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Inquinamento atmosferico

Inquinamento atmosferico - Attuazione del D.P.R. n. 616 del 24 luglio 1977
Circolare Ministeriale

In relazione al nuovo sistema di distribuzione delle funzioni
tra lo Stato e le Regioni, l’art. 102 del D.P.R. 24 luglio 1977, n.
616 (operante dal 10 gennaio 1978) stabilisce, fra l’altro, che sono
di competenza dello Stato le funzioni amministrative concernenti
"la fissazione dei limiti minimi inderogabili di
accertabilità delle emissioni inquinanti
nell’atmosfera…“Si premette che i decreti del Presidente della
Repubblica n. 1391 del 22 dicembre 1970 e n. 322 del 15 aprile 1971
(regolamenti di attuazione della legge n. 615 del 1966) forniscono le
seguenti definizioni ”Emissioni: prodotti che comunque vengono
immessi nell’atmosfera"; "Immissioni: le emissioni che
determinano inquinamento atmosferico…“Poiché i predetti
termini ricorrono spesso nel prosieguo della presente circolare si
ritiene opportuno precisare che per emissioni si intendono gli
inquinamenti misurati allo sbocco del camino e prima della loro
diffusione nell’atmosfera, mentre per immissioni si intendono gli
inquinamenti misurati dopo la diffusione nell’atmosfera e a livello di
habitat umano, al punto che attualmente, per indicare lo stesso
concetto, si tende a sostituire il termine "immissioni" con
la dizione "concentrazioni al suolo".Per quanto riguarda le
immissioni rimane ferma la vigente normativa e quindi valgono tuttora
i limiti fissati per le sostanze inquinanti dall’art. 8 del predetto
D.P.R. n. 322/1970. Peraltro tale normativa è già in via
di revisione sia per quanto riguarda i limiti delle immissioni, che le
sostanze inquinanti secondo il procedimento fissato nel citato
decreto.In ordine alle emissioni occorre premettere che, in base alla
vigente normativa antismog (legge n. 615/1966 e D.P.R. n. 322/1971
citato), la fissazione dei limiti alle emissioni è di
competenza dei Comitati regionali contro l’inquinamento atmosferico
(CRIA). Questa soluzione ha trovato fondamento nel fatto che solo a
livello regionale possono essere correttamente individuati i numeri
parametrici di correlazione tra emissioni ed immissioni
(meteorologici, climatici, orografici, topografici, densità
industriale ed urbanistica, etc.) in modo che i valori limite di
queste ultime siano adeguati alle esigenze reali di tutela
ambientale.Ciò premesso, stante la necessità di emanare
una normativa tecnica nazionale, come previsto dal D.P.R. n. 616/1977
citato, occorre per forza di cose prevedere valori-limite tali da
evitare pericoli per la salute in qualsiasi condizione ambientale e
cioè quali che siano le condizioni meteorologiche, orografiche,
ecc. in cui operano le industrie potenzialmente inquinanti in modo che
non siano comunque superati i limiti alle immissioni.Pertanto si
ravvisa la necessità che:a) al fine di impostare gli studi ed i
lavori per la determinazione dei valori numerici dei limiti alle
emissioni, le Regioni (a statuto ordinario ed a statuto speciale)
inviano a questo Ministero tutti gli elementi di cui dispongono
unitamente alla documentazione in possesso dei Comitati regionali
contro l’inquinamento atmosferico;b) nel frattempo rimanga fermo il
criterio generale fissato dalla legge n. 615/1966 e dal D.P.R. n.
322/1971 di contenere le emissioni entro i piu ristretti limiti che il
progresso della tecnica consenta, ed i CRIA continuino ad operare in
base al disposto del predetto D.P.R. n. 322/1971 con particolare
riferimento agli artt. 5, punto 3) e 10, punto 4); ciò anche in
considerazione del preminente interesse in materia attribuito all’Ente
regione, con la norma di cui all’art. 101, lettera c) del più
volte richiamato D.P.R. n. 616/1977;c) al predetto criterio
generale (limite minimo), di cui al precedente punto b), debbono
attenersi le Regioni nell’emanazione della normativa di loro
competenza ai sensi del predetto art. 101 destinato ad adeguare i
limiti in questione alle particolari condizioni locali (di
inquinamento, meteorologiche, ecc….)Con l’occasione si chiarisce che
sino a diversa regolamentazione della materia da farsi con legge
regionale, rimane ferma la composizione attuale del CRIA secondo
l’art. 5 della legge n. 615/1966, mentre competerà al
Presidente della giunta regionale provvedere alla nomina dei membri
del Comitato stesso ed alla sostituzione di quelli dimissionari o
decaduti per qualsiasi causa ai sensi dell’ultimo comma dell’art. 101
del D.P.R. n. 616/1977.In ultimo, a seguito di quesiti rivolti a
questa Amministrazione, si conferma che, in base al combinato disposto
degli artt. 101 e 102 citati, allo Stato compete la determinazione,
d’intesa con le Regioni interessate, di zone di controllo
dell’inquinamento atmosferico a carattere interregionale e alle
Regioni, per esclusione, compete la predetta determinazione in
riferimento al proprio territorio e la conseguente inclusione dei
Comuni nelle zone "A" e "B" di cui all’art. 3
della legge n. 615/1966.

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