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Dispositivi ed apparecchiature di sicurezza per impianti termici

Dispositivi ed apparecchiature di sicurezza per impianti termici - Specifiche di prova
Circolare Ministeriale

In relazione a quanto previsto per i dispositivi indicati in
oggetto dalle norme riguardanti gli impianti termici di cui alle
Circolari n. 68 del 25 novembre 1969 e n. 73 del 29 luglio
1971, il Centro Studi ed Esperienze, in base anche alle prove
eseguite su prototipi di dispositivi ed apparecchiature di sicurezza
finora esaminati, ha elaborato le specifiche tecniche con le quali
vengono definite le modalità di prova cui le apparecchiature stesse
vengono sottoposte per la verifica della loro idoneità ai fini
dell’approvazione da parte di questo Ministero.
Le predette specifiche tecniche riguardano: 1) Dispositivi
automatici di sicurezza per bruciatori a gas (Circolare Ministeriale
n. 68 del 25 novembre 1969):
a) valvole termoelettriche di comando e di sicurezza;
b) elettrovalvole di sicurezza;
c) apparecchi elettronici ed elettromeccanici di programmazione e di
controllo fiamma. 2) Dispositivi di limitazione di carico dei
serbatoi di gasolio od olio combustibile (Circolare Ministeriale n. 73
del 29 luglio 1971). 3) Dispositivi automatici di
intercettazione del gasolio od olio combustibile (Circolare
Ministeriale n. 73 del 29 luglio 1971):
a) valvole meccaniche;
b) elettrovalvole;
e sono riportate in allegato alla presente Circolare. Ai fini di
favorire le categorie interessate si prega di dare alla presente
normativa la massima diffusione. Allegato A
25 marzo 1974Laboratorio di macchine
Prove sui dispositivi automatici di sicurezza per bruciatori di gas
negli impianti termici (Circolare Ministeriale n. 68 del 25 novembre
1969). a) Valvole termoelettriche di comando e di
sicurezza (non ammesse negli impianti ad aria soffiata).
1) Misura del primo tempo di sicurezza, in fase di accensione. Se
definito (accensione automatica), non deve superare 10 secondi.
2) Misura del tempo di risposta del circuito rivelatore
all’apparizione della fiamma. Deve essere non superiore a 30 secondi.
3) Misura del secondo tempo di sicurezza. Se definito (bruciatore di
accensione in luogo del bruciatore pilota a fiamma permanente), deve
essere non superiore al tempo di arresto stabilito dalla Circolare n.
68.
4) Misura del tempo di chiusura. Deve essere non superiore al tempo di
arresto stabilito dalla Circolare n. 68.
5) Prova di ermeticità delle valvole di sicurezza, eseguita con aria.
Non si deve verificare alcun passaggio di gas (segnalato da bolle
d’aria in acqua). La pressione di prova è di 90 mbar.
6) Misura della resistenza di isolamento degli avvolgimenti
dell’elettrovalvola alimentati dalla rete elettrica (220 V 50 Hz)
eseguita in corrente continua a 500 V. Deve essere superiore a 50
megaohm.
7) Controllo della protezione degli avvolgimenti dell’elettrovalvola
alimentati dalla rete elettrica (220 V 50 Hz). Gli avvolgimenti devono
essere racchiusi in custodia a tenuta di acqua e di gas, e
possibilmente in bagno di olio.
8) Esame costruttivo. L’apparecchio deve essere eseguito secondo le
regole di buona costruzione. Deve sempre recare una chiara indicazione
della marca, del tipo, della tensione di alimentazione e della
potenza. Nelle istruzioni per l’uso devono essere indicati i limiti di
corretto impiego e l’eventuale termine garantito di funzionamento
senza inconvenienti. Gli apparecchi di fabbricazione straniera devono
essere già approvati nel paese di origine. b) Elettrovalvole di
sicurezza. (Sono escluse da questo impiego le valvole a
membrana. Si suppone che le valvole siano protette da adatti filtri e,
nell’alimentazione di bruciatori di potenzialità superiore a 40.000
Kcal/h, da una seconda valvola che può anche essere del tipo a
membrana).
1) Misura del tempo di chiusura, in aria atmosferica. Deve essere
inferiore a 1 secondo.
2) Prova di ermeticità, eseguita con aria. Non si deve verificare
alcun passaggio di gas (segnalato da bolle d’aria in acqua). La
pressione di prova è di 90 mbar.
3) Prova di ermeticità, in verso contrario al flusso, eseguita con
aria. Non si deve verificare alcun passaggio di gas. La pressione di
prova è di 60 mbar. Questa prova non viene eseguita per le valvole a
membrana, né per le valvole destinate ad impianti ad aria aspirata e
sprovvisti di ventilatori d’aria.
4) Prima prova di sovratemperatura. La temperatura superficiale non
deve eccedere di oltre 20°C la temperatura ambiente dopo 100 cicli
consecutivi di eccitazione e diseccitazione in aria atmosferica.
5) Seconda prova di sovratemperatura. La temperatura superficiale non
deve eccedere di oltre 60°C la temperatura ambiente dopo 60 minuti di
alimentazione elettrica ininterrotta alla tensione nominale, in aria
atmosferica. Questa prova non viene eseguita sulle valvole
motorizzate.
6) Misura della resistenza di isolamento elettrico degli avvolgimenti
della elettrovalvola alimentati dalla rete (220 V 50 Hz), eseguita in
corrente continua a 500 V. Deve essere superiore a 50 megaohm.
7) Controllo della protezione degli avvolgimenti ed apparati elettrici
alimentati dalla rete.
La resistenza di isolamento deve essere superiore a 50 megaohm dopo
immersione in acqua per 24 ore e successivo asciugamento naturale per
24 ore in ambiente con umidità relativa compresa fra 60 e 80% (*).
8) Prova di resistenza all’ossidazione del nucleo di acciaio, eseguita
mediante immersione in acqua dissalata per 3 giorni e successivamente
mediante sgocciolamento ed asciugamento naturale in presenza di acqua,
per 3 giorni. Non devono apparire tracce visibili di ruggine.
9) Esame costruttivo. L’apparecchio deve essere eseguito secondo le
regole di buona costruzione. Deve sempre recare una chiara indicazione
della marca, del tipo, della tensione di alimentazione e della
potenza. Nelle istruzioni per l’uso devono essere indicati i limiti di
corretto impiego e l’eventuale termine garantito di funzionamento
senza inconvenienti. Gli apparecchi di fabbricazione straniera devono
essere già approvati nel paese di origine. c) Apparecchi
(pannelli) elettronici ed elettromeccanici di programmazione e di
controllo fiamma. 1) Primo esame funzionale. La sequenza delle
operazioni del programma di accensione deve corrispondere al programma
dichiarato, fornito come corredo, in lingua italiana. In caso di
arresto o di interruzione, il programma deve ricominciare dall’inizio.
Il controllo della pressione dell’aria e del gas deve essere continuo
durante e dopo lo svolgimento del programma. Il rivelatore di fiamma
non deve essere sensibilmente influenzato da fenomeni estranei alla
regolare combustione.
2) Misura del tempo di preventilazione. Deve essere non inferiore a 20
secondi (alla portata massima del ventilatore), anche se il programma
viene ripetuto più volte di seguito.
3) Misura del primo tempo di sicurezza, in fase di accensione. Deve
essere non superiore al tempo di arresto stabilito dalla Circolare n.
68.
4) Misura del tempo di risposta del circuito rivelatore
all’apparizione della fiamma. Deve essere, di regola, inferiore ad 1
secondo.
5) Misura del secondo tempo di sicurezza, in fase di accensione e di
riaccensione. Se definito (bruciatore d’accensione in luogo del
bruciatore pilota a fiamma permanente), deve essere non superiore al
tempo di arresto stabilito dalla Circolare n. 68.
6) Misura del tempo di risposta allo spegnimento della fiamma. Deve
essere inferiore al tempo di arresto stabilito dalla Circolare n. 68,
e inferiore ad 1 secondo oltre 80.000 Kcal/h.
7) Misura del tempo di postventilazione, se previsto dal programma.
8) Secondo esame funzionale. L’apparecchio deve andare in blocco se
fallisce il tentativo di accensione. In caso di mancanza di fiamma
durante il funzionamento, limitatamente agli impianti di potenzialità
fino a 30.000 Kcal/h, è consentito un tentativo (unico) di
riaccensione automatica; questo deve essere condotto con la stessa
procedura dell’accensione iniziale. L’apparecchio deve determinare la
chiusura delle valvole del gas in caso di assenza o di interruzione
della tensione di alimentazione e per tensioni di valore inferiore a
quelle di corretto funzionamento. La riapertura delle valvole deve
essere realizzata con il normale svolgimento del programma. Lo stato
di blocco non deve cessare per effetto di una interruzione
nell’alimentazione elettrica.
9) Prova di positività. Non deve verificarsi simulazione di fiamma in
caso di cortocircuito, interruzione o dispersione a massa del circuito
di rivelazione della fiamma. In tali circostanze l’apparecchio deve
andare in blocco con le stesse modalità che nel caso di mancanza di
fiamma.
10) Prova di autoverifica. L’apparecchio deve eseguire il controllo
della propria efficienza, con continuità o almeno periodicamente,
prima di ogni avviamento. Se la fiamma viene rivelata prima del
comando di accensione automatica, l’apparecchio deve andare
immediatamente in blocco; negli impianti di potenzialità fino a 80
mila Kcal/h è consentito l’indefinito prolungamento della fase di
preventilazione.
11) Esame costruttivo. L’apparecchio deve essere eseguito secondo le
regole di buona costruzione. Deve sempre recare una chiara indicazione
della marca, del tipo, della tensione di alimentazione. Non deve
essere possibile la modifica, da parte dell’utente, dei tempi di
preventilazione, di sicurezza e di risposta allo spegnimento della
fiamma. Nelle istruzioni per l’uso devono essere indicati i limiti di
corretto impiego e l’eventuale termine garantito di funzionamento
senza inconvenienti. Se non sono già indicate sull’apparecchio, devono
essere precisate le correnti (o le potenze) massime erogabili ai
morsetti. Gli apparecchi di fabbricazione straniera devono essere già
approvati nel paese di origine.
______________________________________________________________
(*) Punto così sostituito dalla Circolare 6 febbraio 1981 n. 7.
Allegato B Laboratorio di macchine
Prove sui dispositivi di limitazione di carico dei serbatoi di gasolio
od olio combustibile…

[Continua nel file zip allegato]

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