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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 30 dicembre 2002: Criteri generali per la realizzazione degli accordi da definire in sede locale per la stipula dei contratti di locazione agevolati ai sensi dell'art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, nonche' dei contratti di locazione transitori e dei contratti di locazione per studenti universitari ai sensi dell'art. 5, commi 1, 2 e 3, della stessa legge. (GU n. 85 del 11-4-2003- Suppl. Ordinario n.59)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 30 dicembre 2002

Criteri generali per la realizzazione degli accordi da definire in
sede locale per la stipula dei contratti di locazione agevolati ai
sensi dell’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431,
nonche’ dei contratti di locazione transitori e dei contratti di
locazione per studenti universitari ai sensi dell’art. 5, commi 1, 2
e 3, della stessa legge.

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI
DI CONCERTO CON
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE

Vista la legge 9 dicembre 1998. n. 431, concernente la disciplina
delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso
abitativo:
Vista la Convenzione nazionale in data 8 febbraio 1999,
sottoscritta ai sensi dell’art. 4, comma 1, della richiamata legge:
Visto il decreto interministeriale lavori pubblicifinanze del 5
marzo 1999, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22 marzo 1999,
serie generale, n. 67 con il quale sono stati definiti, sulla base
dei contenuti della citata Convenzione nazionale, criteri generali
per la realizzazione degli accordi da definire in sede locale per la
stipula dei contratti di locazione ai sensi dell’art. 2, comma 3,
della legge 9 dicembre 1998, n. 431;
Visto in particolare l’art. 4, comma 1 della citata legge
431/1998, cosi’ come modificato dall’art. 2, comma 1, lettera c),
della legge 8 gennaio 2002, n. 2 che stabilisce che il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti convochi, ogni tre anni, le
organizzazioni della proprieta’ edilizia e dei conduttori
maggiormente rappresentative a livello nazionale al fine di
aggiornare la richiamata Convenzione nazionale che individua i
criteri generali da assumere a riferimento per la realizzazione degli
accordi da definire in sede locale tra le stesse associazioni ai fini
della determinazione dei canoni di locazione;
Vista la nota ministeriale in data 15 gennaio 2002, con la quale
ai sensi del richiamato art. 4, comma 1, della legge n. 431/1998, si
e’ proceduto a convocare le organizzazioni sindacali della proprieta’
edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative a livello
nazionale al fine di aggiornare la citata Convenzione nazionale;
Considerato che alla scadenza del termine previsto dall’art. 4.
comma 2, della menzionata legge n. 431/1998, tra tutte le parti
convocate dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti non e’
stato raggiunto accordo formale unico;
Considerato che ai sensi dell’art. 4, comma 1, della medesima
legge 431/1998, in mancanza di un unico accordo tra le parti, i
criteri per la definizione dei canoni, anche in relazione alla durata
dei contratti, alla rendita catastale dell’immobile e ad altri
parametri oggettivi, nonche’ alle modalita’ per garantire particolare
esigenze delle parti, debbono essere indicati in apposito decreto del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze da emanare sulla base degli
orientamenti prevalenti espressi dalle organizzazioni sindacali degli
inquilini dei proprietari;
Visti i distinti accordi presentati il primo, in data 6 settembre
2002, dalle organizzazioni sindacali Sunia, Sicet, Uniat, Unione
inquilini, Ania, Feder.Casa, Anpe-Federproprieta’, Asppi, Confappi,
Uppi – al quale ha successivamente aderito l’associazione Assocasa –
ed il secondo, in data 9 settembre 2002, dalle organizzazioni
Confedilizia, Appc, Unioncasa, Conia;
Vista la legge 14 gennaio 1994. n. 20, art. 3. lettera c);
Visto il decreto in data 12 ottobre 2001 con il quale il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti ha delegato l’on. Ugo Giovanni
Martinat all’esercizio anche delle competenze nelle aree del
Dipartimento per le opere pubbliche e per l’edilizia;
Ai sensi dell’art. 4, comma 2, della legge 431/1998:

Decreta:

Art. 1.
Criteri per la determinazione dei canoni di locazione
agevolati nella contrattazione territoriale

1. Gli Accordi territoriali, in conformita’ delle finalita’
indicate all’art. 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n.431,
stabiliscono fasce di oscillazione del canone di locazione
all’interno delle quali, secondo le caratteristiche dell’edificio e
dell’unita’ immobiliare, e’ concordato, tra le parti, il canone per i
singoli contratti.
2. A seguito delle convocazioni avviate dai comuni, singolarmente
o in forma associata, le organizzazioni della proprieta’ edilizia e
dei conduttori maggiormente rappresentative a livello locale, al fine
della realizzazione degli Accordi di cui al comma 1, dopo aver
acquisito le informazioni concernenti le delimitazioni – ove
effettuate – delle microzone del territorio comunale definite ai
sensi del decreto del Presidente della Repubblica 23 marzo 1998, n.
138, individuano, anche avvalendosi della banca dati
dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia del
territorio, insiemi di aree aventi caratteristiche omogenee per:
valori di mercato;
dotazioni infrastrutturali (trasporti pubblici, verde pubblico,
servizi scolastici e sanitari, attrezzature commerciali, ecc.):
tipologie edilizie, tenendo conto delle categorie e classi
catastali.
All’interno delle aree omogenee individuate ai sensi del presente
comma, possono essere evidenziate zone di particolare pregio o di
particolare degrado.
3. Per ogni area od eventuale zona, gli Accordi locali, con
riferimento agli stessi criteri di individuazione delle aree
omogenee, prevedono un valore minimo ed un valore massimo del canone.
4. Nella definizione del canone effettivo, collocato tra il valore
minimo ed il valore massimo delle fasce di oscillazione, le parti
contrattuali, assistite – a loro richiesta – dalle rispettive
organizzazioni sindacali, tengono conto dei seguenti elementi:
tipologia dell’alloggio;
stato manutentivo dell’alloggio e dell’intero stabile;
pertinenze dell’alloggio (posto auto, box, cantina, ecc.);
presenza di spazi comuni (cortili, aree a verde, impianti sportivi
interni, ecc.);
dotazione di servizi tecnici (ascensore, riscaldamento autonomo o
centralizzato, condizionamento d’aria, ecc.);
eventuale dotazione di mobilio.
5. Per le compagnie assicurative, gli enti privatizzati, i
soggetti giuridici o fisici detentori di grandi proprieta’
immobiliari (per tali sono da intendersi le proprieta’ individuate
negli Accordi territoriali e, comunque, quelle caratterizzate
dall’attribuzione, in capo ad un medesimo soggetto, di piu’ di cento
unita’ immobiliari destinate ad uso abitati, o anche se ubicate in
modo diffuso e frazionato sul territorio nazionale) i canoni sono
definiti, all’interno dei valori minimi e massimi stabiliti dalle
fasce di oscillazione per le aree omogenee e le eventuali zone
individuate dalle contrattazioni territoriali, in base ad appositi
Accordi integrativi fra la proprieta’ interessata e organizzazioni
sindacali della proprieta’ edilizia e dei conduttori partecipanti al
tavolo di confronto per il rinnovo della Convenzione nazionale o
comunque firmatarie degli Accordi territoriali relativi. Tali Accordi
integrativi, da stipularsi per zone territoriali da individuarsi
dalle associazioni sindacali predette, possono prevedere speciali
condizioni per far fronte ad esigenze di particolari categorie di
conduttori nonche’ la possibilita’ di derogare dalla tabella oneri
accessori (allegato G).
6. Per gli enti previdenziali pubblici, si procede, in analogia a
quanto indicato al comma 5, tenuta presente la vigente normativa. I
canoni relativi a tale comparto sono determinati in base alle aree
c/o zone omogenee nonche’ agli elementi individuati negli Accordi
territoriali.
7. Alla sottoscrizione degli Accordi integrativi di cui ai commi 5
e 6, possono partecipare imprese o associazioni di imprese di datori
di lavoro in relazione alla locazione di alloggi destinati al
soddisfacimento di esigenze abitative di lavoratori non residenti e
di immigrati comunitari o extracomunitari. I contratti, da stipulare
con i diretti fruitori, sono regolati dall’art. 2, comma 3, della
legge 9 dicembre 1998, n. 431.
8. Gli Accordi territoriali possono stabilire, per durate
contrattuali superiori a quella minima fissata dalla legge, misure di
aumento dei valori (minimo e massimo) delle fasce di oscillazione dei
canoni definiti per aree omogenee nonche’ particolari forme di
garanzia.
9. Gli Accordi in sede locale possono prevedere l’aggiornamento
del canone in misura contrattata e comunque non superiore al 75%
della variazione Istat dell’indice dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai e impiegati verificatasi nell’anno precedente.
10. E’ nella attribuzione esclusiva del proprietario
dell’immobile, la facolta’ di concedere il diritto di prelazione al
conduttore in caso di vendita dell’immobile con le modalita’ previste
dagli articoli 38 e 39 della legge 27 luglio 1978, n. 392.
11. Sono approvati i tipi di contratto, rispettivamente per le
proprieta’ individuali (allegato A) e per le proprieta’ di cui ai
commi 5, 6 e 7 del presente articolo (allegato B).
12. I contratti di locazione di cui al presente articolo sono
stipulati esclusivamente utilizzando i tipi di contratto di cui al
precedente comma.
13. Le disposizioni del presente articolo si applicano sia agli
Accordi territoriali sottoscritti nei comuni di cui all’art. 1 del
decreto-legge 30 dicembre 1988, n. 551, convertito dalla legge 21
febbraio 1989, n. 61, che a quelli sottoscritti negli altri comuni.
14. Le parti contrattuali possono essere assistite, a loro
richiesta, dalle rispettive organizzazioni sindacali.

Art. 2;
Criteri per definire i canoni dei contratti di locazione
di natura transitoria e durata degli stessi

1. I contratti di locazione di natura transitoria di cui all’art.
5, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, hanno durata non
inferiore ad un mese e non superiore a diciotto mesi. Tali contratti
sono stipulati per soddisfare particolari esigenze dei proprietari e
/o dei conduttori per fattispecie – con particolare riferimento a
quelle derivanti da mobilita’ lavorativa – da individuarsi nella
contrattazione territoriale tra le organizzazioni sindacali della
proprieta’ edilizia e dei conduttori maggiormente rappresentative.
2. I canoni di locazione dei contratti di natura transitoria
relativi ad immobili ricadenti nelle aree metropolitane di Roma,
Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari,
Palermo e Catania, nei comuni con esse confinanti e negli altri
comuni capoluogo di provincia, sono definiti dalle parti all’interno
dei valori minimi e massimi stabiliti per le fasce di oscillazione
per le aree omogenee, come individuate dall’art. 1. Gli Accordi
territoriali relativi a questo tipo di contratti possono prevedere
variazioni, fino ad un massimo del 20 per cento, dei valori minimi e
massimi anzidetti per tenere conto, anche per specifiche zone, di
particolari esigenze locali. In caso di inesistenza di accordo a
livello locale, i valori di riferimento sono quelli definiti dalle
condizioni previste dal decreto ministeriale di cui all’art. 4, comma
3, della legge 9 dicembre 1998 n. 431.
3. Per le proprieta’ di cui all’art. 1, commi 5 e 6, si procede –
per i comuni di cui al comma 2 del presente articolo – mediante
Accordi integrativi, stipulati fra i soggetti e con le modalita’
indicate nell’art. 1 medesimo.
4. 1 contratti di cui al presente articolo devono prevedere una
specifica clausola che individui l’esigenza di transitorieta’ del
locatore e/o del conduttore – da provare quest’ultima con apposita
documentazione da allegare al contratto – i quali dovranno confermare
il permanere della stessa tramite lettera raccomandata da inviarsi
prima della scadenza del termine stabilito nel contratto.
5. 1 contratti di cui al presente articolo sono ricondotti alla
durata prevista dall’art. 2, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n.
431, in caso di inadempimento delle modalita’ di conferma delle
esigenze transitorie stabilite nei tipi di contratto di cui al comma
6, ovvero nel caso le esigenze di transitorieta’ vengano meno.
6. Sono approvati i tipi di contratto, rispettivamente per le
proprieta’ individuali (allegato C) e per le proprieta’ di cui
all’art. 1, commi 5 e 6 (allegato D).
7. I contratti di locazione di cui al presente articolo sono
stipulati utilizzando esclusivamente i tipi di contratto di cui al
precedente comma.
8. Le parti contrattuali possono essere assistite, a loro
richiesta, dalle rispettive organizzazioni sindacali.

Art. 3
Criteri per definire i canoni dei contratti di locaione
per studenti universitari e durata degli stessi

1. Nei comuni sede di universita’ o di corsi universitari
distaccati e di specializzazione nonche’ nei comuni limitrofi e
qualora il conduttore sia iscritto ad un corso di laurea o di
perfezionamento ovvero di specializzazione in un comune diverso da
quello di residenza, possono essere stipulati contratti per studenti
universitari di durata — precisata negli allegati tipi di contratto
da sei mesi a tre anni (rinnovabili alla prima scadenza, salvo
disdetta del conduttore). Tali contratti possono essere sottoscritti
o dal singolo studente o da gruppi di studenti universitari o dalle
aziende per il diritto allo studio.
2. I canoni di locazione sono definiti in appositi Accordi locali
sulla base dei valori per aree omogenee ed eventuali zone stabiliti
negli Accordi territoriali di cui all’art. 1.
3. Per le proprieta’ di cui all’art. 1, commi 5 e 6, si procede
mediante Accordi integrativi, stipulati fra i soggetti e con le
modalita’ indicate nel medesimo art. 1.
4. Sono approvati i tipi di contratto, rispettivamente per le
proprieta’ individuali (allegato E) e per le proprieta’ di cui
all’art. 1, commi 5 e 6 (allegato F).
5. I contratti di locazione di cui al presente articolo sono
stipulati utilizzando esclusivamente i tipi di contratto di cui al
precedente comma.
6. Le parti contrattuali possono essere assistite, a loro
richiesta, dalle rispettive organizzazioni sindacali.

Art. 4
Tabella degli oneri accessori

1. Per i contratti di locazione di cui agli articoli 1, 2 e 3 e’
adottata la Tabella degli oneri accessori allegata al presente
decreto (allegato G). Per le voci non considerate nella citata
Tabella si rinvia alle leggi vigenti e agli usi locali.

Art. 5
Agevolazioni fiscali

1. Ai contratti di locazione di immobili ad uso abitativo situati
nel territorio dei comuni di cui all’art. 1 del decreto-legge 30
dicembre 1988, n. 551, convertito dalla legge 21 febbraio 1989, n.
61, stipulati o rinnovati ai sensi delle disposizioni dell’art. 2,
comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, a seguito di accordo
definito in sede locale e nel rispetto delle condizioni fissate dal
presente decreto, nonche’ ai contratti di cui agli articoli 1, comma
3, e 5, comma 2, della medesima legge n. 431 del 1998, si applica la
disciplina fiscale di cui ai seguenti commi.
2. Il reddito imponibile dei fabbricati locati, determinato ai
sensi dell’art. 34 del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, e’ ulteriormente ridotto del 30 per cento, a condizione
che nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui si
intende usufruire della agevolazione siano indicati gli estremi di
registrazione del contratto di locazione, l’anno di presentazione
della denuncia dell’immobile ai fini dell’imposta comunale sugli
immobili e il comune di ubicazione dello stesso fabbricato. Ai fini
di quanto previsto dall’art. 4, comma 1, ultimo periodo, della citata
legge n. 431/1998, i tipi di contratto di cui all’art. 4-bis della
stessa legge si intendono utilizzati ove le pattuizioni negli stessi
previste siano state tutte integralmente accettate da entrambe le
parti contraenti ed integrate quando richiesto.
3. In sede di prima applicazione del presente decreto e fino
all’eventuale aggiornamento periodico eseguito ai sensi dell’art. 8,
comma 4, della citata legge n. 431 del 1998, la base imponibile per
la determinazione dell’imposta di registro e’ assunta nella misura
del 70 per cento del corrispettivo annuo pattuito.
4. In relazione a quanto stabilito dall’art. 10 della citata legge
n. 431 del 1998 e dall’art. 13-ter del decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dall’art. 2,
comma 1, lettera h) della legge 23 dicembre 2000, n. 388, ai soggetti
titolari di contratti di locazione di unita’ immobiliari adibite ad
abitazione principale degli stessi, stipulati o rinnovati a norma
degli articoli 2, comma 3 e 4, commi 2 e 3, della citata legge 9
dicembre 1998, n. 431, spetta una detrazione, rapportata al periodo
dell’anno durante il quale sussiste tale destinazione, nei seguenti
importi:

a) Euro 495,80 se il reddito complessivo non supera Euro
15.493,71;
b) Euro 247,90 se il reddito complessivo supera Euro 15.493,71
ma Euro 30.987,41.

Art. 6
Commissioni di conciliazione

1. Per ogni controversia che sorga in merito all’interpretazione
ed esecuzione dei contratti di cui al presente decreto nonche’ in
ordine all’esatta applicazione degli Accordi territoriali e /o
integrativi, ciascuna parte puo’ richiedere, prima di adire
l’Autorita’ giudiziaria, che si pronunci una Commissione di
conciliazione stragiudiziale che deve decidere non oltre sessanta
giorni dalla data della richiesta.
2. E’ altresi’ nella facolta’ di ciascuna parte ricorrere alla
Commissione di conciliazione affinche’ attesti la rispondenza del
contenuto economico e normativo del contratto agli Accordi di
riferimento.
3. In caso di variazione dell’imposizione fiscale gravante
sull’unita’ immobiliare locata, in piu’ o in meno, rispetto a quella
in atto al momento della stipula del contratto, la parte interessata
puo’ adire la Commissione di cui al presente articolo, la quale
determina, nel termine perentorio di novanta giorni, il nuovo canone
da corrispondere.
4. La richiesta di decisione della Commissione, costituita con le
modalita’ indicate negli allegati tipi di contratto, non comporta
oneri a carico della parte richiedente.

Art. 7
Decorrenza dell’obbligatorieta’ dei tipi di contratto

1. L’adozione dei tipi di contratto allegati diviene obbligatoria,
negli ambiti territoriali interessati, a partire dalla
sottoscrizione, sulla base dei criteri indicati nel presente decreto,
degli Accordi territoriali da parte delle organizzazioni della
proprieta’ edilizia e dei conduttori.
2. In mancanza di sottoscrizione degli Accordi in sede locale, i
contratti vengono stipulati sulla base degli Accordi territoriali e
integrativi previgenti, fino all’emanazione del decreto ministeriale
di cui all’art. 4, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431.

.Art. 8
1. Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

Roma, 30 dicembre 2002

p. II Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti
MARTINAT
Il Ministro dell’economia
e delle finanze
TREMONTI

Registrato alla Corte dei conti il 12 marzo 2003
Ufficio di controllo sugli atti dei Ministeri delle infrastrutture,
ed assetto del territorio, registro n. 1, foglio n. 151.

ALLEGATI

—> vedere allegati da pag. 9 a pag. 56 del S.O. in formato zip/pdf

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