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MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO - DECRETO 3 agosto 2005: Definizione dei criteri di ammissibilita' dei rifiuti in discarica. (GU n. 201 del 30-8-2005)

MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO

DECRETO 3 agosto 2005

Definizione dei criteri di ammissibilita’ dei rifiuti in discarica.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
di concerto con
IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE
e
IL MINISTRO DELLA SALUTE

Vista la direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999,
relativa alle discariche dei rifiuti e, in particolare, l’allegato
II;
Vista la decisione 2003/33/CE del Consiglio del 19 dicembre 2002
che stabilisce criteri e procedure per l’ammissione dei rifiuti nelle
discariche ai sensi dell’art. 16 e dell’allegato II della direttiva
1999/31/CE;
Visto il decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, recante
attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di
rifiuti e, in particolare, l’art. 7, comma 5, che demanda ad un
apposito decreto la definizione dei criteri di ammissibilita’ in
discarica dei rifiuti;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente e tutela del territorio
29 luglio 2004, n. 248, relativo alla determinazione e disciplina
delle attivita’ di recupero dei prodotti e beni di amianto e
contenenti amianto, che adotta, ai sensi dell’art. 6, comma 4, della
legge 27 marzo 1992, n. 257, i disciplinari tecnici sulle modalita’
per il trasporto ed il deposito dei rifiuti di amianto nonche’ sul
trattamento, sull’imballaggio e sulla ricopertura dei rifiuti
medesimi nelle discariche;
Sentito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
espresso nella seduta del 28 luglio 2005;
Decreta:

Art. 1.
Principi generali

1. Il presente decreto stabilisce i criteri e le procedure di
ammissibilita’ dei rifiuti nelle discariche, in conformita’ a quanto
stabilito dal decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.
2. I rifiuti sono ammessi in discarica, esclusivamente, se
risultano conformi ai criteri di ammissibilita’ della corrispondente
categoria di discarica secondo quanto stabilito dal presente decreto.
3. Per accertare l’ammissibilita’ dei rifiuti nelle discariche sono
impiegati i metodi di campionamento e analisi di cui all’allegato 3
del presente decreto.
4. Tenuto conto che le discariche per rifiuti pericolosi hanno un
livello di tutela ambientale superiore a quelle per rifiuti non
pericolosi, e che queste ultime hanno un livello di tutela ambientale
superiore a quelle per rifiuti inerti, e’ ammesso il conferimento di
rifiuti che soddisfano i criteri per l’ammissione ad ogni categoria
di discarica in discariche aventi un livello di tutela superiore.

Art. 2.
Caratterizzazione di base

1. Al fine di determinare l’ammissibilita’ dei rifiuti in ciascuna
categoria di discarica, cosi’ come definite dall’art. 4 del decreto
legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, il produttore dei rifiuti e’
tenuto ad effettuare la caratterizzazione di base di ciascuna
tipologia di rifiuti conferiti in discarica. Detta caratterizzazione
essere effettuata prima del conferimento in discarica ovvero dopo
l’ultimo trattamento effettuato.
2. La caratterizzazione di base determina le caratteristiche dei
rifiuti attraverso la raccolta di tutte le informazioni necessarie
per lo smaltimento finale in condizioni di sicurezza. La
caratterizzazione di base e’ obbligatoria per ciascun tipo di rifiuti
ed e’ effettuata nel rispetto delle prescrizioni stabilite
nell’allegato 1 al presente decreto.
3. La caratterizzazione di base e’ effettuata in corrispondenza del
primo conferimento e ripetuta ad ogni variazione significativa del
processo che origina i rifiuti e, comunque, almeno una volta l’anno.
4. Se le caratteristiche di base di una tipologia di rifiuti,
dimostrano che gli stessi soddisfano i criteri di ammissibilita’ per
una categoria di discarica, tali rifiuti sono considerati ammissibili
nella corrispondente categoria. La mancata conformita’ ai criteri
comporta l’inammissibilita’ dei rifiuti a tale categoria.
5. Al produttore dei rifiuti, o, in caso di non determinabilita’
del produttore, al gestore ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera o)
del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, spetta la
responsabilita’ di garantire che le informazioni fornite per la
caratterizzazione sono corrette.
6. Il gestore e’ tenuto a conservare i dati richiesti per un
periodo di cinque anni.

Art. 3.
Verifica di conformita’

1. I rifiuti giudicati ammissibili a una determinata categoria di
discarica sulla base della caratterizzazione di base di cui all’art.
2 del presente decreto, sono successivamente sottoposti alla verifica
di conformita’ per stabilire se possiedono le caratteristiche della
relativa categoria e se soddisfano i criteri di ammissibilita’
previsti dal presente decreto.
2. La verifica di conformita’ e’ effettuata dal gestore sulla base
dei dati forniti dal produttore in fase di caratterizzazione, con la
medesima frequenza della caratterizzazione di base, come indicato
all’art. 2, comma 3.
3. Ai fini della verifica di conformita’, il gestore utilizza una o
piu’ determinazioni analitiche impiegate per la caratterizzazione di
base. Tali determinazioni devono comprendere almeno un test di
cessione per lotti. A tal fine, nelle more dell’emanazione della
norma relativa al test di cessione a lungo termine, sono utilizzati i
metodi di campionamento e analisi di cui all’allegato 3 del presente
decreto.
4. Il gestore e’ tenuto a conservare i dati relativi ai risultati
delle prove per un periodo di cinque anni.

Art. 4.
Verifica in loco

1. Ai fini dell’ammissione in discarica, il gestore dell’impianto
deve sottoporre ogni carico di rifiuti ad ispezione prima e dopo lo
scarico e controllare la documentazione attestante che il rifiuto e’
conforme ai criteri di ammissibilita’ dal presente decreto per la
specifica categoria di discarica.
2. I rifiuti smaltiti dal produttore, in una discarica da lui
gestita, possono essere sottoposti a verifica nel luogo di
produzione.
3. I rifiuti sono ammessi in discarica solo se risultano conformi a
quelli che sono stati sottoposti alla caratterizzazione di base e
alla verifica di conformita’ di cui agli articoli 2 e 3 del presente
decreto e se sono conformi alla descrizione riportata nei documenti
di accompagnamento secondo le modalita’ previste dall’art. 11,
comma 3 del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.
4. Al momento del conferimento dei rifiuti in discarica, sono
prelevati campioni con cadenza stabilita dall’autorita’
territorialmente competente e, comunque, con frequenza non superiore
a un anno. I campioni prelevati devono essere conservati presso
l’impianto di discarica, a disposizione dell’autorita’
territorialmente competente, per un periodo non inferiore a due mesi,
secondo quanto previsto dall’art. 11, comma 3, lettera f) del decreto
legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.

Art. 5.
Impianti di discarica per rifiuti inerti

1. Fatto salvo quanto previsto dall’art. 10 del presente decreto,
sono smaltiti in discarica per rifiuti inerti:
a) i rifiuti elencati nella tabella 1 senza essere sottoposti ad
accertamento analitico, in quanto sono considerati gia’ conformi ai
criteri specificati nella definizione di rifiuti inerti di cui
all’art. 2, comma 1, lettera e) del decreto legislativo 13 gennaio
2003, n. 36 ed ai criteri di ammissibilita’ stabiliti dal presente
decreto. Si deve trattare di una singola tipologia di rifiuti
proveniente da un unico processo produttivo. Sono ammesse, insieme,
diverse tipologie di rifiuti elencati nella tabella 1, purche’
provenienti dallo stesso processo produttivo;
b) i rifiuti inerti che a seguito della caratterizzazione di base
di cui all’art. 2, soddisfano i seguenti requisiti:
sottoposti a test di cessione di cui all’allegato 3 al presente
decreto, presentano un eluato conforme alle concentrazioni fissate
nella tabella 2 del presente decreto;
non contengono contaminanti organici in concentrazioni
superiori a quelle indicate nella tabella 3 del presente decreto.
2. E’ vietato il conferimento in discarica per inerti di rifiuti
che contengono le sostanze previste dalla tabella 1, allegato 1 al
decreto del Ministro dell’ambiente 25 ottobre 1999, n. 471, in
concentrazioni superiori alle concentrazioni limite per i siti ad uso
commerciale ed industriale, ad esclusione dei PCB, come definiti dal
decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 209, per i quali il limite e’
fissato 1 mg/kg.
3. Le analisi di controllo relative ai parametri di cui al comma 2
sono disposte dall’autorita’ territorialmente competente qualora la
provenienza del rifiuto determini il fondato sospetto di un eventuale
superamento dei limiti.
4. Qualora sia dubbia la conformita’ dei rifiuti ai criteri
specificati nella definizione di rifiuti inerti di cui all’art. 2,
comma 1, lettera e) del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36
ovvero si sospetti una contaminazione (o da un esame visivo o perche’
se ne conosce l’origine), anche i rifiuti di cui alla tabella 1 sono
sottoposti ad analisi o semplicemente respinti. Se i rifiuti elencati
sono contaminati o contengono altri materiali o sostanze come
metallo, amianto, plastica, sostanze chimiche in quantita’ tale da
aume…

[Continua nel file zip allegato]

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