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Decreto legge 30 giugno 1982

Decreto legge 30 giugno 1982 n. 390 convertito in legge 12 agosto 1982, n. 597. Disciplina delle funzioni prevenzionali ed omologative delle unità sanitarie locali e dell'istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro
Decreto Legge

Nota:
Il presente decreto legge è stato convertito con la Legge di
conversione del 12 agosto 1982, n. 597. Art. 1
1) Nelle province in cui, alla data del 1° luglio 1982, le unita
sanitarie locali non abbiano iniziato l’esercizio effettivo delle
funzioni dell’ANCC dell’ENPI e degli organi del Ministero del lavoro e
della previdenza sociale, loro trasferite dalla legge 23 dicembre
1978, n. 833, il prefetto, con proprio decreto, nomina un
commissario, il quale esercita, nel territorio della provincia, i
compiti già svolti dai predetti enti ed organi.
2) Il commissario di cui al precedente comma cessa, con decreto del
prefetto, dalle sue funzioni al momento in cui le unità sanitarie
locali inizieranno l’effettivo esercizio delle funzioni loro
trasferite e comunque entro il 31 dicembre 1982.
3) Fino alla data del 31 dicembre 1982 le regioni possono chiedere ai
commissari liquidatori dell’ENPI e dell’ANCC l’effettuazione di
attività connesse all’esercizio, da parte delle unità sanitarie locali
delle funzioni di cui ai precedenti comma, assumendone gli oneri a
carico delle quote del fondo sanitario nazionale assegnate alle
singole regioni.
– Fermo il disposto di cui al primo comma dell’articolo 19 del decreto
del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 619, fino
all’emanazione dei decreti di cui all’articolo 65 della legge 23
dicembre 1978, n. 833, e, comunque, non oltre il 31 dicembre 1982,
riguardo ai beni mobili ed immobili ed alle attrezzature dell’ENPI e
dell’ANCC, salvo quelli necessari per l’esercizio delle funzioni di
cui al primo comma del successivo articolo 2, si applicano le
disposizioni di cui all’articolo 2 del decreto legge 1° luglio 1980,
n. 285, convertito, con modificazioni, nella legge 8 agosto 1980,
n.441.Art. 2
1) Ferme le competenze attribuite o trasferite alle unità sanitarie
locali dagli articoli 19, 20 e 21 della legge 23 dicembre 1978, n.
833, è attribuita, a decorrere dal 1° luglio 1982, all’ISPESL la
funzione statale di omologazione dei prodotti industriali ai sensi
dell’articolo 6, lettera n), n. 18, e dell’articolo 24, della legge 23
dicembre 1978 n. 833, nonchè il controllo di conformità dei
prodotti industriali di serie al tipo omologato.
2) Per omologazione di un prodotto industriale si intende la procedura
tecnico-amministrativa con la quale viene provata e certificata la
rispondenza del tipo o del prototipo di prodotto prima della
riproduzione e immissione sul mercato ovvero del primo o nuovo
impianto, a specifici requisiti tecnici prefissati ai sensi e per i
fini prevenzionali della legge 23 dicembre 1978, n. 833, nonchè
anche ai fini della qualità dei prodotti.
3) Con decreto interministeriale dei Ministri dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, della sanità e del lavoro e della
previdenza sociale possono essere autorizzati all’esercizio delle
funzioni di cui al precedente primo comma anche laboratori pubblici o
privati riconosciuti idonei, nonchè l’autocertificazione da parte
delle aziende produttrici limitatamente alla conformità dei prodotti
di serie. I requisiti delle imprese ammesse all’autocertificazione
sono determinati con un regolamento, approvato dagli stessi Ministri
con decreto interministeriale.
4) Le procedure e le modalità amministrative e tecniche, le specifiche
tecniche, le forme di attestazione e le tariffe dell’omologazione sono
determinate con decreti interministeriali dei Ministri del’industria
del commercio e dell’artigianato, della sanità e del lavoro e della
previdenza sociale, previo parere dell’ISPESL.
5) Sino all’emanazione dei decreti di cui al comma precedente,
l’ISPESL opera alla stregua delle procedure e tariffe vigenti presso
le amministrazioni attualmente competenti.Art. 3
1) I provvedimenti di cui agli articoli 17 e 19 del decreto del
Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 619, riguardo al
personale ed ai beni dell’ANCC e dell’ENPI sono adottati di concerto
con il Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
tenendo conto anche delle competenze attribuite all’ISPESL ai sensi
del precedente articolo 2.
2) In attesa che l’ISPESL inizi ad esercitare le competenze attribuite
dal precedente articolo 2, i commissari liquidatori dell’ANCC e
dell’ENPI possono essere autorizzati, con decreto interministeriale
dei Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della
sanità e del lavoro e della previdenza sociale, previo parere
dell’ISPESL, ad esercitare sino al 31 dicembre 1982 le funzioni
omologative già loro spettanti ai sensi delle rispettive competenze
istituzionali, nonchè adempimenti di gestione di competenza
dell’ISPESL, all’uopo avvalendosi di personale compreso nel
contingente da assegnare all’ISPESL ai sensi del precedente comma,
ovvero, in via provvisoria, di personale compreso nel contingente da
assegnare alle unità sanitarie locali, e ponendo altresì gli oneri
finanziari, a carico delle rispettive gestioni, cui continueranno ad
affluire, per l’anno 1982, i proventi delle attività svolte. L’ISPESL
provvederà a rimborsare gli oneri stessi sullo stanziamento di cui al
cap. 6000 dello stato di previsione della spesa del Ministero della
sanità.
3) Il contributo di cui all’articolo 3, secondo comma, della legge 19
dicembre 1952, n. 2390, viene assegnato al fondo sanitario nazionale
di cui all’articolo 51 della legge 23 dicembre 1978, n. 833, per
essere destinato ad attività di ricerca nel campo della prevenzione
degli infortuni e delle malattie professionali, a partire dalla
cessazione dell’attività commissariale dell’ENPI.Art. 4
1) L’ISPESL, limitatamente all’esercizio delle funzioni di cui al
precedente articolo 2, primo comma, sottoposto alla vigilanza dei
Ministeri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della
sanità e del lavoro e della previdenza sociale.
2) I Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, della
sanità e del lavoro e della previdenza sociale possono, su conforme
parere del comitato amministrativo dell’ISPESL, istituire, con decreto
interministeriale, di concerto con il Ministro del tesoro,
dipartimenti periferici dell’Istituto in ragione della dislocazione
territoriale, della densità e del rilievo economico e produttivo delle
imprese industriali utenti della attività omologativa. Ad integrazione
dell’articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio
1980, n. 619, è istituito un dipartimento dotato di autonomia
funzionale e contabile per l’esercizio delle attività di omologazione
di cui al precedente articolo 2, primo comma (*).
3) Il comitato amministrativo dell’ISPESL di cui all’articolo 6 del
decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 619, è
integrato dai seguenti componenti:
un rappresentante del Ministero del tesoro, un rappresentante del
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato e un
rappresentante del Ministero delle partecipazioni statali, designati
dai rispettivi Ministri;
tre rappresentanti delle associazioni imprenditoriali, tra cui quelle
delle aziende a partecipazione statale e dei lavoratori autonomi,
nonchè un rappresentante delle associazioni sindacali dei quadri e
dirigenti di azienda, designati dal Consiglio sanitario nazionale, ai
sensi dell’articolo 6, lettera c), del predetto decreto del Presidente
della Repubblica 31 luglio 1980, n. 619.
4) Il comitato esecutivo dell’ISPESL di cui all’articolo 8 del decreto
del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n. 619, è
integrato dai membri del comitato amministrativo rappresentanti,
rispettivamente, il Ministero della sanità, il Ministero del tesoro e
il Ministero delle partecipazioni statali, nonchè da due dei
rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei lavoratori
autonomi, nonchè da un rappresentante dell’ANCI.
5) Il comitato tecnico-scientifico dell’ISPESL, di cui all’articolo 9
del decreto del Presidente della Repubblica 31 luglio 1980, n.
619, è integrato dai seguenti componenti:
– un rappresentante del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato;
– un esperto designato dall’ENEL;
– un esperto designato dall’ENI;
– un esperto designato dall’IRI. Art. 4 – bis
I decreti previsti dal presente decreto-legge sono pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.Art. 5
Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e
sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

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