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Decreto del Ministro dell’Interno 19 agosto 1996

Decreto del Ministro dell'Interno 19 agosto 1996 - Approvazione della Regola Tecnica di Prevenzione incendi per la progettazione, costruzione ed esercizio dei locali di intrattenimento e di pubblico spettacolo - Chiarimenti ed indirizzi applicativi.
Circolare Ministeriale

Con l’emanazione del Decreto Ministeriale 19 agosto 1996
pubblicato nel Supplemento Ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 214
del 12 settembre 1996 si è data attuazione al dettato
dell’articolo 4, comma 3, della legge n° 437 del 27 ottobre 1995
(legge di conversione del decreto legge 28 agosto 1995, n. 361), il
quale ha stabilito che ”… il Ministro dell’Interno
provvede ai sensi del penultimo comma dell’articolo 11 del DPR 29
luglio 1982, n. 577, alla emanazione delle norme tecniche organiche e
coordinate di prevenzione incendi per i luoghi di spettacolo ed
intrattenimento individuati dallo stesso Ministro
dell’Interno“.Con detto provvedimento si è pertanto
proceduto all’aggiornamento delle previgenti disposizioni di
prevenzione incendi per i luoghi di spettacolo ed intrattenimento
ricadenti nel campo di applicazione del decreto stesso.Le principali
motivazioni che hanno determinato l’esigenza della sua emanazione
possono sinteticamente riassumersi in:a) – definire un testo organico
e coordinato di norme applicabili nello specifico settore, tenuto
conto che le numerose modifiche ed integrazioni di cui è stata
oggetto nel tempo la circolare del Ministero dell’Interno n. 16 del 15
febbraio 1951, avevano reso la previgente normativa di prevenzione
incendi di non immediata consultazione e spesso di non facile
applicazione;b) – adeguare le disposizioni di sicurezza antincendio
alle nuove esigenze funzionali dei luoghi di spettacolo, anche in
relazione alle necessità derivanti da un nuovo e diverso
inserimento degli stessi nel contesto urbanistico.Con il citato
decreto non sono state, ovviamente, in alcun modo variate le
specifiche competenze ed attribuzioni delle Commissioni Provinciali di
Vigilanza, di cui all’art. 141 del Regolamento del T.U.L.P.S.,
né del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.Premesso quanto
sopra e sulla scorta dei quesiti pervenuti, in questa prima fase
applicativa del decreto, da parte di Prefetture, Comandi Provinciali
dei Vigili del Fuoco ed Associazioni di categoria, si ritiene
opportuno fornire chiarimenti ed indirizzi applicativi su alcuni
specifici argomenti.A) Normativa applicabile in relazione alla data di
entrata in vigore del decreto.L’art. 1, comma 3, stabilisce che le
disposizioni del decreto si applicano a decorrere dalla data di
entrata in vigore dello stesso per:a) – la realizzazione di nuovi
locali;b) – la completa ristrutturazione e/o cambio di destinazione di
locali esistenti;c) – gli interventi di modifica parziale e/o
ampliamento di impianti e parti costruttive effettuate in locali
esistenti.Pertanto a decorrere dalla data suddetta, i progetti di
nuove costruzioni o di modifica di quelle esistenti dovranno essere
redatti secondo le disposizioni del decreto.Ne consegue che i progetti
pervenuti alle Commissioni Provinciali di Vigilanza, per il parere
previsto dalle vigenti procedure, prima della data di entrata in
vigore del decreto e redatti sulla base della previgente normativa,
dovranno essere esaminati sulla scorta delle precedenti disposizioni
di prevenzione incendi, fermo restando l’obbligo di adeguamento a
quanto previsto dal Titolo XIX dell’allegato.B) Disposizioni per i
locali esistentiLe disposizioni di cui all’art. 5 del decreto si
applicano ai locali che alla data di entrata in vigore dello stesso
avevano conseguito il parere favorevole di agibilità da parte
della Commissione Provinciale di Vigilanza. Il suddetto disposto si
deve applicare anche a tutti quei locali, i cui progetti di
costruzione, trasformazione, adattamento ed ampliamento sono pervenuti
alle Commissioni Provinciali di Vigilanza, per l’acquisizione del
previsto parere, antecedentemente alla data di entrata in vigore del
predetto decreto ed il cui esame, espletato sulla base della
previgente normativa, abbia avuto esito favorevole.Ai suddetti locali
si applica, pertanto, la previgente normativa di prevenzione incendi,
fermo restando l’obbligo di adeguamento a quanto previsto dal Titolo
XIX dell’allegato.C) Abrogazione di normeL’art. 7 del decreto
stabilisce che sono abrogate tutte le precedenti disposizioni di
prevenzione incendi emanate sui locali di cui all’art. 1.Pertanto
tutte quelle disposizioni della circolare del Ministero dell’Interno
n. 16 del 15 febbraio 1951, non attinenti a problematiche di
prevenzione incendi (norme procedurali, igiene e salubrità,
acustica, assistenza sanitaria, stabilità delle strutture,
misure antinfortunistiche, etc.) sono da ritenersi tuttora in vigore,
fatte salve le modifiche apportate nel tempo da parte delle competenti
autorità.Al riguardo, richiamando quanto già comunicato
con circolare MI.SA. n. 15 del 31 maggio 1996, occorre evidenziare che
la valutazione dei carichi agenti sulle strutture dei locali di
spettacolo e trattenimento va effettuata in base al decreto del
Ministro dei Lavori Pubblici di concerto con il Ministro dell’Interno
del 16 gennaio 1996. D) Disposizioni per circhi, parchi di
divertimento e spettacoli viaggiantiD1) – Requisiti dell’area di
installazioneIl punto 7.1 dell’allegato stabilisce che l’area di
installazione di circhi, parchi di divertimento e spettacoli
viaggianti deve esser fornita di energia elettrica, telefono e di
almeno un idrante per rifornimento degli automezzi antincendio.Quanto
sopra, pur rientrando nelle previsioni della vigente legislazione
(art. 9 della legge 18 marzo 1968, n. 337), risulta però
ampiamente disatteso in quanto gran parte delle aree pubbliche o
private a ciò destinate, non sono state a tutt’oggi
attrezzate.Mentre per l’energia elettrica e l’utenza telefonica
può sopperirsi rispettivamente con gruppi elettrogeni e sistemi
di telecomunicazione cellulare, per quanto attiene la mancata
disponibilità di idranti in loco, la Commissione Provinciale di
Vigilanza potrà prescrivere idonei mezzi di estinzione,
adeguati alla tipologia e caratteristiche dell’insediamento.D2) –
Distanza di rispetto tra tendoni ed attrazioni limitrofeIL punto 7.2
dell’allegato stabilisce, in generale, che i tendoni e le attrazioni
devono essere dislocati in modo da ridurre al minimo la
possibilità di propagazione di un incendio ed in particolare
prescrive che tra i tendoni e le attrazioni limitrofe la distanza non
deve essere inferiore a 6 metri.Tale distanza di metri 6 deve essere
rispettata solamente tra tendoni limitrofi e tra tendoni ed altre
attrazioni limitrofe, intendendosi per tendoni una tendo-struttura o
una tenso-struttura in cui il telo di copertura costituisce anche
tamponamento laterale (p. e. tendoni di circhi, teatri-tenda e
strutture similari).Detto vincolo non sussiste per distanziare tra
loro attrazioni non equiparabili a tendoni.D3) – Documentazione e
verifiche tecnichele disposizioni di cui al punto 7.7 dell’allegato
sono state previste, in linea con gli obiettivi del decreto, per
garantire una corretta gestione della sicurezza dello spettacolo
viaggiante e, nel contempo, per semplificare ed uniformare le
procedure di controllo da parte delle autorità
competenti.Ciò premesso, preso atto di quanto rappresentato
dalle Associazioni di categoria circa l’impossibilità di una
immediata applicazione del disposto del punto 7.7, al fine anche di
mettere a punto i necessari meccanismi di armonizzazione con la legge
n. 337 del 1968 e considerato quanto previsto dall’art. 5 del decreto
per i locali esistenti, si chiarisce che le disposizioni di cui al
punto 7.7 dell’allegato devono essere attuate, per le attività
esistenti, entro un anno dalla data di entrata in vigore del decreto,
al pari di quanto previsto per il piano e per il registro della
sicurezza antincendio di cui al Titolo XIX dell’allegato.Nelle more
dell’attuazione del disposto di cui al punto 7.7 dell’allegato, le
Commissioni Provinciali di Vigilanza, ai fini dell’emanazione del
parere tecnico sull’agibilità degli insediamenti in argomento,
oltre agli accertamenti ed alle valutazioni direttamente eseguite,
potranno avvalersi di certificazioni di professionisti iscritti agli
albi professionali, nonché di dichiarazioni di installatori, in
conformità a quanto previsto dalla vigente normativa.

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