DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008, n. 33 - Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all'uso di solventi in talune pitture e vernici, nonche' in prodotti per la carrozzeria. (GU n. 53 del 3-3-2008 | Chimici.info

DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008, n. 33 – Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all’uso di solventi in talune pitture e vernici, nonche’ in prodotti per la carrozzeria. (GU n. 53 del 3-3-2008

DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008, n. 33 - Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all'uso di solventi in talune pitture e vernici, nonche' in prodotti per la carrozzeria. (GU n. 53 del 3-3-2008 )

DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008 , n. 33

Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante
attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle
emissioni di composti organici volatili conseguenti all’uso di
solventi in talune pitture e vernici, nonche’ in prodotti per la
carrozzeria.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la direttiva 2004/42/CE del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa alla limitazione delle
emissioni di composti organici volatili dovute all’uso di solventi
organici in talune pitture e vernici e in taluni prodotti per
carrozzeria e recante modifica della direttiva 1999/13/CE;
Vista la legge 18 aprile 2005, n. 62, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee (Legge comunitaria 2004) ed, in particolare,
l’articolo 1, commi 3 e 5;
Visto il decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante
attuazione della direttiva 2004/42/CE;
Vista la decisione 2007/205/CE della Commissione, del 22 marzo
2007, che istituisce un formato comune per la prima relazione degli
Stati membri riguardante l’attuazione della direttiva 2004/42/CE;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive
modificazioni, recante norme in materia ambientale ed in particolare
l’articolo 275;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 9 novembre 2007;
Acquisito il parere della Conferenza unificata di cui
all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei
deputati;
Considerato che le competenti Commissioni del Senato della
Repubblica non hanno espresso il parere nei termini prescritti;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 14 febbraio 2008;
Sulla proposta del Ministro per le politiche europee e del Ministro
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto
con i Ministri degli affari esteri, della giustizia e dell’economia e
delle finanze;
E m a n a
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
1. All’articolo 3, comma 4, del decreto legislativo 27 marzo 2006,
n. 161, le parole: «in conformita’ al decreto ministeriale 16 gennaio
2004, n. 44» sono sostituite dalle seguenti: «in conformita’
all’articolo 275 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152».
2. All’articolo 5 del decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, il
comma 1 e’ sostituito dal seguente:
«1. I soggetti che effettuano i controlli relativi al rispetto del
presente decreto, nonche’ la Stazione sperimentale per le industrie
degli oli e dei grassi, per i soggetti che versano i contributi di
cui all’articolo 8, comma 1, lettera b), del decreto legislativo
29 ottobre 1999, n. 540, e, per il tramite delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, i soggetti che immettono sul
mercato i prodotti elencati nell’allegato I trasmettono al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, entro il
31 marzo 2008 e, successivamente, entro il 1° marzo di ciascun anno,
i dati e le informazioni previsti all’allegato IV, riferiti all’anno
civile precedente.».
3. All’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 27 marzo 2006,
n. 161, dopo le parole: «il Ministero dell’ambiente e della tutela
del territorio» sono inserite le seguenti «e del mare, in qualita’ di
autorita’ competente ai sensi dell’articolo 5 della direttiva
2004/42/CE,».
4. All’allegato I, paragrafo 1, lettera d), del decreto legislativo
27 marzo 2006, n. 161, le parole: «pellicola opaca» sono sostituite
dalle seguenti: «pellicola coprente».
5. All’allegato I, paragrafo 1, lettera e), del decreto legislativo
27 marzo 2006, n. 161, le parole: «pellicola trasparente o semiopaca»
sono sostituite dalle seguenti: «pellicola trasparente o
semitrasparente».
6. All’allegato I, paragrafo 1, lettera f), ed all’allegato II,
tabella 1, lettera f), del decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161,
le parole: «impregnanti non filmogeni per legno» sono sostituite
dalle seguenti: «impregnanti per legno che formano una pellicola di
spessore minimo».
7. All’allegato I, paragrafo 2, lettera e), del decreto legislativo
27 marzo 2006, n. 161, le parole: «sigillanti per carrozzeria» sono
sostituite dalle seguenti: «sigillanti sottoscocca».
8. All’allegato II, tabella 2, lettera c), del decreto legislativo
27 marzo 2006, n. 161, la parola: «printer» e’ sostituita dalla
seguente: «primer».
9. Dopo l’allegato III al decreto legislativo 27 marzo 2006, n.
161, e’ aggiunto il seguente:
«”Allegato III-bis
TRASMISSIONE DI DATI E INFORMAZIONI
1. Dati e informazioni trasmessi dai soggetti che effettuano i
controlli.
1.1. Il numero dei controlli, indicando, per ciascun controllo:
– il destinatario (produttore, importatore o altri soggetti);
– il tipo di attivita’ (sopralluogo, campionamento e analisi,
verifica delle giacenze e dei dati sulle vendite, controllo
dell’etichettatura, ecc.).
1.2. La distribuzione dei controlli rispetto ai mesi dell’anno ed
alle singole regioni.
1.3. I casi, espressi come percentuale sulla somma dei controlli,
in cui e’ stata accertata, in riferimento a ciascun prodotto di cui
all’allegato I, la violazione dei valori limite previsti
dall’articolo 3, indicando, in riferimento a ciascun prodotto, il
quantitativo complessivo risultato non conforme.
1.4. I casi, espressi come percentuale sulla somma dei controlli,
in cui e’ stata accertata la violazione degli obblighi di
etichettatura di cui all’articolo 4, indicando se vi sia stata la
contestuale violazione dei valori limite previsti dall’articolo 3.
1.5. Il costo complessivo stimato dei controlli ed il numero e la
qualifica dei soggetti adibiti.
2. Dati e informazioni trasmessi dai soggetti che immettono sul
mercato i prodotti elencati nell’allegato I.
2.1. Il numero di produttori, il numero di importatori ed il numero
degli altri soggetti che immettono sul mercato i prodotti elencati
nell’allegato I.
2.2. I quantitativi di prodotti elencati nell’allegato I immessi
sul mercato, distinguendo quelli rispettivamente immessi sul mercato
dai produttori, dagli importatori e da altri soggetti.».
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Dato a Roma, addi’ 14 febbraio 2008
NAPOLITANO
Prodi, Presidente del Consiglio dei
Ministri
Bonino, Ministro per le politiche
europee
Pecoraro Scanio, Ministro dell’ambiente
e della tutela del territorio e del
mare
D’Alema, Ministro degli affari esteri
Scotti, Ministro della giustizia
Padoa Schioppa, Ministro dell’economia
e delle finanze
Visto, il Guardasigilli: Scotti

Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi
qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione stabilisce che
l’esercizio della funzione legislativa non puo’ essere
delegato al Governo se non con determinazione di principi e
criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per
oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro,
al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le
leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge ed i
regolamenti.
– La direttiva 2004/42/CEE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
30 aprile 2004, n. L 143.
– La direttiva 1999/13/CE e’ pubblicata nella G.U.C.E.
29 marzo 1999, n. L 85.
– Il testo dell’art. 1, commi 3 e 5, della legge
18 aprile 2005, n. 62, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
27 aprile 2005, n. 96, supplemento ordinario, e’ il
seguente:
«Art. 1 (Delega al Governo per l’attuazione di
direttive comunitarie). – (Omissis).
3. Gli schemi dei decreti legislativi recanti
attuazione delle direttive comprese nell’elenco di cui
all’allegato B, nonche’, qualora sia previsto il ricorso a
sanzioni penali, quelli relativi all’attuazione delle
direttive elencate nell’allegato A, sono trasmessi, dopo
l’acquisizione degli altri pareri previsti dalla legge,
alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica
perche’ su di essi sia espresso il parere dei competenti
organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di
trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza del
parere. Qualora il termine per l’espressione del parere
parlamentare di cui al presente comma, ovvero i diversi
termini previsti dai commi 4 e 8, scadano nei trenta giorni
che precedono la scadenza dei termini previsti ai commi 1 o
5 o successivamente, questi ultimi sono prorogati di
novanta giorni.
(Omissis).
5. Entro diciotto mesi dalla data di entrata in vigore
di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel
rispetto dei principi e criteri direttivi fissati dalla
presente legge, il Governo puo’ emanare, con la procedura
indicata nei commi 2, 3 e 4, disposizioni integrative e
correttive dei decreti legislativi emanati ai sensi del
comma 1, fatto salvo quanto previsto dal comma 5-bis.».
– Il decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio 2006, n. 100.
– La decisione 2007/205/CE e’ pubblicata nella G.U.U.E.
31 marzo 2007, n. L 91.
– Il testo dell’art. 275 del decreto legislativo
3 aprile 2006, n. 152, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
14 aprile 2006, n. 88, supplemento ordinario, e’ il
seguente:
«Art. 275 (Emissioni di COV). – 1. L’allegato III alla
parte quinta del presente decreto stabilisce, relativamente
alle emissioni di composti organici volatili, i valori
limite di emissione, le modalita’ di monitoraggio e di
controllo delle emissioni, i criteri per la valutazione
della conformita’ dei valori misurati ai valori limite e le
modalita’ di redazione del piano di gestione dei solventi.
2. Se nello stesso luogo sono esercitate, mediante uno
o piu’ impianti o macchinari e sistemi non fissi o
operazioni manuali, una o piu’ attivita’ individuate nella
parte II dell’allegato III alla parte quinta del presente
decreto le quali superano singolarmente le soglie di
consumo di solvente ivi stabilite, a ciascuna di tali
attivita’ si applicano i valori limite per le emissioni
convogliate e per le emissioni diffuse di cui al medesimo
allegato III, parte III, oppure i valori limite di
emissione totale di cui a tale allegato III, parti III e
IV, nonche’ le prescrizioni ivi previste. Tale disposizione
si applica anche alle attivita’ che, nello stesso luogo,
sono direttamente collegate e tecnicamente connesse alle
attivita’ individuate nel suddetto allegato III, parte II,
e che possono influire sulle emissioni di COV. Il
superamento delle soglie di consumo di solvente e’ valutato
con riferimento al consumo massimo teorico di solvente
autorizzato. Le attivita’ di cui alla parte II
dell’allegato III alla parte quinta del presente decreto
comprendono la pulizia delle apparecchiature e non
comprendono la pulizia dei prodotti, fatte salve le diverse
disposizioni ivi previste.
3. Ai fini di quanto previsto dal comma 2, i valori
limite per le emissioni convogliate si applicano a ciascun
impianto che produce tali emissioni ed i valori limite per
le emissioni diffuse si applicano alla somma delle
emissioni non convogliate di tutti gli impianti, di tutti i
macchinari e sistemi non fissi e di tutte le operazioni.
4. Il gestore che intende effettuare le attivita’ di
cui al comma 2 presenta all’autorita’ competente una
domanda di autorizzazione conforme a quanto previsto nella
parte I dell’allegato III alla parte quinta del presente
decreto. Si applica, a tal fine, l’art. 269, ad eccezione
dei commi 2 e 4. In aggiunta ai casi previsti dall’art.
269, comma 8, la domanda di autorizzazione deve essere
presentata anche dal gestore delle attivita’ che, a seguito
di una modifica del consumo massimo teorico di solvente,
rientrano tra quelle di cui al comma 2.
5. L’autorizzazione ha ad oggetto gli impianti, i
macchinari e sistemi non fissi e le operazioni manuali che
effettuano le attivita’ di cui al comma 2 e stabilisce,
sulla base di tale comma, i valori limite che devono essere
rispettati. Per la captazione e il convogliamento si
applica l’art. 270. Per le emissioni prodotte da macchinari
e sistemi non fissi o da operazioni manuali si applicano i
commi 10, 11 e 13 dell’art. 269.
6. L’autorizzazione indica il consumo massimo teorico
di solvente e l’emissione totale annua conseguente
all’applicazione dei valori limite di cui al comma 2,
individuata sulla base di detto consumo, nonche’ la
periodicita’ dell’aggiornamento del piano di gestione di
cui alla parte V dell’allegato III alla parte quinta del
presente decreto.
7. Il rispetto dei valori limite di emissione previsti
dal comma 2 e’ assicurato mediante l’applicazione delle
migliori tecniche disponibili e, in particolare,
utilizzando materie prime a ridotto o nullo tenore di
solventi organici, ottimizzando l’esercizio e la gestione
delle attivita’ e, ove necessario, installando idonei
dispositivi di abbattimento, in modo da minimizzare le
emissioni di composti organici volatili.
8. Se le attivita’ di cui al comma 2 sono effettuate da
uno o piu’ impianti autorizzati prima del 13 marzo 2004 o
da tali impianti congiuntamente a macchinari e sistemi non
fissi o operazioni manuali, le emissioni devono essere
adeguate alle pertinenti prescrizioni dell’allegato III
alla parte quinta del presente decreto e alle altre
prescrizioni del presente articolo entro il 31 ottobre
2007, ovvero, in caso di adeguamento a quanto previsto dal
medesimo allegato III, parte IV, entro le date ivi
stabilite. Fermo restando quanto stabilito dalla normativa
vigente in materia di autorizzazione integrata ambientale,
l’adeguamento e’ effettuato sulla base dei progetti
presentati all’autorita’ competente ai sensi del decreto
ministeriale 14 gennaio 2004, n. 44. Gli impianti in tal
modo autorizzati si considerano anteriori al 2006. In caso
di mancata presentazione del progetto o di diniego
all’approvazione del progetto da parte dell’autorita’
competente, le attivita’ si considerano in esercizio senza
autorizzazione. I termini di adeguamento previsti dal
presente comma si applicano altresi’ agli impianti di cui
al comma 20, in esercizio al 12 marzo 2004, i cui gestori
aderiscano all’autorizzazione generale ivi prevista entro
sei mesi dall’entrata in vigore della parte quinta del
presente decreto o abbiano precedentemente aderito alle
autorizzazioni generali adottate ai sensi dell’art. 9 del
decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del
territorio 16 gennaio 2004, n. 44.
9. Se le attivita’ di cui al comma 2 sono effettuate
esclusivamente da macchinari e sistemi non fissi o da
operazioni manuali, in esercizio prima dell’entrata in
vigore della parte quinta del presente decreto, le
emissioni devono essere adeguate alle pertinenti
prescrizioni dell’allegato III alla parte quinta del
presente decreto e alle altre prescrizioni del presente
articolo entro il 31 ottobre 2007. A tal fine
l’autorizzazione di cui al comma 4 deve essere richiesta
entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della parte
quinta del presente decreto. In caso di mancata
presentazione della richiesta entro tale termine le
attivita’ si considerano in esercizio senza autorizzazione.
10. Sono fatte salve le autorizzazioni rilasciate prima
del 13 marzo 2004 che conseguono un maggiore contenimento
delle emissioni di composti organici volatili rispetto a
quello ottenibile con l’applicazione delle indicazioni di
cui alle parti III e VI dell’allegato III alla parte quinta
del presente decreto. In tal caso rimangono validi i metodi
di campionamento e di analisi precedentemente in uso. E’
fatta salva la facolta’ del gestore di chiedere
all’autorita’ competente di rivedere dette autorizzazioni
sulla base delle disposizioni della parte quinta del
presente decreto.
11. La domanda di autorizzazione di cui al comma 4 deve
essere presentata anche dal gestore delle attivita’ di cui
al comma 2, effettuate ai sensi dei commi 8 e 9, ove le
stesse siano sottoposte a modifiche sostanziali.
L’autorizzazione prescrive che le emissioni degli impianti,
dei sistemi e macchinari non fissi e delle operazioni
manuali oggetto di modifica sostanziale:
a) siano immediatamente adeguate alle prescrizioni
del presente articolo o
b) siano adeguate alle prescrizioni del presente
articolo entro il 31 ottobre 2007 se le emissioni totali di
tutte le attivita’ svolte dal gestore nello stesso luogo
non superano quelle che si producono in caso di
applicazione della lettera a).
12. Se il gestore comprova all’autorita’ competente
che, pur utilizzando la migliore tecnica disponibile, non
e’ possibile rispettare il valore limite per le emissioni
diffuse, tale autorita’ puo’ autorizzare deroghe a detto
valore limite, purche’ cio’ non comporti rischi per la
salute umana o per l’ambiente.
13. Nei casi previsti nella parte III dell’allegato III
alla parte quinta del presente decreto, l’autorita’
competente puo’ esentare il gestore dall’applicazione delle
prescrizioni ivi stabilite se le emissioni non possono
essere convogliate ai sensi dell’art. 270, commi 1 e 2. In
tal caso si applica quanto previsto dalla parte IV
dell’allegato III alla parte quinta del presente decreto,
salvo il gestore comprovi all’autorita’ competente che il
rispetto di detto allegato non e’, nel caso di specie,
tecnicamente ed economicamente fattibile e che l’impianto
utilizza la migliore tecnica disponibile.
14. L’autorita’ competente comunica al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio, nella
relazione di cui al comma 18, le deroghe autorizzate ai
sensi dei commi 12 e 13.
15. Se due o piu’ attivita’ effettuate nello stesso
luogo superano singolarmente le soglie di cui al comma 2,
l’autorita’ competente puo’:
a) applicare i valori limite previsti da tale comma a
ciascuna singola attivita’ o
b) applicare un valore di emissione totale, riferito
alla somma delle emissioni di tali attivita’, non superiore
a quello che si avrebbe applicando quanto previsto dalla
lettera a); la presente opzione non si estende alle
emissioni delle sostanze indicate nel comma 17.
16. Il gestore che, nei casi previsti dal comma 8,
utilizza un dispositivo di abbattimento che consente il
rispetto di un valore limite di emissione pari a 50 mgC/N
m^3, in caso di combustione, e pari a 150 mgC/N m^3, in
tutti gli altri casi, deve rispettare i valori limite per
le emissioni convogliate di cui alla parte III
dell’allegato III alla parte quinta del presente decreto
entro il 1° aprile 2013, purche’ le emissioni totali non
superino quelle che si sarebbero prodotte in caso di
applicazione delle prescrizioni della parte III
dell’allegato III alla parte quinta del presente decreto.
17. La parte I dell’allegato III alla parte quinta del
presente decreto stabilisce appositi valori limite di
emissione per le sostanze caratterizzate da particolari
rischi per la salute e l’ambiente.
18. Le autorita’ competenti trasmettono al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio, ogni tre anni
ed entro il 30 aprile, a partire dal 2005, una relazione
relativa all’applicazione del presente articolo, in
conformita’ a quanto previsto dalla decisione 2002/529/CE
del 27 giugno 2002 della Commissione europea. Copia della
relazione e’ inviata dalle autorita’ competenti alla
regione o alla provincia autonoma. Il Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio invia tali
informazioni alla Commissione europea.
19. Alle emissioni di COV degli impianti anteriori al
1988, disciplinati dal presente articolo, si applicano,
fino alle date previste dai commi 8 e 9 ovvero fino alla
data di effettivo adeguamento degli impianti, se anteriore,
i valori limite e le prescrizioni di cui all’allegato I
alla parte quinta del presente decreto.
20. I gestori degli impianti a ciclo chiuso di pulizia
a secco di tessuti e di pellami, escluse le pellicce, e
delle pulitintolavanderie a ciclo chiuso, per i quali
l’autorita’ competente non abbia adottato autorizzazioni di
carattere generale, comunicano a tali autorita’ di aderire
all’autorizzazione di cui alla parte VII dell’allegato III
alla parte quinta del presente decreto. E’ fatto salvo il
potere delle medesime autorita’ di adottare successivamente
nuove autorizzazioni di carattere generale, ai sensi
dell’art. 272, l’adesione alle quali comporta, per il
soggetto interessato, la decadenza di quella prevista dalla
parte VII dell’allegato III alla parte quinta del presente
decreto relativamente al territorio a cui tali nuove
autorizzazioni si riferiscono. A tali attivita’ non si
applicano le prescrizioni della parte I, paragrafo 3, punti
3.2, 3.3. e 3.4 dell’allegato III alla parte quinta del
presente decreto.
21. Costituisce modifica sostanziale, ai sensi del
presente articolo:
a) per le attivita’ di ridotte dimensioni, una
modifica del consumo massimo teorico di solventi che
comporta un aumento delle emissioni di composti organici
volatili superiore al venticinque per cento;
b) per tutte le altre attivita’, una modifica del
consumo massimo teorico di solventi che comporta un aumento
delle emissioni di composti organici volatili superiore al
dieci per cento;
c) qualsiasi modifica che, a giudizio dell’autorita’
competente, potrebbe avere effetti negativi significativi
sulla salute umana o sull’ambiente;
d) qualsiasi modifica del consumo massimo teorico di
solventi che comporti la variazione dei valori limite
applicabili.
22. Per attivita’ di ridotte dimensioni, ai sensi del
comma 21, si intendono le attivita’ di cui alla parte III,
punti 1, 3, 4, 5, 8, 10, 13, 16 o 17 dell’allegato III alla
parte quinta del presente decreto aventi un consumo massimo
teorico di solventi inferiore o uguale alla piu’ bassa tra
le soglie di consumo ivi indicate in terza colonna e le
altre attivita’ di cui alla parte III del medesimo allegato
III aventi un consumo massimo teorico di solventi inferiore
a 10 tonnellate l’anno.».
– Il testo dell’art. 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
30 agosto 1997, n. 202, e’ il seguente:
«Art. 8 (Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e
Conferenza unificata). – 1. La Conferenza Stato-citta’ ed
autonomie locali e’ unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita’ montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell’interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi’ il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita’, il presidente dell’Associazione
nazionale dei comuni d’Italia – ANCI, il presidente
dell’Unione province d’Italia – UPI ed il presidente
dell’Unione nazionale comuni, comunita’ ed enti montani –
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall’ANCI e sei presidenti di provincia designati dall’UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall’ANCI cinque
rappresentano le citta’ individuate dall’art. 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche’ rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta’ ed autonomie locali e’
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita’ o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell’ANCI, dell’UPI o dell’UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e’
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e’ conferito, dal
Ministro dell’interno.».
Note all’art. 1:
– Si riporta il testo vigente dell’art. 3 e dell’art.
5, del decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, citato
nelle premesse, cosi’ come modificato dal presente decreto:
«Art. 3 (Immissione sul mercato). – 1. A decorrere
dalla data di applicazione dei valori limite previsti
nell’allegato II i prodotti elencati nell’allegato I
possono essere immessi sul mercato solo se hanno un
contenuto di COV uguale o inferiore a tali valori limite e
se sono etichettati in conformita’ all’art. 4.
2. Se i prodotti elencati nell’allegato I richiedono,
per essere pronti all’uso, l’aggiunta di altri prodotti,
quali solventi o preparati contenenti solventi, anche
diversi da quelli elencati nell’allegato I, i valori limite
previsti nell’allegato II si applicano soltanto al prodotto
divenuto pronto all’uso a seguito di tale aggiunta.
3. Al fine di valutare la conformita’ del contenuto di
COV dei prodotti elencati nell’allegato I ai valori limite
previsti nell’allegato II si applicano i metodi analitici
di cui all’allegato III.
4. I valori limite previsti nell’allegato II non si
applicano ai prodotti elencati nell’allegato I, da
utilizzare nelle attivita’ effettuate presso gli impianti
autorizzati ed eserciti in conformita’ all’art. 275 del
decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152. Se presso tali
impianti si effettuano attivita’ di restauro o manutenzione
dei veicoli di cui al comma 5 il gestore non deve ottenere
l’autorizzazione ivi prevista.
5. I valori limite previsti nell’allegato II non si
applicano ai prodotti elencati nell’allegato I, da
utilizzare per il restauro o la manutenzione degli edifici
d’epoca o dei veicoli tutelati come beni culturali dal
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, o per il
restauro o la manutenzione dei veicoli d’epoca o di
interesse storico o collezionistico di cui al decreto
legislativo 30 aprile 1992, n. 285. Chi intende acquistare
e utilizzare tali prodotti deve ottenere una preventiva
autorizzazione. L’istanza di autorizzazione e’ presentata,
per gli edifici e per i veicoli tutelati come beni
culturali, al soprintendente per i beni culturali
competente per territorio nell’ambito della richiesta di
autorizzazione di cui all’art. 21 del decreto legislativo
22 gennaio 2004, n. 42, e, per gli altri veicoli, al
Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, il quale si pronuncia entro
trenta giorni dalla richiesta. L’autorizzazione e’
rilasciata soltanto per le quantita’ rigorosamente
necessarie alla esecuzione delle attivita’ di restauro e di
manutenzione.
6. Le autorita’ competenti al rilascio delle
autorizzazioni di cui al comma 5 inviano al Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio, entro il
31 gennaio di ogni anno, copia delle autorizzazioni
rilasciate nell’anno precedente.».
«Art. 5 (Raccolta e trasmissione dei dati). – 1. I
soggetti che effettuano i controlli relativi al rispetto
del presente decreto, nonche’ la Stazione sperimentale per
le industrie degli oli e dei grassi, per i soggetti che
versano i contributi di cui all’art. 8, comma 1,
lettera b), del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n.
540, e, per il tramite delle Camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura, i soggetti che
immettono sul mercato i prodotti elencati nell’allegato I
trasmettono al Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, entro il 31 marzo 2008 e,
successivamente, entro il 1° marzo di ciascun anno, i dati
e le informazioni previsti all’allegato IV, riferiti
all’anno civile precedente.
2. Il Ministero dell’ambiente e della tutela del
territorio e del mare, in qualita’ di autorita’ competente
ai sensi dell’art. 5 della direttiva 2004/42/CE, invia alla
Commissione europea entro il 1° luglio 2008, entro il
1° luglio 2011 e, successivamente, ogni cinque anni una
relazione circa l’applicazione del presente decreto,
elaborata sulla base delle informazioni di cui al comma 1 e
di cui all’art. 3, comma 6. A tal fine e’ utilizzato, ove
disponibile, il formato predisposto dalla Commissione
europea. Il Ministero comunica inoltre annualmente tali
informazioni alla Commissione europea, su apposita
richiesta.».
– Si riporta il testo vigente dell’allegato I,
paragrafo 1 e 2, del decreto legislativo 27 marzo 2006, n.
161, citato nelle premesse, cosi’ come modificato dal
presente decreto:
«Allegato I
ELENCO DEI PRODOTTI
1. Pitture e vernici:
a) pitture opache per pareti e soffitti interni:
rivestimenti per interni destinati ad essere applicati su
pareti e soffitti, con grado di brillantezza (gloss)
>25@60°;
b) pitture lucide per pareti e soffitti interni:
rivestimenti per interni destinati ad essere applicati su
pareti e soffitti, con grado di brillantezza (gloss)
>25@60°;
c) pitture per pareti esterne di supporto minerale:
rivestimenti destinati ad essere applicati su pareti
esterne in muratura, mattoni o stucco;
d) pitture per finiture e tamponature da
interni/esterni per legno, metallo o plastica: rivestimenti
che formano una pellicola coprente, destinati ad essere
applicati su finiture e tamponature. Tali prodotti sono
concepiti per i supporti di legno, metallo o plastica; sono
inclusi i sottofondi e i rivestimenti intermedi;
e) vernici ed impregnanti per legno per finiture
interne/esterne: rivestimenti che formano una pellicola
trasparente o semitrasparente, destinati ad essere
applicati sulle finiture di legno, metallo e plastica a
fini decorativi e protettivi; sono inclusi gli impregnanti
opachi per legno, come definiti dalla norma EN 927-1
nell’ambito della “categoria semistabile”, ossia i
rivestimenti che formano una pellicola opaca utilizzati a
fini di decorazione e protezione del legno dagli agenti
atmosferici;
f) impregnanti per legno che formano una pellicola di
spessore minimo: impregnanti per legno che, secondo la
norma EN 927-1:1996, hanno uno spessore medio inferiore a
5(micron) mm, misurato secondo il metodo 5A della norma ISO
2808:1997;
g) primer: rivestimenti con proprieta’ sigillanti e/o
isolanti destinati ad essere utilizzati sul legno o su
pareti e soffitti;
h) primer fissanti: rivestimenti destinati a
stabilizzare le particelle incoerenti del supporto o a
conferire proprieta’ idrorepellenti e/o a proteggere il
legno dall’azzurratura;
i) pitture monocomponenti ad alte prestazioni:
rivestimenti ad alte prestazioni a base di materiali
filmogeni, concepiti per applicazioni che richiedono
particolari prestazioni (ad esempio, applicazioni quali lo
strato di fondo e lo strato di finitura per plastica, lo
strato di fondo per supporti ferrosi o per metalli reattivi
come lo zinco e l’alluminio, le finiture anticorrosione, i
rivestimenti per pavimenti, compresi i pavimenti in legno e
cemento, ovvero prestazioni quali la resistenza ai
graffiti, la resistenza alla fiamma e il rispetto delle
norme igieniche nell’industria alimentare e delle bevande o
nelle strutture sanitarie);
j) pitture bicomponenti ad alte prestazioni:
rivestimenti destinati agli stessi usi delle pitture
monocomponenti di cui al punto i), ai quali e’ aggiunto un
secondo componente (per esempio, le ammine terziarie) prima
dell’applicazione;
k) pitture multicolori: rivestimenti impiegati per
ottenere un effetto bicolore o multicolore direttamente
dalla prima applicazione;
l) pitture per effetti decorativi: rivestimenti
impiegati per ottenere particolari effetti estetici su
supporti appositamente preverniciati o su basi, e
successivamente trattati durante la fase di essiccazione.
2. Prodotti per carrozzeria:
a) prodotti preparatori e di pulizia: prodotti
destinati ad eliminare, con azione meccanica o chimica, i
vecchi rivestimenti e la ruggine o a fornire una base per
l’applicazione di nuovi rivestimenti; tali prodotti
comprendono:
prodotti preparatori: i detergenti per la pulizia
delle pistole a spruzzo e di altre apparecchiature, gli
sverniciatori, gli sgrassanti (compresi gli sgrassanti
antistatici per la plastica) e i prodotti per eliminare il
silicone;
predetergenti: i detergenti per la rimozione di
contaminanti dalla superficie durante la preparazione e
prima dell’applicazione di prodotti vernicianti;
b) stucco/mastice: composti densi destinati ad essere
applicati per riempire profonde imperfezioni della
superficie prima di applicare il surfacer/filler;
c) primer: qualsiasi tipo di rivestimento destinato
ad essere applicato sul metallo nudo o su finiture
esistenti, per assicurare una protezione contro la
corrosione, prima dell’applicazione di uno strato di
finitura; tali prodotti comprendono:
surfacer/filler: rivestimento da usare
immediatamente prima dello strato di finitura allo scopo di
assicurare la resistenza alla corrosione e l’adesione dello
strato di finitura e di ottenere la formazione di una
superficie uniforme riempiendo le piccole imperfezioni
della superficie stessa;
primer universali per metalli: i rivestimenti
destinati ad essere applicati come prima mano, quali i
promotori di adesione, gli isolanti, i fondi, i sottofondi,
i primer in plastica, i fondi riempitivi bagnato su bagnato
non carteggiabili e i fondi riempitivi a spruzzo;
wash primer: I) i rivestimenti contenenti almeno lo
0,5% in peso di acido fosforico e destinati ad essere
applicati direttamente sulle superfici metalliche nude per
assicurare resistenza alla corrosione e adesione; II)
primer saldabili; III) le soluzioni mordenti per superfici
galvanizzate e zincate;
d) strato di finitura (topcoat): rivestimento
pigmentato destinato ad essere applicato in un solo strato
o in piu’ strati per conferire brillantezza e durata; sono
inclusi tutti i prodotti di finitura, come le basi “base
coating” (rivestimento contenente pigmenti che serve a
conferire al sistema di verniciatura il colore e qualsiasi
effetto ottico desiderato ma non la brillantezza o la
resistenza della superficie) e le vernici trasparenti
“clear coating” (rivestimento trasparente che conferisce al
sistema di verniciatura la brillantezza finale e le
proprieta’ di resistenza richieste);
e) finiture speciali: rivestimenti destinati ad
essere applicati come finiture per conferire proprieta’
speciali (come effetti metallici o perlati in un unico
strato), strati di colore uniforme o trasparenti ad alte
prestazioni (per esempio, le vernici trasparenti
antigraffio e fluorurate), basi riflettenti, finiture
testurizzate (per esempio, con effetto martellato),
rivestimenti antiscivolo, sigillanti sottoscocca,
rivestimenti antisasso, finiture interne. Sono inclusi gli
aerosol.».
– Si riporta il testo vigente dell’allegato II, tabella
1 e 2, del decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161,
citato nelle premesse, cosi’ come modificato dal presente
decreto:
«Allegato II

—-> Vedere tabelle a pag. 9

DECRETO LEGISLATIVO 14 Febbraio 2008, n. 33 – Modifiche al decreto legislativo 27 marzo 2006, n. 161, recante attuazione della direttiva 2004/42/CE per la limitazione delle emissioni di composti organici volatili conseguenti all’uso di solventi in talune pitture e vernici, nonche’ in prodotti per la carrozzeria. (GU n. 53 del 3-3-2008

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