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MINISTERO DELLA SALUTE – ORDINANZA 8 agosto 2010

MINISTERO DELLA SALUTE - ORDINANZA 8 agosto 2010 - Piano di sorveglianza nazionale per l'anemia infettiva degli equidi. (10A11122) - (GU n. 219 del 18-9-2010 )

MINISTERO DELLA SALUTE

ORDINANZA 8 agosto 2010

Piano di sorveglianza nazionale per l’anemia infettiva degli equidi.
(10A11122)

IL MINISTRO DELLA SALUTE

Visto l’art. 32 della Costituzione;
Visto il regolamento di polizia veterinaria, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320 e successive
modifiche e integrazioni;
Visto l’art. 32 della legge 23 gennaio 1978, n. 833, e successive
modifiche integrazioni, concernente «Funzioni di igiene e sanita’
pubblica e di polizia veterinaria»;
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112 e
successive modifiche ed integrazioni, recante «interventi d’urgenza»;
Visto il decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 196 recante
«Attuazione della direttiva 97/12/CE che modifica e aggiorna la
direttiva 64/432/CEE relativa ai problemi di polizia sanitaria in
materia di scambi intracomunitari di animali delle specie bovina e
suina»;
Visto l’art. 650 del codice penale;
Visto il decreto ministeriale 4 dicembre 1976, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1976, n. 348, relativo alla
«profilassi dell’anemia infettiva degli equini»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1994,
n. 243, «regolamento recante attuazione della direttiva 90/426/CEE
relativa alle condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i
movimenti e le importazioni di equini di provenienza da Paesi terzi,
con le modifiche apportate dalla direttiva 92/36/CEE»;
Visto il decreto del Ministero delle politiche agricole, alimentari
e forestali 29 dicembre 2009, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
65 del 19 marzo 2010 recante «Linee guida e principi per
l’organizzazione e la gestione dell’anagrafe degli equidi da parte
dell’Unione nazionale incremento razze equine (UNIRE) (art. 8, comma
15, legge 1° agosto 2003, n. 200)»;
Vista l’ordinanza del Ministro della salute 18 dicembre 2007,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 14 del 17 gennaio 2008,
recante:«Piano di sorveglianza nazionale per l’anemia infettiva degli
equidi»;
Visto il decreto del Ministero della salute del 7 marzo 2008
recante «Organizzazione e funzioni del Centro nazionale di lotta ed
emergenza contro le malattie animali e dell’Unita’ centrale di
crisi»;
Vista la nota del Ministro del lavoro, della salute e delle
politiche sociali, prot. n. DGSA – 13691 – P del 24 luglio 2009 con
cui viene comunicata l’attivazione del Sistema informativo Malattie
Animali Nazionale (SIMAN) per la notifica informatizzata dei focolai
di malattie animali soggette a denuncia ai sensi dell’art. 1 del
citato decreto del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n.
320;
Visto il parere della Direzione strategica del Centro nazionale di
lotta ed emergenza contro le malattie animali e dell’Unita’ centrale
di crisi espresso nella seduta del 9 giugno 2010;
Considerato che dal 1° gennaio 2008 fino al 31 dicembre 2009 sono
stati notificati alla Commissione Europea 447 focolai di anemia
infettiva equina distribuiti sull’intero territorio nazionale;
Considerato che tali focolai sono stati individuati tramite
l’applicazione del piano predisposto con la predetta ordinanza
ministeriale 18 dicembre 2007;
Considerata la crescente importanza della malattia in ambito
internazionale;
Tenuto conto delle valutazioni tecniche del Centro di referenza per
l’anemia infettiva equina, istituito presso l’Istituto
Zooprofilattico Sperimentale della Regione Lazio e Toscana, secondo
cui la malattia e’ ancora presente su tutto il territorio nazionale
ma con una maggiore concentrazione di focolai nelle Regioni Abruzzo,
Molise, Lazio e Umbria;
Considerato inoltre che il rischio maggiore di infezione riguarda
attualmente determinate tipologie di allevamento, in particolare
quelle dove vi sia coesistenza con muli;
Ritenuto pertanto necessario, sulla base della differente
situazione epidemiologica, rimodulare il Piano di sorveglianza
nazionale per l’anemia infettiva degli equidi, confermando il
controllo annuale nelle Regioni Abruzzo, Molise, Lazio e Umbria e
rendendolo biennale nelle rimanenti Regioni;
Sentito il Ministero delle politiche agricole, alimentari e
forestali per i profili di competenza;

Ordina:

Art. 1

1. E’ resa obbligatoria sul territorio nazionale l’esecuzione del
piano di sorveglianza e controllo per l’anemia infettiva degli
equidi, di seguito denominato piano, secondo i criteri e le modalita’
indicate nella presente ordinanza.
2. Le regioni e le province autonome, nell’ambito delle attivita’
di programmazione e coordinamento, predispongono le modalita’
applicative per l’attuazione dei controlli e degli interventi
previsti, verificandone l’applicazione.

Art. 2

1. E’ resa obbligatoria l’esecuzione di controlli sierologici
almeno una volta ogni 24 mesi per l’anemia infettiva degli equidi su
tutti gli equidi stanziali di eta’ superiore a sei mesi, ad
esclusione dei capi allevati unicamente per essere destinati alla
macellazione, ai fini del consumo alimentare, purche’ non conviventi
con equidi non allevati per fini alimentari.
2. Non si intendono compresi nella categoria degli equidi allevati
unicamente per essere destinati alla macellazione i riproduttori e i
soggetti allevati unicamente per fini alimentari interessati alla
«transumanza», che, pertanto, devono ugualmente essere sottoposti a
controllo sierologico.
3. Nelle regioni Abruzzo, Lazio, Molise e Umbria e negli
allevamenti di tutto il territorio nazionale in cui sono allevati
anche muli la periodicita’ dei controlli e’ annuale.
4. In funzione della situazione epidemiologica e dell’analisi del
rischio le regioni e le province autonome, ad eccezione di quelle di
cui al comma 3, possono chiedere al Ministero della salute di essere
autorizzate a eseguire controlli con una periodicita’ diversa da
quella prevista dal comma 1. Il Ministero provvede sentito il Centro
di referenza per l’anemia infettiva degli equidi, di seguito
denominato «Centro di referenza».
5. E’ fatto divieto di movimentare gli equidi non sottoposti ai
controlli effettuati ai sensi del presente articolo.

Art. 3

1. Nell’ambito delle attivita’ previste dal presente piano, i
proprietari o i detentori degli equidi rendono disponibili ai servizi
veterinari gli equidi da sottoporre a controllo, provvedendo al loro
contenimento anche nel caso in cui gli stessi siano tenuti allo stato
brado.
2. Nel caso di mancata messa a disposizione, l’autorita’ preposta
ai controlli diffida il proprietario o il detentore ad adottare,
entro il termine di 15 giorni, gli adempimenti necessari ai fini
della corretta applicazione del piano. In caso di perdurante
inosservanza, si applica l’art. 11.
3. In caso di riscontro di positivita’, i proprietari o i detentori
degli equidi applicano le misure disposte ai sensi dell’art. 8, comma
1.

Art. 4

1. I prelievi per la diagnosi dell’anemia infettiva sono effettuati
a cura dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali
territorialmente competenti o da veterinari formalmente incaricati
dell’esecuzione dei prelievi dai medesimi servizi, secondo le
modalita’ indicate dalle regioni o province autonome.
2. I campioni sono inviati agli Istituti zooprofilattici
sperimentali competenti per territorio accompagnati dalla scheda di
prelievo di cui all’allegato A, per l’esecuzione degli esami
diagnostici.
3. I costi del campionamento, comprese le prove diagnostiche di cui
al comma precedente, sono a carico del proprietario o del detentore
dell’equide.
4. In caso di riscontro di positivita’, il campione e’ inviato per
la conferma diagnostica al Centro di referenza accompagnato dalla
scheda di cui all’allegato B. Detto Centro rilascia il referto
analitico di conferma entro e non oltre 8 giorni dal ricevimento del
campione.
5. I campioni di sangue che pervengono agli Istituti
zooprofilattici sperimentali e al Centro di referenza devono
contenere, negli allegati sopraindicati, i dati di identificazione
degli animali quali il numero di microchip o il numero del passaporto
conformemente alle norme vigenti in materia di identificazione e
registrazione degli equidi.
6. I servizi veterinari delle aziende sanitarie locali provvedono,
direttamente o per il tramite delle regioni e province autonome, a
inviare al Ministero della salute, entro 24 ore dalla conferma di
positivita’ effettuata dal Centro di referenza, le informazioni
previste dalla direttiva 82/894/CE, come da ultimo modificata dalla
decisione 2008/650/CE, tramite registrazione delle stesse nel Sistema
Informativo Malattie Animali Nazionale (SIMAN).
7. Gli Istituti zooprofilattici sperimentali che eseguono le prove
trasmettono al Centro di referenza e alla regione o provincia
autonoma competente per territorio i dati e ogni informazione sugli
esiti degli esami di laboratorio eseguiti nei confronti dell’anemia
infettiva, secondo le modalita’ indicate dal Centro di referenza
stesso.

Art. 5

1. I risultati negativi dei controlli sierologici di cui all’art. 4
hanno validita’ per un periodo corrispondente ai termini per
l’effettuazione dei controlli stessi, come stabiliti ai sensi
dell’art. 2, commi 1, 3 e 4.
2. I servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti
per territorio sono tenuti alla registrazione degli esiti e delle
date delle singole prove diagnostiche sul documento di
identificazione, nella sezione «esami di laboratorio», debitamente
firmata e timbrata a cura del veterinario ufficiale entro 10 giorni
dall’invio del referto da parte degli Istituti zooprofilattici
sperimentali o del Centro di referenza.
3. Qualora, in occasione delle operazioni di prelievo per
l’esecuzione dei controlli sierologici di cui all’art. 2, siano
rinvenuti equidi non ancora identificati, il proprietario o il
detentore delegato ne richiede, entro quindici, giorni la
regolarizzazione ai sensi del decreto del Ministro delle politiche
agricole, alimentari e forestali del 29 dicembre 2009.
4. Ai fini dell’attivita’ di sorveglianza epidemiologica e nelle
more delle procedure di identificazione previste dal decreto del
Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali del 29
dicembre 2009, l’Unione nazionale incremento razze equine (UNIRE), le
Associazioni nazionali allevatori di specie e di razza (ANA) e le
Associazioni provinciali allevatori (APA), secondo le rispettive
competenze e secondo le direttive fornite dal Ministero delle
politiche agricole, alimentari e forestali, sono tenute a garantire
almeno l’identificazione provvisoria degli animali non oltre 15
giorni dall’invio della richiesta da parte del proprietario o
detentore degli animali.

Art. 6

1. Al fine di verificare l’osservanza delle disposizioni della
presente Ordinanza, i servizi veterinari delle aziende sanitarie
locali competenti per territorio assicurano, in considerazione della
situazione epidemiologica e dell’analisi del rischio, la vigilanza
veterinaria permanente presso le aziende di cui all’art. 2, comma 1,
lettera b) del decreto del Ministro delle politiche agricole,
alimentari e forestali del 29 dicembre 2009.

Art. 7

1. In attesa della conferma di cui all’art. 4, comma 4 le autorita’
sanitarie competenti adottano le misure previste dall’art. 99 del
regolamento di polizia veterinaria, approvato con decreto del
Presidente della Repubblica dell’8 febbraio 1954, n. 320, dagli
articoli 1 e 3 del decreto ministeriale 4 dicembre 1976 e dall’art.
4, comma 4, lettera a), punto 3 del decreto del Presidente della
Repubblica 11 febbraio 1994, n. 243.
2. Tali misure vengono revocate solo nel caso in cui il Centro di
referenza non confermi la positivita’.
3. Gli esiti delle analisi devono essere comunicati tempestivamente
anche al proprietario o al detentore dell’equide.

Art. 8

1 I servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti
per territorio dispongono che gli animali sieropositivi siano
sottoposti a isolamento e sequestro in sedi e ricoveri compatibili
con le esigenze etologiche degli equidi, permettendo la presenza
nella stessa area di piu’ soggetti positivi, anche di proprieta’ di
terzi, purche’ situati a distanza dagli animali sani recettivi
nonche’ sottoposti a vigilanza veterinaria, secondo le misure di cui
all’allegato C della presente ordinanza.
2. Al fine di permettere la convivenza di piu’ equidi sieropositivi
in uno stesso luogo nel rispetto delle esigenze etologiche della
specie, le regioni e le province autonome consentono a enti locali,
ad associazioni riconosciute per la protezione degli animali e a
privati cittadini di individuare e gestire idonee aree attrezzate per
il mantenimento degli equidi sieropositivi secondo le condizioni di
cui all’allegato C della presente Ordinanza.
3. La movimentazione degli animali sieropositivi e’ consentita
esclusivamente per motivi legati alla tutela della loro salute e
benessere, per il trasferimento nelle aree di cui al comma 2 del
presente articolo o per essere destinati alla produzione di alimenti;
essa puo’ avvenire solo dopo la comunicazione al servizio veterinario
dell’azienda sanitaria locale competente sul territorio di partenza e
al servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale competente sul
territorio di destinazione al fine di garantire la vigilanza sul
rispetto delle stesse misure minime di cui all’allegato C della
presente ordinanza.
4. Fermo restando che tutti gli equidi possono essere movimentati
solo se correttamente identificati e scortati dal modello 4, cosi’
come modificato dal decreto ministeriale 16 maggio 2007, per gli
equidi sieropositivi di cui al comma precedente il suddetto modello 4
deve essere correttamente compilato, recando l’attestazione sanitaria
e la firma del veterinario ufficiale.
5. Il Centro di referenza trasmette trimestralmente al Ministero
della salute una relazione sulla situazione epidemiologica a livello
nazionale che sara’ resa disponibile tramite pubblicazione nel sito
internet del Ministero.

Art. 9

1. Al fine di contribuire al sistema di sorveglianza
epidemiologica, il veterinario, anche libero professionista, che
abbia motivi clinici di sospettare la presenza della malattia,
effettua il campionamento secondo le modalita’ previste dall’art. 4,
e contestualmente informa il servizio veterinario dell’azienda unita’
sanitaria locale competente per territorio.
2. I costi delle prove diagnostiche di cui al comma 1, effettuate
presso gli Istituti zooprofilattici sperimentali, sono a carico del
proprietario o del detentore.

Art. 10

1. Salvo che il fatto costituisca reato, i proprietari o i
detentori di equidi che non adempiono a quanto previsto dall’art. 3 o
che movimentano animali in mancanza di controllo sierologico secondo
quanto previsto dall’art. 2 oppure movimentano animali sieropositivi
in violazione di quanto stabilito all’art. 8, commi 3 e 4, sono
soggetti alle sanzioni previste dall’art. 16, comma1, del decreto
legislativo 22 maggio 1999, n. 196.

Art. 11

1. La presente ordinanza entra in vigore il giorno successivo alla
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e ha
validita’ di 24 mesi.
La presente ordinanza e’ inviata alla Corte dei Conti per la
registrazione e alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana per
la pubblicazione.

Roma, 8 agosto 2010

p. Il Ministro
Il Sottosegretario di Stato
Martini

Registrato alla Corte dei conti il 20 agosto 2010
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 14, foglio n. 282

Allegato A

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato B

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato C

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato D

Parte di provvedimento in formato grafico

MINISTERO DELLA SALUTE – ORDINANZA 8 agosto 2010

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