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MINISTERO DELLA SALUTE – ORDINANZA 18 dicembre 2007

MINISTERO DELLA SALUTE - ORDINANZA 18 dicembre 2007 - Piano di sorveglianza nazionale per l'anemia infettiva degli equidi. (GU n. 14 del 17-1-2008)

MINISTERO DELLA SALUTE

ORDINANZA 18 dicembre 2007

Piano di sorveglianza nazionale per l’anemia infettiva degli equidi.

IL MINISTRO DELLA SALUTE
Visto il regolamento di polizia veterinaria, approvato con decreto
del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;
Visto l’art. 32 della legge 23 gennaio 1978, n. 833, e successive
modifiche;
Visto l’art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto ministeriale 4 dicembre 1976, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 1976, n. 348, relativo alla profilassi
dell’anemia infettiva degli equini;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 11 febbraio 1994,
n. 243, regolamento recante attuazione della direttiva 90/426/CEE
relativa alle condizioni di polizia sanitaria che disciplinano i
movimenti e le importazioni di equini di provenienza da Paesi terzi,
con le modifiche apportate dalla direttiva 92/36/CEE;
Visto il decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali
5 maggio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 19 luglio 2006, n.
166;
Vista l’ordinanza ministeriale 14 novembre 2006, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 7 dicembre 2006, n. 285, recante: «Disposizioni
urgenti in materia di sorveglianza dell’anemia infettiva degli
equidi»;
Considerato che, a partire dal 1° gennaio 2007 fino alla fine del
mese di novembre 2007, sono stati notificati alla Commissione europea
245 focolai di anemia infettiva degli equini, distribuiti sull’intero
territorio nazionale;
Considerato che tali focolai sono stati individuati tramite
l’applicazione del piano operativo predisposto con la predetta
ordinanza ministeriale 14 novembre 2006;
Considerata la crescente importanza della malattia in ambito
internazionale;
Ritenuto, pertanto, necessario adottare misure sanitarie di
sorveglianza e controllo sull’intero territorio nazionale allo scopo
di prevenire l’insorgenza e verificare l’andamento della citata
malattia;
Tenuto conto delle indicazioni fornite dal Centro di referenza per
l’anemia infettiva degli equidi, istituito presso l’Istituto
Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, con sede in
Pisa;
Ordina:
Art. 1.
1. E’ resa obbligatoria sul territorio nazionale l’esecuzione del
piano di sorveglianza e controllo per l’anemia infettiva degli
equidi, di seguito denominato piano, secondo i criteri e le modalita’
di seguito indicate.
2. Le regioni, nell’ambito delle attivita’ di programmazione e
coordinamento, predispongono indirizzi per disciplinare l’attuazione
dei controlli e degli interventi previsti, verificandone
l’applicazione.
3. I servizi veterinari delle aziende unita’ sanitarie locali
provvedono, per il tramite delle regioni e province autonome, ad
inviare al Ministero della salute, entro 24 ore dalla conferma di
positivita’ effettuata dal Centro di referenza nazionale per l’anemia
infettiva degli equidi, di seguito denominato Centro di referenza –
con sede in Pisa – le informazioni previste dalla decisione 82/894/CE
e successive modifiche.

Art. 2.
1. E’ resa obbligatoria l’esecuzione di controlli sierologici
annuali per l’anemia infettiva degli equidi su tutti gli equidi di
eta’ superiore a sei mesi, ad esclusione dei capi allevati unicamente
per essere destinati alla macellazione, ai fini del consumo
alimentare.
2. Non si intendono compresi nella categoria da macello i
riproduttori ed i soggetti da carne interessati alla «transumanza»,
che, pertanto, devono ugualmente essere sottoposti a controllo
sierologico.
3. Gli esiti favorevoli dei controlli sierologici di cui al
comma 1, nonche’ di quelli effettuati ai sensi dell’ordinanza
ministeriale 14 novembre 2006, hanno validita’ di dodici mesi.
4. Gli esiti, nonche’ le date delle singole prove diagnostiche,
sono riportati dal veterinario ufficiale sul documento di
identificazione.
5. Qualora, durante i controlli sierologici di cui al comma 1,
siano rinvenuti equidi non ancora identificati ai sensi del decreto
del Ministero delle politiche agricole e forestali 5 maggio 2006, il
proprietario o il detentore delegato dal proprietario hanno l’obbligo
di provvedere nel piu’ breve tempo possibile alla regolarizzazione.
La non osservanza di tale prescrizione e’ sanzionata a norma di
legge.
6. In attesa dell’esito del campionamento, il veterinario ufficiale
individua l’equide non regolarmente identificato tramite la scheda di
cui all’allegato A.

Art. 3.
1. Le regioni e province autonome nelle quali, su basi
statisticamente significative, e’ accertata la presenza di un basso
livello di prevalenza della malattia, possono stabilire, previa
comunicazione al Ministero della salute e secondo le modalita’
indicate dal Centro di referenza, una diversa frequenza dei controlli
rispetto a quelli previsti dal presente decreto, e consentire gli
spostamenti degli equidi all’interno del proprio territorio regionale
con esclusione della movimentazione verso ippodromi, fiere,
manifestazioni sportive, aste o concentramenti di equidi.

Art. 4.
1. I prelievi per la diagnosi dell’anemia infettiva sono effettuati
a cura dei servizi veterinari delle aziende unita’ sanitarie locali o
da veterinari formalmente incaricati dell’esecuzione dei prelievi dai
medesimi servizi territorialmente competenti, secondo le modalita’
indicate dalle regioni o province autonome.
2. I costi del campionamento, comprese le prove diagnostiche, di
cui al comma 1 sono interamente a carico del proprietario o del
detentore, o comunque del responsabile dell’equide.
3. I campioni devono essere inviati agli Istituti zooprofilattici
sperimentali competenti per territorio accompagnati dalla scheda di
prelievo di cui all’allegato B, per l’esecuzione degli esami
diagnostici.
4. In caso di riscontro di positivita’, il campione e’ inviato per
la conferma diagnostica al Centro di referenza.
5. Gli Istituti zooprofilattici sperimentali che eseguono le prove
trasmettono al centro di referenza ed alla regione competente per
territorio i dati e ogni informazione sugli esiti degli esami di
laboratorio eseguiti nei confronti dell’anemia infettiva, secondo le
modalita’ indicate dal Centro di referenza stesso.

Art. 5.
1.1. I servizi veterinari delle aziende unita’ sanitarie locali
assicurano, in considerazione della situazione epidemiologica e
dell’analisi del rischio, la vigilanza veterinaria permanente presso
e aziende di cui all’art. 2, comma 1, lettera b) del decreto
ministeriale 5 maggio 2006, in modo particolare ippodromi, aste e
concentramenti di equidi in forma temporanea, al fine di verificare
l’osservanza delle disposizioni del presente decreto.

Art. 6.
1. In caso di riscontro di positivita’ sierologica, in attesa della
conferma da parte del centro di referenza, le autorita’ sanitarie
competenti adottano le misure previste dall’art. 99 del regolamento
di polizia veterinaria, approvato con decreto del Presidente della
Repubblica dell’8 febbraio 1954, n. 320, dagli articoli 1 e 3 del
decreto ministeriale 4 dicembre 1976 e dall’art. 4, comma 4,
lettera a), punto 3 del decreto del Presidente della Repubblica 11
febbraio 1994, n. 243.
2. Tali misure vengono revocate solo nel caso in cui il Centro di
referenza non confermi la positivita’.

Art. 7.
1. Le competenti autorita’ sanitarie devono disporre che gli
animali sieropositivi siano sottoposti ad isolamento e sequestro,
fino alla morte o alla macellazione, in sedi e ricoveri situati a
conveniente distanza dagli animali recettivi e sottoposti a vigilanza
veterinaria, secondo le misure minime di cui all’allegato C della
presente ordinanza.
2. La movimentazione degli animali sieropositivi, esclusivamente
per motivi legati al benessere o alla macellazione, puo’ essere
consentita solo dopo la comunicazione del servizio veterinario locale
competente per territorio al servizio veterinario locale di
destinazione, che deve esprimere il proprio assenso formale e
garantire le stesse misure minime di cui all’allegato C della
presente ordinanza.
3. Fermo restando che tutti gli equidi possono essere movimentati
solo se correttamente identificati e scortati dal modello 4, cosi’
come modificato dal decreto ministeriale 16 maggio 2007, per quanto
riguarda gli equidi positivi di cui al comma precedente il suddetto
modello 4 deve essere firmato dal veterinario ufficiale.
4. Il Centro di referenza trasmette trimestralmente al Ministero
della salute un report relativo alla situazione epidemiologica a
livello nazionale.

Art. 8.
1. Al fine di attuare piu’ efficacemente il sistema di sorveglianza
epidemiologica, il veterinario, anche libero professionista, che
abbia motivi clinici di sospettare la presenza della malattia,
effettua il campionamento secondo le modalita’ previste dall’art. 4,
e contestualmente informa il servizio veterinario dell’azienda unita’
sanitaria locale competente per territorio.
2. I costi delle prove diagnostiche di cui al comma 1, effettuate
presso gli Istituti zooprofilattici sperimentali, sono interamente a
carico del proprietario, del detentore o comunque del responsabile
dell’equide.

Art. 9.
1. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, ivi compreso il
veterinario ufficiale, non osservi le prescrizioni previste dalla
presente ordinanza, e’ soggetto alle sanzioni previste all’art. 16,
comma 1, del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 196.

Art. 10.
1. La presente ordinanza ha validita’ fino al 31 dicembre 2009 ed
entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 18 dicembre 2007
Il Ministro: Turco
Registrato alla Corte dei conti il 28 dicembre 2007
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 199

Allegati

—-> Vedere allegati da pag. 27 a pag. 32 in formato zip/pdf

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