DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010, n. 124 - Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti (refusione). (10G0144) (GU n. 180 del 4-8-2010 | Chimici.info

DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010, n. 124 – Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti (refusione). (10G0144) (GU n. 180 del 4-8-2010

DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010, n. 124 - Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti (refusione). (10G0144) (GU n. 180 del 4-8-2010 ) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 19/08/2010

DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010 , n. 124

Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione
dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate
alla produzione di frutti (refusione). (10G0144)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 7 luglio 2009, n. 88, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee – legge comunitaria 2008, ed in particolare
gli articoli 1, allegato B, e 2, comma 1, lettere b) e c);
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, recante
attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le misure di
protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunita’ di
organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996,
n. 697, recante regolamento di attuazione della direttiva 92/34/CEE
del Consiglio, del 28 aprile 1992, relativa alla commercializzazione
dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle
piante da frutto destinate alla produzione di frutti;
Visto il decreto del Ministro delle risorse agricole alimentari e
forestali in data 14 aprile 1997, pubblicato nel supplemento
ordinario n. 112 alla Gazzetta Ufficiale n. 126 del 2 giugno 1997
recante recepimento delle direttive della Commissione n. 93/48/CEE
del 23 giugno 1993, n. 93/64/CEE del 5 luglio 1993 e n. 93/79/CEE del
21 settembre 1993, relative alle norme tecniche sulla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da
frutto e delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti;
Visto il decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 414, recante
disciplina sanzionatoria per le violazioni di disposizioni
comunitarie in materia ortofrutticola, a norma dell’art. 8 della
legge 24 aprile 1998, n. 128;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
in data 27 febbraio 2004, recante sostituzione dell’allegato al
decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n. 697,
concernente regolamento di attuazione della direttiva 92/34/CEE del
Consiglio, del 28 aprile 1992, relativa alla commercializzazione dei
materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da
frutto destinate alla produzione di frutti, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale n. 130 del 5 giugno 2004;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
in data 24 luglio 2003 sull’organizzazione del servizio nazionale di
certificazione volontaria del materiale di propagazione vegetale
delle piante da frutto, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240
del 15 ottobre 2003;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
in data 4 maggio 2006, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 168 del
21 luglio 2006, recante disposizioni generali per la produzione di
materiale di moltiplicazione delle specie arbustive ed arboree da
frutto, nonche’ delle specie erbacee a moltiplicazione agamica;
Vista la direttiva 2008/90/CE del Consiglio, del 29 settembre 2008,
relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione
delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla
produzione di frutti;
Vista la direttiva 2001/18/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 12 marzo 2001, sull’emissione deliberata nell’ambiente
di organismi geneticamente modificati e che abroga la direttiva
90/220/CEE del Consiglio, recepita dal decreto legislativo 8 luglio
2003, n. 224;
Visto il regolamento n. 1829/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 22 settembre 2003, relativo agli alimenti e ai mangimi
geneticamente modificati;
Visto il regolamento n. 1830/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 22 settembre 2003, concernente la tracciabilita’ e
l’etichettatura di organismi geneticamente modificati e la
tracciabilita’ di alimenti e mangimi ottenuti da organismi
geneticamente modificati, nonche’ recante modifica della direttiva
2001/18/CE;
Vista la legge 28 gennaio 2005, n. 5, di conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279, recante
disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra le forme di
agricoltura transgenica, convenzionale e biologica;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 19 marzo 2010;
Acquisito il parere della conferenza permanente per i rapporti con
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
espresso nella seduta del 6 maggio 2010;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 10 giugno 2010;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con i
Ministri della giustizia, degli affari esteri e dell’economia e delle
finanze;

E m a n a
il seguente decreto legislativo:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Le disposizioni del presente decreto si applicano, ai fini della
commercializzazione nell’Unione europea dei materiali di
moltiplicazione di piante da frutto e delle piante da frutto
destinate alla produzione di frutti, ai generi e alle specie elencati
nell’allegato ed ai loro ibridi, nonche’ ai portainnesto e ad altre
parti di piante di altri generi o specie e ai loro ibridi se i
materiali dei generi o specie elencati nell’allegato o i loro ibridi
sono innestati o destinati ad essere innestati su di essi.
2. Il presente decreto lascia impregiudicate le norme in materia
fitosanitaria di cui alle direttive 2000/29/CE e 2002/89/CE, recepite
nell’ordinamento nazionale con decreto legislativo 19 agosto 2005, n.
214.
3. Ai fini del presente decreto la direttiva 2008/90/CE del
Consiglio, del 29 settembre 2008, relativa alla commercializzazione
dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto e delle
piante da frutto destinate alla produzione di frutti, e’ di seguito
denominata: «direttiva».

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– Il testo dell’art. 1, dell’allegato B e dell’art. 2,
comma 1 lettere b) e c) della legge 7 luglio 2009, n. 88
(Norme generali sulla partecipazione dell’Italia al
processo normativo dell’Unione europea e sulle procedure di
esecuzione degli obblighi comunitari) cosi’ recita:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – 1. Il Governo e’ delegato ad
adottare, entro la scadenza del termine di recepimento
fissato dalle singole direttive, i decreti legislativi
recanti le norme occorrenti per dare attuazione alle
direttive comprese negli elenchi di cui agli allegati A e
B. Per le direttive elencate negli allegati A e B il cui
termine di recepimento sia gia’ scaduto ovvero scada nei
tre mesi successivi alla data di entrata in vigore della
presente legge, il Governo e’ delegato ad adottare i
decreti legislativi di attuazione entro tre mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge. Per le direttive
elencate negli allegati A e B che non prevedono un termine
di recepimento, il Governo e’ delegato ad adottare i
decreti legislativi entro dodici mesi dalla data di entrata
in vigore della presente legge.
2. I decreti legislativi sono adottati, nel rispetto
dell’ art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, su
proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri o del
Ministro per le politiche europee e del Ministro con
competenza istituzionale prevalente per la materia, di
concerto con i Ministri degli affari esteri, della
giustizia, dell’economia e delle finanze e con gli altri
Ministri interessati in relazione all’oggetto della
direttiva.
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive comprese nell’elenco di cui all’allegato A, sono
trasmessi, dopo l’acquisizione degli altri pareri previsti
dalla legge, alla Camera dei deputati e al Senato della
Repubblica perche’ su di essi sia espresso il parere dei
competenti organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni
dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in
mancanza del parere. Qualora il termine per l’espressione
del parere parlamentare di cui al presente comma ovvero i
diversi termini previsti dai commi 4 e 8 scadano nei trenta
giorni che precedono la scadenza dei termini previsti ai
commi 1 o 5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati
di novanta giorni.
4. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive che comportino conseguenze
finanziarie sono corredati della relazione tecnica di cui
all’ art. 11-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n.
468, e successive modificazioni. Su di essi e’ richiesto
anche il parere delle Commissioni parlamentari competenti
per i profili finanziari. Il Governo, ove non intenda
conformarsi alle condizioni formulate con riferimento
all’esigenza di garantire il rispetto dell’ art. 81, quarto
comma, della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi,
corredati dei necessari elementi integrativi
d’informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni
parlamentari competenti per i profili finanziari, che
devono essere espressi entro venti giorni.
5. Entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in
vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma
1, nel rispetto dei principi e criteri direttivi fissati
dalla presente legge, il Governo puo’ adottare, con la
procedura indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni
integrative e correttive dei decreti legislativi emanati ai
sensi del citato comma 1, fatto salvo quanto previsto dal
comma 6.
6. I decreti legislativi, relativi alle direttive di
cui agli allegati A e B, adottati, ai sensi dell’art. 117,
quinto comma, della Costituzione, nelle materie di
competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome, si applicano alle condizioni e secondo le
procedure di cui all’ art. 11, comma 8, della legge 4
febbraio 2005, n. 11.
7. Il Ministro per le politiche europee, nel caso in
cui una o piu’ deleghe di cui al comma 1 non risultino
esercitate alla scadenza del termine previsto, trasmette
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica una
relazione che da’ conto dei motivi addotti a
giustificazione del ritardo dai Ministri con competenza
istituzionale prevalente per la materia. Il Ministro per le
politiche europee ogni sei mesi informa altresi’ la Camera
dei deputati e il Senato della Repubblica sullo stato di
attuazione delle direttive da parte delle regioni e delle
province autonome nelle materie di loro competenza, secondo
modalita’ di individuazione delle stesse da definire con
accordo in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano.
8. Il Governo, quando non intende conformarsi ai pareri
parlamentari di cui al comma 3, relativi a sanzioni penali
contenute negli schemi di decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese negli elenchi di cui
agli allegati A e B, ritrasmette con le sue osservazioni e
con eventuali modificazioni i testi alla Camera dei
deputati e al Senato della Repubblica. Decorsi venti giorni
dalla data di ritrasmissione, i decreti sono emanati anche
in mancanza di nuovo parere.».
«Allegato B
(Art. 1, commi 1 e 3)
2005/47/CE del Consiglio, del 18 luglio 2005,
concernente l’accordo tra la Comunita’ delle ferrovie
europee (CER) e la Federazione europea dei lavoratori dei
trasporti (ETF) su taluni aspetti delle condizioni di
lavoro dei lavoratori mobili che effettuano servizi di
interoperabilita’ transfrontaliera nel settore ferroviario;
2005/94/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2005,
relativa a misure comunitarie di lotta contro l’influenza
aviaria e che abroga la direttiva 92/40/CEE;
2006/17/CE della Commissione, dell’8 febbraio 2006, che
attua la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio per quanto riguarda determinate prescrizioni
tecniche per la donazione, l’approvvigionamento e il
controllo di tessuti e cellule umani;
2006/38/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, che modifica la direttiva 1999/62/CE
relativa alla tassazione a carico di autoveicoli pesanti
adibiti al trasporto di merci su strada per l’uso di alcune
infrastrutture;
2006/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, relativa alle macchine e che modifica la
direttiva 95/16/CE(rifusione);
2006/43/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 maggio 2006, relativa alle revisioni legali dei conti
annuali e dei conti consolidati, che modifica le direttive
78/660/CEE e 83/349/CEE del Consiglio e abroga la direttiva
84/253/CEE del Consiglio;
2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 luglio 2006, riguardante l’attuazione del principio delle
pari opportunita’ e delle parita’ di trattamento fra uomini
e donne in materia di occupazione ed impiego (rifusione);
2006/86/CE della Commissione, del 24 ottobre 2006, che
attua la direttiva 2004/23/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio per quanto riguarda le prescrizioni in tema di
rintracciabilita’, la notifica di reazioni ed eventi
avversi gravi e determinate prescrizioni tecniche per la
codifica, la lavorazione, la conservazione, lo stoccaggio e
la distribuzione di tessuti e cellule umani;
2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006,
relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto;
2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
12 dicembre 2006, relativa ai servizi nel mercato interno;
2006/126/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 dicembre 2006, concernente la patente di guida
(rifusione);
2007/2/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
14 marzo 2007, che istituisce un’Infrastruttura per
l’informazione territoriale nella Comunita’ europea
(Inspire);
2007/23/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 maggio 2007, relativa all’immissione sul mercato di
articoli pirotecnici;
2007/30/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
20 giugno 2007, che modifica la direttiva 89/391/CEE del
Consiglio, le sue direttive particolari e le direttive del
Consiglio 83/477/CEE, 91/383/CEE, 92/29/CEE e 94/33/CE ai
fini della semplificazione e della razionalizzazione delle
relazioni sull’attuazione pratica;
2007/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 luglio 2007, relativa all’esercizio di alcuni
diritti degli azionisti di societa’ quotate;
2007/43/CE del Consiglio, del 28 giugno 2007, che
stabilisce norme minime per la protezione dei polli
allevati per la produzione di carne;
2007/44/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 settembre 2007, che modifica la direttiva 92/49/CEE del
Consiglio e le direttive 2002/83/CE, 2004/39/CE, 2005/68/CE
e 2006/48/CE per quanto riguarda le regole procedurali e i
criteri per la valutazione prudenziale di acquisizioni e
incrementi di partecipazioni nel settore finanziario;
2007/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
5 settembre 2007, che reca disposizioni sulle quantita’
nominali dei prodotti preconfezionati, abroga le direttive
75/106/CEE e 80/232/CEE del Consiglio e modifica la
direttiva 76/211/CEE del Consiglio;
2007/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, che modifica la direttiva 91/440/CEE del
Consiglio relativa allo sviluppo delle ferrovie comunitarie
e la direttiva 2001/14/CE relativa alla ripartizione della
capacita’ di infrastruttura ferroviaria e all’imposizione
dei diritti per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria;
2007/59/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla certificazione dei
macchinisti addetti alla guida di locomotori e treni sul
sistema ferroviario della Comunita’;
2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione
dei rischi di alluvioni;
2007/64/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
13 novembre 2007, relativa ai servizi di pagamento nel
mercato interno, recante modifica delle direttive 97/7/CE,
2002/65/CE; 2005/60/CE e 2006/48/CE, che abroga la
direttiva 97/5/CE;
2007/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 dicembre 2007, che modifica la direttiva 89/552/CEE
del Consiglio relativa al coordinamento di determinate
disposizioni legislative, regolamentari e amministrative
degli Stati membri concernenti l’esercizio delle attivita’
televisive;
2007/66/CE del Parlamento europeo e del Consiglio,
dell’11 dicembre 2007, che modifica le direttive 89/665/CEE
e 92/13/CEE del Consiglio per quanto riguarda il
miglioramento dell’efficacia delle procedure di ricorso in
materia d’aggiudicazione degli appalti pubblici;
2008/5/CE della Commissione, del 30 gennaio 2008,
relativa alla specificazione sull’etichetta di alcuni
prodotti alimentari di altre indicazioni obbligatorie oltre
a quelle previste dalla direttiva 2000/13/CE del Parlamento
europeo e del Consiglio (versione codificata);
2008/8/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che
modifica la direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda il
luogo delle prestazioni di servizi;
2008/9/CE del Consiglio, del 12 febbraio 2008, che
stabilisce norme dettagliate per il rimborso dell’imposta
sul valore aggiunto, previsto dalla direttiva 2006/112/CE,
ai soggetti passivi non stabiliti nello Stato membro di
rimborso, ma in un altro Stato membro);
2008/48/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
23 aprile 2008, relativa ai contratti di credito ai
consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE;
2008/49/CE della Commissione, del 16 aprile 2008,
recante modifica dell’allegato II della direttiva
2004/36/CE del Parlamento europeo e del Consiglio per
quanto riguarda i criteri per l’effettuazione delle
ispezioni a terra sugli aeromobili che utilizzano aeroporti
comunitari;
2008/50/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, relativa alla qualita’ dell’aria ambiente e
per un’aria piu’ pulita in Europa;
2008/51/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, che modifica la direttiva 91/477/CEE del
Consiglio, relativa al controllo dell’acquisizione e della
detenzione di armi;
2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
21 maggio 2008, relativa a determinati aspetti della
mediazione in materia civile e commerciale;
2008/56/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 giugno 2008, che istituisce un quadro per l’azione
comunitaria nel campo della politica per l’ambiente marino
(direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino);
2008/57/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
17 giugno 2008, relativa all’interoperabilita’ del sistema
ferroviario comunitario (rifusione);
2008/59/CE del Consiglio, del 12 giugno 2008, che
adegua la direttiva 2006/87/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio che fissa i requisiti tecnici per le navi della
navigazione interna a motivo dell’adesione della Repubblica
di Bulgaria e della Romania;
2008/63/CE della Commissione, del 20 giugno 2008,
relativa alla concorrenza sui mercati delle apparecchiature
terminali di telecomunicazioni;
2008/68/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
24 settembre 2008, relativa al trasporto interno di merci
pericolose;
2008/71/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, relativa
all’identificazione e alla registrazione dei suini;
2008/73/CE del Consiglio, del 15 luglio 2008, che
semplifica le procedure di redazione degli elenchi e di
diffusione dell’informazione in campo veterinario e
zootecnico e che modifica le direttive 64/432/CEE,
77/504/CEE, 88/407/CEE, 88/661/CEE, 89/361/CEE, 89/556/CEE,
90/426/CEE, 90/427/CEE, 90/428/CEE, 90/429/CEE, 90/539/CEE,
91/68/CEE, 91/496/CEE, 92/35/CEE, 92/65/CEE, 92/66/CEE,
92/119/CEE, 94/28/CE, 2000/75/CE, la decisione 2000/258/CE
nonche’ le direttive 2001/89/CE, 2002/60/CE e 2005/94/CE;
2008/87/CE della Commissione, del 22 settembre 2008,
che modifica la direttiva 2006/87/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio che fissa i requisiti tecnici per le navi
della navigazione interna;
2008/90/CE del Consiglio, del 29 settembre 2008,
relativa alla commercializzazione dei materiali di
moltiplicazione delle piante da frutto e delle piante da
frutto destinate alla produzione di frutti (rifusione);
2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del
19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune
direttive;
2008/100/CE della Commissione, del 28 ottobre 2008, che
modifica la direttiva 90/496/CEE del Consiglio relativa
all’etichettatura nutrizionale dei prodotti alimentari per
quanto riguarda le razioni giornaliere raccomandate, i
coefficienti di conversione per il calcolo del valore
energetico e le definizioni; 2008/117/CE del Consiglio, del
16 dicembre 2008, recante modifica della direttiva
2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore
aggiunto, per combattere la frode fiscale connessa alle
operazioni intracomunitarie ); 2008/118/CE del Consiglio,
del 16 dicembre 2008, relativa al regime generale delle
accise e che abroga la direttiva 92/12/CEE.».
«Art. 2 (Principi e criteri direttivi generali della
delega legislativa). – 1. Salvi gli specifici principi e
criteri direttivi stabiliti dalle disposizioni di cui ai
capi II e IV, ed in aggiunta a quelli contenuti nelle
direttive da attuare, i decreti legislativi di cui all’art.
1 sono informati ai seguenti principi e criteri direttivi
generali:
a) (Omissis);
b) ai fini di un migliore coordinamento con le
discipline vigenti per i singoli settori interessati dalla
normativa da attuare, sono introdotte le occorrenti
modificazioni alle discipline stesse, fatti salvi i
procedimenti oggetto di semplificazione amministrativa
ovvero le materie oggetto di delegificazione;
c) al di fuori dei casi previsti dalle norme penali
vigenti, ove necessario per assicurare l’osservanza delle
disposizioni contenute nei decreti legislativi, sono
previste sanzioni amministrative e penali per le infrazioni
alle disposizioni dei decreti stessi. Le sanzioni penali,
nei limiti, rispettivamente, dell’ammenda fino a 150.000
euro e dell’arresto fino a tre anni, sono previste, in via
alternativa o congiunta, solo nei casi in cui le infrazioni
ledano o espongano a pericolo interessi costituzionalmente
protetti. In tali casi sono previste: la pena dell’ammenda
alternativa all’arresto per le infrazioni che espongono a
pericolo o danneggiano l’interesse protetto; la pena
dell’arresto congiunta a quella dell’ammenda per le
infrazioni che recano un danno di particolare gravita’.
Nelle predette ipotesi, in luogo dell’arresto e
dell’ammenda, possono essere previste anche le sanzioni
alternative di cui agli articoli 53 e seguenti del decreto
legislativo 28 agosto 2000, n. 274, e la relativa
competenza del giudice di pace. La sanzione amministrativa
del pagamento di una somma non inferiore a 150 euro e non
superiore a 150.000 euro e’ prevista per le infrazioni che
ledano o espongano a pericolo interessi diversi da quelli
indicati nei periodi precedenti. Nell’ambito dei limiti
minimi e massimi previsti, le sanzioni indicate nella
presente lettera sono determinate nella loro entita’,
tenendo conto della diversa potenzialita’ lesiva
dell’interesse protetto che ciascuna infrazione presenta in
astratto, di specifiche qualita’ personali del colpevole,
comprese quelle che impongono particolari doveri di
prevenzione, controllo o vigilanza, nonche’ del vantaggio
patrimoniale che l’infrazione puo’ recare al colpevole
ovvero alla persona o all’ente nel cui interesse egli
agisce. Entro i limiti di pena indicati nella presente
lettera sono previste sanzioni identiche a quelle
eventualmente gia’ comminate dalle leggi vigenti per
violazioni omogenee e di pari offensivita’ rispetto alle
infrazioni alle disposizioni dei decreti legislativi. Nelle
materie di cui all’ art. 117, quarto comma, della
Costituzione, le sanzioni amministrative sono determinate
dalle regioni. Le somme derivanti dalle sanzioni di nuova
istituzione, stabilite con i provvedimenti adottati in
attuazione della presente legge, sono versate all’entrata
del bilancio dello Stato per essere riassegnate, entro i
limiti previsti dalla legislazione vigente, con decreti del
Ministro dell’economia e delle finanze, alle
amministrazioni competenti all’irrogazione delle stesse;».
– Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214
(Attuazione della direttiva 2002/89/CE concernente le
misure di protezione contro l’introduzione e la diffusione
nella Comunita’ di organismi nocivi ai vegetali o ai
prodotti vegetali) e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
24 ottobre 2005, n. 248, S.O.
– La direttiva 2002/89/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
30 dicembre 2002, n. L 355.
– Il decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1996, n. 697 (Regolamento recante norme di
attuazione della direttiva 92/34/CEE relativa alla
commercializzazione delle piantine da frutto destinate alla
produzione e dei relativi materiali di
moltiplicazione), abrogato dal presente decreto, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 10 febbraio 1997, n.
33.
– La direttiva 92/34/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
10 giugno 1992, n. L 157.
– La direttiva 93/48/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 7
ottobre 1993, n. 250.
– La direttiva 93/64/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E. 7
ottobre 1993, n. 250.
– La direttiva 93/79/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
14 ottobre 1993, n. 256.
– Il decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 414, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 dicembre 1998, n.
283.
– L’art. 8 della legge 24 aprile 1998, n. 128
(Disposizioni per l’adempimento di obblighi derivanti dalla
appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee, legge
comunitaria 1995-1997), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
7 maggio 1998, n. 104, S.O., cosi’ recita:
«Art. 8 (Delega al Governo per la disciplina
sanzionatoria di violazioni di disposizioni comunitarie). –
1. Al fine di assicurare la piena integrazione delle norme
comunitarie nell’ordinamento nazionale, il Governo, fatte
salve le norme penali vigenti, e’ delegato ad emanare,
entro due anni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, disposizioni recanti sanzioni penali o
amministrative per le violazioni di direttive delle
Comunita’ europee attuate in via regolamentare o
amministrativa ai sensi della legge 22 febbraio 1994, n.
146, della legge 6 febbraio 1996, n. 52, nonche’ della
presente legge e per le violazioni di regolamenti
comunitari vigenti alla data di entrata in vigore della
presente legge.
2. La delega e’ esercitata con decreti legislativi
adottati a norma dell’art. 14 della legge 23 agosto 1988,
n. 400, su proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, o del Ministro competente per il coordinamento
delle politiche comunitarie, e del Ministro di grazia e
giustizia, di concerto con i Ministri competenti per
materia; i decreti legislativi si informeranno ai principi
e criteri direttivi di cui all’art. 2, comma 1, lettera
c)».
– La direttiva 2008/90/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
8 ottobre 2008, n. L 267.
– La direttiva 2001/18/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
17 aprile 2001, n. L 106.
– La direttiva 90/220/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
8 maggio 1990, n. L 117.
– Il decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224 S.O.
(Attuazione della direttiva 2001/18/CE concernente
l’emissione deliberata nell’ambiente di organismi
geneticamente modificati), e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 22 agosto 2003, n. 194, S.O.
– Il regolamento 1829/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio e’ pubblicato nella G.U.U.E. 18 ottobre 2003, n.
L 268.
– Il regolamento 1830/2003 del Parlamento europeo e del
Consiglio e’ pubblicato nella G.U.U.E. 18 ottobre 2003, n.
L 268.
– La legge 28 gennaio 2005, n. 5 (Conversione in legge,
con modificazioni, del decreto-legge 22 novembre 2004, n.
279, recante disposizioni urgenti per assicurare la
coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica,
convenzionale e biologica), e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 28 gennaio 2005, n. 22.
Note all’art. 1:
– La direttiva 2000/29/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
10 luglio 2000, n. L 169.
– La direttiva 2002/89/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
30 dicembre 2002, n. L 355.
– Per il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214 si
veda nelle note alle premesse.
– Per la direttiva 2008/90/CE si veda nelle note alle
premesse.

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) materiali di moltiplicazione: le sementi, le parti di piante e
tutti i materiali di piante destinati alla moltiplicazione e alla
produzione di piante da frutto, compresi i portainnesto;
b) piante da frutto: le piante che sono destinate, dopo la
commercializzazione, ad essere piantate o trapiantate;
c) varieta’: un insieme di vegetali nell’ambito di un unico taxon
botanico del piu’ basso grado conosciuto, il quale puo’ essere:
1) definito mediante l’espressione delle caratteristiche
risultanti da un dato genotipo o da una data combinazione di
genotipi;
2) distinto da qualsiasi altro insieme vegetale mediante
l’espressione di almeno una delle suddette caratteristiche;
3) considerato come un’unita’ in relazione alla sua idoneita’ a
essere moltiplicato invariato;
d) clone: una discendenza vegetativa geneticamente uniforme di
una singola pianta;
e) materiali pre-base: i materiali di moltiplicazione:
1) prodotti, secondo metodi generalmente considerati idonei,
per la conservazione dell’identita’ della varieta’, comprese le
caratteristiche pomologiche, nonche’ per la prevenzione delle
malattie;
2) destinati alla produzione di materiali di base o di
materiali certificati diversi dalle piante da frutto;
3) rispondenti ai requisiti specifici per i materiali pre-base,
adottati ai sensi dell’articolo 3;
4) ritenuti conformi, all’atto di un’ispezione ufficiale, alle
condizioni di cui ai punti 1), 2) e 3) della presente lettera;
f) materiali di base: i materiali di moltiplicazione:
1) ottenuti direttamente o in un numero limitato di fasi per
via vegetativa da materiali iniziali, secondo metodi generalmente
ritenuti idonei, per la conservazione dell’identita’ della varieta’,
comprese le caratteristiche pomologiche pertinenti, nonche’ per la
prevenzione delle malattie;
2) destinati alla produzione di materiali certificati;
3) rispondenti ai requisiti specifici per i materiali di base,
adottati ai sensi dell’articolo 3;
4) ritenuti conformi, all’atto di un’ispezione ufficiale, alle
condizioni di cui ai punti 1), 2) e 3) della presente lettera;
g) materiali certificati:
1) i materiali di moltiplicazione:
1.1) ottenuti direttamente per via vegetativa da materiali di
base o da materiali pre-base o, se destinati alla produzione di
portainnesto, da sementi certificate di materiali di base o
certificati di portainnesto;
1.2) destinati alla produzione di piante da frutto;
1.3) rispondenti ai requisiti specifici per i materiali
certificati, adottati ai sensi dell’articolo 3;
1.4) ritenuti conformi, all’atto di un’ispezione ufficiale,
alle condizioni di cui ai punti 1.1), 1.2) e 1.3) della presente
lettera;
2) piante da frutto:
2.1) ottenute direttamente da materiali di moltiplicazione
certificati, di base o pre-base;
2.2) destinate alla produzione di frutti;
2.3) rispondenti ai requisiti prescritti per i materiali
certificati, adottati ai sensi dell’articolo 3;
2.4) ritenuti conformi, all’atto di un’ispezione ufficiale,
alle condizioni di cui ai punti 1.1), 1.2) e 1.3) della presente
lettera;
h) materiali CAC (Conformitas Agraria Communitatis): i materiali
di moltiplicazione e le piante da frutto:
1) aventi identita’ varietale e adeguata purezza varietale;
2) destinati:
2.1) alla produzione di materiali di moltiplicazione, o;
2.2) alla produzione di piante da frutto, o;
2.3) alla produzione di frutti;
3) che soddisfano i requisiti specifici per i materiali CAC
stabiliti in conformita’ dell’articolo 3;
i) fornitore: qualsiasi persona fisica o giuridica che esercita
professionalmente almeno una delle seguenti attivita’ riguardanti i
materiali di moltiplicazione o le piante da frutto: riproduzione,
produzione, protezione e/o trattamento, importazione e
commercializzazione;
l) commercializzazione: la vendita, la conservazione a fini di
vendita, l’offerta in vendita e qualsiasi collocamento, fornitura o
trasferimento di materiali di moltiplicazione o piante da frutto a
terzi, mirante allo sfruttamento commerciale con o senza compenso;
m) organismo ufficiale responsabile: il Servizio fitosanitario
nazionale di cui all’articolo 48 del decreto legislativo 19 agosto
2005, n. 214;
n) ispezione ufficiale: l’ispezione effettuata dall’organismo
ufficiale responsabile o sotto la sua responsabilita’;
o) lotto: un certo numero di elementi di un prodotto unico, che
puo’ essere identificato grazie all’omogeneita’ della sua
composizione e della sua origine.

Note all’art. 2:
– Il testo dell’art. 48 del decreto legislativo 19
agosto 2005, n. 214 (Attuazione della direttiva 2002/89/CE
concernente le misure di protezione contro l’introduzione e
la diffusione nella Comunita’ di organismi nocivi ai
vegetali o ai prodotti vegetali), pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 24 ottobre 2005, n. 248, S.O., cosi’ recita:
«Art. 48 (Servizio fitosanitario nazionale). – 1. Ai
fini del raggiungimento degli obiettivi di cui al presente
decreto opera, senza oneri aggiuntivi per la finanza
pubblica, il Servizio fitosanitario nazionale, gia’
istituito a norma dell’art. 2 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 536, costituito dal Servizio
fitosanitario centrale e dai Servizi fitosanitari regionali
per le regioni a statuto ordinario o speciale e dai servizi
fitosanitari delle province autonome per le province di
Trento e Bolzano, di seguito denominati “Servizi
fitosanitari regionali”».

Art. 3

Competenze del Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali

1. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
rappresenta l’autorita’ unica a livello nazionale responsabile per le
prestazioni concernenti la qualita’ ed effettua il coordinamento
delle attivita’ tecnico-amministrative e tecnico-scientifiche
relative all’attuazione della direttiva.
2. Per lo svolgimento delle attivita’ tecniche a carattere centrale
relative all’attuazione della direttiva, il Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali puo’ avvalersi della collaborazione
del Servizio nazionale di certificazione di cui all’articolo 2 del
citato decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali in
data 24 luglio 2003.
3. Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali
provvede ad adottare le norme necessarie a:
a) recepire le direttive di natura esclusivamente tecnica
relative alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione
delle piante da frutto e delle piante da frutto destinate alla
produzione di frutti;
b) recepire le schede tecniche di cui all’articolo 4 della
direttiva;
c) determinare gli standard tecnici per l’esercizio
dell’attivita’ di vigilanza e di controllo.
4. I provvedimenti di cui al comma 3 sono adottati, acquisito il
parere del comitato fitosanitario di cui all’articolo 52 del decreto
legislativo 19 agosto 2005, n. 214.

Note all’art. 3:
– Il testo dell’art. 2 del citato decreto del Ministro
per le politiche agricole e forestali 24 luglio 2003, cosi’
recita:
«Art. 2 (Articolazione del servizio nazionale di
certificazione (SNC)). – 1. E’ istituito presso il
Ministero delle politiche agricole e forestali, senza oneri
a carico del bilancio dello Stato, il Servizio nazionale di
certificazione (SNC) del materiale di propagazione vegetale
che rappresenta l’organismo a livello nazionale
responsabile per le prestazioni concernenti la qualita’ e
che effettua il coordinamento delle attivita’
tecnico-amministrative e tecnico-scientifiche relative alla
certificazione del materiale di propagazione vegetale.
2. Il SNC e’ costituito dal Comitato nazionale per la
certificazione (CNC), dalla Segreteria operativa (SO) e dai
servizi fitosanitari delle regioni e delle province
autonome competenti per territorio, di seguito denominati
SFR.».
– Il testo dell’art. 52 del decreto legislativo 19
agosto 2005 n 214, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24
ottobre 2005, n. 248, S.O., cosi’ recita:
«Art. 52 (Comitato fitosanitario nazionale). – 1.
Presso il Servizio fitosanitario centrale e’ istituito,
senza oneri aggiuntivi per la finanza pubblica, il Comitato
fitosanitario nazionale, di seguito denominato comitato,
composto:
a) dal responsabile del Servizio fitosanitario
centrale o suo delegato, con funzioni di presidente;
b) dai responsabili dei Servizi fitosanitari
regionali o loro delegati;
c) da un funzionario del Servizio fitosanitario
centrale, con funzioni di segretario.
2. Il Comitato ha compiti tecnici consultivi e
propositivi per tutto quello che concerne l’applicazione
del presente decreto, compresa l’elaborazione delle
procedure necessarie al servizio fitosanitario nazionale e
delle linee guida per i programmi di aggiornamento degli
ispettori fitosanitari.
3. Ai componenti del Comitato non spetta alcun gettone
di presenza o altro emolumento a qualsiasi titolo derivante
dalla loro partecipazione al comitato ed ai relativi
lavori».

Art. 4

Condizioni generali per la commercializzazione

1. Fatte salve le norme in materia fitosanitaria di cui alla
direttiva 2000/29/CE, i materiali di moltiplicazione e le piante da
frutto possono essere commercializzati soltanto se:
a) i materiali di moltiplicazione sono stati ufficialmente
certificati come «materiali pre-base», «materiali di base» o
«materiali certificati» o rispondono alle condizioni ed ai requisiti
per essere qualificati come materiali CAC;
b) le piante da frutto sono state ufficialmente certificate come
materiali certificati o rispondono alle condizioni ed ai requisiti
per essere qualificate come materiali CAC.
2. I materiali di moltiplicazione e le piante da frutto costituiti
da un organismo geneticamente modificato ai sensi dell’articolo 2,
punti 1 e 2, della direttiva 2001/18/CE, possono essere immessi sul
mercato solo se l’organismo geneticamente modificato e’ stato
autorizzato in conformita’ di tale direttiva o del regolamento (CE)
n. 1829/2003.
3. I materiali di moltiplicazione e le piante da frutto costituiti
da un organismo geneticamente modificato devono essere detenuti,
prodotti e coltivati nel rispetto delle vigenti norme di coesistenza
tra colture transgeniche, convenzionali e biologiche.
4. Qualora i prodotti ottenuti da piante da frutto o materiali di
moltiplicazione siano destinati ad essere utilizzati in qualita’ di
alimenti o in alimenti rientranti nell’ambito di applicazione
dell’articolo 3 o in qualita’ di mangime o in un mangime rientrante
nell’ambito di applicazione dell’articolo 15 del regolamento (CE) n.
1829/2003, il materiale di moltiplicazione e le piante da frutto
interessati sono immessi sul mercato solo se l’alimento o il mangime
derivati da tale materiale sono stati autorizzati a norma del
suddetto regolamento.
5. In deroga al disposto di cui al comma 1 puo’ essere autorizzata
l’immissione sul mercato di quantitativi appropriati di materiali di
moltiplicazione e di piante da frutto destinati a:
a) prove o a scopi scientifici; o;
b) lavori di selezione; oppure; o;
c) contribuire alla conservazione della diversita’ genetica.
6. Le condizioni per le autorizzazioni di cui alle lettere a), b) e
c) del comma 5, sono adottate ai sensi dell’articolo 3 del presente
decreto, sentita la Conferenza Stato-regioni.

Note all’art. 4:
– Per la direttiva 2000/29/CE si veda nelle note
all’art. 1.
– Per la direttiva 2001/18/CE si veda nelle note alle
premesse.
– Per il regolamento (CE) n. 1829/2003, si veda nelle
note alle premesse.

Art. 5

Requisiti ed obblighi dei fornitori

1. I soggetti che producono o commercializzano materiali di
moltiplicazione di piante da frutto o le piante da frutto destinate
alla produzione di frutti, cosi’ come definiti all’articolo 2, comma
1, del presente decreto, devono essere registrati ufficialmente in
relazione alla propria attivita’ dal servizio fitosanitario regionale
competente per territorio, secondo le procedure previste dai titoli
IV e V del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214.
2. I soggetti di cui al comma 1 sono tenuti a:
a) informare immediatamente il servizio fitosanitario regionale
competente per territorio della presenza di eventuali organismi
nocivi elencati negli allegati della direttiva 2000/29/CE del
Consiglio, dell’8 maggio 2000;
b) informare tempestivamente il servizio fitosanitario regionale
competente per territorio della presenza di un organismo nocivo
menzionato nei requisiti specifici adottati ai sensi dell’articolo 3,
comma 3, lettera b), ad un livello superiore a quello consentito in
tali requisiti specifici;
c) individuare e tenere sotto controllo i punti critici dei
propri processi di produzione che influenzano la qualita’ dei
materiali;
d) tenere a disposizione le informazioni sul controllo di cui
alla lettera c), in modo che possano essere esaminate, quando cio’
sia richiesto, dall’organismo ufficiale responsabile;
e) prelevare campioni per eventuali analisi di laboratorio;
f) garantire che, durante la produzione, i lotti di materiali di
moltiplicazione rimangano identificabili separatamente;
g) dare attuazione a tutte le misure prescritte dall’organismo
ufficiale responsabile;
h) registrare e conservare per almeno tre anni le proprie vendite
e gli acquisti quando vengono commercializzati materiali di
moltiplicazione o piante da frutto;
i) concedere il libero accesso a tutti i locali dell’azienda e
degli stabilimenti ai soggetti incaricati delle verifiche.
3. Le modalita’ di applicazione del comma 2, nonche’ eventuali
deroghe per i fornitori che vendono soltanto a consumatori finali non
professionisti, sono adottate ai sensi dell’articolo 3, sentita la
Conferenza Stato-regioni.

Note all’art. 5:
– Il Titolo IV e V del citato decreto legislativo 19
agosto 2005, n. 214, recano, rispettivamente:
«Autorizzazione e registrazione dei produttori»
«Passaporto delle piante».
– Per la direttiva 2000/29/CE si veda nelle note
all’art. 1.

Art. 6

Identificazione della varieta’

1. I materiali di moltiplicazione e le piante da frutto sono
commercializzati con un riferimento alla varieta’ cui appartengono, o
nel caso dei portainnesto, qualora non vi sia identita’ varietale,
con riferimento alla specie o all’ibrido interspecifico in questione.
2. Le varieta’ cui viene fatto riferimento ai sensi del comma 1
devono essere:
a) giuridicamente protette da una privativa per ritrovati
vegetali conformemente alle disposizioni sulla protezione di nuove
varieta’ vegetali; o;
b) registrate ufficialmente ai sensi del comma 5 del presente
articolo; o;
c) comunemente note; una varieta’ e’ considerata comunemente nota
se:
1) e’ stata registrata ufficialmente in uno Stato membro; o;
2) e’ oggetto di domanda di registrazione ufficiale in uno
Stato membro o di domanda di privativa di cui alla lettera a); o;
3) e’ stata commercializzata prima del 30 settembre 2012 sul
territorio dello Stato membro interessato o di un altro Stato membro,
purche’ abbia una descrizione ufficialmente riconosciuta
dall’autorita’ unica a livello nazionale di cui all’articolo 3.
3. L’indicazione di cui al comma 1 puo’, altresi’, applicarsi a una
varieta’ priva di valore intrinseco per la produzione vegetale a fini
commerciali, purche’ la varieta’ abbia una descrizione ufficialmente
riconosciuta e i materiali di moltiplicazione e le piante da frutto
siano commercializzati come materiale CAC sul territorio dello Stato
membro interessato e siano identificati con un riferimento a questa
disposizione sull’etichetta, o su un documento, o su entrambi.
4. Ogni varieta’ deve avere la stessa denominazione in tutti gli
Stati membri secondo le modalita’ di applicazione adottate ai sensi
dell’articolo 3 oppure conformemente alle linee direttrici
internazionali accettate.
5. Le varieta’ possono essere registrate ufficialmente qualora
siano state giudicate rispondenti a talune condizioni approvate
ufficialmente ai sensi dell’articolo 3 e abbiano una descrizione
ufficiale. Esse possono, altresi’, essere registrate ufficialmente se
il loro materiale e’ stato gia’ commercializzato prima del 30
settembre 2012 sul territorio dello Stato membro interessato, purche’
abbiano una descrizione ufficialmente riconosciuta.
6. Una varieta’ geneticamente modificata puo’ essere registrata
ufficialmente solo se l’organismo geneticamente modificato da cui e’
costituita e’ stato autorizzato ai sensi della direttiva 2001/18/CE o
del regolamento (CE) n. 1829/2003.
7. Qualora i prodotti ottenuti da piante da frutto o materiali di
moltiplicazione siano destinati ad essere utilizzati in qualita’ di
alimenti o in alimenti rientranti nell’ambito di applicazione
dell’articolo 3 o in qualita’ di mangime o in un mangime rientrante
nell’ambito di applicazione dell’articolo 15 del regolamento (CE) n.
1829/2003, la varieta’ interessata e’ registrata ufficialmente solo
se l’alimento o il mangime ottenuto da questi materiali e’ stato
autorizzato a norma del suddetto regolamento.

Note all’art. 6:
– Per la direttiva 2001/18/CE si veda nelle note alle
premesse.
– Per il regolamento CE n. 1828/2003 si veda nelle note
alle premesse.

Art. 7

Registro nazionale

1. E’ istituito presso il Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali il registro nazionale delle varieta’ delle
piante da frutto ammesse alla commercializzazione.
2. Le caratteristiche del registro, le modalita’ di iscrizione
delle varieta’, i dati da iscrivere nel registro e le loro modalita’
di conservazione saranno adottate ai sensi dell’articolo 3.

Art. 8

Etichettatura ed identificazione dei materiali
e delle piante OGM

1. Nel caso di materiali di moltiplicazione o di una pianta da
frutto di una varieta’ che e’ stata geneticamente modificata,
qualunque etichetta e documento, ufficiale o di altro tipo, apposto
sui materiali o che accompagna gli stessi a norma del presente
decreto deve indicare chiaramente che la varieta’ e’ stata
geneticamente modificata e deve specificare gli organismi
geneticamente modificati.

Art. 9

Importazioni da Paesi terzi

1. Fatte salve le disposizioni in materia fitosanitaria stabilite
dalla direttiva 2000/29/CE e successive modificazioni, l’importazione
di materiali da Paesi terzi puo’ essere ammessa qualora questi siano
stati prodotti secondo criteri equivalenti a quelli previsti dal
presente decreto e soddisfino detti requisiti al momento
dell’importazione.
2. Le disposizioni riguardanti il riconoscimento delle condizioni
di equivalenza alle prescrizioni del presente decreto per i materiali
di moltiplicazione e le piante da frutto prodotti nei Paesi terzi,
con particolare riguardo agli obblighi del fornitore, all’identita’,
ai caratteri, agli aspetti fitosanitari, al substrato colturale,
all’imballaggio, alle modalita’ di ispezione, al contrassegno ed alla
chiusura, sono adottate ai sensi dell’articolo 3.
3. In attesa dell’adozione delle disposizioni di cui al comma 2 il
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali puo’
riconoscere l’equivalenza per determinate specie prodotte nei singoli
Paesi terzi.

Note all’art. 9:
– Per la direttiva 2000/29/CE si veda nelle note
all’art. 1.

Art. 10

Disposizioni per l’organismo ufficiale

1. L’organismo ufficiale competente effettua, almeno per sondaggio,
ispezioni ufficiali negli stabilimenti dei fornitori, sui materiali
di moltiplicazione e le piante da frutto durante le fasi di
produzione e di commercializzazione, onde accertare che siano state
rispettate le prescrizioni e le condizioni fissate dal presente
decreto.
2. Qualora, in occasione della sorveglianza e dei controlli di cui
al comma 1 o di altri tipi di verifiche, si constati che i materiali
non sono conformi alle prescrizioni previste dal presente decreto,
l’organismo ufficiale competente adotta tutte le misure necessarie
per assicurare la loro conformita’ alle prescrizioni precitate,
oppure, se cio’ non fosse possibile, ne vieta la commercializzazione
nell’Unione europea e ne informa tempestivamente il Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali.
3. Le disposizioni di applicazione del comma 1 e del comma 2 sono
adottate ai sensi dell’articolo 3.
4. Le eventuali misure adottate a norma del comma 2 vengono
revocate non appena sia accertato che i materiali destinati alla
commercializzazione da parte del fornitore siano conformi alle
prescrizioni ed alle condizioni previste dal presente decreto.

Art. 11

Sanzioni

1. Salvo che il fatto costituisca reato, per le violazioni delle
disposizioni di cui al presente decreto, si applicano le sanzioni
amministrative di cui al presente articolo.
2. Chiunque commercializza materiali di moltiplicazione di piante
da frutto o piante da frutto non conformi alle condizioni stabilite
dall’articolo 4, comma 1, e’ punito con la sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da euro 1.500,00 a euro 9.000,00.
3. Chiunque commercializza materiali di moltiplicazione di piante
da frutto o piante da frutto non conformi alle condizioni stabilite
dall’articolo 4, commi 5 e 6, e’ punito con la sanzione
amministrativa dal pagamento di una somma da euro 1.000,00 a euro
6.000,00.
4. Chiunque produce o commercializza materiali di moltiplicazione
di piante da frutto o piante da frutto senza essere registrati
conformemente a quanto previsto dall’articolo 5, comma 1, e’ punito
con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro
2.500,00 a euro 15.000,00.
5. Chiunque produce o commercializza materiali di moltiplicazioni
di piante da frutto o piante da frutto senza rispettare gli obblighi
previsti dall’articolo 5, comma 2, e’ punito con la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 500,00 a euro
3.000,00.
6. Chiunque commercializza materiali di moltiplicazione di piante
da frutto o piante da frutto senza riferimento alla varieta’, come
previsto dall’articolo 6, comma 1, e’ punito con la sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.000,00 a euro
12.000,00.
7. Chiunque produce o commercializza materiali di moltiplicazione
di piante da frutto o piante da frutto utilizzando denominazioni di
varieta’ non conformi a quanto previsto dall’articolo 6, e’ punito
con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro
2.500,00 a euro 15.000,00.

Art. 12

Misure transitorie

1. Fino al 31 dicembre 2018 e’ consentita la commercializzazione di
materiali di moltiplicazione e piante da frutto ottenuti da piante
parentali esistenti prima del 30 settembre 2012 e che sono stati
ufficialmente certificati ai sensi del decreto del Ministro per le
politiche agricole alimentari e forestali in data 24 luglio 2003 o
che rispondono alle condizioni per essere qualificati come materiali
CAC ai sensi del decreto del Ministro delle risorse agricole
alimentari e forestali in data 14 aprile 1997.
2. Allorche’ sono commercializzati tali materiali di
moltiplicazione e piante da frutto sono identificati con un
riferimento al presente articolo sull’etichetta o su un documento o
su entrambi.
3. Fino alla loro sostituzione e comunque non oltre i termini di
cui al comma 1, restano in vigore le disposizioni dei decreti
applicativi adottati in attuazione del decreto del Presidente della
Repubblica 21 dicembre 1996, n. 697.

Note all’art. 12:
– Per il decreto del Ministro delle risorse agricole
alimentari e forestali 24 luglio 2003 si veda nelle note
alle premesse.
– Per il decreto del Ministro delle risorse agricole
alimentari e forestali 14 aprile 1997 si veda nelle note
alle premesse.
– Per il decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1996, n. 697, si veda nelle note alle premesse.

Art. 13

Clausola di cedevolezza

1. In relazione a quanto disposto dall’articolo 117, quinto comma,
della Costituzione e dall’articolo 16, comma 3, della legge 4
febbraio 2005, n. 11, le disposizioni del presente decreto
legislativo riguardanti ambiti di competenza legislativa delle
regioni e delle province autonome si applicano, nell’esercizio del
potere sostituivo dello Stato e con carattere di cedevolezza, a
decorrere dalla scadenza del termine stabilito per l’attuazione della
direttiva oggetto del presente decreto legislativo, nelle regioni e
nelle province autonome nelle quali non sia ancora stata adottata la
normativa di attuazione regionale o provinciale e perdono comunque
efficacia dalla data di entrata in vigore di quest’ultima, fermi
restando i principi fondamentali ai sensi dell’articolo 117, comma
terzo, della Costituzione.

Note all’art. 13:
– Il testo dell’art. 117, quinto comma, della
Costituzione cosi’ recita:
«Le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita’ di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza».
– Il testo dell’art. 16, comma 3 della legge 4 febbraio
2005, n. 11 «Norme generali sulla partecipazione
dell’Italia al processo normativo dell’Unione europea e
sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari»,
cosi’ recita:
«Art. 16 (Attuazione delle direttive comunitarie da
parte delle regioni e delle province autonome). – 3. Ai
fini di cui all’art. 117, quinto comma, della Costituzione,
le disposizioni legislative adottate dallo Stato per
l’adempimento degli obblighi comunitari, nelle materie di
competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome, si applicano, per le regioni e le province
autonome, alle condizioni e secondo la procedura di cui
all’art. 11, comma 8, secondo periodo.».
– Il testo dell’art. 117 comma terzo della Costituzione
cosi’ recita:
«Sono materie di legislazione concorrente quelle
relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea
delle regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza
del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell’energia;
previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e promozione e organizzazione di attivita’
culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e
agrario a carattere regionale. Nelle materie di
legislazione concorrente spetta alle regioni la potesta’
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato».

Art. 14

Disposizioni finanziarie

1. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
2. Le amministrazioni interessate provvedono all’attuazione delle
disposizioni di cui al presente decreto con le risorse umane,
strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 15

Abrogazioni

1. Il decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1996, n.
697, e’ abrogato.
2. L’articolo 1 del decreto legislativo 3 novembre 1998, n. 414, e’
abrogato.
3. All’articolo 3, comma 1, del citato decreto legislativo n. 414
del 1998, le parole: «di cui agli articoli 1 e 2» sono sostituite
dalle seguenti: «di cui all’articolo 2».
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 25 giugno 2010

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Ronchi, Ministro per le politiche
europee

Galan, Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali

Alfano, Ministro della giustizia

Frattini, Ministro degli affari
esteri

Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Alfano

Note all’art. 15:
– Per il decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre 1996, n. 697 si veda nel testo alle premesse.
– Per il decreto legislativo 3 novembre 1998 n. 414 si
veda nelle note alle premesse.
– Si riporta il testo dell’art. 3, comma 1 del decreto
legislativo 3 novembre 1998, n. 414, come modificato dal
presente decreto:
«Art. 3 (Sanzioni amministrative accessorie). – 1. Ai
sensi dell’art. 20, comma 1, della legge 24 novembre 1981,
n. 689, e successive modifiche ed integrazioni, ove sia
irrogata la sanzione amministrativa pecuniaria di cui all’
art. 2, sono irrogate, altresi’, le seguenti sanzioni
amministrative accessorie:
a) la sospensione dall’iscrizione in albi
professionali;
b) la sospensione dall’esercizio dell’arte o
professione;
c) la sospensione dagli uffici direttivi e dagli
organi statutari delle persone giuridiche e delle imprese;
d) la sospensione dagli albi ed elenchi delle imprese
abilitate a contrattare con le pubbliche amministrazioni;
e) la sospensione dell’attivita’ produttiva o di
commercializzazione svolta dall’impresa».

Allegato

Elenco dei generi e delle specie a cui si applica la presente
direttiva

Castanea sativa Mill.
Citrus L.
Corylus avellana L.
Cydonia oblonga Mill.
Ficus carica L.
Fortunella Swingle
Fragaria L. Juglans regia L.
Malus Mill.
Olea europaea L.
Pistacia vera L.
Poncirus Raf.
Prunus amygdalus Batsch
Prunus armeniaca L.
Prunus avium (L.) L.
Prunus cerasus L.
Prunus domestica L.
Prunus persica (L.) Batsch
Prunus salicina Lindley
Pyrus L.
Ribes L.
Rubus L.
Vaccinium L.

DECRETO LEGISLATIVO 25 giugno 2010, n. 124 – Attuazione della direttiva 2008/90 relativa alla commercializzazione dei materiali di moltiplicazione delle piante da frutto destinate alla produzione di frutti (refusione). (10G0144) (GU n. 180 del 4-8-2010

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