MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI - CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7617 | Chimici.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI – CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7617

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI - CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7617 - Criteri per il rilascio dell'autorizzazione ai Laboratori per l'esecuzione e certificazione di prove sui materiali da costruzione di cui all'articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001. (10A13000) -(GU n. 257 del 3-11-2010 )

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL
CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI

CIRCOLARE 8 settembre 2010 , n. 7617

Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per
l’esecuzione e certificazione di prove sui materiali da costruzione
di cui all’articolo 59 del decreto del Presidente della Repubblica n.
380/2001. (10A13000)

Premesse.
Nel testo delle Norme Tecniche sulle Costruzioni di cui al decreto
ministeriale 14 gennaio 2008, come nella successiva Circolare
esplicativa, si prescrive che sia le prove sui materiali da
costruzione che le prove geotecniche devono essere effettuate e
certificate da uno dei laboratori di prova di cui all’art. 59 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 380/2001.
Il decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001
– Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in
materia edilizia – all’art. 59, che sostanzialmente riprende l’art.
20 della legge n. 1086/1971 integrato con le prove sui terreni e
sulle rocce, dopo aver definito al comma 1 i Laboratori Ufficiali, al
comma 2 prevede che «Il Ministro per le infrastrutture e i trasporti,
sentito il Consiglio Superiore dei lavori pubblici, puo’ autorizzare
con proprio decreto, ai sensi del presente capo, altri laboratori ad
effettuare prove sui materiali da costruzione, comprese quelle
geotecniche su terreni e rocce. L’attivita’ dei laboratori, ai fini
del presente capo, e’ servizio di pubblica utilita’.».
Ad oggi le autorizzazioni ai laboratori prove materiali sono
rilasciate sulla base dei criteri contenuti nella Circolare
ministeriale n. 346/STC del 16 dicembre 1999. La predetta circolare
ministeriale definisce una regolamentazione tecnico-amministrativa
atta ad assicurare alle prove sui materiali da costruzione un
adeguato livello qualitativo e conferire loro carattere di
certificazione ufficiale.
Tuttavia, al fine di semplificare l’iter procedurale per il
conseguimento dell’autorizzazione, di migliorare l’applicazione delle
piu’ recenti norme tecniche nel settore dei lavori e delle opere di
ingegneria civile e garantire migliori condizioni di qualita’,
affidabilita’ ed indipendenza nelle attivita’ di prove e
certificazione, si ritiene oggi necessario ridefinire i requisiti
richiesti ai soggetti che operano nei settori in argomento, tenendo
anche conto dell’esperienza maturata, del quadro normativo introdotto
dall’entrata in vigore delle recenti norme tecniche e delle
disposizioni del citato art. 59 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 380/2001.
In aderenza agli obbiettivi posti dalla Direttiva Europea
n.89/106/CEE ed in conformita’ ai principi che disciplinano
l’abilitazione degli organismi di certificazione, ispezione e prova
ed il loro operato in ambito europeo, nonche’ ai principi del Diritto
comunitario (Direttiva europea n.89/123/CEE riguardante i servizi),
nel definire i criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui
alla presente Circolare, si e’ tenuto conto, per quanto applicabili,
delle disposizioni contenute nel Decreto Interministeriale n. 156 del
9 maggio 2003, recante «Criteri e modalita’ per il rilascio
dell’abilitazione degli organismi di certificazione, ispezione e
prova nel settore dei prodotti da costruzione, ai sensi dell’art. 9,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 21 aprile 1993,
n. 246».
Il presente provvedimento sostituisce la precedente Circolare n.
346/1999, restando confermata la validita’ delle autorizzazioni gia’
rilasciate.
1. Disposizioni generali
1.1. Campo di applicazione.
Con riferimento al disposto del comma 2 dell’art. 59 del decreto
del Presidente della Repubblica n. 380 del 6 giugno 2001 nonche’ alle
vigenti norme tecniche sulle costruzioni, le autorizzazioni
disciplinate dalla presente Circolare riguardano i seguenti settori
di prova e certificazione:
Settore A
Comprendente le prove sui seguenti materiali:
Calcestruzzi;
Acciai;
Laterizi;
Leganti idraulici.
Settore B
Comprendente le prove sui seguenti materiali:
Legno massiccio;
Legno lamellare;
Pannelli a base di legno.
La richiesta di autorizzazione per un laboratorio potra’ riguardare
uno o entrambi i settori sopra indicati.
Ai fini di quanto riportato nella presente Circolare, per
«Laboratorio» che effettua le prove e le certificazioni si intende
l’insieme costituito da personale, locali ed attrezzature.
I laboratori autorizzati per lo svolgimento e la certificazione
delle prove devono essere in grado di effettuare, documentare e
certificare almeno le prove elencate nel seguito ed essere dotati di
tutte le apparecchiature ed attrezzature a cio’ necessarie, e
comunque dell’attrezzatura minima indicata al successivo punto 6.
1.2. Soggetto gestore.
Il soggetto gestore del laboratorio puo’ essere una ditta
individuale, una societa’ o un ente pubblico.
Sono esclusi dalla autorizzazione le ditte individuali e le
societa’ i cui soci, i rappresentanti legali od altre figure
equivalenti, siano direttamente interessati in attivita’
imprenditoriali di esecuzione di opere di ingegneria civile, nonche’
in attivita’ di produzione, rappresentanza, commercializzazione,
messa in opera di prodotti o materiali destinati alle opere di
ingegneria civile, che necessitano di certificazioni ufficiali ai
sensi delle disposizioni normative vigenti.
1.3. Garanzia di Qualita’.
Il laboratorio deve operare in regime di garanzia di qualita’
dotandosi di un Sistema di Gestione della Qualita’ (SGQ) che
sovraintenda all’attivita’ del laboratorio, coerente con la norma UNI
EN ISO 9001 in corso di validita’, nonche’ con la norma EN 17025 per
quanto attiene l’organizzazione generale e la gestione della
struttura. La conformita’ del SGQ alla norma UNI EN ISO 9001 deve
essere certificata da parte di un organismo terzo indipendente ed
accreditato, di adeguata competenza ed organizzazione.
A tale scopo ogni laboratorio deve dotarsi di un proprio Manuale
della Qualita’, gestito in modo autonomo da un «Responsabile della
Qualita’», appartenente al personale del laboratorio, che custodisce
il Manuale stesso ed e’ responsabile della sua corretta gestione ed
implementazione.
Il Manuale della Qualita’, che deve fare riferimento anche alla
norma EN 17025, deve essere riesaminato ed eventualmente aggiornato
periodicamente.
Una copia del Manuale della Qualita’, anche in formato elettronico,
e’ depositato presso il Servizio Tecnico Centrale.
2. Direttore del laboratorio
2.1. Requisiti del Direttore.
Il Direttore del laboratorio deve essere in possesso di laurea in
ingegneria o architettura, quinquennale ovvero magistrale, o di altro
equipollente titolo di studio.
In ogni caso il Direttore deve possedere specifiche competenze nei
seguenti settori:
delle caratteristiche fisico-meccaniche dei materiali da
costruzione;
delle procedure sperimentali;
della normativa nazionale ed internazionale di riferimento;
del funzionamento delle macchine e delle attrezzature.
Il curriculum vitae, la qualificazione e l’esperienza del Direttore
devono essere adeguatamente documentate con riferimento a studi ed
attivita’ rientranti nel campo specifico delle prove di laboratorio
sui materiali da costruzione.
2.2. Compiti, mansioni e limitazioni.
Il Direttore del laboratorio:
sovrintende al funzionamento del laboratorio ed all’esecuzione
delle prove;
adotta le corrette procedure operative sperimentali;
presta con continuita’ la propria attivita’ professionale nel
laboratorio;
vigila con continuita’ sul rispetto delle procedure, sia tecniche
che amministrative, da parte del personale addetto;
assicura i rapporti tra laboratorio ed utenza;
sottoscrive i certificati ufficiali relativi alle prove eseguite.
Al Direttore del laboratorio viene attribuita la piena
responsabilita’ della corretta esecuzione delle prove e dei risultati
ottenuti e della relativa certificazione.
Al Direttore e’ fatto divieto di assumere contestualmente la
direzione di piu’ di un laboratorio, salvo diverse autorizzazioni per
attivita’ svolte nella stessa sede. Il Direttore puo’ svolgere,
compatibilmente con il proprio titolo di studio, attivita’
professionale di progettazione, direzione e collaudo di opere con
l’obbligo di non effettuare nel laboratorio del quale e’ Direttore,
prove sui materiali da costruzione per le quali sia richiesta
certificazione ufficiale, relative a lavori nei quali lo stesso abbia
operato o operi come progettista, direttore dei lavori o
collaudatore.
In caso di temporanea indisponibilita’ del Direttore, per malattia
o altri gravi motivi, il laboratorio deve formalmente incaricare di
tali mansioni un sostituto, purche’ dotato i degli stessi requisiti e
sottoposto agli stessi vincoli.
3. Personale
La funzionalita’ del laboratorio deve essere assicurata da
personale qualificato, in numero congruo ed adeguato alle dimensioni,
alle caratteristiche ed ai settori per i quali il laboratorio e’
autorizzato.
L’organico medio annuo degli operatori impiegati dovra’ trovare
ragionevole riscontro con il numero e la tipologia di prove
effettuate e certificate. L’attivita’ dell’aliquota minima di
personale richiesto per un regolare e continuo svolgimento
dell’attivita’ del laboratorio deve essere regolata da un rapporto di
dipendenza di tipo continuativo e di durata almeno pari al periodo di
vigenza dell’autorizzazione. Almeno quest’ultimo personale deve
assicurare la propria presenza a tempo pieno in laboratorio
nell’orario di apertura dello stesso.
3.1. Requisiti ed oneri.
Il personale addetto alla sperimentazione deve avere una perfetta
conoscenza delle procedure di prova e delle modalita’ di
funzionamento delle apparecchiature e dei sistemi di acquisizione dei
dati.
La qualificazione degli sperimentatori dovra’ essere documentata da
un titolo di studio non inferiore al diploma di secondo grado,
preferibilmente tecnico, nonche’ dall’attivita’ svolta nel campo
delle prove di laboratorio sui materiali da costruzione, riferita ad
un periodo di almeno due anni. Tale esperienza puo’ essere acquisita
anche attraverso l’esercizio dell’attivita’ di aiuto-sperimentatore,
mediante contratti di formazione o simili. Puo’ costituire altresi’
titolo di qualificazione la frequenza di specifici corsi
professionali organizzati e certificati da questo Ministero o da
altri Enti idonei.
Il personale del laboratorio dovra’ assicurare, ciascuno per quanto
attiene alla propria qualifica, ruolo e competenza, ed in osservanza
alle procedure definite nel Manuale della Qualita’, il funzionamento
del laboratorio secondo le indicazioni impartite dal Direttore.
In particolare, il personale dovra’:
curare l’accettazione e l’archiviazione dei campioni;
curare lo svolgimento delle prove, secondo il programma e le
modalita’ stabilite dal Direttore;
gestire l’archivio dell’attivita’ del laboratorio e dei campioni
esaminati.
3.2. Riservatezza e sicurezza.
Tutto il personale del laboratorio e’ tenuto al rispetto del
segreto professionale nei riguardi di tutte le informazioni raccolte
durante lo svolgimento dei suoi compiti, ed il laboratorio deve
rispettare i termini e le condizioni che garantiscano il carattere di
riservatezza e la sicurezza della sua attivita’.
3.3. Imparzialita’, indipendenza e integrita’.
Il laboratorio ed il suo personale devono essere liberi da
qualsiasi pressione commerciale, finanziaria o di altro genere, che
possa influenzare la conduzione delle prove.
Il laboratorio ed il suo personale non devono altresi’ essere
comunque coinvolti in attivita’ che possano danneggiare la fiducia
nella loro indipendenza di giudizio ed imparzialita’ nei riguardi
delle attivita’ di prova.
Deve essere evitata qualsiasi influenza sui risultati degli esami e
delle prove da parte di persone od organismi esterni al laboratorio.
La remunerazione del personale addetto alle attivita’ di prova non
deve dipendere dal numero delle prove eseguite ne’ dai risultati
delle stesse.
4. Locali
I locali del laboratorio devono essere in regola con le vigenti
disposizioni in tema di regolamenti urbanistici, di igiene e
sicurezza del lavoro; gli stessi devono avere una superficie utile,
costituita da spazi operativi, uffici, depositi ed altri servizi,
adeguata all’entita’ ed al tipo di prove da svolgere, agli spazi
d’uso e di manovra delle attrezzature di prova, nonche’ al personale
impiegato, nel rispetto delle norme vigenti a tutela della sicurezza
e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. I locali nei
quali vengono eseguite le prove devono avere caratteristiche tali da
consentire la corretta e razionale esecuzione delle prove stesse;
devono essere opportunamente protetti da condizioni anomale per
effetti di temperatura, polvere, umidita’, vapore, rumore, vibrazioni
etc. e devono essere mantenuti in condizioni adeguate.
Le attrezzature ed i macchinari devono essere disposte in modo tale
da ridurre il rischio di guasti o di danni e permettere agli addetti
di operare agevolmente, nel rispetto delle norme di sicurezza. Quando
le prove lo richiedano, i locali devono essere dotati di dispositivi
per il controllo delle condizioni ambientali. L’accesso alle zone di
prova deve essere controllato in modo adeguato; devono inoltre essere
definite le condizioni per l’eventuale accesso di persone non
addette.
5. Prove
I laboratori autorizzati devono essere in grado di effettuare con
proprie attrezzature, elaborare e certificare almeno le seguenti
prove, che costituiscono requisito minimo per il rilascio
dell’autorizzazione:
Settore A
1. Leganti idraulici.
1.1. Prove fisiche.
1.1.1. Prova di indeformabilita’.
1.1.2. Determinazione del tempo di presa.
1.1.3. Determinazione della finezza di macinazione.
1.2. Prove di resistenza meccanica.
1.2.1. Resistenza su malta plastica.
2. Calcestruzzi.
2.1. Misure fisiche.
2.1.1. Peso dell’unita’ di volume.
2.1.3. Prova di abbassamento al cono (slump test).
2.2. Prove di resistenza meccanica.
2.2.1. Rottura a compressione di cubi o cilindri;
2.2.2. Rottura a flessione.
2.2.3. Rottura per trazione indiretta (prova brasiliana).
2.3. Prove e misure speciali.
2.3.1. Modulo di elasticita’ normale a compressione.
2.3.2. Ritiro.
2.3.3. Determinazione della profondita’ della penetrazione
dell’acqua in pressione.
2.3.4. Determinazione del contenuto d’aria nel calcestruzzo fresco.
2.3.5. Calcestruzzi SCC: determinazione dello spandimento e tempo
di spandimento (UNI 11041).
2.3.6. Calcestruzzi SCC: determinazione del tempo di efflusso (UNI
11042).
2.3.7. Calcestruzzi SCC: scorrimento confinato tramite scatola (UNI
11043, 11044, 11045).
2.4. Prove su aggregati per calcestruzzo.
2.4.1. Massa volumica dei granuli e assorbimento di acqua.
2.4.2. Analisi granulometrica e contenuto dei fini.
2.4.3. determinazione indice di forma e appiattimento
dell’aggregato grosso.
2.4.4. Determinazione equivalente in sabbia.
2.4.5. Determinazione valore di blu.
2.4.6. Determinazione reattivita’ alcali aggregati.
2.4.7. Resistenza alla frammentazione (Los Angeles).
2.4.8. Resistenza all’usura (Micro Deval).
2.4.9 Determinazione del contenuto in sostanza organica.
2.4.10 Contenuto di carbonato negli aggregati fini.
2.4.11 Massa volumica dei granuli e assorbimento di acqua.
2.4.12 Resistenza al gelo/disgelo.
3. Laterizi per muratura e per solai.
3.1. Resistenza a compressione in direzione dei fori.
3.2. Resistenza a compressione trasversale ai fori.
3.3. Resistenza a trazione per flessione su listelli.
3.4. Determinazione della percentuale di foratura ed area media
della sezione di un foro.
3.5. Coefficiente di dilatazione lineare.
3.6. Prova di punzonamento.
3.7. Prova di dilatazione per umidita’.
3.8. Assorbimento d’acqua.
3.9. Durabilita’ ai cicli di gelo e disgelo.
4. Acciai.
4.1. Prove di trazione
4.1.1. Su spezzoni di barre da cemento armato, con determinazione:
dell’area della sezione della barra equipesante;
dei carichi di snervamento e rottura;
dell’allungamento sotto carico massimo Agt.
4.1.2. Idem come sopra su provini eventualmente ricavati da barre
di diametro > 30 mm.
4.1.3. Idem come sopra per reti e tralicci elettrosaldati.
4.1.4. Su fili, barre, trecce e trefoli da precompresso, con
determinazione:
dell’area della sezione;
dei valori richiesti fra f pt , fpy , fp(1) , fp(0,1) ;
dell’allungamento sotto carico massimo A gt .
4.1.5. Su provini ricavati da profilati e lamiere con
determinazione:
dei carichi di snervamento e rottura;
dell’allungamento percentuale a rottura.
4.2. Altre prove meccaniche sugli acciai
4.2.1. Piegamento a 180° a freddo.
4.2.2. Piegamento a 90° con raddrizzamento dopo riscaldamento.
4.2.3. Resistenza al distacco del nodo per reti e tralicci
elettrosaldati.
4.3. Prove e misure speciali
4.3.1. Modulo di elasticita’ normale.
4.3.2. Diagramma di deformazione.
4.3.4. Resilienza di Charpy a temperatura ambiente ed a freddo.
4.3.5. Determinazione del valore dell’area relativa di nervatura
f r per l’acciaio nervato ed fp per l’acciaio dentellato, ai fini
della valutazione dell’indice di aderenza.
Settore B
5.1. Prove su legno massiccio e legno lamellare.
5.1.1. Misura della rigidezza e resistenza a rifollamento di un
elemento in legno.
5.1.2. Prova di delaminazione delle superfici di incollaggio
mediante la generazione di un gradiente di umidita’ nel legno.
5.1.3. Modulo di elasticita’ a flessione locale.
5.1.4. Modulo di elasticita’ a flessione globale.
5.1.5. Resistenza a flessione.
5.1.6. Misura dell’umidita’.
5.2. Prove su giunti in legno massiccio e legno lamellare.
5.2.1. Resistenza e rigidezza di giunti realizzati con elementi di
collegamento in lamiera metallica: prova a trazione, compressione e
taglio.
5.2.2. Resistenza e rigidezza di giunti realizzati mediante chiodi,
viti, spinotti o caviglie e bulloni (carico parallelo e
perpendicolare alla fibratura).
5.2.3. Resistenza all’estrazione di elementi meccanici di
collegamento (chiodi, viti e graffe) per legno massiccio e lamellare.
5.3. Prove sui pannelli a base di legno.
5.3.1. Modulo di elasticita’ a flessione.
5.3.2. Resistenza a flessione.
5.3.3. Misura dell’umidita’.
5.3.4. Misura della massa volumica.
5.3.5. Resistenza a taglio.
5.3.6. Resistenza, rigidezza e scorrimento per pannelli a base di
legno sottoposti a carico trasversale.
Oltre alle prove obbligatorie dei Settori A e B sopra elencate, il
laboratorio potra’ inoltre richiedere l’autorizzazione a svolgere e
certificare altre specifiche prove, riconducibili a prescrizioni
contenute nelle vigenti norme tecniche. Per ottenere l’autorizzazione
il laboratorio dovra’ dimostrare di possedere le conoscenze e le
attrezzature necessarie per effettuare le predette prove facoltative,
che dovranno essere svolte nel rispetto delle procedure e dei
principi riportati nella presente Circolare.
Si riporta, a titolo esemplificativo un elenco delle possibili
prove facoltative:
1. Calcestruzzi:
Coefficiente di dilatazione termica lineare del cls;
Diagramma di deformazione a deformazione imposta.
2. Acciai:
Prove di composizione chimica degli acciai;
Prove di aderenza su barre ad a.m. (beam-test);
Prove a fatica per trazione-compressione su provini di acciaio,
con carico non inferiore a 200 kN;
Prova di rilassamento a temperatura ordinaria;
Prove su elementi di collegamento chiodati o bullonati:
prove di taglio su chiodi, viti, spinotti (UNI EN 2098);
prove di trazione verticale su chiodi (UNI EN 2098);
prove di trazione con appoggio a cuneo su chiodi, viti,
spinotti (UNI EN 2098);
prove di tenacita’ su chiodi, viti e dadi (UNI EN 2098);
prove di strappo su bulloni (UNI EN 3740/6);
carico su dadi (UNI EN 3740/9);
durezza su dadi (UNI EN 3740/9).
3. Aggregati.
Il laboratorio, qualora richieda l’autorizzazione all’esecuzione e
certificazione delle prove facoltative sugli aggregati, deve essere
in grado di svolgere e certificare tutte le prove elencate:
Determinazione della forma dei grani (Indice di forma);
Determinazione della percentuale di superfici frantumate negli
aggregati grossi;
Determinazione del contenuto di conchiglie;
Prova dell’equivalente in sabbia;
Prova del blu di metilene;
Resistenza all’usura (micro-Deval);
Resistenza alla frammentazione (Los Angeles);
Determinazione della massa volumica in mucchio e dei vuoti
intergranulari;
Determinazione del valore di levigabilita’ e abrasione;
Resistenza al gelo e disgelo;
Potenziale reattivita’ degli aggregati in presenza di alcali;
Determinazione dei contaminanti leggeri;
Determinazione del contenuti in Sostanza organica (humica);
Determinazione del contenuto in Cloruri, Solfati solubili in
acido, Zolfo;
Contenuto di carbonato negli aggregati fini.
4. Altre prove:
Prove su materiali compositi fibro-rinforzati e loro componenti.
5. Prove esterne:
Prova di carico su piastra;
Prove di carico su pali.
I materiali da sottoporre a prove di laboratorio devono essere
messi a disposizione dal richiedente presso il laboratorio. Il
laboratorio potra’ anche effettuare, su richiesta del Committente e/o
Direttore dei Lavori, il campionamento in cantiere ovvero in sito.
6. Attrezzature
All’atto dell’istanza il laboratorio deve disporre di tutte le
attrezzature necessarie allo svolgimento delle prove obbligatorie di
cui sopra, nella quantita’ adeguata rispetto alla numerosita’,
all’entita’ ed alla tipologia di attivita’ svolta, e comunque deve
disporre almeno delle attrezzature elencate nel seguito:
Settore A
1. Prove su calcestruzzi, aggregati per calcestruzzi e laterizi:
1.01. macchina per prove a compressione con portata non inferiore
a 3000 KN; la macchina dovra’ essere conforme alle Norme UNI 12390/4
e dotata di diverse scale o comunque in grado di garantire la classe
1 a partire da 300 KN;
1.02. spianatrice per rettifica meccanica dei provini;
1.03. camera climatizzata o vasca di maturazione normale a
controllo automatico della temperatura e dell’umidita’, per la
maturazione dei provini;
1.04. stufa per l’essiccazione degli aggregati;
1.05. serie unificata di setacci e crivelli;
1.06. setacciatore meccanico o elettromagnetico;
1.07. betoniera da laboratorio;
1.08. bilance per cubi, per inerti, ecc. di varia portata e
precisione;
1.09. macchina per prove di compressione su laterizi o, in
alternativa, accessori per dette prove con la pressa dei
calcestruzzi; qualora si utilizzino gli accessori, e’ comunque
necessario verificare che la pressa abbia le caratteristiche tecniche
e dimensionali idonee per poter eseguire le prove in questione;
1.10. celle di carico di portata adeguata per il controllo di
taratura della pressa per calcestruzzi;
1.11. carotatrice per calcestruzzi;
1.12. cono di Abrahms;
1.13. estensimetro di precisione per la determinazione dei
coefficienti di dilatazione e ritiro;
1.14. telaio per prove di ritiro;
1.15. accessori per le prove di punzonamento sui laterizi;
1.16. stacci a barre per la determinazione indice di
appiattimento;
1.17. calibro per aggregati per la determinazione indice di
forma;
1.18. attrezzatura per prova Los Angeles;
1.19. attrezzatura per prove di gelo e disgelo su laterizi;
1.20. attrezzatura per la determinazione della profondita’ di
penetrazione dell’acqua nel calcestruzzo;
1.21. porosimetro.
2. Prove sui leganti idraulici:
2.01. pinze di Le Chatelier e relativo set per prove di
indeformabilita’;
2.02. apparecchio di Vicat (o apparecchio di Gillmore);
2.03. stampi normalizzati per provini di malta;
2.04. mescolatrice;
2.05. pressa da 250 KN per prove di flessione e compressione su
provini di cemento, ovvero altra attrezzatura in grado di consentire
l’esecuzione delle prove suddette in conformita’ alle disposizioni
della norma UNI EN 196/1;
2.06. strumentazione per la determinazione dell’unita’ di volume
tramite pesata idrostatica.
3. Prove sugli acciai:
3.01. macchina universale con portata non inferiore a 600 KN,
completa di attrezzatura per il tracciamento dei diagrammi
sforzi-deformazioni, dotata di diverse scale o comunque in grado di
garantire la classe 1 a partire da 30 KN; la macchina universale
dovra’ altresi’ essere in grado di eseguire efficacemente le prove
sugli acciai da precompresso;
3.02. attrezzatura, indipendente dalla macchina universale, per
le prove di piegamento e raddrizzamento delle barre per cemento
armato, compresa l’attrezzatura per l’eventuale riscaldamento dei
campioni prima del raddrizzamento;
3.03. pendolo di Charpy per prova di resilienza degli acciai
laminati con relativa cella frigorifera;
3.04. celle di carico per il controllo di taratura della macchina
universale, di portata adeguata a quella della universale stessa;
3.05. calibri e bilance di precisione per la determinazione di
dimensioni e peso dei campioni;
3.06. tranciatrice o altra attrezzatura per il taglio dei ferri;
3.07. dispositivo segnaprovette;
3.08. estensimetri per la determinazione del modulo elastico sui
campioni di acciaio, normale e da precompresso.
Settore B
4.01. Sistema di applicazione e di misura di carico su elementi
lignei; la misura del carico deve garantire un’accuratezza almeno
pari all’1% del carico applicato.
4.02. Apparecchiatura di misurazione dello spostamento dei
connettori nel legno, con un’accuratezza almeno pari all’1% dello
spostamento, garantendo altresi’ un’accuratezza di 0,02 mm per
spostamenti minori di 2 mm.
4.03. Autoclave in grado di fornire una pressione assoluta non
inferiore a 700 kPa.
4.05. Essiccatore di potenza adeguata.
4.06. Bilancia con accuratezza almeno 5g.
4.07. Metro e calibro per rilievo dimensionale.
4.08. Banco di contrasto per prove di flessione.
4.09. Bilancia con graduazione 0,1 g per masse maggiori di 100 g e
graduazione 0,01 g per masse inferiori.
4.10. Stufa di essiccazione regolabile a 103±2°C con libera
circolazione dell’aria interna.
4.11. Attrezzature per la determinazione delle proprieta’ di
flessione trasversale secondo UNI EN 310 (provini piccoli) e secondo
UNI EN 789 (provini di media grandezza).
I macchinari ed i dispositivi di prova devono essere idonei,
periodicamente controllati e soggetti ad adeguata manutenzione . Il
programma di controllo, manutenzione e taratura di ciascun
macchinario e strumento di misura deve essere esplicitamente compreso
nel Manuale della Qualita’ e commisurato alle tipologie ed alle
caratteristiche di impiego dei diversi dispositivi.
Le tarature delle apparecchiature di misura di forza e spostamenti
devono essere controllate e certificate da uno dei laboratori
ufficiali di cui all’ art. 59, comma 1, del decreto del Presidente
della Repubblica n. 380/2001 o da organismi terzi di taratura
appositamente accreditati secondo i regolamenti vigenti nel settore.
All’atto dell’istanza il laboratorio deve altresi’ fornire tali
certificati di verifica della taratura, effettuata da non piu’ di sei
mesi.
Nel corso dell’attivita’, il controllo della taratura deve essere
effettuato con cadenza almeno annuale.
Il laboratorio dovra’ inoltre dimostrare di possedere un efficace
sistema interno di verifica e calibrazione delle apparecchiature di
cui sopra, con registrazione delle verifiche di taratura interna
almeno quadrimestrale.
7. Metodi di prova e procedure
Il laboratorio deve disporre di istruzioni dettagliate, documentate
e chiaramente rappresentate sull’utilizzazione e il funzionamento di
tutte le apparecchiature, sulla manipolazione e la preparazione dei
materiali da sottoporre a prova e sulle tecniche di prova
normalizzate.
Per l’esecuzione delle prove sui materiali da costruzione
costituiscono documenti di riferimento di comprovata validita’ le
norme di prova pubblicate dall’UNI, le norme UNI EN armonizzate i cui
riferimenti siano pubblicati in GUUE nonche’ le Linee Guida per il
Benestare Tecnico Europeo, i rapporti tecnici e le raccomandazioni
emesse dell’EOTA.
L’impiego di eventuali altri documenti di riferimento riguardanti
procedure di prova non comprese nei precedenti riferimenti, dovra’
essere esplicitamente rappresentato e giustificato nell’istanza di
autorizzazione.
Tutte le istruzioni, le norme, i manuali e i dati di riferimento
utilizzati nelle attivita’ del laboratorio e le procedure per il
rilascio dei certificati di prova devono essere contenute ed
eventualmente aggiornate nella documentazione del SGQ.
8. Iter amministrativo e procedura di certificazione
L’iter amministrativo interno finalizzato al rilascio della
certificazione deve comprendere la redazione del verbale di
accettazione e della minuta di prova, la tenuta del registro di
carico e scarico, l’archiviazione della documentazione di prova e di
certificazione, un registro giornaliero delle eventuali attivita’ in
sito.
In particolare:
il verbale di accettazione e’ costituito da un blocco,
prenumerato e bollato, contenente tre copie del verbale di
accettazione di cui due staccabili. La prima viene consegnata sul
momento al committente, la seconda accompagna i campioni nell’iter di
prova e deve essere conservata nel fascicolo di prova da archiviare
successivamente, la terza resta nel blocco quale riscontro. Il
blocco, in generale, deve bollato da un organismo idoneo ovvero da un
notaio. In luogo del blocco, in caso di gestione informatizzata, sono
ammessi fogli singoli, fermo restando che gli stessi debbono essere
comunque prenumerati in triplice copia e, in questo caso, bollati
singolarmente da un notaio;
il registro deve essere redatto secondo il numero progressivo dei
certificati emessi e contenere gli estremi di tutti i passaggi
interni dall’accettazione alla fatturazione, con l’indicazione del
committente, dei materiali di prova consegnati e relativa
identificazione, degli estremi del verbale di accettazione, della
data delle prove, degli estremi delle relative fatture. In caso di
gestione informatizzata, e’ ammessa la registrazione giornaliera su
file dei dati, ferma restando la necessita’ che periodicamente i dati
completi vengano stampati;
la minuta di prova: e’ un foglio di lavoro annesso alla seconda
copia del verbale di accettazione, contraddistinto dallo stesso
numero del verbale di accettazione cui si riferisce, sul quale
vengono riportati la data di prova, i risultati e le eventuali
osservazioni, ed e’ firmata dallo sperimentatore esecutore della
prova;
nell’archivio devono essere raccolti per ciascuna richiesta: la
lettera di richiesta, la copia del verbale di accettazione, la minuta
di prova, la copia del certificato di prova, la copia della fattura.
La documentazione d’archivio deve essere conservata per almeno dieci
anni, salvo diversa indicazione.
E’ consentita, previa approvazione del Servizio tecnico centrale,
la conservazione della documentazione di archivio in modalita’
informatica. Le modalita’ di archiviazione e conservazione dei dati
dovranno tenere conto delle disposizioni emanate al riguardo dal
decreto legislativo n. 82 del 7 marzo 2005 e della Deliberazione
CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatizzazione nella Pubblica
Amministrazione) n. 11 del 19 febbraio 2004 (Gazzetta Ufficiale n. 57
del 9 marzo 2004).
Gli stampati adottati per l’accettazione od altre procedure,
nonche’ la carta intestata del laboratorio, o comunque del soggetto
gestore, devono indicare chiaramente il settore o i settori di prova
per il quale lo stesso e’ stato autorizzato.
Tutti i certificati emessi devono essere conservati con numero
progressivo in apposito raccoglitore da conservare in archivio.
9. Certificati di prova
I risultati della prova di laboratorio, unitamente alle
informazioni fornite dal richiedente, formano oggetto del Certificato
di prova che espone con esattezza, chiarezza e senza ambiguita’ i
risultati della prova, le metodologie seguite e tutte le ulteriori
informazioni utili.
In generale ciascun Certificato di prova deve contenere almeno:
a) l’identificazione del laboratorio;
b) una identificazione univoca del certificato (con un numero
progressivo di serie e la data di emissione) e di ciascuna sua pagina
ed il numero totale delle pagine;
c) l’identificazione del richiedente e del cantiere di
riferimento;
d) la descrizione e l’identificazione del campione da provare;
e) la data di ricevimento del campione e la data di esecuzione
della prova;
f) l’identificazione della specifica di prova o la descrizione
del metodo o della procedura seguita;
g) la descrizione, se necessario, della procedura di
campionamento;
h) tutte le variazioni, le aggiunte o le esclusioni rispetto alla
specifica di prova;
i) l’identificazione di tutti i metodi o le procedure non
normalizzate che siano state utilizzate;
j) le misure, gli esami e i loro risultati corredati, se del
caso, di tabelle, grafici, disegni e fotografie;
k) le eventuali anomalie riscontrate;
l) la firma e il titolo o un contrassegno equivalente delle
persone che hanno assunto la responsabilita’ tecnica delle prove.
I certificati delle prove sui calcestruzzi devono contenere
inoltre:
il nominativo del Direttore dei Lavori che sottoscrive la
richiesta di prove;
le indicazioni fornite dal richiedente, concernenti
l’identificazione e la data di prelievo dei campioni da provare, gli
estremi del Verbale di prelievo, l’area o gli elementi strutturali
dai quali sono stati prelevati i campioni;
i dati determinati dal laboratorio inerenti: le dimensioni
effettivamente misurate dei campioni provati, dopo eventuale
rettifica; le modalita’ di rottura dei campioni di calcestruzzo; il
peso del campione, i valori di resistenza misurati.
I certificati delle prove sugli acciai da c.a., oltre alle
indicazioni comuni con quelli dei calcestruzzi, circa il committente,
il cantiere ed il Direttore dei lavori, devono contenere le
specifiche indicazioni inerenti:
i dati forniti dal richiedente, concernenti l’identificazione
delle barre e la fornitura dalla quale sono stati effettuati i
prelievi;
i dati determinati dal laboratorio inerenti: il diametro o l’area
della sezione effettiva, il marchio rilevato, i valori di
allungamento e di resistenza misurati.
Il formato del certificato di prova deve essere specifico per
ciascun tipo di prova; le modalita’ di esposizione devono essere il
piu’ possibile normalizzate.
Modifiche o aggiunte ad un certificato di prova, dopo la sua
emissione, sono consentite solo per mezzo di un altro documento,
«emendamento/aggiunta» al certificato di prova, che deve avere i
requisiti esposti nei comma precedenti; anche detto documento dovra’
essere caratterizzato da un numero di serie, o comunque identificato.
Il Certificato non deve contenere valutazioni, apprezzamenti o
interpretazioni sui risultati della prova.
10. Manipolazione dei campioni e dei materiali sottoposti a prove
Al fine di attuare un sistema di identificazione dei campioni che
devono essere sottoposti a prove, ed allo scopo di evitare confusioni
sia sull’identita’ dei campioni sia sul risultato delle misure
effettuate, ciascun campione deve essere individuato con il relativo
numero del verbale di accettazione.
I laboratori devono conservare i campioni sottoposti a prova,
nonche’ eventuali campioni di riserva regolarmente accettati e
registrati, per almeno 20 giorni dopo l’emissione dei certificati di
prova in modo da consentirne la rintracciabilita’ ed
identificabilita’.
11. Documentazione da allegare all’istanza di autorizzazione
L’istanza di autorizzazione deve contenere la documentazione
riportata nell’elenco seguente:
1) Documentazione relativa al soggetto gestore del laboratorio,
costituita, in caso di societa’, da copia dell’Atto Costitutivo e
Copia dello Statuto con eventuali successive variazioni;
2) Dichiarazione della composizione societaria a firma del Legale
Rappresentante;
3) Copia conforme del Certificato della Camera di Commercio,
comprensivo della certificazione antimafia;
4) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ di non
incompatibilita’ resa dal Legale Rappresentante;
5) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ resa dal
Legale Rappresentante circa l’assenza, nella compagine sociale e tra
gli amministratori, di soggetti coinvolti nelle attivita’ ritenute
incompatibili, come precisato al punto 1.2;
6) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ di impegno
sull’osservanza delle regole comportamentali resa dal Legale
Rappresentante (o Titolare per le Ditte individuali);
7) Planimetria dei locali in scala adeguata, timbrata e siglata
dal Legale Rappresentante;
8) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ del Legale
Rappresentante con la quale si attesta che i locali sono in regola
con le disposizioni vigenti in materia di regolamenti urbanistici, di
igiene e di sicurezza sul lavoro;
9) Dichiarazione riguardante la proprieta’ dei locali o copia
conforme del contratto di affitto;
10) Elenco delle attrezzature presenti nel laboratorio,
sottoscritto dal Legale Rappresentante;
11) Un prospetto in cui si mettano in correlazione le prove
previste, le corrispondenti norme/procedure di prova, le relative
attrezzature di prova nonche’ l’ente che effettua le tarature e le
periodicita’;
12) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ del Legale
Rappresentante attestante la proprieta’ dei macchinari, anche se con
riservato dominio;
13) Copia conforme dei certificati di taratura delle principali
attrezzature, emessi – da non piu’ di sei mesi – da uno dei
laboratori ufficiali di cui all’art. 59, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 380/2001 o da organismo di taratura
regolarmente accreditato;
14) Elenco del personale, sottoscritto dal Legale Rappresentante,
con indicazione, per ciascuno, del titolo di studio, della mansione
ricoperta e del rapporto di lavoro;
15) Copia conforme dei titoli di studio e dei curricula del
Direttore e degli sperimentatori;
16) Copia conforme dell’incarico professionale al Direttore,
quando non dipendente;
17) Dichiarazioni sostitutive di atto di notorieta’ di non
incompatibilita’ rese dal Direttore e dagli Sperimentatori;
18) Copia conforme del Libro Matricola dei dipendenti, ovvero del
Libro Unico del Lavoro del laboratorio, e dei contratti di lavoro per
il restante personale;
19) Relazione redatta dal Legale Rappresentante su carta
intestata riportante l’eventuale attivita’ svolta nel periodo
precedente la richiesta di autorizzazione;
20) Modelli utilizzati per l’accettazione, la registrazione e la
certificazione (Richiesta prove, Verbale di accettazione, Registro,
Certificati tipo e Minute di prova);
21) Dichiarazione sostitutiva di atto di notorieta’ sull’orario
ed il calendario di apertura;
22) Descrizione dell’iter amministrativo interno;
23) Fotocopia dei documenti di identita’ di coloro che
sottoscrivono le dichiarazioni sostitutive;
24) Copia conforme della certificazione del Sistema di Gestione
della Qualita’;
25) Manuale della Qualita’ in formato elettronico.
Per le dichiarazioni si riportano di seguito alcuni schemi:
Per la dichiarazione di impegno sull’osservanza delle regole
comportamentali (punto 6), resa dal titolare o dal Legale
Rappresentante si suggerisce il seguente schema:
«Il sottoscritto …, in qualita’ di Titolare della ditta … (o
Legale Rappresentante della societa’ …) si impegna a:
a) chiedere, producendo la necessaria documentazione, il
preventivo nulla-osta per qualsiasi variazione dell’assetto
proprietario, per eventuale sostituzione del direttore del
laboratorio o degli sperimentatori e per eventuale cambio di sede;
cio’ per consentire all’Amministrazione la verifica della permanenza
dei presupposti in base ai quali e’ stata rilasciata
l’autorizzazione;
b) comunicare tempestivamente al Servizio tecnico centrale ogni
eventuale variazione sostanziale dell’assetto societario;
c) conservare per venti giorni i campioni identificabili
sottoposti a prova di laboratorio;
d) non istituire centri di raccolta ne’ centri attrezzati per le
prove oggetto di certificazione, fuori della sede autorizzata;
e) controllare che tutte le richieste di prove siano formulate e
sottoscritte da soggetti che ne abbiano titolo, siano sempre
sottoscritte dal direttore dei lavori o dal collaudatore o
eventualmente da altra figura che ne abbia titolo; che dette
richieste siano indirizzate direttamente al laboratorio, e che la
relativa fatturazione intercorra fra gli interessati ed il
laboratorio stesso, con esclusione di eventuali intermediari;
f) non affidare in subappalto, ad altri laboratori, le prove
richieste al laboratorio;
g) rispettare tutte le disposizioni impartite
dall’Amministrazione circa l’iter amministrativo da seguire
nell’attivita’ di prove e certificazione.».
Per la dichiarazione di non incompatibilita’ del Legale
Rappresentante, del Direttore e degli Sperimentatori (punti 4 e 17),
si suggerisce il seguente schema:
«Il sottoscritto dichiara che non sussiste alcuna incompatibilita’
fra l’attivita’ esercitata nel laboratorio ed altre attivita’
esterne. In particolare dichiara di non essere direttamente
interessato in attivita’ di esecuzione di opere di ingegneria civile
e di non svolgere altre attivita’ imprenditoriali nel settore delle
costruzioni, ovvero attivita’ di produzione, rappresentanza,
commercializzazione, messa in opera di prodotti o materiali destinati
alle opere di ingegneria civile, che necessitano di certificazioni
ufficiali ai sensi delle disposizioni normative vigenti. Si impegna
altresi’ a non utilizzare le strutture del laboratorio per prove sui
materiali da costruzione riguardanti la realizzazione di opere di
ingegneria civile rispetto alle quali operi o abbia operato in
qualita’ di consulente, progettista, direttore dei lavori o
collaudatore».
Tutte le dichiarazioni allegate all’istanza si intendono rese a
mezzo atto notorio o sostitutivo di atto notorio ai sensi dell’art.
47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n.
445.
12. Istruttoria e controlli
La documentazione inerente l’istanza di autorizzazione, sopra
richiamata, deve essere trasmessa al Servizio Tecnico Centrale del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ne cura l’istruttoria
per il successivo esame e parere del predetto Consesso. In fase
istruttoria il Servizio Tecnico Centrale puo’ disporre visite o
controlli e richiedere eventuale altra documentazione di chiarimento.
Le predette visite ispettive o controlli potranno essere effettuate
da personale dei Provveditorati interregionali alle opere pubbliche,
in coordinamento con il Servizio Tecnico Centrale.
Visite ispettive di controllo e richieste di documentazione possono
essere altresi’ disposte in qualsiasi momento al fine di accertare il
mantenimento dei requisiti richiesti.
13. Durata e rinnovo dell’autorizzazione
L’autorizzazione, rilasciata dal Servizio Tecnico Centrale su
conforme parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ha
validita’ quinquennale e puo’ essere rinnovata alla scadenza.
L’istanza di rinnovo deve essere trasmessa almeno sei mesi prima
della scadenza dell’autorizzazione al Servizio Tecnico Centrale.
L’istanza deve essere corredata di tutta la documentazione di rito,
ad eccezione di quella rimasta invariata, per la quale si deve
comunque produrre una dichiarazione attestante la validita’ della
documentazione stessa, con relativo elenco esplicativo.
La mancata o incompleta presentazione dell’istanza e della
documentazione entro tale termine comporta la decadenza
dell’autorizzazione alla scadenza naturale.
14. Diffida al laboratorio e sospensione dell’autorizzazione
Quando il Servizio Tecnico Centrale, nell’ambito delle proprie
attivita’ di controllo o visite ispettive, riscontra difformita’,
inadempienze o sopravvenute carenze rispetto ai requisiti richiesti,
di entita’ tali da non compromettere nel complesso la funzionalita’
del laboratorio e la significativita’ dei risultati delle prove,
diffida il laboratorio a mettersi in regola, nei tempi e nei modi che
saranno formalmente comunicati.
Quando invece il Servizio Tecnico Centrale riscontra inadempienze o
sopravvenute carenze rispetto ai requisiti richiesti, tali da
compromettere, in maniera temporanea o comunque sanabile, la
funzionalita’ del laboratorio e che richiedono una revisione e
riorganizzazione del laboratorio stesso, ovvero qualora le azioni
correttive messe in atto in riposta alla diffida di cui sopra non
risultino adeguate, propone al Presidente del Consiglio Superiore dei
LL.PP. l’emissione di un provvedimento di sospensione
dell’autorizzazione, nel quale ne e’ indicata la durata, non
superiore a 6 mesi. Entro tale periodo di tempo il laboratorio deve
dimostrare l’ottemperanza alle prescrizioni indicate nel
provvedimento di sospensione.
L’attivita’ del laboratorio potra’ essere ripresa alla scadenza del
periodo di sospensione, previo accertamento dell’avvenuto
adempimento, nei termini fissati, alle disposizioni impartite in sede
di sospensione.
15. Revoca dell’autorizzazione
Quando il laboratorio non ottemperi alle prescrizioni riportate nel
provvedimento di sospensione di cui sopra, il Servizio Tecnico
Centrale lo diffida a mettersi in regola, assegnando un termine non
inferiore a trenta giorni. Decorso tale termine senza che il
laboratorio abbia provveduto efficacemente, propone al Presidente del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il provvedimento di revoca.
E’ prevista altresi’ la revoca dell’autorizzazione ove il Servizio
Tecnico Centrale accerti gravi inadempienze rispetto alle
disposizioni della presente Circolare riguardanti i criteri di
imparzialita’, indipendenza, corretta gestione del laboratorio,
competenza, trasparenza e concorrenza previste nell’esecuzione delle
prove, tali da compromettere gravemente la garanzia di qualita’ a
base dell’autorizzazione.
Nel caso in cui il Servizio Tecnico Centrale accerti, anche
mediante ispezioni e controlli, le suddette gravi inadempienze,
procede immediatamente con un provvedimento di sospensione
cautelativa dell’attivita’ di certificazione, e diffida il
laboratorio a mettersi in regola, assegnando un termine non inferiore
a trenta giorni. Entro tale termine il laboratorio potra’
eventualmente produrre le proprie controdeduzioni.
Decorso il suddetto termine senza che il laboratorio abbia
provveduto in maniera efficace a mettersi in regola, ovvero qualora
non si considerino esaurienti le controdeduzioni eventualmente
presentate dal laboratorio stesso, il Servizio Tecnico Centrale
propone al Presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il
provvedimento di revoca.
I provvedimenti di revoca vengono adottati sentito il parere del
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
16. Procedure transitorie per i laboratori gia’ autorizzati
I laboratori gia’ titolari di autorizzazione ministeriale a
svolgere e certificare prove sui materiali da costruzione devono
adeguarsi a quanto riportato nella presente Circolare ministeriale
entro 12 mesi dall’emanazione della Circolare stessa, comunicando al
Servizio Tecnico Centrale l’ottemperanza a quanto prescritto.
L’adeguamento a quanto sopra riportato deve essere comunque
verificato in sede di rinnovo delle autorizzazioni.
Roma, 8 settembre 2010

Il Presidente: Karrer

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI PRESIDENZA DEL CONSIGLIO SUPERIORE DEI LAVORI PUBBLICI – CIRCOLARE 8 settembre 2010, n. 7617

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