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DECRETO-LEGGE 15 febbraio 2007, n.10

DECRETO-LEGGE 15 febbraio 2007, n.10 - Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed internazionali. (GU n. 38 del 15-2-2007)

DECRETO-LEGGE 15 febbraio 2007, n.10

Disposizioni volte a dare attuazione ad obblighi comunitari ed
internazionali.

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Ritenuta la straordinaria necessita’ ed urgenza di emanare
disposizioni al fine di adempiere ad obblighi comunitari derivanti da
sentenze della Corte di giustizia delle Comunita’ europee e da
procedure di infrazione pendenti nei confronti dello Stato italiano,
nonche’ di ottemperare ad impegni assunti in ambito internazionale in
merito alla candidatura della citta’ di Milano per l’Esposizione
universale 2015;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 7 febbraio 2007;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, del
Ministro per le politiche europee e del Ministro dell’economia e
delle finanze, di concerto con i Ministri della salute, delle
comunicazioni, della solidarieta’ sociale, dello sviluppo economico,
dell’interno, degli affari esteri e della giustizia;

E m a n a
il seguente decreto-legge:

Art. 1.
Esecuzione della sentenza della Corte di giustizia delle Comunita’
europee, resa in data 1° giugno 2006 nella causa C-207/05. Attuazione
della decisione della Commissione 2003/193/CE del 5 giugno 2002.
Procedura d’infrazione ex articolo 228 del Trattato CE n. 2006/2456.
1. Il recupero degli aiuti equivalenti alle imposte non corrisposte
e dei relativi interessi calcolati ai sensi dell’articolo 3, terzo
comma, della decisione della Commissione europea 2003/193/CE del
5 giugno 2002, in relazione a ciascun periodo di imposta nel quale
l’aiuto e’ stato fruito, e’ effettuato dall’Agenzia delle entrate.
2. L’Agenzia delle entrate, sulla base delle comunicazioni
trasmesse dagli enti locali e delle dichiarazioni dei redditi
presentate dalle societa’ beneficiarie ai sensi rispettivamente dei
punti 2 e 3 del provvedimento del direttore dell’Agenzia delle
entrate 1° giugno 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 136
del 14 giugno 2005, emesso in attuazione del comma 6 dell’articolo 27
della legge 18 aprile 2005, n. 62, nella formulazione vigente
anteriormente alle modifiche apportate dall’articolo 1 della legge
23 dicembre 2005, n. 266, liquida le imposte con i relativi
interessi; in caso di mancata presentazione della dichiarazione,
l’Agenzia delle entrate liquida le somme dovute sulla base degli
elementi direttamente acquisiti. L’Agenzia delle entrate provvede al
recupero degli aiuti, notificando, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, apposita comunicazione, in
relazione a ciascuna annualita’ interessata dal regime agevolativo,
contenente l’ingiunzione di pagamento delle somme dovute, con
l’intimazione che, in caso di mancato versamento entro trenta giorni
dalla data di notifica, si procede, ai sensi del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, ad iscrizione
a ruolo a titolo definitivo delle somme non versate, nonche’ degli
ulteriori interessi dovuti. Non si fa luogo, in ogni caso,
all’applicazione di sanzioni per violazioni di natura tributaria e di
ogni altra specie comunque connesse alle procedure disciplinate dalle
presenti disposizioni. Non sono applicabili gli istituti della
dilazione dei pagamenti e della sospensione in sede amministrativa.
La comunicazione contenente l’ingiunzione al pagamento delle somme
dovute a titolo di restituzione dell’aiuto costituisce atto
impugnabile davanti alle Commissioni tributarie, ai sensi
dell’articolo 19 del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
Tenuto conto tanto del preminente interesse nazionale in relazione
alle condanne irrogabili alla Repubblica italiana, ai sensi e per gli
effetti dell’articolo 228, paragrafo 2, del Trattato che istituisce
la Comunita’ europea, quanto dell’effetto negativo delle
determinazioni di competenza della Commissione europea sugli
interventi in favore di imprese nazionali, l’autorita’ giudiziaria,
previo accertamento della gravita’ ed irreparabilita’ del pregiudizio
allegato dal richiedente, puo’ disporre la sospensione in sede
cautelare delle ingiunzioni di cui al periodo precedente solo nelle
ipotesi:
a) errore di persona;
b) errore materiale del contribuente;
c) evidente errore di calcolo.
3. Gli interessi sono determinati in base alle disposizioni di cui
al capo V del regolamento (CE) n. 794/2004 della Commissione, del
21 aprile 2004, secondo i criteri di calcolo approvati dalla
Commissione europea in relazione al recupero dell’aiuto di Stato
C57/03, disciplinato dall’articolo 24 della legge 25 gennaio 2006, n.
29. Il tasso di interesse da applicare e’ il tasso in vigore alla
data di scadenza ordinariamente prevista per il versamento di saldo
delle imposte non corrisposte con riferimento al primo periodo di
imposta interessato dal recupero dell’aiuto.
4. Conformemente alla disciplina comunitaria applicabile ed alla
decisione della Commissione europea 2003/193/CE del 5 giugno 2002,
costituiscono deroghe al divieto previsto dall’articolo 87,
paragrafo 1, del Trattato CE, e non sono pertanto oggetto di
iscrizione a ruolo a titolo definitivo, gli aiuti, comunque
determinati nella comunicazione di ingiunzione notificata al soggetto
beneficiario, rientranti nell’ambito di applicabilita’ della regola
«de minimis», esclusi i settori disciplinati da norme comunitarie
speciali in materia di aiuti di Stato emanate sulla base dal Trattato
CEE o del Trattato CECA, vigenti nel periodo di riferimento.
5. Ai fini del presente recupero, appartengono alla categoria degli
aiuti «de minimis» gli aiuti che, in base alla comunicazione 92/C
213/02 della Commissione del 20 maggio 1992, non eccedono l’importo
complessivo di 50.000 ECU, elevato a 100.000 ECU con la comunicazione
96/C 68/06 del 6 marzo 1996, su un periodo di tre anni decorrente dal
primo aiuto «de minimis»; tale massimale si applica indipendentemente
dalla forma degli aiuti o dall’obiettivo perseguito.
6. Per gli aiuti concessi sotto la vigenza della regolamentazione
«de minimis» di cui alla comunicazione della Commissione europea 92/C
213/02 del 20 maggio 1992 ed alla comunicazione 96/C 68/06 del
6 marzo 1996, il triennio di riferimento per il calcolo del limite
massimo ha carattere fisso, esaurito il quale inizia a decorrere un
nuovo triennio. Per la verifica del limite si sommano tutti gli
importi di aiuti «de minimis», di qualsiasi tipologia, ottenuti dallo
stesso soggetto nel triennio. Ai fini dell’applicazione della regola
«de minimis» nei confronti delle societa’ beneficiarie e’ condizione
necessaria che il risparmio d’imposta goduto, risultante dalla
sommatoria dell’esenzione fiscale fruita per ogni periodo di imposta,
sia inferiore a detto massimale.
7. Conformemente alle indicazioni fornite dalla Commissione con la
comunicazione 96/C 68/06 del 6 marzo 1996, l’importo massimo di aiuto
nel periodo di riferimento e’ espresso sotto forma di sovvenzione
diretta di denaro. Gli aiuti erogati in forma diversa, ai fini
dell’applicazione del limite previsto dalla regola «de minimis»,
devono essere convertiti in equivalente sovvenzione, calcolata al
lordo dell’imposta eventualmente applicabile sull’aiuto. Ai fini
della determinazione del limite per gli aiuti «de minimis» ottenuti
fino al 31 dicembre 1998, si applicano i tassi variabili di
conversione del valore nominale in lire nel valore in ECU; per gli
aiuti ottenuti dal 1° gennaio 1999 il tasso di conversione in euro e’
fisso e pari a 1.936,27. Il tasso di conversione lira/ECU da
applicare e’ quello medio annuale relativo all’esercizio precedente a
quello di concessione dell’aiuto «de minimis».
8. Sono esclusi dal cumulo per il computo dell’importo massimo
fissato per l’applicazione della regola «de minimis» gli aiuti
autorizzati dalla Commissione o rientranti in un regolamento di
esenzione per categoria anche se riferiti allo stesso presupposto,
qualora la rispettiva normativa non preveda diversamente.
9. Le societa’ beneficiarie, che intendono avvalersi della
disposizione di cui al comma 4 producono dichiarazione sostitutiva
dell’atto di notorieta’, ai sensi dell’articolo 47 del testo unico
delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di
documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, contenente tutte le informazioni
relative agli aiuti «de minimis» ricevuti con riferimento al periodo
di godimento dell’esenzione fiscale dichiarata aiuto di Stato
illegittimo dalla decisione della Commissione 2003/193/CE del
5 giugno 2002, conformemente alla disciplina pro-tempore vigente.
10. La documentazione di cui al comma 9 e’ consegnata a mano o
inviata a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, entro
quindici giorni dalla notifica della comunicazione-ingiunzione di cui
al comma 2, all’ufficio che ha adottato l’atto.
11. Sono abrogati i commi da 2 a 6 dell’articolo 27 della legge
18 aprile 2005, n. 62.

Art. 2.
Promozione della candidatura della citta’ di Milano all’Esposizione
universale del 2015
1. Le iniziative per la promozione della candidatura della citta’
di Milano all’Esposizione universale del 2015, di cui all’articolo 1,
com…

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