MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 5 agosto 2010, n. 148 - Regolamento recante sistemi dischi freni per autovetture. (10G0172) - (GU n. 211 del 9-9-2010 | Chimici.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 5 agosto 2010, n. 148 – Regolamento recante sistemi dischi freni per autovetture. (10G0172) – (GU n. 211 del 9-9-2010

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 5 agosto 2010, n. 148 - Regolamento recante sistemi dischi freni per autovetture. (10G0172) - (GU n. 211 del 9-9-2010 - Suppl. Ordinario n.214) note: Entrata in vigore del provvedimento: 24/09/2010

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 5 agosto 2010 , n. 148

Regolamento recante sistemi dischi freni per autovetture. (10G0172)

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI

Visto l’articolo 75 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285,
concernente l’accertamento dei requisiti di idoneita’ alla
circolazione e omologazione dei veicoli a motore e loro rimorchi ed,
in particolare, il comma 3-bis del medesimo articolo 75, che demanda
al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti l’emanazione di
norme specifiche per l’approvazione nazionale di sistemi, componenti
ed entita’ tecniche, nonche’ le idonee procedure per la loro
installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di
parti dei veicoli, su tipi di autovetture e motocicli nuovi o in
circolazione;
Visto l’articolo 236, comma 2, del regolamento di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495;
Visto il decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione 2
maggio 2001, n. 277, con cui e’ stato adottato il regolamento recante
«Disposizioni concernenti le procedure di omologazione dei veicoli a
motore, dei rimorchi, delle macchine agricole, delle macchine
operatrici e dei loro sistemi, componenti ed entita’ tecniche» e
successive modifiche ed integrazioni;
Visto il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
20 giugno 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 luglio 2002,
n. 172, S.O., recante «Recepimento della direttiva 2001/116/CE della
Commissione europea del 20 dicembre 2001, che adegua al progresso
tecnico la direttiva 70/156/CE del Consiglio concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative
all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi;
Visto il decreto del Ministro dei trasporti 3 maggio 2007,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 luglio 2007, n. 165, S.O.,
recante «Recepimento della direttiva 2005/64/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio del 26 ottobre 2005 sull’omologazione dei
veicoli a motore, per quanto riguarda la loro riutilizzabilita’,
riciclabilita’ e recuperabilita’ e che modifica la direttiva
70/156/CEE del Consiglio»;
Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, recante
«Attuazione della direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso»
e successive modifiche, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 7 agosto
2003, n. 182, S.O.;
Considerata l’esigenza di regolamentare la sostituzione di taluni
componenti dell’impianto frenante delle autovetture;
Espletata la procedura d’informazione nel settore delle tecniche
prevista dalla legge 21 giugno 1986, n. 317 e successive modifiche ed
integrazioni;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 14 giugno 2010;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge 23 agosto 1988,
n. 400;

A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Il regolamento si applica ai sistemi dischi freno, di seguito
definiti «sistema» secondo quanto specificato al successivo articolo
2, destinati ad essere installati sui veicoli della categoria
internazionale M1, quali elementi di sostituzione dei corrispondenti
componenti originali o loro ricambi.
2. I sistemi, di cui al comma 1, sono omologati in conformita’ alle
prescrizioni e alle procedure di prova previste dal presente
regolamento.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operativo il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– Il comma 3-bis dell’articolo 75 del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, cosi’ recita:
«3-bis. Il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti stabilisce con propri decreti norme specifiche
per l’approvazione nazionale dei sistemi, componenti ed
entita’ tecniche, nonche’ le idonee procedure per la loro
installazione quali elementi di sostituzione o di
integrazione di parti dei veicoli, su tipi di autovetture e
motocicli nuovi o in circolazione. I sistemi, componenti ed
entita’ tecniche, per i quali siano stati emanati i
suddetti decreti contenenti le norme specifiche per
l’approvazione nazionale degli stessi, sono esentati dalla
necessita’ di ottenere l’eventuale nulla osta della casa
costruttrice del veicolo di cui all’articolo 236, secondo
comma, del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, salvo che sia
diversamente disposto nei decreti medesimi».
– Il comma 2 dell’art. 236 del decreto del Presidente
della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, cosi’ recita:
«2. Ogni modifica riguardante uno dei seguenti
elementi:
a) la massa complessiva massima;
b) la massa massima rimorchiabile;
c) le masse massime sugli assi;
d) il numero di assi;
e) gli interassi;
f) le carreggiate;
g) gli sbalzi;
h) il telaio anche se realizzato con una struttura
portante o equivalente;
i) l’impianto frenante o i suoi elementi costitutivi;
l) la potenza massima del motore;
m) il collegamento del motore alla struttura del
veicolo, e’ subordinata al rilascio, da parte della casa
costruttrice del veicolo, di apposito nulla-osta, salvo
diverse o ulteriori prescrizioni della casa stessa. Qualora
tale rilascio non avvenga per motivi diversi da quelli di
ordine tecnico concernenti la possibilita’ di esecuzione
della modifica, il nulla-osta puo’ essere sostituito da una
relazione tecnica, firmata da persona a cio’ abilitata, che
attesti la possibilita’ d’esecuzione della modifica in
questione. In tale caso deve essere eseguita una visita e
prova presso l’ufficio della Direzione generale della
M.C.T.C. competente in base alla sede della ditta
esecutrice dei lavori, al fine di accertare quanto
attestato dalla relazione predetta, prima che venga
eseguita la modifica richiesta.».
– Il decreto del Ministro dei trasporti e della
navigazione del 2 maggio 2001, n. 277 e’ stato pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 12 luglio 2001, n.160.
– La direttiva 20 dicembre 2001, n. 2001/116/CE, della
Commissione che adegua al progresso tecnico la direttiva
70/156/CEE del Consiglio concernente il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative
all’omologazione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi
e’ stata pubblicata nella GUCE 21 gennaio 2020, n. L 18.
– La direttiva 26 ottobre 2005, n. 2005/64/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio sull’omologazione dei
veicoli a motore per quanto riguarda la loro
riutilizzabilita’, riciclabilita’ e recuperabilita’ e che
modifica la direttiva 70/156/CEE del Consiglio e’ stata
pubblicata nella G.U.U.E. 25 novembre 2005, n. L 310.
– La Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio18
settembre 2000, n. 2000/53/CE, relativa ai veicoli fuori
uso e’ stata pubblicata nella G.U.C.E. 21 ottobre 2000, n.
L 269.
– La legge 21 giugno 1986, n. 317, recante «Procedura
d’informazione nel settore delle norme e regolamentazioni
tecniche e delle regole relative ai servizi della societa’
dell’informazione in attuazione della direttiva 98/34/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998,
modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio del 20 luglio 1998» e’ stata pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 2 luglio 1986, n. 151.
– L’art. 17, commi 3 e 4 , della legge 23 agosto 1988,
n. 400, cosi’ recita:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del Ministro o di
autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ Ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti
ministeriali ed interministeriali, che devono recare la
denominazione di «regolamento», sono adottati previo parere
del Consiglio di Stato, sottoposti al visto ed alla
registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.».

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del regolamento si definiscono quali:
a) «sistema» dischi freno l’insieme costituito dai dischi freno
ed, eventualmente, da uno o piu’ dei seguenti elementi:
1) pinze freni;
2) guarnizioni;
3) adattatore pinze;
4) tubazione di collegamento;
5) sensori,
che presentano caratteristiche diverse, nei materiali utilizzati o
sono di forma o grandezza diversa o, ancora, sono combinati in modo
diverso, dai corrispondenti elementi dell’impianto frenante
originario del veicolo;
b) «costruttore», il produttore di un sistema dischi freno;
c) «tipo di veicolo per quanto riguarda l’impianto di frenatura,
cosi’ come definito dalla direttiva 71/320/CEE;
d) «campo d’impiego» i tipi di veicoli sui quali il sistema
dischi freno puo’ essere installato.

Note all’art. 2:
– La direttiva 26 luglio 1971, n. 71/320/CEE del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative alla frenatura di talune categorie di
veicoli a motore e dei loro rimorchi e’ stata pubblicata
nella G.U.C.E. 6 settembre 1971, n. L 202.

Art. 3

Omologazione dei sistemi

1. La domanda di omologazione di un sistema e’ presentata dal
costruttore, ovvero dal suo rappresentante, opportunamente
accreditato, ad un servizio tecnico del Dipartimento per i trasporti,
la navigazione ed i sistemi informativi e statistici, cosi’ come
indicato all’articolo 3, lettera ll), del decreto 28 aprile 2008 del
Ministro delle infrastrutture e trasporti, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 12 luglio 2008, n. 162, S.O., secondo le modalita’ previste
dal decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 2
maggio 2001, n. 277, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12 luglio
2001, n. 160, S.O. La domanda e’ corredata da una scheda informativa
compilata in conformita’ al modello riportato nell’allegato A, che
costituisce parte integrante del presente decreto.
2. I sistemi sono omologati solo ed esclusivamente per essere
installati su veicoli equipaggiati dall’origine con freni a disco.
Nel caso di veicoli con elementi frenanti diversi su assi distinti, i
sistemi possono essere omologati solo ed esclusivamente per essere
installati sull’asse del veicolo equipaggiato dall’origine con freni
a disco.
3. Ogni sistema e’ omologato, con eventuali estensioni di
omologazione, in relazione ad uno o piu’ tipi di veicoli. La verifica
dell’idoneita’ del sistema, ai fini della sua omologazione, e’
effettuata in base ai criteri e con le procedure riportate
nell’allegato C, che costituisce parte integrante del presente
decreto.
4. A ciascun tipo di sistema, omologato in ottemperanza alle
prescrizioni del regolamento, e’ assegnato un numero di omologazione
ovvero di estensione di omologazione, in conformita’ a quanto
previsto nell’allegato IV al decreto del Ministro dei trasporti e
della navigazione 2 maggio 2001, n. 277.
5. La Direzione generale per la motorizzazione rilascia il
certificato di omologazione del sistema redatto in conformita’ al
modello riportato all’allegato B, che costituisce parte integrante
del presente decreto.

Note all’art. 3:
– L’allegato IV del D.M. 2 maggio 2001, n. 277, cosi
recita:

Parte di provvedimento in formato grafico

Art. 4

Caratteristiche generali dei sistemi

1. Ciascun sistema deve essere progettato, costruito e montato in
modo che, in condizioni normali di impiego e malgrado le
sollecitazioni cui puo’ essere sottoposto, non siano alterate le
funzioni dell’impianto di frenatura originario del veicolo.
2. In particolare, il sistema deve essere progettato, costruito e
montato in modo da resistere agli agenti di corrosione e di
invecchiamento cui e’ esposto.
3. E’ richiesta la preventiva autorizzazione del costruttore del
veicolo nei casi in cui il sistema richieda la sostituzione o
modifiche di attuatori, centraline, e relativi software per la
gestione dei sistemi anti-bloccaggio, controllo della trazione e
della stabilita’ del veicolo ivi compresa la sostituzione del fluido
idraulico con altro di caratteristiche diverse da quello indicato dal
costruttore del veicolo.
4. Ogni sistema, una volta installato sul veicolo, deve consentire
il ripristino della configurazione originaria del veicolo con la
semplice rimozione dello stesso sistema e il montaggio dei
corrispondenti elementi originari.
5. E’ possibile derogare alla prescrizione di cui al comma 4,
subordinatamente al rilascio del nulla osta del costruttore del
veicolo, con il quale si autorizzano le modifiche necessarie
all’installazione del sistema.

Art. 5

Prescrizioni per l’installazione dei sistemi sui veicoli

1. Gli Uffici della motorizzazione civile, a richiesta dell’utenza,
procedono alla visita sui singoli veicoli per verificare la
conformita’ del sistema installato al tipo omologato.
2. L’installatore fornisce una dichiarazione con la quale certifica
l’osservanza delle disposizioni di installazione previste dal
costruttore, ovvero, nei casi previsti all’articolo 4, comma 3, dal
costruttore del veicolo. La dichiarazione e’ redatta secondo il
modello riportato in allegato D, che costituisce parte integrante del
presente decreto.

Art. 6

Aggiornamento della carta di circolazione

1. Successivamente all’effettuazione, con esito positivo, della
visita di cui all’articolo 5, gli Uffici della motorizzazione civile
procedono all’aggiornamento della carta di circolazione, secondo le
modalita’ stabilite dalla Direzione generale per la motorizzazione.
2. In fase di aggiornamento della carta di circolazione, secondo
quanto indicato al precedente comma 1, sono apportate le eventuali
modifiche e prescrizioni risultanti dalla documentazione rilasciata
dal costruttore del sistema, indicata al successivo articolo 7.

Art. 7

Prescrizioni per il costruttore del sistema

1. Ogni sistema omologato riporta il marchio dell’omologazione di
base conseguita, omettendo le eventuali estensioni, chiaramente
leggibile ed indelebile, di cui all’articolo 3, comma 4. Tale marchio
va apposto direttamente su ogni singolo disco freni componente il
sistema.
2. Il costruttore correda ogni singola unita’ prodotta con le
prescrizioni per l’installazione, di cui all’articolo 5, comprendenti
le indicazioni generali e le eventuali prescrizioni specifiche.
3. Ogni singolo sistema prodotto e’ corredato con le informazioni
di uso e installazione dello stesso, destinate all’utilizzatore.

Art. 8

Conformita’ della produzione

1. Gli impianti di produzione dei sistemi sono soggetti al
controllo del sistema di verifica della conformita’ della produzione,
prevista dal decreto dirigenziale 21 aprile 2009, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 11 maggio 2009, n. 107, S.O.
2. I sistemi omologati sono realizzati in modo da risultare
conformi al tipo omologato.
3. La Direzione generale della motorizzazione puo’ procedere a
qualsiasi prova prescritta nel regolamento, nell’ambito della
verifica:
a) della conformita’ della produzione del sistema;
b) delle procedure per la valutazione della durabilita’ del
sistema.
4. L’omologazione accordata per un tipo di sistema e’ revocata se
non vengono rispettate le prescrizioni del presente articolo.

Art. 9

Riconoscimento dei sistemi omologati
da Stati membri dell’Unione europea

1. I sistemi omologati in altri Stati membri dell’Unione europea,
dalla Turchia, o aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo,
corredati di idonea documentazione emessa da uno dei sopraccitati
Stati, sono soggetti a verifica delle condizioni di sicurezza del
prodotto e di protezione degli utenti sulla base di certificazioni
rilasciate nei paesi di provenienza.
2. La verifica di cui al comma 1, ove si evinca da un esame
documentale che le condizioni di sicurezza del prodotto e di
protezione degli utenti sono equivalenti o superiori a quelle
richieste dal regolamento, non comporta la ripetizione di controlli
gia’ esperiti nell’ambito dell’originaria procedura di approvazione.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 5 agosto 2010

Il Ministro: Matteoli

Registrato alla Corte dei conti il 24 agosto 2010
Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 9, foglio n. 205

Allegato A

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato B

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato C

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato D

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 5 agosto 2010, n. 148 – Regolamento recante sistemi dischi freni per autovetture. (10G0172) – (GU n. 211 del 9-9-2010

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