MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 22 novembre 2007 | Chimici.info

MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 22 novembre 2007

MINISTERO DELLA SALUTE - DECRETO 22 novembre 2007 - Piano di attivita' e utilizzo delle risorse finanziarie di cui all'articolo 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n. 46, riguardante gli adempimenti previsti dal regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione delle sostanze chimiche (REACH). (GU n. 12 del 15-1-2008)

MINISTERO DELLA SALUTE

DECRETO 22 novembre 2007

Piano di attivita’ e utilizzo delle risorse finanziarie di cui
all’articolo 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10,
convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n.
46, riguardante gli adempimenti previsti dal regolamento (CE) n.
1907/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio concernente la
registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione
delle sostanze chimiche (REACH).

IL MINISTRO DELLA SALUTE
di concerto con
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE
IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
e con
IL MINISTRO
DELLE POLITICHE EUROPEE
Visto il regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 18 dicembre 2006 concernente la registrazione, la
valutazione, l’autorizzazione e la restrizione delle sostanze
chimiche (REACH);
Visto l’art. 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10,
convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n.
46 recante: «Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi
comunitari ed internazionali» ed in particolare i commi 3 e 5 ove si
prevede che con decreto del Ministro della salute, da adottarsi di
concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare, con il Ministro dello sviluppo economico, con il Ministro
dell’economia e delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento per le politiche comunitarie, deve essere
approvato il piano di attivita’ riguardante i compiti previsti nel
citato regolamento (CE) n. 1907/2006 e l’utilizzo delle relative
risorse;
Vista la direttiva 2006/121/CE del 18 dicembre 2006 del Parlamento
europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 67/548 del
Consiglio, concernente il ravvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative relative alla
classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze
pericolose per adattarla al regolamento (CE) n. 1907/2006 concernente
la registrazione, la valutazione, l’autorizzazione e la restrizione
delle sostanze chimiche (REACH) e che istituisce un’agenzia europea
per le sostanze chimiche;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre
1982, n. 904 e successive modificazioni recante «Attuazione della
direttiva n. 76/769 (CEE) relativa alla immissione sul mercato ed
all’uso di talune sostanze e preparati pericolosi»;
Visto il regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio del 23 marzo
1993, relativo alla valutazione e al controllo dei rischi presentati
dalle sostanze esistenti;
Visto il decreto legislativo 3 febbraio 1997, n. 52 recante
«Attuazione della direttiva n. 92/32/CEE concernente classificazione,
imballaggio ed etichettatura delle sostanze pericolose», e successive
modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65 e successive
modificazioni recante «Attuazione delle direttive n. 1999/45/CE e n.
2001/60/CE relative alla classificazione, all’imballaggio e
l’etichettatura dei preparati pericolosi»;
Visto il decreto del 28 febbraio 2006 recante il recepimento della
direttiva n. 2004/73/CE recante XXIX adeguamento al progresso tecnico
della direttiva n. 67/548/CEE in materia di classificazione,
imballaggio ed etichettatura di sostanze pericolose pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 20 aprile 2006, n.
92, supplemento ordinario;
Acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Decreta:
Art. 1.
Piano di attivita’ e utilizzo delle risorse finanziarie
1. E’ approvato il piano di attivita’ e utilizzo delle relative
risorse di cui all’allegato I, parte integrante del presente decreto,
per l’attuazione degli adempimenti di cui all’art. 5-bis del
decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10, convertito, con modificazioni,
dalla legge 6 aprile 2007, n. 46.
2. Gli organismi di cui agli articoli 2, 3, 4, 5, 6, utilizzano,
per gli adempimenti previsti dal presente decreto, le risorse
indicate nell’art. 5-bis del decreto-legge 15 febbraio 2007, n. 10,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 aprile 2007, n. 46 nei
limiti rispettivamente indicati nella tabella 1 dell’allegato I.

Art. 2.
Autorita’ competente
1. L’Autorita’ competente di cui all’art. 5-bis del decreto-legge
15 febbraio 2007, n. 10, convertito, con modificazioni, dalla legge
6 aprile 2007, n. 46 ha sede presso il Ministero della salute e fa
capo alla Direzione generale della prevenzione sanitaria.
2. Le attivita’ dell’Autorita’ competente sono quelle individuate
nel punto 1.2 dell’allegato I.

Art. 3.
Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare
1. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare svolge le attivita’ previste dal punto 1.3 dell’allegato I.

Art. 4.
Ministero dello sviluppo economico
1. Il Ministero dello sviluppo economico svolge le attivita’
previste dal punto 1.4 dell’allegato I.

Art. 5.
Centro nazionale delle sostanze chimiche – CSC
1. Il Centro nazionale sostanze chimiche (CSC), istituito presso
l’Istituto superiore di sanita’ (ISS), in collaborazione con
l’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici
(APAT), svolge le attivita’ previste dal punto 1.5 dell’allegato I.

Art. 6.
Agenzia per la protezione dell’ambiente
e per i servizi tecnici – APAT
1. L’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi
tecnici (APAT), in collaborazione con il Centro nazionale sostanze
chimiche (CSC), svolge le attivita’ previste dal punto 1.6
dell’allegato I.

Art. 7.
Composizione e funzioni
del Comitato tecnico di coordinamento
1. E’ istituito presso il Ministero della salute il Comitato
tecnico di coordinamento, che svolge le attivita’ previste dal punto
1.7 dell’allegato I. I componenti del Comitato tecnico di
coordinamento sono nominati con decreto del Ministro della salute,
durano in carica tre anni e possono essere riconfermati. Per ogni
componente titolare e’ nominato un supplente.
2. Il Comitato tecnico di coordinamento e’ composto da:
a) un membro designato dal Ministro della salute, con funzioni di
presidente;
b) un membro designato dal Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare;
c) un membro designato dal Ministro dello sviluppo economico;
d) un membro designato dal Ministro dell’economia e finanze;
e) un membro designato dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento delle politiche comunitarie;
f) un membro designato dal Centro nazionale sostanze chimiche;
g) un membro designato dall’Agenzia per la protezione
dell’ambiente e per i servizi tecnici;
h) un membro designato dalla Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome su indicazione della
Conferenza dei presidenti delle regioni e province autonome.
3. Nella prima seduta, il Comitato tecnico di coordinamento
disciplina il proprio funzionamento.
4. Il Comitato tecnico di coordinamento si riunisce su convocazione
del presidente ogni qualvolta risulta necessario, anche su richiesta
di uno dei componenti del Comitato e comunque almeno ogni trimestre.
5. Le attivita’ di segreteria sono assicurate dalla Direzione
generale della prevenzione sanitaria.
6. Ai componenti del Comitato di cui al presente articolo non e’
corrisposto alcun emolumento, indennita’, o rimborso spese.
All’istituzione e al funzionamento del suddetto Comitato si provvede
nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie
disponibili a legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Art. 8.
Utilizzo risorse finanziarie
1. Le risorse di cui all’art. 1, comma 2 sono destinate ad appositi
capitoli di bilancio dello stato di previsione dei Ministeri della
salute, dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e
dello sviluppo economico.

Art. 9.
Entrata in vigore
1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla
sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 22 novembre 2007
Il Ministro della salute
Turco
Il Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare
Pecoraro Scanio
Il Ministro
dello sviluppo economico
Bersani
Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Padoa Schioppa
Il Ministro
per le politiche europee
Bonino
Registrato alla Corte dei conti il 10 dicembre 2007
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 7, foglio n. 137

Allegato I

1. Attuazione degli adempimenti previsti dal regolamento REACH e
attivita’ di interfaccia con l’Agenzia europea per le sostanze
chimiche.
1.1. Generalita’.
Il regolamento REACH si presenta come un sistema integrato di
norme e presuppone l’attivazione di strutture nazionali altrettanto
integrate e sufficientemente dimensionate per poter rispondere in
maniera adeguata ai compiti previsti dal regolamento stesso.
Il quadro multidisciplinare delle competenze richieste rende
necessario il coinvolgimento di diverse amministrazioni e il
coordinamento da parte di una struttura centrale delle competenze
attualmente distribuite tra diverse amministrazioni e organi tecnici.
L’Autorita’ competente a livello nazionale e’ stata individuata
nel Ministero della salute, che opera d’intesa con il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministero
dello sviluppo economico e il Dipartimento per le politiche
comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
coordinandosi con le regioni e province autonome.
L’intesa tra le amministrazioni responsabili dell’attuazione del
regolamento REACH e il coordinamento tra i soggetti istituzionali
coinvolti sono assicurati nell’ambito del Comitato tecnico di
coordinamento che opera secondo le modalita’ indicate al successivo
paragrafo 1.7.
Per gli aspetti tecnico-scientifici l’Autorita’ competente si
avvale principalmente di due organi tecnici, l’Istituto superiore di
sanita’ (ISS), presso il quale viene istituito il Centro nazionale
delle sostanze chimiche (CSC), e l’Agenzia per la protezione
dell’ambiente e per i servizi tecnici (APAT).
1.2. Compiti dell’Autorita’ competente.
Il Ministero della salute, designato quale Autorita’ competente,
svolge i seguenti compiti:
1) stabilisce e mantiene i rapporti ufficiali con la
Commissione europea;
2). formula le proposte di inserimento delle sostanze
prioritarie nel «Piano d’azione a rotazione»;
3) partecipa alle attivita’ del Forum dell’Agenzia europea per
lo scambio delle informazioni tra le autorita’ nazionali;
4) partecipa, in collaborazione con il CSC e l’APAT, ai lavori
del Comitato per la valutazione dei rischi dell’Agenzia europea, con
particolare riferimento alle sostanze candidate o da candidare ai
processi di valutazione (titolo VI), autorizzazione (titolo VII) e
restrizione (titolo VIII);
5) partecipa, in accordo con il Comitato di coordinamento, ai
lavori degli altri Comitati dell’Agenzia europea, per gli aspetti di
competenza;
6) partecipa, con il supporto dell’APAT e del CSC, ai lavori
comunitari concernenti la revisione degli allegati al regolamento;
7) istituisce e presiede un Comitato tecnico di coordinamento,
come indicato nel paragrafo 1.7;
8) indica, d’intesa con i Ministeri dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico e con il
Dipartimento delle politiche comunitarie, sentiti il CSC e l’APAT, i
nominativi dei rappresentanti nazionali per le attivita’ dei comitati
e degli organi dell’Agenzia europea (Comitato degli Stati membri,
Comitato per la valutazione dei rischi, Comitato per la valutazione
socio-economica, Forum per lo scambio delle informazioni, Comitato di
cui all’art. 133 del regolamento). Tali rappresentanti potranno
essere accompagnati dagli esperti;
9) promuove le attivita’ di controllo e vigilanza sul
territorio nazionale, al fine di garantire la corretta applicazione
del regolamento;
10) adotta, anche su proposta del Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, iniziative di carattere
urgente ai sensi dell’art. 129 del regolamento per tutelare la salute
umana o l’ambiente;
11) partecipa all’attivita’ di Help desk centrale svolta dal
Ministero dello sviluppo economico, fornendo il proprio supporto;
12) formula, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, proposte per favorire l’attuazione di programmi di
formazione rivolti alle imprese, da realizzare in accordo con le
associazioni industriali di categoria, le autorita’ locali ed altri
soggetti pubblici e privati in possesso di competenze specifiche
(centri di eccellenza, centri di ricerca, universita’, etc.);
13) formula, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, un piano di iniziative per soddisfare le esigenze
formative prioritarie del sistema pubblico, da realizzare con il
contributo attivo di tutti i livelli istituzionali coinvolti e dei
soggetti in possesso di specifiche competenze al riguardo (centri di
eccellenza, centri di ricerca, universita’, Formez, etc.);
14) formula, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, un piano per favorire l’adeguamento dei percorsi
formativi delle universita’ italiane e per soddisfare il fabbisogno
di alta formazione, in relazione ai compiti di carattere
tecnico-scientifico previsti dal regolamento REACH;
15) formula, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, proposte al Ministero dello sviluppo economico per
favorire l’utilizzo nazionale dei fondi dei programmi operativi
nazionali (Programma Quadro per la competitivita’ e l’innovazione
2007-2013 e Programma Operativo Nazionale «Ricerca e Competitivita’
2007/2013») e degli strumenti offerti dal sistema legislativo
nazionale in vigore (legge n. 46/1982 e legge n. 488/1992), allo
scopo di:
colmare il deficit di laboratori di saggio operanti secondo
le buone pratiche di laboratorio (BPL);
stimolare e promuovere lo sviluppo delle attivita’ dei
laboratori nazionali che effettuano i saggi sperimentali previsti dal
regolamento;
16) formula, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, un piano per promuovere attivita’ di ricerca e
sviluppo finalizzate alla sostituzione delle sostanze «estremamente
preoccupanti», favorendo l’utilizzo nazionale dei fondi resi
disponibili attraverso la programmazione 2007-2013, con particolare
riferimento al VII Programma quadro per la ricerca, lo sviluppo
tecnologico e le attivita’ dimostrative per il periodo 2007-2013, al
Programma quadro per la competitivita’ e l’innovazione 2007-2013, al
Programma operativo nazionale «Ricerca e competitivita’ 2007/2013» e
agli strumenti offerti dal sistema legislativo nazionale in vigore
(legge n. 46/1982 e legge n. 488/1992) o in corso di predisposizione;
17) definisce, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, proposte per la promozione di attivita’ di ricerca
finalizzate alla messa a punto di metodi alternativi ai test che
richiedono l’utilizzo di animali;
18) elabora, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, un piano di iniziative di informazione per favorire la
sensibilizzazione del pubblico e di tutte le parti interessate
sull’attuazione del Regolamento REACH;
19) comunica all’Agenzia, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, i nominativi di esperti di comprovata esperienza
nell’espletamento dei compiti previsti dal comma 3 art. 77 del
regolamento REACH.
1.3. Compiti del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare.
Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare assicura in particolare:
1) la partecipazione, con il supporto dell’APAT e del CSC, ai
lavori del Comitato per la valutazione dei rischi dell’Agenzia
europea, con particolare riferimento alle sostanze candidate o da
candidare ai processi di valutazione (titolo VI), autorizzazione
(titolo VII) e restrizione (titolo VIII);
2) la partecipazione, con il supporto dell’APAT e del CSC, ai
lavori comunitari concernenti la revisione degli allegati al
regolamento e, in particolare, degli allegati I, IV e V nonche’
dell’allegato XIII sulle sostanze persistenti, bioaccumulabili e
tossiche;
3) la partecipazione, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, ai lavori degli altri Comitati dell’Agenzia europea,
per gli aspetti di competenza;
4) la definizione, in accordo con il Ministero della salute, di
iniziative di carattere urgente ai sensi dell’art. 129 del
regolamento per tutelare la salute umana o l’ambiente;
5) lo sviluppo di attivita’ di ricerca, con il supporto
dell’APAT e del CSC, volte ad aumentare le conoscenze sulle
correlazioni tra esposizione ambientale ad agenti chimici ed effetti
nocivi sulla salute umana e sull’ambiente nonche’ di iniziative volte
ad integrare le conoscenze sui rischi delle sostanze con i programmi
nazionali di sorveglianza ambientale e della salute umana;
6) lo sviluppo, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, di attivita’ di informazione sui rischi delle sostanze
chimiche, ai sensi dell’art. 123 del regolamento, anche con il
coinvolgimento di associazioni di consumatori e ambientaliste;
7) la promozione, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, di iniziative di formazione e per l’adeguamento
dell’offerta formativa delle universita’ italiane;
8) assicura la partecipazione all’attivita’ di Help desk
centrale svolta dal Ministero dello sviluppo economico, fornendo il
proprio supporto;
9) la promozione, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, di attivita’ per garantire l’accesso del pubblico alle
informazioni sulle sostanze chimiche, anche attraverso la
costituzione di banche dati che consentano un accesso facilitato alle
informazioni sulle proprieta’ pericolose delle sostanze, tenendo
conto di basi e banche dati gia’ esistenti.
1.4. Compiti del Ministero dello sviluppo economico.
Il Ministero dello sviluppo economico assicura in particolare:
1) l’istituzione e il funzionamento, avvalendosi del supporto
tecnico-scientifico del CSC e dell’APAT, di un servizio nazionale di
informazione e assistenza tecnica, ai sensi dell’art. 124 del
regolamento, per fornire ai fabbricanti, agli importatori e agli
utilizzatori a valle di sostanze chimiche adeguate informazioni sugli
obblighi e sulle responsabilita’ che competono loro, in particolare
in relazione alle procedure di registrazione;
2) la partecipazione ai lavori del Comitato per l’analisi
socio-economica dell’Agenzia europea, con particolare riferimento
alle sostanze candidate o da candidare ai processi di autorizzazione
(titolo VII) e restrizione (titolo VIII): a questo scopo, il
Ministero dello sviluppo economico sviluppa le competenze
specialistiche necessarie avvalendosi del supporto di enti di ricerca
o universita’ o di altri organismi pubblici e privati;
3) la partecipazione, d’intesa con il Comitato tecnico di
coordinamento, ai lavori degli altri Comitati dell’Agenzia europea,
per gli aspetti di competenza;
4) la promozione, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, di iniziative di formazione e informazione nonche’ per
l’adeguamento dell’offerta formativa delle universita’ italiane;
5) la promozione di iniziative per rimediare a controversie tra
aziende ed eventuali contenziosi.
1.5. Compiti del Centro nazionale Sostanze Chimiche (CSC).
L’ISS segue istituzionalmente gli aspetti tecnico scientifici
della regolamentazione comunitaria attualmente in vigore sulle
sostanze chimiche, ed ha al proprio interno le competenze necessarie
per lo svolgimento delle attivita’ previste.
L’ISS, attraverso l’istituzione del CSC, consolida le proprie
competenze in materia di tossicologia, ecotossicologia, stima
dell’esposizione umana diretta e indiretta e di caratterizzazione del
rischio, organizzando una struttura tecnica adeguata ai compiti
relativi alle attivita’ di valutazione delle sostanze chimiche
nonche’ ai compiti relativi alle procedure di restrizione,
autorizzazione e classificazione armonizzata delle sostanze.
La struttura tecnica del CSC assicura altresi’ l’espletamento di
tutte le funzioni tecnico-scientifiche previste dalle norme in vigore
in materia di sostanze chimiche, fino alla loro abrogazione.
L’ISS, attraverso il CSC, concorre inoltre a supportare le
attivita’ di controllo e vigilanza, in accordo con l’Autorita’
competente e le regioni e province autonome.
Il CSC in particolare:
1) partecipa alla formulazione delle proposte di inserimento
delle sostanze prioritarie nel «Piano d’azione a rotazione»;
2) effettua per le sostanze assegnate all’Italia, in
collaborazione con l’APAT per gli aspetti relativi alla valutazione
dell’esposizione umana attraverso l’ambiente, la valutazione del
rischio per la salute umana;
3) collabora con l’APAT, per le sostanze assegnate all’Italia,
in particolare per l’ecotossicologia, alla stima dell’esposizione
ambientale mediante l’uso di modelli predittivi e la
caratterizzazione del rischio, alla valutazione del rischio
ambientale;
4) definisce, in collaborazione con l’APAT, le informazioni
supplementari da richiedere alle imprese per le sostanze oggetto di
valutazione;
5) istituisce e gestisce, in accordo con l’Autorita’ competente
e le regioni e province autonome, un sistema informativo integrato
per la gestione dei dati, agendo da interfaccia con l’Agenzia
europea;
6) scambia con l’Agenzia europea, in accordo con l’autorita’
competente, le informazioni sulle sostanze prodotte o importate nel
territorio nazionale;
7) elabora, in collaborazione con l’APAT, una bozza di parere
per le richieste relative alle sostanze prodotte o importate per
scopi di ricerca e sviluppo;
8) propone al Comitato tecnico di coordinamento iniziative per
l’informazione del pubblico sui rischi chimici;
9) propone al Comitato tecnico di coordinamento, in
collaborazione con l’APAT, le sostanze da candidare all’inserimento
in allegato XIV (autorizzazioni) o alle procedure di restrizione o
alla classificazione armonizzata;
10) compila i fascicoli di cui all’allegato XV per gli aspetti
di propria competenza;
11) puo’ partecipare con propri esperti ai Comitati tecnici
dell’Agenzia europea;
12) assicura il supporto tecnico-scientifico per la
partecipazione dei rappresentanti nazionali alle attivita’ dei
suddetti Comitati e organi dell’Agenzia europea;
13) stabilisce, d’intesa con l’autorita’ competente, rapporti
diretti e operativi con l’Agenzia europea;
14) partecipa con propri esperti alle attivita’ nazionali di
informazione e formazione;
15) partecipa all’attivita’ di Help desk centrale svolta dal
Ministero dello sviluppo economico, fornendo il proprio supporto
tecnico-scientifico;
16) fornisce supporto tecnico-scientifico per le attivita’ di
controllo e vigilanza, per le attivita’ di sviluppo dei laboratori di
saggio e per le attivita’ di ricerca finalizzate all’individuazione
di metodi alternativi ai test che richiedono l’uso di animali.
1.6. Compiti dell’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i
servizi Tecnici (APAT).
L’APAT, collaborando anche con il sistema della rete nazionale
delle agenzie regionali e delle province autonome per la protezione
dell’ambiente ha al proprio interno le competenze per svolgere un
ruolo determinante nella valutazione del rischio delle sostanze e
organizza nel proprio ambito una struttura tecnica adeguata ai
compiti previsti.
L’APAT in particolare:
1) partecipa alla formulazione delle proposte di inserimento
delle sostanze prioritarie nel «Piano d’azione a rotazione»;
2) effettua, per le sostanze assegnate all’Italia, la
valutazione dei rischi per l’ambiente, anche avvalendosi del sistema
delle agenzie ambientali ed in collaborazione con il CSC per gli
aspetti relativi alla ecotossicologia, alla caratterizzazione del
rischio e all’uso di modelli predittivi dell’esposizione;
3) collabora con il CSC, per le sostanze assegnate all’Italia,
per gli aspetti relativi alla valutazione dell’esposizione attraverso
l’ambiente alla valutazione del rischio per la salute umana;
4) definisce, in collaborazione con il CSC, le informazioni
supplementari da richiedere alle imprese per le sostanze oggetto di
valutazione;
5) collabora con il CSC alla definizione della bozza di parere
per le richieste relative alle sostanze prodotte o importate per
scopi di ricerca e sviluppo;
6) propone al Comitato tecnico di coordinamento iniziative per
l’informazione del pubblico sui rischi chimici;
7) propone al Comitato tecnico di coordinamento, in
collaborazione con il CSC, le sostanze da candidare all’inserimento
in allegato XIV (autorizzazioni) o alle procedure di restrizione o
alla classificazione armonizzata;
8) compila i fascicoli di cui all’allegato XV per gli aspetti
di propria competenza;
9) puo’ partecipare con propri esperti ai Comitati tecnici
dell’Agenzia europea;
10) assicura il supporto tecnico-scientifico per la
partecipazione dei rappresentanti nazionali alle attivita’ dei
suddetti comitati e organi dell’Agenzia europea;
11) partecipa con propri esperti alle attivita’ nazionali di
informazione e formazione;
12) partecipa all’attivita’ di Help desk centrale svolta dal
Ministero dello sviluppo economico, fornendo il proprio supporto
tecnico-scientifico;
13) fornisce supporto tecnico-scientifico per le attivita’ di
controllo e vigilanza, per le attivita’ di sviluppo dei laboratori di
saggio e per le attivita’ di ricerca finalizzate all’individuazione
di metodi alternativi ai test che richiedono l’uso di animali;
14) concorre, in collaborazione con l’Autorita’ competente, a
promuovere le attivita’ di controllo e vigilanza sul territorio
nazionale.
1.7. Funzioni del Comitato tecnico di coordinamento.
Per il necessario coordinamento delle citate amministrazioni e
delle attivita’ connesse ai compiti delle stesse e’ istituito presso
il Ministero della salute un Comitato tecnico di coordinamento.
Per l’assunzione delle decisioni, il Comitato adotta un
regolamento di funzionamento interno.
La nomina dei rappresentanti del Comitato tecnico di
coordinamento puo’ essere rinnovata. Ai componenti del Comitato non
spetta alcun compenso o gettone di presenza.
Il Comitato tecnico di coordinamento svolge un’attivita’ di
raccordo operativo per gli aspetti connessi all’attuazione del
regolamento REACH tra le amministrazioni centrali, gli organismi
tecnici di supporto e le regioni e province autonome.
I componenti designati a far parte del Comitato tecnico di
coordinamento assicurano la loro presenza e partecipazione alle
attivita’ del Comitato in modo assiduo e continuativo.
Per quanto riguarda le sostanze da candidare all’inserimento nel
«Piano d’azione a rotazione» nonche’ per le sostanze da valutare, le
proposte sono presentate dal CSC e dall’APAT al Comitato di
coordinamento, che ha il compito di esaminare la fattibilita’ del
programma proposto e approvarlo.
Per quanto riguarda le attivita’ che richiedono la compilazione
di un fascicolo tecnico ai sensi dell’allegato XV, il Comitato
tecnico di coordinamento tiene conto per le proprie decisioni dei
pareri forniti dal CSC e dall’APAT, oltre che delle proposte avanzate
dai rappresentanti dei citati Ministeri e dal rappresentante delle
regioni, in particolare nei seguenti casi:
proposte di inserimento di una sostanza nell’elenco delle
sostanze candidate all’autorizzazione (allegato XIV);
proposte di restrizioni;
proposte di classificazione armonizzata.
Per le decisioni da adottare in relazione alle procedure
comunitarie («procedure di comitato» e pareri dei comitati
dell’Agenzia europea) inerenti alla valutazione, autorizzazione,
restrizione e classificazione delle sostanze, il Comitato tecnico di
coordinamento tiene conto dei pareri forniti dal CSC e dall’APAT
nonche’ delle proposte avanzate dai rappresentanti dei citati
Ministeri e dal rappresentante delle regioni e province autonome.
Il Comitato tecnico di coordinamento assicura altresi’ lo
svolgimento delle funzioni indicate ai successivi paragrafi 2 e 3,
concernenti l’informazione e l’assistenza tecnica alle imprese e le
attivita’ di ispezione e vigilanza.
Il piano annuale di attivita’, predisposto da ciascuna delle
amministrazioni di cui ai paragrafi 1.2, 1.3, 1.4, 1.5, e 1.6 entro
il 31 gennaio di ciascun anno, viene discusso dal Comitato tecnico di
coordinamento, che formula e trasmette all’Autorita’ competente e
alle altre amministrazioni rappresentate, osservazioni e proposte ai
fini della ottimizzazione della complessiva programmazione delle
azioni da porre in essere.
Entro la stessa data, a partire dal 2009, ciascuna delle
amministrazioni predette presenta un rapporto sulle attivita’ svolte
nell’anno precedente al Comitato medesimo, il quale ne effettua una
valutazione e presenta all’Autorita’ competente una relazione sui
risultati conseguiti, anche ai fini della riprogrammazione delle
attivita’ e della eventuale ridefinizione delle attribuzioni di
risorse.
2. Rete nazionale di sportelli per l’informazione e l’assistenza
tecnica alle imprese.
Il regolamento REACH prevede che gli Stati membri allestiscano
servizi di assistenza tecnica per fornire alle imprese le
informazioni necessarie per adeguarsi alle disposizioni previste dal
regolamento, in particolare per quanto riguarda gli obblighi relativi
alla registrazione delle sostanze.
L’azione pubblica non deve sostituire il ruolo pro-attivo
richiesto all’industria nel controllo e nella gestione dei rischi
delle sostanze chimiche, e non deve neppure sovrapporsi all’offerta
di servizi privati in relazione alla prevedibile domanda di
consulenza da parte delle imprese (in particolare delle piccole e
medie imprese).
Il servizio pubblico ha invece lo scopo principale di fornire
informazioni circa la corretta applicazione delle disposizioni
previste dal Regolamento e, nella fase iniziale, di orientare le
imprese nell’interpretazione degli obblighi richiesti che ne
derivano.
L’attivita’ di assistenza tecnica erogata dal settore pubblico
puo’ favorire l’adeguamento del sistema produttivo alle disposizioni
previste dal regolamento e, se presente sul territorio, puo’
costituire un «sensore» privilegiato della domanda relativa alle
attivita’ di supporto necessarie (formazione, supporti informativi,
assistenza e attivita’ di ricerca e sviluppo).
La realizzazione di un Help desk nazionale e’ una delle priorita’
nell’ambito delle attivita’ di implementazione del regolamento REACH.
L’Help desk nazionale assicura il funzionamento del servizio di
assistenza attraverso:
la corrispondenza, in via telematica, direttamente con i
singoli soggetti interessati o con le amministrazioni pubbliche
statali e regionali, le associazioni imprenditoriali, le Camere di
commercio, le stazioni sperimentali e gli enti pubblici e privati
facenti parte dell’articolazione territoriale del servizio;
la gestione e la manutenzione del sito internet e la banca dati
dell’Help desk;
lo scambio di informazioni con gli Help desks degli altri Stati
membri dell’Unione europea, con l’Help desk dell’Agenzia europea e
con i competenti servizi della Commissione attraverso il network
creato a livello comunitario.
Un funzionario del Ministero dello sviluppo economico e’ stato
accreditato come «Correspondent» per l’Italia e cura i rapporti a
livello comunitario con il relativo network (REHCORN) in corso di
organizzazione da parte della Commissione europea.
Il REHCORN, composto dai punti di contatto degli Help desks
nazionali e dell’Agenzia europea, e’ l’organismo che avra’ in carico
il controllo del REACH Help-net e dovra’ assicurare che gli obiettivi
del network siano realizzati.
Il REACH Help-net, composto dagli Help desks nazionali e
dell’Agenzia europea, ha l’obiettivo di fornire pareri coerenti e
armonizzati ai fabbricanti, agli importatori, agli utilizzatori a
valle e alle altre parti interessate, al fine di facilitare
un’applicazione del regolamento REACH appropriata ed efficace.
L’articolazione territoriale della rete nazionale di Help desk
rappresenta un obiettivo importante da realizzare a seguito di una
approfondita analisi delle effettive esigenze del mondo produttivo.
Il Ministero dello sviluppo economico, d’intesa con il Comitato
tecnico di coordinamento, provvede ad effettuare:
1) una ricognizione sul territorio nazionale per
l’individuazione dei fabbisogni del tessuto produttivo, in
collaborazione con le associazioni industriali nazionali;
2) una ricognizione sul territorio nazionale, in collaborazione
con le autorita’ locali e le con le associazioni industriali
nazionali, per l’individuazione delle strutture che possono
costituire la base per la creazione degli sportelli a livello locale.
L’attuazione a livello territoriale del servizio potra’ essere
realizzata attraverso accordi di partenariato con autorita’ locali,
organismi pubblici e privati gia’ presenti sul territorio (regioni,
sistema delle agenzie ambientali, sistema camerale, stazioni
sperimentali che fanno capo al Ministero dello sviluppo economico,
Agenzie o organismi che fanno capo alle regioni, associazioni
industriali di categoria).
I termini in cui il servizio sara’ esercitato dalla rete
nazionale di sportelli dovra’ tener conto dell’esigenza di mantenere
uno stretto rapporto con l’Help desk nazionale al fine di garantire
la coerenza e l’armonizzazione dei pareri resi alle parti
interessate.
3. Rete nazionale per le attivita’ di ispezione e vigilanza, in
stretto raccordo con le Regioni e gli organismi tecnici operanti sul
territorio.
L’Autorita’ competente avvia il sistema dei controlli ufficiali
previsto dal regolamento REACH, assicurando che sia intrapresa
un’appropriata attivita’ di vigilanza e controllo al fine di
verificare la completa attuazione delle prescrizioni da parte di
tutti i soggetti della catena di distribuzione delle sostanze, dalla
produzione/importazione, all’uso, all’immissione sul mercato delle
sostanze, come tali o contenute nei preparati o negli articoli.
Al fine di permettere il coerente adeguamento del sistema di
vigilanza, nel rispetto del decreto legislativo n. 52/1997 e del
decreto legislativo n. 65/2003, lo Stato e le regioni e province
autonome definiscono in un apposito atto di accordo, da stipularsi
entro il 30 giugno 2008, le modalita’ per concorrere all’attuazione
del regolamento (CE) n. 1907/2006.
L’attivita’ di vigilanza riguarda la verifica:
1) dell’avvenuta presentazione di una registrazione, di una
notifica, di una proposta di test, di una richiesta di
autorizzazione;
2) del rispetto delle restrizioni stabilite ai sensi del titolo
VIII del regolamento;
3) dell’esistenza e dell’efficacia di un sistema di gestione e
controllo, da parte di tutti gli attori della catena, relativo ai
seguenti aspetti:
le prescrizioni per la registrazione;
la presenza della relazione sulla sicurezza chimica, ove
prevista;
la verifica della presenza, nella scheda di sicurezza,
dell’allegato tecnico con la sintesi degli scenari di esposizione;
la verifica dei dati contenuti nella valutazione della
sicurezza chimica in conformita’ alle condizioni di produzione,
importazione, uso e immissione sul mercato della sostanza, della
preparazione o degli articoli;
la verifica dell’applicazione delle misure di gestione del
rischio previste e della loro efficacia;
la comunicazione delle informazioni lungo la catena di
approvvigionamento;
la verifica della completezza dei dati riportati nella schede
di sicurezza;
la verifica della completezza dei dati riportati nelle
etichette applicate sia sulle confezioni esterne che sui flaconi.
Il Comitato tecnico di coordinamento effettua una ricognizione
preliminare al fine di individuare le peculiarita’ delle strutture
regionali e periferiche attualmente impegnate nelle attivita’ di
vigilanza, per valorizzare le risorse esistenti e potenziarle laddove
necessario.
Il Comitato tecnico di coordinamento, individua le modalita’ per
consentire i necessari apporti tecnico scientifici degli operatori
della rete interregionale dei dipartimenti di prevenzione delle ASL,
delle Agenzie regionali per la protezione ambientale, delle Agenzia
delle dogane e dell’ISPESL.
Il Comitato tecnico di coordinamento propone annualmente
all’Autorita’ competente un piano di attivita’ ispettive secondo la
seguente articolazione:
ispezioni da effettuare (numero di ispezioni, distribuzione sul
territorio, tipologia in base alle classi di utilizzo dei prodotti,
soggetti che svolgeranno l’attivita’ ispettiva);
predisposizione di programmi di visite congiunte tra due o piu’
paesi dell’Unione europea al fine di armonizzare i sistemi ispettivi;
valutazione degli interventi ispettivi effettuati, al fine
della formulazione dei nuovi piani di vigilanza.
Entro il 1° luglio di ogni anno, come previsto dal regolamento,
l’Autorita’ competente presenta all’Agenzia una relazione sui
risultati dei controlli ufficiali. Il primo rapporto e’ presentato
due anni dopo l’entrata in vigore del regolamento, ovvero entro il
1° giugno 2009.
I problemi comuni sono discussi nell’ambito del Forum per lo
scambio delle informazioni tra le autorita’ nazionali (che svolgera’
le funzioni attualmente garantite dal programma del Chemical
Legislation European Enforcement Network (CLEEN), cui prende parte un
rappresentante dell’Autorita’ competente.
Allo scopo di potenziare la rete nazionale per le attivita’ di
ispezione e vigilanza, l’Autorita’ competente, su proposta del
Comitato tecnico di coordinamento, tenendo conto anche delle
posizioni espresse dall’Agenzia europea, emana linee guida
concernenti le attivita’ ispettive da realizzare per garantire il
controllo sull’applicazione del regolamento REACH nel territorio
nazionale, anche con il coinvolgimento di altre strutture, quali
l’Agenzia delle dogane.
Tali linee guida individuano anche le modalita’ di attuazione
delle attivita’ di vigilanza, per tenere conto dell’entrata in vigore
graduale degli obblighi previsti dal Regolamento.
L’Autorita’ competente attiva, con il supporto di CSC e APAT, una
rete nazionale per lo scambio delle esperienze e delle informazioni;
a tale scopo prevede la costituzione di un sito interattivo in cui
sia possibile mantenere aggiornate le informazioni relative alle
attivita’ di vigilanza e controllo.
4. Adempimenti a breve e medio termine (2007-2009).
4.1. Azioni previste nel 2007.
Nel corso del 2007 sono attuate, in particolare, le iniziative
correlate all’entrata in vigore delle prime disposizioni del
regolamento REACH.
Le azioni previste riguardano:
l’organizzazione delle strutture dell’Autorita’ competente, dei
Ministeri che operano d’intesa con il Ministero della salute nonche’
degli organi tecnici di supporto (APAT e CSC);
i compiti di informazione e assistenza tecnica alle imprese;
l’istituzione di un sistema di controlli ufficiali;
l’avvio di alcune azioni strategiche di supporto.
4.1.1. Autorita’ competente.
Il Ministero della salute, designato quale Autorita’ competente:
1) definisce, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, l’organizzazione della struttura tecnica
dell’Autorita’ stessa e definisce la consistenza delle risorse umane
ad essa dedicate;
2) istituisce, con decreto da adottare entro sessanta giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto, il Comitato tecnico di
coordinamento di cui al precedente paragrafo 1.7, sulla base delle
designazioni del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, del Ministero dello sviluppo economico, del
Ministero dell’economia e delle finanze, del Dipartimento per le
politiche comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e Bolzano, dell’ISS (CSC) e dell’APAT;
3) istituisce una segreteria tecnica per le attivita’ e il
funzionamento del Comitato tecnico di coordinamento;
4) adotta, entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del
presente un piano relativo alle attivita’ di controllo e vigilanza
sul territorio nazionale, al fine di garantire la corretta
applicazione del regolamento;
5) adotta d’intesa con il Comitato tecnico di coordinamento,
entro sei mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, un piano
di iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie del
sistema pubblico, da realizzare con il contributo attivo di tutti i
livelli istituzionali coinvolti;
6) effettua tramite il CSC e l’APAT, entro centoventi giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto, un censimento dei
laboratori di saggio operanti in ambito nazionale;
7) effettua tramite il CSC e l’APAT, entro centoventi giorni
dall’entrata in vigore del presente decreto, un censimento delle
strutture pubbliche e private impegnate nelle attivita’ di ricerca
per l’individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono
l’utilizzo di animali;
8) garantisce la partecipazione, in accordo con il Comitato
tecnico di coordinamento, agli organi della Commissione europea e
dell’Agenzia;
9) adotta in accordo con il Comitato tecnico di coordinamento,
entro centoventi giorni dall’entrata in vigore del presente, un piano
di iniziative di informazione e provvede d’intesa con il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
all’organizzazione di un convegno di particolare evidenza, da tenersi
nel secondo semestre del 2007, per la presentazione del Piano
nazionale per l’attuazione del regolamento REACH.
4.1.2. Centro nazionale Sostanze Chimiche (CSC)
L’Istituto superiore di sanita’ definisce, non oltre trenta
giorni dall’entrata in vigore del presente decreto la struttura
organizzativa e la consistenza delle risorse umane del CSC.
Il CSC:
1) designa, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, il proprio rappresentante nel Comitato tecnico di
coordinamento di cui al precedente paragrafo 1.7, assicurandone la
partecipazione assidua e continuativa;
2) organizza le proprie attivita’ per assicurare l’espletamento
delle funzioni tecnico-scientifiche previste dalle norme in vigore in
materia di sostanze chimiche, fino alla loro abrogazione;
3) fornisce supporto tecnico-scientifico all’Autorita’
competente per la definizione del piano relativo alle attivita’ di
controllo e vigilanza sul territorio nazionale;
4) fornisce supporto tecnico-scientifico al Ministero dello
sviluppo economico per le attivita’ dell’Help desk centrale;
5) istituisce e gestisce, in accordo con l’Autorita’
competente, un sistema informativo integrato per lo scambio dei dati
con l’Agenzia europea e cura il collegamento in rete dei soggetti
istituzionali che partecipano al Comitato tecnico di coordinamento
nonche’ di altri soggetti, eventualmente coinvolti su proposta del
Comitato stesso;
6) definisce in accordo con l’Autorita’ competente, entro
centoventi giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, un
programma di armonizzazione delle schede di sicurezza sul territorio
nazionale;
7) garantisce la partecipazione, in accordo con il Comitato
tecnico di coordinamento, agli organi della Commissione europea e
dell’Agenzia;
8) effettua, in collaborazione con l’APAT, sulla base delle
indicazioni dell’Autorita’ competente, il censimento dei laboratori
di saggio operanti in ambito nazionale;
9) effettua, in collaborazione con l’APAT e sulla base delle
indicazioni dell’Autorita’ competente, il censimento delle strutture
pubbliche e private impegnate nelle attivita’ di ricerca per
l’individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono
l’utilizzo di animali;
10) fornisce supporto tecnico-scientifico per la definizione
del piano di iniziative di informazione e partecipa alla
presentazione di un convegno di particolare evidenza, da tenersi nel
secondo semestre del 2007, del Piano nazionale per l’attuazione del
regolamento REACH;
11) stabilisce, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore
del presente decreto, le attivita’ di formazione necessarie per
dotare la struttura del CSC di risorse umane adeguate e organizza al
proprio interno corsi di formazione e/o aggiornamento.
4.1.3. Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi
tecnici (APAT).
L’APAT definisce, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, l’organizzazione della struttura tecnica per le
attivita’ di supporto all’attuazione del Regolamento REACH e
definisce la consistenza delle risorse umane ad essa dedicate.
L’APAT:
1) designa, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, il proprio rappresentante nel Comitato tecnico di
coordinamento di cui al precedente paragrafo 1.7., assicurandone la
partecipazione assidua e continuativa;
2) fornisce supporto tecnico-scientifico all’Autorita’
competente per la definizione del piano relativo alle attivita’ di
controllo e vigilanza sul territorio nazionale;
3) fornisce supporto tecnico-scientifico al Ministero dello
sviluppo economico per le attivita’ dell’Help desk centrale;
4) garantisce la partecipazione, in accordo con il Comitato
tecnico di coordinamento, agli organi della Commissione europea e
dell’Agenzia;
5) effettua in collaborazione con il CSC un censimento delle
strutture pubbliche e private impegnate nelle attivita’ di ricerca
per l’individuazione di metodi alternativi ai test che richiedono
l’utilizzo di animali;
6) effettua, in collaborazione con il CSC, sulla base delle
indicazioni dell’Autorita’ competente, il censimento dei laboratori
di saggio operanti in ambito nazionale;
7) fornisce supporto tecnico-scientifico per la definizione del
piano di iniziative di informazione e partecipa alla presentazione di
un convegno di particolare evidenza, da tenersi nel secondo semestre
del 2007, del Piano nazionale per l’attuazione del regolamento REACH;
8) stabilisce, entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, le attivita’ di formazione necessarie per dotare la
struttura tecnica dell’APAT di risorse umane adeguate e organizza al
proprio interno corsi di formazione e/o aggiornamento.
4.1.4. Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare.
Il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare:
1) designa, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, il proprio rappresentante nel Comitato tecnico di
coordinamento di cui al precedente paragrafo 1.7, assicurandone la
partecipazione assidua e continuativa;
2) definisce, entro sei mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, attivita’ di ricerca volte ad aumentare le
conoscenze sulle correlazioni tra l’esposizione ambientale ad agenti
chimici e gli effetti sulla salute umana e sull’ambiente;
3) garantisce la partecipazione, in accordo con il Comitato
tecnico di coordinamento, agli organi della Commissione europea e
dell’Agenzia;
4) collabora con l’Autorita’ competente alla definizione del
piano di iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie
del sistema pubblico;
5) definisce, entro sei mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, iniziative per garantire l’accesso del pubblico
alle informazioni sulle sostanze chimiche, anche attraverso la
costituzione di una banca dati;
6) collabora con l’Autorita’ competente alla definizione del
piano di iniziative di informazione e alla loro realizzazione, ivi
incluso il convegno per la presentazione del Piano nazionale per
l’attuazione del regolamento REACH.
4.1.5. Ministero dello sviluppo economico.
Il Ministero dello sviluppo economico:
1) designa, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente decreto, il proprio rappresentante nel Comitato tecnico di
coordinamento di cui al precedente paragrafo 1.7, assicurandone la
partecipazione assidua e continuativa;
2) istituisce e organizza, entro trenta giorni dall’entrata in
vigore del decreto, un servizio di informazione e assistenza tecnica
alle imprese (sportello nazionale);
3) partecipa al network REHCORN degli Help desks nazionali
(REACH-Help-net), in corso di organizzazione a livello comunitario;
4) garantisce la partecipazione, in accordo con il Comitato
tecnico di coordinamento, agli organi della Commissione europea e
dell’Agenzia;
5) definisce, entro sei mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, un piano per l’articolazione territoriale della
rete nazionale di Help desk in collaborazione con le Autorita’ locali
e le associazioni industriali nazionali;
6) collabora con l’Autorita’ competente alla definizione del
piano di iniziative di informazione e alla loro realizzazione, ivi
incluso il convegno per la presentazione del Piano nazionale per
l’attuazione del regolamento REACH.
7) avvia, entro sei mesi dall’entrata in vigore del decreto, le
iniziative per la messa a punto delle competenze specialistiche
necessarie per l’analisi socio economica.
4.1.6 Ministero dell’economia e delle finanze e Presidenza del
Consiglio dei Ministri Dipartimento per le politiche comunitarie.
Analogamente alle amministrazioni gia’ indicate, il Ministero
dell’economia e delle finanze e la Presidenza del Consiglio dei
Ministri Dipartimento per le politiche comunitarie designano, entro
trenta giorni dall’entrata in vigore del presente decreto, il proprio
rappresentante nel Comitato tecnico di coordinamento di cui al
precedente paragrafo 1.7.
4.2. Azioni previste nel 2008.
Nel corso del 2008 vengono consolidate e in alcuni casi
completate le iniziative correlate all’entrata in vigore delle
disposizioni del Regolamento REACH.
Entro il 31 gennaio 2008, il Comitato tecnico di coordinamento
acquisisce e valuta le proposte relative ai programmi annuali di
attivita’ da parte del CSC e dell’APAT nonche’ le proposte dei
rappresentanti del Comitato medesimo e presenta all’Autorita’
competente un piano annuale di attivita’ e di utilizzo delle risorse
finanziarie.
Sulla base del piano approvato, l’Autorita’ competente adotta i
provvedimenti conseguenti.
4.2.1. Autorita’ competente.
Nel 2008, l’Autorita’ competente:
1) indica, d’intesa con i Ministeri dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico e con il
Dipartimento delle politiche comunitarie della Presidenza del
Consiglio dei Ministri, i nominativi dei rappresentanti e degli
esperti nazionali per le attivita’ dei comitati e degli organi
dell’Agenzia europea (Comitato degli Stati membri, Comitato per la
valutazione dei rischi, Comitato per la valutazione socio-economica,
Forum per lo scambio delle informazioni, Comitato di cui all’art. 133
del regolamento);
2) definisce, entro il 30 giugno 2008, linee guida per
armonizzare le attivita’ di controllo e vigilanza sul territorio
nazionale;
3) trasmette formalmente alla Commissione europea, entro il
1° dicembre 2008, il decreto concernente le sanzioni previste nei
casi di infrazione alle disposizioni previste dal Regolamento REACH;
4) partecipa con propri rappresentanti ed esperti alle
attivita’ del Forum dell’Agenzia europea per lo scambio delle
informazioni tra le autorita’ nazionali competenti;
5) definisce, entro il 30 giugno 2008, un piano generale per
favorire l’attuazione di programmi di formazione rivolti alle
imprese, da realizzare in accordo con le associazioni industriali di
categoria e le autorita’ locali;
6) aggiorna, entro il 31 dicembre 2008, il piano di iniziative
per soddisfare le esigenze formative prioritarie del sistema
pubblico;
7) definisce, entro il 30 giugno 2008, un piano per favorire
l’adeguamento dei percorsi formativi delle universita’ italiane volto
a soddisfare il fabbisogno di alta formazione, in relazione ai
compiti di carattere tecnico-scientifico previsti dal Regolamento
REACH;
8) definisce, entro il 30 giugno 2008, sulla base del
censimento effettuato, un piano per favorire l’ampliamento dei
laboratori di saggio esistenti e l’insediamento di nuovi laboratori
nelle aree maggiormente deficitarie;
9) definisce, entro il 30 giugno 2008, sulla base del
censimento effettuato, un piano per promuovere le attivita’ di
ricerca volte all’individuazione di metodi alternativi ai test che
richiedono l’utilizzo di animali vertebrati;
10) definisce, entro il 30 giugno 2008, un piano per promuovere
le attivita’ di ricerca e sviluppo finalizzate alla sostituzione
delle sostanze «estremamente preoccupanti»;
11) aggiorna entro il 31 dicembre 2008 il piano di iniziative
di informazione.
4.2.2. Centro nazionale Sostanze Chimiche (CSC).
Nel 2008, il CSC consolida la propria struttura tecnica, per
assicurare l’espletamento delle funzioni tecnico-scientifiche di cui
al precedente paragrafo 4.1.2, punto 1, nonche’ per fornire il
supporto tecnico-scientifico di cui al precedente paragrafo 4.1.2,
punti 2, 3, 4 e 5 (norme in vigore, attivita’ di controllo e
vigilanza, attivita’ dell’Help desk centrale, sistema di gestione dei
dati).
Il CSC presenta al Comitato tecnico di coordinamento, entro il
15 gennaio 2008, il proprio programma di attivita’ per la definizione
da parte del Comitato medesimo della proposta relativa al piano
annuale di attivita’ e di utilizzo delle risorse finanziarie.
Inoltre, il CSC fornisce supporto tecnico-scientifico:
1) ai rappresentanti designati a partecipare agli organi
tecnici della Commissione e ai Comitati dell’Agenzia europea, anche
attraverso la partecipazione diretta di propri esperti;
2) alla definizione di linee guida per l’armonizzazione delle
attivita’ di controllo e vigilanza, di cui al precedente
paragrafo 4.2.1, punto 2;
3) all’aggiornamento del piano di iniziative per soddisfare le
esigenze formative prioritarie del sistema pubblico, di cui al
precedente paragrafo 4.2.1, punto 6, proseguendo le proprie attivita’
di formazione interna per dotare la struttura del CSC di risorse
umane adeguate;
4) alla definizione dei piani di cui al precedente
paragrafo 4.2.1, punti 5, 7, 8, 9, 10 e 11 (programmi di formazione
rivolti alle imprese, adeguamento percorsi formativi delle
universita’ italiane, ampliamento e insediamento di laboratori di
saggio, attivita’ di ricerca per l’individuazione di metodi di prova
alternativi, attivita’ di ricerca per la sostituzione delle sostanze
«estremamente preoccupanti», iniziative di informazione).
4.2.3. Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi
tecnici (APAT).
Nel 2008, l’APAT consolida la propria struttura tecnica, per
assicurare il supporto tecnico-scientifico di cui al precedente
paragrafo 4.1.3, punti 1 e 2 (attivita’ di controllo e vigilanza,
attivita’ dell’Help desk centrale).
L’APAT presenta al Comitato tecnico di coordinamento, entro il
15 gennaio 2008, il proprio programma di attivita’ per la definizione
da parte del Comitato medesimo della proposta relativa al piano
annuale di attivita’ e di utilizzo delle risorse finanziarie.
Inoltre, l’APAT fornisce, in collaborazione con il CSC e per le
materie di competenza, il supporto tecnico-scientifico:
1) ai rappresentanti designati a partecipare agli organi
tecnici della Commissione e ai Comitati dell’Agenzia europea, anche
attraverso la partecipazione diretta di propri esperti;
2) alla definizione di linee guida per l’armonizzazione delle
attivita’ di controllo e vigilanza, di cui al precedente
paragrafo 4.2.1, punto 2;
3) all’aggiornamento del piano di iniziative per soddisfare le
esigenze formative prioritarie del sistema pubblico, di cui al
precedente paragrafo 4.2.1, punto 6, proseguendo le proprie attivita’
di formazione interna per dotare la struttura dell’APAT di risorse
umane adeguate;
4) alla definizione dei piani di cui al precedente
paragrafo 4.2.1, punti 5, 7, 8, 9, 10 e 11 (programmi di formazione
rivolti alle imprese, adeguamento percorsi formativi delle
universita’ italiane, ampliamento e insediamento di laboratori di
saggio, attivita’ di ricerca per l’individuazione di metodi di prova
alternativi, attivita’ di ricerca per la sostituzione delle sostanze
«estremamente preoccupanti», iniziative di informazione).
4.2.4. Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare.
Nel 2008, il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare:
1) partecipa alle attivita’ del Comitato per la valutazione dei
rischi dell’Agenzia europea nonche’, per gli aspetti di competenza,
ai lavori degli altri comitati e organi tecnici;
2) partecipa ai lavori comunitari per la revisione degli
allegati al regolamento REACH;
3) aggiorna, entro il 31 dicembre 2008, il programma delle
attivita’ di ricerca di cui al precedente paragrafo 4.1.4, punto 2 e
promuove, se del caso, studi volti a migliorare le metodologie di
valutazione del rischio ambientale;
4) definisce, entro il 30 giugno 2008, iniziative volte ad
integrare le conoscenze sui rischi delle sostanze con i programmi
nazionali di sorveglianza ambientale e della salute umana;
5) collabora con l’Autorita’ competente all’aggiornamento del
piano di iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie
del sistema pubblico, di cui al precedente paragrafo 4.1.1, punto 5;.
6) aggiorna, entro il 31 dicembre 2008, le iniziative per
garantire l’accesso del pubblico alle informazioni sulle sostanze
chimiche, di cui al precedente paragrafo 4.1.4, punto 5;
7) promuove, in accordo con il Comitato tecnico di
coordinamento, attivita’ di informazione sui rischi delle sostanze,
secondo quanto indicato al precedente paragrafo 1.3.6;
8) collabora con l’Autorita’ competente all’aggiornamento dei
piani di cui al paragrafo 4.2.1, punti 5, 7, 8, 9, 10 e 11 (programmi
di formazione rivolti alle imprese, adeguamento percorsi formativi
delle universita’ italiane, ampliamento e insediamento di laboratori
di saggio, attivita’ di ricerca per l’individuazione di metodi di
prova alternativi, attivita’ di ricerca per la sostituzione delle
sostanze «estremamente preoccupanti», iniziative di informazione) e
contribuisce alla loro attuazione;
4.2.5. Ministero dello sviluppo economico.
Nel 2008, il Ministero dello sviluppo economico:
1) partecipa alle attivita’ del Comitato per l’analisi
socio-economica dell’Agenzia europea nonche’, per gli aspetti di
competenza, ai lavori degli altri comitati e organi;
2) organizza l’articolazione territoriale della rete nazionale
di Help desk, di cui al precedente paragrafo 4.1.5, punto 5;
3) promuove, in collaborazione con istituti specializzati e
universita’, lo studio e la messa a punto di metodologie e strumenti
di valutazione per effettuare l’analisi socio-economica;
4) collabora con l’Autorita’ competente all’aggiornamento dei
piani di cui al paragrafo 4.2.1, punti 5, 6, 7, 8, 9, 10 e 11
(programmi di formazione rivolti alle imprese, esigenze formative del
sistema pubblico, adeguamento dei percorsi formativi delle
universita’ italiane, ampliamento e insediamento di laboratori di
saggio, attivita’ di ricerca per l’individuazione di metodi di prova
alternativi, attivita’ di ricerca per la sostituzione delle sostanze
«estremamente preoccupanti», iniziative di informazione) e
contribuisce alla loro attuazione.
4.3. Azioni previste nel 2009.
Nel 2009, il regolamento REACH entra in vigore in tutte le sue
parti e l’Agenzia europea inizia l’attivita’ per l’identificazione
delle sostanze da includere nell’allegato XIV («sostanze soggette
all’obbligo di autorizzazione») nonche’ per l’individuazione delle
prime sostanze da includere nel «Piano d’azione a rotazione» per la
valutazione da parte degli Stati membri.
Entro il 31 gennaio 2009, il Comitato tecnico di coordinamento
acquisisce e valuta le proposte relative ai programmi annuali di
attivita’ da parte del CSC e dell’APAT nonche’ le proposte dei
rappresentanti del Comitato medesimo e presenta all’Autorita’
competente un piano annuale di attivita’ e di utilizzo delle risorse
finanziarie.
Sulla base del piano approvato, l’Autorita’ competente adotta i
provvedimenti conseguenti.
In relazione all’esperienza maturata, procede altresi’ ad una
verifica del piano di attivita’ di cui al presente decreto e, se del
caso, propone una modifica del presente decreto. A tale scopo,
l’Autorita’ competente, acquisito il parere del Comitato tecnico di
coordinamento entro il 31 ottobre 2009, presenta una proposta al
Ministro della salute entro il 31 dicembre 2009.
4.3.1. Autorita’ competente.
Nel 2009, l’Autorita’ competente, oltre ad espletare le funzioni
di cui al precedente paragrafo 4.2.1:
1) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, le linee
guida per armonizzare le attivita’ di controllo e vigilanza, di cui
al precedente paragrafo 4.2.1, punto 2);
2) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano
generale per favorire l’attuazione dei programmi di formazione
rivolti alle imprese, di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 5;
3) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano di
iniziative per soddisfare le esigenze formative prioritarie del
sistema pubblico, di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 6);
4) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano per
favorire l’adeguamento dei percorsi formativi delle universita’
italiane, di cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 7;
5) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano per
favorire l’ampliamento e l’insediamento dei laboratori di saggio, di
cui al precedente paragrafo 4.2.1, punto 8;
6) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano per
promuovere le attivita’ di ricerca volte all’individuazione di metodi
di prova alternativi, di cui al paragrafo 4.2.1, punto 9;
7) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano per
promuovere le attivita’ di ricerca e sviluppo finalizzate alla
sostituzione delle sostanze «estremamente preoccupanti», di cui al
precedente paragrafo 4.2.1, punto 10;
8) aggiorna, se del caso entro il 31 ottobre 2009, il piano di
iniziative di informazione, di cui al precedente paragrafo 4.2.1,
punto 11.
4.3.2. Centro nazionale sostanze chimiche (CSC).
Nel 2009, il CSC completa la propria struttura tecnica, per
assicurare l’espletamento delle funzioni di supporto
tecnico-scientifico previste.
Il CSC presenta al Comitato tecnico di coordinamento, entro il
15 gennaio 2009, il proprio programma di attivita’ per la definizione
da parte del Comitato medesimo della proposta relativa al piano
annuale di attivita’ e di utilizzo delle risorse finanziarie.
Oltre alle funzioni indicate al precedente paragrafo 4.2.2, il
CSC:
1) partecipa alla formulazione delle proposte di inserimento
delle sostanze prioritarie nel «Piano d’azione a rotazione»;
2) fornisce il proprio supporto per l’aggiornamento, se del
caso, delle linee guida e dei piani di cui al precedente
paragrafo 4.3.1 punti da 1 a 8;
4.3.3. Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i servizi
tecnici (APAT)
Nel 2009, l’APAT completa la propria struttura tecnica, per
assicurare l’espletamento delle funzioni di supporto
tecnico-scientifico previste.
L’APAT presenta al Comitato tecnico di coordinamento, entro il
15 gennaio 2009, il proprio programma di attivita’ per la definizione
da parte del Comitato medesimo della proposta relativa al piano
annuale di attivita’ e di utilizzo delle risorse finanziarie.
Oltre alle funzioni indicate al precedente paragrafo 4.2.3,
l’APAT:
1) partecipa alla formulazione delle proposte di inserimento
delle sostanze prioritarie nel «Piano d’azione a rotazione»;
2) fornisce il proprio supporto per l’aggiornamento, se del
caso, delle linee guida e dei piani di cui al precedente
paragrafo 4.3.1, punti da 1 a 8.
4.3.4. Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare.
Nel 2009, il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare assicura l’espletamento delle funzioni indicate
al precedente paragrafo 4.2.4 e provvede, se del caso, ad aggiornare
le iniziative intraprese.
Collabora con l’Autorita’ competente all’aggiornamento dei piani
indicati al precedente paragrafo 4.3.1, contribuendo alla loro
attuazione.
4.3.5. Ministero dello sviluppo economico.
Nel 2009, il Ministero dello sviluppo economico assicura
l’espletamento delle funzioni indicate al precedente paragrafo 4.2.5
e provvede, se del caso, ad aggiornare le iniziative intraprese.
Collabora con l’Autorita’ competente all’aggiornamento dei piani
indicati al precedente paragrafo 4.3.1, contribuendo alla loro
attuazione.
5. Utilizzo delle risorse finanziarie.
Per gli adempimenti previsti dal Regolamento REACH, come
specificati nel paragrafi precedenti, le amministrazioni e gli
organismi coinvolti utilizzano le risorse di cui all’art. 5-bis della
legge 6 aprile 2007 n. 46 nei limiti degli importi rispettivamente
attribuiti, come indicato nella tabella 1.
Tabella 1
UTILIZZO DELLE RISORSE FINANZIARIE DI CUI
ALL’ART 5-BIS LEGGE 6 APRILE 2007, N. 46

—-> Vedere tabella a pag. 30 in formato zip/pdf

MINISTERO DELLA SALUTE – DECRETO 22 novembre 2007

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