MINISTERO DEI TRASPORTI - DECRETO 7 agosto 2006 | Chimici.info

MINISTERO DEI TRASPORTI – DECRETO 7 agosto 2006

MINISTERO DEI TRASPORTI - DECRETO 7 agosto 2006 - Caratteristiche tecniche dei dispositivi antispruzzi destinati ad essere installati su alcune categorie di veicoli a motore e loro rimorchi. (GU n. 226 del 28-9-2006)

MINISTERO DEI TRASPORTI

DECRETO 7 agosto 2006

Caratteristiche tecniche dei dispositivi antispruzzi destinati ad
essere installati su alcune categorie di veicoli a motore e loro
rimorchi.

IL MINISTRO DEI TRASPORTI
Visto l’art. 72, comma 2-ter, del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285 e successive modificazioni;
Vista la legge 23 febbraio 2006, n. 51, di conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273,
recante definizione e proroga di termini, nonche’ conseguenti
disposizioni urgenti;
Visto l’art. 72, comma 10, del decreto legislativo 30 aprile 1992,
n. 285;
Visto il decreto del Ministro dei trasporti 2 dicembre 1994,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 297 del 21 dicembre 1994, di
attuazione della direttiva del Consiglio delle Comunita’ europee n.
91/226/CEE del 27 marzo 1991 relativa ai dispositivi antispruzzi di
alcuni veicoli a motore e dei loro rimorchi;
Ravvisata la necessita’ di modificare il decreto del Ministro dei
trasporti 2 dicembre 1994 per adeguarne il testo a quanto prescritto
dall’art. 72, comma 2-ter, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285 e successive modificazioni;
Espletata la procedura d’informazione in materia di norme e
regolamentazioni tecniche prevista dalla legge 21 giugno 1986, n.
317, modificata ed integrata dal decreto legislativo 23 novembre
2000, n. 427, di attuazione delle direttive 98/34/CE e 98/48/CE;
A d o t t a
il seguente decreto:
Art. 1.
Caratteristiche tecniche dei dispositivi antispruzzi
1. I dispositivi antispruzzi di cui all’art. 72, comma 2-ter del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, devono essere conformi
alle prescrizioni del decreto del Ministro dei trasporti 2 dicembre
1994 di attuazione della direttiva del Consiglio delle Comunita’
europee n. 91/226/CEE del 27 marzo 1991 relativa ai dispositivi
antispruzzi di alcuni veicoli a motore e dei loro rimorchi.

Art. 2.
Modifiche al decreto 2 dicembre 1994
1. Il comma 2 dell’art. 2 del decreto 2 dicembre 1994 e’ sostituito
dal seguente:
«2. E’ ammesso il rilascio della omologazione parziale CE, prevista
dal presente decreto, ai veicoli indicati all’art. 1 se i sistemi
antispruzzi in essi installati rispondono alle prescrizioni stabilite
nell’allegato III. Ai fini del rilascio dell’omologazione nazionale e
dell’immatricolazione dei veicoli delle categorie N2, di massa
massima superiore a 7.5 tonnellate, N3, O3, di massa massima
superiore a 7.5 tonnellate e O4, l’installazione dei sistemi
antispruzzi, omologati secondo le prescrizioni del presente decreto,
e’ obbligatoria a decorrere dalla data di cui all’art. 72,
comma 2-ter del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e
successive modificazioni.».

Art. 3.
A l l e g a t o
1. L’allegato al presente decreto ne costituisce parte integrante.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 7 agosto 2006
Il Ministro: Bianchi

Allegato
MODIFICHE AL DECRETO DEL MINISTRO DEI TRASPORTI 2 DICEMBRE 1994
1. All’allegato III del decreto 2 dicembre 1994, i punti 0.1 e
0.2, sono modificati come segue ed e’ aggiunto un nuovo punto 0.2.1:
«0.1. Tutti i veicoli delle categorie N2, di massa massima
superiore a 7,5 tonnellate, e delle categorie N3, O3, di massa
massima superiore a 7,5 tonnellate e O4, devono essere muniti di
sistemi antispruzzi in modo da rispettare le seguenti prescrizioni.
0.2. Le prescrizioni di cui al precedente punto 1 relative ai
dispositivi antispruzzi definiti al punto 4 dell’allegato I non sono
obbligatorie per i veicoli telaio-cabina, i veicoli non carrozzati, i
veicoli «fuori strada» definiti nella direttiva 70/156/CEE ne’,
infine, i veicoli per i quali la presenza di dispositivi antispruzzi
e’ incompatibile con l’impiego previsto. Tuttavia, se tali
dispositivi sono montati sui suddetti veicoli, essi debbono essere
conformi alle prescrizioni della presente direttiva.
0.2.1. A titolo puramente indicativo e non esaustivo, rientrano
tra i veicoli per quali la presenza di dispositivi antispruzzi e’
incompatibile con l’impiego previsto i seguenti:
rimorchi e semirimorchi eccezionali/modulari;
rimorchi e semirimorchi ribassati e/o a “collo di cigno”;
rimorchi e semirimorchi dotati di piano di carico piu’ basso
rispetto al piano tangente alla parte superiore dei pneumatici e per
i quali il carico stesso potrebbe interferire con i sistemi
antispruzzo;
veicoli equipaggiati con assali di tipo a pendolo oscillanti e
sterzanti;
veicoli classificati “mezzi d’opera” ai sensi dell’art. 54,
comma 1, lettera n) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e
successive modificazioni;
veicoli allestiti con cassone ribaltabile per uso misto
“strada-cantiere”.».
2. All’allegato III del decreto 2 dicembre 1994 e’ aggiunto un
nuovo punto 10.
«10. Deroghe.
10.1. Le seguenti prescrizioni sono applicabili ai soli fini del
rilascio dell’omologazione nazionale dei veicoli per quanto riguarda
l’installazione dei sistemi antispruzzi.
10.1.1. Nel caso di assi multipli, il sistema antispruzzi di un
asse che non e’ quello piu’ arretrato del gruppo puo’ non ricoprire
l’intera larghezza del battistrada del pneumatico quando c’e’ la
possibilita’ d’interferenza tra il sistema antispruzzi e la struttura
dell’asse o della sua sospensione o del carrello.
10.1.2. L’altezza massima dell’orlo inferiore del paraspruzzi
rispetto al suolo, fissata a 200 mm dal paragrafo 7.3.3 del presente
allegato, puo’ essere elevata fino a 300 mm se il costruttore lo
giudica tecnicamente appropriato rispetto alle caratteristiche della
sospensione (idem per il paragrafo 9.3.2.1). Cio’, per tenere conto
che la corsa di alcune sospensioni conduce in pratica al puro e
semplice strappo dei paraspruzzi al di qua di questa altezza, e
quindi ad una perdita totale di efficienza.
10.1.3. Il punto 7.1.3 del presente allegato precisa che “se i
parafanghi sono costituiti da piu’ elementi, questi, quando sono
montati non devono presentare alcuna apertura che consenta
l’eventuale fuoriuscita di spruzzi quando il veicolo e’ in
movimento”. Tuttavia, e’ comunque ammesso un collegamento non
continuo tra le parti costituenti i parafanghi come ad esempio
saldatura a tratti, chiodatura, avvitatura. Inoltre, se questi
elementi appartengono ad alcune parti del veicolo aventi un movimento
relativo, puo’ essere accettato un gioco tra queste parti purche’ la
sua superficie cumulata, misurata nel punto in cui questi elementi
sono piu’ vicini, sia inferiore a 2,5 dm2 per ruota.
10.1.4. Le prescrizioni dei paragrafi 7.2.3 e 7.2.4 del presente
allegato possono non essere rispettate puntualmente, in particolar
modo quando il bordo esterno e’ costituito da diversi elementi aventi
un movimento relativo.
10.1.5. La larghezza della parte del paraspruzzi posta al di
sotto del parafango deve soddisfare la condizione stabilita al punto
7.3.1 con una tolleranza di 10 mm. Questa misura mira a evitare i
dislivelli in modo da facilitare l’adattamento dell’altezza della
bavetta ad ogni configurazione di pneumatici e sospensioni, e quindi
assicurare in tutti i casi una migliore efficienza dei paraspruzzi in
altezza, conservando comunque la stessa efficacia nell’assorbimento
laterale dell’acqua spruzzata.
10.1.6. Le motrici (trattori per semirimorchio) a telaio
ribassato a carico (definito al punto 6.20 della norma ISO 612 del
1978), quelle cioe’ che possono presentare un’altezza del perno di
aggancio rispetto al suolo inferiore o uguale a 1100 mm, possono
essere concepite in modo da derogare dalle prescrizioni dei punti
7.1.3 e 7.2.4 e del primo capoverso del punto 7.1.1 dell’allegato
III. In questo modo i parafanghi e i bordi esterni potranno non
ricoprire la zona situata immediatamente sopra i pneumatici degli
assi posteriori, quando queste motrici sono agganciate a un
semirimorchio, al fine di evitare la distruzione del sistema
antispruzzi.
Tuttavia, i parafanghi e i bordi esterni di questi veicoli
dovranno essere conformi alle prescrizioni dei punti di cui sopra,
nei settori situati oltre 50° dalla linea verticale passante per il
centro della ruota, davanti e dietro questi pneumatici.
Peraltro, i suddetti veicoli devono essere concepiti in modo da
rispondere a tali prescrizioni nel momento in cui circolano senza
semirimorchio.
Per poter rispondere alle disposizioni di cui sopra, i parafanghi
e i bordi esterni potranno, per esempio, comportare una parte
amovibile.
10.1.7. Nel punto 7.1.1c la larghezza totale “q” deve essere
almeno uguale alla larghezza di contatto del pneumatico
(battistrada).
10.1.8. Il punto 7.2.3 non si applica nel caso di assali
sterzanti o autosterzanti.
10.1.9. La prescrizione di cui al punto 7.3.6 e’ ritenuta
soddisfatta, se viene dimostrato che l’installazione del dispositivo
e’ stata eseguita secondo le prescrizioni del costruttore del
dispositivo stesso.
10.1.10. In deroga al punto 3.3 dell’allegato II, il marchi…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DEI TRASPORTI – DECRETO 7 agosto 2006

Chimici.info