Linee programmatiche per le verifiche dei rapporti di sicurezza delle attività industriali a rischio di incidente rilevante di cui all'Ordinanza del Ministro della Sanità in data 21 febbraio 1985 | Chimici.info

Linee programmatiche per le verifiche dei rapporti di sicurezza delle attività industriali a rischio di incidente rilevante di cui all’Ordinanza del Ministro della Sanità in data 21 febbraio 1985

Linee programmatiche per le verifiche dei rapporti di sicurezza delle attività industriali a rischio di incidente rilevante di cui all'Ordinanza del Ministro della Sanità in data 21 febbraio 1985
Circolare Ministeriale

La presente circolare contiene le linee guida messe a punto
dalla Commissione interministeriale di coordinamento di cui al D.M. 23
dicembre 1985, che devono essere seguite per esaminare i rapporti di
sicurezza e per procedere alle verifiche degli stessi. A) Rispetto
delle scadenze temporali
Le Aziende interessate sono state invitate a predisporre e presentare
i rapporti di sicurezza dovuti ai rispettivi Assessorati regionali
alla sanità al massimo entro il 30 settembre 1987.
Il Ministero della sanità metterà, “trimestralmente”, a disposizione
dei Ministeri interessati e delle Regioni l’elenco aggiornato di tali
Aziende, che costituirà il punto di riferimento per verificare le
risposte provenienti dalle singole Aziende. Il Ministero della sanità
si riserva di comunicare tempestivamente ulteriori modificazioni che
dovessero successivamente intervenire.
Gli Assessorati regionali alla sanità continueranno ad informare via
telex il Ministero della sanità circa i nominativi delle Aziende che
hanno trasmesso il rapporto di sicurezza precisando altresì se
quest’ultimo è redatto in forma completa o parziale. In questultimo
caso, forniranno notizia delle giustificazioni addotte dall’Azienda e
del tempo richiesto per il completamento del dossier.
Comunque ciascun Assessorato competente è tenuto a trasmettere
tempestivamente con plico riservato, al Ministero della sanità –
Direzione generale servizi igiene pubblica – Via Listz, 34 – Roma
00144 – i dossiers originali trattenendone copia per i propri
interventi. B) Metodologia sistematica di approccio nella verifica
dei rapporti di sicurezza
Il fatto di aver messo a disposizione delle singole Aziende
un’apposita guida tecnica alla quale fornire riscontro puntuale,
dovrebbe aver consentito che i singoli rapporti di sicurezza
contengano tutta una serie di informazioni tra loro confrontabili
sotto un profilo generale.
Pur tuttavia potrà anche accadere che le analisi ed i dati prodotti
dalle Aziende non risultino tra di loro del tutto omogenei e
confrontabili.
Al fine di consentire la lettura e l’esame dei rapporti di sicurezza
secondo criteri omogenei, la Commissione di coordinamento ha ritenuto
di dover fissare una serie di criteri tra loro interconnessi che
saranno di guida per la valutazione dei rapporti stessi.
Tali criteri in particolare risultano i seguenti:
1) completamento del dossier di notifica attraverso l’acquisizione di
ogni ulteriore documento autorizzativo disponibile presso le Autorità
centrali e/o locali o presso le aziende.
2) Verifica della rispondenza di quanto contenuto nel rapporto di
sicurezza rispetto a quanto previsto nella guida tecnica per analisi e
valutazioni relative alla sicurezza delle attività industriali a
rischio di incidente rilevante di cui all’Ordinanza del Ministro della
sanità in data 21 febbraio 1985.
Qualora si riscontrasse la mancanza di talune informazioni, senza che
sia stata prodotta adeguata giustificazione, le Regioni provvederanno
tempestivamente a richiedere all’Azienda i dati mancanti fissando un
congruo lasso di tempo.
3) Effettuazione di un primo “screening” per l’individuazione delle
priorità di esame in vista delle successive analisi. A tal fine verrà
utilizzato un metodo indicizzato che tenga conto sia degli aspetti
relativi all’incendio ed alla esplosione, sia di quelli relativi alla
tossicità.
Tale metodo permetterà di valutare sia il grado di pericolosità
intrinseco di un impianto sia la riduzione di pericolosità conseguente
alle misure di sicurezza indicate (ciò consentirà quindi di poter
individuare la posizione di un impianto rispetto ad un altro
relativamente ai livelli di rischio correlati agli impianti stessi).
Inoltre tale metodo consentirà di scegliere il grado di dettaglio
richiesto nelle successive fasi di analisi, nonché di adottare per
tali analisi le metodologie più idonee al fine di giungere ad
approfondite e mirate valutazioni.
L’applicazione di tale metodo indicizzato potrà essere effettuato sui
dati emergenti dai rapporti di sicurezza e su altre informazioni rese
disponibili dalle Aziende.
4) Verifica, mediante sopralluoghi presso gli impianti, della
rispondenza, in linea di massima, della realtà esistente dentro e
fuori lo stabilimento con quanto dichiarato nei rapporti di sicurezza.
5) Individuazione dei livelli di rischio degli impianti mediante
l’adozione di criteri che, integrandosi con il grado di pericolosità
individuato al punto 3), tengano conto della ubicazione degli impianti
stessi e del contesto insediativo nel quale sono inseriti.
6) Sviluppo delle valutazioni mirate ad identificare e a descrivere i
differenti tipi di rischio connessi a ciascun impianto. Tale ultima
fase dovrà essere operata, caso per caso, adottando metodologie che
all’uopo saranno prescelte.
7) Analisi delle conseguenze derivanti dagli eventi dannosi previsti
ai fini della predisposizione dei piani di emergenza.
8) Formulazione di un motivato ed articolato parere tecnico.
9) Informatizzazione dei dati emersi dai rapporti di sicurezza e dalle
procedure sopra indicate.
L’applicazione del presente punto 8) cioè l’espressione del parere
complessivo potrà essere attuato anche senza aver percorso tutti i
punti precedenti, qualora i dati a disposizione siano tali da
consentire l’espressione del parere. C) Organizzazione della
struttura operativa
Le Regioni, sulla base dei criteri indicati al precedente punto B dal
n. 1 al n. 8, effettueranno l’istruttoria dei singoli rapporti di
sicurezza sentite, se del caso, le Aziende interessate ed invieranno
le loro considerazioni e valutazioni alla Commissione.
A tale scopo le Regioni si avvalgono, sul piano locale, di un organo
tecnico consultivo al quale partecipano tra gli altri, rappresentanti
del corpo nazionale dei Vigili del fuoco, dell’Istituto superiore per
la prevenzione e la sicurezza del lavoro, nonché degli organi tecnici
delle Unità sanitarie locali (Servizi igiene pubblica; Presidi
multizonali di prevenzione; Servizi prevenzione igiene sicurezza
ambientale e lavoro).
I Ministeri, che leggono la presente circolare per conoscenza, sono
pregati di voler favorire, ciascuno per la parte di propria
competenza, la collaborazione tecnica di cui sopra.
Ciascuna Regione interessata comunicherà quindi al Ministero della
sanità, Direzione generale servizi igiene pubblica, divisione V, entro
30 giorni dalla emanazione della presente circolare, con propria nota
formale di provvedere ad eseguire il programma suindicato sui dossiers
di propria pertinenza, indicando la struttura operativa disponibile ed
i tempi di attuazione previsti. In ogni caso le Regioni dovranno
completare i pareri istruttori e formulare le valutazioni entro il 31
dicembre 1988.
La Commissione completerà la raccolta dei pareri sui rapporti di
sicurezza, man mano che saranno disponibili da parte delle Regioni e
ne trasmetterà le risultanze al Ministero della sanità sia per l’avvio
di eventuali misure di carattere amministrativo, d’intesa con le
Amministrazioni centrali e periferiche interessate, sia allo scopo di
trarre utili elementi per valutare globalmente le dimensioni del
problema relativo alle attività ad alto rischio, anche se soprattutto
in relazione agli strumenti futuri con cui la materia sarà
regolamentata e disciplinata.Si ricorda, infine, che l’obiettivo
della Commissione è quello di realizzare l’intero programma entro il
luglio 1989.

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