MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 25 gennaio 2007 | Chimici.info

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – DECRETO 25 gennaio 2007

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA - DECRETO 25 gennaio 2007 - Regole procedurali di carattere tecnico operativo per l'attuazione del decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313. (GU n. 32 del 8-2-2007)

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA

DECRETO 25 gennaio 2007

Regole procedurali di carattere tecnico operativo per l’attuazione
del decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002, n. 313.

Capo I
Principi generali
IL DIRETTORE GENERALE
della giustizia penale

Visto il decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002,
n. 313, contenente il T.U. delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle
sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi
pendenti;
Letti gli articoli 20, 33, 35, 39, 42, 43 e 46 del citato T.U., dai
quali emerge la necessita’ di disciplinare con ulteriori decreti le
modalita’ tecnico-operative per l’applicazione del medesimo T.U. e
per la gestione della fase transitoria;
Considerato il processo che caratterizza l’evoluzione del sistema
informativo automatizzato del casellario giudiziale e la non completa
operativita’ dei sistemi di interconnessione tra le diverse
articolazioni degli uffici giudiziari e le altre pubbliche
amministrazioni;
Visto il decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 – Codice in
materia di protezione dei dati personali;
Sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per
l’innovazione e le tecnologie;
Sentito il Garante per la protezione dei dati personali;
Decreta:
Art. 1.
Ambito di applicazione
1. Il presente decreto stabilisce le regole tecniche di
funzionamento del sistema informativo automatizzato del casellario
giudiziale, del casellario dei carichi pendenti, dell’anagrafe delle
sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei
carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato.

Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini dell’applicazione del presente decreto, se non
diversamente ed espressamente indicato:
a) «T.U.» e’ il testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle
sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi
pendenti, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
14 novembre 2002, n. 313;
b) «casellario giudiziale» e’ l’insieme dei dati relativi a
provvedimenti giudiziari e amministrativi riferiti a soggetti
determinati;
c) «casellario dei carichi pendenti» e’ l’insieme dei dati
relativi a provvedimenti giudiziari riferiti a soggetti determinati
che hanno la qualita’ di imputato;
d) «anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato»
e’ l’insieme dei dati relativi a provvedimenti giudiziari che
applicano, agli enti con personalita’ giuridica e alle societa’ e
associazioni anche prive di personalita’ giuridica, le sanzioni
amministrative dipendenti da reato, ai sensi del decreto legislativo
8 giugno 2001, n. 231;
e) «anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi
dipendenti da reato» e’ l’insieme dei dati relativi a provvedimenti
giudiziari riferiti agli enti con personalita’ giuridica e alle
societa’ e associazioni anche prive di personalita’ giuridica, cui e’
stato contestato l’illecito amministrativo dipendente da reato, ai
sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
f) «ente» e’ l’ente fornito di personalita’ giuridica, la
societa’ e l’associazione, anche priva di personalita’ giuridica, ai
sensi del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231;
g) «ufficio iscrizione» e’ l’ufficio presso l’autorita’
giudiziaria che ha emesso il provvedimento giudiziario soggetto a
iscrizione o a eliminazione, cosi’ come definito nel T.U.;
h) «ufficio territoriale» e’ l’ufficio presso il giudice di pace,
cosi’ come definito nel T.U.;
i) «ufficio locale» e’ l’ufficio presso il tribunale e presso il
tribunale per i minorenni, cosi’ come definito nel T.U. Nella fase
transitoria ed in attesa dell’adozione del regolamento di cui
all’art. 7, comma 4 del decreto legislativo 25 luglio 2006, n. 240,
ufficio locale e’ l’ufficio costituito nell’ambito delle procure
della Repubblica presso i Tribunali ordinari, gia’ denominato
casellario locale;
j) «ufficio centrale» e’ l’ufficio presso il Ministero della
giustizia, cosi’ come definito nel T.U.;
k) «sistema» e’ il sistema informativo automatizzato del
casellario giudiziale, del casellario dei carichi pendenti,
dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato,
dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi
dipendenti da reato;
l) «codice identificativo» e’ il codice fiscale o il codice
individuato ai sensi dell’art. 43 del T.U.;
m) «RUG» (Rete Unitaria della Giustizia) e’ l’infrastruttura
telematica che interconnette tra loro i sistemi informatici interni
al Dominio Giustizia;
n) «sistemi fonte» sono i sistemi informatici interni al Dominio
Giustizia da cui sono generati i dati per l’iscrizione,
l’aggiornamento e l’eliminazione dei provvedimenti nelle predette
banche dati centralizzate.
o) «archivio CAI» e’ l’archivio informatizzato degli assegni
bancari e postali e delle carte di pagamento della «Centrale di
Allarme Interbancaria» – segmento ASP «Archivio Sanzioni Penali»,
istituito presso la Banca d’Italia ai sensi dell’art. 36, comma 1,
del decreto legislativo 30 dicembre 1999, n. 507;
p) «firma digitale» un particolare tipo di firma elettronica
qualificata basata su un sistema di chiavi crittografiche, una
pubblica e una privata, correlate tra loro, che consente al titolare
tramite la chiave privata e al destinatario tramite la chiave
pubblica, rispettivamente, di rendere manifesta e di verificare la
provenienza e l’integrita’ di un documento informatico o di un
insieme di documenti informatici (decreto legislativo 7 marzo 2005,
n. 82, e successive modificazioni);
q) «Log» per log si intende la registrazione informatica, anche
per motivi di sicurezza, delle operazioni che un certo programma
informatico sta eseguendo.

Capo II
Sistema informativo
Art. 3.
Principi e funzioni
1. Il sistema, la cui gestione e’ demandata all’ufficio centrale,
e’ il supporto alla base di tutte le procedure per le attivita’ degli
e tra gli uffici coinvolti concernenti l’iscrizione, l’eliminazione,
lo scambio, la trasmissione, la conservazione dei dati e i servizi
certificativi, anche nei rapporti con l’utenza e si uniforma ai
principi indicati all’art. 41 del T.U.
2. Il sistema raccoglie e conserva in una banca dati centralizzata:
a) l’insieme dei dati del casellario giudiziale e del casellario
dei carichi pendenti, trattando separatamente quelli relativi ai
minorenni;
b) l’insieme dei dati relativi all’anagrafe delle sanzioni
amministrative dipendenti da reato e all’anagrafe dei carichi
pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato.
3. I dati raccolti e memorizzati nella banca dati centralizzata di
cui al comma 2 sono protetti mediante l’utilizzo di tecniche di
cifratura ed idonee procedure di controllo degli accessi.
4. Il sistema conserva a fini statistici, in modo anonimo, i dati
eliminati, per le attivita’ di supporto demandate all’ufficio
centrale dall’art. 19 del T.U.
5. Il sistema e’ articolato su due siti, il polo primario e il polo
secondario con sede rispettivamente a Roma e a Napoli. I due poli, su
cui sono installate tutte le funzionalita’ e le strutture delle
banche dati del sistema, sono speculari a livello di struttura e sono
allineati in modalita’ asincrona, tramite un sistema di replicazione
progettato per assicurare la protezione dei dati e l’indipendenza dei
due poli. Tale scelta architetturale consente:
a) un bilanciamento del carico di lavoro tra i due poli
attraverso una soluzione che prevede la suddivisione degli accessi
sul sistema in funzione del tipo di utente che si connette;
b) la continuita’ dei servizi erogati dal sistema, in relazione
ai diversi scenari di indisponibilita’ del sistema.
6. Titolare del trattamento dei dati e’ il Ministero della
giustizia – Dipartimento per gli affari di giustizia, nel cui ambito
e’ istituito l’ufficio centrale.

Art. 4.
Politiche di sicurezza
1. Sul sistema sono implementate politiche di sicurezza idonee a:
a) salvaguardare la riservatezza delle informazioni e delle
risorse del sistema, riducendo al minimo il rischio di accessi,
volontari o involontari, non autorizzati;
b) salvaguardare la integrita’ delle informazioni e delle risorse
del sistema, riducendo al minimo il rischio che possano avvenire
cancellazioni o modifiche delle stesse a seguito di interventi di
soggetti non autorizzati o del verificarsi di fenomeni non
controllabili (quali il deteriorarsi dei supporti di memorizzazione,
il degrado dei dati trasmessi su canali rumorosi, i guasti degli
apparati, i problemi ai sistemi di distribuzione dell’energia, gli
incendi, gli allagamenti, etc.) e prevedere adeguate procedure di
recupero delle informazioni (piani di back-up, etc.);
c) salvaguardare l’esattezza, l’accessibilita’ e la
disponibilita’ delle informazioni e delle risorse del sistema,
riducendo al minimo il rischio che possa essere impedito ai soggetti
autori…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELLA GIUSTIZIA – DECRETO 25 gennaio 2007

Chimici.info