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Interventi, per l’anno 2004, del piano triennale 2004-2006

Interventi, per l'anno 2004, del piano triennale 2004-2006 per la protezione delle risorse acquatiche, nell'ambito di politiche a sostegno della pesca responsabile.
Decreto Ministeriale

IL SOTTOSEGRETARIO DI STATO
delegato per la pesca e l’acquacoltura 
Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
concernente la disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante il regolamento di esecuzione alla predetta legge n.
963/1965;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154 recante
modernizzazione del settore della pesca e dell’acquacoltura a norma
dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38;
Visto il regolamento (CE) n. 1626/94 del Consiglio, del 27 giugno
1994, e successive modifiche, che istituisce misure tecniche per la
conservazione delle risorse della pesca nel Mediterraneo;
Visto il regolamento (CE) n. 2369/02 del Consiglio, del 20 dicembre
2002, recante modifica al regolamento (CE) n. 2792/99, che definisce
modalità e condizioni delle azioni strutturali comunitarie nel settore
della pesca, in particolare l’art. 12, paragrafo 6, relativo alla
possibilità da parte degli Stati membri di varare misure di
accompagnamento per i membri dell’equipaggio dei pescherecci
interessati, finanziate a livello nazionale, per promuovere
l’interruzione temporanea dell’attività di pesca nel quadro dei piani
di protezione delle risorse acquatiche;
Vista la legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Finanziaria 2002), in
particolare l’art. 52, comma 81, che prevede l’istituzione, per gli
anni 2002, 2003 e 2004, di una misura di accompagnamento sociale in
collegamento con le misure di conservazione delle risorse ittiche, in
occasione di interruzioni temporanee dell’attività di pesca a
strascico e/o volante nel quadro di piani di protezione delle risorse
acquatiche, con uno stanziamento di 10 milioni di euro, per ciascun
anno;
Vista la legge 24 dicembre 2003, n. 350 (Finanziaria 2004), in
particolare l’art. 4, comma 30, che dispone l’approvazione da parte
del Ministro del Piano nazionale della pesca e dell’acquacoltura per
l’anno 2004;
Vista la legge 27 marzo 2004, n. 77, di conversione del decreto-legge
27 gennaio 2004, n. 16, che all’art. 3, comma 1, incrementa di 5
milioni di euro, per l’anno 2004, l’importo di cui all’art. 52, comma
81, della legge finanziaria 2002;
Vista la medesima legge 27 marzo 2004, n. 77, che all’art. 3, comma 2,
istituisce per gli anni 2005 e 2006 una misura di accompagnamento
sociale in collegamento con le misure di conservazione delle risorse
ittiche con uno stanziamento di 9 milioni di euro per ciascun anno;
Visto il decreto 7 maggio 2004 recante il Piano nazionale della pesca
e dell’acquacoltura per l’anno 2004;
Visto il decreto ministeriale 26 luglio 1995, recante la disciplina
del rilascio delle licenze di pesca;
Visto il decreto ministeriale 16 giugno 1998, recante le modalità di
attuazione delle interruzioni tecniche della pesca per le navi
abilitate allo strascico e/o volante relativamente all’anno 1998, ed
in particolare l’art. 9, così come modificato dall’art. 1, comma 2,
del decreto ministeriale 9 luglio 1998, relativo all’istituzione di
quattro zone di riposo biologico;
Visti i decreti ministeriali 19 giugno 2003, recante piano di
protezione delle risorse acquatiche per l’anno 2003, e 20 giugno 2003,
recante le modalità di attuazione delle interruzioni temporanee
dell’attività di pesca per le navi abilitate allo strascico e/o
volante relativamente all’anno 2003;
Ravvisata la necessità, al fine di garantire un migliore equilibrio
fra le risorse biologiche e l’attività di pesca attraverso un piano di
protezione delle risorse acquatiche, elaborato ai sensi e per gli
effetti di quanto previsto dal citato regolamento (CE) n. 2792/99,
art. 12, paragrafo 6, nonché dalla comunicazione della Commissione
europea in materia di aiuti di Stato nel settore della pesca e
dell’acquacoltura, di predisporre un piano di protezione delle risorse
acquatiche, con valenza triennale 2004-2006, come comunicato alla
Commissione europea con la nota n. 200418674 del 1° giugno 2004;
Considerato che sulla base dei risultati scientifici conseguiti la
misura può essere modulata diversamente per gli anni successivi;
Visto il decreto 5 novembre 2001, prot. n. 36243/1162, del Ministro
delle politiche agricole e forestali, con il quale sono state delegate
al Sottosegretario di Stato on.le Paolo Scarpa Bonazza Buora le
funzioni istituzionali concernenti la disciplina generale ed il
coordinamento in materia di pesca, acquacoltura e gestione delle
risorse ittiche marine;  Decreta:
Art. 1.
Piano di protezione delle risorse acquatiche
1. Gli interventi regolati dal presente decreto sono riferiti all’anno
2004 e fanno parte di un piano triennale 2004-2006 per la protezione
delle risorse acquatiche che, nell’ambito di politiche a sostegno
della pesca responsabile, prevede una serie di misure progressive
miranti a migliorare la sostenibilità dell’attività di pesca
marittima. L’impatto sulle risorse di tali misure sarà oggetto di
valutazione scientifica al fine di verificanie l’efficacia.
Art. 2.
Interruzione temporanea della pesca per l’anno 2004
1. Le interruzioni temporanee della pesca, relativamente all’anno
2004, per le navi autorizzate ai sistemi di pesca di seguito
individuati, ad esclusione delle unità abilitate alla pesca oceanica
che operano oltre gli stretti, sono disciplinate dai successivi
articoli.
2. Le regioni a statuto speciale Sicilia e Sardegna potranno
disciplinare, per le navi iscritte nei propri compartimenti marittimi,
ad esclusione delle unità abilitate alla pesca oceanica che operano
oltre gli stretti, le interruzioni temporanee della pesca in
conformità al presente decreto oppure in base alle rispettive
legislazioni regionali e con le eventuali misure sociali di
accompagnamento a carico dei rispettivi bilanci.
Art. 3.
Interruzione temporanea obbligatoria in Adriatico e Ionio
1. Per tutte le navi da pesca di cui all’art. 2, comma 1 abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Trieste a Crotone compresi, è disposta un’interruzione
temporanea obbligatoria della pesca di trentacinque giorni
consecutivi, secondo i seguenti periodi e nelle seguenti aree:
a) da Trieste a Bari (*)dal 2 agosto al 5 settembre;
b) da Brindisi (*) a Crotone dal 6 settembre al 10 ottobre.
2. Dal 5 luglio al 1° agosto 2004 è altresì stabilita una ulteriore
interruzione temporanea facoltativa per tutte le unità da pesca
iscritte nei compartimenti marittimi dell’Adriatico e dello Ionio
escluse le turbosoffianti, previa comunicazione scritta dell’armatore
all’ufficio di iscrizione della nave e/o consegna dei documenti di
bordo entro il giorno precedente all’interruzione.
3. Per i periodi di interruzione temporanea di cui ai precedenti commi
1 e 2 sono corrisposte le misure sociali di cui al successivo art. 7.
Tali misure non si applicano ai casi in cui, per lo stesso titolo,
l’interessato abbia ricevuto altra misura da parte delle regioni,
delle province, dei comuni o di altri enti pubblici, fatta salva la
possibilità di integrazione alla misura massima consentita a carico
dei predetti enti pubblici. Tali misure non si applicano per periodi
di interruzione facoltativa inferiore ai dieci giorni consecutivi.
4. Durante il periodo di interruzione temporanea della pesca a
strascico e/o volante è fatto divieto di esercitare l’attività di
pesca, nelle acque compartimentali oggetto dell’interruzione
temporanea, alle navi da pesca provenienti da altri compartimenti. La
violazione del presente divieto sarà punita in base alla normativa
vigente.
5. Le navi da pesca che operano in aree diverse dai compartimenti di
iscrizione possono effettuare l’interruzione temporanea nel periodo
previsto in tali aree, previa comunicazione scritta all’ufficio di
iscrizione della nave entro il giorno precedente l’interruzione ivi
prevista.
6. Le navi abilitate all’esercizio con altri sistemi di pesca, oltre
allo strascico e/o volante, nonché quelle autorizzate al pescaturismo
possono optare, con rinuncia alle misure sociali di cui all’art. 7,
per la continuazione, durante il periodo di interruzione obbligatorio,
della pesca con gli altri sistemi, previo sbarco delle attrezzature
per lo strascico e/o volante. A tal fine l’armatore deve dare
comunicazione scritta, entro e non oltre il giorno precedente l’inizio
dell’interruzione temporanea obbligatoria, al capo del compartimento
di iscrizione o all’autorità marittima del porto di base logistica.
NOTA:
(*)Così modificato dall’ articolo unico del Decreto Ministeriale 22
Luglio 2004.Art. 4.
Interruzione temporanea facoltativa in Tirreno
1. Le imprese armatrici di navi da pesca a strascico e/o volante,
iscritte nei compartimenti marittimi da Reggio Calabria ad Imperia
compresi, hanno facoltà di aderire all’interruzione temporanea della
pesca per un periodo di trentacinque giorni consecutivi, nell’arco
temporale dal 5 luglio al 10 ottobre 2004. A tal fine l’armatore deve
dare comunicazione scritta, al capo del compartimento di iscrizione,
della data di inizio dell’interruzione e del porto di base logistica,
almeno cinque giorni prima della data di inizio prescelta.
Art. 5.
Ulteriori misure tecniche
1. Fermo restando quanto previsto dal contratto collettivo nazionale
di lavoro in materia di riposo settimanale, in tutti i compartimenti
marittimi, è vietata la pesca con il sistema a strascico e/o volante
nei giorni di sabato, domenica e festivi. Con separato decreto sarà
disciplinato, in deroga al suddetto principio, lo svolgimento
dell’attività di pesca in coincidenza con talune festività.
2. Non è consentito nei giorni di sabato e domenica il recupero di
eventuali giornate di inattività causate da condizioni meteomarine
avverse.
3. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle navi da pesca
esercitanti il pescaturismo, previo sbarco degli attrezzi ovvero
apposizione dei sigilli da parte della autorità marittima.
4. Nei periodi di interruzione temporanea nelle aree di cui all’art.
3, comma 1, la pesca con i sistemi a strascico e/o volante è vietata a
tutte le navi provenienti dalle altre aree.
5. Nell’arco temporale dal 5 luglio al 10 ottobre 2004 è interdetta,
nelle acque dei compartimenti marittimi dell’Adriatico e dello Ionio,
la pesca a strascico e/o volante entro una distanza dalla costa
inferiore alle 4 miglia ovvero con una profondità d’acqua inferiore a
60 metri.
6. In deroga alle disposizioni di cui al precedente comma 5, i capi
dei compartimenti marittimi, valutate le realtà locali e sentite le
rispettive commissioni consultive locali per la pesca marittima,
possono adottare, con propria ordinanza, una diversa disciplina per le
unità abilitate allo strascico e/o volante di stazza lorda inferiore a
10 tsl o 15 GT.
7. Il comma 5 non si applica nelle acque dei compartimenti marittimi
di Monfalcone e Trieste in considerazione della particolare posizione
geografica ditali compartimenti.
Art. 6.
Misure tecniche successive all’interruzione temporanea
1. Il divieto di cui all’art. 5, comma 4, si applica a tutte le unità
abilitate all’esercizio della pesca a strascico e/o volante anche per
i dieci giorni feriali successivi al termine dell’interruzione.
2. Nelle otto settimane successive all’interruzione temporanea, e
comunque non oltre il 31 dicembre 2004, le unità che effettuano il
fermo obbligatorio, autorizzate allo strascico e/o volante, osservano
un ulteriore periodo di interruzione dell’attività tale da consentire
un numero massimo di giorni operativi di pesca pari a trenta
nell’intero periodo.
3. Nelle otto settimane successive all’interruzione temporanea i
comitati di gestione delle zone di tutela biologica, istituite ai
sensi dell’art. 98 del decreto del Presidente della Repubblica n.
1639/1968, possono limitare lo sforzo di pesca all’interno delle
citate zone.
Art. 7.
Misure sociali di accompagnamento alle interruzioni temporanee
1. Per l’interruzione temporanea, prevista all’art. 3, commi 1 e 2, e
all’art. 4 del presente decreto, sono corrisposte le misure sociali di
accompagnamento, consistenti in:
a) minimo monetario garantito, previsto dal contratto collettivo
nazionale di lavoro vigente, a ciascun marittimo che risulti dal
ruolino d’equipaggio imbarcato alla data di inizio dell’interruzione
tecnica;
b) oneri previdenziali ed assistenziali, dovuti per i marittimi di cui
alla precedente lettera a).
Art. 8.
1. Con successivo provvedimento saranno disciplinate le modalità di
attuazione del presente decreto nonché le procedure di liquidazione
delle misure sociali di cui al precedente art. 7.
Il presente decreto è trasmesso all’organo di controllo per la
registrazione, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana ed entra in vigore il giorno successivo alla sua
pubblicazione.

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