MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI | Chimici.info

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 30 dicembre 2002: Modifiche al decreto 27 dicembre 2001, relativo ai programmi innovativi in ambito urbano denominati 'Contratti di quartiere II'. (GU n. 94 del 23-4-2003)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 30 dicembre 2002

Modifiche al decreto 27 dicembre 2001, relativo ai programmi
innovativi in ambito urbano denominati “Contratti di quartiere II”.

IL VICE MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI
Visto l’art. 145, comma 33, della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
che autorizza, tra l’altro, un limite di impegno quindicennale di
lire 80 miliardi (Euro 41.316.552) per l’anno 2002 per l’attuazione
delle iniziative di cui all’art. 2, comma 63, lettera b), della legge
23 dicembre 1996, n. 662;
Visto l’art. 4, comma 1, della legge 8 febbraio 2001, n. 21, che
prevede che il Ministero dei lavori pubblici promuova, coordinandolo
con programmi di altre amministrazioni dello Stato gia’ dotati di
autonomi finanziamenti, un programma innovativo in ambito urbano
finalizzato prioritariamente ad incrementare, con la partecipazione
di investimenti privati, la dotazione infrastrutturale dei quartieri
degradati di comuni e citta’ a piu’ forte disagio abitativo ed
occupazionale e che preveda, al contempo, misure ed interventi per
incrementare l’occupazione, per favorire l’integrazione sociale e
l’adeguamento dell’offerta abitativa;
Visto l’art. 55 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300,
recante l’istituzione del Ministero delle infrastrutture e trasporti
e la contemporanea soppressione dei Ministeri dei lavori pubblici e
dei trasporti e navigazione;
Visto l’art. 5 del decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo
2001, n. 177, recante la riorganizzazione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti e l’istituzione della Direzione
generale per l’edilizia residenziale e le politiche abitative
nell’ambito del Dipartimento per le opere pubbliche e per l’edilizia;
Vista la legge 5 agosto 1978, n. 457, e successive integrazioni e
modificazioni e visti in particolare l’art. 2, comma 1, lettera f),
come modificato dall’art. 4 del decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9,
convertito nella legge 25 marzo 1982, n. 94;
Vista la legge 17 febbraio 1992, n. 179;
Visto il decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 dicembre 1993, n. 493;
Vista la delibera CIPE 10 gennaio 1995 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 13 marzo 1995, n. 60, il cui punto 4.3 ha stabilito che per
gli interventi da finanziare con i fondi dell’art. 2, lettera f)
della legge 457/1978 il Segretariato generale del C.E.R., ora
Direzione generale dell’edilizia residenziale e delle politiche
abitative, procede alla stipula di protocolli di intesa con le
regioni ed i comuni interessati;
Vista la legge 14 gennaio 1994, n. 20, art. 3, lettera c);
Visto l’art. 34 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267;
Visto il decreto ministeriale 27 dicembre 2001, n. 2522, registrato
alla Corte dei conti l’11 aprile 2002, registro n. 1, foglio n. 199,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 142,
del 12 luglio 2002, con il quale, all’art. 2, sono individuate le
risorse finanziarie destinate all’attuazione di un programma
innovativo in ambito urbano denominato “Contratti di quartiere II”;
Visto in particolare il comma 5 dell’art. 3 del citato decreto 27
dicembre 2001, n. 2522, il quale fissa in misura almeno pari
all’importo del finanziamento statale l’apporto finanziario delle
regioni al programma innovativo anzidetto;
Tenuto conto dei successivi incontri intercorsi con le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano nel corso dei quali e’ stato
concordato che la partecipazione finanziaria degli enti predetti al
programma “Contratti di quartiere II” puo’ limitarsi al trentacinque
per cento del complessivo finanziamento pubblico, mentre
all’ulteriore apporto del sessantacinque per cento si provvede con le
risorse statali;
Considerata la necessita’ di procedere alla modifica del predetto
comma 5 dell’art. 3 del decreto 27 dicembre 2001, n. 2522;
Ritenuto di dover provvedere alla ripartizione delle risorse
individuate alle lettere a) e b) dell’art. 1 del citato decreto
ministeriale n. 2522/2001 sulla base della media dei parametri di
ripartizione dell’edilizia sovvenzionata e agevolata fissati, per
ciascuna regione, dalle tabelle A e C allegate alla delibera CIPE 22
dicembre 1998;
Considerata l’esigenza di prevedere anche il finanziamento di
interventi diretti alla soluzione di problemi abitativi derivanti da
pubbliche calamita’;
Decreta:
Art. 1.
A parziale modifica del comma 5, dell’art. 3 del decreto
ministeriale 27 dicembre 2001, n. 2522, pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 142, del 12 luglio 2002, la
contribuzione finanziaria delle regioni e province autonome al
programma denominato “Contratti di quartiere II” e’ stabilita in
misura pari al trentacinque per cento del complessivo apporto
Stato/regioni. Al finanziamento dell’ulteriore sessantacinque per
cento si provvede con risorse statali.

Art. 2.
Tra i criteri e gli indirizzi sulla base dei quali debbono essere
predisposti i bandi di partecipazione indicati all’art. 3, comma 2,
del citato decreto ministeriale 27 dicembre 2001, n. 2522, e’
inserita la lettera “c) recupero o ricostruzione, anche previo
acquisto da parte dei comuni interessati, dei manufatti colpiti da
pubblica calamita’”.

Art. 3.
E’ approvata, come da tabella allegata che costituisce parte
integrante del presente decreto (allegato 1), la ripartizione tra le
regioni e le province autonome di Trento e Bolzano delle risorse
individuate alle lettere a) e b) dell’art. 1 del decreto ministeriale
27 dicembre 2002, n. 2522, nelle misure rispettivamente di Euro
20.658.276,00 come limite d’impegno quindicennale che i predetti enti
potranno attualizzare secondo comuni modalita’ da fissare in apposita
convenzione con i relativi istituti finanziatori ed Euro
572.618.000,00 in conto capitale, con l’individuazione della quota di
partecipazione (35%) a carico di ciascuna regione.

Art. 4.
Fermo restando quanto previsto dall’art. 3, comma 2, lettere a) e
b) del richiamato decreto 27 dicembre 2001, n. 2522, e’ approvato lo
schema di bando di gara (Allegato 2) per la realizzazione degli
interventi di cui al programma innovativo in ambito urbano denominato
“Contratti di quartiere II”. Tale schema di bando di gara costituisce
riferimento di massima per la predisposizione ed approvazione entro
centoventi giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto da
parte delle singole regioni e province autonome dei bandi di gara
mediante i quali vengono fissate le modalita’ di partecipazione dei
comuni, i contenuti delle proposte nonche’ specificati i criteri di
valutazione delle proposte che verranno assunti da parte della
commissione di cui all’art. 4 del citato decreto 27 dicembre 2001, n.
2522. L’adesione al programma da parte delle singole regioni e
province autonome sulla base delle modalita’ stabilite all’art. 1 del
presente decreto e’ comunicata alla Direzione generale dell’edilizia
residenziale e delle politiche abitative entro sessanta giorni dalla
data di pubblicazione del presente decreto ai sensi del successivo
art. 6.

Art. 5.
Lo schema di bando di gara di cui al precedente articolo e’
approvato, altresi’, in attuazione dell’art. 3, comma 5 del citato
decreto 27 dicembre 2001, n. 2522, con riferimento alla procedura da
attivare qualora le regioni e province autonome non rendano nota, in
termini formali, la loro adesione al programma innovativo in ambito
urbano denominato “Contratti di quartiere II” entro la data indicata
all’art. 4 del presente decreto.

Art. 6.
Il presente decreto e l’allegato schema di bando di gara sono
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana dopo
l’avvenuta registrazione del presente provvedimento da parte della
Corte dei conti.
Roma, 30 dicembre 2002
Il Vice Ministro: Martinat
Registrato alla Corte dei conti il 25 marzo 2003
Ufficio controllo atti Ministeri delle infrastrutture ed assetto del
territorio, registro n. 1, foglio n. 215

Allegato 1
—-> Vedere Tabella a pag. 42 della G.U. allegat in formato pdf/zip

Allegato 2
SCHEMA DI BANDO DI GARA PER LA REALIZZAZIONE NELLA REGIONE DEI
PROGRAMMI INNOVATIVI IN AMBITO URBANO DENOMINATI “CONTRATTI DI
QUARTIERE II”.
Art. 1.
Finanziamento
1. Al finanziamento degli interventi di edilizia residenziale,
con riserva del 25% del complessivo finanziamento pubblico per gli
interventi di natura sperimentale ed alle annesse urbanizzazioni di
cui al programma innovativo in ambito urbano denominato “Contratti di
quartiere II” da realizzare, secondo le vigenti disposizioni, nei
comuni della regione si provvede con:
a) l’importo di Euro……….., quale quota del limite di
impegno quindicennale di Euro 20.658.276,00 decorrente dall’anno
2002, ai sensi dell’art. 145, comma 33, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388;
b) l’importo di Euro……….., quale quota delle complessive
risorse di Euro 572,618 milioni di cui all’art. 7, comma 1, del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 284, come previsto dall’art.
4, comma 3, della legge 8 febbraio 2001, n. 21;
c) l’importo di Euro……….., quale limite d’impegno
quindicennale da imputare sul cap. del bilancio regionale, per l’anno
……;
d) l’importo di Euro……….., quale quota in conto capitale
da imputare sul cap. del bilancio regionale, per l’anno ……;
2. Il complessivo finanziamento pubblico e’ pari, pertanto, ad
Euro……….., il cui 65% corrisponde all’apporto statale ed il 35%
a quello regionale;
3. Il finanziamento delle opere di urbanizzazione a carico del
complessivo apporto pubblico di cui al precedente comma 2 non puo’
superare il 40% dell’apporto stesso;
4. Ulteriori risorse destinate al programma “Contratti di
quartiere II”, sono apportate da:
(aggiungere altre risorse pubbliche e/o private partecipanti al
programma).
Art. 2.
Localizzazione dei programmi di recupero urbano denominati “Contratti
di quartiere II”, e modalita’ di presentazione delle domande
1. I programmi innovativi in ambito urbano denominati “Contratti
di quartiere II” sono localizzati nei comuni, in quartieri
caratterizzati da:
diffuso degrado delle costruzioni e dell’ambiente urbano;
carenze di servizi;
un contesto di scarsa coesione sociale e di marcato disagio
abitativo;
2. Il programma, promuovendo la partecipazione degli abitanti
alla definizione degli obiettivi, e’ finalizzato, prioritariamente,
ad incrementare, anche con il supporto di investimenti privati, la
dotazione infrastrutturale dei quartieri degradati di comuni e citta’
a piu’ forte disagio abitativo prevedendo, al contempo, misure ed
interventi per favorire l’occupazione e l’integrazione sociale.
3. I “Contratti di quartiere II” devono essere compresi, in via
prioritaria, nei piani per l’edilizia economica e popolare di cui
alla legge 18 aprile 1962, n. 167, aventi o meno valore di piani di
recupero ai sensi dell’art. 34 della legge 5 agosto 1978, n. 457,
nelle zone di recupero di cui all’art. 27 della stessa legge 5 agosto
1978, n. 457, in comparti di edifici particolarmente degradati di cui
all’art. 18 della legge 27 luglio 1978, n. 392, nelle aree
assoggettate a recupero urbanistico di cui all’art. 29 della legge 28
febbraio 1985, n. 47, ovvero in aree aventi analoghe caratteristiche,
eventualmente, anche gia’ individuate dalla vigente legislazione
regionale e in aree degradate e soggette a recupero a causa di eventi
sismici o di pubblica calamita’.
4. Ai fini della partecipazione al programma i sindaci dei comuni
interessati presentano domanda alla regione corredata da:
a) proposta di “Contratto di quartiere II” contenente la
relazione descrittiva degli elementi costitutivi delle finalita’,
delle modalita’ di attuazione e delle forme di partecipazione degli
abitanti alla definizione degli obiettivi;
b) piano di recupero adottato dal comune, redatto secondo le
modalita’ di cui all’art. 28 della legge n. 457/1978, contenente
anche l’individuazione dei soggetti titolari delle trasformazioni per
quanto riguarda le opere, residenziali e non, nonche’ la
quantificazione delle risorse finanziarie con evidenziazione, per
ciascun intervento, del costo complessivo, del tipo e del relativo
canale di finanziamento (pubblico, privato, comunitario) se
rispondente alla normativa urbanistica regionale, ovvero stralcio del
piano regolatore generale vigente qualora sufficientemente
dettagliato;
c) progetto preliminare delle opere che si propone di
finanziare, con quantificazione del costo dell’intervento con
riferimento ai massimali regionali vigenti rispettivamente per la
realizzazione delle tipologie di edilizia residenziale ammesse;
d) programma di sperimentazione, contenuto nel 25% della spesa
dell’intervento di edilizia residenziale pubblica, definito in
rapporto alle finalita’ ed ai contenuti:
della “Guida ai programmi di sperimentazione”, nella versione
approvata dal soppresso Comitato esecutivo del CER in data 27
febbraio 1997,
ovvero
nel caso sia vigente la eventuale guida di sperimentazione
regionale;
con quantificazione, anche per tale ultima sperimentazione, dei
costi aggiuntivi da sostenere relativamente a:
1) lavorazioni straordinarie valutate sulla base del capitolato
d’appalto e del prezzario regionale;
2) attivita’ di sperimentazione articolata in rapporto alle
seguenti voci di costo: personale (con indicazione della qualifica e
del costo unitario Euro/giorno), apparecchiature (ammortamento),
verifiche e monitoraggi, resocontazione (redazione rapporti di
sperimentazione), spese generali (in %);
e) scheda contenente i dati statistici, desunti dall’ultimo
censimento generale della popolazione e delle abitazioni, relativi ai
parametri indicati alla lettera b) del successivo art. 5 con
riferimento alle singole sezioni di censimento la cui aggregazione
coincida o comprenda l’ambito di intervento;
f) formale contratto preliminare, pur se condizionato alla
realizzazione dell’opera, comprovante l’acquisto del manufatto o dei
manufatti oggetto dell’intervento;
g) designazione del responsabile del “Contratto di quartiere
II” che assuma e coordini le opportune iniziative per il
raggiungimento degli obiettivi prefissati e costituisca riferimento,
nelle diverse fasi procedimentali, sia della Direzione generale
dell’edilizia residenziale e delle politiche abitative che della
regione competente;
5) Le domande devono essere consegnate in plico chiuso recante la
dicitura “Proposta di contratto di quartiere II” alla regione
competente, assessorato ……………, entro centottanta giorni
dalla data di pubblicazione del presente bando nella Gazzetta
Ufficiale.
5. La regione ……….., nei trenta giorni successivi, provvede
all’inoltro delle domande, alla commissione di cui all’art. 5 del
presente bando per la conseguente valutazione delle stesse.
6. La Direzione generale dell’edilizia residenziale e delle
politiche abitative, sulla base della graduatoria delle proposte
selezionate dalla Commissione, procede a stipulare i conseguenti
protocolli d’intesa, previa verifica della conformita’ del progetto
definitivo rispetto agli elaborati presentati a corredo della domanda
di cui al precedente comma 4;
7. A decorrere dalla stipula del protocollo d’intesa il comune
prescelto dispone di centottanta giorni per redigere ed approvare il
progetto esecutivo, pena la decadenza dal finanziamento;
8) I comuni per la redazione dei progetti esecutivi possono
accedere al fondo di rotazione per la progettualita’ di cui all’art.
8 della legge 23 maggio 1978, n. 135.
Art. 3.
Caratteristiche e finalita’ dei programmi di recupero urbano
denominati “Contratti di quartiere II”
1. I programmi di recupero urbano denominati “Contratti di
quartiere II” – in relazione alle priorita’ che la regione intende
assumere per il raggiungimento degli obiettivi propri della
programmazione e pianificazione territoriale – sono finalizzati alla
riqualificazione edilizia, al miglioramento delle condizioni
ambientali, all’adeguamento e sviluppo delle opere di urbanizzazione
e delle dotazioni di servizi pubblici e privati, all’integrazione
sociale ed all’incentivazione dell’offerta occupazionale nonche’ al
recupero o ricostruzione dei manufatti colpiti da eventi sismici o
pubbliche calamita’.
2. I programmi stessi debbono essere conformi agli strumenti
urbanistici vigenti od adottati individuando un ambito all’interno
del quale le opere da finanziare risultino inserite in un sistema di
relazioni disciplinato da idoneo piano attuativo (piano di recupero o
piano equipollente) o, qualora sufficientemente dettagliato, dal
piano regolatore generale.
3. Per quanto riguarda la componente urbanistico edilizia i
“Contratti di quartiere II”, sono finalizzati a:
rinnovare i caratteri edilizi ed incrementare la funzionalita’
del contesto urbano assicurando, nel contempo, il risparmio nell’uso
delle risorse naturali disponibili ed in particolare il contenimento
delle risorse energetiche;
accrescere la dotazione dei servizi, del verde pubblico e delle
opere infrastrutturali occorrenti al fine di migliorare
l’integrazione all interno del quartiere e con la citta’;
migliorare la qualita’ abitativa ed insediativa attraverso il
perseguimento di piu’ elevati standard anche di tipo ambientale.
4. Gli interventi di sperimentazione nel settore dell’edilizia
residenziale sono anche finalizzati alla formazione ed aggiornamento
della normativa tecnica nazionale di cui all’art. 42 della legge 5
agosto 1978, n. 457, e prevedono il recupero del patrimonio edilizio
secondo le tipologie di intervento di cui all’art. 31, comma 1,
lettere c) e d) della legge n. 457/1978, la ristrutturazione
urbanistica di cui alla lettera e) dello stesso art. 31 ivi compresa
la demolizione e ricostruzione e, qualora occorra per ridurre la
densita’ abitativa o per riconnettere le aree edificate, interventi
di nuova costruzione;
5. Per quanto attiene agli obiettivi ed ai temi di
sperimentazione, nonche’ alle relative metodologie di controllo di
qualita’ del progetto, gli stessi sono individuati nella citata
“Guida ai programmi di sperimentazione” ovvero, se esistenti, in
quella della regione suddetta;
6. In ogni caso ciascun “Contratto di quartiere II” potra’ essere
finanziato, con le risorse del precedente art. 1, per un ammontare
compreso tra 1 e 10 milioni di euro.
7. Nell’ambito dei programmi denominati “Contratti di quartiere
II”, purche’ finanziati con risorse ulteriori rispetto a quelle
indicate all’art. 1, comma 2, possono essere previsti anche
interventi compresi in una o piu’ categorie tra quelle di seguito
elencate.
a) interventi di edilizia residenziale agevolata, sovvenzionata
nonche’ opere di cui all’art. 12 della legge 17 febbraio 1992, n.
179;
b) opere ed interventi di cui al comma 2 dell’art. 11 del
decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 398, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 1993, n. 493;
c) opere e progetti infrastrutturali ed interventi residenziali
e non residenziali;
d) opere e progetti infrastrutturali, strutture per servizi ed
interventi residenziali e non residenziali finanziabili con risorse
private per le quali vanno individuate idonee garanzie atte ad
assicurarne la completa realizzazione;
e) interventi per la realizzazione, nel periodo 2001-2005, di
impianti solari termici per la produzione di calore a bassa
temperatura negli alloggi di proprieta’ degli istituti autonomi per
le case popolari, comunque denominati, finanziabili con risorse del
Ministero dell’ambiente, ai sensi dell’accordo sottoscritto in data
29 maggio 2001.
Art. 4.
Accordi tra amministrazioni e convenzioni pubblico-privato
1. Al fine di dare completa attuazione ai “Contratti di quartiere
II”, in relazione alle diverse componenti che ne caratterizzano i
contenuti, possono essere formalizzati accordi tra amministrazioni
pubbliche, Ministeri, regioni ed enti locali, sia di livello centrale
che locale, e tra queste e gli enti pubblici, tesi ad incrementare
l’occupazione ed a favorire l’integrazione sociale in settori quali:
promozione della formazione professionale giovanile, recupero
dell’evasione scolastica, assistenza agli anziani, realizzazione di
strutture per l’accoglienza.
2. Con analoghe finalita’, possono essere stipulate convenzioni tra
amministrazioni pubbliche ed associazioni senza fini di lucro,
organizzazioni di volontariato ed operatori privati in particolare
per quanto attiene il settore dei servizi.
3. Nell’ambito degli accordi di specie e’ compreso quello
sottoscritto con il Ministero dell’ambiente in data 29 maggio 2001
relativo al finanziamento complessivo di Euro 2.582.285,00 per la
realizzazione di un programma di solarizzazione degli alloggi di
proprieta’ degli Istituti autonomi delle case popolari comunque
denominati.
Art. 5.
Commissione selezionatrice delle domande criteri di selezione ed
utilizzo delle residue risorse
1. Con decreto ministeriale e’ nominata la commissione per la
selezione delle proposte redatte dai comuni, da ammettere a
finanziamento. Detta co mmissione, avente sede in Roma presso il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Direzione generale
dell’edilizia residenziale e delle politiche abitative – e’ composta
da:
Presidente (designato dal Ministro);
tre membri ministeriali (designati dal Direttore generale
dell’edilizia residenziale e delle politiche abitative tra funzionari
ed esperti);
tre membri regionali (anch’essi tra funzionari ed esperti,
designati dall’assessore regionale competente, che intervengono per
la valutazione delle proposte delle rispettive regioni).
La commissione formula lagraduatoria delle proposte di intervento
finanziabili con le risorse attribuite alla regione.
La valutazione delle proposte avviene mediante l’attribuzione di
specifici punteggi per un ammontare, relativamente, a ciascun gruppo
di indicatori di cui alle successive lettere, fino ad un massimo di
15 punti:
a) caratteri del comune con riferimento a:
dimensione demografica;
tasso disoccupazione;
rischio e/o miglioramento sismico;
dichiarazione di pubblica calamita’;
b) caratteri dell’ambito di intervento con riferimento a:
numero occupanti per stanza;
percentuale di alloggi pubblici;
tasso di scolarita’ (tra 11 e 14 anni);
percentuale di popolazione con meno di 15 anni;
percentuale di dirigenti, direttivi, quadri e impiegati;
c) caratteri del “Contratto di quartiere II” con riferimento a:
risultati attesi per gli aspetti urbanistico-edilizi;
risultti attesi per gli aspetti sociali;
risultati attesi per gli aspetti occupazionali;
risultati attesi per l’adeguamento e/o miglioramento sismico;
risultati attesi per il recupero delle zone colpite da
pubblica calamita’;
d) presenza ed entita’ di finanziamenti apportati da altri
soggetti istituzionali e privati con riferimento a:
interventi edilizio-urbanistici;
interventi per servizi sociali tesi all’integrazione;
interventi per favorire l’occupazione;
e) caratteri del progetto preliminare con riferimento a:
qualita’ architettonica, sostenibilita’ ambientale e rapporti
con il contesto urbano;
qualita’ delle forme di partecipazione degli abitanti
attivate per la definizione e costruzione della proposta di
contratto;
f) caratteri del programma di sperimentazione con riferimento
a:
interesse e significativita’ dei contenuti e delle ricadute
ai fini normativi dell’intervento sperimentale;
g) presenza di ulteriori finanziamenti regionali, comunali, di
enti pubblici o privati con riferimento a:
entita’.
2. Ai fini della valutazione delle proposte, costituisce
condizione di particolare attenzione la presenza di risorse private
che incrementano la e la dotazione finanziaria previsione di
interventi residenziali anche di natura infrastrutturali che
favoriscono l’inserimento, all’interno di insediamenti di edilizia
pubblica, di diverse categorie sociali, nonche’ l’occupazione e
l’integrazione sociale ovvero il recupero o la ricostruzione, anche
previo acquisto da parte dei comuni interessati, dei manufatti
colpiti da pubblica calamita’.
3. Qualora le risorse attribuite alla
regione……………………..non vengono interamente utilizzate
sia per mancanza di proposte di interventi, sia perche’ le proposte
presentate non sono considerate finanziabili dalla mommissione, sia
per qualunque altra causa, le conseguenti disponibilita’ residue sono
coacervate e destinate ad altri comuni positivamente valutati,
secondo modalita’ da stabilirsi con successivo decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti.
Art. 6.
Procedure
1. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti
o di un suo delegato sono resi esecutivi i risultati della procedura
di selezione. Detto provvedimento, successivamente alla registrazione
da parte degli organi di controllo, e’ affisso in copia conforme per
trenta giorni presso il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti. Copie conformi degli schemi tipo dei protocolli d’intesa,
degli accordi di programma e delle convenzioni da stipularsi per i
programmi di sperimentazione sono trasmesse ai comuni selezionati
ammessi al finanziamento entro trenta giorni dalla data di
registrazione del citato provvedimento da parte degli Organi di
controllo.
2. Il capo del Dipartimento per le opere pubbliche e per
l’edilizia stipula i protocolli d’intesa con i comuni selezionati e
con le rispettive regioni. A seguito dei protocolli d’intesa le
amministrazioni interessate procedono alla formalizzazione dei
relativi accordi di programma ai sensi dell’art. 34 del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267. In attuazione di detti atti, il
Direttore generale dell’edilizia residenziale e delle politiche
abitative entro quarantacinque giorni dalla data di esecutivita’
dell’accordo di programma, stipula con i comuni selezionati le
convenzioni per l’assegnazione dei fondi di cui all’art. 1 destinati
alla sperimentazione statale, la cui efficacia e’ subordinata alla
registrazione del relativo decreto di approvazione da parte degli
organi di controllo.
3. Il finanziamento a carico dello Stato, con esclusione dei
fondi destinati alla sperimentazione statale, sara’, con i tempi e le
modalita’ fissate nel relativo accordo di programma, accreditato alla
regione per il successivo trasferimento ai comuni interessati.
Art. 7.
Monitoraggio e vigilanza
1. L’attivita’ di vigilanza sull’attuazione del programma e’
esercitata dal comune proponente che nomina il responsabile del
“Contratto di quartiere II”, come previsto al precedente art. 2,
comma 4, lettera g). Quest’ultimo e’ tenuto, ogni sei mesi dalla data
di inizio dei lavori relativi al primo intervento attuato nel
programma, ad inviare al sindaco, alla regione ed alla Direzione
generale dell’edilizia residenziale e delle politiche abitative una
relazione sullo stato di avanzamento del programma.

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Chimici.info