Linee di guida per la formulazione del rapporto di sicurezza ai fini della prevenzione incendi di cui al decreto ministeriale 2 agosto 1984 | Chimici.info

Linee di guida per la formulazione del rapporto di sicurezza ai fini della prevenzione incendi di cui al decreto ministeriale 2 agosto 1984

Linee di guida per la formulazione del rapporto di sicurezza ai fini della prevenzione incendi di cui al decreto ministeriale 2 agosto 1984 e successive modificazioni contenute nel decreto ministeriale 11 giugno 1986
Circolare Ministeriale

Per l’uniforme applicazione delle norme e specificazioni
concernenti la formulazione del rapporto di sicurezza citato in
oggetto, sono state predisposte, da parte del Comitato centrale
tecnico-scientifico per la prevenzione incendi di cui all’art. 10 del
decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577, le
linee di guida riportate negli allegati A, B, C, D ed E alla
presente circolare.Le specificazioni contenute nell’allegato A devono
essere seguite anche ai fini dell’esame e della valutazione del
rapporto di sicurezza da parte degli Ispettori regionali o
interregionali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai sensi
dell’insieme delle vigenti disposizioni nel settore delle
attività a rischio di incidenti rilevanti.Il contenuto degli
allegati B, C, D ed E costituisce esemplificazione di riferimento per
la formulazione e la valutazione di alcuni aspetti del rapporto di
sicurezza.In ogni caso i metodi ed i dati di valutazione nonché
ogni altro elemento utilizzato per la formulazione del rapporto di
sicurezza debbono corrispondere allo stato delle conoscenze più
aggiornate e sufficientemente acclarate in relazione alla situazione
in esame.A breve termine sarà inoltre provveduto alla messa a
punto dei modelli semplificati per il calcolo delle conseguenze a
seguito di incendio, esplosione e rilasci tossici dovuti ad
incendio.Tali modelli sono già stati elaborati e verranno,
quanto prima definiti in tutti i loro dettagli dopo una ulteriore ed
opportuna verifica di alcuni aspetti concernenti la loro validazione
nei riguardi di incidenti relativamente verificatisi.Nelle more di
tale verifica e della pubblicazione dei suddetti modelli potranno
comunque essere utilizzati da parte dei signori Ispettori regionali ed
interregionali, per quanto applicabili e comunque nelle stime di prima
approssimazione, gli strumenti del sistema informativo SIGEM di cui
alla circolare di questo Ministero n. 6 MI.SA. (86).3 del 10 marzo
1986.Si evidenzia, infine, che nelle linee di guida sono state
inserite precisazioni connesse ad interpretazioni fornite dalla CEE a
seguito di quesiti rivolti da questa Amministrazione.Allegato
ALinea di guida per la formulazione del rapporto di sicurezza ai
finidella prevenzione incendi di cui al decreto ministeriale 2
agosto1984 (gazzetta ufficiale n. 246 del 6 settembre 1984) e
successivemodificazioni contenute nel decreto ministeriale 11giugno
1986Le presenti linee di guida, per la compilazione e la
valutazione del rapporto di sicurezza, ai fini della prevenzione
incendi, di cui ai decreti ministeriali 2 agosto 1984 e 11 giugno
1986, hanno lo scopo di fornire alcuni elementi di chiarimento e
d’interpretazione dei più significativi punti che costituiscono
il contenuto del rapporto di sicurezza medesimo.Con il decreto
ministeriale 16 novembre 1983 (Gazzetta Ufficiale n. 339 del 12
dicembre 1983 e relativa errata corrige di cui alla Gazzetta
Ufficiale n. 22 del 23 gennaio 1984) è stato determinato
l’elenco delle attività, rientranti nel campo dei rischi di
incidenti rilevanti, demandate per l’esame agli Ispettori regionali o
interregionali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dal punto di
vista della prevenzione incendi.Ai sensi dell’articolo 15, secondo
comma, del Decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n.
577 valido per l’intera materia di prevenzione incendi in generale, le
richieste di approvazione dei progetti e quelle delle visite di
controllo debbono essere corredate dalla idonea documentazione
tecnico-illustrativa necessaria.Nel campo specifico di applicazione
del decreto ministeriale 16 novembre 1983, il rapporto di sicurezza
costituisce la documentazione tecnico-illustrativa, di cui
all’articolo 15 del Decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio
1982, n. 577, comprendente gli studi analitici di sicurezza e di
affidabilità degli impianti e/o dei depositi nonché dei
relativi sistemi di protezione; tale rapporto deve essere prodotto, da
parte del fabbricante, unitamente alle domande di esame dei progetti
di realizzazione, ampliamento o modifica di installazioni o di
impianti che presentino rischi di incidenti rilevanti.L’obbligo di
presentazione del rapporto di sicurezza sussiste per tutte le nuove
attività, mentre per le attività esistenti ricorre solo
in quei casi di ampliamento o di modifica sostanziale elencati al
punto 3 del decreto ministeriale in oggetto indicato tenuto conto
delle modifiche di cui al decreto ministeriale 11 giugno 1986.Per il
disposto dell’articolo 3 del precitato decreto 16 novembre 1983, gli
Ispettori regionali o interregionali del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco procedono all’esame dei progetti previsti all’articolo 19,
primo comma lettera d) del Decreto del Presidente della Repubblica 29
luglio 1982, n. 577, relativamente alle categorie di attività
così come definite all’articolo 4 e nelle ipotesi di cui
all’articolo 5 del decreto ministeriale stesso, limitatamente alle
nuove attività, ovvero alle attività equiparabili alle
nuove ai sensi dell’articolo 2 del decreto ministeriale 16 novembre
1983, con le gradualità temporali di cui all’articolo 6 del
decreto ministeriale stesso.Si evidenzia che di regola le
attività esistenti, allo stato attuale, non sono soggette
all’esame da parte degli Ispettori regionali o interregionali del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco e vanno trattate secondo le
normali procedure di prevenzione incendi espletate dai Comandi
provinciali dei vigili del fuoco, sempre che le attività stesse
risultino comprese tra quelle citate all’articolo 22, secondo comma,
del Decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1982, n. 577.
Fanno eccezione quelle attività esistenti che, in virtù
dell’articolo 2 del decreto ministeriale 16 novembre 1983, rientrano
nelle competenze degli Ispettori regionali o interregionali del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco, in quanto ricadenti nei casi di
modifica o ampliamento contemplati ai punti 3.3.1.3. e 3.3.2.1. del
decreto ministeriale 2 agosto 1984 o che possano derivare
dall’applicazione dei punti 3.3.1.1., 3.3.1.2., 3.3.2.2., 3.3.3. e
3.3.4. del decreto ministeriale stesso e successive modificazioni.Con
il decreto ministeriale 2 agosto 1984 sono state emanate le
«specificazioni per la formulazione del rapporto di
sicurezza», ai fini della prevenzione incendi, per le
attività rientranti nel campo dei rischi di incidenti
rilevanti, demandate per l’esame agli Ispettori regionali od
interregionali del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.Per le
attività di cui trattasi, il modello da utilizzare per il
rilascio del relativo certificato di prevenzione incendi è
quello allegato alla lettera circolare del Ministero dell’interno –
Direzione generale della protezione civile e dei servizi antincendi –
Servizio Tecnico Centrale n. 18695/4101 del 17 settembre 1984.I titoli
e i numeri dei paragrafi e sottoparagrafi di seguito riportati
corrispondono a quelli del decreto ministeriale 2 agosto 1984 e
successive modificazioni.Il rapporto deve essere redatto ordinando gli
argomenti secondo la numerazione progressiva del decreto ministeriale
2 agosto 1984.In caso di diversa stesura dovrà essere contenuto
nel rapporto di sicurezza un indice di lettura per l’individuazione
delle corrispondenze tra i paragrafi del decreto ministeriale 2 agosto
1984 e i diversi punti del rapporto stesso.Generalità.1.2 Il
rapporto di sicurezza deve contenere l’elenco delle leggi, dei
regolamenti e delle disposizioni vigenti osservate nell’ambito della
attività industriale, concernenti la prevenzione
incendi.Definizioni – modifiche e ampliamenti di attività
esistenti.3.2 La fase di realizzazione in sito è
individuata con i criteri indicati nel decreto ministeriale 2 agosto
1984 indipendentemente dallo stato di avanzamento delle pratiche
eventualmente esistenti relative al rilascio delle autorizzazioni
attinenti la prevenzione incendi.3.3 Il punto 3.3 del decreto
ministeriale 2 agosto 1984 e successive modificazioni, individua i
casi nei quali ricorre o meno l’obbligo di presentazione del rapporto
di sicurezza ove, nell’ambito delle attività industriali
esistenti, vengano attuate modifiche o ampliamenti.I casi contemplati
ai punti 3.3.2.2. e 3.3.3. riguardano modifiche o ampliamenti di
attività industriali esistenti e quindi, per definizione stessa
(punto 3.2) rispondenti alla condizione di soddisfare alle ipotesi di
cui all’articolo 5 del decreto ministeriale 16 novembre 1983 per
almeno una sostanza pericolosa immagazzinata (all. II) o presente in
attività di processo (all. I e III).Pertanto il superamento o
il non superamento di soglia, conseguente alla modifica o ampliamento
contemplati nei singoli casi dei precitati punti, deve intendersi
riferito solamente alle singole sostanze pericolose, che formano
oggetto delle modifiche o ampliamenti, distinte da quelle che avevano
già determinato l’inclusione dell’attività nel campo di
applicazione del decreto ministeriale 16 novembre 1983 e conferito
alla stessa la qualità di attività esistente.3.3.3 Nel
caso in cui nell’ambito di almeno 500 m dall’attività
industriale in esame, si trovino impianti e/o depositi appartenenti
allo stesso fabbricante e costituenti già di per sé un
rischio di incidente rilevante, si applica quanto previsto al punto
3.3.3 del decreto ministeriale 2 agosto 1984 e successive
modificazioni ed il fabbricante non è tenuto a presentare il
rapporto di sicurezza purché fornisca «documentata
dichiarazione» atta a dimostrare che l’impianto in esame non
costituisce aggravio del preesist…

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