostituto, purche’ dotato i degli stessi requisiti e
sottoposto agli stessi vincoli
3 – Personale
La funzionalita’ del laboratorio deve essere assicurata da
personale qualificato, in numero congruo ed adeguato alle dimensioni,
alle caratteristiche ed ai settori per i quali il laboratorio e’
autorizzato.
L’organico medio annuo degli operatori impiegati dovra’ trovare
ragionevole riscontro con il numero e la tipologia di prove
effettuate e certificate. L’attivita’ dell’aliquota minima di
personale richiesto per un regolare e continuo svolgimento
dell’attivita’ del Laboratorio deve essere regolata da un rapporto di
dipendenza di tipo continuativo e di durata almeno pari al periodo di
vigenza dell’autorizzazione. Almeno quest’ultimo personale deve
assicurare la propria presenza a tempo pieno in laboratorio
nell’orario di apertura dello stesso.
3.1 Requisiti ed oneri
Il personale addetto alla sperimentazione deve avere una perfetta
conoscenza delle procedure di prova e delle modalita’ di
funzionamento delle apparecchiature e dei sistemi di acquisizione dei
dati.
La qualificazione degli sperimentatori dovra’ essere documentata da
un titolo di studio non inferiore al diploma di secondo grado,
preferibilmente tecnico, nonche’ dall’attivita’ svolta nel campo
delle prove di laboratorio su terre e/o rocce, riferita ad un periodo
di almeno due anni. Tale esperienza puo’ essere acquisita anche
attraverso l’esercizio dell’attivita’ di aiuto-sperimentatore,
mediante contratti di formazione o simili. Puo’ costituire altresi’
titolo di qualificazione la frequenza di specifici corsi
professionali organizzati e certificati da questo Ministero o da
altri Enti idonei.
Il personale del laboratorio dovra’ assicurare, ciascuno per quanto
attiene alla propria qualifica, ruolo e competenza, ed in osservanza
alle procedure definite nel Manuale della Qualita’, il funzionamento
del laboratorio secondo le indicazioni impartite dal Direttore.
In particolare, il personale dovra’:
curare l’accettazione e l’archiviazione dei campioni;
curare lo svolgimento delle prove, secondo il programma e le
modalita’ stabilite dal Direttore;
gestire l’archivio dell’attivita’ del laboratorio e dei campioni
esaminati.
3.2 Riservatezza e sicurezza
Tutto il personale del laboratorio e’ tenuto al rispetto del
segreto professionale nei riguardi di tutte le informazioni raccolte
durante lo svolgimento dei suoi compiti, ed il laboratorio deve
rispettare i termini e le condizioni che garantiscano il carattere di
riservatezza e la sicurezza della sua attivita’.
3.3 Imparzialita’, indipendenza e integrita’
Il laboratorio ed il suo personale devono essere liberi da
qualsiasi pressione commerciale, finanziaria o di altro genere, che
possa influenzare la conduzione delle prove.
Il laboratorio ed il suo personale non devono altresi’ essere
comunque coinvolti in attivita’ che possano danneggiare la fiducia
nella loro indipendenza di giudizio ed imparzialita’ nei riguardi
delle attivita’ di prova.
Deve essere evitata qualsiasi influenza sui risultati degli esami e
delle prove da parte di persone od organismi esterni al laboratorio.
La remunerazione del personale addetto alle attivita’ di prova non
deve dipendere dal numero delle prove eseguite ne’ dai risultati
delle stesse.
4 – Locali
I locali del laboratorio devono essere in regola con le vigenti
disposizioni in tema di regolamenti urbanistici, di igiene e
sicurezza del lavoro e devono avere una superficie utile, costituita
da spazi operativi, uffici, depositi ed altri servizi, adeguata
all’entita’ ed al tipo di prove da svolgere, agli spazi d’uso e di
manovra delle attrezzature di prova, nonche’ al personale impiegato,
nel rispetto delle norme vigenti a tutela della sicurezza e della
salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. I locali nei quali
vengono eseguite le prove devono avere caratteristiche tali da
consentire la corretta e razionale esecuzione delle prove stesse;
devono essere opportunamente protetti da condizioni anomale per
effetti di temperatura, polvere, umidita’, vapore, rumore, vibrazioni
etc. e devono essere mantenuti in condizioni adeguate.
Le attrezzature ed i macchinari devono essere disposte in modo tale
da ridurre il rischio di guasti o di danni e permettere agli addetti
di operare agevolmente, nel rispetto delle norme di sicurezza. Quando
le prove lo richiedano, i locali devono essere dotati di dispositivi
per il controllo delle condizioni ambientali. L’accesso alle zone di
prova deve essere controllato in modo adeguato; devono inoltre essere
definite le condizioni per l’eventuale accesso di persone non
addette.
5 – Prove
I laboratori autorizzati devono essere in grado di effettuare con
proprie attrezzature, elaborare e certificare almeno le seguenti
prove, che costituiscono requisito minimo per il rilascio
dell’autorizzazione:
Settore A
1 – Prove di laboratorio sulle terre
Contenuto d’acqua allo stato naturale
Peso dell’unita’ di volume
Peso dell’unita’ di volume dei granuli solidi
Analisi granulometrica per sedimentazione (aerometria) e per
stacciatura
Limiti di consistenza o di Atterberg
Limite di ritiro
Densita’ relativa
Contenuto in sostanze organiche
Prova di compressione non confinata – ELL
Prova edometrica ad incrementi di carico
Prova di taglio diretto con apparecchio di Casagrande
Prova di compressione triassiale non consolidata non drenata – UU
Prova di compressione triassiale consolidata non drenata – CIU
Prova di compressione triassiale consolidata drenata – CD
Prova di compattazione con modalita’ AASHTO standard o
modificata;
Prova per la determinazione dell’ indice di portanza CBR
Prova di permeabilita’ con permeametro a carico variabile
Prova di permeabilita’ con permeametro a carico costante
Prova di permeabilita’ in cella edometrica
Prova di permeabilita’ in cella triassiale
Settore B
2 – Prove di laboratorio sulle rocce
Determinazione della massa volumica apparente
Determinazione della massa volumica reale
Descrizione petrografica semplificata
Contenuto d’acqua
Misure della porosita’
Misura del coefficiente di imbibizione
Prova di gelivita’
Prova di compressione a carico concentrato (Point Load Test)
Prova di compressione uniassiale su provino
Prova di compressione triassiale su rocce
Prova di flessione su rocce
Prova di taglio diretto sui giunti
Prova di trazione indiretta
Misura delle velocita’ delle onde elastiche
Oltre alle prove obbligatorie dei Settori A e B sopra elencate, il
laboratorio potra’ inoltre richiedere l’autorizzazione a svolgere e
certificare altre specifiche prove, riconducibili a prescrizioni
contenute nelle vigenti norme tecniche. Per ottenere l’autorizzazione
il laboratorio dovra’ dimostrare di possedere le conoscenze e le
attrezzature necessarie per effettuare le predette prove facoltative,
che dovranno essere svolte nel rispetto delle procedure e dei
principi riportati nella presente Circolare.
Si riporta, a titolo esemplificativo un elenco delle possibili
prove facoltative:
1 – Prove di laboratorio sulle terre
Prove in colonna risonante (RC) (basse e medie deformazioni)
Prove triassiali cicliche (TTC) (elevate deformazioni)
Taglio torsionale ciclico (TXC) (elevate deformazioni)
2 – Prove di laboratorio sulle rocce
Prova di resistenza all’usura
Prova Los Angeles
Prova di permeabilita’
Prova di usura per attrito radente
Prova di resistenza all’abrasione
3 – Prove di laboratorio su aggregati
Il laboratorio, qualora richieda l’autorizzazione all’esecuzione
delle prove facoltative sugli aggregati, deve essere in grado di
svolgere e certificare tutte le seguenti prove:
Descrizione petrografica semplificata
Determinazione della distribuzione granulometrica
Determinazione della forma dei grani (Coefficiente di
appiattimento)
Determinazione della forma dei grani (Indice di forma)
Determinazione della percentuale di superfici frantumate negli
aggregati grossi
Determinazione del contenuto di conchiglie
Prova dell’equivalente in sabbia
Prova del blu di metilene
Resistenza all’usura (micro-Deval)
Resistenza alla frammentazione (Los Angeles)
Determinazione della massa volumica in mucchio e dei vuoti
intergranulari
Determinazione della massa volumica dei granuli e
dell’assorbimento d’acqua
Determinazione del valore di levigabilita’ e abrasione
Resistenza al gelo e disgelo
Potenziale reattivita’ degli aggregati in presenza di alcali
4 – Altre prove esterne
Prova di densita’ in sito
Prova di carico su piastra
Prove di carico su pali
I laboratori di cui alla presente non possono effettuare il
campionamento delle terre e delle rocce mediante perforazione,
attivita’ riservata ai Laboratori autorizzati per le indagini
geognostiche, prelievi e prove in sito. Gli stessi laboratori possono
tuttavia effettuare il campionamento da saggi superficiali.
6 – Attrezzature
All’atto dell’istanza il laboratorio deve disporre di tutte le
attrezzature necessarie allo svolgimento delle prove obbligatorie di
cui sopra, nella quantita’ adeguata rispetto alla numerosita’,
all’entita’ ed alla tipologia di attivita’ svolta, e comunque deve
disporre almeno delle attrezzature elencate nel seguito:
1 – Prove di laboratorio sulle terre
1.01 estrusore dei campioni attrezzato per campioni fino ad un
diametro non inferiore a 120 mm;
1.02 serie unificata di setacci;
1.05 vasca termostatica per l’ analisi granulometrica per
sedimentazione;
1.09 attrezzatura per la determinazione dei limiti di liquidita’ e
di plasticita’;
1.10 attrezzatura per la determinazione del limite di ritiro;
1.12 volumometro;
1.13 picnometri;
1.15 bilance di varia portata e precisione, di cui almeno una con
precisione di 1/100 g per portate fino ad 1kg ed una con precisione
di 1 g per portate fino a 10 kg;
1.16 calcimetro;
1.17 scissometro e penetrometro da laboratorio (pocket penetrometer
e torvane);
1.18 apparecchiature per la misura delle sostanze organiche;
1.19 forni da laboratorio di varia capacita’;
1.20 tornietto da laboratorio;
1.21 edometri capaci di trasmettere un carico di almeno 6 MPa su un
campione di area non inferiore a 20 cm², completi delle relative
celle edometriche e strumenti per la misura dei cedimenti verticali
con sensibilita’ e precisione non inferiore a 10 mm;
1.22 apparecchiature per prove di taglio diretto, ognuna completa
di almeno due scatole di taglio per provini di dimensioni non
inferiori a 36 cm² di area e 2 cm di altezza; complete di strumenti
per la misura delle deformazioni verticali ed orizzontali con
sensibilita’ e precisione non inferiori a 10 mm. Le apparecchiature
dovranno garantire l’applicazione di un carico non inferiore a 0.6
MPa su campioni di 36 cm² di area. Strumenti per la misura dello
sforzo di taglio con precisione non inferiore allo 0.2% del valore
massimo. Le apparecchiature dovranno essere predisposte per la misura
della resistenza residua con la tecnica del moto alternato. Le
attrezzature dovranno garantire una velocita’ di scorrimento minima
non superiore a 5x10E-4 mm/min ed una massima non inferiore a 1
mm/min;
1.23 celle per prove di compressione triassiale a 4 uscite per
provini di diametro fino a 38 mm in grado di sostenere pressioni di
cella di almeno 1,5 MPa;
1.24 celle per prove di compressione triassiale a 4 uscite per
provini di diametro fino a 100 mm in grado di sostenere pressioni di
cella di almeno 1,5 MPa;
1.25 presse di portata non inferiore a 50 KN che consenta una
velocita’ di avanzamento minima non superiore a 5x10E-4 mm/min ed una
massima non inferiore a 1 mm/min;
1.26 attrezzatura per prove di compressione triassiale costituita
da: sistema di applicazione di pressioni non inferiori a 1,5 MPa,
autocompensati per garantire livelli di pressione con una precisione
dell’1%;
1.27 pannello/i di controllo della pressione;
1.28 sistemi di misura delle pressioni interstiziali e delle
variazioni di volume con precisioni rispettivamente non inferiori a 5
KPa e 0.2 cm³;
1.29 sistema per la misura del carico verticale con precisione non
inferiore allo 0.2% del carico massimo;
1.30 sistema per la misura degli spostamenti verticali con
precisione non inferiore a 10 mm;
1.31 banco di consolidazione per celle triassiali ad almeno 3
posti;
1.32 banco permeametri ad almeno tre posti per misure di
permeabilita’ a carico variabile ed a carico costante con i
rispettivi permeametri;
1.33 compattatore per prove Proctor o CBR (AASHTO Standard e
ASSHTO modificato) e recipienti da 4 e 6 pollici;
1.34 attrezzatura per esecuzione di prove CBR;
1.35 camera climatizzata per la conservazione dei campioni;
2 – Prove di laboratorio sulle rocce
2.01 carotatrice da laboratorio per rocce con velocita’ di
rotazione variabile completa di almeno 3 carotieri di lunghezza non
inferiore a 25 cm, conforme alle norme di sicurezza e rumorosita’;
2.02 frantoio da laboratorio per rocce;
2.05 pressa idraulica motorizzata per prova a compressione con
portata non inferiore a 1.5 MN, dotata di sistema di controllo per
l’applicazione del carico;
2.06 serie unificata di setacci;
2.07 setacciatore meccanico o elettromagnetico;
2.08 cella di taratura da 1.5 MN o comunque compatibile con la
pressa di cui sopra;
2.09 calibri e bilance di precisione per la determinazione delle
dimensioni e del peso dei campioni;
2.10 macchina per l’esecuzione di prove di taglio diretto su roccia
e sui giunti;
2.11 macchina per l’esecuzione del carico puntuale «Point Load
Test»;
2.14 centralina di acquisizione automatica dei dati ottenuti dalle
prove meccaniche;
2.15 celle in acciaio per l’esecuzione di prove di compressione
triassiale su campioni di roccia (di cui almeno una con diametro pari
a 54.7 mm) in grado di sopportare pressioni di cella non inferiori a
50 MPa, complete di guaine per il campione, sistema di applicazione
della pressione di cella, spessori ed adattatori per i campioni di
diversa altezza;
2.16 set per l’ installazione di misuratori di deformazione locale
sul campione, completo di attrezzature per l’ installazione dei
misuratori di deformazione sui campioni da sottoporre a prova;
2.17 permeametro per rocce, completo di pompa idraulica
motorizzata, sistema di applicazione della pressione e tutto
l’occorrente per l’ esecuzione della prova.
I macchinari ed i dispositivi di prova devono essere idonei,
periodicamente controllati e soggetti ad adeguata manutenzione . Il
programma di controllo, manutenzione e taratura di ciascun
macchinario e strumento di misura deve essere esplicitamente compreso
nel Manuale della Qualita’ e commisurato alle tipologie ed alle
caratteristiche di impiego dei diversi dispositivi.
Le tarature delle apparecchiature di misura di forza e spostamenti
devono essere controllate e certificate da uno dei laboratori
ufficiali di cui all’art. 59, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 380/2001 o da organismi terzi di taratura
appositamente accreditati secondo i regolamenti vigenti nel settore.
All’atto dell’istanza il laboratorio deve presentare i certificati
delle verifiche di taratura, effettuate da non piu’ di sei mesi.
Nel corso dell’attivita’, il controllo della taratura deve essere
effettuato con cadenza almeno annuale. Il laboratorio dovra’ inoltre
dimostrare di possedere un efficace sistema interno di verifica e
calibrazione delle apparecchiature di cui sopra, con registrazione
delle verifiche di taratura interna almeno quadrimestrale.
7 – Metodi di prova e procedure
Il laboratorio deve disporre di istruzioni dettagliate, documentate
e chiaramente rappresentate sull’utilizzazione e il funzionamento di
tutte le apparecchiature, sulla manipolazione e la preparazione dei
materiali da sottoporre a prova e sulle tecniche di prova
normalizzate.
Per l’esecuzione delle prove geotecniche sulle terre costituiscono
documenti di riferimento di comprovata validita’ le Raccomandazioni
AGI (Associazione Geotecnica Italiana), le norme di prova pubblicate
dall’UNI e dall’ASTM, per le pertinenti parti.
Per l’esecuzione delle prove sulle rocce costituiscono documenti di
riferimento di comprovata validita’ le norme di prova pubblicate
dall’ASTM e dall’ ISRM – Suggested Methods for Rock Characterization
Testing and Monitoring, per le pertinenti parti.
L’impiego di eventuali altri documenti di riferimento riguardanti
procedure di prova non comprese nei precedenti riferimenti, dovra’
essere esplicitamente rappresentato e giustificato nell’istanza di
autorizzazione.
Nel caso in cui al Laboratorio vengano presentate richieste di
prove da eseguire in difformita’ alle suddette procedure o norme e/o
secondo procedure che rischiano di alterare l’obiettivita’ del
risultato, il Laboratorio non potra’ rilasciare, per tali prove, un
Certificato ufficiale.
Tutte le istruzioni, le norme, i manuali e i dati di riferimento
utilizzati nelle attivita’ del laboratorio e le procedure per il
rilascio dei certificati di prova devono essere contenute, ed
eventualmente aggiornate con continuita’, nella documentazione del
SGQ.
8 – Iter amministrativo e procedura di certificazione
L’iter amministrativo interno finalizzato al rilascio della
certificazione deve comprendere la redazione del verbale di
accettazione e della minuta di prova, la tenuta del registro di
carico e scarico, l’archiviazione della documentazione di prova e di
certificazione. In particolare:
Il verbale di accettazione e’ costituito da un blocco, prenumerato
e bollato, contenente tre copie del verbale di accettazione di cui
due staccabili. La prima viene consegnata sul momento al committente,
la seconda accompagna i campioni nell’iter di prova e deve essere
conservata nel fascicolo di prova da archiviare successivamente, la
terza resta nel blocco quale riscontro. Il blocco, in generale, deve
bollato da un organismo idoneo ovvero da un notaio. In luogo del
blocco, in caso di gestione informatizzata, sono ammessi fogli
singoli, fermo restando che gli stessi debbono essere comunque
prenumerati in triplice copia e, in questo caso, bollati
singolarmente da un notaio.
Il registro deve essere redatto secondo il numero progressivo dei
certificati emessi e contenere gli estremi di tutti i passaggi
interni dall’accettazione alla fatturazione, con l’indicazione del
committente, dei materiali di prova consegnati e relativa
identificazione, degli estremi del verbale di accettazione, della
data delle prove, degli estremi delle relative fatture. In caso di
gestione informatizzata, e’ ammessa la registrazione giornaliera su
file dei dati, ferma restando la necessita’ che periodicamente i dati
completi vengano stampati.
La minuta di prova: e’ un foglio di lavoro annesso alla seconda
copia del verbale di accettazione, contraddistinto dallo stesso
numero del verbale di accettazione cui si riferisce, sul quale
vengono riportati la data di prova, i risultati e le eventuali
osservazioni, ed e’ firmata dallo sperimentatore esecutore della
prova.
Nell’archivio devono essere raccolti per ciascuna richiesta: la
lettera di richiesta, la copia del verbale di accettazione, la minuta
di prova, la copia del certificato di prova, la copia della fattura.
La documentazione d’archivio deve essere conservata per almeno dieci
anni, salvo diversa indicazione. E’ consentita, previa approvazione
del Servizio tecnico centrale, la conservazione della documentazione
di archivio in modalita’ informatica. Le modalita’ di archiviazione e
conservazione dei dati dovranno tenere conto delle disposizioni
emanate al riguardo dal decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005 e
della Delibera:zione CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatizzazione
nella Pubblica Amministrazione) n. 11 del 19 febbraio 2004 (G.U. n.
57 del 9 marzo 2004).
Gli stampati adottati per l’accettazione od altre procedure,
nonche’ la carta intestata del laboratorio, o comunque del soggetto
gestore, devono indicare chiaramente il settore o i settori di prova
per il quale lo stesso e’ stato autorizzato.
Tutti i certificati emessi devono essere conservati con numero
progressivo in apposito raccoglitore da conservare in archivio.
9 – Certificati di prova
I risultati della prova di laboratorio, unitamente alle
informazioni fornite dal richiedente, formano oggetto del Certificato
di prova che espone con esattezza, chiarezza e senza ambiguita’ i
risultati della prova, le metodologie seguite e tutte le ulteriori
informazioni utili.
In generale ciascun Certificato deve far riferimento all’intera
commessa o almeno a ciascuno dei punti di sondaggio previsti
nell’area e deve contenere almeno:
a) l’identificazione del laboratorio;
b) una identificazione univoca del certificato (con un numero
progressivo di serie e la data di emissione) e di ciascuna sua pagina
ed il numero totale delle pagine. Nell’ambito del medesimo
Certificato, tutte le certificazioni delle diverse prove sui diversi
campioni dovranno essere individuate con un numero progressivo,
aggiuntivo al numero di serie del Certificato;
c) l’identificazione del richiedente e del cantiere, ovvero
dell’opera;
d) la descrizione e l’identificazione del campione;
e) la data di ricevimento del campione, la data di apertura del
campione e la data di esecuzione delle prove;
f) l’identificazione della specifica di prova o la descrizione
del metodo o della procedura seguita;
g) la descrizione, se necessario, della procedura di
campionamento;
h) tutte le variazioni, le aggiunte o le esclusioni rispetto alla
specifica di prova;
i) l’identificazione di tutti i metodi o le procedure non
normalizzate che siano state utilizzate;
j) le misure, gli esami e i loro risultati corredati, se del
caso, di tabelle, grafici, disegni e fotografie;
k) le eventuali anomalie riscontrate;
l) la firma e il titolo o un contrassegno equivalente delle
persone che hanno assunto la responsabilita’ tecnica delle prove.
Modifiche o aggiunte ad un certificato di prova, dopo la sua
emissione, sono consentite solo per mezzo di un altro documento
«emendamento/aggiunta» al certificato di prova, che deve avere i
requisiti esposti nei comma precedenti; anche detto documento dovra’
essere caratterizzato da un numero di serie, o comunque identificato.
Il Certificato non deve contenere valutazioni, apprezzamenti o
interpretazioni sui risultati della prova.
10 – Manipolazione dei campioni e dei materiali sottoposti a prove
Al fine di attuare un sistema di identificazione dei campioni che
devono essere sottoposti a prove, ed allo scopo di evitare confusioni
sia sull’identita’ dei campioni sia sul risultato delle misure
effettuate, nel verbale di accettazione devono essere specificati i
vari sondaggi ed i relativi campioni; in tal senso su ciascun
campione deve essere apposta una sigla riportante il numero del
sondaggio ed il numero del campione stesso.
I laboratori devono conservare i campioni sottoposti a prova per
almeno 60 giorni dopo l’emissione dei certificati di prova, per
consentirne la rintracciabilita’ ed identificabilita’; i laboratori
devono altresi’ conservare le parti dei campioni non utilizzati per
almeno sei mesi dopo l’emissione dei certificati di prova.
11 – Documentazione da allegare all’istanza
L’istanza di autorizzazione deve contenere la documentazione
riportata nell’elenco seguente:
1) Documentazione relativa alla gestione del laboratorio,
costituita, in caso di societa’, da copia dell’Atto Costitutivo e
Copia dello Statuto con eventuali successive variazioni.
2) Dichiarazione della composizione societaria a firma del Legale
Rappresentante.
3) Copia conforme del Certificato della Camera di Commercio,
comprensivo della certificazione antimafia.
4) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ di non
incompatibilita’ resa dal Legale Rappresentante.
5) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ resa dal Legale
Rappresentante circa l’assenza, nella compagine sociale e tra gli
amministratori, di soggetti coinvolti nelle attivita’ ritenute
incompatibili, come precisato nella Circolare.
6) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ di impegno
sull’osservanza delle regole comportamentali resa dal Legale
Rappresentante (o Titolare per le Ditte individuali).
7) Planimetria dei locali in scala adeguata, timbrata e siglata dal
Legale Rappresentante.
8) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ del Legale
Rappresentante con la quale si attesta che i locali sono in regola
con le disposizioni vigenti in materia di regolamenti urbanistici, di
igiene e di sicurezza sul lavoro.
9) Dichiarazione riguardante la proprieta’ dei locali o copia
conforme del contratto di affitto.
10) Elenco delle attrezzature presenti nel laboratorio,
sottoscritto dal Legale Rappresentante.
11) Un prospetto in cui si mettano in correlazione le prove
previste, le corrispondenti norme/procedure di prova, le relative
attrezzature di prova nonche’ l’ente che effettua le tarature e le
periodicita’.
12) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ del Legale
Rappresentante attestante la proprieta’ dei macchinari, anche se con
riservato dominio.
13) Copia conforme dei certificati di taratura delle attrezzature
di misura di forze e spostamenti, emessi – da non piu’ di sei mesi –
da uno dei laboratori ufficiali di cui all’ art. 59, comma 1, del
decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001 o da organismo di
taratura regolarmente accreditato.
14) Elenco del personale, sottoscritto dal Legale Rappresentante,
con indicazione, per ciascuno, del titolo di studio, della mansione
ricoperta e del rapporto di lavoro.
15) Copia conforme dei titoli di studio e dei curricula del
Direttore e degli sperimentatori.
16) Copia conforme dell’incarico professionale al Direttore, quando
non dipendente.
17) Dichiarazioni sostitutive di atto di notorieta’ di non
incompatibilita’ rese dal Direttore e dagli Sperimentatori.
18) Copia conforme del Libro Matricola dei dipendenti, ovvero del
Libro Unico del Lavoro del laboratorio, e dei contratti di lavoro per
il restante personale.
19) Relazione redatta dal Legale Rappresentante su carta intestata
riportante l’attivita’ svolta nel periodo precedente la richiesta di
autorizzazione.
20) Modelli utilizzati per l’accettazione, la registrazione e la
certificazione (Richiesta prove, Verbale di accettazione, Registro,
Certificati tipo e Minute di prova).
21) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ sull’orario ed
il calendario di apertura.
22) Descrizione dell’iter amministrativo interno.
23) Fotocopia dei documenti di identita’ di coloro che
sottoscrivono le dichiarazioni sostitutive.
24) Copia conforme della certificazione del Sistema di Gestione
della Qualita’.
25) Manuale della Qualita’, anche in formato elettronico.
26) Per le dichiarazioni si riportano di seguito alcuni schemi:
Per la dichiarazione di impegno sull’osservanza delle regole
comportamentali (punto 6 dell’elenco), resa dal titolare o dal Legale
Rappresentante si suggerisce il seguente schema:
«Il sottoscritto……….., in qualita’ di Titolare della
ditta…. (o Legale Rappresentante della societa’….) si impegna a:
a) chiedere, producendo la necessaria documentazione, il
preventivo nulla-osta per qualsiasi variazione dell’assetto
proprietario, per eventuale sostituzione del direttore del
laboratorio o degli sperimentatori e per eventuale cambio di sede;
cio’ per consentire all’Amministrazione la verifica della permanenza
dei presupposti in base ai quali e’ stata rilasciata
l’autorizzazione;
b) comunicare tempestivamente al Servizio tecnico centrale ogni
eventuale variazione sostanziale dell’assetto societario;
c) conservare per sei mesi le parti dei campioni non utilizzati e
per sessanta giorni i campioni identificabili sottoposti a prova di
laboratorio;
d) non istituire centri di raccolta ne’ centri attrezzati per le
prove oggetto di certificazione, fuori della sede autorizzata;
e) controllare che tutte le richieste di prove siano formulate e
sottoscritte da soggetti che ne abbiano titolo, quali il
rappresentante dell’Ente appaltante o il Progettista; che dette
richieste siano indirizzate direttamente al laboratorio, e che la
relativa fatturazione intercorra fra gli interessati ed il
laboratorio stesso, con esclusione di eventuali intermediari;
f) non affidare in subappalto, ad altri laboratori, le prove
richieste al laboratorio;
g) rispettare tutte le disposizioni impartite
dall’Amministrazione circa l’iter amministrativo da seguire
nell’attivita’ di prove e certificazione.».
Per la dichiarazione di non incompatibilita’ rese dal Legale
Rappresentante, del Direttore e degli Sperimentatori (punti 4 e 17
dell’elenco), si suggerisce il seguente schema:
«Il sottoscritto dichiara che non sussiste alcuna incompatibilita’
fra l’attivita’ esercitata nel laboratorio ed altre attivita’
esterne. In particolare dichiara di non essere direttamente
interessato in attivita’ di esecuzione di opere di ingegneria civile;
si impegna altresi’ a non operare in qualita’ di direttore dei lavori
o collaudatore per le realizzazioni di opere di ingegneria civile
rispetto alle quali sono richieste, impiegate o programmate prove
geotecniche sulle terre e/o sulle rocce effettuate o da effettuarsi
dal laboratorio nel quale opera».
Tutte le dichiarazioni allegate all’istanza si intendono rese a
mezzo atto notorio o sostitutivo di atto notorio ai sensi dell’art.
47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
445.
12 – Istruttoria e controlli
La documentazione inerente l’istanza di autorizzazione, sopra
richiamata, deve essere trasmessa al Servizio Tecnico Centrale del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ne cura l’istruttoria
per il successivo esame e parere del predetto Consesso. In fase
istruttoria il Servizio Tecnico Centrale puo’ disporre visite o
controlli e richiedere eventuale altra documentazione di chiarimento.
Le predette visite ispettive o controlli potranno essere effettuate
da personale dei Provveditorati Interregionali alle Opere Pubbliche,
in coordinamento con il Servizio Tecnico Centrale.
Visite ispettive di controllo e richieste di documentazione possono
essere altresi’ disposte in qualsiasi momento al fine di accertare il
mantenimento dei requisiti richiesti.
13 – Durata e rinnovo dell’autorizzazione
L’autorizzazione, rilasciata dal Servizio Tecnico Centrale su
conforme parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ha
validita’ quinquennale e puo’ essere rinnovata alla scadenza.
L’istanza di rinnovo deve essere trasmessa almeno sei mesi prima
della scadenza dell’autorizzazione al Servizio Tecnico Centrale,
corredata di tutta la documentazione di rito, ad eccezione di quella
rimasta invariata, per la quale si deve comunque produrre una
dichiarazione attestante la validita’ della documentazione stessa,
con relativo elenco esplicativo.
La mancata o incompleta presentazione dell’istanza e della
documentazione entro tale termine comporta la decadenza
dell’autorizzazione alla scadenza naturale.
14 – Diffida al laboratorio e sospensione dell’autorizzazione
Quando il Servizio Tecnico Centrale, nell’ambito delle proprie
attivita’ di controllo o visite ispettive, riscontra difformita’,
inadempienze o sopravvenute carenze rispetto ai requisiti richiesti,
di entita’ tali da non compromettere nel complesso la funzionalita’
del laboratorio e la significativita’ dei risultati delle prove,
diffida il laboratorio a mettersi in regola, nei tempi e nei modi che
saranno formalmente comunicati.
Quando invece il Servizio Tecnico centrale riscontra inadempienze o
sopravvenute carenze rispetto ai requisiti richiesti, tali da
compromettere, in maniera temporanea o comunque sanabile, la
funzionalita’ del laboratorio e che richiedono una revisione e
riorganizzazione del laboratorio stesso, ovvero qualora le azioni
correttive messe in atto in riposta alla diffida di cui sopra non
risultino adeguate, propone al Presidente del Consiglio Superiore dei
LL.PP. l’emissione di un provvedimento di sospensione
dell’autorizzazione, nel quale ne e’ indicata la durata, non
superiore a 6 mesi. Entro tale periodo di tempo il laboratorio deve
dimostrare l’ottemperanza alle prescrizioni indicate nel
provvedimento di sospensione.
L’attivita’ del laboratorio potra’ essere ripresa alla scadenza del
periodo di sospensione, previo accertamento dell’avvenuto
adempimento, nei termini fissati, alle disposizioni impartite in sede
di sospensione.
15 – Revoca dell’autorizzazione
Quando il laboratorio non ottemperi alle prescrizioni riportate nel
provvedimento di sospensione di cui sopra, il Servizio Tecnico
Centrale lo diffida a mettersi in regola, assegnando un termine non
inferiore a trenta giorni. Decorso tale termine senza che il
laboratorio abbia provveduto efficacemente, propone al Presidente del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il provvedimento di revoca.
E’ prevista altresi’ la revoca dell’autorizzazione ove il Servizio
Tecnico Centrale accerti gravi inadempienze rispetto a quanto
stabilito dalla presente Circolare ministeriale, in particolare a
quelli riguardanti i criteri di imparzialita’, indipendenza, corretta
gestione del laboratorio, competenza, trasparenza e concorrenza
previste nell’esecuzione delle prove, tali da compromettere
gravemente la garanzia di qualita’ a base dell’autorizzazione.
Nel caso in cui il Servizio Tecnico Centrale accerti, anche
mediante ispezioni e controlli, le suddette gravi inadempienze,
procede immediatamente con un provvedimento di sospensione
cautelativa dell’attivita’ di certificazione, e diffida il
laboratorio a mettersi in regola, assegnando un termine non inferiore
a trenta giorni. Entro tale termine il laboratorio potra’
eventualmente produrre le proprie controdeduzioni.
Decorso il suddetto termine senza che il laboratorio abbia
provveduto in maniera efficace a mettersi in regola, ovvero qualora
non si considerino esaurienti le controdeduzioni eventualmente
presentate dal laboratorio stesso, il Servizio Tecnico Centrale
propone al Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il
provvedimento di revoca.
I provvedimenti di revoca vengono adottati sentito il parere del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
16 – Procedure transitorie per i laboratori gia’ autorizzati
I laboratori gia’ titolari di autorizzazione ministeriale a
svolgere e certificare prove geotecniche devono adeguarsi a quanto
riportato nella presente Circolare ministeriale entro 12 mesi
dall’emanazione della Circolare stessa, comunicando al Servizio
Tecnico Centrale l’ottemperanza a quanto prescritto. L’adeguamento a
quanto sopra riportato deve essere comunque verificato in sede di
rinnovo delle precedenti autorizzazioni.
Roma, 8 settembre 2010

Il Presidente: Karrer

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI – CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7618

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