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DPR 24 Luglio 1996

DPR 24 Luglio 1996 n. 459 - Direttiva macchine - Controlli di mercato - Chiarimenti operativi
Lettera Circolare

1. Applicabilità della normativa previgente Da parte di alcuni
uffici periferici sono state avanzate perplessità in merito
all’applicabilità delle norme previgenti il D.P.R. 459/96, su macchine
e componenti di sicurezza recanti la marcatura CE posti in servizio
sia prima che dopo il 21.09.96, data di entrata in vigore del decreto
in oggetto.Si forniscono pertanto, sentita anche la Divisione VII dei
Rapporti di Lavoro, ulteriori chiarimenti operativi.Al riguardo giova
precisare che, il costruttore il quale, antecedentemente al 21.9.1996,
ha consapevolmente apposto la marcatura CE su macchine o componenti di
sicurezza immessi sul mercato ha di fatto espresso l’intendimento di
voler seguire la procedura comunitaria, anche se non ancora recepita,
anziché la regolamentazione nazionale. Ne discende, pertanto, che le
suddette macchine devono essere considerate alla stessa stregua di
quelle immesse sul mercato dopo l’entrata in vigore del D.P.R.
459/96.Va altresì considerato che l’articolo 4 della direttiva
98/37/CE (modificazione della direttiva 89/392/CEE, modificata da
ultimo dalla direttiva 93/68/CEE) stabilisce che “Gli Stati membri non
possono vietare, limitare od ostacolare l’immissione sul mercato e la
messa in servizio nel loro territorio delle macchine e dei componenti
di sicurezza conformi alle disposizioni della presente direttiva”.Di
conseguenza, il voler assoggettare le macchine e i componenti di
sicurezza anche alla norme nazionali previgenti (es. D.P.R.547/55),
costituirebbe violazione dell’articolo summenzionato.Riguardo ai
livelli di sicurezza garantiti dai differenti sistemi normativi, non è
possibile sostenere che il D.P.R. 547/55 garantisce, in talune
circostanze, livelli di sicurezza superiori ai requisiti essenziali di
sicurezza (RES) di cui all’allegato I al D.P.R. 459/96 visto che il
legislatore comunitario, nell’adottare la direttiva 98/37/CE, ha in
premessa ravvisato la necessità di ravvicinare le norme in materia di
sicurezza senza abbassare i livelli di protezione esistenti e
giustificati negli Stati membri.Si ribadisce, con l’occasione, quanto
già affermato con lettera circolare prot.n.1067 del 30.9.1999, vale a
dire che per le macchine messe in servizio prima del 21.09.96 e non
marcate CE restano valide le disposizioni del più volte citato D.P.R.
547/55, come noto, anche di recente, integrato e modificato.Si
rammenta che tutte le disposizioni tecnico-costruttive contenute nelle
norme previgenti il DPR 459/96 restano valide:per la fabbricazione
delle macchine non comprese nel campo di applicazione del DPR 459/96 e
non regolamentate da altre disposizioni di recepimento di direttive
comunitarie, per la valutazione di sicurezza di quelle messe in
servizio fuori dal regime individuato da detto decreto (cioè quelle
non recanti la marcatura CE). 2.Aspetti sanzionatori In merito al
controllo di conformità delle macchine e componenti di sicurezza si
ribadisce quanto riportato al punto 1 della lettera circolare prot.
1067 del 30.09.99, ed in particolare: “qualora venga riscontrata la
presunta non conformità di una macchina o di un componente di
sicurezza, si ritiene opportuno che l’ispettore, contestualmente alla
suddetta comunicazione, informi per iscritto l’utilizzatore della
riscontrata non conformità interessandolo, in attesa della conclusione
dell’iter di cui all’art. 7 del DPR 459/1996, ad adottare tutte le
misure alternative che garantiscano un livello di sicurezza
equivalente e comunque atte a salvaguardare l’incolumità dei
lavoratori . L’accertatore, inoltre, con il verbale di ispezione
esprimerà la riserva di adottare eventuali provvedimenti sanzionatori
al termine degli accertamenti tecnici che saranno effettuati ai sensi
del citato art. 7 del DPR 459/1996”; diversamente, in caso di
accertamento connesso ad un evento infortunistico, l’ispettore non
mancherà di informare, comunque, tempestivamente l’Autorità
Giudiziaria. Si precisa altresì che se in esito agli accertamenti
tecnici esperiti ai fini dell’applicazione della procedura di cui
all’art.7.4 del D.P.R. 459/96 venga confermata la non conformità della
macchina, nei confronti del costruttore (o mandatario) italiano è
ravvisabile la violazione dell’art.6, comma 2, del D.Lgs. 626/94 e
successive modifiche ed integrazioni.In questo caso, al contravventore
sarà impartita una apposita prescrizione tesa all’eliminazione
dell’inosservanza. I tempi tecnici necessari per l’attuazione della
prescrizione dovranno essere opportunamente valutati in funzione della
complessità dell’intervento e del numero di macchine da adeguare.Si
ritiene opportuno precisare che nei confronti del costruttore (o
mandatario) dovrà essere contestata una sola violazione del citato
art.6 del D.Lgs. 626/94 e che copia della prescrizione andrà trasmessa
alla Procura della Repubblica territorialmente competente rispetto al
luogo di consumazione del reato.Nei confronti del venditore è
analogamente ravvisabile la violazione dell’art.6, comma 2, del D.Lgs.
626/94 ma, nei confronti dello stesso non verrà impartita alcuna
prescrizione in quanto la stessa è già stata impartita al costruttore
.L’ispettore, in ogni caso, dovrà impartire al venditore una apposita
disposizione, ai sensi dell’art.10 del DPR 520/55 la cui inosservanza
è sanzionata dall’art11 del DPR 520/55 così come modificato dal DPR
758/94, tesa a vietare la vendita di macchine analoghe prima del loro
adeguamento.La notizia di reato andrà trasmessa alla Procura della
Repubblica territorialmente competente rispetto al luogo di
consumazione del reato.Nel caso in cui uno o più dei soggetti di cui
sopra siano non italiani, l’attivazione delle procedure di
salvaguardia del mercato, rimarrà compito delle strutture centrali dei
Ministeri di cui all’art.7.1 del D.P.R. 459/96, secondo quanto
appositamente concordato in ambito comunitario.Nei confronti
dell’utilizzatore è invece ravvisabile la violazione dell’art.35
(combinato disposto degli articoli 35 e 36, comma 1) del più volte
menzionato D.Lgs. 626/94 e successive modifiche.È da rilevare che, ove
la non conformità della macchina o del componente di sicurezza sia
determinata da carenze non ravvisabili direttamente dal venditore e/o
dall’utilizzatore (es. carenze strutturali o progettuali, vizi occulti
di prodotto, etc.), si procederà nei confronti del costruttore o del
mandatario per la violazione dell’art.6 del D.Lgs. 626/94 mentre, nei
confronti del venditore e dell’utilizzatore è opportuno trasmettere
all’Autorità Giudiziaria una notizia di reato, contenente tutte le
opportune notizie tecnico-giuridiche. Le informazioni fornite dovranno
essere tali da consentire alla stessa A.G. di poter stabilire
l’eventuale sussistenza del reato.3.ProcedureQualora nel corso
dell’attività di vigilanza venga accertata l’immissione sul mercato o
la messa in servizio di macchine o componenti di sicurezza privi delle
attestazioni e/o marcature previste dall’art. 2 del D.P.R. 459/96 si
procederà, per gli aspetti sanzionatori, direttamente nei confronti
del costruttore, del venditore e dell’utilizzatore. Anche in questo
caso gli accertatori sono tenuti a darne immediata comunicazione al
Ministero dell’Industria – D.G.S.P.C. Ispettorato Tecnico e a questo
Ministero – Dir. Gen. AA.GG. e Personale – Div. VII – Coordinamento
Isp. Lavoro, utilizzando il modello allegato alla già citata lettera
circolare.Quando risulti opportuno in relazione alla necessità di
adempiere alle proprie obbligazioni in materia di controllo del
mercato, questo Ufficio incaricherà le DPL di acquisire presso i
costruttori parti del fascicolo tecnico e/o altra documentazione. In
tal caso la corrispondente richiesta nei, confronti di detti soggetti,
sarà formalizzata dalle predette Direzioni ai sensi dell’art.4 della
legge 628/61 con facoltà di applicare, in caso di inottemperanza da
parte del costruttore, le sanzioni previste dallo stesso art.4 e
successive modifiche.Al fine di verificare se il costruttore abbia
effettivamente eliminato le inosservanze rilevate sulle macchine
oggetto di segnalazione di non conformità al D.P.R.459/96, e ad
integrazione di quanto detto al paragrafo 5 comma 5 della lettera
circolare già citata, le DPL dovranno effettuare un accesso ispettivo
presso il costruttore procedendo come segue:macchine per le quali la
ditta costruttrice non ha dato riscontro alla diffida di adeguamento
ai requisiti essenziali di sicurezza notificatale dal Ministero
dell’Industria a seguito di accertamenti tecnici svolti dall’ISPESL:
l’ispettore dovrà accertare la eventuale eliminazione delle
inosservanze rilevate e ove il costruttore non abbia proceduto
all’adeguamento richiesto dal Ministero dell’Industria, contestare la
violazione dell’art.6.2 del D.Lgs. 626/94 e successive modifiche, e
impartire apposita prescrizione secondo le procedure ex art.20 e
seguenti del D.Lgs 758/94 salvo che siano in corso i termini stabiliti
dalla ASL a seguito di eventuale precedente prescrizione. I tempi
tecnici necessari per l’attuazione della prescrizione dovranno essere
opportunamente valutati in funzione della complessità dell’intervento
e del numero di macchine da adeguare.Nell’ipotesi in cui il
costruttore abbia eliminato le inosservanze rilevate si procederà
secondo quanto specificato nel caso successivo.Per quanto riguarda le
macchine già immesse sul mercato se ne dovrà acquisire l’elenco con i
relativi indirizzi e numeri di fabbrica.macchine per le quali la ditta
costruttrice ha comunicato di aver eliminato la non conformità ai
requisiti essenziali di sicurezza e l’adeguamento di quelle già
immesse sul mercato: in questo caso l’ispettore prenderà atto della
effettiva attuazione delle misure correttive decise dal costruttore e
acquisirà le prove dell’avvenuto adeguamento di quelle già immesse sul
mercato (ad esempio acquisendo ricevute di trasmissione di
documentazione inte…

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