Indicazioni esplicative per l'applicazione del decreto legislativo del 14 marzo 2003, n. 65, di recepimento della direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 1999 | Chimici.info

Indicazioni esplicative per l’applicazione del decreto legislativo del 14 marzo 2003, n. 65, di recepimento della direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 1999

Indicazioni esplicative per l'applicazione del decreto legislativo del 14 marzo 2003, n. 65, di recepimento della direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 31 maggio 1999 e della direttiva 2001/60/CE della Commissione del 7 agosto 2001, concernente la classificazione, imballaggio ed etichettatura dei preparati pericolosi.
Circolare Ministeriale

Ai Presidenti delle giunte regionali
Ai Presidenti delle province di Trento e di Bolzano e, per conoscenza:
Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Al Ministero dell’interno
Al Ministero per le attività produttive
Al Ministero per le politiche agricole e forestali
Al Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio
Ai prefetti della Repubblica
Ai presidenti delle amministrazioni provinciali
Agli assessori regionali alla sanità
Agli assessori provinciali alla sanità
Al Comando centrale carabinieri NAS
All’Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro
All’Istituto superiore di sanità

Con il decreto legislativo 14 marzo 2003, n. 65 (decreto
legislativo n. 65/2003) (supplemento ordinario n. 61/L alla
Gazzetta Ufficiale n. 87 del 14 aprile 2003) viene data attuazione
alla direttiva n. 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 31 maggio 1999 e alla direttiva 2001/60/CE della Commissione del 7
agosto 2001 concernente il riavvicinamento delle disposizioni
legislative, regolamentari ed amministrative degli Stati membri
relative alla classificazione, imballaggio ed etichettatura dei
preparati pericolosi.
La direttiva 1999/45/CE apporta una serie di modifiche alla disciplina
di base (direttiva 88/379/CEE del Consiglio del 7 giugno 1988)
originariamente recepita nell’ordinamento italiano con decreto
ministeriale 28 gennaio 1992, sostituito successivamente dal decreto
legislativo 16 luglio 1998, n. 285.
Pertanto il decreto legislativo n. 65/2003 rappresenta la
nuova normativa quadro in materia di classificazione, imballaggio ed
etichettatura dei preparati pericolosi.
Nel dare attuazione alla direttiva in questione, anziché riferirsi
solo ai numerosi articoli modificati rispetto alla precedente
normativa, si è preferito riscrivere in maniera completa il decreto
legislativo, abrogando quello del 16 luglio 1998, n. 285, per
facilitare, a livello operativo e mediante un testo consolidato,
l’attività tanto di coloro cui il decreto medesimo è diretto, quanto
di coloro cui è deputata la valutazione della corretta applicazione
dello stesso.
Il decreto in oggetto fornisce i criteri per la valutazione di
pericolosità dei preparati, indipendentemente dalla loro destinazione
d’uso, e completa l’azione intrapresa, in stretto collegamento con le
analoghe direttive dell’U.E., per regolamentare la complessa
problematica della classificazione, imballaggio ed etichettatura dei
preparati pericolosi. E’ da sottolineare che vengono ulteriormente
specificati adempimenti che hanno lo scopo di assicurare una miglior
tutela delle persone che entrano in contatto con i preparati
pericolosi, sia per motivi professionali sia per l’utilizzazione
personale.
La complessità degli adempimenti previsti, abbinata alla novità degli
stessi per alcuni settori produttivi, comportano per i destinatari
della norma un notevole sforzo organizzativo.
Considerando i tempi richiesti a livello operativo per dare una
compiuta attuazione alla norma si renderà necessario che gli organismi
di controllo, soprattutto nella fase iniziale di applicazione del
decreto in oggetto, esercitino anche un’azione di supporto consultivo
nei confronti dei soggetti alla norma, al fine di realizzare una
corretta e completa applicazione della stessa, agendo in stretto
collegamento con questo Ministero e con l’Istituto superiore di sanità
che sono, come sempre, a disposizione per fornire il necessario
ausilio sotto il profilo sia interpretativo che attuativo.
Si evidenzia, inoltre, l’esigenza di instaurare un continuo e proficuo
scambio di informazioni tra le varie regioni al fine di consentire
l’individuazione di situazioni anomale specie in quei casi in cui il
responsabile dell’immissione in commercio di preparati pericolosi
risieda in una regione diversa rispetto all’immissione stessa. Si
ricorda a tale proposito che questo Ministero aveva già emanato la
circolare del 12 settembre 2000, n. 13, con la quale venivano date
indicazioni specifiche sulle attività di vigilanza sul territorio
nazionale anche allo scopo di assicurare un’applicazione annonizzata
dell’attività’ di vigilanza.
Fra le variazioni significative rispetto al decreto legislativo n.
285/1998, si evidenziano le seguenti:
viene introdotta per la prima volta, anche per i preparati, la
categoria di pericoloso per l’ambiente;
viene prevista, su richiesta, una scheda informativa in materia di
sicurezza (SDS) anche per i preparati non classificati pericolosi, non
destinati al pubblico, contenenti almeno una sostanza pericolosa per
la salute o per l’ambiente in concentrazione superiore o uguale
all’1%, oppure per la quale è previsto un limite di esposizione
comunitario negli ambienti di lavoro;
viene sancito l’obbligo di indicare nell’etichettatura di taluni
preparati non classificati come sensibilizzanti, il nome chimico della
o delle sostanze classificate ufficialmente o provvisoriamente
sensibilizzanti contenute in concentrazione almeno dello 0,1%; viene
stabilito il principio che il sistema di calcolo prevale sul test
sperimentale;
per i preparati liquidi con punto d’infiammabilità maggiore di 55°C e
contenenti idrocarburi alogenati e sostanze infiammabili o facilmente
infiammabili in concentrazione superiore al 5%, sarà obbligatorio
indicare in etichettatura che il preparato può diventare facilmente
infiammabile o infiammabile durante l’uso;
viene sancito inoltre l’obbligo di indicare in etichettatura la frase
R67, («l’inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini»),
se la sostanza o le sostanze con frase R67 siano presenti nella
concentrazione di almeno il 15%, a meno che il preparato sia contenuto
in confezioni ridotte o sia già classificato, per la tossicità acuta,
pericoloso per via inalatoria;
vengono inseriti, per la prima volta, nel campo di applicazione della
disciplina in materia di classificazione, imballaggio ed etichettatura
dei preparati pericolosi i prodotti fitosanitari, fatte salve le
disposizioni del decreto legislativo n. 194/1995, e successive
modificazioni, nonché i prodotti biocidi, fatte salve le disposizioni
del decreto legislativo n. 174/2000, e successive modificazioni;
viene resa obbligatoria l’apposizione in etichetta, per i cementi o i
preparati di cemento non classificati sensibilizzanti, ma contenenti
più di 2 ppm di cromo (VI) di una avvertenza riguardante la
possibilità che si produca una reazione allergica;
vengono definite, per la prima volta, le modalità di attuazione della
vendita a distanza;
vengono sancite regole per mantenere, in taluni casi, riservata la
composizione di un preparato pericoloso informando della completa
composizione solo le autorità preposte al controllo e i centri
antiveleni.(Art. 1)
Campo di applicazione

Non sono più esclusi dal campo di applicazione gli
esplosivi e i prodotti pirotecnici in quanto, fatte salve le norme
specifiche applicabili a tali prodotti e riguardanti la sicurezza e la
pericolosità di impiego, si pone risalto al problema dei possibili
pericoli legati all’esposizione essenzialmente professionale alle
sostanze tal quali e ai prodotti di decomposizione.
A decorrere dal 30 luglio 2004 i preparati disciplinati dai decreti
legislativi 17 marzo 1995, n. 194 (prodotti fitosanitari) e 25
febbraio 2000, n. 174 (biocidi), entreranno a pieno titolo nell’ambito
di competenza della presente normativa per quanto concerne la
classificazione, l’imballaggio, l’etichettatura e le SDS. In relazione
ai preparati attualmente sottoposti alla disciplina del decreto del
Presidente della Repubblica n. 392/1998, in materia di presidi
medico-chirurgici, considerato che tali preparati rientrano nelle
categorie dei biocidi di cui all’allegato IV del decreto legislativo
n. 174/2000, e che il comma 4 dell’art. 20 del decreto legislativo n.
65/2003, prevede che per i preparati che rientrano nell’ambito
di applicazione del decreto legislativo n. 174/2000, le disposizioni
da esso previste entrano in vigore il 30 luglio 2004, la disposizione
di cui il comma 4 dell’art. 20 del decreto legislativo n.
65/2003, può intendersi estesa ai suddetti preparati.
Analoghe considerazioni valgono per tutti gli altri preparati che
rientrano tra le categorie di biocidi di cui all’allegato 4 del
decreto legislativo n. 174/2000, e che sono previsti dall’art. 1,
comma 1 del decreto legislativo n. 65/2003.
Restano esclusi dal campo d’applicazione i seguenti preparati, allo
stadio di prodotto finito e destinato all’utilizzatore finale: i
medicinali per uso umano e veterinario, i prodotti cosmetici, i
rifiuti, i prodotti alimentari, i mangimi, i preparati radioattivi, i
dispositivi medici invasivi o utilizzati a contatto diretto con il
corpo umano.
Il presente decreto non si applica ai preparati durante il trasporto
per ferrovia, su strada, per via fluviale, marittima ed aerea e
durante il transito soggetto a controllo doganale esclusivamente se i
preparati sono allo stadio di utilizzazione finale.(Art. 2)
Definizioni.
Definizioni dei soggetti responsabili
dell’immissione sul mercato (art. 2, lettera d).
Il decreto legislativo n. 65/2003 definisce per immissione sul
mercato la messa a disposizione di terzi ed anche l’importazione nel
territorio doganale dell’Unione europea dei preparati chimici
rientranti nel campo d’applicazione definito all’art. 1 dello stesso
decreto legislativo n. 65/2003.
Ai sensi del decreto legislativo n. 65/2003, il responsabile
dell’immissione sul mercato dei preparati chimici (RIMPP) stabilito
all’interno dell’Unione europea può configurarsi all’interno di ogni
singolo Stato membro ed ovviamente dello Stato italiano come il
fabbricante, ovvero l’importatore, ovvero il distributore. La figura
del produttore riportata nella presente normativa è da considerarsi
sinonimo di responsabile dell’immissione sul m…

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