MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 29 luglio 2008, n. 146 - Regolamento di attuazione dell'articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto. (GU n. 222 del 22-9-2008 | Chimici.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 29 luglio 2008, n. 146 – Regolamento di attuazione dell’articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto. (GU n. 222 del 22-9-2008

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 29 luglio 2008, n. 146 - Regolamento di attuazione dell'articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto. (GU n. 222 del 22-9-2008 - Suppl. Ordinario n.223)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 29 luglio 2008 , n. 146

Regolamento di attuazione dell’articolo 65 del decreto legislativo 18
luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

di concerto con

Il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro della
giustizia, il Ministro della difesa, il Ministro dello sviluppo
economico, il Ministro del lavoro, della salute e delle politiche
sociali, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e il Ministro per i rapporti con le regioni

Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, recante il codice
della navigazione;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952,
n. 328, recante approvazione del regolamento per l’esecuzione del
codice della navigazione (parte navigazione marittima);
Vista la legge 8 luglio 2003, n. 172, e successive modificazioni,
recante disposizioni per il riordino e il rilancio della nautica da
diporto e del turismo nautico;
Visto il decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante codice
della nautica da diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a
norma dell’articolo 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172, ed in
particolare l’articolo 65, secondo cui il Ministero dei trasporti, di
concerto con le amministrazioni interessate, adotta il regolamento di
attuazione del codice della nautica da diporto;
Vista la legge 11 febbraio 1971, n. 50, e successive modificazioni
recante norme sulla navigazione da diporto;
Visto il decreto ministeriale 8 agosto 1977, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 235 del 30 agosto 1977,
recante approvazione delle direttive per l’effettuazione delle visite
di accertamento ai fini dell’abilitazione alla navigazione delle
unita’ da diporto;
Visto il decreto ministeriale 19 novembre 1992, n. 566, recante
regolamento sull’autorizzazione alla navigazione temporanea delle
navi da diporto;
Visto il decreto ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232, recante
regolamento di sicurezza per la navigazione da diporto;
Visto il decreto ministeriale 5 luglio 1994, n. 536, recante
regolamento sul comando e sulla condotta delle unita’ da diporto da
parte di coloro che sono in possesso di un titolo professionale
marittimo;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1997, n.
431, recante regolamento sulla disciplina delle patenti nautiche;
Visto il decreto ministeriale 5 ottobre 1999, n. 478, recante
regolamento di sicurezza per la navigazione da diporto;
Visto il decreto ministeriale 10 maggio 2005, n. 121, recante
regolamento sull’istituzione e la disciplina dei titoli professionali
del diporto;
Udito il parere del Consiglio di Stato – Sezione consultiva per gli
atti normativi, espresso nell’adunanza del 31 marzo 2008;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai
sensi della legge 23 agosto 1988, n. 400, effettuata con la nota
prot. n. 8513 del 24 luglio 2008;
Adotta il seguente regolamento:
Art. 1.
Campo di applicazione
Le disposizioni del presente regolamento riguardano le procedure
amministrative inerenti alle unita’ da diporto di cui all’articolo 3
del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, d’ora in poi
«Codice», la disciplina delle patenti nautiche e la sicurezza della
navigazione da diporto.

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle diposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Note alle premesse:
– Il comma 3 dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988,
n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento
della Presidenza del Consiglio dei Ministri), e’ il
seguente:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita’ sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.».
Il regio decreto 30 marzo 1942, n. 327 (Codice della
navigazione), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
18 aprile 1942, n. 93, Ediz. Spec.
Il decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio
1952, n. 328 (Approvazione del regolamento per l’esecuzione
del codice della navigazione (Navigazione marittima), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1952, n. 94,
S.O.
La legge 8 luglio 2003, n. 172 (Disposizioni per il
riordino e il rilancio della nautica da diporto e del
turismo nautico), e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
14 luglio 2003, n. 161.
Si riporta il testo dell’art. 65 del decreto
legislativo 18 luglio 2005, n. 171 (Codice della nautica da
diporto ed attuazione della direttiva 2003/44/CE, a norma
dell’art. 6 della legge 8 luglio 2003, n. 172), pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 31 agosto 2005, n. 202:
«Art. 65 (Regolamento di attuazione) – 1. Il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con le
amministrazioni interessate, adotta, ai sensi dell’art. 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto
legislativo, un decreto ministeriale al fine di
disciplinare, secondo criteri di semplificazione dei
procedimenti amministrativi, le materie di seguito
indicate:
a) modalita’ di iscrizione nei registri delle navi,
delle imbarcazioni da diporto e delle imbarcazioni
autocostruite, ivi compresa la disciplina relativa alla
iscrizione provvisoria delle imbarcazioni e delle navi da
diporto;
b) procedure relative al trasferimento ad altro
ufficio dell’iscrizione di una unita’ da diporto e
formalita’ relative alla cancellazione dai registri delle
unita’ da diporto;
c) disciplina relativa ai casi di perdita di possesso
delle unita’ da diporto;
d) procedimento per il rinnovo della licenza di
navigazione delle imbarcazioni e delle navi da diporto e
disciplina del rilascio della licenza provvisoria alle navi
da diporto;
e) disciplina del regime amministrativo degli
apparati ricetrasmittenti di bordo;
f) disciplina relativa ai titoli abilitativi per il
comando, la condotta e la direzione nautica delle unita’ da
diporto, ivi compresa l’introduzione di nuovi criteri in
materia di requisiti fisici per il conseguimento della
patente nautica, in particolare per le persone disabili e
l’uso obbligatorio di dispositivi elettronici in grado di
consentire, in caso di caduta in mare, oltre alla
individuazione della persona, la disattivazione del pilota
automatico e l’arresto dei motori;
g) sicurezza della navigazione e delle unita’ da
diporto, ivi comprese quelle impiegate in attivita’ di
noleggio o come unita’ appoggio per le immersioni subacquee
a scopo sportivo o ricreativo;
h) individuazione, in base alle esigenze del
territorio su cui operano e alla distanza dagli uffici
marittimi detentori dei registri di iscrizione, degli
uffici provinciali del Dipartimento per i trasporti
terrestri e per i sistemi informativi e statistici del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, autorizzati
a tenere i registri di iscrizione delle imbarcazioni da
diporto;
i) normativa tecnica per i motori a doppia
alimentazione, a benzina ed a gas di petrolio liquido;
l) disciplina relativa alla procedura di rilascio
dell’autorizzazione alla navigazione temporanea e
condizioni di sicurezza da osservare durante la predetta
navigazione;
m) organizzazione dello sportello telematico del
diportista.
2. Fino all’entrata in vigore del regolamento di cui al
comma 1 si applicano le disposizioni regolamentari
vigenti.».
La legge 11 febbraio 1971, n. 50 (Norme sulla
navigazione da diporto), e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 18 marzo 1971, n. 69.
Il decreto ministeriale 19 novembre 1992, n. 566
(Regolamento recante norme per l’autorizzazione alla
navigazione temporanea delle navi da diporto), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 febbraio 1993, n.
38.
Il decreto ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232
(Regolamento di sicurezza per la navigazione da diporto),
e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 aprile 1994, n.
87.
Il decreto ministeriale 5 luglio 1994, n. 536
(Regolamento recante norme per il comando e la condotta
delle unita’ da diporto da parte di coloro che sono in
possesso di un titolo professionale marittimo), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 settembre 1994, n.
216.
Il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
1997, n. 431 (Regolamento sulla disciplina delle patenti
nautiche), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
17 dicembre 1997, n. 293.
Il decreto ministeriale 5 ottobre 1999, n. 478
(Regolamento recante norme di sicurezza per la navigazione
da diporto), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
17 dicembre 1999, n. 295.
Il decreto ministeriale 10 maggio 2005, n. 121
(Regolamento recante l’istituzione e la disciplina dei
titoli professionali del diporto), e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 5 luglio 2005, n. 154.
Nota all’art. 1:
– L’art. 3 del d.lgs n. 171/2005 e’ il seguente:
«Art. 3 (Unita’ da diporto). – 1. Le costruzioni
destinate alla navigazione da diporto sono denominate:
a) unita’ da diporto: si intende ogni costruzione di
qualunque tipo e con qualunque mezzo di propulsione
destinata alla navigazione da diporto;
b) nave da diporto: si intende ogni unita’ con scafo
di lunghezza superiore a ventiquattro metri, misurata
secondo le norme armonizzate EN/ISO/DIS 8666 per la
misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto;
c) imbarcazione da diporto: si intende ogni unita’
con scafo di lunghezza superiore a dieci metri e fino a
ventiquattro metri, misurata secondo le norme armonizzate
di cui alla lettera b);
d) natante da diporto: si intende ogni unita’ da
diporto a remi, o con scafo di lunghezza pari o inferiore a
dieci metri, misurata secondo le norme armonizzate di cui
alla lettera b).».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 2.
Costruzione delle imbarcazioni da diporto
1. La dichiarazione di costruzione e’ facoltativa per le
imbarcazioni da diporto.
2. Alle imbarcazioni da diporto iscritte nel registro delle navi in
costruzione si applicano le disposizioni del libro II, titolo I, del
codice della navigazione e del libro II, titolo I, del regolamento
per l’esecuzione del codice della navigazione, parte navigazione
marittima.
3. Nell’ipotesi di cui al comma 2 del presente articolo, il titolo
di proprieta’ per l’iscrizione nel registro delle imbarcazioni da
diporto e’ costituito dall’estratto del registro delle navi in
costruzione.

Nota all’art. 2:
– Per il regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, e per il
decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952,
n. 328, si veda nelle note alle premesse.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 3.
Iscrizione delle navi da diporto
1. Per l’iscrizione nei registri delle navi da diporto il
proprietario presenta all’autorita’ competente il titolo di
proprieta’ in una delle forme previste dall’articolo 10, comma 1, del
presente regolamento, ovvero l’estratto del registro delle navi in
costruzione e il certificato di stazza, unitamente al certificato di
cancellazione dal registro straniero nel caso di navi gia’ di
nazionalita’ estera.
2. Qualora il proprietario di una nave da diporto iscritta in uno
dei registri pubblici di uno Stato membro dell’Unione europea chieda
l’iscrizione nei registri nazionali, in luogo del titolo di
proprieta’ e’ sufficiente presentare il certificato di cancellazione
dal registro comunitario, dal quale risultino le generalita’ del
proprietario stesso e gli elementi di individuazione dell’unita’.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 4.
Uffici decentrati detentori dei registri di iscrizione delle
imbarcazioni da diporto
1. I registri di iscrizione delle imbarcazioni da diporto, di cui
all’articolo 15 del codice, sono tenuti anche dagli uffici
motorizzazione civile del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, come individuati dall’articolo 6, comma 5, del decreto del
Presidente del Consiglio dei Ministri 5 luglio 2006, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, Serie generale, n. 179 del 3 agosto 2006.

Nota all’art. 4:
– L’art. 15 del d.lgs n. 171/2005 e’ il seguente:
«Art. 15 (Registri di iscrizione). – 1. Le navi da
diporto sono iscritte in registri tenuti dalle Capitanerie
di porto. Le imbarcazioni da diporto sono iscritte in
registri tenuti dalle Capitanerie di porto, dagli uffici
circondariali marittimi, nonche’ dagli uffici provinciali
del Dipartimento dei trasporti terrestri e per i sistemi
informativi e statistici autorizzati dal Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti. Il modello dei registri e’
approvato con decreto del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti.
2. Il proprietario di un’imbarcazione da diporto puo’
chiedere l’iscrizione provvisoria dell’unita’, presentando
apposita domanda.
3. Le unita’ da diporto costruite da un soggetto
privato per proprio uso personale e senza l’ausilio di
alcuna impresa, cantiere o singolo costruttore
professionale, possono essere iscritte nei registri delle
imbarcazioni da diporto, purche’ munite di attestazione di
idoneita’ rilasciata da un organismo notificato ai sensi
dell’art. 10 o autorizzato ai sensi del decreto legislativo
3 agosto 1998, n. 314.
4. Il proprietario dell’unita’ da diporto puo’
richiedere all’ufficio d’iscrizione l’annotazione della
perdita di possesso dell’unita’ medesima a seguito di
furto, presentando l’originale o la copia conforme della
denuncia di furto e restituendo la licenza di navigazione.
Ove il possesso dell’unita’ sia stato riacquistato, il
proprietario richiede annotazione all’ufficio di
iscrizione, che rilascia una nuova licenza di
navigazione.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 5.
Iscrizione di imbarcazioni da diporto autocostruite
1. Il proprietario di un’unita’ da diporto autocostruita ai sensi
dell’articolo 15, comma 3, del codice puo’ richiedere l’iscrizione
nei registri delle imbarcazioni da diporto presentando, in luogo del
titolo di proprieta’, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio
con sottoscrizione autenticata dal notaio o da altro pubblico
ufficiale a cio’ autorizzato, corredata della documentazione fiscale
attestante l’acquisto dei materiali necessari alla costruzione.
2. La documentazione tecnica per l’iscrizione delle unita’
autocostruite e’ costituita da un’attestazione di idoneita’
rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi
dell’articolo 10 del codice, ovvero autorizzato ai sensi del decreto
legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive modificazioni.
3. Le imbarcazioni da diporto iscritte ai sensi del presente
articolo possono essere immesse sul mercato solo dopo il decorso di
cinque anni dalla data di iscrizione, previo espletamento delle
procedure necessarie per la valutazione della conformita’ CE, di cui
all’articolo 9 del codice.

Note all’art. 5:
– Per l’art. 15, del d.lgs n. 171 del 2005 si veda
nelle note all’art. 4.
– L’art. 10 del d.lgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 10 (Organismi di certificazione). – 1. Possono
essere autorizzati ad espletare le procedure di valutazione
di conformita’ di cui all’art. 9, nonche’ i compiti
specifici per i quali sono stati autorizzati, i soggetti
che soddisfano i requisiti fissati con regolamento adottato
con decreto del Ministro delle attivita’ produttive, di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti. Con lo stesso regolamento e’ disciplinato il
procedimento di autorizzazione.
2. I soggetti interessati inoltrano apposita istanza al
Ministero delle attivita’ produttive che provvede, d’intesa
con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, alla
relativa istruttoria ed alla verifica dei requisiti.
L’autorizzazione e’ rilasciata dal Ministero delle
attivita’ produttive, di concerto con il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, entro novanta giorni dalla
data di presentazione della relativa istanza; decorso tale
termine, si intende negata.
3. L’autorizzazione di cui al comma 2 ha durata
quinquennale e puo’ essere rinnovata. L’autorizzazione e’
revocata ove i requisiti di cui al comma 1 vengano meno
ovvero nel caso in cui siano accertate gravi o reiterate
irregolarita’ da parte dell’organismo.
4. All’aggiornamento delle prescrizioni, nonche’
all’aggiornamento dei requisiti in attuazione di norme
comunitarie si provvede con regolamento adottato con
decreto del Ministro delle attivita’ produttive, di
concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti.
5. Il Ministero delle attivita’ produttive e il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti vigilano
sull’attivita’ degli organismi autorizzati. Il Ministero
delle attivita’ produttive, per il tramite del Ministero
degli affari esteri, notifica alla Commissione europea e
agli altri Stati membri l’elenco degli organismi
autorizzati ad espletare le procedure di certificazione ed
ogni successiva variazione.
6. In caso di diniego della certificazione da parte di
uno degli organismi di cui al comma 1, l’interessato puo’
rivolgersi alle amministrazioni vigilanti di cui all’art.
11, che, entro sessanta giorni, procedono di intesa al
riesame, comunicandone l’esito alle parti, con conseguente
addebito delle spese.
7. Le spese di rilascio dell’autorizzazione sono a
carico del richiedente. Le spese relative ai controlli
successivi sono a carico degli organismi autorizzati.».
– Il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314
(Attuazione della direttiva 94/57/CE, relativa alle
disposizioni ed alle norme comuni per gli organi che
effettuano le ispezioni e le visite di controllo delle navi
e per le pertinenti attivita’ delle amministrazioni
marittime, e della direttiva 97/58/CE che modifica la
direttiva 94/57/CE), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
29 agosto 1998, n. 201.
– L’art. 9 del d.lgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 9 (Valutazione della conformita). – 1. Prima di
immettere sul mercato o mettere in servizio i prodotti di
cui all’art. 4, comma 1, il costruttore o il suo mandatario
stabilito nell’Unione europea espletano le procedure di cui
ai commi 2, 3 e 4. Per le unita’ da diporto, in caso di
valutazione della conformita’ successiva alla costruzione,
se ne’ il costruttore ne’ il mandatario stabilito nella
Comunita’ assumono la responsabilita’ per la conformita’
del prodotto al presente capo, questa puo’ essere assunta
da una persona fisica o giuridica stabilita nella Comunita’
che immette il prodotto sul mercato o lo mette in servizio
sotto la propria responsabilita’. In tale caso la persona
che immette il prodotto sul mercato o lo mette in servizio
deve presentare una domanda a un organismo notificato ai
fini di una relazione successiva alla costruzione. La
persona che immette il prodotto sul mercato o lo mette in
servizio deve fornire all’organismo notificato tutti i
documenti disponibili ed i dati tecnici relativi alla prima
immissione sul mercato del prodotto nel Paese di origine.
L’organismo notificato esamina il singolo prodotto ed
effettua calcoli e altre valutazioni per assicurarne la
conformita’ equivalente ai pertinenti requisiti di cui
all’art. 6. In tale caso la targhetta del costruttore
descritta all’allegato II, punto 2.2, deve contenere la
dizione «certificazione successiva alla costruzione».
L’organismo notificato redige la dichiarazione di
conformita’ concernente la valutazione eseguita e informa
la persona che immette il prodotto sul mercato o lo mette
in servizio riguardo ai suoi obblighi. Detta persona redige
la dichiarazione di conformita’ di cui all’allegato VIII e
appone o fa apporre sul prodotto la marcatura CE con il
numero distintivo del pertinente organismo notificato.
2. Per quanto riguarda la progettazione e la
costruzione dei prodotti di cui all’art. 4, comma 1,
lettera a), il costruttore di unita’ o il suo mandatario
stabilito nella Comunita’ espletano le seguenti procedure
per le categorie di progettazione A, B, C e D, di cui al
punto 1 dell’allegato II, paragrafo A:
a) per le categorie A e B:
1) per le unita’ con scafo di lunghezza compresa
tra duevirgolacinque e dodici metri: controllo di
fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui
all’allegato V o esame CE del tipo (modulo B) di cui
all’allegato VI, completato dalla conformita’ al tipo
(modulo C) di cui all’allegato VII, oppure uno dei seguenti
moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;
2) per le unita’ con scafo di lunghezza compresa
tra 12 e 24 metri: esame CE del tipo (modulo B), di cui
all’allegato VI, completato dalla conformita’ al tipo
(modulo C), di cui all’allegato VII, oppure uno dei
seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;
b) per la categoria C:
1) per le unita’ con scafo di lunghezza compresa
tra duevirgolacinque e dodici metri: in caso di rispetto
delle norme armonizzate relative ai punti 3.2 e 3.3
dell’allegato II, paragrafo A: controllo di fabbricazione
interno (modulo A) di cui all’allegato IV o controllo di
fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui
all’allegato V, o esame CE del tipo (modulo B) di cui
all’allegato VI, completato dalla conformita’ al tipo
(modulo C) di cui all’allegato VII, oppure uno dei seguenti
moduli: B + D, B + E, B + F, G, H; in caso di inosservanza
delle norme armonizzate relative ai punti 3.2 e 3.3
dell’allegato II paragrafo A: controllo di fabbricazione
interno e prove (modulo AA) di cui all’allegato V, o esame
CE del tipo (modulo B) di cui all’allegato VI, completato
dalla conformita’ al tipo (modulo C) di cui all’allegato
VII, oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F,
G, H;
2) per le unita’ con scafo di lunghezza compresa
tra 12 e 24 metri: esame CE del tipo (modulo B) di cui
all’allegato VI, completato dalla conformita’ al tipo
(modulo C) di cui all’allegato VII, oppure uno dei seguenti
moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;
c) per la categoria D:
1) per le unita’ con scafo di lunghezza compresa
tra duevirgolacinque e ventiquattro metri: controllo di
fabbricazione interno (modulo A) di cui all’allegato IV o
controllo di fabbricazione interno e prove (modulo AA) di
cui all’allegato V, o esame CE del tipo (modulo B) di cui
all’allegato VI, completato dalla conformita’ al tipo
(modulo C) di cui all’allegato VII, oppure uno dei seguenti
moduli: B + D, B + E, B + F, G, H;
d) per le moto d’acqua:
1) controllo di fabbricazione interno (modulo A) di
cui all’allegato IV, o controllo di fabbricazione interno e
prove (modulo AA) di cui all’allegato V, o esame CE del
tipo (modulo B) di cui all’allegato VI, completato dalla
conformita’ al tipo (modulo C) di cui all’allegato VII,
oppure uno dei seguenti moduli: B + D, B + E, B + F, G, H
di cui agli allegati VI, X, XI, XII, XIII, XIV;
e) per i componenti di cui all’allegato I:
1) uno dei seguenti moduli: B + C, B + D, B + F, G,
H di cui agli allegati VI, VII, X, XI, XII, XIII.
3. Per quanto riguarda le emissioni di gas di scarico
per i prodotti di cui all’art. 4, comma 1, lettera b), il
costruttore dei motori o il suo mandatario stabilito nella
Comunita’ applicano l’esame CE del tipo (modulo B) di cui
all’allegato VI, completato dalla conformita’ al tipo
(modulo C) di cui all’allegato VII, oppure uno dei seguenti
moduli: B + D, B + E, B + F, G, H di cui agli allegati VI,
X, XI, XII, XIII, XIV;
4. Per quanto riguarda le emissioni acustiche:
a) per i prodotti di cui all’art. 4, comma 1,
lettera c), numeri 1) e 2), il costruttore dell’unita’ o il
suo mandatario stabilito nella Comunita’ applicano:
1) se le prove sono effettuate utilizzando le norme
armonizzate per la misurazione del rumore: il controllo di
fabbricazione interno e prove (modulo AA) di cui
all’allegato V o la verifica di un unico prodotto (modulo
G) di cui all’allegato XII ovvero la garanzia qualita’
totale (modulo H) di cui all’allegato XIII;
2) se per la valutazione si utilizzano il numero di
Froude e il rapporto potenza/dislocamento: il controllo di
fabbricazione interno e prove (modulo A) di cui
all’allegato IV, o il controllo di fabbricazione interno e
prove (modulo AA) di cui all’allegato V, o la verifica di
un unico prodotto (modulo G) di cui all’allegato XII,
ovvero la garanzia qualita’ totale (modulo H) di cui
all’allegato XIII;
3) se per la valutazione sono utilizzati dati
certificati relativi all’unita’ di riferimento, stabiliti
conformemente al numero 1): il controllo di fabbricazione
interno, modulo A, di cui all’allegato IV o il controllo di
fabbricazione interno e i requisiti supplementari, modulo
AA, di cui all’allegato V o la verifica di un unico
prodotto, modulo G, di cui all’allegato XII o la garanzia
qualita’ totale, modulo H, di cui all’allegato XIII;
b) per i prodotti di cui all’art. 4, comma 1,
lettera c), numeri 3) e 4), il costruttore della moto
d’acqua o del motore o il suo mandatario stabilito nella
Comunita’ applicano il controllo di fabbricazione interno e
i requisiti supplementari di cui all’allegato V (modulo AA)
o il modulo G o H di cui agli allegati XII e XIII.
5. Le avvertenze e le istruzioni d’uso, nonche’ la
documentazione relativa ai mezzi di attestazione di
conformita’, devono essere redatte anche nella lingua
italiana.
6. Gli organismi di cui all’art. 10 trasmettono al
Ministero delle attivita’ produttive e al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti l’elenco delle approvazioni
rilasciate, delle revoche e dei dinieghi di approvazione
sui prodotti di cui all’art. 4, comma 1.
7. Le spese per la valutazione della conformita’ sono a
carico del richiedente.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 6.
Perdita di possesso
1. L’ufficio di iscrizione, ai fini dell’annotazione di cui
all’articolo 15, comma 4, del codice, riporta gli estremi della
denuncia di furto sul registro di iscrizione dell’unita’ ed archivia
la relativa licenza di navigazione.
2. Il proprietario, riacquistato il possesso dell’unita’, richiede
all’ufficio di iscrizione l’annotazione del rientro in possesso,
presentando il verbale di restituzione dell’unita’ ritrovata.
Eseguita l’annotazione, l’ufficio rilascia una nuova licenza di
navigazione, previa visita di ricognizione dell’unita’ da parte di un
organismo tecnico notificato ai sensi dell’articolo 10 del codice,
ovvero autorizzato ai sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998, n.
314, e successive modificazioni.

Note all’art. 6:
– Per l’art. 15, comma 4, del d.lgs n. 171 del 2005 si
veda nelle note all’art. 4.
– Per l’art. 10 del codice ed il decreto legislativo n.
314 del 1998 si veda nelle note all’art. 5.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 7.
Iscrizione di unita’ da diporto a titolo di locazione finanziaria
1. Per l’annotazione di cui all’articolo 16 del codice, il
proprietario dell’imbarcazione o della nave da diporto presenta, con
la domanda di iscrizione, copia del contratto di locazione
finanziaria. La presentazione del contratto puo’ avvenire avvalendosi
della facolta’ di cui all’articolo 12, comma 2, del presente
regolamento.
2. L’annotazione puo’ essere richiesta dal proprietario anche
successivamente all’iscrizione dell’unita’, con le medesime modalita’
di cui al comma 1 del presente articolo.
3. Se si verificano cessioni o variazioni del contratto di
locazione finanziaria relative all’utilizzatore o alla data di
scadenza, il proprietario ne richiede l’annotazione con le medesime
modalita’ di cui al comma 1 del presente articolo.
4. L’annotazione del nominativo dell’utilizzatore a titolo di
locazione finanziaria non e’ soggetta ai tributi previsti in materia
di pubblicita’ navale.
5. Nei casi di iscrizione provvisoria di imbarcazioni da diporto,
la dichiarazione di assunzione di responsabilita’ di cui
all’articolo 20, comma 1, lettera d), del codice e’ sottoscritta
dall’utilizzatore a titolo di locazione finanziaria.

Note all’art. 7
– L’art. 16 del d.lgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art.16 (Iscrizione di unita’ da diporto utilizzate a
titolo di locazione finanziaria). – 1. Le unita’ da diporto
utilizzate a titolo di locazione finanziaria con facolta’
di acquisto sono iscritte a nome del locatore con specifica
annotazione sul registro di iscrizione e sulla licenza di
navigazione del nominativo dell’utilizzatore e della data
di scadenza del relativo contratto.».
– Il comma 1 lettera d) dell’art. 20 del d.lgs m. 171
del 2005 e’ il seguente:
«Art. 20 (Iscrizione provvisoria di imbarcazioni da
diporto). – 1. Il proprietario di un’imbarcazione da
diporto puo’ chiedere l’assegnazione del numero di
immatricolazione, ove si tratti di prima immissione in
servizio, presentando domanda ad uno degli uffici detentori
dei registri. Alla domanda e’ allegata:
a) – b) (omissis) ;
c) dichiarazione di potenza del motore o dei motori
entrobordo installati a bordo;
d) dichiarazione di assunzione di responsabilita’ da
parte dell’intestatario della fattura per tutti gli eventi
derivanti dall’esercizio dell’imbarcazione fino alla data
di presentazione del titolo di proprieta’ di cui al
comma 2.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 8.
Pagamento stampati
1. Nei casi di rilascio, rinnovo o duplicato della licenza di
navigazione delle imbarcazioni e delle navi da diporto, l’interessato
consegna all’ufficio d’iscrizione l’attestazione comprovante il
pagamento del relativo stampato a rigoroso rendiconto.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 9.
Pubblicita’ degli atti
1. Le domande e gli atti diversi da quelli previsti
dall’articolo 17 del codice, per i quali il codice civile richiede la
trascrizione, sono resi pubblici mediante trascrizione nei registri
di iscrizione delle unita’ ed annotazione sulla relativa licenza di
navigazione.

Note all’art. 9:
– L’art. 17 del d.lgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 17 (Disposizioni per la pubblicita’ degli atti
relativi alle unita’ da diporto). – 1. Per gli effetti
previsti dal codice civile, gli atti costitutivi,
traslativi o estintivi della proprieta’ o di altri diritti
reali su unita’ da diporto soggette ad iscrizione ai sensi
del presente decreto legislativo sono resi pubblici, su
richiesta avanzata dall’interessato, entro sessanta giorni
dalla data dell’atto, mediante trascrizione nei rispettivi
registri di iscrizione ed annotazione sulla licenza di
navigazione.
2. La ricevuta dell’avvenuta presentazione dei
documenti per la pubblicita’, rilasciata dall’ufficio di
iscrizione, sostituisce la licenza di navigazione per la
durata massima di venti giorni.
3. Accertata una violazione in materia di pubblicita’
di cui al comma 1, ne e’ data immediata notizia all’ufficio
di iscrizione dell’unita’ che, previa presentazione da
parte dell’interessato della nota di trascrizione e degli
altri documenti prescritti dalla legge, nel termine di
dieci giorni dalla data dell’accertamento regolarizza la
trascrizione. Ove l’interessato non vi provveda nel termine
indicato l’ufficio di iscrizione dispone il ritiro della
licenza di navigazione.
4. Per gli atti costitutivi, traslativi o estintivi
della proprieta’ o di altri diritti reali di cui al
comma 1, posti in essere fino alla data di entrata in
vigore del presente decreto legislativo si procede, su
richiesta dell’interessato avanzata entro novanta giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto legislativo e
senza l’applicazione di sanzioni, alle necessarie
regolarizzazioni.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 10.
Forma del titolo per la pubblicita’
1. La trascrizione e l’annotazione si compiono in forza di uno dei
titoli indicati dall’articolo 2657 del codice civile e, in caso di
acquisto a causa di morte, in forza dell’atto indicato
dall’articolo 2648 del codice civile oppure della dichiarazione di
successione.
2. Per le imbarcazioni da diporto, il titolo per la trascrizione e
l’annotazione puo’ essere costituito da una dichiarazione
dell’alienante con sottoscrizione autenticata oppure dalla fattura di
vendita con firma, per quietanza, dell’alienante autenticata.

Note all’art. 10:
– L’art. 2657 del codice civile e’ il seguente:
«Art. 2657 (Titolo per la trascrizione). – La
trascrizione non si puo’ eseguire se non in forza di
sentenza di atto pubblico o di scrittura privata con
sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.
Le sentenze e gli atti seguiti in paese estero devono
essere legalizzati.».
– L’art. 2648 del codice civile e’ il seguente:
«Art. 2648 (Accettazione di eredita’ e acquisto di
legato). – Si devono trascrivere l’accettazione
dell’eredita’ che importi acquisto dei diritti enunciati
nei numeri 1, 2 e 4 dell’art. 2643 o liberazione dai
medesimi e l’acquisto del legato che abbia lo stesso
oggetto.
La trascrizione dell’accettazione dell’eredita’ si
opera in base alla dichiarazione del chiamato all’eredita’,
contenuta in un atto pubblico ovvero in una scrittura
privata con sottoscrizione autenticata o accertata
giudizialmente.
Se il chiamato ha compiuto uno degli atti che importano
accettazione tacita dell’eredita’, si puo’ richiedere la
trascrizione sulla base di quell’atto, qualora esso risulti
da sentenza, da atto pubblico o da scrittura privata con
sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente.
La trascrizione dell’acquisto del legato si opera sulla
base di un estratto autentico del testamento.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 11.
Documenti per la pubblicita’
1. La pubblicita’ e’ richiesta all’ufficio di iscrizione
dell’unita’ da diporto presentando, unitamente alla nota di
trascrizione in doppio originale ed alla licenza di navigazione, gli
atti di cui all’articolo 10 del presente regolamento nelle forme
indicate dall’articolo 2658 del codice civile e, in caso di acquisto
a causa di morte, il certificato di morte del precedente
proprietario.
2. La nota di trascrizione contiene:
a) cognome, nome, luogo, data di nascita e nazionalita’, codice
fiscale e regime patrimoniale delle parti, se coniugate, ovvero
denominazione o ragione sociale, sede e numero di codice fiscale
delle persone giuridiche, delle societa’ e delle associazioni non
riconosciute, con l’indicazione per queste ultime e per le societa’
semplici, anche delle generalita’ delle persone che le rappresentano
secondo l’atto costitutivo;
b) indicazione del titolo del quale si chiede la pubblicita’ e
data del medesimo;
c) nome del pubblico ufficiale che ha ricevuto l’atto o che ha
autenticato le firme o che l’ha in deposito, ovvero nome di altro
soggetto che ha autenticato le firme ai sensi dell’articolo 7 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ovvero l’indicazione
dell’autorita’ giudiziaria che ha pronunciato la sentenza;
d) elementi di individuazione dell’unita’ da diporto;
e) indicazione dell’eventuale termine o condizione a cui e’
sottoposto l’atto.
3. In caso di acquisto a causa di morte, la nota di trascrizione
contiene anche l’indicazione della data di morte del precedente
proprietario.
4. Agli atti scritti in lingua straniera presentati per la
pubblicita’ e’ allegata la loro traduzione in lingua italiana
eseguita o da un interprete nominato dal tribunale o dall’autorita’
consolare.

Nota all’art. 11:
– L’art. 2658 del codice civile e’ il seguente:
«Art. 2658 (Atti da presentare al conservatore). – La
parte che domanda la trascrizione del titolo deve
presentare al conservatore dei registri immobiliari copia
autenticata, se si tratta di atti pubblici o di sentenze,
e, se si tratta di scritture private, deve presentare
l’originale, salvo che questo si trovi depositato in un
pubblico archivio o negli atti di un notaio. In questo caso
basta la presentazione di una copia autenticata
dall’archivista o dal notaio, dalla quale risulti che la
scrittura ha i requisiti indicati dall’articolo precedente.
Per la trascrizione di una domanda giudiziale occorre
presentare copia autentica del documento che la contiene,
munito della relazione di notifica alla controparte.».
– L’art. 7 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, e’ il seguente:
«Art. 7 (Misure urgenti in materia di passaggi di
proprieta’ di beni mobili registrati). – 1.
L’autenticazione della sottoscrizione degli atti e delle
dichiarazioni aventi ad oggetto l’alienazione di beni
mobili registrati e rimorchi o la costituzione di diritti
di garanzia sui medesimi puo’ essere richiesta anche agli
uffici comunali ed ai titolari, o dipendenti da loro
delegati, degli sportelli telematici dell’automobilista di
cui all’art. 2 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, che
sono tenuti a rilasciarla gratuitamente, tranne i previsti
diritti di segreteria, nella stessa data della richiesta,
salvo motivato diniego.
2. I commi 390 e 391 dell’art. 1 della legge
23 dicembre 2005, n. 266, sono abrogati.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 12.
Semplificazione delle disposizioni per la pubblicita’
1. La trascrizione puo’ essere domandata anteriormente al pagamento
dell’imposta di registro a cui e’ soggetto il titolo, solo se si
tratta di atto pubblico ricevuto nello Stato o di sentenza
pronunciata da un’autorita’ giudiziaria dello Stato. In tal caso,
assieme alla doppia nota di trascrizione, l’interessato presenta una
terza nota in carta libera, la quale, a cura del conservatore, e’
trasmessa alla competente Agenzia delle entrate.
2. Negli altri casi la trascrizione puo’ essere eseguita su
presentazione della ricevuta attestante l’avvenuto pagamento
dell’imposta di registro a cui e’ soggetto il titolo. In tale ipotesi
l’interessato presenta all’ufficio a cui ha richiesto la trascrizione
il titolo registrato dall’Agenzia delle entrate, non appena
perfezionato.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 13.
Esecuzione della pubblicita’
1. L’ufficio di iscrizione dell’unita’ da diporto prende nota della
domanda di pubblicita’ nel repertorio e trascrive il contenuto della
nota nel registro di iscrizione, facendovi menzione del giorno e
dell’ora di ricezione. Gli estremi della nota di trascrizione sono
annotati nella licenza di navigazione.
2. Uno degli esemplari della nota, corredato dai documenti
presentati, e’ conservato negli archivi del-l’ufficio.
3. Dell’adempimento delle formalita’ eseguite l’ufficio fa menzione
sull’altro esemplare della nota, che restituisce al richiedente.
4. Nel concorso di piu’ atti resi pubblici, la precedenza, agli
effetti del codice civile, e’ determinata dalla data di trascrizione
nei registri di iscrizione e, in caso di discordanza tra le
trascrizioni nei registri e le annotazioni sulla licenza di
navigazione, prevalgono le risultanze dei registri.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 14.
Iscrizione nei registri delle imbarcazioni da diporto
1. La dichiarazione di potenza del motore entrobordo di cui agli
articoli 19, comma 1, e 20, comma 1, lettera c), del codice puo’
essere sostituita dal certificato di omologazione corredato da
dichiarazione di conformita’ o dal certificato di potenza rilasciati
prima del 10 maggio 2000.
2. In caso di furto, smarrimento o distruzione dei documenti
previsti dal comma 1 del presente articolo, l’interessato, previa
denuncia alle autorita’ competenti, richiede al costruttore o
all’importatore del motore una nuova dichiarazione di potenza.

Note all’art. 14:
– Il comma 1 dell’art. 19 del d.lgs n. 171 del 2005 e’
il seguente:
«1. Per ottenere l’iscrizione nei registri delle
imbarcazioni da diporto il proprietario deve presentare
all’autorita’ competente il titolo di proprieta’, la
dichiarazione di conformita’ CE rilasciata dal costruttore
o da un suo mandatario stabilito nel territorio
comunitario, conforme a quanto previsto dall’allegato VIII,
unitamente all’attestazione CE del tipo, ove prevista,
nonche’ la dichiarazione di potenza del motore o dei motori
entrobordo installati a bordo.».
– Per il comma 1 lettera c) dell’art. 20 del d.lgs n.
171 del 2005 e’ la seguente:
– Si veda nelle note all’art. 7.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 15.
Trasferimento di iscrizione
1. L’ufficio di iscrizione che riceve la domanda di cui
all’articolo 21, comma 1, del codice trasmette all’ufficio
destinatario l’estratto del registro di iscrizione e la
documentazione relativa.
2. L’ufficio destinatario iscrive l’unita’ nei propri registri in
base alle risultanze dell’estratto ricevuto, riportando integralmente
le annotazioni relative alla proprieta’ e agli altri diritti reali e
contestualmente rinnova i documenti di navigazione.
3. L’ufficio di provenienza cancella l’unita’, riportando sul
registro il motivo della cancellazione, la sigla del nuovo ufficio,
la data e il numero della nuova iscrizione.

Note all’art. 15:
– L’art. 21 del d.lgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 21 (Trasferimento di iscrizione e cancellazione
dai registri). – 1. Per trasferire ad altro ufficio
l’iscrizione di una unita’ da diporto e le eventuali
trascrizioni a suo carico il proprietario, o un suo legale
rappresentante, deve presentare domanda all’ufficio di
iscrizione dell’unita’.
2. La cancellazione delle unita’ da diporto dai
registri di iscrizione puo’ avvenire:
a) per vendita o trasferimento all’estero;
b) per demolizione;
c) per passaggio dalla categoria delle imbarcazioni a
quella dei natanti;
d) per passaggio ad altro registro;
e) per perdita effettiva o presunta. «.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 16.
Cancellazione dai registri
1. La domanda per la cancellazione ai sensi dell’articolo 21,
comma 2, del codice e’ presentata all’ufficio di iscrizione.
2. L’ufficio di iscrizione, accertata l’inesistenza o l’estinzione
di eventuali diritti reali di garanzia trascritti e ottenuto il nulla
osta dell’Istituto nazionale della previdenza sociale previsto
dall’articolo 15 della legge 26 luglio 1984, n. 413, provvede alla
cancellazione e al ritiro dei documenti di bordo.
3. Per le unita’ da diporto destinate all’iscrizione in un registro
di un altro Paese dell’Unione europea, ai fini dell’accertamento di
cui all’articolo 15 della legge 26 luglio 1984, n. 413, l’interessato
presenta una dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante
l’avvenuto pagamento degli eventuali crediti contributivi relativi
all’equipaggio dell’unita’ o l’inesistenza di tali crediti.
Dell’avvenuta cancellazione deve essere data immediata comunicazione
all’INPS.
4. In caso di perdita o di demolizione, la domanda di cancellazione
e’ corredata dal processo verbale compilato dall’autorita’ competente
e attestante l’evento.
5. Il proprietario che intende vendere all’estero la propria
imbarcazione o nave da diporto richiede all’ufficio d’iscrizione il
preventivo nulla osta alla dismissione della bandiera nazionale, che
e’ rilasciato previ gli accertamenti di cui al comma 2 del presente
articolo. L’alienante presenta copia conforme dell’atto di vendita e
l’ufficio di iscrizione provvede alla cancellazione dai registri
nazionali che decorre dalla data dell’atto medesimo.
6. In caso di trasferimento all’estero dell’unita’, l’ufficio di
iscrizione, previ gli accertamenti di cui al comma 2 del presente
articolo, rilascia il nulla osta per l’iscrizione nel registro
straniero prescelto dal proprietario e procede alla cancellazione dai
registri nazionali a far data dall’iscrizione nel registro straniero.
Il proprietario dell’unita’ comunica gli estremi dell’avvenuta
iscrizione nel registro straniero e, qualora la legislazione del
Paese di destinazione dell’unita’ non preveda l’iscrizione in
registri, la cancellazione avviene a seguito di apposita
dichiarazione rilasciata dal proprietario dell’unita’.

Note all’art. 16:
– Per il testo dell’art. 21 del d.lgs n. 171 del 2005
si veda nelle note all’art. 15.
– L’art. 15 della legge 26 luglio 1984, n. 413
(Riordinamento pensionistico dei lavoratori marittimi), e’
il seguente:
«Art. 15 (Dismissione di bandiera per vendita della
nave a stranieri o per demolizione). – Non puo’ essere
accordata dalle autorita’ marittime l’autorizzazione alla
dismissione di bandiera per vendita della nave a stranieri
o per demolizione della nave stessa, di cui agli
articoli 156 e 160 del codice della navigazione, se non
previo accertamento, presso l’Istituto, dell’avvenuto
pagamento di tutti i crediti contributivi relativi agli
equipaggi della nave interessata dalle procedure anzidette,
assistiti dal privilegio di cui all’art. 552 del predetto
codice, o dell’avvenuta costituzione a favore dell’Istituto
stesso di un congruo deposito cauzionale o di idonea
garanzia dei crediti stessi nella misura e con le modalita’
determinate dall’Istituto.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 17.
Rinnovo della licenza di navigazione
1. Per il rinnovo della licenza di navigazione il proprietario
presenta all’ufficio di iscrizione i seguenti documenti:
a) la licenza di cui si chiede il rinnovo;
b) l’attestazione di idoneita’ rilasciata da un organismo tecnico
notificato ai sensi dell’articolo 10 del codice ovvero autorizzato ai
sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive
modificazioni, in caso di innovazioni alle caratteristiche principali
dello scafo o del motore.
2. In caso di furto, smarrimento o distruzione della licenza di
navigazione l’ufficio di iscrizione rilascia il duplicato, acquisendo
dal proprietario l’originale o la copia conforme della denuncia
presentata all’autorita’ competente.

Nota all’art. 17:
– Per l’art. 10 del codice ed il decreto legislativo
3 agosto 1998, n. 314 si veda nelle note all’art. 5.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 18.
Licenza provvisoria per navi da diporto
1. L’ufficio presso il quale e’ in corso l’iscrizione rilascia la
licenza provvisoria di cui all’articolo 23, comma 6, del codice nei
seguenti casi:
a) navi di nuova costruzione munite di certificato di stazza
provvisoria;
b) navi provenienti da registro straniero, in presenza di
espressa dichiarazione dell’autorita’ marittima o consolare straniera
che il proprietario ha avanzato la richiesta di cancellazione dai
registri secondo le procedure ivi vigenti e che la licenza di
navigazione, o documento equipollente e’ stata presa in consegna.

Nota all’art. 18:
– Il comma 6 dell’art. 23 del d.lgs n. 171 del 2005 e’
il seguente:
«6. Le navi da diporto per le quali il procedimento di
iscrizione non sia ancora concluso possono essere abilitate
alla navigazione dai rispettivi uffici di iscrizione con
licenza provvisoria la cui validita’ non puo’ essere
superiore a sei mesi.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 19.
Sigle di individuazione
1. Per le unita’ iscritte presso gli uffici marittimi di cui
all’articolo 15 del codice, la sigla di individuazione e’ composta
dalla sigla dell’ufficio di iscrizione seguita dal numero di
immatricolazione e dalla lettera D, nel caso di imbarcazioni, ovvero
ND, nel caso di navi da diporto.
2. Per le imbarcazioni iscritte presso gli uffici motorizzazione
civile delle Direzioni generali territoriali del Dipartimento per i
trasporti terrestri e i trasporti intermodali di cui all’articolo 15
del codice, la sigla di individuazione e’ composta dalla lettera N
seguita dal numero di immatricolazione e dalla sigla della provincia
di iscrizione.

Nota all’art. 19:
– Per l’art. 15 del d.lgs n. 171 del 2005 si veda nelle
note all’art. 4.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 20.
Potenza dei motori
1. I certificati per l’uso del motore rilasciati prima dell’entrata
in vigore del codice costituiscono documento di bordo.
2. In caso di smarrimento, deterioramento o furto del certificato
per l’uso del motore, l’interessato, previa presentazione della
relativa denuncia alle autorita’ competenti, richiede al costruttore
o all’importatore o al rivenditore autorizzato del motore una
dichiarazione di potenza di cui all’articolo 28, comma 2, del codice.
3. In caso di smarrimento, deterioramento o furto del certificato
per l’uso del motore, se si tratta di motore munito di dichiarazione
di potenza, l’interessato, previa presentazione della relativa
denuncia alle autorita’ competenti, o ne chiede il rilascio
all’ufficio presso il quale la stessa e’ depositata o richiede una
nuova dichiarazione di potenza al costruttore o all’importatore del
motore.
4. In caso di smarrimento, deterioramento o furto della
dichiarazione di potenza del motore, l’interessato, previa
presentazione della relativa denuncia alle autorita’ competenti,
chiede il duplicato al costruttore o all’importatore del motore.
5. Nei casi di cui ai commi 2, 3 e 4 del presente articolo, ove non
sia possibile fare riferimento ad alcuno dei soggetti commerciali
deputati al rilascio della dichiarazione di potenza, l’interessato
richiede ai centri prova autoveicoli del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti l’accertamento della potenza del
motore e il rilascio del relativo documento. Per la prestazione
l’interessato e’ tenuto al pagamento del compenso previsto al n. 9
della tabella 3 allegata alla legge 1° dicembre 1986, n. 870, e
successive modificazioni.

Note all’art. 20:
– Il comma 2 dell’art. 28 del d.lgs n. 171 del 2005 e’
il seguente:
«2. Per ogni singolo motore il costruttore, ovvero il
suo legale rappresentante o rivenditore autorizzato
stabilito nell’Unione europea, rilascia la dichiarazione di
potenza su modulo conforme al modello approvato dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.».
– La legge 1° dicembre 1986, n. 870 (Misure urgenti
straordinarie per i servizi della Direzione generale della
motorizzazione civile e dei trasporti in concessione del
Ministero dei trasporti), e’ pubblicata sul Suppl. Ord.
alla Gazzetta Ufficiale 16 dicembre 1986, n. 291.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 21.
Procedimento per il rilascio dell’autorizzazione alla navigazione
temporanea
1. Le autorita’ indicate dall’articolo 31, comma 2, del codice
annotano su apposito registro in ordine cronologico gli estremi delle
autorizzazioni rilasciate e provvedono alla consegna di una sigla
temporanea costituita dalla sigla dell’ufficio che rilascia
l’autorizzazione, dal numero progressivo della stessa e dalla sigla
«TEMP».
2. La sigla temporanea e’ riportata in modo ben visibile su due
tabelle apposte su ciascun fianco dell’imbarcazione o della nave a
destra di prora e a sinistra di poppa. I caratteri della sigla sono
neri su fondo bianco ed hanno le dimensioni previste per le sigle
come definite dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3. L’autorita’ competente rilascia l’autorizzazione su modulo
conforme al modello approvato dal Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti e stabilisce, se ritenuto necessario, specifiche
condizioni di utilizzo.

Nota all’art. 21:
– Il comma 2 dell’art. 31 del d.lgs n. 171 del 2005 e’
il seguente:
«2. Il capo del circondario marittimo o il capo
dell’ufficio provinciale del Dipartimento per i trasporti
terrestri e per i sistemi informativi e statistici del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o, per le
navi da diporto, il capo del compartimento marittimo, nella
cui giurisdizione l’impresa ha sede principale o
secondaria, rilasciano ai cantieri navali, ai costruttori
di motori marini e alle aziende di vendita le
autorizzazioni alla navigazione temporanea per le unita’ da
diporto, non abilitate e non munite dei prescritti
documenti ovvero abilitate e provviste di documenti di
bordo ed a loro affidate in conto vendita o per riparazioni
ed assistenza.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 22.
Apparato ricetrasmittente di bordo per la navigazione temporanea
1. Le unita’ autorizzate alla navigazione temporanea sono dotate
almeno di un apparato ricetrasmittente radiotelefonico ad onde
metriche (VHF) anche di tipo portatile, nei limiti previsti
dall’articolo 29 del codice. L’apparato e’ utilizzato solo ai fini
della sicurezza della navigazione.
2. L’ispettorato territoriale del Ministero dello sviluppo
economico assegna un indicativo di chiamata di identificazione,
valido indipendentemente dall’unita’ su cui l’apparato e’ installato,
costituito dal nome del titolare dell’autorizzazione seguito dalla
sigla dell’ufficio che ha rilasciato l’autorizzazione e dal numero
progressivo dell’autorizzazione.
3. L’utilizzo dell’apparato non e’ soggetto a licenza di esercizio.

Note all’art. 22
– L’art. 29 del d.lgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 29 (Apparati ricetrasmittenti di bordo). – 1. Su
tutte le unita’ da diporto con scafo di lunghezza superiore
ai ventiquattro metri e’ fatto obbligo di installare un
impianto ricetrasmittente in radiotelefonia, ad onde
ettometriche, secondo le norme stabilite dall’autorita’
competente.
2. A tutte le unita’ da diporto con scafo di lunghezza
pari o inferiore a ventiquattro metri, che navigano a
distanza superiore alle sei miglia dalla costa, e’ fatto
obbligo di essere dotate almeno di un apparato
ricetrasmittente ad onde metriche (VHF), anche portatile,
secondo le norme stabilite dall’autorita’ competente.
3. Tutti gli apparati ricetrasmittenti a bordo delle
unita’ da diporto, conformi alla normativa vigente, sono
esonerati dal collaudo e dalle ispezioni ordinarie, salvo
l’obbligo di collaudo per le stazioni radioelettriche per
mezzo delle quali e’ effettuato il servizio di
corrispondenza pubblica. Il costruttore, o un suo legale
rappresentante, rilascia una dichiarazione attestante la
conformita’ dell’apparato alla normativa vigente ovvero, se
trattasi di unita’ proveniente da uno Stato non
comunitario, alle norme di uno degli Stati membri
dell’Unione europea o dello spazio economico europeo. Gli
apparati sprovvisti della certificazione di conformita’
sono soggetti al collaudo da parte dell’autorita’
competente.
4. L’istanza per il rilascio della licenza di esercizio
dell’apparato radiotelefonico, rivolta all’autorita’
competente e corredata della dichiarazione di conformita’,
e’ presentata all’ufficio di iscrizione dell’unita’, che
provvede:
a) all’assegnazione del nominativo internazionale;
b) al rilascio della licenza provvisoria di
esercizio;
c) alla trasmissione all’autorita’ competente della
documentazione per il rilascio della licenza definitiva di
esercizio.
5. La licenza provvisoria di esercizio resta valida
fino al rilascio della licenza definitiva; la licenza e’
riferita all’apparato radiotelefonico di bordo ed e’
sostituita solo in caso di sostituzione dell’apparato
stesso.
6. La domanda per il rilascio della licenza di
esercizio dell’apparato radiotelefonico installato a bordo
dei natanti, corredata della dichiarazione di conformita’,
e’ presentata all’ispettorato territoriale del Ministero
delle comunicazioni avente giurisdizione sul luogo in cui
il richiedente ha la propria residenza. Il medesimo
ispettorato provvede ad assegnare un indicativo di chiamata
di identificazione, valido indipendentemente dall’unita’ su
cui l’apparato viene installato, e a rilasciare, entro
quarantacinque giorni, la licenza di esercizio.
7. Gli apparati ricetrasmittenti installati a bordo
delle unita’ da diporto che non effettuano traffico di
corrispondenza pubblica non sono soggetti all’obbligo di
affidamento della gestione ad una societa’ concessionaria e
di corresponsione del relativo canone.
8. I contratti per l’esercizio di apparati
radioelettrici stipulati con le societa’ concessionarie
possono essere disdettati alla scadenza nei termini
stabiliti. Copia della disdetta e’ inviata all’autorita’
competente, unitamente ad una dichiarazione sostitutiva di
atto di notorieta’ attestante l’assunzione di
responsabilita’ della funzionalita’ dell’apparato e
l’impegno ad utilizzare l’apparato stesso ai soli fini di
emergenza e per la sicurezza della navigazione.
9. La licenza di esercizio, rilasciata per il traffico
di corrispondenza, ha validita’ anche per l’impiego
dell’apparato ai fini della sicurezza della navigazione.
10. Il Ministero delle comunicazioni, di concerto con
il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, puo’
disporre, quando lo ritenga opportuno o su richiesta degli
organi dell’amministrazione, ispezioni e controlli presso i
costruttori, gli importatori, i distributori e gli utenti.
11. Per le imbarcazioni e le navi da diporto in
navigazione oltre le dodici miglia dalla costa e’ altresi’
obbligatoria l’installazione a bordo di un apparato
elettronico per la rilevazione satellitare della
posizione.».

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 23.
Ruolino di equipaggio
1. Il ruolino di equipaggio per imbarcazioni e navi da diporto e’
individuato da un numero e da una serie progressivi assegnati dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; la serie comprende
tutti i ruolini di equipaggio dall’uno al diecimila.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti invia i
ruolini di equipaggio agli uffici compartimentali e circondariali
marittimi, anche per la distribuzione agli uffici dipendenti, nonche’
alle autorita’ consolari, che ne facciano richiesta. Gli uffici
marittimi e le autorita’ consolari, all’atto del rilascio del ruolino
di equipaggio, riportano le annotazioni in esso contenute in un
registro di carico.
3. Il ruolino di equipaggio ha validita’ di tre anni a decorrere
dalla data del rilascio e i suoi estremi sono annotati sulla licenza
di navigazione a cura dell’ufficio che ha provveduto al rilascio. Lo
stesso ufficio comunica l’avvenuto rilascio all’INPS, all’ufficio di
iscrizione dell’unita’ da diporto, nonche’ al proprietario qualora il
ruolino sia stato rilasciato all’armatore dell’unita’.
4. Alla scadenza di validita’ del ruolino di equipaggio, gli uffici
marittimi o consolari lo ritirano e ne rilasciano uno nuovo. Il
ruolino ritirato e’ trasmesso all’INPS, che, dopo aver provveduto
alla decontazione definitiva dei contributi dovuti, lo restituisce
all’ufficio che ne aveva assunto il carico.

TITOLO IProcedure amministrative inerenti alle unita’ da diporto

Art. 24.
Uso commerciale delle unita’ da diporto
1. Il proprietario o l’armatore, per l’annotazione dell’uso
commerciale ai sensi dell’articolo 2 del codice, presenta all’ufficio
d’iscrizione dell’imbarcazione o della nave da diporto una domanda
indicante l’attivita’ che intende compiere e corredata da:
a) certificato d’iscrizione nel registro delle imprese o
dichiarazione sostitutiva di certificazione da cui risulti che
trattasi di impresa individuale o societa’ esercente le attivita’
commerciali di cui all’articolo 2, comma 1, del codice, nonche’ gli
estremi dell’iscrizione nel suddetto registro;
b) licenza di navigazione delle unita’ interessate.
2. In caso di mutamento dei soggetti indicati al comma 1, gli
interessati presentano all’ufficio di iscrizione domanda di
cancellazione dell’annotazione precedentemente eseguita o nuova
domanda di annotazione dell’uso commerciale che si intende svolgere.
3. Le imbarcazioni o navi da diporto adibite a locazione e noleggio
possono essere utilizzate, previa apposita domanda di annotazione di
cui al comma 1, anche per l’insegnamento professionale della
navigazione da diporto e come unita’ appoggio per i praticanti
immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo.
4. L’uso commerciale di imbarcazioni o navi da diporto utilizzate a
titolo di locazione finanziaria non e’ consentito all’utilizzatore,
se non previa dichiarazione di armatore ai sensi dell’articolo 265
del codice della navigazione.

Note all’art. 24:
– L’art. 2 del d.lgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 2 (Uso commerciale delle unita’ da diporto). – 1.
L’unita’ da diporto e’ utilizzata a fini commerciali
quando:
a) e’ oggetto di contratti di locazione e di
noleggio;
b) e’ utilizzata per l’insegnamento professionale
della navigazione da diporto;
c) e’ utilizzata da centri di immersione e di
addestramento subacqueo come unita’ di appoggio per i
praticanti immersioni subacquee a scopo sportivo o
ricreativo.
2. L’utilizzazione a fini commerciali delle
imbarcazioni e navi da diporto e’ annotata nei relativi
registri di iscrizione, con l’indicazione delle attivita’
svolte e dei proprietari o armatori delle unita’, imprese
individuali o societa’, esercenti le suddette attivita’
commerciali e degli estremi della loro iscrizione, nel
registro delle imprese della competente camera di
commercio, industria, artigianato ed agricoltura. Gli
estremi dell’annotazione sono riportati sulla licenza di
navigazione.
3. Qualora le attivita’ di cui al comma 1 siano svolte
con unita’ da diporto battenti bandiera di uno dei Paesi
dell’Unione europea, l’esercente presenta all’autorita’
marittima o della navigazione interna con giurisdizione sul
luogo in cui l’unita’ abitualmente staziona una
dichiarazione contenente le caratteristiche dell’unita’, il
titolo che attribuisce la disponibilita’ della stessa,
nonche’ gli estremi della polizza assicurativa a garanzia
delle persone imbarcate e di responsabilita’ civile verso
terzi e della certificazione di sicurezza in possesso.
Copia della dichiarazione, timbrata e vistata dalla
predetta autorita’, deve essere mantenuta a bordo.
4. Le unita’ da diporto di cui al comma 1, lettera a),
possono essere utilizzate esclusivamente per le attivita’ a
cui sono adibite.».
L’art. 265 del codice della navigazione e’ il seguente:
«Art. 265 (Dichiarazione di armatore). – Chi assume
l’esercizio di una nave deve preventivamente fare
dichiarazione di armatore all’ufficio di iscrizione della
nave o del galleggiante.
Quando l’esercizio non e’ assunto dal proprietario, se
l’armatore non vi provvede, la dichiarazione puo’ essere
fatta dal proprietario.
Quando l’esercizio e’ assunto dai comproprietari
mediante costituzione di societa’ di armamento, le
formalita’ di cui agli articoli 279, 282, secondo comma,
tengono luogo della dichiarazione di armatore.».

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 25.
Patenti di categoria A
1. Le patenti di categoria A abilitano al comando e alla condotta
dei natanti e delle imbarcazioni da diporto per le seguenti specie di
navigazione:
a) entro dodici miglia dalla costa;
b) senza alcun limite dalla costa.
2. Le patenti di cui al comma 1 abilitano al comando ed alla
condotta delle unita’ a motore, di quelle a vela e di quelle a
propulsione mista.
3. A richiesta dell’interessato, le patenti di cui al comma 1
possono essere rilasciate per il comando e la condotta delle sole
unita’ a motore. Sono considerate a motore quelle unita’ in cui il
rapporto tra la superficie velica in metri quadrati di tutte le vele
che possono essere bordate contemporaneamente in navigazione su
idonee attrezzature fisse, compresi l’eventuale fiocco genoa e le
vele di strallo, escluso lo spinnaker, e la potenza del motore in
cavalli o in kilowatt e’ inferiore, rispettivamente, a 1 o a 1,36.

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 26.
Patenti di categoria B
1. Le patenti di categoria B abilitano al comando delle navi da
diporto.
2. Coloro che sono in possesso della patente per nave da diporto
possono comandare e condurre anche unita’ da diporto di lunghezza
pari o inferiore a 24 metri a motore, a vela e a propulsione mista.

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 27.
Patenti di categoria C
1. Le patenti di categoria C abilitano alla direzione nautica di
unita’ da diporto di lunghezza pari o inferiore a 24 metri, ove sia
presente a bordo almeno un’altra persona in qualita’ di ospite di
eta’ non inferiore ai 18 anni, idonea a svolgere le funzioni manuali
necessarie per la conduzione del mezzo e la salvaguardia della vita
umana in mare, sempre che l’unita’ sia munita di dispositivo
elettronico in grado di consentire, in caso di caduta in mare, oltre
all’individuazione della persona, la disattivazione del pilota
automatico e l’arresto dei motori.
2. Le patenti di categoria C sono rilasciate esclusivamente a
soggetti portatori delle patologie indicate nell’allegato I,
paragrafo 2.
3. Le patenti di cui al comma 1 sono assoggettate alla disciplina
prevista per le patenti di categoria A.

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 28.
Autorita’ competenti al rilascio delle patenti
1. Sono competenti al rilascio delle patenti nautiche:
a) le capitanerie di porto, gli uffici circondariali marittimi e
gli uffici motorizzazione civile delle Direzioni generali
territoriali del Dipartimento per i trasporti terrestri e il
trasporto intermodale, per le patenti nautiche che abilitano alla
navigazione entro dodici miglia dalla costa;
b) le capitanerie di porto e gli uffici circondariali marittimi,
per le patenti nautiche che abilitano alla navigazione senza alcun
limite dalla costa;
c) le capitanerie di porto, per le patenti che abilitano al
comando di navi da diporto.
2. Le patenti nautiche sono conformi al modello approvato dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 29.
Esame per il conseguimento delle patenti nautiche
1. L’esame per il conseguimento della patente nautica che abilita
alla navigazione entro dodici miglia dalla costa e’ sostenuto dinanzi
ad un esaminatore nominato, per la giurisdizione di competenza, dal
capo del circondario marittimo, scelto tra gli ufficiali del Corpo
delle capitanerie di porto in servizio permanente effettivo, tra gli
ufficiali superiori del Corpo di stato maggiore e delle capitanerie
di porto in congedo, tra i docenti di navigazione o di attrezzatura e
manovra degli istituti nautici o professionali, tra il personale
della gente di mare in possesso dell’abilitazione non inferiore a
quella di ufficiale di navigazione di cui all’articolo 4 del decreto
del Ministro dei trasporti 30 novembre 2007 pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale, supplemento ordinario n. 13 del 16 gennaio 2008 o a quello
di ufficiale di navigazione del diporto, ovvero da un esaminatore
nominato, per la giurisdizione di competenza, dal Direttore della
Direzione generale territoriale del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti, scelto tra i medesimi soggetti, nonche’ tra i
funzionari, anche in posizione di quiescenza, del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti abilitati a norma della legge
1° dicembre 1986, n. 870, e successive modificazioni. Per lo
svolgimento della prova teorica e pratica di navigazione a vela
l’esaminatore e’ assistito da un esperto velista designato dalla
Federazione italiana vela o dalla Lega navale italiana.
2. La commissione d’esame per il conseguimento della patente
nautica che abilita alla navigazione senza alcun limite dalla costa
e’ nominata dal capo del circondario marittimo ed e’ costituita:
a) dal presidente, scelto tra gli ufficiali di grado non
inferiore a tenente di vascello in servizio o in congedo dei Corpi di
stato maggiore o delle capitanerie di porto, tra i docenti di
navigazione o di attrezzatura e manovra degli istituti nautici o
professionali ovvero tra coloro che sono in possesso
dell’abilitazione di comandante di cui all’articolo 8 del decreto del
Ministro dei trasporti 30 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale, supplemento ordinario n. 13 del 16 gennaio 2008 o di
comandante del diporto. In mancanza, le funzioni di presidente sono
svolte dal capo del circondario marittimo;
b) da un ufficiale del Corpo delle capitanerie di porto in
possesso del titolo professionale di capitano di lungo corso o di
aspirante capitano di lungo corso o abilitato alla condotta delle
motovedette d’altura del Corpo delle capitanerie di porto, ovvero da
un comandante di cui agli articoli 8 e 9 del decreto del Ministro dei
trasporti 30 novembre 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale,
supplemento ordinario n. 13 del 16 gennaio 2008 o da un capitano del
diporto, in qualita’ di membro;
c) da un esperto velista designato dalla Federazione italiana
vela o dalla Lega navale italiana, in qualita’ di membro, per lo
svolgimento della prova teorica e pratica di navigazione a vela.
3. La commissione d’esame per il conseguimento della patente per il
comando delle navi da diporto e’ nominata dal capo del compartimento
marittimo con le modalita’ indicate al comma 2, lettere a) e b), del
presente articolo.
4. Le funzioni di segretario delle sedute di esame sono svolte da
un sottufficiale del Corpo delle capitanerie di porto ovvero da un
impiegato civile di ruolo del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.
5. I programmi e le modalita’ di svolgimento degli esami per il
conseguimento delle patenti di categoria A, B e C sono adottati con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Nota all’art. 29:
– Per la legge 1° dicembre 1986, n. 870, si veda nelle
note all’art. 20.

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 30
Estensione dell’abilitazione
1. Coloro che sono in possesso di una patente limitata alla
navigazione a motore possono estendere l’abilitazione posseduta anche
alla navigazione a vela, sostenendo solo la relativa prova pratica.
2. Coloro che sono in possesso di patente per la navigazione entro
dodici miglia dalla costa possono conseguire l’abilitazione senza
alcun limite di distanza dalla costa, sostenendo un esame integrativo
teorico sulle materie non comprese nel programma d’esame previsto per
l’abilitazione posseduta.

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 31.
Esercitazioni pratiche
1. Coloro che hanno presentato domanda per l’ammissione agli esami
per il conseguimento della patente nautica sono autorizzati ad
esercitarsi al comando o alla direzione nautica delle unita’ da
diporto, nei limiti dell’abilitazione richiesta, purche’ a bordo vi
sia persona munita di patente nautica rilasciata da almeno un
triennio, con abilitazione almeno pari a quella che l’interessato
aspira a conseguire.
2. Copia della domanda, completa di visto dell’autorita’ marittima
o dell’ufficio motorizzazione civile, costituisce, accompagnata da un
documento di identita’ personale, autorizzazione per esercitarsi a
bordo delle unita’ da diporto. Detto documento ha validita’ di tre
mesi prorogabile per ulteriori tre mesi.
3. Le prove d’esame non possono essere sostenute prima che siano
trascorsi trenta giorni dalla data di rilascio dell’autorizzazione
per l’esercitazione a bordo delle unita’ da diporto.
4. Il capo del circondario marittimo o l’autorita’ preposta alla
disciplina delle acque interne determinano con propria ordinanza, se
ritenuto necessario, i tempi e le modalita’ nonche’ le misure di
sicurezza per l’effettuazione delle esercitazioni.

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 32.
Conseguimento delle patenti senza esami
1. Gli ufficiali del Corpo di stato maggiore e delle capitanerie di
porto in servizio permanente, gli ufficiali del Corpo della guardia
di finanza in possesso di specializzazione di comandante di unita’
navale rilasciata dai comandi della Guardia di finanza, nonche’ i
sottufficiali delle Forze armate e delle Forze di polizia in possesso
di abilitazione alla condotta di unita’ navali d’altura o del
brevetto per la condotta di mezzi navali della Marina militare senza
alcun limite dalla costa o dalla unita’ madre rilasciati dalla Marina
militare che abbiano comandato tale tipo di unita’ per almeno dodici
mesi, possono conseguire, senza esami, le patenti di cui agli
articoli 25 e 26 del presente regolamento.
2. Il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, in servizio permanente o
ufficiale ausiliario o volontario di truppa in ferma breve o
prefissata, abilitato al comando navale ed alla condotta dei mezzi
nautici da parte della Marina militare, puo’ conseguire, senza esami,
le patenti di cui all’articolo 25 del presente regolamento, secondo i
criteri fissati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Le stesse patenti possono essere conseguite senza esami dal personale
militare della Guardia di finanza in servizio permanente o in ferma
volontaria, in possesso di abilitazione al comando di unita’ navale
rilasciata dai comandi della Guardia di finanza, secondo i criteri
fissati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3. La facolta’ di cui ai commi 1 e 2 e’ esercitata entro cinque
anni dalla cessazione dal servizio, fermo il possesso dei requisiti
fisici, psichici e morali di cui agli articoli 36 e 37 del presente
regolamento.
4. I requisiti per il personale indicati al comma 1 sono comprovati
dall’estratto matricolare ovvero da una dichiarazione del comando di
appartenenza. Per il rimanente personale i requisiti sono attestati
dal possesso dell’abilitazione.
5. Le abilitazioni rilasciate dalla Marina militare per la
navigazione entro sei miglia dalla costa e le abilitazioni alla
condotta dei mezzi nautici rilasciate dai comandi della Guardia di
finanza abilitano alla navigazione entro dodici miglia dalla costa.

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 33.
Persone in possesso di titoli professionali
1. Coloro che sono in possesso di un titolo professionale marittimo
o del diporto o della navigazione interna e sono muniti di libretto
di navigazione in corso di validita’ possono comandare e condurre le
unita’ da diporto, nei limiti indicati nell’allegato III.
2. I soggetti di cui al comma 1 del presente articolo, nonche’
coloro che sono iscritti nel registro di cui all’articolo 90 del
codice della navigazione, muniti di libretto di navigazione in corso
di validita’ ovvero di licenza per pilota, possono conseguire senza
esami le patenti nautiche, nei limiti e con le modalita’ stabilite
nell’allegato III.

Note all’art. 33:
– L’art. 90 del codice della navigazione e’ il
seguente:
«Art. 90 (Licenze e registro dei piloti). – I piloti
sono provvisti di una licenza rilasciata dal capo del
compartimento e sono iscritti in uno speciale registro».

TITOLO IIDisciplina delle patenti nautiche
Capo IDisposizioni generali

Art. 34.
Comando di unita’ da diporto da parte di stranieri in acque
territoriali italiane
1. Gli stranieri e i cittadini italiani residenti all’estero,
muniti di un titolo di abilitazione o documento riconosciuto
equipollente dallo Stato di appartenenza o, rispettivamente, di
residenza, possono comandare, purche’ a titolo gratuito, imbarcazioni
e navi da diporto iscritte nei registri di cui all’articolo 15 del
codice e natanti da diporto di cui all’articolo 27 del codice entro i
limiti dell’abilitazione medesima. Il titolo o documento deve essere
tenuto a bordo.
2. Per gli stranieri ed i cittadini italiani residenti all’estero
che comandano imbarcazioni e navi da diporto iscritte in registri
stranieri, l’obbligo di patente nautica e’ regolato dalla legge dello
Stato di bandiera dell’unita’.
3. Per i cittadini di Stati membri dell’Unione europea si prescinde
dall’obbligo del titolo per comandare le unita’ da diporto di cui ai
commi 1 e 2 del presente articolo, qualora esibiscano una
dichiarazione rilasciata dalle proprie autorita’ da cui risulti che
la legislazione, rispettivamente, del Paese di provenienza del
soggetto o dello Stato di bandiera dell’unita’ non prevede il
rilascio di alcun titolo di abilitazione.

Nota all’art. 34:
– Per l’art. 15 del Dlgs n. 171 del 2005, si veda nelle
note all’art. 4.
– L’art. 27 del Dlgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 27 (Natanti da diporto). – 1. I natanti di cui
all’art. 3, comma 1, lettera d), sono esclusi dall’obbligo
dell’iscrizione nei registri di cui all’art. 15, della
licenza di navigazione di cui all’art. 23 e del certificato
di sicurezza di cui all’art. 26.
2. I natanti da diporto, a richiesta, possono essere
iscritti nei registri delle imbarcazioni da diporto ed in
tale caso ne assumono il regime giuridico.
3. I natanti senza marcatura CE possono navigare:
a) entro sei miglia dalla costa;
b) entro dodici miglia dalla costa, se omologati per
la navigazione senza alcun limite o se riconosciuti idonei
per tale navigazione da un organismo tecnico notificato ai
sensi dell’art. 10 ovvero autorizzato ai sensi del decreto
legislativo 3 agosto 1998, n. 314; in tale caso durante la
navigazione deve essere tenuta a bordo copia del
certificato di omologazione con relativa dichiarazione di
conformita’ ovvero l’attestazione di idoneita’ rilasciata
dal predetto organismo;
c) entro un miglio dalla costa, i natanti denominati
jole, pattini, sandolini, mosconi, pedalo’, tavole a vela e
natanti a vela con superficie velica non superiore a 4
metri quadrati, nonche’ gli acquascooter o moto d’acqua e
mezzi similari.
4. I natanti provvisti di marcatura CE possono navigare
nei limiti stabiliti dalla categoria di progettazione di
appartenenza di cui all’allegato II.
5. La navigazione e le modalita’ di utilizzo dei
natanti di cui al comma 3, lettera c), sono disciplinate
dalla competente autorita’ marittima e della navigazione
interna.
6. L’utilizzazione dei natanti da diporto ai fini di
locazione o di noleggio per finalita’ ricreative o per usi
turistici di carattere locale, nonche’ di appoggio alle
immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo e’
disciplinata, anche per le modalita’ della loro condotta,
con ordinanza della competente autorita’ marittima o della
navigazione interna, d’intesa con gli enti locali.».

Capo IIRequisiti

Art. 35.
Requisiti per l’ammissione agli esami
1. Per essere ammessi agli esami per il conseguimento delle patenti
di cui agli articoli 25 e 27 del presente regolamento, gli
interessati devono aver compiuto il diciottesimo anno di eta’.
2. Per essere ammessi a sostenere gli esami per il conseguimento
della patente per navi da diporto di cui all’articolo 26 del presente
regolamento, gli interessati devono essere in possesso, da almeno un
triennio, della patente di cui all’articolo 25, comma 1, lettera b)
del presente regolamento.
3. Nella domanda di ammissione agli esami e’ dichiarata l’eventuale
richiesta di limitazione alle sole unita’ a motore.

Capo IIRequisiti

Art. 36.
Giudizio di idoneita’
1. Coloro che sono affetti dalle malattie fisiche o psichiche,
deficienze organiche o minorazioni psichiche indicate nell’allegato
I, paragrafo 1, o siano dediti all’uso di sostanze psicoattive non
possono conseguire la patente nautica ne’ la convalida della stessa.
2. Coloro che sono affetti dalle malattie o minorazioni anatomiche
o funzionali indicate nell’allegato I, paragrafo 2, possono
conseguire esclusivamente la patente di categoria C.
3. Il giudizio di idoneita’ psichica e fisica e’ espresso, sulla
base dei requisiti previsti dall’allegato I, dall’ufficio
dell’azienda sanitaria locale territorialmente competente, cui sono
attribuite funzioni in materia medico-legale. Il giudizio puo’ essere
espresso, altresi’, da un medico responsabile dei servizi di base del
distretto sanitario ovvero da un medico appartenente al ruolo dei
medici del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali o da un ispettore medico delle Ferrovie dello Stato o da un
medico militare in servizio permanente effettivo o da un medico del
ruolo dei sanitari della Polizia di Stato o da un medico del ruolo
sanitario del Corpo nazionale dei vigili del fuoco o, per i cittadini
italiani residenti all’estero, da un medico riconosciuto idoneo dal
consolato italiano del Paese di residenza. In ogni caso gli
accertamenti sono effettuati presso la struttura pubblica di
appartenenza. La certificazione sanitaria e la relativa
documentazione devono essere conservate per un anno.
4. Il giudizio di idoneita’ e’ demandato alla commissione medica
locale costituita in ogni provincia presso le aziende sanitarie
locali del capoluogo di provincia, in caso di malattie o minorazioni
anatomiche o funzionali indicate nell’allegato I, paragrafo 2, e in
tutti i casi dubbi.
5. La commissione medica locale, in relazione alle malattie o
minorazioni fisiche riscontrate e alle eventuali protesi correttive,
stabilisce, se ritenuto necessario, termini di validita’ delle
patenti ridotti in relazione al tipo di abilitazione richiesta.
6. Il giudizio di idoneita’ e’ inoltre demandato alle commissioni
mediche locali, quando e’ disposto dall’autorita’ marittima o dal
prefetto.
7. L’accertamento di cui ai commi 3 e 4 deve risultare da
certificazione di data non anteriore a sei mesi dalla presentazione
della domanda per sostenere l’esame di abilitazione. Il certificato
medico e quello rilasciato dalla commissione medica locale sono
conformi al modello contenuto nell’allegato I, annesso 1.
8. Avverso il giudizio delle commissioni di cui al comma 4 e’
ammesso ricorso entro trenta giorni al Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti, che decide avvalendosi del parere degli organi
sanitari periferici delle Ferrovie dello Stato. Analogamente il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti decide sui ricorsi
avverso i provvedimenti di sospensione o di revoca della patente
nautica per perdita dei requisiti fisici e psichici.
9. Gli oneri e le spese relative agli accertamenti sanitari di cui
al presente articolo sono a carico degli interessati.

Capo IIRequisiti

Art. 37.
Requisiti morali per il conseguimento delle patenti nautiche
1. Non possono ottenere la patente nautica coloro che sono stati
dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, coloro
che sono o sono stati sottoposti a misure di sicurezza personali o
alle misure di prevenzione previste dalla legge 27 dicembre 1956, n.
1423, come modificata dalla legge 3 agosto 1988, n. 327, e dalla
legge 31 maggio 1965, n. 575, nonche’ coloro che sono stati
condannati ad una pena detentiva non inferiore a tre anni, salvo che
non siano intervenuti provvedimenti di riabilitazione.
2. Non possono inoltre ottenere la patente nautica per la
navigazione senza alcun limite dalla costa e per il comando delle
navi da diporto coloro che abbiano riportato condanne per uno dei
delitti previsti dalla legge 22 dicembre 1975, n. 685, e successive
modificazioni, nonche’ dal decreto del Presidente della Repubblica
9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni o per reati
previsti dalla legge 28 febbraio 1990, n. 39, e successive
modificazioni nonche’ dal decreto del Presidente della Repubblica
23 gennaio 1973, n. 43, salvo che non siano intervenuti provvedimenti
di riabilitazione.
3. Avverso il mancato rilascio ovvero in caso di revoca della
patente nautica per i motivi di cui ai commi 1 e 2 del presente
articolo e’ ammesso ricorso, entro trenta giorni, al Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
4. L’autorita’ marittima o gli uffici motorizzazione civile del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti accertano i requisiti
morali, richiedendo il certificato del casellario giudiziale. Per i
cittadini stranieri il certificato del casellario giudiziale e’
sostituito da una dichiarazione dell’autorita’ consolare.

Note all’art. 37:
– La legge 27 dicembre 1956, n. 1423 (Misure di
prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la
sicurezza e per la pubblica moralita), e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1956, n. 327.
– La legge 3 agosto 1988, n. 327 (Norme in materia di
misure di prevenzione personali), e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 9 agosto 1988, n. 186.
– La legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro
la mafia), e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 5 giugno
1965, n. 138.
– La legge 22 dicembre 1975, n. 685 (Disciplina degli
stupefacenti e sostanze psicotrope. Prevenzione, cura e
riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza), e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 1975, n.
342.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre
1990, n. 309 (Testo unico delle leggi in materia di
disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope,
prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di
tossicodipendenza), e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
31 ottobre 1990, n. 255, S.O..
– La legge 28 febbraio 1990, n. 39 (Conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre
1989, n. 416, recante norme urgenti in materia di asilo
politico, di ingresso e soggiorno dei cittadini
extracomunitari e di regolarizzazione dei cittadini
extracomunitari ed apolidi gia’ presenti nel territorio
dello Stato. Disposizioni di asilo), e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 28 febbraio 1990, n. 49.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio
1973, n. 43 (Approvazione del testo unico delle
disposizioni legislative in materia doganale), e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 marzo 1973, n. 80,
S.O.

Capo IIIConvalida, revisione, sospensione e revoca delle patenti

Art. 38.
Termine di validita’ delle patenti
1. La patente nautica ha validita’ di dieci anni dalla data di
rilascio o di convalida. La durata e’ ridotta a cinque anni per
coloro che al momento del rilascio o della convalida hanno compiuto
il sessantesimo anno di eta’.
2. La validita’ delle patenti di categoria C e’ limitata ad un
periodo piu’ breve conformemente alle prescrizioni del certificato
rilasciato dalla commissione medica locale.
3. La richiesta di convalida della patente puo’ essere effettuata
anche successivamente alla scadenza ed in tal caso il termine di
validita’ decorre dalla data di convalida.
4. Le patenti nautiche deteriorate o illeggibili sono sostituite.

Capo IIIConvalida, revisione, sospensione e revoca delle patenti

Art. 39.
Revisione delle patenti nautiche
1. L’autorita’ che ha rilasciato la patente puo’ disporre che siano
sottoposti a visita medica presso la commissione medica locale di cui
all’articolo 36 i titolari di patenti nautiche, qualora sorgano dubbi
sulla persistenza dell’idoneita’ fisica e psichica prescritta per il
tipo di patente posseduta. L’esito della visita medica e’ comunicato
all’autorita’ marittima o all’ufficio motorizzazione civile del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha rilasciato la
patente per gli eventuali provvedimenti di sospensione, di revoca o
per l’annotazione sul documento di eventuali limitazioni o
prescrizioni.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti puo’ disporre
la revisione straordinaria delle patenti nautiche per determinate
categorie o per patenti rilasciate in determinati periodi.

Capo IIIConvalida, revisione, sospensione e revoca delle patenti

Art. 40.
Sospensione delle patenti nautiche
1. La patente nautica e’ sospesa dall’autorita’ che ha provveduto
al rilascio, qualora, in sede di accertamento sanitario per la
convalida, risulti la temporanea perdita dell’idoneita’ fisica e
psichica di cui all’articolo 36. In tal caso la patente e’ sospesa
fino a quando l’interessato non produca la certificazione della
commissione medica locale attestante il recupero della idoneita’
psicofisica.
2. La patente puo’ essere altresi’ sospesa in uno dei seguenti
casi:
a) dall’autorita’ marittima o della navigazione interna del luogo
dove il fatto e’ stato commesso, in caso di assunzione del comando e
della condotta o della direzione nautica in stato di ubriachezza o
sotto l’effetto di altre sostanze inebrianti o stupefacenti;
b) dall’autorita’ marittima o della navigazione interna del luogo
dove il fatto e’ stato commesso, quando l’abilitato commetta atti di
imprudenza o di imperizia tali da compromettere l’incolumita’
pubblica o da produrre danni;
c) dall’autorita’ che ha provveduto al rilascio, su richiesta del
prefetto, per motivi di pubblica sicurezza.
3. La durata della sospensione della patente non puo’ superare il
periodo di sei mesi nei casi indicati al comma 2, lettere a) e c) e
il periodo di tre mesi nel caso indicato alla lettera b) del comma 2.
4. La patente nautica e’ inoltre sospesa quando sia iniziato
procedimento penale a carico dell’abilitato per i delitti di omicidio
colposo ovvero lesioni gravi o gravissime colpose derivanti dalla
violazione delle norme sul comando delle unita’ da diporto e delle
navi o per i delitti contro l’incolumita’ pubblica previsti dal libro
II, titolo VI, del codice penale o per i delitti previsti dalla parte
terza del codice della navigazione.
5. Nelle ipotesi di reato di cui al comma 4, l’ufficiale di Polizia
giudiziaria che ha accertato la violazione trasmette, entro dieci
giorni e tramite il proprio comando o ufficio, copia della
comunicazione della notizia di reato, all’autorita’ marittima del
luogo dove il fatto e’ stato commesso ovvero al prefetto se il fatto
e’ avvenuto nelle acque interne. Le predette autorita’ dispongono,
ove sussistano fondati elementi di responsabilita’, la sospensione
provvisoria della patente fino ad un massimo di un anno e ordinano
all’interessato di consegnarla entro cinque giorni dall’avvenuta
notifica dell’ordinanza.
6. Qualora dalle violazioni di cui al comma 4 derivi una condanna
per lesioni personali colpose, la sentenza dispone la sanzione
amministrativa accessoria della sospensione della patente da quindici
giorni a tre mesi. La sospensione della patente e’ da un mese a sei
mesi quando dal fatto derivi una lesione personale colposa grave o
gravissima. Nel caso di omicidio colposo, la sospensione della
patente e’ disposta per un periodo da due mesi ad un anno. Copia
della sentenza, passata in giudicato, e’ trasmessa dalla cancelleria
del giudice che l’ha emessa, nel termine di quindici giorni,
all’ufficio che ha provveduto al rilascio della patente.
7. Avverso il provvedimento di sospensione della patente di cui ai
commi 2 e 4 e’ ammesso ricorso, entro trenta giorni, al Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
8. I provvedimenti di sospensione divenuti definitivi sono annotati
sulla patente e comunicati all’ufficio che ha provveduto al rilascio
per l’annotazione nel registro delle patenti nautiche.

Capo IIIConvalida, revisione, sospensione e revoca delle patenti

Art. 41.
Revoca delle patenti
1. La patente nautica e’ revocata dall’autorita’ che l’ha
rilasciata nel caso in cui il titolare non sia piu’ in possesso, con
carattere permanente, dell’idoneita’ fisica e psichica di cui
all’articolo 36, ovvero non sia piu’ in possesso dei requisiti morali
previsti dall’articolo 37.
2. Qualora la revoca della patente sia intervenuta per perdita dei
requisiti morali, l’interessato puo’ conseguire una nuova
abilitazione dopo aver ottenuto il provvedimento di riabilitazione.
3. Qualora la revoca della patente di categoria A o B sia
intervenuta per perdita dell’idoneita’ neuro-motoria, l’interessato
ha facolta’ di conseguire senza esami la patente di categoria C,
previo accertamento del possesso dei requisiti di idoneita’ di cui
all’articolo 36.

Capo IVScuole nautiche ed associazioni nautiche a livello nazionale

Art. 42.
Disciplina delle scuole nautiche
1. I centri per l’educazione marinaresca, l’istruzione e la
formazione dei candidati agli esami per il conseguimento delle
patenti nautiche sono denominati «scuole nautiche».
2. Le scuole nautiche sono soggette ad autorizzazione e vigilanza
amministrativa da parte della provincia del luogo in cui hanno la
sede principale.
3. Gli istituti tecnici nautici possono conseguire l’autorizzazione
di cui al comma 2.
4. L’autorizzazione di cui al comma 2 e’ rilasciata previo parere
obbligatorio del capo del compartimento marittimo o del dirigente
della Direzione generale territoriale del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, nella cui giurisdizione la scuola ha
la sede principale.
5. Le province provvedono a disciplinare con propri regolamenti i
requisiti per il rilascio dell’autorizzazione di cui al comma 2.
6. Possono svolgere attivita’ di insegnamento presso le scuole
nautiche i soggetti in possesso dell’abilitazione non inferiore a
quella di ufficiale di navigazione di cui all’articolo 4 del decreto
del Ministro dei trasporti 30 novembre 2007, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, supplemento ordinario n. 13 del 16 gennaio 2008 o
di titolo professionale per i servizi di coperta del diporto, i
docenti degli istituti nautici o professionali per la navigazione,
gli ufficiali superiori del Corpo dello stato maggiore e delle
capitanerie di porto in congedo da non oltre dieci anni, nonche’
coloro che hanno conseguito da almeno cinque anni la patente nautica
per la navigazione senza alcun limite. L’attivita’ di insegnamento
della tecnica di base della navigazione a vela e’ svolta da esperti
velisti riconosciuti idonei dalla Federazione italiana vela o dalla
Lega navale italiana.
7. Le scuole nautiche presentano le domande di ammissione agli
esami per i propri candidati presso l’autorita’ marittima o l’ufficio
motorizzazione civile del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti nella cui giurisdizione le medesime hanno la sede
principale.

Capo IVScuole nautiche ed associazioni nautiche a livello nazionale

Art. 43.
Enti e associazioni nautiche a livello nazionale
1. Gli enti e le associazioni nautiche a livello nazionale per la
gestione delle scuole per il conseguimento delle patenti nautiche,
riconosciuti in conformita’ a quanto previsto con decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, assumono la
denominazione di «Centri di istruzione per la nautica». Per detti
enti non e’ richiesta l’autorizzazione di cui all’articolo 42,
comma 2.
2. Alla vigilanza amministrativa e tecnica sugli enti e sulle
associazioni nautiche, di cui al comma 1, provvede il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
3. In occasione degli esami dei candidati che hanno frequentato i
corsi presso i centri di istruzione per la nautica, di cui al
comma 1, un rappresentante dell’ente o dell’associazione fa parte
della commissione d’esame, senza diritto di voto.
4. La Lega navale italiana e’ centro di istruzione per la nautica
da diporto e, in qualita’ di ente pubblico che svolge servizi di
pubblico interesse, collabora con il Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti alla definizione di adeguati parametri qualitativi in
materia di formazione dei candidati agli esami per il conseguimento
delle patenti nautiche.

Capo IVScuole nautiche ed associazioni nautiche a livello nazionale

Art. 44.
Commissioni d’esame fuori sede
1. Le scuole nautiche nonche’ gli enti e le associazioni nautiche a
livello nazionale, di cui agli articoli 42 e 43, possono richiedere
all’autorita’ marittima o all’ufficio motorizzazione civile del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, competenti per
territorio, che gli esami per il conseguimento delle patenti
nautiche, con un numero di candidati non inferiore a dieci, vengano
svolti presso le loro sedi.
2. Le spese di viaggio e di missione per i componenti delle
commissioni di esame sono a carico dei richiedenti.

Capo VDisposizioni complementari

Art. 45.
Conversione e unificazione di patenti nautiche
1. Le abilitazioni al comando delle imbarcazioni da diporto
rilasciate ai sensi dell’articolo 20, comma 1, lettere a) e b), della
legge 11 febbraio 1971, n. 50, abilitano al comando ed alla condotta
delle unita’ a motore, di quelle a vela o a propulsione mista, con i
limiti di navigazione indicati rispettivamente all’articolo 25,
comma 1, lettere a) e b), del presente regolamento. Le abilitazioni
al comando delle imbarcazioni da diporto rilasciate ai sensi
dell’articolo 20, comma 1, lettere c) e d), della legge 11 febbraio
1971, n. 50, abilitano al comando ed alla condotta delle sole unita’
a motore, con i limiti di navigazione indicati rispettivamente
all’articolo 25, comma 1, lettere a) e b), del presente regolamento.
2. L’autorita’ marittima o l’ufficio motorizzazione civile del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti provvede, in occasione
della convalida, alla sostituzione delle abilitazioni di cui al
comma 1 del presente articolo.
3. Coloro che sono in possesso di piu’ abilitazioni aventi gli
stessi limiti di navigazione e contenute in documenti separati, in
occasione della convalida, ne richiedono l’unificazione all’ufficio
che ha rilasciato l’ultima abilitazione.
4. Coloro che hanno conseguito, in data anteriore al 24 aprile
1990, l’abilitazione per la condotta di motoscafi ad uso privato, di
cui all’articolo 16 del regio decreto-legge 9 maggio 1932, n. 813,
convertito dalla legge 20 dicembre 1932, n. 1884, conseguono senza
esami la patente limitata alle sole unita’ a motore per la
navigazione entro dodici miglia dalla costa, purche’ in possesso dei
requisiti psicofisici e morali di cui agli articoli 36 e 37 del
presente regolamento.

Note all’art. 45:
– L’art. 16 del regio decreto-legge 9 maggio 1932, n.
813 (Disposizioni sulla circolazione dei motoscafi e delle
imbarcazioni a motore), convertito, dalla legge 20 dicembre
1932, n. 1884, e’ il seguente:
«Art. 16. Nessuno puo’ condurre motoscafi od
imbarcazioni con motore adibiti ad uso privato se non e’
munito della patente di abilitazione.
La patente di abilitazione e’ rilasciata a seguito di
un esame pratico dalla capitaneria di porto o dal circolo
ferroviario d’ispezione (ora Ispettorato compartimentale
della motorizzazione civile e dei trasporti in concessione)
secondo la rispettiva giurisdizione sulle acque ove l’esame
viene eseguito.
La patente di abilitazione rilasciata dalla capitaneria
di porto e’ valida, senza che occorra altro documento,
nelle acque interne e la patente di abilitazione rilasciata
dal circolo ferroviario d’ispezione (Ora Ispettorato
compartimentale della motorizzazione civile e dei trasporti
in concessione) e’ valida, senza che occorra altro
documento, nelle acque marittime.
Sono esonerati dall’esame di cui al secondo comma del
presente articolo il personale della regia marina abilitato
a condurre motoscafi militari e che sia abilitato a
condurre naviglio con motore di elevata potenza, sempreche’
il richiedente ne faccia domanda presentando il titolo di
cui e’ in possesso.».
– La legge 20 dicembre 1932, n. 1884 (Conversione in
legge del regio decreto-legge 9 maggio 1932, n. 813, che
detta disposizioni sulla circolazione dei motoscafi e delle
imbarcazioni a motore), e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 1° febbraio 1933, n. 26.

Capo VDisposizioni complementari

Art. 46.
Registro delle patenti nautiche
1. Fino all’attuazione di una apposita banca dati informatica, gli
uffici marittimi e gli uffici motorizzazione civile del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti annotano i dati relativi alle
patenti rilasciate e le successive variazioni in un registro conforme
al modello approvato dal Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti.

Capo VDisposizioni complementari

Art. 47.
Modalita’ di rilascio e convalida delle patenti nautiche
1. Le procedure di rilascio e di convalida delle patenti nautiche
sono contenute nell’allegato II al presente regolamento.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 48.
Finalita’ e campo di applicazione
1. La presente sezione stabilisce le condizioni per il rilascio del
certificato di sicurezza ed individua i mezzi di salvataggio nonche’
le dotazioni di sicurezza minime che devono essere tenute a bordo
delle unita’ da diporto di cui al comma 2 in relazione alla
navigazione effettivamente svolta. E’ responsabilita’ del comandante
dotare l’unita’ degli ulteriori mezzi e delle attrezzature di
sicurezza e marinaresche necessarie in relazione alle condizioni
meteo-marine e alla distanza da porti sicuri per la navigazione che
intende intraprendere.
2. La disciplina della presente sezione si applica alla navigazione
intrapresa nelle acque marittime ed interne dalle unita’ da diporto
di seguito indicate:
a) unita’ con scafo di lunghezza compresa tra i 2,5 e i 24 metri,
munite di marcatura CE;
b) imbarcazioni e natanti privi di marcatura CE.
3. Per i natanti da diporto, le disposizioni della presente sezione
si applicano limitatamente a quanto stabilito per i mezzi di
salvataggio e le dotazioni di sicurezza, per il numero delle persone
trasportabili, per il motore ausiliario, nonche’ per l’identificativo
di cui all’articolo 49.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 49.
Identificativo SAR per i natanti da diporto
1. Il proprietario ha facolta’ di contraddistinguere il natante da
diporto con un numero identificativo preceduto dalla sigla «ITA»,
assegnato, su domanda, dal Comando generale del Corpo delle
capitanerie di porto – Guardia costiera.
2. L’acquirente di un natante da diporto con numero identificativo
gia’ assegnato segnala al Comando generale del Corpo delle
capitanerie di porto – Guardia costiera le proprie generalita’ e le
eventuali variazioni delle caratteristiche dello scafo e del motore
dell’unita’.
3. Il numero assegnato di cui al comma 1 identifica il natante da
diporto ai soli fini della ricerca e del soccorso in mare e non
determina alcuna certificazione della proprieta’.
4. Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti disciplina,
secondo criteri di semplificazione, le caratteristiche, le modalita’
di richiesta e di assegnazione, la gestione informatizzata dei numeri
identificativi dei natanti da diporto, nonche’ le comunicazioni di
cui al comma 2.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 50.
Certificato di sicurezza
1. Il certificato di sicurezza, conforme all’allegato IV al
presente regolamento, e’ il documento che attesta la rispondenza
dell’unita’ da diporto alle disposizioni della presente sezione.
2. Il certificato di sicurezza e’ rilasciato dall’ufficio di
iscrizione dell’unita’, all’atto della prima iscrizione nel registro
delle imbarcazioni da diporto:
a) per le unita’ di cui all’articolo 48, comma 2, lettera a), del
presente regolamento, sulla base della documentazione tecnica
prevista, ai fini dell’iscrizione, dagli articoli 19 e 20 del codice;
b) per le unita’ di cui all’articolo 48, comma 2, lettera b), del
presente regolamento, sulla base di una attestazione di idoneita’
rilasciata, per i fini e con le modalita’ indicate all’articolo 57
del presente regolamento, da un organismo tecnico notificato ai sensi
dell’articolo 10 del codice ovvero affidato ai sensi del decreto
legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive modificazioni, scelto
dal proprietario dell’unita’ o dal suo legale rappresentante.
3. Per le unita’ usate di cui all’articolo 48, comma 2, lettera a),
del presente regolamento, il certificato di sicurezza e’ rilasciato
sulla base della documentazione tecnica richiesta per l’iscrizione
nei registri ed in tal caso il certificato di sicurezza ha validita’
limitata al periodo residuo rispetto a quello indicato
all’articolo 51 del presente regolamento. Per le unita’ usate di cui
all’articolo 48, comma 2, lettera b), del presente regolamento,
provenienti da Paesi dell’Unione europea, la documentazione tecnica
e’ valida solo se equivalente a quella nazionale.
4. Gli estremi del certificato di sicurezza sono annotati sulla
licenza di navigazione dell’unita’.
5. Il certificato di sicurezza si rinnova di diritto ogni cinque
anni, a seguito di rilascio di un’attestazione di idoneita’ da parte
di un organismo tecnico affidato ai sensi del decreto legislativo
3 agosto 1998, n. 314, e successive modificazioni, ovvero di un
organismo tecnico notificato ai sensi dell’articolo 10 del codice,
scelto dal proprietario dell’unita’ o dal suo legale rappresentante.
Detti organismi provvedono alla visita per il rinnovo osservando le
formalita’ di cui all’articolo 57, commi 3 e 4, del presente
regolamento.
6. Alla convalida del certificato di sicurezza provvede, dandone
notizia all’ufficio di iscrizione dell’unita’, l’autorita’ marittima
o l’ufficio motorizzazione civile del Ministero delle infrastrutture
e dei trasporti del luogo in cui si trova l’unita’, sulla base di una
attestazione di idoneita’ rilasciata, ai fini e con le modalita’ di
cui all’articolo 57, del presente regolamento, da uno degli organismi
tecnici di cui al comma 5. Per le unita’ che si trovano in un porto
estero, alla convalida del certificato di sicurezza provvede
l’autorita’ consolare con le modalita’ indicate nella presente
sezione.

Note all’art. 50:
– L’art. 19 del Dlgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 19 (Iscrizione nei registri delle imbarcazioni da
diporto). – 1. Per ottenere l’iscrizione nei registri delle
imbarcazioni da diporto il proprietario deve presentare
all’autorita’ competente il titolo di proprieta’, la
dichiarazione di conformita’ CE rilasciata dal costruttore
o da un suo mandatario stabilito nel territorio
comunitario, conforme a quanto previsto dall’allegato VIII,
unitamente all’attestazione CE del tipo, ove prevista,
nonche’ la dichiarazione di potenza del motore o dei motori
entrobordo installati a bordo.
2. Per le unita’ provenienti da uno Stato membro,
dell’Unione europea munite di marcatura CE, ai documenti
indicati al comma 1 e’ aggiunto il certificato di
cancellazione dal registro ove l’unita’ era iscritta che,
se riportante i dati tecnici, sostituisce la documentazione
tecnica di cui al comma 1. Qualora la legislazione del
Paese di provenienza dell’unita’ da diporto non preveda
l’iscrizione nei registri, il certificato di cancellazione
e’ sostituito da apposita dichiarazione del proprietario
dell’unita’ o del suo legale rappresentante. Per le unita’
provenienti da uno Stato membro non munite di marcatura CE
la documentazione tecnica di cui al comma 1 e’ sostituita
da una attestazione di idoneita’ rilasciata da un organismo
tecnico notificato ai sensi dell’art. 10, ovvero
autorizzato ai sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998,
n. 314, e successive modificazioni.
3. Qualora il proprietario di un’imbarcazione da
diporto iscritta in uno dei registri pubblici di uno Stato
membro chieda l’iscrizione nei registri nazionali, in luogo
del titolo di proprieta’ e’ sufficiente presentare il
certificato di cancellazione dal registro comunitario dal
quale risultino le generalita’ del proprietario stesso e
gli elementi di individuazione dell’unita’.
4. Per l’iscrizione di unita’ da diporto provenienti da
Paesi terzi costruite, immesse in commercio o messe in
servizio in uno degli Stati membri dell’area economica
europea (AEE) prima del 16 giugno 1998, la documentazione
tecnica e’ sostituita da un’attestazione di idoneita’
rilasciata da un organismo tecnico notificato ai sensi
dell’art. 10, ovvero autorizzato ai sensi del decreto
legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive
modificazioni.».
– L’art. 20 del Dlgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 20 (Iscrizione provvisoria di imbarcazioni da
diporto). – 1. Il proprietario di un’imbarcazione da
diporto puo’ chiedere l’assegnazione del numero di
immatricolazione, ove si tratti di prima immissione in
servizio, presentando domanda ad uno degli uffici detentori
dei registri. Alla domanda e’ allegata:
a) copia della fattura attestante l’assolvimento dei
pertinenti adempimenti fiscali e degli eventuali
adempimenti doganali e contenente le generalita’,
l’indirizzo e il codice fiscale dell’interessato, nonche’
la descrizione tecnica dell’unita’ stessa;
b) dichiarazione di conformita’ CE unitamente a copia
dell’attestazione CE del tipo, ove prevista;
c) dichiarazione di potenza del motore o dei motori
entrobordo installati a bordo;
d) dichiarazione di assunzione di responsabilita’ da
parte dell’intestatario della fattura per tutti gli eventi
derivanti dall’esercizio dell’imbarcazione fino alla data
di presentazione del titolo di proprieta’ di cui al
comma 2.
2. L’assegnazione del numero di immatricolazione
determina l’iscrizione dell’unita’ condizionata alla
successiva presentazione del titolo di proprieta’, da
effettuare a cura dell’intestatario della fattura entro e
non oltre sei mesi dalla data dell’assegnazione stessa.
Contestualmente all’iscrizione sono rilasciati la licenza
provvisoria di navigazione e il certificato di sicurezza.
3. Decorsi sei mesi dall’assegnazione del numero di
immatricolazione senza che sia stato presentato il titolo
di proprieta’, l’iscrizione si ha per non avvenuta, la
licenza provvisoria e il certificato di sicurezza sono
restituiti all’ufficio che li ha rilasciati e il
proprietario dell’unita’ deve presentare domanda di
iscrizione ai sensi dell’art. 19.».
– Per l’art. 10 del codice ed il decreto legislativo
3 agosto 1998, n. 314, si veda nelle note all’art. 5.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 51.
Validita’ del certificato di sicurezza
1. Il certificato di sicurezza delle unita’ da diporto, in caso di
primo rilascio, ha le seguenti validita’:
a) otto anni dall’immatricolazione per le unita’ appartenenti
alle categorie di progettazione A e B e per le unita’ di cui
all’articolo 22, comma 3, lettera a), n. 1), del codice;
b) dieci anni dall’immatricolazione per le unita’ appartenenti
alle categorie di progettazione C e D e per le unita’ di cui
all’articolo 22, comma 3, lettera a), n. 2), del codice.
2. In caso di rinnovo, la validita’ del certificato di sicurezza
decorre dalla data di rilascio dell’attestazione di idoneita’.
3. Nel caso in cui l’unita’ abbia subito gravi avarie o siano state
apportate innovazioni o abbia subito mutamenti alle caratteristiche
tecniche di costruzione non essenziali, il certificato di sicurezza
e’ sottoposto a convalida con le procedure di cui all’articolo 50,
comma 6, del presente regolamento. Qualora le innovazioni apportate
all’apparato di propulsione o alle altre caratteristiche tecniche
dell’unita’ siano tali da far venire meno i requisiti essenziali in
base ai quali e’ stato rilasciato il certificato di sicurezza, lo
stesso perde di validita’ e il proprietario ne richiede il nuovo
rilascio, unitamente alla nuova licenza di navigazione.
4. Per le unita’ da diporto di cui all’articolo 48, comma 2,
lettera b), del presente regolamento, il certificato di sicurezza
puo’ avere una validita’ inferiore rispetto a quella indicata al
comma 1, del presente articolo, in conformita’ a quanto prescritto
dall’organismo tecnico.
5. L’autorita’ marittima o della navigazione interna, qualora
ritenga che siano venute meno le condizioni che hanno consentito il
rilascio del certificato di sicurezza, dispone che l’unita’ sia
sottoposta alla procedura di convalida di cui all’articolo 50,
comma 6, del presente regolamento.

Nota all’art. 51:
– Il comma 3 dell’art. 22 del Dlgs n. 171 del 2005 e’
il seguente:
«3. Le imbaracazioni da diporto possono essere
abilitate ai seguenti tipi di navigazione:
a) imbarcazioni senza marcatura CE:
«1) senza alcun limite nelle acque marittime ed
interne;».
«2) fino a sei miglia dalla costa nelle acque
marittime e senza alcun limite nelle acque interne;
b) imbarcazioni con marcatura CE:
1) senza alcun limite, per la categoria di
progettazione A di cui all’allegato II;
2) con vento fino a forza 8 e onde di altezza
significativa fino a quattro metri, mare agitato, per la
categoria di progettazione B di cui all’allegato II;
3) con vento fino a forza 6 e onde di altezza
significativa fino a due metri, mare molto mosso, per la
categoria di progettazione C di cui all’allegato II;
4) per la navigazione in acque protette, con vento
fino a forza 4 e altezza significativa delle onde fino a
0,3 metri, per la categoria di progettazione D di cui
all’allegato II.».

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 52.
Mantenimento delle condizioni dopo il rilascio del certificato di
sicurezza
1. Il proprietario mantiene l’unita’ in buone condizioni di uso e
provvede alla sua manutenzione per quanto attiene allo scafo,
all’apparato motore, all’impianto elettrico e alla protezione contro
gli incendi, nonche’ alla sostituzione delle apparecchiature, dei
mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza che presentino
deterioramento o deficienze tali da comprometterne l’efficienza.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 53.
Requisiti e caratteristiche tecniche dei mezzi di salvataggio e delle
dotazioni di sicurezza
1. I mezzi di salvataggio individuali e collettivi e le dotazioni
di sicurezza delle unita’ da diporto sono conformi ai requisiti
tecnici stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti, nonche’ dall’Unione europea o previsti da convenzioni
internazionali.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti puo’ in ogni
momento verificare presso il costruttore, il rivenditore o
l’importatore, secondo i tempi e i modi ritenuti piu’ idonei, che i
mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicurezza commercializzati in
Italia siano efficienti e conformi alle predette prescrizioni
ministeriali.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 54.
Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza
1. Le unita’ da diporto devono avere a bordo i mezzi di salvataggio
individuali e collettivi e le dotazioni di sicurezza minimi indicati
nell’allegato V in relazione alla navigazione effettivamente svolta.
I mezzi di salvataggio individuali e collettivi devono essere
sufficienti per il numero delle persone presenti a bordo, compreso
l’equipaggio.
2. Dal 1° gennaio 2009 gli apparecchi galleggianti indicati
nell’Allegato V sono sostituiti con zattere di salvataggio
autogonfiabili, i cui requisiti tecnici saranno determinati dal
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
3. I conduttori di tavole a vela, acquascooter e unita’ similari,
nonche’ le persone trasportate, indossano permanentemente un mezzo di
salvataggio individuale, indipendentemente dalla distanza dalla costa
in cui la navigazione si svolge.
4. I mezzi di salvataggio sono sistemati in modo che non sussistano
impedimenti al libero galleggiamento nella manovra di messa a mare e
sono dotati di adeguate ritenute per un rapido distacco dall’unita’
durante la navigazione.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 55.
Navigazione occasionale e di prova
1. La capitaneria di porto o l’ufficio circondariale marittimo o
l’ufficio motorizzazione civile del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti competente autorizza le unita’ da diporto, munite di
certificazione scaduta nella validita’, ad effettuare la navigazione
di trasferimento per un singolo viaggio. Nell’autorizzazione sono
indicate le prescrizioni particolari in relazione alla durata del
viaggio, alle condizioni meteomarine, alla sicurezza della
navigazione ed alla salvaguardia delle persone a bordo.
2. La capitaneria di porto o l’ufficio circondariale marittimo o
l’ufficio motorizzazione civile del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti competente autorizza prove di navigazione con unita’ da
diporto di nuova costruzione o che abbiano subito lavori di
riparazione o di trasformazione presso cantieri navali o officine
meccaniche non provviste dell’autorizzazione alla navigazione
temporanea di cui all’articolo 31 del codice. Nell’autorizzazione
sono indicate le prescrizioni particolari in relazione alla durata e
al percorso della prova, alle condizioni meteomarine, alla sicurezza
della navigazione ed alla salvaguardia delle persone a bordo.

Nota all’art. 55:
– L’art. 31 del Dlgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 31 (Navigazione temporanea). – 1. Per navigazione
temporanea si intende quella effettuata alla scopo di:
a) verificare l’efficienza degli scafi o dei motori;
b) presentare imbarcazioni o navi da diporto al
pubblico o ai singoli interessati all’acquisto;
c) trasferire imbarcazioni o navi da diporto da un
luogo all’altro anche per la partecipazione a saloni
nautici internazionali.
2. Il capo del circondario marittimo o il capo
dell’ufficio provinciale del Dipartimento per i trasporti
terrestri e per i sistemi informativi e statistici del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti o, per le
navi da diporto, il capo del compartimento marittimo, nella
cui giurisdizione l’impresa ha sede principale o
secondaria, rilasciano ai cantieri navali, ai costruttori
di motori marini e alle aziende di vendita le
autorizzazioni alla navigazione temporanea per le unita’ da
diporto, non abilitate e non munite dei prescritti
documenti ovvero abilitate e provviste di documenti di
bordo ed a loro affidate in conto vendita o per riparazioni
ed assistenza.
3. La navigazione temporanea e’ effettuata sotto la
responsabilita’ del titolare dell’autorizzazione.
4. L’atto di autorizzazione vale come documento di
bordo ed abilita alla navigazione nei limiti consentiti
dalle caratteristiche di costruzione dell’unita’ da
diporto.
5. L’unita’ da diporto che fruisce di tale
autorizzazione deve essere comandata dal titolare o da
persona che abbia un contratto di lavoro con il soggetto
intestatario dell’autorizzazione medesima abilitati, se
richiesto, al comando di quella unita’.
6. Le unita’ che effettuano la navigazione temporanea
debbono essere munite delle dotazioni di sicurezza
necessarie per il tipo di navigazione effettuata e per
garantire la sicurezza delle persone presenti a bordo,
sotto la responsabilita’ del soggetto intestatario
dell’autorizzazione.».

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 56.
Navigazione con battelli al servizio delle unita’ da diporto
1. I battelli di servizio, compresi gli acquascooter, rientranti
nella categoria dei natanti e individuati con la sigla ed il numero
di iscrizione dell’unita’ da diporto al cui servizio sono posti,
quando sono utilizzati in navigazione entro un miglio dalla costa
ovvero dall’unita’, ovunque si trovi, non hanno l’obbligo delle
dotazioni di sicurezza e dei mezzi di salvataggio previsti dalla
presente sezione, fatti salvi i mezzi di salvataggio individuali.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 57.
Modalita’ di esecuzione degli accertamenti tecnici per il rilascio,
il rinnovo e la convalida del certificato di sicurezza.
1. Per le unita’ da diporto di cui all’articolo 48, comma 2,
lettera b), l’attestazione di idoneita’ e’ rilasciata ai fini
dell’abilitazione alla navigazione e della relativa licenza, a
seguito di completa ispezione dell’unita’, con riferimento allo
scafo, all’apparato motore, all’impianto elettrico e alla protezione
antincendio; a tali fini, si applicano le prescrizioni del
regolamento tecnico dell’organismo tecnico prescelto.
2. Per le unita’ da diporto di cui all’articolo 48, comma 2,
lettere a) e b), il certificato di sicurezza e’ convalidato sulla
base di un’attestazione di idoneita’ comprovante la permanenza dei
requisiti in base ai quali il certificato di sicurezza e’ stato
rilasciato.
3. Per le unita’ da diporto di cui all’articolo 48, comma 2,
lettere a) e b), l’organismo tecnico notificato o affidato che ha
effettuato la visita periodica di rinnovo rilascia al proprietario
un’attestazione di idoneita’ comprovante la permanenza dei requisiti
in base ai quali il certificato di sicurezza e’ stato rilasciato,
annota sul certificato stesso l’esito della visita nonche’ gli
estremi dell’attestazione rilasciata e trasmette all’autorita’
marittima o consolare, avente giurisdizione sul luogo della visita,
copia del certificato annotato e dell’attestazione di idoneita’
rilasciata al proprietario. Tale autorita’ provvede a darne notizia
all’ufficio di iscrizione dell’unita’.
4. Ai fini di cui al comma 3 del presente articolo, l’organismo
tecnico comunica, con almeno 48 ore di anticipo, all’autorita’
marittima o consolare avente giurisdizione sul luogo della visita, il
calendario delle visite periodiche da effettuare, contenente gli
elementi di identificazione delle unita’ interessate, il relativo
luogo di ormeggio e l’orario previsto per le rispettive visite.
L’autorita’ marittima o consolare puo’ intervenire, tramite proprio
rappresentante, all’esecuzione della visita ovvero puo’ verificarne
l’esecuzione al termine della stessa.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 58.
Motore ausiliario
1. Il motore ausiliario di emergenza e’ impiegato in caso di avaria
del motore principale.
2. Il motore ausiliario e’ di tipo amovibile, sistemato su autonomo
supporto dello specchio poppiero, con potenza non superiore al 20% di
quella del motore principale e munito di certificato d’uso ovvero di
dichiarazione di potenza.

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 59.
Unita’ impiegate in gare e manifestazioni sportive
1. Le unita’ da diporto di cui all’articolo 30, comma 1, del
codice, ammesse a partecipare alle manifestazioni sportive indette
dalle federazioni sportive nazionali e internazionali o da
organizzazioni da esse riconosciute, sono esentate dall’applicazione
della presente sezione durante le gare, i trasferimenti e le prove.
2. A dette unita’ si applicano le norme ed i regolamenti specifici
adottati dalle federazioni o dagli organismi di cui al comma 1 del
presente articolo.
3. Le unita’ di cui al comma 1 del presente articolo sono dotate
dei fanali e degli apparecchi di segnalazione sonora regolamentari.

Nota all’art. 59:
– Il comma 1 dell’art. 30 del Dlgs n. 171 del 2005 e’
il seguente:
«1. In occasione di manifestazioni sportive,
preventivamente comunicate alle autorita’ competenti,
organizzate dalle federazioni sportive nazionali e
internazionali o da organizzazioni da esse riconosciute, le
imbarcazioni da diporto, anche se non iscritte nei registri
di cui all’art. 15, ed i natanti ammessi a parteciparvi
possono navigare senza alcun limite di distanza dalla
costa.».

TITOLO IIISicurezza della navigazione da diportoCapo I
Norme di sicurezza per la navigazione da diportoSezione INorme di
sicurezza per imbarcazioni e natanti da diporto

Art. 60.
Persone trasportabili su natanti non omologati ed omologati
1. Il numero delle persone trasportabili dai natanti prototipi non
omologati privi della marcatura CE e’ determinato come segue:
a) tre persone per unita’ di lunghezza fuoritutto fino a metri
3,50;
b) quattro persone per unita’ di lunghezza fuoritutto superiore a
metri 3,50 e fino a metri 4,50;
c) cinque persone per unita’ di lunghezza fuoritutto superiore a
metri 4,50 e fino a metri 6,00;
d) sei persone per unita’ di lunghezza fuoritutto superiore a
metri 6,00 e fino a metri 7,50;
e) sette persone per unita’ di lunghezza fuoritutto superiore a
metri 7,50 e fino a metri 8,50;
f) nove persone per unita’ di lunghezza fuoritutto superiore a
metri 8,50.
2. Per i natanti prodotti in serie, il numero delle persone
trasportabili e’ determinato dalla certificazione di omologazione
che, unitamente alla dichiarazione di conformita’, e’ tenuto a bordo
quando il numero delle persone imbarcate e’ superiore a quello
indicato al comma 1.
3. Quando sono trasportate attrezzature sportive subacquee, il
numero delle persone trasportabili e’ ridotto in ragione di una
persona per ogni 75 kg di materiale imbarcato.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 61.
Finalita’ e campo di applicazione
1. La presente sezione stabilisce le condizioni per il rilascio del
certificato di sicurezza ed individua i mezzi di salvataggio nonche’
le dotazioni di sicurezza che devono essere tenute a bordo delle navi
da diporto.
2. La disciplina della presente sezione si applica alla navigazione
intrapresa nelle acque marittime ed interne dalle navi da diporto.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 62.
Tipi di visite
1. Le navi da diporto sono sottoposte alle seguenti visite di
sicurezza:
a) iniziale, prima dell’entrata in esercizio;
b) periodiche, alla scadenza del periodo di validita’ del
certificato di sicurezza di cui all’articolo 70 del presente
regolamento;
c) occasionali, quando se ne verifichi la necessita’.
2. Le visite sono disposte, su richiesta del proprietario o di un
suo rappresentante, dall’autorita’ marittima presso cui l’unita’ e’
iscritta o da quella nella cui giurisdizione l’unita’ si trova.
3. In quest’ultimo caso l’autorita’ marittima invia all’ufficio di
iscrizione copia del certificato di sicurezza, unitamente alla
dichiarazione ai fini delle annotazioni di sicurezza rilasciata da un
organismo tecnico affidato ai sensi del decreto legislativo 3 agosto
1998, n. 314, e successive modificazioni.
4. Qualora l’unita’ si trovi in un porto estero, le visite di
sicurezza sono richieste all’autorita’ consolare, che provvede al
rilascio del certificato di sicurezza o al suo rinnovo o alla sua
convalida con l’assistenza di un organismo tecnico affidato ai sensi
del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive
modificazioni.
5. Copia del certificato e la dichiarazione ai fini delle
annotazioni di sicurezza sono inviate dall’autorita’ consolare
all’ufficio di iscrizione o di prevista iscrizione.

Nota all’art. 62, 67 e 72:
– Per il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, si
veda nelle note all’art. 5.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 63.
Visita iniziale
1. La visita iniziale e’ effettuata prima che la nave entri in
esercizio e comprende un’ispezione completa della struttura, delle
macchine, del materiale d’armamento nonche’ un’ispezione a secco
della carena.
2. La visita accerta che le installazioni elettriche, i mezzi di
salvataggio, le dotazioni ed i dispositivi antin-cendio, i mezzi di
segnalazione siano conformi alle prescrizioni della presente sezione.
3. Le disposizioni relative alle sistemazioni, alle caratteristiche
dei materiali, ai dimensionamenti delle strutture nonche’ alla
compartimentazione, alla stabilita’, all’armamento ed alla
lavorazione di tutte le parti della nave sono contenute nei
regolamenti tecnici degli organismi affidati.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 64.
Visite periodiche
1. Le navi sono sottoposte a visite periodiche allo scopo di
accertare che persistano a bordo le condizioni esistenti all’atto
della visita iniziale.
2. Tali visite sono effettuate alle scadenze previste
dall’articolo 71.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 65.
Visite occasionali
1. Nel caso in cui una nave abbia subito gravi avarie o nel caso in
cui siano stati ad essa apportati notevoli mutamenti, per cui siano
venuti meno i requisiti in base ai quali e’ stato rilasciato il
certificato di sicurezza, lo stesso perde di validita’ ed il
proprietario sottopone la nave a visita occasionale.
2. La visita occasionale e’, inoltre, disposta dall’autorita’
marittima allorche’ sussistano altri motivi per cui essa ritenga
siano venuti meno i requisiti in base ai quali e’ stato rilasciato il
certificato di sicurezza. L’autorita’ comunica la data della visita
ed i motivi per cui viene disposta.
3. Nel caso in cui il proprietario della nave non provveda a
sottoporre l’unita’ alla visita occasionale disposta dall’autorita’
marittima, il certificato di sicurezza perde di validita’.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 66.
Visite dopo un periodo di disarmo
1. Dopo un periodo di disarmo di durata superiore ad un anno, le
navi sono sottoposte ad una visita per accertare il mantenimento
delle condizioni attestate dalla certificazione di sicurezza in
vigore.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 67.
Organi di esecuzione delle visite
1. Alle visite di sicurezza provvede il capo del circondario
marittimo o un suo delegato, sentito l’organismo tecnico affidato di
cui al decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive
modificazioni, salvo quanto previsto dall’articolo 62, comma 4, per
le unita’ che si trovino in porti esteri.

Nota all’art. 62, 67 e 72:
– Per il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, si
veda nelle note all’art. 5.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 68.
Deficienze ed inconvenienti temporaneamente tollerabili
1. Qualora nel corso della visita vengano riscontrate inosservanze
relative alle disposizioni di cui agli articoli 72,73,74,75 e 76, il
certificato di sicurezza non puo’ essere rilasciato, rinnovato o
convalidato.
2. Qualora, nel corso delle visite, si rilevino deficienze o
inconvenienti diversi da quelli di cui al comma 1 del presente
articolo, che possono essere temporaneamente tollerati, il capo del
circondario marittimo fissa, in base alle risultanze del verbale di
visita, il termine entro il quale procedere all’eliminazione delle
deficienze o inconvenienti medesimi. In tal caso, l’autorita’
marittima rilascia o rinnova o convalida il certificato di sicurezza,
annotando detti inconvenienti o deficienze e il termine fissato per
la loro eliminazione.
3. Il certificato di sicurezza perde di validita’ se le deficienze
o gli inconvenienti riscontrati non sono stati eliminati entro il
termine indicato sullo stesso.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 69.
Mantenimento delle condizioni dopo le visite
1. Il proprietario mantiene la nave in buone condizioni di uso e
provvede alla sua manutenzione per quanto attiene allo scafo,
all’apparato motore, all’impianto elettrico e alla protezione contro
gli incendi, nonche’ alla sostituzione delle apparecchiature, dei
mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza che presentino
deterioramento o deficienze tali da comprometterne l’efficienza.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 70.
Certificato di sicurezza per navi da diporto
1. Il certificato di sicurezza, i cui estremi vengono annotati
sulla licenza di navigazione dall’autorita’ marittima che lo ha
rilasciato, rinnovato o convalidato, attesta la corrispondenza della
nave alle norme della presente sezione.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 71.
Validita’ del certificato di sicurezza
1. Il certificato di sicurezza ha la validita’ di:
a) otto anni dall’immatricolazione, in caso di primo rilascio;
b) cinque anni dalla data di rilascio della dichiarazione ai fini
delle annotazioni di sicurezza, in caso di rinnovo.
2. Nel caso in cui la nave abbia subito gravi avarie o siano state
apportate innovazioni o abbia subito mutamenti alle caratteristiche
tecniche di costruzione non essenziali, il certificato di sicurezza
e’ sottoposto a convalida previa visita occasionale di cui
all’articolo 65. Qualora le innovazioni apportate all’apparato di
propulsione o alle altre caratteristiche tecniche della nave siano
tali da far venire meno i requisiti essenziali in base ai quali e’
stato rilasciato il certificato di sicurezza, lo stesso perde di
validita’ e il proprietario ne richiede il nuovo rilascio, unitamente
alla nuova licenza di navigazione.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 72.
Apparato motore, impianti ed allestimento
1. Gli apparati motori sono sottoposti a prova di funzionamento per
accertarne la sicura sistemazione e l’efficienza secondo le
prescrizioni del regolamento tecnico dell’organismo tecnico affidato
di cui al decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive
modificazioni.
2. I macchinari ausiliari e gli impianti esaurimento sentine ed
elettrico sono conformi alle prescrizioni del regolamento tecnico
dell’organismo tecnico affidato.
3. Sul ponte e sulle sovrastrutture esposte alle intemperie sono
sistemati corrimani, parapetti ovvero altri adeguati mezzi di
appiglio per le persone.
4. Le navi con un solo motore e le navi a vela sono provviste di un
sistema di emergenza che consente di manovrare l’unita’ a velocita’
ridotta, secondo le prescrizioni del regolamento tecnico
dell’organismo tecnico affidato.
5. Le navi hanno, allo stato integro, caratteristiche di stabilita’
adeguate, secondo le prescrizioni del regolamento tecnico
dell’organismo tecnico affidato.
6. Ogni nave e’ sottoposta, con il controllo dell’organismo tecnico
affidato, ad una prova che permette di determinarne le
caratteristiche di stabilita’. Alla visita si procede secondo quanto
stabilito all’articolo 67.

Nota all’art. 62, 67 e 72:
– Per il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, si
veda nelle note all’art. 5.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 73.
Protezione contro gli incendi
1. I serbatoi e l’impianto per il combustibile sono realizzati e
sistemati in conformita’ alle prescrizioni del regolamento tecnico
dell’organismo tecnico affidato.
2. I locali dove sono sistemati i motori e i serbatoi sono
provvisti di propria ventilazione naturale o meccanica, se e’
previsto l’uso di combustibile avente punto di infiammabilita’ minore
o uguale a 55 C°. Qualora esista un impianto fisso di estinzione
incendi, deve essere possibile chiudere la ventilazione del locale
prima dell’entrata in funzione dell’impianto fisso.
3. Le bombole di gas eventualmente utilizzate per la cucina e per
gli altri impianti ausiliari sono sistemate in modo da non costituire
pericolo per le persone e le cose secondo le prescrizioni del
regolamento tecnico dell’organismo tecnico affidato.
4. I locali o vani chiusi entro cui sono sistemati i motori
alimentati con combustibile avente punto di infiammabilita’ minore o
uguale a 55 C° o a ciclo Diesel sovralimentato di potenza complessiva
maggiore di 500 kW, sono dotati di un impianto fisso di estinzione
incendi realizzato secondo il regolamento tecnico dell’organismo
tecnico affidato.
5. Le navi da diporto sono dotate di una pompa meccanica da
incendio e almeno due prese antincendio opportunamente ubicate, con
relative manichette ed accessori.
6. Le navi da diporto sono equipaggiate con estintori portatili, di
capacita’ estinguente nel numero richiesto dall’articolo 75, comma 1,
lettera p), sistemati in posizione facilmente accessibile. Le loro
caratteristiche sono conformi alle prescrizioni del regolamento
tecnico dell’organismo tecnico affidato.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 74.
Mezzi di salvataggio
1. Le navi sono equipaggiate con almeno due zattere di salvataggio,
anche di tipo autogonfiabile, sufficienti per il numero massimo di
persone che l’unita’ e’ abilitata a trasportare, compreso
l’equipaggio.
2. Le navi sono dotate di una cintura di salvataggio per ogni
persona presente a bordo e di due salvagenti, uno per lato, muniti di
cima lunga 30 metri, con boetta luminosa, ad attivazione automatica,
collegata.
3. I mezzi di salvataggio sono sistemati in posizione facilmente
accessibile per una pronta utilizzazione.
4. I mezzi collettivi di salvataggio sono sistemati in modo che non
sussistano impedimenti al libero galleggiamento nella manovra di
messa a mare e sono dotati di adeguate ritenute per un rapido
distacco dall’unita’ durante la navigazione.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 75.
Dotazioni di sicurezza
1. Le dotazioni richieste per le navi da diporto sono:
a) una bussola e relativa tabella delle deviazioni;
b) un orologio;
c) un barometro;
d) un binocolo;
e) uno scandaglio elettronico o a mano munito di cima lunga
almeno 25 metri;
f) le carte nautiche ed i relativi strumenti da carteggio
necessari in relazione alla navigazione che si intende intraprendere;
g) strumento di radioposizionamento;
h) quattro fuochi a mano a luce rossa;
i) quattro razzi a paracadute a luce rossa;
l) tre boette fumogene;
m) ancora con catena o cavo, e cavi di ormeggio conformi al
regolamento tecnico dell’organismo tecnico affidato;
n) una cassetta contenente materiale di pronto soccorso, come
indicato nella tabella A annessa al decreto ministeriale 25 maggio
1988, n. 279;
o) fanali e apparecchi di segnalazione sonora conformi alla
Convenzione internazionale per prevenire gli abbordi in mare, firmata
a Londra il 20 ottobre 1972;
p) estintori portatili come da allegato V, tabella 1, lettera B),
del presente regolamento;
q) un riflettore radar;
r) radio telefono ad onde ettometriche;
s) n. 1 E.P.I.R.B.;
t) dispositivo di esaurimento della sentina.
2. In sostituzione delle dotazioni di cui al comma 1, lettera f),
del presente articolo, e’ consentito l’uso di cartografia elettronica
conforme al decreto del Comandante generale del Corpo delle
capitanerie di porto 10 luglio 2002 pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale, Serie generale, n. 193 del 19 agosto 2002.

Nota all’art. 75:
– La Convenzione internazionale per prevenire gli
abbordi in mare, firmata a Londra il 20 ottobre 1972, e’
stata ratificata con la legge 27 dicembre 1977, n. 1085,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 1978, n.
48, S.O.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 76.
Requisiti e caratteristiche dei mezzi di salvataggio, dei segnali di
soccorso e delle bussole
1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture dei trasporti sono
stabilite:
a) le caratteristiche, i requisiti dei mezzi di salvataggio,
nonche’ le modalita’ e la periodicita’ delle revisioni delle zattere
di salvataggio;
b) le caratteristiche, i requisiti e la scadenza dei segnali di
soccorso;
c) le caratteristiche, le modalita’ per l’installazione a bordo e
le verifiche periodiche delle bussole.
2. Il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti verifica
presso il costruttore, il rivenditore o l’importatore, secondo i
tempi e i modi ritenuti piu’ idonei, che i mezzi di salvataggio, i
segnali di soccorso e le bussole commercializzati in Italia siano
efficienti e conformi alle prescrizioni ministeriali di cui al
comma 1.

Sezione IINorme di sicurezza per le navi da diporto

Art. 77.
Trasferimento per lavori e navigazione di prova
1. L’autorita’ marittima, previa visita dell’organismo tecnico
affidato, autorizza, stabilendone le condizioni, il trasferimento
della nave da diporto con certificato di sicurezza scaduto dalla
localita’ in cui si trova a quella in cui devono essere eseguiti
lavori di manutenzione, riparazione o trasformazione.
2. L’autorita’ marittima, sentito l’organismo tecnico affidato,
autorizza prove di navigazione con navi da diporto di nuova
costruzione o che abbiano subito lavori di riparazione o di
trasformazione presso cantieri navali o officine meccaniche.
Nell’autorizzazione sono indicate le prescrizioni particolari in
relazione alla durata e al percorso della prova, alle condizioni
meteomarine, alla sicurezza della navigazione ed alla salvaguardia
delle persone a bordo.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 78.
Campo di applicazione
1. Le disposizioni del presente capo si applicano alle unita’ da
diporto impiegate in attivita’ di noleggio nelle acque marittime ed
in quelle interne, salvo quelle a remi, che trasportino fino a dodici
passeggeri escluso l’equipaggio.
2. Alle unita’ da diporto impiegate in attivita’ di noleggio che
trasportino piu’ di dodici passeggeri, escluso l’equipaggio, si
applicano le disposizioni del decreto legislativo 4 febbraio 2000, n.
45, e successive modificazioni, se in navigazione nazionale, oppure
le pertinenti norme per navi da passeggeri dettate dalla Convenzione
internazionale per la salvaguardia della vita umana in mare, firmata
a Londra il 1° novembre 1974, e successivi emendamenti, se in
navigazione internazionale.
3. Ai fini dell’applicazione del presente Capo, per passeggero si
intende qualsiasi persona imbarcata sull’unita’ che non sia:
a) il comandante o un membro dell’equipaggio;
b) un bambino di eta’ inferiore ad un anno.

Note all’art. 78:
– Il decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 45
(Attuazione della direttiva 98/18/CE relativa alle
disposizioni e alle norme di sicurezza per le navi da
passeggeri adibite a viaggi nazionali), e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale marzo 2000, n. 55, S.O.
– La Convenzione internazionale per la salvaguardia
della vita umana in mare, firmata a Londra il 1° novembre
1974, e’ stata resa esecutiva con la legge 23 maggio 1980,
n. 313, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 luglio 1980,
S.O.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 79.
Tipi di navigazione
1. Ai fini dell’applicazione del presente capo, i tipi di
navigazione delle unita’ da diporto impiegate in attivita’ di
noleggio sono quelli previsti dagli articoli 22 e 27 del codice.

Note all’art. 79:
– L’art. 22 del Dlgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 22 (Documenti di navigazione e tipi di
navigazione). – 1. I documenti di navigazione per le navi
da diporto, rilasciati dall’ufficio che detiene il relativo
registro all’atto dell’iscrizione, sono:
a) la licenza di navigazione, che abilita alla
navigazione nelle acque interne e in quelle marittime senza
alcun limite;
b) il certificato di sicurezza, che attesta lo stato
di navigabilita’.
2. I documenti di navigazione per le imbarcazioni da
diporto, rilasciati dall’ufficio che detiene il relativo
registro all’atto dell’iscrizione, sono:
a) la licenza di navigazione che abilita al tipo di
navigazione consentito dalle caratteristiche di costruzione
dell’unita’, indicate nella dichiarazione di conformita’,
rilasciata dal costruttore o da un suo mandatario stabilito
nel territorio dell’Unione europea, ovvero da attestazione
di idoneita’ rilasciata da un organismo notificato ai sensi
dell’art. 10 o autorizzato ai sensi del decreto legislativo
3 agosto 1998, n. 314;
b) il certificato di sicurezza, che attesta lo stato
di navigabilita’.
3. Le imbarcazioni da diporto possono essere abilitate
ai seguenti tipi di navigazione:
a) imbarcazioni senza marcatura CE:
1) senza alcun limite nelle acque marittime ed
interne;
2) fino a sei miglia dalla costa nelle acque
marittime e senza alcun limite nelle acque interne;
b) imbarcazioni con marcatura CE:
1) senza alcun limite, per la categoria di
progettazione A di cui all’allegato II;
2) con vento fino a forza 8 e onde di altezza
significativa fino a quattro metri, mare agitato, per la
categoria di progettazione B di cui all’allegato II;
3) con vento fino a forza 6 e onde di altezza
significativa fino a due metri, mare molto mosso, per la
categoria di progettazione C di cui all’allegato II;
4) per la navigazione in acque protette, con vento
fino a forza 4 e altezza significativa delle onde fino a
0,3 metri, per la categoria di progettazione D di cui
all’allegato II.».
– Per l’art. 27 del Dlgs n. 171 del 2005, si veda nelle
note all’art. 34.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 80.
Tipi di visite
1. Le unita’ da diporto impiegate in attivita’ di noleggio sono
sottoposte alle seguenti visite:
a) visita iniziale, prima dell’impiego nell’attivita’ di
noleggio, ad esclusione delle unita’ immesse per la prima volta in
servizio;
b) visite periodiche, alla scadenza del periodo di validita’ del
certificato di idoneita’ al noleggio;
c) visite occasionali, quando se ne verifichi la necessita’.
2. Le visite sono richieste dall’armatore o, in mancanza, dal
proprietario dell’unita’ ovvero dal loro legale rappresentante. Il
soggetto che richiede le visite sceglie l’organismo tecnico
notificato ai sensi dell’articolo 10 del codice ovvero affidato ai
sensi del decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, e successive
modificazioni, cui affidare l’esecuzione delle stesse.

Nota all’art. 80:
– Per l’art. 10 del Dlgs n. 171 del 2005 ed il decreto
legislativo 3 agosto 1998, n. 314, si veda nelle note
all’art. 5.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 81.
Dichiarazione di idoneita’
1. A seguito dell’esito positivo delle visite, gli organismi
tecnici notificati ovvero affidati rilasciano una dichiarazione di
idoneita’ conforme al modello indicato nell’allegato VI.
2. La dichiarazione di idoneita’ per le unita’ con scafo di
lunghezza superiore a 24 metri e’ rilasciata esclusivamente da un
organismo tecnico affidato.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 82.
Certificato di idoneita’
1. Il certificato di idoneita’ al noleggio, conforme all’allegato
VII, e’ rilasciato:
a) per le imbarcazioni e le navi da diporto, sulla base della
dichiarazione di idoneita’, dall’autorita’ marittima o dagli uffici
motorizzazione civile del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti di iscrizione, all’atto dell’annotazione dell’utilizzo in
attivita’ di noleggio prevista dall’articolo 24 del presente
regolamento;
b) per i natanti da diporto, all’atto dell’impiego nell’attivita’
di noleggio, dall’autorita’ avente giurisdizione sul luogo in cui
l’unita’ abitualmente staziona.
2. Il certificato fa parte dei documenti di bordo dell’unita’ e
sostituisce il certificato di sicurezza di cui all’articolo 26 del
codice.
3. Ove si tratti di prima immissione in servizio, il certificato e’
rilasciato sulla base della sola documentazione tecnica prevista ai
fini dell’iscrizione nei registri.
4. Qualora l’unita’ adibita al noleggio cessi dall’esercizio
dell’attivita’, il certificato di cui al comma 1 del presente
articolo e’ valido sino alla sua scadenza in sostituzione del
certificato di sicurezza di cui all’articolo 26 del codice.
5. L’autorita’ marittima o l’ufficio motorizzazione civile del
Ministero delle infrastrutture dei trasporti annota nei registri di
iscrizione e sulla licenza di navigazione gli estremi del certificato
di idoneita’ rilasciato e, per i natanti da diporto, conserva copia
del certificato emesso.
6. L’autorita’ marittima o l’ufficio motorizzazione civile del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del luogo in cui si
trova l’unita’ provvede al rinnovo e alla convalida del certificato
di idoneita’, sulla base della dichiarazione di idoneita’. Copia del
certificato e’ inviata all’ufficio di iscrizione dell’unita’ ovvero,
per i natanti da diporto, all’ufficio avente giurisdizione sul luogo
in cui l’unita’ abitualmente staziona.
7. Per le unita’ che si trovano in un porto estero, al rinnovo e
alla convalida del certificato di idoneita’ provvede l’autorita’
consolare con le modalita’ indicate nel presente capo. Copia del
certificato e’ inviata all’ufficio di iscrizione dell’unita’ ovvero,
per i natanti da diporto, all’ufficio avente giurisdizione sul luogo
in cui l’unita’ abitualmente staziona.
8. Le unita’ da diporto battenti bandiera di uno dei Paesi
dell’Unione europea, di cui all’articolo 2, comma 3, del codice,
qualora sprovviste di specifica certificazione di sicurezza che
garantisca un livello di protezione equivalente a quello perseguito
dalle disposizioni del presente capo in materia di sicurezza della
vita umana in mare, sono sottoposte agli accertamenti di cui
all’articolo 80 del presente regolamento.

Note all’art. 82:
– L’art. 26 del Dlgs n. 171 del 2005 e’ il seguente:
«Art. 26 (Certificato di sicurezza). – 1. Il
certificato di sicurezza per le navi e per le imbarcazioni
da diporto attesta lo stato di navigabilita’ dell’unita’ e
fa parte dei documenti di bordo. Il rilascio, il rinnovo e
la convalida del certificato di sicurezza sono disciplinati
con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti adottato ai sensi dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400.».
– Il comma 3 dell’art. 2 del Dlgs n. 171 del 2005 e’ il
seguente:
«3. Qualora le attivita’ di cui al comma 1 siano svolte
con unita’ da diporto battenti bandiera di uno dei Paesi
dell’Unione europea, l’esercente presenta all’autorita’
marittima o della navigazione interna con giurisdizione sul
luogo in cui l’unita’ abitualmente staziona una
dichiarazione contenente le caratteristiche dell’unita’, il
titolo che attribuisce la disponibilita’ della stessa,
nonche’ gli estremi della polizza assicurativa a garanzia
delle persone imbarcate e di responsabilita’ civile verso
terzi e della certificazione di sicurezza in possesso.
Copia della dichiarazione, timbrata e vistata dalla
predetta autorita’, deve essere mantenuta a bordo.».

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 83.
Validita’ del certificato di idoneita’
1. Il certificato di idoneita’ e’ rinnovato ogni tre anni e la sua
validita’ decorre dalla data di rilascio della dichiarazione di
idoneita’.
2. Il certificato di idoneita’ e’ sottoposto a convalida nei casi
previsti dall’articolo 87.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 84.
Mantenimento delle condizioni dopo il rilascio del certificato di
idoneita’
1. L’armatore o, in mancanza, il proprietario mantiene l’unita’
adibita a noleggio in buone condizioni di uso e provvede alla sua
manutenzione per quanto attiene allo scafo, all’apparato motore,
all’impianto elettrico e alla protezione contro gli incendi, nonche’
alla sostituzione delle apparecchiature, dei mezzi di salvataggio e
delle dotazioni di sicurezza che presentino deterioramento o
deficienze tali da comprometterne l’efficienza.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 85.
Visita iniziale
1. La visita iniziale delle imbarcazioni e dei natanti da diporto
muniti di marcatura CE accerta che gli stessi abbiano i requisiti
essenziali di sicurezza in relazione ai tipi di navigazione cui
l’unita’ e’ abilitata ed alla specifica destinazione cui e’ adibita.
2. La visita iniziale delle imbarcazioni e dei natanti non muniti
di marcatura CE e delle navi da diporto accerta che l’unita’ soddisfi
le prescrizioni del regolamento tecnico dell’organismo tecnico in
relazione ai tipi di navigazione cui l’unita’ e’ abilitata ed alla
specifica destinazione cui e’ adibita.
3. La visita e’ effettuata prima che l’unita’ sia impiegata
nell’attivita’ di noleggio e comprende un’ispezione completa della
struttura, dell’apparato motore, del materiale d’armamento, delle
installazioni elettriche, dei dispositivi antincendio e dei mezzi di
segnalazione nonche’ un’ispezione a secco della carena.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 86.
Visite periodiche
1. Le unita’ da diporto adibite a noleggio sono sottoposte a visita
periodica alla scadenza del certificato di idoneita’ per accertare
che persistano le condizioni esistenti all’atto della visita
iniziale.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 87.
Visite occasionali
1. Nel caso in cui un’unita’ da diporto abbia subito gravi avarie o
nel caso in cui siano stati ad essa apportati notevoli mutamenti, per
cui siano venuti meno i requisiti in base ai quali e’ stato
rilasciato il certificato di idoneita’, lo stesso perde di validita’
e l’armatore o, in mancanza, il proprietario sottopone l’unita’ a
visita occasionale per la sua convalida.
2. La visita occasionale di un’unita’ da diporto e’ inoltre
disposta dall’autorita’ marittima o della navigazione interna
allorche’ sussistano altri motivi per cui essa ritenga siano venuti
meno i requisiti in base ai quali e’ stato rilasciato il certificato
di idoneita’. L’autorita’ comunica i motivi per cui viene disposta la
visita occasionale, annotandone l’obbligo sul certificato.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 88.
Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza
1. Le navi e le imbarcazioni da diporto impiegate in attivita’ di
noleggio hanno a bordo i mezzi di salvataggio individuali e
collettivi e le dotazioni di sicurezza indicati negli allegati VIII e
IX.
2. Le imbarcazioni e i natanti da diporto adibiti al noleggio, i
cui proprietari o armatori dichiarano di effettuare navigazione in
acque interne o in acque marittime entro tre, sei o dodici miglia
dalla costa, devono avere a bordo i mezzi di salvataggio e le
dotazioni di sicurezza indicate nell’allegato X. La dichiarazione e’
annotata sul certificato d’idoneita’ a cura degli uffici indicati
nell’articolo 82, comma 1.
3. I mezzi collettivi di salvataggio sono sistemati in modo che non
sussistano impedimenti al libero galleggiamento nella manovra di
messa a mare e sono dotati di adeguate ritenute per un rapido
distacco dall’unita’ durante la navigazione.
4. L’armatore o, in mancanza, il proprietario dell’unita’ da
diporto impiegata in attivita’ di noleggio compila l’elenco dei mezzi
di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza imbarcate, conforme al
modello indicato nell’allegato XI, che fa parte dei documenti di
bordo.

Capo IINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
in attivita’ di noleggio

Art. 89.
Numero minimo dei componenti dell’equipaggio
1. L’equipaggio delle imbarcazioni da diporto adibite a noleggio
che trasportano piu’ di sei passeggeri ovvero di lunghezza superiore
a diciotto metri e’ composto da almeno due persone.
2. L’equipaggio delle navi da diporto adibite a noleggio e’
composto da almeno tre persone.

Capo IIINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
come unita’appoggio per immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo

Art. 90.
Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza
1. Le unita’ da diporto impiegate come unita’ appoggio per le
immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo, oltre ai mezzi di
salvataggio individuali e collettivi e alle dotazioni di sicurezza
indicati nell’allegato V, devono avere a bordo le seguenti dotazioni
supplementari:
a) una bombola di riserva da almeno 10 litri ogni cinque
subacquei imbarcati, contenente gas respirabile e dotata di due
erogatori e, in caso di immersione notturna, di una luce subacquea
stroboscopica;
b) in caso di immersioni che prevedono soste di decompressione
obbligate, in sostituzione della bombola di riserva di cui alla
lettera a), e’ richiesta una stazione di decompressione. La stazione
e’ dotata di un sistema di erogazione di gas respirabile in grado di
garantire l’esecuzione delle ultime due tappe di decompressione ad
ogni subacqueo impegnato in tale tipo di immersione;
c) un’unita per la somministrazione di ossigeno con
caratteristiche conformi alla norma EN 14467;
d) una cassetta di pronto soccorso conforme alla tabella A
allegata al decreto del Ministero della sanita’ 25 maggio 1988, n.
279, e una maschera di insufflazione, indipendentemente dalla
navigazione effettivamente svolta;
e) un apparato ricetrasmittente ad onde metriche (VHF), anche
portatile, indipendentemente dalla navigazione effettivamente svolta.
2. Le immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo richiedono
la presenza di una persona abilitata al primo soccorso subacqueo.

Nota all’art. 90:
– Il decreto del Ministero della sanita’ 25 maggio
1988, n. 279, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
21 luglio 1988, n. 170.

Capo IIINorme di sicurezza per unita’ da diporto impiegate
come unita’appoggio per immersioni subacquee a scopo sportivo o ricreativo

Art. 91.
Segnalazione
1. Il subacqueo in immersione ha l’obbligo di segnalarsi con il
galleggiante di cui all’articolo 130 del decreto del Presidente della
Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639.
2. In caso di immersione notturna, il segnale di cui al comma 1 del
presente articolo e’ costituito da una luce lampeggiante gialla
visibile, a giro di orizzonte, ad una distanza non inferiore a
trecento metri.
3. In caso di piu’ subacquei in immersione, e’ sufficiente un solo
segnale. Ogni subacqueo e’ dotato di un pedagno o pallone di
superficie gonfiabile, di colore ben visibile e munito di sagola di
almeno cinque metri, da utilizzare, prima di risalire in superficie,
in caso di separazione dal gruppo.
4. Il subacqueo deve operare entro il raggio di cinquanta metri
dalla verticale del segnale di cui ai commi 1 e 2 del presente
articolo.
5. Le unita’ da diporto, da traffico o da pesca in transito devono
mantenersi ad una distanza non inferiore ai cento metri dai segnali
di posizionamento del subacqueo.

Nota all’art. 91:
– L’art. 130 del decreto del Presidente della
Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639 (Regolamento per
l’esecuzione della legge 14 luglio 1965, n. 963,
concernente la disciplina della pesca marittima), e’ il
seguente:
«Art. 130 (Segnalazione). – Il subacqueo in immersione
ha l’obbligo di segnalarsi con un galleggiante recante una
bandiera rossa con striscia diagonale bianca, visibile ad
una distanza non inferiore a 300 metri; se il subacqueo e’
accompagnato da mezzo nautico di appoggio, la bandiera deve
essere issata sul mezzo nautico.
Il subacqueo deve operare entro un raggio di 50 metri
dalla verticale del mezzo nautico di appoggio o del
galleggiante portante la bandiera di segnalazione.».

TITOLO IVDisposizioni complementari e finali

Art. 92.
Motori a doppia alimentazione
1. La normativa tecnica regolante i motori entrobordo,
entrofuoribordo, fuoribordo a doppia alimentazione, a benzina ed a
gas di petrolio liquido, e’ conforme alla regola tecnica elaborata
dall’UNI nel rispetto della normativa comunitaria.

TITOLO IVDisposizioni complementari e finali

Art. 93.
Disposizioni abrogative
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
sono abrogate le seguenti disposizioni:
1) decreto del Ministro della marina mercantile 8 agosto 1977,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 235 del
30 agosto 1977, recante approvazione delle direttive per
l’effettuazione delle visite di accertamento ai fini
dell’abilitazione alla navigazione delle unita’ da diporto;
2) decreto del Ministro della marina mercantile 19 novembre 1992,
n. 566, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 38
del 16 febbraio 1993, recante regolamento sull’autorizzazione alla
navigazione temporanea delle navi da diporto;
3) decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
21 gennaio 1994, n. 232, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie
generale – n. 87 del 15 aprile 1994, recante regolamento di sicurezza
per la navigazione da diporto;
4) decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
5 luglio 1994, n. 536, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie
generale – n. 216 del 15 settembre 1994, recante regolamento sul
comando e sulla condotta delle unita’ da diporto da parte di coloro
che sono in possesso di un titolo professionale marittimo;
5) decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1997, n.
431, recante il regolamento sulla disciplina delle patenti nautiche,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 293 del
17 dicembre 1997, ad eccezione dell’articolo 9, comma 5, degli
articoli 15 e 16 e degli allegati D, E ed F, i quali sono abrogati a
decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di
cui all’articolo 29, comma 5, del presente regolamento;
6) decreto del Ministro dei trasporti e della navigazione
5 ottobre 1999, n. 478, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie
generale – n. 295 del 17 dicembre 1999, recante il regolamento di
sicurezza per la navigazione da diporto.

Note all’art. 93:
– Il comma 5 dell’art. 9 del d.P.R. n. 431 del 1997 e’
il seguente:
«5. Il programma d’esame per il conseguimento della
patente di cui all’art. 3, comma 1, lettera a), e’
contenuto nell’allegato D; il programma d’esame per il
conseguimento della patente di cui all’art. 3, comma 1,
lettera b), e’ contenuto nell’allegato E; il programma
d’esame per il conseguimento della patente di cui all’art.
4, e’ contenuto nell’allegato F.».
– L’art. 15 del d.P.R. n. 431 del 1997 e’ il seguente:
«Art. 15 (Svolgimento dell’esame). – 1. Le prove di
esame sono pubbliche. Il candidato deve presentarsi
all’esame munito di un documento di identificazione in
corso di validita’.
2. L’esame consiste in una prova teorica ed una
pratica. La prova teorica e’ svolta in base ai programmi
previsti per ciascuna patente con eventuale ricorso a
sussidi audiovisivi, questionari d’esame o altri strumenti
nautici e didattici ritenuti necessari per accertare il
grado di conoscenza delle materie tecniche, scientifiche e
marinaresche del candidato, per una uniforme formulazione
del giudizio.
3. I candidati che hanno superato la prova teorica sono
ammessi alla prova pratica.
4. La prova pratica per il conseguimento della patente
di cui all’art. 3, lettera a), e’ svolta su unita’ da
diporto a vela con motore ausiliario, o a motore nel caso
di patente limitata ai sensi dell’art. 3, comma 3,
riconosciuta idonea dalla commissione esaminatrice; la
prova pratica per il conseguimento della patente di cui
all’art. 3, lettera b), e’ effettuata su unita’ da diporto
a vela con motore ausiliario, o a motore nel caso di
patente limitata ai sensi dell’art. 3, comma 3, iscritte
nei registri e appartenenti alla categoria per la quale si
richiede l’abilitazione.
5. La prova pratica per il conseguimento della patente
di cui all’art. 4, e’ svolta su nave da diporto ovvero, in
caso di indisponibilita’, su unita’ avente lunghezza fuori
tutto non inferiore a metri venti.
6. L’unita’ da diporto impiegata nella prova pratica
deve essere coperta dall’assicurazione per gli eventuali
danni causati alle persone imbarcate ed ai terzi. Durante
la prova pratica deve trovarsi a bordo, accanto al
candidato, un soggetto responsabile abilitato al comando
dell’unita’ da diporto utilizzata per lo svolgimento
dell’esame.
7. L’esame si intende concluso con esito favorevole
qualora il candidato abbia superato entrambe le prove.
8. I candidati dichiarati non idonei alla prova teorica
possono ripetere la prova una sola volta, dopo un mese
dalla data di esame, presso la stessa sede e con le
modalita’ previste dal comma 2, dell’art. 14.
9. Qualora il candidato abbia superato la prova teorica
e non quella pratica, puo’ sostenere nuovamente solo la
prova pratica, dopo un mese, presso lo stesso ufficio e con
le medesime modalita’ di cui all’art. 14, comma 2.
10. I candidati agli esami che ripetono la prova
teorica o quella pratica non devono assolvere ad ulteriori
pagamenti di tasse o tributi.».
– L’art. 16 del d.P.R. n. 431 del 1997 e’ il seguente:
«Art. 16 (Verbali di esame per patenti nautiche). – 1.
Per ciascuna seduta di esame e’ redatto a cura del
segretario apposito verbale, firmato dall’esaminatore
unico, da tutti i membri della commissione e dal segretario
medesimo, nel quale sono riportati i nominativi dei
candidati e l’esito finale delle prove dell’esame. Per la
prova di carteggio nautico, il tema assegnato ed il compito
svolto sono acquisiti al fascicolo del candidato.
2. I verbali di esame alla fine di ogni anno sono
raccolti in ordine cronologico dal competente ufficio
marittimo o della M.C.T.C.».
– L’allegato D al d.P.R. n. 431 del 1997 e’ il
seguente:
«Allegato D
Programma d’esame per il conseguimento delle abilitazioni
al comando e alla condotta delle unita’ a motore nonche’
delle unita’ a vela con o senza motore ausiliario e
motovelieri per la navigazione entro dodici miglia dalla
costa
Prova teorica
1. a) Elementi di teoria della nave, limitatamente alle
strutture principali dello scafo.
Elica – Timone.
Effetti dell’elica sul timone;
b) teoria della vela (solo per l’abilitazione alla
navigazione a vela).
c) attrezzatura e manovre delle imbarcazioni a vela
(solo per l’abilitazione alla navigazione a vela).
L’esame teorico sulla vela di cui alle precedenti
lettere b) e c) e’ svolto contemporaneamente alla prova
pratica.
2. Funzionamento dei motori a scoppio e diesel.
Irregolarita’ e piccole avarie che possono verificarsi
durante il loro funzionamento e modo di rimediarvi.
Calcolo dell’autonomia in relazione alla potenza del
motore ed alla quantita’ residua di carburante.
3. Regolamento di sicurezza con particolare riferimento
alle dotazioni di sicurezza in relazione alla navigazione
effettivamente svolta – Tipi di visite e loro periodicita’.
Provvedimenti da adottare in caso di sinistro marittimo
(incendio – collisione – falla – incaglio – uomo in mare).
Provvedimenti da adottare per la salvezza delle persone
a bordo in caso di sinistro e di abbandono
dell’imbarcazione.
Precauzioni da adottare in caso di navigazione con
tempo cattivo.
Assistenza e soccorso: segnali di salvataggio e loro
significato.
4. Regolamenti per evitare gli abbordi in mare e norme
di circolazione nelle acque interne.
Precauzioni in prossimita’ della costa o su specchi
acquei ove si svolgono altre attivita’ nautiche (nuoto –
sci nautico – pesca subacquea, ecc.).
5. Bollettini meteorologici per la navigazione
marittima. – Strumenti meteorologici e loro impiego.
6. Coordinate geografiche.
Carte nautiche. Proiezione di Mercatore.
Orientamento e rosa dei venti.
Bussole magnetiche.
Elementi di navigazione stimata: tempo, spazio e
velocita’.
Elementi di navigazione costiera: concetto di luogo di
posizione (con esclusione del carteggio).
Prora e rotta: effetto del vento e della corrente sul
moto della nave (deriva e scarroccio).
Solcometri e scandagli.
Portolano, elenco dei fari e segnali da nebbia.
7. a) Leggi e regolamenti che disciplinano la
navigazione da diport. – Codice della navigazione per
quanto attiene alla navigazione da diporto con particolare
riferimento a:
obblighi, poteri e doveri del comandante;
attribuzioni dell’Autorita’ marittima e della
navigazione interna;
ordinanze delle autorita’ marittime locali;
documenti da tenere a bordo;
b) norme che regolano lo sci nautico.
Prova pratica
La prova pratica puo’ essere effettuata in mare, nei
laghi o, per l’abilitazione a motore, nei fiumi.
Durante la prova pratica il candidato deve dimostrare
di saper condurre l’unita’ alle diverse andature,
effettuando con prontezza d’azione e capacita’, le manovre
necessarie, l’ormeggio e il disormeggio dell’unita’, il
recupero di uomo in mare, i preparativi per fronteggiare il
cattivo tempo e l’impiego delle dotazioni di sicurezza, dei
mezzi antincendio e di salvataggio.».
– L’allegato E al d.P.R. n. 431 del 1997 e’ il
seguente:
«Allegato E
Programma d’esame per il conseguimento delle abilitazioni
al comando e alla condotta di unita’ da diporto a motore
nonche’ delle unita’ a vela con o senza motore ausiliario e
motovelieri, per la navigazione senza alcun limite dalla
costa
Prova teorica
1. a) Elementi di teoria della nave, limitatamente alle
strutture principali dello scafo;
b) teoria della vela (solo per l’abilitazione alla
navigazione a vela);
c) attrezzatura e manovra delle unita’ a vela (solo
per l’abilitazione alla navigazione a vela);
L’esame teorico di cui alle precedenti lettere b) e c)
e’ svolto contemporaneamente alla prova pratica.
d) tipi di elica e di timone e loro effetti;
e) cenni sul galleggiamento e sulla stabilita’ Centri
di spinta e di gravita’ delle unita’ da diporto.
2. a) Funzionamento dei motori a scoppio e diesel;
b) irregolarita’ e piccole avarie che possono
verificarsi durante il loro funzionamento e il modo di
rimediarvi;
c) calcolo dell’autonomia in relazione alla potenza
del motore ed alla quantita’ residua di carburante.
3. a) Regolamento di sicurezza con particolare
riferimento a:
1) tipo di visite e loro periodicita’;
2) mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza,
in relazione alla distanza dalla costa;
3) prevenzione incendi ed esplosioni – Conoscenza
dei sistemi antincendio;
b) provvedimenti da adottare in caso di sinistro
marittimo (incendio – falla – collisione – incaglio – uomo
in mare);
c) provvedimenti per la salvezza delle persone a
bordo in caso di sinistro marittimo e di abbandono di nave;
d) precauzioni da adottare in caso di navigazione con
tempo cattivo;
e) assistenza e soccorso – Cassetta medicinale di
pronto soccorso – Segnali di salvataggio e loro
significato;
4. a) Regolamento per evitare gli abbordi in mare e
norme di circolazione nelle acque interne;
b) precauzioni in prossimita’ della costa o di
specchi acquei dove si svolgono altre attivita’ nautiche
(nuoto – sci nautico – pesca subacquea, ecc.);
5. a) Cenni sulla meteorologia in generale Atmosfera:
pressione, temperatura, umidita’ e strumenti di misurazione
– Venti – Correnti – Lettura della carta del tempo;
b) bollettini meteorologici per la navigazione
marittima – Previsioni meteorologiche locali;
6. a) Coordinate geografiche: differenza di
latitudine e di longitudine – latitudini crescenti;
b) orientamento e rosa dei venti;
c) elementi di magnetismo terrestre e navale;
d) bussole magnetiche: compensazione e tabella delle
deviazioni residue;
e) prora – rotta – correzione e conversione – Effetto
del vento e della corrente;
f) concetto di ortodromia e lossodromia;
g) cenni di astronomia: riconoscimento della stella
polare – Cenni sulla misurazione dell’altezza degli astri e
degli angoli con l’uso del sestante e con l’impiego delle
effemeridi nautiche;
h) navigazione stimata: tempo – spazio – velocita’.
i) navigazione costiera: risoluzione dei relativi
problemi anche in presenza di vento e corrente;
m) cenni sugli apparecchi radioelettrici di bordo e
loro impiego;
n) radionavigazione – sistemi di navigazione
iperbolica e satellitare;
o) fusi orari: calcolo dell’ora locale;
p) carte nautiche, varie rappresentazioni e impiego –
Pubblicazioni nautiche;
r) comunicazioni radiotelefoniche e relative
procedure.
7. La prova teorica deve essere completata da una prova
di carteggio e di calcolo sulla navigazione costiera.
8. a) Leggi e regolamenti che disciplinano la
navigazione da diport. – Codice della navigazione per
quanto attinente alla navigazione da diporto con
particolare riferimento a:
1) il comandante della nave: doveri e
responsabilita’;
2) attribuzioni dell’autorita’ marittima e della
navigazione interna – potere di ordinanza;
3) documenti da tenere a bordo delle unita’ da
diporto;
b) disciplina dello sci nautico.
c) cenni sulla locazione e noleggio delle unita’ da
diporto.
Prova pratica
La prova pratica deve essere effettuata in mare.
Durante la prova pratica il candidato deve dimostrare di
saper condurre l’unita’ alle diverse andature, effettuando
con prontezza e capacita’ d’azione le manovre necessarie,
l’ormeggio ed il disormeggio, il recupero di uomo in mare,
i preparativi necessari per fronteggiare il cattivo tempo e
l’impiego delle apparecchiature tecniche per la
navigazione, delle dotazioni di sicurezza e dei mezzi di
salvataggio e antincendio.»
L’allegato F al d.P.R. n. 431 del 1997 e’ il seguente:
«Allegato F
Programma d’esame per il conseguimento dell’abilitazione al
comando di navi da diporto
Prova teorica
1° Gruppo:
1. Principio di Archimede applicato alla nave:
galleggiamento, centro di carena, centro di gravita’,
riserva di spinta, altezza metacentrica. Stabilita’ e
compartimentazione. Nomenclatura generale delle navi a
propulsione meccanica ed a vela e dei loro organi
principali. Nozioni sull’attrezzatura e manovra delle navi
– Elica, timone e loro effetti. Navigazione con tempo
cattivo – Manovre corrette per l’ormeggio, il disormeggio,
l’ancoraggio e per il recupero di uomo in mare.
2. Apparati di propulsione della nave. Principi di
funzionamento degli impianti di propulsione navale;
macchinari ausiliari delle navi da diporto.
2° Gruppo:
1. I corpi celesti, le costellazioni, la stella
polare, i pianeti. Sistema solare, fasi lunari, le maree.
La terra: configurazione e movimenti.
2. Magnetismo, poli magnetici e geografici, magnetismo
terrestre, declinazione magnetica, bussola marina,
descrizione dei tipi di bussola piu’ in uso, apparecchi da
rilevamento. Magnetismo di bordo. Compensazione delle
bussole e tabella delle deviazioni residue.
3. Coordinate geografiche, equatore, meridiani e
paralleli; differenza di latitudine e di longitudine. Rosa
dei venti. Prore e rotte. Navigazione stimata e costiera.
Correzione e conversione della rotta. Strumenti per la
misurazione della velocita’ della nave.
4. Carte nautiche: proiezione di Mercatore e altri tipi
di proiezione. Impiego delle carte nautiche per la
risoluzione dei problemi della navigazione costiera.
Pubblicazioni nautiche: portolani e elenco dei fari e
segnali da nebbia.
5. Navigazione lossodromica ed ortodromica. Sestante.
Misurazione dell’altezza degli astri e degli angoli e
impiego delle effemeridi nautiche. Sistemi di
radionavigazione. Determinazione del punto nave in
navigazione costiera e in navigazione astronomica con
l’ausilio delle apparecchiature elettroniche. Cenni sul
radar, sul radiogoniometro e sul loro impiego pratico.
Navigazione in prossimita’ della costa ed in acque
ristrette. Scandaglio, vari tipi di scandagli. Risoluzione
pratica di problemi di cinematica navale.
6. La prova teorica deve essere completata da una prova
di carteggio e di calcolo di navigazione astronomica.
3° Gruppo:
1. Elementi di meteorologia. Circolazione generale
dell’atmosfera. Elementi che caratterizzano il tempo:
pressione, temperatura, umidita’. Strumenti meteorologici.
Formazione delle nubi e loro caratteristiche, i fronti, il
vento, il mare le correnti e le maree. Le scale di Beaufort
e di Douglas – Pubblicazioni nautiche delle maree e delle
correnti.
2. Analisi e interpretazione delle carte meteorologiche
– Previsioni meteo locali.
4° Gruppo:
1. Regolamento per evitare gli abbordi in mare. Norme
di circolazione sulle acque interne. Precauzioni da
adottare sugli specchi acquei ove si svolgono altre
attivita’ nautiche: nuoto, pesca subacquea, sci nautico,
ecc.
2. Leggi e regolamenti che disciplinano la
navigazione da diporto. Codice della navigazione per quanto
attiene alla navigazione da diporto con particolare
riferimento a:
a) poteri, doveri e responsabilita’ del comandante
prima della partenza della nave, durante la navigazione e
all’arrivo in porto;
b) attribuzioni dell’autorita’ marittima e
consolare;
c) documenti da tenere a bordo delle navi da
diport. – Cenni sulla locazione e noleggio delle navi da
diporto;
d) disciplina dello sci nautico;
e) equipaggio della nave: arruolamento, disciplina,
previdenza e assistenza della gente di mare.
3. Regolamento di sicurezza con particolare
riferimento a:
a) certificazioni di sicurezza – visite e loro
periodicita’;
b) mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza in
relazione alla distanza dalla costa;
c) cassetta medicinali di pronto soccorso;
d) prevenzione degli incendi e impianti per la
lotta antincendio;
e) provvedimenti da adottare in caso di sinistri
marittimi (incendio, falla, collisione, incaglio, avaria ai
mezzi di governo, fuoriuscita di liquidi inquinanti, uomo
in mare);
f) assistenza e salvataggio: obblighi e
responsabilita’ – segnali di soccorso e di salvataggio.
4. Gli apparati radioelettrici di bordo delle navi da
diport. – Comunicazioni e relative procedure. Cenni sul
Codice internazionale dei segnali.
Prova pratica
La prova pratica deve essere effettuata in mare.
Durante la prova pratica il candidato deve dimostrare di
saper comandare e condurre la nave alle diverse andature,
effettuando con prontezza e capacita’ d’azione le manovre
necessarie, l’ormeggio, il disormeggio, il recupero di uomo
in mare, i preparativi per affrontare il cattivo tempo,
l’impiego delle apparecchiature tecniche per la
navigazione, delle dotazioni di sicurezza e dei mezzi di
salvataggio e antincendio.»

TITOLO IVDisposizioni complementari e finali

Art. 94.
Disposizioni finali
1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica. Allo svolgimento delle
attivita’ previste agli articoli 20, 21, 23, 45, 46, 49 e 50 si
provvede con le attuali risorse umane, strumentali e finanziarie.
2. Il presente regolamento entra in vigore novanta giorni dopo la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 29 luglio 2008

Matteoli, Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze
Alfano, Ministro della giustizia
La Russa, Ministro della difesa
Scajola,Ministro dello sviluppo
economico
Sacconi, Ministro del lavoro, della
salute e delle politiche sociali
Gelmini, Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca
Fitto, Ministro per i rapporti con le
regioni
Visto, il Guardasigilli: Alfano

Registrato alla Corte dei conti il 3 settembre 2008
Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 8, foglio n. 353

TITOLO IVDisposizioni complementari e finali

—-> Vedere da pag. 25 a pag. 52

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI – DECRETO 29 luglio 2008, n. 146 – Regolamento di attuazione dell’articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171, recante il codice della nautica da diporto. (GU n. 222 del 22-9-2008

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