Direttiva del Consiglio 85/337/CEE del 27 giugno 1985 | Chimici.info

Direttiva del Consiglio 85/337/CEE del 27 giugno 1985

Direttiva del Consiglio 85/337/CEE del 27 giugno 1985 concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati

Direttiva del Consiglio 85/337/CEE del 27 giugno 1985

concernente la
valutazione dell’impatto ambientale di determinati progetti pubblici e
privati

(G.U.C.E n. L. 175 del 5 luglio 1985)

IL CONSIGLIO DELLE
COMUNITÀ EUROPEE

visto il trattato che istituisce la Comunità
economica europea, in particolare gli articoli 100 e 235;
vista la
proposta della Commissione (1); visto il parere del Parlamento europeo
(2); visto il parere del Comitato economico e sociale
(3);
considerando che i programmi d’azione delle Comunità europee, in
materia ambientale del 1973 (4), del 1977 (5) e del 1983 (6), i cui
orientamenti generali sono stati approvati dal Consiglio delle
Comunità europee e dai rappresentanti dei governi degli Stati membri,
sottolineano che la migliore politica ecologica consiste nell’evitare
fin dall’inizio inquinamenti ed altre perturbazioni, anziché
combatterne successivamente gli effetti e affermano che in tutti i
processi tecnici di programmazione e di decisione si deve tener subito
conto delle eventuali ripercussioni sull’ambiente; che a tal fine
prevedono l’adozione di procedure per valutare queste
ripercussioni;
considerando che l’esistenza di disparità tra le
legislazioni vigenti negli Stati membri in materia di valutazione
dell’impatto ambientale dei progetti pubblici e privati può creare
condizioni di concorrenza ineguali e avere perciò un’incidenza diretta
sul funzionamento del mercato comune; che è quindi opportuno procedere
al ravvicinamento delle legislazioni, previsto dall’articolo 100 del
trattato;
considerando che risulta inoltre necessario realizzare uno
degli obiettivi della Comunità nel settore della protezione
dell’ambiente e della qualità della vita;
considerando che, poiché i
poteri d’azione all’uopo richiesti non sono stati previsti nel
trattato, è necessario ricorrere all’articolo 235 del
trattato;
considerando che occorre introdurre principi generali di
valutazione dell’impatto ambientale allo scopo di completare e
coordinare le procedure di autorizzazione dei progetti pubblici e
privati che possono avere un impatto rilevante
sull’ambiente;
considerando che l’autorizzazione di progetti pubblici
e privati che possono avere un impatto rilevante sull’ambiente va
concessa solo previa valutazione delle loro probabili rilevanti
ripercussioni sull’ambiente; che questa valutazione deve essere fatta
in base alle opportune informazioni fornite dal committente e
eventualmente completata dalle autorità e dal pubblico eventualmente
interessato dal progetto;
considerando che i principi di valutazione
dell’impatto ambientale devono essere armonizzati, in particolare per
quel che riguarda i progetti da sottoporre a valutazione, i principali
obblighi dei committenti e il contenuto della
valutazione;
considerando che i progetti appartenenti a determinate
classi hanno ripercussioni di rilievo sull’ambiente; che pertanto
questi progetti debbono essere per principio sottoposti ad una
valutazione sistematica;
considerando che progetti appartenenti ad
altre classi non hanno necessariamente ripercussioni di rilievo
sull’ambiente in tutti i casi e che detti progetti devono essere
sottoposti ad una valutazione qualora fgli Stati membri ritengano che
le loro caratteristiche lo esigano;

considerando che, per
i progetti soggetti a valutazione, debbono essere fornite determinate
informazioni essenziali relative al progetto e alle sue
ripercussioni;

considerando che gli effetti di un progetto
sull’ambiente debbono essere valutati per proteggere la salute umana,
contribuire con un migliore ambiente alla qualità della vita,
provvedere al mantenimento della varietà delle specie e conservare la
capacità di riproduzione dell’ecosistema in quanto risorsa essenziale
di vita;
considerando tuttavia che non è opportuno applicare la
presente direttiva ai progetti adottati nei dettagli mediante un atto
legislativo nazionale specifico, inteso che gli obiettivi perseguiti
dalla presente direttiva, incluso l’obiettivo della disponibilità
delle informazioni, vengono raggiunti tramite la procedura
legislativa;
considerando peraltro che può risultare opportuno in casi
eccezionali esonerare un progetto specifico dalle procedure di
valutazione previste dalla presente direttiva, a patto di informare
adeguatamente la Commissione,

HA ADOTTATO LA PRESENTE
DIRETTIVA:

Art. 1

1. La presente direttiva si applica alla
valutazione dell’impatto ambientale dei progetti pubblici e privati
che possono avere un impatto ambientale importante.
2. Ai sensi della
presente direttiva si intende per progetto:
– la realizzazione di
lavori di costruzione o di altri impianti od opere,
– altri interventi
sull’ambiente naturale o sul paesaggio, compresi quelli destinati allo
sfruttamento delle risorse del suolo;
committente:
Il richiedente
dell’autorizzazione relativa ad un progetto privato o la pubblica
autorità che prende l’iniziativa relativa a un
progetto;
autorizzazione:
decisione dell’autorità competente, o delle
autorità competenti, che conferisce al committente il diritto di
realizzare il progetto stesso.
3. L’autorità o le autorità competenti
sono quelle che gli Stati membri designano per assolvere i compiti
derivanti dalla presente direttiva.
4. La presente direttiva non
riguarda i progetti destinati a scopi di difesa nazionale.
5. La
presente direttiva non si applica ai progetti adottati nei dettagli
mediante un atto legislativo nazionale specifico, inteso che gli
obiettivi perseguiti dalla presente direttiva, incluso l’obiettivo
della disponibilità delle informazioni, vengono raggiunti tramite la
procedura legislativa.

Art. 2

1. Gli stati membri adottano le
disposizioni necessarie affinché, prima del rilascio
dell’autorizzazione, i progetti per i quali si prevede un impatto
ambientale importante, segnatamente per la loro natura, le loro
dimansioni o la loro ubicazione, formino oggetto di una valutazione
del loro impatto.
Detti progetti sono definiti nell’articolo 4.
2. La
valutazione dell’impatto ambientale può essere integrata nelle
procedure esistenti di autorizzazione dei progetti negli Stati membri
ovvero, in mancanza di queste, in altre procedure o nelle procedure da
stabilire per raggiungere gli obiettivi della presente direttiva.
3.
Gli Stati membri, in casi eccezionali, possono esentare in tutto o in
parte un progetto specifico dalle disposizioni della presente
direttiva.
In questi casi gli Stati membri:
a) esaminano se sia
opportuna un’altra forma di valutazione e se si debbano mettere a
disposizione del pubblico le informazioni così raccolte;
b) mettono a
disposizione del pubblico interessato le informazioni rrelative a tale
esenzione e le ragioni per cui è stata concessa;
c) informano la
Commissione, prima del rilascio dell’autorizzazione, dei motivi che
giustificano l’esenzione accordata e le forniscono le informazioni che
mettono eventualmente a disposizione dei propri cittadini.
La
Comissione trasmette immediatamente i documenti ricevuti agli altri
Stati membri.
La Commisione riferisce ogni anno al Consiglio in merito
all’applicazione del presente paragrafo.

Art. 3

La valutazione
dell’impatto ambientale individua, descrive e valuta, in modo
appropriato, per ciascun caso particolare e conformemente agli
articoli da 4 a 11, gli effetti diretti e indiretti di un progetto sui
seguenti fattori:
– l’uomo, la fauna e la flora;
– il suolo, l’acqua,
l’aria, il clima e il paesaggio;
– l’interazione tra i fattori di cui
al primo e secondo trattino;
– i beni materiali ed il patrimonio
culturale.

Art. 4

1. Fatto salvo l’articolo 2, paragrafo 3, i
progetti appartenenti alle classi elencate nell’allegato I formano
oggetto di vautazione ai sensi degli articoli da 5 a 10.
2. I progetti
appartenenti alle classi elencate nell’allegato II formano oggetto di
una valutazione ai sensi degli articoli da 5 a 10 quando gli Stati
membri ritengono che le loro caratteristiche lo richiedano.
A tale
fine, gli Stati membri possono, tra l’altro, specificare alcuni tipi
di progetti da sottoporre ad una valutazione d’impatto o fissare
criteri e/o soglie limite per determinare quali dei progetti
appartenenti alle classi elencate nell’allegato II debbano formare
oggetto di una valutazione ai sensi degli articoli da 5 a 10.

Art.
5

1. Nel caso dei progetti che, a norma dell’articolo 4, devono
formare oggetto di una valutazione dell’impatto ambientale ai sensi
degli articoli da 5 a 10, gli Stati membri adottano le misure
necessarie per garantire che il committente fornisca, nella forma
opportuna, le informazioni specificate nell’allegato III, qualora:
a)
gli Stati membri ritengano che le informazioni siano appropriate ad
una determinata fase della procedura di autorizzazione ed alle
caratteristiche peculiari d’un progetto specifico o d’un tipo di
progetto e dei fattori ambientali che possono subire un
pregiudizio;
b) gli Stati membri ritengano che si possa
ragionevolmente esigere che un committente raccolga i dati, tenendo
conto fra l’altro delle conoscenze e dei metodi di valutazione
disponibili.
2. Le informazioni che il committente deve fornire
conformemente al paragrafo 1 comportano almeno:
– una descrizione del
progetto con informazioni relative alla sua ubicazione, progettazione
e dimensioni,
– una descrizione delle misure previste per evitare,
ridurre e possibilmente compensare rilevanti effetti negativi;
– i
dati necessari per individuare e valutare i principali effetti che il
progetto può avere sull’ambiente;
– una sintesi non tecnica delle
informazioni di cui al primo, secondo e terzo trattino.
3. Gli Stati
membri, qualora lo reputino necessario, provvedono affinché le
autorità mettano a disposizione del committente le informazioni
appropriate di cui dispongono.

Art. 6

1. Gli Stati membri
prendono le misure necessarie affinché le autorità che possono essere
interessa…

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