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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - CIRCOLARE 5 dicembre 2003, n.41: Tipologia dei soggetti promotori, ammissibilita' delle spese e massimali di costo per le attivita' cofinanziate dal Fondo sociale europeo nell'ambito dei programmi operativi nazionali (P.O.N.). (GU n. 301 del 30-12-2003)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

CIRCOLARE 5 dicembre 2003, n.41

Tipologia dei soggetti promotori, ammissibilita’ delle spese e
massimali di costo per le attivita’ cofinanziate dal Fondo sociale
europeo nell’ambito dei programmi operativi nazionali (P.O.N.).

Premessa.

La presente circolare intende fornire definizioni e criteri
unitari, con riferimento alla disciplina concernente la tipologia dei
soggetti promotori, l’ammissibilita’ delle spese e dei massimali di
costo relativamente alle attivita’ cofinanziate dal F.S.E. rientranti
nei Programmi operativi nazionali a titolarita’ del Ministero del
lavoro e delle politiche sociali, per il periodo di programmazione
F.S.E. 2000/2006 affidate mediante concessione amministrativa.
La problematica dei costi ammissibili assume un’importanza di
assoluto rilievo nella presente programmazione in considerazione
dell’allargamento delle funzioni, dei compiti e della missione del
Fondo sociale europeo, chiamato ad assumere il ruolo di strumento
finanziario dell’attuazione della politica europea dell’occupazione.
La presente circolare si applica anche alle attivita’ delegate agli
Organismi intermedi da parte del Ministero del lavoro e delle
politiche sociali; ove ritenuto opportuno le amministrazioni
individuate come organismi intermedi potranno, comunque, integrare,
per gli aspetti non contemplati, le presenti disposizioni.
Destinatari della circolare risultano, pertanto, i soggetti
proponenti e gestori delle attivita’ progettuali, nonche’ le
amministrazioni interessate che dovranno tenerne conto in sede di
valutazione e rendicontazione delle proposte progettuali.
Le voci ammissibili sono state delineate sulla base del Regolamento
(CE) n. 1685/2000 (pubblicato in GUCE serie L n. 193 del 29 luglio
2000), come modificato dal Regolamento (CE) n. 1145/2003 (pubblicato
in GUCE serie L n. 160 del 28 giugno 2003). E’ stato, altresi’,
tenuto in considerazione il documento «Costi ammissibili al
finanziamento del F.S.E.» elaborato dal Gruppo di lavoro istituito
presso l’Ufficio centrale OFPL, del quale il Comitato di sorveglianza
QCS Ob. 3, ha preso atto nella seduta del 20 luglio 2001.
Si premettono alcuni principi generali:
Principi cardine di riferimento.
Soggetti attuatori sono tenuti ad adottare un sistema contabile
distinto o una codificazione contabile appropriata di tutti gli atti
contemplati dall’intervento (vgs. art. 34, lettera F del Regolamento
n. 1260/99).
«… i pagamenti intermedi sono effettuati per rimborsare le
spese effettivamente sostenute a titolo dei Fondi e certificate
dall’autorita’ di pagamento …». (vgs. art. 32, paragrafo 3 del
Regolamento n. 1260/99).
Al riguardo, la normativa nazionale prevede la presentazione di una
fideiussione in caso di richiesta di pagamenti a valere sul Fondo di
rotazione e sul F.S.E. : art. 56, legge 6 febbraio 1996, n. 52,
decreto del Ministero del tesoro 22 aprile 1997, decreto Dir. UCOFPL
9 maggio 1997, n. 122), ed ulteriore normativa nazionale di
riferimento.
In generale, un costo per essere ammissibile deve essere:
pertinente ed imputabile ad azioni ammissibili.
«Le spese connesse ad operazioni possono essere ammesse alla
partecipazione dei Fondi soltanto se dette operazioni sono parte
integrante dell’intervento considerato» (art. 30, Regolamento CE n.
1260/99). I costi per essere considerati ammissibili devono essere
riconducibili ad una delle attivita’ indicate dall’art. 3 del
Regolamento CE n. 1784/99.
Effettivo.
Il principio dell’effettivita’ e’ fondamentale ai fini
dell’ammissibilita’ di un costo.
Il Regolamento CE n. 1260/99, all’art. 32 definisce come costi
ammissibili solo le spese corrispondenti ai pagamenti effettuati
(costi reali), mentre il Regolamento n. 1145/03 assimila i pagamenti
ai costi la cui evidenza economica non e’ allineata nel tempo alla
movimentazione di denaro (ammortamenti) e ricomprende anche i
contributi in natura.
Riferibile temporalmente al periodo di vigenza del finanziamento.
Per essere considerati ammissibili i costi devono essere sostenuti
nell’ambito del periodo temporale di validita’ dell’intervento (art.
30, paragrafo Regolamento n. 1260/99).
Comprovabile.
«… i pagamenti effettuati dai beneficiari finali devono essere
comprovati da fatture quietanzate … o da documenti contabili aventi
forza probatoria equivalente» (Regolamento CE n. 1145/03, norma 1,
paragrafo 2).
Legittimo.
I costi, per essere considerati ammissibili in generale, devono
essere conformi non solo alla normativa europea in materia di Fondi
strutturali e del Fondo sociale europeo, ma anche delle altre norme
comunitarie e nazionali.
Contabilizzato.
I costi, per essere ammissibili, devono aver dato luogo ad adeguate
registrazioni contabili cioe’ conformi alle disposizioni di legge, ai
principi contabili, nonche’ alle specifiche prescrizioni in materia
impartite dall’amministrazione (imputazione contabile sul sistema
SIPRO).
A questo proposito si segnala che per i beni ammortizzabili e’
obbligatorio il mantenimento del Registro dei cespiti (art. 34,
paragrafo 1, lettera e) Regolamento n. 1260/99).
Contenuto nei limiti autorizzati.
I costi devono essere contenuti nei limiti stabiliti (per natura
e/o importo) negli atti amministrativi di affidamento in gestione o
di finanziamento adottati.
Per definire i principi relativi all’ammissibilita’ dei costi e le
modalita’ di rendicontazione, gli operatori dovranno, quindi, fare
riferimento sia ai Regolamenti comunitari che alla normativa
nazionale (tale materiale puo’ essere consultabile anche sul sito
internet: www.welfare.gov.it).
Nel premettere che tutta la documentazione relativa alle spese
presentate in sede di verifica amministrativo-contabile deve essere
prodotta in originale, per quanto concerne, in particolare, i
giustificativi di spesa, si invitano gli Enti beneficiari a far
inserire, nella descrizione delle prestazioni dei beni o dei servizi,
il riferimento alla specifica fonte di finanziamento con il dettaglio
degli estremi del progetto approvato.
A fini espositivi si precisa che la presente circolare si
articolera’ nelle seguenti sezioni:
A) tipologia dei soggetti proponenti;
B) tipologia di azioni;
C) tipologia di spese ammissibili.
A) Tipologia dei soggetti proponenti e attuatori.
Possono concorrere alle attivita’ cofinanziate dal F.S.E. tutti i
soggetti pubblici e privati, secondo quanto specificato dalle
procedure concorsuali o dagli avvisi pubblici.
A. 1) – Soggetti partner.
Parti di attivita’ progettuali possono essere svolte anche da
soggetti partner originariamente indicati come tali nel progetto o,
comunque, da soggetti tra i quali intercorre un vincolo associativo o
societario o consortile, ovvero da consorziati di un consorzio,
beneficiario o partner di strutture associative. Ne consegue che:
il rapporto tra tali soggetti non e’ configurabile come delega a
terzi ed e’ assimilabile ad un mandato senza rappresentanza. L’ente
beneficiario rimane comunque unico interlocutore responsabile nei
confronti dell’amministrazione finanziatrice;
in quanto partecipanti diretti all’attivita’, beneficiario,
attuatore, partner, consociati o associati operano a costi reali
senza possibilita’ di ricarichi e sono assoggettati alla
rendicontazione delle eventuali spese da loro effettuate;
il partner presentera’ fattura o nota di debito intestata al
soggetto proponente/beneficiario del contributo pubblico
relativamente alle attivita’ espletate ed ai corrispettivi finanziari
di propria competenza;
soltanto in riferimento agli aspetti fiscali, il regime a cui il
partner assoggettera’ il contributo percepito tramite il
beneficiario, potra’ essere lo stesso che regola i rapporti tra
l’ente beneficiario e l’amministrazione finanziatrice.
Va in ogni caso sottolineato che il Ministero del lavoro o
l’amministrazione finanziatrice rimane terzo e quindi estraneo ai
rapporti giuridici instaurati tra i soggetti.
A. 2) – Associazioni temporanee (A.T.I. e A.T.S.).
Parzialmente diversa e’ l’ipotesi in cui il partenariato tra i
soggetti risulti strutturato, sin dalla fase di presentazione
dell’attivita’ progettuale, attraverso un’Associazione temporanea di
imprese (o R.T.I.) o un’Associazione temporanea di scopo (A.T.S.); va
innanzitutto chiarito che in questa fattispecie l’A.T.I. o l’A.T.S.
nel suo insieme costituisce il soggetto proponente.
Pertanto:
anche in questo caso il rapporto tra i soggetti aderenti
all’Associazione non e’ configurabile come delega a terzi;
i singoli componenti l’associazione temporanea – sempre che si
tratti di affidamento in concessione amministrativa – operano a costi
reali senza possibilita’ di ricarichi e sono assoggettati alla
rendicontazione delle eventuali spese da loro effettuate;
gli stessi componenti saranno tenuti a presentare, sia pure per
il tramite del mandatario (A.T.I. o A.T.S.), fattura o nota di debito
intestata al Ministero del lavoro o all’organismo intermedio,
relativamente alle attivita’ ed alle connesse quote finanziarie di
rispettiva competenza.
Per quanto riguarda le problematiche Iva connesse al trasferimento
dei fondi tra capofila e associati, si rinvia a quanto esposto
nell’apposito paragrafo dedicato all’I.V.A. ed altre imposte e tasse.
A.3) – Soggetti terzi cui vengono delegate singole attivita’.
Nell’attribuzione di incarichi a soggetti terzi (non intendendosi
per tali le persone fisiche), gli enti beneficiari dovranno
rispettare la rela…

[Continua nel file zip allegato]

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