LEGGE 24 marzo 2012, n. 28 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale. (12G0049) - (GU n. 71 del 24-3-2012 | Chimici.info

LEGGE 24 marzo 2012, n. 28 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale. (12G0049) – (GU n. 71 del 24-3-2012

LEGGE 24 marzo 2012, n. 28 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale. (12G0049) - (GU n. 71 del 24-3-2012 ) note: Entrata in vigore del provvedimento: 25/03/2012

LEGGE 24 marzo 2012 , n. 28

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio
2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia
ambientale. (12G0049)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

1. Il decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure
straordinarie e urgenti in materia ambientale, e’ convertito in legge
con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.
2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello
della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 24 marzo 2012

NAPOLITANO

Monti, Presidente del Consiglio dei
Ministri e Ministro dell’economia e
delle finanze

Clini, Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare

Visto, il Guardasigilli: Severino

LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica (atto n. 3111):
Presentato dal Presidente del Consiglio dei Ministri (Monti), dal
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare
(Clini), dal Ministro per lo sviluppo economico (Passera) e dal
Ministro dell’economia e delle finanze (Monti) il 25 gennaio 2012.
Assegnato alla 13ª Commissione (Territorio, ambiente e beni
ambientali), in sede referente, il 27 gennaio 2012 con pareri delle
Commissioni 1ª, 5ª, 10ª, 14ª e Questioni regionali.
Esaminato dalla 1ª Commissione (Affari costituzionali), in sede
consultiva, sull’esistenza dei presupposti di costituzionalita’ il 31
gennaio 2012 e il 1° febbraio 2012.
Esaminato dalla 13ª Commissione, in sede referente, il 31 gennaio
2012; il 7, 8, 14, 15 e 21 febbraio 2012.
Esaminato in aula il 7 e 22 febbraio 2012 ed approvato il 23
febbraio 2012.
Camera dei deputati (atto n. 4999):
Assegnato alla VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori
pubblici), in sede referente, il 27 febbraio 2012 con pareri del
Comitato per la legislazione e delle Commissioni I, II, V, VI, IX, X,
XII, XIII e XIV e Questioni regionali.
Esaminato dalla VIII Commissione, in sede referente, il 28 e 29
febbraio 2012; il 6, 7 e 8 marzo 2012.
Esaminato in aula il 12, 13 e 14 marzo 2012 ed approvato, con
modificazioni, il 15 marzo 2012.
Senato della Repubblica (atto n. 3111-B):
Assegnato alla 13ª Commissione (territorio, ambiente, beni
ambientali), in sede referente, il 15 marzo 2012 con pareri delle
Commissioni 1ª, 5ª, 10ª, 14ª e Questioni regionali.
Esaminato dalla 13ª Commissione, in sede referente, il 20 marzo
2012.
Esaminato in aula il 20 marzo 2012 ed approvato il 21 marzo 2012.

Avvertenza:
Il decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, e’ stato
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n.
20 del 25 gennaio 2012.
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto
1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
le modifiche apportate dalla presente legge di conversione
hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Il testo del decreto-legge coordinato con la legge di
conversione e’ pubblicato in questa stessa Gazzetta
Ufficiale alla pag. 52.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 25 GENNAIO 2012, N. 2

All’articolo 1:
dopo il comma 2 e’ inserito il seguente:
«2-bis. All’articolo 1, comma 7, del decreto-legge 26 novembre
2010, n. 196, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 gennaio
2011, n. 1, le parole: “il Governo promuove, nell’ambito di una
seduta della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, appositamente
convocata anche in via d’urgenza, su richiesta della Regione, un
accordo interregionale volto allo smaltimento dei rifiuti campani
anche in altre regioni” sono sostituite dalle seguenti: “lo
smaltimento di tali rifiuti in altre regioni avviene, in conformita’
al principio di leale collaborazione, mediante intesa tra la regione
Campania e la singola regione interessata”»;
dopo il comma 3 sono inseriti i seguenti:
«3-bis. All’articolo 180, comma 1-bis, del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: “adotta entro il 12 dicembre 2013,” sono sostituite
dalle seguenti: “adotta entro il 31 dicembre 2012,”;
b) e’ aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Entro il 31
dicembre di ogni anno, a decorrere dal 2013, il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare presenta alle
Camere una relazione recante l’aggiornamento del programma nazionale
di prevenzione dei rifiuti e contenente anche l’indicazione dei
risultati raggiunti e delle eventuali criticita’ registrate nel
perseguimento degli obiettivi di prevenzione dei rifiuti”.
3-ter. Al fine di assicurare l’integrale attuazione delle
disposizioni dettate dall’articolo 195 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, e di prevenire il determinarsi di situazioni di
emergenza nel territorio nazionale connesse all’insufficienza dei
sistemi e dei criteri di gestione del ciclo dei rifiuti, il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la
Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, predispone e presenta annualmente alle Camere,
entro e non oltre il 31 dicembre di ciascun anno, una relazione
recante l’indicazione dei dati relativi alla gestione dei rifiuti,
alla connessa dotazione impiantistica nelle varie aree del territorio
nazionale e ai risultati ottenuti nel conseguimento degli obiettivi
prescritti dalla normativa nazionale e comunitaria, nonche’
l’individuazione delle eventuali situazioni di criticita’ e delle
misure atte a fronteggiarle»;
il comma 4 e’ soppresso.
Dopo l’articolo 1 e’ inserito il seguente:
«Art. 1-bis (Misure in tema di realizzazione di impianti nella
regione Campania). – 1. All’articolo 5 del decreto-legge 23 maggio
2008, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio
2008, n. 123, la rubrica e’ sostituita dalla seguente:
“Termovalorizzatori di Acerra (NA) e Salerno”.
2. Il comma 3 dell’articolo 5 del decreto-legge n. 90 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 123 del 2008, e’
sostituito dal seguente:
“3. Resta fermo quanto previsto dall’articolo 3 dell’ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri 16 gennaio 2008, n. 3641,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 20 del 24 gennaio 2008, e
dall’articolo 2, comma 2, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio
dei Ministri 17 aprile 2008, n. 3669, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, circa la realizzazione
dell’impianto di termodistribuzione nel comune di Salerno”.
3. All’articolo 8-bis, comma 1, del decreto-legge n. 90 del 2008,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 123 del 2008, le
parole: “Santa Maria La Fossa (CE)” sono sostituite dalle seguenti:
“per quello previsto dal comma 1-bis dell’articolo 8”.
4. All’articolo 7, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n.
195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010, n.
26, e successive modificazioni, le parole: “31 gennaio 2012” sono
sostituite dalle seguenti: “30 giugno 2012”.
5. Il comma 6-bis dell’articolo 10 del decreto-legge 30 dicembre
2009, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio
2010, n. 26, e’ sostituito dal seguente:
“6-bis. Al fine di assicurare la compiuta ed urgente attuazione di
quanto disposto dall’articolo 8, comma 1-bis, del decreto-legge n. 90
del 2008, l’impianto di recupero e smaltimento dei rifiuti e’
realizzato nel territorio del comune di Giugliano, conformemente alla
pianificazione regionale”».
L’articolo 2 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 2 (Disposizioni in materia di commercializzazione di sacchi
per asporto merci nel rispetto dell’ambiente). – 1. Il termine
previsto dall’articolo 1, comma 1130, della legge 27 dicembre 2006,
n. 296, come modificato dall’articolo 23, comma 21-novies, del
decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni,
dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, ai fini del divieto di
commercializzazione di sacchi per l’asporto merci, e’ prorogato fino
all’adozione del decreto di cui al comma 2 limitatamente alla
commercializzazione dei sacchi monouso per l’asporto merci realizzati
con polimeri conformi alla norma armonizzata UNI EN 13432:2002,
secondo certificazioni rilasciate da organismi accreditati, di quelli
riutilizzabili realizzati con altri polimeri che abbiano maniglia
esterna alla dimensione utile del sacco e spessore superiore a 200
micron se destinati all’uso alimentare e 100 micron se destinati ad
altri usi, di quelli riutilizzabili realizzati con altri polimeri che
abbiano maniglia interna alla dimensione utile del sacco e spessore
superiore ai 100 micron se destinati all’uso alimentare e 60 micron
se destinati agli altri usi.
2. Fermo restando quanto previsto dal comma 1, con decreto di
natura non regolamentare adottato dai Ministri dell’ambiente e della
tutela del territorio e del mare e dello sviluppo economico, sentite
le competenti Commissioni parlamentari, notificato secondo il diritto
dell’Unione europea, da adottare entro il 31 dicembre 2012, nel
rispetto della gerarchia delle azioni da adottare per il trattamento
dei rifiuti, prevista dall’articolo 179 del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, possono essere individuate le eventuali
ulteriori caratteristiche tecniche ai fini della loro
commercializzazione, anche prevedendo forme di promozione della
riconversione degli impianti esistenti, nonche’, in ogni caso, le
modalita’ di informazione ai consumatori, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica.
3. Per favorire il riutilizzo del materiale plastico proveniente
dalle raccolte differenziate, i sacchi realizzati con polimeri non
conformi alla norma armonizzata UNI EN 13432:2002 devono contenere
una percentuale di plastica riciclata di almeno il 10 per cento e del
30 per cento per quelli ad uso alimentare. La percentuale di cui al
periodo precedente puo’ essere annualmente elevata con decreto del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare,
sentiti il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il
recupero dei rifiuti di imballaggi in plastica – COREPLA e le
associazioni dei produttori.
4. A decorrere dal 31 dicembre 2013, la commercializzazione dei
sacchi non conformi a quanto prescritto dal presente articolo e’
punita con la sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una
somma da 2.500 euro a 25.000 euro, aumentata fino al quadruplo del
massimo se la violazione del divieto riguarda quantita’ ingenti di
sacchi per l’asporto oppure un valore della merce superiore al 20 per
cento del fatturato del trasgressore. Le sanzioni sono applicate ai
sensi della legge 24 novembre 1981, n. 689. Fermo restando quanto
previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli
agenti di polizia giudiziaria dall’articolo 13 della legge n. 689 del
1981, all’accertamento delle violazioni provvedono, d’ufficio o su
denunzia, gli organi di polizia amministrativa. Il rapporto previsto
dall’articolo 17 della legge n. 689 del 1981 e’ presentato alla
camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura della
provincia nella quale e’ stata accertata la violazione».
L’articolo 3 e’ sostituito dal seguente:
«Art. 3 (Interpretazione autentica dell’articolo 185 del decreto
legislativo n.152 del 2006, disposizioni in materia di matrici
materiali di riporto e ulteriori disposizioni in materia di rifiuti).
– 1. Ferma restando la disciplina in materia di bonifica dei suoli
contaminati, i riferimenti al “suolo” contenuti all’articolo 185,
commi 1, lettere b) e c), e 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006,
n. 152, si interpretano come riferiti anche alle matrici materiali di
riporto di cui all’allegato 2 alla parte IV del medesimo decreto
legislativo.
2. Ai fini dell’applicazione del presente articolo, per matrici
materiali di riporto si intendono i materiali eterogenei, come
disciplinati dal decreto di cui all’articolo 49 del decreto-legge 24
gennaio 2012, n. 1, utilizzati per la realizzazione di riempimenti e
rilevati, non assimilabili per caratteristiche geologiche e
stratigrafiche al terreno in situ, all’interno dei quali possono
trovarsi materiali estranei.
3. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di cui al comma
2 del presente articolo, le matrici materiali di riporto,
eventualmente presenti nel suolo di cui all’articolo 185, commi 1,
lettere b) e c), e 4, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
e successive modificazioni, sono considerate sottoprodotti solo se
ricorrono le condizioni di cui all’articolo 184-bis del citato
decreto legislativo n. 152 del 2006.
4. All’articolo 240, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 3
aprile 2006, n. 152, dopo la parola: “suolo” sono inserite le
seguenti: “, materiali di riporto”.
5. All’articolo 264 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152,
dopo il comma 2 e’ aggiunto il seguente:
“2-bis. Le integrazioni e le modifiche degli allegati alle norme in
materia di gestione dei rifiuti e di bonifica dei siti inquinati del
presente decreto sono adottate con decreto del Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro
della salute e con il Ministro dello sviluppo economico, previo
parere dell’ISPRA, sentita la Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281”.
6. All’allegato D alla parte IV del decreto legislativo n. 152 del
2006, il punto 5 e’ sostituito dal seguente:
“5. Se un rifiuto e’ identificato come pericoloso mediante
riferimento specifico o generico a sostanze pericolose, esso e’
classificato come pericoloso solo se le sostanze raggiungono
determinate concentrazioni (ad esempio, percentuale in peso), tali da
conferire al rifiuto in questione una o piu’ delle proprieta’ di cui
all’allegato I. Per le caratteristiche da H3 a H8, H10 e H11, di cui
all’allegato I, si applica quanto previsto al punto 3.4 del presente
allegato. Per le caratteristiche H1, H2, H9, H12, H13 e H14, di cui
all’allegato I, la decisione 2000/532/CE non prevede al momento
alcuna specifica. Nelle more dell’adozione, da parte del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di uno
specifico decreto che stabilisca la procedura tecnica per
l’attribuzione della caratteristica H14, sentito il parere
dell’ISPRA, tale caratteristica viene attribuita ai rifiuti secondo
le modalita’ dell’accordo ADR per la classe 9 – M6 e M7″».

LEGGE 24 marzo 2012, n. 28 – Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, recante misure straordinarie e urgenti in materia ambientale. (12G0049) – (GU n. 71 del 24-3-2012

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