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MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE – DIRETTIVA 25 gennaio 2007

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE - DIRETTIVA 25 gennaio 2007 - Definizione dei criteri generali ai fini dell'applicazione dell'articolo 1, comma 1189, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 - mobilita' lunga. (GU n. 31 del 7-2-2007)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

DIRETTIVA 25 gennaio 2007

Definizione dei criteri generali ai fini dell’applicazione
dell’articolo 1, comma 1189, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 –
mobilita’ lunga.

IL MINISTRO DEL LAVORO E DELLA PREVIDENZA SOCIALE

Con riferimento alla norma indicata in oggetto, si ritiene
opportuno fornire criteri generali che dovranno essere osservati
nelle fasi procedurali inerenti alla stipula degli accordi
governativi ed alla predisposizione dello schema di decreto
ministeriale, previste dalla norma medesima e di competenza delle
Direzioni in indirizzo.
In primo luogo occorre premettere che la funzione primaria della
norma e’ quella di evitare impatti traumatici sull’occupazione
derivanti da processi di ristrutturazione, riorganizzazione,
conversione, crisi, modifica degli assetti societari.
In secondo luogo si ricorda che delle complessive 6.000 unita’ di
mobilita’ lunga, 1.000 sono tassativamente riservate alle imprese in
amministrazione straordinaria e 500 alle imprese del settore
dell’elettronica sottoposte a procedure concorsuali ubicate nelle
regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia,
Sardegna e Sicilia.
Cio’ posto, si forniscono le seguenti direttive.
Per le 4.500 unita’ destinate ai gruppi di imprese o alle imprese
in bonis si ritiene indispensabile adottare un criterio selettivo al
fine di evitare concessioni di micro-numeri di mobilita’ lunga che
non avrebbero alcun effetto sulle problematiche occupazionali dei
gruppi di imprese o delle imprese e che renderebbero la norma priva
di effetti reali.
In coerenza con la sopra ricordata funzione primaria della norma,
si ritiene, altresi’, che il criterio selettivo debba fondarsi
sull’entita’ delle ricadute occupazionali che scaturiscono dalla sua
applicazione e conseguentemente il criterio stesso debba essere tale
da consentire il contenimento dell’impatto traumatico
sull’occupazione derivante dai processi aziendali sopra ricordati.
E’ evidente, pertanto, che la dimensione dell’organico non puo’ non
assurgere a criterio di priorita’ nella concessione dei benefici, in
quanto la gravita’ delle ricadute occupazionali dei processi,
aziendali sopra indicati e’ strettamente collegata alle dimensioni
occupazionali dei gruppi di imprese o delle imprese.
Inoltre, al fine di evitare che l’applicazione della norma in esame
diventi un modo surrettizio per superare le disposizioni in materia
di pensionamento di anzianita’ in vigore dal 1° gennaio 2008, dovra’
essere chiarito, prima negli accordi governativi e successivamente
nel decreto di concessione, che non possono essere collocati in
mobilita’ lunga dalle imprese beneficiarie i lavoratori che nel
periodo di godimento della mobilita’ ordinaria previsti dall’art. 7,
commi 1 e 2, della legge n. 223/1991 maturano i requisiti per il
pensionamento di anzianita’ di cui alla legge n. 335/1995 e
successive modifiche.
Tale impossibilita’ e’ rafforzata anche dalla previsione normativa
degli oneri finanziari a carico delle imprese per i periodi che
eccedono la mobilita’ ordinaria. Tale previsione introduce una sorta
di «cofinanziamento» che ha anche la funzione di coinvolgere le
imprese nei processi di gestione delle eccedenze occupazionali.
Per quanto attiene alle 1.000 unita’ riservate alle imprese
sottoposte alle procedure di amministrazione straordinaria ed alle
500 riservate alle imprese del settore dell’elettronica sottoposte a
procedure concorsuali ubicate in alcune regioni, analoga rilevanza
dovra’ essere data, nell’applicazione della norma, alla consistenza
dell’organico aziendale.
Inoltre, si ritiene che anche per i lavoratori dipendenti da
imprese in procedure concorsuali debba adottarsi il criterio che
esclude dall’applicazione della norma i soggetti che maturano i
requisiti per il pensionamento di anzianita’ di cui alla legge n.
335/1995 e successive modifiche nel periodo di godimento della
mobilita’ ordinaria.
Purtuttavia si ritiene che non si possa condizionare la concessione
delle 1.500 unita’ di mobilita’ lunga all’assunzione da parte degli
Organi delle procedure di oneri finanziari derivanti dal versamento
all’I.N.P.S. delle indennita’ e dei contributi figurativi per i
periodi che eccedono la mobilita’ ordinaria, rendendo di fatto quasi
impossibile l’attribuzione delle 1.500 unita’ di mobilita’ lunghe e
discriminando in tal modo i dipendenti delle imprese in procedure
concorsuali.
Pertanto, qualora gli Organi delle procedure ritengano di dover
utilizzare le unita’ di mobilita’ lunga richieste anche per
lavoratori che maturano i requisiti per il citato pensionamento di
anzianita’ nell’arco di fruizione della mobilita’ ordinaria, dovranno
presentare all’atto della stipula dell’accordo governativo di cui al
comma 1189 e comunque non oltre il 31 marzo 2007 la dichiarazione
dell’Organo di vigilanza relativa all’impossibilita’ di far gravare
sul passivo della procedura i citati oneri finanziari.
I licenziamenti finalizzati all’applicazione della presente
normativa dovranno essere effettuati dalle imprese, nel limite
numerico assegnato, successivamente all’emanazione del decreto di
riparto delle unita’ di mobilita’ lunga e i lavoratori dovranno
essere collocati in mobilita’ entro il 31 dicembre 2007.
Roma, 25 gennaio 2007
Il Ministro: Damiano

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