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DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 febbraio 2006

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 febbraio 2006 - Linee guida per la pianificazione di emergenza nelle aree portuali interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare, in attuazione dell'articolo 124 del decreto legislativo 17 marzo 1992, n. 230 e successive modifiche ed integrazioni. (GU n. 44 del 22-2-2006)

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 febbraio 2006

Linee guida per la pianificazione di emergenza nelle aree portuali
interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare, in
attuazione dell’articolo 124 del decreto legislativo 17 marzo 1992,
n. 230 e successive modifiche ed integrazioni.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Vista la legge 24 febbraio 1992, n. 225, concernente l’istituzione
del Servizio nazionale di protezione civile;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001 convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401 ed in particolare
l’art. 5, comma 4-ter;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante
«Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge
15 marzo 1997, n. 59» e, in particolare, l’art. 107;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1992, n. 230, recante
«Attuazione delle direttive 89/618/Euratom, 90/641/Euratom,
92/3/Euratom e 96/29/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti» e,
in particolare, l’art. 124;
Ritenuto, pertanto, necessario dare compiuta attuazione a detto
art. 124;
Acquisita l’intesa della Conferenza unificata nella seduta del
26 gennaio 2006;
Su proposta del Capo del dipartimento della protezione civile;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 10 febbraio
2006;
Decreta:
In considerazione di quanto esposto in premessa sono approvate le
allegate linee guida per la pianificazione di emergenza nelle aree
portuali interessate dalla presenza di naviglio a propulsione
nucleare.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 10 febbraio 2006
Il Presidente: Berlusconi

Allegato
Linee guida per l’attuazione dell’articolo 124 del decreto
legislativo n. 230/1995
Pianificazione di emergenza nelle aree portuali interessate dalla
presenza di naviglio a propulsione nucleare

1. Premessa.
L’art. 124 del decreto legislativo n. 230/1995 dispone che il
Dipartimento della protezione civile stabilisca le modalita’ di
applicazione delle norme del capo X del predetto decreto legislativo
alle aree portuali interessate dalla presenza del naviglio a
propulsione nucleare.
In attuazione del disposto normativo dianzi evidenziato, nonche’
dell’art. 5, comma 4-ter del decreto-legge n. 343/2001, convertito,
con modificazioni, dalla legge n. 401/2001, si delineano di seguito
le procedure che i soggetti competenti dovranno seguire per la
redazione del piano di emergenza delle aree portuali interessate
dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare.
In generale, le situazioni di rischio nucleare o radiologico che
necessitano di una pianificazione di emergenza possono verificarsi in
diversi settori di applicazione dell’energia nucleare e delle
sostanze radioattive:
a) centrali nucleari di potenza;
b) centri di ricerca ed altri impianti con sostanze nucleari o
radioattive, sottoposti a pianificazione di emergenza;
c) depositi di materiale radioattivo e nucleare;
d) naviglio a propulsione nucleare;
e) trasporto di materiale nucleare o radioattivo.
Per le attivita’ di cui ai punti a), b) e c) la pianificazione di
emergenza esterna e’ regolata specificatamente dall’art. 116 del
decreto legislativo n. 230/1995 e successive modificazioni ed
integrazioni.
Diversamente, per i contesti di cui sub d) ed e) il legislatore
ha rimandato la definizione dei relativi ambiti pianificatori al
Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio
dei Ministri.
Pertanto, gli interventi connessi sia agli eventi incidentali
che possano avvenire al naviglio a propulsione nucleare, sia agli
eventi incidentali che possano avvenire durante il trasporto di
materie radioattive o nucleari dovranno essere esplicitamente
regolamentati nella pianificazione di emergenza anche di livello
provinciale.
Per ottemperare a questa esigenza, il presente documento si
propone di fornire uno strumento che definisca i criteri cui dovranno
uniformarsi i piani di emergenza esterna da predisporsi o aggiornarsi
da parte dei prefetti territorialmente responsabili sulle aree
portuali ove e’ consentito l’attracco di naviglio a propulsione
nucleare.
In relazione a quest’ultimo aspetto tale pianificazione dovra’
essere coordinata con le disposizioni vigenti per il naviglio
commerciale, nonche’ con quella per il naviglio militare.
2. Campo di applicazione.
Com’e’ noto, l’art. 115 del decreto legislativo n. 230/1995
dispone che le norme del capo X del predetto decreto si applicano
anche alle aree portuali interessate dalla presenza del naviglio a
propulsione nucleare.
Pertanto, il documento in questione procedera’, in ossequio al
disposto di legge, a definire le modalita’ di applicazione delle
citate norme del capo X.
Per tutto quanto non previsto dal presente documento si applica
la normativa vigente in materia di emergenze nucleari e radiologiche.
3. Pianificazione di emergenza.
La pianificazione di emergenza oggetto del presente documento
assume, al pari di altre tipologie di pianificazione derivanti da
rischi naturali ed antropici, peculiare rilievo allo scopo di ridurre
gli effetti negativi derivanti dal verificarsi dall’evento
calamitoso.
A tal fine, pertanto, assume valore fondamentale sia la corretta
individuazione e prefigurazione degli scenari di rischio, sia la
individuazione dei mezzi, umani e strumentali, da impiegare nel corso
della fase emergenziale, sia le procedure da avviare nella predetta
fase.
Rilievo non secondario assume, inoltre, la tempistica di
realizzazione della pianificazione di emergenza, atteso che
quest’ultima e’ volta a salvaguardare interessi fondamentali, alla
cui tutela e’ preposta la funzione di protezione civile, quali
l’integrita’ della vita umana, dell’ambiente, dei beni e degli
insediamenti.
In tale contesto, percio’, il presente documento si propone di
individuare anche una tempistica di redazione ed aggiornamento dei
piani in questione che assume una valenza programmatoria di non
secondaria importanza al fine di corrispondere in pieno alle esigenze
di tutela delle popolazione potenzialmente interessata dalla
tipologia di rischio in questione.
La previsione in questione, in altri termini, assolve allo scopo
fondamentale di avviare lo sviluppo di «best practices» e, quindi, la
nascita di un percorso virtuoso e di collaborazione tra le diverse
amministrazioni preposte alla pianificazione di emergenza che sia in
grado di condurre, percio’, al migliore risultato possibile in tempi
apprezzabilmente brevi.
A tale ultimo scopo, preliminarmente, si evidenzia che il
Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio
dei Ministri provvedera’, entro sei mesi dal ricevimento del rapporto
tecnico di cui si dira’ piu’ avanti, ad introdurre nel piano
nazionale di emergenza una sezione specifica contenente le misure
protettive necessarie per assicurare la protezione della popolazione
e dei beni nel caso di incidenti che avvengano nelle aree portuali
interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare e le
cui conseguenze attese non siano fronteggiabili in ambito provinciale
o interprovinciale.
Tale piano, e le sue integrazioni, verra’ trasmesso ad ognuna
delle amministrazioni, anche territoriali, coinvolte nella
pianificazione di emergenza e dalle stesse, in un percorso
discendente, dovra’ essere portato a conoscenza, per gli aspetti
d’interesse, della popolazione potenzialmente interessata.
La sezione specifica di cui sopra riportera’, quali requisiti
minimi, le procedure di attivazione delle autorita’ competenti, la
catena di comando e controllo per la gestione dell’emergenza, la
procedura di diffusione delle informazioni tra le autorita’
coinvolte, i termini e le modalita’ dello svolgimento di periodiche
esercitazioni, le procedure da seguire per l’informazione, preventiva
e di emergenza, della popolazione, le norme di comportamento e di
protezione, le principali azioni protettive da adottarsi sia in caso
di irraggiamento che di contaminazione, nonche’ la costituzione e
l’aggiornamento professionale di apposite squadre speciali
d’intervento assicurando che in esse siano presenti professionalita’
altamente specializzate nel campo sanitario.
Il piano nazionale cosi’ integrato verra’ approvato con decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri.
3.1 Rapporto tecnico.
Per la redazione del piano di emergenza esterna in questione
assume valenza fondamentale la redazione del rapporto tecnico.
Tale rapporto verra’ predisposto, per il naviglio militare, dal
Ministero della difesa e, per il naviglio civile, dall’agenzia per la
protezione dell’ambiente e per i servizi tecnici in collaborazione
con l’autorita’ portuale o con l’autorita’ marittima per gli elementi
d’informazione di specifica competenza.
Il rapporto tecnico, in entrambi i casi, dovra’ recare i seguenti
elementi:
a) l’individuazione degli scenari incidentali di riferimento
ragionevolmente ipotizzabili e la descrizione della loro evoluzione
nel tem…

[Continua nel file zip allegato]

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