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MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE – DECRETO 29 novembre 2007, n.267

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE - DECRETO 29 novembre 2007, n.267 - Regolamento recante «Disciplina delle modalita' procedimentali per il riconoscimento della parita' scolastica e per il suo mantenimento, ai sensi dell'articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27». (GU n. 23 del 28-1-2008)

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

DECRETO 29 novembre 2007, n.267

Regolamento recante «Disciplina delle modalita’ procedimentali per il
riconoscimento della parita’ scolastica e per il suo mantenimento, ai
sensi dell’articolo 1-bis, comma 2, del decreto-legge 5 dicembre
2005, n. 250, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio
2006, n. 27».

IL MINISTRO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE

Visto il decreto-legge 5 dicembre 2005, n. 250, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006, n. 27, e, in particolare,
l’articolo 1-bis, comma 2, concernente le modalita’ procedimentali
per il riconoscimento della parita’ scolastica e per il suo
mantenimento, da definirsi con regolamento adottato ai sensi
dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni;
Vista la legge 10 marzo 2000, n. 62, recante norme in materia di
parita’ scolastica e di diritto allo studio e all’istruzione;
Visto il testo unico delle leggi in materia di istruzione,
approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e
successive modificazioni;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, e, in particolare,
l’articolo 1, comma 7, concernente l’istituzione del Ministero della
pubblica istruzione;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 22 ottobre 2007;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai
sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1.

Procedure per il riconoscimento della parita’

1. La parita’ e’ riconosciuta, a domanda, con provvedimento
adottato dal dirigente preposto all’ufficio scolastico regionale
competente per territorio, previo accertamento della sussistenza dei
requisiti e condizioni stabiliti dall’articolo 1, commi 2, 3, 4, 5 e
6, della legge 10 marzo 2000, n. 62.
2. In materia di parita’ le regioni a statuto speciale e le
province autonome di Trento e Bolzano esercitano le loro attribuzioni
in conformita’ ai rispettivi Statuti speciali e relative norme di
attuazione.
3. L’istanza di riconoscimento della parita’ e’ presentata dal
soggetto gestore persona fisica o, nel caso di ente pubblico o
privato, dal rappresentante legale. Tali soggetti devono essere in
possesso dei requisiti di cui all’articolo 353 del decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297.
4. La domanda presentata da ente ecclesiastico deve essere
corredata del nulla-osta della competente autorita’ ecclesiastica. La
domanda presentata da ente locale o regione deve essere corredata del
relativo atto deliberativo, adottato secondo il rispettivo
ordinamento.
5. L’istanza di riconoscimento della parita’ puo’ essere inoltrata:
a) per le scuole non statali gia’ funzionanti;
b) per le scuole non statali che attiveranno il funzionamento
all’inizio dell’anno scolastico successivo a quello dell’inoltro
della richiesta. Il funzionamento, fatta eccezione per la scuola
dell’infanzia, deve essere attivato con corsi completi o, a partire
dalla prima classe, in vista dell’istituzione dell’intero corso.
6. Con l’istanza di riconoscimento, da inoltrare entro il 31 marzo
dell’anno scolastico precedente quello da cui decorrono gli effetti
della parita’, il gestore o il rappresentante legale della gestione
deve dichiarare:
a) i dati relativi al proprio status giuridico nonche’ il
possesso dei requisiti previsti dall’articolo 353 del decreto
legislativo 16 aprile 1994, n. 297;
b) l’impegno ad adottare un bilancio della scuola conforme alle
regole della pubblicita’ vigenti per la specifica gestione e comunque
accessibile a chiunque nella scuola vi abbia un interesse
qualificato;
c) l’impegno ad istituire nella scuola organi collegiali
improntati alla partecipazione democratica per il processo di
attuazione e sviluppo del piano dell’offerta formativa e per la
regolamentazione dei diritti e dei doveri delle studentesse e degli
studenti nel rispetto dei principi sanciti dal decreto del Presidente
della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249;
d) l’impegno ad applicare le norme vigenti in materia di
inserimento di studenti con handicap o in condizioni di svantaggio;
e) l’impegno ad accogliere l’iscrizione alla scuola di chiunque
ne accetti il progetto educativo, sia in possesso di un titolo di
studio valido per l’iscrizione alla classe che intende frequentare ed
abbia una eta’ non inferiore a quella prevista dai vigenti
ordinamenti scolastici;
f) l’impegno a costituire corsi completi e a formare classi
composte da un numero di alunni non inferiore ad otto per rendere
efficace l’organizzazione degli insegnamenti e delle attivita’
didattiche. Per le scuole dell’infanzia il numero minimo degli alunni
va computato con riferimento alle sezioni complessivamente attivate;
g) l’impegno ad utilizzare personale docente munito del titolo di
abilitazione prescritto per l’insegnamento impartito;
h) l’impegno ad utilizzare un coordinatore delle attivita’
educative e didattiche in possesso di titoli culturali o
professionali non inferiori a quelli previsti per il personale
docente;
i) l’impegno a stipulare contratti individuali di lavoro per il
coordinatore delle attivita’ educative e didattiche e per il
personale docente della scuola conformi ai contratti collettivi di
settore e a rispettare il limite previsto dall’articolo 1, comma 5,
della legge 10 marzo 2000, n. 62. E’ fatta eccezione per il personale
religioso che presta servizio nell’ambito della propria congregazione
e per il clero diocesano che presta servizio nell’ambito di strutture
gestite dalla diocesi.
7. Alla domanda di riconoscimento deve essere allegata la seguente
documentazione relativa:
a) al progetto educativo della scuola adottato in armonia con i
principi fondamentali della Costituzione;
b) alle linee essenziali del piano dell’offerta formativa
elaborato in conformita’ agli ordinamenti vigenti;
c) alla disponibilita’ di locali, arredi e attrezzature
didattiche idonei in relazione al tipo di scuola e conformi alle
norme vigenti in materia di igiene e sicurezza;
d) al numero degli alunni iscritti a ciascuna classe o sezione.
8. In caso di sdoppiamento di un corso gia’ funzionante il gestore
deve chiedere entro 30 giorni dal termine ultimo annualmente
stabilito per l’iscrizione degli alunni, l’estensione del
riconoscimento della parita’ alle nuove classi, a partire dalla prima
e con prospettiva di completamento del corso. A norma
dell’articolo 1, comma 4, della legge 10 marzo 2000, n. 62, la
parita’ non puo’ essere riconosciuta, di norma, a singole classi.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

– Il testo dell’art. 1-bis, comma 2, del decreto-legge
5 dicembre 2005, n. 250, recante: Misure urgenti in materia
di scuola, universita’, beni culturali ed in favore di
soggetti affetti da gravi patologie, nonche’ in tema di
rinegoziazione di mutui, di professioni e di sanita’,
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 febbraio 2006,
n. 27, e’ il seguente:
«Art. 1-bis (Norme in materia di scuole non statali). –
(Omissis).
2. La frequenza delle scuole paritarie costituisce
assolvimento del diritto-dovere all’istruzione e alla
formazione, di cui al decreto legislativo 15 aprile 2005,
n. 76. La parita’ e’ riconosciuta con provvedimento
adottato dal dirigente preposto all’ufficio scolastico
regionale competente per territorio, previo accertamento
della sussistenza dei requisiti di cui all’art. 1 della
citata legge n. 62 del 2000. Il riconoscimento ha effetto
dall’inizio dell’anno scolastico successivo a quello in cui
e’ stata presentata la relativa domanda. Nei casi di
istituzione di nuovi corsi, ad iniziare dalla prima classe
ai sensi dell’art. 1, comma 4, lettera f), della citata
legge n. 62 del 2000, fatta eccezione per le scuole
dell’infanzia, il riconoscimento e’ sottoposto alla
condizione risolutiva del completamento del corso di studi,
restando comunque salvi gli effetti conseguenti al
riconoscimento adottato. Le modalita’ procedimentali per il
riconoscimento della parita’ sco…

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