DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 Febbraio 2005: Linee guida per l'individuazione di aree di ricovero di emergenza per strutture prefabbricate di protezione civile. (GU n. 44 del 23-2-2005 | Chimici.info

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 Febbraio 2005: Linee guida per l’individuazione di aree di ricovero di emergenza per strutture prefabbricate di protezione civile. (GU n. 44 del 23-2-2005

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 Febbraio 2005: Linee guida per l'individuazione di aree di ricovero di emergenza per strutture prefabbricate di protezione civile. (GU n. 44 del 23-2-2005 )

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 Febbraio 2005

Linee guida per l’individuazione di aree di ricovero di emergenza per
strutture prefabbricate di protezione civile.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225, recante «Istituzione del
Servizio nazionale di protezione civile»;
Visto il decreto legislativo 21 marzo 1998, n. 112, recante
«Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione della legge 15 marzo 1997,
n. 59»;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, recante
«Disposizioni urgenti per assicurare il coordinamento operativo delle
strutture preposte alle attivita’ di protezione civile», convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto in particolare l’art. 5, comma 2, del suddetto decreto
7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge
9 novembre 2001, n. 401, in cui e’ previsto che il Presidente del
Consiglio dei Ministri predisponga gli indirizzi operativi dei
programmi di previsione e prevenzione dei rischi, nonche’ i programmi
nazionali di soccorso ed i piani per l’attuazione delle conseguenti
misure di emergenza, d’intesa con le regioni e gli enti locali;
Considerato che, al verificarsi di fenomeni sismici o idrogeologici
di notevole intensita’ ed estensione territoriale, si rende di
sovente necessario provvedere ad allestire aree di emergenza per lo
svolgimento delle operazioni di soccorso e di assistenza alla
popolazione e per il ricovero in emergenza della popolazione
momentaneamente impossibilitata ad utilizzare la propria abitazione;
Considerata la necessita’ di fissare criteri generali, validi per
l’intero territorio nazionale, per l’individuazione di settori di
territorio idonei ad ospitare aree di ricovero per moduli abitativi
di protezione civile, ai fini del successivo allestimento;
Ravvisato che la definizione di un documento unitario in materia
possa costituire utile strumento ai fini della pianificazione di
emergenza, che coinvolge, per gli ambiti di rispettiva competenza ed
interdipendenza i comuni, le province, le regioni ed il Dipartimento
della protezione civile;
Considerata l’attenzione che le regioni hanno dimostrato sulla
materia ed il proficuo confronto tra il Dipartimento della protezione
civile ed il tavolo tecnico interregionale della Conferenza
permanente tra lo Stato, le regioni e le province autonome;
Acquisita l’intesa con le regioni e province autonome nella
riunione del 29 luglio 2004 della Conferenza dei presidenti, sul
testo concordato nelle riunioni del tavolo tecnico interregionale
negli incontri del 10 dicembre 2003, 5 marzo 2004 e 27 aprile 2004,
tra le regioni ed il Dipartimento della protezione civile;
Emana

le linee guida di cui all’allegato fascicolo, per l’individuazione
sul territorio nazionale delle aree di emergenza per strutture di
ricovero di protezione civile.
Roma, 2 febbraio 2005
Il Presidente: Berlusconi

Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della protezione
civile – Ufficio interventi strutturali ed opere di emergenza

«Linee guida per l’individuazione delle aree di ricovero per
strutture prefabbricate di protezione civile»

1. Finalita’
La necessita’ di dare una risposta coordinata ed omogenea nelle
azioni di protezione civile attraverso l’utilizzo delle risorse
disponibili, siano esse attive e/o passive, impone l’individuazione
di «linee guida» che ottimizzino ed esaltino l’efficacia
dell’intervento del Sistema nazionale di protezione civile.
In quest’ottica, mutuando anche le esperienze vissute ed
acquisite nelle recenti emergenze sismiche di Umbria, Marche e
Molise, si coglie l’urgenza di individuare uno specifico «standard
organizzativo omogeneo» in termini di assistenza abitativa alle
popolazioni.
La reiterata, positiva ed efficace esperienza di collaborazione
sinergica tra DPC e il sistema regionale di protezione civile ha
permesso la predisposizione del presente documento tecnico
finalizzato alla definizione e individuazione dei criteri generali
per la predisposizione di aree di protezione civile dedicate al
ricovero della popolazione, con l’indicazione delle procedure
maggiormente idonee alla localizzazione dei siti di insediamento che
garantiscano la sicurezza delle comunita’ alloggiate, il ripristino
delle funzioni primarie delle stesse e gli standard qualitativi
adeguati al livello di vivibilita’ necessario.
Lo strumento in questione veste necessariamente carattere di
«suggerimento e supporto alle compagini di protezione civile in
materia di predisposizione nella specifica attivita’ di
pianificazione di settore; tuttavia assume funzione di possibile
riferimento, anche vincolante, in sede di piu’ ampia pianificazione
territoriale.
Al presente documento, condiviso in sede di elaborazione e
redazione dai rappresentanti tecnici regionali, si vuole dunque
attribuire dignita’ di riferimento unico, a livello nazionale, in
tema di individuazione e connotazione delle «aree di protezione
civile, riconducendo nell’ambito della necessaria autonomia regionale
i successivi e specializzati livelli di pianificazione.
2. Premesse
I periodici stravolgimenti di assetto cui sono soggette estese
porzioni del territorio italiano sono da collegare a ragioni di
carattere naturale (idrologia, geologia, vulcanismo e sismicita),
antropico-storico-demografico (abbandono progressivo delle aree di
alta collina e di montagna, espansione delle aree urbanizzate con
relativo aumento delle aree impermeabili, spopolamento della
campagna, disboscamenti, sconvolgimento del regime delle acque,
imbrigliamenti e sbarramenti degli alvei fluviali) ed urbanistico
(abusivismo edilizio). E’ tuttavia innegabile che le gravose e
tragiche conseguenze subite dalle popolazioni interessate da eventi
alluvionali, idrogeologici e sismici in Italia trovano genesi nella
fragilita’ di una cultura dell’organizzazione del territorio, che non
ha tenuto in debito conto le problematiche del rischio e della sua
mitigazione.
Solo da un decennio a questa parte, attraverso strumenti
normativi che hanno indicato un percorso razionale d’azione, si e’
cercato di ricondurre le politiche d’intervento in un quadro di
riferimento che, partendo dalla definizione delle competenze
(Autorita’ di bacino), sfruttando le dovute sinergie (enti statali,
regionali e locali) e pianificando razionalmente l’utilizzo delle
risorse economiche disponibili, rappresenta un punto di svolta e di
partenza per un una corretta politica di messa in sicurezza del
territorio. Limitare l’intervento ad azioni difensive e riparative
difficilmente consente di produrre la rimozione delle cause del
disastro ed esige stanziamenti esorbitanti rispetto a quelli
richiesti da limitati e mirati interventi preventivi. La strada della
prevenzione e’ pertanto la sola che potra’ produrre effetti
sostanziali e duraturi.
Il contesto legislativo instauratosi a seguito dell’emanazione
del decreto-legge n. 180/1998 ed il conseguente impulso
all’approfondimento del rapporto tra territorio e fattori di rischio,
che hanno portato alla redazione dei Piani straordinari e dei Piani
stralcio per l’Assetto idrogeologico, costituiscono la condizione
indispensabile affinche’ l’attuale sistema di protezione civile,
storicamente deputato a fronteggiare le emergenze, possa, secondo una
piu’ moderna e efficace prospettiva, fattivamente incardinarsi sui
principi della previsione dei rischi e della pianificazione di
emergenza.
Il Dipartimento della protezione civile, alla luce
dell’assegnazione e redistribuzione di competenze in materia di
protezione civile operate dal decreto legislativo n. 112 del 31 marzo
1998 e dalla legge n. 401 del 9 novembre 2001, ha emanato delle linee
guida per la pianificazione di emergenza di livello comunale e
provinciale, contenenti i criteri per la stesura di piani di
emergenza di immediata comprensione, flessibili e strutturati in
riferimento alle diverse tipologie di rischio.
Nell’ambito delle proprie competenze in materia di sostegno alla
popolazione colpita da eventi che sconvolgano le normali condizioni
di vita, le amministrazioni locali devono prefiggersi l’obiettivo di
individuare aree di emergenza, a fini di protezione civile:
aree di attesa; nelle quali accogliere la popolazione prima
della fase parossistica dell’evento o nell’immediato post-evento;
aree di ammassamento; nelle quali convogliare i soccorritori,
le risorse ed i mezzi di soccorso della popolazione;
aree di ricovero; nelle quali installare i primi insediamenti
abitativi e le strutture di accoglienza per la popolazione colpita.
Per aree di ricovero della popolazione si intendono, in senso
lato, strutture esistenti che possano essere utilizzate ai fini
suddetti, in condizioni di emergenza (alberghi, ostelli, abitazioni
private), ovvero aree in cui pianificare l’allestimento delle opere
di urbanizzazione e la successiva disposizione di moduli abitativi di
soccorso, finalizzati al ricovero della popolazione evacuata dalle
abitazioni colpite e non piu’ agibili.
L’individuazione di settori di territorio idonei ad ospitare aree
di ricovero per moduli abitativi di protezione civile e’ legata a
fattori di natura funzionale, morfologico-idrogeologica ed
urbanisti…

[Continua nel file zip allegato]

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 2 Febbraio 2005: Linee guida per l’individuazione di aree di ricovero di emergenza per strutture prefabbricate di protezione civile. (GU n. 44 del 23-2-2005

Chimici.info