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LEGGE 27 dicembre 2006, n.296

LEGGE 27 dicembre 2006, n.296 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007). (GU n. 299 del 27-12-2006- Suppl. Ordinario n.244)

LEGGE 27 dicembre 2006, n.296
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato (legge finanziaria 2007).
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1.

1. Per l’anno 2007, il livello massimo del saldo netto da
finanziare e’ determinato in termini di competenza in 29.000 milioni
di euro, al netto di 12.520 milioni di euro per regolazioni
debitorie. Tenuto conto delle operazioni di rimborso di prestiti, il
livello massimo del ricorso al mercato finanziario di cui all’
articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni, ivi compreso l’indebitamento all’estero per un importo
complessivo non superiore a 4.000 milioni di euro relativo ad
interventi non considerati nel bilancio di previsione per il 2007, e’
fissato, in termini di competenza, in 240.500 milioni di euro per
l’anno finanziario 2007.

2. Per gli anni 2008 e 2009, il livello massimo del saldo netto da
finanziare del bilancio pluriennale a legislazione vigente, tenuto
conto degli effetti della presente legge, e’ determinato,
rispettivamente, in 26.000 milioni di euro ed in 18.000 milioni di
euro, al netto di 8.850 milioni di euro per gli anni 2008 e 2009, per
le regolazioni debitorie; il livello massimo del ricorso al mercato
e’ determinato, rispettivamente, in 214.000 milioni di euro ed in
208.000 milioni di euro. Per il bilancio programmatico degli anni
2008 e 2009, il livello massimo del saldo netto da finanziare e’
determinato, rispettivamente, in 19.500 milioni di euro ed in 10.500
milioni di euro ed il livello massimo del ricorso al mercato e’
determinato, rispettivamente, in 208.000 milioni di euro ed in
200.000 milioni di euro.

3. I livelli del ricorso al mercato di cui ai commi 1 e 2 si
intendono al netto delle operazioni effettuate al fine di rimborsare
prima della scadenza o ristrutturare passivita’ preesistenti con
ammortamento a carico dello Stato.

4. Le maggiori entrate tributarie che si realizzassero nel 2007
rispetto alle previsioni sono prioritariamente destinate a realizzare
gli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni
e sui saldi di finanza pubblica definiti dal Documento di
programmazione economico-finanziaria 2007-2011. In quanto eccedenti
rispetto a tali obiettivi, le eventuali maggiori entrate derivanti
dalla lotta all’evasione fiscale sono destinate, qualora permanenti,
a riduzioni della pressione fiscale finalizzata al conseguimento
degli obiettivi di sviluppo ed equita’ sociale, dando priorita’ a
misure di sostegno del reddito di soggetti incapienti ovvero
appartenenti alle fasce di reddito piu’ basse, salvo che si renda
necessario assicurare la copertura finanziaria di interventi urgenti
ed imprevisti necessari per fronteggiare calamita’ naturali ovvero
improrogabili esigenze connesse con la tutela della sicurezza del
Paese.

5. Entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro dell’economia e
delle finanze presenta al Parlamento una relazione che definisce i
risultati derivanti dalla lotta all’evasione, quantificando le
maggiori entrate permanenti da destinare a riduzioni della pressione
fiscale ai sensi del comma 4.

6. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 3, relativo alla base imponibile, al comma 1, le
parole: “, nonche’ delle deduzioni effettivamente spettanti ai sensi
degli articoli 11 e 12,” sono soppresse;
b) l’articolo 11 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 11. – (Determinazione dell’imposta). – 1. L’imposta lorda
e’ determinata applicando al reddito complessivo, al netto degli
oneri deducibili indicati nell’articolo 10, le seguenti aliquote per
scaglioni di reddito:
a) fino a 15.000 euro, 23 per cento;
b) oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro, 27 per cento;
c) oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 38 per cento;
d) oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, 41 per cento;
e) oltre 75.000 euro, 43 per cento.

2. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto
redditi di pensione non superiori a 7.500 euro, goduti per l’intero
anno, redditi di terreni per un importo non superiore a 185,92 euro e
il reddito dell’unita’ immobiliare adibita ad abitazione principale e
delle relative pertinenze, l’imposta non e’ dovuta.

3. L’imposta netta e’ determinata operando sull’imposta lorda,
fino alla concorrenza del suo ammontare, le detrazioni previste negli
articoli 12, 13, 15 e 16 nonche’ in altre disposizioni di legge.

4. Dall’imposta netta si detrae l’ammontare dei crediti d’imposta
spettanti al contribuente a norma dell’articolo 165. Se l’ammontare
dei crediti d’imposta e’ superiore a quello dell’imposta netta il
contribuente ha diritto, a sua scelta, di computare l’eccedenza in
diminuzione dell’imposta relativa al periodo d’imposta successivo o
di chiederne il rimborso in sede di dichiarazione dei redditi”;
c) l’articolo 12 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 12. – (Detrazioni per carichi di famiglia). – 1.
Dall’imposta lorda si detraggono per carichi di famiglia i seguenti
importi:
a) per il coniuge non legalmente ed effettivamente separato:
1) 800 euro, diminuiti del prodotto tra 110 euro e l’importo
corrispondente al rapporto fra reddito complessivo e 15.000 euro, se
il reddito complessivo non supera 15.000 euro;
2) 690 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 15.000
euro ma non a 40.000 euro;
3) 690 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 40.000
euro ma non a 80.000 euro. La detrazione spetta per la parte
corrispondente al rapporto tra l’importo di 80.000 euro, diminuito
del reddito complessivo, e 40.000 euro;
b) la detrazione spettante ai sensi della lettera a) e’ aumentata
di un importo pari a:
1) 10 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 29.000 euro
ma non a 29.200 euro;
2) 20 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 29.200 euro
ma non a 34.700 euro;
3) 30 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 34.700 euro
ma non a 35.000 euro;
4) 20 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 35.000 euro
ma non a 35.100 euro;
5) 10 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 35.100 euro
ma non a 35.200 euro;
c) 800 euro per ciascun figlio, compresi i figli naturali
riconosciuti, i figli adottivi e gli affidati o affiliati. La
detrazione e’ aumentata a 900 euro per ciascun figlio di eta’
inferiore a tre anni. Le predette detrazioni sono aumentate di un
importo pari a 220 euro per ogni figlio portatore di handicap ai
sensi dell’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Per i
contribuenti con piu’ di tre figli a carico la detrazione e’
aumentata di 200 euro per ciascun figlio a partire dal primo. La
detrazione spetta per la parte corrispondente al rapporto tra
l’importo di 95.000 euro, diminuito del reddito complessivo, e 95.000
euro. In presenza di piu’ figli, l’importo di 95.000 euro e’
aumentato per tutti di 15.000 euro per ogni figlio successivo al
primo. La detrazione e’ ripartita nella misura del 50 per cento tra i
genitori non legalmente ed effettivamente separati ovvero, previo
accordo tra gli stessi, spetta al genitore che possiede un reddito
complessivo di ammontare piu’ elevato. In caso di separazione legale
ed effettiva o di annullamento, scioglimento o cessazione degli
effetti civili del matrimonio, la detrazione spetta, in mancanza di
accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o
condiviso la detrazione e’ ripartita, in mancanza di accordo, nella
misura del 50 per cento tra i genitori. Ove il genitore affidatario
ovvero, in caso di affidamento congiunto, uno dei genitori affidatari
non possa usufruire in tutto o in parte della detrazione, per limiti
di reddito, la detrazione e’ assegnata per intero al secondo
genitore. Quest’ultimo, salvo diverso accordo tra le parti, e’ tenuto
a riversare all’altro genitore affidatario un importo pari all’intera
detrazione ovvero, in caso di affidamento congiunto, pari al 50 per
cento della detrazione stessa. In caso di coniuge fiscalmente a
carico dell’altro, la detrazione compete a quest’ultimo per l’intero
importo. Se l’altro genitore manca o non ha riconosciuto i figli
naturali e il contribuente non e’ coniugato o, se coniugato, si e’
successivamente legalmente ed effettivamente separato, ovvero se vi
sono figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e
questi non e’ coniugato o, se coniugato, si e’ successivamente
legalmente ed effettivamente separato, per il primo figlio si
applicano, se piu’ convenienti, le detrazioni previste alla lettera
a);
d) 750 euro, da ripartire pro quota tra coloro che hanno diritto
alla detrazione, per ogni altra persona indicata nell’articolo 433
del codice civile che conviva con il contribuente o percepisca
assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorita’
giudiziaria. La detrazione spetta per la parte corrispondente al
rapporto tra l’importo di 80.000 euro, diminuito del reddito
complessivo, e 80.000 euro.

2. Le detrazioni di cui al comma 1 spettano a condizione che le
persone alle quali si riferiscono possiedano un reddito complessivo,
computando anche le retribuzioni corrisposte da enti e organismi
internazionali, rappresentanze diplomatiche e consolari e missioni,
nonche’ quelle corrisposte dalla Santa Sede, dagli enti gestiti
direttamente da essa e dagli enti centrali della Chiesa cattolica,
non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

3. Le detrazioni per carichi di famiglia sono rapportate a mese e
competono dal mese in cui si sono verificate a quello in cui sono
cessate le condizioni richieste.

4. Se il rapporto di cui al comma 1, lettera a), numero 1), e’
uguale a uno, la detrazione compete nella misura di 690 euro. Se i
rapporti di cui al comma 1, lettera a), numeri 1) e 3), sono uguali a
zero, la detrazione non compete. Se i rapporti di cui al comma 1,
lettere c) e d), sono pari a zero, minori di zero o uguali a uno, le
detrazioni non competono. Negli altri casi, il risultato dei predetti
rapporti si assume nelle prime quattro cifre decimali”;
d) l’articolo 13 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 13. – (Altre detrazioni). – 1. Se alla formazione del
reddito complessivo concorrono uno o piu’ redditi di cui agli
articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma 2, lettera
a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e l),
spetta una detrazione dall’imposta lorda, rapportata al periodo di
lavoro nell’anno, pari a:
a) 1.840 euro, se il reddito complessivo non supera 8.000 euro.
L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non puo’ essere
inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato,
l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non puo’ essere
inferiore a 1.380 euro;
b) 1.338 euro, aumentata del prodotto tra 502 euro e l’importo
corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito
complessivo, e 7.000 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’
superiore a 8.000 euro ma non a 15.000 euro;
c) 1.338 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 15.000
euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte
corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito
del reddito complessivo, e l’importo di 40.000 euro.

2. La detrazione spettante ai sensi del comma 1, lettera c), e’
aumentata di un importo pari a:
a) 10 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a
23.000 euro ma non a 24.000 euro;
b) 20 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a
24.000 euro ma non a 25.000 euro;
c) 30 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a
25.000 euro ma non a 26.000 euro;
d) 40 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a
26.000 euro ma non a 27.700 euro;
e) 25 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’ superiore a
27.700 euro ma non a 28.000 euro.

3. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o
piu’ redditi di pensione di cui all’articolo 49, comma 2, lettera a),
spetta una detrazione dall’imposta lorda, non cumulabile con quella
di cui al comma 1 del presente articolo, rapportata al periodo di
pensione nell’anno, pari a:
a) 1.725 euro, se il reddito complessivo non supera 7.500 euro.
L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non puo’ essere
inferiore a 690 euro;
b) 1.255 euro, aumentata del prodotto tra 470 euro e l’importo
corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito
complessivo, e 7.500 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’
superiore a 7.500 euro ma non a 15.000 euro;
c) 1.255 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 15.000
euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte
corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito
del reddito complessivo, e l’importo di 40.000 euro.

4. Se alla formazione del reddito complessivo dei soggetti di eta’
non inferiore a 75 anni concorrono uno o piu’ redditi di pensione di
cui all’articolo 49, comma 2, lettera a), spetta una detrazione
dall’imposta lorda, in luogo di quella di cui al comma 3 del presente
articolo, rapportata al periodo di pensione nell’anno e non
cumulabile con quella prevista al comma 1, pari a:
a) 1.783 euro, se il reddito complessivo non supera 7.750 euro.
L’ammontare della detrazione effettivamente spettante non puo’ essere
inferiore a 713 euro;
b) 1.297 euro, aumentata del prodotto tra 486 euro e l’importo
corrispondente al rapporto tra 15.000 euro, diminuito del reddito
complessivo, e 7.250 euro, se l’ammontare del reddito complessivo e’
superiore a 7.750 euro ma non a 15.000 euro;
c) 1.297 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 15.000
euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte
corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito
del reddito complessivo, e l’importo di 40.000 euro.

5. Se alla formazione del reddito complessivo concorrono uno o
piu’ redditi di cui agli articoli 50, comma 1, lettere e), f), g), h)
e i), 53, 66 e 67, comma 1, lettere i) e l), spetta una detrazione
dall’imposta lorda, non cumulabile con quelle previste ai commi 1, 2,
3 e 4 del presente articolo, pari a:
a) 1.104 euro, se il reddito complessivo non supera 4.800 euro;
b) 1.104 euro, se il reddito complessivo e’ superiore a 4.800
euro ma non a 55.000 euro. La detrazione spetta per la parte
corrispondente al rapporto tra l’importo di 55.000 euro, diminuito
del reddito complessivo, e l’importo di 50.200 euro.

6. Se il risultato dei rapporti indicati nei commi 1, 3, 4 e 5 e’
maggiore di zero, lo stesso si assume nelle prime quattro cifre
decimali.”;
e) all’articolo 24, il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

“3. Dall’imposta lorda si scomputano le detrazioni di cui
all’articolo 13 nonche’ quelle di cui all’articolo 15, comma 1,
lettere a), b), g), h), h-bis) e i). Le detrazioni per carichi di
famiglia non competono”.

7. All’articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) al comma 2, lettera a), al primo periodo, le parole da: “, al
netto delle deduzioni di cui agli articoli 11 e 12, commi i e 2, del
medesimo testo unico, rapportate al periodo stesso” sono sostituite
dalle seguenti: “ed effettuando le detrazioni previste negli articoli
12 e 13 del citato testo unico, rapportate al periodo stesso” e, al
secondo periodo, le parole: “Le deduzioni di cui all’ articolo 12,
commi 1 e 2,” sono sostituite dalle seguenti: “Le detrazioni di cui
agli articoli 12 e 13”;
b) al comma 2, lettera c), le parole: “al netto delle deduzioni
di cui agli articoli 11 e 12, commi 1 e 2,” sono sostituite dalle
seguenti: “effettuando le detrazioni previste negli articoli 12 e
13”;
c) al comma 3, primo periodo, le parole: “delle deduzioni di cui
agli articoli 11 e 12, commi 1 e 2,” sono sostituite dalle seguenti:
“delle detrazioni eventualmente spettanti a norma degli articoli 12 e
13”.

8. Il comma 350 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, e’ abrogato.

9. Ai fini della determinazione dell’imposta sul reddito delle
persone fisiche dovuta sui trattamenti di fine rapporto, sulle
indennita’ equipollenti e sulle altre indennita’ e somme connesse
alla cessazione del rapporto di lavoro, di cui all’articolo 17, comma
1, lettera a), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni, si applicano, se piu’ favorevoli, le
aliquote e gli scaglioni di reddito vigenti al 31 dicembre 2006.

10. I trasferimenti erariali in favore delle regioni e degli enti
locali sono ridotti in misura pari al maggior gettito loro derivante
dalle disposizioni dei commi da 6 a 9, secondo le modalita’ indicate
nel comma 322, da definire con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, di intesa con la Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

11. Alla disciplina vigente dell’assegno per il nucleo familiare
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) i livelli di reddito e gli importi annuali dell’assegno per il
nucleo familiare, con riferimento ai nuclei familiari con entrambi i
genitori e almeno un figlio minore in cui non siano presenti
componenti inabili nonche’ ai nuclei familiari con un solo genitore e
almeno un figlio minore in cui non siano presenti componenti inabili,
sono rideterminati a decorrere dal 1° gennaio 2007 secondo la Tabella
1 allegata alla presente legge. Sulla base di detti importi annuali,
sono elaborate a cura dell’Istituto nazionale della previdenza
sociale (INPS) le tabelle contenenti gli importi mensili,
giornalieri, settimanali, quattordicinali e quindicinali della
prestazione;
b) a decorrere dal 1° gennaio 2007 gli importi degli assegni per
tutte le altre tipologie di nuclei familiari con figli sono
rivalutati del 15 per cento;
c) i livelli di reddito e gli importi degli assegni per i nuclei
con figli di cui alle lettere a) e b) nonche’ quelli per i nuclei
senza figli possono essere ulteriormente rimodulati secondo criteri
analoghi a quelli indicati alla lettera a), con decreto
interministeriale del Ministro delle politiche per la famiglia e del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro della solidarieta’ sociale e con il Ministro dell’economia e
delle finanze, anche con riferimento alla coerenza del sostegno dei
redditi disponibili delle famiglie risultante dagli assegni per il
nucleo familiare e dalle detrazioni ai fini dell’imposta sul reddito
delle persone fisiche;
d) nel caso di nuclei familiari con piu’ di tre figli o
equiparati di eta’ inferiore a 26 anni compiuti, ai fini della
determinazione dell’assegno rilevano al pari dei figli minori anche i
figli di eta’ superiore a 18 anni compiuti e inferiore a 21 anni
compiuti purche’ studenti o apprendisti;
e) restano fermi i criteri di rivalutazione dei livelli di
reddito familiare di cui all’articolo 2, comma 12, del decreto-legge
13 marzo 1988, n. 69, convertito, con modificazioni, dalla legge 13
maggio 1988, n. 153, che trovano applicazione a decorrere dall’anno
2008.

12. All’articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n. 549, dopo il
comma 12 e’ inserito il seguente:

“12-bis. A decorrere dal 1° gennaio 2007 una quota dell’accisa
sul gasolio per autotrazione (codici NC da 2710 19 41 a 2710 19 49)
e’ attribuita alla regione a statuto ordinario nel cui territorio
avviene il consumo. Per gli anni 2007, 2008 e 2009, la predetta quota
e’ fissata, rispettivamente, nella misura di 0,00266 euro al litro,
nella misura di 0,00288 euro al litro e nella misura di 0,00307 euro
al litro. Con la legge finanziaria per l’anno 2010 la suddetta quota
e’ rideterminata, ove necessario e compatibilmente con il rispetto
degli equilibri della finanza pubblica, al fine di completare la
compensazione, a favore delle regioni a statuto ordinario, della
minore entrata registrata nell’anno 2005 rispetto all’anno 2004
relativamente alla compartecipazione all’accisa sulla benzina di cui
al comma 12. L’ammontare della predetta quota viene versato dai
soggetti obbligati al pagamento dell’accisa e riversato dalla
struttura di gestione in apposito conto corrente aperto presso la
Tesoreria centrale dello Stato. La ripartizione delle somme viene
effettuata sulla base dei quantitativi erogati nell’anno precedente
dagli impianti di distribuzione di carburante che risultano dal
registro di carico e scarico previsto dall’articolo 25, comma 4, del
testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte
sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995,
n. 504. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze sono
stabilite le modalita’ di applicazione delle disposizioni del
presente comma”.

13. Dopo l’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, e’
inserito il seguente:

“Art. 10-bis. – (Modalita’ di revisione ed aggiornamento degli
studi di settore). – 1. Gli studi di settore previsti all’articolo
62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, e successive
modificazioni, sono soggetti a revisione, al massimo, ogni tre anni
dalla data di entrata in vigore dello studio di settore ovvero da
quella dell’ultima revisione, sentito il parere della commissione di
esperti di cui all’articolo 10, comma 7. Nella fase di revisione
degli studi di settore si tiene anche conto dei dati e delle
statistiche ufficiali, quali quelli di contabilita’ nazionale, al
fine di mantenere, nel medio periodo, la rappresentativita’ degli
stessi rispetto alla realta’ economica cui si riferiscono. La
revisione degli studi di settore e’ programmata con provvedimento del
direttore dell’Agenzia delle entrate da emanare entro il mese di
febbraio di ciascun anno.

2. Ai fini dell’elaborazione e della revisione degli studi di
settore si tiene anche conto di valori di coerenza, risultanti da
specifici indicatori definiti da ciascuno studio, rispetto a
comportamenti considerati normali per il relativo settore economico”.

14. Fino alla elaborazione e revisione degli studi di settore
previsti dall’articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993,
n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993,
n. 427, e successive modificazioni, che tengono conto degli
indicatori di coerenza di cui al comma 2 dell’articolo 10-bis della
legge 8 maggio 1998, n. 146, introdotto dal comma 13, con effetto dal
periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2006, ai sensi
dell’articolo 1 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 31 maggio 1999, n. 195, si tiene altresi’ conto di
specifici indicatori di normalita’ economica, di significativa
rilevanza, idonei alla individuazione di ricavi, compensi e
corrispettivi fondatamente attribuibili al contribuente in relazione
alle caratteristiche e alle condizioni di esercizio della specifica
attivita’ svolta. Ai fini della relativa approvazione non si applica
la disposizione di cui all’articolo 10, comma 7, secondo periodo,
della legge 8 maggio 1998, n. 146. Si applicano le disposizioni di
cui al comma 4-bis dell’articolo 10 della medesima legge.

15. Il comma 399 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, e’ abrogato.

16. Il comma 4 dell’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146,
e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:

“4. La disposizione del comma 1 del presente articolo non si
applica nei confronti dei contribuenti:
a) che hanno dichiarato ricavi di cui all’articolo 85, comma 1,
esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), o compensi di cui
all’articolo 54, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e successive modificazioni, di ammontare superiore al limite
stabilito per ciascuno studio di settore dal relativo decreto di
approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. Tale limite non puo’, comunque,
essere superiore a 7,5 milioni di euro;
b) che hanno iniziato o cessato l’attivita’ nel periodo
d’imposta. La disposizione di cui al comma 1 si applica comunque in
caso di cessazione e inizio dell’attivita’, da parte dello stesso
soggetto, entro sei mesi dalla data di cessazione, nonche’ quando
l’attivita’ costituisce mera prosecuzione di attivita’ svolte da
altri soggetti;
c) che si trovano in un periodo di non normale svolgimento
dell’attivita’”.

17. All’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, dopo il
comma 4, e’ inserito il seguente:

“4-bis. Le rettifiche sulla base di presunzioni semplici di cui
all’articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
all’articolo 54, secondo comma, ultimo periodo, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, non possono
essere effettuate nei confronti dei contribuenti che dichiarino,
anche per effetto dell’adeguamento, ricavi o compensi pari o
superiori al livello della congruita’, ai fini dell’applicazione
degli studi di settore di cui all’articolo 62-bis del decreto-legge
30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
ottobre 1993, n. 427, tenuto altresi’ conto dei valori di coerenza
risultanti dagli specifici indicatori, di cui all’articolo 10-bis,
comma 2, della presente legge, qualora l’ammontare delle attivita’
non dichiarate, con un massimo di 50.000 euro, sia pari o inferiore
al 40 per cento dei ricavi o compensi dichiarati. Ai fini
dell’applicazione della presente disposizione, per attivita’, ricavi
o compensi si intendono quelli indicati al comma 4, lettera a). In
caso di rettifica, nella motivazione dell’atto devono essere
evidenziate le ragioni che inducono l’ufficio a disattendere le
risultanze degli studi di settore in quanto inadeguate a stimare
correttamente il volume di ricavi o compensi potenzialmente
ascrivibili al contribuente. La presente disposizione si applica a
condizione che non siano irrogabili le sanzioni di cui ai commi 2-bis
e 4-bis rispettivamente degli articoli 1 e 5 del decreto legislativo
18 dicembre 1997, n. 471, nonche’ al comma 2-bis dell’articolo 32 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446”.

18. Le disposizioni di cui ai commi 4 e 4-bis dell’articolo 10
della legge 8 maggio 1998, n. 146, come modificate e introdotte
rispettivamente dai commi 16 e 17 del presente articolo, hanno
effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data del 1°
gennaio 2007, ad esclusione di quelle previste alla lettera b) del
comma 4 del citato articolo 10 che hanno effetto dal periodo
d’imposta in corso al 31 dicembre 2006.

19. Nei confronti dei contribuenti titolari di reddito d’impresa o
di lavoro autonomo, per i quali non si rendono applicabili gli studi
di settore, sono individuati specifici indicatori di normalita’
economica, idonei a rilevare la presenza di ricavi o compensi non
dichiarati ovvero di rapporti di lavoro irregolare. Ai medesimi fini,
nelle ipotesi di cessazione dell’attivita’, di liquidazione ordinaria
ovvero di non normale svolgimento dell’attivita’, puo’ altresi’
essere richiesta la compilazione del modello, allegato alla
dichiarazione, previsto per i soggetti cui si applicano gli studi di
settore.

20. Per i soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera a),
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, con riferimento al primo periodo d’imposta di
esercizio dell’attivita’, sono definiti appositi indicatori di
coerenza per la individuazione dei requisiti minimi di continuita’
della stessa, tenuto conto delle caratteristiche e delle modalita’ di
svolgimento della attivita’ medesima.

21. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da
adottare entro il 28 febbraio 2007, sono approvati gli indicatori di
cui al comma 20, anche per settori economicamente omogenei, da
applicare a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre
2006.

22. Sulla base di appositi criteri selettivi e’ programmata una
specifica attivita’ di controllo nei confronti dei soggetti che
risultano incoerenti per effetto dell’applicazione degli indicatori
di cui al comma 20.

23. All’articolo 10, comma 1, della legge 8 maggio 1998, n. 146,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “con periodo d’imposta pari a dodici mesi e” sono
soppresse;
b) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “qualora
l’ammontare dei ricavi o compensi dichiarati risulta inferiore
all’ammontare dei ricavi o compensi determinabili sulla base degli
studi stessi”.

24. Le disposizioni di cui al comma 1 dell’articolo 10 della legge
8 maggio 1998, n. 146, come modificate dal comma 23, limitatamente
alla lettera a), hanno effetto a decorrere dal periodo d’imposta in
corso al 1° gennaio 2007.

25. All’articolo 1 del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 471, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:

“2-bis. La misura della sanzione minima e massima di cui al comma
2 e’ elevata del 10 per cento nelle ipotesi di omessa o infedele
indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei
dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore,
nonche’ nei casi di indicazione di cause di esclusione o di
inapplicabilita’ degli studi di settore non sussistenti. La presente
disposizione non si applica se il maggior reddito d’impresa ovvero di
arte o professione, accertato a seguito della corretta applicazione
degli studi di settore, non e’ superiore al 10 per cento del reddito
d’impresa o di lavoro autonomo dichiarato”.

26. All’articolo 5 del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 471, dopo il comma 4 e’ inserito il seguente:

“4-bis. La misura della sanzione minima e massima di cui al comma
4 e’ elevata del 10 per cento nelle ipotesi di omessa o infedele
indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei
dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore,
nonche’ nei casi di indicazione di cause di esclusione o di
inapplicabilita’ degli studi di settore non sussistenti. La presente
disposizione non si applica se la maggiore imposta accertata o la
minore imposta detraibile o rimborsabile, a seguito della corretta
applicazione degli studi di settore, non e’ superiore al 10 per cento
di quella dichiarata”.

27. All’articolo 32 del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n. 446, dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:

“2-bis. La misura della sanzione minima e massima di cui al comma
2 e’ elevata del 10 per cento nelle ipotesi di omessa o infedele
indicazione dei dati previsti nei modelli per la comunicazione dei
dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore,
nonche’ nei casi di indicazione di cause di esclusione o di
inapplicabilita’ degli studi di settore non sussistenti. La presente
disposizione non si applica se il maggior imponibile, accertato a
seguito della corretta applicazione degli studi di settore, non e’
superiore al 10 per cento di quello dichiarato”.

28. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 10, comma 1, lettera b), dopo il primo periodo e’
inserito il seguente: “Ai fini della deduzione la spesa sanitaria
relativa all’acquisto di medicinali deve essere certificata da
fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della
natura, qualita’ e quantita’ dei beni e l’indicazione del codice
fiscale del destinatario”;
b) all’articolo 15, comma 1, lettera c), dopo il secondo periodo
e’ inserito il seguente: “Ai fini della detrazione la spesa sanitaria
relativa all’acquisto di medicinali deve essere certificata da
fattura o da scontrino fiscale contenente la specificazione della
natura, qualita’ e quantita’ dei beni e l’indicazione del codice
fiscale del destinatario”.

29. Le disposizioni introdotte dalle lettere a) e b) del comma 28
hanno effetto a decorrere dal 1° luglio 2007. Fino al 31 dicembre
2007, nel caso in cui l’acquirente non sia il destinatario del
farmaco, non ne conosca il codice fiscale o non abbia con se’ la
tessera sanitaria, l’indicazione del codice fiscale puo’ essere
riportata a mano sullo scontrino fiscale direttamente dal
destinatario, fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 50 del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive
modificazioni, in materia di obbligo di rilevazione del codice
fiscale da parte del farmacista.

30. Al fine di contrastare l’indebita effettuazione delle
compensazioni previste dal decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
i titolari di partita IVA, entro il quinto giorno precedente quello
in cui intendono effettuare l’operazione di compensazione per importi
superiori a 10.000 euro, comunicano all’Agenzia delle entrate, in via
telematica, l’importo e la tipologia dei crediti oggetto della
successiva compensazione. La mancata comunicazione da parte
dell’Agenzia delle entrate al contribuente, entro il terzo giorno
successivo a quello di comunicazione, vale come silenzio assenso.

31. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate
sono definite le modalita’, anche progressive, per l’attuazione delle
disposizioni del comma 30. Con il predetto provvedimento, in
particolare, sono stabilite le procedure di controllo volte ad
impedire l’utilizzo indebito di crediti.

32. Parte delle maggiori entrate derivanti dai commi 30 e 31, per
un importo pari a 214 milioni di euro per l’anno 2007, e’ iscritta
sul Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui
all’articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307.
L’autorizzazione di spesa relativa al predetto Fondo e’ ridotta di
183,8 milioni di euro per l’anno 2008.

33. All’articolo 39 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, lettera a), nel primo periodo, le parole: “da lire
cinquecentomila a lire cinque milioni” sono sostituite dalle
seguenti: “da euro 258 ad euro 2.582” e il secondo periodo e’
sostituito dai seguenti: “La violazione e’ punibile in caso di
liquidazione delle imposte, dei contributi, dei premi e dei rimborsi
dovuti in base alle dichiarazioni, di cui all’articolo 36-bis del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
in caso di controllo ai sensi degli articoli 36-ter e seguenti del
medesimo decreto, nonche’ in caso di liquidazione dell’imposta dovuta
in base alle dichiarazioni e di controllo di cui agli articoli 54 e
seguenti del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 633. La violazione e’ punibile a condizione che non trovi
applicazione l’articolo 12-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. In caso di ripetute violazioni,
ovvero di violazioni particolarmente gravi, e’ disposta a carico dei
predetti soggetti la sospensione dalla facolta’ di rilasciare il
visto di conformita’ e l’asseverazione, per un periodo da uno a tre
anni. In caso di ripetute violazioni commesse successivamente al
periodo di sospensione, e’ disposta l’inibizione dalla facolta’ di
rilasciare il visto di conformita’ e l’asseverazione. Si considera
violazione particolarmente grave il mancato pagamento della suddetta
sanzione”;
b) al comma 1, lettera b), primo periodo,, le parole: “da lire un
milione a lire dieci milioni” sono sostituite dalle seguenti: “da
euro 516 ad euro 5.165”;
c) dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:

“1-bis. Nei casi di violazioni commesse ai sensi dei commi 1 e 3
del presente articolo e dell’articolo 7-bis, si applicano, in quanto
compatibili, le disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 472. Il centro di assistenza fiscale per il quale abbia
operato il trasgressore e’ obbligato solidalmente con il trasgressore
stesso al pagamento di una somma pari alla sanzione irrogata”;
d) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:

“2. Le violazioni dei commi 1 e 3 del presente articolo e
dell’articolo 7-bis sono contestate e le relative sanzioni sono
irrogate dalla direzione regionale dell’Agenzia delle entrate
competente in ragione del domicilio fiscale del trasgressore anche
sulla base delle segnalazioni inviate dagli uffici locali della
medesima Agenzia. L’atto di contestazione e’ unico per ciascun anno
solare di riferimento e, fino al compimento dei termini di decadenza,
puo’ essere integrato o modificato dalla medesima direzione
regionale. I provvedimenti ivi previsti sono trasmessi agli ordini di
appartenenza dei soggetti che hanno commesso la violazione per
l’eventuale adozione di ulteriori provvedimenti”;
e) al comma 3, le parole: “da lire cinquecentomila a lire cinque
milioni” sono sostituite dalle seguenti: “da euro 258 a euro 2.582”.

34. Per le violazioni di cui all’articolo 7-bis e ai commi 1 e 3
dell’articolo 39 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e
successive modificazioni, ferma restando l’applicazione dell’
articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 472, nelle ipotesi in cui la violazione sia stata gia’ contestata
alla data di entrata in vigore della presente legge, non si da’ luogo
a restituzione di quanto eventualmente pagato.

35. I commi 7 e 8 dell’articolo 11-quinquiesdecies del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, sono abrogati.

36. Le agevolazioni tributarie e di altra natura relative agli
autoveicoli utilizzati per la locomozione dei soggetti di cui
all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, con ridotte o
impedite capacita’ motorie, sono riconosciute a condizione che gli
autoveicoli siano utilizzati in via esclusiva o prevalente a
beneficio dei predetti soggetti.

37. In caso di trasferimento a titolo oneroso o gratuito delle
autovetture per le quali l’acquirente ha usufruito dei benefici
fiscali prima del decorso del termine di due anni dall’ acquisto, e’
dovuta la differenza fra l’imposta dovuta in assenza di agevolazioni
e quella risultante dall’ applicazione delle agevolazioni stesse. La
disposizione non si applica per i disabili che, in seguito a mutate
necessita’ dovute al proprio handicap, cedano il proprio veicolo per
acquistarne un altro su cui realizzare nuovi e diversi adattamenti.

38. La riscossione dei compensi dovuti per attivita’ di lavoro
autonomo, mediche e paramediche, svolte nell’ambito delle strutture
sanitarie private e’ effettuata in modo unitario dalle stesse
strutture sanitarie, le quali provvedono a:
a) incassare il compenso in nome e per conto del prestatore di
lavoro autonomo e a riversarlo contestualmente al medesimo;
b) registrare nelle scritture contabili obbligatorie, ovvero in
apposito registro, il compenso incassato per ciascuna prestazione di
lavoro autonomo resa nell’ambito della struttura.

39. Le strutture sanitarie di cui al comma 38 comunicano
telematicamente all’Agenzia delle entrate l’ammontare dei compensi
complessivamente riscossi per ciascun percipiente.

40. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate
sono definiti i termini e le modalita’ per la comunicazione prevista
dal comma 39 nonche’ ogni altra disposizione utile ai fini
dell’attuazione dei commi 38 e 39.

41. Le disposizioni di cui ai commi da 38 a 40 si applicano a
decorrere dal 1° marzo 2007.

42. Per le violazioni delle disposizioni di cui ai commi 38 e 39
si applicano rispettivamente gli articoli 9 e 11 del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive modificazioni.
Restano fermi in capo ai singoli prestatori di lavoro autonomo tutti
gli obblighi formali e sostanziali previsti per lo svolgimento
dell’attivita’.

43. Dopo l’articolo 25-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, e’
inserito il seguente:

“Art. 25-ter. – (Ritenute sui corrispettivi dovuti dal condominio
all’appaltatore). – 1. Il condominio quale sostituto di imposta opera
all’atto del pagamento una ritenuta del 4 per cento a titolo di
acconto dell’imposta sul reddito dovuta dal percipiente, con obbligo
di rivalsa, sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a
contratti di appalto di opere o servizi, anche se rese a terzi o
nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa.

2. La ritenuta di cui al comma 1 e’ operata anche se i
corrispettivi sono qualificabili come redditi diversi ai sensi
dell’articolo 67, comma 1, lettera i), del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917”.

44. All’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972,
n. 633, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) il sesto comma e’ sostituito dal seguente:

“Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano anche:
a) alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione di
manodopera, rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei
confronti delle imprese che svolgono l’attivita’ di costruzione o
ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore
principale o di un altro subappaltatore;
b) alle cessioni di apparecchiature terminali per il servizio
pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni soggette alla tassa
sulle concessioni governative di cui all’articolo 21 della tariffa
annessa al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 641, come sostituita, da ultimo, dal decreto del Ministro delle
finanze 28 dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303
del 30 dicembre 1995, nonche’ dei loro ‘componenti ed accessori;
c) alle cessioni di personal computer e dei loro componenti ed
accessori;
d) alle cessioni di materiali e prodotti lapidei, direttamente
provenienti da cave e miniere”;
b) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

“Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano alle
ulteriori operazioni individuate dal Ministro dell’economia e delle
finanze, con propri decreti, in base alla direttiva 2006/69/CE del
Consiglio, del 24 luglio 2006, ovvero individuate con decreto emanato
ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988,
n. 400, nelle ipotesi in cui necessita la preventiva autorizzazione
comunitaria prevista dalla direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17
maggio 1977”.

45. Le disposizioni di cui alle lettere b), c) e d) del sesto
comma dell’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, 11.633, come modificato dal comma 44 del presente
articolo, si applicano alle cessioni effettuate successivamente alla
data di autorizzazione della misura ai sensi dell’articolo 27 della
direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17 maggio 1977.

46. Al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di
registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 10, comma 1, dopo la lettera d) e’ inserita la
seguente:

“d-bis) gli agenti di affari in mediazione iscritti nella sezione
degli agenti immobiliari del ruolo di cui all’articolo 2 della legge
3 febbraio 1989, n. 39, per le scritture private non autenticate di
natura negoziale stipulate a seguito della loro attivita’ per la
conclusione degli affari”;
b) all’articolo 57, dopo il comma 1 e’ inserito il seguente:

“1-bis. Gli agenti immobiliari di cui all’articolo 10, comma 1,
lettera d-bis), sono solidalmente tenuti al pagamento dell’imposta
per le scritture private non autenticate di natura negoziale
stipulate a seguito della loro attivita’ per la conclusione degli
affari”.

47. All’articolo 8, comma 1, della legge 3 febbraio 1989, n. 39,
le parole: “una somma compresa tra lire un milione e lire quattro
milioni” sono sostituite dalle seguenti: “una somma compresa fra euro
7.500 e euro 15.000”.

48. Il comma 22 dell’articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, e’ sostituito dai seguenti:

“22. All’atto della cessione dell’immobile, anche se assoggettata
ad IVA, le parti hanno l’obbligo di rendere apposita dichiarazione
sostitutiva di atto di notorieta’ recante l’indicazione analitica
delle modalita’ di pagamento del corrispettivo. Con le medesime
modalita’, ciascuna delle parti ha l’obbligo di dichiarare:
a) se si e’ avvalsa di un mediatore e, nell’ipotesi affermativa,
di fornire i dati identificativi del titolare, se persona fisica, o
la denominazione, la ragione sociale ed i dati identificativi del
legale rappresentante, se soggetto diverso da persona fisica, ovvero
del mediatore non legale rappresentante che ha operato per la stessa
societa’;
b) il codice fiscale o la partita I.V.A.;
c) il numero di iscrizione al ruolo degli agenti di affari in
mediazione e della camera di commercio, industria, artigianato e
agricoltura di riferimento per il titolare ovvero per il legale
rappresentante o mediatore che ha operato per la stessa societa’;
d) l’ammontare della spesa sostenuta per tale attivita’ e le
analitiche modalita’ di pagamento della stessa.

22.1. In caso di assenza dell’iscrizione al ruolo di agenti di
affari in mediazione ai sensi della legge 3 febbraio 1989, n. 39, e
successive modificazioni, il notaio e’ obbligato ad effettuare
specifica segnalazione all’Agenzia delle entrate di competenza. In
caso di omessa, incompleta o mendace indicazione dei dati di cui al
comma 22, si applica la sanzione amministrativa da 500 euro a 10.000
euro e, ai fini dell’imposta di registro, i beni trasferiti sono
assoggettati a rettifica di valore ai sensi dell’articolo 52, comma
1, del testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di
registro, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile
1986, n. 131, e successive modificazioni”.

49. Le disposizioni di cui al comma 22 dell’articolo 35 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, nel testo vigente prima della data
di entrata in vigore della presente legge, trovano applicazione con
riferimento ai pagamenti effettuati a decorrere dal 4 luglio 2006.

50. In coerenza ai principi recati dall’ articolo 38 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, ed al fine di contrastare la
diffusione del gioco irregolare ed illegale, l’evasione e l’elusione
fiscale nel settore del gioco, nonche’ di assicurare l’ordine
pubblico e la tutela del giocatore, con uno o piu’ provvedimenti del
Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma
dei monopoli di Stato sono stabilite le modalita’ per procedere alla
rimozione dell’offerta, attraverso le reti telematiche o di
telecomunicazione, di giochi, scommesse o concorsi pronostici con
vincite in denaro in difetto di concessione, autorizzazione, licenza
od altro titolo autorizzatorio o abilitativo o, comunque, in
violazione delle norme di legge o di regolamento o delle prescrizioni
definite dalla stessa Amministrazione. I provvedimenti di cui al
presente comma sono adottati nel rispetto degli obblighi comunitari.
L’inosservanza dei provvedimenti adottati in attuazione della
presente disposizione comporta l’irrogazione, da parte
dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, di sanzioni
amministrative pecuniarie da 30.000 euro a 180.000 curo per ciascuna
violazione accertata.

51. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, i commi
da 535 a 538 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
sono abrogati e cessano di avere effetto tutti gli atti adottati.

52. E’ autorizzata la spesa di 100.000 euro per ciascun anno del
triennio 2007-2009, a favore del Ministero della pubblica istruzione,
per la realizzazione di campagne di informazione e di educazione dei
giovani, da effettuare in collaborazione con le istituzioni
scolastiche, finalizzate alla realizzazione di programmi educativi
dei ragazzi in modo da permettere loro di conoscere la realta’ dei
rischi derivanti dal vizio del gioco e a sviluppare un approccio
responsabile al gioco. Il Ministro della pubblica istruzione
provvede, con proprio decreto, da emanare entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, a disciplinare le
modalita’ e i criteri per lo svolgimento delle campagne informative
di cui al presente comma.

53. Entro il 31 gennaio di ciascun anno sono trasmessi alle
regioni i dati relativi all’import/export del sistema doganale; entro
il medesimo termine sono trasmessi alle regioni, alle province
autonome e ai comuni i dati delle dichiarazioni dei redditi
presentate nell’anno precedente dai contribuenti residenti.

54. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate,
emanato d’intesa con la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali,
sono stabilite le modalita’ tecniche di trasmissione in via
telematica dei dati delle dichiarazioni nel rispetto delle
disposizioni e nel quadro delle regole tecniche previste dal codice
dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, e successive modificazioni.

55. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane sono
stabilite le modalita’ tecniche di trasmissione in via telematica dei
dati dell’ import/export alle regioni.

56. Dalla data di entrata in vigore della presente legge e’
istituito il sistema integrato delle banche dati in materia
tributaria e finanziaria finalizzato alla condivisione ed alla
gestione coordinata delle informazioni dell’intero settore pubblico
per l’analisi ed il monitoraggio della pressione fiscale e
dell’andamento dei flussi finanziari.

57. Ai fini di cui al comma 56, con uno o piu’ decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato per le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Commissione
parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria che esprime il
proprio giudizio tassativamente entro quindici giorni, da adottare
entro il 31 marzo 2007 ai sensi del codice dell’amministrazione
digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e
successive modificazioni, sono individuate le basi di dati di
interesse nazionale che compongono il sistema integrato e sono
definiti le regole tecniche per l’accesso e la consultazione da parte
delle pubbliche amministrazioni abilitate nonche’ i servizi di natura
amministrativa e tecnica che il Ministero dell’economia e delle
finanze eroga alle amministrazioni che ne facciano richiesta per la
utilizzazione e la valorizzazione del sistema.

58. Alla legge 27 marzo 1976, n. 60, dopo l’articolo 2, e’
inserito il seguente:

“Art. 2-bis. – 1. Ferme restando le attribuzioni di cui all’
articolo 2, la Commissione:
a) effettua indagini e ricerche, tramite consultazioni e
audizioni di organismi nazionali e internazionali, per valutare
l’impatto delle soluzioni tecniche sugli intermediari incaricati di
svolgere servizi fiscali tra contribuenti e amministrazioni;
b) esprime un parere sulle attivita’ svolte annualmente dall’
anagrafe tributaria e sugli obbiettivi raggiunti nel corso dell’
anno”.

59. Il secondo comma dell’articolo 15 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, e’ sostituito dal
seguente:

“Il Ministero dell’economia e delle finanze ha facolta’ di
rendere pubblici, senza riferimenti nominativi, statistiche ed
elaborazioni relative ai dati di cui al primo comma, nonche’, per
esclusive finalita’ di studio e di ricerca, i medesimi dati, sotto
forma di collezioni campionarie, privi di ogni riferimento che ne
permetta il collegamento con gli interessati e comunque secondo
modalita’ che rendano questi ultimi non identificabili”.

60. Dall’attuazione dei commi 56, 57 e 59 non derivano oneri per
il bilancio dello Stato.

61. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, con provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze,
acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, sono
stabilite, a fini di monitoraggio, le modalita’ per introdurre in
tutte le amministrazioni pubbliche criteri di contabilita’ economica,
nonche’ i tempi, le modalita’ e le specifiche tecniche per la
trasmissione telematica da parte degli enti pubblici, delle regioni e
degli enti locali dei bilanci standard e dei dati di contabilita’.

62. Al decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, l’articolo 2-bis
e’ sostituito dal seguente:

“Art. 2-bis. – (Comunicazione degli esiti della liquidazione
delle dichiarazioni). – 1. A partire dalle dichiarazioni presentate
dal 1° gennaio 2006, l’invito previsto dall’articolo 6, comma 5,
della legge 27 luglio 2000, n. 212, e’ effettuato:
a) con mezzi telematici ai soggetti di cui all’articolo 3, comma
3, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 luglio 1998, n. 322, che portano a conoscenza dei contribuenti
interessati, tempestivamente e comunque nei termini di cui
all’articolo 2, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 462, e successive modificazioni, gli esiti della liquidazione
delle dichiarazioni contenuti nell’invito;
b) mediante raccomandata in ogni altro caso.

2. L’Agenzia delle entrate puo’, su istanza motivata, derogare
all’ obbligo previsto dalla lettera a) del comma 1, qualora siano
riconosciute difficolta’ da parte degli intermediari
nell’espletamento delle attivita’ di cui alla medesima lettera a).

3. Il termine di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 462, e successive modificazioni,
decorre dal sessantesimo giorno successivo a quello di trasmissione
telematica dell’invito di cui alla lettera a) del comma 1 del
presente articolo.

4. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate sono
definiti il contenuto e la modalita’ della risposta telematica”.

63. I soggetti di cui all’articolo 2 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, che deducono dal
reddito complessivo somme per assegni periodici corrisposti al
coniuge di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 10 del
citato testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica
n. 917 del 1986, devono indicare nella dichiarazione annuale il
codice fiscale del soggetto beneficiario delle somme.

64. All’articolo 78 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, dopo il
comma 25 sono inseriti i seguenti:

“25-bis. Ai fini dei controlli sugli oneri detraibili di cui alla
lettera c) del comma 1 dell’articolo 15 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, gli enti e le
casse aventi esclusivamente fine assistenziale devono comunicare in
via telematica all’Anagrafe tributaria gli elenchi dei soggetti ai
quali sono state rimborsate spese sanitarie per effetto dei
contributi versati di cui alla lettera a) del comma 2 dell’articolo
51 del citato testo unico di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni.

25-ter. Il contenuto, i termini e le modalita’ delle trasmissioni
sono definiti con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle
entrate”.

65. All’articolo 37-bis, comma 3, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo la lettera f-ter) e’
aggiunta la seguente:

“f-quater) pattuizioni intercorse tra societa’ controllate e
collegate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, una delle
quali avente sede legale in uno degli Stati o nei territori a regime
fiscale privilegiato, individuati ai sensi dell’articolo 167, comma
4, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi ad
oggetto il pagamento di somme a titolo di clausola penale, multa,
caparra confirmatoria o penitenziale”.

66. Le disposizioni di cui al comma 65 si applicano a decorrere
dal periodo d’imposta in corso alla data del 1° gennaio 2007.

67. Al regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, all’articolo 2, dopo il comma 3,
e’ inserito il seguente:

“3-bis. I modelli di dichiarazione, le relative istruzioni e le
specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati sono resi
disponibili in formato elettronico dall’Agenzia delle entrate entro
il 15 febbraio”.

68. All’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, dopo le parole: “titolari” sono inserite le seguenti: “, o
dipendenti da loro delegati,”.

69. All’articolo 35 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, il
comma 12-bis e’ sostituito dal seguente:

“12-bis. Il limite di 100 euro di cui al quarto comma
dell’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, introdotto dal comma 12 del presente
articolo, si applica a decorrere dal 1° luglio 2009. Dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e
sino al 30 giugno 2008 il limite e’ stabilito in 1.000 euro. Dal 1°
luglio 2008 al 30 giugno 2009 il limite e’ stabilito in 500 euro.
Entro il 31 gennaio 2008 il Ministro dell’economia e delle finanze
presenta al Parlamento una relazione sull’applicazione del presente
comma. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
emanare apposito decreto che individua le condizioni impeditive del
soggetto tenuto al pagamento, che consentono di derogare ai limiti
indicati nel presente comma”.

70. All’articolo 93 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e successive modificazioni, il comma 5 e’ abrogato. La
disposizione del periodo precedente si applica alle opere, forniture
e servizi di durata ultrannuale la cui esecuzione ha inizio a
decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla
data del 31 dicembre 2006.

71. All’articolo 107, comma 2, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, al terzo periodo,
le parole: “nell’esercizio stesso e nei successivi ma non oltre il
quinto” sono sostituite dalle seguenti: “in quote costanti nell’
esercizio stesso e nei cinque successivi”.

72. All’articolo 84, comma 1, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, dopo il primo
periodo sono inseriti i seguenti: “Per i soggetti che fruiscono di un
regime di esenzione totale o parziale del reddito la perdita
riportabile e’ diminuita in misura proporzionalmente corrispondente
alla quota di esenzione applicabile in presenza di un reddito
imponibile. Per i soggetti che fruiscono di un regime di esenzione
dell’utile la perdita e’ riportabile per l’ammontare che eccede
l’utile che non ha concorso alla formazione del reddito negli
esercizi precedenti”.

73. Le disposizioni del secondo e del terzo periodo del comma 1
dell’articolo 84 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
introdotti dal comma 72 del presente articolo, si applicano ai
redditi prodotti e agli utili realizzati a decorrere dal periodo
d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2006.

74. All’ articolo 73 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1:
1) alle lettere b) e c), dopo le parole: “dalle societa’,” sono
inserite le seguenti: “nonche’ i trust,”;
2) alla lettera d), dopo le parole: “di ogni tipo,” sono
inserite le seguenti: “compresi i trust,”;
b) al comma 2, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Nei
casi in cui i beneficiari del trust siano individuati, i redditi
conseguiti dal trust sono imputati in ogni caso ai beneficiari in
proporzione alla quota di partecipazione individuata nell’ atto di
costituzione del trust o in altri documenti successivi ovvero, in
mancanza, in parti uguali”;
c) al comma 3, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “Si
considerano altresi’ residenti nel territorio dello Stato, salvo
prova contraria, i trust e gli istituti aventi analogo contenuto
istituiti in Paesi diversi da quelli indicati nel decreto del
Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, e successive modificazioni,
in cui almeno uno dei disponenti ed almeno uno dei beneficiari del
trust siano fiscalmente residenti nel territorio dello Stato. Si
considerano, inoltre, residenti nel territorio dello Stato i trust
istituiti in uno Stato diverso da quelli indicati nel citato decreto
del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, quando, successivamente
alla loro costituzione, un soggetto residente nel territorio dello
Stato effettui in favore del trust un’attribuzione che importi il
trasferimento di proprieta’ di beni immobili o la costituzione o il
trasferimento di diritti reali immobiliari, anche per quote, nonche’
vincoli di destinazione sugli stessi”.

75. All’articolo 44, comma 1, del testo unico delle imposte sui
redditi di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, dopo la lettera g-quinquies) e’ inserita la seguente:

“g-sexies) i redditi imputati al beneficiario di trust ai sensi
dell’articolo 73, comma 2, anche se non residenti;”.

76. All’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al primo comma, lettera b), dopo le parole: “persone
giuridiche,” sono inserite le seguenti: “nonche’ i trust,”;
b) al secondo comma, lettera g), dopo le parole: “persone
giuridiche,” sono inserite le seguenti: “nonche’ i trust,”.

77. All’articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel comma 48, dopo la lettera a), e’ inserita la seguente:

“a-bis) devoluti a favore dei fratelli e delle sorelle sul
valore complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000
euro: 6 per cento”;
b) nel comma 49, dopo la lettera a), e’ inserita la seguente:

“a-bis) a favore dei fratelli e delle sorelle sul valore
complessivo netto eccedente, per ciascun beneficiario, 100.000 euro:
6 per cento” ;
c) dopo il comma 49 e’ inserito il seguente:

“49-bis. Se il beneficiario dei trasferimenti di cui ai commi 48
e 49 e’ una persona portatrice di handicap riconosciuto grave ai
sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104, l’imposta si applica
esclusivamente sulla parte del valore della quota o del legato che
supera l’ammontare di 1.500.000 curo”.

78. Al testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta sulle
successioni e donazioni, di cui al decreto legislativo 31 ottobre
1990, n. 346, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 3, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

“4-ter. I trasferimenti, effettuati anche tramite i patti di
famiglia di cui agli articoli 768-bis e seguenti del codice civile a
favore dei discendenti, di aziende o rami di esse, di quote sociali e
di azioni non sono soggetti all’imposta. In caso di quote sociali e
azioni di soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera a), del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, il beneficio
spetta limitatamente alle partecipazioni mediante le quali e’
acquisito o integrato il controllo ai sensi dell’articolo 2359, primo
comma, numero 1), del codice civile. Il beneficio si applica a
condizione che gli aventi causa proseguano l’esercizio dell’attivita’
d’impresa o detengano il controllo per un periodo non inferiore a
cinque anni dalla data del trasferimento, rendendo, contestualmente
alla presentazione della dichiarazione di successione o all’atto di
donazione, apposita dichiarazione in tal senso. Il mancato rispetto
della condizione di cui al periodo precedente comporta la decadenza
dal beneficio, il pagamento dell’imposta in misura ordinaria, della
sanzione amministrativa prevista dall’ articolo 13 del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e degli interessi di mora
decorrenti dalla data in cui l’imposta medesima avrebbe dovuto essere
pagata”;
b) all’articolo 8, dopo il comma 1, e’ inserito il seguente:

“l-bis. Resta comunque ferma l’esclusione dell’avviamento nella
determinazione della base imponibile delle aziende, delle azioni,
delle quote sociali”;
c) all’articolo 31, comma 1, le parole: “sei mesi” sono
sostituite dalle seguenti: “dodici mesi”.

79. Le disposizioni di cui ai commi 77 e 78 si applicano alle
successioni apertesi a decorrere dal 3 ottobre 2006, nonche’ agli
atti pubblici formati, agli atti a titolo gratuito fatti, alle
scritture private autenticate e alle scritture private non
autenticate presentate per la registrazione a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente legge.

80. L’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 642, e’ sostituito dal seguente:

“Art. 3. – (Modi di pagamento). – 1. L’imposta di bollo si
corrisponde secondo le indicazioni della tariffa allegata:
a) mediante pagamento dell’imposta ad intermediario convenzionato
con l’Agenzia delle entrate, il quale rilascia, con modalita’
telematiche, apposito contrassegno;
b) in modo virtuale, mediante pagamento dell’imposta all’ufficio
dell’Agenzia delle entrate o ad altri uffici autorizzati o mediante
versamento in conto corrente postale.

2. Le frazioni degli importi dell’imposta di bollo dovuta in
misura proporzionale sono arrotondate ad euro 0,10 per difetto o per
eccesso a seconda che si tratti rispettivamente di frazioni fino ad
euro 0,05 o superiori ad euro 0,05.

3. In ogni caso l’imposta e’ dovuta nella misura minima di euro
1,00, ad eccezione delle cambiali e dei vaglia cambiari di cui,
rispettivamente, all’articolo 6, numero 1, lettere a) e b), e numero
2, della tariffa – Allegato A – annessa al presente decreto, per i
quali l’imposta minima e’ stabilita in euro 0,50”.

81. All’articolo 39, comma 13, alinea, primo periodo, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, dopo le parole:
“somme giocate” sono inserite le seguenti: “, dovuto dal soggetto al
quale l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha rilasciato
il nulla osta di cui all’articolo 38, comma 5, della legge 23
dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni. A decorrere dal 26
luglio 2004 il soggetto passivo d’imposta e’ identificato nell’
ambito dei concessionari individuati ai sensi dell’articolo 14-bis,
comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,
n. 640, e successive modificazioni, ove in possesso di tale nulla
osta rilasciato dall’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato.
I titolari di nulla osta rilasciati antecedentemente al 26 luglio
2004 sono soggetti passivi d’imposta fino alla data di rilascio dei
nulla osta sostitutivi a favore dei concessionari di rete o fino alla
data della revoca del nulla osta stesso”.

82. All’articolo 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
il comma 13-bis e’ sostituito dal seguente:

“13-bis. Il prelievo erariale unico e’ assolto dai soggetti
passivi d’imposta, con riferimento a ciascun anno solare, mediante
versamenti periodici relativi ai singoli periodi contabili e mediante
un versamento annuale a saldo. Con provvedimenti del Ministero
dell’economia e delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato, sono individuati:
a) i periodi contabili in cui e’ suddiviso l’anno solare;
b) le modalita’ di calcolo del prelievo erariale unico dovuto per
ciascun periodo contabile e per ciascun anno solare;
c) i termini e le modalita’ con cui i soggetti passivi d’imposta
effettuano i versamenti periodici e il versamento annuale a saldo;
d) le modalita’ per l’utilizzo in compensazione del credito
derivante dall’eventuale eccedenza dei versamenti periodici rispetto
al prelievo erariale unico dovuto per l’intero anno solare;
e) i termini e le modalita’ con cui i concessionari di rete,
individuati ai sensi dell’articolo 14-bis, comma 4, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive
modificazioni, comunicano, tramite la rete telematica prevista dallo
stesso comma 4 dell’ articolo 14-bis, i dati relativi alle somme
giocate nonche’ gli altri dati relativi agli apparecchi da
intrattenimento di cui all’articolo 110, comma 6, del testo unico
delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno
1931, n. 773, e successive modificazioni, da utilizzare per la
determinazione del prelievo erariale unico dovuto;
f) le modalita’ con cui l’Amministrazione autonoma dei monopoli
di Stato puo’ concedere su istanza dei soggetti passivi d’imposta la
rateizzazione delle somme dovute nelle ipotesi in cui questi ultimi
si trovino in temporanea situazione di difficolta’”.

83. Fino alla emanazione dei provvedimenti indicati nel comma
13-bis dell’articolo 39 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
come sostituito dal comma 82 del presente articolo, il prelievo
erariale unico e’ assolto dai soggetti passivi d’imposta con le
modalita’ e nei termini stabiliti nei decreti del direttore generale
dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato 8 aprile 2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 86 del 13 aprile 2004, e 14
luglio 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 173 del 26 luglio
2004, e successive modificazioni.

84. Dopo l’articolo 39 del decreto-legge 30 settembre 2003,
n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n. 326, sono inseriti i seguenti:

“Art. 39-bis. – (Liquidazione del prelievo erariale unico e
controllo dei versamenti). – 1. Per gli apparecchi previsti
all’articolo 110, comma 6, del testo unico delle leggi di pubblica
sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e
successive modificazioni, l’Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato, avvalendosi di procedure automatizzate, procede, entro il 31
dicembre del secondo anno successivo a quello per il quale e’ dovuto
il prelievo erariale unico, alla liquidazione dell’imposta dovuta per
i periodi contabili e per l’anno solare sulla base dei dati
correttamente trasmessi dai concessionari in applicazione
dell’articolo 39, comma 13-bis, lettera e), ed al controllo della
tempestivita’ e della rispondenza rispetto al prelievo erariale unico
dovuto dei versamenti effettuati dai concessionari stessi.

2. Nel caso in cui risultino omessi, carenti o intempestivi i
versamenti dovuti, l’esito del controllo automatizzato e’ comunicato
al concessionario di rete per evitare la reiterazione di errori. Il
concessionario di rete che rilevi eventuali dati o elementi non
considerati o valutati erroneamente nel controllo dei versamenti,
puo’ fornire i chiarimenti necessari all’Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato entro i trenta giorni successivi al ricevimento
della comunicazione.

3. Con decreti del Ministero dell’economia e delle finanze –
Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, sono definite le
modalita’ di effettuazione della liquidazione del prelievo erariale
unico e del controllo dei relativi versamenti, di cui al comma 1.
Art. 39-ter. – (Riscossione delle somme dovute a titolo di
prelievo erariale unico a seguito dei controlli automatici). – 1. Le
somme che, a seguito dei controlli automatici effettuati ai sensi del
comma 1 dell’articolo 39-bis, risultano dovute a titolo di prelievo
erariale unico, nonche’ di interessi e di sanzioni per ritardato od
omesso versamento, sono iscritte direttamente nei ruoli, resi
esecutivi a titolo definitivo nel termine di decadenza fissato al 31
dicembre del terzo anno successivo a quello per il quale e’ dovuto il
prelievo erariale unico. Per la determinazione del contenuto del
ruolo, delle procedure, delle modalita’ della sua formazione e dei
tempi di consegna, si applica il regolamento di cui al decreto del
Ministro delle finanze 3 settembre 1999, n. 321.

2. Le cartelle di pagamento recanti i ruoli di cui al comma 1 sono
notificate, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quarto anno
successivo a quello per il quale e’ dovuto il prelievo erariale
unico.

3. L’iscrizione a ruolo non e’ eseguita, in tutto o in parte, se
il concessionario di rete provvede a pagare, con le modalita’
indicate nell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997,
n. 241, e successive modificazioni, le somme dovute entro trenta
giorni dal ricevimento della comunicazione prevista dal comma 2
dell’articolo 39-bis ovvero della comunicazione definitiva contenente
la rideterminazione, in sede di autotutela, delle somme dovute, a
seguito dei chiarimenti forniti dallo stesso concessionario di rete.
In questi casi, l’ammontare della sanzione amministrativa per tardivo
od omesso versamento e’ ridotto ad un sesto e gli interessi sono
dovuti fino all’ultimo giorno del mese antecedente a quello
dell’elaborazione della comunicazione.

4. Qualora il concessionario di rete non provveda a pagare, entro
i termini di scadenza, i ruoli di cui al comma 1, l’Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato procede alla riscossione delle somme
dovute anche tramite escussione delle garanzie presentate dal
concessionario di rete ai sensi della convenzione di concessione. In
tal caso l’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato comunica al
concessionario della riscossione l’importo del credito per imposta,
sanzioni e interessi che e’ stato estinto tramite l’escussione delle
garanzie e il concessionario della riscossione procede alla
riscossione coattiva dell’eventuale credito residuo secondo le
disposizioni di cui al titolo II del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, e successive modificazioni.
Art. 39-quater. – (Accertamento e controlli in materia di prelievo
erariale unico). – 1. Gli uffici dell’Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato nell’adempimento dei loro compiti si avvalgono
delle attribuzioni e dei poteri indicati nell’articolo 51 del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni. Per l’esecuzione di accessi, ispezioni e verifiche si
applicano le disposizioni dell’articolo 52 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.

2. Il prelievo erariale unico e’ dovuto anche sulle somme giocate
tramite apparecchi e congegni che erogano vincite in denaro o le cui
caratteristiche consentono il gioco d’azzardo, privi del nulla osta
di cui all’articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, e successive modificazioni, nonche’ tramite apparecchi e
congegni muniti del nulla osta di cui al predetto articolo 38, comma
5, il cui esercizio sia qualificabile come illecito civile, penale o
amministrativo. Per gli apparecchi e congegni privi del nulla osta il
prelievo erariale unico, gli interessi e le sanzioni amministrative
sono dovuti dal soggetto che ha provveduto alla loro installazione.
E’ responsabile in solido per le somme dovute a titolo di prelievo
erariale unico, interessi e sanzioni amministrative il possessore dei
locali in cui sono installati gli apparecchi e congegni privi del
nulla osta. Per gli apparecchi e congegni muniti del nulla osta di
cui all’articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
successive modificazioni, il cui esercizio sia qualificabile come
illecito civile, penale o amministrativo, il maggiore prelievo
erariale unico accertato rispetto a quello calcolato sulla base dei
dati di funzionamento trasmessi tramite la rete telematica prevista
dal comma 4 dell’articolo 14-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, e successive modificazioni, gli
interessi e le sanzioni amministrative sono dovuti dai soggetti che
hanno commesso l’illecito o, nel caso in cui non sia possibile la
loro identificazione, dal concessionario di rete a cui e’ stato
rilasciato il nulla osta. Sono responsabili in solido per le somme
dovute a titolo di prelievo erariale unico, interessi e sanzioni
amministrative relativi agli apparecchi e congegni di cui al quarto
periodo, il soggetto che ha provveduto alla loro installazione, il
possessore dei locali in cui sono installati e il concessionario di
rete titolare del relativo nulla osta, qualora non siano gia’
debitori di tali somme a titolo principale.

3. Gli uffici dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato
procedono alIaccertamento della base imponibile e del prelievo
erariale unico dovuto per gli apparecchi e congegni di cui al comma 2
mediante la lettura dei dati relativi alle somme giocate memorizzati
dagli stessi apparecchi e congegni. In presenza di apparecchi e
congegni per i quali i dati relativi alle somme giocate non siano
memorizzati o leggibili, risultino memorizzati in modo non corretto o
siano stati alterati, gli uffici dell’Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato determinano induttivamente l’ammontare delle somme
giocate sulla base dell’importo forfetario giornaliero definito con
decreti del Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato.

4. Gli avvisi relativi agli accertamenti di cui ai commi 2 e 3
sono notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto
anno successivo a quello in cui sono state giocate, tramite gli
apparecchi e congegni indicati negli stessi commi 2 e 3, le somme su
cui e’ calcolato il prelievo erariale unico.
Art. 39-quinquies. – (Sanzioni in materia di prelievo erariale
unico). – 1. La sanzione prevista nell’articolo 11, comma 1, del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive
modificazioni, si applica anche alle violazioni, indicate nello
stesso comma 1, relative al prelievo erariale unico.

2. Nelle ipotesi di apparecchi che erogano vincite in denaro o le
cui caratteristiche consentono il gioco d’azzardo, privi del nulla
osta di cui all’articolo 38, comma 5, della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, e successive modificazioni, e nelle ipotesi di apparecchi e
congegni muniti del nulla osta di cui al predetto articolo 38, comma
5, il cui esercizio sia qualificabile come illecito civile, penale o
amministrativo, si applica la sanzione amministrativa dal 120 al 240
per cento dell’ammontare del prelievo erariale unico dovuto, con un
minimo di euro 1.000.

3. Se sono omesse o sono effettuate con dati incompleti o non
veritieri le comunicazioni cui sono tenuti i concessionari di rete ai
sensi del comma 13-bis, lettera e), dell’articolo 39 del presente
decreto, si applica la sanzione amministrativa da euro 500 ad euro
8.000.
Art. 39-sexies. – (Responsabilita’ solidale dei terzi incaricati
della raccolta delle somme giocate). – 1. I terzi incaricati della
raccolta di cui all’articolo 1, comma 533, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, sono solidalmente responsabili con i concessionari di
rete per il versamento del prelievo erariale unico dovuto con
riferimento alle somme giocate che i suddetti terzi hanno raccolto,
nonche’ per i relativi interessi e sanzioni.

2. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze –
Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, sono definite le
modalita’ di accertamento e di contestazione della responsabilita’
solidale di cui al comma 1.
Art. 39-septies. – (Disposizioni transitorie). – 1. Per le somme
che, a seguito dei controlli automatici effettuati ai sensi del comma
1 dell’articolo 39-bis, risultano dovute per gli anni 2004 e 2005 a
titolo di prelievo erariale unico, nonche’ di interessi e di
sanzioni, i termini di cui ai commi 1 e 2 dell’articolo 39-ter,
previsti a pena di decadenza per rendere esecutivi i ruoli e per la
notifica delle relative cartelle di pagamento, sono rispettivamente
fissati al 31 dicembre 2009 e al 31 dicembre 2010.

2. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze –
Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, sono definiti i dati
relativi alle annualita’ di cui al comma 1 che i concessionari di
rete devono comunicare all’Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato, nonche’ i relativi termini e modalita’ di trasmissione”.

85. All’articolo 110, comma 5, del testo unico di cui al regio
decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, dopo le
parole: “escluse le macchine vidimatrici per i giochi gestiti dallo
Stato” sono aggiunte le seguenti: “e gli apparecchi di cui al comma
6”.

86. All’articolo 110 del testo unico di cui al regio decreto 18
giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, il comma 9 e’
sostituito dal seguente:

“9. In materia di apparecchi e congegni da intrattenimento di cui
ai commi 6 e 7, si applicano le seguenti sanzioni:
a) chiunque produce od importa, per destinarli all’uso sul
territorio nazionale, apparecchi e congegni di cui ai commi 6 e 7 non
rispondenti alle caratteristiche ed alle prescrizioni indicate nei
commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge ed amministrative attuative
di detti commi, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria
da 1.000 a 6.000 euro per ciascun apparecchio;
b) chiunque produce od importa, per destinarli all’uso sul
territorio nazionale, apparecchi e congegni di cui ai commi 6 e 7
sprovvisti dei titoli autorizzatori previsti dalle disposizioni
vigenti, e’ punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a
3.000 euro per ciascun apparecchio;
c) chiunque sul territorio nazionale distribuisce od installa o
comunque consente l’uso in luoghi pubblici od aperti al pubblico od
in circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi o
congegni non rispondenti alle caratteristiche ed alle prescrizioni
indicate nei commi 6 o 7 e nelle disposizioni di legge ed
amministrative attuative di detti commi, e’ punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 1.000 a 6.000 euro per ciascun
apparecchio. La stessa sanzione si applica nei confronti di chiunque,
consentendo l’uso in luoghi pubblici od aperti al pubblico o in
circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi e congegni
conformi alle caratteristiche e prescrizioni indicate nei commi 6 o 7
e nelle disposizioni di legge ed amministrative attuative di detti
commi, corrisponde a fronte delle vincite premi in danaro o di altra
specie, diversi da quelli ammessi;
d) chiunque, sul territorio nazionale, distribuisce od installa o
comunque consente l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in
circoli ed associazioni di qualunque specie di apparecchi e congegni
per i quali non siano stati rilasciati i titoli autorizzatori
previsti dalle disposizioni vigenti, e’ punito con la sanzione
amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro per ciascun
apparecchio;
e) nei casi di reiterazione di una delle violazioni di cui alle
lettere a), b), c) e d), e’ preclusa all’Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato la possibilita’ di rilasciare all’autore delle
violazioni titoli autorizzatori concernenti la distribuzione e
l’installazione di apparecchi di cui al comma 6 ovvero la
distribuzione e l’installazione di apparecchi di cui al comma 7, per
un periodo di cinque anni;
f) nei casi in cui i titoli autorizzatori per gli apparecchi o i
congegni non siano apposti su ogni apparecchio, si applica la
sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro per ciascun apparecchio”.

87. E’ istituito, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, con provvedimento del Ministero dell’economia e
delle finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, un
nuovo concorso pronostici su base ippica, nel rispetto dei seguenti
criteri:
a) formula di gioco caratterizzata dalla possibilita’ di
garantire elevati premi ai giocatori;
b) assegnazione del 50 per cento della posta di gioco a
montepremi, del 5,71 per cento alle attivita’ di gestione, dell’ 8
per cento come compenso per l’attivita’ dei punti di vendita, del 25
per cento come entrate erariali sotto forma di imposta unica e dell’
11,29 per cento a favore dell’UNIRE;
c) raccolta del concorso pronostici da parte dei concessionari di
cui all’articolo 38, commi 2 e 4, del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, delle agenzie di scommessa, nonche’ negli ippodromi.

88. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato introduce con uno o piu’ provvedimenti
scommesse a quota fissa e a totalizzatore su simulazioni di eventi,
nel rispetto dei seguenti criteri:
a) raccolta delle scommesse da parte dei concessionari di cui
all’articolo 38, commi 2 e 4, del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, e delle agenzie di scommessa;
b) organizzazione e gestione del palinsesto delle scommesse
affidata all’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato;
c) esiti delle simulazioni sugli eventi determinati in modo
principale dal caso;
d) per le scommesse a quota fissa, applicazione delle aliquote
d’imposta previste all’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 2006, n. 248;
e) per le scommesse a totalizzatore, applicazione di una imposta
del 12 per cento e di un montepremi non inferiore al 75 per cento
della posta di gioco.

89. Il Ministero dell’economia e delle finanze – Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato stabilisce con propri provvedimenti,
ogni qual volta ritenuto necessario ai fini dell’equilibrio
complessivo dell’offerta, le innovazioni da apportare al gioco del
Lotto aventi ad oggetto, in particolare:
a) la rimodulazione delle sorti del Lotto e dei premi delle
relative combinazioni;
b) la rimodulazione o la sostituzione dei giochi opzionali e
complementari al Lotto, introdotti dall’articolo 11-quinquiesdecies,
comma 4, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248;
c) l’introduzione di ulteriori forme di gioco ispirate ai
meccanismi di gioco del Lotto, anche prevedendo modalita’ di
fruizione distinte da quelle attuali, al fine di ampliare l’offerta
di giochi numerici a quota fissa.

90. Con provvedimenti del Ministero dell’economia e delle finanze
– Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, sono stabilite,
entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le modalita’ di affidamento in concessione della gestione dei
giochi numerici a totalizzatore nazionale, nel rispetto dei seguenti
criteri:
a) aggiudicazione, in base al criterio dell’offerta
economicamente piu’ conveniente, della concessione ad un soggetto da
individuare a seguito di procedura di selezione aperta ai piu’
qualificati operatori italiani ed esteri, secondo i principi e le
regole previste in materia dalla normativa nazionale e comunitaria,
evitando comunque il determinarsi di posizioni dominanti sul mercato
nazionale del gioco;
b) inclusione, tra i giochi numerici a totalizzatore nazionale da
affidare con procedura di selezione, dell’Enalotto, dei suoi giochi
complementari ed opzionali e delle relative forme di partecipazione a
distanza, non che’ di ogni ulteriore gioco numerico basato su un
unico totalizzatore a livello nazionale;
c) revisione del regolamento e della formula di gioco
dell’Enalotto e previsione di nuovi giochi numerici a totalizzatore
nazionale, anche al fine di assicurare il costante allineamento
dell’offerta del gioco all’evoluzione della domanda dei consumatori;
d) assicurazione del costante miglioramento degli attuali livelli
di servizio al pubblico dei giochi a totalizzatore nazionale, al fine
di preservare i preminenti interessi pubblici connessi al loro
regolare ed ininterrotto svolgimento, anche con l’apporto dei punti
di vendita titolari di contratti con concessionari per la
commercializzazione di tali giochi;
e) coerenza della soluzione concessoria individuata con la
finalita’ di progressiva costituzione della rete unitaria dei giochi
pubblici, anche attraverso la devoluzione allo Stato, alla scadenza
della concessione, di una rete di almeno 15.000 punti di vendita non
coincidenti con quelli dei concessionari della raccolta del gioco del
Lotto.

91. Al fine di garantire la continuita’ di esercizio del gioco
Enalotto e del suo gioco opzionale, nonche’ la tutela dei preminenti
interessi pubblici connessi, nelle more dell’operativita’ della nuova
concessione, da affidare a seguito della prevista procedura di
selezione, la gestione del gioco continua ad essere assicurata
dall’attuale concessionario, fino al 30 giugno 2007. Con
provvedimento del Ministero dell’economia e delle finanze –
Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, il termine puo’
essere prorogato una sola volta, per un uguale periodo,
esclusivamente nel caso in cui tale misura si renda necessaria in
relazione agli esiti della procedura di selezione.

92. I proventi derivanti dalle procedure di selezione di cui
all’articolo 38, commi 2 e 4, del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, sono versati all’entrata del bilancio dello Stato comunque
entro il 28 febbraio 2007.

93. Al comma 1, lettera b), dell’articolo 38 del decreto-legge 4
luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni dalla legge 4
agosto 2006, n. 248, dopo le parole: “somma giocata;” sono aggiunte
le seguenti: “i giochi di carte di qualsiasi tipo, qualora siano
organizzati sotto forma di torneo e nel caso in cui la posta di gioco
sia costituita esclusivamente dalla sola quota di iscrizione, sono
considerati giochi di abilita’;”.

94. In deroga a quanto previsto dall’articolo 1 della legge 23
luglio 1980, n. 384, e successive modificazioni, ai delegati della
gestione dimessi, salvo che per inadempienza contrattuale, in
conseguenza del processo di privatizzazione e ristrutturazione dei
servizi di distribuzione dei generi di monopolio e’ consentito
ottenere la diretta assegnazione di una rivendita di generi di
monopolio su istanza da presentare all’ufficio regionale
dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato competente per
territorio, con l’osservanza delle disposizioni relative alle
distanze e ai parametri di redditivita’ previsti per le istituzioni
di rivendite ordinarie e previo versamento forfetario della somma di
12.000 euro rateizzabili in tre anni. Le rivendite assegnate non sono
soggette al triennio di esperimento previsto dal quinto comma dell’
articolo 21 della legge 22 dicembre 1957, n. 1293.

95. Le disposizioni di cui al comma 94 hanno effetto per la durata
di due anni dalla data di entrata in vigore della presente legge.

96. I soggetti che, ai sensi del regolamento di cui al decreto del
Ministro delle finanze 22 febbraio 1999, n. 67, sono stati
autorizzati o richiedono l’autorizzazione all’istituzione e gestione
di depositi fiscali di tabacchi lavorati devono dimostrare il
possesso dei locali adibiti a deposito per un periodo di almeno nove
anni dalla data di entrata in vigore della presente legge o, per le
nuove autorizzazioni, dalla data della richiesta. Con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze da emanare entro centoventi
giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge sono
stabilite le modalita’ di attuazione del presente comma.

97. I delegati alla gestione dei depositi fiscali locali di
tabacchi, se in possesso dei requisiti previsti dal regolamento di
cui al decreto del Ministro delle finanze 22 febbraio 1999, n. 67,
possono esercitare, anche in forma societaria o consortile,
l’attivita’ di depositi fiscali nelle superfici dei locali in loro
possesso e ospitanti i depositi di cui sono delegati alla gestione a
prescindere dall’effettiva disponibilita’, al momento della domanda,
dei tabacchi che intendono distribuire, con autorizzazioni concesse
con la stessa planimetria e con un distinto codice di accisa rispetto
alle autorizzazioni in essere, considerando le capacita’ di
stoccaggio dei nuovi depositi come aggiuntive a quelle gia’
determinate e disponendo l’obbligo di contraddistinguere
opportunamente i tabacchi detenuti al fine di evitare commistioni,
secondo modalita’ da stabilire entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge con decreto del direttore
generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato.

98. All’articolo 4, comma 4, primo periodo, del decreto
legislativo 9 luglio 1998, n. 283, le parole: “nei sette anni
successivi” sono sostituite dalle seguenti: “nei nove anni
successivi”.

99. I termini di cui all’articolo 14-quater, commi 1 e 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 640, sono
fissati, rispettivamente, al 31 dicembre 2008 e al 31 dicembre 2009
per l’anno 2004 e al 31 dicembre 2009 e al 31 dicembre 2010 per
l’anno 2005.

100. All’articolo 1, comma 485, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, le parole: “e a 1.000 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2006” sono sostituite dalle seguenti: “, a 1.000 milioni di
euro per l’anno 2006 ed a 1.100 milioni di euro annui a decorrere
dall’anno 2007”.

101. A decorrere dall’anno 2008, nella dichiarazione dei redditi
presentata dai contribuenti diversi da quelli di cui al comma 102,
per ciascun fabbricato e’ specificato:
a) oltre all’indirizzo, l’identificativo dell’immobile stesso
costituito dal codice del comune, dal foglio, dalla sezione, dalla
particella e dal subalterno. Tali dati sono indicati nelle
dichiarazioni da presentare negli anni successivi unicamente in caso
di variazione relativa anche a solo uno di essi;
b) l’importo dell’imposta comunale sugli immobili pagata
nell’anno precedente.

102. La dichiarazione dei redditi presentata dai soggetti di cui
all’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, in
relazione ai periodi d’imposta in corso al 31 dicembre 2007, contiene
tutte le indicazioni utili ai fini del trattamento dell’imposta
comunale sugli immobili. Tali indicazioni sono riportate nelle
dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi a
quello in corso al 31 dicembre 2007, solo in caso di variazione
relativa anche a solo una di esse. Con decreto del capo del
Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell’economia e
delle finanze, di concerto con il direttore dell’Agenzia delle
entrate, sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, sono
definiti gli elementi, i termini e le modalita’ per l’attuazione
delle disposizioni di cui al periodo precedente ed al comma 101.

103. In sede di controllo delle dichiarazioni effettuato ai sensi
dell’articolo 36-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, e successive modificazioni, si verifica il
versamento dell’imposta comunale sugli immobili relativo a ciascun
fabbricato, nell’anno precedente. L’esito del controllo e’ trasmesso
ai comuni competenti.

104. Nelle dichiarazioni dei redditi presentate nell’anno 2007,
nel quadro relativo ai fabbricati, per ogni immobile deve essere
indicato l’importo dell’imposta comunale sugli immobili dovuta per
l’anno precedente.

105. I comuni trasmettono annualmente all’Agenzia del territorio,
per via telematica, i dati risultanti dalla esecuzione dei controlli
previsti dal decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e
successive modificazioni, in materia di imposta comunale sugli
immobili, ove discordanti da quelli catastali, secondo modalita’ e
nei termini stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, sentita l’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI).

106. I soggetti che gestiscono, anche in regime di concessione, il
servizio di smaltimento dei rifiuti urbani comunicano annualmente per
via telematica all’Agenzia delle entrate, relativamente agli immobili
insistenti sul territorio comunale per i quali il servizio e’
istituito, i dati acquisiti nell’ambito dell’attivita’ di gestione
che abbiano rilevanza ai fini delle imposte sui redditi.

107. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate,
da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, sono approvati il modello di
comunicazione dei dati e le relative specifiche tecniche di
trasmissione.

108. Per l’omessa, incompleta o infedele comunicazione di cui al
comma 106 si applicano le disposizioni previste dall’articolo 11 del
decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471, e successive
modificazioni.

109. All’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, primo periodo, le parole: “, salvo prova
contraria,” sono soppresse;
b) al comma 1, lettera a), le parole: “beni indicati
nell’articolo 85, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte
sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917,
anche se costituiscono immobilizzazioni finanziarie” sono
sostituite dalle seguenti: “beni indicati nell’ articolo 85, comma 1,
lettere c), d) ed e), del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e delle quote di partecipazione nelle societa’ commerciali di
cui all’articolo 5 del medesimo testo unico, anche se i predetti beni
e partecipazioni costituiscono immobilizzazioni finanziarie”;
c) al comma 1, lettera b), dopo le parole: “locazione
finanziaria;” sono aggiunte le seguenti: “per gli immobili
classificati nella categoria catastale A/10, la predetta percentuale
e’ ridotta al 5 per cento; per gli immobili a destinazione abitativa
acquisiti o rivalutati nell’esercizio e nei due precedenti, la
percentuale e’ ulteriormente ridotta al 4 per cento;”;
d) al medesimo comma 1, ultimo periodo, le parole: “4) alle
societa’ ed enti i cui titoli sono negoziati in mercati regolamentati
italiani” sono sostituite dalle seguenti: “4) alle societa’ ed enti
che controllano societa’ ed enti i cui titoli sono negoziati in
mercati regolamentati italiani ed esteri, nonche’ alle stesse
societa’ ed enti quotati ed alle societa’ da essi controllate, anche
indirettamente”;
e) al comma 2, secondo periodo, le parole: “l’articolo 76” sono
sostituite dalle seguenti: “l’articolo 110”;
f) al comma 3, lettera b), dopo le parole: “locazione
finanziaria;” sono aggiunte le seguenti: “per le immobilizzazioni
costituite da beni immobili a destinazione abitativa acquisiti o
rivalutati nell’esercizio e nei due precedenti la predetta
percentuale e’ ridotta al 3 per cento;”;
g) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:

“3-bis. Fermo l’ordinario potere di accertamento, ai fini
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive per le societa’ e
per gli enti non operativi indicati nel comma 1 si presume che il
valore della produzione netta non sia inferiore al reddito minimo
determinato ai sensi del comma 3 aumentato delle retribuzioni
sostenute per il personale dipendente, dei compensi spettanti ai
collaboratori coordinati e continuativi, di quelli per prestazioni di
lavoro autonomo non esercitate abitualmente e degli interessi
passivi”;
h) al comma 4-bis, le parole: “di carattere straordinario” sono
soppresse.

110. Le disposizioni di cui al comma 109, lettera b), se piu’
favorevoli ai contribuenti, e quelle di cui alle lettere c), d) e f)
si applicano a decorrere dal periodo di imposta in corso alla data di
entrata in vigore del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. I
trasferimenti erariali alle regioni sono ridotti in misura pari al
gettito derivante dalla disposizione di cui al comma 109, lettera g).

111. Le societa’ considerate non operative nel periodo di imposta
in corso alla data del 4 luglio 2006, nonche’ quelle che a tale data
si trovavano nel primo periodo di imposta e che, entro il 31 maggio
2007, deliberano lo scioglimento ovvero la trasformazione in societa’
semplice e richiedono la cancellazione dal registro delle imprese a
norma degli articoli 2312 e 2495 del codice civile entro un anno
dalla delibera di scioglimento o trasformazione, sono assoggettate
alla disciplina prevista dai commi da 112 a 118 a condizione che
tutti i soci siano persone fisiche e che risultino iscritti nel libro
dei soci, ove previsto, alla data di entrata in vigore della presente
legge ovvero che vengano iscritti entro trenta giorni dalla medesima
data, in forza di titolo di trasferimento avente data certa anteriore
al 1° novembre 2006.

112. Sul reddito di impresa del periodo compreso tra l’inizio e la
chiusura della liquidazione, determinato ai sensi dell’articolo 182
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, o, nel caso di
trasformazione, sulla differenza tra il valore normale dei beni
posseduti all’atto della trasformazione ed il loro valore fiscalmente
riconosciuto, si applica un’imposta sostitutiva delle imposte sui
redditi e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive nella
misura del 25 per cento; le perdite di esercizi precedenti non sono
ammesse in deduzione. Le riserve e i fondi in sospensione di imposta
sono assoggettati alla medesima imposta sostitutiva; per i saldi
attivi di rivalutazione, l’imposta sostitutiva e’ stabilita nella
misura del 10 per cento e non spetta il credito di imposta, previsto
dalle rispettive leggi di rivalutazione, nell’ipotesi di attribuzione
ai soci del saldo attivo di rivalutazione.

113. Ai fini dell’ applicazione dell’articolo 47, comma 7, del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, riguardante la
qualificazione come utili delle somme e dei beni ricevuti dai soci in
caso di recesso, di riduzione di capitale esuberante e di
liquidazione, le somme o il valore normale dei beni assegnati ai soci
sono diminuiti degli importi assoggettati all’imposta sostitutiva di
cui al comma 112 da parte della societa’, al netto dell’imposta
sostitutiva stessa. Detti importi non costituiscono redditi per i
soci. Il costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote
possedute dai soci delle societa’ trasformate va aumentato della
differenza assoggettata ad imposta sostitutiva.

114. Ai fini delle imposte sui redditi, le cessioni a titolo
oneroso e gli atti di assegnazione ai soci, anche di singoli beni,
anche se di diversa natura, posti in essere dalle societa’ di cui al
comma 111 successivamente alla delibera di scioglimento, si
considerano effettuati ad un valore non inferiore al valore normale
dei beni ceduti o assegnati. Per gli immobili, su richiesta del
contribuente e nel rispetto delle condizioni prescritte, il valore
normale e’ quello risultante dall’applicazione dei moltiplicatori
stabiliti dalle singole leggi di imposta alle rendite catastali
ovvero a quella stabilita ai sensi dell’articolo 12 del decreto-legge
14 marzo 1988, n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 13
maggio 1988, n. 154, riguardante la procedura per l’attribuzione
della rendita catastale.

115. L’applicazione della disciplina prevista dai commi da 111 a
114 deve essere richiesta, a pena di decadenza, nella dichiarazione
dei redditi del periodo di imposta anteriore allo scioglimento o alla
trasformazione; per il medesimo periodo di imposta, alle societa’ che
si avvalgono della predetta disciplina non si applicano le
disposizioni dell’articolo 30 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, e
successive modificazioni.

116. Le assegnazioni ai soci sono soggette all’imposta di registro
nella misura dell’ l per cento e non sono considerate cessioni agli
effetti dell’imposta sul valore aggiunto. Nel caso in cui le
assegnazioni abbiano ad oggetto beni immobili, le imposte ipotecaria
e catastale sono applicabili in misura fissa per ciascun tributo; in
tali ipotesi la base imponibile non puo’ essere inferiore a quella
risultante dall’applicazione dei moltiplicatori stabiliti dalle
singole leggi di imposta alle rendite catastali ovvero a quella
stabilita ai sensi dell’ articolo 12 del decreto-legge 14 marzo 1988,
n. 70, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 maggio 1988,
n. 154, su richiesta del contribuente e nel rispetto delle condizioni
prescritte. Per le assegnazioni di beni la cui base imponibile non e’
determinabile con i predetti criteri, si applicano le disposizioni
contenute negli articoli 50, 51 e 52 del testo unico delle
disposizioni concernenti l’imposta di registro, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, riguardanti la
determinazione della base imponibile di atti e operazioni concernenti
societa’, enti, consorzi, associazioni e altre organizzazioni
commerciali e agricole, e le imposte sono dovute nelle misure
precedentemente indicate. L’applicazione del presente comma deve
essere richiesta, a pena di decadenza, nell’atto di assegnazione ai
soci.
117. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, le
sanzioni e il contenzioso si applicano le disposizioni previste per
le imposte sui redditi.

118. Entro trenta giorni dall’avvenuta assegnazione degli
immobili, gli assegnatari sono obbligati a presentare apposita
denuncia di accatastamento o di revisione dello stesso, conformemente
alla procedura docfa, contenente eventuali atti di aggiornamento
redatti ai sensi del regolamento di cui al decreto del Ministro delle
finanze 19 aprile 1994, n. 701.

119. A partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso
alla data del 30 giugno 2007, le societa’ per azioni residenti nel
territorio dello Stato svolgenti in via prevalente l’attivita’ di
locazione immobiliare, i cui titoli di partecipazione siano negoziati
in mercati regolamentati italiani, nelle quali nessun socio possieda
direttamente o indirettamente piu’ del 51 per cento dei diritti di
voto nell’assemblea ordinaria e piu’ del 51 per cento dei diritti di
partecipazione agli utili ed almeno il 35 per cento delle azioni sia
detenuto da soci che non possiedano direttamente o indirettamente
piu’ dell’ 1 per cento dei diritti di voto nell’assemblea ordinaria e
piu’ dell’ 1 per cento dei diritti di partecipazione agli utili,
possono avvalersi del regime speciale opzionale civile e fiscale
disciplinato dalle disposizioni del presente comma e dei commi da 120
a 141 e dalle relative nonne di attuazione che saranno stabilite con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare ai
sensi del comma 141 entro il 30 aprile 2007.

120. L’opzione per il regime speciale e’ esercitata entro il
termine del periodo d’imposta anteriore a quello dal quale il
contribuente intende avvalersene, con le modalita’ che saranno
stabilite con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate.
L’opzione e’ irrevocabile e comporta per la societa’ l’assunzione
della qualifica di “Societa’ di investimento immobiliare quotata”
(SIIQ) che deve essere indicata nella denominazione sociale, anche
nella forma abbreviata, nonche’ in tutti i documenti della societa’
stessa.

121. L’attivita’ di locazione immobiliare si considera svolta in
via prevalente se gli immobili posseduti a titolo di proprieta’ o di
altro diritto reale ad essa destinati rappresentano almeno 1’80 per
cento dell’attivo patrimoniale e se, in ciascun esercizio, i ricavi
da essa provenienti rappresentano almeno 1’80 per cento dei
componenti positivi del conto economico. Agli effetti della verifica
di detti parametri, assumono rilevanza anche le partecipazioni
costituenti immobilizzazioni finanziarie ai sensi dell’articolo 11,
comma 2, del decreto legislativo 28 febbraio 2005, n. 38, detenute in
altre SIIQ nonche’ quelle detenute nelle societa’ che esercitino
l’opzione di cui al comma 125 e i relativi dividendi formati, a loro
volta, con utili derivanti dall’attivita’ di locazione immobiliare
svolta da tali societa’. In caso di alienazione degli immobili e dei
diritti reali su immobili, anche nel caso di loro classificazione tra
le attivita’ correnti, ai fini della verifica del parametro
reddituale, concorrono a formare i componenti positivi derivanti
dallo svolgimento di attivita’ diverse dalla locazione immobiliare
soltanto le eventuali plusvalenze realizzate. La societa’ che abbia
optato per il regime speciale deve tenere contabilita’ separate per
rilevare i fatti di gestione dell’attivita’ di locazione immobiliare
e delle altre attivita’, dando indicazione, tra le informazioni
integrative al bilancio, dei criteri adottati per la ripartizione dei
costi e degli altri componenti comuni.

122. Fermo restando quanto disposto dal comma 127, la mancata
osservanza per due esercizi consecutivi di una delle condizioni di
prevalenza indicate nel comma 121 determina la definitiva cessazione
dal regime speciale e l’applicazione delle ordinarie regole gia’ a
partire dal secondo dei due esercizi considerati.

123. L’opzione per il regime speciale comporta l’obbligo, in
ciascun esercizio, di distribuire ai soci almeno 1’85 per cento
dell’utile netto derivante dall’attivita’ di locazione immobiliare e
dal possesso delle partecipazioni indicate al comma 121; se l’utile
complessivo di esercizio disponibile per la distribuzione e’ di
importo inferiore a quello derivante dall’attivita’ di locazione
immobiliare e dal possesso di dette partecipazioni, la percentuale
suddetta si applica su tale minore importo.

124. Fermo restando quanto disposto dal comma 127, la mancata
osservanza dell’obbligo di cui al comma 123 comporta la definitiva
cessazione dal regime speciale a decorrere dallo stesso esercizio di
formazione degli utili non distribuiti.

125. Il regime speciale puo’ essere esteso, in presenza di opzione
congiunta, alle societa’ per azioni residenti nel territorio dello
Stato non quotate, svolgenti anch’esse attivita’ di locazione
immobiliare in via prevalente, secondo la definizione stabilita al
comma 121, e in cui una SIIQ, anche congiuntamente ad altre SIIQ,
possieda almeno il 95 per cento dei diritti di voto nell’assemblea
ordinaria e il 95 per cento dei diritti di partecipazione agli utili.
L’adesione al regime speciale di gruppo comporta, per la societa’
controllata, oltre al rispetto delle disposizioni recate dai commi da
119 a 141, l’obbligo di redigere il bilancio di esercizio in
conformita’ ai principi contabili internazionali.

126. L’ingresso nel regime speciale comporta il realizzo a valore
normale degli immobili nonche’ dei diritti reali su immobili
destinati alla locazione posseduti dalla societa’ alla data di
chiusura dell’ultimo esercizio in regime ordinario. L’importo
complessivo delle plusvalenze cosi’ realizzate, al netto delle
eventuali minusvalenze, e’ assoggettato a imposta sostitutiva
dell’imposta sul reddito delle societa’ e dell’imposta regionale
sulle attivita’ produttive con l’aliquota del 20 per cento.

127. Il valore normale costituisce il nuovo valore fiscalmente
riconosciuto degli immobili e dei diritti reali su immobili di cui al
comma 126, rilevando anche agli effetti della verifica del parametro
patrimoniale di cui al comma 121, a decorrere dal quarto periodo
d’imposta successivo a quello anteriore all’ingresso nel regime
speciale. In caso di alienazione degli immobili o dei diritti reali
anteriormente a tale termine, ai fini della determinazione del
reddito d’impresa e del valore della produzione assoggettati a
imposizione ordinaria, si assume come costo fiscale quello
riconosciuto prima dell’ingresso nel regime speciale, al netto delle
quote di ammortamento calcolate su tale costo e l’imposta sostitutiva
proporzionalmente imputabile agli immobili o ai diritti reali
alienati costituisce credito d’imposta.

128. L’imposta sostitutiva deve essere versata in un massimo di
cinque rate annuali di pari importo: la prima con scadenza entro il
termine previsto per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito
delle societa’ relativa al periodo d’imposta anteriore a quello dal
quale viene acquisita la qualifica di SIIQ; le altre con scadenza
entro il termine rispettivamente previsto per il versamento a saldo
dell’imposta sul reddito delle societa’ relativa ai periodi d’imposta
successivi. Gli importi da versare possono essere compensati ai sensi
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In caso di
rateizzazione, sull’importo delle rate successive alla prima si
applicano gli interessi, nella misura del tasso di sconto aumentato
di un punto percentuale, da versare contestualmente al versamento di
ciascuna delle predette rate.

129. Possono essere assoggettati ad imposta sostitutiva anche gli
immobili destinati alla vendita, ferma restando, in tal caso,
l’applicazione del comma 127.

130. A scelta della societa’, in luogo dell’applicazione
dell’imposta sostitutiva, l’importo complessivo delle plusvalenze, al
netto delle eventuali minusvalenze, calcolate in base al valore
normale, puo’ essere incluso nel reddito d’impresa del periodo
anteriore a quello di decorrenza del regime speciale ovvero, per
quote costanti, nel reddito di detto periodo e in quello dei periodi
successivi, ma non oltre il quarto, qualificandosi, in tal caso,
interamente come reddito derivante da attivita’ diverse da quella
esente.

131. Dal periodo d’imposta da cui ha effetto l’opzione per il
regime speciale, il reddito d’impresa derivante dall’attivita’ di
locazione immobiliare e’ esente dall’imposta sul reddito delle
societa’ e la parte di utile civilistico ad esso corrispondente e’
assoggettata ad imposizione in capo ai partecipanti secondo le regole
stabilite nei commi da 134 a 136. Si comprendono nel reddito esente i
dividendi percepiti, provenienti dalle societa’ indicate nel comma
121, formati con utili derivanti dall’attivita’ di locazione
immobiliare svolta da tali societa’. Analoga esenzione si applica
anche agli effetti dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
tenendo conto, a tal fine, della parte del valore della produzione
attribuibile all’attivita’ di locazione immobiliare. Con il decreto
di attuazione previsto dal comma 119, possono essere stabiliti
criteri anche forfetari per la determinazione del valore della
produzione esente.

132. Le quote dei componenti positivi e negativi di reddito sorti
in periodi precedenti a quello da cui decorrono gli effetti
dell’opzione e delle quali sia stata rinviata la tassazione o la
deduzione in conformita’ alle norme del testo unico di cui al decreto
del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986 si imputano, per la
parte ad esso riferibile, al reddito derivante dall’attivita’ di
locazione immobiliare e, per la residua parte, al reddito derivante
dalle altre attivita’ eventualmente esercitate. Con il decreto
attuativo di cui al comma 119, possono essere previsti criteri anche
forfetari per la ripartizione delle suddette quote.

133. Le perdite fiscali generatesi nei periodi d’imposta anteriori
a quello da cui decorre il regime speciale possono essere utilizzate,
secondo le ordinarie regole, in abbattimento della base imponibile
dell’imposta sostitutiva d’ingresso di cui ai commi da 126 a 133 e a
compensazione dei redditi imponibili derivanti dalle eventuali
attivita’ diverse da quella esente.

134. Le SIIQ operano, con obbligo di rivalsa, una ritenuta del 20
per cento sugli utili in qualunque forma corrisposti a soggetti
diversi da altre SIIQ, derivanti dall’attivita’ di locazione
immobiliare nonche’ dal possesso delle partecipazioni indicate nel
comma 121. La misura della ritenuta e’ ridotta al 15 per cento in
relazione alla parte dell’utile di esercizio riferibile a contratti
di locazione di immobili ad uso abitativo stipulati ai sensi
dell’articolo 2, comma 3, della legge 9 dicembre 1998, n. 431. La
ritenuta e’ applicata a titolo d’acconto, con conseguente concorso
dell’intero importo dei dividendi percepiti alla formazione del
reddito imponibile, nei confronti di: a) imprenditori individuali, se
le partecipazioni sono relative all’impresa commerciale; b) societa’
in nome collettivo, in accomandita semplice ed equiparate, societa’
ed enti indicati nelle lettere a) e b) del comma 1 dell’articolo 73
del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e stabili
organizzazioni nel territorio dello Stato delle societa’ e degli enti
di cui alla lettera d) del predetto articolo 73, comma 1. La ritenuta
e’ applicata a titolo d’imposta in tutti gli altri casi. La ritenuta
non e’ operata sugli utili corrisposti alle forme di previdenza
complementare di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252,
e agli organismi d’investimento collettivo del risparmio istituiti in
Italia e disciplinati dal testo unico di cui al decreto legislativo
24 febbraio 1998, n. 58, nonche’ su quelli che concorrono a formare
il risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio di
cui all’articolo 7 del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.
Le societa’ che abbiano esercitato l’opzione congiunta per il regime
speciale di cui al comma 125 operano la ritenuta secondo le regole
indicate nei precedenti periodi solo nei confronti dei soci diversi
dalla SIIQ controllante e da altre SIIQ.
135. Le partecipazioni detenute nelle societa’ che abbiano optato
per il regime speciale non beneficiano comunque dei regimi di
esenzione previsti dagli articoli 58, 68, comma 3, e 87 del citato
testo unico delle imposte sui redditi.

136. Per le riserve di utili formatesi nei periodi d’imposta
anteriori a quello da cui decorre l’applicazione del regime speciale,
continuano a trovare applicazione, anche agli effetti delle ritenute,
le ordinarie regole.

137. Le plusvalenze realizzate all’atto del conferimento di
immobili e di diritti reali su immobili in societa’ che abbiano
optato o che, entro la chiusura del periodo d’imposta del conferente
nel corso del quale e’ effettuato il conferimento, optino per il
regime speciale, ivi incluse quelle di cui al comma 125, sono
assoggettabili, a scelta del contribuente, alle ordinarie regole di
tassazione ovvero ad un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi
e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive con aliquota del
20 per cento; tuttavia, l’applicazione dell’imposta sostitutiva e’
subordinata al mantenimento, da parte della societa’ conferitaria,
della proprieta’ o di altro diritto reale sugli immobili per almeno
tre anni. L’imposta sostitutiva deve essere versata in un massimo di
cinque rate annuali di pari importo, la prima delle quali entro il
termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi
relative al periodo d’imposta nel quale avviene il conferimento; si
applicano per il resto le disposizioni del comma 128.

138. Agli effetti dell’imposta sul valore aggiunto, i conferimenti
alle societa’ che abbiano optato per il regime speciale, ivi incluse
quelle di cui al comma 125, costituiti da una pluralita’ di immobili
prevalentemente locati si considerano compresi tra le operazioni di
cui all’articolo 2, terzo comma, lettera b), del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni. Gli stessi conferimenti, da chiunque effettuati, sono
soggetti, agli effetti delle imposte di registro, ipotecaria e
catastale, ad imposta in misura fissa.

139. Ai fini delle imposte ipotecaria e catastale per le cessioni
e i conferimenti alle predette societa’, diversi da quelli del comma
138, trova applicazione la riduzione alla meta’ di cui all’articolo
35, comma 10-ter, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248.

140. Le disposizioni del comma 137 si applicano agli apporti ai
fondi comuni di investimento immobiliare istituiti ai sensi
dell’articolo 37 del testo unico di cui al decreto legislativo 24
febbraio 1998, n. 58. Le disposizioni dei commi 137 e 138 si
applicano anche ai conferimenti di immobili e di diritti reali su
immobili in societa’ per azioni residenti nel territorio dello Stato
svolgenti in via prevalente l’attivita’ di locazione immobiliare, i
cui titoli di partecipazione siano ammessi alla negoziazione in
mercati regolamentati italiani entro la data di chiusura del periodo
d’imposta del conferente nel corso del quale e’ effettuato il
conferimento e sempre che, entro la stessa data, le medesime societa’
optino per il regime speciale.

141. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, sono stabilite le disposizioni di attuazione della
disciplina recata dai commi da 119 a 140. In particolare, il decreto
dovra’ definire:
a) le regole e le modalita’ per l’esercizio della vigilanza
prudenziale sulle SIIQ da parte delle competenti autorita’;
b) i criteri e le modalita’ di determinazione del valore normale
di cui al comma 126;
c) le condizioni, le modalita’ ed i criteri di utilizzo delle
perdite riportabili a nuovo ai sensi dell’articolo 84 del testo unico
delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, formatesi nei periodi d’imposta
di vigenza del regime speciale;
d) i criteri di determinazione del costo fiscalmente riconosciuto
delle partecipazioni in SIIQ e nelle societa’ controllate di cui al
comma 125;
e) il regime di consolidamento fiscale della SIIQ con le societa’
da essa controllate di cui al comma 125;
f) i criteri di individuazione dei valori fiscali dell’attivo e
del passivo in caso di fuoriuscita, per qualsiasi motivo, dal regime
fiscale speciale;
g) le conseguenze derivanti da operazioni di ristrutturazione
aziendale che interessano le SIIQ e le societa’ da queste
controllate;
h) le modalita’ ed i criteri di utilizzo dei crediti di imposta
preesistenti all’opzione;
i) gli effetti della decadenza dal regime speciale non
espressamente disciplinati dai commi da 119 a 140 o dai principi
generali valevoli ai fini delle imposte dirette;
l) gli obblighi contabili e gli adempimenti formali necessari ai
fini dell’applicazione della ritenuta in misura ridotta al 15 per
cento di cui al secondo periodo del comma 134.

142. All’articolo 1 del decreto legislativo 28 settembre 1998,
n. 360, recante istituzione di una addizionale comunale all’IRPEF, a
nonna dell’articolo 48, comma 10, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, come modificato dall’articolo 1, comma 10, della legge 16
giugno 1998, n. 191, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

“3. I comuni, con regolamento adottato ai sensi dell’ articolo
52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive
modificazioni, possono disporre la variazione dell’aliquota di
compartecipazione dell’addizionale di cui al comma 2 con
deliberazione da pubblicare nel sito individuato con decreto del capo
del Dipartimento per le politiche fiscali del Ministero dell’economia
e delle finanze 31 maggio 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 130 del 5 giugno 2002. L’efficacia della deliberazione decorre
dalla data di pubblicazione nel predetto sito informatico. La
variazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale non
puo’ eccedere complessivamente 0,8 punti percentuali. La
deliberazione puo’ essere adottata dai comuni anche in mancanza dei
decreti di cui al comma 2”;
b) dopo il comma 3 e’ inserito il seguente:

“3-bis. Con il medesimo regolamento di cui al comma 3 puo’
essere stabilita una soglia di esenzione in ragione del possesso di
specifici requisiti reddituali.”;
c) al comma 4:
1) le parole: “dei crediti di cui agli articoli 14 e 15” sono
sostituite dalle seguenti: “del credito di cui all’articolo 165”;
2) sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: “L’addizionale e’
dovuta alla provincia e al comune nel quale il contribuente ha il
domicilio fiscale alla data del 1° gennaio dell’anno cui si riferisce
l’addizionale stessa, per le parti spettanti. Il versamento
dell’addizionale medesima e’ effettuato in acconto e a saldo
unitamente al saldo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
L’acconto e’ stabilito nella misura del 30 per cento dell’addizionale
ottenuta applicando le aliquote di cui ai commi 2 e 3 al reddito
imponibile dell’anno precedente determinato ai sensi del primo
periodo del presente comma. Ai fini della determinazione
dell’acconto, l’aliquota di cui al comma 3 e’ assunta nella misura
deliberata per l’anno di riferimento qualora la pubblicazione della
delibera sia effettuata non oltre il 15 febbraio del medesimo anno
ovvero nella misura vigente nell’anno precedente in caso di
pubblicazione successiva al predetto termine” ;
d) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:

“5. Relativamente ai redditi di lavoro dipendente e ai redditi
assimilati a quelli di lavoro dipendente di cui agli articoli 49 e 50
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, l’acconto dell’addizionale dovuta e’ determinato dai
sostituti d’imposta di cui agli articoli 23 e 29 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni, e il relativo importo e’ trattenuto in un numero
massimo di nove rate mensili, effettuate a partire dal mese di marzo.
Il saldo dell’addizionale dovuta e’ determinato all’atto delle
operazioni di conguaglio e il relativo importo e’ trattenuto in un
numero massimo di undici rate, a partire dal periodo di paga
successivo a quello in cui le stesse sono effettuate e non oltre
quello relativamente al quale le ritenute sono versate nel mese di
dicembre. In caso di cessazione del rapporto di lavoro l’addizionale
residua dovuta e’ prelevata in unica soluzione. L’importo da
trattenere e quello trattenuto sono indicati nella certificazione
unica dei redditi di lavoro dipendente e assimilati di cui
all’articolo 4, comma 6-ter, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322”;
e) il comma 6 e’ abrogato.

143. A decorrere dall’anno d’imposta 2007, il versamento
dell’addizionale comunale all’IRPEF e’ effettuato direttamente ai
comuni di riferimento, attraverso apposito codice tributo assegnato a
ciascun comune. A tal fine, con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, da adottare entro centottanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalita’ di
attuazione del presente comma.

144. All’articolo 1, comma 51, primo periodo, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, le parole: “e 2007” sono soppresse.

145. A decorrere dal 1° gennaio 2007, i comuni possono deliberare,
con regolamento adottato ai sensi dell’ articolo 52 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni,
l’istituzione di un’imposta di scopo destinata esclusivamente alla
parziale copertura delle spese per la realizzazione di opere
pubbliche individuate dai comuni nello stesso regolamento tra quelle
indicate nel comma 149.

146. Il regolamento che istituisce l’imposta determina:
a) l’opera pubblica da realizzare;
b) l’ammontare della spesa da finanziare;
c) l’aliquota di imposta;
d) l’applicazione di esenzioni, riduzioni o detrazioni in favore
di determinate categorie di soggetti, in relazione all’esistenza di
particolari situazioni sociali o reddituali, con particolare
riferimento ai soggetti che gia’ godono di esenzioni o di riduzioni
ai fini del versamento dell’imposta comunale sugli immobili sulla
prima casa e ai soggetti con reddito inferiore a 20.000 curo;
e) le modalita’ di versamento degli importi dovuti.

147. L’imposta e’ dovuta, in relazione alla stessa opera pubblica,
per un periodo massimo di cinque anni ed e’ determinata applicando
alla base imponibile dell’imposta comunale sugli immobili un’aliquota
nella misura massima dello 0,5 per mille.

148. Per la disciplina dell’imposta si applicano le disposizioni
vigenti in materia di imposta comunale sugli immobili.

149. L’imposta puo’ essere istituita per le seguenti opere
pubbliche:
a) opere per il trasporto pubblico urbano;
b) opere viarie, con l’esclusione della manutenzione
straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti;
c)
opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior
decoro dei luoghi;
d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini;
e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici;
f) opere di restauro;
g) opere di conservazione dei beni artistici e architettonici;
h) opere relative a nuovi spazi per eventi e attivita’ culturali,
allestimenti museali e biblioteche;
i) opere di realizzazione e manutenzione straordinaria
dell’edilizia scolastica.

150. Il gettito complessivo dell’imposta non puo’ essere superiore
al 30 per cento dell’ammontare della spesa dell’opera pubblica da
realizzare.

151. Nel caso di mancato inizio dell’opera pubblica entro due anni
dalla data prevista dal progetto esecutivo i comuni sono tenuti al
rimborso dei versamenti effettuati dai contribuenti entro i due anni
successivi.

152. Con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle dogane, da
adottare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono stabilite, sentite l’ANCI e l’Unione delle
province d’Italia (UPI), le modalita’ ed i termini di trasmissione,
agli enti locali interessati che ne fanno richiesta, dei dati
inerenti l’addizionale comunale e provinciale sull’imposta
sull’energia elettrica di cui all’articolo 6 del decreto-legge 28
novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
gennaio 1989, n. 20, e successive modificazioni, desumibili dalla
dichiarazione di consumo di cui all’articolo 55 del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive
modificazioni, presentata dai soggetti tenuti a detto adempimento,
nonche’ le informazioni concernenti le procedure di liquidazione e di
accertamento delle suddette addizionali.

153. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono individuate le province alle quali puo’ essere
assegnata, nel limite di spesa di 5 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009, la diretta riscossione dell’addizionale
sul consumo di energia elettrica concernente i consumi relativi a
forniture con potenza impegnata superiore a 200 kW, in deroga alle
disposizioni di cui all’articolo 6 del decreto-legge 28 novembre
1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 gennaio
1989, n. 20, e successive modificazioni, con priorita’ per le
province confinanti con le province autonome di Trento e di Bolzano,
per quelle confinanti con la Confederazione elvetica e per quelle
nelle quali oltre il 60 per cento dei comuni ricade nella zona
climatica F prevista dal regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e successive modificazioni.

154. All’articolo 56, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, e successive modificazioni, la parola: “venti” e’
sostituita dalla seguente: “trenta”.

155. Gli enti locali possono presentare istanza motivata al
Ministero dell’economia e delle finanze per ottenere un differimento
della data di rientro dei debiti contratti in relazione ad eventi
straordinari anche mediante rinegoziazione dei mutui in essere. Il
Ministero si pronuncia sull’istanza entro i successivi trenta giorni.
Dal differimento ovvero dalla rinegoziazione non devono derivare
aggravi delle passivita’ totali o, comunque, oneri aggiuntivi a
carico della finanza pubblica.

156. All’articolo 6, comma 1, primo periodo, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, la parola: “comune” e’
sostituita dalle seguenti: “consiglio comunale”.

157. Dopo l’articolo 20 del decreto legislativo 15 novembre 1993,
n. 507, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente:

“Art. 20.1. – (Oneri per la rimozione dei manifesti affissi in
violazione delle disposizioni vigenti). – 1. Ai fini della
salvaguardia degli enti locali, a decorrere dal 1° gennaio 2007, gli
oneri derivanti dalla rimozione dei manifesti affissi in violazione
delle disposizioni vigenti sono a carico dei soggetti per conto dei
quali gli stessi sono stati affissi, salvo prova contraria”.

158. Per la notifica degli atti di accertamento dei tributi locali
e di quelli afferenti le procedure esecutive di cui al testo unico
delle disposizioni di legge relative alla riscossione delle entrate
patrimoniali dello Stato, di cui al regio decreto 14 aprile 1910,
n. 639, e successive modificazioni, nonche’ degli atti di invito al
pagamento delle entrate extratributarie dei comuni e delle province,
ferme restando le disposizioni vigenti, il dirigente dell’ufficio
competente, con provvedimento formale, puo’ nominare uno o piu’ messi
notificatori.

159. I messi notificatori possono essere nominati tra i dipendenti
dell’amministrazione comunale o provinciale, tra i dipendenti dei
soggetti ai quali l’ente locale ha affidato, anche disgiuntamente, la
liquidazione, l’accertamento e la riscossione dei tributi e delle
altre entrate ai sensi dell’articolo 52, comma 5, lettera b), del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive
modificazioni, nonche’ tra soggetti che, per qualifica professionale,
esperienza, capacita’ ed affidabilita’, forniscono idonea garanzia
del corretto svolgimento delle funzioni assegnate, previa, in ogni
caso, la partecipazione ad apposito corso di formazione e
qualificazione, organizzato a cura dell’ente locale, ed il
superamento di un esame di idoneita’.

160. Il messo notificatore esercita le sue funzioni nel territorio
dell’ente locale che lo ha nominato, sulla base della direzione e del
coordinamento diretto dell’ente ovvero degli affidatari del servizio
di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e delle altre
entrate ai sensi dell’ articolo 52, comma 5, lettera b), del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni. Il
messo notificatore non puo’ farsi sostituire ne’ rappresentare da
altri soggetti.

161. Gli enti locali, relativamente ai tributi di propria
competenza, procedono alla rettifica delle dichiarazioni incomplete o
infedeli o dei parziali o ritardati versamenti, nonche’
all’accertamento d’ufficio delle omesse dichiarazioni o degli omessi
versamenti, notificando al contribuente, anche a mezzo posta con
raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato.
Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono essere
notificati, a pena di decadenza, entro il 31 dicembre del quinto anno
successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono
stati o avrebbero dovuto essere effettuati. Entro gli stessi termini
devono essere contestate o irrogate le sanzioni amministrative
tributarie, a norma degli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18
dicembre 1997, n. 472, e successive modificazioni.

162. Gli avvisi di accertamento in rettifica e d’ufficio devono
essere motivati in relazione ai presupposti di fatto ed alle ragioni
giuridiche che li hanno determinati; se la motivazione fa riferimento
ad un altro atto non conosciuto ne’ ricevuto dal contribuente, questo
deve essere allegato all’atto che lo richiama, salvo che quest’ultimo
non ne riproduca il contenuto essenziale. Gli avvisi devono
contenere, altresi’, l’indicazione dell’ufficio presso il quale e’
possibile ottenere informazioni complete in merito all’atto
notificato, del responsabile del procedimento, dell’organo o dell’
autorita’ amministrativa presso i quali e’ possibile promuovere un
riesame anche nel merito dell’atto in sede di autotutela, delle
modalita’, del termine e dell’organo giurisdizionale cui e’ possibile
ricorrere, nonche’ il termine di sessanta giorni entro cui effettuare
il relativo pagamento. Gli avvisi sono sottoscritti dal funzionario
designato dall’ente locale per la gestione del tributo.

163. Nel caso di riscossione coattiva dei tributi locali il
relativo titolo esecutivo deve essere notificato al contribuente, a
pena di decadenza, entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a
quello in cui l’accertamento e’ divenuto definitivo.

164. Il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere
richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno
del versamento, ovvero da quello in cui e’ stato accertato il diritto
alla restituzione. L’ente locale provvede ad effettuare il rimborso
entro centottanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza.

165. La misura annua degli interessi e’ determinata, da ciascun
ente impositore, nei limiti di tre punti percentuali di differenza
rispetto al tasso di interesse legale. Gli interessi sono calcolati
con maturazione giorno per giorno con decorrenza dal giorno in cui
sono divenuti esigibili. Interessi nella stessa misura spettano al
contribuente per le somme ad esso dovute a decorrere dalla data
dell’eseguito versamento.

166. Il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con
arrotondamento all’euro per difetto se la frazione e’ inferiore a 49
centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

167. Gli enti locali disciplinano le modalita’ con le quali i
contribuenti possono compensare le somme a credito con quelle dovute
al comune a titolo di tributi locali.

168. Gli enti locali, nel rispetto dei principi posti dall’
articolo 25 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, stabiliscono per
ciascun tributo di propria competenza gli importi fino a concorrenza
dei quali i versamenti non sono dovuti o non sono effettuati i
rimborsi. In caso di inottemperanza, si applica la disciplina
prevista dal medesimo articolo 25 della legge n. 289 del 2002.

169. Gli enti locali deliberano le tariffe e le aliquote relative
ai tributi di loro competenza entro la data fissata da norme statali
per la deliberazione del bilancio di previsione. Dette deliberazioni,
anche se approvate successivamente all’inizio dell’esercizio purche’
entro il termine innanzi indicato, hanno effetto dal 1° gennaio
dell’anno di riferimento. In caso di mancata approvazione entro il
suddetto termine, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di
anno in anno.

170. Ai fini del coordinamento della finanza pubblica e del
sistema tributario ed in attuazione dell’articolo 117, secondo comma,
lettera r), della Costituzione, gli enti locali e regionali
comunicano al Ministero dell’economia e delle finanze i dati relativi
al gettito delle entrate tributarie e patrimoniali, di rispettiva
competenza. Per l’inosservanza di detti adempimenti si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 161, comma 3, del testo unico delle
leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni. Con
decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministero dell’interno, sono stabiliti il sistema di
comunicazione, le modalita’ ed i termini per l’effettuazione della
trasmissione dei dati.

171. Le norme di cui ai commi da 161 a 170 si applicano anche ai
rapporti di imposta pendenti alla data di entrata in vigore della
presente legge.

172. Al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5 dell’ articolo 9, le parole da: “; il relativo
ruolo” fino a: “periodo di sospensione” sono soppresse;
b) sono abrogati: il comma 6 dell’articolo 9; l’articolo 10; il
comma 4 dell’articolo 23; l’articolo 51, ad eccezione del comma 5; il
comma 4 dell’articolo 53; l’articolo 71, ad eccezione del comma 4;
l’articolo 75; il comma 5 dell’articolo 76.

173. Al decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 dell’articolo 5 e’ abrogato;
b) al comma 2 dell’articolo 8, dopo le parole: “adibita ad
abitazione principale del soggetto passivo” sono inserite le
seguenti: “, intendendosi per tale, salvo prova contraria, quella di
residenza anagrafica,”;
c) all’articolo 10, il comma 6 e’ sostituito dal seguente:

“6. Per gli immobili compresi nel fallimento o nella
liquidazione coatta amministrativa il curatore o il commissario
liquidatore, entro novanta giorni dalla data della loro nomina,
devono presentare al comune di ubicazione degli immobili una
dichiarazione attestante l’avvio della procedura. Detti soggetti
sono, altresi’, tenuti al versamento dell’imposta dovuta per il
periodo di durata dell’intera procedura concorsuale entro il termine
di tre mesi dalla data del decreto di trasferimento degli immobili”;
d) i commi 1, 2, 2-bis e 6 dell’articolo 11 sono abrogati;
e) all’articolo 12, comma 1, le parole: “90 giorni” sono
sostituite dalle seguenti: “sessanta giorni” e le parole da: “; il
ruolo deve essere formato” fino alla fine del comma sono soppresse;
f) l’articolo 13 e’ abrogato;
g) il comma 6 dell’articolo 14 e’ abrogato.

174. Al comma 53 dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Resta fermo
l’obbligo di presentazione della dichiarazione nei casi in cui gli
elementi rilevanti ai fini dell’imposta dipendano da atti per i quali
non sono applicabili le procedure telematiche previste dall’articolo
3-bis del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 463, concernente
la disciplina del modello unico informatico”.

175. Le lettere l) e n) del comma 1 e i commi 2 e 3 dell’articolo
59 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, sono abrogati.

176. Al fine di contrastare il fenomeno delle affissioni abusive,
sono abrogate le seguenti disposizioni:
a) il comma 2-bis dell’articolo 6, il comma 1-bis dell’articolo
20, l’articolo 20-bis, il comma 4-bis dell’articolo 23 e il comma
5-ter dell’articolo 24 del decreto legislativo 15 novembre 1993,
n. 507, e successive modificazioni;
b) il comma 13-quinquies dell’articolo 23 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285;
c) iI terzo comma dell’articolo 6 ed il quarto comma
dell’articolo 8 della legge 4 aprile 1956, n. 212, e successive
modificazioni.

177. Sono fatti salvi gli effetti prodotti dall’articolo 20-bis,
comma 2, del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507.

178. All’articolo 15 della legge 10 dicembre 1993, n. 515, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, le parole da: “sono a carico” fino a: “del
committente” sono sostituite dalle seguenti: “sono a carico, in
solido, dell’esecutore materiale e del committente responsabile”;
b) al comma 19, il terzo periodo e’ soppresso.

179. I comuni e le province, con provvedimento adottato dal
dirigente dell’ufficio competente, possono conferire i poteri di
accertamento, di contestazione immediata, nonche’ di redazione e di
sottoscrizione del processo verbale di accertamento per le violazioni
relative alle proprie entrate e per quelle che si verificano sul
proprio territorio, a dipendenti dell’ente locale o dei soggetti
affidatari, anche in maniera disgiunta, delle attivita’ di
liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di riscossione
delle altre entrate, ai sensi dell’articolo 52, comma 5, lettera b),
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive
modificazioni. Si applicano le disposizioni dell’articolo 68, comma
1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, relative all’efficacia del
verbale di accertamento.

180. I poteri di cui al comma 179 non includono, comunque, la
contestazione delle violazioni delle disposizioni del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e successive modificazioni. La
procedura sanzionatoria amministrativa e’ di competenza degli uffici
degli enti locali.

181. Le funzioni di cui al comma 179 sono conferite ai dipendenti
degli enti locali e dei soggetti affidatari che siano in possesso
almeno di titolo di studio di scuola media superiore di secondo
grado, previa frequenza di un apposito corso di preparazione e
qualificazione, organizzato a cura dell’ente locale stesso, ed il
superamento di un esame di idoneita’.

182. I soggetti prescelti non devono avere precedenti e pendenze
penali in corso ne’ essere sottoposti a misure di prevenzione
disposte dall’autorita’ giudiziaria, ai sensi della legge 27 dicembre
1956, n. 1423, e successive modificazioni, o della legge 31 maggio
1965, n. 575, e successive modificazioni, salvi gli effetti della
riabilitazione.

183. I criteri indicati nel secondo e nel terzo periodo del comma
3 dell’articolo 70 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507,
e successive modificazioni, in materia di tassa per lo smaltimento
dei rifiuti solidi urbani, sono applicabili anche ai fini della
determinazione delle superfici per il calcolo della tariffa per la
gestione dei rifiuti urbani di cui all’allegato 1, punto 4, del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 27
aprile 1999, n. 158.

184. Nelle more della completa attuazione delle disposizioni
recate dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni:
a) il regime di prelievo relativo al servizio di raccolta e
smaltimento dei rifiuti adottato in ciascun comune per l’anno 2006
resta invariato anche per l’anno 2007;
b) in materia di assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti
urbani, continuano ad applicarsi le disposizioni degli articoli 18,
comma 2, lettera d), e 57, comma 1, del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22;
c) il termine di cui all’articolo 17, commi 1, 2 e 6 del decreto
legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e’ fissato al 31 dicembre 2007.
Tale proroga non si applica alle discariche di II categoria, tipo A,
ex “2A”, e alle discariche per rifiuti inerti, cui si conferiscono
materiali di matrice cementizia contenenti amianto.

185. A decorrere dal 1° gennaio 2007, le associazioni che operano
per la realizzazione o che partecipano a manifestazioni di
particolare interesse storico, artistico e culturale, legate agli usi
ed alle tradizioni delle comunita’ locali, sono equiparate ai
soggetti esenti dall’imposta sul reddito delle societa’, indicati
dall’articolo 74, comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi,
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e successive modificazioni. I soggetti, persone fisiche,
incaricati di gestire le attivita’ connesse alle finalita’
istituzionali delle predette associazioni, non assumono la qualifica
di sostituti d’imposta e sono esenti dagli obblighi stabiliti dal
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
successive modificazioni. Le prestazioni e le dazioni offerte da
persone fisiche in favore dei soggetti di cui al primo periodo del
presente comma hanno, ai fini delle imposte sui redditi, carattere di
liberalita’.

186. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da
emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono individuati i soggetti a cui si applicano le
disposizioni di cui al comma 185, in termini tali da determinare un
onere complessivo non superiore a 5 milioni di euro annui.

187. In ogni caso, nei confronti dei soggetti di cui ai commi 185
e 186 non si fa luogo al rimborso delle imposte versate.

188. Per le esibizioni in spettacoli musicali, di divertimento o
di celebrazione di tradizioni popolari e folkloristiche effettuate da
giovani fino a diciotto anni, da studenti, da pensionati e da coloro
che svolgono una attivita’ lavorativa per la quale sono gia’ tenuti
al versamento dei contributi ai fini della previdenza obbligatoria,
gli adempimenti di cui agli articoli 3, 6, 9 e 10 del decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 16 luglio 1947, n. 708,
ratificato, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 1952, n. 2388,
non sono richiesti se la retribuzione annua lorda percepita per tali
esibizioni non supera l’importo di 5.000 euro. Le minori entrate
contributive per 1’ENPALS derivanti dall’applicazione del presente
comma sono valutate in 15 milioni di euro annui.

189. In attesa del riassetto organico del sistema di finanziamento
delle amministrazioni locali in attuazione del federalismo fiscale di
cui al titolo V della parte seconda della Costituzione, e’ istituita,
in favore dei comuni, una compartecipazione dello 0,69 per cento al
gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. La
compartecipazione sull’imposta e’ efficace a decorrere dal 1° gennaio
2007 con corrispondente riduzione annua costante, di pari ammontare,
a decorrere dalla stessa data, del complesso dei trasferimenti
operati a valere sul fondo ordinario di cui all’articolo 34, comma 1,
lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
L’aliquota di compartecipazione e’ applicata al gettito del penultimo
anno precedente l’esercizio di riferimento.

190. Dall’anno 2007, per ciascun comune e’ operata e consolidata
una riduzione dei trasferimenti ordinari in misura proporzionale alla
riduzione complessiva, di cui al comma 189, operata sul fondo
ordinario ed e’ attribuita una quota di compartecipazione in eguale
misura, tale da garantire l’invarianza delle risorse.

191. A decorrere dall’esercizio finanziario 2008, l’incremento del
gettito compartecipato, rispetto all’anno 2007, derivante dalla
dinamica dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, e’ ripartito
fra i singoli comuni secondo criteri definiti con decreto emanato dal
Ministro dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze e con il Ministro per gli affari regionali e le
autonomie locali, previa intesa in sede di Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali. I criteri di riparto devono tenere primariamente
conto di fmalita’ perequative e dell’esigenza di promuovere lo
sviluppo economico.

192. A decorrere dall’anno 2009 l’aliquota di compartecipazione e’
determinata in misura pari allo 0,75 per cento.

193. Per i comuni delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome di Trento e di Bolzano, le stesse provvedono
all’attuazione dei commi da 189 a 192 in conformita’ alle
disposizioni contenute nei rispettivi statuti, anche al fine della
regolazione dei rapporti finanziari tra Stato, regioni, province e
comuni e per mantenere il necessario equilibrio finanziario.

194. Al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al comma 1 dell’articolo 65:
1) la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:

“d) alla tenuta dei registri immobiliari, con esecuzione delle
formalita’ di trascrizione, iscrizione, rinnovazione e annotazione,
nonche’ di visure e certificati ipotecari”;
2) la lettera g) e’ sostituita dalla seguente:

“g) al controllo di qualita’ delle informazioni e dei processi
di aggiornamento degli atti”;
3) la lettera h) e’ sostituita dalla seguente:

“h) alla gestione unitaria e certificata della base dei dati
catastali e dei flussi di aggiornamento delle informazioni di cui
alla lettera g), assicurando il coordinamento operativo per la loro
utilizzazione a fini istituzionali attraverso il sistema pubblico di
connettivita’ e garantendo l’accesso ai dati a tutti i soggetti
interessati”;
b) la lettera a) del comma 1 dell’articolo 66 e’ sostituita dalla
seguente:

“a) alla conservazione, alla utilizzazione ed all’aggiornamento
degli atti catastali, partecipando al processo di determinazione
degli estimi catastali fermo restando quanto previsto dall’articolo
65, comma 1, lettera h)”.

195. A decorrere dal 1° novembre 2007, i comuni esercitano
direttamente, anche in forma associata, o attraverso le comunita’
montane, le funzioni catastali loro attribuite dall’articolo 66 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, come da ultimo modificato
dal comma 194 del presente articolo, fatto salvo quanto stabilito dal
comma 196 per la funzione di conservazione degli atti catastali. Al
fine di evitare maggiori oneri a carico della finanza pubblica, resta
in ogni caso esclusa la possibilita’ di esercitare le funzioni
catastali affidandole a societa’ private, pubbliche o miste
pubblico-private.

196. L’efficacia dell’attribuzione della funzione comunale di
conservazione degli atti del catasto terreni e del catasto edilizio
urbano decorre dalla data di emanazione del decreto del Presidente
del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e
delle finanze, adottato previa intesa tra l’Agenzia del territorio e
l’ANCI, recante l’individuazione dei termini e delle modalita’ per il
graduale trasferimento delle funzioni, tenendo. conto dello stato di
attuazione dell’informatizzazione del sistema di banche dati
catastali e della capacita’ organizzativa e tecnica, in relazione al
potenziale bacino di utenza, dei comuni interessati. La previsione di
cui al precedente periodo non si applica ai poli catastali gia’
costituiti.

197. Fatto salvo quanto previsto dal comma 196, e’ in facolta’ dei
comuni di stipulare convenzioni soltanto con l’Agenzia del territorio
per l’esercizio di tutte o di parte delle funzioni catastali di cui
all’articolo 66 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, come
da ultimo modificato dal comma 194 del presente articolo. Le
convenzioni non sono onerose, hanno durata decennale e sono
tacitamente rinnovabili. Con uno o piu’ decreti del Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e
delle finanze, attraverso criteri definiti previa consultazione con
le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, tenuto
conto delle indicazioni contenute nel protocollo di intesa concluso
dall’Agenzia del territorio e dall’ANCI, sono determinati i requisiti
e gli elementi necessari al convenzionamento e al completo esercizio
delle funzioni catastali decentrate, ivi compresi i livelli di
qualita’ che i comuni devono assicurare nell’esercizio diretto,
nonche’ i controlli e le conseguenti misure in caso di mancato
raggiungimento degli stessi, e, in particolare, le procedure di
attuazione, gli ambiti territoriali di competenza, la determinazione
delle risorse umane strumentali e finanziarie, tra le quali una quota
parte dei tributi speciali catastali, da trasferire agli enti locali
nonche’ i termini di comunicazione da parte dei comuni o di loro
associazioni dell’avvio della gestione delle funzioni catastali.

198. L’Agenzia del territorio, con provvedimento del Direttore,
sentita la Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali, nel rispetto
delle disposizioni e nel quadro delle regole tecniche di cui al
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni,
predispone entro il 1° settembre 2007 specifiche modalita’
d’interscambio in grado di garantire l’accessibilita’ e la
interoperabilita’ applicativa delle banche dati, unitamente ai
criteri per la gestione della banca dati catastale. Le modalita’
d’interscambio devono assicurare la piena cooperazione applicativa
tra gli enti interessati e l’unitarieta’ del servizio su tutto il
territorio nazionale nell’ambito del sistema pubblico di
connettivita’.

199. L’Agenzia del territorio salvaguarda il contestuale
mantenimento degli attuali livelli di servizio all’utenza in tutte le
fasi del processo, garantendo in ogni caso su tutto il territorio
nazionale la circolazione e la fruizione dei dati catastali; fornisce
inoltre assistenza e supporto ai comuni nelle attivita’ di specifica
formazione del personale comunale. L’assegnazione di personale puo’
avere luogo anche mediante distacco.

200. Al fine di compiere un costante monitoraggio del processo di
attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 195 a 199, l’Agenzia
del territorio, con la collaborazione dei comuni, elabora annualmente
l’esito della attivita’ realizzata, dandone informazione al Ministro
dell’economia e delle finanze ed alle competenti Commissioni
parlamentari.

201. Alla lettera a) del comma 2 dell’articolo 2-undecies della
legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni, dopo le
parole: “protezione civile” sono inserite le seguenti: “e, ove
idonei, anche per altri usi governativi o pubblici connessi allo
svolgimento delle attivita’ istituzionali di amministrazioni statali,
agenzie fiscali, universita’ statali, enti pubblici e istituzioni
culturali di rilevante interesse,”.

202. La lettera b) del comma 2 dell’ articolo 2-undecies della
legge 31 maggio 1965, n. 575, e’ sostituita dalla seguente:

“b) trasferiti per finalita’ istituzionali o sociali, in via
prioritaria, al patrimonio del comune ove l’immobile e’ sito, ovvero
al patrimonio della provincia o della regione. Gli enti territoriali
possono amministrare direttamente il bene o assegnarlo in concessione
a titolo gratuito a comunita’, ad enti, ad associazioni maggiormente
rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato
di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, e successive modificazioni,
a cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, e
successive modificazioni, o a comunita’ terapeutiche e centri di
recupero e cura di tossicodipendenti di cui al testo unico delle
leggi in materia di disciplina degli stupefacenti o sostanze
psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di
tossicodipendenza, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
9 ottobre 1990, n. 309, e successive modificazioni, nonche’ alle
associazioni ambientaliste riconosciute ai sensi dell’ articolo 13
della legge 8 luglio 1986, n. 349, e successive modificazioni. Se
entro un anno dal trasferimento l’ente territoriale non ha provveduto
alla destinazione del bene, il prefetto nomina un commissario con
poteri sostitutivi”.

203. All’articolo 2, comma 1, della legge 2 aprile 2001, n. 136,
e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Entro la data del 30
giugno 2007, con regolamento da adottare con decreto del Ministro
dell’ economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
dell’universita’ e della ricerca, ai sensi dell’ articolo 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono individuati i criteri, le
modalita’ e i termini del trasferimento in favore delle universita’
statali di cui al presente comma”.

204. Al fine di razionalizzare gli spazi complessivi per
l’utilizzo degli immobili in uso governativo e di ridurre la spesa
relativa agli immobili condotti in locazione dallo Stato, il Ministro
dell’economia e delle finanze, con l’atto di indirizzo di cui
all’articolo 59 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e
successive modificazioni, relativo all’Agenzia del demanio, determina
gli obiettivi annuali di razionalizzazione degli spazi e di riduzione
della spesa da parte delle amministrazioni centrali e periferiche,
usuarie e conduttrici, anche differenziandoli per ambiti territoriali
e per patrimonio utilizzato.

205. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ istituito un Fondo unico nel quale confluiscono le poste
corrispondenti al costo d’uso degli immobili in uso governativo e dal
quale vengono ripartite le quote di costo da imputare a ciascuna
amministrazione.

206. Il costo d’uso dei singoli immobili in uso alle
amministrazioni e’ commisurato ai valori correnti di mercato secondo
i parametri di comune commercio forniti dall’Osservatorio del mercato
immobiliare, praticati nella zona per analoghe attivita’.

207. Gli obiettivi di cui al comma 204 possono essere conseguiti
da parte delle amministrazioni centrali e periferiche, usuarie e
conduttrici, sia attraverso la riduzione del costo d’uso di cui al
comma 205 derivante dalla razionalizzazione degli spazi, sia
attraverso la riduzione della spesa corrente per le locazioni
passive, ovvero con la combinazione delle due misure.

208. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di
natura non regolamentare sono stabiliti i criteri, le modalita’ e i
termini per la razionalizzazione e la riduzione degli oneri, nonche’
i contenuti e le modalita’ di trasmissione delle informazioni da
parte delle amministrazioni usuarie e conduttrici all’Agenzia del
demanio, la quale, in base agli obiettivi contenuti nell’atto di
indirizzo di cui al comma 204, definisce annualmente le relative
modalita’ attuative, comunicandole alle predette amministrazioni.

209. Dalla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma
208, sono abrogati il comma 9 dell’articolo 55 della legge 27
dicembre 1997, n. 449, gli articoli 24 e 26 della legge 23 dicembre
1999, n. 488, e successive modificazioni, nonche’ il comma 4
dell’articolo 62 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

210. Al fine di favorire la razionalizzazione e la valorizzazione
dell’impiego dei beni immobili dello Stato, nonche’ al fine di
completare lo sviluppo del sistema informativo sui beni immobili del
demanio e del patrimonio di cui all’articolo 65 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni,
l’Agenzia del demanio, ferme restando le competenze del Ministero per
i beni e le attivita’ culturali, individua i beni di proprieta’ dello
Stato per i quali si rende necessario l’accertamento di conformita’
delle destinazioni d’uso esistenti per funzioni di interesse statale,
oppure una dichiarazione di legittimita’ per le costruzioni eseguite,
ovvero realizzate in tutto o in parte in difformita’ dal
provvedimento di localizzazione. Tale elenco e’ inviato al Ministero
delle infrastrutture.

211. Il Ministero delle infrastrutture trasmette l’elenco di cui
al comma 210 alla regione o alle regioni competenti, che provvedono,
entro il termine di cui all’articolo 2 del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383, alle
verifiche di conformita’ e di compatibilita’ urbanistica con i comuni
interessati. In caso di presenza di vincoli, l’elenco e’ trasmesso
contestualmente alle amministrazioni competenti alle tutele
differenziate, le quali esprimono il proprio parere entro il termine
predetto. Nel caso di espressione positiva da parte dei soggetti
predetti, il Ministero delle infrastrutture emette un’ attestazione
di conformita’ alle prescrizioni urbanistico-edilizie la quale,
qualora riguardi situazioni di locazione passiva, ha valore solo
transitorio e obbliga, una volta terminato il periodo di locazione,
al ripristino della destinazione d’uso preesistente, previa
comunicazione all’amministrazione comunale ed alle eventuali altre
amministrazioni competenti in materia di tutela differenziata.

212. In caso di espressione negativa, ovvero in caso di mancata
risposta da parte della regione, oppure delle autorita’ preposte alla
tutela entro i termini di cui al comma 211, e’ convocata una
conferenza dei servizi anche per ambiti comunali complessivi o per
uno o piu’ immobili, in base a quanto previsto dal regolamento di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 383.

213. Per le esigenze connesse alla gestione delle attivita’ di
liquidazione delle aziende confiscate ai sensi della legge 31 maggio
1965, n. 575, e successive modificazioni, in deroga alle vigenti
disposizioni di legge, fermi restando i principi generali
dell’ordinamento giuridico contabile, l’Agenzia del demanio puo’
conferire apposito incarico a societa’ a totale o prevalente capitale
pubblico. I rapporti con l’Agenzia del demanio sono disciplinati con
apposita convenzione che definisce le modalita’ di svolgimento
dell’attivita’ affidata ed ogni aspetto relativo alla rendicontazione
e al controllo.

214. Laddove disposizioni normative stabiliscano l’assegnazione
gratuita ovvero l’attribuzione ad amministrazioni pubbliche, enti e
societa’ a totale partecipazione pubblica diretta o indiretta di beni
immobili di proprieta’ dello Stato per consentire il perseguimento
delle finalita’ istituzionali ovvero strumentali alle attivita’
svolte, la funzionalita’ dei beni allo scopo dell’assegnazione o
attribuzione e’ da intendersi concreta, attuale, strettamente
connessa e necessaria al funzionamento del servizio e all’esercizio
delle funzioni attribuite, nonche’ al loro proseguimento.

215. E’ attribuita all’Agenzia del demanio la verifica, con il
supporto dei soggetti interessati, della sussistenza dei suddetti
requisiti all’atto dell’assegnazione o attribuzione e successivamente
l’accertamento periodico della permanenza di tali condizioni o della

suscettibilita’ del bene a rientrare in tutto o in parte nella
disponibilita’ dello Stato, e per esso dell’Agenzia del demanio come
stabilito dalle norme vigenti. A tal fine l’Agenzia del demanio
esercita la vigilanza e il controllo secondo le modalita’ previste
dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 13
luglio 1998, n. 367.

216. Per i beni immobili statali assegnati in uso gratuito alle
amministrazioni pubbliche e’ vietata la dismissione temporanea. I
beni immobili per i quali, prima della data di entrata in vigore
della presente legge, sia stata operata la dismissione temporanea si
intendono dismessi definitivamente per rientrare nella disponibilita’
del Ministero dell’economia e delle finanze e per esso dell’Agenzia
del demanio. Il presente comma non si applica ai beni immobili in uso
all’Amministrazione della difesa affidati, in tutto o in parte, a
terzi per lo svolgimento di attivita’ funzionali alle finalita’
istituzionali dell’Amministrazione stessa.

217. Il comma 109 dell’articolo 3 della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, e successive modificazioni, si interpreta nel senso che i
requisiti necessari per essere ammessi alle garanzie di cui alle
lettere a) e b) del citato comma devono sussistere in capo agli
aventi diritto al momento del ricevimento della proposta di vendita
da parte dell’amministrazione alienante, ovvero alla data stabilita,
con propri atti, dalla medesima amministrazione in funzione dei piani
di dismissione programmati.

218. Dopo il comma 3 dell’articolo 214-bis del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, e’ aggiunto il seguente:

“3-bis. Tutte le trascrizioni ed annotazioni nei pubblici
registri relative agli atti posti in essere in attuazione delle
operazioni previste dal presente articolo e dagli articoli 213 e 214
sono esenti, per le amministrazioni dello Stato, da qualsiasi tributo
ed emolumento”.

219. Le unita’ immobiliari appartenenti al patrimonio dello Stato,
destinate ad uso abitativo e gestite dall’Agenzia del demanio,
possono essere alienate dall’Agenzia medesima, ai sensi dell’articolo
3, comma 109, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

220. All’articolo 12-sexies del decreto-legge 8 giugno 1992,
n. 306, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 1992,
n. 356, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1, dopo le parole: “codice di procedura penale, per
taluno dei delitti previsti dagli articoli” sono inserite le
seguenti: “314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter, 320,
322, 322-bis, 325,”;
b) dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:

“2-bis. In caso di confisca di beni per uno dei delitti previsti
dagli articoli 314, 316, 316-bis, 316-ter, 317, 318, 319, 319-ter,
320, 322, 322-bis e 325 del codice penale, si applicano le
disposizioni degli articoli 2-novies, 2-decies e 2-undecies della
legge 31 maggio 1965, n. 575, e successive modificazioni”.

221. Il comma 5 dell’articolo 2-undecies della legge 31 maggio
1965, n. 575, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:

“5. Le somme ricavate ai sensi del comma 1, lettere b) e c),
nonche’ i proventi derivanti dall’affitto, dalla vendita o dalla
liquidazione dei beni, di cui al comma 3, sono versati all’entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnati in egual misura al
finanziamento degli interventi per l’edilizia scolastica e per
l’informatizzazione del processo”.

222. A decorrere dal 1° gennaio 2007 e per un periodo di tre anni,
sul trattamento di fine rapporto, di cui all’articolo 2120 del codice
civile, sull’indennita’ premio di fine servizio, di cui all’articolo
2 e seguenti della legge 8 marzo 1968, n. 152, e sull’indennita’ di
buonuscita, di cui all’articolo 3 e seguenti del testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1032,
e successive modificazioni, nonche’ sui trattamenti integrativi
percepiti dai soggetti nei cui confronti trovano applicazione le
forme pensionistiche che garantiscono prestazioni definite in
aggiunta o ad integrazione dei suddetti trattamenti, erogati ai
lavoratori dipendenti pubblici e privati e corrisposti da enti
gestori di forme di previdenza obbligatorie, i cui importi superino
complessivamente un importo pari a 1,5 milioni di euro, rivalutato
annualmente secondo l’indice ISTAT dei prezzi al consumo per le
famiglie di operai e di impiegati, e’ dovuto sull’importo eccedente
il predetto limite un contributo di solidarieta’ nella misura del 15
per cento. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze
sono stabilite le modalita’ di attuazione delle disposizioni di cui
al presente comma.

223. Il 90 per cento delle risorse derivanti dall’attuazione del
comma 222 affluiscono allo stato di previsione dell’entrata per
essere successivamente riassegnate al Fondo di cui al comma 1261 e
destinate ad iniziative volte a favorire l’istruzione e la tutela
delle donne immigrate.

224. In attuazione del principio di salvaguardia ambientale ed al
fine di incentivare la riduzione di autoveicoli per il trasporto
promiscuo, immatricolati come “euro 0” o “euro 1”, per i predetti
autoveicoli consegnati ad un demolitore dal 1° gennaio 2007 al 31
dicembre 2007, e’ disposta la concessione, a fronte della
presentazione del certificato di avvenuta rottamazione rilasciato da
centri autorizzati, di un contributo pari al costo di demolizione
disciplinato ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 24
giugno 2003, n. 209, e successive modificazioni, e comunque nei
limiti di 80 euro per ciascun veicolo. Tale contributo e’ anticipato
dal centro autorizzato che ha effettuato la rottamazione che recupera
il corrispondente importo come credito d’imposta da utilizzare in
compensazione secondo le disposizioni previste dai periodi secondo e
quarto del comma 231.

225. Coloro che effettuano la rottamazione senza sostituzione ai
sensi del comma 224 possono richiedere, qualora non risultino
intestatari di veicoli registrati, quale agevolazione ulteriore, il
totale rimborso dell’abbonamento al trasporto pubblico locale
nell’ambito del comune di residenza e di domicilio, di durata pari ad
una annualita’. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, d’intesa con la Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono
definite le modalita’ di erogazione del rimborso di cui al presente
comma.

226. In attuazione del principio di salvaguardia ambientale ed al
fine di incentivare la sostituzione, realizzata attraverso la
demolizione con le modalita’ indicate al comma 233, di autovetture ed
autoveicoli per il trasporto promiscuo immatricolati come “euro 0” o
“euro 1”, con autovetture nuove immatricolate come “euro 4” o “euro
5”, che emettono non oltre 140 grammi di CO2 al chilometro, e’
concesso un contributo di euro 800 per l’acquisto di detti
autoveicoli nonche’ l’esenzione dal pagamento delle tasse
automobilistiche per detti autoveicoli, per un periodo di due
annualita’. La predetta esenzione e’ estesa per un’altra annualita’
per l’acquisto di autoveicoli che hanno una cilindrata inferiore a
1300 cc. Tali limiti di cilindrata non si applicano alle autovetture
e autoveicoli acquistati da persone fisiche il cui nucleo familiare,
certificato da idoneo stato di famiglia, sia formato da almeno sei
componenti, i quali non risultino intestatari di altra autovettura o
autoveicolo.

227. Allo scopo di favorire il rinnovo del parco autocarri
circolante mediante la sostituzione, realizzata attraverso la
demolizione con le modalita’ indicate al comma 233, di veicoli
immatricolati come “euro 0” o “euro 1” con veicoli nuovi a minore
impatto ambientale, e’ concesso un contributo di euro 2.000 per ogni
veicolo di cui all’articolo 54, comma 1, lettera d), del decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285, di peso complessivo non superiore
a 3,5 tonnellate, immatricolato come “euro 4” o “euro 5”. Il
beneficio e’ accordato a fronte della sostituzione di un veicolo
avente sin dalla prima immatricolazione da parte del costruttore la
medesima categoria e peso complessivo non superiore a 3,5 tonnellate
ed immatricolato come “euro 0” o “euro 1”.

228. Per l’acquisto di autovetture e di veicoli di cui al comma
227, nuovi ed omologati dal costruttore per la circolazione mediante
alimentazione, esclusiva o doppia, del motore con gas metano o GPL,
nonche’ mediante alimentazione elettrica ovvero ad idrogeno e’
concesso un contributo pari ad euro 1.500, incrementato di ulteriori
euro 500 nel caso in cui il veicolo acquistato, nell’alimentazione
ivi considerata, abbia emissioni di CO2 inferiori a 120 grammi per
chilometro. Le agevolazioni di cui al presente comma sono cumulabili,
ove se ne presentino le condizioni, con quelle di cui ai commi 226 o
227.

229. Le disposizioni di cui ai commi 226, 227 e 228 possono essere
fruite nel rispetto della regola degli aiuti “de minimis” di cui al
regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001.
Le disposizioni di cui ai commi 226 e 227 hanno validita’ per i
veicoli nuovi acquistati e risultanti da contratto stipulato dal
venditore e acquirente a decorrere dal 3 ottobre 2006 e fino al 31
dicembre 2007; i suddetti veicoli non possono essere immatricolati
oltre il 31 marzo 2008; le disposizioni di cui al comma 228 hanno
validita’ per i veicoli nuovi ivi previsti per i quali il predetto
contratto e’ stipulato a decorrere dal 3 ottobre 2006 e fino al 31
dicembre 2009, con possibilita’ di immatricolazione dei veicoli fino
al 31 marzo 2010.

230. Al fine di consentire agli enti impositori di verificare la
sussistenza dei requisiti richiesti per beneficiare dell’esenzione e
del contributo di cui ai commi 226, 227, 228 e 236, il venditore
integra la documentazione da consegnare al pubblico registro
automobilistico, per la trascrizione del titolo di acquisto del nuovo
veicolo, con una dichiarazione resa ai sensi dell’articolo 47 del
testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 2000, n. 445, in cui devono essere indicati: a) la
conformita’ del veicolo acquistato ai requisiti prescritti dai commi
226, 227, 228 e 236; b) la targa del veicolo ritirato per la consegna
ai centri autorizzati di cui all’articolo 3, comma 1, lettera p), del
decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, e la conformita’ dello
stesso ai requisiti stabiliti dai commi 226, 227, 228 e 236; c) copia
del certificato di rottamazione rilasciato da centri autorizzati.
L’ente gestore del pubblico registro automobilistico acquisisce le
informazioni relative all’acquisto del veicolo che fruisce
dell’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica e del
veicolo avviato alla demolizione in via telematica, le trasmette in
tempo reale all’archivio nazionale delle tasse automobilistiche ed al
Ministero dei trasporti, Dipartimento per i trasporti terrestri, i
quali provvedono al necessario scambio dei dati.

231. Ai fini dell’applicazione dei commi 224, 226, 227 e 228, i.
centri autorizzati che hanno effettuato la rottamazione, ovvero le
imprese costruttrici o importatrici del veicolo nuovo rimborsano al
venditore l’importo del contributo e recuperano detto importo quale
credito di imposta solo ai fini della compensazione di cui al decreto
legislativo 9 luglio 1997, n. 241, a decorrere dal momento in cui
viene richiesto al pubblico registro automobilistico l’originale del
certificato di proprieta’. Il credito di imposta non e’ rimborsabile,
non concorre alla formazione del valore della produzione netta di cui
al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, ne’ dell’imponibile
agli effetti delle imposte sui redditi e non rileva ai fini del
rapporto di cui agli articoli 96 e 109, comma 5, del testo unico
delle imposte sui redditi di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. Il contributo di cui ai commi
226, 227 e 228 non spetta per gli acquisti dei veicoli per la cui
produzione o al cui scambio e’ diretta l’attivita’ dell’impresa. Il
contributo di cui ai commi 226, 227 e 228 spetta anche nel caso in
cui il veicolo demolito sia intestato ad un familiare convivente,
risultante dallo stato di famiglia.

232. Fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in
cui e’ stata emessa la fattura di vendita, le imprese costruttrici o
importatrici conservano la seguente documentazione, che deve essere
ad esse trasmessa dal venditore:
a) copia della fattura di vendita, del contratto di acquisto e
della carta di circolazione relativi al nuovo veicolo;
b) copia del libretto o della carta di circolazione e del foglio
complementare o del certificato di proprieta’ del veicolo usato; in
caso di mancanza, copia dell’estratto cronologico;
c) copia della domanda di cancellazione per demolizione e copia
del certificato di proprieta’ rilasciato dal pubblico registro
automobilistico relativi al veicolo demolito;
d) copia dello stato di famiglia nel caso in cui il veicolo
demolito sia intestato a familiare convivente.

233. Entro quindici giorni dalla data di consegna del veicolo
nuovo, il venditore ha l’obbligo di consegnare ad un demolitore il
veicolo ritirato per la demolizione e di provvedere direttamente o
tramite delega alla richiesta di cancellazione per demolizione al
pubblico registro automobilistico. I veicoli ritirati per la
demolizione non possono essere rimessi in circolazione e vanno
avviati o alle case costruttrici o ai centri appositamente
autorizzati, anche convenzionati con le stesse, al fine della messa
in sicurezza, della demolizione, del recupero di materiali e della
rottamazione. Entro il 31 dicembre 2007 il Governo presenta una
relazione al Parlamento sull’efficacia della presente disposizione,
sulla base dei dati rilevati dal Ministero dei trasporti, con
valutazione degli effetti di gettito derivati dalla stessa. Le
eventuali maggiori entrate possono essere utilizzate dal Governo con
specifica previsione di legge per alimentare il Fondo per la
mobilita’ sostenibile, di cui al comma 1121, subordinatamente al
rispetto del raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica.

234. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministero dei trasporti, sentiti il soggetto gestore
del pubblico registro automobilistico ed il Comitato interregionale
di gestione di cui all’articolo 5 del protocollo di intesa tra le
regioni e le province autonome ed il Ministero dell’economia e delle
finanze per la costituzione, gestione ed aggiornamento degli archivi
regionali e nazionale delle tasse automobilistiche, da adottare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono stabiliti i criteri di collegamento tra gli archivi informatici
relativi ai veicoli, al fine di rendere uniformi le informazioni in
essi contenute e di consentire l’aggiornamento in tempo reale dei
dati in essi presenti.

235. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministero dei trasporti e il Ministero per le riforme
e le innovazioni nella pubblica amministrazione, da adottare entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
effettuate le regolazioni finanziarie delle minori entrate nette
derivanti dall’attuazione delle norme dei commi da 224 a 234 e sono
stabiliti i criteri e le modalita’ per la corrispondente definizione
dei trasferimenti dello Stato alle regioni ed alle province autonome.

236. A decorrere dal 1° dicembre 2006 e fino al 31 dicembre 2007,
in caso di acquisto di un motociclo nuovo di categoria “euro 3”, con
contestuale sostituzione di un motociclo appartenente alla categoria
“euro 0”, realizzata attraverso la demolizione con le modalita’
indicate al comma 233, e’ concessa l’esenzione dal pagamento delle
tasse automobilistiche per cinque annualita’. Il costo di
rottamazione e’ a carico del bilancio dello Stato, nei limiti di 80
euro per ciascun motociclo, ed e’ anticipato dal venditore che
recupera detto importo quale credito d’imposta da utilizzare in
compensazione secondo le disposizioni del comma 231. Si applicano,
per il resto, in quanto compatibili, le disposizioni dei commi da 230
a 235, con il rispetto della regola degli aiuti “de minimis” di’ cui
al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio
2001. Le disposizioni di cui al presente comma hanno validita’ per i
motocicli nuovi acquistati e risultanti da contratto stipulato dal
venditore e acquirente. I suddetti motocicli non possono essere
immatricolati oltre il 31 marzo 2008. Per i motocicli acquistati dal
1° dicembre 2006 al 31 dicembre 2006, gli adempimenti previsti dai
commi 230 e 233 possono essere effettuati entro il 31 gennaio 2007.

237. Al comma 63 dell’articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006,
n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,
n. 286, e’ aggiunto il seguente periodo: “Gli incrementi percentuali
approvati dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di
Bolzano prima della data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto vengono ricalcolati sugli importi
della citata tabella 1”.

238. Il comma 59 dell’articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006,
n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,
n. 286, e’ sostituito dal seguente: “59. Per gli interventi
finalizzati ad incentivare l’installazione su autoveicoli
immatricolati come “euro 0” o “euro 1″ di impianti a GPL o a metano
per autotrazione, e’ autorizzata la spesa di 50 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009”. Resta fermo quanto previsto
dall’articolo 1, comma 2, terzo periodo, del decreto-legge 25
settembre 1997, n. 324, convertito, con modificazioni, dalla legge 25
novembre 1997, n. 403.

239. Fatte salve le agevolazioni gia’ in vigore, le misure della
tassa automobilistica previste per le autovetture ed i veicoli per il
trasporto promiscuo immatricolati come “euro 0”, “euro 1”, “euro 2”,
“euro 3” e “euro 4”, di cui al comma 321, non si applicano per i
veicoli omologati dal costruttore per la circolazione mediante
alimentazione, esclusiva o doppia, elettrica, a gas metano, a GPL, a
idrogeno. Tale agevolazione si applica anche ai veicoli sui quali il
sistema di doppia alimentazione venga installato successivamente alla
immatricolazione.

240. All’articolo 2, primo comma, lettera d), del testo unico
delle leggi sulle tasse automobilistiche, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 5 febbraio 1953, n. 39, dopo le parole:
“per gli autoveicoli di peso complessivo a pieno carico inferiore a
12 tonnellate” sono aggiunte le seguenti: “ad eccezione dei veicoli
che, pur immatricolati o reimmatricolati come Ni, presentino codice
di carrozzeria FO (Effe zero) con quattro o piu’ posti ed abbiano un
rapporto tra la potenza espressa in kw e la portata del veicolo
espressa in tonnellate maggiore o uguale a 180, per i quali la
tassazione continua ad essere effettuata in base alla potenza
effettiva dei Motori”.

241. Le disposizioni del comma 240 hanno effetto a decorrere dal 3
ottobre 2006. E abrogato il comma 55 dell’articolo 2 del
decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 novembre 2006, n. 286.

242. Per i soggetti indicati nell’articolo 73, comma 1, lettera
a), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, che risultano
da operazioni di aggregazione aziendale realizzate attraverso fusione
o scissione, effettuate negli anni 2007 e 2008, si considera
riconosciuto, ai fini fiscali, il valore di avviamento e quello
attribuito ai beni strumentali materiali e immateriali, per effetto
della imputazione in bilancio del disavanzo da concambio, per un
ammontare complessivo non eccedente l’importo di 5 milioni di euro.
243. Nel caso di operazioni di conferimento di azienda effettuate
ai sensi dell’articolo 176 del testo unico delle imposte sui redditi
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, negli anni 2007 e 2008, si considerano riconosciuti, ai fini
fiscali, i maggiori valori iscritti dal soggetto conferitario di cui
al comma 242 a titolo di avviamento o beni strumentali materiali e
immateriali, per un ammontare complessivo non eccedente l’importo di
5 milioni di euro.

244. Le disposizioni dei commi 242 e 243 si applicano qualora alle
operazioni di aggregazione aziendale partecipino esclusivamente
imprese operative da almeno due anni. Le medesime disposizioni non si
applicano qualora le imprese che partecipano alle predette operazioni
facciano parte dello stesso gruppo societario. Sono in ogni caso
esclusi i soggetti legati tra loro da un rapporto di partecipazione
ovvero controllati anche indirettamente dallo stesso soggetto ai
sensi dell’articolo 2359 del codice civile.

245. Le disposizioni dei commi 242, 243 e 244 si applicano qualora
le imprese interessate dalle operazioni di aggregazione aziendale si
trovino o si siano trovate ininterrottamente, nei due anni precedenti
l’operazione, nelle condizioni che consentono il riconoscimento
fiscale di cui ai commi 242 e 243.

246. L’applicazione delle disposizioni di cui ai commi da 242 a
245 e’ subordinata alla presentazione all’Agenzia delle entrate di
una istanza preventiva ai sensi dell’articolo 11 della legge 27
agosto 2000, n. 212, al fine di dimostrare la sussistenza dei
requisiti previsti dai commi da 242 a 249.

247. Per la liquidazione, l’accertamento, la riscossione, i
rimborsi, le sanzioni e il contenzioso si applicano le disposizioni
previste per le imposte sui redditi.

248. La societa’ risultante dall’aggregazione che nei primi
quattro periodi d’imposta dalla effettuazione dell’operazione pone in
essere ulteriori operazioni straordinarie, di cui al titolo III, capi
III e IV, del testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ovvero cede
i beni iscritti o rivalutati ai sensi dei commi da 242 a 249, decade
dall’agevolazione, fatta salva l’attivazione della procedura di cui
all’articolo 37-bis, comma 8, del decreto del Presidente della
Repubblica 29 settembre 1973, n. 600.

249. Nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta in cui
si verifica la decadenza prevista al comma 248, la societa’ e’ tenuta
a liquidare e versare l’imposta sul reddito delle societa’ e
l’imposta regionale sulle attivita’ produttive dovute sul maggior
reddito, relativo anche ai periodi di imposta precedenti, determinato
senza tenere conto dei maggiori valori riconosciuti fiscalmente ai
sensi dei commi 242 e 243. Sulle maggiori imposte liquidate non sono
dovute sanzioni e interessi.

250. Dopo il comma 2-bis dell’articolo 01 del decreto-legge 5
ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 1993, n. 494, e’ aggiunto il seguente:

“2-ter. Le concessioni di cui al comma 1 sono revocate qualora il
concessionario si renda, dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, responsabile di gravi violazioni edilizie, che
costituiscono inadempimento agli obblighi derivanti dalla concessione
ai sensi dell’articolo 5 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296”.

251. Il comma 1 dell’articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993,
n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993,
n. 494, e’ sostituito dal seguente:

“1. I canoni annui per concessioni rilasciate o rinnovate con
finalita’ turistico-ricreative di aree, pertinenze demaniali
marittime e specchi acquei per i quali si applicano le disposizioni
relative alle utilizzazioni del demanio marittimo sono determinati
nel rispetto dei seguenti criteri:
a) classificazione, a decorrere dal 1° gennaio 2007, delle aree,
manufatti, pertinenze e specchi acquei nelle seguenti categorie:
1) categoria A: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei, o
parti di essi, concessi per utilizzazioni ad uso pubblico ad alta
valenza turistica;
2) categoria B: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei, o
parti di essi, concessi per utilizzazione ad uso pubblico a normale
valenza turistica. L’accertamento dei requisiti di alta e normale
valenza turistica e’ riservato alle regioni competenti per territorio
con proprio provvedimento. Nelle more dell’emanazione di detto
provvedimento la categoria di riferimento e’ da intendersi la B. Una
quota pari al 10 per cento delle maggiori entrate annue rispetto alle
previsioni di bilancio derivanti dall’utilizzo delle aree, pertinenze
e specchi acquei inseriti nella categoria A e’ devoluta alle regioni
competenti per territorio;
b) misura del canone annuo determinata come segue:
1) per le concessioni demaniali marittime aventi ad oggetto
aree e specchi acquei, per gli anni 2004, 2005 e 2006 si applicano le
misure unitarie vigenti alla data di entrata in vigore della presente
legge e non operano lo disposizioni maggiorative di cui ai commi 21,
22 e 23 dell’articolo 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
e successive modificazioni; a decorrere dal 1° gennaio 2007, si
applicano i seguenti importi aggiornati degli indici ISTAT maturati
alla stessa data:
1.1) area scoperta: euro 1,86 al metro quadrato per la
categoria A; euro 0,93 al metro quadrato per la categoria B;
1.2) area occupata con impianti di facile rimozione: euro 3,10
al metro quadrato per la categoria A; euro 1,55 al metro quadrato per
la categoria B;
1.3) area occupata con impianti di difficile rimozione: euro
4,13 al metro quadrato per la categoria A; euro 2,65 al metro
quadrato per la categoria B;
1.4) euro 0,72 per ogni metro quadrato di mare territoriale per
specchi acquei o delimitati da opere che riguardano i porti cosi’
come definite dall’articolo 5 del testo unico di cui al regio decreto
2 aprile 1885, n. 3095, e comunque entro 100 metri dalla costa;
1.5) euro 0,52 per gli specchi acquei compresi tra 100 e 300
metri dalla costa;
1.6) euro 0,41 per gli specchi acquei oltre 300 metri dalla
costa;
1.7) euro 0,21 per gli specchi acquei utilizzati per il
posizionamento di campi boa per l’ancoraggio delle navi al di fuori
degli specchi acquei di cui al numero 1.3);
2) per le concessioni comprensive di pertinenze demaniali
marittime si applicano, a decorrere dal 1° gennaio 2007, i seguenti
criteri:
2.1) per le pertinenze destinate ad attivita’ commerciali,
terziario-direzionali e di produzione di beni e servizi, il canone e’
determinato moltiplicando la superficie complessiva del manufatto per
la media dei valori mensili unitari minimi e massimi indicati
dall’Osservatorio del mercato immobiliare per la zona di riferimento.
L’importo ottenuto e’ moltiplicato per un coefficiente pari a 6,5. Il
canone annuo cosi’ determinato e’ ulteriormente ridotto delle
seguenti percentuali, da applicare per scaglioni progressivi di
superficie del manufatto: fino a 200 metri quadrati, O per cento;
oltre 200 metri quadrati e fino a 500 metri quadrati, 20 per cento;
oltre 500 metri quadrati e fino a 1.000 metri quadrati, 40 per cento;
oltre 1.000 metri quadrati, 60 per cento. Qualora i valori
dell’Osservatorio del mercato immobiliare non siano disponibili, si
fa riferimento a quelli del piu’ vicino comune costiero rispetto al
manufatto nell’ambito territoriale della medesima regione;
2.2) per le aree ricomprese nella concessione, per gli anni
2004, 2005 e 2006 si applicano le misure vigenti alla data di entrata
in vigore della presente legge e non operano le disposizioni
maggiorative di cui ai commi 21, 22 e 23 dell’articolo 32 del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive
modificazioni; a decorrere dal 1° gennaio 2007, si applicano quelle
di cui alla lettera b), numero 1);
c) riduzione dei canoni di cui alla lettera b) nella misura del
50 per cento:

1) in presenza di eventi dannosi di eccezionale gravita’ che
comportino una minore utilizzazione dei beni oggetto della
concessione, previo accertamento da parte delle competenti autorita’
marittime di zona;

2) nel caso di concessioni demaniali marittime assentite alle
societa’ sportive dilettantistiche senza scopo di lucro affiliate
alle Federazioni sportive nazionali con l’esclusione dei manufatti
pertinenziali adibiti ad attivita’ commerciali;
d) riduzione dei canoni di cui alla lettera b) nella misura del
90 per cento per le concessioni indicate al secondo comma
dell’articolo 39 del codice della navigazione e all’articolo 37 del
regolamento per l’esecuzione del codice della navigazione, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 15 febbraio 1952, n. 328;
e) obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il
libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della
battigia antistante l’area ricompresa nella concessione, anche al
fine di balneazione;
f) riduzione, per le imprese turistico-ricettive all’aria
aperta, dei valori inerenti le superfici del 25 per cento”.

252. 11 comma 3 dell’articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993,
n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993,
n. 494, e’ sostituito dal seguente:

“3. Le misure dei canoni di cui al comma 1, lettera b), si
applicano, a decorrere dal 1° gennaio 2007, anche alle concessioni
dei beni del demanio marittimo e di zone del mare territoriale aventi
ad oggetto la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla
nautica da diporto”.

253. All’articolo 03 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494,
e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

“4-bis. Ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 01,
comma 2, le concessioni di cui al presente articolo possono avere
durata superiore a sei anni e comunque non superiore a venti anni in
ragione dell’entita’ e della rilevanza economica delle opere da
realizzare e sulla base dei piani di utilizzazione delle aree del
demanio marittimo predisposti dalle regioni”.

254. Le regioni, nel predisporre i piani di utilizzazione delle
aree del demanio marittimo di cui all’articolo 6, comma 3, del
decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494, sentiti i comuni interessati,
devono altresi’ individuare un corretto equilibrio tra le aree
concesse a soggetti privati e gli arenili liberamente fruibili;
devono inoltre individuare le modalita’ e la collocazione dei varchi
necessari al fine di consentire il libero e gratuito accesso e
transito, per il raggiungimento della battigia antistante l’area
ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione.

255. All’articolo 5 del decreto-legge 5 ottobre 1993, n. 400,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 1993, n. 494,
e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

“1-bis. Le somme per canoni relative a concessioni demaniali
marittime aventi finalita’ turistico-ricreative versate in eccedenza
rispetto a quelle dovute a decorrere dal 1° gennaio 2004 ai sensi
dell’articolo 03, comma 1, sono compensate con quelle da versare allo
stesso titolo, in base alla medesima disposizione”.

256. I commi 21, 22 e 23 dell’articolo 32 del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge

24 novembre 2003, n. 326, e il comma 4 dell’articolo 10 della
legge 17 dicembre 1997, n. 449, sono abrogati.

257. Le disposizioni di cui all’articolo 8 del decreto-legge 5
ottobre 1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
dicembre 1993, n. 494, e successive modificazioni, si interpretano
nel senso che le utilizzazioni ivi contemplate fanno riferimento alla
mera occupazione di beni demaniali marittimi e relative pertinenze.
Qualora, invece, l’occupazione consista nella realizzazione sui beni
demaniali marittimi di opere inamovibili in difetto assoluto di
titolo abilitativo o in presenza di titolo abilitativo che per il suo
contenuto e’ incompatibile con la destinazione e disciplina del bene
demaniale, l’indennizzo dovuto e’ commisurato ai valori di mercato,
ferma restando l’applicazione delle misure sanzionatone vigenti, ivi
compreso il ripristino dello stato dei luoghi.

258. Con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, il canone annuo per l’uso dei
beni del demanio dovuto dalle societa’ di gestione che provvedono
alla gestione aeroportuale totale o parziale, anche in regime
precario, e’ proporzionalmente incrementato nella misura utile a
determinare un introito diretto per l’erario pari a 3 milioni di euro
nel 2007, 9,5 milioni di euro nel 2008 e 10 milioni di euro nel 2009.

259. Dopo l’articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001,
n. 351, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,
n. 410, e’ inserito il seguente:

“Art. 3-bis. – (Valorizzazione e utilizzazione a fini economici
dei beni immobili tramite concessione o locazione). – 1. I beni
immobili di proprieta’ dello Stato individuati ai sensi dell’articolo
1 possono essere concessi o locati a privati, a titolo oneroso, per
un periodo non superiore a cinquanta anni, ai fini della
riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi
di recupero, restauro, ristrutturazione anche con l’introduzione di
nuove destinazioni d’uso finalizzate allo svolgimento di attivita’
economiche o attivita’ di servizio per i cittadini, ferme restando le
disposizioni contenute nel codice dei beni culturali e del paesaggio,
di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, e successive
modificazioni.

2. Il Ministero dell’economia e delle finanze puo’ convocare una o
piu’ conferenze di servizi o promuovere accordi di programma per
sottoporre all’approvazione iniziative per la valorizzazione degli
immobili di cui al presente articolo.

3. Agli enti territoriali interessati dal procedimento di cui al
comma 2 e’ riconosciuta una somma non inferiore al 50 per cento e non
superiore al 100 per cento del contributo di costruzione dovuto ai
sensi dell’articolo 16 del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, e successive modificazioni,
per l’esecuzione delle opere necessarie alla riqualificazione e
riconversione. Tale importo e’ corrisposto dal concessionario
all’atto del rilascio o dell’efficacia del titolo abilitativo
edilizio.

4. Le concessioni e le locazioni di cui al presente articolo sono
assegnate con procedure ad evidenza pubblica, per un periodo di tempo
commisurato al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario
dell’iniziativa e comunque non eccedente i cinquanta anni.

5. I criteri di assegnazione e le condizioni delle concessioni o
delle locazioni di cui al presente articolo sono contenuti nei bandi
predisposti dall’Agenzia del demanio, prevedendo, in particolare, nel
caso di revoca della concessione o di recesso dal contratto di
locazione il riconoscimento all’affidatario di un indennizzo valutato
sulla base del piano economico-finanziario.

6. Per il perseguimento delle finalita’ di valorizzazione e
utilizzazione a fini economici dei beni di cui al presente articolo,
i beni medesimi possono essere affidati a terzi ai sensi
dell’articolo 143 del codice dei contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, in quanto compatibile”.

260. Allo scopo di devolvere allo Stato i beni vacanti o derivanti
da eredita’ giacenti, il Ministro della giustizia, di concerto con il
Ministro dell’interno ed il Ministro dell’economia e delle finanze,
determina, con decreto da emanare entro sei mesi dalla data di
entrata in vigore della presente legge, i criteri per l’acquisizione
dei dati e delle informazioni rilevanti per individuare i beni
giacenti o vacanti nel territorio dello Stato. Al possesso esercitato
sugli immobili vacanti o derivanti da eredita’ giacenti si applica la
disposizione dell’articolo 1163 del codice civile sino a quando il
terzo esercente attivita’ corrispondente al diritto di proprieta’ o
ad altro diritto reale non notifichi all’Agenzia del demanio di
essere in possesso del bene vacante o derivante da eredita’ giacenti.
Nella comunicazione inoltrata all’Agenzia del demanio gli immobili
sui quali e’ esercitato il possesso corrispondente al diritto di
proprieta’ o ad altro diritto reale devono essere identificati
descrivendone la consistenza mediante la indicazione dei dati
catastali.

261. All’articolo 14 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 13 settembre 2005, n. 296, dopo il comma
2 e’ aggiunto il seguente:

“2-bis. Per i soggetti di cui alla lettera a) del comma 1 dell’
articolo 11, qualora ricorrano le condizioni di cui al comma 2,
secondo periodo, del presente articolo, la durata delle concessioni o
locazioni puo’ essere stabilita in anni cinquanta”.

262. All’articolo 3 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410,
e successive modificazioni, dopo il comma 15 sono inseriti i
seguenti:

“15-bis. Per la valorizzazione di cui al comma 15, l’Agenzia del
demanio puo’ individuare, d’intesa con gli enti territoriali
interessati, una pluralita’ di beni immobili pubblici per i quali e’
attivato un processo di valorizzazione unico, in coerenza con gli
indirizzi di sviluppo territoriale, che possa costituire, nell’ambito
del contesto economico e sociale di riferimento, elemento di stimolo
ed attrazione di interventi di sviluppo locale. Per il finanziamento
degli studi di fattibilita’ dei programmi facenti capo ai programmi
unitari di valorizzazione dei beni demaniali per la promozione e lo
sviluppo dei sistemi locali si provvede a valere sul capitolo
relativo alle somme da attribuire all’Agenzia del demanio per
l’acquisto dei beni immobili, per la manutenzione, la
ristrutturazione, il risanamento e la valorizzazione dei beni del
demanio e del patrimonio immobiliare statale, nonche’ per gli
interventi sugli immobili confiscati alla criminalita’ organizzata.
E’ elemento prioritario di individuazione, nell’ambito dei predetti
programmi unitari, la suscettivita’ di valorizzazione dei beni
immobili pubblici mediante concessione d’uso o locazione, nonche’
l’allocazione di funzioni di interesse sociale, culturale, sportivo,
ricreativo, per l’istruzione, la promozione delle attivita’ di
solidarieta’ e per il sostegno alle politiche per i giovani, nonche’
per le pari opportunita’.

15-ter. Nell’ambito dei processi di razionalizzazione dell’uso
degli immobili pubblici ed al fine di adeguare l’assetto
infrastrutturale delle Forze armate alle esigenze derivanti
dall’adozione dello strumento professionale, il Ministero della
difesa puo’ individuare beni immobili di proprieta’ dello Stato
mantenuti in uso al medesimo Dicastero per finalita’ istituzionali,
suscettibili di permuta con gli enti territoriali. Le attivita’ e le
procedure di permuta sono effettuate dall’Agenzia del demanio,
d’intesa con il Ministero della difesa, nel rispetto dei principi
generali dell’ ordinamento giuridico-contabile”.

263. All’articolo 27 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 13-bis, le parole: “L’Agenzia del demanio, di
concerto con la Direzione generale dei lavori e del demanio del
Ministero della difesa” sono sostituite dalle seguenti: “Il Ministero
della difesa, con decreti da adottare d’intesa con l’Agenzia del
demanio”; le parole: “da inserire in programmi di dismissione per le
finalita’ di cui all’articolo 3, comma 112, della legge 23 dicembre
1996, n. 662, e successive modificazioni” sono sostituite dalle
seguenti: “da consegnare all’Agenzia del demanio per essere inseriti
in programmi di dismissione e valorizzazione ai sensi delle norme
vigenti in materia”; e sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi:
“Relativamente a tali programmi che interessino Enti locali, si
procede mediante accordi di programma ai sensi e per gli effetti di
quanto disposto dall’articolo 34 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Nell’ambito degli accordi di
programma puo’ essere previsto il riconoscimento in favore degli Enti
locali di una quota del maggior valore degli immobili determinato per
effetto delle valorizzazioni assentite.”;
b) al comma 13-ter, le parole da: “il Ministero” fino alla fine
del comma sono sostituite dalle seguenti: “con decreti adottati ai
sensi del medesimo comma 13-bis sono individuati: a) entro il 28
febbraio 2007, beni immobili, per un valore complessivo pari a 1.000
milioni di euro, da consegnare all’Agenzia del demanio entro il 30
giugno 2007; b) entro il 31 luglio 2007, beni immobili, per un valore
complessivo pari a 1.000 milioni di euro, da consegnare all’Agenzia
del demanio entro il 31 dicembre 2007. Con le modalita’ indicate nel
primo periodo e per le medesime finalita’, nell’anno 2008 sono
individuati, entro il 28 febbraio ed entro il 31 luglio, beni
immobili per un valore pari a complessivi 2.000 milioni di euro”;
c) i commi 13-quinquies e 13-sexies sono abrogati.

264. Il comma 482 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, e’ abrogato.

265. All’articolo 1 del decreto-legge 25 settembre 2001, n. 351,
convertito, con modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001, n. 410,
dopo il comma 6-ter e’ inserito il seguente:

“6-quater. Sui beni immobili non piu’ strumentali alla gestione
caratteristica dell’impresa ferroviaria, di proprieta’ di Ferrovie
dello Stato spa o delle societa’ dalla stessa direttamente o
indirettamente controllate, che siano ubicati in aree naturali
protette e in territori sottoposti a vincolo paesaggistico, in caso
di alienazione degli stessi e’ riconosciuto il diritto di prelazione
degli enti locali e degli altri soggetti pubblici gestori delle aree
protette. I vincoli di destinazione urbanistica degli immobili e
quelli peculiari relativi alla loro finalita’ di utilita’ pubblica
sono parametri di valutazione per la stima del valore di vendita”.

266. All’ articolo 11 del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n. 446, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1, la lettera a) e’ sostituita’ dalla seguente:

“a) sono ammessi in deduzione:
1) i contributi per le assicurazioni obbligatorie contro gli
infortuni sul lavoro;
2) per i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a)
a e), esclusi le banche, gli altri enti finanziari, le imprese di
assicurazione e le imprese operanti in concessione e a tariffa nei
settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle
infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta
e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento
rifiuti, un importo pari a 5.000 euro, su base annua, per ogni
lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo di
imposta;
3) per i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a)
a e), esclusi le banche, gli altri enti finanziari, le imprese di
assicurazione e le imprese operanti in concessione e a tariffa nei
settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle
infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta
e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento
rifiuti, un importo fino a 10.000 euro, su base annua, per ogni
lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo
d’imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania,
Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia; tale deduzione e’ alternativa a
quella di cui al numero 2), e puo’ essere fruita nel rispetto dei
limiti derivanti dall’applicazione della regola de minimis di cui al
regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio 2001, e
successive modificazioni;
4) per i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a)
a e), esclusi le banche, gli altri enti finanziari, le imprese di
assicurazione e le imprese operanti in concessione e a tariffa nei
settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle
infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta
e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento
rifiuti, i contributi assistenziali e previdenziali relativi ai
lavoratori dipendenti a tempo indeterminato;
5) le spese relative agli apprendisti, ai disabili e le spese
per il personale assunto con contratti di formazione e lavoro,
nonche’, per i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettere da a)
a e), i costi sostenuti per il personale addetto alla ricerca e
sviluppo, ivi compresi quelli per il predetto personale sostenuti da
consorzi tra imprese costituiti per la realizzazione di programmi
comuni di ricerca e sviluppo, a condizione che l’attestazione di
effettivita’ degli stessi sia rilasciata dal presidente del collegio
sindacale ovvero, in mancanza, da un revisore dei conti o da un
professionista iscritto negli albi dei revisori dei conti, dei
dottori commercialisti, dei ragionieri e periti commerciali o dei
consulenti del lavoro, nelle forme previste dall’articolo 13, comma
2, del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e successive
modificazioni, ovvero dal responsabile del centro di assistenza
fiscale”;
b) al comma 4-bis.1, dopo le parole: “pari a euro 2.000” sono
inserite le seguenti: “, su base annua,” e le parole da: “; la
deduzione” fino a: “di cui all’articolo 10, comma 2” sono soppresse;
c) al comma 4-bis.2 e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo:
“Le deduzioni di cui ai commi 1, lettera a), numeri 2) e 3), e
4-bis.1 sono ragguagliate ai giorni di durata del rapporto di lavoro
nel corso del periodo d’imposta nel caso di contratti di lavoro a
tempo indeterminato e parziale, nei diversi tipi e modalita’ di cui
all’articolo 1 del decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 61, e
successive modificazioni, ivi compreso il lavoro a tempo parziale di
tipo verticale e di tipo misto, sono ridotte in misura proporzionale;
per i soggetti di cui all’articolo 3, comma 1, lettera e), le
medesime deduzioni spettano solo in relazione ai dipendenti impiegati
nell’esercizio di attivita’ commerciali e, in caso di dipendenti
impiegati anche nelle attivita’ istituzionali, l’importo e’ ridotto
in base al rapporto di cui all’articolo 10, comma 2”;
d) al comma 4-ter, le parole: “la deduzione di cui ai commi 4-bis
e 4-bis.1” sono sostituite dalle seguenti: “le deduzioni indicate nel
presente articolo”;
e) dopo il comma 4-quinquies sono aggiunti i seguenti:

“4-sexies. In caso di lavoratrici donne rientranti nella
definizione di lavoratore svantaggiato di cui al regolamento (CE)
n. 2204/2002 della Commissione, del 5 dicembre 2002, in materia di
aiuti di Stato a favore dell’ occupazione, in alternativa a quanto
previsto dal comma 4-quinquies, l’importo deducibile e’,
rispettivamente, moltiplicato per sette e per cinque nelle suddette
aree, ma in questo caso l’intera maggiorazione spetta nei limiti di
intensita’ nonche’ alle condizioni previsti dal predetto regolamento
sui regimi di aiuto a favore dell’assunzione di lavoratori
svantaggiati.

4-septies. Per ciascun dipendente l’importo delle deduzioni
ammesse dai precedenti commi 1, 4-bis.1 e 4-quater, non puo’ comunque
eccedere il limite massimo rappresentato dalla retribuzione e dagli
altri oneri e spese a carico del datore di lavoro e 1′ applicazione
delle disposizioni di cui al comma 1, lettera a), numeri 2), 3) e 4),
e’ alternativa alla fruizione delle disposizioni di cui ai commi 1,
lettera a), numero 5), 4-bis.1, 4-quater, 4-quinquies e 4-sexies”.

267. Le deduzioni di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a),
numeri 2) e 4), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
come da ultimo modificato dal comma 266, spettano, subordinatamente
all’ autorizzazione delle competenti autorita’ europee, a decorrere
dal mese di febbraio 2007 nella misura del 50 per cento e per il loro
intero ammontare a decorrere dal successivo mese di luglio, con
conseguente ragguaglio ad anno di quella prevista dal citato numero
2).

268. La deduzione di cui all’articolo 11, comma 1, lettera a),
numero 3), del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, come da
ultimo modificato dal comma 266, spetta in misura ridotta alla meta’
a decorrere dal mese di febbraio 2007 e per l’intero ammontare a
decorrere dal successivo mese di luglio, con conseguente ragguaglio
ad anno.

269. Nella determinazione dell’acconto dell’imposta regionale
sulle attivita’ produttive relativa al periodo d’imposta in corso al
1° febbraio 2007, puo’ assumersi, come imposta del periodo
precedente, la minore imposta che si sarebbe determinata applicando
in tale periodo le disposizioni dei commi 266, 267 e 268. Agli stessi
effetti, per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 1°
febbraio 2007, puo’ assumersi, come imposta del periodo precedente,
la minore imposta che si sarebbe determinata applicando le
disposizioni del comma 266 senza tenere conto delle limitazioni
previste dai commi 267 e 268.

270. Al fine di garantire alle regioni che sottoscrivono gli
accordi di cui al comma 796, lettera b), un ammontare di risorse
equivalente a quello che deriverebbe dall’incremento automatico
dell’aliquota dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
applicata alla base imponibile che si sarebbe determinata in assenza
delle disposizioni introdotte dai commi da 266 a 269, e’ ad esse
riconosciuto, con riferimento alle esigenze finanziarie degli
esercizi 2007, 2008 e 2009, un trasferimento pari a 89,81 milioni di
euro per l’anno 2007, a 179 milioni di euro per l’anno 2008 e a
191,94 milioni di euro per l’anno 2009. Con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, le somme di cui al periodo precedente
sono ripartite in proporzione al minor gettito dell’imposta regionale
sulle attivita’ produttive di ciascuna regione.

271. Alle imprese che effettuano l’acquisizione dei beni
strumentali nuovi indicati nel comma 273, destinati a strutture
produttive ubicate nelle aree delle regioni Calabria, Campania,
Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise ammissibili
alle deroghe previste dall’articolo 87, paragrafo 3, lettere a) e c),
del Trattato istitutivo della Comunita’ europea, a decorrere dal
periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2006 e
fino alla chiusura del periodo d’imposta in corso alla data del 31
dicembre 2013, e’ attribuito un credito d’imposta secondo le
modalita’ di cui ai commi da 272 a 279.

272. Il credito d’imposta e’ riconosciuto nella misura massima
consentita in applicazione delle intensita’ di aiuto previste dalla
Carta italiana degli aiuti a finalita’ regionale per il periodo
2007-2013 e non e’ cumulabile con il sostegno de minimis ne’ con
altri aiuti di Stato che abbiano ad oggetto i medesimi costi
ammissibili.

273. Ai fini del comma 271, si considerano agevolabili le
acquisizioni, anche mediante contratti di locazione finanziaria, di:
a) macchinari, impianti, diversi da quelli infissi al suolo, ed
attrezzature varie, classificabili nell’attivo dello stato
patrimoniale di cui al primo comma, voci B.II.2 e B.II.3,
dell’articolo 2424 del codice civile, destinati a strutture
produttive gia’ esistenti o che vengono impiantate nelle aree
territoriali di cui al comma 271;
b) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e
gestionali dell’impresa, limitatamente alle piccole e medie imprese;
c) brevetti concernenti nuove tecnologie di prodotti e processi
produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attivita’
svolta nell’unita’ produttiva; per le grandi imprese, come definite
ai sensi della normativa comunitaria, gli investimenti in tali beni
sono agevolabili nel limite del 50 per cento del complesso degli
investimenti agevolati per il medesimo periodo d’imposta.

274. Il credito d’imposta e’ commisurato alla quota del costo
complessivo dei beni indicati nel comma 273 eccedente gli
ammortamenti dedotti nel periodo d’imposta, relativi alle medesime
categorie dei beni d’investimento della stessa struttura produttiva,
ad esclusione degli ammortamenti dei beni che formano oggetto
dell’investimento agevolato effettuati nel periodo d’imposta della
loro entrata in funzione. Per gli investimenti effettuati mediante
contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal
locatore per l’acquisto dei beni; detto costo non comprende le spese
di manutenzione.

275. L’agevolazione di cui al comma 271 non si applica ai soggetti
che operano nei settori dell’industria siderurgica e delle fibre
sintetiche, come definiti rispettivamente agli allegati I e II agli
Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalita’ regionale
2007-2013, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea C
54 del 4 marzo 2006, nonche’ ai settori della pesca, dell’industria
carbonifera, creditizio, finanziario e assicurativo. Il credito
d’imposta a favore di imprese o attivita’ che riguardano prodotti o
appartengono ai settori soggetti a discipline comunitarie specifiche,
ivi inclusa la disciplina multisettoriale dei grandi progetti, e’
riconosciuto nel rispetto delle condizioni sostanziali e procedurali
definite dalle predette discipline dell’Unione europea e previa
autorizzazione, ove prescritta, della Commissione europea.

276. Il credito d’imposta e’ determinato con riguardo ai nuovi
investimenti eseguiti in ciascun periodo d’imposta e deve essere
indicato nella relativa dichiarazione dei redditi. Esso non concorre
alla formazione del reddito ne’ della base imponibile dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive, non rileva ai fini del rapporto
di cui agli articoli 96 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ed e’ utilizzabile
ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi; l’eventuale
eccedenza e’ utilizzabile in compensazione ai sensi dell’articolo 17
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni, a decorrere dal sesto mese successivo al termine per
la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo
d’imposta con riferimento al quale il credito e’ concesso.

277. Se i beni oggetto dell’agevolazione non entrano in funzione
entro il secondo periodo d’imposta successivo a quello della loro
acquisizione o ultimazione, il credito d’imposta e’ rideterminato
escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni non entrati
in funzione. Se entro il quinto periodo d’imposta successivo a quello
nel quale sono entrati in funzione i beni sono dismessi, ceduti a
terzi, destinati a finalita’ estranee all’esercizio dell’impresa
ovvero destinati a strutture produttive diverse da quelle che hanno
dato diritto all’agevolazione, il credito d’imposta e’ rideterminato
escludendo dagli investimenti agevolati il costo dei beni anzidetti;
se nel periodo d’imposta in cui si verifica una delle predette
ipotesi vengono acquisiti beni della stessa categoria di quelli
agevolati, il credito d’imposta e’ rideterminato escludendo il costo
non ammortizzato degli investimenti agevolati per la parte che eccede
i costi delle nuove acquisizioni. Per i beni acquisiti in locazione
finanziaria le disposizioni di cui al presente comma si applicano
anche se non viene esercitato il riscatto. Il credito d’imposta
indebitamente utilizzato che deriva dall’applicazione del presente
comma e’ versato entro il termine per il versamento a saldo
dell’imposta sui redditi dovuta per il periodo d’imposta in cui si
verificano le ipotesi ivi indicate.

278. Con uno o piu’ decreti del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono
adottate le disposizioni per l’effettuazione delle verifiche
necessarie a garantire la corretta applicazione dei commi da 271 a
277. Tali verifiche, da effettuare dopo almeno dodici mesi
dall’attribuzione del credito d’imposta, sono, altresi’, finalizzate
alla valutazione della qualita’ degli investimenti effettuati, anche
al fine di valutare l’opportunita’ di effettuare un riequilibrio con
altri strumenti aventi analoga finalita’.

279. L’efficacia dei commi da 271 a 278 e’ subordinata, ai sensi
dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della
Comunita’ europea, all’autorizzazione della Commissione europea.

280. A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in
corso al 31 dicembre 2006 e fino alla chiusura del periodo d’imposta
in corso alla data del 31 dicembre 2009, alle imprese e’ attribuito
un credito d’imposta nella misura del 10 per cento dei costi
sostenuti per attivita’ di ricerca industriale e di sviluppo
precompetitivo, in conformita’ alla vigente disciplina comunitaria
degli aiuti di Stato in materia, secondo le modalita’ dei commi da
281 a 285. La misura del 10 per cento e’ elevata al 15 per cento
qualora i costi di ricerca e sviluppo siano riferiti a contratti
stipulati con universita’ ed enti pubblici di ricerca.

281. Ai fini della determinazione del credito d’imposta i costi
non possono, in ogni caso, superare l’importo di 15 milioni di euro
per ciascun periodo d’imposta.

282. Il credito d’imposta deve essere indicato nella relativa
dichiarazione dei redditi. Esso non concorre alla formazione del
reddito ne’ della base imponibile dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, non rileva ai fini del rapporto di cui agli
articoli 96 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ed e’ utilizzabile
ai fini dei versamenti delle imposte sui redditi e dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive dovute per il periodo d’imposta
in cui le spese di cui al comma 280 sono state sostenute; l’eventuale
eccedenza e’ utilizzabile in compensazione ai sensi dell’articolo 17
del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, e successive
modificazioni, a decorrere dal mese successivo al termine per la
presentazione della dichiarazione dei redditi relativa al periodo
d’imposta con riferimento al quale il credito e’ concesso.

283. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono
individuati gli obblighi di comunicazione a carico delle imprese per
quanto attiene alla definizione delle attivita’ di ricerca e sviluppo
agevolabili e le modalita’ di verifica ed accertamento della
effettivita’ delle spese sostenute e coerenza delle stesse con la
disciplina comunitaria di cui al comma 280.

284. L’efficacia dei commi da 280 a 283 e’ subordinata,’ ai sensi
dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della
Comunita’ europea, all’autorizzazione della Commissione europea.

285. Entro il 31 dicembre 2007 il Ministero dell’economia e delle
finanze – Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato ha facolta’
di bandire, nei limiti di una corretta ed equilibrata distribuzione
territoriale, una o piu’ nuove gare, per un massimo di ulteriori
1.000 agenzie, alle medesime condizioni previste dai bandi di gara
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale, parte II, n. 199 del 28 agosto
2006.

286. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze il 20
per cento delle maggiori entrate derivanti dalla disposizione di cui
al comma precedente e’ destinato ad un Fondo finalizzato ad
interventi a favore del personale dell’amministrazione finanziaria
impegnato nel contrasto dell’evasione fiscale. Con lo stesso decreto
il medesimo Fondo e’ ripartito tra le competenti unita’ previsionali
di base dello stato di previsione del predetto Ministero.

287. Le piccole e medie imprese di produzioni musicali possono
beneficiare di un credito d’imposta a titolo di spesa di produzione,
di sviluppo, di digitalizzazione e di promozione di registrazioni
fonografiche o videografiche musicali per opere prime o seconde di
artisti emergenti.

288. Possono accedere al credito d’imposta di cui al comma 287
fermo restando il rispetto dei limiti della regola de minimis di cui
al regolamento (CE) n. 69/2001 della Commissione, del 12 gennaio
2001, solo le imprese che abbiano un fatturato annuo o un totale di
bilancio annuo non superiore a 15 milioni di euro e che non siano
possedute, direttamente o indirettamente, da un editore di servizi
radiotelevisivi.

289. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 alle imprese agricole e
agroalimentari soggette al regime obbligatorio di certificazione e
controllo della qualita’ ai sensi del regolamento (CEE) n. 2092/1991,
del Consiglio, del 24 giugno 1991, e del regolamento (CE) n. 510/2006
del Consiglio, del 20 marzo 2006, anche se riunite in consorzi o
costituite in forma cooperativa, e’ concesso un credito d’imposta
pari al 50 per cento del totale delle spese sostenute ai fini
dell’ottenimento dei previsti certificati e delle relative
attestazioni di conformita’. Con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge, di concerto con il Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali, sono stabilite, nel
rispetto delle disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato,
le modalita’ per l’accesso all’agevolazione di cui al presente comma,
entro un limite di spesa pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli
anni 2007, 2008 e 2009.

290. Nelle more degli accordi internazionali in sede di
Organizzazione mondiale del commercio, sono ammessi al credito di
imposta di cui al comma precedente gli oneri sostenuti dalle imprese
agricole ed agroalimentari, anche se riunite in consorzi o costituite
in forma cooperativa, per la registrazione nei Paesi extracomunitari
delle denominazioni protette ai sensi del regolamento (CE)
n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006.

291. Nell’articolo 32-bis, comma 8, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni,
le parole: “La prima rata e’ versata entro il 27 dicembre 2006.” sono
soppresse.

292. Sono fatti salvi gli effetti prodotti dall’applicazione delle
norme, oggetto di mancata conversione, di cui all’articolo 35, commi
8, lettera a), e 10, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
concernenti l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto e
dell’imposta di registro alle cessioni e alle locazioni, anche
finanziarie, di immobili. Tuttavia, il cedente o locatore puo’ optare
per l’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto, ai sensi
dell’articolo 10, numeri 8) ed 8-ter), del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, in presenza dei presupposti
ivi previsti. In caso di opzione l’imposta di registro e le imposte
ipotecarie e catastali sono dovute sulla base delle regole di cui
all’articolo 35, commi 10 e 10-bis, del decreto-legge 4 luglio 2006
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248. Il cedente o locatore che intende esercitare l’opzione per
ipotesi diverse da quelle disciplinate dall’articolo 35, comma
10-quinquies, del citato decreto-legge, ne da’ comunicazione nella
dichiarazione annuale relativa all’imposta sul valore aggiunto dovuta
per l’anno 2006. Per le cessioni l’eventuale eccedenza dell’imposta
di registro conseguente all’effettuazione dell’opzione e’ compensata
con i maggiori importi dovuti ai fini delle imposte ipotecarie e
catastali, fermo restando la possibilita’ di chiedere il rimborso per
gli importi che non trovano capienza in tale compensazione.

293. All’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
dopo il comma 14 e’ inserito il seguente:

“14-bis. Resta ferma la disposizione di cui all’articolo 40 del
decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, concernente la adozione di
regolamenti ministeriali nella materia ivi indicata. I regolamenti
previsti dal citato articolo 40 del decreto legislativo n. 241 del
1997 possono comunque essere adottati qualora disposizioni
legislative successive a quelle contenute dal presente decreto
regolino la materia, a meno che la legge successiva non lo escluda
espressamente”.

294. All’articolo 3 del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248,
dopo il comma 23, e’ inserito il seguente:

“23-bis. Agli agenti della riscossione non si applicano
l’articolo 2, comma 4, del regolamento approvato con decreto del
Ministro delle fmanze 11 settembre 2000, n. 289, e le disposizioni di
tale regolamento relative all’esercizio di influenza dominante su
altri agenti della riscossione, nonche’ al divieto, per i legali
rappresentanti, gli amministratori e i sindaci, di essere pubblici
dipendenti ovvero coniugi, parenti ed affini entro il secondo grado
di pubblici dipendenti”.

295. Alle Agenzie fiscali continuano ad applicarsi le disposizioni
riguardanti le amministrazioni dello Stato di cui ai decreti del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, 26 ottobre 1972,
n. 642 e 26 aprile 1986, n. 131.

296. Per l’anno 2007, ai docenti delle scuole pubbliche di ogni
ordine e grado, anche non di ruolo con incarico annuale, nonche’ al
personale docente presso le universita’ statali ai fini dell’imposta
sul reddito delle persone fisiche, spetta una detrazione dall’imposta
lorda e fino a capienza della stessa nella misura del 19 per cento
delle spese documentate sostenute ed effettivamente rimaste a carico,
fino ad un importo massimo delle stesse di 1.000 euro, per l’acquisto
di un solo personal computer nuovo di fabbrica.

297. Con decreto di natura non regolamentare, adottato dal
Ministro della pubblica istruzione, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze e con il Ministro dell’universita’ e
della ricerca, sono stabilite le modalita’ di attuazione delle
disposizioni di cui al comma 296.

298. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ istituito un Fondo con dotazione di 10 milioni di euro,
per l’anno 2007, destinato all’erogazione di contributi ai
collaboratori coordinati e continuativi, compresi i collaboratori a
progetto, per le spese documentate sostenute entro il 31 dicembre
2007 per l’acquisto di un personal computer nuovo di fabbrica. Entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge
il Ministro dell’economia e delle finanze, con proprio decreto,
definisce modalita’, limiti e criteri per l’attribuzione dei
contributi di cui al presente comma, ivi comprese le procedure per
assicurare il rispetto dei limiti di stanziamento di cui al periodo
precedente.

299. All’articolo 67 del testo’ unico di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, al comma 1,
lettera m), sono apportate le seguenti modifiche:
a) al primo periodo, dopo le parole: “compensi erogati” sono
inserite le seguenti: “ai direttori artistici ed ai collaboratori
tecnici per prestazioni di natura non professionale da parte di cori,
bande musicali e filo-drammatiche che perseguono finalita’
dilettantistiche, e quelli erogati”;
b) al secondo periodo sono soppresse le seguenti parole: “e di
cori, bande e filodrammatiche da parte del direttore e dei
collaboratori tecnici”.

300. Per contratti di scrittura connessi con gli spettacoli
teatrali di cui al n. 119) della Tabella A, parte III, allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633,
devono intendersi i contratti di scrittura connessi con gli
spettacoli individuati al n. 123) della stessa Tabella A, parte III,
allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972.

301. All’articolo 110, comma 11, del testo unico delle imposte sui
redditi, ‘di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: “Le spese e gli
altri componenti negativi deducibili ai sensi del primo periodo sono
separatamente indicati nella dichiarazione dei redditi.”;
b) l’ultimo periodo e’ soppresso.

302. All’articolo 8 del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 471, dopo il comma 3 e’ aggiunto il seguente:

“3-bis. Quando l’omissione o incompletezza riguarda l’indicazione
delle spese e degli altri componenti negativi di cui all’articolo
110, comma 11, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, si
applica una sanzione amministrativa pari al 10 per cento dell’importo
complessivo delle spese e dei componenti negativi non indicati nella
dichiarazione dei redditi, con un minimo di euro 500 ed un massimo di
euro 50.000”.

303. La disposizione del comma 302 si applica anche per le
violazioni commesse prima della data di entrata in vigore della
presente legge, sempre che il contribuente fornisca la prova di cui
all’articolo 110, comma 11, primo periodo, del citato testo unico
delle imposte sui redditi. Resta ferma in tal caso l’applicazione
della sanzione di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto
legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

304. All’articolo 19-bis1, comma 1, lettera e), del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, le parole: “, a
somministrazioni di alimenti e bevande, con esclusione” sono
sostituite dalle seguenti: “e a somministrazioni di alimenti e
bevande, con esclusione di quelle inerenti alla partecipazione a
convegni, congressi e simili, erogate nei giorni di svolgimento degli
stessi,”.

305. Per l’anno 2007 le detrazioni di cui al comma 304 spettano
nella misura del 50 per cento.

306. Nell’articolo 36, comma 15, del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, le parole: “edilizia residenziale convenzionata pubblica”
sono sostituite dalle seguenti: “edilizia residenziale
convenzionata”. La disposizione recata dal periodo precedente ha
effetto per gli atti pubblici formati e le scritture private
autenticate a decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge.

307. Per la uniforme e corretta applicazione delle norme di cui
all’articolo 54, terzo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, all’articolo 39, primo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e
all’articolo 52 del testo unico delle disposizioni concernenti
l’imposta di registro, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26 aprile 1986, n. 131, con provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate sono individuati periodicamente i criteri
utili per la determinazione del valore normale dei fabbricati ai
sensi dell’articolo 14 del citato decreto n. 633 del 1972,
dell’articolo 9, comma 3, del testo unico delle imposte sui redditi
di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e dell’articolo 51, comma 3, del citato decreto n. 131 del
1986.

308. Nell’articolo 38-bis del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al secondo comma, le parole: “di cui alle lettere a) e b)”
sono sostituite dalle seguenti: “di cui alle lettere a), b) ed e)”;
b) dopo l’ultimo comma, e’ aggiunto il seguente:

“Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze sono
individuate, anche progressivamente, in relazione all’attivita’
esercitata ed alle tipologie di operazioni effettuate, le categorie
di contribuenti per i quali i rimborsi di cui al primo e al secondo
comma sono eseguiti in via prioritaria entro tre mesi dalla
richiesta”.

309. All’articolo 1, comma 497, primo periodo, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, le parole: “per le
sole cessioni fra persone fisiche” sono sostituite dalle seguenti: “e
fatta salva l’applicazione dell’articolo 39, primo comma, lettera d),
ultimo periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600, per le sole cessioni nei confronti di persone
fisiche”.

310. Nell’articolo 1, comma 496, primo periodo, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, le parole: “e di
terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli
strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione,” sono
soppresse.

311. Al comma 1-bis dell’articolo 17 del decreto legislativo 15
novembre 1993, n. 507, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) dopo il primo periodo e’ inserito il seguente: “Con
regolamento del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto
con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare, d’intesa con la
Conferenza Stato-citta’ e autonomie locali, entro il 31 marzo 2007,
possono essere individuate le attivita’ per le quali l’imposta e’
dovuta per la sola superficie eccedente i 5 metri quadrati.”;
b) nel secondo periodo, le parole: “di cui al periodo
precedente”, sono sostituite dalle seguenti: “di cui al primo periodo
del presente comma”.

312. All’articolo 10, primo comma, numero 27-ter), del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive
modificazioni, dopo la parola: “devianza,” sono inserite le seguenti:
“di persone migranti, senza fissa dimora, richiedenti asilo, di
persone detenute, di donne vittime di tratta a scopo sessuale e
lavorativo,”.

313. Nell’articolo 10, comma 1, lettera e-bis), primo periodo, del
testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, dopo le parole: “previste dal decreto legislativo 21
aprile 1993, n. 124” sono aggiunte le seguenti: “, nonche’ quelli
versati alle forme pensionistiche complementari istituite negli Stati
membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo
spazio economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al
decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, e successive
modificazioni, emanato in attuazione dell’articolo 11, comma 4,
lettera c), del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239”.

314. Il comma 2 dell’articolo 21 del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252, e’ sostituito dal seguente:

“2. La lettera e-bis) del comma 1 dell’articolo 10 del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e’ sostituita dalla
seguente:
“e-bis) i contributi versati alle forme pensionistiche
complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252,
alle condizioni e nei limiti previsti dall’articolo 8 del medesimo
decreto. Alle medesime condizioni ed entro gli stessi limiti sono
deducibili i contributi versati alle forme pensionistiche
complementari istituite negli Stati membri dell’Unione europea e
negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che
sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze
4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19
settembre 1996, e successive modificazioni, emanato in attuazione
dell’articolo 11, comma 4, lettera c), del decreto legislativo 1°
aprile 1996, n. 239″”.

315. All’articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n. 77,
sull’istituzione e disciplina dei fondi comuni d’investimento
mobiliare, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) nel primo periodo del comma 1, le parole: “situati negli Stati
membri dell’Unione europea, conformi alle direttive comunitarie e le
cui quote sono collocate nel territorio dello Stato ai sensi
dell’articolo 10-bis,” sono sostituite dalle seguenti: “conformi alle
direttive comunitarie situati negli Stati membri dell’Unione europea
e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che
sono inclusi nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze
4 settembre 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19
settembre 1996, e successive modificazioni, emanato in attuazione
dell’articolo 11, comma 4, lettera c), del decreto legislativo 1°
aprile 1996, n. 239, e le cui quote sono collocate nel territorio
dello Stato ai sensi dell’articolo 42 del testo unico delle
disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di cui al
decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58,”;
b) al comma 9, le parole: “situati negli Stati membri della
Comunita’ economica europea e conformi alle direttive comunitarie”
sono sostituite dalle seguenti: “conformi alle direttive comunitarie
situati negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti
all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella
lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, e
successive modificazioni, emanato in attuazione dell’articolo 11,
comma 4, lettera c), del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239”.

316. Il terzo periodo del comma 1 dell’articolo 26 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e’ sostituito
dal seguente: “Tuttavia, se i titoli indicati nel precedente periodo
sono emessi da societa’ o enti, diversi dalle banche, il cui capitale
e’ rappresentato da azioni non negoziate in mercati regolamentati
degli Stati membri dell’Unione europea e degli Stati aderenti
all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi nella
lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre 1996, e
successive modificazioni, emanato in attuazione dell’ articolo 11,
comma 4, lettera c), del decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239,
ovvero da quote, l’aliquota del 12,50 per cento si applica a
condizione che, al momento di emissione, il tasso di rendimento
effettivo non sia superiore: a) al doppio del tasso ufficiale di
riferimento, per le obbligazioni ed i titoli similari negoziati in
mercati regolamentati degli Stati membri dell’Unione europea e degli
Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono
inclusi nella lista di cui al citato decreto del Ministro delle
finanze 4 settembre 1996, e successive modificazioni, o collegati
mediante offerta al pubblico ai sensi della disciplina vigente al
momento di emissione; b) al tasso ufficiale di riferimento aumentato
di due terzi, per le obbligazioni e titoli similari diversi dai
precedenti”.

317. All’articolo 1, comma 1, del decreto legislativo 1° aprile
1996, n. 239, e successive modificazioni, le parole: “in mercati
regolamentati italiani” sono sostituite dalle seguenti: “in mercati
regolamentati degli Stati membri dell’Unione europea e degli Stati
aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che sono inclusi
nella lista di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre
1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 220 del 19 settembre
1996, e successive modificazioni”.

318. All’articolo 54, comma 8, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, dopo le parole:
“ridotto del 25 per cento a titolo di deduzione forfettaria delle
spese” sono inserite le seguenti: “, ovvero del 40 per cento se i
relativi compensi sono percepiti da soggetti di eta’ inferiore a 35
anni”.

319. All’articolo 15 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, dopo la lettera i-quater) sono aggiunte le
seguenti:

“i-quinquies) le spese, per un importo non superiore a 210 euro,
sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di
eta’ compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre,
piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla
pratica sportiva dilettantistica rispondenti alle caratteristiche
individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o
Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, e le attivita’ sportive;
i-sexies) i canoni di locazione derivanti dai contratti di
locazione stipulati o rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998,
n. 431, e successive modificazioni, dagli studenti iscritti ad un
corso di laurea presso una universita’ ubicata in un comune diverso
da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100
chilometri e comunque in una provincia diversa, per unita’
immobiliari situate nello stesso comune in cui ha sede 1′ universita’
o in comuni limitrofi, per un importo non superiore a 2.633 euro;
i-septies) le spese, per un importo non superiore a 2.100 euro,
sostenute per gli addetti all’assistenza personale nei casi di non
autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, se
il reddito complessivo non supera 40.000 euro”;
b) al comma 2, primo periodo, le parole: “e) e f)” sono
sostituite dalle seguenti: “e), f), i-quinquies) e i-sexies)”; nel
secondo periodo del medesimo comma le parole: “dal comma 3” sono
sostituite dalle seguenti: “dal comma 2” ed e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: “Per le spese di cui alla lettera i-septies) del
citato comma 1, la detrazione spetta, alle condizioni ivi stabilite,
anche se sono state sostenute per le persone indicate nell’articolo
12 ancorche’ non si trovino nelle condizioni previste dal comma 2 del
medesimo articolo”.

320. All’articolo 1-bis, comma 1, della legge 29 ottobre 1961,
n. 1216, il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: “Tale misura
si applica anche alle assicurazioni di altri rischi inerenti al
veicolo o al natante o ai danni causati dalla loro circolazione”.

321. A decorrere dai pagamenti successivi al 1° gennaio 2007, la
tabella di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto del Ministro
delle finanze 27 dicembre 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 303 del 31 dicembre 1997, e’ sostituita dalla Tabella 2 annessa
alla presente legge. Gli incrementi percentuali approvati dalle
regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano prima della
data di entrata in vigore della presente legge vengono ricalcolati
sugli importi della citata Tabella 2. I trasferimenti erariali in
favore delle regioni o delle province autonome di cui al periodo
precedente sono ridotti in misura pari al maggior gettito derivante
ad esse dal presente comma.

322. Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, da
adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, sono effettuate le regolazioni finanziarie delle maggiori
entrate nette derivanti dall’attuazione delle norme del comma 321 e
sono definiti i criteri e le modalita’ per la corrispondente
riduzione dei trasferimenti dello Stato alle regioni e alle province
autonome di Trento e di Bolzano.

323. Le disposizioni dell’articolo 2 del decreto-legge 8 luglio
2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
2002, n. 178, nonche’ quelle dell’articolo 1 del decreto-legge 13
gennaio 2003, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
marzo 2003, n. 39, si interpretano nel senso che le esenzioni ivi
previste si applicano esclusivamente agli atti di acquisto di
autoveicoli le cui richieste di iscrizione al pubblico registro
automobilistico siano state presentate entro i sessanta giorni
successivi alla data di acquisto, ai sensi degli articoli 93 e 94 del
decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285.

324. Al comma 72 dell’articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006,
n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,
n. 286, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il primo periodo e’ sostituito dai seguenti: “Le disposizioni
della lettera a) del comma 71 hanno effetto a partire dal periodo
di imposta successivo a quello di entrata in vigore del presente
decreto. Le altre disposizioni del medesimo comma 71, in deroga
all’articolo 3 della legge 27 luglio 2000, n. 212, recante
disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente,
hanno effetto a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di
entrata in vigore del presente decreto.”;
b) nel terzo periodo, dopo le parole: “legge 23 agosto 1988,
n. 400,”, sono inserite le seguenti: “sentite le Commissioni
parlamentari competenti”;
c) nel quarto periodo, dopo le parole: “La modifica e’
effettuata,” sono inserite le seguenti: “prioritariamente con
riferimento alle disposizioni in materia di reddito di lavoro
dipendente di cui alla lettera a) del comma 71,”.

325. All’articolo 7, comma 4, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, dopo la lettera f-quater) e’
aggiunta la seguente:

“f-quinquies) le prestazioni di intermediazione, relative ad
operazioni diverse da quelle di cui alla lettera d) del presente
comma e da quelle di cui all’articolo 40, commi 5 e 6, del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni,
dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, si considerano effettuate nel
territorio dello Stato quando le operazioni oggetto
dell’intermediazione si considerano ivi effettuate, a meno che non
siano commesse da soggetto passivo in un altro Stato membro
dell’Unione europea; le suddette prestazioni si considerano in ogni
caso effettuate nel territorio dello Stato se il committente delle
stesse e’ ivi soggetto passivo d’imposta”.

326. All’articolo 30, comma 1, della legge 23 dicembre 1994,
n. 724, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Le percentuali di
cui alle lettere a) e c) sono ridotte rispettivamente all’1 per cento
e al 10 per cento per i beni situati in comuni con popolazione
inferiore ai 1.000 abitanti”.

327. Il comma 37 dell’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, e’ sostituito dal seguente:

“37. L’efficacia delle disposizioni di cui ai commi 33, 34 e 35
decorre dalla data progressivamente individuata, per singole
categorie di contribuenti, con provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle entrate da adottare entro il 1° giugno 2008”.

328. All’articolo 37 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
dopo il comma 37 sono inseriti i seguenti:

“37-bis. Gli apparecchi misuratori di cui all’articolo 1 della
legge 26 gennaio 1983, n. 18, immessi sul mercato a decorrere dal 1°
gennaio 2008 devono essere idonei alla trasmissione telematica
prevista dai commi 33 e seguenti. Per detti apparecchi e’ consentita
la deduzione integrale delle spese di acquisizione nell’esercizio in
cui sono state sostenute, anche in deroga a quanto stabilito
dall’articolo 102, comma 5, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni. Gli apparecchi
misuratori di cui al presente comma non sono soggetti alla
verificazione periodica di cui al provvedimento del Direttore
dell’Agenzia delle entrate del 28 luglio 2003, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2003. I soggetti che
effettuano la trasmissione telematica emettono scontrino non avente
valenza fiscale, secondo le modalita’ stabilite con il regolamento di
cui al comma 37-ter.

37-ter. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro centottanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente disposizione sono emanate
disposizioni atte a disciplinare le modalita’ di rilascio delle
certificazioni dei corrispettivi, non aventi valore fiscale, in
correlazione alla trasmissione, in via telematica, dei corrispettivi
medesimi”.

329. L’aliquota di accisa sul metano usato per autotrazione di cui
all’allegato I del testo unico delle disposizioni legislative
concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative
sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26
ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, e’ ridotta a euro
0,00291 per metro cubo di prodotto.

330. All’articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica
26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) al numero 8) dopo le parole: “escluse le locazioni di” sono
inserite le seguenti: “fabbricati abitativi effettuate in attuazione
di piani di edilizia abitativa convenzionata dalle imprese che li
hanno costruiti o che hanno realizzato sugli stessi interventi di cui
all’articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge 5
agosto 1978, n. 457, entro quattro anni dalla data di ultimazione
della costruzione o dell’intervento e a condizione che il contratto
abbia durata non inferiore a quattro anni, e le locazioni di”;
b) al numero 8-bis), le parole da: “, entro quattro anni” fino
alla fine del numero sono sostituite dalle seguenti: “dalle imprese
costruttrici degli stessi o dalle imprese che vi hanno eseguito,
anche tramite imprese appaltatrici, gli interventi di cui
all’articolo 31, primo comma, lettere c), d) ed e), della legge 5
agosto 1978, n. 457, entro quattro anni dalla data di ultimazione
della costruzione o dell’intervento o anche successivamente nel caso
in cui entro tale termine i fabbricati siano stati locati per un
periodo non inferiore a quattro anni in attuazione di programmi di
edilizia residenziale convenzionata”.

331. Il numero 41-bis) della tabella A, parte II, allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e
successive modificazioni, si interpreta nel senso che sono ricomprese
anche le prestazioni di cui ai numeri 18), 19), 20), 21) e 27-ter)
dell’articolo 10 del predetto decreto rese in favore dei soggetti
indicati nel medesimo numero 41-bis) da cooperative e loro consorzi
sia direttamente sia in esecuzione di contratti di appalto e di
convenzioni in genere. Resta salva la facolta’ per le cooperative
sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381, di optare per la
previsione di cui all’articolo 10, comma 8, del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460. Nella tabella A, parte III, allegata al citato
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e
successive modificazioni, e’ aggiunto, in fine, il seguente numero:

“127-duodevicies) locazioni di immobili di civile abitazione
effettuate in esecuzione di programmi di edilizia abitativa
convenzionata dalle imprese che li hanno costruiti o che hanno
realizzato sugli stessi interventi di cui all’articolo 31, primo
comma, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457”.

332. All’articolo 6, comma 3, della legge 13 maggio 1999, n. 133,
dopo la lettera c) e’ aggiunta la seguente:

“c-bis) a societa’ che svolgono operazioni relative alla
riscossione dei tributi da altra societa’ controllata, controllante o
controllata dalla stessa controllante, ai sensi dell’articolo 2359,
commi primo e secondo, del codice civile”.

333. All’articolo 38, comma 1, del decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241, dopo le parole: “ai centri” sono inserite le seguenti:
“e, a decorrere dall’anno 2006, agli iscritti nell’Albo dei dottori
commercialisti e degli esperti contabili di cui all’articolo 1, comma
4, e all’articolo 78 del decreto legislativo 28 giugno 2005, n. 139,
e nell’albo dei consulenti del lavoro di cui alla legge 11 gennaio
1979, n. 12,”

334. All’articolo 54 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) al comma 1-bis, alinea, le parole: “e le minusvalenze” e “gli
immobili e” sono soppresse e, dopo le parole: “o da collezione”, sono
inserite le seguenti: “di cui al comma 5”;
b) dopo il comma 1-bis e’ inserito il seguente:

“1-bis.l. Le minusvalenze dei beni strumentali di cui al comma
1-bis sono deduci-bili se sono realizzate ai sensi delle lettere a) e
b) del medesimo comma 1-bis”;
c) il comma 2 e’ sostituito dal seguente:

“2. Per i beni strumentali per l’esercizio dell’arte o della
professione, esclusi gli oggetti d’arte, di antiquariato o da
collezione di cui al comma 5, sono ammesse in deduzione quote annuali
di ammortamento non superiori a quelle risultanti dall’applicazione
al costo dei beni dei coefficienti stabiliti, per categorie di beni
omogenei, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze. E
tuttavia consentita la deduzione integrale, nel periodo d’imposta in
cui sono state sostenute, delle spese di acquisizione di beni
strumentali il cui costo unitario non sia superiore a curo 516,4. La
deduzione dei canoni di locazione finanziaria di beni strumentali e’
ammessa a condizione che la durata del contratto non sia inferiore
alla meta’ del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente
stabilito nel predetto decreto e comunque con un minimo di otto anni
e un massimo di quindici se lo stesso ha per oggetto beni immobili.
Ai fini del calcolo delle quote di ammortamento deducibili dei beni
immobili strumentali, si applica l’articolo 36, commi 7 e 7-bis, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. Per i beni di cui all’articolo
164, comma 1, lettera b), la deducibilita’ dei canoni di locazione
finanziaria e’ ammessa a condizione che la durata del contratto non
sia inferiore al periodo di ammortamento corrispondente al
coefficiente stabilito a norma del primo periodo. I canoni di
locazione finanziaria dei beni strumentali sono deducibili nel
periodo d’imposta in cui maturano. Le spese relative
all’ammodernamento, alla ristrutturazione e alla manutenzione di
immobili utilizzati nell’esercizio di arti e professioni, che per le
loro caratteristiche non sono imputabili ad incremento del costo dei
beni ai quali si riferiscono, sono deducibili, nel periodo d’imposta
di sostenimento, nel limite del 5 per cento del costo complessivo di
tutti i beni materiali ammortizzabili, quale risulta all’inizio del
periodo d’imposta dal registro di cui all’articolo 19 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e successive
modificazioni; l’eccedenza e’ deducibile in quote costanti nei cinque
periodi d’imposta successivi”;
d) al comma 3, i periodi secondo e terzo sono sostituiti dai
seguenti: “Per gli immobili utilizzati promiscuamente, a condizione
che il contribuente non disponga nel medesimo comune di altro
immobile adibito esclusivamente all’esercizio dell’ arte o
professione, e’ deducibile una somma pari al 50 per cento della
rendita ovvero, in caso di immobili acquisiti mediante locazione,
anche finanziaria, un importo pari al 50 per cento del relativo
canone. Nella stessa misura sono deducibili le spese per i servizi
relativi a tali immobili nonche’ quelle relative all’ammodernamento,
ristrutturazione e manutenzione degli immobili utilizzati, che per le
loro caratteristiche non sono imputabili ad incremento del costo dei
beni ai quali si riferiscono”.

335. Le disposizioni introdotte dal comma 334 in materia di
deduzione dell’ ammortamento o dei canoni di locazione finanziaria
degli immobili strumentali per l’esercizio dell’arte o della
professione si applicano agli immobili acquistati nel periodo dal 1°
gennaio 2007 al 31 dicembre 2009 e ai contratti di locazione
finanziaria stipulati nel medesimo periodo; tuttavia, per i periodi
d’imposta 2007, 2008 e 2009, gli importi deducibili sono ridotti a un
terzo.

336. All’articolo 3, comma 3, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, dopo la lettera
d-bis) e’ aggiunta la seguente:

“d-ter) le somme corrisposte a titolo di borsa di studio dal
Governo italiano a cittadini stranieri in forza di accordi e intese
internazionali”.

337. Fino al 31 dicembre 2006 le comunicazioni previste dall’
articolo 8, comma 4-bis, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, come modificato
dall’articolo 37, comma 8, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, si
considerano validamente effettuate anche se il contribuente, invece
di indicare il codice fiscale dei soggetti titolari di partita IVA da
cui sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini
dell’applicazione dell’IVA, abbia indicato il numero di partita IVA
dei predetti soggetti.

338. All’articolo 4, comma 4, del decreto legislativo 4 maggio
2001, n. 207, e successive modificazioni, le parole: “31 dicembre
2006” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2007”.

339. All’articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 34 e’ sostituito dal seguente:

“34. In sede di prima applicazione del comma 33, l’aggiornamento
della banca dati catastale avviene sulla base dei dati contenuti
nelle dichiarazioni di cui al comma 33, presentate dai soggetti
interessati nell’anno 2006 e messe a disposizione della Agenzia del
territorio dall’AGEA. L’Agenzia del territorio provvede ad inserire
in atti i nuovi redditi relativi agli immobili oggetto delle
variazioni colturali, anche sulla scorta delle informazioni contenute
nelle suddette dichiarazioni. In deroga alle vigenti disposizioni ed
in particolare all’articolo 74, comma 1, della legge 21 novembre
2000, n. 342, l’Agenzia del territorio, con apposito comunicato da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, rende noto, per ciascun comune,
il completamento delle operazioni e provvede a pubblicizzare, per i
sessanta giorni successivi alla pubblicazione del comunicato, presso
i Comuni interessati, tramite gli uffici provinciali e sul proprio
sito internet, i risultati delle relative operazioni catastali di
aggiornamento; i ricorsi di cui all’articolo 2, comma 2, del decreto
legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, e successive modificazioni,
avverso la variazione dei redditi possono essere proposti entro il
termine di sessanta giorni decorrenti dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale del comunicato relativo al completamento
delle operazioni di aggiornamento catastale per gli immobili
interessati; i nuovi redditi cosi’ attribuiti producono effetti
fiscali dal 10 gennaio 2006. In tale caso non sono dovute le sanzioni
previste dall’articolo 3 del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 471.”;
b) il comma 36 e’ sostituito dal seguente:

“36. L’Agenzia del territorio, anche sulla base delle
informazioni fornite dall’AGEA e delle verifiche, amministrative, da
telerilevamento e da sopralluogo sul terreno, dalla stessa effettuate
nell’ambito dei propri compiti istituzionali, individua i fabbricati
iscritti al catasto terreni per i quali siano venuti meno i requisiti
per il riconoscimento della ruralita’ ai fini fiscali, nonche’ quelli
che non risultano dichiarati al catasto. L’Agenzia del territorio,
con apposito comunicato da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale, rende
nota la disponibilita’, per ciascun comune, dell’elenco degli
immobili individuati ai sensi del periodo precedente, comprensivo,
qualora accertata, della data cui riferire la mancata presentazione
della dichiarazione al catasto, e provvede a pubblicizzare, per i
sessanta giorni successivi alla pubblicazione del comunicato, presso
i comuni interessati e tramite gli uffici provinciali e sul proprio
sito internet, il predetto elenco, con valore di richiesta, per i
titolari dei diritti reali, di presentazione degli atti di
aggiornamento catastale redatti ai sensi del regolamento di cui al
decreto del Ministro delle finanze 19 aprile 1994, n. 701. Se questi
ultimi non ottemperano alla richiesta entro novanta giorni dalla data
di pubblicazione del comunicato di cui al periodo precedente, gli
uffici provinciali dell’Agenzia del territorio provvedono con oneri a
carico dell’interessato, alla iscrizione in catasto attraverso la
predisposizione delle relative dichiarazioni redatte in conformita’
al regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 19 aprile
1994, n. 701, e a notificarne i relativi esiti. Le rendite catastali
dichiarate o attribuite producono effetto fiscale, in deroga alle
vigenti disposizioni, a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo
alla data cui riferire la mancata presentazione della denuncia
catastale, ovvero, in assenza di tale indicazione, dal 1° gennaio
dell’anno di pubblicazione del comunicato di cui al secondo periodo.
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia del territorio, da
adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, sono stabilite modalita’ tecniche ed operative
per l’attuazione del presente comma. Si applicano le sanzioni per le
violazioni previste dall’articolo 28 del regio decreto-legge 13
aprile 1939, n. 652, convertito, con modificazioni, dalla legge 11
agosto 1939, n. 1249, e successive modificazioni”.

340. Per favorire lo sviluppo economico e sociale, anche tramite
interventi di recupero urbano, di aree e quartieri degradati nelle
citta’ del Mezzogiorno, identificati quali zone franche urbane, con
particolare riguardo al centro storico di Napoli, e’ istituito nello
stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico un
apposito Fondo con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2008 e 2009. Il Fondo provvede al cofinanziamento di
programmi regionali di intervento nelle predette aree.

341. Le aree di cui al comma 340 devono essere caratterizzate da
fenomeni di particolare degrado ed esclusione sociale e le
agevolazioni concedibili per effetto dei programmi e delle riduzioni
di cui al comma 340 sono disciplinate in conformita’ e nei limiti
previsti dagli Orientamenti in materia di aiuti di Stato a finalita’
regionale 2007-2013, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione
europea C 54 del 4 marzo 2006, per quanto riguarda in particolare
quelli riferiti al sostegno delle piccole imprese di nuova
costituzione.

342. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE), su proposta del Ministro dello sviluppo economico, formulata
sentite le regioni interessate, provvede alla definizione dei criteri
per l’allocazione delle risorse e l’identificazione, la
perimetrazione e la selezione delle zone franche urbane sulla base di
parametri socio-economici. Con decreto del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
sono definite le modalita’ e le procedure per la concessione del
cofinanziamento in favore dei programmi regionali e sono individuate
le eventuali riduzioni di cui al comma 340 concedibili, secondo le
modalita’ previste dal medesimo decreto, nei limiti delle risorse del
Fondo a tal fine vincolate.

343. Il Nucleo di valutazione e verifica del Ministero dello
sviluppo economico, anche in coordinamento con i nuclei di
valutazione delle regioni interessate, provvede al monitoraggio ed
alla valutazione di efficacia degli interventi e presenta a tal fine
al CIPE una relazione annuale sugli esiti delle predette attivita’.

344. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre
2007, relative ad interventi di riqualificazione energetica di
edifici esistenti, che conseguono un valore limite di fabbisogno di
energia primaria annuo per la climatizzazione invernale inferiore di
almeno il 20 per cento rispetto ai valori riportati nell’allegato C,
numero 1), tabella 1, annesso al decreto legislativo 19 agosto 2005,
n. 192, spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari
al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino
a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro, da ripartire in
tre quote annuali di pari importo.

345. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre
2007, relative ad interventi su edifici esistenti, parti di edifici
esistenti o unita’ immobiliari, riguardanti strutture opache
verticali, strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti),
finestre comprensive di infissi, spetta una detrazione dall’imposta
lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a
carico del contribuente, fino a un valore massimo della detrazione di
60.000 euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo, a
condizione che siano rispettati i requisiti di trasmittanza termica
U, espressa in W/m2K, della Tabella 3 allegata alla presente legge.

346. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre
2007, relative all’ installazione di pannelli solari per la
produzione di acqua calda per usi domestici o industriali e per la
copertura del fabbisogno di acqua calda in piscine, strutture
sportive, case di ricovero e cura, istituti scolastici e universita’,
spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per
cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un
valore massimo della detrazione di 60.000 euro, da ripartire in tre
quote annuali di pari importo.

347. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre
2007, per interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione
invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione e
contestuale messa a punto del sistema di distribuzione, spetta una
detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 55 per cento
degli importi rimasti a carico del contribuente, fmo a un valore
massimo della detrazione di 30.000 euro, da ripartire in tre quote
annuali di pari importo.

348. La detrazione fiscale di cui ai commi 344, 345, 346 e 347 e’
concessa con le modalita’ di cui all’articolo 1 della legge 27
dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni, e alle relative
norme di attuazione previste dal regolamento di cui al decreto del
Ministro delle finanze 18 febbraio 1998, n. 41, e successive
modificazioni, sempreche’ siano rispettate le seguenti ulteriori
condizioni:
a) la rispondenza dell’intervento ai previsti requisiti e’
asseverata da un tecnico abilitato, che risponde civilmente e
penalmente dell’asseverazione;
b) il contribuente acquisisce la certificazione energetica
dell’edificio, di cui all’articolo 6 del decreto legislativo 19
agosto 2005, n. 192, qualora introdotta dalla regione o dall’ente
locale, ovvero, negli altri casi, un “attestato di qualificazione
energetica”, predisposto ed asseverato da un professionista
abilitato, nel quale sono riportati i fabbisogni di energia primaria
di calcolo, o dell’unita’ immobiliare ed i corrispondenti valori
massimi ammissibili fissati dalla normativa in vigore per il caso
specifico o, ove non siano fissati tali limiti, per un identico
edificio di nuova costruzione. L’attestato di qualificazione
energetica comprende anche l’indicazione di possibili interventi
migliorativi delle prestazioni energetiche dell’edificio o
dell’unita’ immobiliare, a seguito della loro eventuale
realizzazione. Le spese per la certificazione energetica, ovvero per
l’attestato di qualificazione energetica, rientrano negli importi
detraibili.

349. Ai fini di quanto disposto dai commi da 344 a 350 si
applicano le definizioni di cui al decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 192. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze,
di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare
entro il 28 febbraio 2007, sono dettate le disposizioni attuative di
quanto disposto ai commi 344, 345, 346 e 347.

350. All’articolo 4 del testo unico delle disposizioni legislative
e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, dopo il comma 1 e’ inserito
il seguente:

“1-bis. Nel regolamento di cui al comma 1, ai fini del rilascio
del permesso di costruire, deve essere prevista l’installazione dei
pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica per gli
edifici di nuova costruzione, in modo tale da garantire una
produzione energetica non inferiore a 0,2 kW per ciascuna unita’
abitativa”.

351. Gli interventi di realizzazione di nuovi edifici o nuovi
complessi di edifici, di volumetria complessiva superiore a 10.000
metri cubi, con data di inizio lavori entro il 31 dicembre 2007 e
termine entro i tre anni successivi, che conseguono un valore limite
di fabbisogno di energia primaria annuo per metro quadrato di
superficie utile dell’edificio inferiore di almeno il 50 per cento
rispetto ai valori riportati nell’allegato C, numero 1), tabella 1,
annesso al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, nonche’ del
fabbisogno di energia per il condizionamento estivo e
l’illuminazione, hanno diritto a un contributo pari al 55 per cento
degli extra costi sostenuti per conseguire il predetto valore limite
di fabbisogno di energia, incluse le maggiori spese di progettazione.

352. Per l’attuazione del comma 351 e’ costituito un Fondo di 15
milioni di euro per ciascuno degli anni del triennio 2007-2009. Con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro dello sviluppo economico, sono fissate le condizioni e le
modalita’ per l’accesso e l’erogazione dell’incentivo, nonche’ i
valori limite relativi al fabbisogno di energia per il
condizionamento estivo e l’illuminazione.

353. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre
2007, per la sostituzione di frigoriferi, congelatori e loro
combinazioni con analoghi apparecchi di classe energetica non
inferiore ad Aspetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota
pari al 20 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente,
fino a un valore massimo della detrazione di 200 euro per ciascun
apparecchio, in un’unica rata.

354. Ai soggetti esercenti attivita’ d’impresa rientrante nel
settore del commercio che effettuano interventi di efficienza
energetica per l’illuminazione nei due periodi d’imposta successivi a
quello in corso al 31 dicembre 2006, spetta una ulteriore deduzione
dal reddito d’impresa pari al 36 per cento dei costi sostenuti nei
seguenti casi:
a) sostituzione, negli ambienti interni, di apparecchi
illuminanti con altri ad alta efficienza energetica, maggiore o
uguale al 60 per cento;
b) sostituzione, negli ambienti interni, di lampade ad
incandescenza con lampade fluorescenti di classe A purche’ alloggiate
in apparecchi illuminanti ad alto rendimento ottico, maggiore o
uguale al 60 per cento;
c) sostituzione, negli ambienti esterni, di apparecchi
illuminanti dotati di lampade a vapori di mercurio con apparecchi
illuminanti ad alto rendimento ottico, maggiore o uguale all’80 per
cento, dotati di lampade a vapori di sodio ad alta o bassa pressione
o di lampade a ioduri metallici;
d) azione o integrazione, in ambienti interni o esterni, di
regolatori del flusso luminoso.

355. Nella determinazione dell’acconto dovuto ai fini delle
imposte sul reddito per il secondo e il terzo periodo d’imposta
successivi a quello in corso al 31 dicembre 2006, si assume, quale
imposta del periodo precedente, quella che si sarebbe determinata
senza tenere conto delle disposizioni del comma 354.

356. All’onere di cui ai commi 354 e 355, pari a 11 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, si provvede a valere sulle
risorse del Fondo di cui al comma 362.

357. Allo scopo di favorire il rinnovo del parco apparecchi
televisivi in vista della migrazione della televisione analogica alla
televisione digitale, agli utenti del servizio di radiodiffusione che
dimostrino di essere in regola, per l’anno 2007, con il pagamento del
canone di abbonamento di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938,
n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880, spetta, ai fini
dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, una detrazione
dall’imposta lorda per una quota pari al 20 per cento delle spese
sostenute entro il 31 dicembre 2007 ed effettivamente rimaste a
carico, fino ad un importo massimo delle stesse di 1.000 euro, per
l’acquisto di un apparecchio televisivo dotato anche di
sintonizzatore digitale integrato. In deroga all’articolo 3 della
legge 27 luglio 2000, n. 212, nella determinazione dell’acconto
dovuto ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche per il
periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata
in vigore della presente legge, si assume, quale imposta del periodo
d’imposta precedente, quella che si sarebbe determinata senza tenere
conto delle disposizioni del primo periodo del presente comma.

358. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre
2007, per l’acquisto e l’installazione di motori ad elevata
efficienza di potenza elettrica, compresa tra 5 e 90 kW, nonche’ per
la sostituzione di motori esistenti con motori ad elevata efficienza
di potenza elettrica, compresa tra 5 e 90 kW, spetta una detrazione
dall’imposta lorda per una quota pari al 20 per cento degli importi
rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo della
detrazione di 1.500 euro per motore, in un’unica rata.

359. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre
2007, per l’acquisto e 356. l’installazione di variatori di velocita’
(inverter) su impianti con potenza elettrica compresa tra 7,5 e 90 kW
spetta una detrazione dall’imposta lorda per una quota pari al 20 per
cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un
valore massimo della detrazione di 1.500 euro per intervento, in
un’unica rata.

360. Entro il 28 febbraio 2007, con decreto del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sono definite le caratteristiche cui devono rispondere i
motori ad elevata efficienza e i variatori di velocita’ (inverter) di
cui ai commi 358 e 359, i tetti di spesa massima in funzione della
potenza dei motori e dei variatori di velocita’ (inverter) di cui ai
medesimi commi, nonche’ le modalita’ per l’applicazione di quanto
disposto ai commi 357, 358 e 359 e per la verifica del rispetto delle
disposizioni in materia di ritiro delle apparecchiature sostituite.

361. Entro il 28 febbraio 2007, con decreto del Ministro delle
comunicazioni, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sono definite le caratteristiche a cui devono rispondere gli
apparecchi televisivi di cui al comma 357 al fine di garantire il
rispetto del principio di neutralita’ tecnologica e la compatibilita’
con le piattaforme trasmissive esistenti, nonche’ le modalita’ per
l’applicazione di quanto disposto al medesimo comma 357.

362. Il maggiore gettito fiscale derivante dall’incidenza
dell’imposta sul valore aggiunto sui prezzi di carburanti e
combustibili di origine petrolifera, in relazione ad aumenti del
prezzo internazionale del petrolio greggio, rispetto al valore di
riferimento previsto nel Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2007-2011, e’ destinato, nel
limite di 100 milioni di euro annui, alla costituzione di un apposito
Fondo da utilizzare a copertura di interventi di efficienza
energetica e di riduzione dei costi della fornitura energetica per
finalita’ sociali.

363. Nello stato di previsione del Ministero dello sviluppo
economico e’ istituito il Fondo di cui al comma 362 che, per il
triennio 2007-2009, ha una dotazione iniziale di 50 milioni di euro
annui.

364. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da adottare entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono
stabiliti le condizioni, le modalita’ e i termini per l’utilizzo
della dotazione del Fondo di cui al comma 362, da destinare al
finanziamento di interventi di carattere sociale, da parte dei
comuni, per la riduzione dei costi delle forniture di energia per usi
civili a favore di clienti economicamente disagiati, anziani e
disabili e, per una somma di 11 milioni di euro annui per il biennio
2008-2009, agli interventi di efficienza energetica di cui ai commi
da 353 a 361.

365. Per dare efficace attuazione a quanto previsto al comma 364,
sono stipulati accordi tra il Governo, le regioni e gli enti locali
che garantiscano la individuazione o la creazione, ove non siano gia’
esistenti, di strutture amministrative, almeno presso ciascun comune
capoluogo di provincia, per la gestione degli interventi di cui al
comma 364, i cui costi possono in parte essere coperti dalle risorse
del Fondo di cui al comma 362.

366. All’articolo 20, comma 1-bis, del decreto legislativo 25
novembre 1996, n. 625, e successive modificazioni, le parole:
“incluse nell’obiettivo n. l di cui al regolamento (CEE) n. 2052/88
del Consiglio, del 24 giugno 1988, e successive modificazioni” sono
sostituite dalle seguenti: “del Mezzogiorno”.

367. Nel decreto legislativo 30 maggio 2005, n. 128, recante le
disposizioni di attuazione della direttiva 2003/301CE relativa alla
promozione dell’uso dei biocarburanti o di altri carburanti
rinnovabili nei trasporti, l’articolo 3 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 3. – (Obiettivi indicativi nazionali). – 1. Sono fissati i
seguenti obiettivi indicativi nazionali, calcolati sulla base del
tenore energetico, di immissione in consumo di biocarburanti e altri
carburanti rinnovabili, espressi come percentuale del totale del
carburante diesel e di benzina nei trasporti immessi al consumo nel
mercato nazionale:
a) entro il 31 dicembre 2005: 1,0 per cento;
b) entro il 31 dicembre 2008: 2,5 per cento;
c) entro il 31 dicembre 2010: 5,75 per cento.

2. Ai fini del rispetto degli obiettivi indicativi di cui al comma
1, concorrono, nell’ambito dei rispettivi programmi di agevolazione
di cui ai commi 1 e 5 dell’articolo 22-bis del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le immissioni in consumo
di biodiesel e dei prodotti di cui al predetto comma 5”.

368. Nel decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, recante disposizioni
in materia di interventi nel settore agroenergetico, l’articolo
2-quater e’ sostituito dal seguente:

“Art. 2-quater. – (Interventi nel settore agroenergetico). – 1.
A decorrere dal 1° gennaio 2007 i soggetti che immettono in consumo
benzina e gasolio, prodotti a partire da fonti primarie non
rinnovabili e destinati ad essere impiegati per autotrazione, hanno
l’obbligo di immettere in consumo nel territorio nazionale una quota
minima di biocarburanti e degli altri carburanti rinnovabili indicati
al comma 4, con le modalita’ di cui al comma 3. I medesimi soggetti
possono assolvere al predetto obbligo anche acquistando, in tutto o
in parte, l’equivalente quota o i relativi diritti da altri soggetti.

2. Per l’anno 2007 la quota minima di cui al comma 1 e’ fissata
nella misura dell’ 1,0 per cento di tutto il carburante, benzina e
gasolio, immesso in consumo nell’anno solare precedente, calcolata
sulla base del tenore energetico; a partire dall’anno 2008, tale
quota minima e’ fissata nella misura del 2,0 per cento. Con decreto
del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e il Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, da emanare entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore della presente disposizione, vengono fissate le
sanzioni amministrative pecuniarie, proporzionali e dissuasive, per
il mancato raggiungimento dell’obbligo previsto per i singoli anni di
attuazione della presente disposizione successivi al 2007, tenendo
conto dei progressi compiuti nello sviluppo delle filiere
agroenergetiche di cui al comma 3. Gli importi derivanti dalla
comminazione delle eventuali sanzioni sono versati al Fondo di cui
all’articolo 1, comma 422, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per
essere riassegnati quale maggiorazione del quantitativo di biodiesel
che annualmente puo’ godere della riduzione dell’accisa o quale
aumento allo stanziamento previsto per l’incentivazione del
bioetanolo e suoi derivati o quale sostegno della defiscalizzazione
di programmi sperimentali di nuovi biocarburanti.

3. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e il
Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro tre mesi
dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, sono
dettati criteri, condizioni e modalita’ per l’attuazione dell’obbligo
di cui al comma 1, secondo obiettivi di sviluppo di filiere
agroenergetiche e in base a criteri che in via prioritaria tengono
conto della quantita’ di prodotto proveniente da intese di filiera,
da contratti quadro o contratti ad essi equiparati.

4. I biocarburanti e gli altri carburanti rinnovabili da immettere
in consumo ai sensi dei commi 1, 2 e 3 sono il biodiesel, il
bioetanolo e suoi derivati, l’ETBE e il bioidrogeno.

5. La sottoscrizione di un contratto di filiera o contratto
quadro, o contratti ad essi equiparati, costituisce titolo
preferenziale:
a) nei bandi pubblici per i finanziamenti delle iniziative e dei
progetti nel settore della promozione delle energie rinnovabili e
dell’impiego dei biocarburanti;
b) nei contratti di fornitura dei’ biocarburanti per il
trasporto ed il riscaldamento pubblici.

6. Le pubbliche amministrazioni stipulano contratti o accordi di
programma con i soggetti interessati al fine di promuovere la
produzione e l’impiego di biomasse e di biocarburanti di origine
agricola, la ricerca e lo sviluppo di specie e varieta’ vegetali da
destinare ad utilizzazioni energetiche.

7. Ai fini dell’articolo 21, comma 5, del testo unico di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, il biogas e’ equiparato
al gas naturale.
8. Gli operatori della filiera di produzione e distribuzione dei
biocarburanti di origine agricola devono garantire la tracciabilita’
e la rintracciabilita’ della filiera. A tal fine realizzano un
sistema di identificazioni e registrazioni di tutte le informazioni
necessarie a ricostruire il percorso del biocarburante attraverso
tutte le fasi della produzione, trasformazione e distribuzione, con
particolare riferimento alle informazioni relative alla biomassa ed
alla materia prima agricola, specificando i fornitori e l’ubicazione
dei siti di produzione”.

369. Nella legge 23 dicembre 2005, n. 266, all’articolo 1, il
comma 423 e’ sostituito dal seguente:

“423. Ferme restando le disposizioni tributarie in materia di
accisa, la produzione e la cessione di energia elettrica e calorica
da
fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche nonche’ di
carburanti ottenuti da produzioni vegetali provenienti
prevalentemente dal fondo e di prodotti chimici derivanti da prodotti
agricoli provenienti prevalentemente dal fondo effettuate dagli
imprenditori agricoli, costituiscono attivita’ connesse ai sensi
dell’articolo 2135, terzo comma, del codice civile e si considerano
produttive di reddito agrario”.

370. All’onere derivante dall’attuazione del comma 369, pari a un
milione di curo a decorrere dall’anno 2007, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 5, comma 3-ter, del decreto-legge 1° ottobre 2005,
n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005,
n. 244.

371. Nel testo unico delle disposizioni legislative concernenti le
imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e
amministrative di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’ articolo 21:
1) il comma 6 e’ sostituito dal seguente:

“6. Le disposizioni del comma 2 si applicano anche al biodiesel
(codice NC 3824 90 99) usato come carburante, come combustibile, come
additivo ovvero per accrescere il volume finale dei carburanti e dei
combustibili. La fabbricazione o la miscelazione con oli minerali del
biodiesel e’ effettuata in regime di deposito fiscale. Per il
trattamento fiscale del biodiesel destinato ad essere usato come
combustibile per riscaldamento valgono, in quanto applicabili, le
disposizioni di cui all’articolo 61.”;

2) i commi 6.1, 6.2, 6-bis e 6-ter sono abrogati;
b) dopo l’articolo 22 e’ inserito il seguente:

“Art. 22-bis. – (Disposizioni particolari in materia di
biodiesel ed alcuni prodotti derivati dalla biomassa). – 1.
Nell’ambito di un programma pluriennale con decorrenza dal 1° gennaio
2007 al 31 dicembre 2010 e nel limite di un contingente annuo di
250.000 tonnellate, al biodiesel, destinato ad essere impiegato in
autotrazione in miscela con il gasolio, e’ applicata una aliquota di
accisa pari al 20 per cento di quella applicata al gasolio usato come
carburante di cui all’allegato 1. Con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dello
sviluppo economico, dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare e delle politiche agricole alimentari e forestali, da emanare
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
disposizione, sono determinati i requisiti che gli operatori e i
rispettivi impianti di produzione, nazionali e comunitari, devono
possedere per partecipare al programma pluriennale nonche’ le
caratteristiche fiscali del prodotto con i relativi metodi di prova,
le percentuali di miscelazione consentite, i criteri per
l’assegnazione dei quantitativi agevolati agli operatori su base
pluriennale dando priorita’ al prodotto proveniente da intese di
filiera o da contratti quadro. Con lo stesso decreto sono stabilite
le forme di garanzia che i soggetti che partecipano al programma
pluriennale devono fornire per il versamento del 5 per cento della
accisa che graverebbe sui quantitativi assegnati e non immessi in
consumo. Per ogni anno di validita’ del programma i quantitativi del
contingente che risultassero, al termine di ciascun anno, non immessi
in consumo sono ripartiti tra gli operatori proporzionalmente alle
quote loro assegnate dal nuovo programma pluriennale purche’ vengano
immessi in consumo entro il successivo 30 giugno. In caso di
rinuncia, totale o parziale, alle quote risultanti dalla predetta
ripartizione da parte di un beneficiario, le stesse sono
ridistribuite, proporzionalmente alle relative assegnazioni, fra gli
altri beneficiari. Nelle more dell’entrata in vigore del predetto
decreto trovano applicazione, in quanto compatibili, le disposizioni
del regolamento di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze 25 luglio 2003, n. 256. L’efficacia della disposizione di cui
al presente comma e’ subordinata, ai sensi dell’articolo 88,
paragrafo 3, del Trattato istitutivo della Comunita’ europea, alla
preventiva autorizzazione da parte della Commissione europea.

2. Nelle more dell’autorizzazione comunitaria di cui al comma 1 e
dell’entrata in vigore del decreto di cui al medesimo comma 1, per
l’anno 2007, una parte del contingente pari a 180.000 tonnellate e’
assegnata, con i criteri di cui al predetto regolamento n. 256 del
2003, dall’Agenzia delle dogane agli operatori che devono garantire
il pagamento della maggiore accisa gravante sui quantitativi di
biodiesel rispettivamente assegnati. In caso di mancata
autorizzazione comunitaria di cui al comma 1 i soggetti assegnatari
del predetto quantitativo di 180.000 tonnellate sono tenuti al
versamento dell’accisa gravante sul biodiesel rispettivamente immesso
in consumo. La parte restante del contingente e’ assegnata,
dall’Agenzia delle dogane, previa comunicazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali relativa ai produttori di
biodiesel che hanno stipulato contratti di coltivazione realizzati
nell’ambito di contratti quadro o intese di filiera e delle relative
quantita’ di biodiesel ottenibili dalle materie prime oggetto dei
contratti sottoscritti, proporzionalmente a tali quantita’.
L’eventuale mancata realizzazione delle produzioni previste dai
contratti quadro e intese di filiera, nonche’ dai relativi contratti
di coltivazione con gli agricoltori, comporta la decadenza
dall’accesso al contingente agevolato per i volumi non realizzati e
determina la riduzione di pari volume del quantitativo assegnato
all’operatore nell’ambito del programma pluriennale per i due anni
successivi.

3. Entro il 1° marzo di ogni anno di validita’ del programma di
cui al comma 1, i Ministeri dello sviluppo economico e delle
politiche agricole alimentari e forestali comunicano al Ministero
dell’economia e delle finanze i costi industriali medi del gasolio,
del biodiesel e delle materie prime necessarie alla sua produzione,
rilevati nell’anno solare precedente. Sulla base delle suddette
rilevazioni, al fine di evitare la sovracompensazione dei costi
addizionali legati alla produzione, con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri dello
sviluppo economico, dell’ambiente e della tutela del territorio e del
mare e delle politiche agricole alimentari e forestali, da emanare
entro il 30 aprile di ogni anno di validita’ del programma di cui al
comma 1, e’ rideterminata la misura dell’agevolazione di cui al
medesimo comma 1.

4. A seguito della eventuale rideterminazione della misura
dell’agevolazione di cui al comma 3, il contingente di cui al comma 1
e’ conseguentemente aumentato, senza costi aggiuntivi per l’erario, a
partire dall’anno successivo a quello della rideterminazione. Qualora
la misura dell’aumento del contingente risultante dalle disposizioni
di cui al presente comma richieda la preventiva autorizzazione ai
sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato istitutivo della
Comunita’ europea, l’efficacia delle disposizioni di cui al presente
comma e’ subordinata all’autorizzazione stessa.

5. Per l’anno 2007 continuano ad applicarsi le disposizioni
relative al programma triennale di cui all’articolo 21, commi 6-bis e
6-ter, del presente decreto nella formulazione in vigore al 31
dicembre 2006; nell’ambito del predetto programma, a partire dal 1°
gennaio 2007, l’aliquota di accisa ridotta relativa all’etere
etilterbutilico (ETBE), derivato da alcole di origine agricola e’
rideterminata in euro 298,92 per 1.000 litri”.

372. Con effetto dal 1° gennaio 2008 nel testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, all’articolo 22-bis sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 5 e’ sostituito dal seguente:

“5. Allo scopo di incrementare l’utilizzo di fonti energetiche
che determinino un ridotto impatto ambientale e’ stabilita,
nell’ambito di un programma triennale a decorrere dal 1° gennaio
2008, una accisa ridotta, secondo le aliquote di seguito indicate,
applicabile sui seguenti prodotti impiegati come carburanti da soli o
in miscela con oli minerali:
a) bioetanolo derivato da prodotti di origine agricola: euro
289,22 per 1.000 litri;
b) etere etilterbutilico (ETBE), derivato da alcole di origine
agricola: euro 298,92 per 1.000 litri;
c) additivi e riformulanti prodotti da biomasse:
1) per benzina senza piombo: euro 289,22 per 1.000 litri;
2) per gasolio, escluso il biodiesel: euro 245,32 per 1.000
litri.”;
b) dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:

“5-bis. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico,
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle
politiche agricole alimentari e forestali, sono fissati, entro il
limite complessivo di spesa di 73 milioni di euro annui, comprensivo
dell’imposta sul valore aggiunto, i criteri di ripartizione
dell’agevolazione prevista dal comma 5, tra le varie tipologie di
prodotti e tra gli operatori, le caratteristiche tecniche dei
prodotti singoli e delle relative miscele ai fini dell’impiego nella
carburazione, nonche’ le modalita’ di verifica della loro idoneita’
ad abbattere i principali agenti inquinanti, valutata sull’intero
ciclo di vita. Con cadenza semestrale dall’inizio del programma
triennale di cui al comma 5, i Ministeri dello sviluppo economico e
delle politiche agricole alimentari e forestali comunicano al
Ministero dell’economia e delle finanze i costi industriali medi dei
prodotti agevolati di cui al comma 5, rilevati nei sei mesi
immediatamente precedenti. Sulla base delle suddette rilevazioni, al
fine di evitare la sovracompensazione dei costi addizionali legati
alla produzione, con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con i Ministri dello sviluppo economico,
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle
politiche agricole alimentari e forestali, da emanare entro sessanta
giorni dalla fine del semestre, e’ eventualmente rideterminata la
misura dell’agevolazione di cui al medesimo comma 5.
5-ter. In caso di aumento dell’ aliquota di accisa sulle
benzine di cui all’allegato I, l’aliquota di accisa relativa
all’ETBE, di cui al comma 5, lettera b), e’ conseguentemente
aumentata nella misura del 53 per cento della aliquota di accisa
sulle benzine, coerentemente con quanto previsto dall’articolo 2,
paragrafo 2, lettera f), della direttiva 2003/30/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio, dell’ 8 maggio 2003, relativa alla
promozione dell’uso dei biocarburanti o di altri carburanti
rinnovabili nei trasporti”.

373. L’efficacia delle disposizioni di cui al comma 372 e’
subordinata, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del Trattato
istitutivo della Comunita’ europea, alla preventiva autorizzazione da
parte della Commissione europea.

374. Per l’anno 2007 la quota di contingente di biodiesel di cui
all’ articolo 22-bis, comma 1, del testo unico di cui al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, assegnato secondo le modalita’
di cui all’articolo 22-bis, comma 2, primo periodo, e’ incrementata
in misura corrispondente alla somma di euro 16.726.523 e, nei limiti
di tali risorse, puo’ essere destinata anche come combustibile per
riscaldamento. Al relativo onere si provvede mediante corrispondente
versamento all’entrata del bilancio dello Stato della somma di euro
16.726.523 a valere sulle disponibilita’ del Fondo per le iniziative
a vantaggio dei consumatori di cui all’articolo 148 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, iscritto nello stato di previsione del
Ministero dello sviluppo economico, relativamente alle disponibilita’
recate ai sensi dell’articolo 4, comma 1, del decreto del Ministro
delle attivita’ produttive 28 ottobre 2005. Il Ministero
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare le
occorrenti variazioni di bilancio.

375. Per l’anno 2007 gli importi corrispondenti al quantitativo di
biodiesel di cui all’articolo 22-bis, comma 2, del testo unico di cui
al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, da assegnare secondo
le modalita’ dettate dall’articolo 1, comma 421, lettera a), della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, che risultassero non assegnati al
termine dell’anno, sono trasferiti al fondo per la promozione e lo
sviluppo delle filiere agroenergetiche di cui all’articolo 1, comma
422, della medesima legge n. 266 del 2005.

376. Gli importi annui previsti dall’articolo 21, comma 6-ter, del
testo unico di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504,
come modificato dal comma 520 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre
2004, n. 311, eventualmente non utilizzati negli anni 2005 e 2006,
sono destinati per il 50 per cento dei medesimi importi, con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze, all’incremento del
contingente di biodiesel di cui all’articolo 22-bis, comma 1, del
testo unico di cui al decreto legislativo n. 504 del 1995 per gli
anni 2007-2010. Il restante 50 per cento e’ assegnato al Fondo di cui
all’articolo 1, comma 422, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
destinando l’importo di 15 milioni di euro a programmi di ricerca e
sperimentazione del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali nel campo bioenergetico.

377. In caso di mancato impiego del contingente di biodiesel di
cui all’articolo 22-bis, comma 1, del testo unico di cui al decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, le corrispondenti maggiori
entrate per lo Stato possono essere destinate, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri
dello sviluppo economico, dell’ ambiente e della tutela del
territorio e del mare e delle politiche agricole alimentari e
forestali, per le finalita’ di sostegno ai biocarburanti, tra cui il
bioetanolo, di cui all’articolo 22-bis, comma 5, del testo unico di
cui al medesimo decreto legislativo n. 504 del 1995.

378. All’articolo 1, comma 422, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, le parole: “, da utilizzare tenuto conto delle linee di
indirizzo definite dalla Commissione biocombustibili, di cui all’
articolo 5 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387” sono
soppresse.

379. Senza comportare restrizioni alla concorrenza, ai fini di
quanto disposto dai commi da 367 a 378, per “intesa di filiera” e
“contratto quadro” si intende quanto stabilito dal decreto
legislativo 27 maggio 2005, n. 102.

380. E’ esentato dall’accisa, entro un importo massimo di 1
milione di euro per ogni anno a decorrere dall’anno 2007, l’impiego a
fini energetici nel settore agricolo, per autoconsumo nell’ambito
dell’impresa singola o associata, dell’olio vegetale puro, come
definito dall’allegato I, lettera l), del decreto legislativo 30
maggio 2005, n. 128. Con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, d’intesa con il Ministro
dell’economia e delle finanze, da adottare entro trenta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le
modalita’ per l’accesso all’agevolazione di cui al presente comma.

381. All’ onere derivante dall’ attuazione del comma 380, pari a
un milione di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, si
provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di
spesa di cui all’articolo 5, comma 3-ter, del decreto-legge 1°
ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
novembre 2005, n. 244.

382. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, provvede, con
proprio decreto, alla revisione della disciplina dei certificati
verdi di cui all’articolo 11 del decreto legislativo 16 marzo 1999,
n. 79, e successive modificazioni, finalizzata ai seguenti obiettivi:
a) incentivare l’impiego a fini energetici delle materie prime
provenienti dai contratti di coltivazione di cui all’ articolo 90 del
regolamento (CE) n. 1782/2003 del Consiglio, del 29 settembre 2003;
b) incentivare l’impiego a fini energetici di prodotti e
materiali residui provenienti dall’agricoltura, dalla zootecnia,
dalle attivita’ forestali e di trasformazione alimentare, nell’ambito
di progetti rivolti a favorire la formazione di distretti locali
agro-energetici;
c) incentivare l’impiego a fini energetici di materie prime
provenienti da pratiche di coltivazione a basso consumo energetico e
in grado di conservare o integrare il contenuto di carbonio nel
suolo.

383. Ai certificati verdi riconosciuti ai produttori di energia ai
sensi del comma 382 non si applicano le disposizioni di cui
all’articolo 1, comma 87, della legge 23 agosto 2004, n. 239.

384. Il numero 122) della tabella A, parte III, allegata al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e’
sostituito dal seguente:

“122) prestazioni di servizi e forniture di apparecchiature e
materiali relativi alla fornitura di energia termica per uso
domestico attraverso reti pubbliche di teleriscaldamento o
nell’ambito del contratto servizio energia, come definito nel decreto
interministeriale di cui all’articolo 11, comma 1, del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993,
n. 412, e successive modificazioni; sono incluse le forniture di
energia prodotta da fonti rinnovabili o da impianti di cogenerazione
ad alto rendimento; alle forniture di energia da altre fonti, sotto
qualsiasi forma, si applica l’aliquota ordinaria”.

385. Il secondo periodo del comma 369 dell’articolo 1 della legge
30 dicembre 2004, n. 311, e’ soppresso.

386. I commi 370, 371 e 372 dell’articolo 1 della legge 30
dicembre 2004, n. 311, sono sostituiti dai seguenti:

“370. I documenti, i dati e le informazioni catastali ed
ipotecarie sono riutilizzabili commercialmente, nel rispetto della
normativa in materia di protezione dei dati personali; per
l’acquisizione originaria di documenti, dati ed informazioni
catastali, i riutilizzatori commerciali autorizzati devono
corrispondere un importo fisso annuale determinato con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze; per l’acquisizione originaria
di documenti, dati ed informazioni ipotecarie, i riutilizzatori
commerciali autorizzati devono corrispondere i tributi previsti
maggiorati nella misura del 20 per cento. L’importo fisso annuale e
la percentuale di aumento possono comunque essere rideterminati
annualmente con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
anche tenendo conto dei costi complessivi di raccolta, produzione e
diffusione di dati e documenti sostenuti dall’ Agenzia del
territorio, maggiorati di un adeguato rendimento degli investimenti e
dell’andamento delle relative riscossioni. Con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze sono individuate le categorie di
ulteriori servizi telematici che possono essere forniti dall’Agenzia
del territorio esclusivamente ai riutilizzatori commerciali
autorizzati a fronte del pagamento di un corrispettivo da determinare
con lo stesso decreto.

371. Per ciascun atto di riutilizzazione commerciale non
consentito sono dovuti i tributi nella misura prevista per
l’acquisizione, anche telematica, dei documenti, dei dati o delle
informazioni direttamente dagli uffici dell’Agenzia del territorio.

372. Chi pone in essere atti di riutilizzazione commerciale non
consentiti, oltre a dover corrispondere i tributi di cui al comma
371, e’ soggetto altresi’ ad una sanzione amministrativa tributaria
di ammontare compreso fra il triplo ed il quintuplo dei tributi
dovuti ai sensi del comma 370 e, nell’ipotesi di dati la cui
acquisizione non e’ soggetta al pagamento di tributi, una sanzione
amministrativa tributaria da euro 10.000 a euro 50.000. Si applicano
le disposizioni del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, e
successive modificazioni”.

387. Sono prorogate per l’anno 2007, per una quota pari al 36 per
cento delle spese sostenute, nel limite di 48.000 euro per unita’
immobiliare, ferme restando le altre condizioni ivi previste, le
agevolazioni tributarie in materia di recupero del patrimonio
edilizio relative:
a) agli interventi di cui all’articolo 2, comma 5, della legge 27
dicembre 2002, n. 289, e successive modificazioni, per le spese
sostenute dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2007;
b) alle prestazioni di cui all’articolo 7, comma 1, lettera b),
della legge 23 dicembre 1999, n. 488, fatturate dal l° gennaio 2007.

388. Le agevolazioni di cui al comma 387 spettano a condizione che
il costo della relativa manodopera sia evidenziato in fattura.

389. Al fine di incentivare l’abbattimento delle barriere
architettoniche negli esercizi commerciali, presso il Ministero dello
sviluppo economico e’ istituito un fondo con una dotazione di 5
milioni di euro destinato all’erogazione di contributi ai gestori di
attivita’ commerciali per le spese documentate e documentabili
sostenute entro il 31 dicembre 2007 per l’eliminazione delle barriere
architettoniche nei locali aperti al pubblico. Entro settanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro
dell’economia e delle finanze, con proprio decreto, adottato d’intesa
con i Ministri dello sviluppo economico e della solidarieta’ sociale,
definisce modalita’, limiti e criteri per l’attribuzione dei
contributi di cui al presente comma.

390. All’articolo 45, comma 1, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, e successive modificazioni, le parole da: “per i sette
periodi d’imposta successivi” fino alla fine del comma sono
sostituite dalle seguenti: “per gli otto periodi d’imposta successivi
l’aliquota e’ stabilita nella misura dell’ 1,9 per cento; per il
periodo d’imposta in corso al 1° gennaio 2007 l’aliquota e’ stabilita
nella misura del 3,75 per cento”.

391. Per l’anno 2007 sono prorogate le disposizioni di cui
all’articolo 11 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

392. Il termine del 31 dicembre 2006, di cui al comma 120
dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, concernente le
agevolazioni tributarie per la formazione e l’arrotondamento della
proprieta’ contadina, e’ prorogato al 31 dicembre 2007.

393. Le disposizioni di cui al comma 1 dell’articolo 21 della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, in materia di deduzione forfetaria in
favore degli esercenti impianti di distribuzione di carburante, si
applicano per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2007.

394. A decorrere stalla data di entrata in vigore della presente
legge e fino al 31 dicembre 2007 si applicano:
a) le disposizioni in materia di riduzione di aliquote di accisa
sulle emulsioni stabilizzate, di cui all’articolo 24, comma 1,
lettera d), della legge 23 dicembre 2000, n. 388, nonche’ la
disposizione contenuta nell’articolo 1, comma 1-bis, del
decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 452, convertito, con
modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16, e, per il
medesimo periodo, l’aliquota di cui al numero 1) della predetta
lettera d) e’ stabilita in euro 256,70 per mille litri;
b) le disposizioni in materia di aliquota di accisa sul gas
metano per combustione per uso industriale, di cui all’articolo 4 del
decreto-legge 1° ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 novembre 2001, n. 418;
c) le disposizioni in materia di accisa concernenti le
agevolazioni sul gasolio e sul GPL impiegati nelle zone montane e in
altri specifici territori nazionali, di cui all’articolo 5 del
decreto-legge 1° ottobre 2001, n. 356, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 novembre 2001, n. 418;
d) le disposizioni in materia di agevolazione per le reti di
teleriscaldamento alimentate con biomassa ovvero con energia
geotermica, di cui all’articolo 6 del decreto-legge 1° ottobre 2001,
n. 356, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2001,
n. 418;
e) le disposizioni in materia di aliquote di accisa sul gas
metano per combustione per usi civili, di cui all’articolo 27, comma
4, della legge 23 dicembre 2000, n. 388;
f) le disposizioni in materia di accisa concernenti le
agevolazioni sul gasolio e sul GPL impiegati nelle frazioni
parzialmente non metanizzate di comuni ricadenti nella zona climatica
E, di cui all’articolo 13, comma 2, della legge 28 dicembre 2001,
n. 448;
g) le disposizioni in materia di accisa concernenti il regime
agevolato per il gasolio per autotrazione destinato al fabbisogno
della provincia di Trieste e dei comuni della provincia di Udine, di
cui all’articolo 21, comma 6, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni;
h) le disposizioni in materia di accisa concernenti le
agevolazioni sul gasolio utilizzato nelle coltivazioni sotto serra,
di cui all’articolo 2, comma 4, della legge 24 dicembre 2003, n. 350.

395. L’efficacia delle disposizioni di cui al comma 394, lettera
a), e’ subordinata alla preventiva approvazione da parte della Com
missione europea ai sensi dell’articolo 88, paragrafo 3, del
Trattato istitutivo della Comunita’ europea.

396. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 103, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, nei limiti di spesa ivi indicati, si applicano
anche alle somme versate nel periodo d’imposta 2006 ai fini della
compensazione dei versamenti effettuati dal 1° gennaio 2007 al 31
dicembre 2007.

397. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 106, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, nei limiti di spesa ivi indicati, sono
prorogate al periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre
2006.

398. All’articolo 2, comma 11, della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, e successive modificazioni, le parole: “Per gli anni 2003,
2004, 2005 e 2006” sono sostituite dalle seguenti: “Per gli anni
2003, 2004, 2005, 2006 e 2007”.

399. Per l’anno 2007, il limite di non concorrenza alla formazione
del reddito di lavoro dipendente, relativamente ai contributi di
assistenza sanitaria, di cui all’articolo 51, comma 2, lettera a),
del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive
modificazioni, e’ fissato in euro 3.615,20.

400. Le disposizioni dell’articolo 1, comma 335, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, si applicano anche relativamente al periodo
d’imposta 2006.

401. Il comma 9 dell’articolo 102 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, e’ sostituito dal
seguente:

“9. Le quote d’ammortamento, i canoni di locazione anche
finanziaria o di noleggio e le spese di impiego e manutenzione
relativi ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione
elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1
dell’articolo 1 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui
al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono deducibili nella
misura dell’ 80 per cento. La percentuale di cui al precedente
periodo e’ elevata al 100 per cento per gli oneri relativi ad
impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di
merci da parte di imprese di autotrasporto limitatamente ad un solo
impianto per ciascun veicolo”.

402. 11 comma 3-bis dell’articolo 54 del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, e’ sostituito dal seguente:

“3-bis. Le quote d’ammortamento, i canoni di locazione anche
finanziaria o di noleggio e le spese di impiego e manutenzione
relativi ad apparecchiature terminali per servizi di comunicazione
elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1
dell’articolo 1 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui
al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, sono deducibili nella
misura dell’80 per cento”.

403. Le disposizioni introdotte dai commi 401 e 402 si applicano a
decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31
dicembre 2006; per il medesimo periodo d’imposta, nella
determinazione dell’acconto dovuto ai fini delle imposte sul reddito
e dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive, si assume quale
imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata
tenendo conto delle disposizioni dei predetti commi 401 e 402.

404. Al fine di razionalizzare e ottimizzare l’organizzazione
delle spese e dei costi di funzionamento dei Ministeri, con
regolamenti da emanare, entro il 30 aprile 2007, ai sensi
dell’articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si
provvede:
a) alla riorganizzazione degli uffici di livello dirigenziale
generale e non generale, procedendo alla riduzione in misura non
inferiore al 10 per cento di quelli di livello dirigenziale generale
ed al 5 per cento di quelli di livello dirigenziale non generale
nonche’ alla eliminazione delle duplicazioni organizzative esistenti,
garantendo comunque nell’ambito delle procedure sull’autorizzazione
alle assunzioni la possibilita’ della immissione, nel quinquennio
2007-2011, di nuovi dirigenti assunti ai sensi dell’articolo 28,
commi 2, 3 e 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, in misura non inferiore al 10 per cento
degli uffici dirigenziali;
b) alla gestione unitaria del personale e dei servizi comuni
anche mediante strumenti di innovazione amministrativa e tecnologica;
c) alla rideterminazione delle strutture periferiche, prevedendo
la loro riduzione e, ove possibile, la costituzione di uffici
regionali o la riorganizzazione presso le prefetture-uffici
territoriali del Governo, ove risulti sostenibile e maggiormente
funzionale sulla base dei principi di efficienza ed economicita’ a
seguito di valutazione congiunta tra il Ministro competente, il
Ministro dell’interno, il Ministro dell’economia e delle finanze, il
Ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali
ed il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, attraverso la realizzazione dell’esercizio unitario
delle funzioni logistiche e strumentali, l’istituzione dei servizi
comuni e l’utilizzazione in via prioritaria dei beni immobili di
proprieta’ pubblica;
d) alla riorganizzazione degli uffici con funzioni ispettive e di
controllo;
e) alla riduzione degli organismi di analisi, consulenza e studio
di elevata specializzazione;
f) alla riduzione delle dotazioni organi che in modo da
assicurare che il personale utilizzato per funzioni di supporto
(gestione delle risorse umane, sistemi informativi, servizi
manutentivi e logistici, affari generali, provveditorati e
contabilita) non ecceda comunque il 15 per cento delle risorse umane
complessivamente utilizzate da ogni amministrazione, mediante
processi di riorganizzazione e di formazione e riconversione del
personale addetto alle predette funzioni che consentano di ridurne il
numero in misura non inferiore all’8 per cento all’anno fino al
raggiungimento del limite predetto;
g) all’avvio della ristrutturazione, da parte del Ministero degli
affari esteri, della rete diplomatica, consolare e degli istituti di
cultura in considerazione del mutato contesto geopolitico,
soprattutto in Europa, ed in particolare all’unificazione dei servizi
contabili degli uffici della rete diplomatica aventi sede nella
stessa citta’ estera, prevedendo che le funzioni delineate dagli
articoli 3, 4 e 6 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 22 marzo 2000, n. 120, siano svolte dal responsabile
dell’ufficio unificato per conto di tutte le rappresentanze medesime.

405. I regolamenti di cui al comma 404 prevedono la completa
attuazione dei processi di riorganizzazione entro diciotto mesi dalla
data della loro emanazione.

406. Dalla data di emanazione dei regolamenti di cui al comma 404
sono abrogate le previgenti disposizioni regolatrici delle materie
ivi disciplinate. Con i medesimi regolamenti si provvede alla loro
puntuale ricognizione.

407. Le amministrazioni, entro due mesi dalla data di entrata in
vigore della presente legge, trasmettono al Dipartimento della
funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei ministri e al
Ministero dell’economia e delle finanze gli schemi di regolamento di
cui al comma 404, il cui esame deve concludersi entro un mese dalla
loro ricezione, corredati:
a) da una dettagliata relazione tecnica asseverata, ai fini di
cui all’articolo 9, comma 3, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 20 febbraio 1998, n. 38, dai competenti
uffici centrali del bilancio, che specifichi, per ciascuna modifica
organizzativa, le riduzioni di spesa previste nel triennio;
b) da un analitico piano operativo asseverato, ai fini di cui
all’articolo 9, comma 3, del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 20 febbraio 1998, n. 38, dai competenti
uffici centrali del bilancio, con indicazione puntuale degli
obiettivi da raggiungere, delle azioni da porre in essere e dei
relativi tempi e termini.

408. In coerenza con le disposizioni di cui al comma 404, lettera
f), e tenuto conto del regime limitativo delle assunzioni di cui alla
normativa vigente, le amministrazioni statali attivano con
immediatezza, previa consultazione delle organizzazioni sindacali,
piani di riallocazione del personale in servizio, idonei ad
assicurare che le risorse umane impegnate in funzioni di supporto
siano effettivamente ridotte nella misura indicata al comma 404,
lettera f). I predetti piani, da predispone entro il 31 marzo 2007,
sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,
su proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella
pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze. Nelle more dell’approvazione dei piani non possono
essere disposte nuove assunzioni. La disposizione di cui al presente
comma si applica anche alle Forze amiate, ai Corpi di polizia e al
Corpo nazionale dei vigili del fuoco.

409. Il Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro per
le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione verificano
semestralmente lo stato di attuazione delle disposizioni di cui ai
commi da 404 a 416 e trasmettono alle Camere una relazione sui
risultati di tale verifica.

410. Alle amministrazioni che non abbiano provveduto nei tempi
previsti alla predisposizione degli schemi di regolamento di cui al
comma 404 e’ fatto divieto, per gli armi 2007 e 2008, di procedere ad
assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di
contratto.

411. I competenti organi di controllo delle amministrazioni,
nell’esercizio delle rispettive attribuzioni, effettuano
semestralmente il monitoraggio sull’osservanza delle disposizioni di
cui ai commi da 404 a 416 e ne trasmettono i risultati ai Ministeri
vigilanti e alla Corte dei conti. Successivamente al primo biennio,
verificano il rispetto del parametro di cui al comma 404, lettera f),
relativamente al personale utilizzato per lo svolgimento delle
funzioni di supporto.

412. Il Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti il Ministro
per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, il
Ministro dell’economia e delle finanze e il Ministro dell’interno,
emana linee guida per l’attuazione delle disposizioni di cui ai commi
da 404 a 416.

413. Le direttive generali per l’attivita’ amministrativa e per la
gestione, emanate annualmente dai Ministri, contengono piani e
programmi specifici sui processi di riorganizzazione e di
riallocazione delle risorse necessari per il rispetto del parametro
di cui al comma 404, lettera f), e di quanto disposto dal comma 408.

414. Il mancato raggiungimento degli obiettivi previsti nel piano
operativo di cui al comma 407, lettera b), e nei piani e programmi di
cui al comma 413 sono valutati ai fini della corresponsione ai
dirigenti della retribuzione di risultato e della responsabilita’
dirigenziale.

415. L’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 404 a 414
e’ coordinata anche al fine del conseguimento dei risultati
finanziari di cui al comma 416 dall'”Unita’ per la riorganizzazione”
composta dai Ministri per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, dell’economia e delle finanze e dell’interno, che
opera anche come centro di monitoraggio delle attivita’ conseguenti
alla predetta attuazione. Nell’esercizio delle relative funzioni
l’Unita’ per la riorganizzazione si avvale, nell’ambito delle
attivita’ istituzionali, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio
dello Stato, delle strutture gia’ esistenti presso le competenti
amministrazioni.

416. Dall’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 404 a
415 e da 425 a 429 devono conseguire risparmi di spesa non inferiori
a 7 milioni di euro per l’anno 2007, 14 milioni di euro per l’anno
2008 e 20 milioni di euro per l’anno 2009.

417. Al fine di concorrere alla stabilizzazione dei rapporti di
lavoro nelle pubbliche amministrazioni, oltre alle specifiche misure
di stabilizzazione previste dai commi 418 e 419, e’ istituito un
“Fondo per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro pubblici”
finalizzato alla realizzazione di piani straordinari per l’assunzione
a tempo indeterminato di personale gia’ assunto o utilizzato
attraverso tipologie contrattuali non a tempo indeterminato.

418. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
previo confronto con le organizzazioni sindacali, da adottare entro
il 30 aprile 2007, sono fissati i criteri e le procedure per
l’assegnazione delle risorse disponibili alle amministrazioni
pubbliche che ne facciano richiesta. Nella definizione dei criteri
sono, altresi’, fissati i requisiti dei soggetti interessati alla
stabilizzazione e le relative modalita’ di selezione.

419. E’ fatto divieto alle Amministrazioni destinatarie delle
risorse di ricorrere a nuovi rapporti di lavoro precario nei cinque
mini successivi all’attribuzione delle stesse. L’inosservanza di tale
divieto comporta responsabilita’ patrimoniale dell’autore della
violazione.

420. Per il finanziamento del Fondo di cui al comma 417 e’
autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007.
Il medesimo Fondo puo’ essere, altresi’, alimentato da:
a) una somma pari al risparmio di interessi derivante dalla
riduzione del debito pubblico, conseguente al versamento, al Fondo di
cui all’articolo 2 della legge 27 ottobre 1993, n. 432, e successive
modificazioni, di una quota fino al venti per cento delle somme
giacenti sui conti di cui all’articolo 1, comma 345, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, a seguito della definizione del regolamento
prevista dal medesimo comma;
b) una somma pari al risparmio di interessi derivante dalla
riduzione del debito pubblico, conseguente al versamento, al Fondo di
cui all’articolo 2 della legge 27 ottobre 1993, n. 432, e successive
modificazioni, di una quota fino al 5 per cento dei versamenti a
titolo di dividendi derivanti da societa’ pubbliche, eccedenti
rispetto alle previsioni ed alla realizzazione degli obiettivi di
indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, definiti nel
documento di programmazione economico finanziaria.

421. Al comma 7 dell’articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, dopo le parole: “non si applicano” sono inserite le seguenti:
“ai commissari straordinari del Governo di cui all’articolo 11 della
legge 23 agosto 1988, n. 400, e”.

422. All’articolo 8, comma 1, del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 303, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Con detti
decreti si provvede altresi’ all’attuazione di disposizioni
legislative recanti limiti per specifiche categorie di spesa in modo
da assicurare, nel sistema dell’autonomia contabile e di bilancio
della Presidenza e dandone adeguata evidenza, l’invarianza in termini
di fabbisogno e di indebitamento netto dei risultati previsti dalle
disposizioni legislative medesime”.

423. Fino al completo riordino del Consiglio superiore delle
comunicazioni, ai sensi dell’articolo 29 del decreto-legge 4 luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto
2006, n. 248, l’efficacia dell’articolo 1, comma 2, lettera b), del
regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9
novembre 2005, n. 243, e’ sospesa.

424. All’ articolo 1, comma 22-bis, del decreto-legge 18 maggio
2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2006, n. 233, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al secondo periodo, dopo le parole: “segreteria tecnica” sono
aggiunte le seguenti: “che costituisce struttura di missione ai sensi
dell’articolo 7, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 303”;
b) dopo il quarto periodo, e’ inserito il seguente: “Non si
applicano l’articolo 1, comma 9, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, nonche’ l’articolo 29 del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248, fermo restando il vincolo di spesa di cui al presente comma”;
c) in fine, sono aggiunti i seguenti periodi: “Allo scopo di
assicurare la funzionalita’ del CIPE, l’articolo 29 del decreto-legge
4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 2006, n. 248, non si applica, altresi’, all’Unita’ tecnica –
finanza di progetto di cui all’articolo 7 della legge 17 maggio 1999,
n. 144, e alla segreteria tecnica della cabina di regia nazionale di
cui all’articolo 5, comma 3, del decreto legislativo 5 dicembre 1997,
n. 430, e all’articolo 6 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 9 febbraio 1999, n. 61. La segreteria
tecnico-operativa istituita ai sensi dell’articolo 22, comma 2, della
legge 9 gennaio 1991, n. 10, e successive modificazioni, costituisce
organo di direzione ricadente tra quelli di cui all’articolo 29,
comma 7, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248”.

425. In coerenza con la revisione dell’ordinamento degli enti
locali prevista dal titolo V della parte seconda della Costituzione e
con il conferimento di nuove funzioni agli stessi ai sensi dell’
articolo 118 della Costituzione, con regolamento da adottare ai sensi
dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e
successive modificazioni, su proposta del Ministero dell’interno,
sono individuati gli ambiti territoriali determinati per l’esercizio
delle funzioni di competenza degli uffici periferici
dell’Amministrazione dell’interno, di cui all’articolo 15 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 300, tenendo conto dei seguenti
criteri e indirizzi:
a) semplificazione delle procedure amministrative e riduzione dei
tempi dei procedimenti e contenimento dei relativi costi;
b) realizzazione di economie di scala, evitando duplicazioni
funzionali;
c) ottimale impiego delle risorse;
d) determinazione della dimensione territoriale, correlata alle
attivita’ economiche, ai servizi essenziali alla vita sociale, alla
tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, alle realta’
etnico-linguistiche;
e) ponderazione dei precedenti criteri, con riguardo alle
specificita’ dell’ambito territoriale di riferimento e alla esigenza
di garantire principalmente la prossimita’ dei servizi resi al
cittadino.

426. Ai fini di quanto previsto dai commi da 404 a 416
l’articolazione periferica del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ ridefinita su base regionale e, ove se ne ravvisi
l’opportunita’, interregionale e interprovinciale, in relazione alle
esigenze di conseguimento di economie di gestione e del miglioramento
dei servizi resi all’utenza.

427. Con le modalita’, i tempi e i criteri previsti dai commi da
404 a 416 si provvede:
a) al riordino dell’articolazione periferica del Ministero
dell’economia e delle finanze e alla soppressione dei Dipartimenti
provinciali del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, nonche’ delle Ragionerie provinciali dello Stato e delle
Direzioni provinciali dei servizi vari;
b) alla ridefinizione delle competenze e delle strutture dei
Dipartimenti centrali.

428. A decorrere dalla data di entrata in vigore del regolamento
di cui al comma 404 gli uffici di cui al comma 427, lettera a),
assumono le seguenti denominazioni: “Direzioni territoriali
dell’economia e delle finanze” e “Ragionerie territoriali dello
Stato”.

429. Previa stipula di apposite convenzioni, gli uffici
territoriali dell’economia e delle finanze possono delegare alle
aziende sanitarie locali lo svolgimento, in tutto o in parte, delle
residue funzioni attribuite alle commissioni mediche di verifica.

430. Al fine di conseguire economie, garantendo comunque la piena
funzionalita’ dell’Amministrazione della pubblica sicurezza, le
Direzioni interregionali della Polizia di Stato sono soppresse a
decorrere dal 1° dicembre 2007 e le relative funzioni sono ripartite
tra le strutture centrali e periferiche della stessa Amministrazione,
assicurando il decentramento di quelle attinenti al supporto
tecnico-logistico.

431. Al medesimo fine di cui al comma 430, l’Amministrazione della
pubblica sicurezza provvede alla razionalizzazione del complesso
delle strutture preposte alla formazione e all’aggiornamento del
proprio personale, nonche’ dei presidi esistenti nei settori
specialistici della Polizia di Stato.

432. I provvedimenti di organizzazione occorrenti, comprese le
modificazioni ai regolamenti previsti dall’articolo 6 della legge 31
marzo 2000, n. 78, e successive modificazioni, e dall’articolo 17,
comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono adottati entro
sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.

433. Con successivi provvedimenti si provvede alla revisione delle
norme concernenti i dirigenti generali di pubblica sicurezza di
livello B, garantendo ai funzionari che rivestono tale qualifica alla
data di entrata in vigore della presente legge, l’applicazione ad
esaurimento dell’articolo 42, comma 3, della legge 1° aprile 1981,
n. 121, e successive modificazioni, nonche’ il loro successivo
impiego sino alla cessazione del servizio. Con gli stessi
provvedimenti, si provvede altresi’ ad adeguare l’organico dei
dirigenti generali di pubblica sicurezza, nonche’ la disciplina
relativa all’inquadramento nella qualifica di prefetto degli stessi
dirigenti, assicurando, comunque, l’invarianza della spesa.

434. Dall’attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 430 a
433 devono derivare risparmi di spesa non inferiori a 3 milioni di
euro per l’anno 2007, a 8,1 milioni di euro per l’anno 2008 e a 13
milioni di euro per l’anno 2009.

435. Al fine di conseguire il piu’ razionale impiego delle risorse
umane, logistiche, tecnologiche e dei mezzi delle forze di polizia
nell’espletamento dei compiti di ordine e di sicurezza pubblica, e di
conseguire gli obiettivi di sicurezza pubblica nell’ambito delle
risorse disponibili, il Ministro dell’interno, sentito il Comitato
nazionale dell’ordine e della sicurezza pubblica, predispone, entro
il 30 giugno 2007, appositi piani pluriennali, di carattere
interforze, di riarticolazione e ridislocazione dei presidi
territoriali delle Forze di polizia, con l’obiettivo di realizzare
una riduzione della spesa corrente per locazioni, manutenzioni e
canoni di servizio, almeno pari al 5 per cento entro l’anno 2007 e ad
un ulteriore 5 per cento entro l’anno 2008, anche mediante le
convenzioni di cui al comma 439.

436. Le disposizioni di cui all’articolo 3 della legge 23 dicembre
1992, n. 498, si applicano agli enti previdenziali fino al 31
dicembre 2009.

437. Al fine di assicurare la migliore utilizzazione delle risorse
disponibili, i mezzi, gli immobili e gli altri beni sequestrati o
confiscati ed affidati in uso alle Forze di polizia sulla base delle
disposizioni di legge o di regolamento in vigore possono essere
utilizzati per tutti i compiti di pubblica sicurezza e di polizia
giudiziaria definiti dall’ amministrazione assegnataria.

438. Le disposizioni di cui all’articolo 3 della legge 23 dicembre
1992, n. 498, si applicano agli enti previdenziali fino al 31
dicembre 2009. L’Istituto nazionale per le assicurazioni contro gli
infortuni sul lavoro (INAIL) procede alla realizzazione degli
investimenti di cui all’articolo 1, comma 301, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, con priorita’ per il “Centro polifunzionale
della Polizia di Stato” di Napoli, rientrante tra quelli previsti
dall’articolo 1, comma 1, lettera g), del decreto del Ministro del
lavoro e delle politiche sociali 24 marzo 2005, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 169 del 22 luglio 2005, nonche’ alla
realizzazione degli investimenti di cui al primo periodo del presente
comma.

439. Per la realizzazione di programmi straordinari di incremento
dei servizi di polizia, di soccorso tecnico urgente e per la
sicurezza dei cittadini, il Ministro dell’interno e, per sua delega,
i prefetti, possono stipulare convenzioni con le regioni e gli enti
locali che prevedano la contribuzione logistica, strumentale o
finanziaria delle stesse regioni e degli enti locali. Per le
contribuzioni del presente comma non si applica l’articolo 1, comma
46, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.

440. Il personale utilizzato dalle agenzie e dagli enti pubblici
non economici nazionali per lo svolgimento delle funzioni di
supporto, ivi incluse quelle relative alla gestione delle risorse
umane, dei servizi manutentivi e logistici, degli affari generali,
dei provveditorati e della contabilita’, non puo’ eccedere il 15 per
cento delle risorse umane complessivamente utilizzate dalle
amministrazioni stesse. Tale misura deve essere raggiunta mediante
processi di riorganizzazione e di formazione e riconversione del
personale addetto alle predette funzioni che consentano di ridurne il
numero in misura non inferiore all’8 per cento all’anno fino al
raggiungimento del limite predetto. Le disposizioni del presente
comma non si applicano all’Agenzia nazionale per la sicurezza del
volo ed alle Agenzie fiscali.

441. Le agenzie e gli enti di cui al comma 440 adottano, entro tre
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, i
provvedimenti di riorganizzazione e di riallocazione delle risorse
necessari per rispettare il parametro di cui al medesimo comma,
riducendo contestualmente le dotazioni organiche.

442. I provvedimenti di riorganizzazione e di riallocazione delle
risorse di cui al comma 441 sono trasmessi alla Presidenza del
Consiglio dei ministri – Dipartimento della funzione pubblica e al
Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato.

443. I processi riorganizzativi di cui ai commi da 440 a 442
devono essere portati a compimento entro il termine massimo di un
anno dalla data di entrata in vigore della presente legge salvo
quanto previsto dall’ultimo periodo del comma 440.

444. I competenti organi di controllo delle amministrazioni
effettuano il monitoraggio sull’osservanza delle disposizioni di cui
ai commi da 440 a 445 e ne trasmettono i risultati, entro il 29
febbraio 2008, ai Ministri vigilanti e alla Corte dei conti.
Successivamente verificano ogni anno il rispetto del parametro di cui
al comma 440 relativamente al personale utilizzato per lo svolgimento
delle funzioni di supporto.

445. In caso di mancata adozione entro il termine previsto dei
provvedimenti di cui al comma 441, o di mancato rispetto, a partire
dal 1° gennaio 2008, del parametro di cui al comma 440, gli organi di
governo dell’ente o dell’agenzia sono revocati o sciolti ed e’
nominato in loro vece, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta dei Ministri vigilanti, un commissario
straordinario, con il compito di assicurare la prosecuzione
dell’attivita’ istituzionale e di procedere, entro il termine massimo
di un anno, all’attuazione di quanto previsto dai commi da 440 a 444.

446. Allo scopo di razionalizzare, omogeneizzare ed eliminare
duplicazioni e sovrapposizioni degli adempimenti e dei servizi della
pubblica amministrazione per il personale e per favorire il
monitoraggio della spesa del personale, tutte le amministrazioni
dello Stato, ad eccezione delle Forze armate compresa l’Arma dei
carabinieri, per il pagamento degli stipendi si avvalgono delle
procedure informatiche e dei servizi del Ministero dell’economia e
delle finanze – Dipartimento dell’amministrazione generale, del
personale e dei servizi del tesoro.

447. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, sono stipulate apposite convenzioni per stabilire tempi e
modalita’ di erogazione del pagamento degli stipendi e degli altri
assegni fissi e continuativi a carico del bilancio dello Stato
mediante ordini collettivi di pagamento emessi in forma
dematerializzata, come previsto dal decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze 31 ottobre 2002, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 295 del 17 dicembre 2002. Il Ministero della
difesa assicura, per le Forze armate compresa l’Arma dei carabinieri,
l’invio dei dati mensili di pagamento relativi alle competenze fisse
e accessorie al Dipartimento della ragioneria generale dello Stato
mediante protocolli di colloquio tra sistemi informativi da definire
ai sensi e per le finalita’ di cui al Titolo V del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

448. I dati aggregati della spesa per gli stipendi sono posti a
disposizione del Dipartimento della funzione pubblica della
Presidenza del Consiglio dei ministri ai fini di quanto previsto
dall’articolo 58 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

449. Nel rispetto del sistema delle convenzioni di cui agli
articoli 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive
modificazioni, e 58 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, con decreto
del Ministro dell’economia e delle finanze sono individuati, entro il
mese di gennaio di ogni anno, tenuto conto delle caratteristiche del
mercato e del grado di standardizzazione dei prodotti, le tipologie
di beni e servizi per le quali tutte le amministrazioni statali
centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e scuole di ogni
ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni
universitarie, sono tenute ad approvvigionarsi utilizzando le
convenzioni-quadro. Le restanti amministrazioni pubbliche di cui
all’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, possono ricorrere alle convenzioni di cui
al presente comma e al comma 456 del presente articolo, ovvero ne
utilizzano i parametri di prezzo-qualita’ come limiti massimi per la
stipulazione dei contratti. Gli enti del Servizio sanitario nazionale
sono in ogni caso tenuti ad approvvigionarsi utilizzando le
convenzioni stipulate dalle centrali regionali di riferimento.

450. Dal 1° luglio 2007, le amministrazioni statali centrali e
periferiche, ad esclusione degli istituti e delle scuole di ogni
ordine e grado, delle istituzioni educative e delle istituzioni
universitarie, per gli acquisti di beni e servizi al di sotto della
soglia di rilievo comunitario, sono tenute a fare ricorso al mercato
elettronico della pubblica amministrazione di cui all’articolo 11,
comma 5, del regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 4 aprile 2002, n. 101.

451. Il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato,
anche in deroga alla normativa vigente, a sperimentare l’introduzione
della carta di acquisto elettronica per i pagamenti di limitato
importo relativi agli acquisti di beni e servizi. Successivamente,
con regole tecniche da emanare ai sensi degli articoli 38 e 71 del
codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, e’ disciplinata
l’introduzione dei predetti sistemi di pagamento per la pubblica
amministrazione.

452. Le transazioni compiute dalle amministrazioni statali
centrali e periferiche, ad esclusione degli istituti e delle scuole
di ogni ordine e grado, delle istituzioni educative e delle
istituzioni universitarie, avvengono, per le convenzioni che hanno
attivo il negozio elettronico, attraverso la rete telematica, salvo
che la stessa rete sia temporaneamente inutilizzabile per cause non
imputabili all’amministrazione procedente e sussistano ragioni di
imprevedibile necessita’ e urgenza certificata dal responsabile
dell’ufficio.

453. Con successivo decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro per le riforme e le innovazioni
nella pubblica amministrazione, possono essere previsti meccanismi di
remunerazione sugli acquisti da effettuare a carico
dell’aggiudicatario delle convenzioni di cui all’articolo 26, comma
1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni.

454. Il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e con il supporto della CONSIP Spa, realizza, sentita
l’Autorita’ per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,
servizi e forniture, un programma per l’adozione di sistemi
informativi comuni alle amministrazioni dello Stato a supporto della
definizione dei fabbisogni di beni e servizi e definisce un insieme
di indicatori sui livelli di spesa sostenibili, per le categorie di
spesa comune, che vengono utilizzati nel processo di formazione dei
relativi capitoli di bilancio. Dall’ attuazione del presente comma
non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio
dello Stato.

455. Ai fini del contenimento e della razionalizzazione della
spesa per l’acquisto di beni e servizi, le regioni possono costituire
centrali di acquisto anche unitamente ad altre regioni, che operano
quali centrali di committenza ai sensi dell’articolo 33 del codice
dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui
al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in favore delle
amministrazioni ed enti regionali, degli enti locali, degli enti del
Servizio sanitario nazionale e delle altre pubbliche amministrazioni
aventi sede nel medesimo territorio.

456. Le centrali di cui al comma 455 stipulano, per gli ambiti
territoriali di competenza, convenzioni di cui all’articolo 26, comma
1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni.

457. Le centrali regionali e la CONSIP Spa costituiscono un
sistema a rete, perseguendo l’armonizzazione dei piani di
razionalizzazione della spesa e realizzando sinergie nell’utilizzo
degli strumenti informatici per l’acquisto di beni e servizi. Nel
quadro del patto di stabilita’ interno, la Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano approva annualmente i programmi per lo sviluppo della
rete delle centrali di acquisto della pubblica amministrazione e per
la razionalizzazione delle forniture di beni e servizi, definisce le
modalita’ e monitora il raggiungimento dei risultati rispetto agli
obiettivi. Dall’attuazione del presente comma non devono derivare
nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

458. E’ abrogato l’articolo 59 della legge 23 dicembre 2000,
n. 388, e successive modificazioni, ad eccezione del comma 3.
All’articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, le
parole: “Per le finalita’ di cui al presente articolo, nonche'” e le
parole: “, in luogo delle aggregazioni di cui alla lettera c) del
comma 2,” sono soppresse.

459. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, il numero dei
membri del consiglio di amministrazione della Societa’ di cui al
decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, nonche’ della Societa’ di
cui all’articolo 13, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 16
marzo 1999, n. 79, e’ ridotto a tre. I componenti dei suddetti
consigli di amministrazione cessano dall’incarico alla data di
entrata in vigore della presente legge ed i nuovi componenti sono
nominati entro i successivi quarantacinque giorni. Il limite di tre
si applica anche per il numero dei componenti dei consigli di
amministrazione delle societa’ di cui al comma 461.

460. La Societa’ Sviluppo Italia Spa assume la denominazione di
“Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo
d’impresa Spa” ed e’ societa’ a capitale interamente pubblico. Il
Ministro dello sviluppo economico definisce, con apposite direttive,
le priorita’ e gli obiettivi della Societa’ e approva le linee
generali di organizzazione interna, il documento previsionale di
gestione ed i suoi eventuali aggiornamenti e, d’intesa con il
Ministro dell’economia e delle finanze, lo statuto. Con decreto del
Ministro dello sviluppo economico sono individuati gli atti di
gestione ordinaria e straordinaria della Societa’ e delle sue
controllate dirette ed indirette che, ai fini della loro efficacia e
validita’, necessitano della preventiva approvazione ministeriale.

461. Sulla base dei contenuti e dei termini fissati con direttiva
del Ministro dello sviluppo economico, la Societa’ di cui al comma
460 predispone entro il 31 marzo 2007 un piano di riordino e di
dismissione delle proprie partecipazioni societarie, nei settori non
strategici di attivita’. Il predetto piano di riordino e di
dismissione dovra’ prevedere che entro il 30 giugno 2007 il numero
delle societa’ controllate sia ridotto a non piu’ di tre, nonche’
entro lo stesso termine la cessione, anche tramite una societa’
veicolo, delle partecipazioni di minoranza acquisite; per le societa’
regionali si procedera’ d’intesa con le regioni interessate anche
tramite la cessione a titolo gratuito alle stesse Regioni o altre
amministrazioni pubbliche delle relative partecipazioni. Le
conseguenti operazioni di riorganizzazione, nonche’ quelle
complementari e strumentali sono esenti da imposte dirette e
indirette e da tasse.

462. All’articolo 8, comma 1, della legge 1° agosto 2002, n. 166,
sono soppresse le parole: “, regionali e locali”.

463. Al decreto legislativo 9 gennaio 1999, n. 1, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 2, comma 5, le parole: “, regionali e locali”
sono soppresse;
b) all’articolo 2, il comma 6 e’ sostituito dal seguente:

“6. I diritti dell’azionista in riferimento alla societa’
Sviluppo Italia sono esercitati dal Ministero dell’economia e delle
finanze, d’intesa con il Ministero dello sviluppo economico. Il
Ministro dello sviluppo economico, d’intesa con il Ministro
dell’economia e delle finanze, nomina gli organi della societa’ e ne
riferisce al Parlamento”;
c) all’articolo 2, dopo il comma 6 e’ aggiunto il seguente:

“6-bis. Un magistrato della Corte dei conti, nominato dal
Presidente della Corte stessa, assiste alle sedute degli organi di
amministrazione e di revisione della Societa’.”;
d) l’articolo 4 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 4. – 1. La societa’ presenta annualmente al Ministero
dello sviluppo economico una relazione sulle attivita’ svolte ai fini
della valutazione di coerenza, efficacia ed economicita’ e ne
riferisce alle Camere”.

464. All’articolo 2, comma 6, del decreto legislativo 9 gennaio
1999, n. 1, le parole: “e con il Ministro per le politiche agricole”
sono soppresse.

465. Il Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con
gli altri Ministri competenti, entro quarantacinque giorni dalla data
di entrata in vigore della presente legge, emana un atto di indirizzo
volto, ove necessario, al contenimento del numero dei componenti dei
consigli di amministrazione delle societa’ non quotate partecipate
dal Ministero dell’economia e delle finanze e rispettive societa’
controllate e collegate, al fine di rendere la composizione dei
predetti consigli coerente con l’oggetto sociale delle societa’.

466. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, per il conferimento di nuovi incarichi, nelle societa’ di cui
al comma 465, i compensi degli amministratori investiti di
particolari cariche, ai sensi dell’articolo 2389, terzo comma, del
codice civile, non possono superare l’importo di 500.000 euro annui,
a cui potra’ essere aggiunta una quota variabile, non superiore al 50
per cento della retribuzione fissa, che verra’ corrisposta al
raggiungimento di obiettivi annuali, oggettivi e specifici. Tali
importi saranno rivalutati annualmente con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, in relazione al tasso di inflazione
programmato. Per comprovate ed effettive esigenze il Ministro
dell’economia e delle finanze puo’ concedere autorizzazioni in
deroga. Nella regolamentazione del rapporto di amministrazione, le
societa’ non potranno inserire clausole contrattuali che, al momento
della cessazione dell’incarico, prevedano per i soggetti di cui sopra
benefici economici superiori ad una annualita’ di indennita’.

467. L’articolo 1, comma 9, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
e l’articolo 1, comma 11, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non
si applicano agli incarichi di consulenza conferiti per lo
svolgimento di attivita’ propedeutiche ai processi di dismissione di
societa’ partecipate dal Ministero dell’economia e delle finanze,
ovvero di analisi funzionali alla verifica della sussistenza dei
presupposti normativi e di mercato per l’attivazione di detti
processi.

468. Le disposizioni di cui al comma 216 dell’articolo 1 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, non si applicano al personale con
qualifica non inferiore a dirigente di prima fascia e alle categorie
equiparate, nonche’ ai voli transcontinentali superiori alle cinque
ore.

469. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilita’ e crescita,
di ridurre il complesso della spesa di funzionamento delle
Amministrazioni pubbliche, nonche’ di incrementarne l’efficienza e
migliorare la qualita’ dei servizi, con uno o piu’ regolamenti, da
emanare ai sensi dell’ articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, entro il 30 giugno 2007, il Governo, su proposta del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le organizzazioni
sindacali, procede, senza oneri diretti o indiretti a carico delle
amministrazioni pubbliche, al riordino, alla semplificazione e alla
razionalizzazione degli organismi preposti alla definizione dei
ricorsi in materia pensionistica.

470. Gli uffici centrali del bilancio valutano, in sede di
applicazione delle norme di spesa e minore entrata, la congruenza
delle clausole di copertura.

471. All’articolo 7, comma 2, della legge 11 febbraio 1992,
n. 157, le parole: “e’ sottoposto alla vigilanza della Presidenza del
Consiglio dei ministri” sono sostituite dalle seguenti: “e’
sottoposto alla vigilanza del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare”.

472. All’articolo 7, comma 4, della legge 11 febbraio 1992,
n. 157, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Con regolamento,
da adottare con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su
proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, di concerto con il Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, sono disposte tutte le successive
modificazioni statutarie che si rendano necessarie per rimodulare
l’assetto organizzativo e strutturale dell’Istituto nazionale per la
fauna selvatica, onde consentire ad esso l’ottimale svolgimento dei
propri compiti, in modo da realizzare una piu’ efficiente e razionale
gestione delle risorse finanziarie disponibili”.

473. Il terzo periodo del comma 4 dell’articolo 3 della legge 14
gennaio 1994, n. 20, e’ sostituito dal seguente: “La Corte definisce
annualmente i programmi e i criteri di riferimento del controllo
sulla base delle priorita’ previamente deliberate dalle competenti
Commissioni parlamentari a norma dei rispettivi regolamenti”.

474. Presso il Ministero dell’economia e delle finanze e’
istituita la Commissione tecnica per la finanza pubblica, composta di
dieci membri, per le seguenti finalita’ di studio e di analisi:
a) formulare proposte finalizzate ad accelerare il processo di
armonizzazione e di coordinamento della finanza pubblica e di riforma
dei bilanci delle amministrazioni pubbliche che sia diretto a:
1) per quanto concerne specificamente il bilancio dello Stato,
disegnare una diversa classificazione della spesa, anche mediante
ridefinizione delle unita’ elementari ai fini dell’approvazione
parlamentare, finalizzata al miglioramento della scelta allocativa e
ad una efficiente gestione delle risorse, rafforzando i processi di
misurazione delle attivita’ pubbliche e la responsabilizzazione delle
competenti amministrazioni;
2) migliorare la trasparenza dei dati conoscitivi della finanza
pubblica, con evidenziazione nel bilancio dello Stato della quota di
stanziamenti afferenti alle autorizzazioni legislative di spesa,
nonche’ con una prospettazione delle decisioni in termini di
classificazione funzionale, economica e per macrosettori;
3) armonizzare i criteri di classificazione dei bilanci delle
pubbliche amministrazioni, per un piu’ agevole consolidamento dei
conti di cassa e di contabilita’ nazionale;
b) elaborare studi preliminari e proposte tecniche per la
definizione dei principi generali e degli strumenti di coordinamento
della finanza pubblica e del sistema tributario, con particolare
attenzione al coordinamento dei rapporti finanziari tra lo Stato ed
il sistema delle autonomie territoriali, nonche’ all’efficacia dei
meccanismi di controllo della finanza territoriale in relazione al
rispetto del Patto di stabilita’ europeo;
c) elaborare studi e analisi concernenti l’attivita’ di
monitoraggio’ sui flussi di spesa del Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze;
d) valutare, in collaborazione con l’ISTAT e con gli altri enti
del sistema statistico nazionale, 1′ affidabilita’, la trasparenza e
la completezza dell’informazione statistica relativa agli andamenti
della finanza pubblica;
e) svolgere, su richiesta delle competenti Commissioni
parlamentari, ricerche, studi e rilevazioni e cooperare alle
attivita’ poste in essere dal Parlamento in attuazione del comma 480.

475. La Commissione di cui al comma 474 opera sulla base dei
programmi predisposti dal Ministro dell’economia e delle finanze,
sentiti i Ministri competenti in relazione alle diverse finalita’ e
la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281. Entro il 31 gennaio di ciascun anno il
Ministro dell’economia e delle finanze presenta al Parlamento una
relazione sull’ attivita’ svolta dalla Commissione e sul programma di
lavoro per l’anno in corso. Per l’anno 2007 la Commissione avvia la
propria attivita’ sulla base delle disposizioni di cui ai commi da
474 a 481, con priorita’ per le attivita’ di supporto del programma
di cui al comma 480.

476. Ai fini del raccordo operativo con la Commissione di cui al
comma 474, e’ istituito un apposito Servizio studi nell’ambito del
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del Ministero
dell’economia e delle finanze, cui e’ preposto un dirigente di prima
fascia del medesimo Dipartimento composto di personale appartenente
al Dipartimento stesso.

477. Per l’espletamento della sua attivita’ la Commissione di cui
al comma 474 si avvale, altresi’, della struttura di supporto
dell’Alta Commissione di studio di cui all’articolo 3, comma 1,
lettera b), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e successive
modificazioni, la quale e’ contestualmente soppressa. La Commissione
puo’ altresi’ avvalersi degli strumenti di supporto gia’ previsti per
la Commissione tecnica per la spesa pubblica, di cui all’articolo 32
della legge 30 marzo 1981, n. 119, e successive modificazioni, ivi
incluso l’accesso ai sistemi informativi, di cui al quarto comma del
medesimo articolo 32, nonche’ l’istituzione di una segreteria tecnica
e la stipula di contratti di consulenza, ai sensi dei commi 4 e 5
dell’articolo 8 della legge 17 dicembre 1986, n. 878. A tal fine e’
autorizzata la spesa di 1.200.000 euro annui a decorrere dall’anno
2007.

478. Entro il 31 gennaio 2007, il Ministro dell’economia e delle
finanze, con proprio decreto, nomina la Commissione di cui al comma
474 e stabilisce le regole per il suo funzionamento, nonche’ la data
di inizio della sua attivita’. I membri della Commissione, incluso il
presidente, sono scelti tra esperti di alto profilo
tecnico-scientifico e di riconosciuta competenza in materia di
finanza pubblica; tre dei componenti sono scelti tra una rosa di nomi
indicata dalla Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Il decreto di cui al presente
comma e’ comunicato alle competenti Commissioni parlamentari.

479. I componenti della Commissione di cui al comma 474 sono
nominati per un triennio e possono, alla scadenza, essere rinnovati
per una sola volta.

480. Per l’anno 2007 il Ministro dell’economia e delle finanze,
avvalendosi anche della Commissione di cui al comma 474, promuove la
realizzazione di un programma straordinario di analisi e valutazione
della spesa delle amministrazioini centrali, anche in relazione alla
applicazione delle disposizioni del comma 507, individuando le
criticita’, le opzioni di riallocazione delle risorse, le possibili
strategie di miglioramento dei risultati ottenibili con le risorse
stanziate, sul piano della qualita’ e dell’economicita’. Ai fini
dell’attuazione del programma di cui al presente comma, le
amministrazioni dello Stato trasmettono, entro il 31 marzo 2007, al
Ministero dell’economia e delle finanze un rapporto sullo stato della
spesa nei rispettivi settori di competenza, anche alla luce
dell’applicazione delle disposizioni del comma 507 e delle altre
disposizioni di cui ai commi da 404 a 512, indicando le difficolta’
emerse e formulando proposte di intervento in ordine alla allocazione
delle risorse e alle azioni che possono incrementare l’efficacia
della spesa. Il Governo riferisce sull’attuazione del programma di
cui al presente comma nell’ambito del Documento di programmazione
economico-finanziaria presentato nell’anno 2007. Il Ministro
dell’economia e delle finanze, entro il 30 settembre 2007, presenta
al Parlamento una relazione sui risultati del programma straordinario
di analisi e valutazione della spesa delle amministrazioni centrali
di cui al presente comma e sulle conseguenti iniziative di
intervento. In allegato alla relazione un apposito documento da’
conto dei provvedimenti adottati ai sensi delle disposizioni
introdotte dal comma 482.

481. Per il potenziamento delle attivita’ e degli strumenti di
analisi e monitoraggio degli andamenti di finanza pubblica, a
decorrere dall’anno 2007, e’ autorizzata la spesa di 5 milioni di
euro annui di cui una quota parte non inferiore a 3 milioni di euro
da destinare al Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato
del Ministero dell’economia e delle finanze. Con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze lo stanziamento e’ ripartito tra le
amministrazioni interessate per gli scopi di cui al presente comma. A
decorrere dal medesimo anno 2007 e’ altresi’ autorizzata la spesa di
600.000 euro in favore di ciascuna Camera per il potenziamento e il
collegamento delle strutture di supporto del Parlamento, anche
avvalendosi della cooperazione di altre istituzioni e di istituti di
ricerca. In relazione alle finalita’ di cui al presente comma, una
quota, stabilita con decreto del Ministro dell’ economia e delle
finanze, delle risorse attribuite al Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato e’ destinata ad un programma straordinario di
reclutamento di personale con elevata professionalita’. Le relative
modalita’ di reclutamento sono definite, anche in deroga alle vigenti
disposizioni in materia, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, secondo
periodo, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.

482. All’articolo 28 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e
successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e’ sostituito dal seguente:

“1. Al fine di conseguire gli obiettivi di stabilita’ e
crescita, di ridurre il complesso della spesa di funzionamento delle
amministrazioni pubbliche, di incrementare l’efficienza e di
migliorare la qualita’ dei servizi, con uno o piu’ regolamenti, da
emanare ai sensi dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto
1988, n. 400, entro il 30 giugno 2007, il Governo, su proposta del
Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e con il Ministro interessato, sentite le organizzazioni
sindacali per quanto riguarda i riflessi sulla destinazione del
personale, procede al riordino, alla trasformazione o alla
soppressione e messa in liquidazione degli enti ed organismi
pubblici, nonche’ di strutture amministrative pubbliche nel rispetto
dei seguenti principi e criteri direttivi:
a) fusione degli enti, organismi e strutture pubbliche
comunque denominate che svolgono attivita’ analoghe o complementari,
con conseguente riduzione della spesa complessiva e corrispondente
riduzione del contributo statale di funzionamento;
b) trasformazione degli enti ed organismi pubblici che non
svolgono funzioni e servizi di rilevante interesse pubblico in
soggetti di diritto privato ovvero soppressione e messa in
liquidazione degli stessi secondo le modalita’ previste dalla legge 4
dicembre 1956, n. 1404, e successive modificazioni, fermo restando
quanto previsto dalla lettera d) del presente comma, nonche’
dall’articolo 9, comma 1-bis, lettera c), del decreto-legge 15 aprile
2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno
2002, n. 112;
c) razionalizzazione e riduzione degli organi di indirizzo
amministrativo, gestione e consultivi;
d) per gli enti soppressi e messi in liquidazione lo Stato
risponde delle passivita’ nei limiti dell’attivo della singola
liquidazione;
e) abrogazione delle disposizioni legislative che prescrivono
il finanziamento, diretto o indiretto, a carico del bilancio dello
Stato o di altre amministrazioni pubbliche, degli enti ed organismi
pubblici soppressi e posti in liquidazione o trasformati in soggetti
di diritto privato ai sensi della lettera b)”;
b) i commi 2, 2-bis, 5 e 6 sono abrogati.

483. Dall’attuazione del comma 482 deve derivare un miglioramento
dell’indebitamento netto non inferiore a 205 milioni di euro per
l’anno 2007, a 310 milioni di euro per l’anno 2008 e a 415 milioni di
euro a decorrere dall’anno 2009. A tal fine, entro il 30 settembre
2007, il Governo da’ conto dei provvedimenti adottati in apposito
documento allegato alla relazione di cui al comma 480.

484. La societa’ di cui all’articolo 9, comma 1-bis, lettera c),
del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, acquista nell’anno
2007 gli immobili delle gestioni liquidatorie di cui alla legge 4
dicembre 1956, n. 1404, e successive modificazioni, per un
controvalore non inferiore a 180 milioni di euro.

485. La lettera e) dell’articolo 2 della legge 7 luglio 1901,
n. 306, come sostituita dal comma 23 dell’articolo 52 della legge 27
dicembre 2002, n. 289, e’ sostituita dalla seguente:

“e) il contributo obbligatorio di tutti i sanitari dipendenti
pubblici, iscritti ai rispettivi ordini professionali italiani dei
medici chirurghi, odontoiatri, veterinari e farmacisti, nella misura
e con modalita’ di versamento fissate dal Consiglio di
amministrazione della fondazione con regolamenti soggetti ad
approvazione dei Ministeri vigilanti ai sensi dell’articolo 3, comma
2, del decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e successive
modificazioni”.

486. I commi 89, 90 e 91 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre
2005, n. 266, sono sostituiti dai seguenti:

“89. L’Ispettorato generale per la liquidazione degli enti
disciolti del Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato del
Ministero dell’economia e delle finanze e’ soppresso. Con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze le competenze dell’Ispettorato
sono attribuite ad uno o piu’ Ispettorati generali del Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato.

90. Il personale adibito, alla data di entrata in vigore della
presente disposizione, alle procedure di liquidazione previste dalla
legge 4 dicembre 1956, n. 1404, e successive modificazioni, e’
destinato alle altre attivita’ istituzionali del citato Dipartimento
della ragioneria generale dello Stato.

91. Alla definizione delle pregresse posizioni previdenziali del
personale degli enti soppressi, per il quale non sia stata ancora
effettuata, ai sensi degli articoli 74, 75 e 76 del decreto del
Presidente della Repubblica 20 dicembre 1979, n. 761, e della legge
27 ottobre 1988, n. 482, la ricongiunzione dei servizi ai fini
dell’indennita’ di anzianita’ e del trattamento integrativo di
previdenza, provvede la gestione previdenziale di destinazione di
detto personale. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente disposizione, l’INPS, l’INPDAP e l’INAIL, limitatamente ai
trattamenti pensionistici integrativi relativi alla soppressa
gestione sanitaria, concordano con il Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato del Ministero dell’economia e delle finanze,
anche in via presuntiva e a completa definizione delle predette
posizioni previdenziali, l’ammontare dei capitali di copertura
necessari. L’INPS e l’INPDAP subentrano, a decorrere dalla data
di perfezionamento dell’accordo con il Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato, al Ministero dell’economia e delle
finanze nelle vertenze innanzi al giudice ordinario e a quello
amministrativo, concernenti le pregresse posizioni previdenziali del
personale degli enti soppressi”.

487. L’ammontare della remunerazione di cui al capitolo 2835 dello
stato di previsione della spesa del Ministero dell’economia e delle
finanze per l’anno finanziario 2006 e successivi e’ annualmente
determinato con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze
con riferimento ai servizi resi nell’anno precedente dalla societa’
di cui all’articolo 9, comma 1-bis, lettera c), del decreto-legge 15
aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
giugno 2002, n. 112, per la gestione della liquidazione e del
contenzioso degli enti pubblici, nel limite dello stanziamento di
bilancio a legislazione vigente.

488. Sono trasferiti alla societa’ FINTECNA o a societa’ da essa
interamente controllata, con ogni loro componente attiva e passiva,
ivi compresi i rapporti in corso e le cause pendenti, i patrimoni di
EFIM in liquidazione coatta amministrativa e delle societa’ in
liquidazione coatta amministrativa interamente controllate da EFIM.
Detti patrimoni costituiscono tra loro un unico patrimonio, separato
dal residuo patrimonio della societa’ trasferitaria. Alla data del
trasferimento sono chiuse le liquidazioni coatte amministrative di
EFIM e delle predette societa’, con conseguente estinzione delle
stesse e con contestuale cessazione dalla carica dei loro commissari
liquidatori. La societa’ trasferitaria procede alla cancellazione di
tali societa’ dal registro delle imprese.

489. Il trasferimento di cui al comma 488 decorre dal quindicesimo
giorno successivo alla data di presentazione al Ministero
dell’economia e delle finanze del rendiconto finale delle
liquidazioni coatte amministrative, che e’ presentato dal commissario
liquidatore di EFIM in liquidazione coatta amministrativa entro
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge. Al predetto commissario devono essere comunicati, almeno
centoventi giorni prima, i rendiconti finali delle procedure delle
societa’ di cui al comma 488.

490. Per il trasferimento dei patrimoni di cui al comma 488, il
commissario liquidatore di EFIM predispone una situazione
patrimoniale di riferimento tenendo conto del rendiconto finale di
cui al comma 489. Un collegio di tre periti verifica, entro novanta
giorni dalla nomina, tale situazione patrimoniale e predispone, sulla
base della stessa, una valutazione estimativa dell’esito finale della
liquidazione dei patrimoni trasferiti. Tale valutazione deve, tra
l’altro, tenere conto delle garanzie di cui al comma 491, nonche’ di
tutti i costi e gli oneri necessari per il completamento della
liquidazione di detti patrimoni, individuando altresi’ il fabbisogno
finanziario stimato per la chiusura della liquidazione medesima. I
componenti del collegio sono designati, uno ciascuno, da EFIM e dalla
societa’ trasferitaria e il presidente e’ scelto dal Ministero
dell’economia e delle finanze. L’importo massimo del compenso per i
periti e’ determinato dal Ministero dell’economia e delle finanze con
il decreto di cui al comma 497 ed e’ ad esclusivo carico delle parti.
Il valore stimato dell’esito finale della liquidazione costituisce il
corrispettivo per il trasferimento stesso, che e’ corrisposto dalla
societa’ trasferitaria al Ministero dell’economia e delle finanze,
fermo restando quanto previsto al comma 494.

491. Effettuato il trasferimento, la societa’ trasferitaria
procede alla liquidazione dei patrimoni trasferiti, avendo per scopo
la finale monetizzazione degli attivi, la piu’ celere definizione dei
rapporti creditori e debitori e dei contenziosi in corso e il
pagamento dei creditori dei patrimoni trasferiti, assicurando il
rigoroso rispetto del principio della separatezza di tali patrimoni
dal proprio. La societa’ trasferitaria non risponde con il proprio
patrimonio dei debiti e degli oneri dei patrimoni ad essa trasferiti
in base alla presente legge, ivi compresi quelli sostenuti per la
liquidazione di tali patrimoni. Ai creditori dei patrimoni trasferiti
continua ad applicarsi la garanzia dello Stato prevista dall’articolo
5 del decreto-legge 19 dicembre 1992, n. 487, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 febbraio 1993, n. 33, e successive
modificazioni. Le disponibilita’ finanziarie rivenienti e conseguenti
ai trasferimenti di cui ai commi da 488 a 497 devono affluire su un
apposito conto corrente infruttifero da aprire presso la Tesoreria
centrale per conto dello Stato, intestato alla societa’
trasferitaria. Con decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ fissato, tenendo conto del fabbisogno finanziario, come
individuato ai sensi del comma 490, l’ammontare delle risorse
finanziarie tratte dal predetto conto corrente infruttifero e
depositate presso il sistema bancario per le esigenze urgenti ed
improcrastinabili relative alla liquidazione dei patrimoni
trasferiti.

492. Dalla data del trasferimento, la societa’ trasferitaria
subentra automaticamente nei processi attivi e passivi pendenti nei
quali sono parti EFIM in liquidazione coatta amministrativa e le
societa’ di cui al comma 488, in luogo di essi, senza che si faccia
luogo all’interruzione dei processi e senza mutamento del rito
applicabile. Le spese legali e di consulenza tecnica relative a tali
processi o alle eventuali transazioni non possono comunque superare,
per ciascuna vertenza comprensiva di tutti i diversi gradi di
giudizio, l’ammontare di 300.000 euro.

493. Al termine della liquidazione dei patrimoni trasferiti, il
collegio dei periti di cui al comma 490, determina l’eventuale
maggiore importo risultante dalla differenza tra l’esito economico
effettivo consuntivato alla chiusura della liquidazione e il
corrispettivo versato di cui al medesimo comma 490. Di tale eventuale
maggiore importo, detratto il costo della valutazione, il 70 per
cento e’ attribuito al Ministero dell’economia e delle finanze e la
residua quota del 30 per cento e’ di competenza della societa’
trasferitaria in ragione del migliore risultato conseguito nella
liquidazione.

494. Allo scopo di accelerare e razionalizzare la prosecuzione
delle liquidazioni coatte amministrative delle societa’ non
interamente controllate, direttamente o indirettamente da EFIM in
liquidazione coatta amministrativa, nella stessa data di cui al comma
489 i commissari liquidatori delle stesse decadono dalle loro
funzioni e la funzione di commissario liquidatore e’ assunta dalla
societa’ trasferitaria. Il trasferimento delle funzioni e’
disciplinato dalle vigenti norme in materia di liquidazione coatta
amministrativa.

495. Tutti gli atti compiuti in attuazione delle disposizioni di
cui ai commi da 488 a 494 sono esenti da qualunque imposta, diretta o
indiretta, tassa, obbligo e onere tributario comunque inteso o
denominato.

496. Le disposizioni di cui ai commi da 488 a 495 si applicano, in
quanto compatibili, alla societa’ ITALTRADE Spa in liquidazione.

497. Il Ministero dell’economia e delle finanze stabilisce con uno
o piu’ decreti i criteri e le modalita’ di attuazione dei commi da
488 a 496.

498. I commissari liquidatori, nominati a norma dell’articolo 7,
comma 3, della legge 12 dicembre 2002, n. 273, nelle procedure di
amministrazione straordinaria disciplinate dal decreto-legge 30
gennaio 1979, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
aprile 1979, n. 95, e successive modificazioni, e i commissari
straordinari nominati nelle procedure di amministrazione
straordinaria disciplinate dal decreto legislativo 8 luglio 1999,
n. 270, e dal decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39, decadono se non
confermati entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge. A tal fine, il Ministro dello sviluppo economico, con
proprio decreto, puo’ disporre l’attribuzione al medesimo organo
commissariale, se del caso con composizione collegiale, dell’incarico
relativo a piu’ procedure che si trovano nella fase liquidatoria,
dando mandato ai commissari di realizzare una gestione unificata dei
servizi generali e degli affari comuni, al fine di assicurare le
massime sinergie organizzative e conseguenti economie gestionali. Con
il medesimo decreto l’incarico di commissario puo’ essere attribuito
a studi professionali associati o a societa’ tra professionisti, in
conformita’ a quanto disposto all’articolo 28, primo comma, lettera
b), del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive
modificazioni.

499. Il numero dei commissari nominati o confermati ai sensi del
comma 498 non puo’ superare la meta’ del numero dei commissari in
carica alla data di entrata in vigore della presente legge. Gli
stessi stipulano convenzioni con i professionisti la cui opera si
rende necessaria nell’interesse della procedura, al fine di ridurre i
costi a carico dei creditori.

500. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, da
adottare nel termine di centottanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, sono definiti i criteri per la
determinazione e la liquidazione dei compensi dovuti ai commissari
liquidatori nominati nelle procedure di amministrazione straordinaria
disciplinate dal decreto-legge 30 gennaio 1979, n. 26, convertito,
con modificazioni, dalla legge 3 aprile 1979, n. 95, e successive
modificazioni, tenuto conto dei criteri previsti dal regolamento di
cui al decreto del Ministro di grazia e giustizia 28 luglio 1992,
n. 570, nonche’ delle modifiche e degli adattamenti suggeriti dalla
diversita’ delle procedure.

501. Il compenso dei commissari di cui al comma 498 e’ determinato
nella misura spettante in relazione al numero delle procedure ad essi
assegnate ridotto del 30 per cento.

502. All’articolo 8 del decreto-legge 23 dicembre 2003, n. 347,
convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39,
dopo il comma 1, e’ aggiunto il seguente:

“1-bis. La facolta’ prevista dall’articolo 97 del decreto
legislativo n. 270 e’ esercitata dal Commissario straordinario
nominato ai sensi dell’articolo 2, comma 2 del presente decreto. Nel
caso di concordato con assunzione, la medesima facolta’ e’
esercitata, dopo la chiusura della procedura a norma dell’articolo
4-bis, comma 11, del presente decreto dall’assuntore del concordato.
Se, al momento della chiusura della procedura, il commissario
straordinario e’ costituito parte civile nel processo penale,
l’assuntore subentra nell’azione anche se e’ scaduto il termine
previsto dall’articolo 79 del codice di procedura penale”.

503. Il Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto con
il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
sentito il Ministero delle infrastrutture, e’ autorizzato a
procedere, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, alla trasformazione della SOGESID Spa, al fine
di renderla strumentale alle esigenze e finalita’ del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche
procedendo a tale scopo alla fusione per incorporazione con altri
soggetti, societa’ e organismi di diritto pubblico che svolgono
attivita’ nel medesimo settore della SOGESID Spa.

504. Per la realizzazione delle finalita’ di cui al comma 503,
alla data di entrata in vigore della presente legge, gli organismi di
amministrazione della SOGESID Spa sono sciolti e sono nominati un
Commissario straordinario e un subcommissario, con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il
Ministro delle infrastrutture.

505. A decorrere dall’anno 2007, le disposizioni di cui
all’articolo 1, commi 9, 10, 11, 56, 58 e 61, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, e successive modificazioni, si applicano alle
amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico consolidato
della pubblica amministrazione, di cui all’elenco ISTAT pubblicato in
attuazione del comma 5 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004,
n. 311. Restano salve le esclusioni previste dai commi 9, 12 e 64
dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e successive
modificazioni. Per quanto riguarda le spese di personale, le predette
amministrazioni adeguano le proprie politiche ai principi di
contenimento e razionalizzazione di cui alla presente legge. Il
presente comma non si applica agli organi costituzionali.

506. Agli enti pubblici di ricerca, all’Istituto nazionale di
economia agraria, all’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti
e la nutrizione, al Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in
agricoltura, all’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i
servizi tecnici e alle agenzie regionali per l’ambiente, non si
applica l’articolo 22, comma 2, del decreto-legge 4 luglio 2006,
n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006,
n. 248.

507. Per gli esercizi 2007, 2008 e 2009, e’ accantonata e resa
indisponibile, in maniera lineare, con esclusione degli effetti
finanziari derivanti dalla presente legge, una quota, pari
rispettivamente a 4.572 milioni di euro, a 5.031 milioni di euro e a
4.922 milioni di euro, delle dotazioni delle unita’ previsionali di
base iscritte nel bilancio dello Stato, anche con riferimento alle
autorizzazioni di spesa predeterminate legislativamente, con
esclusione del comparto della radiodiffusione televisiva locale,
relative a consumi intermedi (categoria 2), a trasferimenti correnti
ad amministrazioni pubbliche (categoria 4), con esclusione dei
trasferimenti a favore della protezione civile, del Fondo ordinario
delle universita’ statali, degli enti territoriali, degli enti
previdenziali e degli organi costituzionali, ad altri trasferimenti
correnti (categorie 5, 6 e 7), con esclusione dei trasferimenti
all’estero aventi natura obbligatoria, delle pensioni di guerra e
altri assegni vitalizi, delle erogazioni agli istituti di patronato e
di assistenza sociale, nonche’ alle confessioni religiose di cui alla
legge 20 maggio 1985, n. 222, e successive modificazioni, ad altre
uscite correnti (categoria 12) e alle spese in conto capitale, con
esclusione dei trasferimenti a favore della protezione civile, di una
quota pari al 50 per cento dello stanziamento del Fondo per le aree
sottoutilizzate, dei limiti di impegno gia’ attivati, delle rate di
ammortamento mutui, dei trasferimenti agli enti territoriali e delle
acquisizioni di attivita’ finanziarie. Ai fini degli accantonamenti
complessivi indicati, le dotazioni iscritte nelle unita’ previsionali
di base dello stato di previsione del Ministero della pubblica
istruzione sono accantonate e rese indisponibili, in maniera lineare,
per un importo complessivo di 40 milioni di euro per ciascun anno del
triennio 2007-2009. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, da adottare, su proposta dei Ministri competenti, entro il
31 marzo di ciascun anno del triennio 2007-2009, possono essere
disposte variazioni degli accantonamenti di cui al primo periodo,
anche interessando diverse unita’ previsionali relative alle suddette
categorie con invarianza degli effetti sul fabbisogno e
sull’indebitamento netto della pubblica amministrazione, restando
preclusa la possibilita’ di utilizzo di risorse di conto capitale per
disaccantonare risorse di parte corrente. Lo schema di decreto e’
trasmesso al Parlamento per l’acquisizione del parere delle
Commissioni competenti per le conseguenze di carattere finanziario.

508. Il Ministro competente, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, puo’ comunicare all’Ufficio centrale
del bilancio ulteriori accantonamenti aggiuntivi delle dotazioni
delle unita’ previsionali di parte corrente del proprio stato di
previsione, fatta eccezione per le spese obbligatorie e per quelle
predeterminate legislativamente, da destinare a consuntivo, per una
quota non superiore al 30 per cento, ad appositi fondi per
l’incentivazione, mediante contrattazione integrativa, del personale
dirigente e non dirigente che abbia contribuito direttamente al
conseguimento degli obiettivi di efficienza e di razionalizzazione
dei processi di spesa.

509. Le dotazioni relative alle autorizzazioni di spesa di cui
alla Tabella C allegata alla presente legge sono ridotte, in maniera
lineare, per un importo complessivo pari a euro 126,4 milioni per
l’anno 2007, a euro 335,4 milioni per l’anno 2008 e a euro 11,4
milioni per l’anno 2009.

510. Nell’ambito delle risorse disponibili, in attuazione dell’
articolo 3, comma 1, del decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132,
convertito, con modificazioni, dalla legge 13 luglio 1999, n. 226, i
termini previsti dall’articolo 4, comma 92, della legge 24 dicembre
2003, n. 350, sono prorogati fino al 31 dicembre 2007.

511. Nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ istituito, con una dotazione, in termini di sola cassa, di
520 milioni di euro per l’anno 2007, un Fondo per la compensazione
degli effetti finanziari non previsti a legislazione vigente
conseguenti all’attualizzazione di contributi pluriennali, ai sensi
del comma 177-bis dell’ articolo 4 della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, introdotto dal comma 512 del presente articolo. All’utilizzo
del Fondo per le finalita’ di cui al primo periodo si provvede con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, da trasmettere al
Parlamento, per il parere delle Commissioni parlamentari competenti
per materia e per i profili finanziari, e alla Corte dei conti.

512. Dopo il comma 177 dell’articolo 4 della legge 24 dicembre
2003, n. 350, e’ inserito il seguente:

“177-bis. In sede di attuazione di disposizioni legislative che
autorizzano contributi pluriennali, il relativo utilizzo, anche
mediante attualizzazione, e’ disposto con decreto del Ministro
competente, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, previa verifica dell’assenza di effetti peggiorativi sul
fabbisogno e sull’indebitamento netto rispetto a quelli previsti
dalla legislazione vigente. In caso si riscontrino effetti finanziari
non previsti a legislazione vigente gli stessi possono essere
compensati a valere sulle disponibilita’ del Fondo per la
compensazione degli effetti conseguenti all’attualizzazione dei
contributi pluriennali. Le disposizioni del presente comma si
applicano anche alle operazioni finanziarie poste in essere dalle
pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 5, della legge
30 dicembre 2004, n. 311, a valere sui predetti contributi
pluriennali, il cui onere sia posto a totale carico dello Stato. Le
amministrazioni interessate sono, inoltre, tenute a comunicare
preventivamente al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato e Dipartimento del
tesoro, all’ISTAT e alla Banca d’Italia la data di attivazione delle
operazioni di cui al presente comma ed il relativo ammontare”.

513. Per l’anno 2007, a valere sul fondo di cui al comma 96
dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311, appositamente
incrementato, per gli anni 2007, 2008 e 2009, di 31,1 milioni di
euro, i Corpi di polizia sono autorizzati, entro il 30 marzo, ad
effettuare assunzioni per un contingente complessivo di personale non
superiore a 2.000 unita’. In questo contingente sono compresi 1.316
agenti della Polizia di Stato trattenuti in servizio, da ultimo, ai
sensi del decreto-legge 27 settembre 2006, n. 260, convertito, con
modificazioni dalla legge 10 novembre 2006, n. 280, che sono assunti
a tempo indeterminato a decorrere dal l° gennaio 2007 con le
modalita’ previste all’articolo 1 del decreto-legge 30 dicembre 2005,
n. 272, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2006,
n. 49.

514. Per l’anno 2007 e’ autorizzata, a decorrere dal 1° luglio
2007, l’assunzione di un contingente di 600 vigili del fuoco.

515. Per l’anno 2007, per esigenze connesse con la prevenzione ed
il contrasto del terrorismo, anche internazionale, e della
criminalita’ organizzata, l’Arma dei carabinieri e’ autorizzata, in
deroga all’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, ad effettuare reclutamenti straordinari, entro un limite di
spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2007 e di 10 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2008. Con decreto del Ministro della difesa,
adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e
con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, si provvede, entro il predetto limite di spesa, alla
distribuzione nei vari gradi dei relativi reclutamenti.

516. Per l’anno 2007, al fine di garantire il consolidamento
dell’azione di contrasto all’economia sommersa, nonche’ la piena
efficacia degli interventi in materia di polizia economica e
finanziaria, il Corpo della guardia di finanza e’ autorizzato, in
deroga all’articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, ad effettuare reclutamenti straordinari, entro un limite di
spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2007 e di 10 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2008. Con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, adottato di concerto con il Ministro per le riforme e
le innovazioni nella pubblica amministrazione, si provvede, entro il
predetto limite di spesa, alla distribuzione nei vari gradi dei
relativi reclutamenti.

517. Per l’anno 2007, e’ autorizzato, in deroga all’articolo 1,
comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, il reclutamento di
magistrati ordinari entro il limite di spesa di 3 milioni di euro per
l’anno 2007 e di 15 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008.

518. Per l’anno 2007, e’ autorizzato, in deroga all’articolo 1,
comma 95, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, il reclutamento di
magistrati amministrativi e contabili, di avvocati e procuratori
dello Stato, entro il limite di spesa di 1,370 milioni di euro per
l’anno 2007 e di 5,671 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008.
Alla ripartizione delle predette assunzioni, si provvede mediante
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri adottato su
proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze.

519. Per l’anno 2007 una quota pari al 20 per cento del fondo di
cui al comma 513 e’ destinata alla stabilizzazione a domanda del
personale non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno
tre anni, anche non continuativi, o che consegua tale requisito in
virtu’ di contratti stipulati anteriormente alla data del 29
settembre 2006 o che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche
non continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in
vigore della presente legge, che ne faccia istanza, purche’ sia stato
assunto mediante procedure selettive di natura concorsuale o previste
da norme di legge. Alle iniziative di stabilizzazione del personale
assunto a tempo determinato mediante procedure diverse si provvede
previo espletamento di prove selettive. Le amministrazioni continuano
ad avvalersi del personale di cui al presente comma, e
prioritariamente del personale di cui all’ articolo 23, comma 1, del
decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive
modificazioni, in servizio al 31 dicembre 2006, nelle more della
conclusione delle procedure di stabilizzazione. Nei limiti del
presente comma, la stabilizzazione del personale volontario del Corpo
nazionale dei vigili del fuoco e’ consentita al personale che risulti
iscritto negli appositi elenchi, di cui all’ articolo 6 del decreto
legislativo 8 marzo 2006, n. 139, da almeno tre anni ed abbia
effettuato non meno di centoventi giorni di servizio. Con decreto del
Ministro dell’interno, fermo restando il possesso dei requisiti
ordinari per l’accesso alla qualifica di vigile del fuoco previsti
dalle vigenti disposizioni, sono stabiliti i criteri, il sistema di
selezione, nonche’ modalita’ abbreviate per il corso di formazione.
Le assunzioni di cui al presente comma sono autorizzate secondo le
modalita’ di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27
dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.

520. Per l’anno 2007, per le specifiche esigenze degli enti di
ricerca, e’ costituito, nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, un apposito fondo, destinato alla
stabilizzazione di ricercatori, tecnologi, tecnici e personale
impiegato in attivita’ di ricerca in possesso dei requisiti temporali
e di selezione di cui al comma 519, nonche’ all’assunzione dei
vincitori di concorso con uno stanziamento pari a 20 milioni di euro
per l’anno 2007 e a 30 milioni di euro, a decorrere dall’anno 2008.
All’utilizzo del predetto fondo si provvede con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, da adottare, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, sentite le amministrazioni
vigilanti, su proposta della Presidenza del Consiglio dei ministri –
Dipartimento della funzione pubblica, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato.

521. Le modalita’ di assunzione di cui al comma 519 trovano
applicazione anche nei confronti del personale di cui all’ articolo
1, commi da 237 a 242, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, in
possesso dei requisiti previsti dal citato comma 519, fermo restando
il relativo onere a carico del fondo previsto dall’articolo 1, comma
251, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, fatto salvo per il
restante personale quanto disposto dall’articolo 1, comma 249, della
stessa legge n. 266 del 2005.

522. Al fine di potenziare l’attivita’ di sorveglianza nelle aree
naturali protette di rilievo internazionale e nazionale, ai sensi
dell’articolo 19 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, il Corpo
forestale dello Stato e’ autorizzato ad assumere, a decorrere dal 1°
gennaio 2007, in deroga all’articolo 1, comma 95, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, 166 idonei non vincitori del concorso pubblico
per 500 allievi agenti forestali svolto in attuazione dell’articolo
1, comma 2, della legge 27 marzo 2004, n. 77. Al relativo onere, pari
a 2,2 milioni di euro per l’anno 2007 e a 5,24 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2008, si provvede mediante corrispondente
riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 4, comma
7, della legge 6 febbraio 2004, n. 36, relativamente ai fondi di cui
al decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227. 11 Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

523. Per gli anni 2008 e 2009 le amministrazioni dello Stato,
anche ad ordinamento autonomo, ivi compresi i Corpi di polizia ed il
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, le agenzie, incluse le agenzie
fiscali di cui agli articoli 62, 63 e 64 del decreto legislativo 30
luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, gli enti pubblici
non economici e gli enti pubblici di cui all’articolo 70, comma 4,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, possono procedere, per ciascun anno, ad assunzioni di
personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di
personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per
cento di quella relativa alle cessazioni avvenute nell’anno
precedente. Il limite di cui al presente comma si applica anche alle
assunzioni del personale di cui all’articolo 3 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. Le
limitazioni di cui al presente comma non si applicano alle assunzioni
di personale appartenente alle categorie protette e a quelle connesse
con la professionalizzazione delle Forze armate di cui alla legge 14
novembre 2000, n. 331, al decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215,
ed alla legge 23 agosto 2004, n. 226, fatto salvo quanto previsto
dall’articolo 25 della medesima legge n. 226 del 2004.

524. L’Agenzia autonoma per la gestione dell’albo dei segretari
comunali e provinciali procede a bandire il corso-concorso per
l’accesso in carriera dei segretari comunali e provinciali secondo le
vigenti disposizioni normative. Il corso-concorso, fermo restando per
il resto quanto previsto dalle norme vigenti, ha una durata di nove
mesi ed e’ seguito da un tirocinio pratico di tre mesi presso uno o
piu’ comuni. Durante il corso e’ prevista una verifica volta ad
accertare l’apprendimento.

525. Per l’anno 2007, le vacanze organiche nei ruoli dei
sovrintendenti e degli ispettori del Corpo di polizia penitenziaria
di cui alla tabella A allegata al decreto legislativo 30 ottobre
1992, n. 443, come sostituita dalla tabella F allegata al decreto
legislativo 21 maggio 2000, n. 146, possono essere utilizzate per le
assunzioni di agenti anche in eccedenza alla dotazione organica del
ruolo degli agenti ed assistenti della predetta tabella F, mediante
assunzione, a domanda, degli agenti ausiliari del Corpo di polizia
penitenziaria, reclutati ai sensi dell’articolo 6 della legge 30
novembre 2000, n. 356, e dell’articolo 50 della legge 23 dicembre
2000, n. 388, anche se cessati dal servizio nel limite di 500 unita’
e comunque, entro un limite di spesa annua di 15 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2007. Le conseguenti posizioni di soprannumero
nel ruolo degli agenti ed assistenti sono riassorbite per effetto dei
passaggi per qualunque causa del personale del predetto ruolo a
quelli dei sovrintendenti e degli ispettori. Ferme restando le
procedure di autorizzazione di cui al comma 536, con decreto del
Ministro della giustizia sono definiti i requisiti e le modalita’ per
le predette assunzioni, nonche’ i criteri per la formazione della
relativa graduatoria e le modalita’ abbreviate del corso di
formazione, anche in deroga agli articoli 6 e 7 del decreto
legislativo 30 ottobre 1992, n. 443.

526. Le amministrazioni di cui al comma 523 possono altresi’
procedere, per gli anni 2008 e 2009, nel limite di un contingente di
personale non dirigenziale complessivamente corrispondente ad una
spesa pari al 40 per cento di quella relativa alle cessazioni
avvenute nell’anno precedente, alla stabilizzazione del rapporto di
lavoro del personale, in possesso dei requisiti di cui al comma 519.
Nel limite del predetto contingente, per avviare anche per il Corpo
nazionale dei vigili del fuoco la trasformazione in rapporti a tempo
indeterminato delle forme di organizzazione precaria del lavoro, e’
autorizzata una stabilizzazione del personale volontario, di cui agli
articoli 6, 8 e 9 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, che,
alla data del 1° gennaio 2007, risulti iscritto negli appositi
elenchi di cui al predetto articolo 6 del decreto legislativo 8 marzo
2006, n. 139, da almeno tre anni ed abbia effettuato non meno di
centoventi giorni di servizio. Con decreto del Ministro dell’interno,
fermo restando il possesso dei requisiti ordinari per l’accesso alla
qualifica di vigile del fuoco previsti dalle vigenti disposizioni,
sono stabiliti i criteri, il sistema di selezione, nonche’ modalita’
abbreviate per il corso di formazione.

527. Per fronteggiare indifferibili esigenze di servizio di
particolare rilevanza, per ciascuno degli anni 2008 e 2009, le
amministrazioni di cui al comma 523 non interessate al processo di
stabilizzazione previsto dai commi da 513 a 543, possono procedere ad
ulteriori assunzioni, previo effettivo svolgimento delle procedure di
mobilita’, nel limite di un contingente complessivo di personale
corrispondente ad una spesa annua lorda pari a 75 milioni di euro a
regime. A tale fine e’ istituito un apposito fondo nello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze con uno
stanziamento pari a 25 milioni di euro per l’anno 2008, a 100 milioni
di euro per l’anno 2009 e a 150 milioni di euro a decorrere dall’anno
2010. Per ciascuno degli anni 2008 e 2009, nel limite di una spesa
pari a 25 milioni di euro per ciascun anno iniziale e a 75 milioni di
euro a regime, le autorizzazioni ad assumere sono concesse secondo le
modalita’ di cui all’articolo 39, comma 3-ter, della legge 27
dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni

528. Le procedure di conversione in rapporti di lavoro a tempo
indeterminato dei contratti di formazione e lavoro prorogati ai sensi
dell’articolo 1, comma 243, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
ovvero in essere alla data del 30 settembre 2006, possono essere
attuate a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, nel limite dei posti disponibili in organico. Nell’attesa
delle procedure di conversione di cui al presente comma i contratti
di formazione e lavoro sono prorogati al 31 dicembre 2007.

529. Per il triennio 2007-2009 le pubbliche amministrazioni
indicate al comma 523, che procedono all’assunzione di personale a
tempo determinato, nei limiti ed alle condizioni previsti dal comma
1-bis dell’articolo 36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
nonche’ dal comma 538 del presente articolo, nel bandire le relative
prove selettive riservano una quota del 60 per cento del totale dei
posti programmati ai soggetti con i quali hanno stipulato uno o piu’
contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per la durata
complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre
2006, attraverso i quali le medesime abbiano fronteggiato esigenze
attinenti alle ordinarie attivita’ di servizio.

530. Al fine di potenziare l’azione di contrasto dell’evasione e
dell’elusione fiscale, nonche’ l’attivita’ di monitoraggio e
contenimento della spesa, una quota parte, stabilita con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, delle risorse previste per il
finanziamento di specifici programmi di assunzione del personale
dell’amministrazione economico-finanziaria, e’ destinata alle agenzie
fiscali. Le modalita’ di reclutamento del personale
dell’amministrazione economicofinanziaria, incluso quello delle
agenzie fiscali, sono definite, anche in deroga ai limiti previsti
dalle vigenti disposizioni, sentite le organizzazioni sindacali, ai
sensi dell’articolo 2, comma 2, secondo periodo, del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 20
dicembre 2005, n. 248.

531. All’articolo 12, comma 1, del decreto-legge 28 marzo 1997,
n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997,
n. 140, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) dopo le parole: “attivita’ di controllo fiscale,” sono
inserite le seguenti: “dei risparmi di spesa conseguenti a controlli
che abbiano determinato il disconoscimento in via definitiva di
richieste di rimborsi o di crediti d’imposta,”;
b) dopo le parole: “di tali risorse” sono inserite le seguenti:
“, per l’amministrazione economica e per quella finanziaria in
relazione a quelle di rispettiva competenza,”;
c) le parole: “con effetto dall’anno 2004” sono sostituite dalle
seguenti: “per gli anni 2004 e 2005”;
d) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Con effetto
dall’anno 2006, le predette percentuali sono determinate ogni anno in
misura tale da destinare alle medesime finalita’ un livello di
risorse non superiore a quello assegnato per il 2004, ridotto del 10
per cento”.

532. Al comma 213-bis dell’articolo 1 della legge 23 dicembre
2005, n. 266, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le
seguenti parole: “, nonche’ al personale delle agenzie fiscali”.

533. L’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 4, del
decreto-legge 17 giugno 2005, n. 106, convertito, con modificazioni,
dalla legge 31 luglio 2005, n. 156, e’ ridotta di 500.000 euro per
l’anno 2007.

534. Sono prorogati fino al 31 dicembre 2007 i comandi del
personale appartenente a Poste italiane Spa.

535. All’articolo 10-bis, comma 5, quinto periodo, del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, le parole: “31
dicembre 2006” sono sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2007”.

536. Le assunzioni di cui ai commi 523, 526, 528 e 530 sono
autorizzate secondo le modalita’ di cui all’articolo 35, comma 4, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, previa richiesta delle amministrazioni interessate,
corredata da analitica dimostrazione delle cessazioni avvenute
nell’anno precedente e dei relativi oneri. Il termine di validita’ di
cui all’articolo 1, comma 100, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
e’ prorogato al 31 dicembre 2008.

537. All’articolo 1, comma 103, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, le parole: “A decorrere dall’anno 2008” sono sostituite dalle
seguenti: “A decorrere dall’anno 2010”.

538. Con effetto dall’anno 2007, all’articolo 1, comma 187, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, le parole: “60 per cento” sono
sostituite dalle seguenti: “40 per cento”.

539. I commi 228 e 229 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre
2005, n. 266, sono abrogati.

540. All’articolo 1, comma 97, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, e successive modificazioni, sono aggiunte, in fine, le
seguenti lettere:

“h-bis) per la copertura delle posizioni dirigenziali della
Presidenza del Consiglio dei ministri;
h-ter) del personale del Ministero degli affari esteri;
h-quater) del personale dell’Ente nazionale per l’aviazione
civile;
h-quinquies) del personale di magistratura della giustizia
amministrativa”.

541. Le assunzioni autorizzate per l’anno 2006 con decreto del
Presidente della Repubblica 28 aprile 2006, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 117 del 22 maggio 2006, possono essere effettuate entro
il 30 aprile 2007.

542. Al fine di perseguire il migliore espletamento dei propri
compiti istituzionali e, in particolare, di quelli di vigilanza e di
controllo, il Garante per la protezione dei dati personali e’
autorizzato ad incrementare la propria dotazione organica in misura
non superiore al 25 per cento della consistenza attualmente prevista
dall’articolo 156, comma 2, del codice in materia di protezione dei
dati personali, di cui al decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196,
nei limiti della dotazione prevista nella Tabella C allegata alla
presente legge.

543. L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni, al fine di
perseguire il migliore espletamento dei propri compiti istituzionali,
puo’ proporre una graduale ridefinizione della propria dotazione
organica in misura non superiore al 25 per cento della consistenza
attuale, mediante le risorse ad essa assicurate in via continuativa
dall’articolo 1, commi 65 e 66, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
senza aumenti del finanziamento a carico del bilancio statale. La
delibera dell’Autorita’ recante la proposta motivata di cui al
periodo precedente e’ sottoposta al Presidente del Consiglio dei
ministri per l’approvazione, sentiti il Ministro delle comunicazioni
e il Ministro dell’economia e delle finanze, entro il termine di
trenta giorni dal ricevimento, trascorso il quale la delibera diventa
esecutiva.

544. Al fine di fronteggiare le esigenze scaturenti dai nuovi
compiti recati dalla presente legge, con particolare riferimento alle
politiche di contrasto del lavoro sommerso e di prevenzione degli
incidenti sul lavoro e del fenomeno delle morti bianche, il Ministero
del lavoro e della previdenza sociale e’ autorizzato:
a) all’immissione in servizio fino a trecento unita’ di personale
risultato idoneo in seguito allo svolgimento dei concorsi pubblici,
per esami, a complessivi 795 posti di ispettore del lavoro, area
funzionale C, posizione economica C2, per gli uffici del Ministero
del lavoro e della previdenza sociale, ubicati nelle regioni Abruzzo,
Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio,
Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Toscana,
Umbria, Veneto, Campania, Molise e Sicilia;
b) all’immissione nei ruoli di destinazione finale e al
conseguente adeguamento delle competenze economiche, del personale in
servizio risultato vincitore ovvero idoneo nei relativi percorsi di
riqualificazione.

545. Per l’attuazione del comma 544, a decorrere dall’anno 2007 e’
autorizzata la spesa annua di 8,5 milioni di euro con riferimento al
comma 544, lettera a), e di 5 milioni di euro con riferimento al
comma 544, lettera b).

546. Ai fini di quanto disposto dall’articolo 48, comma 1, del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le risorse per la
contrattazione collettiva nazionale previste per il biennio 2006-2007
dall’articolo 1, comma 183, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, a
carico del bilancio statale sono incrementate per l’anno 2007 di 807
milioni di euro e a decorrere dall’anno 2008 di 2.193 milioni di
euro.

547. In sede di definizione delle linee generali di indirizzo per
la contrattazione collettiva del biennio 2006-2007, ai sensi
dell’articolo 41 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e
successive modificazioni, in applicazione delle disposizioni di cui
al comma 546, e’ reso esigibile interamente, per il medesimo biennio,
il complesso delle risorse di cui al medesimo comma 546.

548. All’ articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, il comma 7 e’ sostituito dal seguente:

“7. La procedura di certificazione dei contratti collettivi deve
concludersi entro quaranta giorni dalla sottoscrizione dell’ipotesi
di accordo, decorsi i quali i contratti sono efficaci, fermo restando
che, ai fini dell’esame dell’ipotesi di accordo da parte del
Consiglio dei ministri, il predetto termine puo’ essere sospeso una
sola volta e per non piu’ di quindici giorni, per motivate esigenze
istruttorie dei comitati di settore o del Presidente del Consiglio
dei ministri. L’ARAN provvede a fornire i chiarimenti richiesti entro
i successivi sette giorni. La deliberazione del Consiglio dei
ministri deve comunque essere adottata entro otto giorni dalla
ricezione dei chiarimenti richiesti, o dalla scadenza del termine
assegnato all’ARAN, fatta salva l’autonomia negoziale delle parti in
ordine ad un’eventuale modifica delle clausole contrattuali. In ogni
caso i contratti divengono efficaci trascorso il cinquantacinquesimo
giorno dalla sottoscrizione dell’ipotesi di accordo, che e’ trasmesso
dall’ARAN, corredato della prescritta relazione tecnica, al comitato
di settore entro tre giorni dalla predetta sottoscrizione. Resta
escluso comunque dall’applicazione del presente articolo ogni onere
aggiuntivo a carico del bilancio dello Stato anche nell’ipotesi in
cui i comitati di settore delle amministrazioni di cui all’articolo
41, comma 3, non si esprimano entro il termine di cui al comma 3 del
presente articolo”.

549. Le risorse previste dall’articolo 1, comma 184, della legge
23 dicembre 2005, n. 266, per corrispondere i miglioramenti
retributivi al personale statale in regime di diritto pubblico per il
biennio 2006-2007 sono incrementate per l’anno 2007 di 374 milioni di
euro e a decorrere dall’anno 2008 di 1.032 milioni di euro, con
specifica destinazione, rispettivamente, di 304 milioni di euro e di
805 milioni di euro per il personale delle Forze armate e dei Corpi
di polizia di cui al decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195. In
aggiunta a quanto previsto dal primo periodo e’ stanziata, per l’anno
2007, la somma di 40 milioni di euro e a decorrere dall’anno 2008 la
somma di 80 milioni di euro da destinare al trattamento accessorio
del personale delle Forze armate e dei Corpi di polizia di cui al
decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, in relazione alle
speciali esigenze connesse con la tutela dell’ordine e della
sicurezza pubblica, con la prevenzione e la repressione dei reati,
nonche’ alle speciali esigenze della difesa nazionale, anche in
relazione agli accresciuti impegni in campo internazionale.

550. Il Fondo unico di amministrazione per il miglioramento
dell’efficacia e dell’efficienza dei servizi istituzionali del
Ministero dell’interno e’ incrementato, a decorrere dal 2007, di 6
milioni di euro.

551. Allo scopo del miglioramento dell’efficacia e dell’efficienza
delle funzioni di competenza statale in campo infrastrutturale, a
decorrere dal 2007 e’ autorizzata la spesa di 6 milioni di euro da
destinare, con criteri fissati in sede di contrattazione integrativa,
al personale applicato alle attivita’ di programmazione, indirizzo,
vigilanza tecnica ed operativa e controllo su ANAS Spa e sui
concessionari autostradali, nonche’ alle attivita’ di cui
all’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri
5 luglio 2006, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 179 del 3
agosto 2006.

552. A decorrere dal 1° gennaio 2007, in sede di contrattazione
integrativa, un importo non superiore a un milione di euro annui,
viene destinato a garantire il funzionamento della Cassa di
previdenza ed assistenza per i dipendenti dell’ex Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, con modalita’ stabilite ai sensi
dell’articolo 5, lettera a), del decreto-legge 21 dicembre 1966,
n. 1090, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 febbraio 1967,
n. 14, e successive modificazioni.

553. Nell’ambito dell’autorizzazione di spesa di cui al comma 634,
a decorrere dall’anno 2007 e’ stanziata la somma di euro 7.000.000
annui per le finalita’ di cui all’articolo 2-octies del decreto-legge
26 aprile 2005, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 25
giugno 2005, n. 109, da destinare ai dipendenti del Ministero della
pubblica istruzione. Con decreto del Ministro della pubblica
istruzione sono stabiliti i criteri di riparto della citata somma.

554. Le somme di cui ai commi 546 e 549, comprensive degli oneri
contributivi e dell’IRAP di cui al decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, concorrono a costituire l’importo complessivo massimo
di cui all’articolo 11, comma 3, lettera h), della legge 5 agosto
1978, n. 468.

555. Le disposizioni di cui all’articolo 1, commi 219, 220 e 221,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, non si applicano, a decorrere
dalla data di entrata in vigore della medesima legge, alle spese di
cura, comprese quelle per ricoveri in istituti sanitari e per
protesi, con esclusione delle cure balneo-termali, idropiniche e
inalatorie, sostenute dal personale del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco, delle Forze armate e di polizia e conseguenti a ferite o
lesioni riportate nell’espletamento di servizi di polizia o di
soccorso pubblico, ovvero nello svolgimento di attivita’ operative o
addestrative, riconosciute dipendenti da causa di servizio. Resta
ferma la vigente disciplina in materia prevista dai contratti
collettivi nazionali o da provvedimenti di recepimento di accordi
sindacali.

556. Per il personale dipendente da amministrazioni, istituzioni
ed enti pubblici diversi dall’ amministrazione statale, gli oneri
derivanti dai rinnovi contrattuali per il biennio 2006-2007, nonche’
quelli derivanti dalla corresponsione dei miglioramenti economici al
personale di cui all’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, sono posti a carico dei rispettivi bilanci ai
sensi dell’articolo 48, comma 2, del medesimo decreto legislativo
n. 165 del 2001. In sede di deliberazione degli atti di indirizzo
previsti dall’articolo 47, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, i comitati di settore provvedono alla quantificazione
delle relative risorse, attenendosi, quale tetto massimo di crescita
delle retribuzioni, ai criteri previsti per il personale delle
amministrazioni dello Stato di cui al comma 546. A tale fine, i
comitati di settore si avvalgono dei dati disponibili presso il
Ministero dell’economia e delle finanze comunicati dalle rispettive
amministrazioni in sede di rilevazione annuale dei dati concernenti
il personale dipendente.

557. Ai fini del concorso delle autonomie regionali e locali al
rispetto degli obiettivi di finanza pubblica di cui ai commi da 655 a
695, gli enti sottoposti al patto di stabilita’ interno assicurano la
riduzione delle spese di personale, garantendo il contenimento della
dinamica retributiva e occupazionale, anche attraverso la
razionalizzazione delle strutture burocratico-amministrative. A tale
fine, nell’ambito della propria autonomia, possono fare riferimento
ai principi desumibili dalle seguenti disposizioni: a) commi da 513 a
543 del presente articolo, per quanto attiene al riassetto
organizzativo; b) articolo 1, commi 189, 191 e 194, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, per la determinazione dei fondi per il
finanziamento della contrattazione integrativa al fine di rendere
coerente la consistenza dei fondi stessi con l’obiettivo di riduzione
della spesa complessiva di personale. Le disposizioni di cui
all’articolo 1, comma 98, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e
all’articolo 1, commi da 198 a 206, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, fermo restando quanto previsto dalle disposizioni medesime
per gli anni 2005 e 2006, sono disapplicate per gli enti di cui al
presente comma, a decorrere dalla data di entrata in vigore della
presente legge.

558. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, gli enti di cui al comma 557 fermo restando il rispetto delle
regole del patto di stabilita’ interno, possono procedere, nei limiti
dei posti disponibili in organico, alla stabilizzazione del personale
non dirigenziale in servizio a tempo determinato da almeno tre anni,
anche non continuativi, o che consegua tale requisito in virtu’ di
contratti stipulati anteriormente alla data del 29 settembre 2006 o
che sia stato in servizio per almeno tre anni, anche non
continuativi, nel quinquennio anteriore alla data di entrata in
vigore della presente legge, nonche’ del personale di cui al comma
1156, lettera f), purche’ sia stato assunto mediante procedure
selettive di natura concorsuale o previste da norme di legge . Alle
iniziative di stabilizzazione del personale assunto a tempo
determinato mediante procedure diverse si provvede previo
espletamento di prove selettive.

559. Il personale proveniente dai consorzi agrari ai sensi dei
commi 6 e 7 dell’articolo 5 della legge 28 ottobre 1999, n. 410, e
collocato in mobilita’ collettiva alla data del 29 settembre 2006
puo’ essere inquadrato a domanda presso le regioni e gli enti locali
nei limiti delle dotazioni organiche vigenti alla data di entrata in
vigore della presente legge.

560. Per il triennio 2007-2009 le amministrazioni di cui al comma
557, che procedono all’assunzione di personale a tempo determinato,
nei limiti e alle condizioni previste dal comma 1-bis dell’articolo
36 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, nel bandire le
relative prove selettive riservano una quota non inferiore al 60 per
cento del totale dei posti programmati ai soggetti con i quali hanno
stipulato uno o piu’ contratti di collaborazione coordinata e
continuativa, esclusi gli incarichi di nomina politica, per la durata
complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre
2006.

561. Gli enti che non abbiano rispettato per l’anno 2006 le regole
del patto di stabilita’ interno non possono procedere ad assunzioni
di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi tipo di contratto.

562. Per gli enti non sottoposti alle regole del patto di
stabilita’ interno, le spese di personale, al lordo degli oneri
riflessi a carico delle amministrazioni e dell’IRAP, con esclusione
degli oneri relativi ai rinnovi contrattuali, non devono superare il
corrispondente ammontare dell’anno 2004. Gli enti di cui al primo
periodo possono procedere all’assunzione di personale nel limite
delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato
complessivamente intervenute nel precedente anno, ivi compreso il
personale di cui al comma 558.
563. Il personale, gia’ appartenente all’Amministrazione autonoma
dei monopoli di Stato distaccato presso l’Ente tabacchi italiani,
dichiarato in esubero a seguito di ristrutturazioni aziendali e
ricollocato presso uffici delle pubbliche amministrazioni, ai sensi
dell’ articolo 4 del decreto legislativo 9 luglio 1998, n. 283,
attualmente inquadrato nel ruolo fino ad esaurimento, previsto
dall’articolo 4, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 283 del
1998 e inserito nella specifica sezione 1/G prevista dal decreto del
Ministro delle finanze n. 1390 del 28 dicembre 2000, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 9 del 12 gennaio 2001, che ne fa esplicita
richiesta, viene assegnato anche in posizione di soprannumero, salvo
riassorbimento al verificarsi delle relative vacanze in organico, nei
ruoli degli enti presso i quali presta al momento servizio. Su
dichiarazione dei relativi enti e’ riconosciuta l’eventuale
professionalita’ acquisita con l’assegnazione della qualifica o
profili corrispondenti. Il Ministero dell’economia e delle finanze
provvede, senza aggravio di spesa, ad assegnare agli enti le relative
risorse finanziarie, attualmente attestate in un unico capitolo di
spesa di bilancio gestito dal Dipartimento per le politiche fiscali.

564. All’articolo 208 del decreto legislativo 30 aprile 1992,
n. 285, e successive modificazioni, dopo il comma 4, e’ aggiunto il
seguente:
4-bis. “La quota dei proventi delle sanzioni amministrative
pecuniarie per violazioni previste dal presente codice, annualmente
destinata con delibera di Giunta al miglioramento della circolazione
sulle strade, puo’ essere destinata ad assunzioni stagionali a
progetto nelle forme di contratti a tempo determinato e a forme
flessibili di lavoro”.

565. Per garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio
2007-2009, in attuazione del protocollo d’intesa tra il Governo, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, per un patto
nazionale per la salute, sul quale la Conferenza delle regioni e
delle province autonome, in data 28 settembre 2006, ha espresso la
propria condivisione:
a) gli enti del Servizio sanitario nazionale, fermo restando
quanto previsto per gli anni 2005 e 2006 dall’articolo 1, commi 98 e
107, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e, per l’anno 2006, dall’
articolo 1, comma 198, della legge 23 dicembre 2005, n. 266,
concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica
adottando misure necessarie a garantire che le spese del personale,
al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e
dell’IRAP, non superino per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 il
corrispondente ammontare dell’anno 2004 diminuito dell’ 1,4 per
cento. A tale fine si considerano anche le spese per il personale con
rapporto di lavoro a tempo determinato, con contratto di
collaborazione coordinata e continuativa, o che presta servizio con
altre forme di rapporto di lavoro flessibile o con convenzioni;
b) ai fini dell’applicazione delle disposizioni di cui alla
lettera a), le spese di personale sono considerate al netto: 1) per
l’anno 2004, delle spese per arretrati relativi ad anni precedenti
per rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro; 2) per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, delle spese derivanti dai
rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro intervenuti
successivamente all’anno 2004. Sono comunque fatte salve, e pertanto
devono essere escluse sia per l’anno 2004 sia per ciascuno degli anni
2007, 2008 e 2009, le spese di personale totalmente a carico di
finanziamenti comunitari o privati nonche’ le spese relative alle
assunzioni a tempo determinato e ai contratti di collaborazione
coordinata e continuativa per l’attuazione di progetti di ricerca
finanziati ai sensi dell’articolo 12-bis del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni;
c) gli enti destinatari delle disposizioni di cui alla lettera
a), nell’ambito degli indirizzi fissati dalle regioni nella loro
autonomia, per il conseguimento degli obiettivi di contenimento della
spesa previsti dalla medesima lettera:
1) individuano la consistenza organica del personale dipendente
a tempo indeterminato in servizio alla data del 31 dicembre 2006 e la
relativa spesa;
2) individuano la consistenza del personale che alla medesima
data del 31 dicembre 2006 presta servizio con rapporto di lavoro a
tempo determinato, con contratto di collaborazione coordinata e
continuativa o con altre forme di lavoro flessibile o con convenzioni
e la relativa spesa;
3) predispongono un programma annuale di revisione delle
predette consistenze finalizzato alla riduzione della spesa
complessiva di personale. In tale ambito e nel rispetto
dell’obiettivo di cui alla lettera a), puo’ essere valutata la
possibilita’ di trasformare le posizioni di lavoro gia’ ricoperte da
personale precario in posizioni di lavoro dipendente a tempo
indeterminato. A tale fine le regioni nella definizione degli
indirizzi di cui alla presente lettera possono nella loro autonomia
far riferimento ai principi desumibili dalle disposizioni di cui ai
commi da 513 a 543;
4) fanno riferimento, per la determinazione dei fondi per il
finanziamento della contrattazione integrativa, alle disposizioni
recate dall’articolo 1, commi 189, 191 e 194, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, al fine di rendere coerente la consistenza dei fondi
stessi con gli obiettivi di riduzione della spesa complessiva di
personale e di rideterminazione della consistenza organica;
d) a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge per gli enti del Servizio sanitario nazionale le misure
previste per gli anni 2007 e 2008 dall’articolo 1, comma 98, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, e dall’articolo 1, commi da 198 a
206, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono sostituite da quelle
indicate nel presente comma;
e) alla verifica dell’effettivo conseguimento degli obiettivi.
previsti dalle disposizioni di cui alla lettera a) per gli anni 2007,
2008 e 2009, nonche’ di quelli previsti per i medesimi enti del
Servizio sanitario nazionale dall’articolo 1, commi 98 e 107, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, per gli anni 2005 e 2006 e
dall’articolo 1, comma 198, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, per
l’anno 2006, si provvede nell’ambito del Tavolo tecnico per la
verifica degli adempimenti di cui all’articolo 12 dell’intesa 23
marzo 2005, sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
pubblicata nel supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale
n. 105 del 7 maggio 2005. La regione e’ giudicata adempiente
accertato l’effettivo conseguimento degli obiettivi previsti. In caso
contrario la regione e’ considerata adempiente solo ove abbia
comunque assicurato l’equilibrio economico.

566. Al fine di dare continuita’ alle attivita’ di sorveglianza
epidemiologica, prevenzione e sperimentazione di cui alla legge 19
gennaio 2001, n. 3, gli Istituti zooprofilattici sperimentali sono
autorizzati a procedere all’assunzione di personale a tempo
indeterminato, nei limiti della dotazione organica all’uopo
rideterminata e del finanziamento complessivo deliberato annualmente
dal CIPE, integrato dalla quota parte della somma di cui al terzo
periodo del presente comma. Nelle procedure di assunzione si provvede
prioritariamente alla stabilizzazione del personale precario, che sia
in servizio da almeno tre anni, anche non continuativi, o che
consegua tale requisito in virtu’ di contratti stipulati
anteriormente alla data del 29 settembre 2006 ovvero che sia stato in
servizio per almeno tre anni anche non continuativi, nel quinquennio
anteriore alla data di entrata in vigore della presente legge purche’
abbia superato o superi prove selettive di natura concorsuale. A far
data dal 2007 lo stanziamento annuo della legge 19 gennaio 2001,
n. 3, e’ rideterminato in euro 30.300.000. Il Ministero della salute
di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentiti
gli Istituti zooprofilattici sperimentali, definisce con apposito
programma annuale le attivita’ da svolgere nonche’ i criteri e i
parametri di distribuzione agli stessi di quota parte del predetto
stanziamento.

567. E’ autorizzata, a decorrere dal 2007, la spesa di euro 6
milioni da destinare, attraverso la contrattazione collettiva
nazionale integrativa, all’incentivazione della produttivita’ del
personale delle aree funzionali in servizio presso il Ministero degli
affari esteri in relazione all’incremento dei compiti ad esso
assegnati e connessi al supporto delle missioni umanitarie, di
stabilizzazione e di ricostruzione in atto, di cui alla legge 4
agosto 2006, n. 247, e al decreto-legge 28 agosto 2006, n. 253,
convertito, con modificazioni, dalla legge 20 ottobre 2006, n. 270,
ivi incluse la gestione e l’amministrazione degli interventi.

568. Una quota delle maggiori entrate di ciascun anno provenienti
dalla applicazione della tariffa consolare di cui all’articolo 56 del
decreto del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 200,
certificate con decreto del Ministro degli affari esteri, nel limite
di 10 milioni di euro annui, e’ destinata al funzionamento e alla
razionalizzazione delle sedi all’estero.

569. L’articolo 80, comma 42, della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, e successive modificazioni, e’ abrogato.

570. Gli oneri previsti dalla tabella A allegata alla legge 14
novembre 2000, n. 331, nonche’ dalla tabella C allegata alla legge 23
agosto 2004, n. 226, sono ridotti del 15 per cento in ragione d’anno
a decorrere dall’anno 2007.

571. Al fine di potenziare l’attivita’ ispettiva, il Comando dei
carabinieri per la tutela del lavoro e’ incrementato di sessanta
unita’ di personale, di cui tre tenenti colonnello/maggiori, un
capitano, venticinque ispettori, quattordici sovrintendenti e
diciassette appuntati/carabinieri, da considerare in soprannumero
rispetto all’organico dell’Arma dei carabinieri previsto dalle norme
vigenti.

572. Per le finalita’ di cui al comma 571, e’ autorizzato il
ricorso ad arruolamenti straordinari, per un numero corrispondente di
unita’ di personale, in deroga a quanto previsto dall’articolo 39
della legge 27 dicembre 1997, n. 449, e successive modificazioni.

573. Nel nuovo contingente di cui al comma 571 deve essere
previsto almeno il 50 per cento di unita’ gia’ in possesso di
esperienza e capacita’ operativa nella materia giuslavoristica.

574. Al fine di potenziare gli strumenti per la lotta all’
ecomafia ed alle altre forme di criminalita’ organizzata in campo
ambientale, anche attraverso azioni di ricerca operativa e di
intelligence, e per ottimizzare gli interventi di prevenzione e
repressione delle violazioni commesse in danno dell’ ambiente sul
territorio nazionale, il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare e’ autorizzato ad avvalersi di strutture
specialistiche del Comando dei carabinieri per la tutela
dell’ambiente, che e’ a tale fine autorizzato per l’anno 2007 a
ricorrere ad arruolamenti straordinari fino ad un massimo di venti
unita’ di personale, di cui sei tenenti, dodici ispettori e due
appuntati/carabinieri, da considerare in soprannumero rispetto
all’organico dell’Arma dei carabinieri previsto dalle norme vigenti.

575. Il trattamento economico complessivo dei Ministri e dei
Sottosegretari di Stato membri del Parlamento nazionale, previsto
dall’articolo 2, primo comma, della legge 8 aprile 1952, n. 212, e’
ridotto del 30 per cento a decorrere dal 1° gennaio 2007.

576. Per il personale non contrattualizzato di cui all’articolo 3
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, l’adeguamento retributivo previsto dall’articolo 24,
commi 1 e 4, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, fermo restando il
procedimento di determinazione ivi disciplinato, e’ corrisposto per
gli anni 2007 e 2008 nella misura del 70 per cento, con riferimento
al personale con retribuzioni complessivamente superiori a 53.000
euro annui, senza dare luogo a successivi recuperi, con applicazione
nell’anno 2009 nella misura piena dell’indice di adeguamento e
reintegrazione della base retributiva cui applicarlo.

577. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di
cui all’articolo 24, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, come modificato dall’articolo 34, comma 1, del decreto-legge
4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4
agosto 2006, n. 248, sono anche disciplinati i criteri applicativi
dell’ articolo 22-bis, comma 1, dello stesso decreto-legge, sulla
base dei medesimi principi e modalita’. Il decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al primo periodo del presente comma
trova applicazione anche nei confronti del personale di cui
all’articolo 5, terzo comma, della legge 1° aprile 1981, n. 121, e
successive modificazioni, nonche’ del personale di cui all’articolo
65, comma 4, del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 490, e
successive modificazioni, in relazione ai trattamenti indennitari
comunque denominati in godimento.

578. L’articolo 23-bis, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, si interpreta nel senso che ai dirigenti delle
pubbliche amministrazioni, agli appartenenti alla carriera
diplomatica e prefettizia nonche’ ai magistrati ordinari,
amministrativi e contabili, agli avvocati e procuratori dello Stato,
collocati in aspettativa senza assegni presso soggetti e organismi
pubblici, e’ riconosciuta l’anzianita’ di servizio. E’ fatta salva
l’esecuzione dei giudicati formatisi alla data di entrata in vigore
della presente legge.

579. Sui provvedimenti di attuazione delle disposizioni di cui ai
commi da 404 a 577, aventi riflessi sull’organizzazione e sulla
gestione dei rapporti di lavoro o sullo stato giuridico dei pubblici
dipendenti, sono sentite le organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative.

580. Al fine di contribuire all’ammodernamento delle
amministrazioni pubbliche, di migliorare la qualita’ delle attivita’
formative pubbliche, di garantire una selezione rigorosa della
dirigenza dello Stato e di fornire adeguato sostegno alle
amministrazioni nella valutazione dei loro fabbisogni formativi e
nella sperimentazione delle innovazioni organizzative e gestionali,
e’ istituita l’Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti
delle amministrazioni pubbliche – Scuola nazionale della pubblica
amministrazione, di seguito indicata come Agenzia per la formazione.
Essa e’ dotata di personalita’ giuridica di diritto pubblico e di
autonomia amministrativa e contabile e sottoposta alla vigilanza
della Presidenza del Consiglio dei ministri. La Scuola superiore
della pubblica amministrazione e’ soppressa a far tempo dal 31 marzo
2007 e le relative dotazioni finanziarie, strumentali e di personale
sono trasferite alla Agenzia, la quale subentra nei suoi rapporti
attivi e passivi e nei relativi diritti ed obblighi. L’Istituto
diplomatico, la Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno e
la Scuola superiore dell’economia e delle finanze fanno parte
dell’Agenzia per la formazione, che ne coordina l’attivita’,
mantenendo la loro autonomia organizzativa e l’inquadramento nelle
rispettive amministrazioni. Il regolamento di cui al comma 585
provvede alle necessarie armonizzazioni ordinamentali.

581. L’Agenzia per la formazione ha i seguenti compiti: raccolta,
elaborazione e sviluppo delle metodologie formative; ricerca,
sviluppo, sperimentazione e trasferimento delle innovazioni di
processo e di prodotto delle pubbliche amministrazioni;
accreditamento delle strutture di formazione; cooperazione europea ed
internazionale in materia di formazione e innovazione amministrativa;
supporto, consulenza e assistenza alle amministrazioni pubbliche
nell’analisi dei fabbisogni formativi, nello sviluppo e trasferimento
di modelli innovativi, nella definizione dei programmi formativi.

582. Il reclutamento e la formazione dei dirigenti delle
amministrazioni dello Stato e’ affidata alla Agenzia per la
formazione ed alle Scuole speciali, costituite per il reclutamento e
la formazione del personale delle carriere militare e dei Corpi di
polizia. Il reclutamento e la formazione dei segretari comunali e
provinciali resta affidato alla Scuola superiore della pubblica
amministrazione locale, della quale gli enti locali possono avvalersi
altresi’ per la formazione dei loro dirigenti.

583. Salvo quanto disposto dal comma 582, le pubbliche
amministrazioni si avvalgono, per la formazione e l’aggiornamento
professionale dei loro dipendenti, di istituzioni o organismi
formativi pubblici o privati dotati di competenza ed esperienza
adeguate, a tal fine inseriti in un apposito elenco nazionale tenuto
dalla Agenzia per la formazione, che provvede alla relativa attivita’
di accreditamento e certificazione. Ai fini dello svolgimento delle
iniziative di formazione e aggiornamento professionale di propri
dipendenti, da esse promosse, le pubbliche amministrazioni procedono
alla scelta dell’istituzione formativa, mediante procedura
competitiva tra le strutture accreditate.

584. Entro il 28 febbraio di ogni anno il Consiglio dei ministri,
su proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella
pubblica amministrazione, sentite le organizzazioni sindacali piu’
rappresentative nel settore pubblico, stabilisce il numero di posti
di dirigente dello Stato e degli enti pubblici nazionali messi a
concorso dalla Agenzia per la formazione, ripartendoli tra il
concorso riservato a dipendenti pubblici in possesso dei requisiti di
cui all’articolo 28, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, e il concorso aperto ai cittadini dei Paesi dell’Unione
europea in possesso di qualificata formazione universitaria.

585. Con uno o piu’ regolamenti adottati, entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, ai sensi
dell’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, con il Ministro degli affari esteri e con il Ministro
dell’interno, anche modificando le disposizioni legislative vigenti,
si provvede a dare attuazione alle disposizioni dei commi precedenti,
a riformare il sistema della formazione dei dirigenti e dipendenti
delle pubbliche amministrazioni e di sostegno all’innovazione ed alla
modernizzazione delle amministrazioni pubbliche ed a riordinare le
relative strutture pubbliche o partecipate dallo Stato, anche in
forma associativa, nonche’ i loro strumenti di finanziamento, in modo
da ridurre l’ammontare delle spese attualmente sostenute e da
conseguire consistenti miglioramenti nella qualita’ e nei risultati
dell’attivita’ formativa e di sostegno all’innovazione, attenendosi
ai seguenti criteri:
a) accorpamento delle strutture nazionali preposte a funzioni
coincidenti o analoghe, con eliminazione di sovrapposizioni e
duplicazioni;
b) precisa indicazione delle missioni e dei compiti di ciascuna
struttura;
c) disciplina della missione e dell’attivita’ della Agenzia per
la formazione come struttura di governo e coordinamento unitario del
sistema della formazione pubblica, in attuazione di quanto disposto
dai commi 580 e 581; attribuzione all’Agenzia per la formazione dei
poteri necessari per assicurare la razionalizzazione delle attivita’
delle strutture di cui al comma 580, la realizzazione delle sinergie
possibili, la gestione unitaria e coordinata delle relative risorse
finanziarie;
d) definizione dell’organizzazione della Agenzia per la
formazione, anche mediante la previsione di autonome strutture
organizzative; definizione dei suoi organi di indirizzo, direzione e
supervisione scientifica, assicurando una qualificata partecipazione
di esperti della formazione e della innovazione amministrativa,
italiani e stranieri, e di alti dirigenti pubblici, individuati anche
su indicazione delle regioni, delle autonomie locali e delle parti
sociali; istituzione di un comitato di coordinamento presieduto dal
Presidente dell’Agenzia per la formazione e formato dai direttori
delle Scuole speciali e delle strutture autonome;
e) ad eccezione delle Scuole di cui ai commi 580 e 582,
soppressione delle strutture aventi finalita’ identiche o analoghe a
quelle elencate nel comma 581; attribuzione all’Agenzia per la
formazione delle relative attivita’ e dotazioni umane, strumentali e
finanziarie, ivi compresi i rapporti di lavoro a tempo determinato e
le collaborazioni coordinate e continuative o di progetto; scorporo e
attribuzione all’Agenzia per la formazione degli uffici o delle
risorse dedicati o comunque impiegati, nel corso del 2006, alle
attivita’ di cui al predetto comma 581, nell’ambito di strutture o
organismi pubblici o comunque partecipati dallo Stato non destinati
alla soppressione in quanto svolgenti anche altre attivita’;
f) trasferimento del personale con contratto di lavoro
subordinato a tempo indeterminato, in servizio presso gli organismi
di cui alla lettera e), oggetto della soppressione o dello scorporo e
del conferimento all’Agenzia per la formazione, nei ruoli organici
dell’Agenzia stessa, secondo i criteri di equiparazione tra figure
professionali, stabiliti con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri adottato sulla base di apposito accordo con le
organizzazioni sindacali. Il personale trasferito nei ruoli organici
dell’Agenzia per la formazione mantiene il trattamento economico in
godimento presso le strutture di provenienza. Si applica il disposto
dell’articolo 11, commi 5 e 6, del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 303.

586. Dalla attuazione dei regolamenti di cui al comma 585 dovra’
derivare una riduzione di spesa non inferiore a 3 milioni di euro nel
2007 e a 6 milioni di euro negli anni 2008 e seguenti.

587. Entro il 30 aprile di ciascun anno le amministrazioni
pubbliche statali, regionali e locali sono tenute a comunicare, in
via telematica o su apposito supporto magnetico, al Dipartimento
della funzione pubblica l’elenco dei consorzi di cui fanno parte e
delle societa’ a totale o parziale partecipazione da parte delle
amministrazioni medesime, indicando la ragione sociale, la misura
della partecipazione, la durata dell’impegno, l’onere complessivo a
qualsiasi titolo gravante per l’anno sul bilancio
dell’amministrazione, il numero dei rappresentanti
dell’amministrazione negli organi di governo, il trattamento
economico complessivo a ciascuno di essi spettante.

588. Nel caso di mancata o incompleta comunicazione dei dati di
cui al comma 587, e’ vietata l’erogazione di somme a qualsivoglia
titolo da parte dell’amministrazione interessata a favore del
consorzio o della societa’, o a favore dei propri rappresentanti
negli organi di governo degli stessi.

589. Nel caso di inosservanza delle disposizioni di cui ai commi
587 e 588 una cifra pari alle spese da ciascuna amministrazione
sostenuta nell’anno viene detratta dai fondi a qualsiasi titolo
trasferiti a quella amministrazione dallo Stato nel medesimo anno.

590. Le disposizioni di cui ai commi 587, 588 e 589 costituiscono
per le regioni principio fondamentale di coordinamento della finanza
pubblica, ai fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di
stabilita’ e crescita dell’Unione europea.

591. I dati raccolti ai sensi del comma 587 sono pubblici, e sono
esposti nel sito web del Dipartimento della funzione publica. Il
Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione riferisce annualmente alle Camere.

592. All’articolo 43, comma 1, lettera b), della legge 27 dicembre
2002, n. 289, dopo le parole: “legge 28 febbraio 1986, n. 41” sono
aggiunte le seguenti: “; gli effetti si estendono anche alle
eventuali partite debitorie pregresse a carico dell’Ente. definite
alla data di entrata in vigore della presente legge”.

593. Fermo restando quanto previsto al comma 466, per gli
amministratori delle societa’ partecipate direttamente o
indirettamente dallo Stato, la retribuzione dei dirigenti delle
pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 19, comma 6, del
decreto legislativo n. 165 del 2001, dei consulenti, dei membri di
commissioni e di collegi e dei titolari di qualsivoglia incarico
corrisposto dallo Stato, da enti pubblici o da societa’ a prevalente
partecipazione pubblica non quotate in borsa, non puo’ superare
quella del primo presidente della Corte di cassazione. Nessun atto
comportante spesa ai sensi del precedente periodo puo’ ricevere
attuazione, se non sia stato previamente reso noto, con l’indicazione
nominativa dei destinatari e dell’ammontare del compenso, attraverso
la pubblicazione sul sito web dell’amministrazione o del soggetto
interessato, nonche’ comunicato al Governo e al Parlamento. In caso
di violazione, l’amministratore che abbia disposto il pagamento e il
destinatario del medesimo sono tenuti al rimborso in solido, a titolo
di danno erariale, di una somma pari a dieci volte l’ammontare
eccedente la cifra consentita.

594. Fatti salvi gli uffici di rappresentanza delle regioni presso
gli organi dell’Unione europea, non possono essere coperte con fondi
derivanti da trasferimenti, a qualunque titolo da parte dello Stato
le spese sostenute dalle regioni per l’acquisto o la gestione di sedi
di rappresentanza in Paesi esteri, o per la istituzione di uffici o
di strutture comunque denominate per la promozione economica,
commerciale, turistica.

595. Qualora le regioni sostengano spese ricadenti nelle
fattispecie di cui al comma precedente, una cifra pari alle spese da
ciascuna regione sostenute nell’anno viene detratta dai fondi a
qualsiasi titolo complessivamente trasferiti a quella regione dallo
Stato nel medesimo anno.

596. Le disposizioni di cui ai commi 594 e 595 costituiscono
principio fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, ai
fini del rispetto dei parametri stabiliti dal patto di stabilita’ e
crescita dell’Unione europea.

597. Fatti salvi gli uffici di rappresentanza delle associazioni
nazionali degli enti locali presso gli organi dell’Unione europea,
non e’ consentito a comuni e province, anche in forma associata,
acquistare o gestire sedi di rappresentanza in Paesi esteri, o
l’istituzione di uffici o di strutture comunque denominate per la
promozione economica, commerciale, turistica.

598. E fatto altresi’ divieto a comuni e province di coprire, con
fondi derivanti da trasferimenti a qualunque titolo da parte dello
Stato, le spese sostenute, anche in forma associata, nell’ambito
delle fattispecie di cui al comma 596.

599. Qualora gli enti locali sostengano, anche in forma associata,
spese ricadenti nelle fattispecie di cui al comma 596, una cifra pari
alle spese da ciascun ente sostenute nell’anno viene detratta dai
fondi a qualsiasi titolo complessivamente trasferiti a quell’ente
dallo Stato nel medesimo anno.

600. All’articolo 1, comma 213-bis della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, dopo le parole: “dell’Istituto nazionale della previdenza
sociale (INPS)” sono inserite le seguenti: “, dell’Ente nazionale di
previdenza e assistenza per i lavoratori dello spettacolo (ENPALS),
dell’Istituto di previdenza per il settore marittimo (IPSEMA)”.

601. A decorrere dall’anno 2007, al fine di aumentare l’efficienza
e la celerita’ dei processi di finanziamento a favore delle scuole
statali, sono istituiti nello stato di previsione del Ministero della
pubblica istruzione, in apposita unita’ previsionale di base, i
seguenti fondi: “Fondo per le competenze dovute al personale delle
istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese per stipendi del
personale a tempo indeterminato e determinato” e “Fondo per il
funzionamento delle istituzioni scolastiche”. Ai predetti fondi
affluiscono gli stanziamenti dei capitoli iscritti nelle unita’
previsionali di base dello stato di previsione del Ministero della
pubblica istruzione “Strutture scolastiche” e “Interventi integrativi
disabili”, nonche’ gli stanziamenti iscritti nel centro di
responsabilita’ “Programmazione ministeriale e gestione ministeriale
del bilancio” destinati ad integrare i fondi stessi. Con decreto del
Ministro della pubblica istruzione sono stabiliti i criteri e i
parametri per l’assegnazione diretta alle istituzioni scolastiche
delle risorse di cui al presente comma. Al fine di avere la completa
conoscenza delle spese effettuate da parte delle istituzioni
scolastiche a valere sulle risorse finanziarie derivanti dalla
costituzione dei predetti fondi, il Ministero della pubblica
istruzione procede a una specifica attivita’ di monitoraggio.

602. Le disponibilita’ iscritte nel fondo di cui alla legge 18
dicembre 1997, n. 440, non utilizzate nel corso dell’ anno di
competenza, sono utilizzate nell’esercizio successivo. La quota del
predetto fondo non ripartita nell’anno 2006 e’ assegnata nell’anno
2007, alle istituzioni scolastiche autonome, per il miglioramento
dell’offerta formativa e per la formazione del personale, sulla base
di quanto previsto dalla direttiva del Ministro dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca n. 33 del 3 aprile 2006.

603. Tutti i collegi universitari gestiti da fondazioni, enti
morali, nonche’ enti ecclesiastici che abbiano le finalita’ di cui
all’articolo 1, comma 4, primo periodo della legge 14 novembre 2000,
n. 338, ed iscritti ai registri delle prefetture, sono equiparati ai
collegi universitari legalmente riconosciuti.

604. Ai collegi universitari di cui al comma 603 e’ applicata
l’esenzione dall’imposta sul valore aggiunto prevista dall’articolo
10, primo comma, numero 20), del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni.

605. Per meglio qualificare il ruolo e l’attivita’
dell’amministrazione scolastica attraverso misure e investimenti,
anche di carattere strutturale, che consentano il razionale utilizzo
della spesa e diano maggiore efficacia ed efficienza al sistema
dell’istruzione, con uno o piu’ decreti del Ministro della pubblica
istruzione sono adottati interventi concernenti:
a) nel rispetto della normativa vigente, la revisione, a
decorrere dall’anno scolastico 2007/2008, dei criteri e dei parametri
per la formazione delle classi al fine di valorizzare la
responsabilita’ dell’amministrazione e delle istituzioni scolastiche,
individuando obiettivi, da attribuire ai dirigenti responsabili,
articolati per i diversi ordini e gradi di scuola e le diverse
realta’ territoriali, in modo da incrementare il valore medio
nazionale del rapporto alunni/classe dello 0,4. Si procede, altresi’,
alla revisione dei criteri e parametri di riferimento ai fini della
riduzione della dotazione organica del personale amministrativo,
tecnico ed ausiliario (ATA). L’adozione di interventi finalizzati
alla prevenzione e al contrasto degli insuccessi scolastici
attraverso la flessibilita’ e l’individualizzazione della didattica,
anche al fine di ridurre il fenomeno delle ripetenze;
b) il perseguimento della sostituzione del criterio previsto
dall’articolo 40, comma 3, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, con
l’individuazione di organici corrispondenti alle effettive esigenze
rilevate, tramite una stretta collaborazione tra regioni, uffici
scolastici regionali, aziende sanitarie locali e istituzioni
scolastiche, attraverso certificazioni idonee a definire appropriati
interventi formativi;
c) la definizione di un piano triennale per l’assunzione a tempo
indeterminato di personale docente per gli anni 2007-2009, da
verificare annualmente, d’intesa con il Ministero dell’economia e
delle finanze e con la Presidenza del Consiglio dei ministri –
Dipartimento della funzione pubblica, circa la concreta fattibilita’
dello stesso, per complessive 150.000 unita’, al fine di dare
adeguata soluzione al fenomeno del precariato storico e di evitarne
la ricostituzione, di stabilizzare e rendere piu’ funzionali gli
assetti scolastici, di attivare azioni tese ad abbassare l’eta’ media
del personale docente. Analogo piano di assunzioni a tempo
indeterminato e’ predisposto per il personale amministrativo, tecnico
ed ausiliario (ATA), per complessive 20.000 unita’. Le nomine
disposte in attuazione dei piani di cui alla presente lettera sono
conferite nel rispetto del regime autorizzatorio in materia di
assunzioni di cui all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27
dicembre 1997, n. 449. Contestualmente all’applicazione del piano
triennale, il Ministro della pubblica istruzione realizza
un’attivita’ di monitoraggio sui cui risultati, entro diciotto mesi
dalla data di entrata in vigore della presente legge, riferisce alle
competenti Commissioni parlamentari, anche al fine di individuare
nuove modalita’ di formazione e abilitazione e di innovare e
aggiornare gli attuali sistemi di reclutamento del personale docente,
nonche’ di verificare, al fine della gestione della fase transitoria,
l’opportunita’ di procedere a eventuali adattamenti in relazione a
quanto previsto nei periodi successivi. Con effetto dalla data di
entrata in vigore della presente legge le graduatorie permanenti di
cui all’articolo 1 del decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143,
sono trasformate in graduatorie ad esaurimento. Sono fatti salvi gli
inserimenti nelle stesse graduatorie da effettuare per il biennio
2007-2008 per i docenti gia’ in possesso di abilitazione, e con
riserva del conseguimento del titolo di abilitazione, per i docenti
che frequentano, alla data di entrata in vigore della presente legge,
i corsi abilitanti speciali indetti ai sensi del predetto
decreto-legge n. 97 del 2004, i corsi presso le scuole di
specializzazione all’insegnamento secondario (SISS), i corsi biennali
accademici di secondo livello ad indirizzo didattico (COBASLID), i
corsi di didattica della musica presso i Conservatori di musica e il
corso di laurea in Scienza della formazione primaria. La predetta
riserva si intende sciolta con il conseguimento del titolo di
abilitazione. Con decreto del Ministro della pubblica istruzione,
sentito il Consiglio nazionale della pubblica istruzione (CNPI), e’
successivamente disciplinata la valutazione dei titoli e dei servizi
dei docenti inclusi nelle predette graduatorie ai fini della
partecipazione ai futuri concorsi per esami e titoli. In correlazione
alla predisposizione del piano per l’assunzione a tempo indeterminato
per il personale docente previsto dalla presente lettera, e’ abrogata
con effetto dal 1° settembre 2007 la disposizione di cui al punto
B.3), lettera h), della tabella di valutazione dei titoli allegata al
decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 giugno 2004, n. 143. E fatta salva la valutazione in
misura doppia dei servizi prestati anteriormente alla predetta data.
Ai docenti in possesso dell’abilitazione in educazione musicale,
conseguita entro la data di scadenza dei termini per l’inclusione
nelle graduatorie permanenti per il biennio 2005/ 2006-2006/2007,
privi del requisito di servizio di insegnamento che, alla data di
entrata in vigore della legge 3 maggio 1999, n. 124, erano inseriti
negli elenchi compilati ai sensi del decreto del Ministro della
pubblica istruzione 13 febbraio 1996, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 102 del 3 maggio 1996, e’ riconosciuto il diritto
all’iscrizione nel secondo scaglione delle graduatorie permanenti di
strumento musicale nella scuola media previsto dall’articolo 1, comma
2-bis, del decreto-legge 3 luglio 2001, n. 255, convertito, con
modificazioni, dalla legge 20 agosto 2001, n. 333. Sono comunque
fatte salve le assunzioni a tempo indeterminato gia’ effettuate su
posti della medesima classe di concorso. Sui posti vacanti e
disponibili relativi agli anni scolastici 2007/2008, 2008/2009 e
2009/2010, una volta completate le nomine di cui al comma 619, si
procede alla nomina dei candidati che abbiano partecipato alle prove
concorsuali della procedura riservata bandita con decreto del
Ministro della pubblica istruzione 3 ottobre 2006, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 76 del 6 ottobre 2006, che
abbiano completato la relativa procedura concorsuale riservata, alla
quale siano stati ammessi per effetto dell’aliquota aggiuntiva del 10
per cento e siano risultati idonei e non nominati in relazione al
numero dei posti previsti dal bando. Successivamente si procede alla
nomina dei candidati che abbiano partecipato alle prove concorsuali
delle procedure riservate bandite con decreto dirigenziale 17
dicembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie
speciale, n. 100 del 20 dicembre 2002 e con il predetto decreto
ministeriale 3 ottobre 2006, che abbiano superato il colloquio di
ammissione ai corsi di formazione previsti dalle medesime procedure,
ma non si siano utilmente collocati nelle rispettive graduatorie per
la partecipazione agli stessi corsi di formazione. Detti candidati
possono partecipare a domanda ad un apposito periodo di formazione e
sono ammessi a completare l’ iter concorsuale sostenendo gli esami
finali previsti nei citati bandi, inserendosi nelle rispettive
graduatorie dopo gli ultimi graduati. L’onere relativo al corso di
formazione previsto dal precedente periodo deve essere sostenuto nei
limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. Le nomine, fermo
restando il regime autorizzatorio in materia di assunzioni di cui
all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27 dicembre 1997, n. 449,
sono conferite secondo l’ordine di indizione delle medesime procedure
concorsuali. Nella graduatoria del concorso riservato indetto con il
decreto dirigenziale 17 dicembre 2002 sono, altresi’, inseriti,
ulteriormente in coda, coloro che hanno frequentato nell’ambito della
medesima procedura il corso di formazione, superando il successivo
esame finale, ma che risultano privi del requisito di almeno un anno
di incarico di presidenza;
d) l’attivazione, presso gli uffici scolastici provinciali, di
attivita’ di monitoraggio a sostegno delle competenze dell’autonomia
scolastica relativamente alle supplenze brevi, con l’obiettivo di
ricondurre gli scostamenti piu’ significativi delle assenze ai valori
medi nazionali;
e) ai fini della compiuta attuazione di quanto previsto
dall’articolo 1, comma 128, della legge 30 dicembre 2004, n. 311,
l’adozione di un piano biennale di formazione per i docenti della
scuola primaria, da realizzare negli anni scolastici 2007/2008 e
2008/2009, finalizzato al conseguimento delle competenze necessarie
per l’insegnamento della lingua inglese. A tale fine, per un rapido
conseguimento dell’obiettivo, sono attivati corsi di formazione anche
a distanza, integrati da momenti intensivi in presenza;
f) il miglioramento dell’efficienza ed efficacia degli attuali
ordinamenti dell’istruzione professionale anche attraverso la
riduzione, a decorrere dall’anno scolastico 2007/2008, dei carichi
orari settimanali delle lezioni, secondo criteri di maggiore
flessibilita’, di piu’ elevata professionalizzazione e di funzionale
collegamento con il territorio.

606. Il decreto concernente la materia di cui alla lettera a) del
comma 605 e’ adottato di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze. Il decreto concernente la materia di cui alla lettera
b) del comma 605 e’ adottato d’intesa con il Ministro della salute.
Il decreto concernente la materia di cui alla lettera c) del comma
605 e’ adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze e con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella
pubblica amministrazione.

607. La tabella di valutazione dei titoli allegata al
decreto-legge 7 aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 giugno 2004, n. 143, e successive modificazioni, e’
ridefinita con decreto del Ministro della pubblica istruzione,
sentito il CNPI. Il decreto e’ adottato, a decorrere dal biennio
2007/2008-2008/2009, in occasione degli aggiornamenti biennali delle
graduatorie permanenti di cui all’articolo 401 del testo unico di cui
al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e successive
modificazioni. Sono fatte salve le valutazioni dei titoli conseguiti
anteriormente e gia’ riconosciuti nelle graduatorie permanenti
relative al biennio 2005/2006-2006/2007. Sono ridefinite, in
particolare, le disposizioni riguardanti la valutazione dei titoli
previsti dal punto C.11) della predetta tabella, e successive
modificazioni. Ai fini di quanto previsto dal precedente periodo, con
il decreto di cui al presente comma sono definiti criteri e requisiti
per 1′ accreditamento delle strutture formative e dei corsi.

608. Ai fini di quanto previsto dall’articolo 35, comma 5, terzo
periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, il Ministro per le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione predispone,
di concerto con il Ministro della pubblica istruzione, un piano
organico di mobilita’, relativamente al personale docente
permanentemente inidoneo ai compiti di insegnamento e collocato fuori
ruolo. Tale piano, da definire entro il 30 giugno 2007, tiene conto
prioritariamente dei posti vacanti, presso gli uffici
dell’amministrazione scolastica, nonche’ presso le amministrazioni
pubbliche in cui possono essere meglio utilizzate le professionalita’
del predetto personale. In connessione con la realizzazione del
piano, il termine fissato dalle disposizioni di cui al citato
articolo 35, comma 5, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e’
prorogato di un anno, ovvero fino al 31 dicembre 2008.

609. Il Ministro della pubblica istruzione predispone uno
specifico piano di riconversione professionale del personale docente
in soprannumero sull’organico provinciale, finalizzato
all’assorbimento del medesimo personale. La riconversione,
obbligatoria per i docenti interessati, e’ finalizzata alla copertura
dei posti di insegnamento per materie affini e dei posti di
laboratorio compatibili con l’esperienza professionale maturata,
nonche’ all’acquisizione del titolo di specializzazione per
l’insegnamento sui posti di sostegno. L’assorbimento del personale di
cui al presente comma trova completa attuazione entro l’anno
scolastico 2007/2008.

610. Allo scopo di sostenere l’autonomia delle istituzioni
scolastiche nella dimensione dell’Unione europea ed i processi di
innovazione e di ricerca educativa delle medesime istituzioni,
nonche’ per favorirne l’interazione con il territorio, e’ istituita,
presso il Ministero della pubblica istruzione, ai sensi degli
articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, la
“Agenzia nazionale per lo sviluppo dell’autonomia scolastica”, di
seguito denominata “Agenzia”, avente sede a Firenze, articolata,
anche a livello periferico, in nuclei allocati presso gli uffici
scolastici regionali ed in raccordo con questi ultimi, con le
seguenti funzioni:
a) ricerca educativa e consulenza pedagogico-didattica;
b) formazione e aggiornamento del personale della scuola;
c) attivazione di servizi di documentazione pedagogica, didattica
e di ricerca e sperimentazione;
d) partecipazione alle iniziative internazionali nelle materie di
competenza;
e) collaborazione alla realizzazione delle misure di sistema
nazionali in materia di istruzione per gli adulti e di istruzione e
formazione tecnica superiore;
f) collaborazione con le regioni e gli enti locali.

611. L’organizzazione dell’Agenzia, con articolazione centrale e
periferica, e’ definita con regolamento adottato ai sensi
dell’articolo 8, comma 4, del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300. L’Agenzia subentra nelle funzioni e nei compiti attualmente
svolti dagli Istituti regionali di ricerca educativa (IRRE) e
dall’Istituto nazionale di documentazione per l’innovazione e la
ricerca educativa (INDIRE), che sono contestualmente soppressi. Al
fine di assicurare l’avvio delle attivita’ dell’Agenzia, e in attesa
della costituzione degli organi previsti dagli articoli 8 e 9 del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, il Presidente del
Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della pubblica
istruzione, nomina uno o piu’ commissari straordinari. Con il
regolamento di cui al presente comma e’ individuata la dotazione
organica del personale dell’Agenzia e delle sue articolazioni
territoriali nel limite complessivo del 50 per cento dei contingenti
di personale gia’ previsti per l’INDIRE e per gli IRRE, che in fase
di prima attuazione, per il periodo contrattuale in corso, conserva
il trattamento giuridico ed economico in godimento. Il predetto
regolamento disciplina, altresi’, le modalita’ di stabilizzazione,
attraverso prove selettive, dei rapporti di lavoro esistenti anche a
titolo precario, purche’ costituite mediante procedure selettive di
natura concorsuale.

612. Al fine di potenziare la qualificazione scientifica nonche’
l’autonomia amministrativa dell’Istituto nazionale per la valutazione
del sistema educativo di istruzione e di formazione (INVALSI), al
decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, sono apportate le
seguenti modificazioni, che non devono comportare oneri aggiuntivi a
carico del bilancio dello Stato:
a) le parole: “Comitato direttivo” sono sostituite, ovunque
ricorrano, dalle seguenti: “Comitato di indirizzo”;
b) l’articolo 4 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 4. – (Organi). – 1. Gli organi dell’Istituto sono:
a) il Presidente;
b) il Comitato di indirizzo;
c) il Collegio dei revisori dei conti”;
c) all’articolo 5, il comma i e’ sostituito dal seguente:

“1. Il Presidente e’ scelto tra persone di alta qualificazione
scientifica e con adeguata conoscenza dei sistemi di istruzione e
formazione e dei sistemi di valutazione in Italia ed all’estero. E’
nominato con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei ministri, su designazione del
Ministro, tra una tema di nominativi proposti dal Comitato di
indirizzo dell’Istituto fra i propri componenti. L’incarico ha durata
triennale ed e’ rinnovabile, con le medesime modalita’, per un
ulteriore triennio”;
d) all’articolo 6, il comma 1 e’ sostituito dal seguente:

“1. Il Comitato di indirizzo e’ composto dal Presidente e da
otto membri, nel rispetto del principio di pari opportunita’, dei
quali non piu’ di quattro provenienti dal mondo della scuola. I
componenti del Comitato sono scelti dal Ministro tra esperti nei
settori di competenza dell’Istituto, sulla base di una indicazione di
candidati effettuata da un’apposita commissione, previo avviso da
pubblicare nella Gazzetta Ufficiale finalizzato all’acquisizione dei
curricula. La commissione esaminatrice, nominata dal Ministro, e’
composta da tre membri compreso il Presidente, dotati delle
necessarie competenze amministrative e scientifiche”.

613. L’INVALSI, fermo restando quando previsto dall’articolo 20
del contratto collettivo nazionale di lavoro relativo al personale
dell’area V della dirigenza per il quadriennio normativo 2002-2005 ed
il primo biennio economico 2002-2003, pubblicato nel supplemento
ordinario n. 113 alla Gazzetta Ufficiale n. 103 del 5 maggio 2006 e
nel rispetto delle prerogative del dirigente generale dell’ufficio
scolastico regionale, sulla base delle indicazioni del Ministro della
pubblica istruzione, assume i seguenti compiti:
a) formula al Ministro della pubblica istruzione proposte per la
piena attuazione del sistema di valutazione dei dirigenti scolastici;
b) definisce le procedure da seguire per la valutazione dei
dirigenti scolastici;
c) formula proposte per la formazione dei componenti del team di
valutazione;
d) realizza il monitoraggio sullo sviluppo e sugli esiti del
sistema di valutazione.

614. Le procedure concorsuali di reclutamento del personale, di
cui alla dotazione organica definita dalla tabella A allegata al
decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, devono essere espletate
entro sei mesi dalla indizione dei relativi bandi, con conseguente
assunzione con contratto a tempo indeterminato dei rispettivi
vincitori.

615. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente
legge, il Presidente e i componenti del Comitato direttivo
dell’INVALSI cessano dall’incarico. In attesa della costituzione dei
nuovi organi, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta
del Ministro della pubblica istruzione, nomina uno o piu’ commissari
straordinari.

616. Il riscontro di regolarita’ amministrativa e contabile presso
le istituzioni scolastiche statali e’ effettuato da due revisori dei
conti, nominati dal Ministro dell’economia e delle finanze e dal
Ministro della pubblica istruzione, con riferimento agli ambiti
territoriali scolastici. La minore spesa derivante dall’attuazione
del presente comma resta a disposizione delle istituzioni scolastiche
interessate.

617. I revisori dei conti, in rappresentanza del Ministero
dell’economia e delle finanze e del Ministero della pubblica
istruzione, gia’ nominati dal competente ufficio scolastico
regionale, sono confermati fino all’emanazione del decreto di nomina
dei rispettivi Ministeri e comunque non oltre l’entrata in vigore del
provvedimento di modifica al regolamento concernente le “Istruzioni
generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni
scolastiche” di cui al decreto del Ministero della pubblica
istruzione 1° febbraio 2001, n. 44.

618. Con regolamento da emanare ai sensi dell’articolo 17, comma
2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono definite le modalita’
delle procedure concorsuali per il reclutamento dei dirigenti
scolastici secondo i seguenti principi: cadenza triennale del
concorso su tutti i posti vacanti nel triennio; unificazione dei tre
settori di dirigenza scolastica; accesso aperto al personale docente
ed educativo delle istituzioni scolastiche ed educative statali, in
possesso di laurea, che abbia maturato dopo la nomina in ruolo un
servizio effettivamente prestato di almeno cinque anni; previsione di
una preselezione mediante prove oggettive di carattere culturale e
professionale, in sostituzione dell’attuale preselezione per titoli;
svolgimento di una o piu’ prove scritte, cui sono ammessi tutti
coloro che superano la preselezione; effettuazione di una prova
orale; valutazione dei titoli; formulazione della graduatoria di
merito; periodo di formazione e tirocinio, di durata non superiore a
quattro mesi, nei limiti dei posti messi a concorso, con conseguente
soppressione dell’aliquota aggiuntiva del 10 per cento. Con effetto
dalla data di entrata in vigore del regolamento previsto dal presente
comma sono abrogate le disposizioni vigenti con esso incompatibili,
la cui ricognizione e’ affidata al regolamento medesimo.

619. In attesa dell’emanazione del regolamento di cui al comma 618
si procede alla nomina sui posti previsti dal bando di concorso
ordinario a dirigente scolastico indetto con decreto direttoriale del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca 22
novembre 2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – 4° serie
speciale – n. 94 del 26 novembre 2004, e, ove non sufficienti, sui
posti vacanti e disponibili relativi agli anni scolastici 2007/2008 e
2008/2009, dei candidati del citato concorso, compresi i candidati in
possesso dei prescritti requisiti ammessi con riserva a seguito di
provvedimento cautelare in sede giurisdizionale o amministrativa, che
abbiano superato le prove di esame propedeutiche alla fase della
formazione con la produzione da parte degli stessi di una relazione
finale e il rilascio di un attestato positivo da parte del direttore
del corso, senza effettuazione dell’esame finale previsto dal bando
medesimo. Si procede, altresi’, sui posti vacanti e disponibili a
livello regionale relativi al medesimo periodo, alla nomina degli
altri candidati che abbiano superato le prove di esame propedeutiche
al corso di formazione del predetto concorso ma non vi abbiano
partecipato perche’ non utilmente collocati nelle relative
graduatorie; questi ultimi devono partecipare con esito positivo ad
un apposito corso intensivo di formazione, indetto
dall’amministrazione con le medesime modalita’ di cui sopra, che si
conclude nell’anno scolastico 2006/2007; le nomine di cui al presente
comma, fermo restando il regime autorizzatorio in materia di
assunzioni di cui all’articolo 39, comma 3-bis, della legge 27
dicembre 1997, n. 449, sono conferite secondo l’ordine della
graduatoria di merito.

620. Dall’attuazione dei commi da 605 a 619 devono conseguire
economie di spesa per un importo complessivo non inferiore a euro
448,20 milioni per l’anno 2007, a euro 1.324,50 milioni per l’anno
2008 e a euro 1.402,20 milioni a decorrere dall’anno 2009.

621. Al fine di garantire l’effettivo conseguimento degli
obiettivi di risparmio di cui ai commi 483 e 620, in caso di
accertamento di minori economie, si provvede:
a) relativamente al comma 483, alla riduzione delle dotazioni di
bilancio, relative ai trasferimenti agli enti pubblici, ivi comprese
quelle determinate ai sensi dell’articolo 11, comma 3, lettera d),
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, in
maniera lineare, fino a concorrenza degli importi indicati dal
medesimo comma 483;
b) relativamente al comma 620, a ridurre le dotazioni complessive
di bilancio del Ministero della pubblica istruzione, ad eccezione di
quelle relative alle competenze spettanti al personale della scuola e
dell’amministrazione centrale e periferica della pubblica istruzione,
in maniera lineare, fino a concorrenza degli importi indicati dal
medesimo comma 620.

622. L’istruzione impartita per almeno dieci anni e’ obbligatoria
ed e’ finalizzata a consentire il conseguimento di un titolo di
studio di scuola secondaria superiore o di una qualifica
professionale di durata almeno triennale entro il diciottesimo anno
di eta’. L’eta’ per l’accesso al lavoro e’ conseguentemente elevata
da quindici a sedici anni. Resta fermo il regime di gratuita’ ai
sensi degli articoli 28, comma 1, e 30, comma 2, secondo periodo, del
decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226. L’adempimento
dell’obbligo di istruzione deve consentire, una volta conseguito il
titolo di studio conclusivo del primo ciclo, l’acquisizione dei
saperi e delle competenze previste dai curricula relativi ai primi
due anni degli istituti di istruzione secondaria superiore, sulla
base di un apposito regolamento adottato dal Ministro della pubblica
istruzione ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400. Nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali
e specifici previsti dai predetti curricula, possono essere
concordati tra il Ministero della pubblica istruzione e le singole
regioni percorsi e progetti che, fatta salva l’autonomia delle
istituzioni scolastiche, siano in grado di prevenire e contrastare la
dispersione e di favorire il successo nell’assolvimento dell’obbligo
di istruzione. Le strutture formative che concorrono alla
realizzazione dei predetti percorsi e progetti devono essere inserite
in un apposito elenco predisposto con decreto del Ministro della
pubblica istruzione. Il predetto decreto e’ redatto sulla base di
criteri predefmiti con decreto del Ministro della pubblica
istruzione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Sono
fatte salve le competenze delle regioni a statuto speciale e delle
province autonome di Trento e di Bolzano, in conformita’ ai
rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione, nonche’ alla
legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3. L’innalzamento
dell’obbligo di istruzione decorre dall’anno scolastico 2007/ 2008.

623. Nella provincia autonoma di Bolzano, considerato il suo
particolare sistema della formazione professionale, l’ultimo anno
dell’obbligo scolastico di cui al precedente comma puo’ essere speso
anche nelle scuole professionali provinciali in abbinamento con
adeguate forme di apprendistato.

624. Fino alla messa a regime di quanto previsto dal comma 622,
proseguono i percorsi sperimentali di istruzione e formazione
professionale di cui all’articolo 28 del decreto legislativo 17
ottobre 2005, n. 226. Restano, pertanto, confermati i finanziamenti
destinati dalla normativa vigente alla realizzazione dei predetti
percorsi. Dette risorse per una quota non superiore al 3 per cento
sono destinate alle misure nazionali di sistema ivi compreso il
monitoraggio e la valutazione. Le strutture che realizzano tali
percorsi sono accreditate dalle regioni sulla base dei criteri
generali definiti con decreto adottato dal Ministro della pubblica
istruzione di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, previa intesa con la Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

625. Per l’attivazione dei piani di edilizia scolastica di cui
all’articolo 4 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, e’ autorizzata la
spesa di 50 milioni di euro per l’anno 2007 e di 100 milioni di euro
per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Il 50 per cento delle risorse
assegnate annualmente ai sensi del precedente periodo e’ destinato al
completamento delle attivita’ di messa in sicurezza e di adeguamento
a norma degli edifici scolastici da parte dei competenti enti locali.
Per le finalita’ di cui al precedente periodo, lo Stato, la regione e
l’ente locale interessato concorrono, nell’ambito dei piani di cui
all’articolo 4 della medesima legge n. 23 del 1996, in parti uguali
per l’ammontare come sopra determinato, ai fini del finanziamento dei
singoli interventi. Per il completamento delle opere di messa in
sicurezza e di adeguamento a norma, le regioni possono fissare un
nuovo termine di scadenza al riguardo, comunque – non successivo al
31 dicembre 2009, decorrente dalla data di sottoscrizione
dell’accordo denominato “patto per la sicurezza” tra Ministero della
pubblica istruzione, regione ed enti locali della medesima regione.

626. Nella logica degli interventi per il miglioramento delle
misure di prevenzione di cui al decreto legislativo 23 febbraio 2000,
n. 38, e successive modificazioni, il consiglio di indirizzo e di
vigilanza dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro (INAIL) definisce, in via sperimentale per il
triennio 2007-2009, d’intesa con il Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, con il Ministro della pubblica istruzione e con
gli enti locali competenti, indirizzi programmatici per la promozione
ed il finanziamento di progetti degli istituti di istruzione
secondaria di primo grado e superiore per l’abbattimento delle
barriere architettoniche o l’adeguamento delle strutture alle vigenti
disposizioni in tema di sicurezza e igiene del lavoro. Il consiglio
di indirizzo e di vigilanza dell’INAIL determina altresi’ l’entita’
delle risorse da destinare annualmente alle finalita’ di cui al
presente comma, utilizzando a tale fine anche le risorse che si
rendessero disponibili a conclusione delle iniziative di attuazione
dell’articolo 24 del citato decreto legislativo n. 38 del 2000. Sulla
base degli indirizzi definiti, il consiglio di amministrazione
dell’INAIL definisce i criteri e le modalita’ per l’approvazione dei
singoli progetti e provvede all’approvazione dei finanziamenti dei
singoli progetti.

627. Al fine di favorire ampliamenti dell’offerta formativa e una
piena fruizione degli ambienti e delle attrezzature scolastiche,
anche in orario diverso da quello delle lezioni, in favore degli
alunni, dei loro genitori e, piu’ in generale, della popolazione
giovanile e degli adulti, il Ministro della pubblica istruzione
definisce, secondo quanto previsto dall’articolo 9 del regolamento di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275,
criteri e parametri sulla base dei quali sono attribuite le relative
risorse alle istituzioni scolastiche.

628. La gratuita’ parziale dei libri di testo di cui all’articolo
27, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, e’ estesa agli
studenti del primo e del secondo anno dell’istruzione secondaria
superiore. Il disposto del comma 3 del medesimo articolo 27 si
applica anche per il primo e per il secondo anno dell’istruzione
secondaria superiore e si applica, altresi’, limitatamente
all’individuazione dei criteri per la determinazione del prezzo
massimo complessivo della dotazione libraria, agli anni successivi al
secondo. Le istituzioni scolastiche, le reti di scuole e le
associazioni dei genitori sono autorizzate al noleggio di libri
scolastici agli studenti e ai loro genitori.

629. Le amministrazioni interessate possono, a fronte di
particolari esigenze, disporre che il beneficio previsto dall’
articolo 27, comma 1, della citata legge n. 448 del 1998 sia
utilizzato per l’assegnazione, anche in comodato, dei libri di testo
agli alunni, in possesso dei requisiti richiesti che adempiono
l’obbligo scolastico.

630. Per fare fronte alla crescente domanda di servizi educativi
per i bambini al di sotto dei tre anni di eta’, sono attivati, previo
accordo in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, progetti tesi
all’ampliamento qualificato dell’offerta formativa rivolta a bambini
dai 24 ai 36 mesi di eta’, anche mediante la realizzazione di
iniziative sperimentali improntate a criteri di qualita’ pedagogica,
flessibilita’, rispondenza alle caratteristiche della specifica
fascia di eta’. I nuovi servizi possono articolarsi secondo diverse
tipologie, con priorita’ per quelle modalita’ che si qualificano come
sezioni sperimentali aggregate alla scuola dell’infanzia, per
favorire un’effettiva continuita’ del percorso formativo lungo l’asse
cronologico 0-6 anni di eta’. Il Ministero della pubblica istruzione
concorre alla realizzazione delle sezioni sperimentali attraverso un
progetto nazionale di innovazione ordinamentale ai sensi
dell’articolo 11 del regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, e assicura specifici
interventi formativi per il personale docente e non docente che
chiede di essere utilizzato nei nuovi servizi. A tale fine sono
utilizzate annualmente le risorse previste dall’articolo 7, comma 5,
della legge 28 marzo 2003, n. 53, destinate al finanziamento
dell’articolo 2, comma 1, lettera e), ultimo periodo, della medesima
legge. L’articolo 2 del decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59,
e’ abrogato.

631. A decorrere dall’anno 2007, il sistema dell’istruzione e
formazione tecnica superiore (IFTS), di cui all’articolo 69 della
legge 17 maggio 1999, n. 144, e’ riorganizzato nel quadro del
potenziamento dell’alta formazione professionale e delle misure per
valorizzare la filiera tecnico-scientifica, secondo le linee guida
adottate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su
proposta del Ministro della pubblica istruzione formulata di concerto
con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale e con il
Ministro dello sviluppo economico, previa intesa in sede di
Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, ai sensi del medesimo decreto legislativo.

632. Ferme restando le competenze delle regioni e degli enti
locali in materia, in relazione agli obiettivi fissati dall’Unione
europea, allo scopo di far conseguire piu’ elevati livelli di
istruzione alla popolazione adulta, anche immigrata con particolare
riferimento alla conoscenza della lingua italiana, i centri
territoriali permanenti per l’educazione degli adulti e i corsi
serali, funzionanti presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine
e grado, sono riorganizzati su base provinciale e articolati in reti
territoriali e ridenominati “Centri provinciali per l’istruzione
degli adulti”. Ad essi e’ attribuita autonomia amministrativa,
organizzativa e didattica, con il riconoscimento di un proprio
organico distinto da quello degli ordinari percorsi scolastici, da
determinare in sede di contrattazione collettiva nazionale, nei
limiti del numero delle autonomie scolastiche istituite in ciascuna
regione e delle attuali disponibilita’ complessive di organico. Alla
riorganizzazione di cui al presente comma, si provvede con decreto
del Ministro della pubblica istruzione, sentita la Conferenza
unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, ai sensi del medesimo decreto legislativo.

633. Per gli anni 2007, 2008 e 2009, e’ autorizzata la spesa di 30
milioni di euro, da iscrivere nello stato di previsione del Ministero
della pubblica istruzione, con lo scopo di dotare le scuole di ogni
ordine e grado delle innovazioni tecnologiche necessarie al migliore
supporto delle attivita’ didattiche.

634. Per gli interventi previsti dai commi da 622 a 633, con
esclusione del comma 625, e’ autorizzata la spesa di euro 220 milioni
a decorrere dall’anno 2007. Su proposta del Ministro della pubblica
istruzione sono disposte, con decreto del Ministro dell’economia e
delle finanze, le variazioni di bilancio per l’assegnazione delle
risorse agli interventi previsti dai commi da 622 a 633.

635. Al fine di dare il necessario sostegno alla funzione pubblica
svolta dalle scuole paritarie nell’ambito del sistema nazionale di
istruzione, a decorrere dall’anno 2007, gli stanziamenti, iscritti
nelle unita’ previsionali di base “Scuole non statali” dello stato di
previsione del Ministero della pubblica istruzione, sono incrementati
complessivamente di 100 milioni di euro, da destinare
prioritariamente alle scuole dell’infanzia.

636. Il Ministro della pubblica istruzione definisce annualmente,
con apposito decreto, i criteri e i parametri per l’assegnazione dei
contributi alle scuole paritarie e, in via prioritaria, a quelle che
svolgono il servizio scolastico senza fini di lucro e che comunque
non siano legate con societa’ aventi fini di lucro o da queste
controllate. In tale ambito i contributi sono assegnati secondo il
seguente ordine di priorita’: scuole dell’infanzia, scuole primarie e
scuole secondarie di primo e secondo grado.

637. Il sistema universitario concorre alla realizzazione degli
obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2007-2009, garantendo
che il fabbisogno finanziario, riferito alle universita’ statali, ai
dipartimenti e a tutti gli altri centri con autonomia finanziaria e
contabile, da esso complessivamente generato in ciascun anno non sia
superiore al fabbisogno determinato a consuntivo nell’esercizio
precedente, incrementato del 3 per cento. Il Ministro
dell’universita’ e della ricerca procede annualmente alla
determinazione del fabbisogno finanziario programmato per ciascun
ateneo, sentita la Conferenza dei rettori delle universita’ italiane
(CRUI), tenendo conto degli obiettivi di riequilibrio nella
distribuzione delle risorse e delle esigenze di razionalizzazione del
sistema universitario, garantendo l’equilibrata distribuzione delle
opportunita’ formative.

638. Il Consiglio nazionale delle ricerche, l’Agenzia spaziale
italiana, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, l’Ente per le
nuove tecnologie, l’energia e l’ambiente, il Consorzio per l’area di
ricerca scientifica e tecnologica di Trieste e l’Istituto nazionale
di geofisica e vulcanologia concorrono alla realizzazione degli
obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2007-2009, garantendo
che il fabbisogno finanziario complessivamente generato in ciascun
anno non sia superiore al fabbisogno determinato a consuntivo
nell’esercizio precedente incrementato del 4 per cento annuo.

639. Il fabbisogno di ciascuno degli enti di ricerca di cui al
comma 638 e’ determinato annualmente nella misura inferiore tra il
fabbisogno programmato e quello realizzato nell’anno precedente
incrementato del tasso di crescita previsto dal medesimo comma 638.
Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta
del Ministro dell’universita’ e della ricerca e del Ministro dello
sviluppo economico, possono essere introdotte modifiche al fabbisogno
annuale spettante a ciascun ente di ricerca ai sensi del presente
comma, previa compensazione con il fabbisogno annuale degli altri
enti di ricerca e comunque nei limiti del fabbisogno complessivo
programmato e possono essere altresi’ determinati i pagamenti annuali
che non concorrono al consolidamento del fabbisogno programmato per
ciascun ente di ricerca, derivanti da accordi di programma e
convenzioni per effetto dei quali gli enti medesimi agiscono in veste
di attuatori dei programmi ed attivita’ per conto e nell’interesse
dei Ministeri che li finanziano.

640. Per il triennio 2007-2009 continua ad applicarsi la
disciplina di cui all’articolo 3, comma 5, della legge 24 dicembre
2003, n. 350.

641. Per le finalita’ di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998,
n. 204, recante disposizioni per il coordinamento, la programmazione
e la valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca
scientifica e tecnologica, e’ autorizzata la spesa di 20 milioni di
euro per gli anni 2007, 2008 e 2009.

642. Il fabbisogno finanziario annuale determinato per il sistema
universitario statale dal comma 637 e per i principali enti pubblici
di ricerca dal comma 638 e’ incrementato degli oneri contrattuali del
personale limitatamente a quanto dovuto a titolo di competenze
arretrate.

643. Per gli anni 2008 e 2009 gli enti di ricerca pubblici possono
procedere ad assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo
indeterminato entro il limite dell’80 per cento delle proprie entrate
correnti complessive, come risultanti dal bilancio consuntivo
dell’anno precedente, purche’ entro il limite delle risorse relative
alla cessazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato
complessivamente intervenute nel precedente anno.

644. Sono fatti salvi i principi di cui ai commi 526 e 529.

645. Nell’anno 2007, gli enti di cui al comma 643 possono avviare
procedure concorsuali volte alla costituzione di rapporti di lavoro a
tempo indeterminato, la cui costituzione effettiva non puo’ comunque
intervenire in data antecedente al 1° gennaio 2008, fermi i limiti di
cui al medesimo comma 643 riferiti all’anno 2006.

646. Ai fini dell’applicazione dei commi 643 e 645, sono fatte
salve le assunzioni conseguenti a bandi di concorso gia’ pubblicati
ovvero a procedure gia’ avviate alla data del 30 settembre 2006 e i
rapporti di lavoro costituiti all’esito dei medesimi sono computati
ai fini dell’applicazione dei predetti commi.

647. In attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori
universitari, il Ministro dell’universita’ e della ricerca, con
proprio decreto da emanare entro il 31 marzo 2007, sentiti il
Consiglio universitario nazionale (CUN) e la CRUI, disciplina le
modalita’ di svolgimento dei concorsi per ricercatore, banditi dalle
universita’ successivamente alla data di emanazione del predetto
decreto ministeriale, con particolare riguardo alle modalita’
procedurali ed ai criteri di valutazione dei titoli didattici e
dell’attivita’ di ricerca, garantendo celerita’, trasparenza e
allineamento agli standard internazionali.

648. Al fine di consentire il reclutamento straordinario di
ricercatori, il decreto di cui al comma 647 definisce un numero
aggiuntivo di posti di ricercatore da assegnare alle universita’ e da
coprire con concorsi banditi entro il 30 giugno 2008.

649. Per l’anno 2007, il personale in servizio con contratto a
tempo determinato presso gli enti e le istituzioni pubbliche di
ricerca, che risulti vincitore di concorso per l’assunzione con
contratto a tempo indeterminato, gia’ espletato ovvero con procedure
in corso alla data del 30 settembre 2006, la cui assunzione risulti
dal 2008 compatibile con i limiti posti dal comma 523, puo’ essere
mantenuto in servizio a tempo determinato per l’anno 2007, qualora i
relativi oneri non siano posti a carico dei bilanci di funzionamento
o del Fondo di finanziamento ordinario degli enti stessi.

650. All’onere derivante dal comma 648 si provvede nel limite di
20 milioni di euro per l’anno 2007, di 40 milioni di euro per l’anno
2008 e di 80 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009.

651. Fermo quanto previsto dai commi 643, 644 e 645, entro il 30
aprile 2007 il Ministro dell’universita’ e della ricerca, sentiti i
presidenti degli enti interessati, bandisce un piano straordinario di
assunzioni di ricercatori nell’ambito degli enti pubblici di ricerca
vigilati dal Ministero dell’universita’ e della ricerca, definendone
il numero complessivo e le modalita’ procedimentali con particolare
riferimento ai criteri di valutazione dei pregressi rapporti di
lavoro, dei titoli scientifici e dell’attivita’ di ricerca svolta.

652. Per l’attuazione del piano di cui al comma 651, e’
autorizzata la spesa di 7,5 milioni di euro per l’anno 2007 e di 30
milioni di euro a decorrere dall’anno 2008.

653. Per gli anni dal 2007 al 2009 incluso, e’ fatto divieto alle
universita’ statali e non statali, autorizzate a rilasciare titoli
accademici aventi valore legale, di istituire e attivare facolta’ o
corsi di studio in comuni diversi da quello ove l’ateneo ha la sede
legale e amministrativa, salvo che si tratti di comune confinante o
di razionalizzazione dell’offerta didattica mediante accorpamento di
sedi decentrate gia’ esistenti nella regione Valle d’Aosta e nelle
province autonome di Trento e di Bolzano, o di istituzione di centri
di ricerca funzionali alle attivita’ produttive della regione.

654. In favore della “Fondazione Collegio europeo” di Parma e’
autorizzata per ciascuno degli anni 2007-2008, la somma di 500.000
euro da destinare al funzionamento.

655. Ai fini della tutela dell’unita’ economica della Repubblica,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano concorrono
alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il
triennio 2007-2009 con il rispetto delle disposizioni di cui ai commi
da 656 a 672, che costituiscono principi fondamentali del
coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117,
terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione.

656. A decorrere dall’anno 2007, e’ avviata una sperimentazione,
con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano indicate
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, finalizzata ad assumere,
quale base di riferimento per il patto di stabilita’ interno, il
saldo finanziario. I criteri di definizione del saldo e le modalita’
di sperimentazione sono definiti con decreto del Ministro
dell’economia e delle fmanze, di concerto con il Ministro per gli
affari regionali e le autonomie locali, sentita la predetta
Conferenza.

657. In attesa dei risultati della sperimentazione di cui al comma
656, per il triennio 2007-2009, il complesso delle spese finali di
ciascuna regione a statuto ordinario, determinato ai sensi del comma
658, non puo’ essere superiore, per l’anno 2007, al corrispondente
complesso di spese finali dell’anno 2005 diminuito dell’ 1,8 per
cento e, per gli anni 2008 e 2009, non puo’ essere superiore al
complesso delle corrispondenti spese finali dell’anno precedente,
calcolato assumendo il pieno rispetto del patto di stabilita’
interno, aumentato, rispettivamente, del 2,5 per cento e del 2,4 per
cento.

658. Il complesso delle spese finali e’ determinato dalla somma
delle spese correnti ed in conto capitale, al netto delle:
a) spese per la sanita’, cui si applica la specifica disciplina
di settore;
b) spese per la concessione di crediti.

659. Le spese finali sono determinate sia in termini di competenza
sia in termini di cassa.

660. Per gli esercizi 2007, 2008 e 2009, le regioni a statuto
speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano concordano,
entro il 31 marzo di ciascun anno, con il Ministro dell’economia e
delle finanze il livello complessivo delle spese correnti e in conto
capitale, nonche’ dei relativi pagamenti, in coerenza con gli
obiettivi di finanza pubblica per il periodo 2007-2009; a tale fine,
entro il 31 gennaio di ciascun anno, il presidente dell’ente
trasmette la proposta di accordo al Ministro dell’economia e delle
finanze. In caso di mancato accordo si applicano le disposizioni
stabilite per le regioni a statuto ordinario. Per gli enti locali dei
rispettivi territori provvedono alle finalita’ di cui ai commi da 676
a 695 le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento
e di Bolzano, ai sensi delle competenze alle stesse attribuite dai
rispettivi statuti di autonomia e dalle relative norme di attuazione.
Qualora le predette regioni e province autonome non provvedano, entro
il 31 marzo di ciascun anno, si applicano, per gli enti locali dei
rispettivi territori, le disposizioni previste per gli altri enti
locali dai commi da 676 a 695.

661. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di
Trento e di Bolzano concorrono al riequilibrio della finanza
pubblica, oltre che nei modi stabiliti dal comma 660, anche con
misure finalizzate a produrre un risparmio per il bilancio dello
Stato, in misura proporzionale all’incidenza della finanza di
ciascuna regione a statuto speciale o provincia autonoma sulla
finanza regionale e locale complessiva, anche mediante l’assunzione
dell’esercizio di funzioni statali, attraverso l’emanazione, entro il
31 marzo 2007 e con le modalita’ stabilite dai rispettivi statuti, di
specifiche norme di attuazione statutaria; tali norme di attuazione
precisano le modalita’ e l’entita’ dei risparmi per il bilancio dello
Stato da ottenere in modo permanente o comunque per annualita’
definite.

662. Sulla base degli esiti della sperimentazione di cui al comma
656, le norme di attuazione devono altresi’ prevedere le disposizioni
per assicurare in via permanente il coordinamento tra le misure di
finanza pubblica previste dalle leggi costituenti la manovra
finanziaria dello Stato e l’ordinamento della finanza regionale
previsto da ciascuno statuto speciale e dalle relative norme di
attuazione, nonche’ le modalita’ per il versamento dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive e dell’addizionale dell’imposta
sul reddito delle persone fisiche.

663. Resta ferma la facolta’ delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Boh zano di estendere le regole del patto di
stabilita’ interno nei confronti dei loro enti ed organismi
strumentali, nonche’ per gli enti ad ordinamento regionale o
provinciale.

664. Ai fini del rispetto del principio del coordinamento della
finanza pubblica, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano autorizzano le proprie strutture sanitarie alla contrazione
di mutui e al ricorso ad altre forme di indebitamento, secondo quanto
stabilito dall’articolo 3, commi da 16 a 21, della legge 24 dicembre
2003, n. 350, fmo ad un ammontare complessivo delle relative rate,
per capitale ed interessi, non superiore al 15 per cento delle
entrate proprie correnti di tali strutture. Le regioni e le province
autonome sono tenute ad adeguare i rispettivi ordinamenti; e’ fatta
comunque salva la facolta’ di prevedere un limite inferiore
all’indebitamento.

665. Sulla base degli esiti della sperimentazione di cui al comma
656, si procede, anche nei confronti di una sola o piu’ regioni o
province autonome, a ridefinire legislativamente le regole del patto
di stabilita’ interno e l’anno di prima applicazione delle regole. Le
nuove regole devono comunque tenere conto del saldo in termini di
competenza e di cassa. Il saldo di competenza e’ calcolato quale
somma algebrica degli importi risultanti dalla differenza tra
accertamenti e impegni, per la parte corrente, e dalla differenza tra
incassi e pagamenti, per la parte in conto capitale.

666. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di
stabilita’ interno, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano trasmettono trimestralmente al Ministero dell’economia e
delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento,
utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di
stabilita’ interno nel sito “www.pattostabilita.rgs.tesoro.it”, le
informazioni riguardanti sia la gestione di competenza sia quella di
cassa, attraverso un prospetto e con le modalita’ definiti con
decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano.

667. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto
di stabilita’ interno, ciascuna regione e provincia autonoma e’
tenuta ad inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell’anno
successivo a quello di riferimento, al Ministero dell’economia e
delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato,
una certificazione, sottoscritta dal rappresentante legale dell’ente
e dal responsabile del servizio finanziario secondo un prospetto e
con le modalita’ definite dal decreto di cui al comma 666.

668. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto
di stabilita’ interno, ciascuna regione a statuto speciale e
provincia autonoma e’ tenuta ad osservare quanto previsto dalle norme
di attuazione statutaria emanate in relazione a quanto stabilito nel
comma 662. Fino alla emanazione delle predette norme di attuazione
statutaria si provvede secondo quanto disposto dall’accordo concluso
ai sensi del comma 660.

669. In caso di mancato rispetto del patto di stabilita’ interno
relativo agli anni 2007-2009, accertato con le procedure di cui ai
commi 667 e 668, il Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi
dell’ articolo 8, comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, diffida
la regione o provincia autonoma ad adottare i necessari provvedimenti
entro il 31 maggio dell’anno successivo a quello di riferimento.
Detti provvedimenti devono essere comunicati al Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, entro la medesima data, con le modalita’
definite dal decreto di cui al comma 666. Qualora l’ente non adempia,
il presidente della regione, in qualita’ di commissario ad acta,
adotta entro il 30 giugno i necessari provvedimenti che devono essere
comunicati, entro la medesima data, con le stesse modalita’. Allo
scopo di assicurare al contribuente l’informazione necessaria per il
corretto adempimento degli obblighi tributari, il Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, cura la pubblicazione sul sito informatico di
cui al comma 666 degli elenchi contenenti le regioni e le province
autonome che non hanno rispettato il patto di stabilita’ interno, di
quelle che hanno adottato opportuni provvedimenti e di quelle per le
quali i commissari ad acta non hanno inviato la prescritta
comunicazione.

670. Decorso inutilmente il termine del 30 giugno previsto dal
comma 669, nella regione o nella provincia autonoma interessata, con
riferimento all’anno in corso, si applica automaticamente:
a) l’imposta regionale sulla benzina per autotrazione, di cui
all’articolo 17 del decreto legislativo 21 dicembre 1990, n. 398,
nella misura di euro 0,0258, con efficacia dal 15 luglio;
b) la tassa automobilistica, di cui al titolo III, capo I, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, con l’aumento di 5
punti percentuali delle tariffe vigenti.

671. Nelle regioni e nelle province autonome in cui l’imposta
regionale sulla benzina e’ gia’ in vigore nella misura massima
prevista dalla legge si applica l’ulteriore aumento di euro 0,0129.

672. Scaduto il termine del 30 giugno i provvedimenti del
commissario ad acta non possono avere ad oggetto i tributi di cui ai
commi 670 e 671.

673. L’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 34-quinquies del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e’ soppresso.

674. Il primo periodo del comma 323 dell’articolo 1 della legge 23
dicembre 2005, n. 266 e’ soppresso.

675. All’articolo 6 del decreto legislativo 18 febbraio 2000,
n. 56, e’ aggiunto il seguente comma:

“l-bis. Le aliquote e le compartecipazioni definitive di cui
all’articolo 5, comma 3, sono rideterminate, a decorrere dal 1°
gennaio del secondo anno successivo all’adozione dei provvedimenti di
attuazione dell’articolo 119 della Costituzione al fine di assicurare
la copertura degli oneri connessi alle funzioni attribuite alle
regioni a statuto ordinario di cui al comma 1”.

676. Ai fini della tutela dell’unita’ economica della Repubblica,
le province e i comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti
concorrono alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per
il triennio 2007-2009 con il rispetto delle disposizioni di cui ai
commi da 677 a 695, che costituiscono principi fondamentali del
coordinamento della finanza pubblica ai sensi degli articoli 117,
terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione.

677. La manovra finanziaria e’ fissata in termini di riduzione
‘del saldo tendenziale di comparto per ciascuno degli anni 2007, 2008
e 2009.

678. Per la determinazione del proprio obiettivo specifico di
miglioramento del saldo, gli enti di cui al comma 676 devono seguire
la seguente procedura:
a) calcolare la media triennale per il periodo 2003-2005 dei
saldi di cassa, come definiti al comma 680 e risultanti dai propri
conti consuntivi, ed applicare ad essa, solo se negativa, i seguenti
coefficienti:
1) province: 0,400 per l’anno 2007, 0,210 per l’anno 2008 e
0,117 per l’anno 2009;
2) comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti: 0,330 per
l’anno 2007, 0,205 per l’anno 2008 e 0,155 per l’anno 2009;
b) calcolare la media triennale della spesa corrente sostenuta in
termini di cassa in ciascuno degli anni 2003, 2004 e 2005, come
risultante dai propri conti consuntivi, ed applicare ad essa i
seguenti coefficienti:
1) province: 0,041 per l’anno 2007, 0,022 per l’anno 2008 e
0,012 per l’anno 2009;
2) comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti: 0,029 per
l’anno 2007, 0,017 per l’anno 2008 e 0,013 per l’anno 2009;
c) determinare l’importo annuo della manovra mediante la somma
degli importi, considerati in valore assoluto, di cui alle lettere a)
e b). Gli enti che presentano una media triennale positiva per il
periodo 2003-2005 dei saldi di cassa determinano l’importo del
concorso alla manovra applicando solo i coefficienti relativi alla
spesa di cui alla lettera b).

679. Nel caso in cui l’incidenza percentuale dell’importo di cui
al comma 678, lettera c), sull’importo della media triennale
2003-2005 delle spese finali al netto delle concessioni di crediti
risulti, per i comuni di cui al comma 676, superiore all’8 per cento,
il comune deve considerare come obiettivo del patto di stabilita’
interno l’importo corrispondente all’8 per cento della suddetta media
triennale.

680. Il saldo finanziario e’ calcolato in termini di cassa quale
differenza tra entrate finali, correnti e in conto capitale, e spese
finali, correnti e in conto capitale, quali risultano dai conti
consuntivi. Nel saldo finanziario non sono considerate le entrate
derivanti dalla riscossione di crediti e le spese derivanti dalla
concessione di crediti.

681. Per il rispetto degli obiettivi del patto di stabilita’
interno, per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 gli enti devono
conseguire un saldo finanziario, sia in termini di competenza sia in
termini di cassa, pari a quello medio del triennio 2003-2005
migliorato della misura annualmente determinata ai sensi del comma
678, lettera c), ovvero del comma 679. Le maggiori entrate derivanti
dall’attuazione dei commi 142, 143 e 144 concorrono al conseguimento
degli obiettivi del patto di stabilita’ interno.

682. Ai fini dei saldi utili per il rispetto del patto di
stabilita’ interno i trasferimenti statali sono conteggiati, in
termini di competenza e di cassa, nella misura a tale titolo
comunicata dall’amministrazione statale interessata.

683. Ai fini del comma 686, il saldo finanziario per ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009 e quello medio del triennio 2003-2005
sono calcolati, sia per la gestione di competenza sia per quella di
cassa, quale differenza tra le entrate finali e le spese finali al
netto delle entrate derivanti dalla riscossione di crediti e delle
spese derivanti dalla concessione di crediti. Nel saldo finanziario
non sono considerate le entrate in conto capitale riscosse nel
triennio 2003-2005, derivanti dalla dismissione del patrimonio
immobiliare e mobiliare destinate, nel medesimo triennio,
all’estinzione anticipata di prestiti. Per i comuni con popolazione
superiore a 5.000 abitanti nel saldo finanziario non sono considerate
le spese in conto capitale e di parte corrente, autorizzate dal
Ministero, necessarie per l’attivazione di nuove sedi di uffici
giudiziari, ivi incluse quelle relative al trasloco.

684. Il bilancio di previsione degli enti locali ai quali si
applicano le disposizioni del patto di stabilita’ interno deve essere
approvato, a decorrere dall’anno 2007, iscrivendo le previsioni di
entrata e di uscita in termini di competenza in misura tale da
consentire il raggiungimento dell’obiettivo programmatico del patto
di stabilita’ interno determinato per ciascun anno. Gli enti locali
che hanno approvato il bilancio di previsione in data anteriore a
quella dell’entrata in vigore della presente legge provvedono ad
apportare le necessarie variazioni di bilancio.

685. Per il monitoraggio degli adempimenti relativi al patto di
stabilita’ interno, le province e i comuni con popolazione superiore
a 5.000 abitanti trasmettono trimestralmente al Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento della Ragioneria
generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di
riferimento, utilizzando il sistema web appositamente previsto per il
patto di stabilita’ interno nel sito
“www.pattostabilita.rgs.tesoro.it”, le informazioni riguardanti sia
la gestione di competenza, secondo la definizione indicata al comma
683, sia quella di cassa, attraverso un prospetto e con le modalita’
definiti con decreto del predetto Ministero, sentita la Conferenza
Stato-citta’ ed autonomie locali. Con lo stesso decreto e’ definito
il prospetto dimostrativo dell’obiettivo determinato per ciascun ente
ai sensi dei commi 678 e 679.

686. Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto
di stabilita’ interno, ciascuno degli enti di cui al comma 676 e’
tenuto a inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell’anno
successivo a quello di riferimento, al Ministero dell’economia e
delle finanze – Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato
una certificazione, sottoscritta dal rappresentante legale e dal
responsabile del servizio finanziario, secondo un prospetto e con le
modalita’ definiti dal decreto di cui al comma 685.

687. Per gli enti istituiti nel periodo 2003-2005, si fa
riferimento alla media degli anni, compresi nello stesso periodo, per
i quali sono disponibili i bilanci consuntivi; se si dispone del
bilancio di un solo anno, quest’ultimo costituisce la base annuale di
calcolo su cui applicare le regole del patto di stabilita’ interno.
Gli enti istituiti nel 2006 sono soggetti alle nuove regole del patto
di stabilita’ interno dall’anno 2009 assumendo, quale base di calcolo
su cui applicare le regole, le risultanze dell’esercizio 2007.

688. Gli enti locali commissariati ai sensi dell’articolo 143 del
testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono soggetti alle regole
del patto di stabilita’ interno dall’anno successivo a quello della
rielezione degli organi istituzionali.

689. Si intendono esclusi per gli anni 2006 e 2007 dal rispetto
degli obiettivi del patto di stabilita’ interno, gli enti locali per
i quali negli anni 2004 e 2005, anche per frazione di anno, l’organo
consiliare e’ stato commissariato ai sensi degli articoli 141 e 143
del testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

690. Le informazioni previste dai commi 685 e 686 sono messe a
disposizione dell’UPI e dell’ANCI da parte del Ministero
dell’economia e delle finanze secondo modalita’ e con contenuti
individuati tramite apposite convenzioni.

691. In caso di mancato rispetto del patto di stabilita’ interno,
accertato con la procedura di cui al comma 686 del presente articolo,
il Presidente del Consiglio dei ministri, ai sensi dell’articolo 8,
comma 1, della legge 5 giugno 2003, n. 131, diffida gli enti locali
ad adottare i necessari provvedimenti entro il 31 maggio dell’anno
successivo a quello di riferimento. Detti provvedimenti devono essere
comunicati al Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento
della Ragioneria generale dello Stato, entro la medesima data, con le
modalita’ definite dal decreto di cui al comma 685. Qualora i
suddetti enti non adempiano, il sindaco o il presidente della
provincia, in qualita’ di commissari ad acta, adottano entro il 30
giugno i necessari provvedimenti, che devono essere comunicati, entro
la medesima data, con le modalita’ indicate dal decreto di cui al
comma 685. Allo scopo di assicurare al contribuente l’informazione
necessaria per il corretto adempimento degli obblighi tributari, il
Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della
Ragioneria generale dello Stato cura la pubblicazione sul sito
informatico di cui al comma 685 degli elenchi contenenti gli enti
locali che non hanno rispettato il patto di stabilita’ interno, di
quelli che hanno adottato opportuni provvedimenti nonche’ di quelli
per i quali i commissari ad acta non hanno inviato la prescritta
comunicazione.

692. Decorso inutilmente il termine del 30 giugno previsto dal
comma 691:
a) nei comuni interessati, con riferimento al periodo di imposta
in corso, i contribuenti tenuti al versamento dell’addizionale
comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche calcolano
l’imposta maggiorando l’aliquota vigente nei comuni stessi dello 0,3
per cento;
b) nelle province interessate, con riferimento al periodo di
imposta in corso, l’imposta provinciale di trascrizione, per i
pagamenti effettuati a decorrere dal 1° luglio, e’ calcolata
applicando un aumento del 5 per cento sulla tariffa vigente nelle
province stesse.

693. Scaduto il termine del 30 giugno i provvedimenti del
commissario ad acta non possono avere ad oggetto i tributi di cui al
comma 692.

694. I commi 23, 24, 25 e 26 dell’articolo 1 della legge 23
dicembre 2005, n. 266, e successive modificazioni, sono abrogati.

695. All’articolo 1, comma 6, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, dopo le parole: “per il Consiglio superiore della
magistratura,” sono inserite le seguenti: “per gli enti gestori delle
aree naturali protette,”.

696. I trasferimenti erariali per l’anno 2007 in favore di ogni
singolo ente locale sono determinati in base alle disposizioni recate
dall’articolo 1, commi 153 e 154, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266.

697. Le disposizioni in materia di compartecipazione provinciale
al gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui
all’articolo 31, comma 8, della legge 27 dicembre 2002, n. 289,
confermate, da ultimo, per l’anno 2006, dall’articolo 1, comma 152,
della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono prorogate per l’anno 2007.

698. All’articolo 204, comma 1, del testo unico delle leggi
sull’ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, le parole: “non
supera il 12 per cento” sono sostituite dalle seguenti: “non supera
il 15 per cento”. All’articolo 1, comma 45, della legge 30 dicembre
2004, n. 311, alla lettera b), le parole: “non superiore al 16 per
cento” sono sostituite dalle seguenti: “non superiore al 15 per
cento” e la lettera c) e’ abrogata.

699. Al comma 3 dell’articolo 28 della legge 23 dicembre 1998,
n. 448, il secondo periodo e’ soppresso con decorrenza dal 1° gennaio
2007.

700. Sono abrogati i commi 38, 39, 40 e 41 dell’articolo 4 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350.

701. Il primo periodo del comma 150 dell’articolo 1 della legge 23
dicembre 2005, n. 266, e’ sostituito dal seguente: “Continuano ad
applicarsi le disposizioni recate dall’articolo 1, commi 30, 32 e 37,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311”.

702. In ragione del contributo apportato nel 2006 al conseguimento
degli obiettivi di finanza pubblica, la ripartizione dell’incremento
del gettito compartecipato di cui al comma 191, sara’ effettuata nel
2008 esclusivamente a favore dei comuni che hanno rispettato nel 2006
il patto di stabilita’ interno.

703. Per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, a valere sul fondo
ordinario di cui all’articolo 34, comma 1, lettera a), del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, sono disposti i seguenti
interventi di cui 37,5 milioni di euro destinati a compensare gli
effetti sul fabbisogno e sull’indebitamento netto derivanti dalle
disposizioni recate dal comma 562 del presente articolo:
a) fino ad un importo complessivo di 55 milioni di euro, il
contributo ordinario, al lordo della detrazione derivante
dall’attribuzione di una quota di compartecipazione al gettito
dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, e’ incrementato in
misura pari al 40 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000
abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione residente
ultrasessantacinquenne e la popolazione residente complessiva e’
superiore al 30 per cento, secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili.
Almeno il 50 per cento della maggiore assegnazione e’ finalizzato ad
interventi di natura sociale e socio-assistenziale;
b) fino ad un importo complessivo di 71 milioni di euro, il
contributo ordinario, al lordo della detrazione derivante
dall’attribuzione di una quota di compartecipazione al gettito
dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, e’ incrementato in
misura pari al 30 per cento per i comuni con popolazione fino a 5.000
abitanti, nei quali il rapporto tra la popolazione residente di eta’
inferiore a cinque anni e la popolazione residente complessiva e’
superiore al 5 per cento, secondo gli ultimi dati ISTAT disponibili.
Almeno il 50 per cento della maggiore assegnazione e’ finalizzato ad
interventi di natura sociale;
c) ai comuni con popolazione inferiore a 3.000 abitanti, e’
concesso un ulteriore contributo, fino ad un importo complessivo di
42 milioni di euro, per le medesime finalita’ dei contributi
attribuiti a valere sul fondo nazionale ordinario per gli
investimenti;
d) alle comunita’ montane e’ attribuito un contributo complessivo
di 20 milioni di euro, da ripartire in proporzione alla popolazione
residente nelle zone montane.

704. A decorrere dall’anno 2007 gli oneri relativi alle
commissioni straordinarie di cui all’articolo 144 del testo unico di
cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono posti a
carico dello Stato, che provvede al rimborso a favore degli enti
locali previa presentazione della relativa richiesta. Gli enti locali
destinano gli importi rimborsati a spese di investimento.

705. In deroga alla normativa vigente, a favore degli enti locali
i cui organi consiliari sono stati sciolti ai sensi dell’articolo 143
del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
il Ministero dell’interno provvede, su richiesta della commissione
straordinaria, ad erogare in un’unica soluzione i trasferimenti
erariali e la quota di compartecipazione al gettito dell’IRPEF
spettanti per l’intero esercizio.

706. Per la copertura degli oneri di cui all’articolo 145 del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’
autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007.

707. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 a favore degli enti locali che
si trovano, alla data del 1° gennaio di ciascun anno, nella
condizione di cui all’articolo 143 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e’ corrisposto dal Ministero
dell’interno un contributo destinato alla realizzazione o
manutenzione di opere pubbliche nella misura massima annuale di 30
milioni di euro, ripartiti in base alla popolazione residente come
risultante al 31 dicembre del penultimo anno precedente. Ai fini del
riparto, gli enti con popolazione superiore a 5.000 abitanti sono
considerati come enti di 5.000 abitanti.

708. Agli oneri derivanti dall’applicazione dei commi da 704 a 707
si provvede a valere sul fondo ordinario di cui all’articolo 34,
comma 1, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 504.

709. All’articolo 1, comma 494, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, dopo il secondo periodo, e’ aggiunto il seguente: “La
ripartizione e’ effettuata per il 90 per cento in base alla
popolazione e per il 10 per cento in base al territorio, assicurando
il 40 per cento del fondo complessivo ai soli comuni confinanti con
il territorio delle province autonome di Trento e di Bolzano”.

710. Ai fini dell’approvazione del bilancio di previsione degli
enti locali e della verifica della salvaguardia degli equilibri di
bilancio sono confermate, per l’anno 2007, le disposizioni di cui
all’articolo 1, comma 1-bis, del decreto-legge 30 dicembre 2004,
n. 314, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° marzo 2005,
n. 26.

711. Al comma 3 dell’articolo 6 della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, dopo le parole: “servizi non commerciali” sono inserite le
seguenti: “, per i quali e’ previsto il pagamento di una tariffa da
parte degli utenti,”.

712. A decorrere dall’anno 2007, la dichiarazione di cui
all’articolo 2, comma 4, del regolamento recante determinazione delle
rendite catastali e conseguenti trasferimenti erariali ai comuni, di
cui al decreto del Ministro dell’interno 1° luglio 2002, n. 197,
attestante il minor gettito dell’imposta comunale sugli immobili
derivante da fabbricati del gruppo catastale D, deve essere inviata
al Ministero dell’interno entro il termine perentorio, a pena di
decadenza, del 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si e’
verificata la minore entrata.

713. Per l’anno 2007 i proventi delle concessioni edilizie e delle
sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e
regolamentari in materia edilizia di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, possono essere utilizzati per
una quota non superiore al 50 per cento per il finanziamento di spese
correnti e per una quota non superiore ad un ulteriore 25 per cento
esclusivamente per spese di manutenzione ordinaria del patrimonio
comunale.

714. All’articolo 242, comma 2, del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, concernente l’individuazione
degli enti locali strutturalmente deficitari e relativi controlli, e’
aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Fino alla fissazione di
nuovi parametri triennali si applicano quelli vigenti per il triennio
precedente”.

715. Nei casi di scioglimento dei consigli comunali e provinciali
ai sensi dell’articolo 143 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, gli incarichi di cui all’articolo
110 del medesimo testo unico nonche’ l’incarico di revisore dei conti
e i rapporti di consulenza e di collaborazione coordinata e
continuativa sono risolti di diritto se non rinnovati entro
quarantacinque giorni dall’insediamento della commissione
straordinaria per la gestione dell’ente.

716. Ai fini dell’invarianza delle disposizioni recate dai commi
da 703 a 707 sul fabbisogno e sull’indebitamento netto delle
pubbliche amministrazioni, il fondo per le aree sottoutilizzate, di
cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e
successive modificazioni, e’ ridotto di 195 milioni di euro per
l’anno 2007, di 130 milioni di euro per l’anno 2008 e di 65 milioni
di euro per l’anno 2009.

717. Il comma 2-ter dell’articolo 3 della legge 7 agosto 1990,
n. 250, e successive modificazioni, e’ sostituito dal seguente:

“2-ter. I contributi previsti dalla presente legge, con
esclusione di quelli previsti dal comma 11, e in misura, comunque,
non superiore al 50 per cento dei costi complessivi, compresi gli
ammortamenti, risultanti dal bilancio dell’impresa stessa, sono
concessi alle imprese editrici e alle emittenti radiotelevisive,
comunque costituite, che editino giornali quotidiani o trasmettano
programmi in lingua francese, ladina, slovena e tedesca nelle regioni
autonome Valle d’Aosta, Friuli-Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige,
a condizione che le imprese beneficiarie non editino altri giornali
quotidiani o che non possiedano altre emittenti radiotelevisive e
possiedano i requisiti di cui alle lettere b), c), d), e), , f) e g)
del comma 2 del presente articolo. Alle emittenti radiotelevisive di
cui al periodo precedente i contributi sono concessi nel limite
complessivo di due milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008
e 2009. A decorrere dal 1° gennaio 2002 i contributi di cui ai commi
8 e 11 e in misura, comunque, non superiore al 50 per cento dei costi
complessivi, compresi gli ammortamenti, risultanti dal bilancio
dell’impresa stessa, sono concessi ai giornali quotidiani italiani
editi e diffusi all’estero a condizione che le imprese editrici
beneficiarie possiedano i requisiti di cui alle lettere b), c), d) e
g) del comma 2 del presente articolo. Tali imprese devono allegare
alla domanda i bilanci corredati da una relazione di certificazione
da parte di societa’ abilitate secondo la normativa dello Stato in
cui ha sede l’impresa”.

718. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 60 e 63 del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e
successive modificazioni, l’assunzione, da parte dell’amministratore
di un ente locale, della carica di componente degli organi di
amministrazione di societa’ di capitali partecipate dallo stesso ente
non da’ titolo alla corresponsione di alcun emolumento a carico della
societa’.

719. L’indennita’ di fine mandato prevista dall’articolo 10 del
regolamento di cui al decreto del Ministro dell’interno 4 aprile
2000, n. 119, spetta nel caso in cui il mandato elettivo abbia avuto
una durata superiore a trenta mesi.

720. All’articolo 13 del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 3, primo periodo, le parole “dodici mesi” sono
sostituite dalle seguenti “ventiquattro mesi”;
b) al comma 3, secondo periodo, sono soppresse le seguenti
parole: “da collocare sul mercato, secondo le procedure del
decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332, convertito, con modificazioni,
dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, entro ulteriori diciotto mesi”;
c) al comma 4, secondo periodo, la parola: “perfezionate” e’
sostituita dalla seguente: “bandite”.

721. Ai fini del contenimento della spesa pubblica, le regioni,
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
adottano disposizioni, normative o amministrative, finalizzate ad
assicurare la riduzione degli oneri degli organismi politici e degli
apparati amministrativi, con particolare riferimento alla diminuzione
dell’ammontare dei compensi e delle indennita’ dei componenti degli
organi rappresentativi e del numero di questi ultimi, alla
soppressione degli enti inutili, alla fusione delle societa’
partecipate e al ridimensionamento delle strutture organizzative.

722. La disposizione di cui al comma 721 costituisce principio
fondamentale di coordinamento della finanza pubblica, ai fini del
rispetto dei parametri stabiliti dal patto di stabilita’ e crescita
dell’Unione europea.

723. I risparmi di spesa derivanti dall’attuazione del comma 721
devono garantire un miglioramento dei saldi finanziari dei bilanci
regionali pari al 10 per cento rispetto ai saldi dell’anno
precedente.

724. Al fine di assicurare un controllo indipendente e
continuativo della qualita’ dell’azione di governo degli enti locali,
e’ istituita un’Unita’ per il monitoraggio con il compito di
accertare la ricorrenza dei presupposti per il riconoscimento delle
misure premiali previste dalla normativa vigente e di provvedere alla
verifica delle dimensioni organizzative ottimali degli enti locali
anche mediante la valutazione delle loro attivita’, la misurazione
dei livelli delle prestazioni e dei servizi resi ai cittadini e
l’apprezzamento dei risultati conseguiti, tenendo altresi’ conto dei
dati relativi al patto di stabilita’ interno. Con successivo decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro
per gli affari regionali e le autonomie locali, di concerto con il
Ministro dell’interno e con il Ministro dell’economia e delle finanze
e sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono emanate le disposizioni
relative alla composizione dell’Unita’, alla sua organizzazione ed al
suo funzionamento. Al Ministro per gli affari regionali e le
autonomie locali sono attribuite le funzioni di vigilanza
sull’Unita’. Per il funzionamento dell’Unita’ e’ istituito un fondo,
nell’ambito del bilancio della Presidenza del Consiglio dei ministri,
con una dotazione finanziaria pari a 2 milioni di euro a decorrere
dal 2007. Restano ferme le competenze istituzionali della Ragioneria
generale dello Stato e della Corte dei conti.

725. Nelle societa’ a totale partecipazione di comuni o province,
il compenso lordo annuale, onnicomprensivo, attribuito al presidente
e ai componenti del consiglio di amministrazione, non puo’ essere
superiore per il presidente all’80 per cento e per i componenti al 70
per cento delle indennita’ spettanti, rispettivamente, al sindaco e
al presidente della provincia ai sensi dell’articolo 82 del testo
unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. Resta
ferma la possibilita’ di prevedere indennita’ di risultato solo nel
caso di produzione di utili ed in misura ragionevole e proporzionata.

726. Nelle societa’ a totale partecipazione pubblica di una
pluralita’ di enti locali, il compenso di cui al comma 725, nella
misura ivi prevista, va calcolato in percentuale della indennita’
spettante al rappresentante del socio pubblico con la maggiore quota
di partecipazione e, in caso di parita’ di quote, a quella di
maggiore importo tra le indennita’ spettanti ai rappresentanti dei
soci pubblici.

727. Al Presidente e ai componenti del consiglio di
amministrazione sono dovuti gli emolumenti di cui all’articolo 84 del
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e
successive modificazioni, alle condizioni e nella misura ivi
stabilite.

728. Nelle societa’ a partecipazione mista di enti locali e altri
soggetti pubblici o privati, i compensi di cui ai commi 725 e 726
possono essere elevati in proporzione alla partecipazione di soggetti
diversi dagli enti locali, nella misura di un punto percentuale ogni
cinque punti percentuali di partecipazione di soggetti diversi dagli
enti locali nelle societa’ in cui la partecipazione degli enti locali
e’ pari o superiore al 50 per cento del capitale, e di due punti
percentuali ogni cinque punti percentuali di partecipazione di
soggetti diversi dagli enti locali nelle societa’ in cui la
partecipazione degli enti locali e’ inferiore al 50 per cento del
capitale.

729. 11 numero complessivo di componenti del consiglio di
amministrazione delle societa’ partecipate totalmente anche in via
indiretta da enti locali, non puo’ essere superiore a tre, ovvero a
cinque per le societa’ con capitale, interamente versato, pari o
superiore all’importo che sara’ determinato con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro per
gli affari regionali e le autonomie locali, di concerto con il
Ministro dell’interno e con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sentita la Conferenza Stato-citta’ e autonomie locali, entro
sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Nelle
societa’ miste il numero massimo di componenti del consiglio di
amministrazione designati dai soci pubblici locali comprendendo nel
numero anche quelli eventualmente designati dalle regioni non puo’
essere superiore a cinque. Le societa’ adeguano i propri statuti e
gli eventuali patti parasociali entro tre mesi dall’ entrata in
vigore del citato decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

730. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
adeguano ai principi di cui ai commi da 725 a 735 la disciplina dei
compensi degli amministratori delle societa’ da esse partecipate, e
del numero massimo dei componenti del consiglio di amministrazione di
dette societa’. L’obbligo di cui al periodo che precede costituisce
principio di coordinamento della finanza pubblica.

731. Nell’articolo 82 del testo unico di cui al decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) al comma 1, dopo le parole: “consigli circoscrizionali” sono
inserite le seguenti: “dei soli comuni capoluogo di provincia”;
b) al comma 2, dopo la parola: “circoscrizionali” sono inserite
le seguenti: “, limitatamente ai comuni capoluogo di provincia,”.

732. Nel comma 3 dell’articolo 234 del testo unico di cui al
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, il numero: “5.000” e’
sostituito dal seguente: “15.000”.

733. Le disposizioni di cui ai commi da 725 a 730 non si applicano
alle societa’ quotate in borsa.

734. Non puo’ essere nominato amministratore di ente, istituzione,
azienda pubblica, societa’ a totale o parziale capitale pubblico chi,
avendo ricoperto nei cinque anni precedenti incarichi analoghi, abbia
chiuso in perdita tre esercizi consecutivi.

735. Gli incarichi di amministratore delle societa’ di cui ai
commi da 725 a 734 conferiti da soci pubblici e i relativi compensi
sono pubblicati nell’ albo e nel sito informatico dei soci pubblici a
cura del responsabile individuato da ciascun ente. La pubblicita’ e’
soggetta ad aggiornamento semestrale. La violazione dell’obbligo di
pubblicazione e’ punita con la sanzione amministrativa pecuniaria
fino a 10.000 euro, irrogata dal prefetto nella cui circoscrizione ha
sede la societa’. La stessa sanzione si applica agli amministratori
societari che non comunicano ai soci pubblici il proprio incarico ed
il relativo compenso entro trenta giorni dal conferimento ovvero, per
le indennita’ di risultato di cui al comma 725, entro trenta giorni
dal percepimento.

736. Le norme del presente comma costituiscono principi
fondamentali per il coordinamento della finanza pubblica di cui agli
articoli 117, terzo comma, e 119, secondo comma, della Costituzione.
Le operazioni di gestione del debito tramite utilizzo di strumenti
derivati, da parte delle regioni e degli enti di cui al testo unico
di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, devono essere
improntate alla riduzione del costo finale del debito e alla
riduzione dell’esposizione ai rischi di mercato. Gli enti possono
concludere tali operazioni solo in corrispondenza di passivita’
effettivamente dovute, avendo riguardo al contenimento dei rischi di
credito assunti.

737. All’articolo 41 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, dopo il
comma 2, sono inseriti i seguenti:

“2-bis. A partire dal 1° gennaio 2007, nel quadro di
coordinamento della finanza pubblica di cui all’articolo 119 della
Costituzione, i contratti con cui le regioni e gli enti di cui al
testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267,
pongono in essere le operazioni di ammortamento del debito con
rimborso unico a scadenza e le operazioni in strumenti derivati
devono essere trasmessi, a cura degli enti contraenti, al Ministero
dell’economia e delle finanze – Dipartimento del tesoro. Tale
trasmissione, che deve avvenire prima della sottoscrizione dei
contratti medesimi, e’ elemento costitutivo dell’efficacia degli
stessi. Restano valide le disposizioni del decreto di cui al comma 1
del presente articolo, in materia di monitoraggio.
2-ter. Delle operazioni di cui al comma precedente che risultino
in violazione alla vigente normativa, viene data comunicazione alla
Corte dei conti per l’adozione dei provvedimenti di sua competenza”.

738. Gli enti tenuti alle comunicazioni previste dall’articolo 41
della legge n. 448 del 2001 conservano, per almeno cinque anni,
appositi elenchi aggiornati contenenti i dati di tutte le operazioni
finanziarie e di indebitamento effettuate ai sensi della normativa
sopra citata. L’organo di revisione dell’ente territoriale vigila sul
corretto e tempestivo adempimento da parte degli enti stessi.

739. Dal 1° gennaio 2007 alle operazioni di indebitamento di cui
al comma 17 dell’articolo 3 della legge 24 dicembre 2003, n. 350, si
aggiungono le operazioni di cessione o cartolarizzazione dei crediti
vantati dai fornitori di beni e servizi per i cui pagamenti l’ente
assume, ancorche’ indirettamente, nuove obbligazioni, anche mediante
la ristrutturazione dei piani di ammortamento. Sono escluse le
operazioni di tale natura per le quali la delibera della Giunta
regionale sia stata adottata prima del 4 settembre 2006, purche’
completate entro e non oltre il 31 marzo 2007. .

740. Al comma 17, primo periodo, dell’articolo 3 della legge 24
dicembre 2003, n. 350, sono soppresse le parole: “non collegati a
un’attivita’ patrimoniale preesistente”.

741. All’articolo 255 del testo unico delle leggi sull’ordinamento
degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000,
n. 267, il comma 10 e’ sostituito dal seguente:

“l0. Non compete all’organo straordinario di liquidazione
l’amministrazione dei residui attivi e passivi relativi ai fondi a
gestione vincolata, ai mutui passivi gia’ attivati per investimenti,
ivi compreso il pagamento delle relative spese, nonche’
l’amministrazione dei debiti assistiti dalla garanzia della
delegazione di pagamento di cui all’articolo 206”.

742. L’adeguamento dei trasferimenti dovuti dallo Stato, ai sensi
rispettivamente dell’articolo 37, comma 3, lettera c), della legge 9
marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, e dell’articolo 59,
comma 34, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, come da ultimo
modificato dal comma 746, e’ stabilito per l’anno 2007:
a) in 469,16 milioni di euro in favore del Fondo pensioni
lavoratori dipendenti, delle gestioni dei lavoratori autonomi, della
gestione speciale minatori, nonche’ in favore dell’Ente nazionale di
previdenza e di assistenza per i lavoratori dello spettacolo
(ENPALS);
b) in 115,93 milioni di euro in favore del Fondo pensioni
lavoratori dipendenti, ad integrazione dei trasferimenti di cui alla
lettera a), della gestione esercenti attivita’ commerciali e della
gestione artigiani.

743. Conseguentemente a quanto previsto dal comma 742, gli importi
complessivamente dovuti dallo Stato sono determinati per l’anno 2007
in 16.650,39 milioni di euro per le gestioni di cui al comma 742,
lettera a), e in 4.114,39 milioni di euro per le gestioni di cui al
comma 742, lettera b).

744. Gli importi complessivi di cui ai commi 742 e 743 sono
ripartiti tra le gestioni interessate con il procedimento di cui
all’articolo 14 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive
modificazioni, al netto, per quanto attiene al trasferimento di cui
al comma 742, lettera a), della somma di 945,10 milioni di euro
attribuita alla gestione per i coltivatori diretti, mezzadri e coloni
a completamento dell’integrale assunzione a carico dello Stato
dell’onere relativo ai trattamenti pensionistici liquidati
anteriormente al 1° gennaio 1989, nonche’ al netto delle somme di
2,50 milioni di euro e di 57,94 milioni di euro di pertinenza,
rispettivamente, della gestione speciale minatori e dell’ENPALS.

745. All’articolo 3, comma 2, della legge 8 agosto 1995, n. 335,
le parole da: “secondo i seguenti criteri” fino alla fine del comma
sono sostituite dalle seguenti: “secondo il criterio del rapporto tra
contribuzione e prestazioni con l’applicazione di aliquote
contributive non inferiori alla media, ponderata agli iscritti, delle
aliquote vigenti nei regimi interessati”.

746. All’articolo 59, comma 34, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, e successive modificazioni, il quinto periodo e’ sostituito
dal seguente: “Sono altresi’ escluse dal predetto procedimento le
quote assegnate alle gestioni di cui agli articoli 21, 28, 31 e 34
della legge 9 marzo 1989, n. 88, per un importo pari al 50 per cento
di quello definito con legge 23 dicembre 1996, n. 663, e successive
modificazioni, rivalutato, a decorrere dall’anno 1997, in misura
proporzionale al complessivo incremento dei trasferimenti stabiliti
annualmente con legge finanziaria, ai sensi dell’articolo 37, comma
5, della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive modificazioni, e
annualmente adeguato secondo i medesimi criteri”.

747. Al fine di pervenire alla sistemazione del debito di Poste
italiane Spa verso la tesoreria statale per sovvenzioni ricevute per
pagamenti di pensioni effettuati fino alla fine dell’anno 2000, le
anticipazioni di tesoreria ricevute da Poste italiane Spa, ai sensi
dell’articolo 16 della legge 12 agosto 1974, n. 370, per il pagamento
delle pensioni a carico dell’INPS fino alla predetta data si
intendono concesse direttamente all’INPS e, conseguentemente, sono
apportate le necessarie variazioni nelle scritturazioni del conto del
patrimonio dello Stato.

748. Ai fini della copertura dei maggiori oneri a carico della
gestione per l’erogazione delle pensioni, assegni e indennita’ agli
invalidi civili, ciechi e sordi di cui all’articolo 130 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, valutati in 534 milioni di euro
per l’esercizio 2005 e in 400 milioni di euro per l’anno 2006:
a) per l’anno 2005, sono utilizzate le somme che risultano, sulla
base del bilancio consuntivo dell’INPS per l’anno 2005, trasferite
alla gestione di cui all’articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88,
e successive modificazioni, in eccedenza rispetto agli oneri per
prestazioni e provvidenze varie, per un ammontare complessivo pari a
534 milioni di euro;
b) per l’anno 2006, sono utilizzate le seguenti risorse:
1) le somme che risultano, sulla base del bilancio consuntivo
dell’INPS per l’anno 2005, trasferite alla gestione di cui
all’articolo 37 della legge 9 marzo 1989, n. 88, e successive
modificazioni, in eccedenza rispetto agli oneri per prestazioni e
provvidenze varie, per un ammontare complessivo pari a 87,48 milioni
di euro;
2) le risorse trasferite all’INPS ed accantonate presso la
medesima gestione, come risultanti dal bilancio consuntivo dell’anno
2005 del medesimo Istituto, per un ammontare complessivo di 312,52
milioni di euro, in quanto non utilizzate per i rispettivi scopi.

749. All’ articolo 23 del decreto legislativo 5 dicembre 2005,
n. 252, e successive modificazioni, sono apportate le seguenti
modifiche:
a) le parole: “1° gennaio 2008” e “31 dicembre 2007”, ovunque
ricorrano, con esclusione dei commi 3 e 4, sono sostituite
rispettivamente dalle seguenti: “1° gennaio 2007” e “31 dicembre
2006”;
b) al comma 5:
1) nel primo periodo, la parola: “erogate” e’ soppressa;
2) nel secondo periodo, le parole: “alle prestazioni maturate”
sono sostituite dalle seguenti: “ai montanti delle prestazioni
accumulate”;
c) al comma 7, nelle lettere b) e c), le parole: “alle
prestazioni pensionistiche maturate” sono sostituite dalle seguenti:
“ai montanti delle prestazioni”;
d) al comma 3, le parole da: “Entro il 31 dicembre” fino a:
“lettera b), n. 1):” sono sostituite dalle seguenti: “Per ricevere
nuove adesioni, anche con riferimento al finanziamento tramite
conferimento del TFR:”;
e) al comma 3, lettera b), n. 1), dopo le parole: “alla
costituzione” sono inserite le seguenti: “, entro il 31 marzo 2007,”;
f) il comma 3-bis e’ sostituito dal seguente:

“3-bis. Per le forme pensionistiche complementari di cui agli
articoli 12 e 13, le disposizioni previste agli articoli 4 e 5 in
materia di responsabile della forma pensionistica e dell’organismo di
sorveglianza si applicano a decorrere dal 1° luglio 2007.”;
g) il comma 4 e’ sostituito dal seguente:

“4. A decorrere dal l° gennaio 2007, le forme pensionistiche
complementari che hanno provveduto agli adeguamenti di cui alle
lettere a) e b), n. 2), del comma 3, dandone comunicazione alla COVIP
secondo le istruzioni impartite dalla stessa, possono ricevere nuove
adesioni anche con riferimento al finanziamento tramite conferimento
del TFR. Relativamente a tali adesioni, le forme pensionistiche
complementari che entro il 30 giugno 2007 abbiano ricevuto da parte
della COVIP, anche tramite procedura di silenzio-assenso ai sensi
dell’articolo 19, comma 2, lettera b), l’autorizzazione o
l’approvazione in ordine ai predetti adeguamenti ed abbiano altresi’
provveduto, per quanto di competenza, agli ulteriori adeguamenti di
cui al comma 3, lettera b), n. l), ricevono, a decorrere dal 1°
luglio 2007, il versamento del TFR e dei contributi eventualmente
previsti, anche con riferimento al periodo compreso tra il l° gennaio
2007 e il 30 giugno 2007. Con riguardo ai lavoratori di cui
all’articolo 8, comma 7, lettera c), n. 1), il predetto differimento
si applica relativamente al versamento del residuo TFR. Qualora la
forma pensionistica complementare non abbia ricevuto entro il 30
giugno 2007 la predetta autorizzazione o approvazione, all’aderente
e’ consentito trasferire l’intera posizione individuale maturata ad
altra forma pensionistica complementare, anche in mancanza del
periodo minimo di partecipazione di due anni di cui all’articolo 14,
comma 6”.

750. Per le disposizioni di cui al comma 749 sono fatte salve le
competenze delle regioni a statuto speciale e delle province autonome
di Trento e di Bolzano, previste dai relativi statuti, dalle norme di
attuazione e dal titolo V della parte II della Costituzione.

751. All’articolo 1, comma 3, lettera c), del decreto legislativo
5 dicembre 2005, n. 252, le parole: “Commissione di vigilanza sulle
forme pensionistiche complementari” sono sostituite dalle seguenti:
“Commissione di vigilanza sui fondi pensione”.

752. Restano validi gli atti ed i provvedimenti adottati e sono
fatti salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti
sulla base del decreto-legge 13 novembre 2006, n. 279.

753. All’articolo 23 del decreto legislativo 5 dicembre 2005,
n. 252, e. successive modificazioni, dopo il comma 4, e’ inserito il
seguente:

“4-bis. Le forme pensionistiche complementari istituite alla data
di entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421, possono
ricevere nuove adesioni anche con riferimento al finanziamento
tramite conferimento del TFR a far data dal 1° gennaio 2007. Tali
forme, ai fini del conferimento del TFR, devono adeguarsi, in
conformita’ delle disposizioni emanate in attuazione dell’ articolo
20, comma 2, del presente decreto legislativo, entro il 31 maggio
2007”.

754. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
sono disciplinate le modalita’ di regolazione di debito e credito
delle imprese nei confronti dell’INPS, relativi agli sgravi
contributivi di cui ai decreti del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale 5 agosto 1994 e 24 dicembre 1997, pubblicati
rispettivamente nella Gazzetta Ufficiale n. 184 del 20 agosto 1994 e
n. 57 del 10 marzo 1998. Nelle more dell’emanazione del decreto sono
sospese le procedure esecutive e le imprese stesse non sono
considerate morose ai fini del rilascio del documento unico di
regolarita’ contributiva (DURC).

755. Con effetto dal 1° gennaio 2007, e’ istituito il “Fondo per
l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato dei
trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice
civile”, le cui modalita’ di finanziamento rispondono al principio
della ripartizione, ed e’ gestito, per conto dello Stato, dall’INPS
su un apposito conto corrente aperto presso la tesoreria dello Stato.
Il predetto Fondo garantisce ai lavoratori dipendenti del settore
privato l’erogazione dei trattamenti di fine rapporto di cui
all’articolo 2120 del codice civile, per la quota corrispondente ai
versamenti di cui al comma 756, secondo quanto previsto dal codice
civile medesimo.

756. Con effetto sui periodi di paga decorrenti dal 1° gennaio
2007, al fine del finanziamento del Fondo di cui al comma 755, al
medesimo Fondo affluisce un contributo pari alla quota di cui
all’articolo 2120 del codice civile, al netto del contributo di cui
all’articolo 3, ultimo comma, della legge 29 maggio 1982, n. 297,
maturata a decorrere dalla predetta data e non destinata alle forme
pensionistiche complementari di cui al decreto legislativo 5 dicembre
2005, n. 252. Il predetto contributo e’ versato mensilmente dai
datori di lavoro al Fondo di cui al comma 755, secondo le modalita’
stabilite con il decreto di cui al comma 757. Non sono tenuti al
versamento del predetto contributo i datori di lavoro che abbiano
alle proprie dipendenze meno di 50 addetti. La liquidazione del
trattamento di fine rapporto e delle relative anticipazioni al
lavoratore viene effettuata, sulla base di un’unica domanda,
presentata dal lavoratore al proprio datore di lavoro, secondo le
modalita’ stabilite con il decreto di cui al comma 757, dal Fondo di
cui al comma 755, limitatamente alla quota corrispondente ai
versamenti effettuati al Fondo medesimo, mentre per la parte
rimanente resta a carico del datore di lavoro. Al contributo di cui
al presente comma si applicano le disposizioni in materia di
accertamento e riscossione dei contributi previdenziali obbligatori,
con esclusione di qualsiasi forma di agevolazione contributiva.

757. Le modalita’ di attuazione delle disposizioni dei commi 755 e
756 sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore
della presente legge.

758. Le risorse del Fondo di cui al comma 755, al netto delle
prestazioni erogate, della valutazione dei maggiori oneri derivanti
dall’esonero dal versamento del contributo di cui all’articolo 10,
comma 2, del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, come
modificato dal comma 764, e degli oneri conseguenti alle maggiori
adesioni alle forme pensionistiche complementari derivanti
dall’applicazione della presente disposizione, nonche’
dall’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 8 del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, come da ultimo
sostituito dal comma 766, nonche’ degli oneri di cui al comma 765,
sono destinate, nei limiti degli importi di cui all’elenco 1 annesso
alla presente legge, al finanziamento dei relativi interventi, e in
ogni caso nei limiti delle risorse accertate con il procedimento di
cui al comma 759.

759. Con il procedimento di cui all’articolo 14 della legge 7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni, sono trimestralmente
accertate le risorse del Fondo di cui al comma 755, al netto delle
prestazioni e degli oneri di cui al comma 758.

760. Entro il 30 settembre di ogni anno, il Ministro del lavoro e
della previdenza sociale di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, presenta al Parlamento una relazione contenente i dati
relativi alla costituzione e ai rendimenti delle forme pensionistiche
complementari di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 5
dicembre 2005, n. 252, quantificando altresi’ le adesioni alle forme
pensionistiche complementari derivanti dall’applicazione dei commi
749 e seguenti del presente articolo, specificando dettagliatamente
la consistenza finanziaria e le modalita’ di utilizzo del Fondo di
cui al comma 755. Nella prima relazione il Ministro riferisce
altresi’ sulle condizioni tecnico-finanziarie necessarie per la
costituzione di una eventuale apposita gestione INPS, alimentata con
il TFR, dei trattamenti aggiuntivi a quelli della pensione
obbligatoria definendo un apposito Fondo di riserva.

761. Lo schema di ripartizione delle risorse del Fondo di cui al
comma 755 e la relativa assegnazione ai singoli interventi di cui
all’elenco 1 annesso alla presente legge e’ altresi’ trasmesso alle
Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni
parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere
finanziario, che sono resi entro trenta giorni.

762. Gli stanziamenti relativi agli interventi di cui al comma
758, nei limiti degli importi di cui all’elenco 1 annesso alla
presente legge, sono accantonati e possono essere utilizzati per gli
importi accertati ai sensi del comma 759, con appositi decreti del
Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro
dell’economia e delle finanze, subordinatamente alla decisione delle
autorita’ statistiche comunitarie in merito al trattamento contabile
del Fondo di cui al comma 755 e alla conseguente compatibilita’ degli
effetti complessivi del comma 758 con gli impegni comunitari assunti
in sede di valutazione del programma di stabilita’ dell’Italia.

763. All’articolo 3, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335,
il primo e il secondo periodo sono sostituiti dai seguenti: “Nel
rispetto dei principi di autonomia affermati dal decreto legislativo
30 giugno 1994, n. 509, e dal decreto legislativo 10 febbraio 1996,
n. 103, e con esclusione delle forme di previdenza sostitutive
dell’assicurazione generale obbligatoria, allo scopo di assicurare
l’equilibrio di bilancio in attuazione di quanto previsto
dall’articolo 2, comma 2, del suddetto decreto legislativo n. 509 del
1994, la stabilita’ delle gestioni previdenziali di cui ai predetti
decreti legislativi e’ da ricondursi ad un arco temporale non
inferiore ai trenta anni. Il bilancio tecnico di cui al predetto
articolo 2, comma 2, e’ redatto secondo criteri determinati con
decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentite le
associazioni e le fondazioni interessate, sulla base delle
indicazioni elaborate dal Consiglio nazionale degli attuari nonche’
dal Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. In esito alle
risultanze e in attuazione di quanto disposto dal suddetto articolo
2, comma 2, sono adottati dagli enti medesimi, i provvedimenti
necessari per la salvaguardia dell’equilibrio finanziario di lungo
termine, avendo presente il principio del pro rata in relazione alle
anzianita’ gia’ maturate rispetto alla introduzione delle modifiche
derivanti dai provvedimenti suddetti e comunque tenuto conto dei
criteri di gradualita’ e di equita’ fra generazioni. Qualora le
esigenze di riequilibrio non vengano affrontate, dopo aver sentito
l’ente interessato e la valutazione del Nucleo di valutazione della
spesa previdenziale, possono essere adottate le misure di cui
all’articolo 2, comma 4, del decreto legislativo 30 giugno 1994,
n. 509”. Sono fatti salvi gli atti e le deliberazioni in materia
previdenziale adottati dagli enti di cui al presente comma ed
approvati dai Ministeri vigilanti prima della data di entrata in
vigore della presente legge.

764. All’articolo 10 del decreto legislativo 5 dicembre 2005,
n. 252, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) i commi da 1 a 3 sono sostituiti dai seguenti:

“1. Dal reddito d’impresa e’ deducibile un importo pari al 4 per
cento dell’ammontare del TFR annualmente destinato a forme
pensionistiche complementari e al Fondo per l’erogazione ai
lavoratori dipendenti del settore privato dei trattamenti di fine
rapporto di cui all’articolo 2120 del codice civile; per le imprese
con meno di 50 addetti tale importo e’ elevato al 6 per cento.
2. Il datore di lavoro e’ esonerato dal versamento del
contributo al Fondo di garanzia previsto dall’articolo 2 della legge
29 maggio 1982, n. 297, e successive modificazioni, nella stessa
percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche
complementari e al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti
del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui
all’articolo 2120 del codice civile.
3. Un’ulteriore compensazione dei costi per le imprese,
conseguenti al conferimento del TFR alle forme pensionistiche
complementari e al Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti
del settore privato dei trattamenti di fine rapporto di cui
all’articolo 2120 del codice civile, e’ assicurata anche mediante una
riduzione del costo del lavoro, attraverso una riduzione degli oneri
impropri, correlata al flusso di TFR maturando conferito, nei limiti
e secondo quanto stabilito dall’articolo 8 del decreto-legge 30
settembre 2005, n. 203, convertito, con modificazioni, dalla legge 2
dicembre 2005, n. 248, e successive modificazioni”;
b) il comma 4 e’ abrogato;
c) al comma 5, le parole: “al presente articolo” sono sostituite
dalle seguenti: “al comma 1”.

765. Ai fini della realizzazione di campagne informative a cura
della Presidenza del Consiglio dei ministri, d’intesa con il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale, volte a promuovere adesioni
consapevoli alle forme pensionistiche complementari nonche’ per fare
fronte agli oneri derivanti dall’attuazione delle connesse procedure
di espressione delle volonta’ dei lavoratori di cui all’articolo 8
del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, e’ autorizzata, per
l’anno 2007, la spesa di 17 milioni di euro.
Alla ripartizione delle predette somme si provvede con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro
del lavoro e della previdenza sociale e con il Ministro dell’economia
e delle finanze. Con decreto del Ministro del lavoro e della
previdenza sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze, sentita la Commissione di vigilanza sui fondi pensione
(COVIP), da emanare entro un mese dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono definite le modalita’ di attuazione di
quanto previsto dal predetto articolo 8 del decreto legislativo
n. 252 del 2005, con particolare riferimento alle procedure di
espressione della volonta’ del lavoratore circa la destinazione del
trattamento di fine rapporto maturando, e dall’ articolo 9 del
medesimo decreto legislativo n. 252 del 2005.
766. Al decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, e successive
modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) l’articolo 8 e’ sostituito dal seguente:

“Art. 8. – (Compensazioni alle imprese che conferiscono il TFR a
forme pensionistiche complementari e al Fondo per l’erogazione del
TFR). – 1. In relazione ai maggiori oneri finanziari sostenuti dai
datori di lavoro per il versamento di quote di trattamento di fine
rapporto (TFR) alle forme pensionistiche complementari ovvero al
“Fondo per l’erogazione ai lavoratori dipendenti del settore privato
dei trattamenti di fine rapporto di cui all’articolo 2120 del codice
civile” istituito presso la tesoreria dello Stato, a decorrere dal 1°
gennaio 2008, e’ riconosciuto, in funzione compensativa, l’esonero
dal versamento dei contributi sociali da parte degli stessi datori di
lavoro dovuti alla gestione di cui all’articolo 24 della legge 9
marzo 1989, n. 88, per ciascun lavoratore, nella misura dei punti
percentuali indicati nell’allegata tabella A, applicati nella stessa
percentuale di TFR maturando conferito alle forme pensionistiche
complementari e al predetto Fondo presso la tesoreria dello Stato.
L’esonero contributivo di cui al presente comma si applica
prioritariamente considerando, nell’ordine, i contributi dovuti per
assegni familiari, per maternita’ e per disoccupazione e in ogni caso
escludendo il contributo al Fondo di garanzia di cui all’articolo 2
della legge 29 maggio 1982, n. 297, nonche’ il contributo di cui
all’articolo 25, quarto comma, della legge 21 dicembre 1978, n. 845.
Qualora l’esonero di cui al presente comma non trovi capienza, con
riferimento ai contributi effettivamente dovuti dal datore di lavoro,
per il singolo lavoratore, alla gestione di cui al citato articolo 24
della legge 9 marzo 1989, n. 88, l’importo differenziale e’
trattenuto, a titolo di esonero contributivo, dal datore di lavoro
sull’ammontare complessivo dei contributi dovuti all’INPS medesimo.
L’onere derivante dal presente comma e’ valutato in 414 milioni di
euro per l’anno 2008 e in 460 milioni di euro a decorrere dall’anno
2009″;
b) alla tabella A, le parole: “prevista dall’articolo 8, comma 2”
sono sostituite dalle seguenti: “prevista dall’articolo 8, comma 1”.

767. Le risorse di cui all’articolo 74, comma 1, della legge 23
dicembre 2000, n. 388, limitatamente allo stanziamento relativo
all’anno 2007 possono essere utilizzate anche ai fini del
finanziamento delle spese di avvio dei Fondi di previdenza
complementare dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche.

768. Con effetto dal l° gennaio 2007, le aliquote contributive per
il finanziamento delle gestioni pensionistiche dei lavoratori
artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell’INPS
sono stabilite in misura pari al 19,5 per cento. A decorrere dal l°
gennaio 2008, le predette aliquote sono elevate al 20 per cento.

769. Con effetto dal 1° gennaio 2007, l’aliquota contributiva di
finanziamento per gli iscritti all’assicurazione generale
obbligatoria ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima,
e’ elevata dello 0,3 per cento, per la quota a carico del lavoratore.
In conseguenza del predetto incremento, le aliquote di cui al
presente comma non possono comunque superare, nella somma delle quote
dovute dal lavoratore e dal datore di lavoro, il 33 per cento.

770. Con effetto dal 1° gennaio 2007, l’aliquota contributiva
pensionistica per gli iscritti alla gestione separata di cui
all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, che non
risultino assicurati presso altre forme obbligatorie, e la relativa
aliquota contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche
sono stabilite in misura pari al 23 per cento. Con effetto dalla
medesima data per i rimanenti iscritti alla predetta gestione
l’aliquota contributiva pensionistica e la relativa aliquota
contributiva per il computo delle prestazioni pensionistiche sono
stabilite in misura pari al 16 per cento.

771. All’articolo 58 della legge 17 maggio 1999, n. 144, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 2:
1) la parola “dodici” e’ sostituita dalla seguente: “tredici”;
2) le parole: “cinque designati dalle associazioni sindacali
rappresentative degli iscritti al Fondo medesimo” sono sostituite
dalle seguenti: “sei eletti dagli iscritti al Fondo”;
b) il comma 3 e’ sostituito dal seguente:

“3. Il presidente del comitato amministratore e’ eletto tra i
componenti eletti dagli iscritti al Fondo”.

772. L’incremento contributivo di cui al comma 770 non puo’ in
ogni caso determinare una riduzione del compenso netto percepito dal
lavoratore superiore ad un terzo dell’aumento dell’aliquota. A tal
fine, si assume a riferimento il compenso netto mensile gia’
riconosciuto alla data di entrata in vigore della presente legge, in
caso di rapporti in essere alla medesima data, ovvero il compenso
netto mensile riconosciuto sulla base dell’ultimo contratto stipulato
dal lavoratore con il medesimo committente. In ogni caso, i compensi
corrisposti ai lavoratori a progetto devono essere proporzionati alla
quantita’ e qualita’ del lavoro eseguito e devono tenere conto dei
compensi normalmente corrisposti per prestazioni di analoga
professionalita’, anche sulla base dei contratti collettivi nazionali
di riferimento.

773. Con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal
1° gennaio 2007 la contribuzione dovuta dai datori di lavoro per gli
apprendisti artigiani e non artigiani e’ complessivamente
rideterminata nel 10 per cento della retribuzione imponibile ai fini
previdenziali. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, e’ stabilita la ripartizione del predetto contributo
tra le gestioni previdenziali interessate. Le disposizioni di cui al
presente comma si applicano anche con riferimento agli obblighi
contributivi previsti dalla legislazione vigente in misura pari a
quella degli apprendisti. Con riferimento ai periodi contributivi di
cui al presente comma viene meno per le regioni l’obbligo del
pagamento delle somme occorrenti per le assicurazioni in favore degli
apprendisti artigiani di cui all’articolo 16 della legge 21 dicembre
1978, n. 845. Per i datori di lavoro che occupano alle dipendenze un
numero di addetti pari o inferiore a nove la predetta complessiva
aliquota del 10 per cento a carico dei medesimi datori di lavoro e’
ridotta in ragione dell’anno di vigenza del contratto e limitatamente
ai soli contratti di apprendistato di 8,5 punti percentuali per i
periodi contributivi maturati nel primo anno di contratto e di 7
punti percentuali per i periodi contributivi maturati nel secondo
anno di contratto, restando fermo il livello di aliquota del 10 per
cento per i periodi contributivi maturati negli anni di contratto
successivi al secondo. A decorrere dal l° gennaio 2007 ai lavoratori
assunti con contratto di apprendistato ai sensi del capo I del titolo
VI del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive
modificazioni, sono estese le disposizioni in materia di indennita’
giomaliera di malattia secondo la disciplina generale prevista per i
lavoratori subordinati e la relativa contribuzione e’ stabilita con
il decreto di cui al secondo periodo del presente comma.

774. L’estensione della disciplina del trattamento pensionistico a
favore dei superstiti di assicurato e pensionato vigente nell’ambito
del regime dell’assicurazione generale obbligatoria a tutte le forme
esclusive e sostitutive di detto regime prevista dall’articolo 1,
comma 41, della legge 8 agosto 1995, n. 335, si interpreta nel senso
che per le pensioni di reversibilita’ sorte a decorrere dall’entrata
in vigore della legge 8 agosto 1995, n. 335, indipendentemente dalla
data di decorrenza della pensione diretta, l’indennita’ integrativa
speciale gia’ in godimento da parte del dante causa, parte integrante
del complessivo trattamento pensionistico percepito, e’ attribuita
nella misura percentuale prevista per il trattamento di
reversibilita’.

775. Sono fatti salvi i trattamenti pensionistici piu’ favorevoli
in godimento alla data di entrata in vigore della presente legge,
gia’ definiti in sede di contenzioso, con riassorbimento sui futuri
miglioramenti pensionistici.

776. E abrogato l’articolo 15, comma 5, della legge 23 dicembre
1994, n. 724.

777. L’articolo 5, secondo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, e successive modificazioni, si
interpreta nel senso che, in caso di trasferimento presso
l’assicurazione generale obbligatoria italiana dei contributi versati
ad enti previdenziali di Paesi esteri in conseguenza di convenzioni
ed accordi internazionali di sicurezza sociale, la retribuzione
pensionabile relativa ai periodi di lavoro svolto nei Paesi esteri e’
determinata moltiplicando l’importo dei contributi trasferiti per
cento e dividendo il risultato per l’aliquota contributiva per
invalidita’, vecchiaia e superstiti in vigore nel periodo cui i
contributi si riferiscono. Sono fatti salvi i trattamenti
pensionistici piu’ favorevoli gia’ liquidati alla data di entrata in
vigore della presente legge.

778. Con effetto dall’anno 2006, a decorrere dal 1° luglio di
ciascun anno, alle prestazioni economiche erogate a norma
dell’articolo 14-viciesquater del decreto-legge 30 giugno 2005,
n. 115, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 agosto 2005,
n. 168, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 11 del
decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, e successive
modificazioni. E’ abrogato il comma 2 dell’articolo 14-viciesquater
del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, convertito, con
modificazioni, dalla legge 17 agosto 2005, n. 168.

779. Con riferimento alla gestione di cui all’articolo 1, comma 1,
lettera b), del decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, sono
ridotti con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
su delibera del consiglio di amministrazione dell’INAIL, i premi per
l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, nel limite complessivo di un importo pari a 100
milioni di euro per l’anno 2007.

780. Con effetto dal 1° gennaio 2008, con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze, su delibera del consiglio di
amministrazione dell’INAIL, e’ stabilita con riferimento alla
gestione di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b), del decreto
legislativo 23 febbraio 2000, n. 38, la riduzione dei premi per
l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie
professionali, nel limite complessivo di un importo pari alle risorse
originate da un tasso di incremento del gettito contributivo
complessivo relativo alla gestione unitaria dell’ente accertato in
sede di bilancio consuntivo per l’anno 2007 superiore al tasso di
variazione nominale del prodotto interno lordo indicato per il
medesimo anno nella Relazione previsionale e programmatica per l’anno
2007 e, comunque, per un importo non superiore a 300 milioni di euro.

781. La riduzione dei premi di cui al comma 780 e’
prioritariamente riconosciuta alle imprese in regola con tutti gli
obblighi previsti dal decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,
e successive modificazioni, e dalle specifiche normative di settore,
le quali:
a) abbiano adottato piani pluriennali di prevenzione per
l’eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle
condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, concordati
da associazioni dei datori e prestatori di lavoro comparativamente
piu’ rappresentative sul piano nazionale e territoriale, anche
all’interno di enti bilaterali, e trasmessi agli Ispettorati del
lavoro;
b) non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla
data della richiesta di ammissione al beneficio.

782. Dopo l’articolo 13 del decreto legislativo 23 febbraio 2000,
n. 38, e’ inserito il seguente:

“Art. 13-bis. – (Disposizioni in tema di menomazione
dell’integrita’ psicofisica) – 1. All’articolo 178 del testo unico di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965,
n. 1124, al secondo comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: “e, per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche’ le
malattie professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007,
abbiano subito o subiscano una menomazione dell’integrita’
psicofisica di grado pari o superiore al 60 per cento”.

2. All’articolo 150, primo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: “purche’ non
superiore all’ottanta per cento” sono inserite le seguenti: “e, per
le malattie denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007, con
menomazione dell’integrita’ psicofisica di qualunque grado, purche’
non superiore al 60 per cento”.

3. All’articolo 220 del decreto del Presidente della Repubblica 30
giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: “di grado non inferiore al 50
per cento” sono inserite le seguenti: “e, per gli infortuni sul
lavoro verificatisi nonche’ le malattie professionali denunciate a
decorrere dal 1° gennaio 2007, ai titolari di rendita per menomazione
dell’integrita’ psicofisica di grado non inferiore al 35 per cento”.

4. All’articolo 76, primo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: “invalidita’
permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella tabella
allegato n. 3” sono inserite le seguenti: “e, per gli infortuni sul
lavoro verificatisi nonche’ le malattie professionali denunciate a
decorrere dal 1° gennaio 2007, nei casi di invalidita’ conseguente a
menomazioni elencate nella predetta tabella”.

5. All’articolo 218, primo comma, del decreto del Presidente della
Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, dopo le parole: “invalidita’
permanente assoluta conseguente a menomazioni elencate nella tabella
allegato n. 3” sono inserite le seguenti: “e, per gli infortuni sul
lavoro verificatisi nonche’ le malattie professionali denunciate a
decorrere dal 1° gennaio 2007, nei casi di invalidita’ conseguente a
menomazioni elencate nella predetta tabella”.

6. All’articolo 11 della legge 10 maggio 1982, n. 251, e’ aggiunto
il seguente comma:
“Ferme restando tutte le altre condizioni, per gli infortuni sul
lavoro verificatisi nonche’ le malattie professionali denunciate a
decorrere dal 1° gennaio 2007, lo speciale assegno continuativo
mensile di cui al primo comma spetta nel caso di morte, avvenuta per
cause non dipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale,
del titolare di rendita per menomazione dell’integrita’ psicofisica
di grado non inferiore al 48 per cento”.

7. All’articolo 10, terzo comma, della legge 5 maggio 1976,
n. 248, al numero 1) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “e,
per gli infortuni sul lavoro verificatisi nonche’ le malattie
professionali denunciate a decorrere dal 1° gennaio 2007,
dell’integrita’ psicofisica di grado superiore al 20 per cento””.

783. All’articolo 16 della legge 30 dicembre 1991, n. 412, al
comma 6, primo periodo, dopo le parole: “sulla domanda” sono inserite
le seguenti: “, laddove quest’ultima risulti completa di tutti gli
atti, documenti ed altri elementi necessari per l’avvio del
procedimento, salvi i documenti attestanti atti, fatti, qualita’ e
stati soggettivi, gia’ in possesso della pubblica amministrazione
procedente o di altre pubbliche amministrazioni acquisibili d’ufficio
ai sensi e per gli effetti dell’articolo 18, comma 2, della legge 7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni. Nel caso in cui la
domanda risulti incompleta, gli interessi legali ed altri oneri
accessori decorrono dalla data del suo perfezionamento. Gli enti
indicano preventivamente attraverso idonei strumenti di pubblicita’
l’elenco completo della documentazione necessaria al fine dell’esame
della domanda”.

784. A decorrere dal 1° gennaio 2007, gli interessi legali di cui
all’articolo 16, comma 6, della legge 30 dicembre 1991, n. 412, come
modificato dal comma 783, sulle prestazioni di disoccupazione con
requisiti normali e con requisiti ridotti in agricoltura, decorrono
dal termine per la pubblicazione degli elenchi nominativi annuali
degli operai agricoli di cui all’articolo 9-quinquies, comma 3, del
decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 510, convertito, con modificazioni,
dalla legge 28 novembre 1996, n. 608, e successive modificazioni.

785. Il comma 4 dell’articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio
2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006,
n. 81, si interpreta nel senso che per i soggetti di cui all’articolo
8 della legge 12 marzo 1968, n. 334, e per gli iscritti alla gestione
dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri continuano a trovare
applicazione le disposizioni recate dall’articolo 28 del decreto del
Presidente della Repubblica 27 aprile 1968, n. 488, e dall’articolo 7
della legge 2 agosto 1990, n. 233.

786. Al comma 5 dell’articolo 01 del decreto-legge 10 gennaio
2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006,
n. 81, le parole: “e assimilati” sono soppresse.

787. Per la categoria dei lavoratori soci di cooperative sociali
di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a), della legge 8 novembre
1991, n. 381, e di cooperative che esplicano l’attivita’ nell’area di
servizi socio-assistenziali, sanitari e socio educativi, nonche’ di
altre cooperative, operanti in settori e ambiti territoriali per i
quali sono stati adottati, ai sensi dell’articolo 35 del testo unico
delle norme concernenti gli assegni familiari, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, decreti
ministeriali ai fini del versamento dei contributi di previdenza ed
assistenza sociale, la retribuzione giornaliera imponibile fissata
dai suddetti decreti, ai fini dei contributi previdenziali ed
assistenziali e’ aumentata secondo le seguenti decorrenze,
percentuali e modalita’ di calcolo: del 30 per cento per l’anno 2007;
del 60 per cento per l’anno 2008; del 100 per cento per l’anno 2009.
Il calcolo e’ effettuato sulla differenza retributiva esistente tra
la predetta retribuzione imponibile e il corrispondente minimo
contrattuale giornaliero, di cui all’articolo 1, comma 1, del
decreto-legge 9 ottobre 1989, n. 338, convertito, con modificazioni,
dalla legge 7 dicembre 1989, n. 389. Le contribuzioni versate sulle
retribuzioni superiori a quelle convenzionali restano acquisite alle
gestioni previdenziali. E fatta salva, nei periodi indicati al primo
periodo, la facolta’ di versamento dei contributi dovuti sulle
retribuzioni effettivamente corrisposte, purche’ non inferiori
all’imponibile convenzionale come sopra determinato. La contribuzione
di cui al terzo e quarto periodo ha efficacia in proporzione alla
misura del versamento effettuato.

788. A decorrere dal 1° gennaio 2007, ai lavoratori a progetto e
categorie assimilate iscritti alla gestione separata di cui
all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, non
titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali
obbligatorie, e’ corrisposta un’indennita’ giornaliera di malattia a
carico dell’INPS entro il limite massimo di giorni pari a un sesto
della durata complessiva del rapporto di lavoro e comunque non
inferiore a venti giorni nell’arco dell’anno solare, con esclusione
degli eventi morbosi di durata inferiore a quattro giorni. Per la
predetta prestazione si applicano i requisiti contributivi e
reddituali previsti per la corresponsione dell’indennita’ di degenza
ospedaliera a favore dei lavoratori iscritti alla gestione separata.
La misura della predetta prestazione e’ pari al 50 per cento
dell’importo corrisposto a titolo di indennita’ per degenza
ospedaliera previsto dalla normativa vigente per tale categoria di
lavoratori. Resta fermo, in caso di degenza ospedaliera, il limite
massimo indennizzabile di centottanta giorni nell’arco dell’anno
solare. Per la certificazione e l’attestazione dello stato di
malattia che dia diritto alla predetta indennita’ si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 2 del decreto-legge 30 dicembre
1979, n. 663, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 febbraio
1980, n. 33, e successive modificazioni. Ai lavoratori di cui al
presente comma si applicano le disposizioni in materia di fasce
orarie di reperibilita’ e di controllo dello stato di malattia di cui
all’articolo 5, comma 14, del decreto-legge 12 settembre 1983,
n. 463, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 1983,
n. 638, e successive modificazioni. Ai lavoratori di cui al presente
comma, che abbiano titolo all’indennita’ di maternita’, e’
corrisposto per gli eventi di parto verificatisi a decorrere dal l°
gennaio 2007 un trattamento economico per congedo parentale,
limitatamente ad un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita
del bambino, la cui misura e’ pari al 30 per cento del reddito preso
a riferimento per la corresponsione dell’indennita’ di maternita’. Le
disposizioni di cui al precedente periodo si applicano anche nei casi
di adozione o affidamento per ingressi in famiglia con decorrenza dal
1° gennaio 2007. Le prestazioni di cui al presente comma sono
finanziate a valere sul contributo previsto dall’articolo 84 del
testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e
sostegno della maternita’ e della paternita’, di cui al decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151.

789. La facolta’ di riscatto dei periodi di aspettativa per motivi
di famiglia di cui all’articolo 4, comma 2, della legge 8 marzo 2000,
n. 53, e’ estesa anche ai periodi antecedenti al 31 dicembre 1996.

790. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro delle politiche per la famiglia
e con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono stabilite le modalita’ di attuazione della disposizione di cui
al comma 789. Con il medesimo decreto sono adeguate le tabelle
emanate per l’applicazione dell’articolo 13 della legge 12 agosto
1962, n. 1338.

791. All’articolo 64, comma 2, del testo unico di cui al decreto
legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole da: “con decreto del Ministro del lavoro” fino a:
“provvedimento,” sono soppresse;
b) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Con decreto del
Ministro del lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, e’ disciplinata
l’applicazione delle disposizioni di cui agli articoli 17 e 22 nei
limiti delle risorse rinvenienti dallo specifico gettito
contributivo, da determinare con il medesimo decreto”.

792. All’articolo 4 della legge 3 agosto 2004, n. 206, dopo il
comma 2 e’ inserito il seguente:

“2-bis. Per i soggetti che abbiano proseguito l’attivita’
lavorativa ancorche’ l’evento dannoso sia avvenuto anteriormente alla
data di entrata in vigore della presente legge, inclusi i casi di
revisione o prima valutazione, purche’ l’invalidita’ permanente
riconosciuta non risulti inferiore ad un quarto della capacita’
lavorativa o della rivalutazione dell’invalidita’ con percentuale
onnicomprensiva anche del danno biologico e morale come indicato
all’articolo 6, comma 1, al raggiungimento del periodo massimo
pensionabile, anche con il concorso degli anni di contribuzione
previsti dall’articolo 3, comma 1, la misura del trattamento di
quiescenza e’ pari all’ultima retribuzione annua integralmente
percepita e maturata, rideterminata secondo le previsioni di cui
all’articolo 2, comma 1”.

793. Per gli assistenti domiciliari all’infanzia, qualificati o
accreditati presso la provincia autonoma di Bolzano, i contributi
previdenziali ed assicurativi sono dovuti secondo le misure previste
dall’articolo 5 del decreto del Presidente della Repubblica 31
dicembre 1971, n. 1403, e successive modificazioni, anche nel caso in
cui le prestazioni di lavoro siano rese presso il domicilio delle
lavoratrici e dei lavoratori interessati, sia che dipendano
direttamente da persone fisiche o nuclei familiari, sia che dipendano
da imprese individuali o persone giuridiche. L’INPS determina le
modalita’ ed i termini di versamento.

794. All’articolo 3 della legge 3 agosto 2004, n. 206, al comma 1,
le parole: “inferiore all’80 per cento” sono sostituite dalle
seguenti: “di qualsiasi entita’ e grado”.

795. All’articolo 3 della legge 3 agosto 2004, n. 206, al comma 1,
dopo le parole: “dalle stragi di tale matrice,” sono aggiunte le
seguenti: “e ai loro familiari, anche superstiti, limitatamente al
coniuge ed ai figli anche maggiorenni, ed in mancanza, ai genitori,
siano essi dipendenti pubblici o privati o autonomi, anche sui loro
trattamenti diretti”.

796. Per garantire il rispetto degli obblighi comunitari e la
realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio
2007-2009, in attuazione del protocollo di intesa tra il Governo, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per un patto
nazionale per la salute sul quale la Conferenza delle regioni e delle
province autonome, nella riunione del 28 settembre 2006, ha espresso
la propria condivisione:
a) il finanziamento del Servizio sanitario nazionale, cui
concorre ordinariamente lo Stato, e’ determinato in 96.040 milioni di
euro per l’anno 2007, in 99.082 milioni di euro per l’anno 2008 e in
102.285 milioni di euro per l’anno 2009, comprensivi dell’importo di
50 milioni di euro, per ciascuno degli anni indicati, a titolo di
ulteriore finanziamento a carico dello Stato per l’ospedale “Bambino
Gesu'”. All’articolo 1, comma 278, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, le parole: “a decorrere dall’anno 2006” sono sostituite dalle
seguenti: “limitatamente all’anno 2006”;
b) e’ istituito per il triennio 2007-2009, un Fondo transitorio
di 1.000 milioni di euro per l’anno 2007, di 850 milioni di euro per
l’anno 2008 e di 700 milioni di euro per l’anno 2009, la cui
ripartizione tra le regioni interessate da elevati disavanzi e’
disposta con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano. L’accesso alle risorse del Fondo di
cui alla presente lettera e’ subordinato alla sottoscrizione di
apposito accordo ai sensi dell’articolo 1, comma 180, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, comprensivo di un
piano di rientro dai disavanzi. Il piano di rientro deve contenere
sia le misure di riequilibrio del profilo erogativo dei livelli
essenziali di assistenza, per renderlo conforme a quello desumibile
dal vigente Piano sanitario nazionale e dal vigente decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri di fissazione dei medesimi
livelli essenziali di assistenza, sia le misure necessarie
all’azzeramento del disavanzo entro il 2010, sia gli obblighi e le
procedure previsti dall’articolo 8 dell’intesa 23 marzo 2005 sancita
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7
maggio 2005. Tale accesso presuppone che sia scattata formalmente in
modo automatico o che sia stato attivato l’innalzamento ai livelli
massimi dell’addizionale regionale all’imposta sul reddito delle
persone fisiche e dell’aliquota dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive. Qualora nel procedimento di verifica annuale
del piano si prefiguri il mancato rispetto di parte degli obiettivi
intermedi di riduzione del disavanzo contenuti nel piano di rientro,
la regione interessata puo’ proporre misure equivalenti che devono
essere approvate dai Ministeri della salute e dell’economia e delle
finanze. In ogni caso l’accertato verificarsi del mancato
raggiungimento degli obiettivi intermedi comporta che, con
riferimento all’anno d’imposta dell’esercizio successivo,
l’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche e
l’aliquota dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive si
applicano oltre i livelli massimi previsti dalla legislazione vigente
fino all’integrale copertura dei mancati obiettivi. La maggiorazione
ha carattere generalizzato e non settoriale e non e’ suscettibile di
differenziazioni per settori di attivita’ e per categorie di soggetti
passivi. Qualora invece sia verificato che il rispetto degli
obiettivi intermedi e’ stato conseguito con risultati ottenuti
quantitativamente migliori, la regione interessata puo’ ridurre, con
riferimento all’anno d’imposta dell’esercizio successivo,
l’addizionale all’imposta sul reddito delle persone fisiche e
l’aliquota dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive per la
quota corrispondente al miglior risultato ottenuto. Gli interventi
individuati dai programmi operativi di riorganizzazione,
qualificazione o potenziamento del servizio sanitario regionale,
necessari per il perseguimento dell’equilibrio economico, nel
rispetto dei livelli essenziali di assistenza, oggetto degli accordi
di cui all’articolo 1, comma 180, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, e successive modificazioni, come integrati dagli accordi di
cui all’articolo 1, commi 278 e 281, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, sono vincolanti per la regione che ha sottoscritto l’accordo
e le determinazioni in esso previste possono comportare effetti di
variazione dei provvedimenti normativi ed amministrativi gia’
adottati dalla medesima regione in materia di programmazione
sanitaria. Il Ministero della salute, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, assicura l’attivita’ di affiancamento
delle regioni che hanno sottoscritto l’accordo di cui all’articolo 1,
comma 180, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, comprensivo di un
Piano di rientro dai disavanzi, sia ai fini del monitoraggio dello
stesso, sia per i provvedimenti regionali da sottoporre a preventiva
approvazione da parte del Ministero della salute e del Ministero
dell’economia e delle finanze, sia per i Nuclei da realizzarsi nelle
singole regioni con funzioni consultive di supporto tecnico,
nell’ambito del Sistema nazionale di verifica e controllo
sull’assistenza sanitaria di cui all’articolo 1, comma 288, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266;
c) all’articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, e successive modificazioni, le parole: “all’anno d’imposta
2006” sono sostituite dalle seguenti: “agli anni di imposta 2006 e
successivi”. Il procedimento per l’accertamento delle risultanze
contabili regionali, ai fini dell’avvio delle procedure di cui al
citato articolo 1, comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e
successive modificazioni, e’ svolto dal Tavolo tecnico per la
verifica degli adempimenti di cui all’articolo 12 della citata intesa
23 marzo 2005;
d) al fine di consentire in via anticipata l’erogazione del
finanziamento a carico dello Stato:
1) in deroga a quanto stabilito dall’articolo 13, comma 6, del
decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56, il Ministero
dell’economia e delle finanze, per gli anni 2007, 2008 e 2009, e’
autorizzato a concedere alle regioni a statuto ordinario
anticipazioni con riferimento alle somme indicate alla lettera a) del
presente comma da accreditare sulle contabilita’ speciali di cui al
comma 6 dell’articolo 66 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, in
essere presso le tesorerie provinciali dello Stato, nella misura pari
al 97 per cento delle somme dovute alle regioni a statuto ordinario a
titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno
sanitario, quale risulta dall’intesa espressa, ai sensi delle norme
vigenti, dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla
ripartizione delle disponibilita’ finanziarie complessive destinate
al finanziamento del Servizio sanitario nazionale per i medesimi
anni;
2) per gli anni 2007, 2008 e 2009, il Ministero dell’economia e
delle finanze e’ autorizzato a concedere alla Regione siciliana
anticipazioni nella misura pari al 97 per cento delle somme dovute a
tale regione a titolo di finanziamento della quota indistinta, quale
risulta dall’intesa espressa, ai sensi delle norme vigenti, dalla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano sulla ripartizione delle
disponibilita’ finanziarie complessive destinate al finanziamento del
Servizio sanitario nazionale per i medesimi anni, al netto delle
entrate proprie e delle partecipazioni della medesima regione;
3) alle regioni che abbiano superato tutti gli adempimenti
dell’ultima verifica effettuata dal Tavolo tecnico per la verifica
degli adempimenti di cui all’articolo 12 della citata intesa 23 marzo
2005, si riconosce la possibilita’ di un incremento di detta
percentuale compatibilmente con gli obblighi di finanza pubblica;
4) all’erogazione dell’ulteriore 3 per cento nei confronti delle
singole regioni si provvede a seguito dell’esito positivo della
verifica degli adempimenti previsti dalla vigente normativa e dalla
presente legge;
5) nelle more dell’intesa espressa, ai sensi delle norme
vigenti, dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla
ripartizione delle disponibilita’ finanziarie complessive destinate
al finanziamento del Servizio sanitario nazionale, le anticipazioni
sono commisurate al livello del finanziamento corrispondente a quello
previsto dal riparto per l’anno 2006, quale risulta dall’intesa
espressa dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e
incrementato, a decorrere dall’ anno 2008, sulla base del tasso di
crescita del prodotto interno lordo nominale programmato;
6) sono autorizzati, in sede di conguaglio, eventuali recuperi
necessari anche a carico delle somme a qualsiasi titolo spettanti
alle regioni per gli esercizi successivi;
7) sono autorizzate, a carico di somme a qualsiasi titolo
spettanti, le compensazioni degli importi a credito e a debito di
ciascuna regione e provincia autonoma, connessi alla mobilita’
sanitaria interregionale di cui all’articolo 12, comma 3, lettera b),
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, nonche’ alla mobilita’ sanitaria internazionale di cui
all’articolo 18, comma 7, dello stesso decreto legislativo n. 502 del
1992, e successive modificazioni. I predetti importi sono definiti
dal Ministero della salute di intesa con la Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano;
e) ai fini della copertura dei disavanzi pregressi nel settore
sanitario, cumulativamente registrati e certificati fino all’anno
2005, al netto per l’anno 2005 della copertura derivante
dall’incremento automatico delle aliquote, di cui all’articolo 1,
comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come da ultimo
modificato dalla lettera c) del presente comma, per le regioni che,
al fine della riduzione strutturale del disavanzo, sottoscrivono
l’accordo richiamato alla lettera b) del presente comma, risultano
idonei criteri di copertura a carattere pluriennale derivanti da
specifiche entrate certe e vincolate, in sede di verifica degli
adempimenti del Tavolo tecnico per la verifica degli adempimenti di
cui all’articolo 12 della citata intesa 23 marzo 2005;
f) per gli anni 2007 e seguenti sono confermate le misure di
contenimento della spesa farmaceutica assunte dall’Agenzia italiana
del farmaco (AIFA) ai fini del rispetto dei tetti stabiliti
dall’articolo 48, comma 1, del decreto-legge 30 settembre 2003,
n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n. 326, con le deliberazioni del consiglio di amministrazione n. 34
del 22 dicembre 2005, n. 18 dell’8 giugno 2006, n. 21 del 21 giugno
2006, n. 25 del 20 settembre 2006 e n. 26 del 27 settembre 2006,
salvo rideterminazioni delle medesime da parte dell’AIFA stessa sulla
base del monitoraggio degli andamenti effettivi della spesa;
g) in riferimento alla disposizione di cui alla lettera f) del
presente comma, per il periodo 1° marzo 2007-29 febbraio 2008 e
limitatamente ad un importo di manovra pari a 807 milioni di euro di
cui 583,7 milioni a carico delle aziende farmaceutiche, 178,7 milioni
a carico dei farmacisti e 44,6 milioni a carico dei grossisti, sulla
base di tabelle di equivalenza degli effetti economico-finanziari per
il Servizio sanitario nazionale, approvate dall’AIFA e definite per
regione e per azienda farmaceutica, le singole aziende farmaceutiche,
entro il termine perentorio del 30 gennaio 2007, possono chiedere
alla medesima AIFA la sospensione, nei confronti di tutti i propri
farmaci, della misura della ulteriore riduzione del 5 per cento dei
prezzi di cui alla deliberazione del consiglio di amministrazione
dell’AIFA n. 26 del 27 settembre 2006. La richiesta deve essere
corredata dalla contestuale dichiarazione di impegno al versamento, a
favore delle regioni interessate, degli importi indicati nelle
tabelle di equivalenza approvate dall’AlFA, secondo le modalita’
indicate nella presente disposizione normativa e nei provvedimenti
attuativi dell’AIFA, per un importo complessivo equivalente a quello
derivante, a livello nazionale, dalla riduzione del 5 per cento dei
prezzi dei propri farmaci. L’AIFA delibera, entro il 10 febbraio
2007, l’approvazione della richiesta delle singole aziende
farmaceutiche e dispone, con decorrenza 1° marzo 2007, il ripristino
dei prezzi dei relativi farmaci in vigore il 30 settembre 2006,
subordinando tale ripristino al versamento, da parte dell’azienda
farmaceutica, degli importi dovuti alle singole regioni in base alle
tabelle di equivalenza, in tre rate di pari importo da corrispondersi
entro i termini improrogabili del 20 febbraio 2007, 20 giugno 2007 e
20 settembre 2007. Gli atti che attestano il versamento alle singole
regioni devono essere inviati da ciascuna azienda farmaceutica
contestualmente all’AIFA, al Ministero dell’economia e delle finanze
e al Ministero della salute rispettivamente entro il 22 febbraio
2007, 22 giugno 2007 e 22 settembre 2007. La mancata corresponsione,
nei termini previsti, a ciascuna regione di una rata comporta, per i
farmaci dell’ azienda farmaceutica inadempiente, l’automatico
ripristino, dal primo giorno del mese successivo, del prezzo dei
farmaci in vigore il 1° ottobre 2006;
h) in coerenza con quanto previsto dalla lettera g) l’AIFA
ridetermina, in via temporanea, le quote di spettanza dovute al
farmacista e al grossista per i farmaci oggetto delle misure indicate
nella medesima disposizione, in modo tale da assicurare, attraverso
la riduzione delle predette quote e il corrispondente incremento
della percentuale di sconto a favore del Servizio sanitario
nazionale, una minore spesa dello stesso Servizio di entita’ pari a
223,3 milioni di euro, di cui 178,7 milioni a carico dei farmacisti e
44,6 milioni a carico dei grossisti;
i) in caso di rideterminazione delle misure di contenimento della
spesa farmaceutica ai sensi di quanto stabilito nella parte
conclusiva della lettera f), 1’AIFA provvede alla conseguente
rimodulazione delle disposizioni attuative di quanto previsto dalle
norme di cui alle lettere g) e h);
l) nei confronti delle regioni che abbiano comunque garantito la
copertura degli eventuali relativi disavanzi, e’ consentito l’accesso
agli importi di cui all’articolo 1, comma 181, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, con riferimento alla spesa farmaceutica
registrata negli esercizi 2005 e 2006 anche alle seguenti condizioni:
1) con riferimento al superamento del tetto del 13 per cento,
per la spesa farmaceutica convenzionata, in assenza del rispetto
dell’obbligo regionale di contenimento della spesa per la quota a
proprio carico, con le misure di cui all’articolo 5 del decreto-legge
18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge
16 novembre 2001, n. 405, l’avvenuta applicazione, entro la data del
28 febbraio 2007, nell’ambito della procedura di cui all’articolo 1,
comma 174, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come da ultimo
modificato dalla lettera c) del presente comma, di una quota fissa
per confezione di importo idoneo a garantire l’integrale contenimento
del 40 per cento. Le regioni interessate, in alternativa alla
predetta applicazione di una quota fissa per confezione, possono
adottare anche diverse misure regionali di contenimento della spesa
farmaceutica convenzionata, purche’ di importo adeguato a garantire
l’integrale contenimento del 40 per cento, la cui adozione e
congruita’ e’ verificata entro il 28 febbraio 2007 dal Tavolo tecnico
di verifica degli adempimenti di cui all’articolo 12 della citata
intesa del 23 marzo 2005, avvalendosi del supporto tecnico dell’AIFA;
2) con riferimento al superamento della soglia del 3 per cento,
per la spesa farmaceutica non convenzionata, in assenza del rispetto
dell’obbligo regionale di contenimento della spesa per la quota a
proprio carico, l’avvenuta presentazione, da parte della regione
interessata, entro la data del 28 febbraio 2007, ai Ministeri della
salute e dell’economia e delle finanze di un Piano di contenimento
della spesa farmaceutica ospedaliera, che contenga interventi diretti
al controllo dei farmaci innovativi, al monitoraggio dell’uso
appropriato degli stessi e degli appalti per l’acquisto dei farmaci,
la cui idoneita’ deve essere verificata congiuntamente nell’ambito
del Comitato paritetico permanente per la verifica dell’erogazione
dei livelli essenziali di assistenza e del Tavolo tecnico per la
verifica degli adempimenti di cui alla citata intesa 23 marzo 2005;
m) all’articolo 1, comma 28, della legge 23 dicembre 1996,
n. 662, sono apportate le seguenti modificazioni:
1) il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: “I percorsi
diagnostico-terapeutici sono costituiti dalle linee-guida di cui
all’articolo 1, comma 283, terzo periodo, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, nonche’ da percorsi definiti ed adeguati periodicamente
con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Comitato
strategico del Sistema nazionale linee-guida, di cui al decreto del
Ministro della salute 30 giugno 2004, integrato da un rappresentante
della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli
odontoiatri”;
2) al terzo periodo, le parole: “Il Ministro della sanita’” sono
sostituite dalle seguenti: “Il Ministro della salute, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze,” e dopo le parole: “di
Trento e di Bolzano,” sono inserite le seguenti: “entro il 31 marzo
2007,”;
n) ai fini del programma pluriennale di interventi in materia di
ristrutturazione edilizia e di ammodernamento tecnologico, l’importo
fissato dall’articolo 20 della legge 11 marzo 1988, n. 67, e
successive modificazioni, come rideterminato dall’articolo 83, comma
3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e’ elevato a 20 miliardi di
euro, fermo restando, per la sottoscrizione di accordi di programma
con le regioni e l’assegnazione di risorse agli altri enti del
settore sanitario interessati, il limite annualmente definito in base
alle effettive disponibilita’ di bilancio. Il maggior importo di cui
alla presente lettera e’ vincolato per 500 milioni di euro alla
riqualificazione strutturale e tecnologica dei servizi di
radiodiagnostica e di radioterapia di interesse oncologico con
prioritario riferimento alle regioni meridionali ed insulari, per 100
milioni di euro ad interventi per la realizzazione di strutture
residenziali dedicate alle cure palliative con prioritario
riferimento alle regioni che abbiano completato il programma
realizzativo di cui all’articolo 1, comma 1, del decreto-legge 28
dicembre 1998, n. 450, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 1999, n. 39, e che abbiano avviato programmi di assistenza
domiciliare nel campo delle cure palliative, per 100 milioni di euro
all’implementazione e all’ammodernamento dei sistemi informatici
delle aziende sanitarie ed ospedaliere e all’integrazione dei
medesimi con i sistemi informativi sanitari delle regioni e per 100
milioni di euro per strutture di assistenza odontoiatrica. Il riparto
fra le regioni del maggiore importo di cui alla presente lettera e’
effettuato con riferimento alla valutazione dei bisogni relativi ai
seguenti criteri e linee prioritarie:
1) innovazione tecnologica delle strutture del Servizio
sanitario nazionale, con particolare riferimento alla diagnosi e
terapia nel campo dell’oncologia e delle malattie rare;
2) superamento del divario Nord-Sud;
3) possibilita’ per le regioni che abbiano gia’ realizzato la
programmazione pluriennale, di attivare una programmazione
aggiuntiva;
4) messa a norma delle strutture pubbliche ai sensi dell’atto di
indirizzo e coordinamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 14 gennaio 1997, pubblicato nel supplemento ordinario
n. 37 alla Gazzetta Ufficiale n. 42 del 20 febbraio 1997;
5) premialita’ per le regioni sulla base della tempestivita’ e
della qualita’ di interventi di ristrutturazione edilizia e
ammodernamento tecnologico gia’ eseguiti per una quota pari al 10 per
cento;
o) fatto salvo quanto previsto in materia di aggiornamento dei
tariffari delle prestazioni sanitarie dall’articolo 1, comma 170,
quarto periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, come modificato
dalla presente lettera, a partire dalla data di entrata in vigore
della presente legge le strutture private accreditate, ai fini della
remunerazione delle prestazioni rese per conto del Servizio sanitario
nazionale, praticano uno sconto pari al 2 per cento degli importi
indicati per le prestazioni specialistiche dal decreto del Ministro
della sanita’ 22 luglio 1996, pubblicato nel supplemento ordinario
n. 150 alla Gazzetta Ufficiale n. 216 del 14 settembre 1996, e pari
al 20 per cento degli importi indicati per le prestazioni di
diagnostica di laboratorio dal medesimo decreto. Fermo restando il
predetto sconto, le regioni provvedono, entro il 28 febbraio 2007, ad
approvare un piano di riorganizzazione della rete delle strutture
pubbliche e private accreditate eroganti prestazioni specialistiche e
di diagnostica di laboratorio, al fine dell’adeguamento degli
standard organizzativi e di personale coerenti con i processi di
incremento dell’efficienza resi possibili dal ricorso a metodiche
automatizzate. All’articolo 1, comma 170, della legge 30 dicembre
2004, n. 311, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: “, sentite
le societa’ scientifiche e le associazioni di categoria interessate”;
p) a decorrere dal 1° gennaio 2007, per le prestazioni di
assistenza specialistica ambulatoriale gli assistiti non esentati
dalla quota di partecipazione al costo sono tenuti al pagamento di
una quota fissa sulla ricetta pari a 10 euro. Per le prestazioni
erogate in regime di pronto soccorso ospedaliero non seguite da
ricovero, la cui condizione e’ stata codificata come codice bianco,
ad eccezione di quelli afferenti al pronto soccorso a seguito di
traumatismi ed avvelenamenti acuti, gli assistiti non esenti sono
tenuti al pagamento di una quota fissa pari a 25 euro. La quota fissa
per le prestazioni erogate in regime di pronto soccorso non e’,
comunque; dovuta dagli assistiti non esenti di eta’ inferiore a 14
anni. Sono fatte salve le disposizioni eventualmente assunte dalle
regioni che, per l’accesso al pronto soccorso ospedaliero, pongono a
carico degli assistiti oneri piu’ elevati;
q) all’articolo 1, comma 292, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, la lettera a)e’ sostituita dalla seguente:

“a) con le procedure di cui all’articolo 54 della legge 27
dicembre 2002, n. 289, si provvede, entro il 28 febbraio 2007, alla
modificazione degli allegati al citato decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, e successive modificazioni,
di definizione dei livelli essenziali di assistenza, finalizzata
all’inserimento, nell’elenco delle prestazioni di specialistica
ambulatoriale, di prestazioni gia’ erogate in regime di ricovero
ospedaliero, nonche’ alla integrazione e modificazione delle soglie
di appropriatezza per le prestazioni di ricovero ospedaliero in
regime di ricovero ordinario diurno”;
r) a decorrere dal 1° gennaio 2007, i cittadini, anche se esenti
dalla partecipazione alla spesa sanitaria, che non abbiano ritirato i
risultati di visite o esami diagnostici e di laboratorio sono tenuti
al pagamento per intero della prestazione usufruita, con le modalita’
piu’ idonee al recupero delle somme dovute stabilite dai
provvedimenti regionali;
s) a decorrere dal l° gennaio 2008, cessano i transitori
accreditamenti delle strutture private gia’ convenzionate, ai sensi
dell’articolo 6, comma 6, della legge 23 dicembre 1994, n. 724, non
confermati da accreditamenti provvisori o definitivi disposti ai
sensi dell’articolo 8-quater del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni;
t) le regioni provvedono ad adottare provvedimenti finalizzati a
garantire che dal 1° gennaio 2010 cessino gli accreditamenti
provvisori delle strutture private, di cui all’articolo 8-quater,
comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, non
confermati dagli accreditamenti definitivi di cui all’articolo
8-quater, comma 1, del medesimo decreto legislativo n. 502 del 1992;
u) le regioni provvedono ad adottare provvedimenti finalizzati a
garantire che, a decorrere dal 1° gennaio 2008, non possano essere
concessi nuovi accreditamenti, ai sensi dell’articolo 8-quater del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, in assenza di un provvedimento regionale di
ricognizione e conseguente determinazione, ai sensi del comma 8 del
medesimo articolo 8-quater del decreto legislativo n. 502 del 1992.
Il provvedimento di ricognizione e’ trasmesso al Comitato paritetico
permanente per la verifica dell’erogazione dei livelli essenziali di
assistenza di cui all’articolo 9 della citata intesa 23 marzo 2005.
Per le regioni impegnate nei piani di rientro previsti dall’accordo
di cui alla lettera b), le date del 1° gennaio 2008 di cui alla
presente lettera e alla lettera s) sono anticipate al 1° luglio 2007
limitatamente alle regioni nelle quali entro il 31 maggio 2007 non si
sia provveduto ad adottare o ad aggiornare, adeguandoli alle esigenze
di riduzione strutturale dei disavanzi, i provvedimenti di cui
all’articolo 8-quinquies, commi 1 e 2, del citato decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni;
v) il Ministero della salute, avvalendosi della Commissione unica
sui dispositivi medici e della collaborazione istituzionale
dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali, individua, entro il 31
gennaio 2007, tipologie di dispositivi per il cui acquisto la
corrispondente spesa superi il 50 per cento della spesa complessiva
dei dispositivi medici registrata per il Servizio sanitario
nazionale. Fermo restando quanto previsto dal comma 5 dell’articolo
57 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e dal numero 2) della
lettera a) del comma 409 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre
2005, n. 266, entro il 30 aprile 2007, con decreto del Ministro della
salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, di
intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono stabiliti
i prezzi dei dispositivi individuati ai sensi della presente lettera,
da assumere, con decorrenza dal 1° maggio 2007, come base d’asta per
le forniture del Servizio sanitario nazionale. I prezzi sono
stabiliti tenendo conto dei piu’ bassi prezzi unitari di acquisto da
parte del Servizio sanitario nazionale risultanti dalle informazioni
in possesso degli osservatori esistenti e di quelle rese disponibili
dall’ottemperanza al disposto del successivo periodo della presente
lettera. Entro il 15 marzo 2007 le regioni trasmettono al Ministero
della salute – Direzione generale dei farmaci e dei dispositivi
medici, anche per il tramite dell’Agenzia per i servizi sanitari
regionali, i prezzi unitari corrisposti dalle aziende sanitarie nel
corso del biennio 2005-2006; entro la stessa data le aziende che
producono o commercializzano in Italia dispositivi medici trasmettono
alla predetta Direzione generale, sulla base di criteri stabiliti con
decreto del Ministro della salute, i prezzi unitari relativi alle
forniture effettuate alle aziende sanitarie nel corso del medesimo
biennio. Nelle gare in cui la fornitura di dispositivi medici e’
parte di una piu’ ampia fornitura di beni e servizi, l’offerente deve
indicare in modo specifico il prezzo unitario di ciascun dispositivo
e i dati identificativi dello stesso. Il Ministero della salute,
avvalendosi della Commissione unica sui dispositivi medici e della
collaborazione istituzionale dell’Istituto superiore di sanita’ e
dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali, promuove la
realizzazione, sulla base di una programmazione annuale, di studi
sull’appropriatezza dell’impiego di specifiche tipologie di
dispositivi medici, anche mediante comparazione dei costi rispetto ad
ipotesi alternative. I risultati degli studi sono pubblicati sul sito
INTERNET del Ministero della salute;
z) la disposizione di cui all’articolo 3, comma 2, del
decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con modificazioni,
dalla legge 8 aprile 1998, n. 94, non e’ applicabile al ricorso a
terapie farmacologiche a carico del Servizio sanitario nazionale,
che, nell’ambito dei presidi ospedalieri o di altre strutture e
interventi sanitari, assuma carattere diffuso e sistematico e si
configuri, al di fuori delle condizioni di autorizzazione
all’immissione in commercio, quale alternativa terapeutica rivolta a
pazienti portatori di patologie per le quali risultino autorizzati
farmaci recanti specifica indicazione al trattamento. Il ricorso a
tali terapie e’ consentito solo nell’ambito delle sperimentazioni
cliniche dei medicinali di cui al decreto legislativo 24 giugno 2003,
n. 211, e successive modificazioni. In caso di ricorso improprio si
applicano le disposizioni di cui all’articolo 3, commi 4 e 5, del
citato decreto-legge 17 febbraio 1998, n. 23, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94. Le regioni
provvedono ad adottare entro il 28 febbraio 2007 disposizioni per le
aziende sanitarie locali, per le aziende ospedaliere, per le aziende
ospedaliere universitarie e per gli Istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico volte alla individuazione dei responsabili dei
procedimenti applicativi delle disposizioni di cui alla presente
lettera, anche sotto il profilo della responsabilita’ amministrativa
per danno erariale. Fino alla data di entrata in vigore delle
disposizioni regionali di cui alla presente lettera, tale
responsabilita’ e’ attribuita al direttore sanitario delle aziende
sanitarie locali, delle aziende ospedaliere, delle aziende
ospedaliere universitarie e degli Istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico.

797. Il finanziamento del Servizio sanitario nazionale cui
concorre lo Stato e’ incrementato per l’anno 2006 di 2.000 milioni di
euro. Tale importo e’ ripartito fra le regioni con i medesimi criteri
adottati per lo stesso anno, salvo diversa proposta di riparto
elaborata dalle regioni da trasmettere al Ministero della salute e al
Ministero dell’economia e delle finanze entro il 15 gennaio 2007.

798. Al secondo periodo del comma 289 dell’articolo 1 della legge
23 dicembre 2005, n. 266, le parole: “per ciascuno degli anni 2006,
2007 e 2008” sono sostituite dalle seguenti: “per l’anno 2006 e di 8
milioni di euro a decorrere dall’anno 2007. Con le risorse di cui al
presente comma si provvede anche alla copertura delle spese sostenute
dal Ministero della salute e dal Ministero dell’economia e delle
finanze per l’attivita’ di affiancamento alle regioni impegnate nei
Piani di rientro dai disavanzi di cui all’articolo 1, comma 180,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, comprese le spese di missione
del personale dei predetti Ministeri incaricato di tali attivita’”.

799. Con le modalita’ di cui all’articolo 1, comma 9, del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni, su
proposta del Ministro della salute, sentita la Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, e’ modificato il Piano sanitario nazionale
2006-2008, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 aprile
2006, pubblicato nel supplemento ordinario n. 149 alla Gazzetta
Ufficiale n. 139 del 17 giugno 2006, al fine di armonizzame i
contenuti e la tempistica al finanziamento complessivo del Servizio
sanitario nazionale per il triennio 2007-2009.

800. I consiglieri e referendari medici in servizio presso
t’Ufficio medico della Presidenza del Consiglio dei ministri possono
svolgere attivita’ professionali sanitarie esterne, secondo modalita’
definite con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

801. Il prezzo al pubblico dei medicinali non soggetti a
prescrizione medica disciplinati dall’articolo 96 del decreto
legislativo 24 aprile 2006, n. 219, e’ stabilito da ciascun titolare
di farmacia o di esercizio di vendita previsto dall’articolo 5 del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 agosto 2006, n. 248. Il prezzo deve essere chiaramente
reso noto al pubblico nel punto di vendita, mediante listini o altre
equivalenti modalita’. Nei confronti dei medicinali predetti cessano
di applicarsi le disposizioni di cui all’articolo 73, comma 1,
lettera r), del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219,
all’articolo 85, comma 25, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e
all’articolo 1, comma 3, secondo periodo, del decreto-legge 27 maggio
2005, n. 87, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 luglio
2005, n. 149.

802. Fino al 31 dicembre 2007, le farmacie e gli altri esercizi al
dettaglio non possono vendere i medicinali di cui al comma 801 a un
prezzo superiore al prezzo massimo di vendita in vigore al 31
dicembre 2006, pubblicato sul sito INTERNET dell’AIFA. Per lo stesso
periodo, fino al 31 dicembre 2007 le aziende farmaceutiche titolari
dell’autorizzazione all’immissione in commercio nella cessione dei
prodotti al dettagliante devono assicurare un margine non inferiore
al 25 per cento calcolato sul prezzo massimo di vendita di cui al
periodo precedente.

803. Sul prezzo massimo di vendita di cui al comma 802 e’
calcolato, fino al 31 dicembre 2007, lo sconto minimo cui hanno
diritto, ai sensi della normativa vigente, gli ospedali, e le altre
strutture del Servizio sanitario nazionale che acquistano i
medicinali di cui al comma 801 dai produttori e dai titolari
dell’autorizzazione all’immissione in commercio.

804. Il prezzo di vendita al pubblico dei medicinali soggetti a
prescrizione medica appartenenti alla classe di cui alla lettera c)
del comma 10 dell’articolo 8 della legge 24 dicembre 1993, n. 537, e
successive modificazioni, stabilito dai titolari dell’autorizzazione
all’immissione in commercio ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del
decreto-legge 27 maggio 2005, n. 87, convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 luglio 2005, n. 149, non puo’ essere superiore, per
l’anno 2007, al prezzo in vigore nel 2006, aumentato sulla base delle
variazioni dell’indice ISTAT sul costo della vita relative al periodo
dicembre 2005-dicembre 2006.

805. Al fine di rimuovere gli squilibri sanitari connessi alla
disomogenea distribuzione registrabile tra le varie realta’ regionali
nelle attivita’ realizzative del Piano sanitario nazionale, per il
triennio 2007, 2008 e 2009 e’ istituito un Fondo per il
cofinanziamento dei progetti attuativi del Piano sanitario nazionale
nonche’ per il cofinanziamento di analoghi progetti da parte delle
regioni Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia e delle province
autonome di Trento e di Bolzano.

806. L’importo annuale del Fondo di cui al comma 805 e’ stabilito
in 65,5 milioni di euro, di cui 5 milioni per iniziative nazionali
realizzate dal Ministero della salute e 60,5 milioni da assegnare
alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano, con
decreto del Ministro della salute, previa intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, per l’integrazione ed il
cofmanziamento dei progetti regionali in materia di:
a) sperimentazione del modello assistenziale case della salute,
per 10 milioni di euro;
b) iniziative per la salute della donna ed iniziative a favore
delle gestanti, della partoriente e del neonato, per 10 milioni di
euro;
c) malattie rare, per 30 milioni di euro;
d) implementazione della rete delle unita’ spinali unipolari, per
10,5 milioni di euro.

807. L’importo di 60,5 milioni di euro di cui al comma 806 e’
assegnato con decreto del Ministro della salute, su proposta del
Comitato permanente per la verifica dei livelli essenziali di
assistenza, di cui all’articolo 9 dell’intesa 23 marzo 2005 sancita
dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 83 alla Gazzetta Ufficiale n. 105 del 7
maggio 2005, alle regioni che abbiano presentato i progetti attuativi
del Piano sanitario nazionale contenenti linee di intervento relative
alle materie di cui al comma 806, coerenti con linee progettuali
previamente indicate con decreto del Ministro della salute.

808. Per il proseguimento dell’intervento speciale per la
diffusione degli screening oncologici di cui all’articolo 2-bis del
decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 maggio 2004, n. 138, e’ autorizzata la spesa di 20
milioni di euro per l’anno 2007 e 18 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2008 e 2009, per la concessione da parte del Ministero
della salute di finanziamenti finalizzati alle regioni meridionali ed
insulari.

809. A decorrere dal 2007 e’ autorizzato il finanziamento per un
importo di 500.000 euro annui per il funzionamento della Consulta del
volontariato per la lotta contro 1’Aids istituita presso il Ministero
della salute. La Consulta e’ convocata e sentita almeno tre volte
l’anno, al fine di raccogliere contributi e pareri riguardo alla
ideazione, realizzazione e verifica, dei programmi di informazione e
prevenzione nella lotta contro la diffusione dell’epidemia da HIV
(AIDS). La Consulta puo’ dare incarico ad esperti di redigere pareti
e studi sui predetti programmi.

810. All’articolo 50 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
e successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, terzo periodo, dopo le parole: “accertamenti
specialistici prescritti” sono aggiunte le seguenti: “ovvero dei
dispositivi di assistenza protesica e di assistenza integrativa”;
b) al comma 5, primo periodo, dopo le parole: “presidi di
specialistica ambulatoriale” sono inserite le seguenti: “, delle
strutture per l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica
e di assistenza integrativa”;
c) dopo il comma 5 sono inseriti i seguenti:

“5-bis. Per le finalita’ di cui al comma 1, a partire dal 1°
luglio 2007, il Ministero dell’economia e delle finanze rende
disponibile il collegamento in rete dei medici del SSN di cui al
comma 2, in conformita’ alle regole tecniche concernenti il Sistema
pubblico di connettivita’ ed avvalendosi, ove possibile, delle
infrastrutture regionali esistenti, per la trasmissione telematica
dei dati delle ricette al Ministero dell’ economia e delle finanze e
delle certificazioni di malattia all’INPS, secondo quanto previsto
all’articolo 1, comma 149, della legge 30 dicembre 2004, n. 311. Con
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro
delegato per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione, da emanare, entro il 30 aprile 2007, ai sensi del
codice dell’amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7
marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni, su proposta del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con i Ministri
della salute e del lavoro e della previdenza sociale, previo parere
del Garante per la protezione dei dati personali, sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra Io Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, sono definite le regole
tecniche concernenti i dati di cui al presente comma e le modalita’
di trasmissione. Ai fini predetti, il parere del Centro nazionale per
l’informatica nella pubblica amministrazione e’ reso entro il 31
marzo 2007; in mancanza, il predetto decreto puo’ essere comunione
emanato. Con uno o piu’ decreti del Ministro dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministro della salute, sono emanate le
ulteriori disposizioni attuatine del presente comma.
5-ter. Per la trasmissione telematica dei dati delle ricette di
cui al comma 5-bis, con decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze, di concerto con il Ministero della salute, e’ definito un
contributo da riconoscere ai medici convenzionati con il SSN, per
l’anno 2008, nei limiti di 10 milioni di euro. Al relativo onere si
provvede utilizzando le risorse di cui al comma 12”;
d) al comma 7, secondo periodo, dopo le parole: “All’atto della
utilizzazione di una ricetta medica recante la prescrizione di
prestazioni specialistiche” sono inserite le seguenti: “ovvero dei
dispositivi di assistenza protesica e di assistenza integrativa” e
dopo le parole: “codici del nomenclatore delle prestazioni
specialistiche” sono aggiunte le seguenti: “ovvero i codici del
nomenclatore delle prestazioni di assistenza protesica ovvero i
codici del repertorio dei prodotti erogati nell’ ambito
dell’assistenza integrativa”;
e) al comma 8, primo periodo, e successive modificazioni, dopo le
parole: “pubbliche e private” sono aggiunte le seguenti: “e per le
strutture di erogazione dei servizi sanitari non autorizzate al
trattamento del codice fiscale dell’assistito”;
f) al comma 9, primo periodo, dopo le parole: “Al momento della
ricezione dei dati trasmessi telematicamente ai sensi” sono inserite
le seguenti: “del comma 5-bis e”; al medesimo comma, ultimo periodo,
dopo le parole: “e al nomenclatore ambulatoriale” sono aggiunte le
seguenti: “nonche’ al nomenclatore delle prestazioni di assistenza
protesica e al repertorio dei prodotti erogati nell’ambito
dell’assistenza integrativa”;
g) al comma 10, dopo il secondo periodo e’ inserito il seguente:
“Con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, di concerto
con il Ministero della salute, da emanare entro il 31 marzo 2007,
sono definiti i dati, relativi alla liquidazione periodica dei
rimborsi erogati alle strutture di erogazione di servizi sanitari,
che le aziende sanitarie locali di ogni regione trasmettono al
Ministero dell’economia e delle finanze, nonche’ le modalita’ di
trasmissione”.

811. Qualora il farmacista titolare di farmacia privata o
direttore di una farmacia gestita da una societa’ di farmacisti ai
sensi dell’articolo 7 della legge 8 novembre 1991, n. 362, e
successive modificazioni, sia condannato con sentenza passata in
giudicato, per il reato di truffa ai danni del Servizio sanitario
nazionale, l’autorita’ competente puo’ dichiarare la decadenza
dall’autorizzazione all’esercizio della farmacia, anche in mancanza
delle condizioni previste dall’articolo 113, primo comma, lettera e),
del testo unico delle leggi sanitarie, di cui al regio decreto 27
luglio 1934, n. 1265. La decadenza e’ comunque dichiarata quando la
sentenza abbia accertato un danno superiore a 50.000 euro, anche
nell’ipotesi di mancata costituzione in giudizio della parte civile.

812. Quando la truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale,
accertata con sentenza passata in giudicato, e’ commessa da altro
sanitario che, personalmente o per il tramite di una societa’ di cui
e’ responsabile, eroga prestazioni per conto del Servizio sanitario
nazionale, e’ subito avviata, sulla base delle norme vigenti, la
procedura di risoluzione del rapporto instaurato con il Servizio
sanitario nazionale; il rapporto e’ risolto di diritto quando la
sentenza abbia accertato un danno superiore a 50.000 euro, anche
nell’ipotesi di mancata costituzione in giudizio della parte civile.

813. Per gli anni 2007, 2008 e 2009, nell’utilizzazione delle
risorse previste nella Tabella C allegata alla presente legge e
destinate al finanziamento di progetti di ricerca sanitaria di cui
all’articolo 12-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502,
e successive modificazioni, un importo pari a 10 milioni di euro e’
vincolato al finanziamento di progetti proposti dagli Istituti
zooprofilattici sperimentali in materia di sicurezza degli alimenti e
tre importi pari a 3 milioni di euro ciascuno sono vincolati al
finanziamento di progetti per il miglioramento degli interventi di
diagnosi e cura delle malattie rare anche in riferimento alla
facilitazione della erogazione ai pazienti dei farmaci orfani, al
finanziamento di progetti per l’utilizzazione di cellule staminali e
al finanziamento di progetti per la qualificazione ed il
potenziamento delle attivita’ di tutela della salute nei luoghi di
lavoro.

814. Per gli anni 2007 e 2008, nell’ambito delle risorse di cui
all’autorizzazione di spesa recata dall’articolo 12 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, come determinata dalla Tabella
C allegata alla presente legge, una quota non inferiore al 5 per
cento e’ destinata, in via sperimentale, ai progetti di ricerca
sanitaria svolta dai soggetti di cui all’articolo 12-bis, comma 6,
del citato decreto legislativo n. 502 del 1992, presentati da
ricercatori di eta’ inferiore ai quaranta anni e previamente
valutati, secondo la tecnica di valutazione tra pari, da un comitato.
Detto comitato e’ composto da ricercatori, di nazionalita’ italiana o
straniera, di eta’ inferiore ai quaranta anni, operanti, almeno per
la meta’, presso istituzioni ed enti di ricerca non italiani e
riconosciuti di livello eccellente sulla base di indici
bibliometrici, quali l’ impact factor ed il citation index.
L’attuazione del presente comma e’ demandata ad apposito decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, da adottarsi di concerto con
il Ministro della salute ed il Ministro dell’universita’ e della
ricerca entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge.

815. L’onere derivante dall’istituzione e dal funzionamento del
comitato di cui al comma 814 e’ quantificato nel limite massimo di
100.000 euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008.

816. Ai fini del completamento delle attivita’ di cui all’articolo
92, comma 7, della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e all’articolo 4,
comma 170, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e’ autorizzato lo
stanziamento di 8 milioni di euro per gli anni 2007, 2008 e 2009 a
favore dell’Istituto superiore di sanita’.

817. Per il consolidamento e rafforzamento degli scopi perseguiti
dalla Lega italiana per la lotta contro i tumori e’ autorizzata
l’erogazione di un ulteriore contributo straordinario annuo pari ad
euro 2 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

818. La natura esclusiva degli incarichi del direttore generale,
del direttore scientifico, del direttore amministrativo e del
direttore sanitario degli Istituti di ricovero e cura a carattere
scientifico di cui al comma 3 dell’articolo 11 del decreto
legislativo 16 ottobre 2003, n. 288, comporta l’incompatibilita’ con
qualsiasi altro rapporto di lavoro pubblico e privato e con
l’esercizio di qualsiasi attivita’ professionale.

819. Con accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome
di Trento e di Bolzano, concluso ai sensi dell’articolo 4 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, su proposta del Ministro della
salute, sono definiti gli indirizzi per la realizzazione di un
programma di farmacovigilanza attiva, attraverso la stipula di
convenzioni tra l’ATEA e le singole regioni per l’utilizzazione delle
risorse di cui all’articolo 36, comma 14, della legge 27 dicembre
1997, n. 449, pari a 25 milioni di euro, confluite nelle fonti di
finanziamento del bilancio ordinario dell’AlFA.

820. Al fine di evitare sprechi di confezioni di medicinali
correlati alla non chiara leggibilita’ della data di scadenza posta
con modalita’ “a secco”, la data di scadenza e il numero di lotto
riportati sulle confezioni dei medicinali per uso umano devono essere
stampati, con caratteri non inferiori al corpo 8, a inchiostro o con
altra modalita’ che assicuri il contrasto cromatico fra tali
indicazioni e lo sfondo del materiale di confezionamento.

821. All’articolo 15 della legge 21 ottobre 2005, n. 219, al comma
2, dopo le parole: “oggetto delle convenzioni ubicati sul territorio
dell’Unione europea” sono inserite le seguenti: “nei Paesi la cui
normativa consenta la lavorazione del plasma nazionale, proveniente
da donazioni volontarie e non retribuite, all’estero, in regime di
reciprocita’, da parte di aziende parimenti ubicate sul territorio
dell’Unione europea”.

822. All’articolo 15 della legge n. 219 del 2005, il comma 6 e’
sostituito dal seguente:

“6. Le convenzioni di cui al presente articolo sono stipulate
decorso un anno dalla data di entrata in vigore del decreto previsto
dal comma 5 del presente articolo”.

823. All’articolo 16, comma 1, della legge n. 219 del 2005 alla
fine del secondo periodo sono aggiunte le seguenti parole: “ed alla
esportazione di emoderivati pronti per l’impiego ottenuti da plasma
regolarmente importato, a condizione che gli stessi risultino
autorizzati alla commercializzazione nei Paesi destinatari”.

824. L’articolo 27 del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 191,
e’ sostituito dal seguente:

“Art. 27. – (Produzione di medicinali derivati dal sangue o dal
plasma). – 1. Alla raccolta e al controllo del sangue e del plasma
umani da utilizzare per la produzione di medicinali, si applica
quanto disposto dal presente decreto. Il plasma raccolto in Paesi
esteri ed i relativi intermedi, destinati alla produzione di prodotti
finiti emoderivati, devono invece rispondere ai requisiti previsti
dalla Farmacopea europea, versione vigente, ed alle direttive europee
applicabili, anche in considerazione di quanto previsto dall’
articolo 135, comma 2, del decreto legislativo 24 aprile 2006,
n. 219”.

825. All’articolo 1, comma 409, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) alla lettera c), le parole: “le aziende che producono o
immettono in commercio in Italia dispositivi medici” sono sostituite
dalle seguenti: “le aziende che producono o commercializzano in
Italia dispositivi medici, compresi i dispositivi medico-diagnostici
in vitro e i dispositivi su misura”;
b) la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:

“d) entro il 30 aprile di ogni anno, le aziende di cui alla
lettera c) versano, in conto entrate del bilancio dello Stato, un
contributo pari al 5 per cento delle spese autocertificate, calcolate
al netto delle spese per il personale addetto. L’importo dovuto e’
maggiorato del 5 per cento per ciascun mese di ritardo rispetto alla
scadenza prevista. Il mancato pagamento entro l’anno di riferimento
comporta una sanzione da 7.500 a 45.000 euro, oltre al versamento di
quanto dovuto. I proventi derivanti dai versamenti sono riassegnati,
con uno o piu’ decreti del Ministro dell’economia e delle finanze,
sulle corrispondenti imita previsionali di base dello stato di
previsione del Ministero della salute e utilizzati dalla Direzione
generale dei farmaci e dispositivi medici per il miglioramento e il
potenziamento della attivita’ del settore dei dispositivi medici, con
particolare riguardo alle attivita’ di sorveglianza del mercato,
anche attraverso l’aggiornamento e la manutenzione della
classificazione nazionale dei dispositivi e la manutenzione del
repertorio generale di cui alla lettera a), alla attivita’ di
vigilanza sugli incidenti, alla formazione del personale ispettivo,
all’attivita’ di informazione nei riguardi degli operatori
professionali e del pubblico, alla effettuazione di studi in materia
di valutazione tecnologica, alla istituzione di registri di patologie
che implichino l’utilizzazione di dispositivi medici, nonche’ per la
stipula di convenzioni con universita’ e istituti di ricerca o con
esperti del settore”;
c) la lettera e) e’ sostituita dalla seguente:

“e) i produttori e i commercianti di dispositivi medici che
omettono di comunicare al Ministero della salute i dati e le
documentazioni previste dal comma 3-bis dell’articolo 13 del decreto
legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, e successive modificazioni,
applicabile anche ai dispositivi impiantabili attivi, e dall’articolo
10 del decreto legislativo 8 settembre 2000, n. 332, sono soggetti,
quando non siano previste e non risultino applicabili altre sanzioni,
alla sanzione amministrativa pecuniaria di cui al comma 4
dell’articolo 23 del decreto legislativo n. 46 del 1997 e al comma 3
dell’articolo 19 del decreto legislativo n. 332 del 2000. Per
l’inserimento delle informazioni nella banca dati necessaria alla
istituzione e alla gestione del repertorio dei dispositivi medici, i
produttori e i distributori tenuti alla comunicazione sono soggetti
al pagamento, a favore del Ministero della salute, di una tariffa di
euro 100 per ogni dispositivo. Sono considerati un unico dispositivo,
ai fini del pagamento della tariffa, i dispositivi che abbiano uno
stesso file tecnico, secondo criteri individuati dalla Commissione
unica sui dispositivi medici e approvati con decreto del Ministro
della salute. La tariffa e’ dovuta anche per l’inserimento di
informazioni relative a modifiche dei dispositivi gia’ inclusi nella
banca dati. I proventi derivanti dalle tariffe sono versati
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati, con
decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, alle competenti
unita’ previsionali di base dello stato di previsione del Ministero
della salute ed utilizzati dalla Direzione generale dei farmaci e
dispositivi medici per la manutenzione del repertorio generale di cui
alla lettera a)”.

826. Al fine di favorire il mantenimento di un’efficiente rete di
assistenza farmaceutica territoriale anche nelle zone disagiate,
l’ulteriore riduzione delle percentuali di sconto a carico delle
farmacie con un fatturato annuo in regime di Servizio sanitario
nazionale al netto dell’imposta sul valore aggiunto non superiore ad
euro 258.228,45 rispetto alla riduzione prevista dal quinto periodo
del comma 40 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e
successive modificazioni, disposta, limitatamente all’arco temporale
decorrente dal 1° marzo al 31 dicembre 2006, ii 1l’ articolo 38 del
decreto-legge 30 dicembre 2005, n. 273, convertito, con
modificazioni, dalla legge 23 febbraio 2006, n. 51, e’ prorogata per
il triennio 2007-2009. La misura dell’ulteriore riduzione e’
annualmente stabilita con decreto del Ministro della salute, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, per una maggiore spesa
complessiva, a carico del Servizio sanitario nazionale, non superiore
a 2,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Per
la copertura dei relativi oneri e’ autorizzata la spesa di 2,5
milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

827. E’ autorizzata la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2007
e di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009 per la
promozione da parte del Ministero della salute ed il finanziamento di
un progetto di sperimentazione gestionale, ai sensi dell’ articolo
9-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, da autorizzare da parte della regione Lazio con la
partecipazione della regione Puglia, della Regione siciliana e di
altre regioni interessate, finalizzato alla realizzazione, nella
citta’ di Roma, di un Istituto nazionale per la promozione della
salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie
della poverta’, con compiti di prevenzione, cura, formazione e
ricerca sanitaria, in cui far confluire il Centro di riferimento
della regione Lazio per la promozione della salute delle popolazioni
migranti, senza fissa dimora, nomadi e a rischio di emarginazione,
gia’ operante presso l’Istituto dermosifilopatico Santa Maria e San
Gallicano-IFO.

828. Per consentire il potenziamento delle attivita’ affidate alla
Commissione per la vigilanza e il controllo sul doping e per la
tutela della salute nelle attivita’ sportive e ai laboratori per il
controllo sanitario sulle attivita’ sportive di cui agli articoli 3 e
4 della legge 14 dicembre 2000, n. 376, e’ autorizzata per ciascuno
degli anni 2007, 2008, 2009 una spesa ulteriore di 2 milioni di euro.

829. All’ articolo 4 della legge 14 agosto 1991, n. 281, il comma
1 e’ sostituito dal seguente:

“1. I comuni, singoli o associati, e le comunita’ montane
provvedono prioritariamente ad attuare piani di controllo delle
nascite incruenti attraverso la sterilizzazione. A tali piani e’
destinata una quota non inferiore al 60 per cento delle risorse di
cui all’articolo 3, comma 6. I comuni provvedono, altresi’, al
risanamento dei canili comunali esistenti e costruiscono rifugi per i
cani, nel rispetto dei criteri stabiliti con legge regionale e
avvalendosi delle risorse di cui all’articolo 3, comma 6”.

830. Al fine di addivenire al completo trasferimento della spesa
sanitaria a carico del bilancio della Regione siciliana, la misura
del concorso della Regione a tale spesa e’ pari al 44,85 per cento
per l’anno 2007, al 47,05 per cento per l’anno 2008 e al 49,11 per
cento per l’amo 2009.

831. L’applicazione delle disposizioni di cui al comma 830 resta
sospesa fino al 30 aprile 2007. Entro tale data dovra’ essere
raggiunta l’intesa preliminare all’emanazione delle nuove norme di
attuazione dello Statuto della Regione siciliana in materia
sanitaria, gia’ disciplinate dal decreto del Presidente della
Repubblica 9 agosto 1956, n. 1111, e successive modificazioni. In
caso di mancato raggiungimento dell’intesa entro tale data, il
concorso della Regione siciliana di cui al comma 830 e’ determinato,
per l’anno 2007, in misura pari al 44,09 per cento.

832. Nelle norme di attuazione di cui al comma 831, e’
riconosciuta la retrocessione alla Regione siciliana di una
percentuale non inferiore al 20 e non superiore al 50 per cento del
gettito delle accise sui prodotti petroliferi immessi in consumo nel
territorio regionale; tale retrocessione aumenta simmetricamente,
fino a concorrenza, la misura percentuale del concorso della Regione
alla spesa sanitaria, come disposto dal comma 830. Alla
determinazione dell’importo annuo della quota da retrocedere alla
Regione si provvede con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze,
previo parere della Commissione paritetica prevista dall’articolo 43
dello Statuto della Regione siciliana, approvato con decreto
legislativo 15 maggio 1946, n. 455, convertito in legge
costituzionale dalla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 2.

833. A valere sul gettito delle accise sui prodotti petroliferi
immessi in consumo nel territorio della Regione siciliana e’
retrocesso alla Regione un importo pari a 60 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2008 e 2009 a titolo di contributo di
solidarieta’ nazionale, di cui all’articolo 38 dello Statuto
regionale, dovuto per gli stessi anni 2008 e 2009 e ad integrazione,
per l’anno 2008, dei finanziamenti attribuiti ai sensi dell’articolo
5, comma 3-ter, del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248.
L’erogazione dei contributi e’ subordinata alla redazione di un piano
economico finalizzato prevalentemente al risanamento ambientale dei
luoghi di insediamento degli stabilimenti petroliferi, nonche’ ad
investimenti infrastrutturali.

834. L’articolo 8 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui
alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive
modificazioni, e’ sostituito dal seguente:

“Art. 8. – Le entrate della regione sono costituite:
a) dai sette decimi del gettito delle imposte sul reddito delle
persone fisiche e sul reddito delle persone giuridiche riscosse nel
territorio della regione;
b) dai nove decimi del gettito delle imposte sul bollo, di
registro, ipotecarie, sul consumo dell’energia elettrica e delle
tasse sulle concessioni governative percette nel territorio della
regione;
c) dai cinque decimi delle imposte sulle successioni e donazioni
riscosse nel territorio della regione;
d) dai nove decimi dell’imposta di fabbricazione su tutti i
prodotti che ne siano gravati, percetta nel territorio della regione;
e) dai nove decimi della quota fiscale dell’imposta erariale di
consumo relativa ai prodotti dei monopoli dei tabacchi consumati
nella regione;
f) dai nove decimi del gettito dell’imposta sul valore aggiunto
generata sul territorio regionale da determinare sulla base dei
consumi regionali delle famiglie rilevati annualmente dall’ISTAT;
g) dai canoni per le concessioni idroelettriche;
h) da imposte e tasse sul turismo e da altri tributi propri che
la regione ha facolta’ di istituire con legge in armonia con i
principi del sistema tributario dello Stato;
i) dai redditi derivanti dal proprio patrimonio e dal proprio
demanio;
l) da contributi straordinari dello Stato per particolari piani
di opere pubbliche e di trasformazione fondiaria;
m) dai sette decimi di tutte le entrate erariali, dirette o
indirette, comunque denominate,. ad eccezione di quelle di spettanza
di altri enti pubblici.
Nelle entrate spettanti alla regione sono comprese anche quelle
che, sebbene relative a fattispecie tributarie maturate nell’ambito
regionale, affluiscono, in attuazione di disposizioni legislative o
per esigenze amministrative, ad uffici finanziari situati fuori del
territorio della regione”.

835. Ad integrazione delle somme stanziate negli anni 2004, 2005 e
2006 e’ autorizzata la spesa di euro 25 milioni per ciascuno degli
anni dal 2007 al 2026 per la devoluzione alla regione Sardegna delle
quote di compartecipazione all’imposta sul valore aggiunto riscossa
nel territorio regionale, concordate, ai sensi dell’articolo 38 del
decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, n. 250, per
gli anni 2004, 2005 e 2006.

836. Dall’anno 2007 la regione Sardegna provvede al finanziamento
del fabbisogno complessivo del Servizio sanitario nazionale sul
proprio territorio senza alcun apporto a carico del bilancio dello
Stato.

837. Alla regione Sardegna sono trasferite le funzioni relative al
trasporto pubblico locale (Ferrovie Sardegna e Ferrovie Meridionali
Sarde) e le funzioni relative alla continuita’ territoriale. Al fine
di disciplinare gli aspetti operativi del trasporto di persone
relativi alle Ferrovie della Sardegna ed alle Ferrovie Meridionali
Sarde, il Ministero dei trasporti e la Regione Autonoma della
Sardegna, entro il 31 marzo 2007, sentito il Ministero dell’economia
e delle finanze, sottoscrivono un accordo attuativo relativo agli
aspetti finanziari, demaniali ed agli investimenti in corso.

838. L’attuazione delle previsioni relative alla compartecipazione
al gettito delle imposte di cui alle lettere a) e m) del primo comma
dell’articolo 8 dello Statuto speciale di cui alla legge
costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, come da ultimo sostituito dal
comma 834 del presente articolo, non puo’ determinare oneri
aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato superiori
rispettivamente a 344 milioni di euro per l’anno 2007, a 371 milioni
di euro per l’anno 2008 e a 482 milioni di euro per l’anno 2009. La
nuova compartecipazione della regione Sardegna al gettito erariale
entra a regime dall’anno 2010.

839. Dall’attuazione del combinato disposto della lettera f), del
primo comma, dell’articolo 8 del citato Statuto speciale di cui alla
legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, come da ultimo
sostituito dal comma 834 del presente articolo, e del comma 836 del
presente articolo, per gli anni 2007, 2008 e 2009 non puo’ derivare
alcun onere aggiuntivo per il bilancio dello Stato. Per gli anni
2007-2009 la quota dei nove decimi dell’imposta sul valore aggiunto
sui consumi e’ attribuita sino alla concorrenza dell’importo
risultante a carico della regione per la spesa sanitaria dalle
delibere del CIPE per gli stessi anni 2007-2009, aumentato
dell’importo di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007,
2008 e 2009.

840. Per gli anni 2007, 2008 e 2009 gli oneri relativi alle
funzioni trasferite di cui al comma 837 rimangono a carico dello
Stato.

841. Al fine di perseguire la maggiore efficacia delle misure di
sostegno all’innovazione industriale, presso il Ministero dello
sviluppo economico e’ istituito, ferme restando le vigenti competenze
del CIPE, il Fondo per la competitivita’ e lo sviluppo, al quale sono
conferite le risorse assegnate ai Fondi di cui all’articolo 60, comma
3, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, ed all’articolo 52 della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, che sono contestualmente soppressi.
Al Fondo e’ altresi’ conferita la somma di 300 milioni di euro per il
2007 e di 360 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009,
assicurando, unitamente al finanziamento dei progetti di cui al comma
842, la continuita’ degli interventi previsti dalla normativa
vigente. Per la programmazione delle risorse nell’ambito del Fondo
per la competitivita’ e lo sviluppo si applicano le disposizioni di
cui all’articolo 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e quelle
dettate per il funzionamento del Fondo di cui all’articolo 52 della
legge 23 dicembre 1998, n. 448. Il Fondo e’ altresi’ alimentato, per
quanto riguarda gli interventi da realizzare nelle aree
sottoutilizzate, in coerenza con i relativi documenti di
programmazione, dalle risorse assegnate dal CIPE al Ministero dello
sviluppo economico nell’ ambito del riparto del Fondo per le aree
sottoutilizzate, di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, e successive modificazioni, e, per gli esercizi successivi al
2009, dalle risorse stanziate ai sensi dell’articolo 11, comma 3,
lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni.

842. A valere sulla quota di risorse del Fondo di cui al comma 841
individuata con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze nonche’ con il
Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali, di concerto
con il Ministro per i diritti e le pari opportunita’, di intesa con
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, ai sensi dell’ articolo 3
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281 , sono finanziati, nel
rispetto degli obiettivi della Strategia di Lisbona stabiliti dal
Consiglio europeo dei Capi di Stato e di Governo del 16 e 17 giugno
2005, i progetti di innovazione industriale individuati nell’ambito
delle aree tecnologiche dell’efficienza energetica, della mobilita’
sostenibile, delle nuove tecnologie della vita, delle nuove
tecnologie per il made in Italy e delle tecnologie innovative per i
beni e le attivita’ culturali.

843. Per l’individuazione dei contenuti di ciascuno dei progetti
di cui al comma 842, il Ministro dello sviluppo economico, sentiti i
Ministri dell’universita’ e della ricerca, per le riforme e le
innovazioni nella pubblica amministrazione, per gli affari regionali
e le autonomie locali e per i diritti e le pari opportunita’ nonche’
gli altri Ministri interessati relativamente ai progetti in cui gli
stessi concorrono, nomina un responsabile di progetto, scelto, in
relazione alla complessita’ dei compiti, tra i soggetti in possesso
di comprovati requisiti di capacita’ ed esperienza rispetto agli
obiettivi tecnologico-produttivi da perseguire. Il responsabile di
progetto, nella fase di elaborazione, avvalendosi eventualmente della
collaborazione di strutture ed enti specializzati, provvede, con
onere a carico delle risorse stanziate per i singoli progetti, alla
definizione delle modalita’ e dei criteri per l’individuazione degli
enti e delle imprese da coinvolgere nel progetto ed alla
individuazione delle azioni e delle relative responsabilita’
attuative.

844. Il Ministro dello sviluppo economico, con decreti adottati,
previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, ai
sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
di concerto con i Ministri dell’universita’ e della ricerca, per le
riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione, per gli
affari regionali e le autonomie locali, nonche’ con gli altri
Ministri interessati relativamente ai progetti cui gli stessi
concorrono, adotta i progetti di cui al comma 842 sulla base delle
proposte del responsabile, e ne definisce le mortalita’ attuative,
anche prevedendo che dell’esecuzione siano incaricati enti
strumentali all’amministrazione, ovvero altri soggetti esterni scelti
nel rispetto delle disposizioni nazionali e comunitarie, ove le
risorse di personale interno non risultino sufficienti ed adeguate,
con onere a carico delle risorse stanziate per i singoli progetti. I
progetti finanziati con le risorse per le aree sottoutilizzate sono
trasmessi per l’approvazione, previa istruttoria, al CIPE, che si
pronuncia in una specifica seduta, sotto la presidenza del Presidente
del Consiglio dei ministri e alla presenza dei Ministri componenti
senza possibilita’ di delega. Ove il CIPE non provveda nel termine di
trenta giorni, il Ministro dello sviluppo economico puo’ comunque
procedere all’attuazione del progetto. Il CIPE, con propria delibera,
adotta, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, le norme procedurali relative al proprio funzionamento per
l’attuazione del presente comma.

845. Il Ministro dello sviluppo economico, con proprio decreto,
istituisce appositi regimi di aiuto in conformita’ alla normativa
comunitaria. Lo stesso Ministro riferisce annualmente al Parlamento e
alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano sui criteri utilizzati
per l’individuazione dei progetti e delle azioni, sullo stato degli
interventi finanziati e sul grado di raggiungimento degli obiettivi,
allegando il prospetto inerente le spese sostenute per la gestione,
che sono poste a carico dei singoli progetti nel limite massimo del 5
per cento di ciascuno stanziamento.

846. I progetti di cui al comma 842 possono essere oggetto di
cofinanziamento deciso da parte di altre amministrazioni statali e
regionali. A tal fine, e’ istituita, presso il Ministero dello
sviluppo economico, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello
Stato, una sede stabile di concertazione composta dai rappresentanti
delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano e delle
amministrazioni centrali dello Stato, di cui uno designato dal
Ministro per gli affari regionali e le autonomie locali. Essa si
pronuncia:
a) sul monitoraggio dello stato di attuazione dei progetti di
innovazione industriale;
b) sulla formulazione delle proposte per il riordino del sistema
degli incentivi;
c) sulla formulazione di proposte per gli interventi per la
finanza di impresa.

847. In attesa della riforma delle misure a favore
dell’innovazione industriale, e’ istituito il Fondo per la finanza
d’impresa, al quale sono conferite le risorse del Fondo di cui
all’articolo 15 della legge 7 agosto 1997, n. 266, del Fondo di cui
all’articolo 4, comma 106, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, che
vengono soppressi, nonche’ le risorse destinate all’attuazione
dell’articolo 106 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, e successive
modificazioni, e dell’articolo 1, comma 222, della legge 30 dicembre
2004, n. 311. Al Fondo e’ altresi’ conferita la somma di 50 milioni
di euro per l’anno 2007, di 100 milioni di euro per l’anno 2008 e di
150 milioni di euro per l’anno 2009. Il Fondo opera con interventi
mirati a facilitare operazioni di concessione di garanzie su
finanziamenti e di partecipazione al capitale di rischio delle
imprese anche tramite banche o societa’ finanziarie sottoposte alla
vigilanza della Banca d’Italia e la partecipazione a operazioni di
finanza strutturata, anche tramite sottoscrizione di fondi di
investimento chiusi, privilegiando gli interventi di sistema in grado
di attivare ulteriori risorse finanziarie pubbliche e private in
coerenza con la normativa nazionale in materia di intermediazione
finanziaria. Con riferimento alle operazioni di partecipazione al
capitale di rischio gli interventi del Fondo per la finanza di
impresa sono prioritariamente destinati al finanziamento di programmi
di investimento per la nascita ed il consolidamento delle imprese
operanti in comparti di attivita’ ad elevato contenuto tecnologico,
al rafforzamento patrimoniale delle piccole e medie imprese
localizzate nelle aree dell’obiettivo 1 e dell’obiettivo 2 di cui al
regolamento (CE) n. 1260/1999 del Consiglio, del 21 giugno 1999,
nonche’ a programmi di sviluppo posti in essere da piccole e medie
imprese.

848. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico adottato di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la
Banca d’Italia, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, entro due mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge vengono stabiliti le modalita’ di funzionamento
del Fondo di cui al comma 847, anche attraverso l’affidamento diretto
ad enti strumentali all’amministrazione ovvero altri soggetti
esterni, con eventuale onere a carico delle risorse stanziate per i
singoli progetti, scelti nel rispetto delle disposizioni nazionali e
comunitarie, nonche’ i criteri per la realizzazione degli interventi
di cui al medesimo comma 847, le priorita’ di intervento e le
condizioni per la eventuale cessione a terzi degli impegni assunti a
carico dei fondi le cui rinvenienze confluiscono al Fondo di cui al
comma 847.

849. Fino all’emanazione del decreto di cui al comma 848,
l’attuazione dei regimi di aiuto gia’ ritenuti compatibili con il
mercato comune dalla Commissione europea prosegue secondo le
modalita’ gia’ comunicate alla Commissione stessa.

850. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono
conferite al Fondo di cui al comma 847 le ulteriori disponibilita’
degli altri fondi di amministrazioni e soggetti pubblici nazionali
per la finanza di imprese individuate dal medesimo decreto.

851. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare
entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge,
sono istituiti i diritti sui brevetti per invenzione industriale e
per i modelli di utilita’ e sulla registrazione di disegni e modelli
nonche’ i diritti di opposizione alla registrazione dei marchi
d’impresa. Sono esonerate dal pagamento dei diritti di deposito e di
trascrizione, relativamente ai brevetti per invenzione e ai modelli
di utilita’, le universita’, le amministrazioni pubbliche aventi fra
i loro scopi istituzionali finalita’ di ricerca e le amministrazioni
della difesa e delle politiche agricole alimentari e forestali. I
diritti per il mantenimento in vita dei brevetti per invenzione
industriale e per i modelli di utilita’ e per la registrazione di
disegni e modelli, previsti dall’articolo 227 del codice della
proprieta’ industriale, di cui al decreto legislativo 10 febbraio
2005, n. 30, sono dovuti secondo i seguenti criteri: a) dalla quinta
annualita’ per il brevetto per invenzione industriale; b) dal secondo
quinquennio per il brevetto per modello di utilita’; c) dal secondo
quinquennio per la registrazione di disegni e modelli. Le somme
derivanti dal pagamento dei diritti di cui al presente comma sono
versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate
allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico,
anche al fine di potenziare le attivita’ del medesimo Ministero di
promozione, di regolazione e di tutela del sistema produttivo
nazionale, di permettere alle piccole e medie imprese la piena
partecipazione al sistema di proprieta’ industriale, di rafforzare il
brevetto italiano, anche con l’introduzione della ricerca di
anteriorita’ per le domande di brevetto per invenzione industriale.

852. Il Ministero dello sviluppo economico, al fine di contrastare
il declino dell’apparato produttivo anche mediante salvaguardia e
consolidamento di attivita’ e livelli occupazionali delle imprese di
rilevanti dimensioni di cui all’articolo 2, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo 8 luglio 1999, n. 270, che versino in crisi
economico-finanziaria, istituisce, d’intesa con il Ministero del
lavoro e della previdenza sociale, un’apposita struttura e prevede
forme di cooperazione interorganica fra i due Ministeri, anche
modificando il proprio regolamento di organizzazione e avvalendosi,
per le attivita’ ricognitive e di monitoraggio, delle camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura. Tale struttura opera
in collaborazione con le regioni nel cui ambito si verificano le
situazioni di crisi d’impresa oggetto d’intervento. A tal fine e’
autorizzata la spesa di 300.000 euro a decorrere dall’anno 2007, cui
si provvede mediante riduzione dell’ autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 3 della legge 11 maggio 1999, n. 140. Con il medesimo
provvedimento si provvede, anche mediante soppressione, al riordino
degli organismi esistenti presso il Ministero dello sviluppo
economico, finalizzati al monitoraggio delle attivita’ industriali e
delle crisi di impresa.

853. Gli interventi del Fondo di cui all’articolo 11, comma 3, del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono disposti sulla base di
criteri e modalita’ fissati con delibera del CIPE, su proposta del
Ministro dello sviluppo economico, con la quale si provvede in
particolare a determinare, in conformita’ agli orientamenti
comunitari in materia, le tipologie di aiuto concedibile, le
priorita’ di natura produttiva, i requisiti economici e finanziari
delle imprese da ammettere ai benefici e per l’eventuale
coordinamento delle altre amministrazioni interessate. Per
l’attuazione degli interventi di cui al presente comma il Ministero
dello sviluppo economico puo’ avvalersi, senza oneri aggiuntivi per
il bilancio dello Stato, di Sviluppo Italia Spa. I commi 5 e 6
dell’articolo 11 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono abrogati.

854. Entro il 30 giugno di ogni anno il Governo presenta al
Parlamento una relazione concernente l’operativita’ delle misure di
sostegno previste dai commi da 841 a 853, con particolare riferimento
ai risultati ottenuti e alle somme erogate.

855. Nel rispetto delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma
354 e commi da 358 a 361, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e
successive modificazioni, l’ambito di operativita’ del Fondo rotativo
per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca (FR1) e’
esteso agli interventi previsti da leggi regionali di agevolazione
ovvero conferiti alle regioni ai sensi del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112, per gli investimenti produttivi e per la ricerca.

856. Per le finalita’ di cui al comma 855, la Cassa depositi e
prestiti Spa e’ autorizzata ad apportare alla dotazione iniziale del
Fondo di cui al medesimo comma 855 un incremento nell’importo massimo
fino a 2 miliardi di euro, nel rispetto dei limiti annuali di spesa
sul bilancio dello Stato fissati ai sensi dell’articolo 1, comma 361,
della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e successive modificazioni, che
allo scopo possono essere integrati:
a) a valere sul Fondo per la competitivita’ e lo sviluppo di cui
al comma 841, secondo la procedura di cui al comma 844, per il
finanziamento di interventi regionali complementari o integrativi dei
progetti di innovazione industriale, approvati ai sensi del medesimo
comma 844;
b) a valere sulle risorse delle regioni e delle province autonome
di Trento e di Bolzano ai sensi del comma 858.

857. Ai fini dell’attuazione degli interventi regionali
complementari o integrativi dei progetti di innovazione industriale
ai sensi del comma 856, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano stipulano apposite convenzioni, in conformita’ agli
indirizzi fissati dai Ministri dell’economia e delle finanze e dello
sviluppo economico, con la Cassa depositi e prestiti Spa, per la
regolamentazione delle modalita’ di intervento, prevedendo anche la
misura minima del tasso di interesse da applicare e la durata massima
del piano di rientro.

858. Ai fini dell’attuazione del comma 856 relativamente agli
interventi agevolativi alle imprese e alla ricerca previsti in atti
di legislazione regionale o di programmazione comunitaria diversi da
quelli di cui al comma 857, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano possono stipulare apposite convenzioni, in
conformita’ agli indirizzi fissati dai Ministri dell’economia e delle
finanze e dello sviluppo economico, con la Cassa depositi e prestiti
Spa, per il finanziamento degli interventi di interesse, mediante
l’impegno dei relativi limiti annuali di spesa, nonche’ per la
regolamentazione delle modalita’ di intervento, prevedendo anche la
misura minima del tasso di interesse da applicare e la durata massima
del piano di rientro. I relativi oneri per interessi sono posti a
carico delle regioni e delle province autonome.

859. Le risorse non utilizzate dalle regioni e dalle province
autonome ai sensi del comma 858 integrano la dotazione del Fondo di
cui al comma 855 dell’anno successivo.

860. Nell’ambito dei progetti elaborati dai soggetti convenzionati
con il Ministero dello sviluppo economico per l’attuazione degli
interventi di promozione e assistenza tecnica per l’avvio di imprese
innovative operanti in comparti di attivita’ ad elevato impatto
tecnologico, di cui agli articoli 103 e 106 della legge 23 dicembre
2000, n. 388, e successive modificazioni, possono essere previsti
anche programmi di ricerca e sviluppo svolti dalle imprese innovative
di nuova costituzione ai sensi dell’articolo 14 della legge 17
febbraio 1982, n. 46, e successive modificazioni, e della direttiva
del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 16
gennaio 2001, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile
2001, recante le direttive per la concessione delle agevolazioni del
Fondo speciale rotativo per l’innovazione tecnologica di cui al
citato articolo 14 della legge n. 46 del 1982.

861. Ai soggetti convenzionati con il Ministero dello sviluppo
economico per le azioni di sostegno alla nascita di imprese
innovative puo’ essere affidata l’istruttoria dei programmi di cui al
comma 860, secondo modalita’ anche semplificate, determinate con
decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro
dell’economia e delle finanze.

862. Le iniziative agevolate finanziate a valere sugli strumenti
della programmazione negoziata, non ancora completate alla data di
scadenza delle proroghe concesse ai sensi della vigente normativa e
che, alla medesima data, risultino realizzate in misura non inferiore
al 30 per cento degli investimenti ammessi, possono essere completate
entro il 31 dicembre 2007. La relativa rendicontazione e” completata
entro i sei mesi successivi.

863. In attuazione dell’articolo 119, quinto comma, della
Costituzione e in coerenza con l’indirizzo assunto nelle Linee guida
per l’elaborazione del Quadro strategico nazionale per la politica di
coesione 2007-2013, approvate con l’intesa sancita dalla Conferenza
unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, in data 3 febbraio 2005, il Fondo per le aree
sottoutilizzate, di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, e successive modificazioni, iscritto nello stato di
previsione del Ministero dello sviluppo economico, e’ incrementato di
64.379 milioni di euro, di cui 100 milioni per ciascuno degli anni
2007 e 2008, 5.000 milioni per l’anno 2009 e 59.179 milioni entro il
2015, per la realizzazione degli interventi di politica regionale
nazionale relativi al periodo di programmazione 2007-2013. Non meno
del 30 per cento delle risorse di cui al periodo precedente e’
destinato al finanziamento di infrastrutture e servizi di trasporto
di rilievo strategico nelle regioni meridionali. La dotazione
aggiuntiva complessiva ed il periodo finanziario di riferimento, di
cui al presente comma, non possono essere variati, salvo approvazione
da parte del CIPE, sentita la Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.

864. Il Quadro strategico nazionale, in coerenza con l’indirizzo
assunto nelle Linee guida di cui al comma 863, costituisce la sede
della programmazione unitaria delle risorse aggiuntive, nazionali e
comunitarie, e rappresenta, per le priorita’ individuate, il quadro
di riferimento della programmazione delle risorse ordinarie in conto
capitale, fatte salve le competenze regionali in materia. Per
garantire l’unitarieta’ dell’impianto programmatico del Quadro
strategico nazionale e per favorire l’ottimale e coordinato utilizzo
delle relative risorse finanziarie, tenuto anche conto delle risorse
ordinarie disponibili per la copertura degli interventi, presso il
Ministero dello sviluppo economico e’ istituita, avvalendosi delle
risorse umane, strumentali e finanziarie gia’ esistenti, senza nuovi
o maggiori oneri per il bilancio dello Stato, una cabina di regia per
gli interventi nel settore delle infrastrutture e dei trasporti,
composta dai rappresentanti delle regioni del Mezzogiorno e dei
Ministeri competenti.

865. Per il periodo di programmazione 2007-2013 e comunque non
oltre l’esercizio 2015, ai sensi dell’articolo 11, comma 3, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, la legge
finanziaria determina la quota delle risorse di cui al comma 863 da
iscrivere nel bilancio di ciascuno degli anni considerati dal
bilancio pluriennale.

866. Le somme di cui al comma 863, iscritte nella Tabella F
allegata alla presente legge, ai sensi del comma 865, sono
interamente impegnabili a decorrere dal primo anno di iscrizione. Le
somme non impegnate nell’esercizio di assegnazione possono essere
mantenute in bilancio, quali residui, fino alla chiusura
dell’esercizio 2013.

867. Ai fini della realizzazione delle opere e degli interventi di
cui all’accordo di programma quadro sottoscritto il 7 aprile 2006 tra
Ministero dell’economia e delle finanze, Ministero dell’ambiente e
della tutela del territorio, Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti, Magistrato alle acque di Venezia e il Commissario delegato
per l’emergenza socio-economico e ambientale relativa ai canali
portuali di grande navigazione della Laguna di Venezia-Porto
Marghera, nonche’ per gli interventi di risanamento del Polo chimico
Laghi di Mantova e’ autorizzata la spesa complessiva di euro 209
milioni, di cui euro 52 milioni per ciascuno degli anni 2007, 2008 e
2009 e euro 53 milioni per l’anno 2010. L’utilizzo delle risorse e’
disposto con decreto interministeriale del Ministro dello sviluppo
economico e del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare.

868. Entro il 31 gennaio 2007, il Ministro dell’economia e delle
finanze e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, formulano un piano per la riassegnazione al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare delle somme
versate allo Stato a titolo di risarcimento del danno ambientale a
seguito della sottoscrizione di accordi transattivi negli anni 2005 e
2006 e non riassegnabili per effetto dell’articolo 1, comma 9, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, e dell’articolo 1, comma 46, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266.

869. Le risorse individuate con delibere CIPE n. 19/2004, del 29
settembre 2004, n. 34/05, del 27 maggio 2005, e n. 2/06, del 22 marzo
2006, per gli anni 2006 e 2007 e destinate a Sviluppo Italia Spa per
contributi a fondo perduto a favore dell’ autoimprenditorialita’ e
dell’autoimpiego sono versate all’entrata del bilancio dello Stato
per una quota di 225 milioni di euro nell’ anno 2007 e di 75 milioni
di euro nell’anno 2008.

870. Al fine di garantire la massima efficacia degli interventi
nel settore della ricerca, e’ istituito, nello stato di previsione
del Ministero dell’universita’ e della ricerca, il Fondo per gli
investimenti nella ricerca scientifica e tecnologica (FIRST). Al
Fondo confluiscono le risorse annuali per i progetti di ricerca di
interesse nazionale delle universita’, nonche’ le risorse del Fondo
per le agevolazioni alla ricerca, di cui all’articolo 5 del decreto
legislativo 27 luglio 1999, n. 297, del Fondo per gli investimenti
della ricerca di base, di cui all’articolo 104 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, e, per quanto di competenza del Ministero
dell’universita’ e della ricerca, del Fondo per le aree
sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002,
n. 289, e successive modificazioni.

871. Il Fondo di cui al primo periodo del comma 870 e’ alimentato
in via ordinaria dai conferimenti, annualmente disposti dalla legge
finanziaria, dai rientri dei contributi concessi sotto forma di
credito agevolato e, per quanto riguarda le aree sottoutilizzate,
delle risorse assegnate dal CIPE, nell’ ambito del riparto
dell’apposito Fondo.

872. In attuazione delle indicazioni contenute nel Programma
nazionale della ricerca di cui al decreto legislativo 5 giugno 1998,
n. 204, e successive modificazioni, il Ministro dell’universita’ e
della ricerca, con proprio decreto, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze e sentita la Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento
e di Bolzano, provvede alla ripartizione delle complessive risorse
del Fondo, garantendo comunque il finanziamento di un programma
nazionale di investimento nelle ricerche liberamente proposte in
tutte le discipline da universita’ ed enti pubblici di ricerca,
valutate mediante procedure diffuse e condivise nelle comunita’
disciplinari internazionali interessate.

873. Il Ministro dell’universita’ e della ricerca, con regolamento
adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
definisce i criteri di accesso e le modalita’ di utilizzo e gestione
del Fondo di cui al comma 870 per la concessione delle agevolazioni
al fine di garantire la massima efficacia ed omogeneita’ degli
interventi. Fino alla data di entrata in vigore del predetto
regolamento trovano applicazione le disposizioni attualmente vigenti
per l’utilizzo delle risorse di cui al comma 870.

874. E’ autorizzata la spesa di 300 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2007 e 2008 e di 360 milioni di euro per l’anno 2009 da
destinare ad integrazione del Fondo di cui al comma 870.

875. Al fine di assicurare una piu’ efficace utilizzazione delle
risorse finanziarie destinate all’attuazione degli interventi di cui
al comma 631, e’ istituito, nello stato di previsione del Ministero
della pubblica istruzione, il Fondo per l’istruzione e formazione
tecnica superiore. Al Fondo confluiscono le risorse annualmente
stanziate a valere sull’autorizzazione di spesa di cui al comma 634,
sul fondo iscritto nella legge 18 dicembre 1997, n. 440, nonche’ le
risorse assegnate dal CIPE, per quanto riguarda le aree
sottoutilizzate, per progetti finalizzati alla realizzazione
dell’istruzione e formazione tecnica superiore, con l’obiettivo di
migliorare l’occupabilita’ dei giovani che hanno concluso il secondo
ciclo di istruzione e formazione.

876. Il Fondo di cui all’articolo 16, comma 1, della legge 7
agosto 1997, n. 266, e successive modificazioni, e’ integrato di 30
milioni di euro per l’anno 2007 e di 40 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2008 e 2009. Il CIPE, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico, sentita la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, definisce le modalita’ per una semplificazione dei criteri
di riparto e di gestione del cofinanziamento nazionale dei progetti
strategici.

877. All’articolo 24, comma 4, lettera a), del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 114, dopo la parola: “controgaranzie” sono inserite
le seguenti: “e cogaranzie”.

878. Per le finalita’ previste dall’articolo 24, comma 4, lettera
a), del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, come modificato
dal comma 877 del presente articolo, e’ attribuito un contributo di
30 milioni di euro per l’anno 2007 e di 20 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2008 e 2009.

879. Le disposizioni di cui all’articolo 13, comma 33, del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, si applicano
anche alle societa’ finanziarie di cui all’articolo 24 del decreto

legislativo 31 marzo 1998, n. 114, come da ultimo modificato dal
comma 877 del presente articolo.

880. All’articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
sono apportate. le seguenti modificazioni:
a) i commi 25, 26, 27 e 61-ter sono abrogati;
b) al comma 1, il secondo periodo e’ soppresso;
c) al comma 23, secondo periodo, le parole: “ai Fondi di garanzia
indicati dai commi 25 e 28” sono sostituite dalle seguenti: “al fondo
di garanzia di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge
23 dicembre 1996, n. 662”;
d) al comma 24, le parole: “ai Fondi di garanzia previsti dai
commi 25 e 28” sono sostituite dalle seguenti: “al fondo di garanzia
di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a), della legge 23 dicembre
1996, n. 662”.

881. Al fine di accelerare lo sviluppo dei consorzi di garanzia
collettiva fidi di cui all’articolo 13 del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre
2003, n. 326, e successive modificazioni, di seguito denominati
“confidi”, anche mediante fusioni o trasformazioni in intermediari
finanziari vigilati, iscritti nell’elenco speciale di cui
all’articolo 107 del testo unico di cui al decreto legislativo 1°
settembre 1993, n. 385, o in banche di credito cooperativo ai sensi
dei commi 29, 30, 31 e 32 dell’articolo 13 del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, entro il 30 giugno 2007 i confidi provvedono
ad imputare al fondo consortile o al capitale sociale le risorse
proprie costituite da fondi rischi o da altri fondi o riserve
patrimoniali derivanti da contributi dello Stato, degli enti locali o
territoriali o di altri enti pubblici. Tali risorse sono attribuite
unitariamente al patrimonio a fini di vigilanza dei relativi confidi,
senza vincoli di destinazione.

882. Al fine di favorire il rafforzamento patrimoniale dei
confidi, i fondi di garanzia interconsortile di cui al comma 20
dell’articolo 13 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326,
possono essere destinati anche alla prestazione di servizi ai confidi
soci ai fini dell’iscrizione nell’elenco speciale di cui all’articolo
107 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993,
n. 385, nonche’, in generale, ai fini della riorganizzazione,
integrazione e sviluppo operativo dei confidi stessi. Per le medesime
finalita’, in attesa dell’ attuazione della direttiva 2005/60/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 ottobre 2005, III
direttiva in materia di antiriciclaggio, i confidi non sono
assoggettati agli obblighi di cui all’articolo 2 del decreto-legge 3
maggio 1991, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 5
luglio 1991, n. 197.

883. Per le finalita’ di cui all’articolo 3, primo comma, lettera
a), della legge 24 dicembre 1985, n. 808, sono autorizzati contributi
quindicennali di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007,
2008 e 2009, da erogare alle imprese nazionali del settore
aeronautico, ai sensi dell’articolo 5, comma 16-bis, del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.

884. Per le finalita’ di cui all’articolo 1, comma 1, lettera a),
della legge 11 maggio 1999, n. 140, sono autorizzati contributi
quindicennali di 10 milioni di euro per l’anno 2007 e di 30 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, da erogare alle imprese
nazionali ai sensi dell’articolo 5, comma 16-bis, del decreto-legge
14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
maggio 2005, n. 80.

885. Per le finalita’ di cui all’articolo 4, comma 3, della legge
7 agosto 1997, n. 266, sono autorizzati contributi quindicennali
rispettivamente di 50 milioni di euro per l’anno 2007, di 40 milioni
di euro per l’anno 2008 e di 30 milioni di euro per l’anno 2009, da
erogare alle imprese nazionali ai sensi dell’articolo 5, comma
16-bis, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con
modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80.

886. Gli incentivi alla ricerca applicata e alla innovazione
tecnologica, relativi ai Fondi di competenza dei Ministeri dello
sviluppo economico e dell’universita’ e della ricerca e del
Dipartimento per l’innovazione e le tecnologie della Presidenza del
Consiglio dei ministri sono gestiti dalle medesime amministrazioni in
modo coordinato anche in conformita’ alle direttive adottate
congiuntamente dai tre Ministri.

887. Le amministrazioni di cui al comma 886 conformano la propria
attivita’ a quanto disposto dal medesimo comma, in modo da assicurare
criteri coordinati di selezione e valutazione delle domande, anche
tramite l’emanazione di bandi unitari e l’acquisizione delle domande
di agevolazione presso un unico ufficio, individuando idonee forme di
coordinamento per la valutazione integrata delle domande stesse.

888. Per il finanziamento degli interventi di cui all’articolo 1,
comma 92, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e a favore del Fondo
per la mobilita’ al servizio delle fiere previsto dalla legge 27
febbraio 2006, n. 105, e’ autorizzato un contributo quindicennale di
3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007.

889. All’articolo 1, comma 366, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, la parola: “372” e’ sostituita dalla seguente: “371”.

890. All’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005, n. 266, dopo il
comma 371 sono inseriti i seguenti:

“371-bis. In attesa dell’adozione del decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze di cui al comma 366, puo’ essere
riconosciuto un contributo statale a progetti in favore dei distretti
produttivi adottati dalle regioni, per un ammontare massimo del 50
per cento delle risorse pubbliche complessivamente impiegate in
ciascun progetto.
371-ter. Con decreto del Ministro dello sviluppo economico,
adottato di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono
individuati i progetti regionali ammessi al beneficio di cui al comma
371-bis ed i relativi oneri per il bilancio dello Stato ed eventuali
ulteriori progetti di carattere nazionale, fermo restando il limite
massimo di cui al comma 372”.

891. All’articolo 1, comma 372, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, la parola: “371” e’ sostituita dalla seguente: “371-ter”.

892. Al fine di estendere e sostenere in tutto il territorio
nazionale la realizzazione di progetti per la societa’
dell’informazione, e’ autorizzata una spesa di 10 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Con decreto di natura non
regolamentare, entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, il Ministro per le riforme e le innovazioni
nella pubblica amministrazione, di concerto con il Ministro per gli
affari regionali e le autonomie locali per gli interventi relativi
alle regioni e agli enti locali, individua le azioni da realizzare
sul territorio nazionale, le aree destinatarie della sperimentazione
e le modalita’ operative e di gestione di tali progetti.

893. E istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri,
un apposito fondo, denominato “Fondo per il sostegno agli
investimenti per l’innovazione negli enti locali”, con una dotazione
finanziaria pari a 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007,
2008 e 2009. Il Fondo finanzia progetti degli enti locali relativi
agli interventi di digitalizzazione dell’attivita’ amministrativa, in
particolare per quanto riguarda i procedimenti di diretto interesse
dei cittadini e delle imprese.

894. Con successivo decreto dei Ministri per le riforme e le
innovazioni nella pubblica amministrazione e per gli affari regionali
e le autonomie locali, di concerto con il Ministro dell’ economia e
delle finanze, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8
del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, previo parere della
Commissione permanente per l’innovazione tecnologica nelle regioni e
negli enti locali di cui all’articolo 14, comma 3-bis, del decreto
legislativo 7 marzo 2005, n. 82, vengono stabiliti i criteri di
distribuzione ed erogazione del Fondo di cui al comma 893.

895. Nella valutazione dei progetti da finanziare, di cui al comma
892, e’ data priorita’ a quelli che utilizzano o sviluppano
applicazioni software a codice aperto. I codici sorgente, gli
eseguibili e la documentazione dei software sviluppati sono mantenuti
in un ambiente di sviluppo cooperativo, situato in un web individuato
dal Ministero per le riforme e le innovazioni nella pubblica
amministrazione al fine di poter essere visibili e riutilizzabili.

896. Per il finanziamento degli interventi a sostegno
dell’economia nel settore dell’industria nazionale ad elevato
contenuto tecnologico e’ istituito un apposito fondo iscritto nello
stato di previsione del Ministero della difesa, con una dotazione di
1.700 milioni di euro per l’anno 2007, di 1.550 milioni di euro per
l’anno 2008 e di 1.200 milioni di euro per l’anno 2009, per la
realizzazione di programmi di investimento pluriennale per esigenze
di difesa nazionale, derivanti anche da accordi internazionali.
Dall’anno 2010, per la dotazione del fondo si provvede ai sensi
dell’articolo 11, comma 3, lettera f), della legge 5 agosto 1978,
n. 468, e successive modificazioni. Con uno o piu’ decreti del
Ministro della difesa, da comunicare, anche con evidenze
informatiche, al Ministero dell’economia e delle finanze, tramite
l’ufficio centrale del bilancio, e alla Corte dei conti, sono
individuati, nell’ ambito della predetta pianificazione, i programmi
in esecuzione o da avviare con le disponibilita’ del fondo,
disponendo delle conseguenti variazioni di bilancio. Con decreti del
Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e
delle finanze, sono individuate le modalita’ e le procedure di
assunzione di spesa anche a carattere pluriennale per i programmi
derivati da accordi internazionali.

897. Gli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 6 ottobre 2005,
n. 216, sono abrogati. Conseguentemente e’ ripristinata la Direzione
generale di commissariato e di servizi generali di cui all’articolo
15 del decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 264.

898. Nello stato di previsione della spesa del Ministero della
difesa e’ istituito un fondo di conto capitale, con una dotazione di
25 milioni di euro, destinato alle bonifiche delle aree militari, sia
dismesse che attive, e di pertinenza dei poligoni militari di tiro,
nonche’ delle unita’ navali, effettuate d’intesa con il Ministero
dell’ ambiente e della tutela del territorio e del mare, anche
mediante l’impiego del genio militare. Con uno o piu’ decreti del
Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, da comunicare anche con
evidenze informatiche al Ministero dell’economia e delle finanze, si
provvede alla ripartizione del fondo di cui al presente comma.

899. Nello stato di previsione della spesa del Ministero della
difesa e’ istituito un fondo di conto capitale, con una dotazione di
20 milioni di euro, destinato alla ristrutturazione e all’adeguamento
degli arsenali militari, comprese le darsene interne, e degli
stabilimenti militari. Con uno o piu’ decreti del Ministro della
difesa, da comunicare anche con evidenze informatiche al Ministero
dell’economia e delle finanze, si provvede alla ripartizione del
fondo di cui al presente comma.

900. Nello stato di previsione della spesa del Ministero della
difesa e’ istituito un fondo di conto capitale, con una dotazione di
5 milioni di euro, destinato all’ammodernamento del parco
autoveicoli, dei sistemi operativi e delle infrastrutture dell’Arma
dei carabinieri. Con uno o piu’ decreti del Ministro della difesa, da
comunicare anche con evidenze informatiche al Ministero dell’economia
e delle finanze, si provvede alla ripartizione del fondo di cui al
presente comma.

901. Per l’anno 2007, le dotazioni delle unita’ previsionali di
base dello stato di previsione del Ministero della difesa concernenti
investimenti fissi lordi (categoria 21) sono ridotte, in maniera
lineare, di 50 milioni di euro.

902. E’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per l’anno 2007
finalizzata ad interventi sanitari che si rendano eventualmente
necessari in favore di personale affetto da infermita’ letali ovvero
da invalidita’ o inabilita’ permanente nonche’ al monitoraggio delle
condizioni sanitarie del personale militare e civile italiano
impiegato e delle popolazioni abitanti in aree interessate da
conflitti per i quali siano in corso missioni internazionali e di
assistenza umanitaria, nonche’ in poligoni di tiro nazionali, e nelle
zone adiacenti, nei quali siano sperimentati munizionamento e sistemi
di armamento.

903. Per il finanziamento degli interventi consentiti dagli
Orientamenti dell’Unione europea per il salvataggio e la
ristrutturazione delle imprese in difficolta’ sugli aiuti di Stato
del Fondo di cui all’articolo 11, comma 3, del decreto-legge 14 marzo
2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio
2005, n. 80, e’ autorizzata la spesa di 15 milioni di euro per l’anno
2007 e di 35 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009.

904. Per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, nello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, la dotazione
del fondo da ripartire di cui all’articolo 1, comma 15, della legge
23 dicembre 2005, n. 266, nel quale confluiscono gli importi delle
dotazioni di bilancio relative ai trasferimenti correnti alle
imprese, e’ integrata di 565 milioni di euro per ciascuno degli anni
2007 e 2008 e di 170 milioni a decorrere dall’anno 2009, ai fini
della corresponsione dei corrispettivi per le imprese pubbliche in
relazione agli oneri di servizio pubblico sostenuti in applicazione
dei rispettivi contratti di programma.

905. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri in
attuazione dell’articolo 2 del decreto-legge 31 maggio 1994, n. 332,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 1994, n. 474, e
dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 novembre 1995, n. 481, sono
emanate, tenendo conto dei principi del diritto comunitario,
disposizioni in merito all’attuazione di quanto previsto
dall’articolo 1-ter, comma 4, del decreto-legge 29 agosto 2003,
n. 239, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2003,
n. 290, come modificato dall’articolo 1, comma 373, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, relativamente alla cessione delle quote
superiori al 20 per cento del capitale delle societa’ che sono
proprietarie e che gestiscono reti nazionali di trasporto del gas
naturale controllate direttamente o indirettamente dallo Stato.

906. Il termine del 31 dicembre 2008 stabilito dall’articolo
1-ter, comma 4, del decreto-legge 29 agosto 2003, n. 239, convertito,
con modificazioni, dalla legge 27 ottobre 2003, n. 290, come
prorogato dall’articolo 1, comma 373, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, nei soli confronti delle societa’ di cui al comma 905 del
presente articolo, e’ rideterminato in ventiquattro mesi a decorrere
dalla data di entrata in vigore del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri di cui al medesimo comma 905.

907. Per la realizzazione, l’acquisizione ed il completamento di
opere pubbliche o di pubblica utilita’ i committenti tenuti
all’applicazione del codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163, possono avvalersi anche del contratto di locazione
finanziaria.

908. Nei casi di cui al comma 907, il bando, ferme le altre
indicazioni previste dal codice di cui al decreto legislativo 12
aprile 2006, n. 163, determina i requisiti soggettivi, funzionali,
economici, tecnico-realizzativi ed organizzativi di partecipazione,
le caratteristiche tecniche ed estetiche dell’opera, i costi, i tempi
e le garanzie dell’operazione, nonche’ i parametri di valutazione
tecnica ed economico-finanziaria dell’offerta economicamente piu’
vantaggiosa.

909. Al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) all’articolo 86, dopo il comma 3, e’ inserito il seguente:

“3-bis. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella
valutazione, nei casi previsti dalla normativa vigente, dell’anomalia
delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori
pubblici, di servizio e di forniture, gli enti aggiudicatori sono
tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente
rispetto al costo del lavoro come determinato periodicamente, in
apposite tabelle, dal Ministro del lavoro e della previdenza sociale,
sulla base dei valori economici previsti dalla contrattazione
collettiva stipulata dai sindacati comparativamente piu
rappresentativi, delle norme in materia previdenziale ed
assistenziale, dei diversi settori merceologici e delle differenti
aree territoriali. In mancanza di contratto collettivo applicabile,
il costo del lavoro e’ determinato in relazione al contratto
collettivo del settore merceologico piu’ vicino a quello preso in
considerazione”;
b) all’articolo 87, al comma 2, la lettera e) e’ abrogata;
c) all’articolo 87, al comma 4, le parole: “In relazione a
servizi e forniture,” sono soppresse;
d) all’articolo 87, dopo il comma 4, e’ inserito il seguente:

“4-bis. Nell’ambito dei requisiti per la qualificazione di cui
all’articolo 40 del presente decreto, devono essere considerate anche
le informazioni fornite dallo stesso soggetto interessato
relativamente all’avvenuto adempimento, all’interno della propria
azienda, degli obblighi di sicurezza previsti dalla vigente
normativa”.

910. All’articolo 7 del decreto legislativo 19 settembre 1994,
n. 626, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, l’alinea e’ sostituito dal seguente: “Il datore di
lavoro, in caso di affidamento dei lavori ad imprese appaltatrici o a
lavoratori autonomi all’interno della propria azienda, o di una
singola unita’ produttiva della stessa, nonche’ nell’ambito
dell’intero ciclo produttivo dell’azienda medesima:”;
b) e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

“3-bis. L’imprenditore committente risponde in solido con
l’appaltatore, nonche’ con ciascuno degli eventuali ulteriori
subappaltatori, per tutti i danni per i quali il lavoratore,
dipendente dall’appaltatore o dal subappaltatore, non risulti
indennizzato ad opera dell’Istituto nazionale per l’assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro”.

911. L’articolo 29, comma 2, del decreto legislativo 10 settembre
2003, n. 276, e’ sostituito dal seguente:

“2. In caso di appalto di opere o di servizi il committente
imprenditore o datore di lavoro e’ obbligato in solido con
l’appaltatore, nonche’ con ciascuno degli eventuali ulteriori
subappaltatori entro il limite di due anni dalla cessazione
dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi
e i contributi previdenziali dovuti”.

912. L’offerente di cui al comma 908 puo’ essere anche
un’associazione temporanea costituita dal soggetto finanziatore e dal
soggetto realizzatore, responsabili, ciascuno, in relazione alla
specifica obbligazione assunta, ovvero un contraente generale. In
caso di fallimento, inadempimento o sopravvenienza di qualsiasi causa
impeditiva all’adempimento dell’obbligazione da parte di uno dei due
soggetti costituenti l’associazione temporanea di imprese, l’altro
puo’ sostituirlo, con l’assenso del committente, con altro soggetto
avente medesimi requisiti e caratteristiche.

913. L’adempimento degli impegni della stazione appaltante resta
in ogni caso condizionato al positivo controllo della realizzazione
ed eventuale gestione funzionale dell’opera secondo le modalita’
previste.

914. Al fine di assicurare la massima estensione dei principi
comunitari e delle regole di concorrenza negli appalti di servizi o
di servizi pubblici locali la stazione appaltante considera, in ogni
caso, rispettati i requisiti tecnici prescritti anche ove la
disponibilita’ dei mezzi tecnici necessari ed idonei all’espletamento
del servizio e’ assicurata mediante contratti di locazione
finanziaria con soggetti terzi.

915. Per gli interventi previsti dall’articolo 2, comma 3, del
decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 40, come prorogati
dall’articolo 45, comma 1, lettera c), della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, relativi all’anno 2006, e’ autorizzata un’ulteriore spesa di
50 milioni di euro per l’anno 2007.

916. Il 40 per cento delle disponibilita’ finanziarie del Fondo
istituito dall’articolo 1, comma 108, della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, deve essere destinato per la realizzazione e il completamento
di strutture logistiche intermodali di I livello le cui opere e
servizi sono gia’ previsti dai piani regionali trasporti.

917. Per gli interventi previsti dall’articolo 2, comma 2, del
decreto-legge 28 dicembre 1998, n. 451, convertito, con
modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1999, n. 4°, come prorogati
dall’articolo 45, comma 1, lettera b), della legge 23 dicembre 1999,
n. 488, relativi all’anno 2006, e’ autorizzata un’ulteriore spesa di
54 milioni di euro per l’anno 2007

918. Per il proseguimento degli interventi a favore
dell’autotrasporto di merci, nonche’, ove si individuino misure
compatibili con il mercato comune ai sensi dell’articolo 87 del
Trattato istitutivo della Comunita’ europea, per interventi di
riduzione del costo del lavoro delle imprese di autotrasporto di
merci relativo all’anno 2006, al fondo istituito dall’articolo 1,
comma 108, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, e’ assegnata la
somma di euro 186 milioni per l’anno 2007. Con regolamento emanato ai
sensi dell’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 4, su
proposta del Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze e il Ministro per le politiche europee,
sono disciplinate le modalita’ di utilizzazione del fondo di cui al
primo periodo. L’efficacia delle modalita’ di utilizzazione di tale
fondo e’ comunque subordinata, ai sensi dell’articolo 88, paragrafo
3, del Trattato istitutivo della Comunita’ europea, alla
autorizzazione della Commissione europea.

919. A carico del fondo di cui al comma 918 e’ prelevato l’importo
di 70 milioni di euro, da destinare a misure agevolative a favore dei
soggetti che acquisiscano, anche mediante locazione finanziaria,
autoveicoli adibiti al trasporto di merci, di massa complessiva pari
o superiore a 11,5 tonnellate. Con il regolamento di cui al comma 918
sono determinati criteri e modalita’ per la fruizione di dette
agevolazioni.

920. Dalla somma di 80 milioni di euro autorizzata, per l’anno
2006, ai sensi del comma 108 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre
2005, n. 266, e’ prelevato l’importo di 42 milioni di euro, mediante
riduzione dell’autorizzazione di spesa, per essere destinato alla
misura prevista all’articolo 1, comma 105, della legge 23 dicembre
2005, n. 266. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio. Le disposizioni del presente comma entrano in
vigore il giorno stesso della pubblicazione della presente legge
nella Gazzetta Ufficiale.

921. A decorrere dal 1° gennaio 2007, con decreto del Ministro dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
da emanare entro il 31 marzo 2007, e’ stabilito un incremento delle
tariffe applicabili per le operazioni in materia di motorizzazione di
cui all’articolo 18 della legge 1° dicembre 1986, n. 870, in modo da
assicurare, su base annua, maggiori entrate pari ad almeno 50 milioni
di euro. Di conseguenza e’ autorizzata, a decorrere dal 2007, la
spesa di 25 milioni di euro, in aggiunta alle somme gia’ stanziate
sul pertinente capitolo di bilancio, per il funzionamento del Centro
elaborazione dati del Dipartimento per i trasporti terrestri,
personale, affari generali e la pianificazione generale dei trasporti
del Ministero dei trasporti e la spesa di 10 milioni di euro per la
predisposizione del piano generale di mobilita’, i sistemi
informativi di supporto, il monitoraggio e la valutazione di
efficacia degli interventi.

922. Per la copertura degli oneri connessi alla prosecuzione e al
completamento di progetti informatici di competenza del Ministero
delle infrastrutture, gia’ previsti nell’ambito del Piano triennale
per l’informatica 2007-2009 e’ autorizzata la spesa di euro 8.500.000
per l’anno 2007 e di euro 4.200.000 per ciascuno degli anni 2008 e
2009, da iscrivere nello stato di previsione del medesimo Ministero.

923. Con decreto del Ministro dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, da emanare entro il 31
gennaio 2007, ai sensi del comma 12 dell’articolo 80 del codice della
strada, di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, e’
stabilito un incremento delle tariffe applicabili per le operazioni
di revisione dei veicoli a motore e dei loro rimorchi in cifra uguale
per le operazioni eseguite dagli uffici della Motorizzazione e per
quelle eseguite dai centri privati concessionari di dette operazioni
ai sensi dello stesso articolo 80, comma 8.

924. E autorizzata la spesa di 5 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2007 a favore dell’Agenzia nazionale per la diffusione
delle tecnologie per l’innovazione.

925. Al fine di sostenere nuovi processi di realizzazione delle
infrastrutture per la larga banda e di completare il “Programma per
lo sviluppo della larga banda nel Mezzogiorno”, le risorse del Fondo
per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge 27
dicembre 2002, n. 289, destinate al finanziamento degli interventi
attuativi del suddetto Programma da parte del Ministero delle
comunicazioni per il tramite della Societa’ infrastrutture e
telecomunicazioni per l’Italia Spa (Infratel Italia) di cui
all’articolo 7 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, sono
incrementate di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008
e 2009.

926. Nell’ambito del riparto del Fondo per le aree sottoutilizzate
di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, il CIPE,
con propria delibera ai sensi del comma 5 del medesimo articolo 61,
assegna ulteriori 50 milioni di euro per l’anno 2009 al Ministero
delle comunicazioni per la realizzazione delle finalita’ di cui al
comma 925. Conseguentemente, le risorse del medesimo Fondo destinate
al Ministero dello sviluppo economico per l’anno 2009 sono diminuite
di 50 milioni di euro.

927. Al fine di diffondere la tecnologia della televisione
digitale sul territorio nazionale, e’ istituito presso il Ministero
delle comunicazioni il “Fondo per il passaggio al digitale” per la
realizzazione dei seguenti interventi:
a) incentivare la produzione di contenuti di particolare valore
in tecnica digitale;
b) incentivare il passaggio al digitale terrestre da parte del
titolare dell’obbligo di copertura del servizio universale;
c) favorire la progettazione, realizzazione e messa in onda di
servizi interattivi di pubblica utilita’ diffusi su piattaforma
televisiva digitale;
d) favorire la transizione al digitale da parte di famiglie
economicamente o socialmente disagiate;
e) incentivare la sensibilizzazione della popolazione alla
tecnologia del digitale.

928. Il Ministro delle comunicazioni, con proprio decreto,
individua gli interventi di cui al comma 927 e le concrete modalita’
di realizzazione dei medesimi, i requisiti e le condizioni per
accedere agli interventi, le categorie di destinatari, la durata
delle sperimentazioni, nonche’ le modalita’ di monitoraggio e di
verifica degli interventi.

929. Per la realizzazione degli interventi di cui al comma 927 e’
autorizzata la spesa di 40 milioni di euro per ciascuno degli anni
2007, 2008 e 2009.

930. Nei confronti dei soggetti esercenti la radiodiffusione
sonora, nonche’ la radiodiffusione televisiva in ambito locale, le
sanzioni amministrative previste dall’articolo 98 del codice delle
comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto
2003, n. 259, e successive modificazioni, sono ridotte a un decimo.

931. Le disposizioni di cui all’articolo 1, comma 57, primo e
secondo periodo, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non si
applicano alle spese relative a progetti cofinanziati dall’Unione
europea, ivi comprese le corrispondenti quote di parte nazionale.

932. Tutti i fondi rotativi gestiti dalla SIMEST Spa destinati ad
operazioni di venture capital in Paesi non aderenti all’Unione
europea nonche’ il fondo di cui all’articolo 5, comma 2, lettera c),
della legge 21 marzo 2001, n. 84, sono unificati in un unico fondo.

933. Dopo l’articolo 2 del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, e
successive modificazioni, e’ inserito il seguente:

“Art. 2-bis. – 1. Il fondo rotativo di cui all’articolo 2 puo’
essere, a cura dell’ente gestore, garantito contro i rischi di
mancato rimborso, presso una compagnia di assicurazione o istituti di
credito. I costi della garanzia o assicurazione sono dall’ente
gestore addebitati agli operatori beneficiari dei finanziamenti. Le
condizioni e le modalita’ del contratto di assicurazione o garanzia
sono sottoposte all’approvazione del comitato di gestione del fondo e
non devono comportare oneri a carico del fondo”.

934. All’articolo 3, comma 5, della legge 24 aprile 1990, n. 100,
e successive modificazioni, le parole: “per le finalita’ di cui alla
presente legge” sono sostituite dalle seguenti: “per interventi volti
a sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo
italiano”.

935. All’articolo 10 del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251,
convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394, e
successive modificazioni, e’ aggiunto, in fine, il seguente comma:

“Per favorire una promozione sinergica del prodotto italiano, ai
sensi dell’articolo 22 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143,
e successive modificazioni, possono essere concessi contributi
d’intesa con i Ministri competenti a progetti promozionali e di
internazionalizzazione realizzati da consorzi misti tra piccole e
medie imprese dei settori agro-ittico-alimentare e
turistico-alberghiero, aventi lo scopo esclusivo dell’attrazione
della domanda estera”.

936. Per le finalita’ di cui al comma 61 dell’ articolo 4 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, anche al
fine di favorire la penetrazione commerciale dei mercati esteri da
parte delle imprese attraverso l’adozione di strumenti di marchio
consortili, aventi natura privatistica, il fondo istituito per le
azioni a sostegno del “made in Italy” e’ incrementato di ulteriori 20
milioni di euro per l’anno 2007 e 26 milioni di euro per ciascuno
degli anni 2008 e 2009. Quota parte delle risorse di cui al
precedente periodo, per un ammontare pari a 1 milione di euro per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, e’ destinata all’erogazione di
contributi per la realizzazione di studi e ricerche diretti alla
certificazione di qualita’ e di salubrita’ dei prodotti tessili
cardati, realizzati con materie prime secondarie, che valorizzano la
tipicita’ delle lavorazioni e le caratteristiche ecologiche dei
relativi manufatti. Con decreto del Ministro dello sviluppo
economico, di concerto con il Ministro del commercio internazionale,
sono individuate le modalita’ per accedere ai contributi di cui al
precedente periodo.

937. Al fine di promuovere la tutela e lo sviluppo delle
produzioni di ceramiche artistiche e di qualita’, in linea con le
finalita’ fissate dalla legge 9 luglio 1990, n. 188, e’ autorizzata
la spesa di 1 milione di euro per gli anni 2007 e 2008. A valere
sull’autorizzazione di spesa di cui al presente comma, una somma pari
a 50.000 euro per ciascun anno del triennio 2007-2009, e’ destinata
al finanziamento del Museo internazionale delle ceramiche di Faenza
di cui alla legge 17 febbraio 1968, n. 97.

938. L’utilizzo delle risorse di cui al comma 937 avviene secondo
i criteri e le modalita’ di utilizzo di cui al decreto del Ministro
delle attivita’ produttive 16 maggio 2003, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2003.

939. All’articolo 2, comma 85, del decreto-legge 3 ottobre 2006,
n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006,
n. 286, e’ aggiunto, in fine, il seguente capoverso:

“5-ter. L’affidamento dei servizi di distribuzione
carbolubrificanti e delle attivita’ commerciali e ristorative nelle
aree di servizio delle reti autostradali, in deroga rispetto a quanto
previsto nelle lettere c) ed f) del comma 5, avviene secondo i
seguenti principi:
a) verifica preventiva della sussistenza delle capacita’
tecnico-organizzative ed economiche dei concorrenti allo scopo di
garantire un adeguato livello e la regolarita’ del servizio, secondo
quanto disciplinato dalla normativa di settore;
b) valutazione delle offerte dei concorrenti che valorizzino
l’efficienza, la qualita’ e la varieta’ dei servizi, gli investimenti
in coerenza con la durata degli affidamenti e la pluralita’ dei
marchi. I processi di selezione devono assicurare una prevalente
importanza al progetto tecnico-commerciale rispetto alle condizioni
economiche proposte;
c) modelli contrattuali idonei ad assicurare la competitivita’
dell’offerta in termini di qualita’ e disponibilita’ dei servizi
nonche’ dei prezzi dei prodotti oil e non oil”.

940. Al fine di garantire i livelli occupazionali del Parco
nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga e del Parco nazionale
della Maiella e’ erogata a favore dell’ente Parco Nazionale del Gran
Sasso e dei Monti della Laga e dell’ente Parco nazionale della
Maiella la somma di euro 2.000.000, a decorrere dall’anno 2007, per
consentire la stabilizzazione del personale fuori ruolo operante
presso tali enti. Le relative stabilizzazioni sono effettuate nei
limiti delle risorse assegnate con il presente comma e nel rispetto
delle normative vigenti in materia di assunzioni, anche in
soprannumero. I rapporti di lavoro in essere con il personale che
presta attivita’ professionale e collaborazione presso gli enti Parco
sono regolati, sulla base di nuovi contratti che verranno stipulati,
a decorrere dal 1° gennaio 2007 fino alla definitiva stabilizzazione
del suddetto personale e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2008. Al
relativo onere si provvede attraverso riduzione del fondo di cui al
comma 96 dell’articolo 1 della legge 30 dicembre 2004, n. 311.

941. In relazione a quanto previsto dal comma 61 dell’articolo 4
della legge 24 dicembre 2003, n. 350, al secondo periodo del comma 49
del medesimo articolo 4, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:
“incluso l’uso fallace o fuorviante di marchi aziendali ai sensi
della disciplina sulle pratiche commerciali ingannevoli”.

942. Allo scopo di potenziare l’attivita’ di promozione e sviluppo
del “made in Italy”, anche attraverso l’acquisizione di beni
strumentali ad elevato contenuto tecnologico e l’ammodernamento degli
impianti gia’ esistenti, e’ concesso, a favore degli enti fieristici,
un contributo nel limite massimo complessivo di 10 milioni di euro
per l’anno 2007 a valere sulle disponibilita’ di cui all’articolo
14-vicies semel del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115; convertito,
con modificazioni, dalla legge 17 agosto 2005, n. 168, che e’
contestualmente abrogato. Le modalita’, i criteri ed i limiti del
contributo sono definiti con decreto del Ministro dello sviluppo
economico entro due mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge.

943. Per le politiche generali concernenti le collettivita’
italiane all’estero, la loro integrazione, l’informazione,
l’aggiornamento e la promozione culturale a loro favore, la
valorizzazione del ruolo degli imprenditori italiani all’estero
nonche’ il coordinamento delle iniziative relative al rafforzamento e
alla razionalizzazione della rete consolare, e’ autorizzata la spesa
di 24 milioni di euro per l’anno 2007 e 14 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2008 e 2009.

944. Per la prosecuzione degli interventi per la salvaguardia di
Venezia di cui alla legge 5 febbraio 1992, n. 139, e successive
modificazioni, e’ autorizzata la spesa di 85 milioni di euro per
l’anno 2007 e 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009,
da ripartire secondo le modalita’ di cui al comma 2 dell’articolo 3
della legge 3 agosto 1998, n. 295.

945. Per l’attuazione del Protocollo d’intesa tra il Governo
italiano e la regione autonoma Friuli-Venezia Giulia, e’ autorizzata
la spesa di 40 milioni di euro per l’anno 2007, finalizzata al
completamento del terzo lotto, secondo stralcio, tratto
Gattinara-Padriciano, della grande viabilita’ triestina.

946. All’articolo 49, primo comma, dello Statuto speciale della
regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31
gennaio 1963, n. 1, e successive modificazioni, l’alinea e’
sostituito dal seguente: “Spettano alla Regione le seguenti quote
fisse delle sottoindicate entrate tributarie erariali riscosse nel
territorio della Regione stessa:”.

947. In applicazione dell’articolo 15 del decreto legislativo 1°
aprile 2004, n. 111, ed al fine di rendere efficaci le disposizioni
ivi contenute, ad eccezione di quelle di cui all’articolo 9, comma 7,
del medesimo decreto relative ai servizi di trasporto ferroviario
interregionale, da definire previa intesa fra il Ministero dei
trasporti e le regioni Friuli-Venezia Giulia e Veneto, i cui oneri
saranno quantificati con successivo provvedimento, al numero 4) del
primo comma dell’articolo 49 dello Statuto speciale della regione
Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio
1963, n. 1, e successive modificazioni, le parole: “otto decimi” sono
sostituite dalle seguenti: “9,1 decimi”.

948. L’efficacia delle disposizioni di cui ai commi 946 e 947
decorre dal 1° gennaio 2008; conseguentemente, sono ridotte le
seguenti autorizzazioni di spesa per gli importi sotto indicati:
a) stato di previsione del Ministero dei trasporti: legge 23
dicembre 2005, n. 266, articolo 1, comma 15, per l’importo di euro
1.875.000;
b) stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze: legge 23 dicembre 2005, n. 266, articolo 1, comma 15, per
l’importo di euro 68.408.000.

949. Per la prosecuzione degli interventi per Roma-capitale della
Repubblica, di cui alla legge 15 dicembre 1990, n. 396, e successive
modificazioni, e’ autorizzata la spesa di 212,5 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2007 e 2008 e di 170 milioni di euro per l’anno
2009.

950. Per il finanziamento della promozione della candidatura
italiana all’Esposizione universale del 2015 da parte della
Presidenza del Consiglio dei ministri, d’intesa con il Ministero
degli affari esteri, e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per
l’anno 2007 e di 1 milione di euro per l’anno 2008.

951. Per la partecipazione dell’Italia all’Esposizione
internazionale di Saragozza del 2008 e’ autorizzata la spesa di 2
milioni di euro per l’anno 2007, di 3,8 milioni di euro per l’anno
2008 e di 450.000 euro per l’anno 2009.

952. Per la partecipazione dell’Italia all’Esposizione universale
di Shanghai 2010 e’ autorizzata la spesa di 800.000 euro per l’anno
2007, di 1,25 milioni di euro per l’anno 2008 e di 7 milioni di euro
per l’anno 2009.

953. Per la partecipazione dell’Italia alle Esposizioni di
Saragozza 2008 e Shanghai 2010 sono istituiti, rispettivamente, un
Commissariato per l’Esposizione di Saragozza 2008 e un Commissariato
generale per l’Esposizione di Shanghai 2010. Essi cessano di operare
entro nove mesi dalla chiusura delle relative Esposizioni, dopo la
presentazione dei rendiconti finali delle spese di cui,
rispettivamente, ai commi 951 e 952.

954. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze e con il Ministro del
commercio internazionale, sono nominati il Commissario del Governo
per l’Esposizione di Saragozza 2008 ed il Commissario generale del
Governo per l’Esposizione di Shanghai 2010.

955. Con decreto del Ministro degli affari esteri, sono altresi’
nominati i Segretari generali del Commissariato e del Commissariato
generale, scelti tra i funzionari della carriera diplomatica con il
grado di ministro plenipotenziario, i quali esercitano le loro
funzioni in raccordo con i rispettivi Commissari, sostituendoli in
caso di assenza o di impedimento.

956. Il Commissario e il Commissario generale gestiscono i fondi
di cui, rispettivamente, ai commi 951 e 952 e ordinano le spese da
effettuare in Italia e all’estero per la partecipazione dell’Italia,
nonche’ le spese per le manifestazioni a carattere scientifico,
culturale ed artistico collegate alle finalita’ delle esposizioni. Il
Commissario e il Commissario generale, nello svolgimento dei loro
compiti, sono autorizzati a derogare alle vigenti disposizioni di
contabilita’ generale dello Stato in materia di contratti. Il
Commissario e il Commissario generale presentano al Ministero degli
affari esteri il preventivo delle spese e, entro nove mesi dalla data
di chiusura delle rispettive esposizioni, i rendiconti finali delle
spese sostenute.

957. Nello svolgimento delle proprie funzioni, il Commissario e il
Commissario generale si avvalgono ciascuno del supporto di un
dirigente di prima fascia ovvero di un dirigente incaricato di
funzioni dirigenziali generali ai sensi dell’articolo 19, comma 4,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni, anche in deroga all’articolo 3, comma 147, della legge
24 dicembre 2003, n. 350, nominato dal Ministero degli affari esteri
tra gli appartenenti al proprio ruolo dirigenziale, con funzioni di
direttore amministrativo, e di cinque unita’ di personale dipendente
dal medesimo Ministero ovvero dalle amministrazioni pubbliche di cui
all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, e successive modificazioni, in posizione di comando o in
altre posizioni analoghe, secondo i rispettivi ordinamenti. Le
strutture di supporto al Commissario e al Commissario generale
comprendono altresi’ personale assunto con contratto a tempo
determinato, che ha diritto a un trattamento onnicomprensivo a carico
del Commissariato o del Commissariato generale commisurato a quello
stabilito dalle norme dello Stato ospitante nell’ambito delle
Esposizioni. Tale personale, ove assunto in Italia, ha diritto
altresi’ al rimborso delle spese di viaggio ed alloggio nelle sedi
espositive, esclusa ogni indennita’ di missione. Il Commissario e il
Commissario generale possono avvalersi di consulenti in possesso di
specifiche professionalita’.

958. Il Commissario e il Commissario generale, se dipendenti dalle
pubbliche amministrazioni, i Segretari generali e i direttori
amministrativi sono collocati per tutta la durata dell’incarico nella
posizione di fuori ruolo o in posizione analoga secondo i rispettivi
ordinamenti, in eccedenza alle quote stabilite dal decreto del
Presidente della Repubblica 30 aprile 1958, n. 571, e successive
modificazioni, o da qualsiasi altra disposizione legislativa o
regolamentare.

959. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con
il Ministro dell’ economia e delle finanze, e’ stabilita l’indennita’
spettante al Commissario, al Commissario generale, ai Segretari
generali, ai direttori amministrativi ed al restante personale di cui
al comma 957, per l’intero periodo di svolgimento delle funzioni,
dovunque svolte, dalla data di conferimento dell’incarico. Tale
indennita’ non ha natura retributiva e tiene conto della delicatezza
dell’incarico, dei relativi oneri e dell’intensita’ dell’impegno
lavorativo. Essa non puo’ essere superiore a quelle spettanti ai
corrispondenti gradi del personale appartenente ai ruoli della
carriera diplomatica, di quella dirigenziale e delle altre carriere
del Ministero degli affari esteri e si aggiunge, per il personale
dipendente da pubbliche amministrazioni, alle competenze stipendiali
di base metropolitane.

960. Per i periodi di servizio prestati fuori sede e’ corrisposto
ai soggetti di cui ai commi 954, 955 e 957 il rimborso delle sole
spese di viaggio, in conformita’ alle disposizioni vigenti.

961. Con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze, e’ nominato un collegio di
tre revisori dei conti, scelti tra i dirigenti dei rispettivi
Ministeri, dei quali uno designato dal Ministro dell’economia e delle
finanze, con funzioni di presidente, e due designati rispettivamente
dal Ministro degli affari esteri e dal Ministro del commercio
internazionale.

962. Agli oneri derivanti dai commi da 953 a 961 si provvede nell’
ambito delle autorizzazioni di spesa di cui ai commi 951 e 952.

963. A decorrere dall’anno 2007 e fino alla revisione del sistema
dei trasferimenti erariali agli enti locali, il contributo previsto
dall’articolo 1 della legge 25 novembre 1964, n. 1280, da ultimo
rideterminato dall’articolo 9, comma 1, della legge 16 dicembre 1999,
n. 494, e confluito nel fondo consolidato di cui all’articolo 39,
comma 1, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, e’
incrementato di 175 milioni di euro annui.

964. Per la prosecuzione degli interventi relativi al Sistema
“Alta Velocita/Alta Capacita’” della linea Torino-Milano-Napoli e’
autorizzata la spesa complessiva di 8.100 milioni di euro nel periodo
2007-2021, di cui 400 milioni per l’anno 2007, 1.300 milioni per
l’anno 2008, 1.600 milioni per l’anno 2009 e 4.800 milioni per il
periodo 2010-2021, in ragione di 400 milioni di euro annui. Le somme
di cui al precedente periodo sono interamente impegnabili a decorrere
dal primo anno di iscrizione.

965. Per la prosecuzione degli interventi alle linee trasversali
e, in particolare, per la progettazione definitiva del raddoppio
dell’intero tracciato della linea ferroviaria Parma-La Spezia
(Pontremolese), funzionale al rafforzamento del corridoio plurimodale
Tirreno-Brennero, e’ autorizzata la spesa di 24 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2007 e 2008.

966. Gli oneri per capitale ed interessi dei titoli emessi e dei
mutui contratti da Infrastrutture Spa fino alla data del 31 dicembre
2005 per il finanziamento degli investimenti per la realizzazione
della infrastruttura ferroviaria ad alta velocita’ “Linea
Torino-Milano-Napoli”, nonche’ gli oneri delle relative operazioni di
copertura, sono assunti direttamente a carico del bilancio dello
Stato. Fatti salvi i diritti dei creditori del patrimonio separato
costituito da Infrastrutture Spa sono abrogati il comma 1, ultimo
periodo, il comma 2, ultimo periodo, e il comma 4 dell’articolo 75
della legge 27 dicembre 2002, n. 289.

967. La Cassa depositi e prestiti Spa, in quanto succeduta ad
Infrastrutture Spa ai sensi dell’articolo 1, comma 79, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, promuove le iniziative necessarie per la
liquidazione del patrimonio separato costituito da Infrastrutture
Spa. A seguito della predetta liquidazione cessa la destinazione dei
crediti e proventi di cui al comma 4 dell’articolo 75 della legge 27
dicembre 2002, n. 289, e sono estinti i debiti di Ferrovie dello
Stato Spa e di societa’ del Gruppo relativi al citato patrimonio
separato sia nei confronti del patrimonio separato stesso sia nei
confronti dello Stato.

968. L’assunzione degli oneri a carico del bilancio dello Stato di
cui al comma 966 nonche’ l’estinzione dei debiti di Ferrovie dello
Stato Spa e di societa’ del gruppo di cui al comma 967 si considerano
fiscalmente irrilevanti.

969. I criteri e le modalita’ di assunzione da parte dello Stato
degli oneri di cui al comma 966, di liquidazione del patrimonio
separato di cui al comma 967, nonche’ i criteri di attuazione del
comma 964, sono determinati con uno o piu’ decreti di natura non
regolamentare del Ministro dell’economia e delle finanze.

970. Al comma 8 dell’articolo 17 del decreto legislativo 8 luglio
2003, n. 188, dopo il primo periodo, e’ inserito il seguente:
“L’incremento annuo del canone dovuto per l’utilizzo
dell’infrastruttura ferroviaria Alta Velocita/Alta Capacita’ non
dovra’ comunque essere inferiore al 2 per cento”.

971. E autorizzata la spesa di euro 400 milioni per l’anno 2007 da
riconoscere a Trenitalia Spa, a titolo di contributo per la
remunerazione degli obblighi di servizio pubblico con lo Stato
forniti, ai sensi del regolamento (CEE) n. 1191/69 del Consiglio, del
26 giugno 1969, ed in conformita’ all’articolo 5 della direttiva
91/440/CEE del Consiglio, del 29 luglio 1991, fino al 2003.

972. Ai fini del rimborso degli interessi e della restituzione
delle quote capitale dei mutui accesi in applicazione del
decreto-legge 7 dicembre 1993, n. 505, convertito, dalla legge 29
gennaio 1994, n. 78, per il triennio 2007-2009, e’ posto a carico
dello Stato, per l’importo annuo di 27 milioni di euro, l’onere per
il servizio del debito gia’ contratto nei confronti di Infrastrutture
Spa, per il periodo dal 1° agosto 2006 al 31 dicembre 2007 in
relazione alla realizzazione del “Sistema alta velocita/alta
capacita’”.

973. E’ autorizzata la spesa complessiva di euro 311 milioni per
l’anno 2007, in relazione all’adeguamento dei corrispettivi per gli
oneri di servizio pubblico sostenuti in attuazione dei contratti di
servizio con le regioni di cui all’articolo 9 del decreto legislativo
19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni, e al relativo
decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 novembre 2000,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 303
del 30 dicembre 2000, ed all’articolo 52 della legge 23 dicembre
2000, n. 388, ivi compreso il recupero del tasso di inflazione
programmata degli anni precedenti.

974. A copertura degli investimenti relativi alla rete
tradizionale dell’infrastruttura ferroviaria nazionale e’ autorizzata
l’ulteriore spesa di 1.600 milioni di euro per ciascuno degli anni
2007 e 2008; tale maggiore spesa e’ destinata, in misura non
inferiore al 50 per cento, agli investimenti nella rete regionale e
locale.

975. Il comma 84 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2005,
n. 266, e’ sostituto dal seguente:

“84. Sono concessi, ai sensi dell’articolo 4, comma 177, della
legge 24 dicembre 2003, n. 350, e successive modificazioni, a
Ferrovie dello Stato Spa o a societa’ del gruppo contributi
quindicennali di 100 milioni di euro annui a decorrere dal 2006 per
la prosecuzione degli interventi relativi al sistema alta
velocita/alta capacita’ Torino-Milano-Napoli e di 100 milioni di euro
annui a decorrere dal 2007 a copertura degli investimenti relativi
alla rete tradizionale dell’infrastruttura ferroviaria nazionale”.

976. A valere sulle risorse di cui al comma 974, la somma di 20
milioni di euro per ciascuno degli anni 2007 e 2008 e’ destinata
specificamente all’ammodernamento della tratta ferroviaria
Aosta-Chivasso.

977. Per la prosecuzione degli interventi di realizzazione delle
opere strategiche di preminente interesse nazionale di cui alla legge
21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni, e’ autorizzata
la concessione di contributi quindicennali di 100 milioni di euro a
decorrere da ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, di cui 5 milioni
di euro a decorrere dall’anno 2007 per le esigenze infrastrutturali
delle capitanerie di porto.

978. Per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 e’ altresi’
autorizzato un contributo di 3 milioni di euro per consentire lo
sviluppo del programma di potenziamento ed adeguamento delle
infrastrutture del Corpo delle capitanerie di porto – guardia
costiera.

979. Per assicurare il concorso dello Stato al completamento della
realizzazione delle opere infrastrutturali della Pedemontana
lombarda, a valere sulle risorse di cui al comma 977, e’ autorizzato
un contributo quindicennale di 10 milioni di euro a decorrere
dall’anno 2007, di 30 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008 e di
40 milioni di euro a decorrere dall’anno 2009. A tal fine le funzioni
ed i poteri di soggetto concedente e aggiudicatore attribuiti ad ANAS
Spa per la realizzazione dell’autostrada Pedemontana Lombarda,
dell’autostrada diretta Brescia-Bergamo-Milano, delle tangenziali
esterne di Milano, sono trasferiti da ANAS Spa medesima ad un
soggetto di diritto pubblico che subentra in tutti i diritti attivi e
passivi inerenti alla realizzazione delle infrastrutture autostradali
e che viene appositamente costituito in forma societaria e
partecipato dalla stessa ANAS Spa e dalla regione Lombardia o da
soggetto da essa interamente partecipato. Sempre a valere sugli
importi di cui al comma 977, e’ altresi’ autorizzato un contributo
quindicennale di 3 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007, di 6
milioni di euro a decorrere dall’anno 2008 e di 6 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2009 per la realizzazione del tratto della
metropolitana di Milano M4 Lorenteggio-Linate. A valere sul medesimo
stanziamento una quota e’ destinata al potenziamento della rete
ferroviaria locale lombarda con priorita’ per le tratte ad alta
frequentazione adibite al trasporto dei pendolari.

980. Le quote dei limiti di impegno, autorizzati dall’articolo 13,
comma 1, della legge 1° agosto 2002, n. 166, e successivo
finanziamento a carico dell’articolo 4, comma 176, della legge 24
dicembre 2003, n. 350, decorrenti dagli anni 2003, 2004 e 2005, non
impegnate al 31 dicembre 2006, costituiscono economie di bilancio e
sono reiscritte nella competenza degli esercizi successivi a quelli
terminali dei rispettivi limiti.

981. Per assicurare il concorso dello Stato al completamento della
realizzazione delle opere infrastrutturali della Pedemontana di
Formia di cui alla delibera CIPE n. 98/06 del 29 marzo 2006, a valere
sulle risorse di cui all’articolo 2, comma 92, del decreto-legge 3
ottobre 2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2006, n. 286, che sono corrispondentemente ridotte, e’
autorizzato un contributo quindicennale di 5 milioni di euro a
decorrere dal 2007. A tal fine, il completamento della progettazione
e della relativa attivita’ esecutiva, relativamente alla
realizzazione dell’opera, puo’ avvenire anche attraverso affidamento
di ANAS Spa ad un organismo di diritto pubblico, costituito in forma
societaria e partecipato dalla stessa societa’ e dalla provincia di
Latina. Con atto convenzionale e’ disciplinato il subentro nei
rapporti attivi e passivi inerenti alla realizzazione delle predette
opere infrastrutturali.

982. Per assicurare l’autonomia finanziaria alle autorita’
portuali nazionali e promuovere 1′ autofinanziamento delle attivita’
e la razionalizzazione della spesa, anche al fine di finanziare gli
interventi di manutenzioni ordinaria e straordinaria delle parti
comuni nell’ambito portuale, con priorita’ per quelli previsti nei
piani triennali gia’ approvati, ivi compresa quella per il
mantenimento dei fondali, sono attribuiti a ciascuna autorita’
portuale, a decorrere dall’anno 2007, per la circoscrizione
territoriale di competenza:
a) il gettito della tassa erariale di cui all’articolo 2, primo
comma, del decreto-legge 28 febbraio 1974, n. 47, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 aprile 1974, n. 117, e successive
modificazioni;
b) il gettito della tassa di ancoraggio di cui al capo I del
titolo I della legge 9 febbraio 1963, n. 82, e successive
modificazioni.

983. A decorrere dall’anno 2007 e’ istituito presso il Ministero
dei trasporti un fondo perequativo dell’ammontare di 50 milioni di
euro, la cui dotazione e’ ripartita annualmente tra le autorita’
portuali secondo criteri fissati con decreto del Ministro dei
trasporti, al quale compete altresi’ il potere di indirizzo e
verifica dell’attivita’ programmatica delle autorita’ portuali. A
decorrere dall’anno 2007 sono conseguentemente soppressi gli
stanziamenti destinati alle autorita’ portuali per manutenzioni
dei porti.

984. Le autorita’ portuali sono autorizzate all’applicazione di
una addizionale su tasse, canoni e diritti per l’espletamento dei
compiti di vigilanza e per la fornitura di servizi di sicurezza
previsti nei piani di sicurezza portuali.

985. Resta ferma l’attribuzione a ciascuna autorita’ portuale del
gettito della tassa sulle merci sbarcate e imbarcate di cui al capo
III del titolo II della legge 9 febbraio 1963, n. 82, e successive
modificazioni, e all’articolo 1 della legge 5 maggio 1976, n. 355.

986. Le disposizioni di cui alle lettere a) e b) del comma 982,
nonche’ quelle di cui al comma 985 si interpretano nel senso che le
navi che compiono operazioni commerciali e le merci imbarcate e
sbarcate nell’ambito di porti, rade o spiagge dello Stato, in zone o
presso strutture di ormeggio, quali banchine, moli, pontili,
piattaforme, boe, torri e punti di attracco, in qualsiasi modo
realizzati, sono soggette alla tassa di ancoraggio e alle tasse sulle
merci.

987. Gli uffici doganali provvedono alla riscossione delle tasse
di cui ai commi 982, 984 e 985 senza alcun onere per gli enti cui e’
devoluto il relativo gettito.

988. In conseguenza del regime di autonomia finanziaria delle
autorita’ portuali ad esse non si applica il disposto dell’articolo
1, comma 57, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e si applica il
sistema di tesoreria mista di cui all’articolo 7 del decreto
legislativo 7 agosto 1997, n. 279. Le somme giacenti al 31 dicembre
2006 nei sottoconti fruttiferi possono essere prelevate in due
annualita’ nel mese di giugno negli anni 2007 e 2008.

989. Ai fini della definizione del sistema di autonomia
finanziaria delle autorita’ portuali, il Governo e’ autorizzato ad
adottare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, un regolamento, ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, volto a rivedere la disciplina
delle tasse e dei diritti marittimi di cui alla legge 9 febbraio
1963, n. 82, e successive modificazioni, al decreto-legge 28 febbraio
1974, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 aprile
1974, n. 117, ed alla legge 5 maggio 1976, n. 355, nonche’ i criteri
per la istituzione delle autorita’ portuali e la verifica del
possesso dei requisiti previsti per la conferma o la loro eventuale
soppressione, tenendo conto della rilevanza nazionale ed
internazionale dei porti, del collegamento con le reti strategiche
nazionali ed internazionali, del volume dei traffici e della
capacita’ di autofinanziamento.

990. Al fine del completamento del processo di autonomia
finanziaria delle autorita’ portuali, con decreto adottato di
concerto tra il Ministero dei trasporti, il Ministero dell’economia e
delle finanze e il Ministero delle infrastrutture, e’ determinata,
per i porti rientranti nelle circoscrizioni territoriali delle
autorita’ portuali, la quota dei tributi diversi dalle tasse e
diritti portuali da devolvere a ciascuna autorita’ portuale, al fine
della realizzazione di opere e servizi previsti nei rispettivi piani
regolatori portuali e piani operativi triennali con contestuale
soppressione dei trasferimenti dello Stato a tal fine.

991. E’ autorizzato un contributo di 10 milioni di euro per
quindici anni a decorrere dall’anno 2007, a valere sulle risorse per
la realizzazione delle opere strategiche di preminente interesse
nazionale di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive
modificazioni, per la realizzazione di grandi infrastrutture portuali
che risultino immediatamente cantierabili. Con il decreto di cui al
comma 990, previa acquisizione dei corrispondenti piani finanziari
presentati dalle competenti autorita’ portuali e garantiti con idonee
forme fideiussorie dai soggetti gestori che si impegnano altresi’ a
farsi carico di una congrua parte dell’investimento, sono stabilite
le modalita’ di attribuzione del contributo.

992. Ai sensi e per gli effetti dell’articolo 3, comma 13, del
decreto-legge 27 aprile 1990, n. 90, convertito, con modificazioni,
dalla legge 26 giugno 1990, n. 165, la realizzazione in porti gia’
esistenti di opere previste nel piano regolatore portuale e nelle
relative varianti ovvero qualificate come adeguamenti
tecnico-funzionali sono da intendersi quali attivita’ di ampliamento,
ammodernamento e riqualificazione degli stessi.

993. Gli atti di concessione demaniale rilasciati dalle autorita’
portuali, in ragione della natura giuridica di enti pubblici non
economici delle autorita’ medesime, restano assoggettati alla sola
imposta proporzionale di registro ed i relativi canoni non
costituiscono corrispettivi imponibili ai fini dell’imposta sul
valore aggiunto. Gli atti impositivi o sanzionatori fondati
sull’applicazione dell’imposta sul valore aggiunto ai canoni
demaniali marittimi introitati dalle autorita’ portuali perdono
efficacia ed i relativi procedimenti tributari si estinguono.

994. E’ autorizzato un contributo di 15 milioni di euro annui per
quindici anni a decorrere dall’anno 2007, a valere sulle risorse per
la realizzazione delle opere strategiche di preminente interesse
nazionale, di cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive
modificazioni; quale contributo per i mutui contratti nell’anno 2007
per la realizzazione di grandi infrastrutture portuali che risultino
immediatamente cantierabili.

995. Con decreto del Ministro dei trasporti, da adottare d’intesa
con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabilite le
disposizioni attuative del comma 994 al fine di assicurare il
rispetto del limite di spesa di cui al medesimo comma 994.

996. All’articolo 5 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, dopo il
comma 11 sono aggiunti i seguenti:

“11-bis. Nei siti oggetto di interventi di bonifica di interesse
nazionale ai sensi dell’articolo 252 del decreto legislativo 3 aprile
2006, n. 152, il cui perimetro comprende in tutto o in parte la
circoscrizione dell’Autorita’ portuale, le operazioni di dragaggio
possono essere svolte anche contestualmente alla predisposizione del
progetto relativo alle attivita’ di bonifica. Al fine di evitare che
tali operazioni possano pregiudicare la futura bonifica del sito, il
progetto di dragaggio, basato su tecniche idonee ad evitare la
dispersione del materiale, e’ presentato dall’Autorita’ portuale, o
laddove non istituita, dall’ente competente, al Ministero delle
infrastrutture, che lo approva entro trenta giorni sotto il profilo
tecnico-economico e lo trasmette al Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare per l’approvazione definitiva. Il
decreto di approvazione del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare deve intervenire entro trenta giorni dalla
suddetta trasmissione. Il decreto di autorizzazione produce gli
effetti previsti dal comma 6 del citato articolo 252 del decreto
legislativo 3 aprile 2006, n. 152, nonche’, limitatamente alle
attivita’ di dragaggio inerenti al progetto, gli effetti previsti dal
comma 7 dello stesso articolo.
11-ter. I materiali derivanti dalle attivita’ di dragaggio, che
presentano caratteristiche chimiche, fisiche e microbiologiche,
analoghe al fondo naturale con riferimento al sito di prelievo e
idonee con riferimento al sito di destinazione, nonche’ non
esibiscono positivita’ a test ecotossicologici, possono essere
immessi o refluiti in mare ovvero impiegati per formare terreni
costieri, su autorizzazione del Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, che provvede nell’ambito del
procedimento di cui al comma 11-bis. Restano salve le eventuali
competenze della regione territorialmente interessata. I materiali di
dragaggio aventi le caratteristiche di cui sopra possono essere
utilizzati anche per il ripascimento degli arenili, su autorizzazione
della regione territorialmente competente.
11-quater. I materiali derivanti dalle attivita’ di dragaggio e
di bonifica, se non pericolosi all’origine o a seguito di trattamenti
finalizzati esclusivamente alla rimozione degli inquinanti, ad
esclusione quindi dei processi finalizzati all’immobilizzazione degli
inquinanti stessi, come quelli di solidificazione/stabilizzazione,
possono essere refluiti, su autorizzazione della regione
territorialmente competente, all’interno di casse di colmata, di
vasche di raccolta, o comunque di strutture di contenimento poste in
ambito costiero, il cui progetto e’ approvato dal Ministero delle
infrastrutture, d’intesa con il Ministero dell’ ambiente e della
tutela del territorio e del mare. Le stesse devono presentare un
sistema di impermeabilizzazione naturale o completato artificialmente
al perimetro e sul fondo, in grado di assicurare requisiti di
permeabilita’ almeno equivalenti a: K minore o uguale 1,0 x 10-9 m/s
e spessore maggiore o uguale a 1 m. Nel caso in cui al termine delle
attivita’ di refluimento, i materiali di cui sopra presentino livelli
di inquinamento superiori ai valori limite di cui alla tabella 1,
allegato 5, parte quarta, titolo V, del decreto legislativo n. 152
del 2006 deve essere attivata la procedura di bonifica dell’area
derivante dall’ attivita’ di colmata in relazione alla destinazione
d’uso.
11-quinquies. L’idoneita’ del materiale dragato ad essere gestito
secondo quanto previsto ai commi 11-ter e 11-quater viene verificata
mediante apposite analisi da effettuare nel sito prima del dragaggio
sulla base di metodologie e criteri stabiliti con apposito decreto
del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
da adottare entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in
vigore della presente disposizione. In caso di realizzazione,
nell’ambito dell’intervento di dragaggio, di strutture adibite al
deposito temporaneo di materiali derivanti dalle attivita’ di
dragaggio nonche’ dalle operazioni di bonifica, prima della loro
messa a dimora definitiva, il termine massimo di deposito e’ fissato
in trenta mesi senza limitazione di quantitativi, assicurando il non
trasferimento degli inquinanti agli ambienti circostanti. Sono fatte
salve le disposizioni adottate per la salvaguardia della Laguna di
Venezia.
11-sexies. Si applicano le previsioni della vigente normativa
ambientale nell’eventualita’ di una diversa destinazione e gestione a
terra dei materiali derivanti dall’attivita’ di dragaggio”.

997. All’articolo 8, comma 3, della legge 28 gennaio 1994, n. 84,
la lettera m) e’ sostituita dalla seguente:

“m) assicura la navigabilita’ nell’ ambito portuale e provvede al
mantenimento ed approfondimento dei fondali, fermo restando quanto
disposto dall’articolo 5, commi 8 e 9. Ai fini degli interventi di
escavazione e manutenzione dei fondali puo’ indire, assumendone la
presidenza, una conferenza di servizi con le amministrazioni
interessate da concludersi nel termine di sessanta giorni. Nei casi
indifferibili di necessita’ ed urgenza puo’ adottare provvedimenti di
carattere coattivo. Resta fermo quanto previsto all’articolo 5, commi
11-bis e seguenti, ove applicabili”.

998. Ai fini di completare il processo di liberalizzazione del
settore del cabotaggio marittimo e di privatizzare le societa’
esercenti i servizi di collegamento ritenuti essenziali peri
finalita’ di cui all’articolo 8 della legge 20 dicembre 1974, n. 684,
e agli articoli 1 e 8 della legge 19 maggio 1975, n. 169, e
successive modificazioni, nuove convenzioni, con scadenza in data non
anteriore al 31 dicembre 2012, sono stipulate, nei limiti degli
stanziamenti di bilancio a legislazione vigente, con dette societa’
entro il 30 giugno 2007. A tal fine e’ autorizzata la spesa di 50
milioni di euro a decorrere dall’anno 2009.

999. Le convenzioni di cui al comma precedente sono stipulate,
sulla base dei criteri stabiliti dal CIPE, dal Ministro dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze,
e determinano le linee da servire, le procedure e i tempi di
liquidazione del rimborso degli oneri di servizio pubblico,
introducendo meccanismi di efficientamento volti a ridurre i costi
del servizio per l’utenza, nonche’ forme di flessibilita’ tariffaria
non distorsive della concorrenza. Le convenzioni sono notificate alla
Commissione europea per la verifica della loro compatibilita’ con il
regime comunitario. Nelle more degli adempimenti comunitari si
applicano le convenzioni attualmente in vigore.

1000. Sono abrogati:
a) gli articoli 11 e 12 della legge 5 dicembre 1986, n. 856;
b) i commi 1, 2 e 3 dell’articolo 9 del decreto-legge 4 marzo
1989, n. 77, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 maggio
1989, n. 160;
c) il secondo comma dell’articolo 8 e l’articolo 9 della legge 20
dicembre 1974, n. 684;
d) l’articolo 1 della legge 20 dicembre 1974, n. 684.

1001. All’articolo 1, primo comma, della legge 19 maggio 1975,
n. 169, dopo le parole: “partecipa in misura non inferiore al 51%”
sono aggiunte le seguenti: “fino all’attuazione del processo di
privatizzazione del gruppo Tirrenia e delle singole societa’ che ne
fanno parte”.

1002. Al fine di garantire gli interventi infrastrutturali volti
ad assicurare il necessario adeguamento strutturale, per
l’ampliamento del porto di Taranto il Ministro delle infrastrutture
procede ai sensi dell’articolo 163 del codice dei contratti pubblici
di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

1003. Per lo sviluppo delle filiere logistiche dei servizi ed
interventi concernenti porti con connotazioni di hub portuali di
interesse nazionale, nonche’ per il potenziamento dei servizi
mediante interventi finalizzati allo sviluppo dell’intermodalita’ e
delle attivita’ di transhipment, e’ autorizzato un contributo di 100
milioni di euro per l’anno 2008 da iscrivere nello stato di
previsione della spesa del Ministero dei trasporti. Il Ministro dei
trasporti, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
definisce con proprio decreto, adottato ai sensi dell’articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, i criteri e le
caratteristiche per la individuazione degli hub portuali di interesse
nazionale.

1004. Le risorse di cui al comma 1003 sono finalizzate, fino alla
concorrenza del 50 per cento, ad assicurare lo sviluppo del porto di
Gioia Tauro, quale piattaforma logistica del Mediterraneo in aggiunta
ai porti gia’ individuati, tra i quali quello di Augusta e il porto
canale di Cagliari, nonche’ al fine di incentivare la localizzazione
nella relativa area portuale di attivita’ produttive anche in regime
di zona franca in conformita’ con la legislazione comunitaria vigente
in materia.

1005. Per l’adozione del piano di sviluppo e di potenziamento dei
sistemi portuali di interesse nazionale e per la determinazione
dell’importo di spesa destinato a ciascuno di essi, e’ istituito un
apposito Comitato composto dal Ministro dei trasporti, dal Ministro
dell’interno, dal Ministro dell’economia e delle finanze, dal
Ministro dello sviluppo economico, dal Ministro delle infrastrutture,
dal Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
dal Ministro dell’universita’ e della ricerca nonche’ dai presidenti
delle regioni interessate. Il Comitato, presieduto dal Presidente del
Consiglio dei ministri o, per sua delega, dal Ministro dei trasporti,
approva il piano di sviluppo, su proposta del Ministro dei trasporti.

1006. Le somme di cui al comma 1003 non utilizzate dai soggetti
attuatori al termine della realizzazione delle opere, comprese quelle
provenienti dai ribassi d’asta, sono versate all’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnate, con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, ad apposito capitolo da istituire
nello stato di previsione del Ministero dei trasporti per gli
interventi di cui ai commi 1003, 1004 e 1005.

1007. Agli interventi realizzati ai sensi dei commi 1003, 1004 e
1005 si applicano le disposizioni della parte II, titolo I, capo N,
sezione II, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori,
servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006,
n. 163.

1008. Al fine di garantire la prosecuzione degli interventi e
delle opere di ricostruzione nelle zone colpite dagli eventi sismici
nel territorio del Molise e nel territorio della provincia di Foggia,
e, in particolare, delle esigenze ricostruttive del comune di San
Giuliano di Puglia, si provvede alla ripartizione delle risorse
finanziarie destinando il 50 per cento delle risorse stesse al comune
di San Giuliano di Puglia e il restante 50 per cento ai rimanenti
comuni con precedenza ai comuni del cratere mediante ordinanze del
Presidente del Consiglio dei ministri adottate ai sensi dell’articolo
5, comma 2, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in modo da
garantire ai comuni colpiti dal predetto sisma risorse nel limite di
85 milioni di euro per l’anno 2007 e di 35 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2008 e 2009, a valere sull’autorizzazione di
spesa di cui al decreto-legge 3 maggio 1991, n. 142, convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 luglio 1991, n. 195, che e’ a tal fine
integrata di 80 milioni di euro per l’anno 2007 e di 30 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009. Gli interventi di
ricostruzione finanziati a valere sulle predette risorse finanziarie
sono adottati in coerenza con i programmi gia’ previsti da altri
interventi infrastrutturali statali.

1009. Ai fini della prosecuzione degli interventi previsti
dall’articolo 2 della legge 31 dicembre 1991, n. 433, e successive
modificazioni, e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, a favore dei comuni della Val
di Noto riconosciuti dall’UNESCO come patrimonio mondiale
dell’umanita’, titolari di programmi comunitari URBAN, che abbiano
una popolazione superiore a 30.000 abitanti e non siano capoluoghi di
provincia.

1010. Per le finalita’ di cui all’articolo 17, comma 5, della
legge 11 marzo 1988, n. 67, e’ autorizzata la spesa di 20 milioni di
euro per l’anno 2007, di 30 milioni di euro per l’anno 2008 e di 50
milioni di euro per l’anno 2009. Le risorse di cui al presente comma
possono essere utilizzate dai comuni beneficiari anche per le
finalita’ di cui al primo comma dell’articolo 18 della legge 7 marzo
1981, n. 64; in tal caso i rapporti tra il provveditorato per le
opere pubbliche ed i comuni interessati saranno disciplinati da
apposita convenzione. Dalla data di entrata in vigore della presente
legge non sono piu’ ammesse domande di contributo finalizzate alla
ricostruzione post terremoto.

1011. Ai soggetti destinatari dell’ordinanza del Presidente del
Consiglio dei ministri 10 giugno 2005, n. 3442, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 139 del 17 giugno 2005, interessati dalla
proroga dello stato di emergenza nella provincia di Catania,
stabilita per l’anno 2006 con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri 22 dicembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
n. 304 del 31 dicembre 2005, e’ consentita la definizione della
propria posizione entro il 30 giugno 2007, relativamente ad
adempimenti e versamenti, corrispondendo l’ammontare dovuto per
ciascun tributo e contributo a titolo di capitale, al netto dei
versamenti gia’ eseguiti a titolo di capitale ed interessi, diminuito
al 50 per cento, ferme restando le vigenti modalita’ di
rateizzazione. Per il ritardato versamento dei tributi e contributi
di cui al presente comma si applica l’istituto del ravvedimento
operoso di cui all’articolo 13 del decreto legislativo 18 dicembre
1997, n. 472, e successive modificazioni, ancorche’ siano state
notificate le cartelle esattoriali.

1012. Per la prosecuzione degli interventi nei territori delle
regioni Umbria e Marche colpiti dagli eventi sismici del settembre
1997, le risorse di cui al decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6,
convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, sono
integrate di un contributo annuo di 52 milioni di euro per l’anno
2007 e di 55 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, da
erogare alle medesime regioni secondo la ripartizione da effettuare
con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Una quota pari
a 17 milioni di euro per l’anno 2007 e’ riservata, quanto a 12
milioni di euro per la copertura degli oneri di cui all’articolo 14,
comma 14, e quanto a 5 milioni di euro per la copertura degli oneri
di cui all’articolo 12, comma 3, del citato decreto-legge. I termini
di recupero dei tributi e contributi sospesi di cui agli articoli 13
e 14, commi 1, 2 e 3, dell’ordinanza 28 settembre 1997, n. 2668,
all’articolo 2, comma 1, dell’ordinanza 22 dicembre 1997, n. 2728, e
all’articolo 2, comma 2, dell’ordinanza 30 dicembre 1998, n. 2908,
del Ministro dell’interno, delegato per il coordinamento della
protezione civile, e successive modificazioni, sono prorogati al 31
dicembre 2007. Ai relativi oneri, quantificati in 4 milioni di euro,
si provvede a valere sul contributo previsto per l’anno 2007.

1013. A valere sulle risorse di cui al comma 977, per la
prosecuzione degli interventi di ricostruzione nei territori delle
regioni Basilicata e Campania colpiti dagli eventi sismici del
1980-81, di cui alla legge 23 gennaio 1992, n. 32, e successive
modificazioni, e’ autorizzato un contributo quindicennale di 3,5
milioni di euro a decorrere da ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009,
da erogare, alle medesime regioni, secondo modalita’ e criteri di
ripartizione, determinati con decreto del Presidente del Consiglio
dei ministri.

1014. Per l’attuazione degli interventi a sostegno delle
popolazioni dei comuni della regione Marche, colpiti dagli eventi
alluvionali nell’anno 2006, a valere sulle risorse di cui al comma
977, e’ autorizzato un contributo quindicennale di 1,5 milioni di
euro, a decorrere da ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, da
erogare secondo modalita’ e criteri determinati con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri. Per il sostegno degli
interventi a favore delle popolazioni delle regioni Liguria e Veneto,
nonche’ della provincia di Vibo Valentia e del comune di Marigliano
in Campania colpite dagli eventi alluvionali e meteorologici
dell’anno 2006, e’ autorizzata altresi’ la spesa, per ciascuno degli
anni 2007, 2008 e 2009, di 10 milioni di euro complessivi. E
autorizzata inoltre la spesa di 5 milioni di euro per l’anno 2007 e
di 35 milioni di euro per gli anni 2007 e 2008 per la regione Umbria
colpita dagli eventi meteorologici nel novembre 2005 e per il ristoro
dei danni causati dall’esplosione verificatasi nell’oleificio “Umbra
olii”, nel comune di Campello sul Clitumno in provincia di Perugia.

1015. Per la prosecuzione degli interventi e delle opere di
ricostruzione nelle zone colpite dagli eventi alluvionali del luglio
2006 nel territorio della provincia di Vibo Valentia, e’ autorizzato
un contributo di 8 milioni di euro per l’anno 2007, da erogare ai
comuni interessati secondo la ripartizione da effettuare con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri.

1016. I fondi di cui alla legge 26 febbraio 1992, n. 211, e
successive modificazioni, destinati al cofinanziamento delle opere di
cui alla legge 21 dicembre 2001, n. 443, e successive modificazioni,
possono essere utilizzati per il finanziamento parziale dell’opera
intera, con le stesse modalita’ contabili e di rendicontazione
previste per i fondi stanziati ai sensi della citata legge n. 443 del
2001. Per il completamento del programma degli interventi di cui
all’articolo 9 della legge 26 febbraio 1992, n. 211, e’ autorizzata
una spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e
2009, destinata alla realizzazione di completamenti delle opere in
corso di realizzazione. Il Ministero dei trasporti provvede, sentita
la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano, ad un piano di riparto di
tali risorse, valutando le esigenze piu’ valide ed urgenti in tema di
trasporto.

1017. Nelle more dell’organico recepimento nell’ordinamento delle
disposizioni di cui alla direttiva 2006/38/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio, del 17 maggio 2006, che modifica la direttiva
1999/62/CE relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti
adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune
infrastrutture, con decreto del Presidente del Consiglio dei
ministri, da emanare su proposta del Ministro delle infrastrutture,
di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze e con il
Ministro dei trasporti, sentito il parere del Ministero dell’
ambiente e della tutela del territorio e del mare e delle competenti
Commissioni parlamentari, sono individuate le tratte della rete
stradale di rilievo nazionale e autostradale nelle quali sono attuate
le disposizioni recate dalla citata direttiva 2006/ 38/CE. Gli
introiti derivati dall’applicazione della direttiva 2006/38/CE sono
utilizzati per investimenti ferroviari.

1018. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge ANAS Spa predispone un nuovo piano
economico-finanziario, riferito all’intera durata della sua
concessione, nonche’ l’elenco delle opere infrastrutturali di nuova
realizzazione ovvero di integrazione e manutenzione di quelle
esistenti, che costituisce parte integrante del piano. Il piano e’
approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro dei
trasporti e il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare, sentite le competenti Commissioni parlamentari; con analogo
decreto e’ approvato l’aggiornamento del piano e dell’elenco delle
opere che ANAS Spa predispone ogni cinque anni. In occasione di tali
approvazioni e’ altresi’ sottoscritta una convenzione unica di cui il
nuovo piano ed i successivi aggiornamenti costituiscono parte
integrante, avente valore ricognitivo per tutto quanto non deriva dal
nuovo piano ovvero dai suoi aggiornamenti.

1019. Ferma l’attuale durata della concessione di ANAS Spa fino
alla data di perfezionamento della convenzione unica ai sensi del
comma 1018, all’articolo 7, comma 3, lettera d), del decreto-legge 8
luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8
agosto 2002, n. 178, le parole: “trenta anni” sono sostituite dalle
seguenti: “cinquanta anni”. In occasione del perfezionamento della
convenzione unica, il Ministro delle infrastrutture, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze, puo’ adeguare la durata
della concessione di ANAS Spa.

1020. A decorrere dal l° gennaio 2007 la misura del canone annuo
di cui all’articolo 10, comma 3, della legge 24 dicembre 1993,
n. 537, e’ fissata nel 2,4 per cento dei proventi netti dei pedaggi
di competenza dei concessionari. Il 42 per cento del predetto canone
e’ corrisposto direttamente ad ANAS Spa che provvede a dame distinta
evidenza nel piano economico-finanziario di cui al comma 1018 e che
lo destina alle sue attivita’ di vigilanza e controllo sui predetti
concessionari secondo direttive impartite dal Ministro delle
infrastrutture, volte anche al conseguimento della loro maggiore
efficienza ed efficacia. Il Ministero delle infrastrutture provvede,
nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio, all’esercizio
delle sue funzioni di indirizzo, controllo e vigilanza tecnica ed
operativa nei riguardi di ANAS Spa, nonche’ dei concessionari
autostradali, anche attraverso misure organizzative analoghe a quelle
previste dall’articolo 163, comma 3, del codice dei contratti
pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto
legislativo 12 aprile 2006, n. 163; all’alinea del medesimo comma 3
dell’articolo 163, le parole: “, ove non vi siano specifiche
professionalita’ interne,” sono soppresse. Le convenzioni accessive
alle concessioni in essere tra ANAS Spa ed i suoi concessionari sono
corrispondentemente modificate al fine di assicurare l’attuazione
delle disposizioni del presente comma.

1021. Il sovrapprezzo tariffario autostradale previsto, in
particolare, dagli articoli 15 della legge 12 agosto 1982, n. 531, e
successive modificazioni, e 11 della legge 29 dicembre 1990, n. 407,
e successive modificazioni, e’ soppresso. A decorrere dal l° gennaio
2007 e’ istituito, sulle tariffe di pedaggio di tutte le autostrade,
un sovrapprezzo il cui importo e’ pari: a) per le classi di pedaggio
A e B, a 2 millesimi di euro a chilometro dal l° gennaio 2007, a 2,5
millesimi di euro a chilometro dal l° gennaio 2008 e a 3 millesimi di
euro a chilometro dal l° gennaio 2009; b) per le classi di pedaggio
3, 4 e 5, a 6 millesimi di euro a chilometro dal l° gennaio 2007, a
7,5 millesimi di euro a chilometro dal l° gennaio 2008 e a 9
millesimi di euro a chilometro dal l° gennaio 2009. I conseguenti
introiti sono dovuti ad ANAS Spa, quale corrispettivo forfetario
delle sue prestazioni volte ad assicurare 1′ adduzione del traffico
alle tratte autostradali in concessione, attraverso la manutenzione
ordinaria e straordinaria, l’adeguamento e il miglioramento delle
strade ed autostrade non a pedaggio in gestione alla stessa ANAS Spa.
Con decreto del Ministro delle infrastrutture, su proposta di ANAS
Spa, sono stabilite le modalita’ di attuazione del presente comma,
ivi incluse quelle relative al versamento del sovrapprezzo, nonche’
quelle di utilizzazione degli introiti derivanti dal presente comma.
Conseguentemente alle maggiori entrate sono ridotti i pagamenti
dovuti ad ANAS Spa a titolo di corrispettivo del contratto di
servizio.

1022. Nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture
e’ istituito un nuovo fondo per contribuire al finanziamento di
investimenti in infrastrutture ferroviarie. Al fondo, confluiscono,
previo versamento all’entrata del bilancio dello Stato, gli introiti
derivanti da ulteriori sovrapprezzi sui pedaggi autostradali, da
istituire per specifiche tratte della rete. Le concrete modalita’ di
attuazione della misura di cui al presente comma sono definite con
decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con il
Ministro dei trasporti e sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata
in vigore della presente legge. Nei contratti di servizio con le
imprese ferroviarie e’ stabilito che una quota corrispondente alle
risorse di cui al presente comma e’ destinata all’acquisto di
materiale rotabile per i servizi ferroviari regionali e metropolitani
ed alla copertura dei costi di gestione dei servizi stessi.

1023. Al fine di assicurare gli obiettivi di cui ai commi 1020 e
1021, con decreto del Ministro delle infrastrutture, di concerto con
il Ministro dell’economia e delle finanze, sono impartite ad ANAS
Spa, anche in deroga all’articolo 7 del decreto-legge 8 luglio 2002,
n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002,
n. 178, come da ultimo modificato dai commi 1019, 1024 e 1028 del
presente articolo, direttive per realizzare, anche attraverso la
costituzione di apposita societa’, le cui azioni sono assegnate al
Ministero dell’economia e delle finanze, che esercita i diritti
dell’azionista di intesa con il Ministero delle infrastrutture,
l’autonomia e la piena separazione organizzativa, amministrativa,
finanziaria e contabile delle sue attivita’ volte alla vigilanza e
controllo sui concessionari autostradali, nonche’ al concorso nella
realizzazione dei compiti di cui all’articolo 6-ter, comma 2, del
decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203, convertito, con
modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248. Le direttive sono
impartite altresi’ per assicurare le modalita’ di gestione e dell’
eventuale trasferimento delle partecipazioni gia’ possedute da ANAS
Spa in societa’ concessionarie autostradali. Presso il Ministero
dell’economia e delle finanze e’ istituito un nuovo capitolo di
bilancio nel quale affluiscono, in caso di costituzione della
predetta societa’, quota parte dei contributi statali gia’ attribuiti
ad ANAS Spa per essere conseguentemente destinati a remunerare, sulla
base di un contratto di servizio con il Ministero delle
infrastrutture, di concerto con il Ministero dell’economia e delle
finanze, le attivita’ della medesima societa’.

1024. All’articolo 7, comma 5-bis, del decreto-legge 8 luglio
2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
2002, n. 178, e successive modificazioni, al primo periodo le parole
da: “, in conformita’” fino a: “da essa costituite” sono sostituite
dalla seguente: “svolge” ed il secondo periodo e’ soppresso.
Nell’articolo 6-ter del decreto-legge 30 settembre 2005, n. 203,
convertito, con modificazioni, dalla legge 2 dicembre 2005, n. 248, i
commi 4 e 5 sono abrogati.

1025. Il Fondo centrale di garanzia per le autostrade e ferrovie
metropolitane, di cui all’articolo 6 della legge 28 marzo 1968,
n. 382, e successive modificazioni, e’ soppresso. ANAS Spa subentra
nella mera gestione dell’intero patrimonio del citato Fondo, nei
crediti e nei residui impegni nei confronti dei concessionari
autostradali, nonche’ nei rapporti con il personale dipendente. Il
subentro non e’ soggetto ad imposizioni tributarie. Le disponibilita’
nette presenti nel patrimonio del Fondo alla data della sua
soppressione e derivanti altresi’ dalla riscossione dei crediti nei
confronti dei concessionari autostradali sono impiegate da ANAS Spa,
secondo le direttive impartite dal Ministro delle infrastrutture, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, ad
integrazione delle risorse gia’ stanziate a tale scopo, per gli
interventi di completamento dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria
attuativi delle deliberazioni adottate dal CIPE, ai sensi della
legislazione vigente, compatibilmente con gli obiettivi programmati
di finanza pubblica. Le predette disponibilita’, alle quali si
applicano le disposizioni di cui al comma 1026 nonche’ quelle di cui
all’articolo 9 della predetta legge n. 382 del 1968, sono evidenziate
in apposita posta di bilancio di ANAS Spa; del loro impiego viene
reso altresi’ conto, in modo analitico, nel piano
economico-finanziario di cui al comma 1018.

1026. A decorrere dal 1° gennaio 2007, ai finanziamenti pubblici
erogati ad ANAS Spa a copertura degli investimenti funzionali ai
compiti di cui essa e’ concessionaria ed all’ammortamento del costo
complessivo di tali investimenti si applicano le disposizioni valide
per il Gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale di cui
all’articolo 1, commi 86 e 87, della legge 23 dicembre 2005, n. 266.
A tal fine e’ autorizzata la spesa di 1.560 milioni di euro per
ciascuno degli anni 2008 e 2009 comprensiva, per gli anni medesimi,
dell’importo di 60 milioni di euro, da destinare al rimborso delle
rate di ammortamento dei mutui contratti da ANAS Spa di cui al
contratto di programma 2003-2005.

1027. E’ autorizzata la spesa complessiva di 23.400.000 euro per
l’anno 2008 per il ripristino della quota, relativa allo stesso anno,
dei contributi annuali concessi per l’ammortamento dei mutui in
essere contratti ai sensi dell’articolo 2, commi 86 e 87, della legge
23 dicembre 1996, n. 662, rispettivamente per l’importo di 4 milioni
di euro ciascuno, nonche’ dell’articolo 19-bis del decreto-legge 25
marzo 1997, n. 67, convertito, con modificazioni, alla legge 23
maggio 1997, n. 135, per l’importo di 15.400.000 euro.

1028. All’articolo 7, comma 1-ter, del decreto-legge 8 luglio
2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
2002, n. 178, e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Per gli
anni successivi si provvede ai sensi dell’articolo 11, comma 3,
lettera f), della legge 5 agosto 1978, n. 468”.
1029. Nell’elenco di cui al comma 1018, assumono priorita’ la
costruzione di tunnel di sicurezza su galleria monotubo a carattere
internazionale e la messa in sicurezza delle vie di accesso, in
ottemperanza alla direttiva 20O4/54/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativa ai requisiti minimi di
sicurezza per le gallerie della rete stradale transeuropea.

1030. All’articolo 2 del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 82 le parole da: “; in fase di prima applicazione”
sino alla fine del comma sono soppresse;
b) al comma 83:
1) sono premesse le seguenti parole: “Al fine di garantire una
maggiore trasparenza del rapporto concessorio, di adeguare la sua
regolamentazione al perseguimento degli interessi generali connessi
all’approntamento delle infrastrutture e alla gestione del servizio
secondo adeguati livelli di sicurezza, di efficienza e di qualita’ e
in condizioni di economicita’ e di redditivita’, e nel rispetto dei
principi comunitari e delle eventuali direttive del CIPE,”;
2) alla lettera g) le parole: “in particolare” sono soppresse;
c) il comma 84 e’ sostituito dal seguente:

“84. Gli schemi di convenzione unica di cui al comma 82,
concordati tra le parti e redatti conformemente a quanto stabilito
dal comma 83, sentito il Nucleo di consulenza per l’attuazione delle
linee guida sulla regolazione dei servizi di pubblica utilita’
(NARS), sono sottoposti all’esame del Comitato interministeriale per
la programmazione economica (CIPE), anche al fine di verificare
l’attuazione degli obiettivi di cui al comma 83. Tale esame si
intende assolto positivamente in caso di mancata deliberazione entro
quarantacinque giorni dalla richiesta di iscrizione all’ordine del
giorno. Gli schemi di convenzione, unitamente alle eventuali
osservazioni del CIPE, sono successivamente trasmessi alle Camere per
il parere delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per
le conseguenze di carattere finanziario. Il parere e’ reso entro
trenta giorni dalla trasmissione. Decorso il predetto termine senza
che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva
competenza, le convenzioni possono essere comunque adottate. Qualora
non si addivenga ad uno schema di convenzione concordato tra le parti
entro quattro mesi dal verificarsi delle condizioni di cui al comma
82, il concessionario formula entro trenta giorni una propria
proposta. Qualora il concedente ritenga di non accettare la proposta,
si applica quanto previsto dai commi 87 e 88.”;
d) al comma 85, capoverso 5:
1) la lettera c) e’ sostituita dalla seguente:

“c) agire a tutti gli effetti come amministrazione
aggiudicatrice negli affidamenti di forniture e servizi di importo
superiore alla soglia di rilevanza comunitaria nonche’ di lavori,
ancorche’ misti con forniture o servizi e in tale veste attuare gli
affidamenti nel rispetto del codice dei contratti pubblici relativi a
lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile
2006, n. 163, e successive modificazioni”;
2) la lettera d) e’ sostituita dalla seguente:

“d) sottoporre gli schemi dei bandi di gara delle procedure di
aggiudicazione all’approvazione di ANAS Spa, che deve pronunciarsi
entro trenta giorni dal loro ricevimento: in caso di inutile decorso
del termine si applica l’articolo 20 della legge 7 agosto 1990,
n. 241; vietare la partecipazione alle gare per l’affidamento di
lavori alle imprese comunque collegate ai concessionari, che siano
realizzatrici della relativa progettazione. Di conseguenza, cessa di
avere applicazione, a decorrere dal 3 ottobre 2006, la deliberazione
del Consiglio dei ministri in data 16 maggio 1997, relativa al
divieto di partecipazione all’azionariato stabile di Autostrade Spa
di soggetti che operano in prevalenza nei settori delle costruzioni e
della mobilita’”;
3) la lettera e) e’ sostituita dalla seguente:

“e) prevedere nel proprio statuto idonee misure atte a
prevenire i conflitti di interesse degli amministratori, e, per gli
stessi, speciali
requisiti di onorabilita’ e professionalita’, nonche’, per almeno
alcuni di essi, di indipendenza”;
e) al comma 87, il primo periodo e’ sostituito dal seguente: “Nel
caso in cui il concessionario, in occasione dell’aggiornamento del
piano finanziario ovvero della revisione della convenzione di cui al
comma 82, non convenga sulla convenzione unica, ovvero si verifichi
quanto previsto dal comma 88, il rapporto concessorio si estingue,
salvo l’eventuale diritto di indennizzo.”;
f) il comma 88 e’ sostituito dal seguente:

“88. Qualora ANAS Spa ritenga motivatamente di non accettare la
proposta alternativa che il concessionario formuli nei 30 giorni
successivi al ricevimento della proposta di convenzione, il rapporto
concessorio si estingue, salvo l’eventuale diritto di indennizzo.”;
g) al comma 89, lettera a), il capoverso 5 e’ sostituito dal
seguente:

“5. Il concessionario comunica al concedente, entro il 30
settembre di ogni anno, le variazioni tariffarie che intende
applicare. Il concedente, nei successivi quarantacinque giorni,
previa verifica della correttezza delle variazioni tariffarie,
trasmette la comunicazione, nonche’ una sua proposta, ai Ministri
delle infrastrutture e dell’economia e delle finanze, i quali, di
concerto, approvano o rigettano le variazioni proposte con
provvedimento motivato nei trenta giorni successivi al ricevimento
della comunicazione. Fermo quanto stabilito nel primo e secondo
periodo, in presenza di un nuovo piano di interventi aggiuntivi,
comportante rilevanti investimenti, il concessionario comunica al
concedente, entro il 31 ottobre di ogni anno, la componente
investimenti del parametro X relativo a ciascuno dei nuovi interventi
aggiuntivi, che va ad integrare le variazioni tariffarie comunicate
dal concessionario entro il 30 settembre. Il concedente, nei
successivi trenta giorni, previa verifica della correttezza delle
integrazioni tariffarie, trasmette la comunicazione, nonche’ una sua
proposta, ai Ministri delle infrastrutture e dell’economia e delle
finanze, i quali, di concerto, approvano o rigettano con
provvedimento motivato le integrazioni tariffarie nei trenta giorni
successivi al ricevimento della comunicazione”.

1031. Al fine di realizzare una migliore correlazione tra lo
sviluppo economico, l’assetto territoriale e l’organizzazione dei
trasporti e favorire il riequilibrio modale degli spostamenti
quotidiani in favore del trasporto pubblico locale attraverso il
miglioramento dei servizi offerti, e’ istituito presso il Ministero
dei trasporti un fondo per gli investimenti destinato all’acquisto di
veicoli adibiti a tali servizi. Tale fondo, per il quale e’
autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni
2007, 2008 e 2009, e’ destinato a contributi nella misura massima del
75 per cento:
a) per l’acquisto di veicoli ferroviari da destinare ai servizi
di competenza regionale di cui agli articoli 8 e 9 del decreto
legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e successive modificazioni;
b) per l’acquisto di veicoli destinati a servizi su linee
metropolitane, tranviarie e filoviarie;
c) per l’acquisto di autobus a minor impatto ambientale o ad
alimentazione non convenzionale.

1032. Il Ministero dei trasporti, d’intesa con la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, approva con proprio decreto un piano
di riparto tra le regioni e le province autonome, in conformita’ ai
seguenti criteri:
a) priorita’ al completamento dei programmi finanziati con la
legge 18 giugno 1998, n. 194, e successive modificazioni, e con la
legge 26 febbraio 1992, n. 211, e successive modificazioni;
b) condizioni di vetusta’ degli attuali parchi veicolari;
c) congruenza con le effettive esigenze di domanda di trasporto;
d) priorita’ alle regioni ed alle province autonome le cui
imprese si siano attenute alle disposizioni di cui ai commi da 3-ter
a 3-septies dell’articolo 18 del decreto legislativo 19 novembre
1997, n. 422, introdotti dall’articolo 1, comma 393, della legge 23
dicembre 2005, n. 266.

1033. Al fine di razionalizzare la spesa e conseguire economie di
scala, relativamente agli acquisti dei veicoli stradali e ferroviari
di cui al comma 1031, le regioni, le regioni a Statuto speciale e le
province autonome possono coordinarsi attraverso centri di acquisto
comuni per modalita’ di trasporto, anche con il supporto del
Ministero dei trasporti.

1034. Nel 2007 il Fondo istituito dall’articolo 1, comma 15, della
legge 23 dicembre 2005, n. 266, presso il Ministero dei trasporti e’
incrementato di 15 milioni di euro.

1035. Il Ministero dei trasporti provvede, entro sei mesi dalla
data di entrata in vigore della presente legge, all’aggiornamento del
Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all’articolo 32 della
legge 17 maggio 1999, n. 144, e successive modificazioni. Per il
finanziamento delle attivita’ connesse all’attuazione, alla
valutazione di efficacia ed all’aggiornamento del Piano e’
autorizzata la spesa di 53 milioni di euro per ciascuno degli anni
2007, 2008 e 2009.

1036. Al fine di consolidare ed accrescere l’attivita’ del
Ministero dei trasporti per la prevenzione in materia di circolazione
ed antinfortunistica stradale, e’ autorizzata la spesa di 15 milioni
di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009, finalizzata alla
realizzazione di azioni volte a diffondere i valori della sicurezza
stradale e ad assicurare una adeguata informazione agli utenti, ad
aggiornare le conoscenze e le capacita’ dei conducenti, a rafforzare
i controlli su strada anche attraverso 1′ implementazione di idonee
attrezzature tecniche, a migliorare gli standard di sicurezza dei
veicoli.

1037. Nel 2007 per la razionalizzazione di servizi resi dal
Ministero dei trasporti a favore dei cittadini a sostegno della
sicurezza stradale, e’ autorizzata la spesa di 15 milioni di euro,
finalizzati alla conduzione della centrale di infomobilita’,
all’implementazione dei controlli del circolante, delle ispezioni e
delle verifiche previste dal codice della strada, al servizio di
stampa ed invio delle patenti card, ivi comprese le relative spese di
funzionamento.

1038. Per la realizzazione di interventi volti all’ammodernamento
tecnologico dei sistemi di sicurezza, sia dell’infrastruttura
ferroviaria sia installati a bordo dei materiali rotabili,
finalizzati al conseguimento di un maggior livello della sicurezza
della circolazione, per le gestioni commissariali governative e per
le ferrovie di proprieta’ del Ministero dei trasporti, e’ autorizzata
la spesa di 15 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2007,
2008 e 2009.

1039. Per il potenziamento della componente aeronavale del Corpo
delle capitanerie di porto e’ autorizzata la spesa di 7 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

1040. Nei limiti e per le finalita’ di cui alla sezione 3.3.1,
paragrafo 15, della “Disciplina degli aiuti di Stato alla costruzione
navale” del 30 dicembre 2003, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
dell’Unione europea C 317 del 30 dicembre 2003, il Ministero dei
trasporti e’ autorizzato a concedere alle imprese iscritte agli albi
speciali delle imprese navalmeccaniche di cui all’articolo 19 della
legge 14 giugno 1989, n. 234, un contributo non superiore al 20 per
cento delle spese sostenute per la realizzazione dei seguenti
progetti innovativi:
a) connessi all’applicazione industriale di prodotti e processi
innovativi, prodotti o processi tecnologicamente nuovi o
sensibilmente migliorativi rispetto allo stato dell’arte del settore
nell’Unione europea, che comportano un rischio di insuccesso
tecnologico o industriale;
b) limitati al sostegno delle spese di investimento, concezione,
ingegneria industriale e collaudo direttamente ed esclusivamente
collegate alla parte innovativa del progetto.

1041. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Ministro dei trasporti, con proprio decreto,
stabilisce le modalita’ ed i criteri per l’ammissione, la concessione
e l’erogazione dei benefici di cui al comma 1040. A tal fine e’
autorizzato un contributo di 25 milioni di euro annui per ciascuno
degli anni 2007, 2008 e 2009.

1042. Per le finalita’ di cui all’articolo 5, comma 1, della legge
9 gennaio 2006, n. 13, il Ministero dei trasporti e’ autorizzato a
concedere 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009
all’Istituto nazionale per studi ed esperienze di architettura navale
(INSEAN) di Roma.

1043. Al fine di razionalizzare la spesa e di garantire il
raggiungimento delle finalita’ di cui all’articolo 5, comma 1, della
legge 9 gennaio 2006, n. 13, il Ministro dei trasporti, di concerto
con il Ministro della difesa ed il Ministro dell’universita’ e della
ricerca, provvede alla riorganizzazione, anche attraverso fusione ed
accorpamento con altri enti pubblici di ricerca, dell’Istituto
nazionale per studi ed esperienze di architettura navale (INSEAN) di
Roma con regolamento adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400.

1044. Al fine del completamento della rete nazionale degli
interporti, con particolare riferimento al Mezzogiorno, e’
autorizzata la spesa di 30 milioni di euro per il 2008. Il Ministro
dei trasporti con proprio decreto definisce gli interventi
immediatamente cantierabili, tendenti ad eliminare i “colli di
bottiglia” del sistema logistico nazionale ed a realizzare le
interconnessioni stradali e ferroviarie fra hub portuali e
interporti. E’ autorizzato altresi’ un contributo di 5 milioni di
euro per il 2008 per il completamento della rete immateriale degli
interporti al fine di potenziare il livello di servizio sulla rete
logistica nazionale.

1045. Al fine di promuovere una intesa tra lo Stato e la regione
Veneto per la costruzione ed il completamento della realizzazione
delle opere infrastrutturali nella regione medesima, a valere sulle
risorse di cui al comma 977, e’ autorizzato un contributo
quindicennale di 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2007, di 5
milioni di euro a decorrere dall’anno 2008 e di 5 milioni di euro
dall’anno 2009.

1046. L’articolo 4 della legge 9 gennaio 2006, n. 13, e’
sostituito dal seguente:

“Art. 4. – (Fondo per favorire il potenziamento, la sostituzione
e l’ammodernamento delle unita’ navali destinate al servizio di
trasporto pubblico locale effettuato per via marittima, fluviale e
lacuale). -1. Al fine di favorire la demolizione delle unita’ navali
destinate, in via esclusiva, al servizio di trasporto pubblico locale
effettuato per via marittima, fluviale e lacuale, non piu’ conformi
ai piu’ avanzati standard in materia di sicurezza della navigazione e
di tutela dell’ambiente marino e la cui eta’ e’ di oltre venti anni e
che, alla data del 1° gennaio 2006, risultino iscritte nei registri
tenuti dalle Autorita’ nazionali, e’ autorizzata la spesa di 24
milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009. Il
Ministro dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’ambiente e
della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza
unificata, di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281, determina con decreto, in conformita’ con la normativa
comunitaria e internazionale vigente in materia di sicurezza e di
tutela ambientale, e con le linee guida dell’IMO in materia di
demolizione delle navi A. 962 (23) e di sviluppo del Piano di
demolizione delle navi (MEPC Circ. 419 del 12 novembre 2004), i
criteri e le modalita’ di attribuzione dei benefici di cui al
presente comma”.

1047. Le funzioni statali di vigilanza sull’attivita’ di controllo
degli organismi pubblici e privati nell’ambito dei regimi di
produzioni agroalimentari di qualita’ registrata sono demandate
all’Ispettorato centrale repressione frodi di cui all’articolo 10,
comma 1, del decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 1986, n. 462, che assume la
denominazione di “Ispettorato centrale per il controllo della
qualita’ dei prodotti agroalimentari” e costituisce struttura
dipartimentale del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali.

1048. I controlli di cui all’articolo 4, comma 4, del
decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, e i compiti di cui all’articolo 11
del regolamento (CEE) n. 4045/89, a decorrere dal 1° luglio 2007,
sono demandati all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura (AGEA),
senza maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

1049. All’articolo 14, comma 8, della legge 20 febbraio 2006,
n. 82, le parole: “la prova preliminare di fermentazione e” sono
soppresse.

1050. Per l’effettuazione dei controlli affidati ad Agecontrol
Spa, anche ai sensi dell’articolo 18, commi 1-bis e 6, del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 99, come modificato dall’articolo 1,
commi 4 e 5, del decreto-legge 28 febbraio 2005, n. 22, convertito,
con modificazioni, dalla legge 29 aprile 2005, n. 71, e’ autorizzata
la spesa di 23 milioni di euro per l’anno 2007.

1051. In attuazione dell’articolo 18 del regolamento (CE)
n. 510/2006 del Consiglio, del 20 marzo 2006, relativo alla
protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni
d’origine dei prodotti agricoli alimentari, e’ istituito un
contributo destinato a coprire le spese, comprese quelle sostenute in
occasione dell’esame delle domande di registrazione delle
dichiarazioni di opposizione, delle domande di modifica e delle
richieste di cancellazione presentate a nonna del citato regolamento.
L’importo e le modalita’ di versamento del predetto contributo sono
fissati con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari
e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle
finanze. I relativi proventi sono versati all’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnati allo stato di previsione del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per le
finalita’ di salvaguardia dell’immagine e di tutela in campo
internazionale dei prodotti agroalimentari ad indicazione geografica.
Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

1052. All’articolo 3 del decreto-legge 9 settembre 2005, n. 182,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre 2005, n. 231,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 5-ter e’ abrogato;
b) il comma 5-quater e’ sostituito dal seguente:

“5-quater. Gli accrediti disposti ai sensi del comma 5-bis hanno
per gli organismi pagatori effetto liberatorio dalla data di messa a
disposizione dell’istituto tesoriere delle somme ivi indicate”.

1053. All’articolo 51, comma 6, della legge 27 dicembre 1997,
n. 449, dopo le parole: “l’ENEA e l’ASI”, sono aggiunte le seguenti:
“, nonche’ il Corpo forestale dello Stato”.

1054. All’articolo 2 del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2,
convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 4 e’ abrogato;
b) al comma 4-bis, le parole: “Al Fondo di cui al comma 4 e’
altresi’ attribuita” sono sostituite dalle seguenti: “All’AGEA e’
attribuita”.

1055. Entro il 30 settembre 2007, il Commissario straordinario
dell’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione e della trasformazione
fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia (EIPLI), di cui al decreto
legislativo del Capo provvisorio dello Stato 18 marzo 1947, n. 281,
ratificato, con modificazioni, dalla legge 11 luglio 1952, n. 1005,
effettua una puntuale ricognizione della situazione debitoria
dell’EIPLI e definisce, con i creditori, un piano di rientro che
trasmette al Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali che stabilisce le procedure amministrative e finanziarie
per il risanamento dell’EIPLI. Fino alla predetta data sono sospese
le procedure esecutive e giudiziarie nei confronti dell’EIPLI. Dopo
aver proceduto al risanamento finanziario dell’Ente, il Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali emana, d’intesa con
le regioni Puglia, Basilicata e Campania, un decreto per la
trasformazione dell’EIPLI in societa’ per azioni, compartecipata
dallo Stato e dalle regioni interessate. Al fine di concorrere alle
esigenze piu’ immediate dell’EIPLI e’ assegnato, allo stesso, un
contributo straordinario di 5 milioni di euro per l’anno 2007.

1056. All’articolo 5, comma 1, del decreto-legge 22 ottobre 2001,
n. 381, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 dicembre 2001,
n. 441, e successive modificazioni, le parole: “e’ prorogato di
cinque anni” sono sostituite dalle seguenti: “e’ prorogato di sei
anni”. L’onere per l’attuazione del presente comma per l’anno 2007 e’
pari a 271.240 euro.

1057. Le disposizioni dell’articolo 22 del decreto-legge 4 luglio
2006, n. 223, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 agosto
2006, n. 248, non si applicano alle spese per l’energia utilizzata
per il sollevamento dell’acqua ai fini della sua distribuzione.

1058. Al fine di garantire l’avvio della realizzazione delle opere
previste dal Piano irriguo nazionale di cui alla delibera CIPE n. 74
del 27 maggio 2005, per l’esercizio 2007 e’ stanziata la somma di 100
milioni di euro e per ciascuno degli esercizi 2008 e 2009 e’
stanziata la somma di 150 milioni di euro annui.

1059. Per le finalita’ di cui al comma 1058 sono inoltre
autorizzate le seguenti spese:
a) per l’anno 2007:
1) 46.958.020,22 euro quale terza annualita’ del contributo
quindicennale previsto dall’articolo 4, comma 31, della legge 24
dicembre 2003, n. 350;
2) 45.730.000 euro quale prima annualita’ della quota parte del
contributo quindicennale di cui all’articolo 1, comma 78, della legge
23 dicembre 2005, n. 266;
b) per l’anno 2008:
1) 46.958.020,22 euro quale quarta annualita’ del contributo
quindicennale previsto dall’articolo 4, comma 31, della legge 24
dicembre 2003, n. 350;
2) 45.730.000 euro quale seconda annualita’ della quota parte
del contributo quindicennale di cui al comma 78 dell’articolo 1 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266;
3) 50.000.000 di euro quale prima annualita’ del secondo
contributo quindicennale previsto dal comma 31 dell’articolo 4 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350;
c) per l’anno 2009:
1) 46.958.020,22 euro quale quinta annualita’ del contributo
quindicennale previsto dal comma 31, dell’articolo 4 della legge 24
dicembre 2003, n. 350;
2) 45.730.000 euro quale terza annualita’ della quota parte del
contributo quindicennale di cui al comma 78 dell’articolo 1 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266;
3) 50.000.000 di euro quale seconda annualita’ del secondo
contributo quindicennale previsto dal comma 31 dell’articolo 4 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350.

1060. Per la prosecuzione delle opere previste dal comma 1059 per
l’anno 2010 sono inoltre autorizzate le seguenti spese:
a) 46.958.020,22 euro quale sesta annualita’ del contributo
quindicennale previsto dal comma 31, dell’articolo 4 della legge 24
dicembre 2003, n. 350;
b) 45.730.000 euro quale quarta annualita’ della quota parte del
contributo quindicennale di cui al comma 78 dell’articolo 1 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266;
c) 50.000.000 di euro quale terza annualita’ del secondo
contributo quindicennale previsto dal comma 31 dell’ articolo 4 della
legge 24 dicembre 2003, n. 350.

1061. Le somme di cui ai commi 1058, 1059 e 1060 sono
immediatamente impegnabili anche a carico degli esercizi futuri.

1062. Le autorizzazioni di spesa previste dall’articolo 4, comma
31, della legge 23 dicembre 2003, n. 350, nonche’ dall’articolo 1,
comma 78, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, sono ridotte per gli
importi di cui ai commi 1059 e 1060.

1063. Al Fondo per la razionalizzazione e la riconversione della
produzione bieticolosaccarifera, costituito presso l’Agenzia per le
erogazioni in agricoltura (AGEA) ai sensi dell’articolo 2, comma 4,
del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con
modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, e’ altresi’
attribuita, per l’anno 2007, una dotazione finanziaria annuale di
65,8 milioni di euro, quale competenza del secondo anno del
quinquennio previsto dalla normativa comunitaria.

1064. All’articolo 4, comma 8, del decreto legislativo 18 maggio
2001, n. 228, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “lire 80 milioni” sono sostituite dalle seguenti:
“160.000 euro”;
b) le parole: “lire 2 miliardi” sono sostituite dalle seguenti:
“4 milioni di euro”.

1065. Al fine di promuovere lo sviluppo dei mercati degli
imprenditori agricoli a vendita diretta, con decreto del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali di natura non
regolamentare, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, da adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della presente legge, sono stabiliti i requisiti uniformi e gli
standard per la realizzazione di detti mercati, anche in riferimento
alla partecipazione degli imprenditori agricoli, alle modalita’ di
vendita e alla trasparenza dei prezzi, nonche’ le condizioni per
poter beneficiare degli interventi previsti dalla legislazione in
materia.

1066. Ai fini dell’incentivazione della pratica dell’allevamento
apistico e del nomadismo di cui all’articolo 5, comma 1, lettera l),
della legge 24 dicembre 2004, n. 313, agli apicoltori, agli
imprenditori apistici ed agli apicoltori professionisti di cui
all’articolo 3 della medesima legge n. 313 del 2004 che attuano la
pratica del nomadismo e’ riconosciuta l’aliquota ridotta di accisa
prevista al punto 5 della tabella A allegata al testo unico delle
disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e
sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al
decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive
modificazioni. Con decreto del Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, d’intesa con il Ministro dell’economia e
delle finanze, da adottare entro sessanta giorni dalla data di
entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalita’
per l’accesso all’agevolazione di cui al presente comma.

1067. All’articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio
2001, n. 228, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “50 milioni di lire” sono sostituite dalle
seguenti: “50.000 euro”;
b) le parole: “300 milioni di lire” sono sostituite dalle
seguenti: “a 300.000 euro”.

1068. Al fine di favorire il ricambio generazionale e lo sviluppo
delle imprese giovanili nel settore agricolo ed agro-alimentare, e’
istituito presso il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali il Fondo per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile in
agricoltura, avente una disponibilita’ finanziaria di 10 milioni di
euro all’anno per il quinquennio 2007-2011.

1069. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali sono disciplinati i
criteri, le modalita’ e le procedure di attuazione del Fondo di cui
al comma 1068, in coerenza con la normativa comunitaria in materia di
aiuti di Stato nel settore agricolo.

1070. L’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 29 marzo
2004, n. 99, e successive modificazioni, e’ abrogato.

1071. All’onere di cui al comma 1068, pari a 10 milioni di euro
annui per il quinquennio 2007-2011, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui
all’articolo 36 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, per
le finalita’ di cui all’articolo 1, comma 2, del medesimo decreto
legislativo. 11 Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato
ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di
bilancio.

1072. Al fine di favorire la ripresa economica e produttiva delle
imprese agricole colpite da gravi crisi di mercato e di limitarne le
conseguenze economiche e sociali nei settori e nelle aree geografiche
colpiti, e’ istituito presso il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali il Fondo per le crisi di mercato. Al Fondo
confluiscono le risorse di cui all’articolo 1-bis, commi 13 e 14, del
decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni,
dalla legge 11 marzo 2006, n. 81, non impegnate alla data del 31
dicembre 2006, che sono versate all’entrata del bilancio dello Stato
per la successiva riassegnazione allo stato di previsione del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali. Il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare,
con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

1073. Ai sensi e per gli effetti del combinato disposto di cui
alla legge 27 dicembre 2002, n. 292, e alla legge regionale della
Campania 1° febbraio 2005, n. 3, la giunta regionale della Campania,
d’intesa con il Ministero della salute e con i competenti uffici
dell’Unione europea, entro il 15 gennaio 2007 provvede a sviluppare
una campagna informativa e ad adottare un nuovo piano triennale per
il contenimento e l’eradicazione della brucellosi, adeguato alle
attuali esigenze, secondo principi di tutela previsti dalla speciale
normativa di riferimento e seguendo le specifiche procedure stabilite
dal consiglio regionale della Campania il 29 novembre 2006, a
salvaguardia del patrimonio genetico della specie allevata, del
livello occupazionale del comparto, delle produzioni
agrozootecniche-alimentari di filiera e del consumatore.

1074. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari
e forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, sono disciplinate le modalita’ operative di
funzionamento del Fondo di cui al comma 1068, nel rispetto degli
orientamenti comunitari in materia.

1075. Per gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 1 del
decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, il credito d’imposta di
cui al comma 271 si applica con le modalita’ di cui all’articolo 11
del decreto-legge 8 luglio 2002, n. 138, convertito, con
modificazioni, dalla legge 8 agosto 2002, n. 178, nonche’ in base a
quanto definito dalla Commissione europea con decisione C/220 del 25
luglio 2002, e dagli articoli 26 e 28 del regolamento (CE)
n. 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005. Il credito
d’imposta per gli imprenditori agricoli si applica, nell’ambito delle
disponibilita’ complessive del credito d’imposta di cui al comma 271,
nei limiti della somma di 10 milioni di euro per l’anno 2007 e 30
milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2008 e 2009.

1076. All’articolo 1 del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181,
convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2006, n. 233, il
quinto periodo del comma 9-bis deve intendersi nel senso che
l’autorita’ di vigilanza nomina un nuovo commissario unico in
sostituzione di tutti i commissari, monocratici o collegiali, dei
consorzi agrari in stato di liquidazione coatta amministrativa, in
carica alla data di entrata in vigore della legge di conversione
suddetta. Nel medesimo periodo del comma 9-bis le parole: “, salvo
che entro detto termine sia stata autorizzata una proposta di
concordato ai sensi dell’articolo 214 del citato regio decreto” sono
sostituite dalle seguenti: “la medesima disposizione si applica anche
ai consorzi agrari in stato di concordato, limitatamente alla nomina
di un nuovo commissario unico”. Al medesimo comma 9-bis, le parole:
“entro il 30 giugno 2007”, sono sostituite dalle seguenti: “entro il
31 dicembre 2007”.

1077. Al fine di assicurare la regolare gestione delle aree
naturali protette, per il personale operaio forestale di cui
all’articolo 1, comma 242, della legge 23 dicembre 2005, n. 266, le
procedure di stabilizzazione, di cui al comma 521 del presente
articolo, si applicano, nell’ambito delle disponibilita’ del fondo
ivi previsto, anche in deroga alle disposizioni della legge 5 aprile
1985, n. 124.

1078. All’articolo 1, comma 9-bis, del decreto-legge 18 maggio
2006, n. 181, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
2006, n. 233, le parole: “commi 2, 3 e 5” sono sostituite dalle
seguenti: “commi 2, 3, 5 e 6”.

1079. Per l’attuazione dell’articolo 21 della legge 23 luglio
1991, n. 223, ai fini del trattamento di integrazione salariale in
favore dei lavoratori agricoli nelle aree agricole colpite da
avversita’ atmosferiche eccezionali, compresi nel Piano assicurativo
agricolo annuale di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 102, alla delimitazione delle aree colpite provvedono
le regioni.

1080. A decorrere dall’anno 2007, il contributo previsto
dall’articolo 1-quinquies, comma 2, del decreto-legge 9 settembre
2005, n. 182, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 novembre
2005, 11.231, e’ incrementato di 3 milioni di euro.

1081. La Cassa depositi e prestiti e’ autorizzata a concedere
all’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare (ISMEA)
mutui ventennali per gli incentivi relativi allo sviluppo della
proprieta’ coltivatrice di cui alla legge 14 agosto 1971, n. 817, e
successive modificazioni. Gli oneri connessi al pagamento degli
interessi relativi ai predetti finanziamenti restano a carico dello
Stato fino al limite di 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2007.

1082. Al fine di armonizzare l’attuazione delle disposizioni
sovranazionali in materia forestale, in aderenza al Piano d’azione
per le foreste dell’Unione europea e nel rispetto delle competenze
istituzionali, il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali e il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare, sulla base degli strumenti di pianificazione regionale
esistenti e delle linee guida definite ai sensi dell’articolo 3,
comma 1, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, propongono
alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e
le province autonome di Trento e di Bolzano, ai fini di un accordo ai
sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
un programma quadro per il settore forestale finalizzato a favorire
la gestione forestale sostenibile e a valorizzare la
multifunzionalita’ degli ecosistemi forestali. Le azioni previste dal
programma quadro possono accedere alle risorse di cui all’articolo 61
della legge 27 dicembre 2002, n. 289, nei limiti definiti dal CIPE
nella deliberazione di cui allo stesso articolo 61, comma 3, della
citata legge n. 289 del 2002.

1083. L’intesa di filiera o il contratto quadro di cui agli
articoli 9 e 10 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102, hanno
per scopo, altresi’, l’integrazione della filiera forestale con
quella agroenergetica, la valorizzazione, la produzione, la
distribuzione e la trasformazione di biomasse derivanti da attivita’
forestali, nonche’ lo sviluppo della filiera del legno. Gli organismi
che operano la gestione forestale in forma associata e le imprese di
lavorazione e distribuzione del legno e di utilizzazione della
biomassa forestale a fini energetici nonche’ i soggetti interessati,
pubblici o privati, stipulano contratti di coltivazione e fornitura
in attuazione degli articoli 11, 12 e 13 del citato decreto
legislativo n. 102 del 2005.

1084. Per l’attuazione dei piani nazionali di settore, compreso
quello forestale, di competenza del Ministro delle politiche agricole
alimentari e forestali, e’ autorizzata la spesa di 10 milioni di euro
per l’anno 2007 e di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008
e 2009.

1085. L’autorizzazione di spesa per l’attuazione del Piano
d’azione nazionale per l’agricoltura biologica e i prodotti biologici
di cui all’articolo 1, comma 87, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, e’ incrementata di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni
2007, 2008, 2009.

1086. All’articolo 4, comma 24, della legge 24 dicembre 2003,
n. 350, le parole: “al 31 marzo 2005” sono sostituite dalle seguenti:
“al 31 dicembre 2005”. In relazione alle minori entrate che derivano
all’INPS, sono trasferiti allo stesso Istituto gli importi di 15,3
milioni di euro per l’anno 2007 e 10,3 milioni di euro per gli anni
dal 2008 al 2011.

1087. All’articolo 9, comma 3, lettera c-bis), del decreto-legge
28 marzo 2003, n. 49, convertito, con modificazioni, dalla legge 30
maggio 2003, n. 119, dopo il primo periodo e’ aggiunto il seguente:
“In caso di superamento di tale limite, la restituzione del prelievo
supplementare non opera per la parte eccedente il 20 per cento”.

1088. Dalla base imponibile del reddito di impresa e’ escluso il
25 per cento del valore degli investimenti in attivita’ di promozione
pubblicitaria realizzati da imprese agricole e agroalimentari, anche
in forma cooperativa in mercati esteri nel periodo di imposta in
corso alla data di entrata in vigore della presente legge e nei due
periodi di imposta successivi, in eccedenza rispetto alla media degli
analoghi investimenti realizzati nei tre periodi di imposta
precedenti.

1089. La misura dell’esclusione di cui al comma 1088 e’ elevata al
35 per cento del valore degli investimenti di promozione
pubblicitaria realizzati sui mercati esteri da consorzi o
raggruppamenti di imprese agroalimentari, operanti in uno o piu’
settori merceologici, e al 50 per cento del valore degli investimenti
di promozione pubblicitaria all’estero riguardanti prodotti a
indicazione geografica, o comunque prodotti agroalimentari oggetto di
intese di filiera o contratti quadro in attuazione degli articoli 11,
12 e 13 del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 102.

1090. Il beneficio fiscale di cui ai commi 1088 e 1089 si applica
anche alle imprese in attivita’ alla data di entrata in vigore della
presente legge, anche se con un’attivita’ di impresa o di lavoro
autonomo inferiore a tre anni. Per tali imprese la media degli
investimenti da considerare e’ quella risultante dagli investimenti
effettuati nei periodi di imposta precedenti a quello in corso alla
data di entrata in vigore della presente legge o a quello successivo.
Gli imprenditori agricoli di cui all’articolo 1 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228, in alternativa alla esclusione
dalla. base imponibile ai fini IRES o IRE possono beneficiare di un
credito di imposta di importo pan ad un terzo del beneficio di cui ai
commi 1088 e 1089 e per le medesime finalita’. Con decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, sono dettate le
modalita’ applicative dei commi da 1088 a 1090, nei limiti della
somma di 25 milioni di euro per l’anno 2007 e 40 milioni di euro
annui per ciascuno degli anni 2008 e 2009.

1091. L’attestazione di effettivita’ delle spese sostenute e’
rilasciata dal presidente del collegio sindacale ovvero, in mancanza,
da un revisore dei conti o da un professionista iscritto all’albo dei
revisori dei conti, dei dottori commercialisti, dei ragionieri e
periti commerciali o a quello dei consulenti del lavoro, nelle forme
previste dall’ articolo 13, comma 2, del decreto-legge 28 marzo 1997,
n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997,
n. 140, e successive modificazioni, ovvero dal responsabile del
centro di assistenza fiscale.

1092. Le modalita’ di applicazione dell’incentivo fiscale sono,
per quanto non previsto dai commi da 1088 a 1091 del presente
articolo, le stesse disposte dall’articolo 3 del decreto-legge 10
giugno 1994, n. 357, convertito, con modificazioni, dalla legge 8
agosto 1994, n. 489.

1093. Le societa’ di persone, le societa’ a responsabilita’
limitata e le societa’ cooperative, che rivestono la qualifica di
societa’ agricola ai sensi dell’articolo 2 del decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 99, come da ultimo modificato dal comma 1096 del
presente articolo, possono optare per l’imposizione dei redditi ai
sensi dell’articolo 32 del testo unico delle imposte sui redditi, di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986,
n. 917, e successive modificazioni.

1094. Si considerano imprenditori agricoli le societa’ di persone
e le societa’ a responsabilita’ limitata, costituite da imprenditori
agricoli, che esercitano esclusivamente le attivita’ dirette alla
manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e
valorizzazione di prodotti agricoli ceduti dai soci. In tale ipotesi,
il reddito e’ determinato applicando all’ammontare dei ricavi il
coefficiente di redditivita’ del 25 per cento.

1095. Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di
concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali, sono dettate le modalita’ applicative del comma 1093.

1096. All’articolo 2, comma 4-bis, del decreto legislativo 29
marzo 2004, n. 99, il secondo periodo e’ soppresso.

1097. I fondi provenienti da raccolta effettuata da Poste Italiane
Spa per attivita’ di bancoposta presso la clientela privata ai sensi
dell’articolo 2, comma 1, lettera a), del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 14 marzo 2001, n. 144, sono
investiti in titoli governativi dell’ area euro a cura di Poste
Italiane Spa.

1098. E’ abrogato, limitatamente ai fondi di cui al comma 1097 del
presente articolo, il vincolo di cui all’articolo 14 del decreto
luogotenenziale 6 settembre 1917, n. 1451, e successive
modificazioni, ivi comprese le disposizioni in materia contenute nel
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, e successive
modificazioni.

1099. L’attuazione progressiva del nuovo assetto di cui al comma
1097, da completare entro il 31 dicembre 2007, e’ effettuata in
coordinamento con il Ministero dell’economia e delle finanze.

1100. Per l’attuazione di programmi annuali di interventi per la
difesa del mare previsti dalla legge 31 dicembre 1982, n. 979, e
successive modificazioni, e dei protocolli attuativi della
Convenzione sulla salvaguardia del mar Mediterraneo
dall’inquinamento, adottata a Barcellona il 16 febbraio 1976,
ratificata ai sensi della legge 25 gennaio 1979, n. 30, e’
autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni
2007, 2008 e 2009.

1101. Per la quantificazione delle spese sostenute per gli
interventi a tutela dell’ambiente marino conseguenti a danni
provocati dai soggetti di cui al primo comma dell’articolo 12 della
legge 31 dicembre 1982, n. 979, il Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare applica il tariffario
internazionalmente riconosciuto dalle compagnie di assicurazioni
degli armatori (SCOPIC).

1102. Il secondo comma dell’articolo 14 della legge 31 dicembre
1982, n. 979, e’ sostituito dal seguente:

“Le somme recuperate a carico dei privati per le spese sostenute
per gli interventi di cui all’articolo 12 sono versate all’entrata
del bilancio dello Stato e sono riassegnate nella misura del 50 per
cento con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze allo
stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare per le attivita’ di difesa del mare dagli
inquinamenti”.

1103. Per l’attuazione di un programma triennale straordinario di
interventi di demolizione delle opere abusive site nelle aree
naturali protette nazionali e’ autorizzata la spesa di 3 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.

1104. Nelle aree naturali protette 1’acquisizione gratuita delle
opere abusive di cui all’articolo 7, sesto comma, della legge 28
febbraio 1985, n. 47, e successive modificazioni, si verifica di
diritto a favore degli organismi di gestione ovvero, in assenza di
questi, a favore dei comuni. Restano confermati gli obblighi di
notifica al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e
del mare degli accertamenti, delle ingiunzioni alla demolizione e
degli eventuali abbattimenti direttamente effettuati, come anche le
procedure e le modalita’ di demolizione vigenti alla data di entrata
in vigore della presente legge.

1105. Restano altresi’ confermate le competenze delle regioni a
statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano che
disciplinano la materia di cui ai commi 1103 e 1104 secondo i
rispettivi statuti e le relative norme di attuazione.

1106. Al fine di salvaguardare gli equilibri ambientali e di
scongiurare il prodursi di gravi alterazioni dell’ecosistema nei
territori di cui all’articolo 1 della legge 2 maggio 1990, n. 102,
limitatamente alla provincia di Sondrio, a decorrere dalla data di
entrata in vigore della presente legge e per un periodo di due anni,
le nuove concessioni per grandi e piccole derivazioni di acque ad uso
idroelettrico sono rilasciate previo parere del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che allo
scopo si avvale dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente e per i
servizi tecnici.

1107. L’applicazione delle disposizioni di cui all’articolo 1,
comma 94, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, e’ estesa al
personale degli Enti parco nazionali funzionalmente equiparato al
Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 2, comma 36,
della legge 9 dicembre 1998, n. 426. Per il personale di cui al
periodo precedente, nei limiti del territorio di competenza, e’
riconosciuta la qualifica di agente di pubblica sicurezza e si
applicano le disposizioni previste dall’ articolo 29, comma 1, della
legge 11 febbraio 1992, n. 157.

1108. Al fine di realizzare rilevanti risparmi di spesa ed una
piu’ efficace utilizzazione delle risorse finanziarie destinate alla
gestione dei rifiuti solidi urbani, la regione, previa diffida,
provvede tramite un commissario ad acta a garantire il governo della
gestione dei rifiuti a livello di ambito territoriale ottimale con
riferimento a quegli ambiti territoriali ottimali all’interno dei
quali non sia assicurata una raccolta differenziata dei rifiuti
urbani pari alle seguenti percentuali minime:
a) almeno il quaranta per cento entro il 31 dicembre 2007;
b) almeno il cinquanta per cento entro il 31 dicembre 2009;
c) almeno il sessanta per cento entro il 31 dicembre 2011.

1109. Per gli anni successivi al 2011, la percentuale minima di
raccolta differenziata da assicurare per i fini di cui al comma 1108
e’ stabilita con decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano, in vista di una progressiva riduzione della quantita’ di
rifiuti inviati in discarica e nella prospettiva di rendere
concretamente realizzabile l’obiettivo “Rifiuti zero”.

1110. Per il finanziamento delle misure finalizzate all’attuazione
del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite
sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto 1’11 dicembre 1997, reso
esecutivo dalla legge 1° giugno 2002, n. 120, previste dalla delibera
CIPE n. 123 del 19 dicembre 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
n. 68 del 22 marzo 2003, e successivi aggiornamenti, e’ istituito un
Fondo rotativo.

1111. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge il Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo
economico, sentita la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, individua le modalita’
per l’erogazione di finanziamenti a tasso agevolato della durata non
superiore a settantadue mesi a soggetti pubblici o privati. Nello
stesso termine, con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, e’ individuato il tasso di interesse da applicare.

1112. Per il triennio 2007-2009 sono finanziate prioritariamente
le misure di seguito elencate:
a) installazione di impianti di microcogenerazione diffusa ad
alto rendimento elettrico e termico;
b) installazione di impianti di piccola taglia per
l’utilizzazione delle fonti rinnovabili per la generazione di
elettricita’ e calore;
c) sostituzione dei motori elettrici industriali con potenza
superiore a 45 kW con motori ad alta efficienza;
d) incremento dell’efficienza negli usi finali dell’energia nei
settori civile e terziario;
e) eliminazione delle emissioni di protossido di azoto dai
processi industriali;
f) progetti pilota di ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e di
nuove fonti di energia a basse emissioni o ad emissioni zero.

1113. Nel triennio 2007-2009 le risorse destinate al Fondo di cui
al comma 1110 ammontano a 200 milioni di euro all’anno. In sede di
prima applicazione, al Fondo possono essere riversate, in aggiunta,
le risorse di cui all’articolo 2, comma 3, della legge l° giugno
2002, n. 120.

1114. Le rate di rimborso dei finanziamenti concessi sono
destinate all’incremento delle risorse a disposizione del Fondo di
cui al comma 1110.

1115. Il Fondo di cui al comma 1110 e’ istituito presso la Cassa
depositi e prestiti Spa e con apposita convenzione ne sono definite
le modalita’ di gestione. La Cassa depositi e prestiti Spa puo’
avvalersi per l’istruttoria, l’erogazione e per tutti gli atti
connessi alla gestione dei finanziamenti concessi di uno o piu’
istituti di credito scelti sulla base di gare pubbliche in modo da
assicurare una omogenea e diffusa copertura territoriale.

1116. Per l’anno 2007 una quota non inferiore a 5 milioni di euro
delle risorse del Fondo unico investimenti per la difesa del suolo e
tutela ambientale del Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, iscritte a bilancio ai sensi dell’articolo 1,
comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 426, e’ riservata in sede di
riparto alla realizzazione di un sistema integrato per il controllo e
la tracciabilita’ dei rifiuti, in funzione della sicurezza nazionale
ed in rapporto all’esigenza di prevenzione e repressione dei gravi
fenomeni di criminalita’ organizzata nell’ambito dello smaltimento
illecito dei rifiuti.

1117. Dalla data di entrata in vigore della presente legge i
finanziamenti e gli incentivi pubblici di competenza statale
finalizzati alla promozione delle fonti rinnovabili per la produzione
di energia elettrica sono concedibili esclusivamente per la
produzione di energia elettrica prodotta da fonti energetiche
rinnovabili, cosi’ come definite dall’articolo 2 della direttiva
2001/77/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 settembre
2001, sulla promozione dell’energia elettrica prodotta da fonti
energetiche rinnovabili. Sono fatti salvi i finanziamenti e gli
incentivi concessi, ai sensi della previgente normativa, ai soli
impianti gia’ autorizzati e di cui sia stata avviata concretamente la
realizzazione anteriormente all’entrata in vigore della presente
legge, ivi comprese le convenzioni adottate con delibera del Comitato
interministeriale prezzi il 12 aprile 1992 e destinate al sostegno
alle fonti energetiche assimilate, per i quali si applicano le
disposizioni di cui al comma 1118.

1118. Il Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, con
propri decreti ai sensi dell’ articolo 17, comma 3, della legge 23
agosto 1988, n. 400, provvede a definire i criteri e le modalita’ di
erogazione dei finanziamenti e degli incentivi pubblici di competenza
statale concedibili alle fonti rinnovabili di cui all’articolo 2
della citata direttiva 2001/77/CE. Il Ministro dello sviluppo
economico provvede con propri decreti ai sensi dell’articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, a definire le condizioni
e le modalita’ per l’eventuale riconoscimento in deroga del diritto
agli incentivi a specifici impianti gia’ autorizzati all’entrata in
vigore della presente legge e non ancora in esercizio, non rientranti
nella tipologia di cui al periodo precedente, nonche’ a ridefinire
l’entita’ e la durata dei sostegni alle fonti energetiche non
rinnovabili assimilate alle fonti energetiche rinnovabili utilizzate
da impianti gia’ realizzati ed operativi alla data di entrata in
vigore della presente legge, tenendo conto dei diritti pregressi e
nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, allo
scopo di ridurre gli oneri che gravano sui prezzi dell’energia
elettrica e eliminare vantaggi economici che non risultino
specificamente motivati e coerenti con le direttive europee in
materia di energia elettrica.

1119. E’ fatta salva la normativa previgente per la produzione di
energia elettrica di cui all’articolo 11, comma 14, del decreto-legge
14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14
maggio 2005, n. 80.

1120. Alla normativa in materia di produzione di energia da fonti
rinnovabili sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, all’articolo
17, i commi 1, 3 e 4 sono abrogati; all’articolo 20, comma 6 del
medesimo decreto, le parole: “e da rifiuti” sono soppresse;
b) alla legge 9 gennaio 1991, n. 9, all’articolo 22, al comma 1,
sono soppresse le parole: “o assimilate”; al comma 5 e’ soppresso
l’ultimo periodo; al comma 7 sono soppresse le parole: “ed
assimilate”;
c) alla legge 9 gennaio 1991, n. 9, nella rubrica degli articoli
22 e 23, le parole: “e assimilate” sono soppresse;
d) alla legge 10 gennaio 1991, n. 10, all’articolo 1, nel comma
3, primo periodo, le parole “o assimilate” e le parole: “ed
inorganici” sono soppresse ed il secondo periodo e’ soppresso;
all’articolo 11 della medesima legge, nella rubrica, le parole: “o
assimilate” sono soppresse; all’articolo 26, comma 7, della medesima
legge le parole: “o assimilate” sono soppresse;
e) al decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, all’articolo 2,
comma 15, le parole: “e inorganici” sono soppresse;
f) alla legge 1° marzo 2002, n. 39, all’articolo 43, comma 1, la
lettera e) e’ abrogata;
g) alla legge 23 agosto 2004, n. 239, all’articolo 1, il comma 71
e’ abrogato;
h) al decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, all’articolo
229, il comma 6 e’ abrogato;
i) al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, all’articolo
52, comma 3, lettera a), sono soppresse le parole “ed assimilate”.

1121. Allo scopo di finanziare interventi finalizzati al
miglioramento della qualita’ dell’ aria nelle aree urbane nonche’ al
potenziamento del trasporto pubblico, e’ istituito, nello stato di
previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare, il Fondo per la mobilita’ sostenibile, con uno
stanziamento di 90 milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008
e 2009.

1122. Il Fondo di cui al comma 1121 destina le proprie risorse,
con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare, di concerto con il Ministro dei trasporti,
prioritariamente all’adozione delle seguenti misure:
a) potenziamento ed aumento dell’efficienza dei mezzi pubblici,
con particolare riguardo a quelli meno inquinanti e a favore dei
comuni a maggiore crisi ambientale;
b) incentivazione dell’intermodalita’;
c) introduzione di un sistema di incentivi e disincentivi per
privilegiare la mobilita’ sostenibile;
d) valorizzazione degli strumenti del mobility management e del
car sharing;
e) realizzazione di percorsi vigilati protetti casa-scuola;
f) riorganizzazione e razionalizzazione del settore di trasporto
e consegna delle merci, attraverso la realizzazione di centri
direzionali di smistamento che permetta una migliore organizzazione
logistica, nonche’ il progressivo obbligo di utilizzo di veicoli a
basso impatto ambientale;
g) realizzazione e potenziamento della rete di distribuzione del
gas metano, gpl, elettrica e idrogeno;
h) promozione di reti urbane di percorsi destinati alla mobilita’
ciclistica.

1123. Una quota non inferiore al 5 per cento del Fondo di cui al
comma 1121, e’ destinata agli interventi di cui alla legge 19 ottobre
1998, n. 366.

1124. E’ istituito, nello stato di previsione del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Fondo per
lo sviluppo sostenibile, allo scopo di finanziare progetti per la
sostenibilita’ ambientale di settori economico-produttivi o aree
geografiche, l’educazione e l’informazione ambientale e progetti
internazionali per la cooperazione ambientale sostenibile.

1125. Per il triennio 2007-2009 sono destinate al finanziamento
del Fondo di cui al comma 1124 risorse per un importo annuo di 25
milioni di euro. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro
dell’economia e delle finanze e, limitatamente ai progetti
internazionali per la cooperazione ambientale sostenibile, d’intesa
con il Ministro degli affari esteri sentita la Conferenza unificata
di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
sono individuate annualmente le misure prioritarie da finanziare con
il predetto Fondo.

1126. E’ autorizzata la spesa di 50.000 euro per finanziare
l’attuazione e il monitoraggio di un “Piano d’azione per la
sostenibilita’ ambientale dei consumi nel settore della pubblica
amministrazione”, predisposto dal Ministero dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare, di concerto con i Ministri
dell’economia e delle finanze e dello sviluppo economico, d’intesa
con le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, e
sottoposto